X ha ufficialmente limitato la creazione di immagini ai soli utenti Premium. Una mossa che non sorprende, ma che sposta semplicemente la violenza digitale dietro un abbonamento, confermando che la sicurezza per Elon Musk è un servizio accessorio e non un requisito strutturale.
Dopo le polemiche, inevitabili, X ha deciso finalmente di operare su quello che è diventata una grave emergenza. Il fenomeno della modifica delle immagini attraverso messaggi testuali a Grok (la IA di xAI) ha assunto dimensioni allarmanti e i dati che ho raccolto nell’articolo di ieri lo dimostrano.
Grok, la generazione di immagini su X solo per abbonati a Premium
Ebbene, il messaggio apparso agli utenti nelle ultime ore mostra questo atteso, ma comunque tardivo, cambio di passo: “La generazione e la modifica di immagini sono attualmente limitate agli abbonati paganti”. Questa restrizione arriva, ricordiamolo, dopo una settimana di critiche globali e pressioni senza precedenti da parte del governo britannico e della Commissione Europea.

Come abbiamo visto, la “spunta blu” non funziona come una sorta di filtro morale. L’utente che ha chiesto di manipolare l’immagine della donna uccisa a Minneapolis, un esempio che definisce il punto più basso di questa deriva tecnologica, era proprio un utente abbonato. Limitare l’accesso a chi paga significa ammettere che, una volta abbonato, la dignità delle persone rimane un territorio di conquista privo di filtri.


I numeri allarmanti dell’emergenza su X
I dati, ricordati ieri, che emergono dalle ultime inchieste delineano un quadro di abuso sistemico che nessuna limitazione di accesso sembra aver ancora frenato:
-
6.700 immagini sessualizzate all’ora: è il ritmo di generazione rilevato da ricercatori citati da Bloomberg durante i picchi di attività di questa settimana.
-
3/4 delle richieste analizzate: secondo una ricerca del Trinity College di Dublino, circa il 75% dei prompt raccolti riguardava la richiesta di “denudare” o sessualizzare donne e minori.
-
800 contenuti pedopornografici o violenti: rintracciati dall’organizzazione AI Forensics tramite l’app “Grok Imagine”, che sembra mantenere maglie ancora più larghe rispetto all’interfaccia standard.
La posizione UE: “Non è piccante, è illegale”
Bruxelles ha già chiarito che non accetterà soluzioni di comodo. Thomas Regnier, portavoce della Commissione Europea per il digitale, è stato categorico definendo i contenuti generati “disgustosi” e “illegali”, sottolineando che la narrazione di Musk su una “IA piccante” non ha basi giuridiche in Europa.
La Commissione ha già ordinato a X di conservare tutti i documenti interni e i dati relativi a Grok fino alla fine del 2026 per facilitare le indagini in corso. Il rischio per la piattaforma è altissimo:
-
Sanzioni DSA: dopo la multa di 120 milioni di euro ricevuta a dicembre 2025, X rischia ora sanzioni fino al 10% del fatturato globale.
-
Online Safety Act (UK): il primo ministro Keir Starmer ha dichiarato che Ofcom ha il pieno supporto per agire, inclusa la possibilità di richiedere il blocco della piattaforma nel Regno Unito.

Oltre il paywall: la sicurezza come vantaggio competitivo
In definitiva, l’errore di fondo rimane la scelta di aver rilasciato in uso a chiunque uno strumento così potente senza alcun tipo di filtro semantico e contestuale. Lo spostamento della funzionalità dietro un paywall non è una misura di sicurezza, ma una monetizzazione dell’abuso. Oltre che una foglia di fico.
Il vero vantaggio competitivo per chi sviluppa Intelligenza Artificiale oggi non risiede nella “libertà assoluta” di generare orrori, ma nella capacità di costruire sistemi sicuri per design (safety-by-design).
Le aziende che sapranno garantire che la loro tecnologia non possa essere usata come arma di aggressione digitale saranno quelle in grado di procedere all’interno di un ecosistema normativo che, da oggi, non concede più sconti.



