Tranquilli, Facebook sta ‘sperimentando’ solo un doppio news feed

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Franz Russo
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Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

E’ bastato solo che si leggesse, tra le tante notizie diffuse oggi, che Facebook è pronto ad eliminare dal news feed i contenuti non sponsorizzati (quelli organici) per mandare tutti nel panico. E non solo in Italia. Adam Mosseri ha poi specificato che si tratta solo di un test per creare un doppio news feed.

E’ bastato solo che si leggesse, tra le tante notizie diffuse oggi, che Facebook è pronto ad eliminare dal news feed i contenuti non sponsorizzati (quelli organici) per mandare tutti nel panico. Peccato che molti si siano fermati solo a questo senza leggere, e quindi specificare, che si tratta di un test, di un esperimento che Facebook ha avviato in sei paesi: Bolivia, Guatemala, Cambogia, Slovacchia, Serbia e Sri Lanka.

Una volta erano i cambiamenti di Google a mandare tutti nel panico, adesso è sufficiente che sia Facebook ad annunciare una novità che tutti si affrettano a darne notizia, e a diffondere il panico (scusate la ripetizione di questa parola) senza motivo. Segno dei tempi che cambiano. Eppure bastava specificare, come quasi sempre accade, che si trattava solo di un esperimento molto circoscritto, per provare a ragionarci meglio. E non è solo un caso italiano, anzi. A livello globale si è ottenuto lo stesso effetto, al punto che Adam Mosseri, responsabile News Feed di Facebook è dovuto intervenire per chiarire meglio di cosa si tratta. Anche perchè, per chi mastica le vicende di Facebook, da Menlo Park le novità vengono sempre annunciate in modalità test, un modo per coinvolgere gli utenti su una nuova feature e esprimere un parere. Ed è questo il pensiero di Mosseri:

Stiamo testando uno spazio dedicato alle persone, in modo da stare in contatto con i loro amici e familiari, e un altro spazio separato, chiamato Esplora, con i post dalle pagine. L’ obiettivo di questo test è capire se le persone preferiscono avere luoghi separati per i contenuti personali e pubblici.

E Mosseri continua:

Non c’è attualmente nessun piano per introdurre questo esperimento al di là di questi paesi coinvolti nella prova o di caricare pagine a pagamento su Facebook per poi distribuirle sul News Feed o Explore. Purtroppo, alcuni hanno erroneamente fornito tale interpretazione, ma non era questa la nostra intenzione.

Questo per fare un po’ di chiarezza sulla vicenda che voleva portare ad un altro significato, e cioè che Facebook avesse intenzione di “eliminare dal news feed i contenuti non a pagamento”.

In realtà, Facebook sta sperimentando una modalità separata di news feed, senza per questo penalizzare gli altri contenuti non a pagamento. L’idea di un doppio news feed forse, al momento non è il massimo, ma è diverso che diffondere una notizia non vera.

facebook news feed esplora

E poi se Facebook ha individuato quei sei paesi è perchè in quelle zone si è manifestata di più la richiesta di avere una sorta di doppio news feed.

Certo se fosse stata vera quella notizia molti piccoli editori, che fanno affidamento proprio sulla distribuzione delle notizie su Facebook sarebbero stati davvero in grosse difficoltà. Ma non è così la notizia. E’ anche vero che il tema è molto sentito, nel senso che la visibilità che si ottiene attraverso un post organico è diversa da quello sponsorizzato. Ma prima di esprimere pareri definitivi è meglio, in certi casi, leggere con attenzione e attendere con pazienza.

E poi, come già accadeva con Google, è sempre Facebook che decide.

 

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