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  • Clubhouse su Android comincia a diffondersi in Italia

    Clubhouse su Android comincia a diffondersi in Italia

    Clubhouse arriva su Android anche in Italia. Da qualche ora l’app di audio chat nata lo scorso esclusivamente su iOS sta cominciando a propagarsi sul sistema operativo più usato al mondo anche nel nostro paese.

    Da quello che si vede, sembra che Clubhouse comincia a propagarsi su Android anche in Italia. Come ricorderete, qualche giorno fa vi avevamo dato notizia del fatto che l’app di audio chat avesse cominciato a diffondere la sua app per il sistema operativo mobile di Google negli Usa, cosa che sarebbe stata poi estesa ad altri paesi nelle settimane successive.

    Ecco, a distanza di qualche giorno, dopo aver esteso l’app anche in Giappone, Russia, Brasile, India e Nigeria, adesso la tanto attesa app arriva anche in Italia, anche se ancora non c’è nessuna comunicazione ufficiale. Chi scrive, ha appena scaricato l’app Android e ha attivato il suo account, probabile che lo stesso abbiate fatto anche voi che state leggendo, oppure lo cominciate a fare da adesso.

    Al momento, da Google Play si legge che i download hanno superato i 100 mila, segno che qualcosa si sta muovendo. Anche se…

    clubhouse android franzrusso.it

    Come già detto, questa mossa di arrivare su Android poco più che un anno dopo potrebbe essere un po’ tardiva, nel senso che la stessa estensione dell’app verso il sistema operativo mobile più usato al mondo potrebbe non risollevare i download dell’app. E di fatto, diventare un mossa, appunto, tardiva.

    La settimana scorsa, quando scrivevamo che presto l’app Clubhouse sarebbe arrivata su Android, avevamo anche riportato i dati più recenti sui download, rilevati da Sensor Tower. Ebbene, avevamo visto come ad aprile, solo su iOS, i download erano crollati a poco meno di un milione.

    E la concorrenza avanza, come Twitter Spaces che presto permetterà di programmare gli spazi e di organizzare spazi a pagamento, permettendo agli Host di cominciare a guadagnare. Senza dimenticare anche la possibilità di rilasciare la versione per web/desktop.

    Insomma, Clubhouse arriva su Android anche in Italia. E voi? L’aveva già scaricata sul vostro smartphone?

  • Clubhouse arriva su Android, ma forse è un po’ tardi

    Clubhouse arriva su Android, ma forse è un po’ tardi

    Dopo poco più di un anno dal suo lancio ufficiale, Clubhouse ha ufficializzato il suo approdo su Android, per ora negli Usa. Resterà comunque sempre su invito, ma forse adesso è un po’ tardi.

    Dopo poco più di un anno dal suo lancio ufficiale, Clubhouse ha ufficializzato il suo approdo su Android, il sistema operativo di Google che copre il 90% del mercato mobile. L’ufficializzazione è arrivata domenica scorsa, 9 maggio 2021. Per ora Clubhouse su Android resta solo per gli Usa anche se l’obiettivo è, a breve (anche se non si conoscono tempistiche precise), di espandere l’app il altri paesi.

    C’è da dire che la notizia è giunta a sorpresa e in anticipo rispetto a quelle che erano, fino a ieri, le notizie ufficiali. E cioè che l’app per Android sarebbe arrivata solo poco dopo l’estate. Evidentemente si trattava di pura tattica e per questo motivo è possibile che entro poche settimane l’app sia disponibile su Google Play anche in Italia. Tra l’altro, seguendo il link dalla home del sito di Clubhouse, sulla quale compare anche il logo del market di Android, potrete preregistrarvi e ricevere una notifica non appena l’app sarà disponibile per il download, scegliendo anche la possibilità che l’app si auto installi non appena possibile.

    android clubhouse ritardo intime blog

    Il passaggio verso Android resta per Clubhouse un passaggio importante, significa mettere fine ad un anno di esclusività per i soli dispositivi iOS e abbracciare un pubblico più ampio. E se vi state chiedendo se questo passaggio comporterà la fine degli inviti per accedervi, allora la risposta è no. La modalità degli inviti resterà ancora valida su Android, anche se resta comunque obiettivo finale quello di rendere l’app aperta davvero a tutti.

    Come dicevamo, si tratta di un passaggio importante che forse, e diciamo forse, potrebbe rivelarsi tardivo per Clubhouse.

    Clubhouse, calo dei download anche ad aprile

    Come già riportato il mese scorso, i dati relativi ai download sono in calo. Nel mese di marzo di quest’anno, come rilevato da Sensor Tower, in un mese il calo è stato di -72%. E il calo non si è fermato a marzo, i dati di aprile, sempre di Sensor Tower, ci dicono che l’app è stata scaricata meno di 1 milione di volte: 922 mila volte, per la verità.

    grafico clubhouse download 2021 aprile franzrusso.it

    Naturalmente i dati di maggio saranno molto più alti, risentiranno dell’apertura verso Android, sebbene solo limitata agli Usa, il mercato più grande per Clubhouse. Ma rischia di essere uno sforzo tardivo. Se fosse arrivato ad inizio di quest’anno, forse, sarebbe stata tutta un’altra storia.

    Già, perché nel giro di pochi mesi lo scenario è totalmente cambiato. Clubhouse da una posizione preminente, con un vantaggio competitivo elevato rispetto a tutte le altre piattaforme social media, è finita per ritrovarsi circondata dalla concorrenza che oggi presenta la sua idea di chat audio. E stiamo intendendo tutte le piattaforme, quasi nessuna esclusa. Da Twitter che ormai ha rilasciato Twitter Spaces agli utenti con più di 600 follower a Facebook, da Discord a Reddit, passando per LinkedIn fino a Spotify. E l’elenco sarebbe pure più lungo.

    Vero, Clubhouse oltre che “sdoganare” la voce come “strumento di coinvolgimento”, ha anche aperto la strada in maniera concreta verso i Creator, avviando un programma di accelerazione “Creator First”, con cui si attiveranno 50 eventi live sulla piattaforma, sino a permettere agli utenti di sostenere economicamente proprio quegli utenti in grado di creare contenuti di valore e originali.

    Twitter inizia a introdurre le donazioni per sostenere i Creator

    Ma anche su questo si sono giù attivati Twitter, che ha già avviato la sua modalità per permettere agli utenti di sostenere i creator con Tip Jar, e anche LinkedIn che ha attivato il suo programma.

    La sensazione è che Clubhouse abbia sciupato la sua grande occasione, spiegando che il grande successo ottenuto rapidamente dall’app ha finito per spingere di più a lavorare sull’organizzazione di lavoro che non sullo sviluppo dell’app per Android.

    In ogni caso, per Clubhouse non sarà una passeggiata, anche perché la modalità “invito esclusivo” su una piattaforma aperta, come è appunto il sistema operativo Android, sono palesemente in antitesi.

  • Twitter Spaces, in arrivo su Android a marzo

    Twitter Spaces, in arrivo su Android a marzo

    Twitter Spaces da marzo sarà disponibile anche su Android. Ad annunciarlo è Danny Singh, colui che si occupa di ricerca e strategia di Twitter e ora anche di Spaces. E allo studio ci sono anche nuove funzioni.

    Twitter Spaces, la risposta a Clubhouse da parte della piattaforma da 280 caratteri, per ora solo in test su iOS, è pronta per arrivare anche su Android, secondo le informazioni raccolte dal buon Matt Navarra. Da quanto affermato da Danny Singh, colui che si occupa di ricerca e strategia per Twitter e ora anche di Spaces, la funzionalità delle chat audio è in arrivo anche per il sistema operativo più usato sui dispositivi mobili, il che significherebbe abbracciare il grande pubblico. E questo avverrebbe a marzo di quest’anno. Più o meno quello che starebbe per fare anche Clubhouse che, grazie al grande finanziamento ricevuto nelle scorse settimane, sta già lavorando ad una versione Android.

    Twitter Spaces comunque, come detto qui e in altre occasioni, è in fase di test, per ora solo su iOS, e si sta lavorando per introdurre nuove funzioni e su altre si sta lavorando. Come quella di programmare le chat, gli “spazi” appunto, o come quella di permettere spazi illimitati. Il numero degli ascoltatori è di 11, anche se si lavora per annullare questo limite.

    twitter spaces android 2021

    Al momento si discute molto, tra coloro che stanno testando le chat audio, sulla possibilità di registrare le conversazioni, esigenza sollevate da molti utenti tester, ma Singh fa sapere che per ora è una operazione complicata.

    Come usare Spaces di Twitter

    Per avviare una chat audio su Twitter, e quindi creare uno “spazio”, bisognerà tenere premuto il tasto “Compose”, in basso a destra, oppure si potrà crearlo attraverso Fleet. Si possono invitare utenti attraverso DM oppure condividendo il link della conversazione, anche su altre applicazioni.

    Si potranno esprimere reazioni attraverso emoji, anche se comunque la versione in prova resta ancora lontana da quella definitiva che dovrebbe prevedere maggiori strumenti di moderazioni per coloro che attivano la chat audio. Al momento sono attive l funzioni di blocco e di segnalazione.

    È attiva adesso la possibilità della trascrizione automatica dei tweet e anche la condivisione in Spaces dei tweet.

    Come vedete, la frontiera delle chat audio, dopo Clubhouse, si allarga. Anche in attesa di capire cosa accadrà in casa Facebook.

    Insomma, manca poco per avere Twitter Spaces anche su Android. Scommettiamo che arriverà prima di Clubhouse?

  • WhatsApp rende più facile la ricerca di file media sull’app, ecco come

    WhatsApp rende più facile la ricerca di file media sull’app, ecco come

    Con un tweet dal suo account ufficiale, WhatsApp ha annunciato di aver reso più semplice la ricerca di file media all’interno dell’app, quindi di foto, GIF, link, video, documenti e audio. La funzionalità era già attiva su iOS, da oggi lo è anche su Android.

    WhatsApp e risaputa essere l’app di instant messaging più usata. Ma nel corso degli anni, l’app si è trasformata in qualcosa di più. Con l’aggiunta di funzionalità sempre più estese, WhatsApp è diventata anche uno strumento per comunicare, quindi non solo per chattare. Ad esempio, la possibilità di poter inviare anche documenti, ossia file word, pdf o altro, la rende utile, e veloce, anche per il lavoro, specie se usate nella versione web.

    Estendendo la possibilità di inviare file media come foto, GIF, link, video, documenti e anche audio, restava sempre un limite la possibilità di ricercarli facilmente.

    whatsapp ricerca file media android franzrusso.it

    Ebbene, WhatsApp con un tweet dal suo account ufficiale ha ufficializzato che da oggi è possibile effettuare la ricerca di file media in maniera semplice e veloce. Quello che già accade all’interno dell’app per iOS, da qualche mese, adesso è possibile anche all’interno dell’app per Android.

    Adesso, semplicemente cliccando (facendo tap sull’icona) su “cerca” in alto a destra, di fianco ai tre pallini verticali (su Android), si apre una nuova sezione dedicata che mostra tutti i tipi di file che possono essere ricercati in maniera rapida.

    Foto

    Facendo tap su “Foto”, l’app mostrerà tutte le foto, inviate e ricevute, che sono state scambiate in ordine cronologico, dalle più recenti a quelle meno recenti. Cliccando su una di esse, risalirete alla conversazione in cui è stata condivisa e potrete ancora inoltrarla ad un altro account oppure condividerla su altre app. Potrete visualizzarli a griglia o con la descrizione.

    GIF

    Anche in questo caso, il sistema mostrerà tutte le GIF inviate e ricevute, permettendo una ricerca più facilitata, permettendovi di risalire a quella che cercavate. Molto utile. Anche e GIF potranno essere visualizzate in griglia o con la descrizione.

    Link

    Spesso accade di inviare link nelle chat per poi non riuscire più a rintracciarli. In questo modo, dalla ricerca, è possibile risalire subito al link che cercavate. I link appaiono in ordine cronologico, dal più recente in poi e sono con la descrizione.

    Video

    Così come le foto, e le GIF, anche i video possono essere visualizzati a griglia o con la descrizione. E anche in questo caso, vengono mostrati quelli più recenti.

    Documenti

    Come nel caso dei Link, anche i documenti possono essere visualizzati con la descrizione e non a griglia. Molto utile anche questa modalità, soprattutto perché WhatsApp viene sempre più usato nel lavoro con cui ci si scambia spesso documenti, in modo più veloce di come possa avvenire anche via email.

    Audio

    Tutte i messaggi audio, quindi i vocali, condivisi su WhatsApp li trovate adesso qui, sempre dal più recente in poi.

    Ecco, questa era un po’ la descrizione di questa novità che si rivela essere molto utile.

    E voi che ne pensate? La state già usando sul vostro dispositivo Android?

  • Il caso Huawei: la Guerra dei Dazi e la frammentazione di Internet

    Il caso Huawei: la Guerra dei Dazi e la frammentazione di Internet

    La decisione di Google di revocare la licenza Android al colosso cinese Huawei è ormai al centro dell’attenzione, da diversi punti di vista. E’ la prima diretta conseguenza della guerra dei dazi tra Usa e Cina all’interno del settore tech, quello che comprende anche la Apple, e non solo. Huawei saprà sopravvivere, e poi?

    La notizia che Google ha deciso di revocare la licenza all’uso di Android sui dispositivi Huawei, il colosso cinese di Shenzhen, sta facendo discutere ovunque e sotto diversi punti di vista. Da quando Trump ha deciso di intraprendere una nuova campagna economica Usa basata sull’introduzione dei dazi, le conseguenze erano sembrate ancora troppo intangibili, sembrava che tutto potesse essere relegato ad una questione di cifre. Invece, Trump ha cominciato a fare leva pesantemente sui dazi, iniziando con la Cina un duro contrasto che ha portato, nei giorni scorsi, al fallimento delle trattative che erano iniziate dopo l’ultima ondata di dazi americani al 25% sui prodotti cinesi. Un’azione che il governo di Pechino non ha gradito, evidentemente, rispondendo con l’introduzione di dazi sui prodotti americani del 10-25%, per un ammontare di 60 miliardi di dollari. Risposta che ha fatto infuriare Trump e la sua amministrazione e, per costringere le autorità cinesi a riprendere le trattative, ecco che nei giorni scorsi ha cominciato a prendere di mira il gioiello tecnologico della Cina, ossia Huawei.

    Questa breve introduzione, certo non facile vista la complessità degli eventi, per cercare di comprendere cosa sta accadendo e perchè questa notizia, per certi versi, riguarda tutti noi.

    huawei dazi internet trump franzrusso.it

    Solo fino a qualche anno fa si parlava di globalizzazione, di new economy, ossia di scenari socio-economici che “avrebbero” dovuto (purtroppo è al condizionale passato) favorire una crescita economica più estesa, permettendo a quei paesi da sempre categorizzati come “in via di sviluppo” a trainarle come “economie emergenti“. Si trattava di scenari socio-economici che, grazie alla sempre crescente velocità delle comunicazione, situazione che ha permesso connessioni che prima non era possibile ottenere in poco tempo, avrebbero dovuto portare ad una crescita economica “globale”.

    In verità, quella crescita economica c’è stata, eccome. Paesi che oggi conosciamo come “economie emergenti” hanno dimostrato di saper trarre vantaggio da questo flusso di investimenti anche, e soprattutto, in termini di innovazione tecnologica. Attenzione però, quando si parla di economie emergenti ci si riferisce ai cosiddetti BRIC, Brasile, Russia, India e Cina. Per poi estendersi a Messico, Indonesia. Insomma, la Cina nel corso di questi ultimi 25 anni è passata da “economia emergente” a “colosso mondiale” capace, in termini di PIL (prodotto interno lordo) di raggiungere e superare quella che per decenni è stata la potenza economica mondiale, gli Usa. Attenzione ancora una volta, solo per fissare un altro punto importante. La Cina è diventata un colosso mondiale pur non avendo al suo interno un sistema politico basato sulla democrazia, lo ricordava qualche giorno da il professor De Masi a Cagliari, in occasione de Linkontro 2019, questo è un altro punto su cui riflettere. Per anni abbiamo associato la crescita economica e il benessere globale alla democrazia, oggi scopriamo che non è così.

    La cronaca dell’oggi è ormai molto chiara, l’amministrazione Trump spinge su Huawei, sapendo che è considerata un gioiello dell’economia cinese, per costringere la Cina a trattare. E’ la prima diretta conseguenza di questa guerra di dazi che tocca anche il mondo tecnologico, ossia quel mondo che ha reso la Cina, agli occhi del mondo, un colosso rispettabile, anche dal mondo occidentale.

    Trump sa bene quali sono i rischi di questa guerra e ha deciso di sopportarli tutti perchè si ispira, per certi versi, alle teorie protezionistiche nel Neo Protezionismo, quelle idee che Paul Krugman, Nobel per l’Economia, predica ormai da anni. E cioè, in estrema sintesi, che l’introduzione di dazi è vero che spaventa e allontana le aziende estere, ma al tempo stesso alimenta una nuova produzione nazionale che porta quindi nuova crescita economica e nuova occupazione. E che cosa sta succedendo negli Usa con le politiche economiche di Trump? Nuova crescita e nuova occupazione: solo nel primo trimestre di quest’anno il PIL americano è cresciuto del 3,2%.

    E’ questa la strada da perseguire? Andremo verso un futuro sempre più protezionistico? E cosa ne sarà di tutte quelle realtà economiche che sono cresciute invece in un contesto di crescita globale?

    Sono tutte domande che in questo momento, come mai prima, interessano noi tutti ed è anche logico che questa riflessione possa avvenire anche su questo blog perchè si parla di Huawei, ma si parla anche di possibili scenari futuri che potrebbero anche riguardare la stessa Internet.

    E’ vero quello che si dice in queste ore, per ora gli utenti Huawei e Honor non subiranno alcun effetto di questa decisione, lo ha affermato Google in un comunicato. Il problema sorgerà con i nuovi modelli 5G in arrivo, come il prossimo Mate 30 Pro in autunno. Ma Huawei potrà tranquillamente sviluppare un suo sistema operativo proprietario, è già successo per altre aziende in altri casi (pensate all’automotive e alle smart Tv), in questo modo potrebbe mantenere al minimo gli effetti sulle vendite.

    Intanto registriamo questo dato diffuso da idealo.it, il comparatore di prezzi, che ci fa sapere che un primo effetto di questa decisione sarebbe il calo del 255 delle intenzioni di acquisto, online, in Italia in relazione ai prodotti del colosso cinese.

    Il vero problema per Huawei non è tanto il lato consumer, quanto il lato business con le infrastrutture 5G, il fiore all’occhiello del colosso cinese, osteggiate proprio dall’amministrazione Trump per possibile spionaggio. Un terreno scivoloso che ha finito per tirare dentro anche l’Europa, finora rimasta al centro di questa guerra con una scarsa capacità di azione, e reazione.

    Altro tema che si affaccia all’orizzonte, in maniera sempre più pressante, è la possibilità che, se questo scenario economico e sociale dovesse continuare su trame sempre più protezionistiche, allora questo potrebbe dare vita anche diverse Internet.

    Si era detto che Internet avrebbe portato democrazia ovunque venisse adottato. A distanza di poco più di un quarto di secolo, la situazione è che il 70% della rete e controllato dai governi, attraverso diverse forme di censura.

    Allora, lo scenario che abbiamo di fronte è che l’idea di avere un giorno una Internet cinese, una Internet europea, una Internet americana non è poi così bizzarra. Solo che sarebbe la fine di quello che abbiamo sempre pensato.

  • Twitter, è anche su Android la scintilla per la timeline cronologica

    Twitter, è anche su Android la scintilla per la timeline cronologica

    A distanza di poco meno di un mese, dopo essere stata lanciata per prima su iOS, Twitter porta la scintilla per impostare la timeline cronologica anche sui dispositivi Android. Premendo il tasto in alto a destra si potrà facilmente passare dalla timeline rilevante a quella cronologica.

    Da oggi la scintilla per impostare facilmente la propria timeline su Twitter è disponibile anche su Android, e questa è una buona notizia. A distanza di poco meno di un mese dal lancio su iOS, la piattaforma da 280 caratteri rilascia il bottone, che compare sempre in alto a destra sulla “home”, che permette di passare dalla timeline rilevante, quella che mette in evidenza i contenuti più interessanti per gli utenti, a quella cronologica, quella che permette una visualizzazione dei tweet dal più nuovo al più vecchio in ordine di tempo.

    twitter scintilla timeline android

    Come già ricordato, Twitter quattro anni fa decise di seguire la tendenza nel proporre i contenuti più rilevanti, quelli che secondo le indicazioni dell’algoritmo potevano risultare più interessanti per gli utenti. Una scelta che col tempo non si è rivelata azzeccata, tutt’altro. Twitter, per sua natura, è portato al “tempo reale”, la maggior parte degli utenti infatti trovava molta difficoltà a risalire all’ultimo tweet pubblicato. Ecco perchè, dopo molte lamentele, Twitter ha deciso di introdurre un tasto, a scintilla appunto, che permette con un solo tocco di effettua immediatamente questo passaggio. Resta a questo punto eliminare quella voce “Nel caso te li fossi persi“, quasi un non senso nel momento in cui l’utente decidesse di utilizzare la timeline rilevante visualizzando in alto i tweet più popolari.

    https://twitter.com/Twitter/status/1085265146644058112

    Come già anticipato, Twitter sta lavorando, in questa inizio d’anno, per dare una ventata di novità sulla piattaforma, nel tentativo di rendere la piattaforma più coinvolgente. E ha deciso di farlo attraverso un test pubblico invitando gli utenti, un ristretto gruppo, ad usare nuove funzionalità che potrebbero essere implementate sulla piattaforma.

    Ecco come sarà Twitter con le nuove funzionalità

    Di certo, la scintilla su Android va nella direzione di rendere Twitter più facile da usare, uno dei veri obiettivi da raggiungere. L’auspicio è che Twitter riesca ad implementare subito le novità annunciate in modo da verificare subito se la base utenti, ferma ormai a 330 milioni di utenti, possa ricominciare a crescere.

  • WhatsApp, ecco gli smartphone su cui l’app non funzionerà più da gennaio 2019

    WhatsApp, ecco gli smartphone su cui l’app non funzionerà più da gennaio 2019

    WhatsApp, così come già successo ad inizio del 2017, smetterà di funzionare, a partire dal 1° gennaio 2019 su alcuni smartphone, in quando “obsoleti”. Per quel che riguarda Android, si tratta di tutti quelli come la versione 2.37. Per iPhone anche quelli con iOS7.

    WhatsApp continua la sua evoluzione smettendo, via via, di funzionare su quei dispositivi considerati “obsoleti”, ormai fuori mercato, e non è difficile pensare che siano tanti. Non è la prima volta che la società oggi di proprietà di Facebook faccia un annuncio del genere, già ad inizio 2017 WhatsApp aveva annunciato che l’app avrebbe poi smesso di funzionare entro il mese di giugno di quell’anno sui sistemi operativi sistemi operativi BlackBerry, BlackBerry 10, Nokia S40 e Nokia Symbian S60, mentre su Android 2.1, Android 2.2, Windows Phone 7, iPhone 3GS/iOS 6 l’app ha smesso di funzionare già a gennaio del 2017.

    Ma da gennaio 2019 WhatsApp smetterà di funzionare su tutti i dispositivi che ancora hanno il sistema operativo Android 2.37 (Gingerbread), stiamo parlando di dispositivi effettivamente un po’ datati, di almeno 8 anni fa. No funzionerà più su Nokia S40, Windows Phone 8.0 e per tutti i sistemi operativi basati su BlackBerry OS. Per quanto riguarda gli iPhone, WhatsApp smetterà di funzionare anche su quelli con iOS7.

    whatsapp non funziona android ios

    WhatsApp è ormai l’app di messaggstica istantanea più usata al mondo, conta 1,5 miliardi di utenti attivi/mese e 1 miliardi di utenti attivi al giorno. Nel corso degli anni ha effettuato continui aggiornamenti che non la rendono più adeguata a sistemi operativi ormai un po’ antiquati. Ecco perchè l’azienda si trova costretta a disattivare l’app su sistemi operativi e dispositivi che non sono più in grado di reggere il peso dell’app. 

    Come verificare la versione del sistema operativo

    Se non sapete quale versione sia il sistema operativo che state usando sul vostro smartphone Android, nessun problema, è molto semplice. Basta andare sulla voce Impostazioni del vostro telefono fino a Sistema e poi Info telefono. Su iOS, Impostazioni, poi Generali e su Info/aggiornamento software

    E’ anche vero, come dicevamo prima, che si tratta di smartphone ormai datati, è forse il caso di pensare di passare ad uno smartphone un po’ più aggiornato.

  • Facebook sta lavorando ad una funzione che indica il tempo trascorso sull’app

    Facebook sta lavorando ad una funzione che indica il tempo trascorso sull’app

    Secondo quanto riporta TechCrunch, Facebook sta lavorando ad una funzione che indica il tempo trascorso sull’app. Il nome sarebbe “Your Time on Facebook” e oltre ad indicare all’utente il tempo trascorso, permetterà anche l’impostazione di un limite. La funzione è simile a quella su cui starebbe lavorando anche Instagram.

    Come evidenzia bene Josh Constine su TechCrunch, che per primo ha riportato la notizia, Mark Zuckerberg dopo averci detto che “proteggere la nostra community è più importante dei profitti” (a proposito dello scandalo Cambridge Analytica, n.d.r.), adesso si appresta a trasformare questo nostro continuo impegno sull’app in qualcosa da rivendere bene. Sembrerà strano, ma è proprio così. Il riferimento è alla funzione scoperta dalla programmatrice è ingegnere Jane Manchun Wong, non nuova a questo genere di scoperte, che ha scovato, sepolta in Android, “Your Time on Facebook”, una funzione che permette all’utente di conoscere quanto tempo trascorre sull’app. Una funzione simile a quella su cui starebbe lavorando anche Instagram, funzione sempre scoperta dalla Wong.

    Questa funzionalità permetterà anche l’impostazione di un limite per l’uso dell’applicazione stessa.

    tempo trascorso facebook

    E Facebook ha confermato questa indiscrezione, sia a TechCrunch che ad Engadget, dichiarando che “stiamo lavorando sempre su strumenti innovativi che garantiscano agli utenti di spendere bene il proprio tempo sull’app“. Al momento, però, non è chiaro quando questa funzione verrà resa disponibile, in via ufficiale, sul sistema Android e, quindi, anche su iOS.

    Facebook quindi seguirebbe l’esempio di Apple e di Google che permettono ai proprio utenti si saper quanto tempo trascorrono sul computer o sullo smartphone.

    La nuova funzione di Facebook dovrebbe quindi aiutare gli utenti ad un uso più attento e consapevole dell’app, quanto meno a mantenere sotto controllo il fattore tempo che, nella maggior parte dei casi, viene assolutamente considerato in secondo piano. Eppure, nonostante gli ultimi dati dicano che il coinvolgimento sull’app siano in calo, questo non trova riscontro poi sull’effettivo business di Facebook che va a gonfie vele.

    Vedremo quale sarà il futuro di questa funzione su cui vi terremo informati.

    Di certo, possiamo solo aggiungere che sul market di Android, Google Play, esiste già un’app, Quality Time che permette di conoscere quanto tempo trascorriamo sullo smartphone e quali app usiamo e pariamo di più durante la giornata, offrendo anche parametri quotidiano e settimanali.

  • Skygofree, il malware che scatta foto e legge i messaggi da WhatsApp

    Skygofree, il malware che scatta foto e legge i messaggi da WhatsApp

    Si chiama Skygofree ed è un malware scoperto dai ricercatori di Kaspersky Lab che colpisce i dispositivi Android dal 2014. Questo è un trojan in grado di rintracciare la posizione del dispositivo e attivare la registrazione audio. Non solo, questo virus è in grado di controllare Facebook Messenger, Skype, Viber e Whatsapp, di quest’ultima legge anche i messaggi.

    Ad aprile dello scorso anno avevamo pubblicato una ricerca secondo la quale il 92% degli italiani non crede di poter diventare vittima dei cyber criminali e il 46% non ci pensa neanche ad installare soluzioni di sicurezza sui propri dispositivi. Bene, dopo aver letto dell’ultimo virus (nel senso temporale del termine) forse qualcuno di loro cambierà opinione.

    Negli ultimi giorni i ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto un nuovo malware, Skygofree, che, per ora, ha agito e colpito solo in Italia. Si tratta di un trojan diverso da quelli di cui si è parlato fino ad oggi, per il fatto che mostra pericolosità fino ad oggi mai viste prima su virus del genere.

    Come si rischia di essere colpiti da Skygofree

    Il malware si diffonde mediante siti falsi di compagnie telefoniche per dispositivi mobili: Skygofree si spaccia per un aggiornamento in grado di aumentare la velocità di Internet sul telefono. Se l’utente abbocca e scarica il trojan, appare una notifica in cui si avvisa che la configurazione delle impostazioni è in corso, nel frattempo il trojan si nasconde agli occhi dell’utente e richiede ulteriori istruzioni al command server.

    skygofree malware android

    Quali sono le funzioni che attiva Skygofree

    Il trojan si chiama Skygofree (il nome è dato da uno dei domini a cui è collegato) ed è attivo da 2014, questo rende l’idea della pericolosità di questo virus e di quanto ormai siano sempre più sofisticati. Attraverso Skygofree i cyber criminali sono in grado di rintracciare l’ubicazione di un dispositivo su cui è installato e attivare la registrazione audio quando il proprietario del dispositivo si trova in un determinato luogo. I ricercatori di Kaspersky Lab hanno scoperto anche che Skygofree riesce ad attivare la connessione attraverso la wi-fi, senza che l’utente se ne accorga, in questo modo i cyber criminali possono raccogliere tutti i dati di traffico dell’utente, dagli ultimi siti visitati fino ad accedere alle credenziali di accesso, password e numeri di carte di credito. Sembra tanto uno scenario da Black Mirror, ma questo è ancora niente.

    Skygofree è in grado di monitorare app come Facebook Messenger, Skype, Viber e Whatsapp. E a proposito di quest’ultima, il trojan è in grado di leggere anche i messaggi Whatsapp mediante i servizi di accessibilità. Come sapete, l’suo di servizi di accessibilità richiedono l’autorizzazione dell’utente, ebbene Skygofree nasconde questa autorizzazione. Il malware possiede anche funzionalità classiche, come intercettare chiamate, SMS, annotazioni sul calendario e altri dati dell’utente.

    Ecco, come se tutto questo fosse già abbastanza, in realtà non è proprio tutto. Skygofree può attivare segretamente la fotocamera frontale e scattare una foto dell’utente quando sblocca il dispositivo, immagini che i cybercriminali possono utilizzare nei modi più svariati.

    Come difendersi da Skygofree

    Al momento, come rilevato dai ricercatori di Kaspersky Lab, Skygofree ha già colpito e infettato diversi dispositivi tutti nel nostro paese, e non è escluso che possa colpire ancora altrove. Per difendersi da eventuali contagi da Skygofree le regole da seguire sono molto semplici, ma serve prima di tutto una forte dose di buon senso.

    Prima di tutto, il consiglio è sempre quello di scaricare applicazioni ufficiali, dal vostro dispositivo è sempre meglio disattivare la funzionalità che permette il download di app da qualsiasi fonte, anche quelle non ufficiali. Nel dubbio, sempre per il buon senso di prima, meglio non scaricare nulla e comunque è sempre meglio controllare eventuali errori di ortografia, un po’ come succede per le mail di phishing che riceviamo nelle nostre caselle. A questo punto, installate un software antivirus sul vostro dispositivo, ce ne sono di validissimi. Se fino a qualche anno fa sembrava impossibile, adesso è necessario.

  • Android supera Windows come sistema operativo più usato nel 2017

    Android supera Windows come sistema operativo più usato nel 2017

    Dopo che nel 2016 avevamo assistito al sorpasso, a livello globale, del mobile su desktop per la navigazione in internet (in Italia lo scorso anno), nel 2017, secondo quanto rilevato da StatCounter, Android, il sistema operativo di Google per i dispositivi mobili, ha superato Windows. Un risultato ottenuto grazie alla popolarità di Android in Africa e in Asia, dove è il sistema operativo più usato.

    Chi l’avrebbe mai solo pensato che un giorno Windows, il sistema operativo per personal computer più usato da sempre sarebbe mai stato superato da un sistema operativo per dispositivi mobili. Impensabile solo dieci anni fa, quando Google lanciò la prima versione del suo software nel 2008. Ebbene, quello che era impensabile è successo. StatCounter ha rilevato che negli ultimi 12 mesi, quindi da gennaio a dicembre 2017, Android ha superato Windows come sistema operativo a livello globale: 39,86% per il sistema operativo di Google, 36,2% per il sistema operativo nato nel 1985.

    Un sorpasso che si aggiunge a quello che si registrò nel 2016, quando il Mobile superò il Desktop per la navigazione in internet, a livello globale, sorpasso che avvenne poi nel maggio del 2017 anche nel nostro paese.

    Le statistiche di StatCounter sono elaborate su campioni di oltre 10 miliardi di pagine visitate ogni mese, per oltre 2 milioni di siti web.

    android supera windows 2017 statcounter

    E non è neanche la prima volta che succede, già ad aprile dello scorso anno vi era stato un altro sorpasso, ma durò per poco. Invece stavolta si tratta di un sorpasso netto, trainato per lo più dal grande successo che Android ha ottenuto nei continenti di Africa e Asia. Già, perchè se diamo uno sguardo più specifico, notiamo che Windows resta il più usato in Europa, America, Oceania dove le percentuali evidenziano uno scarto del 10/15% a favore del sistema operativo della casa di Redmond.

    In Afria e in Asia invece Android è quasi vicino e supera il 50%: è al 49,2% in Africa e al 54% in Asia.

    android windows italia 2017 statcounter

    In Italia si verifica la situazione già rilevata in Europa. Windows resta il sistema operativo più usato con 45,7%, Android segue con 26,9%, terzo iOS con 12,9% e poco vicino troviamo Os X con il 12%. E, sempre nel nostro paese, tra i sistemi Windows più usati al primo posto si piazza Windows 10 con 49,6%, seguito da Windows 7 al 35%. Mentre Windows XP resiste ancora con il 3,4% superiore del 2% di Windows 8.