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  • La settimana sui social media all’insegna di Instagram

    La settimana sui social media all’insegna di Instagram

    La settimana che è appena passata possiamo dire che sui social media ha avuto come protagonista Instagram che ha tirato fuori diverse novità. Ma non mancano Twitter e anche TikTok.

    Piccola rassegna periodica di quello che è successo sui social media nella settimana che è appena passata. Sappiamo che non è facile seguire tutte le novità, più o meno interessanti, che si susseguono ogni giorno a velocità sostenuta, ma sul nostro blog cerchiamo di rendervene conto al meglio delle nostre possibilità e poi, quando riusciamo, con un piccolo recap come questo.

    Allora, se c’è una piattaforma social media che questa settimana ha sfornato novità, o comunque è stata al centro anche di qualche soffiata (perché anche quella va intercettata), questa è proprio Instagram.

    settimana social media instagram franzrusso.it

    Instagram, tra guide, ricerche e il rilancio di Threads

    Grande movimento nella settimana attorno a Instagram e siccome le novità sono diverse, partiamo con ordine. Secondo le notizie ufficiali, su Instagram approda Whatch Together, direttamente da Facebook, una funzionalità che permette agli utenti la visione, insieme, di video su IGTV, Reels, ma anche di altri contenuti video. Di Watch Togeteher su Facebook ne avevamo parlato qui su Il Sole 24 Ore nell’articolo di Giampaolo Colletti.

    watch together instagram

    Ma la novità ufficiale è che arriva (arriverà anche da noi) la Vanish Mode, la funzionalità che permette agli utenti di Instagram di inviare messaggi in un chat individuale e, impostata la quale, gli stessi messaggi spariranno dopo averli letti o dopo aver chiuso la chat. Vi accorgerete della presenza della funzionalità quando cliccherete in alto a destra la “i”, oppure sul nome dell’utente con cui avete attivato una chat su Instagram, e vedrete la funzionalità “Modalità messaggi temporanei”. E, come avviene anche su Messenger, le due app saranno sempre più legate permettendo agli utenti di messaggiare da piattaforme diverse con le stesse funzionalità, l’app vi avviserà se un utente sta facendo uno screenshot della conversazione.

    I messaggi adesso scompaiono anche su Messenger e Instagram

    Altra novità, sempre su Instagram, è rappresentata dalle Guide disponibili per tutti, riconoscerete l’icona che le contraddistingue che sembra, appunto, una guida o una brochure aperta. Ricordano molto il contenuto tipo blog e trovano la loro destinazione finale nella sezione Shop, la nuova sezione apparsa da pochi giorni in basso che ha spostato in alto quella delle interazione, il cuoricino. Spostamento che ha disorientato non poco gli utenti.

    E, ancora, su Instagram è possibile effettuare delle ricerche, solo in pochi paesi tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Irlanda e Canada, quindi solo in lingua inglese. La novità è interessante perché prima di questa novità si poteva cercare solo hashtag o account, invece adesso si possono cercare direttamente delle parole chiave. Di conseguenza, diventa importante il contenuto che si pubblica accompagnando il contenuto visual. Molto interessante, soprattutto quando sarà disponibile anche in italiano.

    Twitter inizia a testare le chat audio e intanto ecco Fleets per tutti

    Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Questa novità l’abbiamo data anche qui sul nostro blog e ha destato molto interesse, specialmente per il fatto che molti hanno scoperto Fleets, le Stories di Twitter, il contenuto effimero della piattaforma a 280 caratteri che era stato lanciato in Italia a maggio ma che non era ancora disponibile per tutti. Su questo, volendo fare alcune veloci considerazioni a distanza di pochi giorni, la modalità si presta ad una piattaforma come Twitter perché permette l’interazione con utenti che altrimenti non si incrocerebbe in altro modo. Resta da migliorare l’interazione con questi contenuti. Sarebbe meglio che la reazione con emoji restasse sul contenuto e che il messaggio arrivasse in DM, convogliare tutto sui messaggi privati potrebbe diventare fastidioso. E poi, meglio adottare nuovi strumenti per arricchire il contenuto, al momento sembra davvero l’antenato delle Stories, molto limitati per il momento e non inducono gli utenti all’uso.

    E poi le chat audio, su questo abbiamo detto che permangono seri dubbi sulla capacità di Twitter di gestire questa modalità in sicurezza, oltre che sul fatto se davvero questo sia utile alla piattaforma.

    E poi, arriva anche su Android, dopo essere stata lanciata in agosto su iOS, la possibilità di condividere un tweet su altre app in maniera nativa. Una volta cliccato l’icona di condivisione si visualizza una schermata con le app su cui condividere da subito, senza accedere al passaggio successivo, come avveniva prima.

    TikTok, rafforza il legame tra giovani e genitori con il Collegamento Familiare

    TikTok, ecco il Collegamento Familiare tra giovani utenti e genitori

    Anche questa è stata una delle novità che abbiamo seguito direttamente, partecipando alla conferenza stampa online organizzata da TikTok Italia per la presentazione della guida “Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento” insieme a Unione Nazionale Consumatori (UNC), in collaborazione con la psicologa Maura Manca. Il Collegamento Familiare, parte di questa guida, permette ai genitori di associare il loro account TikTok a quello dei loro figli adolescenti per abilitare una serie di impostazioni riguardanti i contenuti e la privacy, per offrire alle famiglie una maggiore supervisione e un pacchetto di strumenti ancora più ricco per creare un’esperienza su misura e corretta per i loro figli sulla piattaforma.

     

  • Ecco lo stato dei Podcast in Italia nel 2020

    Ecco lo stato dei Podcast in Italia nel 2020

    Il 2020 è l’anno dei podcast, almeno in Italia. E a conferma di questo, ecco i risultati di un’interessante indagine “Ipsos Digital Audio 2020” che ci dice che aumentano gli italiani che ascoltano podcast, 8,5 milioni, e sono sempre più i giovani ad ascoltarli.

    Diciamoci la verità, il 2020, al di là di tutto quello che è successo, anzi anche per questo, è l’anno dei podcast, almeno nel nostro paese. Non è un caso, infatti, che proprio durante il lockdown abbia preso il via il nostro di podcast, InTime Podcast, che presto riprenderemo sempre con nuovi ospiti e con nuove storie da raccontare (promesso!).

    Ma che il 2020 sia l’anno dei podcast in Italia ce lo conferma l’interessante indagine di Ipsos Italia, Ipsos Digital Audio 2020, giunta alla seconda edizione. Il lockdown di primavera, il lavorare a casa per via della pandemia da coronavirus ha sicuramente avvicinato tanti italiani ad ascoltare brani in audio.

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    Il primo dato che vogliamo mettere in evidenza è che, ad oggi, il 30% degli italiani ha ascoltato un podcast nell’ultimo mese (+4% rispetto allo scorso anno quando era il 26%), significa 8,5 milioni di italiani nella fascia di età 16-60 anni. Un numero considerevole, se ci pensate, che ci dà la dimensione del fenomeno podcast in Italia.

    podcast italia 2020

    Altro elemento interessante secondo noi è che gli ascoltatori sono sempre più giovani, infatti: il 52% ha un’età sotto i 35 anni; il 19% sono studenti. Ma i podcast piacciono anche alle persone con un’istruzione superiore, infatti 22% è laureato e il 10% ricopre ruoli professionali come liberi professionisti, manager, funzionari.

    Dalla ricerca di Ipsos Italia emerge che il 61% ha la propensione a pagare singoli contenuti online. Quindi se state progettando il vostro canale o se lo state riorganizzando, segnatevi questa informazione.

    L’analisi ci offre anche un dato che può aiutare a conoscere meglio il tipo di pubblico che si avvicina ai podcast. E scopriamo che si tratta di persone solitamente preferiscono acquistare da aziende socialmente responsabili (86%); danno consigli su film, serie tv, musica, giochi, app (75%); sono anche le prime ad adottare una nuova tecnologia (66%).

    E da quale dispositivo ascoltano i podcast gli italiani? Evidentemente dallo smartphone, il dispositivo mobile forse più diffuso nel nostro paese e, per la sua capillarità, è quello più usato. Il 78% degli italiani infatti usa il proprio smartphone per ascoltare episodi audio dai propri podcast preferiti; il 45% lo fa dal proprio pc; il 27% dal proprio tablet, dispositivo che ha conosciuto una seconda giovinezza proprio in questo anno caratterizzato dalla pandemia. Poi il 16% li ascolta dalla propria smart tv; il 15% dal proprio smart speaker, il 6% dal proprio smartwatch; 4% dalla propria console di gaming.

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    E da quale luogo gli italiani ascoltano i podcast? La maggior parte, l’80%, li ascolta da casa, un dato che sembra essere un po’ in contro senso con lo smartphone, come dicevamo prima, ma che a ben vedere trova una sua spiegazione. Con il contesto attuale, dovendo restare a casa, lo smartphone comunque regala una sensazione di libertà di ascoltare ciò che ci piace da dove ci pare, anche in casa. Il 29% li ascolta dalla macchina; il 27% mentre si trova in strada o cammina, capita anche quando si fa sport; poi il 21% dai mezzi di trasporto e il 13% dal posto di lavoro.

    Un dato interessante è che il 77% degli italiani ascolta podcast mentre fa altro, quindi in pieno multitasking (non una note che appartiene agli uomini quindi, diciamolo!), era l’83% lo scorso anno. Il 34% mentre si rilassa, facendo comunque altro, mentre il 12% lo fa mentre si rilassa in maniera assoluta; il 30% mentre è alle prese con le faccende domestiche; il 28% mentre cucina o mangia/beve qualcosa; il 24% mentre usa i canali social; il 23% mentre fa sport.

    podcast italia 2020 multitasking

    Ma cosa ascoltano gli italiani? Su cosa basano la propria scelta? Il 37% ascolta un particolare podcast dopo aver cercato l’argomento su internet; il 26% perché glielo ha consigliato un’amica o un amico. Da segnalare che il 22% ascolta podcast dopo averlo visto sui social media.

    La ricerca di Ipsos, ricca di tanti elementi interessanti, ci indica anche quali sono gli elementi che caratterizzano la scelta di un podcast invece che un altro. Ebbene, voi podcaster, o aspiranti tali, che state leggendo questo post, sappiate che il 52% degli italiani sceglie in base all’argomento, leggermente in calo dal 53% dello scorso anno. Quasi un terzo degli italiani (28%) sceglie in base allo speaker, quindi la voce di chi parla risulta comunque importante. Vi è poi un 20% che decide in base a nessuna regola

    Sappiate poi che il 61% ascolta per tutta la durata della puntata, un dato molto interessante e anche abbastanza alto; mentre solo il 30% interrompe prima della fine. E poi, il 71%, dato rimasto identico a quello dello scorso anno, ascolta tutta la serie.

    Sul dato relativo all’ascolto dell’intera puntata è il caso di porvi molta attenzione, significa che gli utenti ascoltano, scelgono con cura ciò che ascoltare e premiano i contenuti interessanti. Anche su questo bisogna organizzare la scelta dei temi e il modo in cui trattarli.

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    I social media dimostrano di essere grandi alleati dei podcast dal punto di vista della distribuzione dei contenuti, infatti il 62% ha condiviso il suo canale attraverso questi strumenti di comunicazione. E Facebook, anche in questo caso, è la piattaforma più usata per il 37%, si sale poi al 49% considerando gli over 45. A seguire Instagram al 27%, si arriva al 32% negli under 35. Poi Twitter, solo il 9%; TikTok e Twitch al 5%; LinkedIn, Pinterest e Snapchat solo il 4%.

    Eco, questo era il quadro dello stato dei Podcast in Italia nel 2020 che deriva dall’indagine di Ipsos Italia che potete scaricare da qui: Ipsos Digital Audio Survey 2020.

  • TikTok, ecco il Collegamento Familiare tra giovani utenti e genitori

    TikTok, ecco il Collegamento Familiare tra giovani utenti e genitori

    TikTok continua a perseguire il suo obiettivo di rendere la piattaforma sempre più sicura. Presentato oggi il nuovo strumento Collegamento Familiare che è parte della guida nata in collaborazione con Unione Nazionale Consumatori (UNC).

    TikTok è ormai da diversi mesi al centro dell’attenzione, un po’ per le vicende societarie Usa, con i vari divieti annunciati da Trump e il possibile passaggio di mano a Oracle, e, soprattutto, per le vicende legate alla sicurezza della piattaforma. Un tema questo che suscita comunque grande attenzione da parte della piattaforma, alla ricerca di strumenti che possano rendere l’esperienza degli utenti sicura e divertente.

    Ma TikTok, in pieno spirito di collaborazione, per cercare di raggiungere l’obiettivo mette insieme una grande associazione, una brava psicologa e, ovviamente i creator. Questa la combinazione perfetta che dà vita a una guida utile e a strumenti in grado di garantire un’esperienza sempre più coinvolgente e sicura.

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    La conferenza stampa online di stamane, a cui è stata invitato anche InTime Blog, è stata l’occasione per fare un po’ il punto della situazione su TikTok che, come ha tenuto a precisare Irina Pavlova, Head of Communications TikTok Italy, “è una piattaforma per la condivisione di contenuti“, un classico esempio di UGC. Mentre spesso la si vuole catalogare come piattaforma social media. Diciamo che è corretta la precisazione, ma non è sbagliato definirla “social media”. Anche se alla base della piattaforma vi è una grande componente creativa, resta comunque un “mezzo” attraverso cui comunicare.

    Ma detto questo, l’occasione della conferenza di oggi, molto interessante, era quella di presentare il Collegamento Familiare, uno strumento che è parte della guida “Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento”, realizzata da Unione Nazionale Consumatori (UNC), in collaborazione con la psicologa Maura Manca. Una sintesi molto efficace degli strumenti che gli utenti hanno a disposizione per vivere al meglio, e in sicurezza, l’esperienza su TikTok.

    Uno di questi strumenti è il Collegamento Familiare, già lanciato ad inizio di quest’anno, ma rafforzato per questa occasione. Si tratta di una funzionalità che permette ai genitori di associare il loro account TikTok a quello dei loro figli adolescenti per abilitare una serie di impostazioni riguardanti i contenuti e la privacy, per offrire alle famiglie una maggiore supervisione e un pacchetto di strumenti ancora più ricco per creare un’esperienza su misura e corretta per i loro figli sulla piattaforma.

    La guida guida “Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento”

    Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento” nasce un principio molto semplice che è quello di accogliere e conoscere le realtà digitali per poterne sfruttare appieno le numerose potenzialità. Come sempre, la conoscenza è alla base di un uso consapevole, per gli adulti in modo particolare, perché solo in questo modo possono essere di supporto e accompagnare i propri figli all’utilizzo appropriato e responsabile, così come avviene nella vita di tutti i giorni.

    Con questi obiettivi, la guida si presenta come prontuario e punto di incontro tra generazioni, per uno scambio di esperienze e saperi. Dopo una panoramica generale, il glossario delle parole più utilizzate sulla piattaforma, la guida offre ai genitori – seguendo i dieci passi del vademecum – tutti gli strumenti e le opzioni inerenti privacy e interazione con la community da impostare per tutelare gli utenti più giovani.

    Il Collegamento Familiare, un ponte tra generazioni

    Presentato ad inizio di quest’anno, il Collegamento Famigliare è tra gli strumenti di TikTok più efficaci messi a disposizione dei genitori per accompagnare i propri figli in un percorso digitale sicuro. La funzionalità, in particolare, consente ai genitori di associare il loro account TikTok a quello dei loro figli adolescenti per abilitare una serie di impostazioni che rendono l’esperienza più sicura.

    Le funzionalità già attive da inizio anno sono: la gestione del tempo, per impostare un limite al tempo da trascorrere giornalmente su TikTok, la modalità limitata, che limita la comparsa nel Feed di contenuti che potrebbero non essere appropriati per tutti, e la possibilità di limitare gli scambi di messaggi diretti tra gli utenti o disabilitare del tutto la funzione, ricordando che essa non è disponibile solo per i minori di 16 anni.

    Oggi il Collegamento Famigliare si amplia ulteriormente per aiutare i genitori a orientare l’esperienza online dei loro figli e le nuove funzioni comprendono:

    • Ricerca: consente di decidere se il figlio può cercare determinati contenuti, utenti, hashtag o suoni
    • Commenti: per impostare chi può commentare i video (tutti, solo gli amici o nessuno)
    • Visibilità: consente di scegliere se rendere l’account dell’adolescente privato o pubblico
    • Video che ti piacciono: permette alle famiglie di decidere se gli altri utenti possono vedere l’elenco dei video a cui il figlio ha messo “mi piace”.

    Il Collegamento Famigliare offre agli adolescenti una protezione in un momento in cui procedono alla scoperta di TikTok“, commenta Alexandra Evans, Head of Child Safety Public Policy di TikTok Europe. “Gli aggiornamenti che stiamo apportando oggi, sono solo gli ultimi di una serie di azioni intraprese per fornire alle famiglie gli strumenti di cui hanno bisogno per creare un’esperienza su misura sulla piattaforma. Sappiamo che quando le persone si sentono al sicuro, si sentono libere di esprimere la loro creatività: ecco perché la sicurezza è al centro di tutto ciò che facciamo”.

    E poi, come dicevamo all’inizio, ci sono i creator, gli utenti che grazie appunto alla loro creatività hanno realizzato dei contributi utili per la guida. E sono quattro dei più amati TikToker della community: Cecilia Cantarano, Luciano Spinelli, Martina Socrate e Sandro Marenco. Portavoce di percorsi e aspetti differenti, illustrano le potenzialità della piattaforma per veicolare i corretti messaggi e sviluppare rapporti che superano lo schermo del digitale e impattano le relazioni del mondo offline.

    Qui trovate la guida Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento, e poi ci sono per le famiglie sono: il Centro Sicurezza, le Risorse per i Genitori, il Portale TikTok per i Giovani.

  • Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Dopo averli testati in Italia a maggio, Twitter lancia Fleets a livello globale. E intanto sperimenta una funzionalità per la conversazione in audio, come accade su Clubhouse. Ma siamo sicuri che sia quello che serve a Twitter?

    Twitter lancia Fleets, il suo formato effimero, a livello globale, un formato che noi in Italia abbiamo conosciuto per primi a fine maggio, dopo i test fatti in Brasile. In realtà, il lancio in Italia, insieme a quello in Corea del Sud e in India, è servito per affinare meglio lo strumento che permette di creare dei contenuti che scompaiono nell’arco delle 24 ore successive. Prima del lancio ufficiale, qualche giorno fa c’era stato il rilascio della funzionalità in Giappone.

    Creare un contenuto effimero usando Fleets è molto semplice, per semplificare il tutto diciamo che è simile alle Stories di Instagram. A differenza però di quello che era il layout di maggio, il formato che vediamo oggi risulta essere molto più ricco. Infatti adesso è possibile usare il grassetto per i testi, cambiare colore al testo e allo sfondo, spostare l’immagine che si vuole usare (prima era fissa al centro). Insomma, viene introdotta una serie di tool che sicuramente aiutano a creare dei contenuti sì effimeri, ma comunque interessanti.

    twitter feets global franzrusso.it

    Adesso si possono condividere i tweet all’interno di Fleets, basta semplicemente cliccare su “Condividi” che si trova in basso a destra e scegliere “Condividi su Fleets“. Al momento però questa possibilità on sembra essere ancora attiva in Italia (ma attendiamo aggiornamenti), ma siamo sicuri che sarà molto apprezzata.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328684389388185600

    Come già sapete, specie se le state usando (?), la risposta ad un contenuto effimero avviene sempre via DM, allo stesso modo di quello che succede anche per le Instagram Stories (ancora per poco però, come abbiamo visto qui).

    Come già detto in altre occasioni, Fleets sicuramente sembra essere una modalità tardiva per una piattaforma come Twitter, sembra quasi che questi step sottolinei una sorta di lentezza ad abbracciare le innovazioni da parte della piattaforma. Una considerazione non del tutto sbagliata, anche se molto dipende dall’ingresso nella società del Fondo Elliott, sì quello che possiede il Milan (anche questo avevamo scritto) che tra fine febbraio e inizio marzo di quest’anno voleva mandare via Jack Dorsey, in minoranza di fatto all’interno del consiglio di amministrazione della società, salvo poi trovare un accordo in extremis nel giro di qualche giorno.

    In arrivo le chat audio su Twitter

    In realtà, Elliott chiedeva di innovare la piattaforma, un po’ quello che per anni hanno chiesto gli stessi utenti Twitter. Innovazione che da subito ha portato verso un’accelerazione verso Fleets e ora, almeno da quello che è stato annunciato proprio da Twitter, verso una sorta di social network completamente in audio. Per intenderci, si tratta di una sorta di Clubhouse. Si parla quindi di stanze, di chatroom, solo in audio, per conversazione singole o in gruppo.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328838299419627525

    Questa potrebbe essere una vera innovazione, solo che la domanda sorge spontanea. Siamo sicuri che è questo quello che serve a Twitter? E poi, altra domanda, siamo sicuri che Twitter sia in grado di gestire una cosa del genere? Perdonate la banalità, ma come osservato anche da altri, soprattutto negli Usa, Twitter, soprattutto negli ultimi due anni, ha faticato a gestire il fenomeno hate speech, contenuti di violenza, disinformazione. Cosa potrebbe succedere con le chat audio?

    La risposta sarebbe, appunto, quello che già è successo con Clubhouse, ancora in versione beta nonostante sia valutata già 100 milioni di dollari, con conversazioni trapelate all’esterno che hanno riguardato un reporter del New York Times e e altre conversazione sfociate poi nell’antisemitismo. Tenete in considerazione che Clubhouse è solo su invito.

    twitter audio chat
    Ecco come potrebbero essere le chat audio su Twitter

    Quindi, davvero Twitter sarebbe in grado di gestire delle conversazioni audio? E, soprattutto, perché puntare sull’audio?

    Semplice risposta anche qui, perché lo vuole il Fondo Elliott che punta a presentare Twitter come una piattaforma che sa innovare e renderla appetibile agli investitori.

    Mudge nuovo responsabile della sicurezza di Twitter

    Sulla capacità di gestione della sicurezza della piattaforma in generale, va detto che Twitter nelle ultime ore ha fatto un annuncio importante, ossia la nomina come nuovo responsabile della sicurezza Peiter Zatko, noto con il suo nome di hacker “Mudge”. Riferirà direttamente al CEO, Jack Dorsey.

    A tutto questo, aggiungiamo un’altra considerazione e cioè che Twitter comunque non ha il fiuto per le innovazioni. Solo in un caso, arrivò prima con Periscope, il fenomeno del self video broadcasting, ma perse tempo facendosi superare in curva da Facebook Live.

    Adesso prova ad agganciare il fenomeno audio, da come presentato, non sarà di grande aiuto.

  • Ecco perché Instagram mette Reels e Shop in evidenza

    Ecco perché Instagram mette Reels e Shop in evidenza

    Instagram ha rilasciato un nuovo aggiornamento del layout che vede in risalto la tab dedicata a Reels e quella dedicata allo Shopping. Ecco perché.

    Instagram continua il suo processo di aggiornamento che segue una strada ben precisa, ossia quella di mettere in evidenza Reels, i video brevi in stile TikTok, e la tab Shop. E infatti, da oggi il layout viene aggiornato prorio seguendo questa strada. Nella parte bassa dell’app compariranno due schede, quella dedicata a Reels, da dove si potrà accedere direttamente ai video degli utenti (sembra quasi di essere su TikTok alle volte) e una dedicata a Shop, con l’iconcina della borsina, un accesso diretto sui prodotti da acquistare ma anche un luogo dove reperire cosnigli mirati scelti dai redattori di Instagram, come scrive Adam Mosseri in un post pubblicato sul blog ufficiale di Instagram e anche su quello di Facebook. Tutto fatto in casa quindi.

    instagram reels shop

    La sostanza di questa mossa è che Instagram (in questo caso leggete “Facebook) sa leggere il momento e sa come promuovere i cambiamenti. Sembra un concetto astratto ma non lo è.

    Perché Instagram mette in evidenza Reels e Shop

    Stiamo vivendo una seconda fase della pandemia da Covid-19 e, osservando il modo in cui abbiamo vissuto la prima fase in primavera, due elementi emergono, e lo sostiene anche Mosseri nel suo post:

    • il primo è che la gente ha bisogno di leggerezza, di momenti di svago e di video divertenti, in questo momento Reels può vivere il suo momento di gloria, specie in una posizione più evidente;
    • secondo elemento è che gli utenti comprano sempre più online e seguono i suggerimenti che arrivano da Instagram, ecco che l’evidenza della tab Shop in basso, a tutta vista è un momento per promuovere gli acquisti. Mosseri sottolinea che è anche un modo per sostenere le aziende che adesso si trovano a far fronte a nuove difficoltà. Ed è un pensiero che sposiamo.

    instagram reels shop tab

    Ma, perché un piccolo “ma” c’è sempre, a voi non sfuggirà di certo che la tab Reels in realtà in Italia era già evidente dal giorno in cui l’app ha compiuto i 10 anni, molto di recente.

    Instagram, 10 anni con novità e sorprese. E il futuro?

    E poi, un’altra modifica che vedremo presto è quella che riguarda i messaggi. Presto l’icona dei DM sarà sostituita con quella di Facebook Messenger e le due app comunicheranno direttamente. Anche questa, quando arriverà da noi, sarà una bella novità.

    Intanto, che ne pensate di questo nuovo layout?

  • La settimana sui Social Media durante le elezioni Usa

    La settimana sui Social Media durante le elezioni Usa

    La settimana che sta per terminare è stata sui social media caratterizzata, ovviamente, dalle elezioni Usa. Non ci sono grandi novità quindi, a parte quella di WhatsApp, il contatore dei follower per i creator su Snapchat, la “soffiata” che riguarda Instagram e il nuovo layout di LinkedIn.

    Settimana caratterizzata dalle elezioni Usa (di cui ancora, a distanza di quattro giorni non si conosce il nome del 46° presidente degli Stati Uniti d’America) quella che sta per terminare sui Social Media. Ovviamente in questo frangente le piattaforme sono state al centro del dibattito e hanno svolto, come sempre del resto, il ruolo informativo che gli compete.

    social media settimana

    E per questo ruolo, anche per evitare gli errori fatti nel 2016, Facebook e Twitter in particolare hanno messo in campo una serie di strumenti per evitare la diffusione di disinformazione e di notizie false, per evitare, quindi, che le piattaforme si trovassero ancora una volta a fungere da megafono per tutti coloro che avessero interessa ad usarle in questo senso.

    Facebook pubblicherà il nome del presidente con una notifica

    La notizia si in questi giorni e ha a he fare proprio con il ritardo che sta caratterizzando le operazioni di conteggio dei voti, soprattutto in quelli che sono definiti gli stati chiave, dove appunto il divario dei candidati è molto ridotto. Facebook pubblicherà il nome del presidente eletto nella parte alta dell’app, con una notifica. Lo stesso avverrà su Instagram. La pubblicazione del nome del nuovo presidente Usa si baserà su delle fonti specifiche, come ABC News, CBS News, Fox News, NBC News, CNN, The Associated Press e Reuters.

    Twitter alle prese con i deliri di Steve Bannon e di Donald Trump

    Anche per Twitter questa non è stata una settimana semplice. Più volte la piattaforma è dovuta intervenire nell’apporre l’etichetta grigia ai vari tweet di Donald Trump, etichetta che viene apposta nel momento in cui il contenuto viene ritenuto controverso e fuorviante. In questo modo, il tweet non può essere condiviso come qualsiasi altro tweet, ma può solo essere retwittato con citazione obbligatoria. Ossia, chi volesse condividerlo in questo unico modo, si prende la responsabilità di diffondere disinformazione. E non compare il numero delle volte in cui il tweet viene condiviso.

    La piattaforma è intervenuta anche per evidenziare le varie disinformazioni che dall’account di Donald Trump sono state twittae mentre il presidente ribadiva, in sostanza, di non voler concedere la vittoria a Biden e di continuare a parlare di brogli e truffa senza averne le prove. Ed intervenuta anche per disattivare l’account di Steve Bannon che aveva incitato alla violenza, scrivendo di voler “tagliare la testa” al dottor Fauci, consulente per il Covid-19 della amministrazione Trump. Lo stesso ha fatto YouTube chiudendo il suo account.

    I messaggi effimeri arrivano su WhatsApp

    Nel corso di questo mrse sara possibile attivare i messaggi effimeri su WhatsApp. Si tratta di messaggi che, se attivati, scompariranno nel giro di 7 giorni:

    WhatsApp, ecco i messaggi effimeri che scompaiono entro 7 giorni

    Il contatore dei follower per i creator di Snapchat

    Snapchat per la prima volta offre ai suoi creator a possibilità di pubblicare un dato numerico, ed è quello che riguarda il numero dei follower. Il dato può essere attivato, o disattivato, direttamente dallo stesso creator dalle impostazioni dell’app.

    I profili creator sono stati lanciati dall’app nel mese di settembre di quest’anno, un modo per permettere gli utenti di poter gestire la propria area al fine di lavorare con le aziende. Di conseguenza, il dato del numero dei follower è diventato fondamentale, utile per i creator per dimostrare il loro “peso” alle aziende.

    Il nuovo layout di LinkedIn arriva in Italia

    Annunciato a settembre di quest’anno, dopo qualche settimana il nuovo layout di LinkedIn è visibile anche per gli utenti italiani. Un layout che si apprezza forse più da nobile he da desktop, con un blu che strizza l’occhi ad altre piattaforme. Però, c’è da dire che l’esperienza utente è migliorata, specie, per quello che abbiamo notato, per la sezione ricerca. Adesso più ordinata e intuitiva, divisa per sezioni.

    LinkedIn oggi conta 700 milioni di utenti, quella italiana è una delle prima dieci community al mondo, dove ogni minuto 3 persone trovano una opportunità professionale. E poi, sono già 2,5 milioni gli utenti che hanno adottato all’interno del loro profilo “Open to Work”, un modo per evidenziare di essere alla ricerca di lavoro, una modalità che ha permesso agli utenti di ricevere il 40% di messaggi da reclutatori e il 20% in più di messaggi dalla community.

    Instagram prova dare vita alle interazioni nelle Stories senza messaggi

    Diciamolo subito, non ci sono conferme ufficiali rispetto a questa che, più che novità, va considerata come una “soffiata”. E quindi non vi è certezza che possa vedere la luce un giorno sull’app.

    Ci riferiamo alla possibilità di poter interagire con le Stories su Instagram, ma senza per forza passare dai DM, come avviene adesso. In pratica, Instagram potrebbe lasciare la possibilità agli utenti di interagire con le Stories cliccando sull’icona delle faccine che potrebbe comparire prima di quella dei DM. In questo modo, l’interazione non andrebbe ad incanalarsi in una conversazione privata, ma sarebbe pubblica. E in che modo questo influirà sulla visibilità del contenuto? L’algoritmo considererà quindi il maggior numero di faccine ottenute per evidenziare una Storia? Ovviamente sono solo alcune domande che sorgono spontanee. E voi che ne pensate?

    Ecco, questo era il nostro piccolo resoconto della settimana sui social media per come l’abbiamo vista noi. Se avete altre segnalazioni, noi siamo qui oppure segnalatele attraverso i nostri canali social media.

  • Ecco le principali novità sui social media della settimana

    Ecco le principali novità sui social media della settimana

    I Social Media si evolvono di continuo e, spesso, si fa fatica a stare dietro a tutte le notizie e le novità che li riguarda. Ecco un breve riassunto con le novità della settimana appena trascorsa su Facebook, LinkedIn, Twitter, TikTok e WhatsApp.

    Diciamoci la verità, si fa davvero fatica a stare dietro a tutte le notizie e le novità che riguardano i social media. Facile perdersi trattandosi di piattaforme che si evolvono di continuo, spesso prendendo pezzi dalle altre e incorporandole.

    Allora abbiamo pensato di fare un piccolo riassunto di questa settimana che è ormai trascorsa, raccogliendo le principali novità e notizie sui social media che, forse, avete perso e che magari vi interessano. Alcune siamo riuscite a segnalarvele qui sul nostro blog, altre, come vedrete, lo facciamo in questa occasione per voi.

    Facebook Dating arriva in Europa, Italia compresa

    facebook dating incontri

    Era settembre dello scorso anno quando Facebook annunciava l’arrivo in Europa di Facebook Dating in Europa proprio nel 2020, e così è stato. In questi giorni il servizio di incontri sulla piattaforma è sbarcato nel vecchio continente in 32 paesi, Italia compresa, dopo essere stato lanciato nel 2018 in Colombio e dopo aver raccolto già oltre 1,5 miliardi di incontri tra utenti. Come ricordavamo già nel nostro post, Facebook Dating funziona come una piattaforma a sè stante. Per usarlo bisogna avere compiuto i 18 anni e l’utente potrà creare il suo profilo senza che i suoi contatti ne siano a conoscenza, tutta l’attività che si svilupperà su Facebook Dating resterà lì circoscritta e non verrà condivisa con Facebook. Insomma, Facebook in questo modo lancia la sfida a tutte le altre app di dating. vedremo come andrà.

    LinkedIn Stories, i contenuti effimeri in chiave business arrivano in Italia

    linkedin stories 2020

    Diciamoci la verità, di Stories ne abbiamo già abbastanza, ormai su tutte le piattaforme. Ovunque siamo in grado ormai di creare i nostri contenuti effimeri con un discreto successo. Quindi, per completare il cerchio, non poteva mancare che LinkedIn, la piattaforma social business per eccellenza, oltre che la più anziana di tutte quelle in circolazione. Le LinkedIn Stories somigliano, nè più e nè meno, a quelle ormai note su Instagram (che a a sua volta le aveva copiate da Snapchat), si possono condividere immagini e video (di max 20 secondi), aggiungere stickers. Insomma, si tratta di un contenuto leggero che può trasformarsi in una modalità veloce per coinvolgere i propri contatti su specifiche iniziative. Una modalità che può tornare utile anche alle aziende. E voi, le state già usando?

    Twitter ha cambiato temporaneamente il modo di fare retweet

    twitter cambia retweet franzrusso.it 2020

    Una novità che ha colto un po’ tutti di sorpresa è stata quella di vedere su Twitter una modalità nuova di fare retweet ad un contenuto, una modalità che ha spiazzato molti utenti che, spesso, hanno abbandonato l’azione specifica. Ma cosa è successo? Lo abbiamo spiegato nel nostro post, Twitter in vista delle elezioni Usa ha deciso di cambiare il modo di fare retweet facendo comparire la modalità di citazione, inducendo quindi l’utente a fare reweet aggiungendo un commento. Questo per evitare la diffusione di disinformazione. Come abbiamo spiegato, l’intento è lodevole, solo che trattandosi di una modifica a livello globale, quindi che va oltre gli Usa che sono direttamente interessati, finisce per allontanare l’interazione, la linfa vitale della piattaforma. Speriamo che presto si possa tornare come prima.

    TikTok fa chiarezza sulla rimozione dei contenuti

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    TikTok in questa settimana, all’interno di un post sul blog ufficiale, ha spiegato le motivazini che spingono la app a rimuovere determinati video dalla piattaforma. La piattaforma di video musicali ha annunciato che, a differenza di quanto accaduto fino ad ora, provvederà a spiegare agli utenti colpiti dalla cancellazione il perché del provvedimento. Come sappiamo, anche TikTok rimuove di continuo contenuti che contengono incitazione all’odio, pornografia, bullismo, autolesionismo: nelle settimane scorse la piattaforma ha fatto sapere di aver provveduto a rimuovere 104,5 milioni di video che violavano le regole. Questa modalità di spiegare le ragioni della rimozione è stata sperimentata da TikTok all’interno di un gruppo: “Spiegare le ragioni mentre ricordiamo alle persone le nostre norme, ha contribuito a ridurre il tasso di violazioni reiterate, mentre le visite alle nostre linee guida sono quasi triplicate. Abbiamo anche riscontrato una riduzione del 14% nelle richieste di ricorso contro la rimozione di un video“.

    Su WhatsApp è possibile silenziare i gruppi per sempre

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    Una novità che abbiamo dato qui sul nostro blog e che, come immaginavamo, ha riscosso molto successo e attenzione, perché quando si parla di gruppi su WhatsApp l’attenzione è sempre molto alta. Ebbene, la notizia è che adesso, oltre che su Android, dove la possibilità è stata attivata per prima nei giorni scorsi, anche su iOS è possibile silenziare i gruppi per sempre. Sì avete letto bene, per sempre. Per sempre, impostando l’opzione più estesa, rimarrete nel gruppo, ma non riceverete più notifiche, ami più. L’opzione “Sempre”, prende il posto della precedente che era “solo” di “1 anno”. Quindi, andate nel gruppo e cliccate i pallini in alto a destra (se avete Android); cliccate su “Info gruppo“, la prima voce del menù, e poi toccate “Disattiva notifiche“. Da quel momento vi appariranno le tre opzioni:

    • 8 ore
    • 1 settimana
    • Sempre

    Toccate su “Sempre” e il gioco è fatto.

    Allora, questo era il nostro breve riassunto delle notizie e delle novità della settimana che va per concludersi, in attesa di altre novità in arrivo nella settima prossima. E noi saremo qui a raccontarvele comunque.

  • Elezioni Usa, Instagram è una piattaforma più liberal di Facebook

    Elezioni Usa, Instagram è una piattaforma più liberal di Facebook

    I dati di CrowdTangle, di proprietà di Facebook, ci dicono che nell’ultimo mese Instagram dimostra di essere una piattaforma più “liberal”, mentre Facebook è più conservatrice.

    Instagram è più “liberal” e Facebook è più conservatrice.

    Si potrebbe sintetizzare così la serie di dati che emerge dalla piattaforma CrowdTangle, di proprietà di Facebook, che analizza come la politica viene discussa dagli utenti sulle piattaforme di Menlo Park. E il quadro che emerge è molto interessante e ci conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che Facebook è sempre più snobbato dai più giovani, mentre Instagram mantiene una sua fisionomia più giovane. Quando si diceva un paio di anni fa (o forse più) che i giovani stavano abbandonando Facebook per passare su Instagram, anche per sfuggire dai propri genitori che nel frattempo scoprivano e usavano la piattaforma, era vero e questi dati lo confermano (ancora una volta).

    Le elezioni presidenziali Usa sono da sempre un fatto politico utile per analizzare il fenomeno anche da punto di vista sociale, e questo è ancor più vero nell’era dei social media. I dati, infatti, ci permettono di vedere aspetti ancora più interessanti, anche quando questi ci sembrano ovvi (o quasi), come in questo caso.

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    La politica ormai usa le piattaforme social per arrivare ad un elettorato sempre più vasto, con la speranza di riuscire a coinvolgere. Ebbene, questi dati ci dicono che i top account, che guardano ai valori “liberal”, ottengono un livello di coinvolgimento più alto su Instagram che su Facebook.

    I dati di CrowdTangle ci dicono che nell’ultimo mese i 50 account account più coinvolgenti che hanno postato contenuti a sostegno di “Black Lives Matter” hanno generato un coinvolgimento del 36% più alto su Instagram rispetto a Facebook. Un dato che diventa di 3 volte più alto a proposito del “climate change“. Invece, contenuti che facevano riferimento a “Make America Great Again” (MAGA, il claim di Donald Trump), hanno ottenuto più del doppio delle interazioni su Facebook che su Instagram, sempre negli ultimi 30 giorni.

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    Questo è sufficiente a definire Instagram una piattaforma più “liberal” e Facebook una piattaforma più conservatrice. E se è vero che Instagram ha un pubblico più giovane, non è sbagliato dire che i giovani americani guardano a valori più vicini al Partito Democratico, mentre il pubblico di Facebook ha più sintonìa con i valori del Partito Repubblicano.

    Piccola precisazione sulla parola “liberal“. Il Partito Democratico, tra l’altro il partito politico più antico del mondo (fondato nel 1828), viene definito appunto liberale, ma questa accezione non va interpretata all’europea, cioè di area di centro-destra. Per “liberal” negli Usa si intende area di centro-sinistra, o comunque che ha valori simili a quelli della social-democrazia europea.

    Inoltre, sempre dai dati di CrowdTangle, Instagram mostra di essere più attenta al “senso civico“, infatti i contenuti che hanno a tema “resgister to vote” ottengono interazioni ben 14 volte più alte di quelle ottenute su Facebook, sempre nelle ultime quattro settimane.

    In relazione a tutto questo, c’è da fare anche un’altra considerazione che ci aiuta a comprendere meglio le due piattaforme di casa Menlo Park. I dati ci dicono anche che quattro dei cinque account più coinvolgenti su Facebook nell’ultimo mese sono quelli di Trump, Fox News, Breitbart e Ben Shapiro, giornalista da oltre 6 milioni di like sulla sua pagina. Invece gli account più coinvolgenti su Instagram sono quelli che appartengono al mondo dello sport, intrattenimento, per lo più, e hanno una certa affinità con la sfera politica americana più “liberal”, quindi democratica.

    Tanto per citare quache esempio, così come li riporta anche Axios, The Shade Room, oltre 21 milioni di follower, che condivide messaggi anti Trump in un mese ha generato 276 milioni di interazioni, ossia un numero 4 volte più alto di quanto generato da Fox News su Facebook. Ancora, Feminist, quasi 6 milioni di follower, ha realizzato il 46% di interazioni in più rispetto a Fox News su Facebook.

    Ora, al netto di tutto questo, c’è da precisare che i dati di CrowdTangle tengono conto degli account pubblici e non degli account privati, quindi diciamo che viene fuori uno spaccato rilevante, ma comunque parziale. Anche perché poi è proprio lì che si gioca la partita. E poi, va anche precisato che su Instagram la maggior parte del coinvolgimento è generato attraverso gli hashtag, sono quelli che poi attraggono maggiormente l’attenzione degli utenti. Invece su Facebook sono le notizie di attualità e cronaca, “hard news”, quelle che attirano l’attenzione del pubblico.

    E che Instagram sia una piattaforma dove i giovani si informano a proposito delle elezioni presidenziali Usa del prossimo 3 novembre, ce lo confermano anche i dati di Politico. Infatti il 53% della “generazione Z” usa Instagram per informarsi. Il 59%, il dato più alto, si informa attraverso YouTube; il 43% dei giovanissimi si tiene informato attraverso Facebook. Non c’è da sorprendersi se all’ultimo posto di questa classifica ci siano i giornali.

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    Per tirare le fila da quanto raccontato finora, questi dati ci aiutano a comprendere l’orientamento politico delle piattaforme, ci aiutano a comprendere come i giovani sono sempre più “impegnati” su Instagram e sempre meno su Facebook, anche per quel che riguarda i contenuti politici. Ovvio, questi dati non ci dicono chi la spunterà tra Trump e Biden e come voterà l’elettorato americano più giovane, ma senz’altro ci danno degli spunti molto interessanti.

  • WhatsApp rende più facile la ricerca di file media sull’app, ecco come

    WhatsApp rende più facile la ricerca di file media sull’app, ecco come

    Con un tweet dal suo account ufficiale, WhatsApp ha annunciato di aver reso più semplice la ricerca di file media all’interno dell’app, quindi di foto, GIF, link, video, documenti e audio. La funzionalità era già attiva su iOS, da oggi lo è anche su Android.

    WhatsApp e risaputa essere l’app di instant messaging più usata. Ma nel corso degli anni, l’app si è trasformata in qualcosa di più. Con l’aggiunta di funzionalità sempre più estese, WhatsApp è diventata anche uno strumento per comunicare, quindi non solo per chattare. Ad esempio, la possibilità di poter inviare anche documenti, ossia file word, pdf o altro, la rende utile, e veloce, anche per il lavoro, specie se usate nella versione web.

    Estendendo la possibilità di inviare file media come foto, GIF, link, video, documenti e anche audio, restava sempre un limite la possibilità di ricercarli facilmente.

    whatsapp ricerca file media android franzrusso.it

    Ebbene, WhatsApp con un tweet dal suo account ufficiale ha ufficializzato che da oggi è possibile effettuare la ricerca di file media in maniera semplice e veloce. Quello che già accade all’interno dell’app per iOS, da qualche mese, adesso è possibile anche all’interno dell’app per Android.

    Adesso, semplicemente cliccando (facendo tap sull’icona) su “cerca” in alto a destra, di fianco ai tre pallini verticali (su Android), si apre una nuova sezione dedicata che mostra tutti i tipi di file che possono essere ricercati in maniera rapida.

    Foto

    Facendo tap su “Foto”, l’app mostrerà tutte le foto, inviate e ricevute, che sono state scambiate in ordine cronologico, dalle più recenti a quelle meno recenti. Cliccando su una di esse, risalirete alla conversazione in cui è stata condivisa e potrete ancora inoltrarla ad un altro account oppure condividerla su altre app. Potrete visualizzarli a griglia o con la descrizione.

    GIF

    Anche in questo caso, il sistema mostrerà tutte le GIF inviate e ricevute, permettendo una ricerca più facilitata, permettendovi di risalire a quella che cercavate. Molto utile. Anche e GIF potranno essere visualizzate in griglia o con la descrizione.

    Link

    Spesso accade di inviare link nelle chat per poi non riuscire più a rintracciarli. In questo modo, dalla ricerca, è possibile risalire subito al link che cercavate. I link appaiono in ordine cronologico, dal più recente in poi e sono con la descrizione.

    Video

    Così come le foto, e le GIF, anche i video possono essere visualizzati a griglia o con la descrizione. E anche in questo caso, vengono mostrati quelli più recenti.

    Documenti

    Come nel caso dei Link, anche i documenti possono essere visualizzati con la descrizione e non a griglia. Molto utile anche questa modalità, soprattutto perché WhatsApp viene sempre più usato nel lavoro con cui ci si scambia spesso documenti, in modo più veloce di come possa avvenire anche via email.

    Audio

    Tutte i messaggi audio, quindi i vocali, condivisi su WhatsApp li trovate adesso qui, sempre dal più recente in poi.

    Ecco, questa era un po’ la descrizione di questa novità che si rivela essere molto utile.

    E voi che ne pensate? La state già usando sul vostro dispositivo Android?

  • Instagram, 10 anni con novità e sorprese. E il futuro?

    Instagram, 10 anni con novità e sorprese. E il futuro?

    Instagram compie 10 anni. Era il 6 ottobre del 2010 quando l’app di Kevin Systrom e Mike Krieger veniva lanciata su iOS. Per celebrare questa giornata, l’app di Facebook lancia qualche novità, lo shopping su IGTV, e anche una sorpresa per gli utenti. Ma quale sarà il suo futuro?

    Instagram compie 10 anni. Era il 6 ottobre del 2010 quando l’app di Kevin Systrom e Mike Krieger, i due co-fondatori, veniva lanciata su iOS. Impiegherà circa due anni per poi arrivare su Android. E da allora tante cose sono cambiate.

    Instagram non è solo una semplice app, sembra quasi riduttivo definirla tale. Si tratta di una piattaforma che, piaccia o meno, ha cambiato lo scenario dei social media. Potremmo dire, senza esagerare, che è la piattaforma che ha contribuito più di altre a cambiare e a rivoluzionare la cultura del “visual content”.

    Per certi versi, almeno nella fase iniziale, Instagram ha dato la sensazione a tutti di sentirsi fotografi. In un attimo, con il proprio smartphone, chiunque può scattare una foto, modificarla con qualche filtro, abbellirla, renderla magica e condividerla con gli altri. Era questo il senso iniziale, tra l’altro, come certamente saprete, i due co-fondatori si erano ispirati proprio a due macchine fotografiche per creare la loro app: alla Kodak Instamatic e alla Polaroid SX 70. Le caratteristiche di queste due macchine venivano fuse in un’unica app. Da lì il successo iniziale.

    instagram 10 anni kevin primo logo instagram 10 anni sito instagram 10 anni kevin

    Poi col tempo le cose sono evolute, l’app è cresciuta, è stata acquisita da Facebook, i due co-fondatori oggi non ci sono più e l’app è diventata quasi sinonimo di Influencer Marketing.

    Forse sul che cosa sia diventata oggi Instagram bisognerebbe dedicarci un approfondimento perchè merita e perché, in effetti, 10 anni sono davvero tanti.

    Per l’occasione lancia alcuni aggiornamenti e alcune novità, e cioè:

    Mappa delle storie: una mappa e un calendario privati delle storie condivise negli ultimi tre anni, che ti permetteranno di rivivere e ricordare i tuoi momenti migliori.  La funzione consente di condividere, scaricare e salvare le storie nei tuoi highlight.

    Timeline di prodotto: una timeline che ripercorre i momenti chiave della storia di Instagram.

    Instagram 10 anni

    Aggiornamenti su shopping: questa news è stata appena annunciata. Nei prossimi giorni lo shopping sarà disponibile anche su IGTV, mentre un test della stessa funzione sarà avviato nei prossimi mesi su Reels. L’obiettivo è semplificare l’esperienza di acquisto anche nei video, oltre che supportare i creator nel far crescere la propria attività tramite la piattaforma.

    IGTV Shopping Bag

    Una sorpresa nell’app – fateci sapere se riuscite a trovarla.

    E poi, a partire da oggi, in Italia apparirà un’icona “Reels” direttamente sulla schermata principale di Instagram.

    Ecco questo era il nostro post per celebrare Instagram, ma come saranno i prossimi 10 anni? A dire il vero, bisognerebbe anche chiedersi se ci saranno mai i prossimi 10 anni. Questo perchè Facebook ormai punta a fare un’operazione di unificazione delle app, come Messenger WhatsApp e la stessa Instagram, sotto un unico cappello, cioè Facebook. Quindi, non è così scontato che Instagram possa andare avanti per i prossimi 10 anni così come la conosciamo oggi.

    Insomma, 10 anni di Instagram sono tanti. E voi che ne pensate? Lo usate? E come? Raccontatecelo.

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