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  • Si chiama Spaces, la chat audio di Twitter avviata in test

    Si chiama Spaces, la chat audio di Twitter avviata in test

    Twitter alla fine ha ceduto e ha lanciato, ancora in fase di test, la sua chat audio in stile Clubhouse e si chiama Spaces, solo per un ristretto gruppo di persone e solo su iOS. Ma la sfida vera è sulla moderazione.

    Se vi ricordate, ne avevamo scritto a novembre e ora Twitter sembra più decisa a proseguire sulla strada delle chat audio. La notizia è che da un paio di giorni Twitter ha avviato “Spaces”, la chat in audio, i fase di beta testing. Da quanto affermato dalla società di Jack Dorsey, attraverso una conversazione avviata dal neo account @TwitterSpaces, questa fase sarà avviata solo su iOS attraverso qualche centinaio di utenti selezionati. Come già anticipato il mese scorso, Twitter intende avviare la fase di test nel tentativo di superare lo scoglio sicurezza.

    Sempre il mese scorso, avevamo scritto che questa modalità di chat audio somiglia molto a Clubhouse, l’app in versione beta, che è strutturata proprio in “stanze” all’interno delle quali invitare persone e conversare. Il problema è che, nonostante Clubhouse sia ancora attiva solo su invito, l’app è già stata al centro di gravi problemi legati all’hate speech, a contenuti violenti e alla disinformazione. Tutto questo questo mette al centro il vero problema che è quello della moderazione, difficile in questi casi.

    twitter spaces chat audio franrusso.it

    Come usare Spaces di Twitter

    Per avviare una chat audio su Twitter, e quindi creare uno “spazio”, bisognerà tenere premuto il tasto “Compose”, in basso a destra, oppure si potrà crearlo attraverso Fleet. Si possono invitare utenti attraverso DM oppure condividendo il link della conversazione, anche su altre applicazioni.

    Si potranno esprimere reazioni attraverso emoji, anche se comunque la versione in prova resta ancora lontana da quella definitiva che dovrebbe prevedere maggiori strumenti di moderazioni per coloro che attivano la chat audio. Al momento sono attive l funzioni di blocco e di segnalazione.

    Allo studio la possibilità della trascrizione automatica dei tweet e anche la condivisione in Spaces dei tweet.

    esempio spaces twitter

    Ora, Twitter negli ultimi due anni ha incontrato un enorme problema proprio legato ai contenuti violenti, hate speech, disinformazione riuscendo a gestire il tutto con evidenti difficoltà. Non si capisce adesso come tutto questo possa essere moderato all’interno di Spaces. E, quindi, si comprende perché Twitter voglia iniziare la fase di test della funzionalità con poche persone in contesti difficili. Vuole testare la sua capacità nel moderare situazioni complicate? Allora, visto che l’obiettivo è questo, possiamo dire che le difficoltà saranno tante. Si tratta, in ogni caso, di una sfida difficile.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter ripristina il vecchio retweet dopo il calo delle interazioni

    Twitter ripristina il vecchio retweet dopo il calo delle interazioni

    Twitter rispristina il vecchio modo di fare retweet, senza citazione quindi, messo in pausa in vista delle elezioni presidenziali negli Usa. E la decisione deriva dal fatto che i retweet negli ultimi due mesi sono calati del 20 percento.

    A differenza di quanto avessimo prospettato, due mesi fa, Twitter ritorna sui suoi passi e ripristina il vecchio modo di fare retweet, quindi abbandonando la citazione. La modifica era stata decisa dalla società di Jack Dorsey per dare un freno alla disinformazione in occasione delle elezioni presidenziali Usa e, quindi, frenare la condivisione “automatica” di contenuti, imponendo un momento di lettura e riflessione. Qualora l’utente avesse voluto retwittare, avrebbe dovuto soffermarsi un attimo e, se lo desiderava, procedere al retweet con citazione.

    A noi sembrava una soluzione ideale per fermare la disinformazione, ma avevamo sottolineato che questa modalità avrebbe messo a repentaglio l’interazione. E così è stato.

    twitter ripristina vecchio retweet franzrusso.it 2020

    Infatti Twitter, nel dare notizia del ripristino del vecchio modo di fare retweet, precisa che in queste ultime settimane le citazione sono aumentate, solo che il 45 percento aveva solo una parola e il 70 percento aveva meno di 25 caratteri.

    Inoltre, ed è questa la notizia più importante, i retweet sono calati del 20 percento. Ecco il motivo, quindi, per cui Twitter si è vista costretta a ritornare sui propri passi e a ripristinare la vecchia modalità.

    Twitter fa sapere di lavorare a nuove modalità per cercare di rendere la condivisone sempre più significativa e utile, ma resta il fatto che quella poteva essere una buona strada.

    Il vero problema è che Twitter al momento non è in grado di assumere decisioni poco popolari, non ne ha la forza. Deve quindi trovare un equilibrio nel tentativo di assecondare gli utenti, che non vedevano di buon occhio il retweet con citazione (e lo hanno dimostrato), frenare la disinformazione sulla piattaforma e tenere buoni gli investitori che vogliono vedere la piattaforma crescere ogni giorno.

    Twitter cambia temporaneamente il modo di fare ritweet in vista delle elezioni USA

    Insomma, la ricerca di questo equilibrio, ancora molto lontano, fa presagire che ci vorranno ancora molti mesi, se non anni. Intanto, però, le occasioni sprecate aumentano, come quella di abbandonare Periscope, l’applicazione di broadcasting lanciata nel 2015, quando ancora Facebook Live non esisteva.

  • Il futuro dei social media è nelle community, non nella funzionalità

    Il futuro dei social media è nelle community, non nella funzionalità

    Ultimamente tutte le piattaforme social media sembrano rincorrersi proponendo sempre la stessa funzionalità che esiste già altrove. Sembra che la spinta innovativa si sia esaurita. Ma il futuro è nella community e non nell’ultima feature.

    Come vi sarete certamente accorti, da qualche anno a questa parte, almeno dal 2016 ad oggi, tutte le piattaforme social media sembrano proporre, più o meno, le stesse funzioni. Alle volte, passando da una piattaforma all’altra, si fa fatica a capire dove ci si trova, se non fosse per i colori o il layout leggermente diverso ad avvisarci di trovarci su Facebook e non su Instagram, tanto per fare un esempio.

    Perché parliamo di questo tema oggi? Per il fatto che in questi giorni, la piattaforma che fino ad oggi risultava essere la più “copiata”, quella da cui tutti hanno tratto ispirazione per lanciare i propri contenuti effimeri, e parliamo di Snapchat ovviamente, ha lanciato una funzionalità che altro non è che riportare TikTok all’interno della sua piattaforma. La funzionalità si chiama Spotlight e serve a mettere in evidenza i video più virali in una modalità, a scroll, tipica di TikTok.

    Ora, se anche Snapchat ricorre a qualcosa di già visto e di già usato, questo impone un minimo di riflessione che vogliamo fare con voi.

    social media funzionalità simili 2020 axios

    Partiamo da questo grafico che vedete qui sopra, realizzato da Axios all’interno di un articolo che mette in evidenza come oggi le piattaforme social media siano, più o meno tutte uguali. Tralasciando piattaforme come Reddit o Twitch, quasi tutte hanno le stesse funzionalità. Nessuna offre qualcosa di unico, eppure queste piattaforme nascono, in origine, con obiettivi precisi. Obiettivi che poi, negli anni, si sono sempre più affievoliti, lasciando spazio, invece, ad una corsa ad accaparrarsi gli utenti, indipendentemente se quella funzionalità fosse utile o meno.

    Ecco, forse il punto è proprio questo, ossia queste piattaforme sono nate, ognuna con le sue peculiarità, offrendo caratteristiche particolari, attorno alle quali si andavano costruendo delle community. Un concetto che via via si è sempre più sbiadito.

    Nel 2016 Kevin Systrom, co-fondatore di Instagram (oggi interamente proprietà di Facebook), presentando le Instagram Stories, un format di contenuto effimero lanciato per la prima volta su Snapchat, sosteneva che quello non fosse altro che uno strumento che andava ad arricchire l’esperienza d’uso di Instagram. La piattaforma da sola non poteva bastare, bisognava aggiungere altro. Due anni dopo, nel 2018, Evan Spiegel, fondatore di Snapchat, diceva che a lui non lo preoccupava il fatto che tutti copiassero le sue Stories, perché l’unicità di Snapchat era sempre salva.

    social media funzionalità 2020 community franzrusso.it-2020

    Se badate bene, i due sostengono, a distanza di due anni, più o meno la stessa cosa. E nel 2020 però la realtà è ben altra. E cioè che anche Snapchat, alla fine, cede un po’ della sua unicità per andare incontro ad un pubblico più ampio, nel tentativo di competere con quello che al momento sembra essere il diretto concorrente, cioè TikTok.

    Tutte offrono le stesse funzionalità e tutte, con modalità più o meno diverse, mirano allo stesso obiettivo. Perdendo il vero scopo originale che stava alla base di ogni piattaforma.

    E cioè che oggi la vera Innovazione per una piattaforma è quella di guardare alle proprie community. Sulla base delle proprie caratteristiche, dare agli utenti di quella piattaforma, strumenti relativi a quelle caratteristiche, che non sono le stesse che si trovano altrove. Questo è il vero punto.

    Dare agli utenti una nuova funzionalità nel senso di offrire strumenti in linea con quello che è la caratteristica della piattaforma stessa.

    Per essere più chiari, facciamo un esempio pratico che certamente, forse, avete sentito altrove. Tra tutte queste piattaforme, prendiamo LinkedIn, la più “anziana” (essendo stata fondata nel 2003 quando ancora non si parlava di social network), che da sempre ha caratterizzato la sua piattaforma come luogo d’incontro, di scambio e di condivisione tra aziende e professionisti. Questa stessa caratteristica già di per sé caratterizza la piattaforma. Nel senso che la Conversazione che viene attivata all’interno della piattaforma non è la stessa di quella che si potrebbe portare avanti su Facebook (tanto per fare un esempio di piattaforma generalista). Se uso LinkedIn è perché parlo tra colleghi e non parlo tra familiari, è perché voglio interagire con quel professionista/azienda e non perché voglio parlare con il mio amico per organizzare la partita di calcetto del sabato pomeriggio (quando si poteva ancora fare). Vero, anche LinkedIn cede un po’ alla visione generalista ed introduce le Stories. Ma le stesse Stories vengono usate al modo di LinkedIn.

    LinkedIn sin dalle sue origini ha sempre mantenuto esplicito che quello è un luogo paragonabile ad un grande ufficio, dove il tema era già definito da chi lo frequentava. E lo fa ancora oggi.

    Altra regola che abbiamo sempre imparato ovunque e che tutti, o quasi, abbiamo sempre più disatteso. E cioè che non serve pubblicare contenuti copia-incolla su tutte le piattaforme, perché la reazione non sarà la stessa ovunque e perché ogni piattaforma è diversa dall’altra.

    Quello che si vuole sostenere è che nei prossimi anni la corsa all’ultima funzionalità dovrebbe esaurirsi, non è più quello il focus. La corsa dovrà invece riguardare a come meglio gestire e far crescere le proprie community di riferimento, le proprie nicchie.

    Il focus principale per ogni piattaforma sarà quindi quello di lanciare la nuova funzionalità per meglio legarla alla propria community.

  • La settimana sui social media all’insegna di Instagram

    La settimana sui social media all’insegna di Instagram

    La settimana che è appena passata possiamo dire che sui social media ha avuto come protagonista Instagram che ha tirato fuori diverse novità. Ma non mancano Twitter e anche TikTok.

    Piccola rassegna periodica di quello che è successo sui social media nella settimana che è appena passata. Sappiamo che non è facile seguire tutte le novità, più o meno interessanti, che si susseguono ogni giorno a velocità sostenuta, ma sul nostro blog cerchiamo di rendervene conto al meglio delle nostre possibilità e poi, quando riusciamo, con un piccolo recap come questo.

    Allora, se c’è una piattaforma social media che questa settimana ha sfornato novità, o comunque è stata al centro anche di qualche soffiata (perché anche quella va intercettata), questa è proprio Instagram.

    settimana social media instagram franzrusso.it

    Instagram, tra guide, ricerche e il rilancio di Threads

    Grande movimento nella settimana attorno a Instagram e siccome le novità sono diverse, partiamo con ordine. Secondo le notizie ufficiali, su Instagram approda Whatch Together, direttamente da Facebook, una funzionalità che permette agli utenti la visione, insieme, di video su IGTV, Reels, ma anche di altri contenuti video. Di Watch Togeteher su Facebook ne avevamo parlato qui su Il Sole 24 Ore nell’articolo di Giampaolo Colletti.

    watch together instagram

    Ma la novità ufficiale è che arriva (arriverà anche da noi) la Vanish Mode, la funzionalità che permette agli utenti di Instagram di inviare messaggi in un chat individuale e, impostata la quale, gli stessi messaggi spariranno dopo averli letti o dopo aver chiuso la chat. Vi accorgerete della presenza della funzionalità quando cliccherete in alto a destra la “i”, oppure sul nome dell’utente con cui avete attivato una chat su Instagram, e vedrete la funzionalità “Modalità messaggi temporanei”. E, come avviene anche su Messenger, le due app saranno sempre più legate permettendo agli utenti di messaggiare da piattaforme diverse con le stesse funzionalità, l’app vi avviserà se un utente sta facendo uno screenshot della conversazione.

    I messaggi adesso scompaiono anche su Messenger e Instagram

    Altra novità, sempre su Instagram, è rappresentata dalle Guide disponibili per tutti, riconoscerete l’icona che le contraddistingue che sembra, appunto, una guida o una brochure aperta. Ricordano molto il contenuto tipo blog e trovano la loro destinazione finale nella sezione Shop, la nuova sezione apparsa da pochi giorni in basso che ha spostato in alto quella delle interazione, il cuoricino. Spostamento che ha disorientato non poco gli utenti.

    E, ancora, su Instagram è possibile effettuare delle ricerche, solo in pochi paesi tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Irlanda e Canada, quindi solo in lingua inglese. La novità è interessante perché prima di questa novità si poteva cercare solo hashtag o account, invece adesso si possono cercare direttamente delle parole chiave. Di conseguenza, diventa importante il contenuto che si pubblica accompagnando il contenuto visual. Molto interessante, soprattutto quando sarà disponibile anche in italiano.

    Twitter inizia a testare le chat audio e intanto ecco Fleets per tutti

    Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Questa novità l’abbiamo data anche qui sul nostro blog e ha destato molto interesse, specialmente per il fatto che molti hanno scoperto Fleets, le Stories di Twitter, il contenuto effimero della piattaforma a 280 caratteri che era stato lanciato in Italia a maggio ma che non era ancora disponibile per tutti. Su questo, volendo fare alcune veloci considerazioni a distanza di pochi giorni, la modalità si presta ad una piattaforma come Twitter perché permette l’interazione con utenti che altrimenti non si incrocerebbe in altro modo. Resta da migliorare l’interazione con questi contenuti. Sarebbe meglio che la reazione con emoji restasse sul contenuto e che il messaggio arrivasse in DM, convogliare tutto sui messaggi privati potrebbe diventare fastidioso. E poi, meglio adottare nuovi strumenti per arricchire il contenuto, al momento sembra davvero l’antenato delle Stories, molto limitati per il momento e non inducono gli utenti all’uso.

    E poi le chat audio, su questo abbiamo detto che permangono seri dubbi sulla capacità di Twitter di gestire questa modalità in sicurezza, oltre che sul fatto se davvero questo sia utile alla piattaforma.

    E poi, arriva anche su Android, dopo essere stata lanciata in agosto su iOS, la possibilità di condividere un tweet su altre app in maniera nativa. Una volta cliccato l’icona di condivisione si visualizza una schermata con le app su cui condividere da subito, senza accedere al passaggio successivo, come avveniva prima.

    TikTok, rafforza il legame tra giovani e genitori con il Collegamento Familiare

    TikTok, ecco il Collegamento Familiare tra giovani utenti e genitori

    Anche questa è stata una delle novità che abbiamo seguito direttamente, partecipando alla conferenza stampa online organizzata da TikTok Italia per la presentazione della guida “Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento” insieme a Unione Nazionale Consumatori (UNC), in collaborazione con la psicologa Maura Manca. Il Collegamento Familiare, parte di questa guida, permette ai genitori di associare il loro account TikTok a quello dei loro figli adolescenti per abilitare una serie di impostazioni riguardanti i contenuti e la privacy, per offrire alle famiglie una maggiore supervisione e un pacchetto di strumenti ancora più ricco per creare un’esperienza su misura e corretta per i loro figli sulla piattaforma.

     

  • Ecco lo stato dei Podcast in Italia nel 2020

    Ecco lo stato dei Podcast in Italia nel 2020

    Il 2020 è l’anno dei podcast, almeno in Italia. E a conferma di questo, ecco i risultati di un’interessante indagine “Ipsos Digital Audio 2020” che ci dice che aumentano gli italiani che ascoltano podcast, 8,5 milioni, e sono sempre più i giovani ad ascoltarli.

    Diciamoci la verità, il 2020, al di là di tutto quello che è successo, anzi anche per questo, è l’anno dei podcast, almeno nel nostro paese. Non è un caso, infatti, che proprio durante il lockdown abbia preso il via il nostro di podcast, InTime Podcast, che presto riprenderemo sempre con nuovi ospiti e con nuove storie da raccontare (promesso!).

    Ma che il 2020 sia l’anno dei podcast in Italia ce lo conferma l’interessante indagine di Ipsos Italia, Ipsos Digital Audio 2020, giunta alla seconda edizione. Il lockdown di primavera, il lavorare a casa per via della pandemia da coronavirus ha sicuramente avvicinato tanti italiani ad ascoltare brani in audio.

    stato podcast italia 2020 franzrusso.it

    Il primo dato che vogliamo mettere in evidenza è che, ad oggi, il 30% degli italiani ha ascoltato un podcast nell’ultimo mese (+4% rispetto allo scorso anno quando era il 26%), significa 8,5 milioni di italiani nella fascia di età 16-60 anni. Un numero considerevole, se ci pensate, che ci dà la dimensione del fenomeno podcast in Italia.

    podcast italia 2020

    Altro elemento interessante secondo noi è che gli ascoltatori sono sempre più giovani, infatti: il 52% ha un’età sotto i 35 anni; il 19% sono studenti. Ma i podcast piacciono anche alle persone con un’istruzione superiore, infatti 22% è laureato e il 10% ricopre ruoli professionali come liberi professionisti, manager, funzionari.

    Dalla ricerca di Ipsos Italia emerge che il 61% ha la propensione a pagare singoli contenuti online. Quindi se state progettando il vostro canale o se lo state riorganizzando, segnatevi questa informazione.

    L’analisi ci offre anche un dato che può aiutare a conoscere meglio il tipo di pubblico che si avvicina ai podcast. E scopriamo che si tratta di persone solitamente preferiscono acquistare da aziende socialmente responsabili (86%); danno consigli su film, serie tv, musica, giochi, app (75%); sono anche le prime ad adottare una nuova tecnologia (66%).

    E da quale dispositivo ascoltano i podcast gli italiani? Evidentemente dallo smartphone, il dispositivo mobile forse più diffuso nel nostro paese e, per la sua capillarità, è quello più usato. Il 78% degli italiani infatti usa il proprio smartphone per ascoltare episodi audio dai propri podcast preferiti; il 45% lo fa dal proprio pc; il 27% dal proprio tablet, dispositivo che ha conosciuto una seconda giovinezza proprio in questo anno caratterizzato dalla pandemia. Poi il 16% li ascolta dalla propria smart tv; il 15% dal proprio smart speaker, il 6% dal proprio smartwatch; 4% dalla propria console di gaming.

    podcast italia 2020 smartphone

    E da quale luogo gli italiani ascoltano i podcast? La maggior parte, l’80%, li ascolta da casa, un dato che sembra essere un po’ in contro senso con lo smartphone, come dicevamo prima, ma che a ben vedere trova una sua spiegazione. Con il contesto attuale, dovendo restare a casa, lo smartphone comunque regala una sensazione di libertà di ascoltare ciò che ci piace da dove ci pare, anche in casa. Il 29% li ascolta dalla macchina; il 27% mentre si trova in strada o cammina, capita anche quando si fa sport; poi il 21% dai mezzi di trasporto e il 13% dal posto di lavoro.

    Un dato interessante è che il 77% degli italiani ascolta podcast mentre fa altro, quindi in pieno multitasking (non una note che appartiene agli uomini quindi, diciamolo!), era l’83% lo scorso anno. Il 34% mentre si rilassa, facendo comunque altro, mentre il 12% lo fa mentre si rilassa in maniera assoluta; il 30% mentre è alle prese con le faccende domestiche; il 28% mentre cucina o mangia/beve qualcosa; il 24% mentre usa i canali social; il 23% mentre fa sport.

    podcast italia 2020 multitasking

    Ma cosa ascoltano gli italiani? Su cosa basano la propria scelta? Il 37% ascolta un particolare podcast dopo aver cercato l’argomento su internet; il 26% perché glielo ha consigliato un’amica o un amico. Da segnalare che il 22% ascolta podcast dopo averlo visto sui social media.

    La ricerca di Ipsos, ricca di tanti elementi interessanti, ci indica anche quali sono gli elementi che caratterizzano la scelta di un podcast invece che un altro. Ebbene, voi podcaster, o aspiranti tali, che state leggendo questo post, sappiate che il 52% degli italiani sceglie in base all’argomento, leggermente in calo dal 53% dello scorso anno. Quasi un terzo degli italiani (28%) sceglie in base allo speaker, quindi la voce di chi parla risulta comunque importante. Vi è poi un 20% che decide in base a nessuna regola

    Sappiate poi che il 61% ascolta per tutta la durata della puntata, un dato molto interessante e anche abbastanza alto; mentre solo il 30% interrompe prima della fine. E poi, il 71%, dato rimasto identico a quello dello scorso anno, ascolta tutta la serie.

    Sul dato relativo all’ascolto dell’intera puntata è il caso di porvi molta attenzione, significa che gli utenti ascoltano, scelgono con cura ciò che ascoltare e premiano i contenuti interessanti. Anche su questo bisogna organizzare la scelta dei temi e il modo in cui trattarli.

    podcast italia 2020 social media

    I social media dimostrano di essere grandi alleati dei podcast dal punto di vista della distribuzione dei contenuti, infatti il 62% ha condiviso il suo canale attraverso questi strumenti di comunicazione. E Facebook, anche in questo caso, è la piattaforma più usata per il 37%, si sale poi al 49% considerando gli over 45. A seguire Instagram al 27%, si arriva al 32% negli under 35. Poi Twitter, solo il 9%; TikTok e Twitch al 5%; LinkedIn, Pinterest e Snapchat solo il 4%.

    Eco, questo era il quadro dello stato dei Podcast in Italia nel 2020 che deriva dall’indagine di Ipsos Italia che potete scaricare da qui: Ipsos Digital Audio Survey 2020.

  • TikTok, ecco il Collegamento Familiare tra giovani utenti e genitori

    TikTok, ecco il Collegamento Familiare tra giovani utenti e genitori

    TikTok continua a perseguire il suo obiettivo di rendere la piattaforma sempre più sicura. Presentato oggi il nuovo strumento Collegamento Familiare che è parte della guida nata in collaborazione con Unione Nazionale Consumatori (UNC).

    TikTok è ormai da diversi mesi al centro dell’attenzione, un po’ per le vicende societarie Usa, con i vari divieti annunciati da Trump e il possibile passaggio di mano a Oracle, e, soprattutto, per le vicende legate alla sicurezza della piattaforma. Un tema questo che suscita comunque grande attenzione da parte della piattaforma, alla ricerca di strumenti che possano rendere l’esperienza degli utenti sicura e divertente.

    Ma TikTok, in pieno spirito di collaborazione, per cercare di raggiungere l’obiettivo mette insieme una grande associazione, una brava psicologa e, ovviamente i creator. Questa la combinazione perfetta che dà vita a una guida utile e a strumenti in grado di garantire un’esperienza sempre più coinvolgente e sicura.

    tiktok collegamento familiare franzrusso.it 2020

    La conferenza stampa online di stamane, a cui è stata invitato anche InTime Blog, è stata l’occasione per fare un po’ il punto della situazione su TikTok che, come ha tenuto a precisare Irina Pavlova, Head of Communications TikTok Italy, “è una piattaforma per la condivisione di contenuti“, un classico esempio di UGC. Mentre spesso la si vuole catalogare come piattaforma social media. Diciamo che è corretta la precisazione, ma non è sbagliato definirla “social media”. Anche se alla base della piattaforma vi è una grande componente creativa, resta comunque un “mezzo” attraverso cui comunicare.

    Ma detto questo, l’occasione della conferenza di oggi, molto interessante, era quella di presentare il Collegamento Familiare, uno strumento che è parte della guida “Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento”, realizzata da Unione Nazionale Consumatori (UNC), in collaborazione con la psicologa Maura Manca. Una sintesi molto efficace degli strumenti che gli utenti hanno a disposizione per vivere al meglio, e in sicurezza, l’esperienza su TikTok.

    Uno di questi strumenti è il Collegamento Familiare, già lanciato ad inizio di quest’anno, ma rafforzato per questa occasione. Si tratta di una funzionalità che permette ai genitori di associare il loro account TikTok a quello dei loro figli adolescenti per abilitare una serie di impostazioni riguardanti i contenuti e la privacy, per offrire alle famiglie una maggiore supervisione e un pacchetto di strumenti ancora più ricco per creare un’esperienza su misura e corretta per i loro figli sulla piattaforma.

    La guida guida “Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento”

    Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento” nasce un principio molto semplice che è quello di accogliere e conoscere le realtà digitali per poterne sfruttare appieno le numerose potenzialità. Come sempre, la conoscenza è alla base di un uso consapevole, per gli adulti in modo particolare, perché solo in questo modo possono essere di supporto e accompagnare i propri figli all’utilizzo appropriato e responsabile, così come avviene nella vita di tutti i giorni.

    Con questi obiettivi, la guida si presenta come prontuario e punto di incontro tra generazioni, per uno scambio di esperienze e saperi. Dopo una panoramica generale, il glossario delle parole più utilizzate sulla piattaforma, la guida offre ai genitori – seguendo i dieci passi del vademecum – tutti gli strumenti e le opzioni inerenti privacy e interazione con la community da impostare per tutelare gli utenti più giovani.

    Il Collegamento Familiare, un ponte tra generazioni

    Presentato ad inizio di quest’anno, il Collegamento Famigliare è tra gli strumenti di TikTok più efficaci messi a disposizione dei genitori per accompagnare i propri figli in un percorso digitale sicuro. La funzionalità, in particolare, consente ai genitori di associare il loro account TikTok a quello dei loro figli adolescenti per abilitare una serie di impostazioni che rendono l’esperienza più sicura.

    Le funzionalità già attive da inizio anno sono: la gestione del tempo, per impostare un limite al tempo da trascorrere giornalmente su TikTok, la modalità limitata, che limita la comparsa nel Feed di contenuti che potrebbero non essere appropriati per tutti, e la possibilità di limitare gli scambi di messaggi diretti tra gli utenti o disabilitare del tutto la funzione, ricordando che essa non è disponibile solo per i minori di 16 anni.

    Oggi il Collegamento Famigliare si amplia ulteriormente per aiutare i genitori a orientare l’esperienza online dei loro figli e le nuove funzioni comprendono:

    • Ricerca: consente di decidere se il figlio può cercare determinati contenuti, utenti, hashtag o suoni
    • Commenti: per impostare chi può commentare i video (tutti, solo gli amici o nessuno)
    • Visibilità: consente di scegliere se rendere l’account dell’adolescente privato o pubblico
    • Video che ti piacciono: permette alle famiglie di decidere se gli altri utenti possono vedere l’elenco dei video a cui il figlio ha messo “mi piace”.

    Il Collegamento Famigliare offre agli adolescenti una protezione in un momento in cui procedono alla scoperta di TikTok“, commenta Alexandra Evans, Head of Child Safety Public Policy di TikTok Europe. “Gli aggiornamenti che stiamo apportando oggi, sono solo gli ultimi di una serie di azioni intraprese per fornire alle famiglie gli strumenti di cui hanno bisogno per creare un’esperienza su misura sulla piattaforma. Sappiamo che quando le persone si sentono al sicuro, si sentono libere di esprimere la loro creatività: ecco perché la sicurezza è al centro di tutto ciò che facciamo”.

    E poi, come dicevamo all’inizio, ci sono i creator, gli utenti che grazie appunto alla loro creatività hanno realizzato dei contributi utili per la guida. E sono quattro dei più amati TikToker della community: Cecilia Cantarano, Luciano Spinelli, Martina Socrate e Sandro Marenco. Portavoce di percorsi e aspetti differenti, illustrano le potenzialità della piattaforma per veicolare i corretti messaggi e sviluppare rapporti che superano lo schermo del digitale e impattano le relazioni del mondo offline.

    Qui trovate la guida Insieme alla scoperta di TikTok – Guida all’uso sicuro dell’app più creativa del momento, e poi ci sono per le famiglie sono: il Centro Sicurezza, le Risorse per i Genitori, il Portale TikTok per i Giovani.

  • Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Dopo averli testati in Italia a maggio, Twitter lancia Fleets a livello globale. E intanto sperimenta una funzionalità per la conversazione in audio, come accade su Clubhouse. Ma siamo sicuri che sia quello che serve a Twitter?

    Twitter lancia Fleets, il suo formato effimero, a livello globale, un formato che noi in Italia abbiamo conosciuto per primi a fine maggio, dopo i test fatti in Brasile. In realtà, il lancio in Italia, insieme a quello in Corea del Sud e in India, è servito per affinare meglio lo strumento che permette di creare dei contenuti che scompaiono nell’arco delle 24 ore successive. Prima del lancio ufficiale, qualche giorno fa c’era stato il rilascio della funzionalità in Giappone.

    Creare un contenuto effimero usando Fleets è molto semplice, per semplificare il tutto diciamo che è simile alle Stories di Instagram. A differenza però di quello che era il layout di maggio, il formato che vediamo oggi risulta essere molto più ricco. Infatti adesso è possibile usare il grassetto per i testi, cambiare colore al testo e allo sfondo, spostare l’immagine che si vuole usare (prima era fissa al centro). Insomma, viene introdotta una serie di tool che sicuramente aiutano a creare dei contenuti sì effimeri, ma comunque interessanti.

    twitter feets global franzrusso.it

    Adesso si possono condividere i tweet all’interno di Fleets, basta semplicemente cliccare su “Condividi” che si trova in basso a destra e scegliere “Condividi su Fleets“. Al momento però questa possibilità on sembra essere ancora attiva in Italia (ma attendiamo aggiornamenti), ma siamo sicuri che sarà molto apprezzata.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328684389388185600

    Come già sapete, specie se le state usando (?), la risposta ad un contenuto effimero avviene sempre via DM, allo stesso modo di quello che succede anche per le Instagram Stories (ancora per poco però, come abbiamo visto qui).

    Come già detto in altre occasioni, Fleets sicuramente sembra essere una modalità tardiva per una piattaforma come Twitter, sembra quasi che questi step sottolinei una sorta di lentezza ad abbracciare le innovazioni da parte della piattaforma. Una considerazione non del tutto sbagliata, anche se molto dipende dall’ingresso nella società del Fondo Elliott, sì quello che possiede il Milan (anche questo avevamo scritto) che tra fine febbraio e inizio marzo di quest’anno voleva mandare via Jack Dorsey, in minoranza di fatto all’interno del consiglio di amministrazione della società, salvo poi trovare un accordo in extremis nel giro di qualche giorno.

    In arrivo le chat audio su Twitter

    In realtà, Elliott chiedeva di innovare la piattaforma, un po’ quello che per anni hanno chiesto gli stessi utenti Twitter. Innovazione che da subito ha portato verso un’accelerazione verso Fleets e ora, almeno da quello che è stato annunciato proprio da Twitter, verso una sorta di social network completamente in audio. Per intenderci, si tratta di una sorta di Clubhouse. Si parla quindi di stanze, di chatroom, solo in audio, per conversazione singole o in gruppo.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328838299419627525

    Questa potrebbe essere una vera innovazione, solo che la domanda sorge spontanea. Siamo sicuri che è questo quello che serve a Twitter? E poi, altra domanda, siamo sicuri che Twitter sia in grado di gestire una cosa del genere? Perdonate la banalità, ma come osservato anche da altri, soprattutto negli Usa, Twitter, soprattutto negli ultimi due anni, ha faticato a gestire il fenomeno hate speech, contenuti di violenza, disinformazione. Cosa potrebbe succedere con le chat audio?

    La risposta sarebbe, appunto, quello che già è successo con Clubhouse, ancora in versione beta nonostante sia valutata già 100 milioni di dollari, con conversazioni trapelate all’esterno che hanno riguardato un reporter del New York Times e e altre conversazione sfociate poi nell’antisemitismo. Tenete in considerazione che Clubhouse è solo su invito.

    twitter audio chat
    Ecco come potrebbero essere le chat audio su Twitter

    Quindi, davvero Twitter sarebbe in grado di gestire delle conversazioni audio? E, soprattutto, perché puntare sull’audio?

    Semplice risposta anche qui, perché lo vuole il Fondo Elliott che punta a presentare Twitter come una piattaforma che sa innovare e renderla appetibile agli investitori.

    Mudge nuovo responsabile della sicurezza di Twitter

    Sulla capacità di gestione della sicurezza della piattaforma in generale, va detto che Twitter nelle ultime ore ha fatto un annuncio importante, ossia la nomina come nuovo responsabile della sicurezza Peiter Zatko, noto con il suo nome di hacker “Mudge”. Riferirà direttamente al CEO, Jack Dorsey.

    A tutto questo, aggiungiamo un’altra considerazione e cioè che Twitter comunque non ha il fiuto per le innovazioni. Solo in un caso, arrivò prima con Periscope, il fenomeno del self video broadcasting, ma perse tempo facendosi superare in curva da Facebook Live.

    Adesso prova ad agganciare il fenomeno audio, da come presentato, non sarà di grande aiuto.

  • Ecco perché Instagram mette Reels e Shop in evidenza

    Ecco perché Instagram mette Reels e Shop in evidenza

    Instagram ha rilasciato un nuovo aggiornamento del layout che vede in risalto la tab dedicata a Reels e quella dedicata allo Shopping. Ecco perché.

    Instagram continua il suo processo di aggiornamento che segue una strada ben precisa, ossia quella di mettere in evidenza Reels, i video brevi in stile TikTok, e la tab Shop. E infatti, da oggi il layout viene aggiornato prorio seguendo questa strada. Nella parte bassa dell’app compariranno due schede, quella dedicata a Reels, da dove si potrà accedere direttamente ai video degli utenti (sembra quasi di essere su TikTok alle volte) e una dedicata a Shop, con l’iconcina della borsina, un accesso diretto sui prodotti da acquistare ma anche un luogo dove reperire cosnigli mirati scelti dai redattori di Instagram, come scrive Adam Mosseri in un post pubblicato sul blog ufficiale di Instagram e anche su quello di Facebook. Tutto fatto in casa quindi.

    instagram reels shop

    La sostanza di questa mossa è che Instagram (in questo caso leggete “Facebook) sa leggere il momento e sa come promuovere i cambiamenti. Sembra un concetto astratto ma non lo è.

    Perché Instagram mette in evidenza Reels e Shop

    Stiamo vivendo una seconda fase della pandemia da Covid-19 e, osservando il modo in cui abbiamo vissuto la prima fase in primavera, due elementi emergono, e lo sostiene anche Mosseri nel suo post:

    • il primo è che la gente ha bisogno di leggerezza, di momenti di svago e di video divertenti, in questo momento Reels può vivere il suo momento di gloria, specie in una posizione più evidente;
    • secondo elemento è che gli utenti comprano sempre più online e seguono i suggerimenti che arrivano da Instagram, ecco che l’evidenza della tab Shop in basso, a tutta vista è un momento per promuovere gli acquisti. Mosseri sottolinea che è anche un modo per sostenere le aziende che adesso si trovano a far fronte a nuove difficoltà. Ed è un pensiero che sposiamo.

    instagram reels shop tab

    Ma, perché un piccolo “ma” c’è sempre, a voi non sfuggirà di certo che la tab Reels in realtà in Italia era già evidente dal giorno in cui l’app ha compiuto i 10 anni, molto di recente.

    Instagram, 10 anni con novità e sorprese. E il futuro?

    E poi, un’altra modifica che vedremo presto è quella che riguarda i messaggi. Presto l’icona dei DM sarà sostituita con quella di Facebook Messenger e le due app comunicheranno direttamente. Anche questa, quando arriverà da noi, sarà una bella novità.

    Intanto, che ne pensate di questo nuovo layout?

  • La settimana sui Social Media durante le elezioni Usa

    La settimana sui Social Media durante le elezioni Usa

    La settimana che sta per terminare è stata sui social media caratterizzata, ovviamente, dalle elezioni Usa. Non ci sono grandi novità quindi, a parte quella di WhatsApp, il contatore dei follower per i creator su Snapchat, la “soffiata” che riguarda Instagram e il nuovo layout di LinkedIn.

    Settimana caratterizzata dalle elezioni Usa (di cui ancora, a distanza di quattro giorni non si conosce il nome del 46° presidente degli Stati Uniti d’America) quella che sta per terminare sui Social Media. Ovviamente in questo frangente le piattaforme sono state al centro del dibattito e hanno svolto, come sempre del resto, il ruolo informativo che gli compete.

    social media settimana

    E per questo ruolo, anche per evitare gli errori fatti nel 2016, Facebook e Twitter in particolare hanno messo in campo una serie di strumenti per evitare la diffusione di disinformazione e di notizie false, per evitare, quindi, che le piattaforme si trovassero ancora una volta a fungere da megafono per tutti coloro che avessero interessa ad usarle in questo senso.

    Facebook pubblicherà il nome del presidente con una notifica

    La notizia si in questi giorni e ha a he fare proprio con il ritardo che sta caratterizzando le operazioni di conteggio dei voti, soprattutto in quelli che sono definiti gli stati chiave, dove appunto il divario dei candidati è molto ridotto. Facebook pubblicherà il nome del presidente eletto nella parte alta dell’app, con una notifica. Lo stesso avverrà su Instagram. La pubblicazione del nome del nuovo presidente Usa si baserà su delle fonti specifiche, come ABC News, CBS News, Fox News, NBC News, CNN, The Associated Press e Reuters.

    Twitter alle prese con i deliri di Steve Bannon e di Donald Trump

    Anche per Twitter questa non è stata una settimana semplice. Più volte la piattaforma è dovuta intervenire nell’apporre l’etichetta grigia ai vari tweet di Donald Trump, etichetta che viene apposta nel momento in cui il contenuto viene ritenuto controverso e fuorviante. In questo modo, il tweet non può essere condiviso come qualsiasi altro tweet, ma può solo essere retwittato con citazione obbligatoria. Ossia, chi volesse condividerlo in questo unico modo, si prende la responsabilità di diffondere disinformazione. E non compare il numero delle volte in cui il tweet viene condiviso.

    La piattaforma è intervenuta anche per evidenziare le varie disinformazioni che dall’account di Donald Trump sono state twittae mentre il presidente ribadiva, in sostanza, di non voler concedere la vittoria a Biden e di continuare a parlare di brogli e truffa senza averne le prove. Ed intervenuta anche per disattivare l’account di Steve Bannon che aveva incitato alla violenza, scrivendo di voler “tagliare la testa” al dottor Fauci, consulente per il Covid-19 della amministrazione Trump. Lo stesso ha fatto YouTube chiudendo il suo account.

    I messaggi effimeri arrivano su WhatsApp

    Nel corso di questo mrse sara possibile attivare i messaggi effimeri su WhatsApp. Si tratta di messaggi che, se attivati, scompariranno nel giro di 7 giorni:

    WhatsApp, ecco i messaggi effimeri che scompaiono entro 7 giorni

    Il contatore dei follower per i creator di Snapchat

    Snapchat per la prima volta offre ai suoi creator a possibilità di pubblicare un dato numerico, ed è quello che riguarda il numero dei follower. Il dato può essere attivato, o disattivato, direttamente dallo stesso creator dalle impostazioni dell’app.

    I profili creator sono stati lanciati dall’app nel mese di settembre di quest’anno, un modo per permettere gli utenti di poter gestire la propria area al fine di lavorare con le aziende. Di conseguenza, il dato del numero dei follower è diventato fondamentale, utile per i creator per dimostrare il loro “peso” alle aziende.

    Il nuovo layout di LinkedIn arriva in Italia

    Annunciato a settembre di quest’anno, dopo qualche settimana il nuovo layout di LinkedIn è visibile anche per gli utenti italiani. Un layout che si apprezza forse più da nobile he da desktop, con un blu che strizza l’occhi ad altre piattaforme. Però, c’è da dire che l’esperienza utente è migliorata, specie, per quello che abbiamo notato, per la sezione ricerca. Adesso più ordinata e intuitiva, divisa per sezioni.

    LinkedIn oggi conta 700 milioni di utenti, quella italiana è una delle prima dieci community al mondo, dove ogni minuto 3 persone trovano una opportunità professionale. E poi, sono già 2,5 milioni gli utenti che hanno adottato all’interno del loro profilo “Open to Work”, un modo per evidenziare di essere alla ricerca di lavoro, una modalità che ha permesso agli utenti di ricevere il 40% di messaggi da reclutatori e il 20% in più di messaggi dalla community.

    Instagram prova dare vita alle interazioni nelle Stories senza messaggi

    Diciamolo subito, non ci sono conferme ufficiali rispetto a questa che, più che novità, va considerata come una “soffiata”. E quindi non vi è certezza che possa vedere la luce un giorno sull’app.

    Ci riferiamo alla possibilità di poter interagire con le Stories su Instagram, ma senza per forza passare dai DM, come avviene adesso. In pratica, Instagram potrebbe lasciare la possibilità agli utenti di interagire con le Stories cliccando sull’icona delle faccine che potrebbe comparire prima di quella dei DM. In questo modo, l’interazione non andrebbe ad incanalarsi in una conversazione privata, ma sarebbe pubblica. E in che modo questo influirà sulla visibilità del contenuto? L’algoritmo considererà quindi il maggior numero di faccine ottenute per evidenziare una Storia? Ovviamente sono solo alcune domande che sorgono spontanee. E voi che ne pensate?

    Ecco, questo era il nostro piccolo resoconto della settimana sui social media per come l’abbiamo vista noi. Se avete altre segnalazioni, noi siamo qui oppure segnalatele attraverso i nostri canali social media.