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  • Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse

    Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse

    Secondo quanto riporta il New York Times, Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse e a lanciare il suo servizio di chat audio.

    Secondo quanto riporta il New York Times, Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse e a lanciare il suo servizio di chat audio. E la conferma arriva da due persone molto vicine alle vicende di Menlo Park. La società di Zuckerberg sarebbe quindi pronta a sviluppare un servizio proprio, molto vicino quindi a quello che è oggi Clubhouse, che al momento è nelle fasi iniziali.

    La notizia sta facendo, giustamente, il giro del mondo, ma in realtà non sorprende granché. Qui sul nostro blog avevamo avanzato l’ipotesi che Facebook stessa potesse, prima o poi, acquisire Clubhouse, ripercorrendo un po’ la storia già vista con Instagram, ma a quanto pare l’idea sarebbe quella di farlo direttamente in casa propria. E pensare che solo qualche giorno fa Mark Zuckerberg si era affacciato su Clubhouse, evidentemente per cercare di cogliere qualche elemento da sfruttare.

    Del resto, la storia recente di Facebook è costellata di tante “repliche” trasformate poi in motivo di successo. E ci riferiamo chiaramente alle Instagram Stories, spudoratamente “copiate” da Snapchat, trasformate oggi in una modalità di racconto alternativa all’interno della stessa app, e a Reels, ripresa pari pari da TikTok, e adesso verrà introdotta a modalità di visualizzazione verticale, tipica dell’app di ByteDance, anche per quanto riguarda le Stories.

    clubhouse facebook clone franzrusso.it

    Non è chiaro quando Facebook sarà pronta a lanciare la sua versione di Clubhouse e non si conoscono ancora i dettali, ma è certo che Facebook non si lascerà sfuggire questa occasione di provare a presidiare anche la modalità di contenuto audio, in modo da chiudere il cerchio e abbracciare tutte le modalità attive oggi all’interno del suo ecosistema.

    Come detto in più occasioni ormai, Clubhouse ha acceso un faro sulle chat audio e adesso sono tanti i player che vogliono sperimentare questa modalità. Lo sta già facendo Twitter con il test attivo su Spaces (per questo ha acquisto Breaker), ma di iniziative ne stanno nascendo un po’ ovunque. E non è detto che la stessa app possa poi resistere a tutto questo. Anche se potrebbe continuare ad esistere e non essere più al centro, come è stato per Snapchat.

    Fenomeno Cloubhouse, quasi 5 milioni di download a livello globale

    Bisognerà però capire, nelle prossime settimane se questa mossa corrisponde a verità o se si tratta di strategia per cercare di far aumentare l’interesse attorno al fenomeno Clubhouse. Staremo a vedere e noi saremo qui a raccontarvelo.

  • Fenomeno Cloubhouse, quasi 5 milioni di download a livello globale

    Fenomeno Cloubhouse, quasi 5 milioni di download a livello globale

    Secondo Apptopia, Clubhouse ha raggiunto quasi 5 milioni di download, con una forte crescita negli ultimi 90 giorni. Anche se a trainare i download non sembra essere Elon Musk, ma la performance di Lion King.

    Il fenomeno Clubhouse continua a crescere, nonostante sia ancora limitato al mondo iOS, e anche su questo si discute molto. Secondo Apptopia, sono già 4,7 milioni i download dell’app, un numero che sembrerebbe relativamente basso, ma se consideriamo che a fine 2020 erano appena 1 milione, allora si può dire che si comincia a dati interessanti. Una crescita del 470%. E in Italia, alla data di oggi, è la più scaricata in assoluto dall’App Store, mentre negli Usa si piazza al 21° posto, in salita, e la classifica delle app più scaricate è guidata da “Robinhood: Investing for all”.

    Evidentemente, le apparizioni di Elon Musk e poi anche quella di Mark Zuckerberg hanno portato ancora più utenti ad usare le app, prendendo sempre più dimestichezza con le stanze. Anche se, come dimostra Sensor Tower, l’evento che ha portato più utenti sull’app è un altro. Si tratta dell’evento live di Lion King del 26 dicembre scorso, un evento che ha raggiunto la capienza nella stanza di 5 mila utenti, come quella di Musk mentre conversava con Vlad Tenev, CEO di Robinhood. Infatti, dal 26 dicembre i download sono dell’app da quel momento sono più che raddoppiati, mentre l’effetto del fondatore di tesla da questo punto di vista è stato “solo” del 15%.

    clubhouse app download globale franzrusso

    La performance di Lion King è stata organizzata da creatori neri, una community molto ampia che fa propria Clubhouse e che sta crescendo sempre di più. Tra loro figura anche il chitarrista Bomani X, attualmente presente sull’icona dell’app.

    I download di Clubhouse, ad ogni modo, hanno subito un’accelerazione negli ultimi 90 giorni, riuscendo, proprio negli ultimi due mesi, ad arrivare, come dicevamo, a quasi 5 milioni di download.

    Come abbiamo raccontato, nei giorni scorsi, l’app di recente ha ricevuto un finanziamento da 100 milioni di dollari dallo stesso venture capital che seguì anche Instagram, Andreessen Horowitz, e la strada tra le due app sembra molto simile. Clubhouse vale già 1 miliardo di dollari.

    Clubhouse, ecco perché è sulla scia di Instagram

    Al momento si discute ovunque, anche nel nostro paese, di come “l’esclusività” dell’app stia creando qualche perplessità. Al momento, sono molte le personalità legate al mondo della tecnologia e influencer che stanno aderendo al fenomeno. E altrettante sono le figure che lamentano l’impossibilità di tenere lontani account indesiderati, tema che è emerso molto in queste ultime settimane.

    Il crescente interesse attorno a Clubhouse sta aumentando l’attenzione verso il mondo delle conversazioni in audio. E così, come vi abbiamo già raccontato, mentre siamo in attesa di poter usare anche in Italia le chat audio di Twitter, Spaces, nascono nuove app e nuove piattaforme.

    L’ultima in ordine di tempo è quella di Mark Cuban, che con la sua Fireside si pone l’obiettivo di creare “una nuova piattaforma podcast che abilita la conversazione live“. Ma ci sono anche app come Wavve, Riffr, Spoon che mettono al centro l’audio-first.

    Insomma, il fenomeno Clubhouse è destinato a crescere, lo sarà ancora di più quando sarà disponibile anche per Android, ed è destinato a cambiare lo scenario social media.

  • Twitter, l’effetto Trump non ha impedito la crescita degli utenti

    Twitter, l’effetto Trump non ha impedito la crescita degli utenti

    Possiamo dire che l’effetto Trump su Twitter non c’è stato. Ci si attendeva qualche effetto negativo dopo la sospensione permanente dell’account del 45° presidente Usa, ma la piattaforma nel 2020 è cresciuta sia in termini di ricavi che di utenti giornalieri.

    C’era molta attesa per la presentazione dell’ultima trimestrale 2020 (Q4 2020) di Twitter, soprattutto per valutare quale fosse stato l’effetto Trump sulla piattaforma. E anche per verificare come Twitter avesse superato la pandemia. Di sicuro per Twitter il 2020 è stato un anno di crescita, sia in termini finanziari che in termini di prodotto e base utenti.

    E dai numeri, che fra poco vedremo insieme, emerge che, ad oggi, Twitter può fare a meno di Trump per crescere, nel senso che la piattaforma ha retto anche la decisione estrema di bloccare l’account del 45° presidente Usa in modo permanente dopo l’attacco a Capitol Hill.

    Ma passiamo subito a vedere qualche numero.

    Twitter, crescono i ricavi anche nel 2020

    I ricavi nell’ultimo trimestre del 2020 sono pari a 1,29 miliardi di dollari (le stime davano 1,19 miliardi di dollari), in crescita del 28% rispetto allo scorso anno, registrando una crescita in termini simili su tutti i prodotti e su tutte le aree geografiche. Negi Usa si sono registrati ricavi pari a 773 milioni di dollari, con + 24%, mentre i ricavi totali a livello internazionale sono state di 556 milioni di dollari, in crescita del 34%.

    twitter trimestrale 2020 trump franzrusso InTime Blog

    Le entrate pubblicitarie sono cresciute de 31%, pari a 1,15 miliardi di dollari.

    I ricavi complessivi del 2020 sono stati pari a 3,72 miliardi di dollari con una crescita del 7% rispetto al 2019. E sono cresciute anche le spese e i costi del 19%. La perdita netta è stata di 1,14 miliardi di dollari.

    Questo, in estrema sintesi, l’aspetto finanziario. Ma ora passiamo a vedere l’aspetto legato alla base utenti che cresce, ma leggermente meno di quanto previsto dagli analisti. resta il fatto che si registra comunque un dato positivo rispetto agli utenti giornalieri monetizzabili.

    Twitter, la base utenti continua a crescere, nonostante Trump

    Twitter fa sapere che il coinvolgimento sulla piattaforma è cresciuto del 35%, un dato che è la diretta conseguenza di una crescita delle visualizzazioni degli annunci e ad una crescita della domanda di pubblicità. In relazione a questo, il “costo per coinvolgimento” (Cost per Engagement) è diminuito del 3%.

    La base degli utenti giornalieri monetizzabili è cresciuta al 31 dicembre 2020 del 27% arrivando ad essere 192 milioni. Un dato in crescita di 5 milioni nell’ultimo trimestre, dato tutto sommato molto positivo se considerate che la crescita tra il secondo e il terzo trimestre del 2020 era stata solo di 1 milione di utenti in più.

    twitter utenti q4 2020

    La cifra degli utenti giornalieri monetizzabili ha continuato a crescere anche a gennaio 2021, quando l’effetto Trump era già passato, con una crescita che è la più alta se considerata la media storica degli ultimi 4 anni. La società di Jack Dorsey comunque ha fissato come obiettivo minimo una crescita del 20%.

    E proprio negli Usa la crescita degli utenti giornalieri è stata di 37 milioni, rispetto ai 31 milioni dell’anno precedente e ai 36 milioni dell’ultimo trimestre. A livello internazionale gli utenti giornalieri monetizzabili sono 155 milioni, in crescita rispetto ai 121 milioni dello scorso anno e rispetto ai 152 milioni dell’ultimo trimestre.

    Nei prossimi mesi Twitter prevede dati in calo, in maniera fisiologica.

    In ogni caso, come vi abbiamo riportato qualche giorno fa, Twitter sta esplorando una via più autonoma di sostenibilità economica, puntando su qualche servizio in abbonamento. E certamente, nel corso del 2021, vedremo quale sarà l’effetto a livello globale di Spaces, il servizio di cha audio che entrerà in diretta concorrenza con Clubhouse.

  • TikTok, gli account under 16 sono privati di default

    TikTok, gli account under 16 sono privati di default

    TikTok, come conseguenza al provvedimento di blocco disposto qualche giorno fa dal Garante della Privacy, in occasione del Safer Internet Day 2021, rende gli account under 16 privati di default.

    In occasione del Safer Internet Day 2021, TikTok presenta e novità dopo il provvedimento di blocco disposto dal Garante della Privacy lo scorso 22 gennaio di quest’anno. Gli aggiornamenti lanciati oggi sono unici nel settore, quindi TikTok diventa una delle prime piattaforme social media ad adottare misure rivolte espressamente agli utenti under 16.

    Le novità più importanti, nel giorno in cui si celebra la giornata per la sensibilizzazione dei rischi di Internet, per gli utenti tra i 13 e i 15 anni. Per loro è stata completamente disabilitata la funzione di messaggistica privata e gli account sono stati resi privati di default; alcune funzionalità, come Duetto e Stitch hanno acceso limitato in base all’età. Il Collegamento Famigliare, funzione di TikTok che permette ai genitori di avere controllo sui contenuti che i propri figli adolescenti possono vedere, sulle ricerche e sul tempo che possono passare sull’app, è stata ulteriormente rafforzata.

    Inoltre, con l’obiettivo di supportare la nostra community in Italia, attraverso un aggiornamento dell’app, TikTok farà passare nuovamente ogni utente in Italia attraverso il processo di verifica dell’età. Solo gli utenti di età pari o superiore a 13 anni potranno continuare a utilizzare l’app dopo aver eseguito questo processo.

    tiktok utenti under 16 anni franzrusso

    Come precisato bene nell’infografica in basso, riepilogando:

    TikTok è solo per utenti da 13 anni in sù. E per gli utenti 13-15 anni:

    • Account privato di default;
    • Non possono accedere a messaggi privati
    • Non possono ospitare dirette streaming
    • Limitazioni su chi può commentare i loro video.

    TikTok Infografica Sicurezza Minori

    Inoltre, qui alcuni contenuti video realizzati per aiutare gli utenti a comprendere meglio gli strumenti a disposizioni:

    Queste le novità rilevanti di TikTok e c’era attesa per queste misure, soprattutto in relazione al provvedimento del Garante della Privacy.

  • Social Media 2021, ecco uno sguardo a livello globale

    Social Media 2021, ecco uno sguardo a livello globale

    Social Media a livello globale 2021, ecco l’atteso report di We Are Social e Hootsuite, “Digital 2021: Global Overview Report”, che ci offre uno sguardo sulle piattaforme più usate, e non solo. In attesa dei dati italiani.

    Puntuale, come sempre in questo periodo dell’anno, arriva forse uno dei report più interessanti perché denso di dati. Stiamo parlando di Digital 2021: Global Overview Report, l’indagine che We Are Social pubblica insieme a Hootsuite ci presenta l’anno che è da poco iniziato offrendoci una panoramica su Digitale, in questo caso a livello globale.

    I dati italiani arriveranno, e come sempre puntuali anche questi, un po’ più avanti. Infatti il 10 febbraio saranno presentati all’interno di un webinar e poi li racconteremo anche qui. E, intanto che arrivino i dati nostrani, diamo un’occhiata ai dati globali dove l’effetto della pandemia è evidente.

    A livello globale, gli utenti internet sono 4,66 miliardi (su una popolazione totale nel mondo di 7,83 miliardi), un numero in crescita del 7,3%, o 316 milioni; mentre sono 4,2 miliardi gli utenti sui social media, con una crescita a doppia cifra: +13%, o 490 milioni di utenti. Gli utenti Mobile nel mondo sono 5,22 miliardi, con una crescita più live rispetto agli altri dati precedenti, infatti aumenta nel 2020 sono dell’1,8%, o 93 milioni di utenti.

    social media sguardo globale 2021 franzruss.it

    Il nostro focus, per quello che è il tema più rilevante dal nostro punto di vista, è sui Social Media, strumenti di comunicazione che, proprio durante il lockdown e lungo tutto il 2020, hanno giocato un ruolo fondamentale.

    Il 2021, è tema di questi giorni, è per i Social Media l’anno della Consapevolezza, forse. Tema che in realtà potrebbe risultare “datato”, ma che, alla luce degli eventi del 2020 e, soprattutto, di questo inizio d’anno, riemerge con forza. E i dati ci aiutano a comprendere meglio anche questo fenomeno, in attesa dei dati italiani.

    Social Media 2021, utenti globali

    Abbiamo visto prima che il numero degli utenti Social Media a livello globale cresce del 13,2%, quasi mezzo milione di utenti in più, arrivando ad un totale di 4,2 miliardi. La quasi totalità degli utenti usa il mobile per accedere ai propri strumenti.

    social media utenti mondo 2021

    Social Media 2021, tempo trascorso sulle piattaforme

    Un aspetto sempre molto interessante è il tempo trascorso sui Social Media. Ebbene, il dato è cresciuto ma non quanto forse ci si aspettava. Infatti il dato delle 2 ore e 25 minuti al giorno (quasi un giorno interno alla settimana) è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente, facendo registrare appena lo 0,4%. Il paese dove si trascorre il tempo maggiore è le Filippine con 4 ore e 15 minuti. Dalla parte opposta il Giappone, il paese che fa registrare il periodo trascorso sui social media più basso: soli 51 minuti.

    social media utenti tempo trascorso 2021

    Il balzo in effetti lo fa il tempo trascorso su Internet con +4%, con 6 ore e 54 minuti al giorno. E anche qui troviamo Filippine e Giappone ai due estremi con, rispettivamente, 11 ore e 4 ore e 25 minuti.

    E restando in tema social media, un aspetto interessante che emerge dal report è quello della social search, ossia usare i social media come motore di ricerca. L’aspetto interessante, appunto è che queste piattaforme vengono usate soprattutto dai più giovani come strumento per effettuare ricerche, come il 53,2% dei giovani tra 16-24 anni. Poi questa voce va calando man mano che si sale con l’età.

    Social Media 2021, le piattaforme più usate

    E, infine, queste sono le piattaforme social media più usate nel mondo, dato aggiornato al 25 gennaio 2021:

    social media piattaforme 2021

    Come vedete, Facebook resta comunque la piattaforma più usata a livello globale che nel frattempo, come abbiamo visto con i dati dell’ultima trimestrale del 2020, ha raggiunto 2,8 miliardi di utenti. Seguita da YouTube con 2,29 miliardi di utenti. Sul podio, in terza posizione WhatsApp con 2 miliardi di utenti che in realtà saranno anche di più. Un dato interessante è le piattaforme che si posizionano nelle prime 6 posizioni superano il miliardo di utenti e la metà di queste superano i 2 miliardi di utenti.

    Balzo in avanti di TikTok con 689 milioni di utenti a livello globale e la gemella cinese, Douyin, con 600 milioni di utenti. Telegram, con il balzo degli ultimi giorni arriva a 500 milioni di utenti, mentre Twitter resta ancora indietro nelle retrovie con 353 milioni di utenti. E chiude Quora con 300 milioni.

    Ecco, questi i dati più rilevanti rispetto al tema Social Media, quello che più sentiamo vicino ai nostri temi. Considerazioni finali sono che lo scenario delle piattaforme Social Media, in questo 2021, cambierà ancora. L’emergere del fenomeno Clubhouse farà sentire i suoi effetti e, aspetto da non sottovalutare, aumenterà la Consapevolezza degli utenti rispetto al modo di usare queste piattaforme. Aspetto che le aziende, chiamate anch’esse ad una nuova consapevolezza degli strumenti, dovranno tenerne conto.

  • Facebook in forte crescita durante la pandemia, ma prevede una frenata

    Facebook in forte crescita durante la pandemia, ma prevede una frenata

    Facebook è cresciuta molto durante la pandemia, sotto il punto di vista finanziario e della base utenti. Ma prevede comunque una frenata, anche in relazione alle mosse della Apple.

    Il Q4 di Facebook, ufficializzato ieri, dimostra che la società di Mark Zuckerberg ha tratto beneficio durante la pandemia. Una situazione positiva che ha coinvolto tutto il mondo digitale, visto che le persone, costrette a stare a casa, si sono rivolte agli strumenti digitali per lavorare, per restare i contatto con amici e propri cari e anche per fare la spesa.

    Tutto questo ha finito per mettere Facebook al centro, gli utenti infatti non lo hanno abbandonato. Come ricorderete, avevamo già intercettato questo trend in crescita nel Q1 2020. Facebook continua a crescere, contrariamente a quanto si è soliti credere, anche se la stessa casa di Menlo Park, al termine della call di presentazione dei dati finanziari, prevede una inversione di tendenza già alla fine del primo trimestre di quest’anno.

    facebook crescita q4 2020-frenata franzrusso.it 2021

    I fattori che hanno contribuito a questa forte crescita di Facebook sono stati infatti il continuo spostamento verso il commercio online e la richiesta da parte di consumatori di prodotti invece che di servizi. Ecco che Facebook stessa prevede che comunque questo trend cambierà nei prossimi mesi: “una moderata inversione di tendenza, riguardo a uno o ad entrambe queste tendenze potrebbe poi avere effetti sui nostri ricavi pubblicitari“. L’azienda, anche di fronte alla chiusura di un anno eccezionale, assume una posizione più prudente per i prossimi mesi. Prevede una inversione di tendenza che non è poi così lontana dalla realtà.

    Ma vediamo insieme qualche dato più in dettaglio.

    Le entrate del quarto trimestre sono state pari a 28,1 miliardi di dollari, con un profitto pari a 11,2 miliardi di dollari e una crescita, rispettivamente, pari a 31% e 53% su base annua. I ricavi da advertising sono pari a 27,2 miliardi di dollari e quasi la metà arrivano da Usa e Canada; dall’Europa 7 miliardi di dollari.

    Tutto questo è ovviamente legato anche alla crescita della base utenti che sulla piattaforma principale, Facebook appunto, sono:

    facebook utenti q4 2020

    • 2,8 miliardi utenti attivi al mese: +12% in un anno;
    • 1,84 miliardi di utenti al giorno: +11% in un anno.

    Crescita sostenuta anche se guardiamo Facebook nel suo insieme, “famiglia di utenti attiva”, e quindi considerano tutte le piattaforme di casa come Instagram, WhatsApp e Messenger:

    facebook famiglia utenti q4 2020

    • 2,6 miliardi di utenti attivi al giorno: +15% in un anno;
    • 3,3 miliardi di utenti attivi al mese: +14% in un anno.

    Facebook è una società solida con zero debiti e una liquidità pari a 62 miliardi di dollari.

    Il lockdown ha (ri)portato gli utenti su Facebook

    In maniera del tutto insolita, Facebook in questa occasione ha manifestato ben più di una preoccupazione, e si spiega l’atteggiamento più contratto del solito, rispetto alle mosse della Apple con il suo iOS 14. Se ne è discusso molto nei giorni scorsi, a proposito del fatto che l’aggiornamento del sistema operativo del colosso di Cupertino prevede alcune funzionalità che consentiranno agli utenti di selezionare quali dati mettere a disposizione delle app in uso. Questo potrebbe avere degli effetti sull’advertising di Facebook.

    Vedremo che così sarà nei prossimi mesi.

  • Social e minori, il Garante Privacy apre un fascicolo su Facebook e Instagram

    Social e minori, il Garante Privacy apre un fascicolo su Facebook e Instagram

    Dopo l’intervento su TikTok, imponendo il blocco alla piattaforma a seguito della triste vicenda della bambina di Palermo, il Garante della Privacy interviene nuovamente sul tema social media e minori, aprendo un fascicolo su Facebook e Instagram.

    Dopo l’intervento su TikTok, imponendo il blocco alla piattaforma a seguito della triste vicenda della bambina di Palermo, il Garante della Privacy interviene nuovamente sul tema social media e minori.

    Il Garante ha infatti provveduto ad aprire un fascicolo su Facebook e su Instagram, sempre in relazione alla vicenda della bimba di Palermo che, secondo quanto riportato da diversi quotidiani italiani, pare avesse diversi profili attivi proprio sulle due piattaforme.

    Le parole del Garante

    In relazione a questo, il Garante si è rivoto alla società di Mark Zuckerberg, che controlla anche Instagram, al fine di “fornire una serie di informazioni, a partire da quanti e quali profili avesse la minore e, qualora questa circostanza venisse confermata, su come sia stato possibile, per una minore di 10 anni, iscriversi alle due piattaforme“. E anche di fornire “indicazioni sulle modalità di iscrizione ai due social e sulle verifiche dell’età dell’utente adottate per controllare il rispetto dell’età minima di iscrizione“.

    facebook garante privacy minori instagram franzrusso

    Il Garante ha dato tempo 15 giorni a Facebook per fornire una risposta in merito alle questioni sollevate.

    E, da quanto si legge nel comunicato, la verifica del garante proseguirà anche sulle altre piattaforme social media.

    La notizia fa il giro del mondo

    La notizia del blocco di TikTok da parte del garante italiano ha fatto il giro del mondo e ha ottenuto una eco enorme sul tema social e minori. Si è trattata, infatti, della prima volta che un organo preposto a garanzia della Privacy dei cittadini prendesse un provvedimento così duro nei confronti di una piattaforma social.

    E la notizia è stata molto discussa anche in Italia e molto di è discusso se effettivamente la piattaforma fosse o meno usabile. TikTok fino al 15 febbraio non potrà permettere nuove iscrizioni e intanto la piattaforma dovrà verificare l’età degli utenti, disattivando quelle che fanno riferimento a minori. Un tema che ha portato al centro del dibattito, ancora una volta, il tema della verifica dell’età degli utenti, “age verification“, operazione complessa, se non impossibile, che al momento è poco praticabile.

    A questo punto non resta che aspettare la risposta di Facebook al Garante entro l’11 febbraio e di vedere cosa succederà sul fronte TikTok dopo il 15 febbraio.

  • Instagram, ecco la dashboard per professionisti dedicata agli account business e creator

    Instagram, ecco la dashboard per professionisti dedicata agli account business e creator

    Instagram non è più solo un’app dove condividere video o foto, ma con gli strumenti introdotti in questi ultimi anni, e in questi ultimi mesi, è diventata un vero strumento di lavoro dove promuoversi e vendere. Ecco perché da oggi è disponibile una vera e propria dashboard per professionisti sull’app.

    Instagram non è più solo un’app dove condividere video o foto, ma con gli strumenti introdotti in questi ultimi anni, e in questi ultimi mesi, è diventata un vero strumento di lavoro dove promuoversi e vendere. Ecco perché da oggi è disponibile una vera e propria dashboard per professionisti sull’app, una funzionalità che farà felici tuti gli account business e creator che utilizzano l’app per lavoro.

    La Dashboard per professionisti è quindi un nuovo strumento per monitorare le prestazioni, accedere a strumenti professionali e scoprire contenuti formativi selezionati da Instagram.

    instagram dashboard professioniti business franzrusso.it

    Queste le tre principali funzionalità della dashboard accessibile dalla bacheca degli utenti, in alto:

    • Monitora la tua performance: insight e tendenze in base alle performance del tuo account.
    • Fai crescere il tuo business: accedi facilmente agli strumenti per gestire il tuo account in modo più efficiente, scopri nuove funzionalità utili per far crescere la tua attività e verifica lo stato di idoneità alla monetizzazione
    • Rimani informato: scopri come ottenere il massimo da Instagram grazie a contenuti formativi, consigli, guide e idee.

    Come forse molti di voi sapranno, su Instagram alcune di queste risorse sono già disponibili, quello che adesso fa Instagram è di posizionarle in un’unica destinazione e renderle facilmente reperibili a tutti i professionisti per utilizzarli al meglio.

    In futuro, Instagram continuerà ad arricchire la Dashboard attraverso una suite di strumenti a sostegno di creator e aziende che vogliono crescere sull’app.

    Nel corso del 2020, instagram ha lanciato una serie di prodotti per aiutare i creators e le aziende a raggiungere i loro obiettivi come Badges, Instagram Shop, Checkout, e gli strumenti Branded Content. Sin dal lancio del nuovo hub degli strumenti per professionisti, da novembre scorso, lo hanno visitato più di 82 milioni di account e 37 milioni di account hanno cliccato su almeno un elemento.

    La Dashboard per Professionisti è disponibile per tutti gli account Business e Creator su Instagram.

  • Clubhouse, ecco perché non è da sottovalutare

    Clubhouse, ecco perché non è da sottovalutare

    Clubhouse annuncia un nuovo finanziamento da Andreessen Horowitz e nuove iniziative, tra cui quella di investire sui creator. Intanto l’app, per ora solo per iOS, conta 2 milioni di utenti attivi a settimana.

    Lanciata nel mese di marzo dello scorso anno, Clubhouse sta ottenendo un riscontro sempre sempre più alto. La startup ha annunciato di aver ricevuto un nuovo importane finanziamento, senza però rivelarne l’entità, da Andreessen Horowitz attraverso l’azienda partner Andrew Chen. Un nuovo finanziamento che, secondo alcuni analisti finanziari, porterebbe già il valore della startup a 1 miliardo di dollari, una valutazione enorme se pensate che a fine 2020 l’app veniva valutata intorno ai 100 milioni di dollari.

    [La notizia è che il finanziamento, inizialmente non confermato, è che si tratti di 100 milioni di dollari, una cifra considerevole.]

    Con questo ultimo finanziamento, Clubhouse dichiara di essere arrivata fino ad oggi più di 180 investitori. Gli ultimi finanziamenti erano stati a maggio scorso con 12 milioni di dollari (investimento di Serie A), sempre da Andreessen Horowitz. Questo dimostra il crescente interesse verso l’app di chat audio che sta cominciando ad appassionare un po’ tutti. Ricordiamo che l’app fino ad oggi funziona solo per iOS, conta già 2 milioni di utenti attivi a settimana e funziona, almeno per adesso, solo su invito.

    Al suo debutto, ma anche nei mesi successivi, si era discusso dell’ap per via della diffusione di contenuti antisemiti, incitanti all’odio, situazioni che avevano fatto dubitare molto su quello che poteva essere il livello di moderazione all’interno dell’applicazione. Sembra evidente che uno degli aspetti che verranno maggiormente potenziati con questa nuove iniezione di finanziamenti, sarà la moderazione e anche la possibilità di estendere l’uso dell’app anche su altri sistemi come Android. E sarà a quel punto che l’app comincerà a conoscere una crescita ancora più forte.

    clubhouse app franzrusso.it 2021

    Clubhouse nasce con una caratteristica che altre piattaforme non hanno, e cioè quella di sfruttare la voce come mezzo per creare coinvolgimento, condivisione, discussione e quindi relazione. La voce, tra l’altro, come mezzo esclusivo, nel senso che non esistono altre modalità. Di per sé questo è già molto interessante, e per questo non va sottovalutata.

    Le valutazione che arrivano, soprattutto dagli Usa, da chi la utilizza sono già molto positive. Proprio per il fatto che questa app apre a nuovi scenari. Nell’annunciare il nuovo finanziamento, Clubhouse ha delineato quella che sarà la road map da seguire per i prossimi mesi e un obbiettivo molto interessante è quello di investire sui creator, ossia quelli che creano le conversazioni i quali potranno ricevere dei riconoscimenti, nel senso che verranno pagati attraverso forme come gli abbonamenti o la vendita di biglietti.

    Come funziona Clubhouse

    In maniera sintetica, Clubhouse funzione attraverso stanze tematiche, stanze intese come luoghi dove le persone si incontrano per discutere, a voce, di un tema specifico. Come abbiamo detto, la stanza viene creata da un utente e poi invita altre persone a prendervi parte. La cosa interessante è che le persone invitate partecipano attivamente alla conversazione, semplicemente alzando la mano. Sì, proprio come se si fosse in presenza ad un incontro per poter fare “sentire la propria voce”.

    Questa è una caratteristica che altre piattaforme social non hanno, ed ecco perchè l’app rappresenta forse una delle novità più interessanti nello scenario dei social media. La partecipazione degli utenti è dinamica, molto diversa da quella che si genera attraverso un tweet o un post su Facebook. Si tratta di una interazione che avviene in tempo reale e ognuno può intervenire in una stanza, oppure uscire e andare a sentire di cosa si parla nella stanza di fianco.

    L’app ha conosciuto un momento di grande lancio in questa pandemia, ma siamo sicuri che riscuoterà ancora più successo anche dopo, quando torneremo alla nostra vita di sempre.

    Clubhouse mette insieme le caratteristiche dei social, la voglia di partecipare attivamente alla discussione, facendo sembrare tutto come un grande podcast che l’utente può ascoltare anche mente fa altro. Ecco un’altra grande differenza con le altre piattaforme.

    Questi alcuni dei canali attualmente presenti sull’app che danno meglio l’idea di cosa si puà fare: Startup Club, Black Wealth Matters, Leadership Reinvented, Music & Technology, Dear Young Queen, Health Is Wealth, Designkinds the Multi Creatives, NBA Fan Club, Smiling & Positivity, Afropolitan Lounge, Muslims & Friends, The Legacy Think Tank, Reinventing Health\Care, The True Love Society, TikTok Marketing Secrets. E molto altro ancora.

    Ma, attenzione, si affaccia all’orizzonte, e lo abbiamo raccontato qui sul nostro blog, un potenziale concorrente per Clubhouse, e stiamo parlando di Spaces di Twitter. La chat audio della piattaforma da 280 caratteri è in fase di test per una platea di utenti ristretta e presenta, tuttavia, alcune interessanti funzionalità come la trascrizione in tempo reale dell’audio e la possibilità di poter condividere all’interno della chat audio un tweet, così per meglio circoscrivere la conversazione.

    Si chiama Spaces, la chat audio di Twitter avviata in test

    Come già sottolineato, vale lo stesso problema come per Clubhouse, ossia quello relativo alla moderazione. Twitter da questo punto di vista ha dovuto impegnarsi molto per cercare di limitare i fenomeni di troll, hate speech e altro. Fenomeni negativi che possiamo dire essere stati alla base della scarsa crescita della base utenti. La piattaforma di Jack Dorsey ha l’opportunità di provare a offrire qualcosa di nuovo rispetto a Clubhouse, anche se sarà molto difficile soprattutto perché gli utenti che prendono parte a Clubhouse provengono da diverse parti e hanno background molto vari.

    Insomma, Clubhouse non è assolutamente da sottovalutare, rappresenta una novità interessante, specie se riuscirà a mettere in piedi un processo di moderazione efficace, per non sprecare l’occasione.

    E voi che ne pensate? Avete già usato l’app?

  • Signal, ecco le principali differenze rispetto a WhatsApp

    Signal, ecco le principali differenze rispetto a WhatsApp

    Dal momento in cui Elon Musk ha suggerito di usare Signal, sono tantissimi gli utenti che stanno scaricando questa app di messaggistica, anche in Italia. Ecco le principali differenze rispetto a WhatsApp.

    Dal giorno in cui WhatsApp ha annunciato la modifica alle condizioni d’uso, che entreranno in vigore il prossimo 8 febbraio, è successo quello che molti prevedevano. Anzi, diciamo che se non fosse stato per l’invito, esplicito, di Elon Musk a scaricare Signal, forse il fenomeno di abbandonare WhatsApp sarebbe stato più velato. Già successo in altre occasioni, ma stavolta la situazione si fa più seria.

    Va detto subito, come del resto abbiamo scritto qui sul nostro blog, che le modifiche, ossia il passaggio dei dati degli utenti all’azienda madre (Facebook) in modo tale che le aziende abbiano l’opportunità di affinare sempre di più i propri annunci pubblicitari, non dovrebbe valere per noi europei. Ma intanto, val la pensa di sottolinearlo, Facebook già da tempo ha avviato questa fase di passaggio di dati da una piattaforma all’altra, sempre della famiglia di Menlo Park. Quello che ha, però, scontentato tutti, in aggiunta a tutto il resto, è che non vi era scelta.

    signal vs whatsapp franzrusso.it 2021

    Malcontento negli USA

    Negli Usa, dove non vigono le stesse regole europee, il malcontento è altissimo e si sta verificando quello che già sappiamo. E cioè che molti utenti stanno cominciando ad usare anche altre app di messaggistica, come Signal appunto. Ma anche Telegram che proprio ieri ha annunciato una crescita di 25 milioni di utenti in sole 72 ore.

    Non siamo in grado ancora di poter parlare di “fuga”, al momento è improprio usare questo termine, lo useremo qualora verrà certificato il calo degli utenti di WhatsApp nello stesso periodo in cui le altre app concorrenti sono invece cresciute. Quindi ci vorrò qualche mese prima di averne eventuale notizia.

    Chiaro che utenti che in questo momento stanno usando WhatsApp, stanno anche cominciando ad usare anche Signal o Telegram, per verificare se queste app sono altrettanto valide. E, ovviamente, lo sono.

    Il nostro intento, in questa occasione, è quello di fare un piccolo raffronto tra Signal, l’app che proprio Elon Musk ha suggerito di usare, e WhatsApp, subito dopo l’annuncio delle modifiche da parte dell’app di messaggistica più usata al mondo. Un tweet, quello del fondatore di Tesla e SpaceX che ha dato una spinta notevole a Signal che, fino a qualche giorno fa, non era molto conosciuta nel nostro paese.

    WhatsApp è la più scaricata in Italia

    E invece, da Google Play, l’app store del colosso di Mountain View, notiamo che nella categoria “Comunicazione”, l’app è la più scaricata in Italia. Tanto per fare un esempio. Evidentemente l’influenza di Elon Musk ha fatto centro anche nel nostro paese. Ma lo stesso fenomeno si è registrato anche in altri paesi come Germania, Francia, Austria, Finlandia, Hong Kong, Svizzera.

    Ma perché, così come fece Edward Snowden, il fondatore di Tesla ha suggerito proprio Signal? I due hanno sicuramente motivazioni diverse. Musk lo ha fatto d’impulso, semplicemente perché non ama Facebook e tutte le app della famiglia che fa capo a Mark Zuckerberg. Snowden fece il suo “invito” quando ancora non era molto conosciuta, lodando la protezione della privacy che questa app riesce a garantire.

    WhatsApp aggiorna i termini d’uso e condivide i dati con Facebook

    Diciamo subito che anche WhatsApp garantisce una crittografia end-to-end (E2E), vale a dire che i server non potrebbero essere visualizzati neanche da Facebook stessa, quindi la garanzia della privacy sui messaggi è garantita. I messaggi vengono letti solo dai due utenti che prendono parte ad una conversazione. Proprio come fa Signal, o anche Telegram.

    E allora perché consigliare Signal? Che differenza c’è con WhatsApp?

    Ecco, se cercate le differenze più evidenti sono quelle che andiamo ad elencare di seguito.

    Signal batte WhatsApp sulla sicurezza

    WhatsApp garantisce la crittografica E2E, quindi i messaggi sono impenetrabili, come già detto. Il protocollo in uso è Open Whisper Systems, “un gruppo software no profit che sviluppa progetti open source collaborativi”, e uno dei progetti sviluppati da questo gruppo è proprio Signal. Ora il fatto che WhatsApp utilizzi lo stesso protocollo è sicuramente un punto a favore dell’app di Facebook.

    Vero che questa crittografia non permette a WhatsApp nemmeno di fare dei backup delle conversazioni, nè in locale e nè sul cloud, ma è anche vero che, e qui veniamo ad una grande differenza con Signal, comunque non sono crittografati i metadati delle conversazioni. E che significa? Significa che le autorità, nel caso in cui ce ne fosse bisogno, possono venire a conoscenza di chi ha scritto quel messaggio e a che ora. Informazioni comunque importanti.

    Signal, invece, ha nella sicurezza il suo vero punto di forza, uno dei principali, che l’hanno portata ad essere così scaricata in questi ultimi giorni. Come anticipato, Signal utilizza il protocollo Open Whisper Systems per la crittografia E2E e, a differenza di WhatsApp, questa copre, oltre che qualsiasi tipo di contenuto sviluppato all’interno dell’app, anche i metadati delle conversazioni. Va detto che Signal non memorizza alcuna informazione dell’utente, riducendo davvero al minimo le informazioni degli utenti. Infatti, l’app non memorizza “non memorizza un record dei vostri contatti, il grafico sociale, la lista di conversazione, la posizione, l’avatar dell’utente, il nome del profilo dell’utente, le appartenenze al gruppo, i titoli del gruppo o gli avatar del gruppo”.

    E intanto Elon Musk consiglia di usare Signal

    Ma poi con l’app si può bloccare lo schermo con la biometria e con un codice; ma c’è anche l’autenticazione a 2 fattori (2FA), l’opzione per bloccare gli screenshot all’interno dell’app e della schermata recente. Si possono anche sfumare i volti prima di inviare un’immagine (funzionalità che si trova anche su Telegram). Sono criptate anche le chiamate di gruppo, aggiunte di recente. Insomma, da questo punto di vista, Signal è superiore a WhatsApp, senza dubbio.

    WhatsApp offre più funzionalità di Signal

    L’anello debole, se vogliamo definirlo tale, di Signal è nelle funzionalità, nel senso che paragonata a WhatsApp ne offre di meno. Anche se, di default, offre messaggi, audio e video chiamate, anche di gruppo, tutte crittografate. E non è poco. Ma certo, WhatsApp permette l’invio di file anche con il desktop mirroring, cosa che è comunque possibile anche con Signal, si trasforma in uno strumento alternativo anche alle mail. Su Signal, ad esempio, si possono creare gruppi ma non si possono mandare messaggi a più contatti contemporaneamente, e non è un male.

    Su Signal, come da poco su WhatsApp, ci sono i messaggi a scomparsa e anche la possibilità di inviare un’immagine una sola volta.

    E poi, funzionalità che può tornare davvero utile, c’è “Note Personali“, uno spazio dove ognuno può annotare pensieri, scrivere qualcosa da ricordare, qualcosa che si è visto online e riportarla lì per averla a portata di mano. Insomma, una funzionalità davvero utile.

    Con Signal è possibile anche inoltrare le chiamate vocali ai suoi server in modo che l’identità dell’utente rimanga nascosta ai contatti. L’app offre anche un’opzione integrata per nascondere l’indirizzo IP. Inoltre, è possibile abilitare la tastiera in incognito mentre si digita su Signal, applicare la modalità oscura, cancellare i vecchi messaggi in un colpo solo, e, come già accennato prima, sfumare i volti e le informazioni private dalle immagini utilizzando l’editor interno dell’app.

    Signal e WhatsApp, come sono gestite?

    Come sappiamo bene, WhatsApp è di proprietà di Facebook e la società di Zuckerberg ha scopo di lucro attraverso la vendita di pubblicità. L’origine dell’app era però diversa, i fondatori Jan Koum e Brian Acton, che oggi non fanno più parte della società, era quello di realizzare un’app che avesse rispetto della privacy degli utenti, senza vendere pubblicità. Ed è questo il nodo che ha portato Koum e Acton poi ad uscire dalla società. Acton è sempre stato inflessibile verso Facebook, qualche anno fa, nel pieno dello scandalo Cambridge Analytica, lanciò #deleteFacebook, riscuotendo grande consenso.

    Ebbene, proprio Brian Acton gestisce la Fondazione, senza scopo di lucro, che è a capo di Signal, insieme a Moxie Marlinspike. L’app vive attraverso donazioni e sovvenzioni, queste sono le uniche forme di entrata.

    Dicevamo prima di Snowden e Elon Musk, tra i grandi personaggi che “sponsorizzano” Signal, ma c’è anche l’attuale CEO di Twitter, Jack Dorsey, l’apprezza molto.

    Signal vs WhatsApp: verdetto

    Insomma, le differenze tra le due app sono evidenti e Signal è certamente quella che assicura una migliore gestione della privacy per gli utenti. Quindi il suggerimento è che se avete a cuore questo aspetto, allora Signal è l’app di messaggistica che fa al caso vostro. Se, invece, siete alla ricerca di più funzionalità, allora WhatsApp può essere una alternativa valida, grazie alla crittografia E2E, ma resta il nodo del passaggio dei dati, l’aggiornamento delle nuove condizioni d’uso potrebbe poi costituire un problema.

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