Tag: social media

  • Su WhatsApp ci sono 1 miliardo di utenti al giorno

    Su WhatsApp ci sono 1 miliardo di utenti al giorno

    Su WhatsApp ci sono 1 miliardo di utenti al giorno. Un traguardo del genere era riuscito solo a Facebook a novembre 2016. L’app di messaggistica istantanea, che gli utenti italiani amano tanto, è passata in un anno da 1 miliardo di utenti al mese ad 1 miliardo di utenti al giorno.

    Qualche giorno fa riportavamo la ricerca di Vincenzo Cosenza sulle app di messaggistica istantanea più usate in Italia e notavamo, senza poi tanta sorpresa, che WhatsApp è quella più amata e usata da 22 milioni di utenti, con un tempo di utilizzo mensile di 11 ore e mezza. Ebbene, ieri Facebook, dopo il suono della campanella, ha presentato i dati trimestrali del Q2 2017 e ha rivelato che WhatsApp ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti al giorno. Un traguardo del genere era stato toccato proprio da Facebook a novembre 2016. Ed è interessante notare che il traguardo del miliardo di utenti giornalieri arriva dopo quello di un anno fa, quando 1 miliardo di utenti erano gli utenti mensili dell’app. E proprio Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, ha voluto celebrare questo importante traguardo.

    whatsapp 1 miliardo utenti giorno

    WhatsApp si conferma quindi l’app per messaggiare più usata e continua a crescere a ritmi elevati. I numeri cominciano ad essere quindi interessati e chissà che, prima o poi, non arrivi l’advertising anche su WhatsApp. Ipotesi non tanto remota. Se ricordate, nel mese di marzo si parlava proprio di una fase di test che WhatsApp sta portando avanti con alcune startup per inserire annunci pubblicitari all’interno delle chat.

    https://www.facebook.com/zuck/posts/10103921337100811?pnref=story

    Gli altri dati relativi a WhatsApp ci dicono che:

    whatsapp q2 2017

    • gli utenti mensili sono 1,3 miliardi
    • 55 miliardi sono i messaggi inviati ogni giorno
    • 4,5 miliardi sono le foto condivise ogni giorno sull’app
    • 1 miliardo sono i video condivisi ogni giorno
    • 60 le lingue supportate ad oggi sull’app.

    E, se vogliamo completare tutte le notizie che riguardano WhatsApp diffuse dopo la pubblicazione dei dati trimestrali del Q2 2017, c’è da aggiungere a questi dati che sono 250 milioni gli utenti che ad oggi utilizzano, ogni giorno, la modalità Status, ossia l’equivalente delle Stories su Instagram.

    Allora, che ne pensate?

  • Una ricerca scopre 4 profili su Facebook. E tu in quale ti riconosci?

    Una ricerca scopre 4 profili su Facebook. E tu in quale ti riconosci?

    Uno studio della Brigham Young University, “I love FB”, ha scoperto che su Facebook esistono quattro profili che si distinguono fra i 2 miliardi di utenti che popolano il social network. C’è l’urlatore, l’osservatore, quello attento alle relazioni e quello attento invece ai “like” e commenti.

    Su Facebook ci sono ormai 2 miliardi di utenti, mediamente al giorno ce ne sono 1,28 miliardi, 30 milioni sono gli utenti italiani. Poi, una recente ricerca ha rilevato che il tempo medio trascorso sulla piattaforma da ciascun utente è di 35 minuti. Ebbene, la domanda che ormai ci si pone da qualche anno, almeno 10 per la verità. Ma perchè gli utenti frequentano Facebook? Come lo usano e chi sono? A domande come queste, più o meno, ha risposto una recente ricerca della Brigham Young University, “I love FB”, guidata da Tom Robinson e pubblicata su International Journal of Virtual Communities and Social Networking.

    Robinson e il suo team hanno cercato di indagare su come gli utenti usano Facebook, cercando quindi di costruire i profili che più si distinguono tra i 2 miliardi di utenti, sottoponendo un sondaggio composto da 48 affermazioni alle quali si poteva rispondere con affermazioni come “del tutto diverso da me” oppure “proprio come me”. Da queste risposte sono emersi 4 profili che caratterizzano gli utenti su Facebook, quattro profili nei quali, in un modo o nell’altro, possiamo riconoscerci o potete riconoscerne qualcuno.

    facebook 4 profili piattaforma

    I profili degli utenti che emergono dalla ricerca sono: l’urlatore, l’osservatore, quello attento alle relazioni e quello attento invece ai “like”.

    Il profilo dell’utente “urlatore”

    Sotto questo profilo si riconoscono quegli utenti che condividono link di notizie su grandi eventi, ma raramente pubblicano aggiornamenti legati alla vita personale. Utilizzano quindi la piattaforma solo per condividere news piuttosto che usarla nello stile “social”. Per questi utenti il confine tra reale e virtuale esiste ed è molto marcato.

    Il profilo dell’utente “osservatore”

    L’osservatore viene citato nella ricerca come “window shopper“, in pratica chi ama stare alla finestra e sapere tutto di tutti. E’ quell’utente a cui piace sapere tutto degli atri, scorrere la bacheca degli altri utenti, sfogliare l’album delle foto. Li possiamo tranquillamente definire dei “ficcanaso”, per rendere meglio il concetto.

    facebook 4 profili

    Il profilo dell’utente “costruttore di relazioni”

    In questa categoria si riconoscono gli utenti che usano Facebook quasi come fosse un’estensione della loro “vita reale”. Pubblicano post, rispondono ai post dei loro amici, scrivono messaggi agli stessi proprio per mantenere forte il legame che esiste anche al di fuori di Facebook. Sono quegli utenti identificabili con questa affermazione: “Facebook mi aiuta ad esprimere amore verso la mi famiglia e permette alla mia famiglia di esprimermi amore”.

    Il profilo dell’utente “attento ai like”

    In questa categoria di riconoscono tutti quegli utenti che pubblicano immagini e foto non per costruire relazioni, ma solo per ricevere apprezzamento e piacere per sè. Si preoccupano di ricevere commenti e like piuttosto che delle relazioni. E per questo tipo di utenti Facebook è la piattaforma ideale. Sono quindi quegli utenti che si preoccupano solo della loro immagine, anche se quella immagine che vogliono condividere non appartiene alla realtà. L’affermazione che li caratterizza meglio è: “più ottengo like e commenti e più sono considerato“.

    Ecco in questi quattro profili è possibile associare buona parte degli utenti con cui siamo in contatto su Facebook. Questa ricerca in pratica ci mette in evidenza che spesso gli utenti non hanno molta consapevolezza di quello che condividono, un aspetto questo riscontrabile in tante situazioni. Ma anche che questa piattaforma viene, in alcuni casi, utilizzata solo allo scopo di compiacersi, indipendentemente dalla realtà.

    Diciamo anche un’altra cosa, non esiste più la distinzione tra ciò che è reale e ciò che è virtuale. Sono in tanti ancora a crederlo, ma questo concetto non ha più motivo di esistere. Per il fatto che Facebook non è un mondo a sè. Quello che facciamo sulla piattaforma produce anche delle conseguenze sulle nostre vite. Conseguenze che sono in linea con il modo in cui usiamo la piattaforma. Ecco perchè questa ricerca ci è sembrata molto interessante.

    E voi che ne pensate? State già pensando a quale profilo associare i vostri contatti di Facebook?

  • Quora, la piattaforma di domande e risposte, è disponibile in italiano

    Quora, la piattaforma di domande e risposte, è disponibile in italiano

    E’ stata lanciata oggi la versione italiana di Quora, la piattaforma di domande e risposte più usata al mondo. Fondata nel 2009 da Adam D’Angelo, ex CTO di Facebook, Quora ha come obiettivo quello di condividere e far crescere la conoscenza nel mondo. Dopo la fase beta, la versione italiana è aperta a tutti.

    Molti di voi conosceranno già Quora, la piattaforma di domande e risposte, Q&A, la più usata al mondo, e forse già molti di voi in qualche modo ha avuto modo di imbattersi alla ricerca di una risposta ad una specifica domanda. Ebbene, da oggi Quora è anche in italiano, sarà quindi molto più facile per gli utenti italiani usare la piattaforma, ponendo domande e cercando risposte, condividere la propria conoscenza e imparare dagli altri. Già perchè Quora nasce nel 2009, fondata da Adam D’Angelo, ex CTO di Facebook, con l’obiettivo di condividere e far crescere la conoscenza nel mondo. La piattaforma oggi conta 200 milioni di utenti, in crescita rispetto ai 100 milioni dell’anno precedente. Più della metà degli utenti provengono da paesi diversi dagli Usa, e molti sono gli utenti italiani.

    Quindi, dopo il grande riscontro ottenuto nei giorni scorsi con il rilascio della versione beta, Quora da oggi è tutta in italiano raggiungibile a questo link: https://it.quora.com/.

    quora italiano

    Da quando è stata lanciata, Quora ha attirato personalità di spicco ed esperti che hanno risposto a ogni genere di domanda posta dagli utenti della community e hanno messo a disposizione conoscenze che prima non erano disponibili. Tra questi, persone famose come Hillary Clinton, la scrittrice Gloria Steinem, l’ex Ministro dell’Economia greco Yanis Varoufakis o Sheryl Sandberg, COO di Facebook.

    Il CEO di Quora Adam D’Angelo è stato il primo Chief Technology Officer di Facebook, ma ha deciso di lasciare l’azienda nel 2008 per fondare Quora e seguire la sua vision: creare un luogo dove le persone potessero condividere online il loro sapere ed entrare in contatto con coloro cui questo servisse.

    Adam D'Angelo Quora
    Adam D’Angelo, fondatore e CEO di Quora

    La nostra mission è quella di condividere e accrescere la conoscenza del mondo. Stiamo costruendo una piattaforma dal contenuto di alta qualità ed è meraviglioso vedere le persone registrarsi e contribuire da Paesi diversi dagli Stati Uniti. Ci sono molti utenti che parlano italiano e utilizzano Quora in inglese, per questo sapevamo che lanciare Quora in italiano avrebbe contribuito ad accrescere la partecipazione ancora di più”, ha commentato Adam D’Angelo, CEO e Co-Founder di Quora.

    A maggio, Quora ha lanciato la versione beta in italiano con una piccola community di utenti attivi. In soli pochi mesi la piattaforma è cresciuta attraverso contenuti di qualità offerti da personalità di diversi settori come scienziati, insegnanti, executive, giornalisti e politici. Tra gli altri ci sono Claudia Boscolo, insegnante e saggista a Trento; Nicola Catena, CEO di Square; Marco Brando, giornalista; Francesca Tibaldi, campionessa di Ironman.

    In questi mesi  sono stati aperti thread di conversazione su argomenti diversi come i posti più belli da visitare nel Montenegrola sicurezza dei veicoli a guida autonoma dalla prospettiva di un ex dipendente Tesla, come l’Italia può risolvere il debito pubblico, un software engineer ha parlato delle differenze tra i linguaggi di programmazione e molto altro.

    Ecco come funziona Quora

    Su Quora, gli utenti possono fare domande su qualsiasi argomento. Poi la piattaforma le pone alle persone che hanno la possibilità di fornire risposte di qualità e utili, basate sulla loro competenza ed esperienza relative all’argomento. Più una persona utilizza Quora scrivendo risposte, seguendo argomenti e utenti, più Quora è in grado di personalizzare la sua esperienza sulla piattaforma.

    Quora può offrire risposte utili alle domande basandosi sulla qualità degli autori che rispondono sulla piattaforma, sui feedback che ricevono dagli altri utenti della community e sulle funzionalità del prodotto che assicurano credibilità. Inoltre, grazie alla policy che indica di utilizzare il proprio nome reale su Quora, il livello di integrità e fiducia che le persone hanno nelle risposte aumenta. Le identità su Quora sono un’estensione di chi si è nel mondo reale.

    Quora mobile italiano

    Quora vanta anche la policy “Be Nice Be Respectful” (sii gentile, sii rispettoso) che richiede un livello minimo di educazione quando si utilizza la piattaforma. Attraverso la tecnologia, machine learning, natural language processing e pattern-matching, la piattaforma rileva e rimuove elementi che non rendono piacevole l’esperienza dell’utente come lo spam, il plagio e il trolling. 

    Nel mese di aprile Quora ha rievuto un finanziamento di 85 milioni di dollari da Collaborative Fund e Y Combinator, un finanziamento che ha fatto crescere il valore dell’azienda a quasi 2 miliardi di dollari.

    E’ possibile registrarsi all’indirizzo https://it.quora.com oppure scaricare l’app mobile Quora.

  • Le aziende oggi lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare

    Le aziende oggi lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare

    Del fatto che le aziende hanno bisogno dei Social Media si è detto, e si continuerà a farlo come è giusto che sia, molto. Ma forse, in questo contesto, vale mettere in evidenza un principio troppe volte dato per scontato, ma mai chiarito del tutto. E cioè che oggi le aziende lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare.

    L’era dei Social Media che stiamo vivendo ha di fatto ribaltato il paradigma della comunicazione, da verticale a orizzontale, nel senso che oggi gli utenti possono partecipare ad una conversazione diretta, come mai prima. Se guardiamo il fenomeno dei Social Media in relazione alle aziende, è proprio questo quello che risalta prima di tutto. Le aziende hanno la possibilità di creare un coinvolgimento diretto con i propri utenti e, di conseguenza, gli utenti possono entrare in relazione diretta con i brand di riferimento. E’ sufficiente dare un’occhiata ad una recente analisi su come gli utenti usano i social media oggi per accorgervi che una delle principali attività è proprio quella di usare questi strumenti per entrare in contatto con in brand che piacciono si più. Un elemento nuovo questo, nella relazione tra utente e azienda/brand.

    Fin qui abbiamo parlato di concetti che sono, bene o male, noti a tutti. Non c’è nulla di nuovo in tutto questo. Vero?

    aziende social media guadagnare spazio

    Ma forse c’è qualcosa che spesso, e volentieri, la si dà come scontata, sbagliando. Nel considerare la costruzione di una presenza sui social media per un’azienda, impostando una strategia, pianificando tutti i passaggi che occorrono, è facile che ad un certo punto l’azienda stessa cominci ad usare un approccio non proprio in linea con quanto pianificato. Succede ancora troppo spesso. Allora, si lavora riesaminando la strategia, mettendo in evidenza tutte le esigenze, verificandole di nuovo, con l’obiettivo di renderla più chiara. Con l’obiettivo, come abbiamo più volte evidenziato, di puntare ad una strategia volta alla costruzione di una Relazione con gli utenti, l’aspetto che spesso manca. Manca perchè non viene percepito ancora come il vero obiettivo su cui puntare attraverso i Social Media.

    E allora, perchè parlare di cose forse sono già note a tutti. Per il semplice motivo che forse quel principio che spesso viene dato come scontato vale la pena di evidenziarlo, di metterlo come primo punto. E cioè che oggi le aziende lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare, non comprare. 

    Le aziende hanno da subito approcciato ai Social Media nella maniera sbagliata, pensando di usarli come avevano usato prima i giornali, la radio, la televisione. Strumenti dove compravano i propri spazi, di conseguenza la comunicazione attraverso questi media avveniva con dei filtri, gli strumenti stessi.

    Con i Social media tutto questo decade, non ci sono più i filtri che mettono “a riparo l’azienda” che a fanno sentire più al sicuro. No, non più. I Social Media non sono dei luoghi dove comprare lo spazio e attendere che accada qualcosa. Tutt’altro. Con questo non si vuole instaurare un clima di terrore, sia chiaro. Ma per le aziende l’idea di comunicare “senza un filtro”, spesso diventa elemento di distrazione.

    Il principio basilare è che stavolta le aziende lo spazio se lo devono guadagnare. E come? Condividendo contenuto, originale, che sia capace di trasmettere Valore agli utenti, al fine di costruire una Relazione.

    Condividere, Contenuto, Valore, Relazione – sono queste le parole chiavi.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter sta sperimentando un bottone per segnalare fake news

    Twitter sta sperimentando un bottone per segnalare fake news

    Il tema delle fake news riguarda anche Twitter, una delle grandi problematiche che la piattaforma da 140 caratteri ha fin qui lasciato irrisolta. Ma, secondo quando segnalato dal Washington Post, sulla piattaforma sarebbe iniziata una fase di test che prevede un bottone attraverso il quale l’utente potrà segnalare notizie false o fuorvianti.

    Il tema delle fake news è uno dei grandi temi degli ultimi mesi. Certo, è un problema che esisteva già prima, ma le ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti hanno, senza dubbio, rivelato una dimensione ancora più grande del problema. Come sapete, l’elezione di Donal Trump sarebbe stata “influenzata” dalle notizie false condivise sui social media, in particolare su Facebook. Ma questo è un tema che riguarda anche altre piattaforme, come Twitter, luogo ideale su cui condividere informazioni e notizie, e anche questo lo sappiamo bene.

    twitter fake news trump

    Ora, da quanto segnalato dal Washington Post, anche Twitter starebbe studiando una modalità per dare modo agli utenti di segnalare notizie false, facendo sì che altri utenti, nel momento in cui dovessero imbattersi su quella notizia, sappiano già che quella è una notizia falsa. Il quotidiano di Jeff Bezos riporta la notizia secondo cui Twitter starebbe iniziando una fase sperimentale che prevede l’uso di un bottone attraverso cui gli utenti possono segnalare notizie false e fuorvianti. Al momento però non è ancora chiaro come avverrà di fatto la fase di segnalazione e la fase di valutazione della veridicità della notizia stessa. Se volessimo avanzare qualche ipotesi, anche guardando a quanto fatto da altri, Facebook in particolare (ma anche Instagram), allora Twitter potrebbe pensare ad una soluzione che preveda l’uso dell’Intelligenza Artificiale che potrebbe individuare le notizie false. 

    Il problema è se effettivamente Twitter è in grado di pensare ad una soluzione che coinvolga l’Intelligenza Artificiale. Twitter non ha la stessa “forza” di Facebook in termini di infrastrutture, però questa potrebbe essere la strada più veloce da percorrere. L’altra sarebbe quella di prevedere una redazione di persone, specifica che lavori sulle segnalazioni. Questa più alla portata, se vogliamo, ma più difficile da gestire. Vedremo quale sarà la soluzione in relazione a questo test.

    Quello che c’è da dire è che Twitter fa bene a pensare ad una soluzione che dia agli utenti la possibilità di segnalare notizie false, sarebbe anche un modo per richiamare persone ad usare la piattaforma con più fiducia. Sarebbe un modo per far crescere anche il numero degli utenti sulla piattaforma.

  • E’ Katy Perry la prima a raggiungere i 100 milioni di follower su Twitter

    E’ Katy Perry la prima a raggiungere i 100 milioni di follower su Twitter

    E’ Katy Perry la prima persona al mondo a raggiungere il traguardo dei 100 milioni di follower su Twitter. Un traguardo raggiunto in 8 anni e con oltre 8.500 tweet con cui l’artista ha raccontato tutti i momenti più importanti della sua carriera.

    E’ Katy Perry la prima persona al mondo a raggiungere il traguardo dei 100 milioni di follower su Twitter. I fan di Katy si sono dimostrati forti e appassionati fin dal 2009, l’anno in cui Katy Perry si è unita a Twitter con il primo di più di 8.500 Tweet. Da allora, tutti i momenti più importanti della carriera di Katy sono passati su Twitter, dalla nascita del fenomeno culturale pop #LeftShark, ai suoi Tweet di amore e supporto nei confronti dei suoi colleghi e amici, come Niall Horan, Ariana Grande e Justin Bieber, fino al numero infinito di canzoni, video e annunci che la cantante ha svelato in anteprima su Twitter.

    katy perry

    Per celebrare questo traguardo, Twitter ha raccolto tutti i momenti top di Katy in 140 caratteri:

    Il giorno che ha registrato la conversazione più ampia su Katy Perry:

    • 2 Febbraio 15 – 2015 Super Bowl – Il giorno della nascita di #LeftShark

    https://twitter.com/Twitter/status/875730516783185920

    I Tweet più Ritwittati:

    • 132.000 RT: “If One Direction doesn’t perform on the VMA’s I am gonna jump off this ledge”
    • 112.000 RT: “@NiallOfficial “congratulations, you didn’t let me down! Xo”
    • 97.000 RT: “We are Beliebers!”
    • 72.000 RT: “Praying for everyone at @ArianaGrande’s show”
    • 67.000 RT: Hillary GIF
    • 67.000 RT: “Time, the ultimate truth teller”
    • 67.000 RT: “The new song Skyscraper by @ddlovato is pure perfection. Her voice is one of the BEST undiscovered beauties. Can’t wait for the full record”.

    Le Emoji più usate nelle conversazioni su Katy Perry:

    • ❤️
    • 🎵
    • 😘
    • 👀
    • 😍

    Alcuni degli hashtag più utilizzati nelle conversazioni relative a Katy Perry:

    • #roar
    • #KatyCats
    • #Prism
    • #ChainedToTheRhythm
    • #Rise

    E sempre per questa occasione, Twitter lancia #LoveKaty, l’hashtag con l’emoji personalizzata per la Perry.

    E Katy Perry ringrazia Twitter:

    E allora, dopo Katy Perry, chi sarà il prossimo account a superare i 100 milioni di follower su Twitter?

  • Twitter, il nuovo aggiornamento grafico non è quello che serviva davvero

    Twitter, il nuovo aggiornamento grafico non è quello che serviva davvero

    Twitter da ieri ha rilasciato un aggiornamento grafico tra i più importanti da quando l’app è stata creata. Ma resta comunque solo un aggiornamento grafico e non aggiunge nulla di sostanziale rispetto all’uso e al miglioramento generale della piattaforma. Serve ben altro.

    Twitter da ieri ha rilasciato un aggiornamento grafico della piattaforma che comprende sia la versione web desktop che l’app mobile. si evidenzia un miglioramento, appunto grafico, sia per quanto riguarda la pagina profilo che per quanto riguarda il contenuto stesso, i tweet. Ora è presente un bel po’ di grassetto per evidenziare i titoli, aspetto che si coglie di più dalla versione mobile. Sono state sostituite un po’ di icone che di fatto non aiutavano l’utente, specialmente la risposta ad un tweet. Adesso l’icona della freccia a sinistra viene sostituita da una nuvoletta che ricorda in effetti quella dei commenti, delle conversazioni.

    twitter aggiornamento grafico app mobile desktop

    Delle novità avete sicuramente già letto ovunque, a partire dal blog ufficiale che ha annunciato l’aggiornamento. Quello che possiamo dire è che si tratta solo di un aggiornamento grafico, nulla di più. Per alcuni piacevole, per altri meno, ma resta solo un miglioramento grafico, necessario certo, ma resta solo quello. A differenza di quello che sostiene Twitter, quando dice di “aver ascoltato attentamente i suggerimenti degli utenti“. Ma non è vero, Perchè se davvero avesse voluto ascoltare i suggerimenti degli utenti, allora ieri ci saremmo aspettati il modifica tweet, tanto per citare uno dei suggerimenti che tanti, in coro, da tempo stanno chiedendo. A fine 2016 è stato lo stesso Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, a chiedere agli utenti che cosa vorrebbero da Twitter. Ovviamente la maggior parte ha chiesto il modifica tweet. Da quello che sembrava l’orientamento del CEO, questa funzionalità potrebbe essere introdotta entro l’anno. Siamo a giugno e, forse, l’occasione poteva essere questo importante aggiornamento grafico. Significa che ci toccherà attendere ancora. Purtroppo.

    twitter aggiornamento

    L’aggiornamento non è piaciuto molto, per la verità. Addirittura su Motherboard sostengono che sia qualcosa di già visto. In effetti, a guardar bene, non ci si è inventati nulla. Ma sapete a cosa lo paragonano? A Google Plus. Forse non ve lo ricordate, magari lo usate poco, ma il profilo circolare in effetti ricorda proprio Google Plus. Ora, questo non sembra proprio un bell’auspicio. Ma, scherzi a parte, l’aggiornamento non convince.

    Lo scorso anno, lo ricorderete, Twitter aveva avviato una campagna per spiegare al mondo cosa è davvero Twitter. Una bella iniziativa per trasmettere il concetto che Twitter è il luogo dove le notizie accadono, una “finestra sul mondo”. Quello che serviva sapere ai tanti utenti, oltre 1 miliardo, che visitano twitter.com, ma poi ne restano registrati appena 320 milioni.

    Gli utenti vogliono usare Twitter, ma vogliono che sia più facile da comprendere, vogliono anche nuove funzionalità, come il modifica tweet, per usarlo al meglio. Vogliono usare la piattaforma in sicurezza.

    L’aspetto grafico, in questo contesto, per quanto piacevole, non aggiunge nulla di più.

  • Instagram in Italia: 8 milioni di utenti al giorno, piace ai giovani e alle donne

    Instagram in Italia: 8 milioni di utenti al giorno, piace ai giovani e alle donne

    Dopo aver visto che complessivamente gli utenti Instagram in Italia sono 14 milioni, Vincenzo Cosenza ci offre un dettaglio ulteriore sugli utenti italiani che frequentano l’app. Dall’analisi emerge che Instagram piace molto ai giovani, il 55% ha meno di 35 anni, e alle donne, sono infatti il 51%.

    Come detto in un’altra occasione, Instagram piace sempre di più agli italiani. Qualche giorno fa, in occasione della visita in Italia di Mike Krieger, co-fondatore di Instagram insieme a Kevin Systrom, avevamo scoperto che gli italiani che usano Instagram sono 14 milioni, in evidente crescita rispetto al 2016. Un dato che ha suscitato molta attenzione, per il fatto che davvero poco si sa, in termini numerici e analitici, sugli utenti italiani che frequentano l’app di photo sharing di proprietà di Facebook. Ma oggi possiamo saperne di più con qualche dettaglio che deriva dalla ricerca di Vincenzo Cosenza, “Instagrammer“, che ci da qualche elemento in più per conoscere gli utenti che usano l’app nel nostro paese.

    Diciamo subito che l’analisi di Cosenza rileva un dato che può essere considerato molto importante, e cioè che ogni giorno sono 8 milioni gli utenti che usano Instagram. Ci sono quindi 8 milioni di utenti italiani che, pressoché in maniera esclusiva, usano l’app da dispositivi mobile. Molto probabilmente sono utenti che accedono alla rete proprio, e soltanto da mobile. Come abbiamo visto di recente, da un’analisi di comScore, il Mobile in Italia ha superano il Desktop per l’accesso alla Rete.

    utenti instagram italia 2017 franzrusso.it

    In linea con quando già si sa in generale, Instagram in Italia piace molto ai giovani, specialmente agli utenti che appartengono alla fascia di età compresa tra i 19 e i 24 anni, si parla del 25% sul totale degli utenti, quindi un quarto. Il 55% degli utenti ha un’età inferiore ai 35 anni e, dopo la fascia di età 19-24 anni, l’altra fascia più prevalente è quella dei 25-29, il 17%, stessa percentuale per il 36-45 anni. A seguire, la fascia under 18, al 19%, mente è bassa la presenta degli over 56 anni, solo al 6%.

    Ma chi sono gli utenti che frequentano l’app? Come già rilevato in altri paesi, Instagram in Italia piace alle donne, sono il 51% sul totale. Un dato che solo apparentemente pone Instagram in competizione con Pinterest, altra piattaforma che piace molto alle donne. Solo che Pinterest in Italia è molto meno usata di Instagram, come sottolineato qui.

    E cosa spinge gli utenti italiani a usare Instagram? La ricerca di Vicenzo Cosenza rileva che gli utenti italiani usano l’app per condividere esperienze, 14%; ma il 17% lo sceglie per seguire personaggi famosi.

    E voi? Che ne pensate di questi dati? E raccontateci come voi usate Instagram.

  • Social Media e Giornalisti: Facebook il più usato come fonte di Informazione

    Social Media e Giornalisti: Facebook il più usato come fonte di Informazione

    Come usano i Social Media i giornalisti italiani? La risposta a questa domanda la troviamo nella Audit Italian Press, la ricerca dell’Istituto Ixè, con il supporto di Encanto Public Relations e la community GiornalistiSocial, che rileva che i giornalisti usano più di 3 social network e che Facebook è il più usato come fonte di Informazione.

    Nell’era dei Social Media anche il modo di fare giornalismo cambia, e cambierà ancora. In una fase, rivoluzionaria, in cui è mutato il modo di comunicare, sempre più diretto e orizzontale, in cui l’utente finale non è più solo fruitore, ma anche parte attiva della notizia, i giornalisti hanno dovuto prendere atto che i Social Media sono strumenti importanti per il mestiere dell’Informazione. Ebbene, quello che ci interessa sapere oggi è come i giornalisti italiani usano i Social Media per il loro lavoro. A questa domanda troviamo risposta nella Audit Italian Press, la ricerca dell’Istituto Ixè, con il supporto di Encanto Public Relations e la community GiornalistiSocial, che, sulla base di un campione di 300 giornalisti intervistati (54% uomini e 46% donne), ci offre una fotografia dello stato attuale.

    social media giornalisti ricerca 2017

    La ricerca rileva che ad oggi i giornalisti utilizzano più di 3 social network per il loro lavoro (3,4 per la precisione). Il più usato resta Facebook, 92%, che si conferma anche fonte principale di informazione, usato per il 91% dei casi. L’82% dei giornalisti poi usa Twitter; YouTube è frequentato dal 56% dei giornalisti, Linkedin e Instagram sono utilizzati da meno della metà dei professionisti, rispettivamente 45% e 44%. Da rilevare, rispetto alla precedente ricerca dell’Istituto Ixè, che Twitter supera YouTube e si piazza in seconda posizione, infatti prima veniva usato dal 67% dei giornalisti mentre YouTube dal 70%. La piattaforma da 140 caratteri, ideale proprio per i giornalisti vista la sua vocazione alla condivisione delle notizie, guadagna il 15%.

    Come già detto, il 91% dei giornalisti italiani dichiara di utilizzare Facebook per raccogliere informazioni: per il monitoraggio dell’opinione pubblica, la ricerca di storie, la verifica dei fatti e il loro approfondimento e per  venire a conoscenza di lanci e notizie da uffici stampa. Al secondo posto (85%) per promuovere il proprio lavoro, fare marketing per il proprio giornale e per costruire relazioni.

    giornalisti social media uso 2017

    L’utilizzo come fonte di immagini, video e materiale crowdsourcing investe circa 1/3 dei professionisti. Il 56% li produce personalmente; il 29% li scarica dei social network; il 28% li preleva da banche dati online, a pagamento o gratuite; il 27% usa l’archivio della testata.

    Nel futuro i giornalisti interpellati prevedono una crescita parallela alla diffusione attuale dell’utilizzo, che non prefigura grandi cambiamenti, con Facebook al primo posto (41%), seguito da Twitter (35%), fatto salvo per una rimonta di Instagram (26%) rispetto a YouTube (19%). Metà dei giornalisti (50%: 45% abbastanza; 5% molto) ritiene i social fonti di informazione affidabili, l’altra metà (49%) ne dubita.

    La maggioranza dei giornalisti interpellati, il 90%, asserisce quasi univocamente di pubblicare notizie verificate e complete piuttosto che inseguire lo scoop solo per essere i primi. Va evidenziato, nella ricerca, che il 38% dei giornalisti dichiara di sentirsi, almeno in alcune occasioni, obsoleto, poco al passo con i tempi. Il dato è, in parte, correlato all’età. Quasi 6 su 10 invece si sentono in linea con le nuove tendenze.

    giornalisti social media futuro 2017

    Il giornale di carta sembra avere ancora lunga vita per la gran parte dei giornalisti, il 77% si dice positivo sul futuro della carta. Per sapere le previsioni i Italia della scomparsa dei giornali di carta vi consigliamo di leggere qui. Il 33% è sicuro che ci sarà ancora tra 10 anni, un ulteriore 44% ritiene probabile questo scenario.

    E veniamo ad una sezione interessante che riguarda come vivono il mestiere oggi i professionisti dell’informazione e se sono disposti a consigliarlo ai giovani. Il 40% dei giornalisti lo consiglierebbe, mentre il 42% invece non lo farebbe.

    Grandissima parte dei giornalisti intervistati è convinta che il successo della professione sarà legato ad una sempre maggiore integrazione multimediale che leghi assieme testi scritti, immagini, video, podcast e social, per offrire un prodotto comprensibile e ricco di informazioni.

    Oltre metà dei giornalisti, il 56%, condivide, per lo più con rammarico, la previsione che in futuro la distinzione tra media tradizionali e social media, tra contenuti e pubblicità, giornalista e marchio saranno meno evidenti e meno importanti. La pensa diversamente il 35%, quindi più di un terzo; il 9% non si esprime.

    Infine, il 43% dei giornalisti afferma che oggi non è cambiato il rapporto con gli addetti alla comunicazione e che il materiale che preferiscono ricevere è il comunicato stampa (53%); dati e indagini (53%); immagini e video (43%); interviste ad esperti (14%).

  • Gli italiani amano Instagram: gli utenti attivi sono 14 milioni

    Gli italiani amano Instagram: gli utenti attivi sono 14 milioni

    Instagram piace sempre di più agli italiani e la nuova conferma ce la dà il co-fondatore Mike Krieger in Italia in questi giorni per lanciare #GenInstaTakeover. Gli utenti complessivi nel nostro paese sono 14 milioni.

    Gli italiani amano Instagram e l’apprezzano sempre di più. Lo scorso anno, quando Kevin Systrom era in Italia per il lancio dell’account ufficiale di Papa Francesco e del Quirinale, era stato diffuso il dato che gli italiani che utilizzavano l’app erano 9 milioni. Ebbene, in occasione della visita in Italia stavolta di Mike Krieger, l’altro co-fondatore di Instagram, scopriamo che gli italiani che usano Instagram sono 14 milioni. A fine aprile Instagram ha raggiunto e superato il traguardo dei 700 milioni di utenti attivi, a febbraio 2016 erano 400 milioni.

    Mike Krieger in occasione della visita nel nostro paese ha annunciato il lancio dell’iniziativa #GenInstaTakeover, che vuole accendere i riflettori sui membri più giovani, interessanti e positivi della community. L’iniziativa vuole evidenziare il ruolo attivo che hanno i giovani utenti, spesso attivi su campagne sociali o anche capaci di attivare un proprio business.

    instagram italia 14-milioni utenti franzrusso.it

    Tra i giovani instagrammer coinvolti nell’iniziativa ci sono il calciatore freestyler @davfastfoot, i giovani fotografi @imedoardomei, @photographyanais e @giovanni_genzini e la yogi @micoldelloro. #GenInstaTakeover unirà giovani instagrammer italiani con brand, ONG, media, dando loro accesso e controllo degli account Instagram dei partner, così da offrire il loro punto di vista sul mondo. Tra i primi partner ad aderire all’iniziativa vi sono il Ministero della Cultura e del Turismo, AC Milan, Mediaset, Inter FC, Telefono Azzurro, e Fonzies.

    E del fatto che gli italiani amino sempre di più Instagram ne avevamo parlato a fine marzo scorso, quando avevamo conosciuto, grazie ad uno studio di Blogmeter, quelle che erano le piattaforme più usate e meno usate dagli utenti italiani. Instagram era infatti la terza piattaforma più usata, con un incremento di utilizzo del 40%, molto apprezzata proprio dai giovanissimi tra i 15 e i 17 anni.

    Qualche altro dato che Krieger ha diffuso durante il suo tour. In Spagna gli utenti sono 12 milioni con una crescita del 66% rispetto all’anno precedente, inoltre la Spagna che in media usa di più Instagram Stories: 150% della media mondiale. Ma il paese dove Instagram cresce di più è l’India con 30 milioni di utenti attivi.