Tag: social media

  • Facebook comincia a rimuovere il video clickbaiting dal news feed

    Facebook comincia a rimuovere il video clickbaiting dal news feed

    Facebook continua il suo sforzo nel contrastare il fenomeno del clickbaiting e, con il nuovo aggiornamento del news feed, prende di mira i video. Nelle prossime settimane contenuti video con immagini fisse e che rimandano a siti non collegati alla notizia verranno penalizzati.

    Chissà quante volte vi sarà capitato, su Facebook, di reputare interessante un video e di cliccarci sopra, e, solo in un secondo momento, di esservi accorti che quello non era in realtà un contenuto video reale, ma era solo un contenuto fake con il fine di ottenete il vostro click. Immaginiamo sarà capitato qualche volta, come del resto a tutti. Ebbene, Facebook ha annunciato che nel prossimo aggiornamento dell’algoritmo che regola la visibilità dei contenuti sul news feed questi video saranno penalizzati.

    Si tratta di un nuovo fenomeno legato al clickbaiting, appunto il video clickbaiting. Se il contenuto sembra un video interessante, riconoscibile dal tasto play, in realtà, una volta cliccato proprio il tasto play, si tratta di un contenuto “esca”, che ha come scopo solo quello di “incassare” il nostro click, o, peggio ancora, di rimandarci su un sito che non avremmo voluto certamente visitare.

    Il nuovo aggiornamento sarà attivo nelle prossime settimane.

    facebook video clickbaiting mobile

    In pratica, una volta che l’algoritmo di Facebook riconosce una foto con un contenuto falso, trattandosi quindi di un video con nessuna attività in movimento, automaticamente la visibilità di questo contenuto verrà abbassata. Questa è, al momento, l’unica azione possibile, non vi sarà la rimozione del contenuto e non vi sarà alcuna penalizzazione per le pagine che ospiteranno contenuti come questi. Si tratta quindi di una azione a metà.

    Ma, come dicevamo all’inizio, questo è un nuovo sforzo che Facebook sta facendo per rendere il news feed sempre più integro. Il mese scorso un nuovo aggiornamento dell’algoritmo era stato annunciato con l’obiettivo di contrastare lo spam. Tutti gli utenti che continueranno a condividere notizie false e fuorvianti vedranno progressivamente ridurre la visibilità degli stessi contenuti sul News Feed. E sempre nell’ottica si migliorare la qualità delle notizie condivise sulla piattaforma, qualche giorno fa Facebook aveva annunciato il rilascio, negli Usa, Paesi Bassi, Francia e Germania, della funzionalità degli articoli correlati, aiutare gli utenti a capire se la notizia condivisa sia una fake news, offrendo una serie di notizie correlate all’argomento.

  • Web e Social Media trainano la pubblicità in Italia nel primo semestre 2017

    Web e Social Media trainano la pubblicità in Italia nel primo semestre 2017

    I dati Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nei primi sei mesi del 2017 evidenziano un calo complessivo di -0,4%. Un calo che poteva essere più pesante se a trainare il settore non fossero stati gli investimenti sul web e sui social media: +2,6%. A giungo 2017 il calo complessivo è di -4,7%; web e social media +3,9%.

    In Italia gli investimenti pubblicitari riescono a sviluppare performance positive solo grazie agli investimenti su web e social media. Questo è un dato di fatto che evidenzia anche l’ultimo report di Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nei primi sei mesi del 2017. Complessivamente, gli investimenti sono in calo dello 0,4% rispetto allo scorso anno. A trainare in senso positivo gli investimenti è il dato di +2,6% riferito a web e social media, infatti senza questi dati il dato complessivo sarebbe di -3%. Tradotto, significa 1 milione di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2016.

    Se guardiamo poi il dato riferito solo al mese di giugno 2017, notiamo che l’andamento non cambia e i numeri sono quelli. E cioè: -4,7% come dato complessivo; +3,9% per web e social media. Senza questi ultimi investimenti, il dato complessivo sarebbe di -8,6%.

    web social media pubblicità advertising 2017 franzrusso.it

    In pratica va consolidandosi la tendenza che avevamo giù evidenziato a inizio 2016, sono gli investimenti su web e social media che trainano la pubblicità in Italia, a fronte di un settore che è sempre più in calo. E guardiamoli i dati riferiti ai singoli mezzi, come rilevato da Nielsen.

    La Tv nei primi sei mesi dell’anno è in calo dell’1,9%, un dato che risente il calo drastico di giugno 2017: -10,9%. E non va meglio per la stampa, nel singolo mese su giornali si registra -12,8% e sui magazine si registra -11,7%. Nei primi sei mesi del 2017 rispettivamente si ha -10,8% e -7%. Dato diverso quello che fa registrare la radio, con +5% nel primo semestre e +8,9 nel mese di giugno di quest’anno.

    Nello specifico, le stime di Nielsen rilevano che il web advertising nei primi sei mesi dell’anno fa registrare +6,8% che diventa -1,7% se si escludono search e social media. Buona la performance della GoTv, +7,6%.

    Tra i settori merceologici, performance positive si registrano nelle automobili e farmaceutici, rispettivamente +0,9% e +6,8%. Negativi telecomunicazioni (-3%), alimentari (-3,8%), distribuzione (-11,5%). Molto positivi invece elettrodomestici, giochi/articoli scolastici e informatica che incrementano il proprio fatturato rispettivamente del 51,1%, 44,1% e 31,4%, con un apporto complessivo di circa 22 milioni di euro.

  • Instagram Stories, a distanza di un anno Instagram ha vinto la sua scommessa

    Instagram Stories, a distanza di un anno Instagram ha vinto la sua scommessa

    Instagram Stories compie un anno, la funzionalità gemella delle Stories di Snapchat venne infatti lanciata il 2 agosto del 2016. E oggi si conosce qualche dato in più. La funzionalità è usata per 32 minuti al giorno di media dagli under 25, mentre gli over 25 anni la usano per 24 minuti. L’hashtag più usato dell’anno è #GOODMORNING.

    E’ passato un anno da quando Instagram lanciò Instagram Stories, la funzionalità gemella delle Stories di Snapchat ed è quindi il momento di tirare un po’ di somme. Sul blog ufficiale di Instagram ci sono tutti i dati, ma prima di vederli è il caso di fare qualche considerazione. Partiamo proprio da quello che scrivemmo un anno fa, e cioè che in effetti Instagram Stories si è rivelata una buona mossa. Una mossa azzeccata, al punto da mandare in crisi, proprio sul punto forte di Snapchat, l’app di Evan Spiegel nell’anno della quotazione in borsa. Un risultato non scontato quello raggiunto da Instagram, una bella scommessa, oggi vinta, su cui molti in realtà dubitarono.

    Il dibattito di 12 mesi fa ruotò molto sul fatto che Instagram aveva copiato e che forse per questo non sarebbe stata una buona idea. Invece, grazie anche ai numeri che Instagram può vantare (diciamolo), Instagram Stories si rivela la carta vincente per raggiungere l’obiettivo che Facebook si era prefissato. E cioè fare in modo che quel pubblico solitamente attratto da Snapchat, quindi un pubblico molto giovane, cominciasse ad usare Instagram grazie proprio alle Stories.

    Non è un caso che, dai dati diffusi oggi proprio da Instagram, si scopre che sono proprio gli under 25 ad usare di più la funzionalità Instagram Stories con un tempo medio, al giorno, di 32 minuti. Ecco la scommessa vinta, già da questo dato. Un anno fa la fascia più presente su Snapchat era quella 18-24 anni che costituiva il 37% sul totale. Ora, come abbiamo visto nel corso di questo ultimo anno, Snapchat è andato in crisi proprio su questo, con un calo delle visualizzazioni, delle Stories, dal 15% fino al 40%, il calo del 20-30% è stato poi nel periodo che va da agosto 2016 a gennaio 2017. Insomma, Instagram un anno dopo può dire che la mossa è stata azzeccata è che la mossa è stata vinta. E ad oggi gli utenti complessivi sono 250 milioni.

    instagram stories un anno dopo

    Bene, adesso vediamo qualche dato riguardo a Instagram Stories in questo primo anno di vita.

    Intanto Instagram rivela che le Stories cominciano ad interessare anche le aziende, in questo ultimo mese oltre il 50% delle imprese presenti su Instagram ha prodotto una Stories.

    Le Location più taggate nel corso del primo anno sono state:

    • Jakarta, Indonesia
    • San Paolo, Brasile
    • New York
    • Londra, Regno Unito
    • Madrid, Spagna

    Gli hashtag più utilizzato nelle Instagram Stories in questo primo anno sono stati:

    • #GOODMORNING
    • #WORK
    • #GOODNIGHT
    • #MOOD
    • #HAPPYBIRTHDAY
    • #TBT
    • #LOVE
    • #HOME
    • #BOMDIA (“ciao” o “buongiorno” in portoghese)
    • #RELAX

    Gli sticker più usati sono stati:

    • Vibrant Location
    • Digital time
    • “Like”
    • Hashtag
    • Weather

    E, infine, i “face filters” più usasi sulle Instagram Stories sono stati:

    • Orecchie da cucciolo
    • Faccia di sonno
    • Orecchie da coniglio
    • Amore con freccette a forma di cuore
    • Orecchie di Koala

    Allora, avete usato anche voi le Instagram Stories in questo anno? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Ecco le 10 squadre di Calcio che sanno usare meglio i Social Media

    Ecco le 10 squadre di Calcio che sanno usare meglio i Social Media

    In un interessante report TOK.tv e Talkwalker hanno analizzato le performance sui social media delle 20 squadre di Calcio più blasonate al mondo. Da qui la classifica delle 10 migliori squadre che si distinguono su Facebook, Twitter e Instagram.

    Calcio e Social Media sono da sempre un binomio vincente, specie in questo momento in cui la maggior parte dei campionati sono in pausa estiva con le squadre che stanno allestendo i loro team. Basta solo “affacciarsi” su Twitter per capire come sta andando il calcio mercato e scoprire gli ultimi colpi da parte delle grandi squadre. Si sa, il Calcio proprio su Twitter è uno degli argomenti più seguiti, tantissimi sono gli appassionati e tifosi che vogliono restare aggiornati seguendo le loro squadre del cuore anche sui Social Media. E se un paio di anni fa circa TOK.tv cominciava a delineare il modo in cui le squadre di calcio usavano proprio questi potenti strumenti di comunicazione, oggi abbiamo l’opportunità di vedere come questo utilizzo è evoluto proprio grazie al report tra TOK.tv e Talkwalker. Un interessante report che ha analizzato le performance delle 20 squadre più blasonate per arrivare a stilare la classifica delle 10 migliori squadre sui Social Media. Di seguito vedremo insieme i dati più rilevanti del report, ma l’invito è quello di scaricarlo e consultarlo per intero. Lo trovate a questo link.

    Nel report vengono riportati numeri, tanti numeri, ma soprattutto si cerca di approfondire per spiegare numeri incredibili, come quelli del Real Madrid che ha superato 106 milioni di interazioni in soli tre mesi. Tra i dati raccolti ci sono anche gli hashtag più usati su Twitter e poi come i brand riescono ad entrare in contatto con i Millennials, la fascia di età più corposa tra coloro che sono abituati a seguire le vicende delle squadre del cuore direttamente dal loro smartphone.

    calcio social media talkwalker tok.tv

    Cominciamo col dire che è proprio il Real Madrid uno dei club più seguiti sui Social Media, specialmente su Twitter dove ha un seguito di oltre 24,5 milioni di follower, con una crescita dell’11,5% nel secondo trimestre del 2017. C’è da notare, da questo punto di vista, che il tasso di crescita tra l’ultimo trimestre del 2016 e il secondo del 2017 lo fa registrare la Juventus con 21,1%, seguita dal Manchester United con il 20%. E in fatto di coinvolgimento, l’engagement, il Real Madrid si dimostra ancora leader con 8,72 milioni di persone coinvolte su una reach di 36,05 miliardi. Dopo il club spagnolo, molto coinvolgente risulta il Manchester United con 7,56 milioni di persone coinvolte su una reach di 26,6 miliardi. La Juventus è la prima squadra italiana con 2,7 milioni di persone coinvolte su una reach di 19,7 miliardi.

    Tra i temi più discussi in questo periodo, nei primi sei mesi del 2017, troviamo due hashtag classici delle rivali spagnole – #HalaMadrid e #ForçaBarça – tra i più usati, mentre per Juve trionfa #ItsTime rispetto al tradizionale #finoallafine. Interessante anche il peso di #MUFC: Il Manchester United, infatti, pur non vincendo la Premier League, mantiene salda la sua posizione in termini di top engaging team della lega inglese.

    Questo il tweet più condiviso nei primi sei mesi dell’anno ed è, ovviamente il tweet che celebra la dodicesima Champions League vinta dal Real Madrid lo scorso 3 giugno a Cardif:

    Su Facebook, dalle 40 statistiche contenute nel report, vediamo che le prime 4 fan page al mondo sono quella di Cristiano Ronaldo, Real Madrid CF, Shakira (che è sposata con Piquè del Barcelloba) e FC Barcelona. Su questa piattaforma le dinamiche sono molto diverse da quelle di Twitter ad esempio. Sulla piattaforma di Zuckerberg gli utenti cercano più informazioni e sono più interessati a quello che i calciatori fanno fuori dal campo. Non è un caso, come avrete già notato, che la pagina di Cristiano Ronaldo sia più seguita della pagina del suo club di appartenenza. Ma anche su Facebook il Real Madrid si conferma il numero 1. Il club dei “merengues” è quello che cresce di più negli ultimi 6 mesi per numero di fans (+11,4%) superando il Barcellona, e si conferma primo club anche per quanto riguarda il coinvolgimento.

    Lione Messi e Cristiano Ronaldo sono, indiscutibilmente, le vere star sui social media, i più citati in assoluto. E, come visto prima su Twitter, anche su Facebook il post sulla finale di Champions League vinta a Cardiff lo scorso 3 giugno è quello più condiviso, con oltre 1,4 milioni di like.

    https://www.facebook.com/RealMadrid/photos/a.74265819952.19583.19034719952/10151287434429953/?type=3&theater

    Su Instagram la ricerca ha evidenziato caratteristiche interessanti, già note ma comunque importanti rilevarle anche in un contesto come questo. E cioè che, nonostante  la frequenza di pubblicazione di contenuti sia minore rispetto a Facebook e a Twitter, il livello di engagement ottenuto invece è molto più alto. Questo lo si spiega per il fatto che non c’è nulla di più “emozionante di uno scatto ben studiato che immortala i campioni della propria squadra nei momenti più importanti della stagione”. In termini di crescita di nuovi followers in questi primi sei mesi del 2017 il Real Madrid è quello che cresce di più (+18,9%), anche se è il Barcellona il club più seguito. I blaugrana sono anche i più bravi in termini di coinvolgimento (252,22 milioni) e reach (16,17 miliardi).

    Insomma, i due club spagnoli sono quelli che meglio di altri altri riescono ad usare questi strumenti, riuscendo a sviluppare un grande livello di coinvolgimento da un grande seguito. Cosa che, invece, non è riuscita al Paris SG, ad esempio, un esempio di come grande seguito non sia sinonimo, come spesso si tende a pensare, di coinvolgimento. Per quello ci vuole una strategia, un livello di cura adeguato, altrimenti i risultati non arriveranno mai.

    Questo è un breve resoconto di questo interessante report che vi invitiamo a scaricare e a consultare, questo il link, all’interno troverete ancora altri dati molto interessanti, utili a capire come i club di calcio usano i Social Media. E, ovviamente, fateci sapere cosa ne pensate.

    infografica calcio social media talkwalker tok.tv franzrusso.it 2017

     

  • Twitter: ecco una versione a pagamento per inserzionisti a 99 dollari

    Twitter: ecco una versione a pagamento per inserzionisti a 99 dollari

    Nella giornata di venerdì Twitter, dall’account Twitter for Business, ha inviato una mail ad alcuni utenti in cui annuncia il lancio di una versione beta indirizzata a piccoli inserzionisti, a 99 dollari. In pratica, l’idea è quella di chiedere una quota mensile per poi lasciare a Twitter la promozione dei tweet, più o meno 10 al giorno.

    I dati dell’ultima trimestrale, con il calo dell’8% delle entrate pubblicitarie, hanno portato a Twitter ad agire immediatamente. Infatti, nella casella di posta stamattina noto una mail dall’account “Twitter for Business“. Apro con molta curiosità e infatti all’interno c’era una proposta inattesa. In pratica, Twitter sta per lanciare una modalità di abbonamento per gestire la promozione dei tweet. La promozione in pratica le gestisce direttamente Twitter dietro il pagamento mensile di 99 dollari. Nella mail infatti c’è scritto: “twitta come solitamente fai; i tuoi tweet e il tuo profilo vengono promossi automaticamente”. Ogni settimana Twitter appronterà un report con tutti i dati che servono, impressions, reach, follower, coinvolgimento.

    twitter pubblicità inserzionisti 99 dollari

    In un primo momento ho pensato che fosse una “bufala” (visto il periodo), poi ho cliccato ho completato l’adesione e ora sono in attesa di ricevere nuove informazioni sul lancio di questa nuova modalità. I primi 30 giorni sono gratuiti.

    Questa che vedete è la mail che ho ricevuto stamattina:

    email twitter inserzionisti 99 dollari

    Quello che spinge a fare Twitter con questa modalità, probabilmente rivolta solo a piccoli inserzionisti, è quella di dedicarsi al contenuto, dedicarsi alla condivisione dei tweet e “alla promozione ci pensiamo noi”. Insomma, come idea non sarebbe male e potrebbe portare, effettivamente, qualche “soldo” in più nelle casse di Twitter. Nella fase di lancio si può scegliere di promuovere i tweet in relazione ad una categoria specifica oppure promuoverli all’interno di un’area geografica più idonea. Per il resto gli inserzionisti avranno poco spazio di azione.

    Il passaggio a questa modalità di auto promozione gestita da Twitter, dietro il pagamento di un abbonamento, farà cessare l’accesso alla piattaforma di advertising di Twitter.

    Ora, a voler fare delle veloci considerazioni, l’idea in sè non è male. C’è solo da chiedersi se sia efficace il fatto di lasciare il controllo della promozione a Twitter. Ovviamente, sta tutto nel modo di usare Twitter, questa è infatti una modalità che si rivolge a piccoli inserzionisti, piccole imprese che non vogliono impelagarsi nella creazione di campagne, con tutto quello che comporta, e vogliono uno strumento che possa promuovere i loro contenuti in modo efficace, senza troppi pensieri.

    Se si sceglie queste modalità, è chiaro per quel mese bisognerà fare molta attenzione ai contenuti che si condivideranno, sarà necessario fare una buona programmazione di ciò che si vuole comunicare e condividere, perchè il controllo sui contenuti lo avrà Twitter.

    Ci sarà modo di fare valutazioni più approfondite, certo è che Twitter si muove nella direzione di monetizzare, e subito.

    E voi avete ricevuto la mail? Che ne pensate?

  • Twitter non sa più crescere ed è nuovo tonfo a Wall Street

    Twitter non sa più crescere ed è nuovo tonfo a Wall Street

    Twitter non sa più crescere, è evidente. I dati trimestrali del Q2 2017 evidenziano, ancora una volta, che l’azienda guidata da Jack Dorsey non riesce più ad attrarre nuovi utenti. A livello globale, gli utenti rilevati nel secondo trimestre di quest’anno sono uguali al primo: 328 milioni. Le entrate pubblicitarie calano dell’8% in un anno. Inevitabile tonfo a Wall Street.

    Twitter non sa più crescere, è ormai evidente. La base utenti rimane ormai stagnante. I dati pubblicati in anticipo (rispetto alla chiusura della giornata, quindi dopo il suono della campanella) relativi al secondo trimestre del 2017, il Q2, rivelano che gli utenti complessivi al 30 giugno 2017 sono 328 milioni: lo stesso numero del primo trimestre. E’ crescita piatta e in tre mesi non vi è stato alcun movimento. Resta solo un +5% rispetto allo scorso anno, che rappresenta tutto il guadagno che Twitter può aspettarsi in questo momento. E a risentirne sono anche le entrate pubblicitarie, in calo dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari a 489 milioni di dollari (erano 535 milioni di dollari nel Q2 2016). La società dichiara 574 milioni di dollari di entrate totali, in calo del 5% rispetto ad un anno fa. Dati che si sono tradotti, inevitabilmente, in un nuovo tonfo a Wall Street. In apertura il titolo è arrivato a -13%, salvo poi recuperare qualcosa e attestarsi intorno al -10/12% (nel momento in cui scriviamo) per un valore di capitale di 12,6 miliardi di dollari.

    twitter crescita zero q2 2017 franzrusso.it

    L’unica nota positiva è che gli analisti si aspettavano dati ancora più negativi rispetto alle entrate, e comunque Twitter è riuscita a peggiorare il dato sulla base utenti, infatti gli analisti erano stati comunque ottimisti con almeno 329 milioni di utenti. Ma niente, neanche quelli.

    Eppure nel primo trimestre c’erano stato segnali positivi, con una crescita di 9 milioni di utenti in tre mesi, passando da 319 a 328 milioni di utenti. Ma evidentemente non basta.

    E non è bastato, ancora, l’aumento degli utenti, da 45 a 55 milioni, che hanno visualizzato 1.200 ore di contenuti video, erano 900 ore nel primo trimestre di quest’anno e 600 ore nell’ultimo trimestre del 2016. Quindi, rispetto alla fine dell’anno scorso, sono raddoppiate le ore di contenuto video trasmesse, ma da questo flusso non è arrivata la crescita utenti che si sperava.

    Un dato positivo vero c’è, ed è quello a cui Twitter si aggrappa pur di mantenere un certo ottimismo, ed è il dato del +12% del coinvolgimento giornaliero sulla piattaforma (era +14% nello scorso trimestre). Nonostante questo dato, Twitter ancora non rivela il numero di utenti attivi giornalieri sulla piattaforma, sarebbe davvero interessante conoscerlo.

    twitter crescita utenti q2 2017 franzrusso.it

    Eppure, Twitter in questi ultimi mesi ha lavorato molto sulla sicurezza, uno dei grandi problemi che attanaglia la piattaforma e qualche giorno fa erano stati diffusi dei dati positivi che facevano immaginare un’inversione di tendenza proprio in relazione alla crescita della base utenti. Ma evidentemente serve di più.

    #UPDATE

    Twitter chiude questa lunga e brutta giornata a Wall Strett con -14,13% con il titolo giù a 16,84 dollari.

    Per crescere, e lo ripetiamo ormai da due anni, Twitter ha bisogno di rinnovare il prodotto. Rinnovare non stravolgere. Mentre tutte le altre piattaforme hanno introdotto nel corso del tempo innovazioni in grado di rendere sempre appetibile la piattaforma, Twitter è l’unica a mantenere, sostanzialmente ferma a undici anni fa la sua piattaforma a 140 caratteri. Non si tratta di caratteri in più o in meno, si tratta di rendere più attraente una piattaforma che di certo non è catalogabile come un “normale” social network.

    Twitter è diverso, è uno strumento dinamico, veloce, con cui condividere contenuti e stringere relazioni di valore. Ma ha bisogno di una revisione, tanto nella forma quanto nella sostanza. Per intenderci, e non essere banali, una modalità per modificare il contenuto, andrebbe nella direzione di dimostrare di rinnovare il prodotto e (provare) ad attrarre nuovi utenti.

  • Su WhatsApp ci sono 1 miliardo di utenti al giorno

    Su WhatsApp ci sono 1 miliardo di utenti al giorno

    Su WhatsApp ci sono 1 miliardo di utenti al giorno. Un traguardo del genere era riuscito solo a Facebook a novembre 2016. L’app di messaggistica istantanea, che gli utenti italiani amano tanto, è passata in un anno da 1 miliardo di utenti al mese ad 1 miliardo di utenti al giorno.

    Qualche giorno fa riportavamo la ricerca di Vincenzo Cosenza sulle app di messaggistica istantanea più usate in Italia e notavamo, senza poi tanta sorpresa, che WhatsApp è quella più amata e usata da 22 milioni di utenti, con un tempo di utilizzo mensile di 11 ore e mezza. Ebbene, ieri Facebook, dopo il suono della campanella, ha presentato i dati trimestrali del Q2 2017 e ha rivelato che WhatsApp ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti al giorno. Un traguardo del genere era stato toccato proprio da Facebook a novembre 2016. Ed è interessante notare che il traguardo del miliardo di utenti giornalieri arriva dopo quello di un anno fa, quando 1 miliardo di utenti erano gli utenti mensili dell’app. E proprio Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, ha voluto celebrare questo importante traguardo.

    whatsapp 1 miliardo utenti giorno

    WhatsApp si conferma quindi l’app per messaggiare più usata e continua a crescere a ritmi elevati. I numeri cominciano ad essere quindi interessati e chissà che, prima o poi, non arrivi l’advertising anche su WhatsApp. Ipotesi non tanto remota. Se ricordate, nel mese di marzo si parlava proprio di una fase di test che WhatsApp sta portando avanti con alcune startup per inserire annunci pubblicitari all’interno delle chat.

    https://www.facebook.com/zuck/posts/10103921337100811?pnref=story

    Gli altri dati relativi a WhatsApp ci dicono che:

    whatsapp q2 2017

    • gli utenti mensili sono 1,3 miliardi
    • 55 miliardi sono i messaggi inviati ogni giorno
    • 4,5 miliardi sono le foto condivise ogni giorno sull’app
    • 1 miliardo sono i video condivisi ogni giorno
    • 60 le lingue supportate ad oggi sull’app.

    E, se vogliamo completare tutte le notizie che riguardano WhatsApp diffuse dopo la pubblicazione dei dati trimestrali del Q2 2017, c’è da aggiungere a questi dati che sono 250 milioni gli utenti che ad oggi utilizzano, ogni giorno, la modalità Status, ossia l’equivalente delle Stories su Instagram.

    Allora, che ne pensate?

  • Una ricerca scopre 4 profili su Facebook. E tu in quale ti riconosci?

    Una ricerca scopre 4 profili su Facebook. E tu in quale ti riconosci?

    Uno studio della Brigham Young University, “I love FB”, ha scoperto che su Facebook esistono quattro profili che si distinguono fra i 2 miliardi di utenti che popolano il social network. C’è l’urlatore, l’osservatore, quello attento alle relazioni e quello attento invece ai “like” e commenti.

    Su Facebook ci sono ormai 2 miliardi di utenti, mediamente al giorno ce ne sono 1,28 miliardi, 30 milioni sono gli utenti italiani. Poi, una recente ricerca ha rilevato che il tempo medio trascorso sulla piattaforma da ciascun utente è di 35 minuti. Ebbene, la domanda che ormai ci si pone da qualche anno, almeno 10 per la verità. Ma perchè gli utenti frequentano Facebook? Come lo usano e chi sono? A domande come queste, più o meno, ha risposto una recente ricerca della Brigham Young University, “I love FB”, guidata da Tom Robinson e pubblicata su International Journal of Virtual Communities and Social Networking.

    Robinson e il suo team hanno cercato di indagare su come gli utenti usano Facebook, cercando quindi di costruire i profili che più si distinguono tra i 2 miliardi di utenti, sottoponendo un sondaggio composto da 48 affermazioni alle quali si poteva rispondere con affermazioni come “del tutto diverso da me” oppure “proprio come me”. Da queste risposte sono emersi 4 profili che caratterizzano gli utenti su Facebook, quattro profili nei quali, in un modo o nell’altro, possiamo riconoscerci o potete riconoscerne qualcuno.

    facebook 4 profili piattaforma

    I profili degli utenti che emergono dalla ricerca sono: l’urlatore, l’osservatore, quello attento alle relazioni e quello attento invece ai “like”.

    Il profilo dell’utente “urlatore”

    Sotto questo profilo si riconoscono quegli utenti che condividono link di notizie su grandi eventi, ma raramente pubblicano aggiornamenti legati alla vita personale. Utilizzano quindi la piattaforma solo per condividere news piuttosto che usarla nello stile “social”. Per questi utenti il confine tra reale e virtuale esiste ed è molto marcato.

    Il profilo dell’utente “osservatore”

    L’osservatore viene citato nella ricerca come “window shopper“, in pratica chi ama stare alla finestra e sapere tutto di tutti. E’ quell’utente a cui piace sapere tutto degli atri, scorrere la bacheca degli altri utenti, sfogliare l’album delle foto. Li possiamo tranquillamente definire dei “ficcanaso”, per rendere meglio il concetto.

    facebook 4 profili

    Il profilo dell’utente “costruttore di relazioni”

    In questa categoria si riconoscono gli utenti che usano Facebook quasi come fosse un’estensione della loro “vita reale”. Pubblicano post, rispondono ai post dei loro amici, scrivono messaggi agli stessi proprio per mantenere forte il legame che esiste anche al di fuori di Facebook. Sono quegli utenti identificabili con questa affermazione: “Facebook mi aiuta ad esprimere amore verso la mi famiglia e permette alla mia famiglia di esprimermi amore”.

    Il profilo dell’utente “attento ai like”

    In questa categoria di riconoscono tutti quegli utenti che pubblicano immagini e foto non per costruire relazioni, ma solo per ricevere apprezzamento e piacere per sè. Si preoccupano di ricevere commenti e like piuttosto che delle relazioni. E per questo tipo di utenti Facebook è la piattaforma ideale. Sono quindi quegli utenti che si preoccupano solo della loro immagine, anche se quella immagine che vogliono condividere non appartiene alla realtà. L’affermazione che li caratterizza meglio è: “più ottengo like e commenti e più sono considerato“.

    Ecco in questi quattro profili è possibile associare buona parte degli utenti con cui siamo in contatto su Facebook. Questa ricerca in pratica ci mette in evidenza che spesso gli utenti non hanno molta consapevolezza di quello che condividono, un aspetto questo riscontrabile in tante situazioni. Ma anche che questa piattaforma viene, in alcuni casi, utilizzata solo allo scopo di compiacersi, indipendentemente dalla realtà.

    Diciamo anche un’altra cosa, non esiste più la distinzione tra ciò che è reale e ciò che è virtuale. Sono in tanti ancora a crederlo, ma questo concetto non ha più motivo di esistere. Per il fatto che Facebook non è un mondo a sè. Quello che facciamo sulla piattaforma produce anche delle conseguenze sulle nostre vite. Conseguenze che sono in linea con il modo in cui usiamo la piattaforma. Ecco perchè questa ricerca ci è sembrata molto interessante.

    E voi che ne pensate? State già pensando a quale profilo associare i vostri contatti di Facebook?

  • Quora, la piattaforma di domande e risposte, è disponibile in italiano

    Quora, la piattaforma di domande e risposte, è disponibile in italiano

    E’ stata lanciata oggi la versione italiana di Quora, la piattaforma di domande e risposte più usata al mondo. Fondata nel 2009 da Adam D’Angelo, ex CTO di Facebook, Quora ha come obiettivo quello di condividere e far crescere la conoscenza nel mondo. Dopo la fase beta, la versione italiana è aperta a tutti.

    Molti di voi conosceranno già Quora, la piattaforma di domande e risposte, Q&A, la più usata al mondo, e forse già molti di voi in qualche modo ha avuto modo di imbattersi alla ricerca di una risposta ad una specifica domanda. Ebbene, da oggi Quora è anche in italiano, sarà quindi molto più facile per gli utenti italiani usare la piattaforma, ponendo domande e cercando risposte, condividere la propria conoscenza e imparare dagli altri. Già perchè Quora nasce nel 2009, fondata da Adam D’Angelo, ex CTO di Facebook, con l’obiettivo di condividere e far crescere la conoscenza nel mondo. La piattaforma oggi conta 200 milioni di utenti, in crescita rispetto ai 100 milioni dell’anno precedente. Più della metà degli utenti provengono da paesi diversi dagli Usa, e molti sono gli utenti italiani.

    Quindi, dopo il grande riscontro ottenuto nei giorni scorsi con il rilascio della versione beta, Quora da oggi è tutta in italiano raggiungibile a questo link: https://it.quora.com/.

    quora italiano

    Da quando è stata lanciata, Quora ha attirato personalità di spicco ed esperti che hanno risposto a ogni genere di domanda posta dagli utenti della community e hanno messo a disposizione conoscenze che prima non erano disponibili. Tra questi, persone famose come Hillary Clinton, la scrittrice Gloria Steinem, l’ex Ministro dell’Economia greco Yanis Varoufakis o Sheryl Sandberg, COO di Facebook.

    Il CEO di Quora Adam D’Angelo è stato il primo Chief Technology Officer di Facebook, ma ha deciso di lasciare l’azienda nel 2008 per fondare Quora e seguire la sua vision: creare un luogo dove le persone potessero condividere online il loro sapere ed entrare in contatto con coloro cui questo servisse.

    Adam D'Angelo Quora
    Adam D’Angelo, fondatore e CEO di Quora

    La nostra mission è quella di condividere e accrescere la conoscenza del mondo. Stiamo costruendo una piattaforma dal contenuto di alta qualità ed è meraviglioso vedere le persone registrarsi e contribuire da Paesi diversi dagli Stati Uniti. Ci sono molti utenti che parlano italiano e utilizzano Quora in inglese, per questo sapevamo che lanciare Quora in italiano avrebbe contribuito ad accrescere la partecipazione ancora di più”, ha commentato Adam D’Angelo, CEO e Co-Founder di Quora.

    A maggio, Quora ha lanciato la versione beta in italiano con una piccola community di utenti attivi. In soli pochi mesi la piattaforma è cresciuta attraverso contenuti di qualità offerti da personalità di diversi settori come scienziati, insegnanti, executive, giornalisti e politici. Tra gli altri ci sono Claudia Boscolo, insegnante e saggista a Trento; Nicola Catena, CEO di Square; Marco Brando, giornalista; Francesca Tibaldi, campionessa di Ironman.

    In questi mesi  sono stati aperti thread di conversazione su argomenti diversi come i posti più belli da visitare nel Montenegrola sicurezza dei veicoli a guida autonoma dalla prospettiva di un ex dipendente Tesla, come l’Italia può risolvere il debito pubblico, un software engineer ha parlato delle differenze tra i linguaggi di programmazione e molto altro.

    Ecco come funziona Quora

    Su Quora, gli utenti possono fare domande su qualsiasi argomento. Poi la piattaforma le pone alle persone che hanno la possibilità di fornire risposte di qualità e utili, basate sulla loro competenza ed esperienza relative all’argomento. Più una persona utilizza Quora scrivendo risposte, seguendo argomenti e utenti, più Quora è in grado di personalizzare la sua esperienza sulla piattaforma.

    Quora può offrire risposte utili alle domande basandosi sulla qualità degli autori che rispondono sulla piattaforma, sui feedback che ricevono dagli altri utenti della community e sulle funzionalità del prodotto che assicurano credibilità. Inoltre, grazie alla policy che indica di utilizzare il proprio nome reale su Quora, il livello di integrità e fiducia che le persone hanno nelle risposte aumenta. Le identità su Quora sono un’estensione di chi si è nel mondo reale.

    Quora mobile italiano

    Quora vanta anche la policy “Be Nice Be Respectful” (sii gentile, sii rispettoso) che richiede un livello minimo di educazione quando si utilizza la piattaforma. Attraverso la tecnologia, machine learning, natural language processing e pattern-matching, la piattaforma rileva e rimuove elementi che non rendono piacevole l’esperienza dell’utente come lo spam, il plagio e il trolling. 

    Nel mese di aprile Quora ha rievuto un finanziamento di 85 milioni di dollari da Collaborative Fund e Y Combinator, un finanziamento che ha fatto crescere il valore dell’azienda a quasi 2 miliardi di dollari.

    E’ possibile registrarsi all’indirizzo https://it.quora.com oppure scaricare l’app mobile Quora.

  • Le aziende oggi lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare

    Le aziende oggi lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare

    Del fatto che le aziende hanno bisogno dei Social Media si è detto, e si continuerà a farlo come è giusto che sia, molto. Ma forse, in questo contesto, vale mettere in evidenza un principio troppe volte dato per scontato, ma mai chiarito del tutto. E cioè che oggi le aziende lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare.

    L’era dei Social Media che stiamo vivendo ha di fatto ribaltato il paradigma della comunicazione, da verticale a orizzontale, nel senso che oggi gli utenti possono partecipare ad una conversazione diretta, come mai prima. Se guardiamo il fenomeno dei Social Media in relazione alle aziende, è proprio questo quello che risalta prima di tutto. Le aziende hanno la possibilità di creare un coinvolgimento diretto con i propri utenti e, di conseguenza, gli utenti possono entrare in relazione diretta con i brand di riferimento. E’ sufficiente dare un’occhiata ad una recente analisi su come gli utenti usano i social media oggi per accorgervi che una delle principali attività è proprio quella di usare questi strumenti per entrare in contatto con in brand che piacciono si più. Un elemento nuovo questo, nella relazione tra utente e azienda/brand.

    Fin qui abbiamo parlato di concetti che sono, bene o male, noti a tutti. Non c’è nulla di nuovo in tutto questo. Vero?

    aziende social media guadagnare spazio

    Ma forse c’è qualcosa che spesso, e volentieri, la si dà come scontata, sbagliando. Nel considerare la costruzione di una presenza sui social media per un’azienda, impostando una strategia, pianificando tutti i passaggi che occorrono, è facile che ad un certo punto l’azienda stessa cominci ad usare un approccio non proprio in linea con quanto pianificato. Succede ancora troppo spesso. Allora, si lavora riesaminando la strategia, mettendo in evidenza tutte le esigenze, verificandole di nuovo, con l’obiettivo di renderla più chiara. Con l’obiettivo, come abbiamo più volte evidenziato, di puntare ad una strategia volta alla costruzione di una Relazione con gli utenti, l’aspetto che spesso manca. Manca perchè non viene percepito ancora come il vero obiettivo su cui puntare attraverso i Social Media.

    E allora, perchè parlare di cose forse sono già note a tutti. Per il semplice motivo che forse quel principio che spesso viene dato come scontato vale la pena di evidenziarlo, di metterlo come primo punto. E cioè che oggi le aziende lo spazio sui Social Media se lo devono guadagnare, non comprare. 

    Le aziende hanno da subito approcciato ai Social Media nella maniera sbagliata, pensando di usarli come avevano usato prima i giornali, la radio, la televisione. Strumenti dove compravano i propri spazi, di conseguenza la comunicazione attraverso questi media avveniva con dei filtri, gli strumenti stessi.

    Con i Social media tutto questo decade, non ci sono più i filtri che mettono “a riparo l’azienda” che a fanno sentire più al sicuro. No, non più. I Social Media non sono dei luoghi dove comprare lo spazio e attendere che accada qualcosa. Tutt’altro. Con questo non si vuole instaurare un clima di terrore, sia chiaro. Ma per le aziende l’idea di comunicare “senza un filtro”, spesso diventa elemento di distrazione.

    Il principio basilare è che stavolta le aziende lo spazio se lo devono guadagnare. E come? Condividendo contenuto, originale, che sia capace di trasmettere Valore agli utenti, al fine di costruire una Relazione.

    Condividere, Contenuto, Valore, Relazione – sono queste le parole chiavi.

    E voi che ne pensate?

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