Tag: TikTok

  • La UMG inizia a ritirare la musica da TikTok

    La UMG inizia a ritirare la musica da TikTok

    La disputa tra Universal Music Group e TikTok è arrivata al culmine, con la rimozione da TikTok di brani di artisti come Taylor Swift e Drake.

    La vicenda ricorda molto quella abbastanza recente che vide scontrarsi, proprio sui diritti musicali, la SIAE e Meta. Solo che adesso lo scontro nasce direttamente tra la più grande etichetta discografica del mondo, la Universal Music Group, UMG, meglio conosciuta col nome Universal, e TikTok, la piattaforma social media molto apprezzata dagli utenti più giovani. Apprezzamento che si basa proprio sulla possibilità i usare la musica all’interno dei propri video brevi.

    La notizia è che ormai TikTok, proprio per il mancato accordo, ha iniziato a ritirare la musica targata Universal.

    Cosa è accaduto tra i due colossi?

    La disputa tra UMG e TikTok

    Ebbene, solo due giorni fa la disputa tra le due società si è accesa in modo quasi sorprendete per i più. Ma, in realtà, le trattative per il rinnovo dell’accordo andavano avanti da settimane. Trattative che avevano come scopo un accordo che potesse essere in continuità con quello, poi scaduto, sancito nel febbraio 2021.

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    Lo scontro si concentra su questioni come: una compensazione più adeguata per gli artisti e autori di canzoni e la protezione dagli effetti dell’uso dell’intelligenza artificiale. Questi i due temi della trattativa, poi arenatasi.

    La posizione di UMG e le su richieste

    Universal accusa TikTok di voler costruire attività basate sulla musica senza pagare un valore equo per gli artisti. Infatti, l’etichetta discografica sostiene che TikTok ha proposto di pagare artisti e autori di canzoni a una tariffa che rappresenta solo una parte di quella che viene pagata da altre piattaforme sociali media.

    Inoltre, UMG ha sollevato preoccupazioni sull’invasione della piattaforma da parte di registrazioni generate attraverso l’intelligenza artificiale, sostenendo che questo rappresenta un ostacolo e un problema per le royalties degli artisti.

    La posizione di TikTok

    Dal canto suo, TikTok ha replicato accusando UMG di mettere la propria avidità al di sopra degli interessi degli artisti e degli autori delle canzoni. TikTok ha sottolineato comunque di essere riuscita a raggiungere accordi con gli artisti di altre etichette discografiche. In buona sostanza, la critica mossa dalla società controllata da ByteDance è che così facendo la Universal non sta curando gli interessi degli artisti, degli autori delle canzoni e anche dei fan.

    Come dicevamo, il primo accordo tra UMG e TikTok è stato siglato nel febbraio 2021. Tale accordo consentiva agli utenti TikTok di incorporare clip dal catalogo musicale di UMG nei loro video. Il valore di tale accordo risiedeva nel fatto che rendeva legalmente disponibile una vasta gamma di musica pop per la creazione di contenuti sulla piattaforma TikTok, contribuendo all’engagement e alla popolarità dell’app.

    TikTok vale per UMG solo l’1%

    C’è anche da sapere che TikTok rappresenta solo circa l’1% del fatturato totale di UMG. Un dato che indica, in effetti, il valore esiguo con cui TikTok compensa artisti e autori di canzoni, nonostante la sua crescente base di utenti.

    Ora, ritirare la musica Universal da TikTok significa togliere la musica di Taylor Swift e Drake, tanto per citare due nomi di artisti la cui musica è spesso usata all’interno dei video brevi. Questo perché Taylor Swift, in particolare, ha un accordo con Republic Records, che fa parte del gruppo Universal Music. Mentre Drake pubblica la sua musica attraverso Young Money Entertainment e Cash Money Records, che sono distribuite da Republic Records, anch’esse parte di UMG.

    Gli artisti coinvolti

    Gli effetti di tale decisione sono evidenti. I video con brani di proprietà di UMG verranno disattivati ​​e gli utenti avranno la possibilità di scegliere un nuovo brano per la colonna sonora dei propri contenuti.

    Questo significa che gli utenti di TikTok, poco più di 1 miliardo, dovranno trovare alternative alle canzoni di artisti come i già citati Taylor Swift, Drake e anche di Bob Dylan. Ammesso che qualcuno abbia mai usato canzoni di “strummer”.

    Ma questa disputa potrebbe avere effetti anche su Sanremo. Questo perché tra gli artisti italiani che fanno parte della etichetta Universal ci sono anche alcuni che si apprestano a prendere parte dal Festival. Come Alessandra Amoroso e Il Volo.

  • TikTok, i dati sugli utenti UE e l’importanza del DSA

    TikTok, i dati sugli utenti UE e l’importanza del DSA

    Ecco i dati di TikTok in UE, che evidenziano l’importanza del DSA. Il rapporto contiene i numeri degli utenti nei principali paesi e mostra l’approccio alla moderazione dei contenuti. Da sottolineare l’impatto del DSA sulla trasparenza delle piattaforme online.

    Sulla base delle nuove normative del Digital Services Act (DSA) dell’UE, le grandi piattaforme online, comprese le principali app social media, sono tenute ora a fornire aggiornamenti regolari sui loro utenti attivi nella regione dell’UE. Questi dati vanno ora forniti insieme ad altri importanti aggiornamenti sulla trasparenza.

    Quello che stiamo per presentare riguarda i dati di TikTok. Infatti, l’app di ByteDance ha presentato nuovi dettagli su quanti utenti stanno utilizzando l’app all’interno dei paesi UE. Si tratta di dati che si prestano a tanti utilizzi e interpretazione. E questo, grazie proprio al DSA, potrebbe addirittura rivelarsi utile nella pianificazione dei contenuti.

    L’intero Rapporto di Trasparenza DSA di TikTok può essere consultato, e scaricato, da questo link. Di seguito, vedremo insieme alcuni dati rilevanti rispetto anche alla trasparenza di TikTok in UE.

    Cosa dice il rapporto di TikTok in UE

    Il rapporto descrive l’approccio di TikTok rispetto alla moderazione dei contenuti e alle richieste di informazioni. Include dettagli sulle specifiche violazioni che TikTok ha dovuto affrontare, con “Temi Sensibili e Maturi” che rappresentano il principale motivo di rimozione nell’app, con quasi il doppio delle segnalazioni rispetto all’elemento successivo più segnalato (“Beni Regolamentati & Attività Commerciali”).

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    Il rapporto contiene anche un dettaglio sul numero di persone che lavorano alla moderazione dei contenuti che TikTok ha attivo nell’UE. Sono in tutto 6.125 persone. Inoltre, il rapporto fornisce una panoramica del tempo medio che il team di TikTok impiega per rispondere alle segnalazioni e agli appelli che vengono sottoposti.

    Ovviamente, il dato più interessante, in termini generali, è quello relativo al numero di utenti che utilizzano maggiormente l’app dei video brevi in UE.

    E quindi abbiamo che in UE TikTok registra l’uso più attivo in Francia, con 21,4 milioni di utenti. Segue la Germania con 20,9 milioni di utenti attivi mensili. Al terzo posto troviamo l’Italia con 19,7 milioni di utenti.

    TikTok, gli utenti attivi in UE

    Quindi un dettaglio dei primi 5 paesi UE che usano TikTok:

    tiktok ue utenti trasparenza dsa franzrusso.it

    1. Francia: 21,4 milioni
    2. Germania: 20,9 milioni
    3. Italia: 19,7 milioni
    4. Spagna: 18,3 milioni
    5. Polonia: 10,6 milioni

    Il grafico che vedete sopra fornisce una prospettiva interessante sulla crescita relativa di TikTok e dove sta generando il maggior interesse.

    Considerando che TikTok ha 150 milioni di utenti in America, come riferito da TikTok a marzo, vuol dire che 285,9 milioni di utenti TikTok si trovano negli Stati Uniti e nei paesi UE.

    Vale a dire quasi un terzo sul totale.

    Dai dati che sono disponibili, si evince che TikTok abbia anche circa 100 milioni di utenti in Indonesia, 83 milioni di utenti in Brasile e 55 milioni in Russia. Gli altri 500 milioni circa sarebbero distribuiti in diversi altri paesi.

    Il tema da chiarire, sulla base di questi numeri è capire se in effetti TikTok abbia superato o meno 1,5 miliardi di utenti come spesso si riporta. Quel che è certo che si è molto vicini al miliardo di utenti.

    Da considerare che spesso non coincide il largo uso dell’app con il numero degli utenti attivi. Sarebbe interessante poter avere qualche dettaglio in più in questo senso.

    TikTok, Rapporto Trasparenza UE – DSA

    La maggior parte delle azioni di TikTok contro contenuti illegali o dannosi avviene proattivamente, piuttosto che a seguito di segnalazioni degli utenti. Nel settembre 2023, TikTok ha rimosso 4 milioni di elementi di contenuto violativo. Dall’introduzione della nuova opzione di segnalazione, sono state ricevute circa 35.000 segnalazioni di contenuti illegali, corrispondenti a circa 24.000 contenuti. Il 28% di questi è stato ritenuto in violazione delle politiche o delle leggi locali, sulla base delle quali è stato adottato un provvedimento.

    Moderazione dei contenuti:

    TikTok utilizza una combinazione di automazione e moderazione umana per identificare e agire su contenuti che violano le loro politiche. L’accento è posto sulla rilevazione proattiva per rimuovere contenuti violativi. Vengono modelli di visione artificiale, liste di parole chiave e tecnologie di de-duplicazione. La moderazione umana supporta e migliora i sistemi di moderazione automatizzati, fornendo feedback per i modelli di apprendimento automatico.

    Rapporti sui contenuti illegali:

    TikTok ha introdotto un canale di segnalazione aggiuntivo per l’UE, al fine di segnalare contenuti che si ritengono illegali. Questi rapporti sono valutati attraverso una combinazione di automazione o revisione umana.

    TikTok, la moderazione umana con le ultime tecnologie

    Moderatori di TikTok:

    TikTok ha 6.125 persone dedicate alla moderazione dei contenuti nell’Unione Europea alla fine di settembre 2023. I team di Trust & Safety di TikTok guidano l’approccio alla moderazione dei contenuti in tutta l’UE.

    Ordini dalle autorità governative:

    TikTok può ricevere richieste dalle autorità governative dell’UE per rimuovere contenuti o per la divulgazione di informazioni sull’utente.

    Reclami e controversie:

    Gli utenti e gli inserzionisti che violano le politiche di TikTok ricevono notifiche ed è comunque sempre possibile fare appello contro queste decisioni.

    Sospensioni:

    TikTok può sospendere o bandire permanentemente gli account in caso di violazioni delle loro politiche.

    Ecco, possiamo tranquillamente dire che questo rapporto ci mostra dei dati molto interessanti rispetto a TikTok. L’app spesso al centro di polemiche negli ultimi mesi con questo rapporto mostra elementi interessanti. I quali possono tornare utili per fare qualsiasi tipo di considerazione a riguardo.

    In chiusura, val la pena di sottolineare, una volta di più, che tutto questo è grazie al DSA. Spesso, anche questa al centro di polemiche. Speriamo che questo contento possa mettere in chiaro l’importanza di questa norma rispetto ai dati forniti.

  • Sono oltre 27 milioni gli italiani che seguono almeno un influencer

    Sono oltre 27 milioni gli italiani che seguono almeno un influencer

    Una recente ricerca rileva che in Italia oltre 27 milioni di italiani, il 71% degli utenti attivi sui social media, seguono almeno un influencer. Instagram resta la piattaforma preferita, ma cresce ancora TikTok.

    In un momento in cui tutto è sempre più fluido e le piattaforme social media sempre più frammentate, il ruolo degli influencer resta ancora centrale, anzi.

    Il fenomeno degli influencer in Italia è in costante crescita, come dimostrano i dati recentemente emersi dalla ricerca “Italiani & Influencer”, condotta da BVA Doxa in collaborazione con Mondadori Media e Buzzoole.

    Di seguito i dati più rilevanti della ricerca.

    Il 71% degli utenti segue almeno un influencer

    Diciamo subito che il 71% degli utenti attivi sui social media (non ha molto più senso al giorno d’oggi continuare a chiamarli ‘social network’), vale a dire oltre 27 milioni di italiani adulti tra i 18 e i 74 anni, segue almeno un influencer o i canali social di un brand editoriale.

    E qui si registra aumento del 17% rispetto al 2021.

    Influencer italia 2023 ricerca franzrusso.it

    La ricerca rileva che il 57% degli italiani, 18-54 anni, segue quotidianamente un macro-influencer o i canali social di un brand editoriale.

    L’incremento è di 20 punti percentuali in soli due anni.

    I macro influencer sono definiti come figure o brand editoriali con almeno 100.000 follower e sono riconosciuti come autorevoli in sei settori: lifestyle, beauty, fashion, entertainment, food e wellness.

    Influencer e brand italiani 2023 ricerca franzrusso.it

    Chiara Ferragni è la più seguita

    Dal punto dei vista dei macro influencer, Chiara Ferragni domina la classifica.

    Fa registrate l’86% di citazioni. A seguire Giallozafferano e Benedetta Rossi (entrambi al 72%), ClioMakeUp (62%) e Aurora Ramazzotti (60%).

    Le tematiche più seguite sui social sono: food e l’entertainment (58%), evidenziando l’importanza dei food media brand tra i Top Five.

    Come già rilevato in passato, e questa ricerca lo conferma, gli influencer giocano un ruolo cruciale nei processi di acquisto.

    Il 46% degli intervistati ha effettuato almeno un acquisto su suggerimento di un influencer, e l’83% valuta i loro consigli.

    A sorpresa, oltre 3 milioni di italiani seguono almeno un virtual influencer.

    La concentrazione più alta è tra Gen Z e Millennials. Le persone che seguono virtual influencer lo fanno in modo costante, quotidianamente (come se fossero influencer reali).

    Il 57% degli intervistati, infatti, li segue ogni giorno, il 28% ogni 2-3 giorni, il 7% più o meno una volta a settimana, il 4% ogni 10-15 giorni e soltanto il 5% non ha una frequenza abituale.

    Instagram la piattaforma più usata, cresce TikTok

    social media Influencer italia 2023 ricerca franzrusso.it

    Riguardo ai social media, TikTok ha visto una crescita impressionante, con una presenza del 25% rispetto al 9% del 2021.

    Mentre Instagram rimane il preferito con il 77% (in aumento dal 67% del 2021).

    Ma perché seguire un influencer?

    Il 50% degli intervistati afferma che gli influencer forniscono consigli preziosi ed esperti. In particolare per quanto riguarda i settori wellness (55%) e cucina (56%).

    Gli influencer sono diventati ormai una parte integrante della cultura digitale italiana, influenzando le decisioni di acquisto.

    Con l’ascesa di nuove piattaforme come TikTok e l’emergere dei virtual influencer il panorama influencer in Italia è destinato ad evolversi ancora, offrendo nuove opportunità e nuove sfide per aziende e consumatori.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3

  • TikTok apre il suo primo data center in UE, a Dublino

    TikTok apre il suo primo data center in UE, a Dublino

    TikTok apre il suo primo data center in Europa per proteggere la privacy e rispettare le normative UE sulla trasparenza dei dati degli utenti. Un passo avanti importante per TikTok a pochi giorni dall’entrata in vigore nel nuovo DSA.

    TikTok ha recentemente preso una mossa significativa per adempiere ai regolamenti europee aprendo il suo primo data center nell’Unione Europea, a Dublino. Questo nuovo centro rappresenta un passo importante nella protezione dei dati degli utenti europei della piattaforma cinese.

    Nell’ambito di questa iniziativa, TikTok ha iniziato a instradare i dati degli utenti europei attraverso il suo data center . Inoltre, l’azienda cinese, ByteDance, ha annunciato piani per aprire altri due data center in Europa, uno in Norvegia e un secondo sempre in Irlanda, entro breve tempo.

    La decisione di TikTok di stabilire un data center proprio in Irlanda è avvenuta in un momento in cui l’Unione Europea ha implementato il Digital Services Act, che ha posto restrizioni significative sulle grandi piattaforme online.

    Questa nuova normativa ha obbligato TikTok a rendere il suo algoritmo facoltativo per gli utenti nell’UE, al fine di garantire maggiore trasparenza e privacy.

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    Per garantire la massima sicurezza dei dati, TikTok sta collaborando con la società di sicurezza britannica NCC Group, che verifica i controlli e le protezioni dei dati, monitora i flussi di dati e fornisce verifiche indipendenti. Va comunque sottolineato che solo i dipendenti autorizzati possono accedere ai controlli e alle operazioni del sistema.

    Questi nuovi data center fanno parte dell’iniziativa “Project Clover” di TikTok, finalizzata a localizzare l’archiviazione dei dati europei. Questo approccio è paragonabile ad un altro progetto, il “Progetto Texas”, portato avanti negli Stati Uniti, che mira a garantire la privacy dei dati degli utenti instradando i dati attraverso server di proprietà dell’azienda americana Oracle.

    Con crescenti preoccupazioni riguardo ai legami di TikTok con la Cina, i governi in tutto il mondo hanno adottato misure per regolamentare l’app. Ad ogni modo, l’azienda sta adottando azioni concrete per rispettare le norme locali e proteggere la privacy degli utenti. Si tratta, da qualsiasi punto lo si guardi, di un passo significativo mentre TikTok continua a operare in un contesto globale in evoluzione.

    Ricorderete, di recente, come l’Unione Europea e altri paesi abbiano vietato ai funzionari di usare TikTok all’interno del proprio smartphone. Proprio in occasione di questo andamento, avevamo riportato, sempre qui su InTime Blog, uno studio di Gizmodo il quale spiegava il perché di tanta preoccupazione verso TikTok.

    In pratica, lo studio ha dimostrato come TikTok raccolga i dati da oltre 28 mila applicazioni. Si tratta di app che utilizzano l’SDK (il kit di sviluppo dell’app) usato da TikTok. Si tratta di strumenti che integrano le app con i sistemi di TikTok e inviano i dati degli utenti di TikTok per funzioni come annunci all’interno di TikTok, accesso e condivisione di video dall’app.

    Ma le app non sono l’unica fonte di dati di TikTok. Esistono tracker TikTok distribuiti anche su tantissimi siti web. Va poi detto che il tipo di condivisione dei dati che TikTok sta praticando è altrettanto comune a quello che fanno altre app, web e mobile.

    Con piacere, riporto ancora qui il mio breve intervento all’interno del podcast dell’amico Marco Maisano “Ma Perché?”.

  • Negli Usa le aziende continuano ad investire su TikTok

    Negli Usa le aziende continuano ad investire su TikTok

    Nonostante il bando potenziale negli Usa, le aziende continuano ad investire su TikTok a marzo e il 75% prevede di aumentare la spesa nei prossimi 12 mesi. La situazione resta comunque complessa anche dal punto di vista politico da Usa e Cina.

    Nonostante la situazione non delle migliori per TikTok, sempre molto vicina al bando totale, negli Usa le aziende continuano ad investire sull’app cinese. A confermare questo ci sono i dati di Sensor Tower che riporta un aumento dell’advertising a marzo di quest’anno dell’11%, con aziende come Pepsi, DoorDash, Amazon e Apple che hanno speso di più.

    Un dato che assume una certa rilevanza in un contesto, come dicevamo, molto complesso e non ancora risolto. Le aziende, dunque, sembrano non mostrare segni di preoccupazione e, nonostante le principali agenzie pubblicitarie, come GroupM e Omnicom di WPP, si siano premurate a consigliare ale proprie aziende clienti di ridurre gli investimenti sull’app di ByetDance, continuano ad aumentare gli investimenti.

    Mentre si aggiunge anche l’Australia tra i paesi che vietano TikTok sugli smartphone dei dipendenti e funzionari governativi, negli Usa il dibattito sull’app cinese che coinvolge anche il Congresso è sempre molto accesso.

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    Solo pochi giorni fa il CEO di TikTok, Shou Zi Chew, è stato interrogato dalla Commissione per l’energia e il commercio della Camera Usa per i timori sulla sicurezza nazionale legati alla proprietà cinese. Il governo cinese, in occasione di questo interrogatorio, ha fatto sapere che si opporrà “con fermezza” a qualsiasi tentativo di separare il ramo statunitense di TikTok dai suoi proprietari cinesi.

    Come ricorderete, Donald Trump era andato molto vicino al compimento di questa operazione che avrebbe visto Oracle come acquirente. Cosa che poi non si fece.

    Prima dell’udienza di Shou Zi Chew al Congresso Usa, un sondaggio condotto da Capterra su 300 marketer statunitensi aveva rilevato che il 75% degli intervistati prevedeva di aumentare la spesa su TikTok nei prossimi 12 mesi. E, a fronte di questo sondaggio, non sono pochi gli osservatori a notare che le aziende abbiano deciso di aumentare gli investimenti su TikTok prima delle dichiarazioni di Shou Zi Chew che ha ribadito, sostanzialmente la natura globale di TikTok, non solamente cinese.

    A fronte di questa affermazione, TikTok precisa che il 60% delle sue azioni è di proprietà di investitori globali, il 20% è di proprietà dei dipendenti e il 20% del suo fondatore Zhang Yiming.

    Tanto per dare qualche numero, l’advertising per TikTok rappresenta la voce principale dei 10 miliardi di dollari di fatturato a livello globale.

    Insider Intelligence rileva che nel 2023 TikTok dovrebbe registrare ricavi per 14,15 miliardi di dollari, dato in crescita rispetto ai 9,89 miliardi del 2022.

    La situazione dunque, nonostante tutto, perdonate la ripetizione, resta complessa e difficile da sciogliere, anche perché all’orizzonte non sembrano esserci le condizioni per cedere ad un compratore le attività Usa. E anche perché i rapporti tra Usa e Cina sono sempre più roventi.

  • Perché adesso TikTok preoccupa tutti gli stati e governi

    Perché adesso TikTok preoccupa tutti gli stati e governi

    TikTok ormai preoccupa, in maniera crescente, gli stati e governi un po’ di tutto il mondo. Improbabile che si arrivi ad un divieto esteso agli utenti privati, ma le istituzioni governative europee, americane e canadesi stanno iniziando a vietare l’app. Vediamo, in sintesi, di comprenderne di più.

    Negli ultimi giorni si è parlato molto della possibilità che TikTok possa essere vietato un po’ ovunque. Ma, diciamole subito e chiaramente: un possibile divieto dell’uso di TikTok per gli utenti privati è assolutamente improbabile. Proprio nelle ultime ora, alcuni movimenti per i diritti civili digitali, negli Usa, stanno protestando contro una ipotetica possibilità di ban verso TikTok, in quanto violerebbe i diritti della persona secondo il primo emendamento.

    Quindi, la possibilità di vietare TikTok per gli utenti privati non è presa in considerazione da nessuno. Il tema piuttosto riguarda le istituzioni pubbliche, a livello mondiale, che nei giorni scorsi hanno adottato provvedimenti di divieto per i funzionari e i dipendenti delle varie istituzioni pubbliche, perché sussistono rischi sulla sicurezza.

    Come saprete certamente, negli ultimi giorni si è parlato molto della decisione delle tre istituzioni europee, vale a dire Parlamento, Consiglio e Commissione UE di vietare l’uso di TikTok, di cancellarla dal proprio smartphone entro il 15 marzo di quest’anno, in quanto comporterebbe seri rischi per la sicurezza delle istituzioni.

    divieto tiktok governo stati

    La stessa cosa ha poi fatto il governo del Canada, con divieto immediato. In questo caso il primo ministro canadese, Justin Trudeau, si è augurato che questo ban per le istituzioni governative possa servire come esempio per gli utenti canadesi, spingendoli a cancellare l’app dal proprio dispositivo mobile.

    E si è mossa in questa direzione anche l’amministrazione Usa, guidata dal presidente Joe Biden, che ha invitato tutti i dipendenti e funzionari delle amministrazioni federali a cancellare l’app entro i prossimi 30 giorni. Una decisione, questa, che segue la battaglia che aveva iniziato nel 2020 Donald Trump che si trovò sul punto di smembrare le attività Usa di ByteDance, la società cinese che gestisce TikTok, per affidarle ad un’azienda terza e Oracle vi andò molto vicino. Poi arrivò Biden e non se ne fece più nulla. Solo che adesso i repubblicani fanno pressione su Biden, in virtù della sua decisione verso TikTok, per appoggiare la legge in discussione al Congresso che porterebbe ad un divieto esteso dell’app in tutti gli Usa.

    Come detto all’inizio, un divieto dell’app esteso anche agli utenti privati non è assolutamente praticabile e non risolverebbe il vero problema.

    Già, ma qual è il problema?

    Il problema è che TikTok non solo condivide i dati dei suoi utenti, così come fanno anche le altre app social media, ma li assorbe anche da tutte le altre app che sono installate su uno smartphone. Questo è il vero punto del problema che riguarda, soprattutto, le istituzioni pubbliche. E stiamo parlando di dati personali e di dati biometrici, ossia quei dati che definiscono le “caratteristiche fisiche, fisiologiche e comportamentali di una persona fisica” (GDPR art. 4, par. 1, n. 14).

    Il problema è dovuto al fatto che oramai è sempre più promiscuo l’uso che si fa del proprio smartphone. Lo si usa tanto dal punto di vista personale quanto dal punto di vista lavorativo e professionale. E, come abbiamo visto, negli anni della pandemia e successivi, questo utilizzo misto è sempre stato più esteso anche per via del remote working.

    Da qui nascono le preoccupazioni delle istituzioni pubbliche, e cioè che questi dati possano essere condivisi anche con TikTok, in quanto presente sullo smartphone, e condivisi con funzionari cinesi.

    Non se ne è discusso molto, ma circa tre mesi fa è stata proprio TikTok ad ammettere la condivisione dei dati dei propri utenti, e di quelli raccolti dalle altre app, con le proprie sedi nel mondo. E cioè con la sede brasiliana, con la sede israeliana e anche con la sede cinese.

    Ma non solo vi è questo tipo di condivisione, TikTok deve condividere i propri dati anche con il governo cinese, in virtù di una legge precisa del governo.

    Ora, la situazione è molto delicata e ByteDance anche in questi giorni ha sempre negato, a più livelli e in diverse occasioni, di condividere dati con il governo cinese o di aver ricevuto pressioni in tal senso. Ma un problema di condivisione dei dati c’è e bisogna prenderne atto.

    In una situazione difficile come stiamo vivendo, con gli equilibri internazionali molto fragili, soprattutto dal punto di vista delle relazioni Usa-Cina e del ruolo che la stessa Cina può giocare nella guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina, un possibile divieto di TikTok a livello quasi globale sarebbe pericoloso, oltre che inutile.

    Inutile perché, fatte salve le preoccupazioni mosse dalle istituzioni pubbliche, anche vietando all’utente privato di usare l’app TikTok il problema della condivisione dei dati non verrebbe assolutamente risolto.

    Un recente studio di Gizmodo ha dimostrato come TikTok raccolga i dati da oltre 28 mila applicazioni. Si tratta di app che utilizzano l’SDK (il kit di sviluppo dell’app) usato da TikTok. Si tratta di strumenti che integrano le app con i sistemi di TikTok e inviano i dati degli utenti di TikTok per funzioni come annunci all’interno di TikTok, accesso e condivisione di video dall’app.

    Ma le app non sono l’unica fonte di dati di TikTok. Esistono tracker TikTok distribuiti anche su tantissimi siti web. Va poi detto che il tipo di condivisione dei dati che TikTok sta praticando è altrettanto comune a quello che fanno altre app, web e mobile.

    Questo per dire che anche vietando l’uso di TikTok a tutti gli utenti il problema non verrebbe comunque risolto.

    Insomma, questo era un tentativo, sintetico, anche perché il tema sarebbe ancora più esteso e complesso, per cercare di dare una spiegazione a quanto sta succedendo in questi ultimi giorni.

    A questo proposito, segnalo anche l’episodio del podcast di Marco Maisano “Ma perché?” proprio dedicato a rispondere alla domanda “ma perché TikTok rischia il bando?”.

  • La Commissione Europea vieta al personale di usare TikTok

    La Commissione Europea vieta al personale di usare TikTok

    La Commissione Europea ha vietato ai propri funzionari di utilizzare TikTok, chiedendo loro di cancellare l’app dal proprio dispositivo mobile entro il 15 marzo.

    La Commissione Europea ha vietato ai propri funzionari di utilizzare TikTok, chiedendo loro di cancellare l’app dal proprio dispositivo mobile. La decisione, forte senza mezzi termini, è stata presa per problemi di sicurezza legati, in relazione alla raccolta dei dati e alla proprietà cinese dell’app.

    Al personale della Commissione è stato quindi ordinato di cancellare l’app di video brevi dai telefoni cellulari e dai dispositivi aziendali, compresi i dispositivi personali che utilizzano le app della commissione, secondo dichiarato fonti vicine all’organo esecutivo dell’UE.

    Ai dipendenti è stato dato tempo fino al 15 marzo per liberarsene, ha dichiarato la Commissione in un’e-mail inviata ai dipendenti giovedì, mail che è stata visionata dall’agenzia Bloomberg e anche da Politico.

    Si tratta di una decisione forte, come dicevamo prima, che giunge dopo settimane di preoccupazioni espresse dalla Commissione, preoccupazione che affliggono anche gli Stati Uniti e il Regno Unito, sempre più preoccupati del potenziale rischio per la sicurezza nazionale costituito da TikTok, viste le apprensioni legate alla società madre cinese, ByteDance Ltd.

    Commissione Europea vieta uso TikTok franzrusso

    Il divieto della Commissione UE segue la decisione del Congresso degli Stati Uniti, presa alla fine dello scorso anno, di limitare l’accesso di TikTok ai dispositivi del governo federale.

    Anche l’agenzia di intelligence olandese sta indagando sui potenziali rischi associati all’utilizzo di TikTok da parte dei dipendenti pubblici.

    E proprio qualche giorno fa vi davamo notizia di quanto fosse importante per TikTok il mercato europeo, dove conta oltre 150 milioni di utenti. L’annuncio del numero dei follower in crescita veniva accompagnato anche dall’annuncio di nuovi investimenti in Europa, come la creazione di un secondo data center in Irlanda con in corso le trattative per sviluppare un terzo data center in Europa. L’azienda cinese informava che, in virtù di queste realizzazioni, i dati degli utenti europei cominceranno a migrare nei nuovi data center quest’anno e continueranno nel 2024.

    Ora, bisognerà comprendere che tipo di conseguenze potrà generare la decisione della Commissione Europea a livello generale. Una richiesta di divieto esteso dell’uso dell’app va ormai sempre più prendendo forma negli Stati Uniti, in vista della campagna elettorale per le prossime presidenziali del 2024.

  • TikTok, gli utenti in Europa sono più di 150 milioni

    TikTok, gli utenti in Europa sono più di 150 milioni

    Gli utenti TikTok in Europa sono oltre 150 milioni. La società cinese comunica anche che i dipendenti nel vecchio continente sono oltre 5 mila in 10 paesi. Gli investimenti prevedono anche un secondo data center in Irlanda dove migreranno i dati degli utenti europei.

    A distanza di due anni, negli Usa al centro del dibattito c’è ancora la “minaccia” TikTok, per via dei rapporti Usa-Cina, proprio in questo momento storico, non proprio idilliaci, l’app cinese di proprietà di ByteDance continua ad investire in Europa. E questo produce, tra gli altri risultati, un risultato positivo anche per quanto riguarda il numero di utenti che usa la piattaforma di video brevi.

    TikTok, proprio per la situazione creatasi negli Stati Uniti, come dicevamo, ha continuato ad investire nel vecchio continente a supporto di una community che ora conta più di 150 milioni di utenti, erano 100 milioni a settembre del 2020.

    A livello globale, gli utenti di TikTok sono oltre 1,5 miliardi e 1 miliardo è il numero degli utenti attivi mensili. E poi, quasi un quarto degli utenti social media a livello globale usa TikTok, ossia il 23%. Altro dato che ci offre la misura del fenomeno TikTok a livello globale è che ogni giorno, sulla piattaforma, vengono visualizzati oltre 1 miliardo di video.

    tiktok europa 150 milioni utenti franzrusso.it

    L’azienda cinese si impone in Europa anche dal punto di vista della presenza fisica con oltre 5 mila le persone impiegate in 10 Paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

    La società fa sapere che gli investimenti vanno nella direzione di garantire alla community europea e ai suoi dati la massima protezione e sicurezza, in particolare per quel che riguarda le nuove normative. La scorsa settimana TikTok ha presentato il suo primo report di riferimento in accordo con il Codice rafforzato di buone pratiche sulla disinformazione che fornisce oltre 2.500 data point sull’implementazione e l’applicazione delle policy di TikTok in 30 diversi Paesi europei. È in aggiunta in corso un piano specifico per garantire la futura conformità con il Digital Services Act (DSA) dell’Unione Europa.

    La trasparenza e la sicurezza sono gli elementi chiave che guidano gli investimenti di TikTok: è prevista a marzo l’apertura della sede dell’European Transparency and Accountability Centre a Dublino, mentre prosegue la pubblicazione dei rapporti trimestrali sull’applicazione delle Linee Guida della Community, nei quali l’azienda fornisce informazioni dettagliate sulla natura dei contenuti e degli account rimossi dalla piattaforma.

    Per estendere la capacità di conservazione dei dati in Europa, è in fase avanzata di finalizzazione un piano per la creazione di un secondo data center in Irlanda e sono in corso le trattative per sviluppare un terzo data center in Europa. I dati degli utenti europei cominceranno a migrare nei nuovi data center quest’anno e continueranno nel 2024.

    Infine, come parte del percorso di costruzione del rapporto di fiducia con la community, TikTok continua ad attuare la strategia di data governance delineata per l’Europa l’anno scorso che prevede un’ulteriore limitazione dell’accesso ai dati degli utenti europei da parte dei dipendenti, oltre a minimizzare i flussi di dati al di fuori dell’Europa e conservare in loco quelli degli utenti europei.

  • TikTok con Resso è pronta a sfidare Spotify a livello globale

    TikTok con Resso è pronta a sfidare Spotify a livello globale

    TikTok vuole sviluppare il suo servizio di musica in streaming Resso e prova a sfidare Spotify. Il servizio, in modalità freemium, è disponibile attualmente in India, Indonesia e Brasile ma l’intento è di renderlo disponibile a livello globale.

    TikTok ormai ha ormai il desiderio di provare a massimizzare il suo momento d’oro e di tentare a sviluppare nuove funzionalità e strumenti. E stavolta ad essere presa di mira è Spotify, leader nel mondo della musica in streaming.

    Sì, TikTok ormai, come ha riportato il Wall Street Journal, la piattaforma di video brevi di ByteDance è in trattativa con le case discografiche per espandere il suo servizio di musica in streaming, che si chiama Resso, e provare ad entrare in concorrenza diretta con Spotify, leader assoluto del mercato.

    Ma, ovviamente, entrare in competizione con Spotify, passaggio assolutamente non semplice, significa anche entrare in competizione con Apple Music e tutti gli altri servizi di musica in streaming.

    tiktok musica streaming resso

    Resso al momento è disponibile in India, Indonesia e Brasile e, una volta superate le difficoltà incontrate con le case discografiche, l’obiettivo è rendere il servizio disponibile a livello globale. Anche se gli Usa non rientrerebbero nella prima fase di espansione del servizio.

    A pensarci, l’idea di sviluppare un servizio di musica in streaming interno a TikTok non è male. Basti pensare al ruolo che la musica ha per la piattaforma, sin dalle sue origini. Come ricorderete certamente, TikTok nasce da musical.ly, la piattaforma che divenne famosa per i brevi video in cui si provava a mimare le canzoni con balletti. Senza dimenticare quante volte, in questi quattro anni, TikTok ha giocato un ruolo importante nel portare alla ribalta canzoni nuove, semplicemente diventare virali all’interno della piattaforma.

    Ecco, tutto questo oggi potrebbe essere massimizzato e diventare un servizio di musica in streaming a tutti gli effetti.

    In questo senso, il Wall Street Journal ricorda come “Heat Waves” dei Glass Animals, brano emerso proprio da TikTok, abbia trascorso cinque settimane al n. 1 delle Billboard Hot 100 e ha recentemente pareggiato il record di settimane trascorse in classifica. Anche “Blinding Lights” di Weeknd ha avuto un grande successo su TikTok.

    E proprio perché si parla di servizio di musica in streaming, Resso comunque prevede, e prevederà, un abbonamento in-app. Questo permetterà a TikTok di realizzare una fonte di guadagno alternativa non di poco conto, essendo la musica, come ricordavamo prima, l’ingrediente di base per creare video virali sulla piattaforma.

    Il modello adottato è comunque quello che offre già Spotify, ossia una modalità freemium che permette l’ascolto e la fruizione della musica gratis con possibilità ridotte che possono essere estese con il pagamento di un abbonamento mensile. Ovviamente la parte free è supportata dalla pubblicità.

    Insomma, al momento le difficoltà principali sono rappresentate dalle trattative con le case discografiche e i diritti musicali e, allo stesso tempo, la modalità ideale attraverso cui integrare Resso all’interno di TikTok.

    Si tratta comunque di una evoluzione interessante che merita di essere monitorata e raccontata. E noi la seguiremo.

  • Twitter, ecco i video a tutto schermo in stile TikTok

    Twitter, ecco i video a tutto schermo in stile TikTok

    In effetti mancava Twitter a rincorrere TikTok, ma ecco che recupera. Twitter ha annunciato due novità video e quella su cui si discute di più riguarda la visualizzazione dei video a tutto schermo in stile, appunto, TikTok.

    Se provate a pensarci un attimo, rispetto a tutte quelle piattaforme che stanno provato a riprendere gli stili più di tendenza tali da farle diventare simili a TikTok (Meta su tutte), mancava proprio Twitter. Ed eccola qua, anche la piattaforma di…, scusate ancora non è chiaro di chi sia, prova a mettersi in mezzo e a rilanciare la tendenza anche sulla propria piattaforma. E come?

    Dal suo blog ufficiale Twitter ha annunciato due novità che riguardano il formato video, la più discussa in queste ore è proprio quella che porta Twitter a strizzare l’occhio alla piattaforma di proprietà di ByteDance.

    E, quindi, la risposta alla domanda di prima “come?” è semplice, introducendo il formato video a tutto schermo, una modalità che, anche per quelli che si vogliano sforzare a dire che non sia così, sembrerà proprio di trovarsi su TikTok.

    Andiamo con ordine e vediamo in cosa consistono le due novità annunciate.

    Twitter video tutto schermo tiktok intime blog_TW

    La prima, appunto, riguarderà l’introduzione della visualizzazione del video a tutto schermo. Una volta lanciato il video con un semplice tocco, scrollando dal baso verso l’alto, gesto tipico che si fa su TikTok e anche su Instagram per vedere i Reels (praticamente la stessa cosa) verranno consigliati video che hanno fatto registrare un elevato coinvolgimento. Quindi, il tentativo è quello di “rapire” l’attenzione dell’utente trattenendolo all’interno di questo formato. Per uscire, basterà toccare la freccia in alto a sinistra.

    Ora, non si tratta di voler copiare del tutto e per tutto TikTok, ma certamente questo formato lo ricorda molto. Non è poi uguale a TikTok perché, sostanzialmente, l’algoritmo non lavora come sull’app di ByteDance.

    Certo è che anche Twitter vuole rincorrere il trend del momento e provare ad infilarsi. E non è un caso che dica, in pratica, che l’intenzione è quella di “rendere Twitter il posto migliore per i video”.

    Questa modalità a tutto schermo sarà disponibile nei prossimi giorni solo per gli utenti Twitter in lingua inglese e che usano iOS.

    carosello video esplora twitter

    L’altra novità riguarda il formato “a carosello” per i video nella sezione Esplora, in cui verranno mostrati “alcuni dei video più popolari condivisi su Twitter”. Certo, adesso con l’introduzione anche di questa modalità, bisogna che Twitter si decida a mettere un po’ di ordine nella sezione Esplora, altrimenti diventa una accozzaglia di contenuti.

    Questa novità sarà invece disponibile per gli utenti Twitter in lingua inglese su iOS e Android, però in paesi selezionati.

    Una brevissima considerazione. Sapendo che spesso per migliorarsi si guarda a quello che fanno i più bravi, cercando di imitarli nel migliore dei modi, questo continuo copia-incolla però rischia di diventare noioso. Sembra quasi che non ci sia voglia di provare a sperimentare qualcosa di nuovo e si propende per la via più facile.

    Da qui a pensare che Twitter possa essere in grado di imitare TikTok e per questo avere successo è davvero difficile. Come difficile è pensare che gli utenti arriveranno su Twitter per vedere video. Lo fanno già su TikTok e su Instagram.

    E poi, abbiamo visto come è finita l’ultima volta che Twitter ha provato ad imitare un funzionalità che su altre piattaforme è stata un successo. Il riferimento è ai Fleets.