Tag: twitter blue

  • Meta come Twitter, la spunta blu è a pagamento

    Meta come Twitter, la spunta blu è a pagamento

    Anche Meta, come Twitter, lancia la sua versione a pagamento. Si chiama Meta Verified e permetterà di ottenere la tanto agognata spunta blue, su Facebook e su Instagram, e anche maggiore visibilità e reach. Ecco qualche considerazione.

    Non si può dire che lo scorso fine settimana sia stato noioso, almeno per quel che riguarda il panorama dei social media che diventa sempre più un luogo a pagamento, a differenza di come lo abbiamo sempre conosciuto.

    E così, mentre si discuteva dell’ultima mossa di Elon Musk, quella di rendere l’autenticazione a 2 fattori (A2F) via SMS a pagamento come funzionalità aggiuntiva all’abbonamento a Twitter Blue, Mark Zuckerberg, attraverso il suo canale su Instagram (il canale broadcast lanciato la scorsa settimana) lanciava Meta Verified, ossia una versione a pagamento, per Facebook e Instagram, che dietro il pagamento di una quota mensile permette di accedere a funzionalità aggiuntive. Vediamo quali.

    Intanto c’è da fare una precisazione. In molti hanno notato la quasi concomitanza dei due annunci, quello di Twitter e quello di Meta, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, ma non è possibile immaginare una risposta di Meta a Twitter nell’arco, appunto, di poche ore. appare evidente, come era già nell’aria, che Meta stesse lavorando alla sua versione a pagamento già da tempo.

    meta twitter spunta blu pagamento franzrusso.it

    Colpisce, e questa è solo una curiosità che può trovare qualche spiegazione squisitamente corporate, l’annuncio fatto di domenica mattina, orario Usa. Di solito questi annunci vengono fatti, più o meno a metà settimana. Probabile che Meta abbia optato per l’annuncio con Wall Street ancora chiusa in modo tale da poter verificare meglio la reazione dei mercati avendo la settimana a disposizione. Può darsi che questa osservazione sia sbagliata nel merito, ma la curiosità resta.

    Allora, Meta Verified è la versione a pagamento di Facebook e Instagram che prevede il pagamento di 11,99 dollari al mese, se l’abbonamento viene sottoscritto via web, o 14,99 dollari al mese se l’abbonamento viene sottoscritto via app iOS, probabile l’estensione anche sull’app Android anche se nessuno di Meta ne ha fatto menzione. Si tratta di un test che viene avviato, per ora in Australia e in Nuova Zelanda.

    Cosa offre Meta Verified ai sottoscrittori, principalmente creator?

    Come viene specificato da Meta, l’abbonamento a questa versione premium prevede la tanto agognata spunta blu, una “protezione proattiva dell’account”, accesso all’assistenza e, attenzione su questo ultimo punto, maggiore visibilità e portata (la reach).

    Se osserviamo bene quanto proposto, la differenze sostanziali con Twitter Blue (lo usiamo come metro di paragone per fare più chiarezza), per quello che si può rilevare, è che la verifica dell’account per avere la spunta blu avviene attraverso la presentazione di un documento personale, come può essere il proprio documento di identità o il proprio passaporto. Si tratta di una differenza non da poco che va nella direzione di contrastare, per davvero, il rischio di impersonificazione di altri e la possibilità hackerare con più facilità un account.

    Ricorderete il grande flop, l’autunno scorso, del lancio di Twitter Blue a tappeto, senza un minimo di controllo, e con i vari account fake che, semplicemente dietro il pagamento di 8 dollari, riuscivano ad ottenere la spunta blu e a creare account falsi di aziende o personaggi famosi. Eclatante il caso dell’azienda Lilly.

    Perché questo aspetto è importante rispetto a Twitter Blue? Semplicemente perché, ancora oggi, la spunta blu ottenuta con l’abbonamento non avviene attraverso la verifica del documento, cosa che invece è sempre avvenuta con il vecchio metodo di verifica, quello che Musk vuole cambiare perché lo ritiene “corrotto”.

    Aspetto rilevante, che interesserà appunto i creator, è la possibilità di avere, con Meta Verified, maggiore visibilità e reach, specificatamente per quanto riguarda “alcune aree della piattaforma, come la ricerca, i commenti e le raccomandazioni”, come ha specificato Meta. Si tratta di una considerazione rilevante per il fatto che oggi su Facebook, come su Instagram, è sempre più difficile riuscire a scalare il feed con contenuti rilevanti. È sempre più difficile riuscire ad essere visibili anche ai propri follower e per i creator questo è un grande problema che l’azienda ha sempre considerato poco. Adesso capiamo il perché.

    Ora, come abbiamo già accennato, Meta non è la prima azienda ad abbracciare una versione a pagamento. Lo sta facendo Twitter, appunto, lo fa Snapchat con la sua versione Plus, lo fa LinkedIn ormai dal 2005, lo fa Telegram.

    Appare evidente che tutte le aziende proprietarie di piattaforme social media si aviino a considerare forme a pagamento per contrastare la crisi finanziaria a livello globale, con conseguenza licenziamenti di massa, le difficoltà apparse dopo la pandemia, il mancato ritorno di massicci investimenti come è stato per Meta che ha investito molto sulla propria visione di Metaverso in un momento poco propizio. E c’è bisogno di abbracciare nuove forme di entrate anche per il calo dell’advertising.

    Dal punto di vista degli utenti, colpisce però che Meta, da sempre considerata la grande madre di tutti i social media, quella con i capitali, la forza finanziaria, lanci una sua versione a pagamento. E se Meta considera questa strada vuol dire che da oggi gli utenti sono un po’ meno “il prodotto”.

    Un’ultima considerazione, quasi amara, va fatta.

    Pensandoci bene, è bastata una pandemia per comprendere che quel modello di business, di agire quasi incontrollato e lanciato a velocità della luce, fosse insostenibile, anche per quelli più capaci. Il periodo della pandemia ha messo a nudo tante cose che non funzionavano.

    In mezzo ci sono gli utenti che adesso si ritrovano quei contenitori delle proprie esistenze un po’ meno liberi. Forse, è arrivato il momento di ripensare per davvero al modo in cui ci si relaziona a queste piattaforme.

  • Twitter, l’autenticazione a 2 fattori via sms sarà a pagamento

    Twitter, l’autenticazione a 2 fattori via sms sarà a pagamento

    Twitter, a sorpresa, ha deciso di rendere l’autenticazione a 2 fattori via SMS una funzionalità di Twitter Blue, la versione a pagamento di Twitter, dal prossimo 20 marzo. Pena l’impossibilità di accedere al proprio account. Una scelta delirante che può essere ovviata scegliendo l’A2F via app.

    Prima di entrare nel dettaglio della notizia, per certi versi sorprendente, ci vorrebbe davvero qualcuno che si sedesse vicino a Elon Musk e gli dicesse di fermarsi perché sta davvero esagerando.

    La notizia è che Twitter, nella serata di ieri in Italia, attraverso l’account Twitter Support, ha fatto sapere che dal prossimo 20 marzo l’autenticazione a 2 fattori (A2F) via SMS sarà a pagamento. In pratica diventerà una funzionalità compresa nell’abbonamento a Twitter Blue, la versione premium di Twitter che offre agli utenti funzionalità aggiuntive pagando 8€ al mese (oppure 7€ al mese se si sceglie l’abbonamento annuale) abbonandosi da web oppure 11€ al mese abbonandosi via app, iOS o Android.

    Da sempre qui su nostro blog abbiamo sempre consigliato di scegliere di attivare l’autenticazione a 2 fattori via app, come può essere Google Authenticator, perché scegliere la A2F via SMS non è mai stata sinonimo di sicurezza. La spiegazione è molto semplice. I codici che vengono rilasciati attraverso l’SMS sono codici statici, ossia codici che possono essere intercettati da hacker, o da qualsiasi altra applicazione malevola, ed entrare quindi in possesso delle vostre credenziali. Effettuando, invece, il login attraverso l’autenticazione a 2 fattori con Google Authenticator i codici svaniscono dopo 30 secondi, questo rende il processo di autenticazione molto più sicuro.

    Ma la scelta di rendere a pagamento la scelta via SMS è davvero scellerata, scusata l’esagerazione. Twitter non ha mai agito ponendo agli utenti scelte come queste, proponendole poi avendo a disposizione così poco tempo.

    Forse può sembrare esagerato il fattore tempo, ma non lo è. Intanto, chi non avrà modo di scegliere di pagare si troverà in difficoltà a poter accedere al proprio account dal prossimo 20 marzo. In pratica o paghi o perdi l’accesso a Twitter. Mai sentita una cosa del genere in tanti anni.

    La scelta migliore sarebbe quella di optare da subito per autenticazione a 2 fattori via app, come appunto Google Authenticator per evitare di pagare e continuare ad usare il proprio account anche dopo il 20 di marzo. Per fare questa scelta non vi resta altro che andare nelle Impostazione del vostro account Twitter, da mobile>Sicurezza e accesso all’account>Sicurezza. Qui cliccate su “Autenticazione a due fattori” scegliendo l’opzione “App per l’autenticazione” e disattivando la prima “SMS”. Una volta scelta l’app che volete usare per il recupero dei codici, non vi resta altro che allineare il vostro account all’app con QR code, in modo da impostare tutto. A questo punto non dovrete pagare nulla.

    Fin qui sembra semplice, ma non lo è. Molti scelgono infatti l’A2F via SMS per semplicità, perché ritengono che l’autenticazione a 2 fattori via app sia difficile da applicare. Ed è su questo che fa leva Twitter, duole dirlo ma è così.

    Il tweet in alto della giornalista di Radio24 Marta Cagnola che mostra il messaggio che Twitter sta inviando a chi ha scelto la A2F via SMS.

    C’è da rilevare che la scelta di rendere a pagamento l’A2F via SMS sia legata ad questione di soldi, è evidente. Sì perché è Twitter che invia il messaggio all’utente per recuperare i codici di accesso e, allo stato attuale, Twitter non vuole più pagare ma vuole che sia l’utente a farlo.

    Ma sapete quanti sono gli utenti Twitter che adottano in generale l’A2F? A questa domanda ci aiuta a rispondere Rachel Tobac, esperta di sicurezza, che su Twitter ha condiviso i dati, che produce proprio Twitter, con considerazioni molto interessanti e reali. La risposta è che solo il 2,6% degli utenti Twitter usa l’autenticazione a 2 fattori e il 74% di essi, quindi la gran parte, usa l’A2F via SMS.

    Meno del 30%, il 28,9%, degli utenti Twitter adotta la A2F via app.

    Twitter vuole che l’1,92% degli utenti paghi per accedere al proprio account dal prossimo 20 marzo. Si tratta, dunque, di una modalità per cercare di rendere Twitter Blue sempre più diffuso, visto che anche negli Usa gli abbonamenti stentano a decollare.

    Dicevamo prima che la scelta di adottare l’autenticazione a 2 fattori via SMS perché quella via app viene ritenuta più complicata, o comunque viene percepita così. E questo perché sulla sicurezza, e sul digitale in generale, c’è ancora molto da fare, in termini di formazione, di cultura digitale, di informazioni, così come sottolinea proprio la Tobac.

    Sarebbe stato meglio se Twitter avesse dato più tempo, magari un anno, per scegliere e le cose sarebbero andate diversamente.

    Ma i tempi stringono per Elon Musk che deve realizzare 3 miliardi di dollari di fatturato entro quest’anno e, purtroppo, le cose per Twitter non vanno bene, nonostante lui continui a dire che va tutto bene. Non è così e questa scelta di far pagare agli utenti la sicurezza del proprio account lo dimostra. Vedremo che effetto avrà questa decisione nei prossimi giorni.

    Twitter, ecco 5 azioni per tenere i propri dati al sicuro

  • Twitter Blue, i tweet fino a 4 mila caratteri per gli abbonati

    Twitter Blue, i tweet fino a 4 mila caratteri per gli abbonati

    Lo aveva annunciato Elon Musk un mese fa e infatti è arrivata la possibilità di scrivere tweet fino a 4 mila caratteri di lunghezza. La possibilità resta solo per gli abbonati a Twitter Blue e, per ora, solo per gli utenti Usa. Cade quindi il limite dei 280 caratteri.

    La tabella di marcia annunciata da Elon Musk per arrivare alla versione di Twitter 2.0 procede così come lui aveva indicato un mese fa. Se ricordate, qualche settimana fa, a proposito del nuovo layout che prevede la home divisa in “Per te” e “Seguiti”, mandando in soffitta la stellina, avevamo segnalato che una modifica sostanziale sarebbe arrivata ai primi di febbraio 2023, e così in effetti è stato.

    E si tratta di quella che è stata annunciata quando in Italia erano circa le 21 dell’8 febbraio 2023. E parliamo della possibilità di scrivere “long tweet”, ossia tweet della lunghezza fino a 4 mila caratteri.

    La possibilità resta però solo per gli abbonati a Twitter Blue, la versione di Twitter a pagamento, e solo per gli utenti negli Usa. Ma tanto è bastato per far cadere, nuovamente, il limite dei caratteri che, comunque, restano fissati a 280 per tutti gli altri utenti.

    Ricorderete quando nel 2017 venne abbattuto il limite dei 140 caratteri, vero elemento distintivo di Twitter fino ad allora. Fu visto come un tentativo di snaturare la piattaforma anche se poi l’effetto fu abbastanza minimo. Per l’occasione, potete rileggere anche i pareri degli esperti a cui avevamo chiesto un’opinione a riguardo, tutte interessanti.

    twitter blue 4 mila caratteri franzrusso.it

    Ma, tornando ad oggi, con l’allungamento a 4 mila caratteri, anche se lanciata come funzionalità ristretta e accessibile solo agli abbonati a Twitter Blue, in qualche modo decreta la fine di Twitter per come lo abbiamo sempre conosciuta. Perché è anche dal superamento di questo limite che prende sempre più forma il “Twitter 2.0” di Elon Musk.

    Quindi, coloro che avranno la possibilità di scrivere tweet più lunghi saranno certamente disincentivati a formare thread con una fila di tweet per spiegare il proprio pensiero, mentre tutti gli altri potranno mettere like, fare retweet o citare con un tweet. I tweet più lunghi appariranno per tutti nei primi 280 caratteri e poi apparirà la dicitura “Mostra di più”, cliccando la quale il tweet si aprirà in tutta la sua lunghezza.

    Da segnalare che proprio intorno alle 21 di ieri, come dicevamo, Twitter ha subito un down considerevole a livello globale, al punto da creare non pochi disagi a chi stava seguendo il Festival di Sanremo. Ma non solo, tanti utenti hanno segnalato anche la visualizzazione di messaggi di errore del tipo “Hai superato il limite dei tweet di oggi” o “Hai superato il limite delle persone da seguire oggi”.

    In realtà si tratta di due limiti attivati nello stesso momento in cui Twitter lanciava appunto il i tweet fino a 4 mila caratteri.

    Nei fatti, esisterà un limite di tweet al giorno che è fissato a 2.400 tweet e un limite per gli account da seguire fissato a 400 al giorno. Esisterà anche un limite per il numero di DM (messaggi diretti) fissato a 500 al giorno.

    Il down ha, per la verità, interessato altre piattaforme come Instagram e YouTube, più o meno nello stesso periodo.

    Intanto, visti i disagi che il down ha creato in concomitanza del lancio di una nuova funzionalità, Elon Musk, con una mail interna, invita gli sviluppatori di Twitter ad evitare il lancio di novità nei prossimi giorni, soprattutto in vista del Super Bowl, evento sportivo molto seguito su Twitter.

    Quello che resta è che da oggi Twitter non sarà più lo stesso. E non significa che è finito.

  • Twitter Blue, negli Usa gli abbonati sono meno di 300 mila

    Twitter Blue, negli Usa gli abbonati sono meno di 300 mila

    Secondo un documento interno di Twitter, il cui contenuto è stato riportato da The Information, gli abbonati a Twitter Blue negli Usa, il mercato più grande della piattaforma, sono meno di 300 mila.

    Approdato da poco anche in Italia, e in altri 5 paesi (tra i quali Arabia Saudita, Francia, Germania, Portogallo e Spagna, per un totale di 12), al costo di 8 dollari al mese se effettuato dal web (che scendono a 7 se si sceglie l’abbonamento annuale) e di 11 euro se si sceglie l’abbonamento da iOS o Android, Twitter Blue, la versione premium di Twitter in realtà non sta decollando come si sperava. Anzi, come Elon Musk sperava.

    Dai numeri che sono stati diffusi in questi giorni, si capisce che le cose non vanno per il verso giusto e, forse, è il caso che proprio Elon Musk riveda un po’ gli obiettivi che si era prefissato di raggiungere in questo anno.

    Ma partiamo dai numeri. The Information, solitamente molto informato, nei giorni scorsi ha pubblicato un report citando un documento interno all’azienda il quale riportava che il numero di abbonati a gennaio di quest’anno, negli Usa, il mercato più grande per Twitter, ammontava a circa 180 mila utenti. Un numero decisamente inferiore alle attese e che si attesta tra lo 0,2% e lo 0,3% degli utenti attivi mensili, restano fermi agli ultimi dati.

    Twitter blue abbonamenti

    E con questi numeri, all’interno del mercato dove risiede il 62%, più o meno, degli utenti della piattaforma, è dura per Elon Musk trasformare Twitter Blue nello strumento in grado di fornire la metà degli introiti, fissati a 3 miliardi di dollari. Sta per diventare una sfida, quasi, impossibile.

    Ora, tenendo per buoni i numeri che si trovano all’interno di quel documento interno visionato da The Information, è verosimile dire che gli utenti paganti, negli Usa siano meno di 300 mila, ovvero sia 290 mila.

    https://twitter.com/travisbrown/status/1619722713786118144

    Le rilevazioni fatte dal ricercatore Travis Brown in effetti danno questi numeri che corrispondono a quelli contenuti all’interno del documento interno.

    Sulla base di queste rilevazioni, allora si può dire che Twitter sta guadagnando circa 7,2 milioni di dollari a trimestre, numeri tutto sommato non cattivi. Ma vanno comunque contestualizzati alla realtà di Twitter.

    E qui ritornano gli obiettivi fissati da Elon Musk con il suo programma “Twitter 2.0”. Infatti, questo programma prevede che i ricavi provenienti da Twitter Blue debbano raggiungere il 50% dei ricavi totali. Obiettivo al momento attuale assai poco raggiungibile.

    Se consideriamo il numero di circa 300 mila abbonati negli Usa, stiamo parlando di un numero molto piccolo rispetto al numero totale di utenti iscritti a Twitter. E anche dopo l’estensione di Twitter Blue ad altri paesi è molto probabile che la situazione, in proporzione, resti analoga.

    Quindi, come farà Elon Musk a raggiungere a cifra di 3 miliardi di dollari entro quest’anno se anche l’advertising comincia a soffrire? Dopo l’arrivo di Musk sono stata centinaia le aziende che hanno deciso si abbandonare l’advertising sulla piattaforma, per via delle tante decisioni controverse, assolutamente in antitesi rispetto alla gestione precedente.

    A tutto questo va aggiunto la recente decisione di cancellare l’accesso gratuito agli API e trasformarlo a pagamento, scelta che sta penalizzando le agenzie di social media monitoring, i ricercatori universitari. Si tratta di una scelta che avrà una ricaduta anche sulle aziende in termini di costi aggiuntivi.

    Va aggiunto anche l’intenzione di rendere la spunta per le aziende a pagamento, circa 1000 dollari al mese. Al momento un’idea che non ha ottenuto alcun riscontro positivo.

    Insomma, i numeri non sono rosei e le previsioni neanche. Mettere a pagamento la spunta blu, perché di questo si tratta, non comporterà un aumento di interesse ma, invece, un calo di attenzione verso un aspetto tanto agognato in passato. E al momento non si intravede alcuna motivazione particolare per passare alla versione premium, a meno che non avvenga qualcosa di veramente rilevante.

    Forse, il tema si riproporrà quando Twitter, da qui a qualche mese, annullerà tutte le spunte blu tradizionali, vale a dire circa 400 mila utenti che potenzialmente saranno disposti a pagare pur di mantenere la spunta. Certo, ci saranno altri 400 mila abbonati e niente più.

  • Elon Musk e Twitter Blue, tra caos e bancarotta

    Elon Musk e Twitter Blue, tra caos e bancarotta

    Elon Musk ha adombrato lo spettro della bancarotta riguardo a Twitter, l’azienda che ha acquisito per 44 miliardi di dollari. Intanto, la versione da 8 dollari al mese di Twitter Blue, come previsto, ha generato il caos.

    Non è il massimo iniziare in questo modo, ma trattandosi di Elon Musk e la sua gestione Twitter è doveroso. La premessa è che tutto questo che state per leggere è in continua evoluzione, tra notizie, smentite e notizie e poi smentite. Un fiume in piena di informazioni dal quale non emerge un piano chiaro e certo rispetto al futuro di Twitter.

    Questo è il racconto delle ultime 48 ore.

    Nonostante tutto l’ottimismo che Elon Musk cerca di infondere da giorni, parlando di numeri in crescita (senza fornire dati) sulla base dei quali cerca di calmare gli inserzionisti pubblicitari, all’interno della prima lettera indirizzata ai dipendenti dell’azienda ora in mano sua il tono è diverso.

    Elon Musk, Twitter e la lettera ai dipendenti

    E così, tra un tweet e l’altro (si dice che ormai sia oltre i 25 tweet al giorno), Musk ha trovato il tempo di scrivere ai dipendenti rimasti dopo il pesante taglio al personale all’indomani del passaggio di mano dell’azienda. Nella mail sono fissati i punti che caratterizzeranno la sua gestione, come: la fine del lavoro da remoto e la settimana lavorativa, in presenza, di 40 ore.

    Ma il contenuto si sofferma su quella che è la situazione di Twitter oggi. In pratica il fondatore della Tesla la definisce una situazione disastrosa che, per la sua stessa sopravvivenza, non potrà fare a meno della versione a pagamento.

    elon musk twitter caos

    Francamente” – scrive nella mail – “il quadro economico che si prospetta è disastroso, soprattutto per un’azienda come la nostra che dipende dalla pubblicità in un clima economico difficile. Inoltre,” – continua – “il 70% della nostra pubblicità è di marca, invece che di prestazioni specifiche, questo ci rende doppiamente vulnerabili!“.

    Twitter ad un passo dalla bancarotta

    Secondo il nuovo proprietario di Twitter, l’azienda co-fondata da Jack Dorsey è ad un passo dalla bancarotta e la priorità resta Twitter Blue.

    Come sappiamo, e abbiamo imparato bene in queste giornate immediatamente dopo l’insediamento di Elon Musk come nuovo proprietario della società di San Francisco, quando si parla adesso di Twitter Blue non ci si riferisce più alla sua accezione originale. E cioè di app sviluppata a parte con funzionalità aggiuntive.

    In questa nuova fase della piattaforma, Twitter Blue assume un valore centrale o meglio, sarebbe il caso di dire, fondamentale. Il fondatore della Tesla, senza mezzi termini definisce Twitter Blue “priorità assoluta”.

    Ovviamente, vista la situazione che si è creata, questa sembra essere l’unica soluzione che potrebbe portare al rialzo le entrate.

    Le entrate pubblicitarie hanno già subito una brusca frenata non appena Elon Musk si è insidiato alla guida di Twitter. Aziende come Allianz, Audi, L’Oréal e altre hanno sospeso le proprie campagne sulla piattaforma in risposta all’idea di rendere Twitter una piattaforma aperta a tutti. Un’idea che Musk ripropone sin dall’inizio, senza specificare come contrastare il fenomeno dello spam, dei bot, dei contenuti d’odio.

    Nei giorni scorsi Elon Musk aveva anche accusato, genericamente, gli attivisti che fanno pressione sugli advertiser per non fare più pubblicità su Twitter ed evitare di dare soldi a Elon Musk. E sempre Elon Musk continua a cercare di tranquillizzare le aziende sostenendo che nulla cambierà dal loro punto di vista e che Twitter resta una piattaforma con numeri in crescita. Da giorni Twitter di dati, senza fornire dettagli, che dicono di un crescente aumento nell’uso della piattaforma e di un aumento del numero degli utenti giornalieri.

    Ma la cronaca delle ultime ore ci riporta al solito problema dello spam, dei trollo, di account fake e anche alla fuga dei manager che si dimettono.

    Un duro colpo, da questo punto di vista, arriva con le dimissioni di altri manager che hanno abbandonato l’azienda nelle ultime 24 ore. L’uscita di uno in particolare ha destato molta sorpresa, e parliamo di Yoel Roth, responsabile della moderazione e della sicurezza di Twitter che solo fino a due giorni fa era al fianco di Elon Musk a spiegare che tutto procedeva come sempre. Aveva anche preso parte allo space di mercoledì sera (in Italia) alla presenza di Musk, uno space ascoltato fino ad oltre da oltre 1,8 milioni di utenti.

    E, proprio nelle ultime ore si aggiunge anche l’addio a Twitter da parte di Lea Kissner, la CISO di Twitter, ossia la responsabile della Information Security dell’azienda.

    Colpisce come, soprattutto in relazione a questi ultimi nomi, stiano abbandonando Twitter soprattutto le persone che dovrebbero garantire la sicurezza della piattaforma. Si tratta di dimissioni che confermano come il cambio della proprietà sia in rotta con tutto quello che è stato Twitter fino al 27 ottobre di quest’anno.

    Come detto, Twitter Blue è e sarà centrale per il futuro di Twitter, è ormai abbastanza evidente. Ma proprio mentre scriviamo Twitter Blue è stato temporaneamente disabilitato su iOS, l’unico sistema operativo su cui è attualmente disponibile (non lo è ancora per Android e per la versione web della piattaforma). La spiegazione è che vi è stato un corposo aumento di account fake, verificati con la spunta blu attraverso Twitter Blue, che in realtà impersonavano celebrità, giornalisti, politici. In alcuni casi anche il presidente Usa, Joe Biden.

    Una situazione incresciosa che ha costretto Twitter a sospendere l’app per le iscrizioni a pagamento. Insomma, una situazione che non si può non definire caotica.

    Il caso più eclatante è quello capitato all’azienda Eli Lilly, l’azienda farmaceutica di Indianapolis, colloso mondiale, passata alla storia come una delle prime aziende a produrre l’insulina. Ebbene, un account fake con il nome dell’azienda, creato attraverso Twitter Blue con apposita spunta di verifica, ha creato il caso più totale con un tweet che annunciava l’intenzione dell’azienda di rendere l’insulina gratis.

    Si è trattato di un grave caso di hacking autorizzato, pagando i famosi 8 dollari al mese, senza bisogno di fare hacking. È come se l’account dell’azienda fosse stato violato usando una modalità che avrebbe invece dovuto ottenere, secondo Elon Musk, l’effetto contrario.

    Il titolo dell’azienda ha poi perso, in relazione a quel falso tweet, il 4,45%.

    Come già ricordato, Twitter Blue, secondo le ultime informazioni a riguardo, a fronte del pagamento di 8 dollari al mese (7,99$ al mese), che molto probabilmente nel nostro paese saranno 7,99 euro (circa 8,2 dollari al cambio attuale) aggiungerà il segno di verifica e sbloccherà altre funzioni. E sul segno di verifica si è discusso molto in questi giorni, anche perché a molti non è ancora chiaro cosa succederà a chi ha già la spunta. Di seguito cerchiamo di fare un po’ più di chiarezza.

    https://twitter.com/chrismessina/status/1591066530011545600

    La nuova versione di Twitter Blue e la spunta blu

    Sulla base di quello che è dato sapere fino a questo momento, chi ha già la spunta continuerà ad averla. Viene sospeso il metodo di richiesta di verifica, l’ultimo attivo fino a qualche giorno fa, e per ottenere la spunta blu i nuovi iscritti dovranno necessariamente pagare 8 dollari. Questo significa che qualsiasi nuovo account di rilievo, come una grande azienda, una testata giornalistica o una università, deve pagare attraverso Twitter Blue.

    Twitter fa sapere poi che l’abbonamento includerà

    • un posizionamento più elevato dei tweet nelle risposte e nelle ricerche;
    • il 50% in meno di annunci pubblicitari;
    • la possibilità di caricare video più lunghi.

    Elon Musk ha precedentemente twittato che potrebbe esserci un modo per leggere gli articoli di notizie a pagamento.

    Si tratta di funzionalità aggiuntive oltre a quelle già previste per la prima versione di Twitter Blue, a 4,99 dollari, con la possibilità di modificare i tweet, di utilizzare una immagine NFT come foto del profilo e di caricare video ad alta risoluzione.

    Ora, dal momento in cui un account verrà verificato comparirà la dicitura “Questo account è verificato perché è abbonato a Twitter Blue“, mentre gli account precedentemente verificati, che, come abbiamo detto, conserveranno la spunta, avranno questa dicitura “Questo account è verificato perché è importante per il governo, le notizie, l’intrattenimento o un’altra categoria designata“.

    E qui è il caso di fermarsi per il fatto che le notizie si susseguono in maniera frenetica. Ma torneremo ad occuparcene e a rendervene conto.

  • Twitter conferma, il modifica tweet sarà a pagamento

    Twitter conferma, il modifica tweet sarà a pagamento

    Twitter, dopo anni di tira e molla, conferma l’introduzione del modifica tweet. Per ora in fase di test, sarà disponibile entro poche settimane all’interno dell’app a pagamento Twitter Blue.

    Non era mai successo che Twitter confermasse quella che è, a tutti gli effetti da sempre, la funzionalità più richiesta dagli utenti. Dopo tante false partenze, corredate da risolini, meme e quant’altro, Twitter conferma l’avvio di un test, per ora interno, sul modifica tweet.

    E, come già trapelato negli scorsi mesi, si tratterà di una funzionalità a pagamento. Infatti, dopo questa fase di test interno, il modifica tweet verrà reso disponibile su Twitter Blue, entro la fine di questo mese, e solo in un paese, per iniziare.

    In un primo momento, alla vista del tweet con cui Twitter, dal suo account ufficiale, dava notizia dell’avvio del test, sembrava l’ennesimo scherzo, l’ennesimo tira e molla già visto in questi anni. Ma poi il tutto veniva confermato anche sul blog di Twitter, cosa mai successa prima.

    modifica tweet 2022 pagamento

    Nel dettaglio, il modifica tweet di Twitter permetterà la modifica del testo entro i 30 minuti dalla pubblicazione. La società non stabilisce quante volte, ma sostiene che il tweet potrà essere modificato “alcune volte” all’interno dei 30 minuti.

    La modifica del testo sarà evidente a tutti con una icona e la data dell’ultima modifica. Toccando sull’etichetta che appare sarà poi possibile accedere alla cronologia delle modifiche apportate al testo.

    Come sapete, si è molto discusso in questi anni sulla possibilità di modificare il contenuto di un tweet e su come poi preservare l’integrità dello stesso, per evitare modifiche fuorvianti.

    https://twitter.com/Twitter/status/1565318587736285184

    A fronte di questo test, forse si è arrivati ad un periodo di modifica congruo, i 30 minuti sono più che sufficienti, e, soprattutto, non lasciano il contenuto modificabile in qualsiasi momento, come invece avviene su altre piattaforme.

    Prima di qualsiasi altra considerazione, val la pensa specificare che non è corretto dire che il modifica tweet arriva su Twitter Blue grazie a Elon Musk. Il fondatore della Tesla in questa scelta non c’entra praticamente nulla, anzi. Nella sua scalata per arrivare all’acquisizione ha cercato di intestarsi la paternità di questa scelta. Ma le cose stanno diversamente. Twitter già ad inizio anno aveva deciso di rendere disponibile il modifica tweet all’interno dell’app a pagamento. A gennaio, quando ancora Elon Musk non pensava ai 280 caratteri.

    Sosteniamo la possibilità del modifica tweet dal 2015 e da questo blog venne lanciato l’hashtag #modificatweet per attirare l’attenzione di Twitter su questo tema e sensibilizzare tutti gli utenti sulla necessità di arrivare ad un compromesso.

    Il risultato oggi viene ottenuto ma a metà.

    Già, perché come già anticipato ad aprile di quest’anno, il modifica tweet sarà a pagamento.

    Forse sarà sfuggito a molti, ma Twitter nelle scorse settimane ha portato a 4,99 dollari il costo mensile per l’abbonamento a Twitter Blue, dai 2,99 iniziali.

    Al momento l’app che offre agli utenti funzionalità aggiuntive, quindi anche la possibilità di modificare il tweet a breve, è disponibile in pochissimi paesi e non è ancora chiaro quando arriverà in Europa e quindi in Italia.

    Ma quei 4,99 dollari al mese si trasformeranno, forse, in 4,99 euro al mese. Stiamo parlando di circa 60 euro all’anno per avere, in più, anche la possibilità di modificare il tweet.

    Twitter in questo modo garantisce una entrata sicura e alternativa, provando a staccarsi, per quanto possibile, dall’advertising. E, anche se fosse una piccola parte dei 239 milioni di utenti giornalieri, attuali, ad abbonarsi, il ritorno sarebbe comunque considerevole. Ma non per tutti.

    Ecco, il rammarico è che per il momento questa funzionalità non sarà per tutti, anche se questa notizia mette fine ad una richiesta durata sette anni.

    E voi che farete, pagherete per avere il modifica tweet?

  • Twitter, NFT nella foto profilo solo per abbonati a Twitter Blue

    Twitter, NFT nella foto profilo solo per abbonati a Twitter Blue

    Twitter permetterà agli utenti di utilizzare NFT all’interno della proprio foto profilo. Al momento questo è possibile per gli utenti abbonati a Twitter Blue su iOS.

    E così, mentre due giorni fa Meta, la società che controlla le app come Facebook e Instagram, annunciava di voler creare dei piani per permettere la creazione e la vendita di NFT, ecco che arriva anche Twitter.

    Per la verità, l’interesse di Twitter per gli NFT non è certo una sorpresa, visto quanto fatto negli ultimi mesi dall’ormai ex CEO, Jack Dorsey. A sorprendere è la modalità con cui Twitter, oggi guidata da Parag Agrawal.

    Infatti, nella giornata di ieri, la società di San Francisco ha annunciato che permetterà agli utenti abbonati a Twitter Blue di poter aggiungere un NFT all’interno della propria foto profilo. Al momento questa possibilità è concessa solo agli utenti iOS e solo agli utenti che usano, appunto Twitter Blue, e cioè quelli che vivono negli Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda.

    Twitter, NFT nella foto profilo solo per abbonati a Twitter Blue

    Twitter Blue, la versione a pagamento

    Ricordiamo che Twitter Blue è la versione a pagamento, 2.99 dollari al mese, di Twitter che permette di usare funzionalità esclusive, tra cui anche questa di usare NFT per la foto profilo.

    Per poter impostare un’immagine NFT come foto profilo, bisogna associare l’account con l’indirizzo pubblico del portafoglio di criptovalute che si possiede. L’account Twitter sarà associato alle transazioni, attuali e storiche, del portafoglio di criptovalute, compresi tutti gli altri NFT che esistono nel portafoglio. Questo perché tali informazioni sono tutte disponibili sulla blockchain pubblica.

    https://twitter.com/TwitterBlue/status/1484226494708662273

    In ogni caso, Twitter specifica che agli utenti non verranno mai chiesti dei soldi o la chiave privata del portafoglio. Il collegamento all’indirizzo serve per certificare la proprietà dell’NFT inserito nella foto profilo, che verrà reso evidente da una forma esagonale e non dalla classica forma circolare.

    In parole povere, se qualcuno volesse usare quella stessa immagine che voi avete nel vostro profilo, potrebbe utilizzarla ma non potrebbe dimostrare di esserne il proprietario. Ecco perché la sua foto profilo risulterebbe con la classica forma circolare.

    I portafogli che possono essere collegati sono questi, al momento: Argent, Coinbase Wallet, Ledger Live, MetaMask, Rainbow, Trust Wallet.

    Che cosa significa tutto questo per Twitter?

    Senza dubbio, la grande integrazione con la tecnologia del momento per provare ad attirare sulla piattaforma chi già usa ed appassionato ai temi NFT, blockchain e criptovalute.

    Ma questa mossa va anche letta come una forma di rifiuto alla posizione di Jack Dorsey che è notoriamente orientato verso i bitcoin. Di recente ha affermato che con una maggiore diffusione dei bitcoin si avrebbe presto “la pace nel mondo”.

    Twitter in questo modo abbraccia il grande tema che sta appassionando tutti, ossia il Web 3.0 con Internet si caratterizza con una tecnologia basata sulla blockchain invece che su infrastrutture su cloud e server privati. Una impostazione, questa del Web 3.0 che viene avversata proprio da Jack Dorsey.

    Insomma, sebbene sia ancora una modalità limitata, aperta solo ai pochi utenti che usano Twitter Blue, per Twitter questo è un passaggio fondamentale.

    Vi consigliamo di consultare comunque questa pagina dell’Help Center di Twitter che raccoglie un po’ di informazioni da tenere a mente.

    Cosa si intende per NFT

    Abbiamo già provato a tracciare una definizione di NFT, “non-fungible-Token”. Si tratta di un token non fungibile, quindi non intercambiabile o sostituibile, un vero pezzo unico.

    Provando a stare sull’attualità, con NFT è possibile comprare e vendere la proprietà di oggetti digitali unici e di tenere traccia di chi li possiede usando la blockchain. Per oggetti digitali si intende qualsiasi cosa che sia digitale, inclusi disegni, GIF animate, canzoni o oggetti nei videogiochi. Anche tweet, come è stato proprio nel caso della vendita del primo tweet di Jack Dorsey.

    Volendo fare alcuni esempi di vendita di NFT di cui si è discusso molto, possiamo citare Nyan Cat, la cui GIF è stata venduta per oltre mezzo milione di dollari, circa 300 Ethereum. Oppure il meme degli occhiali “deal with it” venduto per circa 8 mila dollari.

  • Twitter Blue, Twitter in abbonamento arriva in Usa e in Nuova Zelanda

    Twitter Blue, Twitter in abbonamento arriva in Usa e in Nuova Zelanda

    Twitter Blue, la versione a pagamento di Twitter, dopo Canada e Australia, arriva anche negli Usa e in Nuova Zelanda. Tra le funzionalità, la possibilità di leggere articoli senza pubblicità.

    Dopo Canada e Australia, Twitter Blue arriva da oggi in Usa e in Nuova Zelanda, su iOS, Android e web. Di Twitter Blue ne abbiamo parlato qualche mese fa raccontando meglio le funzionalità di quella che, nè più e nè meno, è la versione a pagamento di Twitter. Ora il lancio si estende anche negli Usa, il mercato più grande per Twitter, e quindi questo rilascio assume una certa rilevanza. Twitter, da questi punto di vista, ci crede molto.

    Il costo dell’abbonamento è di 2,99 dollari negli Usa e di 4,99 dollari neozelandesi e permette di accedere a divers funzionalità che non sono attive nella versione aperta a tutti.

    Il lancio negli Usa permettere a Twitter di presentare Twitter Blue con alcune novità rispetto alla versione iniziale, novità che sono frutto dei diversi feedback inviati dagli utenti, recepiti e trasformati, appunto , in funzionalità.

    Accesso a funzionalità aggiuntive

    E infatti, Twitter Blue permetterà a tutti gli abbonati di accedere alla funzionalità che permette di leggere news da più di 300 siti, trai quali (negli Usa) Washington Post, L.A. Times, USA TODAY, The Atlantic, The Verge, Reuters, The Daily Beast, Rolling Stone, BuzzFeed, Insider e The Hollywood Reporter senza pubblicità. Questo perché, spiega Twitter, una parte delle entrate derivante dagli abbonamenti andrà agli editori. Una volta che si accede ad un articolo su uno di questi siti, comparirà una dicitura “Ad-free con Twitter Blue”.

    Twitter Blue Twitter abbonamento Usa Nuova Zelanda intime blog

    Attenzione però, questo non significa che una volta abbonati a Twitter Blue si avrà la possibilità di leggere articoli che fanno parte di forme di paywall attive su quel determinato sito. In quel caso, per leggerlo, è sempre necessario l’abbonamento anche al sito di news. Ma questa è la situazione attuale e non è detto che possa cambiare in futuro.

    In pratica, come molti di voi ricorderanno, questa funzionalità non è altro che Scroll, l’acquisizione che sta permettendo a Twitter di avviare questa funzionalità “ad-free” e di avviarne un’altra.

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1458110401485365251

    La funzione Top articles

    Parliamo della funzionalità definita “Top Articles“. In pratica viene riprodotta, sempre grazie a Scroll, la modalità che proponeva Nuzzel che portava in alto quelli che erano gli articoli più condivisi. La carrellata per ora viene lanciata solo per la versione Android e in seguito su iOS, un caso molto raro.

    Twitter Blue comprende poi altre funzionalità e la più apprezzata dagli utenti sarà di annullare l’invio di un Tweet. Una modalità che permette di visualizzare in tweet in anteprima e verificare che tutto sia ok prima di inviarlo. Un modo per aggirare il modifica tweet che tutti gli utenti attendono e che non arriverà, forse, mai.

    Ma poi ci sono altre modalità come personalizzare la propria app con colori che evidenziano aree specifiche per renderle facilmente riconoscibili. Caratterizzare i segnalibri con colori diversi e in cartelle specifiche è un’altra di quelle funzionalità che sarà molto apprezzata.

    E poi, gli abbonati potranno caricare video fino a 10 minuti di durata, invece che dei 2 minuti standard.

    Insomma, Twitter prova a fare sul serio con la sua versione a pagamento che adesso si avvia alla prova più difficile che è quella di provare a invogliare gli utenti americani ad abbonarsi. Superato questo scoglio, Twitter comincerà a pensare di estendere Twitter Blue anche in Europa.

  • Twitter Blue, arriva la versione di Twitter in abbonamento

    Twitter Blue, arriva la versione di Twitter in abbonamento

    Twitter Blue è la versione a pagamento di Twitter e presto sarà disponibile a livello globale. Si tratta di una versione in-app ed è già disponibile su Apple Store negli Usa. Ecco le funzionalità aggiuntive.

    Le prime indiscrezioni risalgono a luglio dello scorso anno, quando iniziò a girare il nome del progetto “Gryphon”, il nome in codice che all’interno dell’ambiente Twitter stava ad indicare l’avvio del progetto di sottoscrizione sulla piattaforma. La cosa viene poi confermata proprio a febbraio di quest’anno, quando spunta il nome di “Rogue One”, altro nome in codice di un progetto riferito a TweetDeck, il servizio di Twitter da sempre ne mirino per trasformarlo a pagamento.

    Ebbene, questo breve preambolo per spiegare che il servizio in abbonamento su Twitter potrebbe arrivare a breve, confermato proprio dagli ambienti di San Francisco, dove si trova il quartier generale della società guidata da Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter.

    Il servizio in abbonamento, da quello che si sa, dovrebbe prendere il nome di Twitter Blue e il servizio, sotto forma di acquisto in-app, offrirà una serie di funzionalità (anche queste sembrerebbero essere confermate rispetto alle voci che sono circolate nei mesi scorsi) dietro al pagamento di una quota mensile di 2,99 dollari. In Uk sarà di 2,99 sterline ed è quindi molto probabile, anche se su questo non ci sono ancora conferme definitive, che nel resto d’Europa dovrebbe essere di 2,99 euro.

    Twitter Blue version Twitter-abbonamento franzrusso.it

    Come ha mostrato ieri Jane Manchun Wong, reverse engineer che ci ha ormai abituato a questo tipo di scoperte, il nuovo servizio metterebbe a disposizione degli utenti paganti diverse funzionalità aggiuntive, rispetto a quelle disponibile già sulla piattaforma.

    Mentre scriviamo, arriva la conferma che Twitter Blue si trova all’interno dell’App Stores, negli Usa, trovando conferma anche del costo, ossia 2,99 dollari.

    Ma quali sono le funzionalità che si acquistano in più con Twitter Blue, rispetto alle funzionalità già disponibili sulla piattaforma?

    Come dicevamo prima, si tratta di funzionalità di cui avevamo già scritto, quando le voci avevano cominciato a circolare, e cioè:

    Annullare i tweet – no, non si tratta del modifica tweet (quindi neanche a pagamento si può avere), ma si tratta della possibilità di annullare l’invio del tweet, nel caso in cui ci si accorga di aver fatto un errore o di aver scritto qualcosa in maniera non precisa, nel tempo di 5-10 secondi. Si tratta comunque di una funzionalità che si avvicina molto a quella di modificare il contenuto;

    Catalogare i segnalibri – questa funzionalità permetterà agli utenti di catalogare i segnalibri, i link di tweet che sono stati precedentemente salvati, catalogandoli all’interno di cartelle specifiche;

    Reader Mode – “modalità lettore” (vedremo come sarà la versione italiana), funzionalità che permetterà di rendere di facile lettura le conversazioni, specialmente quelle molto lunghe. Si tratta di una funzione ancora in fase di sviluppo;

    Colore del tema – lo avevamo già segnalato in precedenza che ci sarebbe stata la possibilità di modificare il colore del tema con una scelta di colori più ampia. Cosa che è già possibile fare, ma in questo caso viene migliorata e resa davvero effettiva e visibile da tutti gli utenti;

    Icone dell’app – gli abbonati avranno la possibilità di personalizzare il colore dell’app che appare sul proprio dispositivo, dagli screenshot di Jane Manchun Wong si vede chiaramente.

    Tutto questo per 2,99 euro al mese.

    Ovviamente Twitter sa benissimo che non tutti gli utenti sottoscriveranno un abbonamento a 2,99 euro, ma sicuramente ci sarà una buona fetta di utenti che lo farà, quanto basta per continuare a sviluppare Twitter Blue. Basterebbe anche una piccola percentuale dei 199 milioni di utenti attivi al mese per garantirsi qualche milione di dollari al mese e continuare con lo sviluppo.

    Attenzione, se deciderete di non pagare, e quindi di non usare Twitter Blue, potrete comunque continuare ad usare Twitter come sempre, senza alcuna limitazione. Certo, se volete personalizzare la vostra app e se volete avere la possibilità di “non inviare” il tweet prima che venga pubblicato con i suoi errori, allora ci potreste fare un pensierino.

    Allora, che ne pensate di Twitter Blue? La userete?