Autore: Franz Russo

  • Twitter, da oggi migliora (e di molto) la fotocamera

    Twitter, da oggi migliora (e di molto) la fotocamera

    Twitter da oggi lancia una nuova funzionalità che migliora la fotocamera, un miglioramento necessario. Con questo nuovo aggiornamento, sarà quindi più semplice scattare una foto e twittarla direttamente. Le foto e i video, a differenza di quello che succedeva prima, sono adesso più grandi e quindi più coinvolgenti.

    Twitter continua a migliorare l’uso della piattaforma, soprattutto da mobile. E in attesa che si completi il test pubblico sulle nuove funzionalità che riguardano le conversazioni (potete ancora provare a iscrivervi qui), siamo in grado di dirvi, in anteprima, che da oggi viene lanciata una nuova funzionalità che migliora l’uso della fotocamera, uno dei tanti punti deboli di Twitter. La versione precedente veniva spesso snobbata, per il fatto di rilasciare foto piccole, ma soprattutto non era abbastanza smart. Al punto che, in situazioni in cui magari era anche necessario scattare e twittare un’immagine live, si preferiva sempre fare un passaggio in più, ossia scattarla dalla fotocamera del telefono e poi caricarla nel tweet.

    Ma da oggi la fotocamera di Twitter viene migliorata molto e resa quindi molto più smart, proprio per permettere lo scatto e la narrazione in modalità più live.

    [pinterest-image message=”#Twitter da oggi lancia una nuova funzionalità che migliora la fotocamera, un miglioramento necessario. Sarà quindi più semplice scattare una foto e twittarla direttamente.” align=”center” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2019/03/twitter-immagini-fotocamera-2019-franzrusso.it_.jpg”]

    Da oggi vi accorgerete subito della nuova funzionalità permettendovi di:

    • accedere rapidamente alla fotocamera;
    • aprire l’app, scorrere verso sinistra e per vedere apparire la modalità videocamera.

    Due passaggi resi ancora più veloci in modo da poter scattare una foto e twittare subito.

    L’aggiornamento rende le foto e i video più grandi e coinvolgenti, valorizzando i contenuti media, che sono spesso uno strumento di conversazione. Twitter ha anche aggiornato il layout delle conversazioni per renderle ancora più semplici e intuitive.

    Nel corso delle prossime settimane, ci saranno altri aggiornamenti della fotocamera, in modo tale da renderla sempre più smart e facile da usare nei tweet. Inoltre, cosa non da poco, se l’utente si trova in una situazione in cui vuole twittare e dispone della geolocalizzazione, l’opzione fotocamera suggerirà automaticamente hashtag e posizione. Questo nuova opzione sarà disponibile in concomitanza dei grandi eventi e dei giochi sportivi negli Stati Uniti e si estenderà successivamente.

    Per l’occasione del nuovo lancio, Keith Coleman, Vice President di Consumer Product di Twitter, ci ha dichiarato: “Le persone sono su Twitter per vedere e parlare di ciò che accade in tempo reale. E’ facile condividere un’idea twittando ma lo vogliamo rendere ancora più semplice e far condividere agli utenti ciò che vedono con foto e video. Twitter vuole aiutare gli utenti a catturare ciò che vedono e condividerlo con l’audience giusta. Questo aggiornamento è un’evoluzione dei tweet in questa direzione”.

    Insomma, ci sembra un bel modo per valorizzare la fotocamera che molto spesso, come dicevamo prima, veniva snobbata. Siamo sicuri che gli utenti affezionati apprezzeranno, così come anche i nuovi (siamo sicuri sarà così).

  • Videoconferenza, ecco alcune regole di base

    Videoconferenza, ecco alcune regole di base

    La Videoconferenza nell’era del digitale, a differenza di quello che si pensa, ha assunto un valore sempre più importante. La tecnologia in questo contesto ha fatto passi da gigante e in poco tempo è possibile fare una videoconferenza con persone collegate da ogni parte del mondo. Ma ci sono alcune regole di base da seguire, inclusa quella, fondamentale, di dotarsi della tecnologia giusta.

    La Videoconferenza nell’era del digitale è sempre più importante, al di là di quello che a volte si pensa. Oggi le grandi aziende, come le piccole, i team di lavoro, le agenzie, i professionisti, fanno un uso continuo di videoconferenze per il fatto che è più semplice, e in poco tempo, entrare in contatto con persone collegate da più parti del mondo per focalizzarsi su un tema specifico. Dopo aver visto, un po’ di tempo fa, quali sono i 5 software migliori per la videoconferenza, oggi vediamo quali sono alcune regole di base da osservare, tenendo ben presente che una di esse è quella di dotarsi della migliore tecnologia, e più avanti vedremo quale. Prima di procedere tocca fare una precisazione, rispetto all’articolo sui software migliori per la videoconferenza. In quella occasione avevamo citato Google Hangouts, ebbene il software verrà chiuso per l’uso generalista, mentre resterà ancora attivo per l’uso orientato al business. Una precisazione che vi dovevamo.

    Partendo dalle regole di base per una videoconferenza ottimale, non si può non ricordare di fare una:

    Videoconferenza sì, ma breve

    “La spiegazione più semplice è solitamente quella corretta” diceva il filosofo Guglielmo di Ockham nel sedicesimo secolo, una regola che vale ancora oggi. Sappiamo bene quanto le nostre giornate siano piuttosto frenetiche con agende zeppe di cose da fare. Allora, visto che la videoconferenza rientra tra gli impegni della giornata, conviene andare dritti al punto, senza perdersi in inutili conversazioni che non portano a nulla.

    Videoconferenza sì, ma prepariamoci

    Capita spesso che si arrivi al momento della videoconferenza e, perchè presi da mille impegni e da mille cose da fare, non si è preparati abbastanza, e questo capita per tanti motivi. Allora, per evitare lungaggini, è meglio preparare un ordine del giorno da inviare ai partecipanti per tempo, in modo da arrivare all’appuntamento più preparati sull’argomento da trattare.

    videoconferenza logitech rally regole base

    Videoconferenza e le immagini

    Tra i materiali da usare per mantenere alta l’attenzione, è meglio usare delle immagini, un ottimo modo per mantenere l’attenzione dei partecipanti.

    Videoconferenza, registriamola

    Capita spesso che all’ultimo momento qualcuno non possa più prendere parte alla videoconferenza per degli impegni sopraggiunti. Ebbene, regola d’oro, in questo caso, è quella di registrarla proprio per coloro che non hanno avuto la possibilità di prendervi parte. Un modo per trasmettere le informazioni per intero, dando loro la possibilità di poterla visualizzare in un secondo momento.

    Videoconferenza, ottimizziamo la sala

    Una delle regole d’oro è quella di ottimizzare la sala per l’appuntamento. Sembra una banalità, ma spesso questa regola la si dà per scontata e in videoconferenza puntualmente capita che qualcosa non va. Sarebbe meglio controllare che tutto sia a posto qualche minuto prima, dalla luce della sala, dai colori, ricordandosi che non vi siano bagliori che possano disturbare il video. Controllare che la tecnologia video sia funzionante, che tutto sia collegato correttamente.

    Videoconferenza, niente distrazioni

    Sebbene tutti siano sempre molto impegnati, è buona regola che durante la videoconferenza non vi siano distrazioni, quindi spegnere i telefoni aiuta a mantenere alta la concentrazione.

    Videoconferenza, dotarsi della migliore tecnologia

    Questa è la regola d’oro per eccellenza, senza la quale non si avrebbe la possibilità di effettuare una videoconferenza efficiente. Nel considerare questa regola di fondamentale importanza, siamo sicuri che tanti apprezzeranno Logitech Rally, la soluzione ideale che offre oggi Logitech, leader mondiale del settore, che ha messo a punto una soluzione dinamica e moderna che può fare davvero a caso nostro.

    Diciamo subito che Logitech Rally offre video di alta qualità, voci nitide e l’automazione RightSense™ per meeting ottimali con le applicazioni per videoconferenza che supportano i dispositivi USB, tra cui Google Hangouts Meet, Microsoft Skype®for Business, Microsoft Teams e Zoom. Con audio modulare, gestione cavi ottimale e finiture di qualità la soluzione, Rally si integra perfettamente in sale riunioni di medie e grandi dimensioni. Grazie al sistema di imaging Ultra HD, Rally offre video incredibilmente nitidi, colori straordinari e un’eccezionale precisione ottica con risoluzioni fino a 4K. La tecnologia Logitech RightLight™ ottimizza il bilanciamento della luce per enfatizzare i volti e conferire un aspetto naturale alle tonalità della pelle, anche in condizioni di scarsa illuminazione o controluce.

    Sappiamo bene quanto sia importante l’audio in una videoconferenza, ebbene Logitech Rally offre un suono naturale, nitido e altamente intelligibile. Logitech RightSound™ rende più chiara la voce isolando i rumori di fondo, livellando automaticamente le voci e incentrandosi sugli altoparlanti attivi.

    logitech rallyLogitech Rally offre poi un design moderno e di qualità che si presta a qualsiasi ambiente.

    Su sito di sergentelorusso.it trovate un interessante articolo su “Videoconferenza, cos’è e come si fa” e altre informazioni su Logitech Rally .

    Insomma, queste sono le regole che secondo noi dovrebbero essere sempre seguite se si vuole fare una videoconferenza come si deve, inclusa quella di dotarsi di una tecnologia moderna, avanzata, in grado di soddisfare tutte le esigenze come riesce a fare Logitech Rally.

    Per maggior informazioni vi invitiamo a consultare il sito dedicato a Logitech Rally.

    [In collaborazione con Logitech Italia e sergentelorusso.it]

  • Generali Italia, Partner di Vita che punta sull’Innovazione

    Generali Italia, Partner di Vita che punta sull’Innovazione

    Generali Italia è il gruppo assicurativo che negli ultimi tre anni ha saputo meglio interpretare il concetto della semplificazione, oggi il 50% delle polizze erogate sono digitali. E siccome trasformazione fa rima con Innovazione, il gruppo, guidato da Marco Sesana, lancia una sfida ulteriore come “Partner di Vita”, puntando su Famiglia, Benessere, Mobilità e Lavoro.

    Siamo tornati a Mogliano Veneto, quartier generale di Generali Italia, poco più di un anno fa, dove avevamo conosciuto “l’assicurazione del futuro”, una serie di servizi che erano al centro della semplificazione che il gruppo guidato da Marco Sesana stava iniziando a mettere in atto. L’occasione è stata il lancio della grande sfida che il grande gruppo assicurativo ha deciso di mettere in atto come passaggio successivo naturale, puntando a diventare vero Partner Di Vita per la Famiglia, il Benessere, la Mobilità e il Lavoro. Quattro direttrici che al loro interno contengono i valori di Generali Italia e quindi il grande ascolto verso il cliente e la risposta ad una grande esigenza che è quella che arriva dai clienti stessi, ossia una costante relazione. Tutto questo viene oggi amplificato proprio grazie all’innovazione, alle nuove tecnologie che sono il frutto del grande processo di trasformazione che il gruppo ha intrapreso ormai tre anni fa che ha visto proprio la nascita dell’Innovation Park come luogo di sperimentazione innovativa.

    La grande sfida che lancia Generali Italia verrà sviluppata su tre anni con un investimento di 300 milioni di euro e con un programma di assunzione di quasi 1.200 persone, un progetto molto ambizioso quindi che vede l’innovazione digitale al centro di tutto il processo, perchè il digitale permette l’erogazione di molteplici servizi, migliorando la relazione con il cliente.

    partner di vita generali assicurazioni franzrusso.it 2019

    Come ha ricordato il CEO di Generali Italia, Marco Sesana, “oggi il 50% delle polizze erogate dal gruppo sono digitali, tre anni fa erano zero” e il 100% delle agenzie sono abilitate alla vendita in digitale. La sfida di Partner di Vita si svilupperà quindi attraverso quattro momenti rilevanti:

    Famiglia: per realizzare qualsiasi progetto di vita, sapendo bene che per il 75% degli italiani la casa rappresenta l’investimento più importante. In questo caso giocano un ruolo fondamentale le tante soluzioni in ottica di Smart Home che aiutano a ridurre i rischi del 40-60%. Come un sistema di sensori, videocamere e app che aiutano, ad esempio, in casi di incendio.

    Benessere: nel rispondere alla grande attenzione che gli italiani riservano alla salute e al benessere, per il 61% di essi sono tra i bisogni primari, Generali Italia offre tutta una serie di servizi per una migliore prevenzione, contenimento e assistenza che sfruttano molto le nuove tecnologia. Ad esempio Skinvision, sviluppato da una startup nata in collaborazione proprio con Generali, ha sviluppato un metodo di monitoraggio dei nei attraverso un’app, in pochi minuti si può scoprire se è necessario un controllo medico più approfondito.

    partner di vita generali assicurazioni 2019

    Mobilità: trattasi di un settore strategico per il gruppo, la grande sfida di Generali Italia è quella di assicurare le persone e non solo l’auto. Inoltre verranno sviluppati servizi che interpretano la mobilità di oggi nell’era della condivisione. Infatti oggi il 22,5% delle persone si muove a piedi, il 7% attraverso il trasporto pubblico, il 5% in bici e il 4% con combinazione di mezzi. Importante, proprio perchè pensato per le persone, il servizio di Real Time Coaching, restando nell’ambito degli oggetti connessi, pensato per i guidatori che permette di migliorare il proprio stile di guida e suggerisce come evitare i rischi. “I più temerari, nel 35% dei casi migliorano il loro stile”, ha ricordato Marco Sesana.

    Lavoro: attenzione al welfare dei dipendenti, e qui gioca un ruolo importante Welion come partner, con soluzioni per la prevenzione anche dei rischi in ambito informatico. Il 65% degli imprenditori si sente più vulnerabile da attacchi cyber, ed ecco che per loro il gruppo riserva una soluzione per una migliore protezione anche in casi come questi.

    Partner di Vita è quindi una grande sfida di Generali Italia che trova la sua solidità proprio nell’innovazione e nel digitale, segno che l’Innovation Park si conferma essere un laboratorio sperimentale di quella che è davvero l’assicurazione del futuro.

    Alcune informazioni importanti sul gruppo Generali Italia, assicuratore leader in Italia, anche il più conosciuto. Sono 10 milioni i clienti in Italia e 1,6 milioni quelli connessi. Il gruppo conta 13 mila dipendenti; 1 famiglia su 3 ha una polizza Generali e 1 azienda su 4 ha un’assicurazione Generali. Sono 16 miliardi di euro le prestazioni erogate all’anno.

    [In collaborazione con Generali Italia]

  • Il doodle di Google per la Giornata della Donna 2019, con 13 citazioni di grandi donne

    Il doodle di Google per la Giornata della Donna 2019, con 13 citazioni di grandi donne

    Il doodle interattivo di Google che vediamo oggi in occasione della Giornata Internazionale della Donna ha come tema “Donne che danno potere alle Donne”, attorno al quale diverse doodler hanno elaborato delle grafiche per ognuna delle 13 citazioni. Si tratta di citazioni di grandi donne del passato e del presente, grandi esempi per il futuro.

    Il doodle interattivo che vediamo in occasione della Giornata Internazionale della Donna è una raccolta di 13 citazioni di grandi donne, del passato e del presente, che ha come tema “Donne che danno potere alle Donne“. Si tratta quindi di un doodle che racchiude diverse grafiche, elaborate da diverse doodler di diversi paesi, con all’interno citazione di Frida Kahlo, Zaha Hadid, Yoko Ono, solo per citarne alcune. E’ un doodle che ci piace perchè cita grandi donne del passato e del presente che possonno costituire un grande esempio per il futuro, proprio in una giornata come questa e, in particolare, in un periodo storico come questo dove sembra essere ancora necessario esplicitare concetti come l’uguaglianza di genere, uno degli obiettivi contenuti all’interno della “Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite“, del 1948.

    Le citazioni sono:

    Piedi, cosa mi servite se ho le ali per volare? – Frida Kahlo, artista e pittrice messicana

    Mai limitare sè stessi per la limitata immaginazione altrui – Mae Jemison, ingegnere e astronauta

    Che nulla ti vincoli in questo mondo se non la verità, quella più interiore e profonda – Emma Herwegh, scrittrice tedesca

    Un sogno fatto da solo rimane solo un sogno. Un sogno fatto insieme agli altri diventa realtà – Yoko Ono, artista

    Siamo troppo preziosi per lasciarci sopraffare dalle delusioni – NL Beno Zephine, diplomatica indiana

    Non dire mai di essere debole, perchè sei una donna – Mary Kom, pugile indiana

    giornata internazionale della donna google doodle 2019

    Io sono più forte di me – Clarice Lispector, scrittrice brasiliana

    Credo fortemente nell’idea di futuro – Zaha Hadid, architetto anglo-irachena

    Coraggio chiama al coraggio, ovunque – Millicent Fawcett, scrittrice e attivista britannica

    Un aio d’ali portano libertà soltanto se dispiegate in volo, ma sono solo un peso se chiuse sul proprio dorso – Marina Tsvetaeva, potessa e scrittrice russa

    Il futuro può sorgere più radioso del passato – George Sand,pseudonimo di Amantine Aurore Lucile Dupin, scrittrice e drammaturga francese

    Una persona che ha almeno un sogno ha un motivo per essere forte – Sanmao, scrittrice taiwanese

    Io sono importante, e lo sono sempre. Senza ‘se’ e senza ‘ma’. Io sono importante, punto.  – Chimamanda Adichie, scrittrice nigeriana

     

  • Intelligenza Artificiale e Lavoro: ‘molto dipende dai nostri obiettivi’

    Intelligenza Artificiale e Lavoro: ‘molto dipende dai nostri obiettivi’

    Ma è questo l’anno dell’Intelligenza Artificiale? Davvero l’IA eliminerà posti di lavoro? A che punto siamo in Italia? Queste, in sintesi, alcune delle domande che abbiamo rivolto al dottor Piero Poccianti, presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA), in occasione del prossimo AI Forum del 12 aprile a Milano.

    Di Intelligenza Artificiale si parla ormai sempre di più e per noi di InTime Blog è arrivato il momento di offrire a voi l’occasione di saperne un po’ di più, anche su come il nostro paese si sta preparando a questo grande fenomeno. Allora, la persona più indicata per questo non poteva che essere il dottor Piero Poccianti, presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA), un’associazione che ha oltre trent’anni di attività che verranno celebrati il prossimo 12 aprile in occasione dell’AI Forum, presso il palazzo Mezzanotte a Milano. La nostra chiacchierata ha toccato molto punti, anche quello che riguarda il grande tema del lavoro, ossia se l’Intelligenza Artificiale eliminerà posti di lavoro o se invece contribuirà a crearne di nuovi. “Molto dipenderà dai nostri obiettivi”, ci ha risposto il dottor Poccianti.

    Ruolo Intelligenza Artificiale, se ne parla ormai da tanto, è dal 2015 che ogni anno si dice “questo è l’anno dell’Intelligenza Artificiale”.

    «La voglia che qualche macchina acquisisca una sorta di intelligenza, in realtà, è molto antica, ma la nascita dell’Intelligenza Artificiale come disciplina moderna avviene nel 1956 al congresso di Dartmouth, ed è in questa occasione che nasce la definizione di “Intelligenza Artificiale”. Ma per la verità, e questo è un dato storico, già nel 1943 due studiosi, McCulloch e Pitts, realizzano quello che viene ritenuto essere il primo vero algoritmo inerente all’IA. Anche Turing, nel 1950 con il suo “Test di Turing” si poneva il problema se una macchina fosse in grado di “pensare”, realizzando quello che viene conosciuto oggi come “The Imitation Game“.

    Dopo il 1956 attorno all’Intelligenza Artificiale abbiamo vissuto diverse “onde”, gli studiosi li chiamano gli “inverni” e le “estati” dell’Intelligenza Artificiale. Nel senso che si sono vissuti momenti di forti critiche alternati da momenti di grandi entusiasmi.»

    intelligenza artificiale intervista poccianti franzrusso.it 2019

    E adesso in quale “stagione” dell’AI ci troviamo? Dove siamo arrivati oggi con l’Intelligenza Artificiale?

    «Oggi possiamo affermare di vivere una grande “primavera”, forse addirittura un’estate. Tenga presente che noi oggi abbiamo in uso degli algoritmi che risalgono per lo più agli anni ’80 derivanti dagli studi di McCulloch e Pitts sul “neurone artificiale” e capaci di creare delle reti che permettono di “imparare”, quindi di replicare le dinamiche del cervello umano. L’Intelligenza poi non è fatta solo da quello, è fatta anche dalla capacità di percepire e su quello si stanno ottenendo dei grandi risultati.

    Lei mi chiede dove siamo oggi e le rispondo che siamo molto lontani da una “Intelligenza Artificiale” generale, tanto per fare un esempio, una sorta di Blade Runner, però siamo in grado di realizzare macchine che eguagliano, e in qualche caso superano, le capacità dell’uomo in ambiti particolari. Ci sono esempi in questo senso nel mondo dei videogiochi, ad esempio il poker, e ci sono poi esempi di macchine in grado di riconoscere oggetti all’interno di una scena. Ecco per intenderci, oggi abbiamo macchine molto evolute che riescono a fare e a percepire cose che l’uomo non è in grado di fare. Basti pensare al mondo della medicina dove ci sono macchine ad Intelligenza Artificiale che riescono ad effettuare diagnosi che l’uomo non riuscirebbe a fare.»

    Se oggi guardiamo alla vita di tutti i giorni, parlando di Intelligenza Artificiale è molto facile entrarvi in contatto attraverso dispositivi mobili che permettono il riconoscimento degli oggetti, come la fotocamera, e anche gli smart speaker, gli assistenti virtuali. Stiamo parlando anche di questo?

    «Gli studi sulle limitazioni delle reti neurali sono iniziati alla fine degli anni ’60 con due ricercatori, Marvin Minsky e Seymour A. Papert, che nell’opera “Perceptron”, mostravano i limiti operativi delle semplici reti a due strati. Da qui, dopo una brusca frenata, si arriva alla metà degli anni ’80 quando un gruppo di studiosi riesce a dimostrare come una rete può essere composta da tanti strati e quindi in grado di superare i limiti riconosciuti da Minsky e Papert. Ecco, quegli algoritmi sono praticamente quelli che stiamo usando oggi. Solo che oggi abbiamo delle macchine con delle potenze di calcolo molto più elevate rispetto a 30 anni fa, basti pensare alla potenza delle schede grafiche di oggi dotate di parallelismo. Inoltre tutti gli algoritmi di machine learning si sono raffinati, inoltre abbiamo a disposizione un’enorme mole di dati che permettono alle macchine di imparare attraverso degli esempi.

    Per tornare ai suoi esempi, gli assistenti virtuali sono macchine intelligenti che riconoscono il parlato, in modo abbastanza “tradizionale”. Il passo successivo consiste nell’insegnare loro non solo a colloquiare, ma anche a spiegare. Se, ad esempio, chiedessimo ad Alexa o a Google Home “che tempo fa oggi?“, la risposta sarebbe quella che si aspetta, ma se provassimo a chiedere “perché?” non sarebbero in grado di rispondere. Ed è proprio questo uno dei grandi limiti di queste tecnologie: l’incapacità di dare una motivazione alle proprie “azioni”, un problema che ci ritroveremo ad affrontare anche con le auto a guida autonoma. La grande sfida che abbiamo di fronte oggi sta quindi nel mettere insieme la capacità di percepire con la capacità di ragionare. Sono tanti gli esempi che stanno cominciando ad andare in questa direzione e anche enti di ricerca e agenzie governative, pensiamo agli Usa, che spingono affinché si possano mettere insieme i vari paradigmi.»

    Ma allora, dottor Poccianti, la domanda adesso è quella che tutti si aspettano e siamo sicuri che lei ci aiuterà a capire meglio. Ma l’Intelligenza Artificiale davvero ruberà il lavoro o forse è meglio credere che creerà nuovi posti di lavoro? Qual è la sua visione su questo tema?

    Piero Pocciani Associazione italiana per l'intelligenza artificiale
    Piero Pocciani – Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale

    «È un quesito che come ricercatori accademici ci poniamo spesso perché è un nostro dovere morale, verso la società, chiederci dove la nostra ricerca ci sta portando. Su questo tema come Associazione abbiamo organizzato diversi eventi coinvolgendo le scuole, perché crediamo sia giusto che anche i giovani ragionino su queste problematiche, non solo sociologi ed economisti.

    Ad oggi possiamo dire di essere arrivati ad una conclusione: molto dipende dagli obiettivi che ci poniamo come uomini. Se guardiamo le altre rivoluzioni industriali, notiamo che sono state inventate e introdotte delle macchine che hanno aiutato ad alleviare i lavori più usuranti e pesanti. Con l’Intelligenza Artificiale stiamo potenziando le macchine in modo che possano fare lo stesso con il lavoro intellettuale.

    Guardando sempre le rivoluzioni industriali precedenti, notiamo che alcuni mestieri sono spariti mentre altri sono stati creati, ma non solo. I risvolti positivi sono emersi anche a livello sociale e umano: gli orari di lavoro sono diminuiti e le condizioni lavorative migliorate. A tal proposito vorrei ricordare che in un famoso discorso del 1930 a Madrid, John Maynard Keynes disse: “i miei nipoti non dovranno lavorare più di 15 ore alla settimana se vogliamo che il sistema economico non entri in crisi“.

    Se dobbiamo fare delle considerazioni sull’impatto che avrà l’AI sul mondo del lavoro ci troviamo di fronte a due scuole di pensiero. La prima, quella un po’ più pessimistica, ritiene che l’introduzione dell’AI e di sistemi robotici influirà sulle mansioni oggi esistenti per il 70%. Gli impatti negativi rilevati da questi studi sono però mitigati dal fatto che alcune professioni non verranno toccate. Si pensi a professioni come il cuoco. I robot e l’AI potranno facilitare alcune mansioni ripetitive proprie di questa professione. Laddove però si assumerà un solo cuoco anziché due, in questo caso si parla di disoccupazione.

    La seconda invece è più ottimistica e crede che l’Intelligenza Artificiale creerà nuovi posti di lavoro che noi oggi non conosciamo. Per fare una sintesi di queste due posizioni, molto dipende da quello che noi desideriamo, gli obiettivi che ci poniamo.

    Se quello che vogliamo ottenere è ridurre i costi e aumentare la produttività, allora si avrà disoccupazione. Al contrario, se ragioniamo in termini di benessere della società, intesa non solo come equa distribuzione dei profitti ma anche come aumento della qualità della vita, sono fermamente convinto che le macchine potrebbero aiutarci a raggiungere questi ultimi due obiettivi.

    Purtroppo la nostra società ragiona esclusivamente in termini di PIL e di profitti, e si tende a pensare che queste due grandezze siano direttamente proporzionali al benessere, ma non è così. In questo contesto, dovremmo cominciare a ragionare in ottica di benessere, altrimenti rischiamo davvero di farci del male. Ma ricordiamoci sempre, che le macchine sono fatte per diminuire il carico di lavoro dell’uomo, non per aumentarlo. Quello che ci auspichiamo, come Associazione e come ricercatori, è di vedere una collaborazione proficua tra uomo e macchine, di modo che quest’ultime compiano le mansioni ripetitive e logoranti, mentre all’uomo siano relegati i compiti più creativi.»

    Associazione italiana per l'intelligenza artificiale AIxIA

    Lei, giustamente, sottolineava il fatto che questo del lavoro è un problema politico, ed è così. Solo che la politica, come abbiamo visto negli ultimi anni, ha difficoltà a stare al passo con i tempi, perdendo, come spesso capita delle occasioni.

    «Credo che stiamo vivendo una crisi che ha più facce. È una crisi democratica, nel senso che si ha la sensazione di non avere più fiducia negli strumenti democratici. È una crisi economica, le differenze tra i ricchi e i poveri stanno aumentando sempre di più. Ed inoltre abbiamo una grossa crisi ambientale: molti di coloro che dicono che la produttività aumenterà pensa che le risorse siano infinite.

    È come se vivessimo in un’astronave che dobbiamo preservare, sapendo bene che noi abbiamo bisogno della Terra, ma la Terra non ha bisogno di noi.»

    Per chiudere, dottor Poccianti, Le chiedo di descriverci cosa fa l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, che ha più di 30 anni di storia, e se può farci un po’ lo stato dell’arte dell’AI nel nostro paese.

    «L’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (oggi conta più di 1.000 membri tra ricercatori, professori universitari e società, n.d.r.) è nata nel 1988 dopo la più grande conferenza generalista sull’Intelligenza Artificiale, la IJCAI (International Joint Conferences on Artificial Intelligence), che nel 1987 si svolse proprio a Milano (è curioso notare che questa conferenza, insieme a quella europea, nel 2022 sarà di nuovo in Italia per la precisione a Bologna).

    L’Associazione ha l’obiettivo di diffondere a 360° la cultura sull’Intelligenza Artificiale, diventando un punto di riferimento sia per la ricerca che per le imprese. Due attori che giocano un ruolo diverso ma strettamente connesso. Da qui lo sforzo da una parte di far comprendere alle aziende l’importanza di affidarsi alla ricerca per avviare delle collaborazioni proficue e vincenti, dall’altro di promuovere la ricerca italiana, sottolineando l’eccellenza che la caratterizza. In realtà come ben sappiamo in Italia si investe poco in ricerca, ma il numero di articoli dei ricercatori sull’Intelligenza Artificiale e il numero di citazioni sono fra i più alti del mondo.

    Se consideriamo la penetrazione di AI nel tessuto industriale italiano, notiamo come siano poche le aziende ad aver adottato soluzioni AI. Siamo ben lontani dalla situazione che si riscontra, ad esempio, in Francia e Germania. Quello che caratterizza la situazione europea è la forte presenza di PMI, che sono incapaci di sviluppare l’AI (per carenza di risorse non di capacità) come invece avviene nelle grandi multinazionali di USA e Cina.

    In Italia si sta cercando di fare divulgazione e conoscenza, attraverso la nostra attività e non solo. Anche il Politecnico di Milano sta lavorando molto in questo senso (qui i risultati presentati di recente proprio dal Polimi sull’Intelligenza Artificiale in Italia).

    Le aziende forse ancora non hanno compreso appieno l’Intelligenza Artificiale, e forse non hanno neanche un’adeguata cultura sul tema. Uno degli obiettivi dell’AI Forum (che si terrà a Milano il prossimo 12 aprile) è quello di creare un tessuto connettivo fra la ricerca e il mondo delle imprese.

    Ci terrei inoltre ad aggiungere che dobbiamo recuperare i valori dell’Europa e pensare alla collaborazione. Perché anche la Francia o la Germania sono troppo piccoli per affrontare quello che sta per arrivare. Dobbiamo quindi pensare ai valori etici dell’IA, un aspetto molto importante.»

    Grazie davvero al dottor Poccianti per questa bella chiacchierata e per avermi aiutato a capire meglio quale sia lo stato dell’Intelligenza Artificiale oggi, anche nel nostro paese.

  • L’innovazione non ammette pregiudizi. Gli eventi per la Giornata della donna 2019

    L’innovazione non ammette pregiudizi. Gli eventi per la Giornata della donna 2019

    In occasione della “Giornata della donna” 2019 vi proponiamo una lista di eventi legati alla promozione dell’imprenditorialità e delle competenze in ambito digitale.

    È ormai il quarto anno che ci dedichiamo alla ricerca di eventi organizzati in occasione della Giornata internazionale della Donna, che non abbiano il sapore della retorica che inevitabilmente accompagna ogni giornata commemorativa.
    L’innovazione non ammette pregiudizi. Se i nomi Ada Lovelace e Grace Murray Hopper o le statistiche della Commissione Europea e dell’OCSE circa il danno creato dal gender gap in termini di innovazione e crescita economica non bastassero a convincere i più “scettici”, nella settimana dal 4 al 10 marzo ci sono molte occasioni concrete per rendersi conto della competenza, della professionalità e del saper fare delle donne in settori considerati tipicamente maschili, non solo dagli uomini.

    Non sono eventi fine a sé stessi ma appuntamenti che fanno capo a iniziative e impegno costanti nel tempo, che hanno il merito di creare consapevolezza e condividere conoscenza, le uniche armi efficaci contro stereotipi e pregiudizi.
    Sperando che queste informazioni siano di vostro interesse, vi invitiamo a segnalarci altre iniziative legate al mondo della scienza, dell’innovazione e del digitale.

    La settimana RosaDigitale

    “La settimana RosaDigitale” è una manifestazione per le pari opportunità di genere nel campo del digitale che ha lo scopo di abbattere le disuguaglianze tra uomo e donna. Giunta alla sua quarta edizione, è una utile guida agli eventi, chiamati “petali”, che si svolgono in Italia e all’estero dal 4 al 12 marzo. Sul sito potete utilizzare la mappa interattiva per individuare l’evento più vicino a voi o quello di maggior interesse.

    Sito web: https://rosadigitaleweek.com/la-settimana-del-rosadigitale/
    Hashtag: #RosaDigitale
    Twitter: @DigitaleRosa
    Facebook: rosadigitale

    Vi segnaliamo tre “petali” tra i tanti che vi invitiamo a scoprire.

    “Scegliamo di Contare” è un evento promosso dall’Assessorato Roma Semplice di Roma Capitale che si terrà presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio. Donne con carriere in ambito S.T.E.M. (Science, Technology, Engineering and Mathematics) racconteranno le proprie esperienze lavorative di successo in Italia e all’estero a ragazze e ragazzi alle prese con la scelta del futuro percorso di studi.
    Info: https://www.eventbrite.com/e/scegliamo-di-contare-seconda-edizione-tickets-57602121496

    “Ingegneri di altro genere”, 5 donne di 5 generazioni diverse, attive nell’area STEM, descriveranno le loro esperienze di successo e il cammino professionale intrapreso. L’evento, di cui già abbiamo scritto, si svolgerà presso il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti (DIAG) dell’Università La Sapienza di Roma, in occasione dell’#OpenDIAG – giornata di orientamento rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
    Info: http://bit.ly/OpenDIAG2019_Ingegneridialtrogenere

    “La falena di Grace – Storia della donna che trovò e risolse il 1° bug informatico”, un laboratorio di robotica e coding con mBot, piccolo robot programmabile, per ripercorrere la storia Grace Murray Hopper, pioniera della programmazione informatica. Il laboratorio, per bambine e bambini, è organizzato da Kidsbit presso Binario 5 coworking a Perugia.
    Info: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-falena-di-grace-lab-di-coding-e-robotica-57409465256

    SheHacksPoliTO

    È un evento, patrocinato dal Politecnico di Torino, organizzato da alcuni ex-allievi dell’Istituto. Un hackathon che coinvolgerà 70 studenti del Politecnico (di diversi corsi di laurea) con l’obiettivo di sviluppare una campagna di comunicazione per valorizzare il ruolo della donna ingegnere. L’evento, che durerà due giorni (8 e 9 marzo), si comporrà anche di sessioni di lavoro collettive e di talk di approfondimento.

    Sito web: https://www.shehackspolito.it/

    Hashtag: #SheHacksPoliTO
    Twitter: @SheHacksPoliTO
    Instagram: shehackspolito

    Women & Digital Jobs in Europe… un anno dopo

    L’evento è organizzato da Gianna Martinengo, fondatrice di Women&Tech – Associazione Donne e Tecnologie nata nel 2009 con lo scopo di valorizzare il talento femminile nella tecnologia, nell’innovazione e nella ricerca scientifica, nonché di promuovere progetti e azioni finalizzate alla lotta agli stereotipi e alla discriminazione di genere.
    Durante l’evento, che si terrà presso l‘Ufficio d’Informazione del Parlamento Europeo a Milano, sarà presentato ufficialmente l’Instant Book che raccoglie le riflessioni dell’edizione 2018.  L’Instant Book potrà essere scaricato in formato digitale sul sito di Women&Tech.

    Sito web: https://www.womentech.eu/evento/women-digital-jobs-europe-presentazione-instant-book
    Twitter: @womentech
    Facebook: women.technologies

    100 donne contro gli stereotipi

    100esperte.it è un progetto dell’Osservatorio di Pavia e dell’associazione Gi.U.Li.A. (GIornaliste Unite LIbere Autonome), una banca dati online con 100 nomi e Curriculum Vitae di esperte di STEM. Il sito è stato lanciato nel 2016, in collaborazione con la Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, e ad oggi le esperte di STEM hanno oramai superato quota 100. Dal 2018 la banca dati è stata estesa anche al settore dell’Economia e Finanza.

    Due gli eventi organizzati in occasione della “Giornata della Donna”:
    100 donne contro gli stereotipi all’Università di Pavia – Info: https://100esperte.it/news/100-donne-contro-gli-stereotipi-alluniversita-di-pavia/
    Vita da STEM, #100esperte a Fa’ la cosa giusta! – Info: https://100esperte.it/news/100esperte-a-fa-la-cosa-giusta/

    Sito web: https://100esperte.it/
    Hashtag: #100esperte
    Twitter: @100esperte
    Facebook: 100esperte

    Art+Feminism 2019 @DInfUniSa

    Anche su Wikipedia le donne sono sotto-rappresentate, sia come numero di voci enciclopediche sia come numero di persone attive come contributor. In occasione della campagna internazionale “Art+Feminism 2019”, il Dipartimento di Informatica dell’Università degli studi di Salerno, in collaborazione con le associazioni Mind the Gaps e Wikimedia Italia, organizza una maratona internazionale di scrittura al femminile denominata edit-a-thon; chi prenderà parte all’evento potrà dare un contributo reale, cimentandosi nella scrittura di biografie delle attiviste premiate con l’International Women of Courage Award (Premio internazionale donne coraggiose).

    Info: https://www.facebook.com/events/2101387619979904/
    Hashtag: #artandfeminism #noweditingAF
    Twitter: @DInfUniSa @WikimediaItalia @mindthegaps_it

    Donna Forza 8

    In occasione della “Settimana della Donna”, lo Sportello Donna Forza 8 di Lazio Innova, società della Regione Lazio per l’innovazione e il sostegno alle PMI e alle startup, promuove una serie di iniziative per stimolare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.
    Presso gli “Spazi Attivi” – spazi collaborativi dove tutti, cittadini, startup, imprese ed enti locali, possono partecipare alla crescita del territorio – si terrà una serie incontri e workshop dedicati all’autoimprenditorialità, alle startup femminili e a percorsi di empowerment. Sul sito di Lazio Innova potete consultare il programma.

    Sito web: http://www.lazioinnova.it/news/la-settimana-della-donna-negli-spazi-attivi/
    Hashtag: #DonnaForza8
    Twitter: @LazioInnova
    Facebook: lazioinnova
    Linkedin: https://www.linkedin.com/company/sviluppo-lazio-spa/?trk=biz-companies-cym

    Speed Networking al Femminile

    L’evento è organizzato da Young Women Network, associazione dedicata al networking, mentoring ed empowerment delle giovani donne, e fa parte di una serie di interessanti eventi che si tengono durante tutto l’anno.
    Speed Networking al Femminile ha lo scopo di far apprendere le competenze per costruire il pitch perfetto e presentare sé stessi nel modo migliore.

    Info: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-speed-networking-al-femminile-ywn-rome-55958972794
    Hashtag: #SpeedNetworking #ywn
    Twitter: @YWNetwork
    Facebook: YoungWomenNetwork
    Linkedin: https://www.linkedin.com/company/young-women-network/

    Pitch Pitch – 100% al Femminile

    Pitch Pitch è un evento ricorrente di Ulule, piattaforma di crowdfunding nata a Parigi nel 2010 che, ad oggi, ha superato il traguardo di 26.000 progetti finanziati con un tasso di successo quasi del 70 % (fonte Ulule).
    L’evento “Pitch Pitch – 100% al Femminile” sarà dedicato a tutti i progetti a tematica femminile e/o progetti lanciati da donne permettendo loro di presentare il proprio dal vivo.

    Info: https://www.eventbrite.fr/e/registrazione-pitch-pitch-100-al-femminile-55406225512
    Hashtag: #PitchPitch
    Twitter: @ululeIT
    Facebook: ululeIt

    Femminismo digitale. Esperienze, limiti, linguaggi

    L’evento si terrà presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, una Tavola rotonda organizzata dalla Casa editrice L’Iguana e moderata da Chiara Turazzi, con la partecipazione di Shendi Veli e Antonietta Geirola, del movimento NonUnaDiMeno.

    Info: Femminismo_Digitale_NUDM

     

    GirlsTech

    Evento lancio di Girls Tech, un’iniziativa di FuturMakers e Synesthesia nata per promuovere la sensibilizzazione rispetto alla disparità di genere nel mondo dell’innovazione e della tecnologia. L’evento, che beneficia dell’alto patrocinio del Parlamento europeo, si svolgerà il 14 marzo 2019 presso il Talent Garden della Fondazione Agnelli.

    Sito web: https://www.girlstech.it/
    Hashtag: #GirlsTech
    Twitter: @GirlsTech_it
    Facebook: girlstech.it
    Instagram: girlstech_it

    Un ringraziamento particolare per il prezioso contributo a questo post a: Flavia Marzano, Angelo Simone, Francesca Meloro, Nicoletta Gay.

  • Blockchain in Italia mercato agli albori e in un anno cresce del 76 percento

    Blockchain in Italia mercato agli albori e in un anno cresce del 76 percento

    Il mercato della Blockchain inItalia è praticamente agli inizi, ma mostra comunque una grande crescita. Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, i progetti messi in atto sono cresciuti in un anno del 76% e l’Italia è il terzo mercato in Europa, dietro Uk e Germania.

    La Blockchain sta cominciando a prendere piede anche in Italia e ha di fronte a sè grandi spazi di crescita. Secondo quando rilevato dall’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, i progetti messi in atto dalle aziende italiane sono cresciuti in un anno del 76%, sono stati 328 quelli realizzati solo tra il 2017 e il 2018. Le aziende che ci hanno creduto di più sono quelle del settore finanziario (48% dei progetti), le pubbliche amministrazioni (10%) e quelle della logistica (8%), mentre i principali processi di applicazione sono la gestione dei pagamenti (24%), la gestione documentale (24%) e la tracciabilità di filiera (22%).

    L’Italia è il terzo paese europeo per numero di progetti (19 che hanno avuto visibilità mediatica, ma se guardiamo anche alla formazione e alla consulenza superano i 150 totali), ma il mercato si può dire che è ancora agli albori. Da un sondaggio su 61 CIO, (Chief Innovation Officer), di grandi imprese italiane emerge che ben il 59% delle aziende ha avviato sperimentazioni o è in procinto di avviarne, ma gli investimenti sono ancora limitati (15 milioni di euro in formazione, progetti e consulenze) e il 59% non ha un budget dedicato.

    blockchain mercato

    Le aziende italiane, inoltre, conoscono ancora poco le tecnologie Blockchain e Distributed Ledger e non le ritengono rivoluzionarie per il futuro: se il 26% dichiara una conoscenza elevata della “catena dei blocchi”, il 31% non sa ancora cosa sia; soltanto per il 32% sarà una rivoluzione e appena il 2% dei CIO la considera una priorità.

    Il mercato italiano della Blockchain

    blockchain aziende italiane

    Restando sul mercato italiano, per dare qualche dettaglio in più, i dati dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano ci dicono che nel 2018 le aziende italiane hanno speso in tecnologie Blockchain e Distributed Ledger circa 15 milioni di euro, con 150 casi suddivisi fra corsi di formazione e consulenza strategica per comprendere modalità e ambiti applicativi di questa tecnologia (50, avviati da imprese che devono ancora orientarsi sul tema), consulenze per conoscere le diverse piattaforme e sviluppare progetti pilota (80, attivati da aziende che hanno già una conoscenza di base della Blockchain), progetti operativi (10) e ICO (Initial Coin Offering, 10 casi attivati da startup). Fra questi soltanto 19 hanno avuto visibilità mediatica. Al momento le aziende che investono in progetti di Blockchain e Distributed Ledger sono solo quelle di grandi dimensioni e le startup che cercano supporto operativo nella realizzazione di ICO.

    Come detto, il 59% delle aziende ha avviato progetti legati alla blockchain o è pronto a farlo, fra cui il 3% ha già progetti operativi, il 35% ha delle sperimentazioni iniziate e il 21% ha intenzione di attivarle nei prossimi 12 mesi. Il restante 41% non ha ancora lanciato progetti, ma il 31% di queste si sta informando per capire cosa fare. Le principali barriere all’adozione della tecnologia Blockchain sono la mancanza di competenze, la difficoltà nel valutare i benefici attesi e la scarsità delle risorse a disposizione. La maggior parte delle aziende, infatti, non ha né un budget né un team dedicato alla Blockchain.

    blockchain caratteristiche

    Il 59% delle imprese non ha stanziato risorse per questa tecnologia nel 2018, il 30% ha un budget inferiore a 100 mila euro, il 7% ha preventivato risorse comprese tra 100 mila e 500 mila euro e solo il 4% ha investito più di 500 mila euro. Oltre un’impresa su tre non ha nessuna figura in organico impegnata sul tema (36%), il 17% ha più persone ma non in modalità strutturata, il 39% delle aziende ha affidato il compito al team innovazione e solo l’8% ha un delle figure dedicate.

    Ci sono ampi spazi di crescita, perchè queste sono le indicazioni di mercato, ma bisogna anche considerare che su 61 grandi aziende italiane emerge come la conoscenza di queste tecnologie sia ancora scarsamente diffusa: il 31% del campione non sa cosa siano la Blockchain e gli strumenti Distributed Ledger, il 43% ha una conoscenza sufficiente e solo il 26% conosce bene la tecnologia. Anche le aspettative sull’impatto della Blockchain sono ancora ridotte: solo un’azienda su tre (32%) ritiene che sarà una rivoluzione, per il 61% si limiterà a migliorare alcuni processi e per il 7% non ci sarà alcuna influenza.

    Il mercato della Blockchain a livello internazionale

    blockchain mercato internazionale

    Dal punto di vista del mercato internazionale della blockchain, l’area con la più alta densità di casi di applicazione nell’ultimo triennio è l’Asia, col 32% dei progetti, seguita da Europa (27%), America (22%) e da Oceania e Africa (5%), mentre il restante 14% è costituito da progetti multi continentali. Gli Stati Uniti, invece, guidano la classifica dei singoli paesi con più progetti (17%), seguiti da Giappone (oltre il 7%), Cina (7%), Regno Unito (4%) e Corea del Sud (4%). Anche l’Italia registra un forte fermento e si posiziona per numero di progetti al terzo posto in Europa, dopo Regno Unito e Germania.

    Le aziende che hanno attivato sperimentazioni di Blockchain preferiscono affidarsi a piattaforme private (90% dei 448 casi in cui viene dichiarata la tipologia di soluzione utilizzata) piuttosto che a piattaforme pubbliche (10%). Fra i 318 casi in cui viene indicata la piattaforma impiegata, le più diffuse sono Hyperledger (75 progetti, 24%) e nuove piattaforme Blockchain sviluppate appositamente (altri 75 casi, 24%), seguite da Ethereum (49 casi, 15%), Corda (35 casi, 11%), Ripple (22 casi, 7%) e Bitcoin (7 casi, 2%). I restanti 55 progetti si affidano a piattaforme minori (17%).

  • Twitter lavora sul ‘nascondi tweet’ per dare più controllo agli utenti

    Twitter lavora sul ‘nascondi tweet’ per dare più controllo agli utenti

    Dopo la scoperta da parte di alcuni utenti, tra cui Jane Manchun Wong, sempre molto attenta, Twitter ha poi confermato di lavorare su una nuova funzionalità che permetterebbe di nascondere i tweet in risposta ad un tweet originale. Un modo per dare agli utenti sempre più controllo e per meglio preservare le conversazioni.

    Forse, dopo aver passato quasi tutto il 2018 a reclamare qui dal nostro blog un qualche segno di innovazione, Twitter comincia a fare sul serio per cercare di migliorare la piattaforma, soprattutto per dare agli utenti la possibilità di poterla utilizzare e controllare meglio. Dopo aver visto l’avvio del test pubblico, per il lancio di nuove funzionalità, alcuni utenti, tra i quali la sempre attenta Jane Manchun Wong, la prima a notarla, Twitter ha confermato, a stretto giro, di lavorare su una nuova funzionalità che permetterebbe agli utenti di nascondere i tweet di risposta ad un tweet originale (perdonate la ripetizione di “tweet” ma è per rendere più chiare a cosa serve la funzionalità). In pratica sarebbe più possibilità agli utenti di preservare la conversazione da possibili troll e anche da possibili risposte che potrebbero “avvelenare” la conversazione stessa. Si tratta di una funzionalità non da poco, in quanto uno dei motivi principali per cui gli utenti non si avvicinano alla piattaforma è proprio il fatto di non sapere come proteggersi da contenuti che spesso hanno solo lo scopo di rovinare una conversazione.

    twitter nascondi tweet

    La nuova funzionalità confermata da Michelle Yasmeen Haq, responsabile senior di Twitter, proprio in risposta al tweet di Jane Manchun Wong che svelava questa novità in corso, permetterà quindi agli utenti di nascondere il contenuto non in modo permanente, resta quindi un modo per scoraggiare tentativi di portare la conversazioni su toni più duri e che, spesso, non c’entrano nulla con quello di cui si discute. Michelle Yasmeen Haq, in risposta, ha avviato un vero thread fatto di 8 contenuti in cui ha spiegato che questa funzionalità ha il compito di rendere “più sane le conversazioni tra gli utenti, un aspetto per noi molto importante.

    Al momento non è dato sapere quando questa funzionalità verrà resa utilizzabile, si parla di qualche mese, ma da quanto spiegato, una volta individuato il tweet in risposta ad uno originale che si vuole nascondere, è sufficiente cliccare sul simbolo della “condivisione” e scegliere l’opzione “nascondi tweet”. Si tratta quindi di un “avvertimento” anche per coloro che partecipano alla conversazione del fatto che i loro tweet se abusivi oppure se fuori tema, violenti, fuori tema, e altro ancora, potrebbe essere nascosti.

    Il nuovo “nascondi tweet” si presenta come una modalità per proteggere la conversazione da utenti piuttosto molesti e uno strumento in più che si affianca a quelli già esistenti come “Silenzia” e “Blocca”. Solo che questi ultimi intervengono direttamente sull’esperienza di colui che silenzia o blocca, mentre il nascondi tweet va a coinvolgere anche gli altri utenti che partecipano alla conversazione.

    Ci sembra una funzionalità che prosegue nel solco che Twitter ha avviato per rendere la piattaforma, e quindi le conversazioni, più sane. E pensiamo che possa piacere anche agli utenti.

    E voi cosa ne pensate?

  • TikTok nei guai per la privacy dei minori: sotto i 13 anni ci vorrà il consenso dei genitori

    TikTok nei guai per la privacy dei minori: sotto i 13 anni ci vorrà il consenso dei genitori

    La FTC, Federal Trade Commission, ha raggiunto un accordo con TikTok, l’app nata dalla fusione con musical.ly, per il pagamento di 5,7 milioni di dollari per aver violato la privacy dei minori. Inoltre, negli Usa sarà necessario il consenso dei genitori per gli utenti che hanno meno di 13 anni.

    TikTok, l’app del momento per gli utenti giovanissimi, la più scaricata da iOS e Android nel 2018, si è messa nei guai per aver violato la privacy dei minori. La FTC, Federal Trade Commission, ha raggiunto un accordo con l’app che è nata da musical.ly per il pagamento di ben 5,7 milioni di dollari per aver violato la privacy dei minori. E come sappiamo, TikTok è proprio l’app che sta spopolando tra i giovanissimi, il pubblico di riferimento che era proprio di musical.ly, ed è proprio da lì che nascono i guai per TikTok. La FTC sostiene che TikTok abbia “raccolto illegalmente informazioni personali dei bambini” non avendo ottenuto il permesso dei genitori prima della loro firma, in violazione del COPPA, “Children’s Online Privacy Protection Act“, la legge che protegge la privacy dei minori. Questa legge prevede che qualsiasi applicazione o sito web destinato ai bambini, come TikTok (vale anche per musical.ly), richiede il consenso dei genitori per gli utenti che hanno meno di 13 anni, per condividere le informazioni personali su quell’applicazione o sito web.

    Come sappiamo bene, tutti i social network negli Stati Uniti per essere utilizzati dai minori necessitano del consenso dei genitori, proprio per quella norma prevista dal COPPA. Il problema per TikTok nasce dal fatto che molti genitori hanno segnalato alla FTC e alle autorità garanti della privacy che i loro bimbi non ancora 13enni usassero l’app senza il loro consenso. Quindi realizzando e condividendo video delle loro performance.

    TikTok violazione privacy minori franzrusso.it

    La FTC rimprovera a TikTok il fatto che musical.ly sapesse benissimo che buona parte degli utenti avesse meno di 13 anni senza fare nulla, anzi, procedendo a raccogliere i loro dati personali come se nulla fosse.

    La risposta di TikTok non si è fatta attendere, annunciando che pagherà questa multa, tra l’altro la più alta mai comminata negli Usa in fatto di violazione della privacy dei minori, e ha anche aggiunto che rilascerà una sezione “in-app” dedicata proprio agli utenti di età inferiore ai 13 anni, limitandosi solo alla visualizzazione dei contenuti, senza alcuna possibilità di interazione con essi.

    Vale la pena ricordare che al momento della fusione tra le due piattaforme gli utenti complessivi sono arrivati ad essere 700 milioni a livello globale.

    Di recente, Sensor Tower ha rilevato che l’app  di TikTok è stata la più scaricata in assoluto con oltre 1 miliardo di download da iOS e Android nel 2018.

  • L’Internet Advertising traina il mercato pubblicitario in Italia

    L’Internet Advertising traina il mercato pubblicitario in Italia

    I dati resi noti oggi dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, in occasione del convegno “Data&Media: handle with care!”, parlano chiaro: l’Internet Advertising è il comparto che cresce di più nel 2018 con l’11% e pesa, sul mercato pubblicitario italiano, il 36%. In 10 anni Internet ha guadagnato 7 punti percentuali di quota di mercato sulla Televisione e ben 16 punti percentuali sulla Stampa.

    Il mercato pubblicitario italiano è a traino Internet, anche se la situazione complessiva sembra essere ritornata ai livelli del 2009. Il mercato pubblicitario complessivo in Italia chiude il 2018 a quota 8,2 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto al 2017. L’Internet advertising pesa per il 36% del totale con il tasso di crescita (+11%) più alto di questo mercato. La vecchia cara Tv si conferma ancora come lo zoccolo duro dell’intera pianificazione pubblicitaria nel nostro Paese (+1%, per una quota pari al 47% del mercato). Nel 2018 cresce anche la Radio (+5%, pari al 5% del mercato), mentre decresce ancora il settore della Stampa (-6%, pari al 12%). Volendo guardare i dati in termini assoluti, in 10 anni Internet ha guadagnato 7 punti percentuali di quota di mercato sulla Televisione e ben 16 punti percentuali sulla Stampa. I dati sono stati presentati oggi a Milano dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, in occasione del convegno “Data&Media: handle with care!”.

    Guardando i dati più nel dettaglio, notiamo che nel 2018 il mercato del Programmatic advertising raggiunge i 482 milioni di euro e cresce del 18%. Questa componente si assesta quindi al 16% del totale Internet advertising (era il 15% nel 2017) e al 26% della Display advertising (era il 25%). Il mercato italiano è in continua crescita anno su anno, ma con tassi non così alti se confrontati con altri Paesi: sempre nel 2018 infatti Germania e Francia crescono ben oltre il 30%, US del 30% e UK del 25%, Paesi che inoltre hanno una penetrazione del Programmatic sulla componente Display più alta rispetto a quella dell’Italia.

    mercato pubblicitario italia internet adversiting

    internet media mercato pubblicitario italia

    Per le aziende investitrici italiane è diventato sempre più importante ricorrere ai third party data provider per poter arricchire la conoscenza dei clienti e le indicazioni sui contatti in proprio possesso.  La capacità di integrazione dei dati venduti con le informazioni già presenti in azienda è quindi fondamentale: dall’analisi condotta (che ha compreso 28 data company attive in Italia), emerge che l’89% del campione permette questa attività: 8 su 10 tramite cookies matching e solo alcune attraverso altre tecnologie. Bisogna dire che da una parte, ci sono i data provider “puri” (o Data Providers & Technologies), ossia coloro che mettono direttamente a disposizione dell’acquirente i dati; dall’altra le Buying Technologies, che invece veicolano i dati esclusivamente in corrispondenza dell’attivazione congiunta di una campagna pubblicitaria. Indipendentemente da queste due macro-categorie, ogni azienda può offrire diverse tipologie di dato: tra le più diffuse troviamo i dati socio-demo(come sesso, età o reddito) e di interesse, venduti dal 93% dei provider; seguono i dati comportamentali (ad esempio, cronologia di navigazione e ricerche sui browser) venduti dall’89%, i dati di purchase (legati agli acquisti) e i dati geo-local(per fornire all’utente messaggi contestuali alla sua posizione) venduti dal 71%; infine i dati psicografici(che si focalizzano sulla comprensione degli attributi cognitivi, come ad esempio le emozioni dei consumatori, 39%) e gli analytics in store (comportamento in punto vendita, 25%).

    Come vedete dal grafico in basso, il comparto social in Italia vale poco meno di 650 milioni di euro, pesa il 35% dell’Internet advertsiging e mostra una crescita costante dal 2013, quando valeva l’11%, fino a crescere del 28% nell’ultimo anno.

    internet advertising formati

    mercato pubblicitario italia internet adversiting dati

    Dai dati emerge una grande attenzione da parte delle aziende per il tema della Media Trasparency, quindi c’è molta attenzione alle policy e anche ai meccanismi di protezione dalle frodi all’interno dell’adv. Nel mondo dell’advertising si affacciano tecnologie blockchain e una delle aree di applicazione più importante è quella  dell’advertising online. La Blockchain può essere associata in particolare a due ambiti applicativi: la user engagement, ossia tutte quelle soluzioni che permettono di coinvolgere l’utente in modo attivo all’interno della filiera pubblicitaria, e la Media Trasparency, ossia tutte quelle soluzioni che permettono di favorire la trasparenza all’interno della filiera pubblicitaria. Processi di cui sentiremo parlare ancora e vedremo insieme quali saranno gli sviluppi.