Autore: Franz Russo

  • Ecco G-Factor, l’incubatore per startup della Fondazione Golinelli

    Ecco G-Factor, l’incubatore per startup della Fondazione Golinelli

    Inaugurato oggi, 25 febbraio 2019, a Bologna G-Factor, il nuovo incubatore-acceleratore per startup della Fondazione Golinelli. Si tratta di uno spazio che va ad integrare quello esistente che lo rende una vera città dell’innovazione e della conoscenza. Sono 9 le startup che saranno accolte nei prossimi giorni.

    E’ stato inaugurato oggi a Bologna G-Factor, il nuovo incubatore-acceleratore per startup della Fondazione Golinelli. Lo spazio completa l’ecosistema aperto di Fondazione Golinelli, in cui sono integrate attività di educazione, formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, incubazione, accelerazione, venture capital, divulgazione e promozione delle scienze e delle arti. I nuovi 5.000 mq vanno ad integrare la struttura già esistente e la città della conoscenza, dell’innovazione e della cultura arriva così a coprire un’area di 14.000mq complessivi.

    Nata trent’anni fa per volontà dell’imprenditore e filantropo Marino Golinelli, la Fondazione aveva trovato la sua casa nel 2015 nell’Opificio Golinelli progettato dallo studio di architettura diverserighestudio: uno spazio industriale riqualificato di 9.000 mq, che ospita laboratori, aule didattiche, uffici, spazi per workshop e attività varie. Due anni dopo, nel 2017, è nato, come sede espositiva, il Centro Arti e Scienze Golinelli, su progetto di Mario Cucinella Architects: uno spazio di “immaginazione e sperimentazione” di circa 700 mq.

    fondazione golinelli g factor startup bologna

    Oggi, con l’inaugurazione di G-Factor – firmato ancora da diverserighestudio – Fondazione Golinelli concretizza, con millimetrica precisione, un altro dei progetti di futuro di Opus 2065, piano di sviluppo pluriennale che segna il cammino della Fondazione e che è stato ideato per supportare le giovani e giovanissime generazioni nel loro percorso di crescita.

    Dal 2015 Fondazione Golinelli ha accolto nei suoi spazi oltre 300.000 persone ed eroga ogni anno mezzo milione di ore di formazione (suddivise tra differenti tipologie di utenza: studenti, insegnanti, aspiranti imprenditori…): una filiera della conoscenza che si propone per il futuro alla comunità internazionale come uno dei più importanti centri di riferimento per l’innovazione a livello europeo. È in questo contesto fertile che prende forma G-Factor, con tutte le relazioni, le reti, le collaborazioni e le contaminazioni virtuose che saranno attivate, sul modello di quelle che la Fondazione ha già in essere da tempo con centri di ricerca, università, imprese e operatori finanziari.

    Il completamento di questo nuovo padiglione non rappresenta quindi solo una crescita dal punto di vista architettonico, ma un vero e proprio inizio, una nuova fase di vita per Fondazione Golinelli.

    Nel nuovo padiglione trovano già posto due realtà fondamentali nella scacchiera disegnata dalla governance della Fondazione: l’incubatore-acceleratore G-Factor e il Competence Center BI-REX di Industria 4.0.

    g-factor startup fondazione golinelli

    g-factor startup fondazione golinelli

    Con G-Factor, Fondazione Golinelli si pone l’obiettivo di avere ritorni finanziari dagli investimenti per sostenere la propria attività filantropica, e intende al contempo creare un connubio inedito tra l’attività profit e il perseguimento del proprio scopo statutario, che rimane ovviamente quello di aiutare le nuove generazioni, promuovendone la crescita, la cultura e la formazione, fino al sostegno delle loro idee imprenditoriali.

    Lo spazio accoglierà nelle prossime settimane le start-up selezionate da un team di scienziati ed esperti di impresa, innovazione, trasferimento tecnologico e finanza tra i 124 progetti che hanno partecipato (tra linea junior e linea senior) alla Call for Ideas & Start-up First Edition 2018 Life Science Innovation, il primo bando di G-Factor, per progetti di innovazione e nuove imprese del settore delle scienze della vita. G-Factor rappresenta una risposta concreta della Fondazione rispetto alla necessità del nostro paese di favorire l’integrazione tra ricerca, industria e mercato, mettendo al centro i giovani, le loro idee di impresa e la ricerca scientifica e tecnologica, nell’ottica di una formazione che unisca il sapere al saper fare.

    Se l’Italia è uno dei primi paesi europei per brevetti, gli investimenti in startup ancora devono decollare.

    Fondazione Golinelli rivendica con G-Factor la proposta di un modello inedito rispetto a quelli importati dal mondo anglosassone, pensato per la realtà italiana ed europea: per questo primo bando, nell’ambito di un programma pluriennale, che ha ricevuto candidature anche dall’estero (Francia, Spagna, UK, Danimarca, Germania, USA) è stato stanziato 1 milione di Euro.

    g-factor fondazione golinelli inaugurazione
    G-Factor, Fondazione Golinelli, inaugurazione

    Le start up al via sono:

    • Biocompatibility Innovation (Padova, Team indipendente)
    • BionIT Lab (Lecce, Team indipendente)
    • ComplexData (Spin off Università di Milano)
    • Diamante s.r.l. (Università degli Studi di Verona)
    • enGenome (Spin off Università di Pavia)
    • Genoa Instruments (Spin off Istituto Italiano di Tecnologia di Genova)
    • HIPatch (Università degli Studi di Pavia)
    • Holey (Roma, Team indipendente)
    • Relief (Spin off Scuola Superiore Sant’Anna)

    Accanto a questa attività, nella nuova parte dell’Opificio, si è voluto che operasse anche il Competence Center BI-REX (Big Data Innovation & Research EXcellence) istituito a dicembre 2018, il primo a partire tra gli otto Centri di Competenza selezionati dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Raggruppa in un partenariato pubblico-privato 57 attori tra università, centri di ricerca e imprese e garantirà alle imprese di tutta Italia formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0. L’intento è quello di far interagire queste realtà, approfittando della contiguità offerta dagli spazi così da far nascere e alimentare quel terreno fertile e comune tra formazione e applicazione sul quale si spera possano prosperare quegli elementi di innovazione in grado di ridare slancio al sistema-paese.

    La data di oggi, 25 febbraio, per la Fondazione Golinelli, rappresenta dunque un nuovo inizio, come quella che scoccò tra primo e secondo millennio a Bologna, tradizionalmente catalizzatore per la conoscenza e per la sperimentazione, generando quella Universitas che ha contribuito in maniera decisiva a indicare al mondo il cammino verso una civiltà nuova.

     

  • Gli italiani sempre più appassionati di Smart Home

    Gli italiani sempre più appassionati di Smart Home

    Nell’ultimo anno si è registrato una crescita di interesse degli italiani verso tutto ciò che riguarda la smart home, la casa connessa. I dati recenti del Politecnico di Milano evidenziano bene questo trend rilevando anche che l’intero mercato cresce del 52% con un valore di 380 milioni di euro. Il 41% degli italiani possiede un oggetto smart, è boom di vendite per gli smart speaker.

    Gli italiani sono sempre più appassionati di Smart Home, della casa connessa. Un trene che sta esplodendo in questo periodo, ma che si stava manifestando già nel 2016. I recenti dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ci dicono che il mercato è cresciuto in un anno del 52% e che nel 2018 ha raggiunto un valore di 380 milioni di euro. Sono dati che trovano forte traino nell’arrivo sul mercato italiano di quella tipologia di prodotti che si sono affacciati in Italia proprio nel 2018 come gli smart speaker, in particolare si parla di Google Home e di Amazon Echo. Il mercato italiano cresce molto anche se, paragonato ad altri mercati, risulta ancora un po’ indietro, ma non vi è dubbio che possa recuperare e anche presto.

    In termini assoluti, l’Italia si colloca davanti solo alla Spagna (300 milioni di euro, +59%), mentre è ancora ampio il divario con Germania (1,8 miliardi, +39%), Regno Unito (1,7 miliardi, +39%) e Francia (800 milioni, +47%).

    Insieme al mercato crescono anche il livello di conoscenza e la diffusione degli oggetti connessi nelle case degli italiani: il 59% ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 41% possiede almeno un oggetto smart, con le soluzioni per sicurezza (come sensori per porte e finestre) in prima posizione. Il boom degli assistenti vocali (smart speaker) ha favorito soprattutto i retailer online e offline, che insieme incidono per il 40% del mercato (in crescita del 160% rispetto al 2017), a scapito della filiera tradizionale, produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori, che mantiene un ruolo di primo piano ma perde terreno in termini di quote di mercato (dal 70% del 2017 al 50% di quest’anno).

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    Un ruolo importante, infine, continua a essere giocato dalle startup che sviluppano soluzioni di “casa connessa”: si moltiplicano le collaborazioni con i grandi player e continuano a crescere i finanziamenti erogati dagli investitori istituzionali. Sono 141 le nuove imprese censite a livello internazionale, di cui 102 finanziate, per un totale di 1,5 miliardi di dollari di investimenti raccolti.

    Ma vediamo qualche dato più in dettaglio.

    La quota maggiore di mercato è legata alle soluzioni per la sicurezza, che vale 130 milioni di euro, pari al 35% del mercato. In seconda posizione troviamo la principale novità del 2018, gli smart speaker, che oltre a generare vendite per 60 milioni di euro (16% del mercato), hanno direttamente o indirettamente trainato buona parte della crescita complessiva. Di poco inferiori le vendite degli elettrodomestici, pari a 55 milioni di euro e al 14% del totale, fra cui spiccano le lavatrici – connesse, controllabili via App e dotate in alcuni casi anche di assistente vocale – che continuano a trainare le vendite del comparto.

    Si allarga l’offerta (alcuni produttori hanno già più di metà della gamma “connessa”), ma l’utilizzo delle funzionalità smart è un’abitudine solo per il 25% degli utenti che posseggono un elettrodomestico connesso (in crescita rispetto al 15% del 2017). Caldaie, termostati e condizionatori connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione incidono per il 12% del mercato (circa 45 milioni di euro), con un incremento dovuto alla crescente integrazione con gli assistenti vocali e alla possibilità per il consumatore di ottenere benefici importanti in termini di risparmio energetico e comfort. Tra le rimanenti soluzioni spiccano con una crescita del +50% le soluzioni per la gestione dell’illuminazione (lampadine connesse).

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    Il traino degli Smart Speaker

    Il lancio degli smart speaker ha portato a una progressiva evoluzione delle abitudini dei consumatori, sempre più disposti ad acquistare in autonomia i dispositivi per la Smart Home (online o nei negozi) e a richiedere eventualmente in un secondo momento l’aiuto di un professionista per l’installazione: soltanto il 19% del campione, infatti, ha acquistato di l’oggetto connesso tramite il proprio installatore di fiducia, contro il 33% del 2017. Si consolida la diffusione di oggetti smart nelle case, presenti nel 41% delle abitazioni (+3%), anche se una buona fetta degli utenti non usa ancora le funzionalità smart di questi oggetti (42%), soprattutto a causa della scarsa utilità percepita (per il 41% è poco utile, il 34% non ne ha l’esigenza) e a volte per l’eccessiva complessità del prodotto (14%). Chi invece non possiede oggetti connessi non ne sente il bisogno (41%), li considera troppo futuristici (19%), non ne comprende appieno i benefici (12%) o non ne ha ma sentito parlare (8%).

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    Il mercato è in crescita, ma sono ancora pochi i consumatori che si dichiarano interessati ad acquistare prodotti per la Smart Home in futuro, poco più di uno su tre (35%), e fra questi il solo il 10% prevede di comprare nei prossimi dodici mesi, mentre il 25% entro tre anni. Le soluzioni che riscuotono maggiore interesse per il 2019 riguardano la gestione dell’illuminazione (20% del campione) e gli smart home speaker (14%). Proprio gli assistenti vocali possono essere un volano per l’intero mercato, perché i consumatori più che per ottenere informazioni o gestire i propri impegni quotidiani vorrebbero usarli per gestire altri oggetti smart, come elettrodomestici (23%), caldaie e termostati (23%), luci (21%) e antifurto (16%).

    La conferma che gli smart speaker siano, ormai ovunque e non solo in Italia, un volano per la “casa connessa”, arriva anche dai recenti dati diffusi da Strategy Analytics che ha rilevato che le vendite degli smart speaker sono quasi raddoppiate in un anno, ne sono stati venduti 38,5 milioni.

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    Amazon e Google sono le aziende che hanno fatto registrare una crescita molto più solida nell’ultimo trimestre dello scorso anno, grazie alla forte domanda degli altoparlanti economici Echo Dot e Home Mini. Buon andamento anche per l’HomePod di Apple: consegne a +45%, ma la quota di mercato scende al 4,1% e non dà alla Mela un posto in top five.

    Amazon è regina con 13,7 milioni di speaker Echo consegnati (+91%) nel quarto trimestre, ha oltre un terzo del mercato mondiale (35%). Segue Google, con 11,5 milioni di dispositivi Home (+123%). La classifica prosegue con le cinesi Alibaba (2,8 milioni, +30%), Baidu (2,2 milioni, +19%) e Xiaomi (1,8 milioni, -5%). Apple è sesta a 1,6 milioni di speaker.

    smart home infografica

     

  • Evan Williams, co-founder di Twitter, lascia il board dopo 12 anni

    Evan Williams, co-founder di Twitter, lascia il board dopo 12 anni

    Evan Williams, che insieme a Biz Stone e a Jack Dorsey fondò Twitter nel 2006, dopo 12 anni lascia il consiglio di amministrazione. Williams, fondatore e CEO di Williams, in un tweet ha ringraziato i suoi compagni d’avventura: “Grazie Jack e Biz per aver avviato questa folle azienda insieme a me”.

    Evan Williams, co-fondatore di Twitter, lascerà il consiglio di amministrazione dalla fine di questo mese, è quando si legge nei documento depositati presso la SEC (Securities and Exchange Commission), l’organo di sorveglianza di Wall Street. Williams, oggi fondatore e CEO di Medium, la piattaforma di blogging, lascia il CDA da quando questo è stato costituito, ossia nel 2007, ecco perchè viene specificato che lascia dopo 12 anni. Anche perchè, sanno tutti ormai che Twitter venne fondata nel 2006, quindi 13 anni fa, da lui, da Biz Stone e Jack Dorsey, oggi di nuovo CEO di Twitter.

    L’addio di Williams, in un momento in cui Twitter è attiva per cercare di dare una sterzata alla piattaforma, vi abbiamo dato notizie qui sul nostro blog dei vari “cantieri” aperti e dell’avvio di recente del test pubblico per provare le nuove funzioni che presto verranno messe in uso per tutti sulla piattaforma da 280 caratteri.

    evan williams twitter

    La figura di Evan Williams è stata importante nella prima fase dell’azienda, è stato lui il primo CEO di Twitter ed è stato lui a dare una forma all’azienda che fosse in grado di affrontare del sfide di allora. Il suo mandato durò dal 2008 al 2010, quando poi venne il momento di Dick Costolo come nuovo CEO, l’uomo che invece diede a Twitter la forma di azienda in grado di riuscire a entrare a Wall Street, cosa che gli riuscì poi nel 2013, per poi cedere il testimone a Jack Dorsey nel 2015.

    Il periodo in cui Twitter era guidata da Evan Williams era quello in cui sulla piattaforma, nel 2008, si contavano appena 6 milioni di utenti che poi divennero il triplo l’anno successivo, 18 milioni, per poi arrivare ad essere 54 milioni nel 2010, quando Williams lascia la guida a Costolo. Erano anni in cui Twitter costruiva la sua ossatura, cresceva con ritmi tutto sommato soddisfacenti, anche se si caratterizzava, già allora, per il fatto di non riuscire a trattenere abbastanza gli utenti. Nel 2010 Twitter riusciva a trattenere sulla piattaforma solo il 40% degli utenti, Facebook, ad esempio, riusciva già allora a trattenere il 70%.

    La notizia dell’addio di Evan Williams ovviamente si è sviluppata su Twitter, con un primo tweet di Williams in cui scrive di essere stato fortunato a prendere parte al board dell’azienda per 12 anni, e in un altro ringrazia i suoi due compagni d’avventura con cui il 21 marzo del 2006 diede vita alla piattaforma da 140 caratteri:

    E la reazione di Wall Street non si è fatta attendere, il titolo TWTR ha guadagnato oltre il 3% facendo aumentare il valore di capitalizzazione a 24,32 miliardi di dollari.

    Vedremo se questo riuscirà a diventare una scossa per Jack Dorsey.

  • Ecco le 4 startup al femminile vincitrici del MIA – Miss in Action

    Ecco le 4 startup al femminile vincitrici del MIA – Miss in Action

    Si è tenuta ieri la premiazione delle startup vincitrici del MIA – Miss in Action, l’acceleratore ideato da Digital Magics insieme al gruppo BNP Paribas per sostenere l’imprenditoria al femminile. Le vincitrici che accederanno al programma di accelerazione di due mesi sono: BESTEST, InTribe, Transactionale e Work Wide Women.

    Si è tenuta ieri la premiazione delle startup vincitrici del MIA – Miss in Action, il primo programma di accelerazione dedicato alle startup e alle PMI innovative italiane al femminile ideato da Digital Magics insieme al gruppo BNP Paribas, con il patrocinio del Comune di Milano. Le 4 startup selezionate sono: BESTEST, InTribe, Transactionale e Work Wide Women e, tra pochi giorni, inizieranno il programma di accelerazione che supporta il talento digitale delle donne, contribuendo a far crescere la compagine femminile nell’ecosistema dell’innovazione italiano. Le 4 startup tecnologiche avranno accesso a 3 mesi di formazione dedicata e sviluppo di prodotti e servizi, 2 mesi per la realizzazione di un prototipo pronto per il lancio sul mercato e all’evento finale per presentare i risultati agli investitori.

    163 team di neo-imprenditrici si sono candidati per partecipare a MIA – Miss In Action. I principali settori dei progetti presentati sono stati: turismo, marketing e comunicazione, cultura ed entertainment, salute, fashion, food, education e infanzia. Le prime 5 Regioni per area di provenienza sono state: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Campania e Toscana.

    MIA 2019 Innovation Day

    10 finaliste hanno presentato i loro progetti innovativi ieri sera durante l’Innovation Day di MIA – Miss In Action, all’interno dello spazio creativo e culturale della Fabbrica del Vapore, raccontando con creatività e passione le loro idee, storie e modelli di business di fronte alla giuria di esperti, che ha scelto le vincitrici dell’acceleratore.

    Ed ecco una descrizione della 4 startup selezionate:

    BESTEST (sviluppato dalla startup M2TEST) è il nuovo metodo diagnostico per l’analisi della struttura ossea umana a scopi medico-scientifici. Il test BEST (Bone Elastic Structure Test) è in grado di migliorare l’accuratezza della diagnosi di osteoporosi e di rischio di frattura delle ossa nei pazienti, grazie alla simulazione dell’applicazione di forze su una “biopsia virtuale dell’architettura ossea”, ottenuta da immagini radiografiche.

    InTribe realizza progetti di customer insight data intelligence per produrre analisi evolute su esigenze, stili di vita, abitudini ed evoluzioni dei consumatori. Attraverso attività di gamification (giochi e contest) con tecnologie di Intelligenza Artificiale e machine learning, InTribe rende la partecipazione alle indagini di mercato interattiva e coinvolgente.

    Transactionale (sviluppata dalla startup Flyer Tech) è la piattaforma che offre ai siti e-Commerce un nuovo strumento per: raggiungere nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti, premiandoli e monetizzando grazie alle tecnologie dei Big Data e di machine learning. Il sistema si basa sulla creazione di campagne di co-marketing tra e-Shop affini e non concorrenti, come collegare all’e-mail di conferma d’acquisto un’offerta promozionale di un altro partner.

    Work Wide Women è il progetto di innovazione sociale focalizzato sull’inclusione femminile nel settore ICT. La prima piattaforma di social learning dedicata alla formazione femminile su skill digitali, nuove tecnologie e professionalità del futuro, lavorando insieme alle donne e alle aziende per creare reciproche opportunità di occupazione e accrescimento.

    La giuria del MIA – Miss in Action era composta da Digital Magics, le Società del Gruppo BNP Paribas e 7 donne top manager, imprenditrici, business angel, rappresentanti delle istituzioni:

    • Anna Amati, Vice Presidente META Group e socia IAG
    • Frieda Brioschi, imprenditrice e Professoressa IED
    • Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici, Comune di Milano
    • Alessandra Gritti, Amministratore Delegato Tamburi Investment Partners
    • Sandra Mori, Presidente Valore D e Data Privacy Officer Coca-Cola Europe
    • Valentina Parenti, Co-Founder e General Manager Gamma Donna
    • Fausta Pavesio, Business Angel e Investor Board Member Smartup Capital.

     

  • Twitter, ecco come prendere parte al test sulle nuove funzioni

    Twitter, ecco come prendere parte al test sulle nuove funzioni

    Nelle scorse settimane Twitter aveva annunciato l’avvio di un test pubblico per provare le nuove funzionalità su cui la società di Jack Dorsey lavora ormai da qualche mese. Ed ecco che da oggi è possibile prendere parte al test pubblico per poi, una volta accettata l’iscrizione, ricevere l’app in versione beta su cui provare le novità.

    Ne aveva dato l’annuncio al CES 2019 di Las Vegas Sara Haider, responsabile di prodotto di Twitter, durante un’intervista rilasciata da Engadget e ora si può dire che l’avvio del test pubblico per provare le nuove funzionalità della piattaforma è partito per davvero. Come certamente ricorderete, Twitter aveva annunciato delle novità da introdurre per migliorare la conversazione tra gli utenti, poi confermate agli inizi di quest’anno, quando era stato annunciato l’avvio di un test aperto ad un migliaio di utenti (anche se non si conosce ancora il numero preciso), previa iscrizione. Ed ecco che il link per l’iscrizione è stato pubblicato qui e chiunque può sottoporre la propria candidatura per diventare beta tester. Vi verrà richiesto da dove accedete principalmente su Twitter, in che lingua usate la piattaforma e da dove. Una volta inserite queste poche informazioni, dovrete solo attendere di sapere se la vostra iscrizione verrà accettata. E quando questa avverrà, potrete usare un’applicazione in versione beta con cui provare le nuove funzionalità da testare.

    [pinterest-image message=”Twitter avvia il test pubblico per le nuove funzionalità, ecco il link per iscriversi” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2019/02/twitter-test-pubblico-funzioni.jpg”]

     

    Le novità che Twitter sta studiando riguardano per lo più il tentativo di migliorare, e incentivare soprattutto, la conversazione tra gli utenti. In pratica nella version test le risposte ad un tweet compariranno evidenziate con dei colori. Le risposte al tweet che arrivano da persone che si seguono compariranno in blu, mentre quelli che saranno inviati dalla persona che ha iniziato la conversazione (con la pubblicazione del primo tweet) saranno in grigio, con un tonalità molto simile a quella che si vede già oggi nell’etichetta che individua il “tweet originale”. I colori non sono stati ancora ben definiti del tutto, dovrebbe esserci anche un colore verde. Ma si vedrà quale sarà l’esito dopo questa fase di test pubblico. Cambierà anche la forma grafica con cui viene visualizzata la conversazione.

    A dirla tutta, non è detto che l’introduzione di colori (già in uso ormai da tempo su tante applicazioni di messaggistica) possano migliorare davvero la conversazione su Twitter e anche ad incentivarla. Ma è interessante verificare quale sarà il feedback degli utenti.

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    Ecco come sarà Twitter con le nuove funzionalità

    Tra le novità ci sarà quella che nascondere dal tweet il conteggio delle interazioni, ossia retweet e cuoricino, che saranno visibile, insieme ai dettagli del tweet e alle altre opzioni di condivisione, solo se una volta cliccato sul tweet stesso. Si è discusso molto di come gestire e migliorare il conteggio dei tweet che sono spesso causa di una viralità “forzata” che non rispecchia il valore stesso del contenuto. Per questo Twitter ha pensato di proporre questo tipo di soluzione che, come le altre, dovrà passare il vaglio degli utenti.

    Ci sarà anche modo di testare anche il “tweet rompighiaccio“.

    Vedremo quale sarà l’esito da parte degli utenti ed è molto probabile che ci vorrà qualche mese prima di vedere le nuove funzionalità effettivamente in uso sulla piattaforma.

    Intanto, andate su questo link e iscrivetevi così da poter dire anche voi cosa ne pensate.

  • Ecco Amazon Echo Show, lo smart speaker con schermo da 10 pollici

    Ecco Amazon Echo Show, lo smart speaker con schermo da 10 pollici

    Amazon Echo Show da oggi è disponibile anche in Italia, la casa di Seattle estende l’offerta degli smart speaker dotando l’ultimo arrivato con uno schermo HD da 10 pollici. Oltre a visualizzare la lista della spesa, le cose da fare, le ricette, con Echo Show è possibile visualizzare le foto da Amazon Photos e anche i film. E’ possibile anche effettuare video chiamate.

    Amazon Echo Show arriva anche in Italia. Se è vero, come è vero, che ormai gli italiani si stanno appassionando sempre di più agli smart speaker, allora questo nuovo dispositivo siamo sicuri diventerà il nuovo oggetto del desiderio per molti. Il nuovo dispositivo di Amazon della categoria smart speaker si aggiunge ad Alexa, il dispositivo parlante già molto diffuso nel nostro paese e, in aggiunta, presenta la vera grossa novità, ossia uno schermo immersivo HD da ben 10 pollici che trasforma il dispositivo da smart speaker a tablet, a seconda dell’utilizzo. Il dispositivo mostra quindi i contenuti con un sistema audio che si preannuncia potente. Si tratta quindi dell’evoluzione degli smart spekaer che da assistenti vocali diventano sempre più dei veri hub, capaci di gestire attività differenti.

    Grazie alo schermo HD da 10 pollici, Echo Show può essere utilizzato per organizzare le attività domestiche: impostare un timer per la cucina e vederne il countdown, guardare e gestire in modo semplice il proprio calendario o chiedere di visualizzare la lista della spesa o l’elenco delle cose da fare. È possibile chiedere ad Alexa di mostrare le foto su Amazon Photos, gli orari dei film e molto altro. Lo schermo è completato da due driver al neodimio da 2 pollici, un radiatore passivo per i bassi e una gestione del segnale Dolby che permettono di diffondere un suono con bassi profondi e potenti e alti nitidi e cristallini, perfetti per ascoltare la propria musica preferita. Basta chiedere di riprodurre musica da Amazon Music, Spotify Premium, Deezer e dalle radio in streaming attraverso le skill di RTL 102.5, Radio Deejay, Radio 105, RDS, Radio Italia, Radio Kiss Kiss e da molte altre tramite Tuneln. Il dispositivo include 8 nuovi microfoni sulla parte superiore che utilizzano la tecnologia beam-forming e isolano il rumore di fondo, cosicché Echo Show possa sentire il cliente da ogni direzione anche mentre sta riproducendo musica. Se si possiede più di un Echo Show, Echo, Echo Plus o Echo Dot, Alexa usa la tecnologia ESP (Echo Spatial Perception) per rispondere utilizzando il dispositivo Echo più vicino.

    [pinterest-image message=”Amazon Echo Show” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2019/02/amazon-echo-show-italia.jpg”]

    Echo Schow diventa quindi uno strumento per l’intrattenimento. Infatti, per i clienti Amazon Prime è possibile guardare film e programmi TV semplicemente dicendo “Alexa, riproduci The Grand Tour” per vedere Prime Video , oppure “Alexa, riproduci le ultime notizie” per essere sempre aggiornati sulle news di Sky TG24, ANSA o La Gazzetta dello Sport. Presto i clienti potranno accedere a video musicali grazie all’integrazione con Vevo. Basta chiedere “Alexa, riproduci video musicali di Marco Mengoni” per iniziare a guardare i propri video musicali preferiti sullo schermo ad alta risoluzione.

    [amazon_link asins=’B0793KQRJZ,B07C4B3WSQ’ template=’ProductGrid’ store=’int02-21′ marketplace=’IT’ link_id=’5c9c6ad1-f7b9-4f10-a2d8-8fe287b31c50′]

    Echo Show offre la possibilità di comunicare in modo bidirezionale utilizzando il videocitofono di Ring. Quando il campanello suona, o viene rilevato un movimento dalla telecamera, basta dire “Alexa, rispondi alla porta d’ingresso” per vedere e parlare con la persona all’uscio senza dover aprire la porta. Inoltre, è possibile chiedere ad Alexa di riprodurre uno specifico suono quando qualcuno suona il campanello. Si possono anche usare le Routine Alexa per riprodurre un messaggio personalizzato quando la telecamera rileva un movimento o se qualcuno suona alla porta. Con l’hub Zigbee integrato, Echo Show rende semplice creare la propria Casa Intelligente. È sufficiente dire “Alexa, scopri i miei dispositivi” per collegarsi automaticamente e configurare le lampadine, le prese e gli interruttori compatibili senza dover utilizzare altri hub o app. Una volta configurato, è possibile chiedere ad Alexa di accendere le luci oppure si può utilizzare lo schermo touch per accendere o spegnere i dispositivi.

    [pinterest-image message=”Amazon Echo Show” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2019/02/amazon-echo-show.jpg”]

    Il nuovo Echo Show è dotato di una fotocamera integrata da 5 MP che supporta videochiamate in alta definizione ed è perfetto per chiamate “senza mani” ad amici e parenti che hanno un Echo Spot, un Echo Show o l’App Alexa. Inoltre, utilizzando la funzionalità Drop-In sui dispositivi Echo compatibili, si può controllare cosa succede nella camera dei bambini oppure vedere come si comporta il cane in salotto. E prossimamente sarà disponibile anche effettuare chiamate con Skype.

    Echo Show diventa quindi uno strumento ideale per fare tutto quello che si fa di solito con l’ausilio di uno smart speaker, ma la dotazione dello schermo da 10 pollici lo rende uno strumento completo per l’intrattenimento e non solo.

    Echo Show è già disponibile su Amazon in pre-ordine a 229,99 euro e sarà poi spedito a partire da prossimo 27 febbraio.

  • Intelligenza Artificiale, solo il 12% delle aziende ha avviato progetti

    Intelligenza Artificiale, solo il 12% delle aziende ha avviato progetti

    Il mercato dell’Intelligenza Artificiale è agli inizi ma con grandi margini di crescita. Il valore dei progetti di IA vale in Italia 85 milioni di euro, questo il dato che ha rilevato l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano. Nonostante le aziende italiane siano sempre più consapevoli delle grandi opportunità, solo il 12% di esse ha avviato dei progetti.

    SI sente parlare spessi di Intelligenza Artificiale, come grande opportunità da cogliere, e questo è vero. Quello che manca spesso è una panoramica relativa al nostro paese, per comprendere quanto questo fenomeno si stia sviluppando nel nostro paese. Ebbene, a queste domande risponde bene l’Osservatorio Artificial Intelligence che oggi a Milano ha presentato i risultati di una ricerca che offre dati e spunti molto interessanti su come le aziende italiane stanno affrontando il fenomeno dell’Intelligenza Artificiale.

    Intelligenza Artificiale, il mercato in Italia

    Il valore di mercato degli algoritmi sviluppati sviluppati è oggi in Italia di 85 milioni di euro, stiamo parlando quindi di un mercato agli inizi ma con grandi margini di crescita. A questo dato relativo ai progetti va affiancato il mercato degli assistenti vocali intelligenti (capaci di generare nel 2018 un mercato di 60 milioni di euro), quello dei robot autonomi e collaborativi usati in ambito industriale, il cui mercato valeva nel 2017 già oltre 145 milioni di euro. Dai interessanti che ci offrono una prima panoramica sulle dimensioni di mercato. Ma le aziende italiane come stanno implementando i vari progetti di Intelligenza Artificiale?

    intelligenza artificiale mercato italiano

    A questa domanda si può rispondere con il dato che soli il 12% delle aziende italiane ha portato a regime almeno un progetto di intelligenza artificiale, mentre quasi una azienda su due non si è ancora mossa ma sta per farlo (l’8% è in fase di implementazione, il 31% ha in corso dei progetti pilota, il 21% ha stanziato del budget).

    Tra chi ha già realizzato un progetto, ben il 68% è soddisfatto dei risultati e le più diffuse sono quelle di Virtual Assistant/Chatbot. Le imprese italiane però hanno una visione ancora confusa delle opportunità dell’Artificial Intelligence: la maggioranza, il 58%, la associa a una tecnologia capace di replicare completamente la mente umana (un concetto che ha poco a che fare con i risvolti pratici della disciplina), il 35% a tecniche come il Machine Learning, il 31% ai soli assistenti virtuali, mentre solo il 14% ha compreso che l’AI mira a replicare specifiche capacità tipiche dell’essere umano (la visione prevalente nella comunità scientifica).

    intelligenza artificiale aziende italiane

    Intelligenza Artificiale e mercato del lavoro

    La ricerca dell’Osservatorio ci offre anche quella che è la visione dell’Intelligenza Artificiale delle aziende italiane in relazione al lavoro.

    Ora, da un lato il 33% delle aziende intervistate dichiara di aver dovuto assumere nuove figure professionali qualificate per realizzare soluzioni di AI; dall’altro il 27% ha dovuto ricollocare personale dopo l’introduzione di una soluzione di AI. L’indagine puntuale sul bilancio occupazionale in Italia rivela come l’Artificial Intelligence sia da considerarsi più come un’opportunità che una minaccia: 3,6 milioni di posti di lavoro equivalenti potranno essere sostituiti nei prossimi 15 anni dalle macchine, ma nello stesso periodo a causa della riduzione dell’offerta di lavoro (principalmente per questioni demografiche, ipotizzando continuità̀ sui saldi migratori) e l’incremento di domanda si stima un deficit di circa 4,7 milioni di posti di lavoro nel Paese, da cui emerge un disavanzo positivo di circa 1,1 milioni di posti.

    In questo scenario, diffuso a livello globale, di progressiva riduzione della forza lavoro, l’Intelligenza Artificiale appare non solo come una opportunità, ma come una necessità per mantenere gli attuali livelli di benessere economico e sociale, riducendo i costi assistenziali necessari a mantenere gli standard di vita, creando nuovi lavori a maggiore valore, per avvicinarsi all’1,5% di tasso medio annuo di crescita della produttività̀ che sarebbe necessario, nei prossimi 15 anni, per mantenere invariato l’attuale equilibrio socioeconomico del sistema assistenziale-previdenziale del nostro Paese.

  • Ecco la Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2019

    Ecco la Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2019

    L’ultima versione della Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza, aggiornata a gennaio 2019, non presenta grandi novità. Facebook cresce, oggi conta 2,32 miliardi di utenti ed è il social network preferito in 153 su 167 paesi nel mondo. E restando sempre nella famiglia Facebook, nell’ultimo anno è cresciuto Instagram, secondo in 44 paesi.

    Ormai è quasi un rito quello della pubblicazione della Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza che, ormai da anni, studia e analizza i social network presentandoceli sotto forma di mappa geografica, mostrandoci la loro avanzata, o arretramento, su scala mondiale. Nell’ultima versione, quella aggiornata a gennaio 2019, non si notano grosse differenze rispetto alla versione di gennaio 2018. Dal punto di vista grafico sono molto simili. Ma ci sono alcuni aspetti che vanno sottolineati.

    Come abbiamo visto di recente, dall’ultima trimestrale, quella che ha chiuso il 2018, Facebook continua a crescere, arrivando a contare adesso 2,32 miliardi di utenti con una crescita, su base annua, del 9%. Dal punto di vista della mappa, Facebook risulta essere il social network preferito in 153 paesi su 167, vale a dire che è il preferito sul 92% del globo. E Facebook, rispetto alla mappa versione 2018, riesce pure a sottrarre dei territori a Odnoklassniki, piattaforma social russa nata nel 2006, e cioè Azerbaijan, Georgia, Moldova. Significa che la piattaforma di Zuckerberg in quelle zone potrebbe presto superare anche l’altra piattaforma russa, molto più usata come VKontakte (VK), anch’essa nata nel 2006, che a dicembre 2017 contava 81 milioni di utenti attivi da mobile.

     

    mappa social network gennaio 2019
    La mappa dei social network a gennaio 2019
    mappa dei social network gennaio 2018
    La mappa dei social network a gennaio 2018

    Dietro Facebook si conferma l’avanzata dell’altra app di casa Menlo Park, e stiamo parlando di Instagram. Nelle 58 nazioni che Cosenza è riuscito ad analizzare, attraverso SimilarWeb e Alexa, Instagram si piazza secondo in 44 paesi. Ed è anche una delle poche piattaforme che riesce a piazzarsi anche in Iran, dove sappiamo vige la censura di stato.

    Dando un’occhiata alle altre piattaforme, Twitter resiste ancora i 9 paesi, quali Spagna, Irlanda, Arabia Saudita, mentre Reddit solo in Canada, Nuova Zelanda, Norvegia.

    mappa dei social network gennaio 2019 seconde piattaforme

    Insomma, il blocco Facebook è sempre più forte e definito, con l’avanzata di Instagram che diventa la seconda piattaforma più diffusa al mondo. Sarà interessante, come nota lo stesso Vincenzo Cosenza, notare come lo scenario cambierà con l’avanzata di piattaforme come Tik Tok che conta già più di 700 milioni di utenti in tutto il mondo. Per saperlo non ci resta che attendere un nuovo aggiornamento della mappa.

    E voi cosa ne pensate?

     

  • Da eBay la piramide di Maslow in versione tech

    Da eBay la piramide di Maslow in versione tech

    La tecnologia e il digitale, e tutti i relativi dispositivi, son ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. eBay, in occasione del lancio della Tech Week, con tantissimi prodotti in sconto, ha presentato i dati di una ricerca presentando la piramide dei bisogni di Maslow in versione tech. Ed ecco cosa ne è venuto fuori.

    La tecnologia e il digitale sono ormai parte integrante della nostra vita e, di conseguenza, lo sono anche i vari dispositivi tecnologici che ci permettono di fare cose che, solo fino a qualche anno fa, erano impossibili. Pensate a come vi sentireste solo al pensiero di dimenticare lo smartphone a casa mentre uscite per andare al lavoro, vi sembra quasi che vi manchi un pezzo della vostra vita perchè sentite il bisogno di fare attività che, senza quel dispositivo, non riuscireste a fare, almeno con la stessa velocità.

    eBay, leader globale nel mondo dell’e-commerce, ha presentato i dati di una interessante ricerca che ci mostra quale sia il rapporto, oggi, degli italiani con la tecnologia e il digitale, prendendo in prestito la piramide dei bisogni di Maslow (del 1954) rivisitandola in versione tech. L’occasione è data dal lancio della Tech Week che sul sito di eBay durerà fino al prossimo 28 febbraio durante la quale avrete la possibilità di trovare migliaia di prodotti in sconto su prodotti tecnologici e, utilizzando il codice coupon che vedete n questo post potrete avere un ulteriore sconto del 5% da usare due volte su una spesa massima di 50 euro, il risparmio è quindi di 100 euro. Date queste informazioni interessanti, passiamo a vedere i risultati della ricerca e come questi li possiamo vedere nella piramide di Maslow.

    La piramide di Maslow in versione tech

    eBay ha  chiesto a un campione di popolazione italiana di mettere in ordine di priorità su una scala da 1 a 7 – dove 1 indica i prodotti essenziali e 7 i prodotti non strettamente necessari, ma desiderati – le seguenti categorie merceologiche, individuate da un’analisi degli andamenti degli acquisti online e delle nuove tendenze del mercato: smartphone, PC portatili, videogiochi e console, dispositivi intelligenti per gestione domestica, elettrodomestici smart, smart TV e auricolari wireless.

    piramide maslow tech eBay

    Smartphone e PC portatili sono alla base della piramide dei bisogni tech, sono essenziali qualsiasi sia l’età o il genere delle persone. Considerati vere e proprie appendici del corpo e indicati come indispensabili, possono essere paragonati ai bisogni primari dello schema di Maslow. Il 48% degli intervistati, vale a dire quasi 25,5 milioni di italiani, identifica proprio il smartphone come bisogno primario, mentre il 26,2% mette il pc portatile sul gradino immediatamente sopra. Un trend questo che trova conferma anche su da eBay.it, che nel 2018 ha visto la categoria cellulari e smartphone crescere del 14%, con 1 prodotto di telefonia mobile venduto ogni 6 secondi.

    Restando sempre in tema di elettrodomestici che nel risultato generale sono posizionati al quarto gradino della piramide, è interessante inoltre evidenziare come, tra i Millennials, questi siano ritenuti più essenziali e desiderati delle console o dei dispositivi intelligenti per la gestione domestica. Questi ultimi sicuramente in forte crescita ma ancora non entrati a far parte della routine di tutti noi. Dato confermato da eBay, che negli ultimi sei mesi ha registrato una crescita delle vendite dell’80% su prodotti intelligenti per gestione domestica con il Google Home mini come best seller.

    Fa riflettere anche come ben 10.8 milioni d’italiani diano, ancora oggi, un’importanza così forte alla televisione, qui declinata nell’accezione più evoluta. Solo se ci sofferma sullo spaccato esclusivamente femminile la necessità della Smart TV diventa meno impellente e cede il posto all’esigenza più concreta di avere elettrodomestici smart in grado di agevolare e supportare i lavori domestici”, ha spiegato Salvatore Aranzulla, esperto di innovazione e uno dei principali divulgatori italiani di temi tecnologici che durante lo speciale evento di presentazione eBayLovingTech è stato l’ospite d’eccezione della serata illustrando i risultati della survey.

    Restando sempre in tema di elettrodomestici che nel risultato generale sono posizionati al quarto gradino della piramide, è interessante inoltre evidenziare come, tra i Millennials, questi siano ritenuti più essenziali e desiderati delle console o dei dispositivi intelligenti per la gestione domestica. Questi ultimi sicuramente in forte crescita ma ancora non entrati a far parte della routine di tutti noi. Dato confermato da eBay, che negli ultimi sei mesi ha registrato una crescita delle vendite dell’80% su prodotti intelligenti per gestione domestica con il Google Home mini come best seller.

    Il mondo del gaming è quello che registra le maggiori differenze a livello di percepito in base all’età e al sesso. Ed è così che, se si considerano solo gli uomini coinvolti, console e video giochi arrivano subito dopo la Smart Tv, mentre se osserviamo i risultati in base alla fascia di età, gli Over 45, sia uomini che donne, mettono il gaming sulla punta della piramide, là tra gli articoli desiderati ma non necessari. Comparto questo in forte sviluppo su eBay.it, con un prodotto gaming venduto ogni 3 minuti e una crescita del 44% nel 2018.

    Il rapporto degli italiani con la tecnologia e il digitale

    La survey online condotta da eBay è stata anche l’opportunità per conoscere come gli italiani si rapportano e utilizzano i dispositivi tecnologici, sopratutto gli smartphone. Vediamo quindi quali sono le app più usate. Iniziando dal risveglio, oltre un italiano su due (52%) appena sveglio al mattino, ancora a letto, dichiara di guardare il telefono per controllare notifiche /news. Sono decisamente più le donne rispetto agli uomini che, ancora tra le coperte, guardano il proprio smartphone (il 43% di esse dichiara di immedesimarsi “completamente” con questa situazione rispetto al 28% degli uomini), mentre ragionando sulle fasce di età emerge con forza come questo sia un gesto automatico del 41% dei Millennials e della Generazione X (35-44), rispetto agli Over 45 (25%).

    La tendenza attuale di voler essere parte attiva in situazioni impreviste che ci vedono testimoni è sempre più forte e amplificata anche dalla rivoluzione digitale: quasi 1 italiano su 3 si dichiara molto o completamente concorde con l’affermazione “Davanti a un evento non comune, la prima cosa che faccio è riprenderlo con lo smartphone”.

    italiani tecnologia eBay

    Se tra uomini e donne non sembra spiccare una differenza particolare, curioso invece è il dato che emerge guardando le fasce di età. Sono i più giovani, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i meno sensibili ad immortalare le situazioni particolari che li vedono spettatori involontari: il 24% dei Millennials si dichiara per niente interessato, contro il 18% degli over 45 e il 15% degli intervistatori tra i 35 e 44 anni.

    Se si parla di shopping, per la metà degli italiani (51%) la prima scelta è l’online, non solo per l’acquisto effettivo ma anche per la ricerca di consigli e recensione prima di effettuare l’acquisto. Il 56% dichiara di fidarsi molto (31%) o completamente (25%) delle recensioni degli utenti. Sono le donne a dichiarare di fidarsi completamente (30% vs il 19% degli uomini), mentre considerando le fasce d’età, è la Generazione X, dai 35 ai 44 anni, quella più sicura delle opinioni degli utenti in rete: il 31% di essi dichiara di fidarsi completamente, contro il 23% dei Millennials e il 24% degli Over 45.

    Infine i social media, ormai diventati il “prolungamento della nostra esistenza”. Ben il 39,5% afferma di controllare più di 5 volte al giorno i propri account. Sono le donne le più attente. È infatti il 48% delle intervistate che alla dichiarazione “Controllo più di 5 volte a giorno i mie account Instagram, Facebook e gli altri social media” ha scelto l’opzione di risposta completamente. Se tra i più giovani non sorprende la loro maggiore sensibilità al mondo dei social, con oltre 1 Millennials su 2 che si dichiara completamente d’accordo alla frase, più curioso è invece osservare come, anche tra gli Over 45, la vita sui social sia diventata consuetudine: quasi 1 su 3 di essi si rispecchia completamente nell’affermazione presa in esame.

    Le app degli italiani

    Se lo smartphone è diventato ormai un bisogo primario per gli italiani, allora è il caso di scoprire anche quali sono le app più utilizzate. La survey di eBay ci mostra quelle che sono le categorie di app più usate, eccole:

    • Informazioni in tempo reale (attualità, meteo)
    • Internet Banking
    • e-commerce per fare shopping
    • Mappe e Gps
    • Organizzazione Viaggi
    • Food delivery
    • Sport&Fitness

    italiani tecnologia app

    Di base le donne danno più importanza alle app legate a servizi di shopping, quest’ultimi inseriti nella top 3 al femminile, rispetto agli uomini che invece mettono al terzo posto le applicazioni per mappe e Gps. Guardando la parte bassa della classifica, gli uomini mettono Sport & Fitness al sesto e lasciano il food delivery all’ultimo posto, l’opposto invece fanno le donne.

    Confrontando i target d’età, se i Millennials e gli over 45 pongono in cima alla classifica le app per ricevere informazioni in tempo reale, la generazione X sceglie i servizi di internet banking. L’e-commerce è per tutte le generazioni al terzo posto. Balza agli occhi infine come i servizi legati a mappe e Gps siano decisamente essenziali per i più giovani (secondo posto) mentre perdano di importanza, scendendo al quarto, per le altre fasce d’età.

    E allora, vi riconoscete anche voi in questi dati?

    codice coupon ebay tech

    Ma prima, è opportuno ricordarvi la Tech Week di eBay fino al 28 febbraio. In questo periodo sul sito sarà disponibile una selezione di migliaia di prodotti di diverse categorie a prezzi imperdibili, tutti con spedizione rapida e gratuita senza abbonamento, a cui si aggiunge un coupon del -5% utilizzabile due volte durante la settimana su tutta l’offerta tecnologica.

    [In collaborazione con eBay]

  • #sempre25novembre, i social media come strumenti di sensibilizzazione

    #sempre25novembre, i social media come strumenti di sensibilizzazione

    I social media sono potenti strumenti di comunicazione ma, allo stesso tempo, possono essere anche dei potenti strumenti di sensibilizzazione e la campagna #sempre25novembre lo dimostra. Nel giorno di San Valentino, Sorgenia ha reso noti i dati della campagna lanciata per sensibilizzare tutti sul tema della violenza sulle donne: 25 milioni di persone raggiunte e 1,2 milioni di interazioni.

    Come amiamo spesso dire, i social media sono la vera rivoluzione della comunicazione digitale e in poco tempo di sono imposti come potenti strumenti di comunicazione. Ma come abbiamo anche imparato, i social media sono anche potenti strumenti di sensibilizzazione, possono essere di grande aiuto per diffondere e approfondire temi e argomenti che toccano la sfera sociale, un modo per condividere e far crescere la società. Un esempio in questo, che merita, è la campagna #sempre25novembre di Sorgenia, azienda digital da sempre. Il 25 novembre, come sapete, è la giornata scelta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza sulle donne. Sorgenia lancia quindi una campagna sui social media per provare a fare qualcosa di più perchè, purtroppo la sensibilizzazione verso questo tema non è mai troppa. E quindi, con una testimonial d’eccezione come Bebe Vio, avvia la campagna nel mese di novembre scorso chiedendo agli utenti di prendervi parte.

    Quello che si chiedeva alle persone era di sostenere questa iniziativa facendosi una foto con il numero 25 e l’hashtag #sempre25novembre. Sorgenia, da parte sua, si impegnava a devolvere 1 euro per ognuna delle immagini postate sui social a La Grande Casa scs onlus, cooperativa sociale da sempre focalizzata sull’accoglienza e l’accompagnamento di donne e bambini in uscita da situazioni di violenza e disagio.

    sorgenia #sempre25novembre

    In occasione della giornata di San Valentino, la festa degli innamorati, Sorgenia a reso noti i dati della campagna in una conferenza che ha visto la partecipazione di Gianfilippo Mancini, AD di Sorgenia, di Liviana Marelli, Direttore Generale de La Grande Casa scs onlus, e di alcuni grandi campioni dello sport come Francesca Dallapè e Amaurys Pérez.

    I risultati: in poco più di un mese, i post pubblicati hanno superato quota 12.000, le interazioni si sono attestate su oltre 1,2 milione tra condivisioni, commenti e like. Il numero di impressions è stato superiore a 25 milioni, un pubblico potenziale enorme per una campagna social. Instagram si è rivelato una potente cassa di risonanza per questo progetto in virtù del grande impatto visivo ed emotivo delle immagini pubblicate. Facebook ha invece messo in evidenza il grande entusiasmo con cui le donne hanno accolto l’iniziativa, sono loro infatti le artefici del 70% dell’engagement totale; il restante 30% evidenzia un fenomeno interessante: tra gli uomini, i più sensibili al tema sono i millennials. I giovani tra i 25 e i 34 anni, infatti, hanno mostrato maggior coinvolgimento e attenzione nei confronti della campagna.

    “In un mondo che evolve sempre più rapidamente e travolti dalla velocità spesso ci si dimentica, purtroppo, dei più deboli. Oggi più che mai le aziende devono fare la propria parte per favorire un cambiamento sostenibile, rispondendo ad aspettative e bisogni di tutti gli stakeholder – ha affermato Gianfilippo Mancini, AD di Sorgenia – “Da questa consapevolezza è iniziato il nostro impegno nei confronti della comunità in cui facciamo impresa con l’obiettivo di costruire un valore economico per la nostra azienda ma sempre nel massimo rispetto di tutti i nostri interlocutori. La campagna #sempre25novembre racconta perfettamente questa nostra scelta”.

    “Siamo contenti di questa partnership con Sorgenia perché condividiamo gli stessi obiettivi di valorizzazione delle competenze delle donne e di sostegno al loro percorso, faticoso ma possibile, di uscita dalla situazione di maltrattamento per costruirsi un nuovo futuro. L’opportunità concreta che Sorgenia ci offre ci permette non solo di accompagnare verso una vita dignitosa le donne ospiti nelle nostre Case Rifugio ma di mantenere anche un’attenzione importante sul tema perché davvero si possa diffondere una cultura di rispetto e di relazioni non violente tra le persone” ha dichiarato Liviana Marelli, Direttore Generale de La Grande Casa scs onlus.

    La grande adesione da parte degli utenti ha consentito a Sorgenia di raccogliere, in poco più di un mese, oltre 12.000 euro. La Grande Casa utilizzerà questa somma per prendersi cura di donne in uscita da situazioni di maltrattamento familiare e di violenza di genere che si sono rivolte alla cooperativa. L’obiettivo finale è il completo reintegro nella società per le donne, attraverso un duplice percorso di ripresa di consapevolezza del proprio valore umano e professionale.