Autore: Franz Russo

  • Ecco Sonos Radio, il servizio di radio in streaming di Sonos

    Ecco Sonos Radio, il servizio di radio in streaming di Sonos

    Sonos ha lanciato il suo servizio di radio in streaming gratuito che presto sarà disponibile anche in Italia. Si chiama Sonos Radio e sarà subito disponibile sugli speaker dell’azienda americana con oltre 60 mila stazioni locali. Vi è pure una stazione radio curata da Tom Yorke.

    In un momento in cui il mercato degli smart speaker deve rivedere al ribasso le stime di crescita che davano +20% secondo Canalys, oggi +13%, Sonos, uno dei vendor globali con i suoi smart speaker ormai presenti in oltre 10 milioni di abitazioni nel mondo, decide di giocare la sua carta vincente.

    E questa carta è un servizio radio in streaming, si chiama Sonos Radio con la più ampia selezione di radio di tutto il mondo. Una mossa dettata anche dal fatto che oggi la riproduzione radiofonica rappresenta quasi la metà di tutto il tempo che i clienti trascorrono ascoltando musica sui prodotti Sonos.

    sonos radio

    Tutti coloro che sono in possesso di uno speaker della casa di Santa Barbara (California, Usa), potranno da subito, e in maniera gratuita, godere di questo servizio che si presenta come molto interessante, anche per la qualità degli artisti coinvolti. Sonos Radio è gratuito, perché è finanziato con la pubblicità.

    Il nuovo servizio integra le oltre 100 opzioni di riproduzione disponibili su Sonos e offre un approccio onnicomprensivo e strutturato alla radio, con più di 60.000 stazioni di vari partner di streaming, in aggiunta alla programmazione originale proposta da Sonos.

    A scegliere le nuove stazioni di Sonos Radio sono stati chiamati Dj e musicisti, spaziando tra diversi stili musicali in modo da garantire un’offerta musicale molto ampia, integrando sia i grandi classici della musica mondiale che i tormentoni del momento.

    Le stazioni degli artisti, senza pubblicità, propongono le influenze musicali attuali, a partire dalla stazione curata da Thom Yorke, leader dei Radiohead. Inoltre, Sonos Sound System presenta nuovi artisti, storie e approfondimenti sulla musica contemporanea.

    https://www.youtube.com/watch?v=aXdZvYvbElM

    Su Sonos Radio tutte le stazioni del mondo

    Con Sonos Radio è facile scoprire stazioni internazionali grazie a servizi radio Internet come TuneIn e altri che verranno aggiunti successivamente. Gli utenti possono ascoltare la musica, lo sport, i notiziari e altri contenuti delle stazioni locali in base al codice postale e accedere a qualsiasi stazione del mondo. Si può iniziare la giornata ascoltando una stazione locale o la radio internazionale preferita, come SomaFM di San Francisco o la stazione radio francese, RTL. Sonos Radio sarà costantemente aggiornata con le nuove stazioni offerte dai partner, comprese integrazioni con la più grande radio company europea, Global, e Radio.com per gli utenti statunitensi. Entrambe presto in arrivo.

    Nuova musica su Sonos Sound System

    Sonos Radio propone una programmazione radiofonica originale ideata da Sonos con una selezione musicale di DJ e artisti. Sonos Sound System, l’esclusiva stazione Sonos senza pubblicità, è curata e gestita dal team Sonos e registrata in uno studio radiofonico appena costruito nel flagship store di New York.

    Gli utenti potranno ascoltare nuova musica e brani già noti da riscoprire, aneddoti del dietro le quinte e trasmissioni di artisti come Angel Olsen, JPEGMAFIA, Phoebe Bridgers, Jeff Parker (Tortoise), Vagabon e tanti altri. Durante le trasmissioni degli artisti, disponibili ogni mercoledì, verrà riprodotto Sonos Sound System per 60 minuti con musica e commenti su artisti e uscite di grande ispirazione e sugli ultimi lavori del presentatore.

    Le stazioni senza pubblicità curate dagli artisti propongono una serie regolarmente aggiornata di centinaia di canzoni di artisti che amano o a cui si sono ispirati. Oggi verrà lanciata In the absence there of…, la stazione di Thom Yorke, che la descrive così:

    Vi propongo in una nuova veste la compilation dei brani che ascolto continuamente o, se vogliamo, la mia classifica personale delle ultime scoperte che mi affascinano, mi ossessionano, rappresentano una sorta di sfida, aprono nuove strade, mi ricordano quello che forse ho dimenticato, risultano incredibilmente complesse o elegantemente semplici, violente, divertenti, caotiche, leggere o pesanti. In sostanza, qualsiasi cosa mi abbia davvero colpito, nuova, vecchia o riscoperta. Con tutto il tempo che abbiamo ora a disposizione, spero che sia un modo piacevole per entrare in contatto con gli altri e fuggire dalla realtà… e magari uno spiraglio per chi si sente oppresso”. – Thom

    sonos radio stazioni

    Le stazioni curate da Brittany Howard degli Alabama Shakes, David Byrne e Third Man Records saranno disponibili nelle prossime settimane. E poi verranno proposte regolarmente stazioni di altri artisti.

    Le Stazioni Sonos, basate sui generi preferiti degli utenti Sonos, comprendono più di 30 stazioni curate e finanziate con la pubblicità. Si possono ascoltare stazioni come Concert Hall, Country Outlaws, Hip Hop Archive, Kids Rock e tante altre.

    La programmazione originale di Sonos, le Stazioni Sonos, saranno disponibili negli Stati Uniti, in Canada, Regno Unito e Irlanda, Australia, a partire da oggi. E presto saranno lanciate anche in Italia e in altri Paesi.

     

  • Societing 4.0, il format in streaming che spiega le tecnologie 4.0

    Societing 4.0, il format in streaming che spiega le tecnologie 4.0

    Prende il via oggi, 21 aprile 2020, alle ore 15.15 dalla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, all’interno di #NonFermianoLaCultura, “SOCIETING4.0: CHE COSA SONO LE TECNOLOGIE 4.0”. Primo appuntamento dedicato alla Robotica.

    Il lockdown ha costretto tutti e prendere coscienza che le tecnologie e il digitale sono fondamentali per condurre una vita di lavoro e di studio anche in un periodo di quarantena da Coronavirus. Ma serve più informazione e formazione. Per questo, vi segnaliamo questo interessante format “SOCIETING4.0: CHE COSA SONO LE TECNOLOGIE 4.0“, progetto realizzato dall’Università Federico II di Napoli con Unioncamere e la Camera di Commercio di Salerno insieme alla direzione Inclusione Digitale della RAI in partnership con Maker Faire Rome – European Edition, che prenderà il via oggi, 21 aprile 2020, dalle ore 15.15 in streaming dalla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, all’interno del palinsesto #NonFermianoLaCultura.

    Il progetto punta a sostituire la parola “marketing” con “Societing 4.0”, nella convinzione, ormai sotto gli occhi di tutti, che le tecnologie 4.0 non servano solo ad assecondare dinamiche di mercato ma siano anche elementi che hanno pervaso e possono condizionare il nostro quotidiano.

    societing 4.0

    Il formato è fatto da 15 giovani studenti del Dipartimento di Scienze Sociali, coordinati da Alex Giordano, i quali hanno intervistato 6 scienziati napoletani di caratura internazionale invitandoli a raccontare con linguaggio semplice e diretto cosa realmente sono queste tecnologie 4.0 e quali problemi possono risolvere nel concreto. Il tutto viene inserito, come detto, all’interno di #NonFermiamoLaCultura, ideato dall’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli coinvolgendo il meglio della produzione artistica napoletana e nazionale.

    Infatti, dopo aver ospitato in diretta le performance di artisti del calibro di Samuel dei Subsonica, Enzo Avitabile, Sal Da Vinci, le porte si aprono alla ricerca scientifica e tecnologica per fornire alla popolazione strumenti critici per conoscere meglio queste tecnologie.

    Questo il calendario degli appuntamenti:

    • Martedì 21 aprile ore 15.15 prof. Bruno Siciliano (Robotica);
    • Mercoledì 22 aprile ore 16.00 prof.ssa Silvia Rossi (Intelligenza artificiale);
    • Giovedì 23 aprile ore 15.15 prof. Giuseppe Di Gironimo (Realtà virtuale/aumentata);
    • Martedì 28 aprile ore 15.15 prof. Massimo Martorelli (Stampa 3D);
    • Mercoledì 29 aprile ore 15.15 prof. Antonio Picariello (Big Data and Analytics);
    • Giovedì 30 aprile ore 15.15 prof. Leopoldo Angrisani (Internet of Things).

    Per seguire gli eventi basterà andare sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli.

  • COVID-19, Spotify è il brand con cui gli utenti sono più in sintonia

    COVID-19, Spotify è il brand con cui gli utenti sono più in sintonia

    La distanza sociale e il lockdown da Coronavirus possono avere delle conseguenze anche per ciò che riguarda l’intimità col brand. È quello che viene fuori dalla nuova edizione del Brand Intimacy Study di MBLM, al primo posto tra i brand “App & Social Platforms” troviamo Spotify.

    La distanza sociale e il lockdown, esperienze che abbiamo imparato a conoscere con la diffusione del Coronavirus possono avere conseguenze anche sulla relazione con brand, sulla familiarità e, quindi, sulla intimità. Sta avvenendo un cambiamento a livello generale, ci troviamo di fronte ad una situazione mai vissuta prima e, come tale, capace di cambiare e influenzare la nostra vita più di quanto si potesse immaginare.

    Un chiaro esempio lo possiamo vedere con il nuovo Brand Intimacy Study 2020 di MBLM (Emblem), agenzia che analizza la relazione brand/consumatore dal punto di vista delle emozioni. E, in effetti, i risultati che emergono nella sezione “App & Social Platforms“, sebbene riferiti agli Usa, ci danno la dimensione che qualcosa sta in effetti cambiando.

    spotify sintonia brand franzrusso.it 2020

    È evidente che le applicazioni e i social media stanno giocando un ruolo fondamentale in questa fase storica. Lo hanno sempre avuto da quando esistono, ma in questa fase questo ruolo di relazione è fondamentale, al punto da modificare i comportamenti dei consumatori.

    Ed ecco che in prima posizione, in questa sezione, troviamo Spotify al primo posto (era secondo lo scorso anno), seguito da Pinterest (che era primo lo scorso anno) e da Apple Music. Nel cercare di interpretare questo podio, si potrebbe dire che in effetti queste tre aziende rispecchiano il ruolo dei brand in questa fase, ruolo che viene premiato dai consumatori, alla ricerca di marchi che aiutino ad affrontare questa fase nel modo più congeniale.

    spotify brand intimacy 2020

    L’intimità e la familiarità è quindi data dal fatto che i consumatori si “affidano” a marchi verso i quali sentono più vicinanza in questo momento. Spotify,in questa fase, riesce ad esprimere al meglio il suo valore e ad intercettare meglio di altri l’esigenza degli utenti, sapendo che in questo momento il consumo di musica aumenta in modo esponenziale. Gli utenti vogliono restare impegnati e la musica è un modo ideale per farlo.

    Pinterest, altro brand molto amato, in questo periodo, considerato il momento, ha lanciato un nuovo programma per vendere online chiamato Verified Merchant che rende possibile la possibilità di realizzare delle Boards con la possibilità di acquistare direttamente.

    Apple Music ha realizzato un fondo di garanzia di 50 milioni di dollari da destinare a tutti i musicisti “indie”, in modo da permettergli di non perdere guadagni durante questa fase difficile.

    Ecco, in questo momento il brand comunica non tanto il proprio prodotto, quanto i propri valori e il proprio modo di affrontare questa crisi da Coronavirus. Il consumatore si sente più legato quindi su una scala di valori emozionali. Da qui nasce una relazione ancora più diretta e ancora più intima.

    Qualche considerazione che ci offre MLBM a corollario di quanto evidenziato fino ad ora:

    • Apple Music è preferito dagli uomini, mentre le donne, i Millennials e coloro che guadagnano intorno ai 100 mila dollari l’anno preferiscono Spotify.
    • Gli intervistati di età superiore ai 35 anni e coloro che guadagnano più di 100 mila dollari l’anno indicano Pinterest come loro brand preferito.
    • Anche Facebook ha guadagnato preferenze in questo anno, nonostante sia lontana dal podio (lo scorso anno era in sesta posizione).
    • Il miglioramento attraverso l’udo del marchio è un valore molto sentito e anche quest’anno Pinterest vene premiato da questo punto di vista.

    Ecco, questo il nostro resoconto su questo interessante report che potete trovare, completo, a questo indirizzo: mblm.com/lab/brandintimacy-study.

  • COVID-19, i fondatori di Instagram lanciano il loro sito web di monitoraggio

    COVID-19, i fondatori di Instagram lanciano il loro sito web di monitoraggio

    Si chiama Rt.live ed è un sito web per monitorare la diffusione del Covid-19 negli Usa. A lanciarlo sono i fondatori di Instagram, Mike Krieger e Kevin Systrom.

    Il Coronavirus, quello che ormai conosciamo tutti come COVID-19, sta allentando la sua morsa un po’ ovunque, nel nostro paese, uno dei primi in Europa ad essere colpito, e nel resto del mondo. Negli ultimi due mesi, tra i vari numeri che ci sono stati raccontati in merito alla diffusione del virus, abbiamo sentito parlare spesso di sigle come R0 (R con zero), ossia il dato relativo alla capacità del virus di diffondersi in assenza di misure di contenimento, e forse meno di RT (R con t), cioè il parametro che indica l’indice di riproducibilità del virus in un dato momento in presenza di misure (fonte: Ministero della Salute). Mentre ci stiamo avviando sempre più, ogni giorno che passa, verso una diffusione del virus sempre più tendente allo zero (anche se ci vorrà ancora qualche settimana) è forse utile concentrarsi sul dato Rt, quello che fotografa meglio la situazione.

    coronavirus app covid 19 rt live

    Tutta questa premessa, doverosa vista anche la complessità dell’argomento, per segnalarvi la nascita, negli Usa, del sito Rt.live, un sito che si propone di offrire il monitoraggio live della diffusione del virus tenendo conto proprio del dato Rt.

    La notizia diventa ancora più interessante per il fatto che a lanciare questo sito sono i due fondatori di Instagram, ossia Mike Krieger e Kevin Systrom, che si imbattono in una nuova iniziativa per la prima volta dopo aver abbandonato Instagram nel settembre del 2018.

    I dati che vengono mostrati su Rt.live si basano su quelli elaborati dal COVID Tracking Project, lanciato nel mese di marzo su The Atlantic, che si propone di offrire dati un po’ diversi da quelli elaborati dalla Johns Hopkins University, che abbiamo imparato a conoscere bene in questi ultimi mesi. Infatti, il progetto vuole colmare le lacune dei dati considerando il numero di persone infette, testate e identificate, aggiungendo anche quando e dove sono stati effettuati i test.

    rt live app coivid 19 coronavirus

    Ecco, sulla base di questi dati, Kevin Systrom dal 19 marzo ha cominciato a studiare i dati e a studiare come calcolare l’Rt su base giornaliera. Obiettivo era quello di realizzare un lavoro che permettesse la visualizzazione grafica della diffusione del virus, stato per stato.

    Il sito, secondo Mike Krieger e Kevin Systrom, permetterà alle autorità governative che stanno gestendo l’emergenza, di prendere decisioni più puntuali circa la ripartenza delle città e dei vari stati. I dati possono aiutare le autorità a convincere le persone a stare in casa, shelter-in-place, dimostrando coi numeri l’efficacia di questa strategia che, insieme alla distanza sociale, sembra essere quella più adatta ad affrontare questa emergenza. E potrebbe anche tornare utile per stabilire dove e quando iniziare la riapertura delle aziende in sicurezza.

    Dal sito si accede alle informazioni stato per stato, come dicevamo, dalle quali si evince che in Georgia è ancora alto con Rt 1,1, mentre a New York è a 1, dopo che il 13 aprile era arrivata a 0,77. E ancora, il Texas è a Rt 1,2 e la California 1,3, il Nord Dakota invece è a 1,7, quindi molto alto.

    Caso di studio è la Louisiana. Nel giro di una settimana, dal 4 all’11 aprile, è passata da Rt 1,1 a Rt 0,045, quasi zero. Salvo poi ricominciare a salire, arrivando alla data del 17 aprile con Rt 0,90.

    Il grafico che mostra l’andamento del dato Rt, stato per stato, negli Usa ci illustra una situazione, seppur in miglioramento, lo si vede dal dato temporale, ancora in emergenza.

    Il progetto in effetti aiuta molto a capire come sta evolvendo il virus dal punto di vista dei contagi, negli Usa. In attesa che si faccia un progetto simile anche in Italia.

    E voi che ne pensate?

  • Coronavirus, ecco la reaction ‘care’ per Facebook e Messenger

    Coronavirus, ecco la reaction ‘care’ per Facebook e Messenger

    Facebook ha fatto sapere che nei prossimi giorni verrà rilasciata una nuova reaction “care” che apparirà sulla piattaforma e anche su Messenger. Un modo per far sentire più unite le persone in questa pandemia da Covid-19.

    Come certamente ricorderete, i tasti reactions sono apparsi per la prima volta nel 2016, poco più di 4 anni fa, e hanno aiutato gli utenti ad andare oltre il semplice “like”. A questi tasti si aggiungerà il tasto “care” che comparirà sia su Facebook che su Messenger. Sicuramente un modo per far sentire più unite le persone costrette al lockdown durante questa pandemia da Coronavirus.

    La reaction “care” sarà lanciata a livello globale e verrà visualizzata anche in Italia. Sarà interessante anche capire come verrà tradotta in italiano.

    facebook care reaction

    A darne notizia è stato Alexandru Voica, tech communications manager EMEA di Facebook, che su Twitter ha mostrato le due reaction: un omino che abbraccia un cuore, per Facebook, e un cuore pulsante per Messenger.

    Si tratta della settima reaction e, come dice Voica in un tweet successivo, verrà rilasciata nella prossima settimana.

    Facebook in questo modo vuol far sapere di comprendere bene quale sia lo stato d’animo degli utenti che comunque non hanno mai abbandonato la piattaforma in questo periodo, anzi.

    Facebook, in Italia crescono del 1000% le chiamate di gruppo

    La società di Zuckerberg ha comunicato nei giorni scorsi di quanto sia cresciuto l’utilizzo della piattaforma, anche se a lievitare, soprattutto in Italia, sono le videochiamate, servizi sui quali Facebook non può monetizzare. Significa quindi che l’utilizzo della piattaforma aumenta, ma non crescono di pari passo i fatturati.

  • Ecco TechForCare, la piattaforma innovativa per affrontare l’emergenza sanitaria

    Ecco TechForCare, la piattaforma innovativa per affrontare l’emergenza sanitaria

    TechForCare è la piattaforma innovativa che nasce per provare ad offrire soluzioni per affrontare l’emergenza sanitaria in seguito alla pandemia da Coronavirus. Una iniziativa di I-Rim, Istituto per la Robotica e le Macchine Intelligenti, e Maker Faire Rome- The European Edition.

    Le iniziative nate per affrontare la pandemia da Coronavirus in Itala sono tantissime. Qualche giorno fa vi avevamo segnalato anche Solidarietà Digitale, il portale ideato dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione che ha come obiettivo quello di offrire servizi digitali agli italiani per cercare di mantenere vive le solite abitudini durante il lockdown.

    Oggi vogliamo segnalarvi un’iniziativa che ci sembra davvero molto importante e che siamo sicuri incontrerà anche il vostro interesse, chiedendovi di segnalarla a tutte quelle persone potenzialmente interessate. Stiamo parlando di TechForCare, una piattaforma open source, nata su iniziativa di I-Rim, l’Istituto per la Robotica e le Macchine Intelligenti che riunisce la ricerca accademica più visionaria e l’industria più aperta alle tecnologie avanzate e Maker Faire Rome- The European Edition punto di incontro della community dei makers e degli innovatori in generale.

    techforcare

    Negli ultimi giorni, e nelle ultime settimane, abbiamo assistito ad un gran fermento di idee, di soluzioni creative che hanno aiutato le strutture sanitarie a fronteggiare problemi apparentemente insormontabili. Ecco, TechForCare vuole essere una piattaforma all’interno della quale si possano raccogliere soluzioni applicabili e idee concrete per aiutare le strutture sanitarie, i medici e tutto il personale medico ad affrontare questa grande emergenza sanitaria.

    La piattaforma conterrà una selezione di risorse, tecnologie, macchine intelligenti e robot per contrastare la pandemia da Covid-19 e contenere i suoi effetti pesanti sulle strutture sanitarie e su quelle a supporto. Il focus non è su quanto “si potrebbe fare”, ma su ciò che si può fare, oggi e qui, e che si può replicare ovunque serva.

    Tutti i progetti saranno accessibili e disponibili a tutti: gli operatori potranno segnalare le loro esigenze e, di conseguenza, i centri di ricerca, i maker, gli sviluppatori, gli ingegneri e i professori che vorranno contribuire potranno caricare i progetti. Sarà poi possibile, grazie alla piattaforma, realizzare il matchmaking con i produttori e i fablab nei diversi territori per la realizzazione dei prototipi e la successiva stampa e produzione. Il tutto all’insegna della sussidiarietà.

    TechForCare può contare da subito su comunità di maker e ricercatori e si avvale della collaborazione attiva del fablab di Milano Opendot coordinato da Enrico Bassi; del fablab Medaarch di Cava de’ Tirreni (Sa) guidato da Amleto Picerno; del fablab Napoli coordinato da Antonio Grillo; delle realtà Graphid3a e DroniLab srl di Cosenza che fanno capo a Paolo Mirabelli; della piattaforma di sviluppo di dispositivi medici open source Ubora che consente di progettare dispositivi medici open source conformi agli standard di sicurezza ed efficacia; della piattaforma Careables, nata da un progetto H2020, che raccoglie soluzioni open per la cura e la salute realizzate da makers, utenti e medici, e dell’associazione Make in Italy, che sta lavorando in questo periodo proprio per coordinare gli sforzi di makers e laboratori.

    Dal punto di vista accademico, la piattaforma vede anche il coinvolgimento di realtà di punta della ricerca robotica italiana, come l’Istituto Italiano di Tecnologia – IIT, l’Università di Pisa, il Politecnico di Milano, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Padova,  la Scuola S. Anna e l’Università di Roma-Tre.

    TechForCare è una piattaforma che offre soluzioni per affrontare l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Le strutture sanitarie, le Ong, le associazioni che hanno bisogno di soluzioni, oggi hanno a disposizione un luogo dove far presente la loro esigenza e avere la soluzione a tutto.

    Anche TechForCare è su Solidarietà Digitale.

  • Le foto pubblicate su Instagram appartengono a tutti

    Le foto pubblicate su Instagram appartengono a tutti

    Le foto che pubblichiamo su Instagram, e sui social media in generale, appartengono a tutti. Una sentenza di un giudice di New York ha stabilito che se una foto viene condivisa su una piattaforma, concede alla stessa una sub-licenza di utilizzo. Per tanto, decade il copyright sulla stessa immagine.

    La vicenda che stiamo per raccontarvi è un po’ complessa, ma cerchiamo di semplificarla anche perché siamo sicuri che sia un tema che riguarda tante persone. Intanto chiariamo che la vicenda giudiziaria nasce negli Usa, ma, al tempo stesso, il principio che viene sancito potrebbe costituire ovunque un precedente. La storia è stata ripresa dal The Hollywood Reporter e poi anche da altri siti importanti negli Usa.

    Il principio, detto in maniera semplicistica, sancito da una sentenza della Corte Federale di New York, è che se una testata, un sito, un blog, chiunque in pratica, incorpori un’immagine da Instagram (la embeddi, per dirla in gergo), nel caso specifico, non vìola il copyright che il fotografo potrebbe esercitare sull’immagine stessa. Questo perché, secondo il giudice Kimba Wood, nel momento in cui il fotografo ha condiviso la stessa immagine su una piattaforma come Instagram, in quel momento ha concesso una “sub-licenza” alla piattaforma stessa. Di conseguenza, riportare l’immagine, embeddarla, dalla piattaforma, non sarebbe un reato per il fatto che non vìola alcun diritto al copyrght. Quell’immagine, in buona sostanza, è come se appartenesse a tutti.

    Instagram immagini tutti franzrusso.it 2020

    Ok, adesso facciamo un bel respiro e cerchiamo di raccontare tutta la vicenda, in sintesi.

    Era il 2016 quando Mashable voleva dedicare un focus a 10 foto-giornaliste che si dedicavano al tema della “giustizia sociale”. Nel realizzare questo focus, l’editore seleziona alcune delle più conosciute, raccoglie alcune sue opere, decidendo di pubblicarle in un articolo dedicato. Tra queste figurava anche Stephanie Sinclair, foto reporter che collabora anche con National Geographic, alla quale, dopo un primo rifiuto, Mashable offrì 50 dollari per usare una sua foto. Ma vistasi rifiutare la concessione della licenza, Mashable allora decise di incorporare l’immagine da Instagram, dove la stessa Sinclair aveva pubblicato l’immagine.

    Ecco, da qui ne nasce una vicenda legale che vedeva contrapposti la fotografa, la quale chiedeva che venisse riconosciuto il diritto di copyrght su quella immagine incorporata da un’altra piattaforma, e Mashable che, invece, sosteneva di non dover riconoscere alcun copyright in quanto l’immagine era già stata pubblicata su Instagram, appunto.

    Ebbene, la vicenda si è conclusa qualche giorno fa con la decisione del giudice Kimba Wood il quale ha dato ragione a Mashable. In passato, in casi come questi veniva usata la cosiddetta “dottrina del server test” che, in pratica, trasferisce la responsabilità della violazione in base al luogo in cui le immagini vengono memorizzate. Se il giudice Wood avesse adottato questa dottrina, allora il responsabile sarebbe stato Mashable. A questo proposito consigliamo di leggere un libro molto interessante dal titolo “The Law of Journalism and Mass Communication” (Cq Pr, 2019) di Susan Dente Ross, Amy Reynolds e Robert Trager.

    Nel 2018 un altro giudice di New York si trovò ad affrontare una vicenda simile, era quella del giocatore della NFL, Tom Brady. In quel caso, furono diversi siti di notizie a violare il copyright, secondo il giudice, usando delle foto del giocatore senza autorizzazione. Anche in quel caso si trattava di una immagine incorporata.

    In pratica, il “server test” indicava il fatto che qualcuno che incorporava un tale post non autorizzato sui social media, non avrebbe violato direttamente il copyright. Ma potrebbe comunque essere responsabile in base a complesse regole sulla “responsabilità indiretta” del copyright.

    Nella vicenda che vedeva contrapposti la Sinclair contro Mashable è invece stata premiata la tesi degli avvocati di Mashable che sostenevano che una volta pubblicata su Instagram l’autore avesse concesso alla piattaforma una licenza d’uso, una “sub-licenza”, ad usare l’immagine. Instagram, secondo gli avvocati, in effetti concede questo diritto a pubblicare, e incorporare, l’immagine senza commettere alcun reato.

    Ora, la sentenza è un modo assolutamente nuovo per aggirare il “server test” che, tra l’altro, il giudice Wood non ha mai preso in considerazione per la soluzione di questo caso. L’incorporare post sui social media, autorizzati dai detentori di copyright, in questo caso Instagram, è legale, secondo il ragionamento del giudice Wood. Non vi sarebbe alcuna difesa, invece, nel caso in cui venisse usata un’immagine non autorizzata. Ecco, questo è quello che ci sembra emergere da questa diatriba.

    Le immagini pubblicate su Instagram, a questo punto, appartengono a tutti.

    stephanie sinclair instagram

    C’è da dire, infine, che la Sinclair aveva ancora un modo per impedire che quella immagine apparisse, dopo la sentenza, all’interno dell’articolo di Mashable, liberamente. Ed era quello di rendere il suo account da pubblico, come era fino alla sentenza, a privato, cosa che potete verificare. In questo caso la sua foto è salva, preservata e privata, e nessuno può usarla senza la sua autorizzazione.

    Questa che vi abbiamo raccontato è una vicenda complessa, sperando di essere riusciti a riassumerla nella maniera giusta e comprensibile. Abbiamo deciso di raccontarla perché è una storia che può toccare tutti coloro che si occupano di informazione. Tanto i giornalisti quanto le testate, i blog e i siti di informazione che possono imbattersi in situazioni analoghe. Alla luce di questa vicenda è sempre opportuno fare attenzione a quello che si pubblica sui social media e a quello che si incorpora all’interno del proprio sito.

    E voi che ne pensate? Fateci sapere il vostro pensiero tra i commenti oppure commentate sui social media.

  • TikTok, dal 30 aprile i messaggi diretti solo per chi ha più di 16 anni

    TikTok, dal 30 aprile i messaggi diretti solo per chi ha più di 16 anni

    TikTok annuncia che dal prossimo 30 aprile i messaggi diretti possono essere utilizzati solo da chi ha un’età superiore ai 16 anni. Un modo per rendere la piattaforma più sicura.

    TikTok è una piattaforma molto amata dai giovani, dai teenagers in particolare. Sappiamo anche che la piattaforma nei mesi scorsi ha dovuto affrontare problemi legati alla sicurezza che ha coinvolto utenti anche giovanissimi. L’annuncio che la società fa oggi è certamente un passo nella direzione di rendere la piattaforma più sicura.

    Da oggi TikTok invierà una notifica a tutti gli utenti interessati i quali dal prossimo 30 aprile non potranno più usare i messaggi diretti. I destinatari di questa informativa sono gli utenti che hanno un’età inferiore ai 16 anni.

    tiktok messaggi diretti 16 anni franzrusso.it-2020.

    Si tratta di un’azione importante per una piattaforma delle dimensioni di TikTok, è infatti la prima volta che una piattaforma social di queste dimensioni applica una limitazione alla messaggistica a livello globale. Significa quindi che gli utenti che hanno meno di 16 anni, in tutto il mondo, non potranno più inviare e ricevere messaggi.

    Questo che viene annunciato oggi è un ulteriore passo dopo aver annunciato, proprio a febbraio di quest’anno, l’introduzione del “Filtro Famiglia“, con l’associazione dell’account TikTok di un adulto a quello del minore di cui è responsabile, e della funzione “Gestione del Tempo nel Feed“, per migliorare il benessere digitale degli utenti.

    TikTok annuncia il filtro famiglia e la gestione del tempo nel feed

    C’è da considerare che questa decisione, assolutamente giusta e opportuna, andrà ad impattare su un pubblico, quello under 16, che vanta una presenza corposa sulla piattaforma. Anche se non ci sono dati precisi sulla composizione precisa, è comunque risaputo che il pubblico dei teenagers sia molto presente sulla piattaforma.

    I dati che abbiamo a disposizione ci dicono che il 41% degli utenti a livello globale ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni e che, comunque, il 50%, sempre a livello globale, ha un’età inferiore ai 34 anni. In ogni caso, il 60% degli utenti che usa l’app ha un’età inferiore ai 18 anni.

    Inoltre, l’app è sempre tra le più scaricate in assoluto. Solo un mese fa Sensor Tower riportava il dato di 2 miliardi di download complessivi.

    TikTok vicina ai 2 miliardi di download, che non sono gli utenti attivi

    Ecco perché l’annuncio di oggi è importante, per il fatto che coinvolgerà milioni di utenti, limitando l’uso della messaggistica come non era mai successo prima in nessuna piattaforma.

    In un momento in cui, a causa della pandemia da Coronavirus, i giovani trascorrono più tempo sui social media, la decisione di TikTok di limitare l’uso dei messaggi diretti agli under 16 assume una certa rilevanza.

    Il passo successivo sarebbe poi quello di verificare per davvero l’età degli utenti.

  • Instagram porta sul web, e sul desktop, anche le dirette

    Instagram porta sul web, e sul desktop, anche le dirette

    Instagram continua ad estendere l’esperienza d’uso sul web. Dopo aver portato i DM sul desktop, adesso è la volta delle dirette che in questo periodo si sono trasformate in un potente mezzo di intrattenimento e informazione.

    Instagram continua ad estendere l’esperienza d’uso dell’app verso il web, quindi verso una modalità orientata verso il desktop. Usare l’app sul web, ricordiamo che l’app è nata e pensata per il mobile, sembra essere la direzione intrapresa negli ultimi giorni. Un po’ per agganciare il momento, tutti sono comunque a casa e usano il proprio dispositivo desktop per studio o lavoro, e un po’ per avviarsi a quella interoperabilità tra le app di casa Facebook di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi.

    Solo qualche giorno fa Instagram ufficializzava l’approdo dei DM, dei messaggi privati, sul desktop, ma adesso c’è un’altra novità in questo senso, notata e segnalata da Engadget. E cioè che adesso le dirette Instagram possono essere visualizzate anche via Web, e quindi anche via desktop.

    dirette instagram desktop

    Al momento Instagram non ha dato conferme ufficiali su questa nuova modalità di visualizzazione, ma siamo sicuri che molti apprezzeranno e che questo potrebbe essere un modo interessante per instaurare una relazione che non passa necessariamente da mobile.

    In pratica, una volta che effettuate l’accesso su instagram.com, in basso a destra, dove visualizzate il riquadro dedicato alle Stories, immediatamente prima di una storia verrà visualizzata una diretta. Di fianco all’account verrà visualizzata una etichetta con scritto “in diretta”. Cliccandoci sopra, si aprirà la diretta in una modalità ovviamente più estesa di quella che si vedrebbe dal proprio dispositivo mobile.

    dirette instagram desktop riquadro

    Infatti, come potete vedere, sulla sinistra viene visualizzata la diretta video e sulla colonna di destra viene visualizzata la conversazione relativa. Come potete notare, la visualizzazione è più chiara e ordinata. I commenti alla diretta vengono visualizzati separatamente e non sovrapposti, come accade durante le dirette da mobile. Una modalità che spesso infastidisce la diretta a due, i commenti vanno a sovrapporsi, in parte, proprio nella sezione in basso dedicata all’ospite.

    dirette instagram desktop riquadro

    Insomma, si tratta di una modalità che non dispiace e che potrebbe avere degli interessanti sviluppi futuri, oltre che immediati. Come ricordato, Instagram non ha ufficializzato nulla a riguardo e non è chiaro se tutti gli utenti possono adesso seguire le dirette anche da desktop.

    In un periodo, quello del lockdown da Coronavirus, in cui la diretta su Instagram viene usata come strumento per informare, come fa SkyTg24 ad esempio, o come strumento per fare intrattenimento, alla Lorenzo Jovanotti insieme a Fiorello ad esempio, la visualizzazione da desktop può essere di grande aiuto e quindi molto apprezzata. Perché più ordinata, ma anche perché utile.

    Ma, proprio grazie alla possibilità di fruire della visualizzazione da desktop, la stessa diretta potrebbe diventare per fare webinar live (ovviamente aperti), per comunicare eventi, per interagire con il proprio pubblico di riferimento. Che magari apprezza il fatto d poter seguire la diretta dal proprio pc.

    Allora, che ne pensate?

    Instagram, adesso è possibile accedere ai DM anche da web

  • Instagram, adesso è possibile accedere ai DM anche da web

    Instagram, adesso è possibile accedere ai DM anche da web

    Instagram ha annunciato che da oggi è possibile accedere ai DM, i messaggi privati, anche da Web. Una modalità comoda che permetterà di usare la messaggistica dell’app anche da desktop.

    Era dicembre del 2013 quando Instagram lanciò il suo servizio di instant messaging, un servizio di messaggistica che poi divenne pure una app stand-alone, per poi essere abbandonata definitivamente a maggio dello scorso anno. L’utilizzo di questa sezione specifica dell’app è andato avanti nel corso degli anni, ma in generale è sempre mancato qualcosa, ossia la possibilità di utilizzarlo anche via web, quindi anche da desktop.

    Ma da oggi i messaggi privati arrivano anche sul desktop. Già, perché dopo un periodo di test, proprio ad inizio di quest’anno, ieri Instagram ha annunciato che il rilascio della funzionalità sarebbe stato disponibile per tutti gli utenti.

    instagram dm desktop

    Come usare i DM di Instagram via desktop

    Non vi resta quindi che andare su instagram.com dal vostro pc e notare subito l’icona dei DM in alto a destra, il secondo simbolo dopo la “home”. Una volta cliccatoci sopra, v ritroverete in una sezione di messaggi privati che è molto vicina a quella visibile dall’app.

    Sulla sinistra avete i contatti e sulla destra avete la visualizzazione dei messaggi. Adesso è possibile anche usare le emoji nei testi, come da mobile, e le immagini condivise vengono visualizzate come galleria. Queste sono le ultime due caratteristiche aggiunte proprio durante la fase di test. Come già avviene via app, è possibile fare tutte le altre azioni che solitamente facciamo per inviare un messaggio. Come la comodità di inviare anche foto da desktop.

    Perché “comodità”? Perché questa nuova funzionalità sarà molto apprezzata da tutti coloro che usano Instagram per il proprio lavoro, come social media manager, marketers, giornalisti, blogger, influencer. Proprio a quest’ultimi, che ricevono centinaia di messaggi al giorno, potranno adesso approfittare di questa novità.

    L’esperienza web è quella che da sempre viene richiesta da chi con Instagram ci lavora, proprio perché da desktop è più facile lavorare per ottimizzare le immagini da usare per la propria attività. E questo vale anche per la messaggistica. Da oggi quindi sarà più facile usare i DM per condividere immagini da inviare ai propri clienti, ad esempio. Gli utilizzi davvero sono tanti e sappiamo, ripetiamo, che molti di voi apprezzeranno.

    Altra considerazione da fare, è che questa novità segue la linea tracciata da Mark Zuckerberg qualche mese fa, quando disse, tra le altre cose, che la messaggistica è una di quelle aree in rapida crescita. Ed è vero.

    Infine, questa novità si inserisce in quel grande progetto di rendere inter-operabili tra loro tutte le app della famiglia Facebook. Pensate quanto sarà facile rispondere ad un messaggio da Messenger anche dai DM su Instagram o da un messaggio via WhatsApp, una opzione che diventerà concreta fra non molto.