Autore: Franz Russo

  • Coronavirus e ripartenza, ecco il progetto Corus Lab

    Coronavirus e ripartenza, ecco il progetto Corus Lab

    Nel giorno in cui in Italia inizia la Fase 2, dopo il lockdown da Coronavirus, il tema è ovviamente quello della ripartenza. Ne abbiamo parlato con Maurizio Galluzzo nel nostro InTime Podcast che ci ha presentato il nuovo progetto Corus Lab.

    Nel giorno in cui inizia la tanto attesa, e altrettanto discussa, Fase 2, dopo il lockdown da Coronavirus, oggi 4 maggio 2020, il tema è ovviamente quello della ripartenza. Dopo due mesi riapre una parte delle aziende, oltre 4 milioni di persone tornano al lavoro, ma c’è da riavviare l’economia di un paese. I dati alla mano ci dicono che sono tantissime le aziende che rischiano la propria esistenza.

    Ecco, quello che volevamo fare, invece, è raccontare proprio come queste aziende possono in realtà fare affidamento a progetti concreti. Allora ecco che il progetto che Maurizio Galluzzo ha da poco lanciato arriva proprio nel momento giusto. Si chiama Corus Lab e ne abbiamo parlato, con una chiacchierata, all’interno del nostro InTime Podcast. Qui una breve anteprima e vi invitiamo ad ascoltare tutta l’intervista che è davvero molto interessante.

    corus lab maurizio galluzzo intime podcast

    Maurizio, come nasce il progetto Corus?

    La nostra vuole essere una risposta a quello che sarà il tema principale delle prossime settimane e dei prossimi mesi. Sin dall’inizio, come Emergenza 24, abbiamo seguito l’espandersi del Coronavirus, dalla Cina, fino a poi diventare un problema planetario. Alla prima chiusura abbiamo pensato che dovevamo essere più utili, e da qui abbiamo lanciato un progetto, “Cancelliamo il Coronavirus”, e lo abbiamo chiamato “Corus”, ossia le prime tre lettere e le ultime due del Coronavirus.

    Ci siamo posti subito l’obiettivo che attraverso questo progetto le persone fossero utili e vicine. Ma il nostro intento era quello d affrontare da subito quello che sarebbe poi successo, ossia un’emorragia di posti di lavoro, la probabile chiusura di molte aziende, con un generale atteggiamento di demoralizzazione e di perdita di fiducia.

    Quando viene colpito il lavoro è chiaro che tutto questo impatta sulle famiglie, e su tanti altri aspetti della vita di ciascuno.

    Ecco questo era solo un assaggio della nostra intervista con Maurizio Galluzzo, che ringraziamo ancora una volta. L’invito è quindi quello di asclotare l’intervsta per intero, su Spreaker e o Spotify, in basso trovate i link, e, ovviamente quello di consultare il sito del progetto coruslab.it/progetto/.

     

  • Il lockdown ha (ri)portato gli utenti su Facebook

    Il lockdown ha (ri)portato gli utenti su Facebook

    Questa lunga fase di lockdown che stiamo vivendo, a seguito della pandemia da Covid-19, ha (ri)portato di nuovo gli utenti su Facebook. La piattaforma di Zuckerberg nel primo trimestre dell’anno segna una media di 2,6 miliardi di utenti. Sono poi 3 miliardi di utenti, considerate tutte le app della famiglia.

    Si diceva che forse la spinta propulsiva di Facebook stava esaurendosi, ed era vero certo. Ma i numeri dell’ultima trimestrale, la prima di quest’anno così strano e turbolento, ci dicono che Facebook da questo lockdown, in seguito alla pandemia da Covid-19, in realtà sta guadagnando. Forse, come vedremo più avanti, non tanto dal punto di vista economico, ma certamente dal punto di vista del numero di utenti. Infatti, la piattaforma di Mark Zuckerberg nei primi tre mesi del 2020 fa segnare una media di 2,6 miliardi di utenti al mese, con una crescita del 10% rispetto allo scorso anno.

    I numeri poi dell’ecosistema Facebook aumentano ancora di più se consideriamo anche le altre app del gruppo come WhatsApp, Messenger, Instagram. In questo caso si superano i 3 miliardi di utenti, più o meno il 39% della popolazione mondiale se vogliamo usare questo metro di paragone.

    social media facebook app famglia

    I numeri dell’ultima trimestrale ci dicono che Facebook ha realizzato ricavi per 17,7 miliardi di dollari (+17% in un anno) e un utile netto di 4,9 miliardi di dollari (+102% in un anno). Dati che superano anche le previsioni che erano state fatte dagli analisti che davano per 17,5 miliardi di dollari i ricavi per questi primi tre mesi dell’anno.

    Facebook conta oggi 1,73 miliardi di utenti al giorno con una crescita dell’11% rispetto allo scorso anno. E crescono anche gli utenti attivi al giorno sulla famiglia di app adesso di 2,36 miliardi di utenti al giorno. Come detto in apertura del post, la famiglia delle app di Facebook conta 2,99 miliardi di utenti, in crescita anche questo dato dell’11% rispetto allo scorso anno.

    Come già ricordato, Facebook dall’inizio d questa pandemia ha visto crescere in maniera esponenziale quelle funzionalità sulle quali, in effetti, non ha la possibilità di realizzare margini di guadagni. Stiamo parlando delle videochiamate, le chiamate di gruppo in Italia sono cresciute addirittura del 1000%, unico paese al mondo a registrare un dato così alto.

    Facebook, in Italia crescono del 1000% le chiamate di gruppo

    E, nonostante questo utilizzo massiccio, con un incremento del tempo trascorso su Facebook che supera ormai il 70%, tutto questo non si traduce in guadagni. Mark Zuckerberg nella conferenza di presentazione dei dati ha infatti detto che i guadagni sono sostanzialmente invariati a marzo e ad aprile. Nel comunicato che Facebook ha diramato con tutti i dati relativi alla prima trimestrale dell’anno, si legge che è stata rilevata “una significativa riduzione della domanda di pubblicità, così come un relativo calo dei prezzi dei nostri annunci, nelle ultime tre settimane del primo trimestre del 2020“.

    Vedremo che questa “riduzione” si verificherà ancora oppure se, man man che ci vi avvia ad un lento ritorno alla “normalità”, questi dati poi segneranno un cambio di tendenza.

  • Videoconferenza, Google Meet per tutti e cresce di 3 milioni di utenti al giorno

    Videoconferenza, Google Meet per tutti e cresce di 3 milioni di utenti al giorno

    Google annuncia che Google Meet, il servizio di videoconferenza che prima si chiamava Hangouts, diventa disponibile per tutti e non solo per chi usa il pacchetto G Suite. Inoltre, Meet sta crescendo al ritmo di 3 milioni di utenti al giorno.

    È un momento in cui, a causa della pandemia da Covid-19, tutti hanno riscoperto i servizi di videoconferenza. E se da una parte, in questo momento Zoom è risultato avere più successo di altri, raggiungendo in pochissimo tempo 300 milioni di utenti, e se dall’altra Facebook ha deciso di cavalcare l’onda lanciando le Messenger Room, in mezzo Google non è stata certo a guardare, stavolta. Già, perché il colosso di Mountain View stavolta ha messo in campo tutto il suo vero valore e ha dimostrato a tutti di avere a disposizione i mezzi per poter supportare chiunque ne avesse bisogno per lavorare o studiare da casa.

    Lo strumento che in quest giorni ha riscontrato, e sta ancora riscontrando, un grande successo è Google Meet, che di fatto, con una operazione di renaming, ha preso il posto di Google Hangouts. Soprattutto perché questo strumento è parte di Google Suite, un insieme di strumenti lavoro e di studio che in tanti stanno usando in questi giorni. Basti pensare a Google Suite For Education, la suite di strumenti pensati per la scuola che comprende anche Classroom, la più usata dalle scuole fino ad oggi, anche in Italia, e Google Meet, per fare le video lezioni.

    google meet videoconferenze

    Un successo per Google Meet che si traduce in ben 3 milioni di utenti al giorno dall’inizio di questo mese, per un totale di 100 milioni di utenti al giorno.

    Utenti che potrebbero crescere ancora in conseguenza dell’annuncio fatto oggi, anche in occasione della pubblicazione della trimestrale. E cioè che Google Meet sarà disponibile per chiunque, e non solo per coloro che hanno un account Google.

    “A cominciare da maggio, chiunque possieda un indirizzo e-mail può iscriversi a Meet e utilizzare molte delle funzionalità che sono già a usate dai nostri clienti G Suite – scuole, istituzioni, organizzazioni e business –, come per esempio la pianificazione delle riunioni e la condivisione dello schermo, i sottotitoli in tempo reale (in inglese) e la scelta del layout che più si adatta alle proprie necessità, inclusa la visualizzazione a griglia espansa“. È quello che si legge sul blog ufficiale di Google Italia.

    L’estensione del servizio avverrà in modo graduale a partire da prossimi giorni ad un numero di persone sempre maggiore. Google tiene a precisare che la modalità adottata per fare videoconferenze su Meet sarà assolutamente sicura. E queste sono le misure che verranno adottate:

    • Ci sarà la possibilità di ammettere o negare l’accesso a una riunione e disattivare o rimuovere i partecipanti se necessario.
    • Non è permesso ad utenti anonimi (cioè che non abbiano un account Google) di partecipare alle riunioni create dagli account dei singoli utenti.
    • I codici per partecipare alle riunioni sono complessi di default e quindi resilienti a qualsiasi tentativo di accesso forzato.
    • Le riunioni video su Meet vengono crittografate in tempo reale e tutte le registrazioni archiviate su Google Drive restano criptate.
    • Non si richiede plugin per installare Meet sul web. Funziona interamente su Chrome e altri browser.
    • Per i dispositivi mobili l’app Google Meet è disponibile sull’App Store di Apple e sul Play Store di Google.
    • Gli utenti Meet possono registrare il proprio account all’interno del Programma di Protezione Avanzata di Google.
    • I dati degli utenti su Meet non vengono usati per scopi pubblicitari e Google non vende dati degli utenti a terze parti.

    Da oggi, chi dispone di un account Google (mail@gmail.com) può già usare Google Meet da meet.google.com. Per chi invece ne fosse sprovvisto, è possibile creare, gratis e in modo veloce, un account Google usando la propria mail personale. Le riunioni possono avere una durata massima di 60 minuti, ma Google fa sapere che questo limite viene sospeso fino al prossimo 30 settembre 2020.

    Insomma, Google vuole giocare un ruolo primario in questo mercato che si è riaperto in maniera dirompente in queste ultime settimane, non certo stare a guardare.

  • COVID-19, le aziende non erano preparate allo smart working

    COVID-19, le aziende non erano preparate allo smart working

    Una recente analisi di Check Point Software ha rivelato che le aziende non erano preparate alla modalità smart working e che per il 95% di esse questo potrebbe comportare una “pandemia digitale”.

    Come abbiamo visto in questi ultimi due mesi, a causa della pandemia da Covid-19, la modalità smart working è quella che si è resa necessaria, ovunque, per permettere alle persone di poter comunque continuare a lavorare. Un tema, quello dello smart working, che in queste settimane abbiamo toccato, e approfondito, qui sul nostro blog, proprio per cercare di raccontare come le aziende italiane hanno affrontato questo momento.

    Come già detto, le aziende italiane si sono trovate da un giorno all’altro a dover considerare in maniera decisa questa modalità. Era il 24 febbraio quando il governo, a seguito della creazione di due “zone rosse”, nel lodigiano e in Veneto, indicava nel primo dpcm la modalità del lavoro da remoto. Tutti lo abbiamo definito “smart working”, anche se, come ci ha spiegato Stefano Epifani nel nostro InTime Podcast, si tratta per lo più di telelavoro.

    Ecco, da quel momento, molte aziende si sono trovate in difficoltà, soprattutto quelle medio-piccole che non avevano mai considerato prima quella modalità.

    smart working aziende non preparate franzrusso.it 2020

    Ebbene, oggi Check Point Software certifica che quel livello di difficoltà, quel livello di impreparazione ha riguardato la stragrande maggioranza delle aziende è reale. Una difficoltà di gestione che può diventare una seria minaccia per la sicurezza delle aziende.

    L’azienda, fornitore leader mondiale specializzato nella sicurezza informatica, ha analizzato i dati e gli eventi di sicurezza informatica relativi a questa pandemia e, secondo una ricerca condotta con Dimensional Research, emerge che il 95% delle aziende ha sperimentato problemi di sicurezza legati allo smart working. La ricerca rivela anche che il 61% delle aziende si preoccupa dei rischi per la sicurezza e dei cambiamenti necessari per facilitare lo smart working, il 55% cerca come migliorare la sicurezza dell’accesso da remoto e il 49% richiede più sicurezza anche per gli endpoint.

    Smart Working o Telelavoro? Intervista a Stefano Epifani

    La situazione rischia anche di complicarsi se l’accesso ai file avviene da infrastrutture personali, proprio perchè si lavora da casa, magari non aggiornate all’ultima release o non protette adeguatamente tramite sistemi antivirus completi. Oltre a queste minacce legate all’hardware, in queste settimane sono aumentati notevolmente i rischi legati all’interazione umana e a phishing.

    Come visto in tante situazioni purtroppo, gli hacker sanno riposizionarsi molto in fretta e hanno cominciato prima a creare siti legati al Coronavirus, con oltre 4.000 domini nuovi riconducibili al virus in poche settimane, l’8% di cui è sospetto o malevolo, poi hanno iniziato ad attaccare direttamente le persone inviando un’enorme mole di e-mail phishing a tema Covid-19.

    Il picco è stato raggiunto il 28 marzo con 5.000 attacchi riconducibili al virus. Un’analisi di Check Point svolta in Italia ha dimostrato che più di un sito su dieci registrato negli ultimi 30 giorni e legato ai temi della “salute” è malevolo. Ora che si sta parlando della Fase 2, e dell’attivazione degli aiuti di Stato, gli hacker stanno diffondendo domini ingannevoli e inviando e-mail che diffondono malware per approfittare di questo nuovo tema d’interesse.

    Coronavirus, le aziende italiane alle prese con lo Smart Working

    Nel solo mese di nel marzo 2020 sono stati registrati 2.081 nuovi domini legati a sussidi, fondi e supporti statali (di cui 38 malevoli e 583 sospetti).

    Insomma, anche questo è un tema che va considerato. Lo smart working deve essere applicato tenendo a mente tutte quelle che sono le implicazioni, incluse quelle legate alla sicurezza che, come abbiamo visto, se trascurate, posso generare problemi gravi.

  • TikTok introduce lo sticker per le donazioni anche in Italia

    TikTok introduce lo sticker per le donazioni anche in Italia

    TikTok lancia anche in Italia lo sticker per le donazioni e la Croce Rossa Italiana è la prima Associazione a inaugurare la funzionalità con l’hashtag #tuttifratelli. Tra i supporter c’è anche Chiara Ferragni che sarà in diretta il 2 maggio.

    TikTok lancia anche in Italia lo Sticker per le Donazioni, in un momento in cui è importante dare sostegno a tutte quelle associazioni che si mobilitano per contrastare il Covid-19. Ed è proprio per questo motivo che TikTok, tra l’altro, raddoppierà tutte le donazioni effettuate da parte degli utenti, direttamente dall’app, fino 27 maggio.

    Le prime iniziative supportate dalla nuova funzionalità “Sticker per le Donazioni” saranno a favore delle sei realtà europee impegnate a sostenere le persone maggiormente vulnerabili o che hanno risentito in maniera particolare dei danni sanitari ed economici causati dal Covid-19.

    In Italia, la Croce Rossa Italiana (@CroceRossa) sarà la prima a inaugurare la nuova funzionalità della piattaforma. Nelle ultime settimane, TikTok ha donato alla Croce Rossa Italiana 440 mila mascherine e 50 mila paia di guanti protettivi destinati alle categorie di persone che ne hanno maggiore necessità.

    tiktok sticker donazioni

    Come funzionano gli Sticker per le Donazioni su TikTok

    Gli Sticker per le Donazioni sono al momento in uso in Italia, Francia, Germania, Uk e Usa. Come tutti gli sticker sono molto interattivi e potranno essere inseriti facilmente all’interno dei propri video o all’interno delle proprie dirette.

    Basterà selezionare l’organizzazione benefica che vogliono supportare, in Italia è la Croce Rossa Italiana, come dicevamo prima, e integrare l’adesivo all’interno del video. Gli utenti, una volta selezionato lo sticker, potranno effettuare una donazione senza uscire dall’app. Tutte le donazioni sono abilitate da Tiltify, una piattaforma di raccolta fondi a scopi benefici che elabora la transazione in totale sicurezza.

    Tra i primi creator che hanno scelto di sostenere la causa creando video ad hoc ci sono: Fabio Farati, meglio noto con il suo nick @faffapix, Martina Socrate, Marco Fantini e Riccardo Aldi.

    In arrivo anche una serie di live streaming dedicate a “Tutti Fratelli” che vedrà la partecipazione dei creator più popolari e celebrity che intratterranno e sensibilizzeranno gli utenti sulla raccolta fondi per la Croce Rossa Italiana. Per la prima settimana il palinsesto prevede: Martina Socrate, Daniele Davì, Cecilia Cantarano, Sespo, Riccardo Aldi. E il 2 maggio vedrà la partecipazione di Chiara Ferragni. In basso tutti i creator coinvolti con date e orari.

    L’iniziativa va a inserirsi all’interno del più ampio impegno di TikTok in Italia a supporto della lotta contro il Covid-19 che ha già visto la donazione di 5 milioni di euro alla Protezione Civile e alla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI). Il fondo darà la possibilità di acquistare dispositivi e apparecchiature per il contrasto al Coronavirus, distribuiti ogni giorno alle Regioni e alle Province autonome per fronteggiare l’emergenza, oltre all’aiuto a tutti gli infermieri che per primi hanno assistito le persone colpite dal virus e ora bisognosi anch’essi di cure mediche o della terapia intensiva.

    TikTok Livestream TuttiFratelli Croce Rossa

  • Telegram raggiunge il traguardo dei 400 milioni di utenti

    Telegram raggiunge il traguardo dei 400 milioni di utenti

    Probabile che l’aumento di consumo del digitale in tutto il mondo per via della pandemia da Coronavirus abbia avuto il suo effetto, Telegram ha annunciato oggi di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti, 1,5 milioni quelli che si iscrivono ogni giorno.

    La piattaforma di messaggistica, e non solo, trova sempre più nuovi utenti affezionati. Probabilmente la pandemia da Coronavirus, con il conseguente lockdown ovunque ne mondo, abbia avuto il suo impatto perché oggi Telegram ha annunciato di aver raggiunto i 400 milioni di utenti.

    Non si sapeva molto sul numero degli utenti che usa la piattaforma, eravamo rimasti a 200 milioni. In Italia siamo attorno ai 9 milioni, anche se, a questo punto, è presumibile che siano molti di più.

    Telegram fa sapere che ogni giorno sono “almeno 1.5 milioni” i nuovi utenti che si iscrivono a Telegram. Sottolineando come l’app sa tra le 20 più scaricate al mondo, “le persone in tutto il mondo stanno passando a Telegram ad un ritmo sempre più veloce”.

    telegram 400 milioni utenti

    “Le cartelle, l’archivio cloud e il supporto per i computer rendono Telegram lo strumento ideale per il lavoro da remoto e lo studio durante la quarantena”. È quindi evidente che il lockdown abbia avuto effetto nel raggiungimento di questo traguardo. Del resto, in questa fase, stanno crescendo un po’ tutte le piattaforme digitali, in termini di nuovi utenti e di tempo trascorso.

    “Quando abbiamo lanciato Telegram 7 anni fa, abbiamo ipotizzato che le persone avrebbero sempre scelto libertà e qualità piuttosto che restrizioni e mediocrità“, si legge nel post in italiano che annuncia il traguardo, aggiungendo anche che presto arriveranno le videochiamate di gruppo sull’app:

    “Le videochiamate nel 2020 hanno gli stessi problemi (questo lo abbiamo corretto noi) dei messaggi nel 2013. Ci sono app che sono o sicure o utilizzabili, ma non entrambe le cose. Ci piacerebbe risolvere il problema, quindi ci concentreremo nel portarvi videochiamate di gruppo sicure nel 2020. Quando saranno pronte, sarete i primi a saperlo, promesso“.

    Ma gli annunci non finiscono qua, perché Telegram annuncia di aver migliorato i Quiz aggiungendoli a sondaggi, apparsi a gennaio di quest’anno. Da oggi è possibile “aggiungere spiegazioni che compaiono non appena gli utenti rispondono alle domande del quiz, aiutandoli ad imparare dai loro errori, o a contestualizzare le loro risposte“.

    E, avendo migliorato lo strumento, Telegram pensa di trasformarlo in uno strumento attraverso il quale “diffondere conoscenza” come “quiz didattici”, non male come idea. A questo proposito, visto che 2 miliardi bambini sono forzatamente lontani da scuola orma da settimane, viene lanciata un’iniziativa molto interessante. E cioè un crowd-sourcing in cui verranno distribuiti un totale di 400.000 EURO tra i creatori di quiz didattici.

    Per iscriversi, la prima fase termina il 15 maggio, comunque all’interno del post vengono spiegate le modalità di partecipazione.

    Gli sticker su Telegram sono 20 mila

    E poi, infine, tra le notizie che accompagnano il traguardo dei 400 milioni, con anche alcune migliorie come un nuovo menù per gli allegati per app su Android, Telegram ha creato un posto dal quale consultare tutte gli sticker che, nel corso di 5 anni, sono arrivati ad essere ben 20 mila.

    Insomma, sono notizie incoraggianti per l’app che però, come è stato diffuso ieri da Agcom, deve affrontare un serio problema interno. Infatti, dopo la denuncia della FIEG esposta all’autorità garante sulle comunicazioni, chiedendo la sospensione di Telegram, l’app fondata da Pavel Durov ha eliminato 7 degli 8 gruppi indicati nella stessa denuncia della Federazione degli Editori.

    Si tratta di un passaggio doveroso per certi versi, ma, vogliamo ribadirlo, la soluzione di eliminare o sospendere una voce non è mail quella giusta, e questo dovrebbero saperlo anche gli editori. C’è bisogno di monitorare, denunciare le cose che non vanno e migliorarle, ma la censura non porta mai a nulla di buono. Questo è quello che pensiamo.

  • Back To Brand, è tempo di tornare a parlare di Brand

    Back To Brand, è tempo di tornare a parlare di Brand

    In uno scenario del tutto inedito, è necessario concentrarsi sul brand. Prende il via oggi, con il primo di cinque incontri organizzati da Marketing Arena, “Back to Brand, Digital Branding Room”.

    Viviamo un momento di grande incertezza, ci troviamo in uno scenario del tutto inedito ed è necessario trovare la chiave per tarare su nuovi elementi il marketing e il business B2B. Nasce da questa esigenza “Back to Brand, Digital Branding Room” il ciclo di incontri organizzati da Marketing Arena che prende il va oggi con il primo dei cinque previsti, a partire dalle ore 17.

    In un momento in cui tutto sembra incerto, la corsa alla lead generation subisce un stop imprevisto. Di fronte a questa situazione, è il momento di tornare a parlare di Brand, di valori che si riflettono sul modo di comunicare e di fare business.

    back to brand b2b day 2020

    Da queste basi nasce “Digital Branding Room”, cinque incontri che prendono il via oggi, 23 aprile 2020, alle 17, e questo è il link per iscrivervi.

    Tema del primo incontro è:

    BACK TO BRAND. LO STORYTELLING HA I GIORNI CONTATI: IL BRAND ALLA PROVA DEL MERCATO

    Anche nel B2B ha senso cambiare l’approccio del marketing quando si parla di brand: meno storytelling e legami più forti con le necessità di business.
    Con la moderazione di Giorgio Soffiato, founder di Marketing Arena, ci saranno:
    • Paolo Bergamo, SVP & GM, Field Service Lightning – Salesforce
    • Giulio Bugiuni, Lecturer in Entrepreneurship – Trinity College Dublin
    • Vladi Finotto, Professore associato – Università Ca’ Foscari di Venezia

    Prossimi appuntamenti:

    24 aprile 2020, alle 17,30:

    È ORA DI LICENZIARE IL DIRETTORE MARKETING ED IL DIRETTORE VENDITE?

    Nell’altalena tra e-commerce e consulenza serve sempre di più un nuovo patto tra marketing e vendite per una gestione strategica dei clienti che sia veramente di valore: chi dice sono tutti uguali mente.

    Con la moderazione di Alberto Casna, ci saranno:

    • Giacomo Mapelli, B2B Director EMEA – Moleskine
    • Raphaël Prati, Marketing & Communications Director – Biesse Group

    27 aprile 2020, ore 17,30:

    NON C’È AZIENDA SENZA CULTURA

    Non esiste brand che si possa permettere di raccontarsi se prima non sono chiari i valori che lo caratterizzano, soprattutto verso l’interno. Tutti vanno portati a bordo prima che la nave salpi.
    Con la moderazione di Alberto Casna, ci sarà:
    Alessandro Mininno, CEO – Gummy Industries

    29 aprile 2020, ore 18:

    DA COMMODITY A BRAND: SCAPPARE DALLA GUERRA DEI PREZZI

    È possibile creare dei veri e propri brand anche in mercati in cui la tensione sul prezzo regna sovrana? Si, ma troppo spesso ci diamo delle scuse per non farlo.
    Con la moderazione di Alberto Casna, ci saranno:
    • Romano Cappellari, Professore di marketing e retailing. Università di Padova e CUOA Business School
    • Andrea Grigolon, Digital Marketing Specialist – Fisher

    30 aprile 2020, ore 17,30:

    BRAND E TECNOLOGIA: CREARE VANTAGGIO COMPETITIVO PARTENDO DAI DATI

    Ancora prima che tecnologico, quello relativo ai dati è tema legato al mindset dell’azienda e del reparto marketing.
    Con la moderazione di Alberto Casna, ci sarà:

    Tomas Barazza, Digital and innovation culture – H-Farm

    Ecco, questi tutti gli appuntamenti che si presentano davvero molto interessanti e che vi consigliamo di seguire per avere una prospettiva nuova con cui affrontare questa fase storica.

  • World Book Day, maratona in streaming con i Capolavori della Letteratura

    World Book Day, maratona in streaming con i Capolavori della Letteratura

    In occasione della Giornata Mondiale del Libro, vi segnaliamo la maratona in streaming con i Capolavori della Letteratura. Attori e artisti si alterneranno fino alle 20 leggendo alcuni passi più belli della letteratura di tutti i tempi.

    Giovedì 23 aprile 2020 e in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale del Libro, in un periodo in cui c’è molto bisogno di leggere, un modo per affrontare meglio questa pandemia da Coronavirus.

    Per questo vi segnaliamo questa bella maratona in streaming, Capolavori della Letteratura, con attori e artisti che si alterneranno leggendo passi alcuni passi più belli della letteratura di tutti i tempi.

    L’iniziativa è della Fondazione De Sanctis, in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura. La diretta verrà trasmessa su una piattaforma appositamente creata sul sito www.capolavoridellaletteratura.org e riproposta anche dai siti di Ministero dell’Istruzione, Repubblica, Corte dei conti, TIM-Operazione Risorgimento Digitale e ACI.

    maratona streaming capolavori-della-letteratura giornata del libro

    La Maratona Letteraria della Fondazione De Sanctis, ideata dieci anni fa con appuntamenti periodici in sedi istituzionali, si svolgerà così per la prima volta in streaming, raggiungendo la durata eccezionale di sette ore per un evento straordinario che unirà la comunità di lettori: un modo diverso per festeggiare comunque insieme la Giornata Mondiale del Libro e l’apertura della campagna Il Maggio dei Libri.

    Capolavori della Letteratura – 23 Aprile 2020 – 11:00 from Olympos Hub on Vimeo.

    L’evento iniziato alle 11.00 del 23 aprile, andrà avanti fino alle 20 e proporrà interventi di commento critico di alcuni autori alle grandi opere della letteratura e la lettura di alcuni passi significativi dei grandi classici da parte degli attori che hanno aderito al progetto.

    La conduzione verrà curata dallo scrittore Paolo Di Paolo e Andrea Velardi che, assieme a Pietro del Soldà, Franco Di Mare, Veronica Gentili, Francesca Fialdini, Vladimiro Polchi, Benedetta Rinaldi introdurrà gli ospiti della maratona per una staffetta culturale che si propone di raggiungere non solo il pubblico adulto, ma anche le giovani generazioni e le scuole, che potranno fruire dell’evento anche a scopo didattico. Per commentare in diretta la Maratona sarà possibile utilizzare l’hashtag #CapolavoriDellaLetteratura.

    Questi i nomi degli ospiti che interverranno durante la giornata:

    Eraldo Affinati, Anna Ammirati, Marianna Aprile, Sergio Assisi, Corrado Augias, Serena Autieri, Marco Balzano, Bianca Berlinguer, Lorena Bianchetti, Daria Bignardi, Claudio Bisio, Piero Boitani, Lina Bolzoni, Anna Bonaiuto, Alessio Boni, Achille Bonito Oliva, Isabella Bossi Fedrigotti, Paolo Briguglia, Dario Buzzolan, Massimo Cacciari, Cristiana Capotondi, Angelo Piero Cappello, Giorgia Cardinaletti, Gianrico Carofiglio, Giuseppe Catozzella, Monica Centanni, Mia Ceran, Martina Codecasa, Paolo Cognetti, Paola Cortellesi, Carlo Cottarelli, Francesca d’Aloja, Tosca D’Aquino,  Gabriele Dadati, Matilda De Angelis, Maurizio de Giovanni, Gaia de Laurentiis, Paolo Del Brocco, Cesare De Seta, Diego De Silva, Annalisa De Simone, Marina Di Guardo, Donatella Di Pietrantonio, Costanza DiQuattro, Davide Ferrario, Ernesto Ferrero, Giulio Ferroni, Giorgio Ficara, Giovanni Floris, Marcello Fois, Chiara Francini, Massimiliano Fuksas, Nadia Fusini, Alessandro Gassman, Fabrizio Gifuni, Nicola Giuliano, Mario Gianani, Giordano Bruno Guerri, Lello Gurrado, Alessandro Haber, Filippo La Porta, Nicola Lagioia, Jhumpa Lahiri, Antonella Lattanzi, Beatrice Lazzarin, Cinzia Leone, Giampaolo Letta, Luigi Lo Cascio, Elena Loewenthal, Beatrice Lorenzin, Claudio Magris, Raffaele Manica, Gaia Manzini, Vinicio Marchioni, Neri Marcorè,  Luca Marcozzi, Alessandro Mari, Giacomo Marramao, Michela Marzano, Alberto Melloni, Daniele Mencarelli, Marco Missiroli, Francesco Montanari, Raul Montanari, Laura Morante, Francesco Musolino, Massimo Onofri, Carlo Ossola, Orhan Pamuk, Francesco Pannofino, Rocco Papaleo, Valeria Parrella, Giorgio Pasotti, Claudia Petrucci, Lorenza Pieri, Violante Placido, Alessandro Preziosi, Massimo Popolizio, Rosella Postorino, Amedeo Quondam, Elisabetta Rasy, Luca Ricci, Francesco Rico, Francesco Rocca, Stefania Rocca, Alberto Rossi, Sergio Rubini, Anna Safroncik, Claudio Santamaria, Elisabetta Sgarbi, Marino Sinibaldi, Valeria Solarino, Martina Stella, Matteo Strukul, Nadia Terranova, Emanuele Trevi, Licia Troisi, Francesco Valagussa, Giorgio Van Straten, Sandro Veronesi, Bruno Vespa, Massimo Zamboni

    La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore è nata sotto l’egida dell’UNESCO nel 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright. Il 23 aprile è stato scelto perché è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre scrittori considerati dei pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega.

    Da oltre un decennio la Fondazione De Sanctis promuove attraverso iniziative dedicate alla diffuzione della lettura e alla riscoperta dei classici, tra cui spiccano la mostra “Viaggio tra i capolavori della letteratura italiana” del 2011 al Quirinale; diversi cicli di letture di classici italiani nelle sedi istituzionali, negli istituti italiani di cultura, nei più importanti teatri, ma anche nelle carceri; molti convegni che hanno visto protagonisti i nomi più importanti della cultura italiana; fino a giungere al ciclo di letture tuttora in corso, dedicato ai capolavori della letteratura, di cui autorevoli rappresentanti della cultura leggono e commentano i passi più significativi. La promozione della grande letteratura presso un vasto pubblico e della lettura ad alta voce dei classici costituiscono anche un omaggio al pensiero di Francesco De Sanctis e alla sua convinzione, più volte espressa, che la libertà degli uomini e dei popoli dipendessero dallo studio e dalla cultura.

    L’evento è organizzato con la collaborazione di ACI, TIM, Rai Cultura, Rai Radio 3, Robinson – l’inserto culturale di Repubblica, il Libraio – www.ilLibraio.it, Croce Rossa Italiana e Conad.

  • Coronavirus e l’impatto sulle ricerche online degli italiani

    Coronavirus e l’impatto sulle ricerche online degli italiani

    Il Coronavirus ha avuto un evidente impatto su molti aspetti, incluso il modo in cui gli italiani hanno effettuato ricerche online durante la pandemia da Covid-19. Il motore di ricerca per gli utenti è una fonte di informazione fondamentale. Guardiamoli insieme con il report di Seo Tester Online.

    Il Coronavirus ha avuto un evidente impatto su molti aspetti delle nostre vite. Come detto già in altre occasioni, il Covid-19 ha messo in evidenza a tutti quanto sia necessario essere digitalmente abili anche per lavorare, cosa a cui, i fatti lo hanno dimostrato, non eravamo pronti. Qui sul nostro blog stiamo cercando di raccontare i diversi aspetti che anno visto un cambiamento evidente in seguito alla pandemia da Coronavirus. E oggi vogliamo segnalarvi un report molto interessante, realizzato da Seo Tester Online, che ci mostra come il virus abbia avuto un impatto anche sul modo di effettuare ricerche online degli utenti italiani.

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    Piccola premessa che ci introduce ai dati che stiamo per vedere insieme. C’è stato un periodo, intorno al 2013-2014, i social media stavano consolidandosi come fonte di informazione primaria, superando i motori di ricerca. Poi dopo il 2016, con lo scandalo “Russia gate” e, soprattutto, con lo scandalo Cambridge Analytica del 2017, che ha travolto Facebook, la tendenza si è invertita. I motori di ricerca sono ad oggi, per gli italiani, e non solo, una fonte di informazione importante, la più facile e la più rapida da consultare. Ecco perché i risultati di questa indagine di Seo Tester Online sono importanti in questa fase storica.

    Intanto c’è da dire che i motori di ricerca sono stati presi d’assalto per capire qualcosa di più sul Coronavirus, non sorprende quindi che tra le domande  effettuate ci siano “Che cos’è il coronavirus?“, “Quali sono i sintomi del coronavirus?” e altre come queste. Infatti, la ricerca di sintomi del virus sfiora le 100.000 ricerche/mese, mentre la ricerca delle origini del virus “coronavirus Cina” segna 25 mila ricerche/mese e “coronavirus Napoli” con 27 mila ricerche/mese.

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    Interessante è poi notare l’impatto anche su vari settori, come quello della GDO, ad esempio. Gli italiani in questo periodo hanno scoperto la spesa online e, di conseguenza, i siti e-commerce di tutte le grandi catene della Grande Distribuzione Organizzata sono stati presi d’assalto, Esselunga in modo particolare a partire dalla fine di febbraio, seguita da Conad e Carrefour.

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    Notevole l’impatto poi sul settore travel, le aziende più consultate hanno via via visto calare il trend delle ricerche a partire dalla fine di febbraio, fino ad un calo evidente dall’inizio del lockdown sancito l’8 marzo 2020.

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    “Le ricerche online degli utenti sono un indicatore importante per capire le tendenze e i comportamenti degli utenti in questa fase delicata e di emergenza Coronavirus, e possono essere fondamentali per tutti quei decision maker che devono prendere decisioni rapide ed efficaci basandosi su un approccio realmente data driven“, ci dice Jacopo Paoletti, Partner & Advisor in Quarzio.

    Un altro settore che ci mostra come il coronavirus abbia avuto un forte impatto è quello delle videoconferenze, tema che abbiamo affrontato anche qui sul nostro blog. I dati raccolti da Seo Tester Online ci mostrano in maniera chiara come Skype abbia prevalso alla fine di febbraio, per poi essere superato da Zoom. Più staccato Google Hangouts che da poco ha effettuato un rebranding con Google Meet.

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    Qui trovate il report per intero con altri dati molto interssanti che vi consigliamo di consultare: https://go.seotesteronline.com/covid19-report.

  • Messenger Kids da oggi disponibile in più di 70 paesi, ma non in Europa

    Messenger Kids da oggi disponibile in più di 70 paesi, ma non in Europa

    Facebook ha annunciato che da oggi Messenger Kids sarà disponibile in più di 70 paesi, per lo più in America Latina e Asia. L’app di messaggistica e di video chiamate vuole presentarsi come strumento per i più giovani in questa pandemia da Coronavirus con nuove funzionalità.

    Come già saprete, Messenger Kids venne lanciata nel 2017, limitatamente negli Usa, in Canada venne lanciata nel 2018. L’app è un servizio di messaggistica e di videochiamate pensate per gli utenti minori, per accedervi basta avere 13 anni. E oggi Facebook annuncia che l’app viene lanciata in più di 70 paesi nel mondo, per lo più localizzati in America Latina e in Asia. La società di Mark Zuckerberg, nel comunicato di lancio a firma di Antigone Davis, responsabile della sicurezza di Facebook, fa sapere che l’app si propone come strumento per i più giovani come strumento per restare in contatto in questa pandemia da Coronavirus. Infatti, vengono ora aggiunte nuove funzionalità pensate per questo periodo.

    L’app viene scaricata sull’utente di almeno 13 anni, ma sempre con la supervisione dei genitori, infatti, uno o entrambi i genitori possono poi monitorare l’app direttamente dal proprio account Facebook. Una situazione che comunque non ha evitato polemiche legate alla privacy e sull’uso dell’app gà in così giovane età. Dopo il primo lancio, si scoprì poi che molti degli esperti che venivano citati per giustificare la bontà dell’app erano stati finanziati direttamente da Menlo Park.

    Messenger Kids

    Ora l’app s presenta con delle novità, prima tra tutte quella che viene definita “Supervised Friending“, amicizia controllata, che permette ai giovani utenti di accettare, rifiutare e rimuovere i contatti attraverso l’app. Prima di questa funzionalità erano i giovani ad accettare o rifiutare contatti. Anche se, va aggiunto, i genitori possono comunque controllare i contatti accettati dal figlio e anche rifiutare.

    Altra novità è connettere i giovani utenti a gruppi. In pratica, l’intento è quello di proporre una sorta di esperienza simile a quella della scuola, creando gruppi dove ci siano alunn e insegnanti. Ad approvare i contatti degli adulti, gli insegnanti, ci saranno i genitori che provvederanno a creare il contatto tra il loro figlio e gli insegnanti. Un contatto che dovrebbe essere comunque facilitato dalla conoscenza diretta e il contatto con i minori sarà solo quello permesso dai genitori. Questa nuova funzionalità viene da subito resa disponibile negli Usa e poi via via negli altri nuovi paesi nel corso delle prossime settimane.

    Messenger Kids

    Terza novità è quella che consente ai genitori di rendere il nome e la foto profilo del figlio visibile ad una cerchia ristretta di contatti che include gli amici dei contatti dei loro figli, i figli degli amici dei contatti dei genitori che ovviamente hanno anche Messenger Kids e, infine, i figli delle persone che i genitori a loro volta inviteranno a scaricare l’app in questione. Sembra complesso, ma ci pare, comunque, che questo rendere visibile l’account del proprio figlio ad una platea di contatti sempre più vasta possa essere comunque un rischio.

    Nel presentare il nuovo lancio e le nuove funzionalità, Facebook specifica che il tutto è stato pensato insieme all’associazione Youth Advisors, associazione specializzata nella consulenza sulla sicurezza dei bambini e su media.

    Ora, l’intento di Facebook è, come detto all’inizio, d presentare Messenger Kids come uno strumento per far sentire i propri figli più vicini ai loro amici e ai loro compagni di scuola in questo periodo di pandemia da Coronavirus, per via delle scuole chiuse. Infatti, la novit è quella di sfruttare questo momento in cui i bambini sono costretti a restare a casa per offrire loro uno strumento utile anche per le loro lezioni, come nel caso dei gruppi tra alunni e insegnanti. Anche se da questo punto di vista ci sono soluzioni più specifiche, come Google Classroom, ad esempio.

    Messenger Kids

    Il vero obiettivo di Facebook è quello di puntare sui giovani utenti, creando un’esperienza più vicina alle loro esigenze di adesso, costruendo il terreno per una futura confluenza nella piattaforma più estesa, con la speranza che quest utenti continuino in futuro ad usare Facebook. Anche se, comunque, questo resta un modo per raccogliere dati sugli utenti.

    In Itala ancora non è disponibile e, al momento, non è dato sapere di più. Ma è molto probabile che questa app venga lanciata in Europa nei prossimi mesi e in quel momento scopriremo cosa ne pensa anche il nostro Garante sulle Privacy.