Autore: Franz Russo

  • Sanremo 2020, il racconto della prima serata sui social media

    Sanremo 2020, il racconto della prima serata sui social media

    Anche quest’anno vi raccontiamo l’edizione del Festival di Sanremo dal punto di vista dei social media, grazie alla collaborazione con Talkwalker. La prima serata di Sanremo 2020 è stata più discussa rispetto a quella dello scorso anno, con oltre 580 mila citazioni.

    Anche quest’anno siamo lieti di raccontarvi il nostro Festival di Sanremo, quello dal punto di vista dei social media, un racconto resto possibile alla collaborazione esclusiva con Talkwalker, leader globale nel settore del social listening. E quest’anno la collaborazione si impreziosisce anche della partecipazione di DataMedia Hub, punto di riferimento per tutto ciò che riguarda le analisi nel nostro paese.

    sanremo 2020 prima serata getty images

    La prima serata di Sanremo 2020, oltre che ad essere stata un successo in Tv, con il 52% di share (facendo meglio dell’era di Baglioni), ha fatto registrare un successo anche sui social media. Secondo i dati che abbiamo raccolto con Talkwalker, in riferimento alle citazione di ‘Sanremo 2020’, ‘sanremo70’ e ‘sanremo20’, la prima serata ha totalizzato oltre 580 mila citazioni. Il picco della serata si è registrato durante l’esibizione di Achille Lauro, il cantante più citato della serata. Per fare un paragone, lo scorso anno erano state 464 mila, quindi un incremento di oltre il 20%. Il 95% delle conversazioni si è svolto su Twitter, ma se guardiamo al canale per engagement da questo punto di vista la fa da padrone, ancora una volta Instagram.

    totale prima serata sanremo 2020

    Un incremento nelle citazioni che si riflette, di conseguenza, anche nelle interazioni, ossia la somma di like, Retweet, risposte e commenti sulle varie piattaforme. Nella prima serata ne abbiamo registrate 6 milioni, quasi il triplo rispetto alla prima serata dello scorso anno.

    engagement sanremo 2020

    Un aspetto interessante che emerge dalla nostra analisi è quello che riguarda il dato dal punto di vista demografico, ossia l’età e il sesso degli utenti che hanno seguito la prima serata di Sanremo 2020 sui social media. Ebbene, il dato sostanzialmente è simile a quello rilevato lo scorso anno, con un leggero incremento del pubblico femminile.

    demograf sanremo 2020

    Infatti, rispetto allo scorso anno il pubblico femminile è stato il 58,7% (57% nel 2019) e il pubblico maschile è stato il 41,3% (43% nel 2019). Da segnalare l’età del pubblico rilevata: il 49,3% ha un’età compresa tra 25-34 anni; il 39,4% un’età compresa tra 18-24 anni. Aumenta, anche se leggermente, rispetto allo scorso anno la fascia più giovane, mentre resta stabile quella più matura.

    E vediamo ora gli influencer della serata, tenendo conto che la gran parte delle conversazioni si è tenuta su Twitter. Partiamo quindi con il dato generale, dove vediamo come gli account ufficiali della manifestazione guidano le conversazioni. Su Twitter invece troviamo un volto a noi familiare, come Trash Italiano, che guida invece la classifica degli influencer su Twitter, come si vede bene nella grafica più in basso.

    influencer tot sanremo 2020

    influencer twitter sanremo 2020

    Ecco invece, come siamo soliti fare, una breve carrellata dei contenuti più condivisi sulle piattaforme dove si sono concentrate maggiormente le conversazioni:

    https://www.instagram.com/p/B8KQZP-imKZ/

    https://www.instagram.com/p/B8KSQNwo4QZ/

    https://www.instagram.com/p/B8KKQ2DIVP2/

    Questi invece i tweet più condivisi della prima serata di Sanremo 2020:

    https://twitter.com/staharmo/status/1224807661771902976

    Ecco, questo il nostro racconto della prima serata di Sanremo 2020 sui social media, un evento che continueremo a seguire con Talkwalker. E voi, diteci, avete seguito anche voi il festival? Cosa ne pensate?

    [Immagine di copertina: Getty Images 2020]

  • Twitter contro le fake news sul coronavirus insieme al Ministero della Salute

    Twitter contro le fake news sul coronavirus insieme al Ministero della Salute

    Twitter lancia anche in Italia un’iniziativa contro le fake news sul coronavirus, in collaborazione con il Ministero della Salute. Cercando la parola “coronavirus” nella piattaforma, comparirà un messaggio che rimanderà sul sito del ministero per accedere a notizie verificate.

    Il coronavirus continua ad espandersi, sono ormai oltre 20 mila i casi accertati nel mondo (la gran parte, ricordiamolo, localizzata in Cina), 427 i morti, e continuano ad espandersi, quasi di pari passo, anche le fake news, le notizie false che rischiamo di diffondere inutile allarmismo. A questo proposito, visto che la gran parte delle notizie false viene veicolata attraverso web e social media, vi vogliamo segnalare questa importante iniziativa che Twitter lancia anche in Italia, in collaborazione con il Ministero della Salute.

    Si tratta di un lavoro contro la disinformazione, allo scopo di fare emergere contenuti corretti e attendibili, e promuovere un coinvolgimento costruttivo su quello che è un tema ancora in via di sviluppo. Nel corso delle ultime quattro settimane su Twitter sono stati pubblicati oltre 15 milioni di tweet sull’argomento #coronavirus. Un trend che non accenna a diminuire.

    twitter coronavirus ministero salute

    In pratica, tutte le volte che cercherete, attraverso il motore di ricerca interno, su Twitter la parola “coronavirus”, o altri termini ad essa collegati, comparirà un messaggio che rimanda alla pagina internet dedicata del Ministero della Salute. L’iniziativa è stata introdotta in diversi paesi in Europa e nel resto del mondo, e da oggi è attiva anche in Italia.

    “Siamo al lavoro ogni giorno sul coronavirus.” – commenta il ministro della Salute, Roberto Speranza – “Anche per offrire notizie accurate e tempestive ai cittadini. Da oggi lo facciamo anche in collaborazione con Twitter che metterà in evidenza nelle ricerche il nostro link ufficiale. Un aiuto in più contro un pericoloso virus… le false notizie”.

    Considerata la rapida evoluzione del fenomeno e la crescente attenzione a livello internazionale, Twitter ha deciso di lanciare un’importante iniziativa per garantire a chiunque cerchi #coronavirus sulla piattaforma di ricevere in prima posizione nell’homepage informazioni verificate e da fonti autorevoli.

    Inoltre, Twitter bloccherà qualsiasi suggerimento automatico che potrebbe indirizzare le persone verso contenuti non credibili su Twitter. Si tratta di un’estensione della ricerca #KnowTheFacts, che Twitter ha messo in atto per offrire al pubblico informazioni sempre aggiornate, chiare e affidabili sui temi legati all’ immunizzazione e ai vaccini.

    Le collaborazioni ufficiali relative alle informazioni sul #coronavirus sono attive in Italia, Australia, Brasile, Canada, Hong Kong, Giappone, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, USA, Regno Unito, Danimarca, Germania, Francia, Spagna e Vietnam. L’iniziativa continuerà ad essere ampliata anche in altri paesi dove verrà ritenuto utile l’intervento di Twitter.

    twitter coronavirus fake news

    Al momento Twitter non ha rilevato tentativi rilevanti di diffusione sistematica di informazioni fuorvianti sul tema #coronavirus. L’attenzione della piattaforma resterà in ogni caso molto alta e Twitter si è impegnata per agire proattivamente per assicurarsi che i trending topic, la sezione di ricerca e gli altri spazi comuni vengano tutelati da qualsiasi azione malevola che possa danneggiare la veridicità delle informazioni pubblicate sulla piattaforma. Come sempre, chiunque venga sorpreso in tale attività sarà escluso dalla piattaforma. Twitter non consentirà alcuna manipolazione e invita le persone a riflettere prima di condividere o prendere parte a tentativi deliberati di danneggiare la conversazione pubblica.

    Il team Global Public Policy di Twitter sta lavorando per individuare la soluzione migliore per coinvolgere direttamente i soggetti impegnati in questa battaglia contro la disinformazione. Gli esperti, le ONG e i governi giocano un ruolo pubblico di fondamentale importanza nell’utilizzare Twitter per fornire ai cittadini informazioni corrette e puntuali. La piattafprma guidata da Jack Dorsey si sta impegnando, in questa fase molto delicata, per amplificare la diffusione di  contenuti ufficiali e autorevoli in tutto il mondo.

    Per maggiori informazioni è possibile seguire @TwitterGov e @Policy.

  • Social Reporters, continua la crescita della startup di Brand Journalism

    Social Reporters, continua la crescita della startup di Brand Journalism

    Social Reporters continua a crescere. La startup di Brand Journalism raddoppia il numero degli eventi nel 2019 e per il 2020 implementa nuovi servizi per allargare il proprio business. Una bella realtà guidata da Ilario Vallifuoco.

    Se siete tra coloro che frequentano gli eventi lungo lo stivale, allora avrete sicuramente incrociato qualche maglietta azzurra con su scritto “Social Reporters“, e siamo sicuri che vi è capitato. Per quei pochi che ancora non la conoscessero, Social Reporters è una bella startup italiana che si occupa di Brand Journalism, si tratta di un gruppo di ragazzi, professionisti e appassionati del proprio lavoro, che ogni giorno documentano ciò che accade negli eventi, offrendo una visione multimediale quanto più ampia possibile. Nata da un progetto universitario, la startup sviluppa proprio progetti di comunicazione digitale che mettono insieme la creatività multimediale con il racconto. Questo mix ha dato vita ad un modello vincente e di successo.

    La startup, basata su fondamentali concreti di crescita, profittabilità e cash flow nel 2019 ha raddoppiato il numero degli eventi seguiti arrivando ad oltre 300 iniziative delle imprese, allargando e differenziando la platea dei clienti. E in questo ultimo anno, Social Reporters ha investito molto nella produzione di video e foto per dare una racconto completo, arricchito da un elemento caratteristico che è la modalità “in real time”.

    Social Reporters 2020 startup

    “Cresciamo con i nostri clienti che, grazie ai risultati ottenuti, danno continuità alla collaborazione con noi ampliando gli investimenti di comunicazione brand journalism e live communication.” – ci dice Ilario Vallifuoco, fondatore e AD di Social Reporters -. “Il nostro modello di relazione con i clienti è per risultati di breve su strategie di partnership di medio-lungo termine. Valorizziamo un approccio ‘Agile’ che si inquadra in una strategia di digital transformation della comunicazione aziendale garantendo qualità ed efficienza dalla prima iniziativa. ‘Think global act local’ è la linea guida dell’azienda. Vogliamo che l’internazionalizzazione sia l’evoluzione naturale della crescita di un servizio pensato per una scalabilità globale e applicato con modalità, linguaggio della comunicazione locale. L’Italia è un business case di un disegno globale. Abbiamo molti clienti internazionali con cui abbiamo creato best practice e risultati di successo localmente in Italia e che potremo ‘naturalmente’ estendere ai loro colleghi della comunicazione e marketing di altri Paesi“.

    L’obiettivo finale di Social Reporters,  è quello di contribuire fattivamente a far diventare le aziende delle vere Media Company. “E per farlo” –  continua Vallifuoco – “investiremo sempre di più nell’Academy di Social Reporters, corsi formativi intensivi per i dipendenti delle aziende per andare indagare e acquisire strategie sulla corporate communication e nello sviluppo della piattaforma e strumenti operativi a supporto del Brand Journalism“.

    Conosciamo bene la realtà di Social Reporters, avendo spesso l’occasione di lavorare su progetti comuni e potendo vedere da vicino la passione, l’impegno e la professionalità con cui questa startup riesce ad arricchire nuove forme di narrazione digitale. E a tutti loro auguriamo sempre il meglio e che il nuovo anno porti nuove opportunità di collaborazione.

  • Logitech MX Keys, la tastiera smart che serviva

    Logitech MX Keys, la tastiera smart che serviva

    Apparentemente parlare di tastiera per pc sembra quasi poco attuale, ma in realtà resta ancora uno strumento essenziale per tutti coloro che lavorano come programmatori, creativi, grafici e anche blogger. Per la serie #NonChiamateliAccessori, oggi vi presentiamo la nuova tastiera Logitech MX Keys, la tastiera che serviva.

    Parlare di tastiere per il pc oggi sembra quasi fuori tempo, essendo circondati oramai da dispositivi mobili e da po portatili che permettono di lavorare, e quindi di scrivere, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Ma la tastiera conserva ancora la sua funzione principale, specie per tutte quelle professionalità come programmatori, grafici, creativi e anche giornalisti, blogger che sono alla ricerca di uno strumento che sia comodo, intuitivo, veloce, leggero e smart.

    Torniamo a parlare di questo tema perché, dopo la prima puntata, insieme a Marco Lorusso, meglio conosciuto come Sergente Lorusso, e Antonino Caffo, giornalista tech del Corriere e di altre testate nazionali, stiamo curando una piccola rubrica estiva sull’importanza di questi due strumenti, #NonChiamateliAccessori. Una rubrica che dunque, torna, proprio sull’onda del grande successo di commenti e seguito raccolto nella sua prima edizione estiva.

    E oggi vi parliamo della nuova tastiera Logitech MX Keys, la prima tastiera della serie Master, progettata per i talenti creativi e sviluppata per i programmatori, ma non solo, è semplicemente la tastiera che serviva, in tutti i sensi.

    MX Keys logitech

    La tastiera si presenta da subito molto interessante che garantisce una digitazione precisa, grazie al sistema PerfectStroke di Logitech, che rende ogni singola pressione di tasto fluida, naturale e precisa. I tasti leggermente concavi si adattano alla forma delle dita, la reattività è molto alta.

    Nonostante sia bella da vedere dal punto di vista del design, la nuova Logitech MX Keys vanta comunque una struttura solida, alla base Logitech fa sapere che vi è posta una piastra unica, rendendola molto stabile.

    Quello che piacerà di sicuro a tanti è la retroilluminazione, uno dei tanti punti di forza della Logitech MX Keys. Con una particolarità che sarà molto apprezzata. I sensori di vicinanza posti sulla tastiera rilevano le mani, illuminando la tastiera nel momento in cui le dita si avvicinano. I tasti retroilluminati si fanno invece sempre meno luminosi quando ti allontani dalla scrivania per consentire di prolungare la durata della batteria.

    MX Keys logitech retroilluminata

    Il dispositivo si connette attraverso bluetooth e funziona su più dispositivi, sia Windows che Mac, potendo gestire immagini, documenti e video anche su computer diversi. La tastiera è compatibile anche con Android e iOS.

    La nuova MX Keys si ricarica tramite Usb-C e funziona fino a 10 con una ricarica completa, o fino a 5 mesi con retroilluminazione disattivata.

    Logitech è attenta al tema della sostenibilità, infatti utti gli imballaggi in carta di MX Keys sono certificati FSC® e realizzati con un mix di materiali provenienti da foreste certificate FSC, materiali riciclati e altre fonti controllate. La confezione della tastiera utilizza il 97% di plastica in meno, con una riduzione del 64% dell’impronta di carbonio rispetto al modello precedente.

    Uno dei punti di forza della nuova MX Keys è anche il prezzo,quello di vendita infatti a è di 114.99 euro. Potete trovare maggiori informazioni qui: logitech.com/it-it/product/mx-keys-wireless-keyboard.

    [In collaborazione con Logitech]

  • Douyin, l’app cinese gemella di TikTok, si attiva per il coronavirus

    Douyin, l’app cinese gemella di TikTok, si attiva per il coronavirus

    La versione cinese di TikTok, Douyin, si mobilita lanciando una pagina #FightPneumonia con cui vengono forniti aggiornamenti sulla diffusione del coronavirus, il virus che ha infettato 1.300 persone provocando 41 vittime, anche se c’è il rischio che il numero possa crescere ancora.

    Come tutti voi già sapete il coronavirus sta spaventando il mondo, per la velocità con cui si sta propagando e per i rischi di un contagio a livello globale. E come spesso accade, anche il mondo dei social e digital si attiva per creare maggiore consapevolezza attorno al fenomeno e per informare tutti. Da questo punto di vista, vogliamo segnalarvi quello che sta portando avanti in questi giorni l’app Douyin, ossia l’applicazione gemella di TikTok, che ha lanciato una iniziativa, denominata #FightPneumonia, attraverso la quale fornire aggiornamenti sulla diffusione di questo terribile virus. Al momento il coronavirus ha provocato 41 vittime, anche se pare sia un numero destinato a crescere, e ha infettato più di 1.300 persone. Al momento in cina sono praticamente isolate 56 milioni di persone, un numero di abitanti quasi pari a quello dell’intera popolazione italiana.

    coronavirus Douyin getty images

    Ma, come dicevamo, il nostro intento era quello di portare alla vostra attenzione questa iniziativa, già bollata come “tragicomica” da un giornale italiano, ma che in realtà dimostra quanto sia importante fare divulgazione e informazione, quindi creare maggiore consapevolezza, andando in tutti i luoghi in cui le persone si incontrano. Ecco che quindi l’app Douyin ha pensato che fosse il caso di render più consapevoli gli utenti lanciando #FightPneumonia. A lanciare la notizia è stato TMT Post, poi ripreso da pochi altri media americani.

    https://twitter.com/tmtpostenglish/status/1220330751356366849

    Pochi sanno che Douyin è un’app in cui esiste un effetto video chiamato “Jiayou”, un effetto che gli utenti utilizzano per incoraggiare i medici che stanno operando per contrastare al diffusione del virus, e per curare i malati, e anche per le stesse vittime del coronavirus. Corrisponde all’equivalente in italiano “Dai! Dai!“. L’espressione “Jiayou”, in “chinglish”, che significa “aggiungere olio” è stata inserita nell’Oxford English Dictionary.

    Pare che molti influencer e molte celebrities stanno manifestando il loro sostegno con semplici video in cui appaiono con il pollice alzato, una situazione che da un lato sta creando molto coinvolgimento e dall’altro anche molte critiche.

    https://twitter.com/ForeverWithFOX_/status/1219966468042850304?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1219966468042850304&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.businessinsider.com%2Fwuhan-coronavirus-douyin-tiktok-launches-feature-to-help-fight-virus-2020-1

    Dal nostro punto di vista, ci sembra che questa di Douyin sia una iniziativa molto utile in questo momento, per, lo diciamo ancora una volta, creare ancora maggiore consapevolezza attorno al coronavirus e per dare supporto ai medici. Tr al’altro la categoria dei medici e dei paramedici è molto presente sull’app, proprio per dare informazioni utili ad un pubblico molto giovane. Da considerare che l’app conta più di 400 milioni di utenti al giorno e riesce a registrare 1 miliardo di visualizzazioni, sempre al giorno.

    Esiste però un problema non da poco in Cina, relativamente ai social media. E come segnalato su Twitter, sembrerebbe che il governo cinese abbia censurato i tweet riguardanti la diffusione del coronavirus. Anche se Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese, ha detto proprio oggi che “la situazione è grave”.

  • Open-Box continua a crescere e si consolida come gruppo digital

    Open-Box continua a crescere e si consolida come gruppo digital

    Open-Box, la digital agency di Arezzo, ha registrato anche nel 2019 una grande crescita: +30% di fatturato, 1,8 milioni di euro. La crescita ha riguardato i clienti e anche il team, con l’ingresso di un nuovo Creative Director.

    Se ricordate, avevamo parlato l’ultima volta di Open-Box, la digital agency di Arezzo, esattamente due anni fa, quando entrò in Comunicatica, il gruppo fondato e guidato da Jacopo Paoletti. Da quel momento per Open-Box è iniato un percorso di forte crescita. Infatti, dopo una crescita del 40% registrata proprio alla fine del 2018, l’agenzia ha fatto registrate anche nel 2019 un momento di forte crescita, con un ulteriore +30% dl fatturato, ossia 1,8 milioni di euro. Numeri che testimoniano il grande momento che sta vivendo questa importante agency specializzata in social media, content e influencer marketing.

    La crescita ha riguardato anche i clienti e il team, con l’ingresso di Gianni Gaggiani, operante prima nella startup Grow The Planet e poi in H-Farm, come nuovo Creative Director dell’agenzia.

    open-box

    Un’evoluzione, quella intrapresa da Open-Box, che non arriva per caso, ma è figlia anche dei progetti di social media, e soprattutto dell’influencer marketing, settore che vede l’agenzia e il suo partner Matteo Pogliani da anni in prima linea, anche con la nascita dell’ONIM (Osservatorio Nazionale Influencer Marketing).

    “Con questo nostro rebranding – ha aggiunto Jacopo Paoletti, Partner & CMO di Open-Box – si conclude positivamente anche l’esperienza iniziata tre anni fa con Comunicatica, che è stato il primo network liquido di startup e PMI del digitale, e inizia il consolidamento delle nostre partnership e partecipazioni dirette e indirette verso un gruppo societario vero e proprio, che vedrà Open-Box come capofila. Fra i nostri goal c’è quello di dar vita ad un hub diffuso dell’innovazione digitale, che unisca il modello dell’agenzia strutturata con realtà verticali di prodotto ad alto potenziale (come Vidoser, SEO Tester Online, Userbot e Coderblock), con il fine comune di creare nuove opportunità per i nostri clienti a supporto delle strategie di digital transformation ed open innovation.“

  • Twitter, nei DM sono disponibili i tasti Reactions

    Twitter, nei DM sono disponibili i tasti Reactions

    La funzionalità era in fase di test dallo scorso anno, ma ora Twitter la ufficializza per tutti, sia su iOS, Android e versione web. Stiamo parlando dei tasti Reactions disponibili solo per i DM. Noterete che è inserito, tra gli altri, anche il pollice in giù.

    Come detto ormai da tempo, Twitter ha intrapreso lo scorso anno un serio percorso per innovare la piattaforma, a tutti i livelli. Qui sul nostro blog stiamo cercando di raccontarvi più nel dettaglio gli ambiti su cui Twitter si sta concentrando, il focus principale resta quello di migliorare la conversazione, ma la piattaforma di Jack Dorsey ha ufficializzato un’altra funzionalità che molti potrebbero apprezzare. Stiamo parlando dei tasti Reactions (sì, quelli che Facebook ha inserito sulla propria piattaforma nel 2016) che sono disponibili da subito per i DM, i messaggi privati. E questo vale sia per l’app mobile, iOS e Android, sia per la versione web.

    twitter tasti reactions dm

    Come usare subito i tasti Reactiond dei DM di Twitter

    Se provate ad entrare nella sezione della messaggistica di Twitter, noterete che adesso di fianco al messaggio, sulla destra, compare un simbolo cuore con all’interno un simbolo “+” più piccolo (lo vedete nell’immagine in alto).

    tasti reactions dm twitter

    Cliccandoci sopra vi si apre un pop-up con i tasti Reaction che ormai abbiamo imparato a conoscere bene in questi anni. Notate subito che, a differenza di quelli che si vedono su Facebook, in questo caso compare il tasto “ok”, pollice in alto, e anche il pollice in basso, per indicare un “dislike”. Sarebbe comunque il settimo, visto che su Facebook sono sei.

    Aggiungere una reazione ad un messaggio privato adesso è facilissimo. Basta scegliere che tipo di reazione mandare all’autore del messaggio e lo stesso riceverà una notifica che lo informa della reaction. La stessa reaction può comunque essere annullata in qualsiasi momento. E’ poi sufficiente cliccare sulla reazione per vedere chi l’ha espressa.

    In caso di conversazione privata con altri utenti, ognuno dei partecipanti alla conversazione riceverà una notifica ogni qual volta verrà aggiunta una reaction.

    Qualcuno ricorderà che, ad ottobre 2019, la prima ad accorgersi del test che Twitter stava effettuando sui reaction nei DM era stata Jane Manchun Wong, solita a scovare test di questo tipo. Se guardate l’immagine da lei postata allora, nella versione finale è sparita l’emoji “arrabbiata”, sostituita dalla emoji con il pollice in giù.

    Visti gli sforzi che Twitter sta facendo per migliorare, aggiornare e innovare la piattaforma, è normale che questo processo riguardi anche il servizio di messaggistica. Primo per restare al passo con le altre piattaforme, può sembrare scontato ma non lo è. E poi per potenziare l’esperienza utente all’interno di un servizio che per Twitter è molto importante, sia per quanto riguarda la conversazione diretta tra utenti, sia per quanto riguarda la relazione tra utente e azienda che proprio attraverso i DM può mettere in atto azioni di customer care.

    Allora, voi che ne pensate? Li avete già usati?

  • Eni For, il report di sostenibilità che punta sull’innovazione e guarda al futuro

    Eni For, il report di sostenibilità che punta sull’innovazione e guarda al futuro

    Viviamo in un’era in cui la sostenibilità è riconosciuta come valore imprescindibile da perseguire per il progresso delle società e delle organizzazioni. Eni, presente in 67 paesi del mondo, ha pubblicato “Eni for 2018”, il tredicesimo report di Sostenibilità, un impegno al miglioramento continuo per la creazione di valore a lungo termine.

    Viviamo in un’era in cui la sostenibilità è riconosciuta come valore imprescindibile da perseguire per il progresso delle società e delle organizzazioni. La sensibilità globale attorno a questo grande tema è uno stimolo anche per le aziende, impegnate a raggiungere quegli obiettivi, che sono alla base dell’Agenda 2030, i Sustainable Development Goals (SDGs) fissati nel 2015 dalle Nazioni Unite, per imprimere un percorso di crescita sostenibile all’intera società. Oggi alle aziende viene riconosciuto un ruolo cruciale per il perseguimento degli SDGs, in quanto driver principali dello sviluppo economico. Le imprese di tutto il mondo sono chiamate a dare il loro contributo per raggiungere uno sviluppo sostenibile attraverso nuovi modelli di business responsabili, investimenti, nuovi processi di innovazione e digitalizzazione.

    E in questo momento storico Eni sta giocando un ruolo da protagonista. La multinazionale italiana, presente in 67 paesi del mondo con oltre 30 mila persone che lavorano al suo interno, nata nel 1953 e guidata agli inizi degli anni ’60 dall’indimenticato Enrico Mattei, ha pubblicato “Eni for 2018“, il tredicesimo report di Sostenibilità, verificato da EY. Il report mostra come l’azienda stia evolvendo per affrontare le sfide globali e per contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. All’interno del rapporto Eni sottolinea l’impegno verso la decarbonizzazione: “Con una popolazione mondiale che nel 2040 potrebbe superare i 9 miliardi, avvertiamo la responsabilità, in quanto compagnia del settore dell’energia, di portare energia innovativa e più pulita dove necessario – dichiara l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi – Possiamo contribuire a promuovere lo sviluppo economico, investire nell’istruzione e nella formazione, migliorare le condizioni di salute e l’accesso all’acqua”.

    Eni for 2018

    Eni ha sviluppato un modello di business volto alla creazione di valore per gli stakeholder e gli shareholder: la principale sfida del proprio settore è l’accesso alle risorse energetiche in maniera efficiente e sostenibile per tutti, contrastando il cambiamento climatico. Il modello, alimentato dall’applicazione delle proprie tecnologie innovative e dal processo di digitalizzazione, si basa sui seguenti pilastri:

    1. eccellenza operativa
    2. neutralità carbonica nel lungo termine
    3. promozione dello sviluppo locale.

    All’interno di questo modello, con la presentazione del piano strategico 2019-2022, Eni ha definito gli obiettivi per contribuire direttamente o indirettamente al conseguimento degli SDGs, come:

    1. aumentare l’accesso all’energia (SDG 7) contrastando il Cambiamento Climatico (SDGs 13) con l’impegno, tra gli altri, della riduzione del 43% dell’intensità emissiva upstream entro il 2025; del Net zero carbon footprint sulle emissioni dirette delle attività upstream valorizzate in equity entro il 2030;
    2. incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile (SDGs 5,8,9,16) con al centro:
    • le persone, aumentando la percentuale di donne assunte, investendo 2 milioni di euro all’anno in formazione su          temi innovativi come la digitalizzazione, la transizione energetica e i cambiamenti climatici e 180 milioni di euro in salute entro il 2022;
    • l’Integrità nella gestione di business, avendo come obiettivo il miglioramento continuo del Compliance Program anti-corruzione;
    • i diritti umani, continuando la campagna di formazione sul tema; finalizzando il codice di condotta dei fornitori e completando l’integrazione dei diritti umani nelle analisi di impatto ambientale, salute e sociale;
    • l’innovazione tecnologica, con investimenti in ricerca e sviluppo previsti di circa €900 milioni di euro al 2022.

    Il report di Sostenibilità Eni for fissa anche l’impegno di ridurre gli impatti ambientali attraverso una gestione responsabile di risorse e modelli sostenibili di produzione e consumo (SDGs 6, 12), proteggendo gli ecosistemi in cui si opera (SDGs 14, 15). Un impegno che verrà realizzato attraverso l’aumento della quota di acqua di falda bonificata e riutilizzata, con l’86% di acqua di formazione reiniettata entro il 2022 e con l’aumento della quota di rifiuti destinati al recupero, ma anche attraverso la sicurezza delle persone e degli asset con l’obiettivo di azzerare gli infortuni e rafforzare la cultura della sicurezza di processo.

    eni for report sostenibilità innovazione

    Una società come Eni si impegna per lo sviluppo delle comunità locali in cui si trova ad operare (SDGs 1, 2, 3, 4, 10, 11, 17), prevedendo un piano di investimenti di 431,5 milioni di euro entro il 2022 in progetti relativi a:

    • accesso all’energia off grid;
    • diversificazione economica;
    • educazione e formazione;
    • accesso all’acqua e servizi igienici e salute.

    Leggendo il report di Sostenibilità e trovandolo estremamente interessante, ci premeva sottolineare, visto che rientra tra gli argomenti trattati qui sul nostro blog, l’impegno di Eni per quel che riguarda l’innovazione tecnologica. Nel periodo 2019–2022 Eni ha in programma un piano di investimenti in innovazione tecnologica pari a 900 milioni di euro, con una spesa totale in Ricerca e Sviluppo (R&S) di 197 milioni di euro nel 2018. Per Eni la R&S ricopre un valore fondamentale per il futuro dell’azienda, orientato sempre più al “low carbon”.

    Eni for 2018 temi materiali

    La trasformazione digitale che Eni ha avviato in questi anni riguarda tutta l’azienda, è un processo che mette al centro le persone, vero fulcro attorno al quale si sviluppa tutta la trasformazione. E per attuarla, Eni punta ad un processo di change management che rinnovi la cultura aziendale e cambi il tradizionale approccio al lavoro, individuando percorsi più flessibili e agili e strumenti adeguati per coinvolgere le persone razionalmente ed emotivamente.

    Per Eni la trasformazione digitale è anche un processo di rinnovamento culturale e un’opportunità per chiunque voglia coglierla. Nel corso degli anni l’azienda ha avviato con ECU (Eni Corporate University) un importante programma di formazione e numerose sono le iniziative avviate per la digital transformation: una Call for Innovation rivolta alle start up italiane, il primo Hackathon interno, innovativi corsi di training operativo (virtual reality), percorsi di formazione interna per approfondimenti sul mondo digitale, rapporti con le università per attrarre nuovi talenti, e molto altro.

    Per approfondimenti vi invitiamo a consultare a questo link l’intero report di Sostenibilità Eni for 2018 che contiene informazioni dettagliate su tutto quanto qui descritto.

    [In collaborazione con Eni]

  • Twitter, il modifica tweet (forse) non arriverà mai

    Twitter, il modifica tweet (forse) non arriverà mai

    Potrebbe essere la risposta definitiva quella che Jack Dorsey ha dato, a proposito del tasto modifica tweet che gli utenti di Twitter attendono ormai da sempre. Alla domanda, durante un Q&A con Wired se arriverà il modifica tweet per il 2020, Dorsey ha detto: “La risposta è no”.

    Era esattamente un anno fa quando Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter, durante un intervista, disse che l’idea del modifica tweet, un tasto che permetta agli utenti di correggere i 280 caratteri, potesse essere presa in considerazione. Addirittura, disse che l’idea di rendere la modifica nel tempo di 30 secondi dalla pubblicazione del tweet era quella più probabile. Il 2019 è trascorso nella speranza che questo benedetto modifica tweet arrivasse, prima o poi. Ma, a distanza di 12 messi, ecco la svolta. Il tasto modifica tweet potrebbe non arrivare mai, almeno questo è il pensiero di Jack Dorsey.

    Durante un Q&A con Wired ovviamente non è mancata la classica domanda sul modifica tweet. “E’ possibile aspettarsi nel 2020 il tasto modifica tweet”, è stata la domanda. Jack Dorsey con un leggero sorriso ha detto: “La risposta è no”.

    jack dorsey twitter modifica tweet 2020

    Per molti utenti Twitter, che da sempre attendono il tasto di modifica sarà una doccia fredda, la risposta di Dorsey può anche interpretarsi come un modo per poi giocarsi un cambio di programma in seguito, magari entro qualche mese. Almeno questa potrebbe essere una speranza.

    Qualche segnale la scorsa estate c’era stato, quando Kayvon Beykpour, responsabile di prodotto e co-founder di Periscope, aveva detto chiaramente che il modifica tweet non era tra le priorità dell’azienda di San Francisco, pur riconoscendo che prima o poi un tasto che dia la possibilità di modificare il contenuto debba essere inserito prima o poi.

    La risposta di Jack Dorsey pare allontanare ancora di più questa possibilità.

    Tutti sanno che Twitter nasce con i 140 caratteri perché ispirato agli SMS e, come tali, i messaggini non sono modificabili. Ecco, Dorsey spiega che questa è una caratteristica che Twitter manterrà ancora per un po’, nonostante i caratteri siano poi arrivati ad essere il doppio, ossia 280 caratteri. Quindi già di fatto Twitter ha perso la sua caratteristica originale, ragion per cui non si capisce perché non prendere in considerazione anche quella del modifica tweet.

    “Queste sono le nostre considerazioni, probabilmente non lo faremo mai“. Queste le parole di Dorsey che sembrano, almeno così pare, mantenere comunque uno spazio aperto per considerare in futuro una possibilità per ripensarci.

    Eppure Twitter negli ultimi mesi ha intrapreso una decisa strada verso l’innovazione della piattaforma, puntando di molto a migliorare le conversazioni. L’ultima quella di trasformarsi definitivamente in una piattaforma chiusa. Di fatto, Twitter è cambiata, non è più quella piattaforma che si ispirava agli SMS, è molto di più.

    Motivo per cui, il modifica tweet sarebbe anche necessario, magari anche tenendo buona l’idea di renderlo disponibile entro pochi secondi, ma è una funzionalità che darebbe un qualcosa in più alla piattaforma. Completerebbe questo processo di innovazione intrapreso.

    Nonostante questa, apparente, chiusura, restiamo ancora fiduciosi.

  • The New Facebook, ecco la nuova versione desktop 2020

    The New Facebook, ecco la nuova versione desktop 2020

    Facebook, dopo averla annunciata lo scorso anno, e dopo un periodo di test, sta cominciando a rilasciare la nuova versione desktop. Per ora è disponibile solo per pochi utenti, per lo più negli Usa. Entro la primavera lo sarà per tutti, o quasi.

    Era stata annunciata lo scorso anno e dopo un lungo test ecco che Facebook ha cominciato a rilasciare la nuova versione desktop. Per ora è disponibile solo per un piccolo gruppo di utenti, per lo più negli Usa, ma, secondo quanto confermato da Menlo Park e CNet, che ne ha dato notizia, la nuova versione dovrebbe essere disponibile per un gruppo più vasto di persone, infatti non si dice “tutti”. Ma staremo a vedere.

    Intanto, da quelle che sono le prime impressioni raccontate proprio da CNet, e anche da altri siti e blog tech americani, la nuova versione piace. Facebook l’ha chiamata “The New Facebook“, quasi a voler indicare una sorta di nuovo corso della piattaforma. Tutti coloro che troveranno un pop-up che invita a provare la nuova versione, avranno sempre valida, in questa fase, la possibilità di ritornare alla vecchia versione. Un po’ come fece Twitter, per poi rilasciare a tutti la nuova versione web.

    Ricordiamo che questo aggiornamento di Facebook arriva dopo quello mobile. In altre epoche si sarebbe visto un aggiornamento a fasi inverse, prima desktop e poi mobile. Ma adesso i tempi li detta proprio il mobile.

    nuova versione desktop facebook 2020 franrusso.it

    La nuova versione desktop di Facebook appare più ordinata e meno “pesante” di quella attuale. Sembra sia anche un po’ più veloce e dinamica, mettendo in evidenza i Gruppi, su cui Facebook vuole scommettere molto.

    Gli utenti che accetteranno di provare la nuova versione avranno comunque la possibilità di inviare feedback per segnalare eventuali situazioni particolari ed eventuali bug notati durante l’uso della piattaforma.

    Ad un primo sguardo, regna il bianco come colore principale mettendo in evidenza colori molto accesi. E’ prevista anche una versione scura, in linea con quello che già si vede su altre applicazioni.

    Insomma, Facebook prova a rifarsi un po’ il look per quest’anno che vedono la società di Mark Zuckerberg impegnata a ridare slancio alla piattaforma, parliamo sempre dal punto di vista della reputazione.

    Resta ancora il problema legato alle pubblicità fake che Facebook non vuole ancora risolvere del tutto, in aggiunta alle pubblicità che diffondono informazioni errate sui vaccini, violando palesemente la policy della piattaforma.