Categoria: Innovation

  • Tracciamento personale in azienda, ecco WelcomeUp Sentinel

    Tracciamento personale in azienda, ecco WelcomeUp Sentinel

    La pandemia da Covid-19 ha messo evidenza esigenze nuove per le aziende, come quella di tracciare il personale in azienda. WelcomeUp Sentinel, la soluzione di Infor, è quella più semplice ed efficace da usare.

    La pandemia da Covid-19 ha messo evidenza esigenze nuove e ha sicuramente influito sullo stile di vita di chiunque, anche delle aziende. Un esempio è quello delle gestione degli accessi in azienda, quindi del tracciamento personale in azienda, che ora, per ovvi motivi, deve essere monitorata. E come?

    La soluzione di cui vogliamo parlarvi oggi è quella che al momento si presenta come la più adatta, e la più semplice, per tutte le aziende, ed è la soluzione che propone Infor, chiamata WelcomeUp Sentinel.

    WelcomeUp Sentinel fornisce e garantisce un servizio di controllo e gestione del front office e rappresenta la soluzione ideale per chi desidera automatizzare i punti di accesso e uscita in azienda, attuando un controllo preciso e costante delle presenze. Una soluzione che, oltre ad essere innovativa, permette di ridurre i costi migliorando sicurezza e gestione aziendale, in osservanza del GDPR.

    welcomeup gruppo infor

    Cosa permette di fare WelcomeUp Sentinel?

    Con questa soluzione la reception diventa il luogo in cui viene tutelata la salute dei lavoratori e di tutte le persone che entreranno a contatto con l’azienda. I pilastri della soluzione che propone Infor sono:

    • Controllo della temperatura corporea
    • Divulgazione dei comportamenti da seguire all’interno dell’azienda
    • Utilizzo dei dispositivi di protezione individuali (DPI).

    Attraverso questa soluzione, le aziende potranno elevare il livello del controllo sanitario in ingresso e, di conseguenza, garantire un maggiore livello di sicurezza. Il controllo della temperatura viene automatizzato grazie dispositivo di rilevazione termica a distanza in grado di determinare se la temperatura corporea delle persone in ingresso è nei valori normali, comunque sotto i 37,5°. Superata la temperatura consentita, la situazione viene comunicata dall’applicazione attraverso segnalazioni visive e sonore.

    E poi, per comunicare a tutti i comportamenti da tenere all’interno dell’azienda, questa soluzione può essere a sua volta integrata con TargetUp che grazie a dei monitor di grande formato trasmette tutti i contenuti mirati al comportamento da seguire.

    Come dicevamo, WelcomeUp è una soluzione semplice, accessibile in cloud e può essere installata su qualsiasi dispositivo. Le tipologia della soluzione sono:

    • WelcomeUP Basic, la soluzione per piccole aziende con un solo punto di ingresso. Disponibile in due lingue, italiano e inglese, ha un numero illimitato di registrazioni giornaliere (la versione “free” ha un numero limitato di accessi), permette la personalizzazione dei campi del form da compilare e dei contenuti multimediali da mostrare; ha la possibilità̀ di stampare un badge cartaceo per i visitatori e fornire loro le credenziali Wi-Fi.
    • WelcomeUp Enterprise, la versione per medio-grandi aziende, con più di una sede e più̀ ingressi per ogni sede. I dati di afflusso dei visitatori potranno essere esaminati per singolo ingresso o raggruppati, con reportistiche dedicate.

    L’applicazione si integra perfettamente con tutti i sistemi e dispositivi esterni, come ad esempio sistemi HR, controllo accessi, apertura automatica porte, riconoscimento targhe e mezzi, Microsoft365/AD e altrri.

    Per informazioni, visitate il sito dedicato a WelcomeUp Sentinel.

    [In collaborazione con Infor]

  • Agrifood italiano, innovazione e sostenibilità per ripartire

    Agrifood italiano, innovazione e sostenibilità per ripartire

    Il prossimo 22 di luglio alle ore 17.00 all’interno dell’appuntamento digitale dal titolo “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione”, si discuterà del futuro delle imprese agrifood italiane.

    Il prossimo 22 di luglio alle ore 17.00 all’interno dell’appuntamento digitale dal titolo “Scenari e prospettive delle imprese agroalimentari fra sostenibilità e innovazione”, si discuterà del futuro delle imprese agrifood italiane. Il sistema agroalimentare italiano non potrà prescindere dal puntare in modo deciso sulla sostenibilità e sull’innovazione organizzativa e tecnologica. È questo uno dei risultati più rilevanti emersi dall’indagine promossa dal Santa Chiara Lab durante la scorsa primavera a cui hanno risposto più di 100 aziende e istituzioni.

    L’evento digitale è organizzato dal Santa Chiara Lab – Università degli Studi di Siena insieme a Sustainable Development Solutions Network (SDSN), Fondazione BCFN, Columbia Center on Sustainable Investment (CCSI) e con la partecipazione di Giovani di Confagricoltura – ANGA, ENEA, Commissariato Generale di Sezione dell’Italia per Expo 2020 Dubai e con il patrocinio di ASVIS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

    scenari agrifood italia innovazione sostenibilità

    I risultati dell’indagine”, dichiara Angelo Riccaboni, presidente del Santa Chiara Lab “danno indicazioni molto chiare, alcune delle quali risultano stringenti: il 90% dei rispondenti richiede di avere una governance internazionale più ampia e più forte che controlli la produzione sostenibile degli alimenti; la sicurezza alimentare, cioè la possibilità di fornire il cibo nella quantità e nella qualità desiderata, assume una rilevanza cruciale; l’innovazione tecnologica e organizzativa rappresenta  per il 70% dei rispondenti il motore per il futuro del settore. Dal quadro che emerge risulta dunque chiaro che il sistema agrifood italiano del futuro dovrà affrontare delle trasformazioni profonde che non possono prescindere dal forte legame con i principi della sostenibilità e dell’innovazione. Su questi temi il Santa Chiara Lab sta lavorando da tempo al fianco di imprese, istituzioni e organizzazioni impegnandosi nel promuovere e sostenere soluzioni concrete per supportare il comprato agrifood verso l’adozione di modelli di sviluppo equi e sostenibili”. 

    relatori evento 22 luglio agrifood

    Alla tavola rotonda parteciperanno: Angelo Riccaboni, presidente Santa Chiara Lab, Paolo Glisenti, Commissario Generale Italia per Expo Dubai, Marta Antonelli, direttore ricerca Fondazione BCFN, Paolo Bonaretti, vice presidente Cluster Agrifood Nazionale, Paola De Bernardi, Università di Torino, Massimo Iannetta, ENEA, Rosanna Zari, agronoma, Francesco Mastrandrea, presidente ANGA, Cristiana Smurra, imprenditrice BioSmurra. Il dibattito sarà moderato da Giorgio dell’Orefice, Il Sole 24 Ore.

    Tutti coloro che si registreranno alla tavola rotonda potranno avere un Open Badge rilasciato dall’Università di Siena.

    Le informazioni sull’evento e sulle modalità di registrazioni sono disponibili sul sito di Santa Chiara Lab.

    Potrete seguire l’evento, in live streaming, attraverso i canali social del Santa Chiara Lab e dell’Università di Siena e seguendo l’hashtag #AgrifoodXRipartire.

  • Blockchain, Intelligenza Artificiale e e-commerce per rilanciare l’agrifood

    Blockchain, Intelligenza Artificiale e e-commerce per rilanciare l’agrifood

    Nuove sfide, tendenze emergenti e necessità di trasformazioni: PRIMA e Unione per il Mediterraneo hanno promosso un dibattito online, discutendo i primi risultati dell’indagine sul settore agroalimentare, nonché soluzioni concrete e iniziative per affrontare sfide che interessano l’area del Mediterraneo.

    L’aspetto che ci piace sottolineare è che il settore agroalimentare, a livello globale, ha compreso che abbracciare l’innovazione e le nuove tecnologie è ormai fondamentale. Un aspetto, questo, che è emerso chiaramente dal dibattito online, a commento dei dati dell’indagine.

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    Alla presenza del Segretario Generale dell’UpM e dei Co-Chair di PRIMA, il focus dibattito è stato fin dall’inizio su come stimolare una reazione per la regione dopo che la pandemia ha esacerbato i problemi già esistenti da un punto di vista economico, sociale e ambientale. Discutere su queste sfide e le potenziali soluzioni future è ancora più rilevante se inquadrato nell’ambito del 25° anniversario della Dichiarazione di Barcellona, che ha aperto un’era di dialogo e cooperazione per la regione.

    Il principale risultato del sondaggio mostra che la sicurezza alimentare, il commercio elettronico, l’innovazione tecnologica e organizzativa diventeranno temi sempre più rilevanti. Mentre i consumatori presteranno maggiore attenzione alla tracciabilità, le imprese saranno indotte a dare maggiore importanza alle attività di gestione del rischio. Come PRIMA, siamo onorati di aver contribuito al dibattito e siamo impegnati a promuovere soluzioni concrete per un sistema agroalimentare euro mediterraneo sostenibile”, ha affermato Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA.

    L’indagine, per quello che è il nostro punto di vista, ha messo in evidenza che l’introduzione di tecnologia e innovazione sono cruciali per superare questo momento di crisi. E parliamo di “Agricoltura 4.0”, blockchain, intelligenza artificiale. Il 74% degli intervistati si dice d’accordo su questo aspetto. Così come l’80% ha compreso che è necessario anche rivedere il proprio modello di business.

    L’85% trova poi che l’e-commerce possa essere la strada per incrementare le vendite dei propri prodotti, sfruttando il digitale.

    Anche se, comunque, va considerato il fatto che la crisi pandemica ha messo in evidenza gravi problemi finanziari, ai quali bisognerà far fronte nel breve periodo.

    Promuovere la cooperazione regionale in materia di innovazione, acqua, ambiente e al contempo rispondere all’azione per il clima è la nostra metodologia per consolidare lo spirito di cooperazione lanciato 25 anni fa con il processo di Barcellona. I numerosi ecosistemi supportati politicamente da UpM e finanziariamente da PRIMA sono le più recenti incarnazioni di questo spirito, che si è adattato continuamente per far fronte a nuove sfide, realtà ed opportunità”, ha detto Nasser Kamel, Segretario Generale dell’UpM.

    Osservando i primi risultati del sondaggio e stimolati dalle domande del moderatore, i rappresentanti delle diverse Istituzioni coinvolte hanno illustrato in che modo quest’ultime stanno rispondendo. La FAO (Morrison) e la Commissione europea (Lutzeyer) hanno dettagliato alcune azioni e strategie quadro su cui le due organizzazioni sono particolarmente attive, mentre EIT Food (Zynga) e JPI FACCE (Rivera Ferre) hanno evidenziato rispettivamente il prezioso ruolo delle start-up nel dare forma agli scenari futuri dell’agroalimentare e l’importanza di progetti collaborativi e pilota.

    Giuliodori (Organizzazione Mondiale degli Agricoltori) e Abou Hadid (Università Ain Shams) hanno invece sottolineato due prospettive che sono fondamentali per favorire uno sviluppo sostenibile: in primo luogo, l’attenzione nei confronti degli agricoltori, che sono molto spesso all’avanguardia nel settore agroalimentare e, in secondo luogo, la necessità di stabilire partenariati su un piano paritario. Questo non solo perché le sfide principali non conoscono confini, ma anche perché conoscenze specifiche, competenze e pratiche tradizionali sono già consolidate in alcuni Paesi (ad es. quelli della sponda meridionale del Mediterraneo), a conferma della necessità di incrementare ulteriormente i processi e le forme di collaborazione.

  • Gli scenari futuri dell’Agrifood, tra innovazione e sostenibilità

    Gli scenari futuri dell’Agrifood, tra innovazione e sostenibilità

    Il prossimo 15 luglio, Fondazione PRIMA e Unione per il Mediterraneo presentano i risultati dell’indagine sugli scenari futuri dell’agroalimentare alla luce della crisi pandemica. Innovazione, tracciabilità e digitalizzazione i driver per il futuro.

    Gli ultimi mesi che abbiamo vissuto, caratterizzati a tutti i livelli dalla grande pandemia da Coronavirus, impongono oggi una attenta analisi e una riflessione per il futuro. In questa ottica, PRIMA e Unione per il Mediterraneo promuovono un dibattito online, il prossimo 15 luglio 29020, sugli scenari futuri dell’agrifood euromediterraneo, discutendo i risultati di una interessante indagine, le possibili soluzioni e le principali iniziative in corso.

    L’innovazione, la tracciabilità e il commercio elettronico sono gli argomenti chiave, ampiamente riconosciuti dai destinatari del sondaggio come tendenze emergenti per il settore agroalimentare del futuro. È interessante notare che i risultati raccolti rivelano che l’innovazione sociale e organizzativa è considerata ancora più urgente rispetto all’innovazione tecnologica, che tuttavia viene interpretata come un motore per il futuro.

    scenari futuri agrifood prima 2020 franzrusso.it

    La sostenibilità è un altro tema cruciale che, tuttavia, non viene percepito in modo unanime e convergente. Sebbene vi sia un ampio consenso sul fatto che lo scenario post-COVID indurrà le imprese a mantenere l’attenzione sulla transizione verso modelli sostenibili, non è altrettanto chiaro se i consumatori presteranno maggiore attenzione a prodotti alimentari sostenibili, nutrienti e sani.

    Questa divergenza di opinioni potrebbe essere compresa alla luce del rischio di un ulteriore divario economico che molti hanno sottolineato come un rischio concreto, che può presentarsi anche nelle scelte dei consumatori e nel settore agroalimentare in generale. Un divario che sembra essere confermato anche quando si guarda al ruolo e al comportamento delle PMI rispetto alle grandi aziende. Per queste ultime, le risposte mostrano che il rischio di gravi problemi finanziari potrebbe influire meno gravemente sulle loro attività.

    L’indagine promossa da PRIMA, insieme al Segretariato Italiano, aveva lo scopo di comprendere i cambiamenti e le nuove dinamiche in atto nel settore agroalimentare e ha coinvolto i rappresentanti dei 19 Paesi aderenti al Partenariato così come alcuni esperti della regione euromediterranea, ricevendo più di 180 risposte, oltre a numerosi commenti ed osservazioni, che hanno fornito ulteriori spunti di riflessione.

    “Abbiamo il privilegio di collaborare con le principali istituzioni, organizzazioni e iniziative per promuovere congiuntamente soluzioni innovative per un sistema agroalimentare più sostenibile nell’area del Mediterraneo” – dichiara Angelo Riccaboni, Presidente della Fondazione PRIMA. “Possiamo indurre trasformazioni positive, offrendo opportunità concrete a agricoltori, innovatori, ricercatori e PMI, soltanto attraverso partenariati più forti”.

    La crisi in corso sta colpendo il Mediterraneo in maniera molto significativa nel momento in cui ci stiamo preparando per il 25° Anniversario da quando la Dichiarazione di Barcellona lanciò una nuova era di dialogo per la nostra regione. Con attività di partenariato in ricerca e innovazione possiamo riflettere insieme sul futuro della nostra regione e sul suo cammino verso lo sviluppo sostenibile. Per questo, è cruciale lavorare in stretta sinergia con attori chiave come PRIMA”, dichiara Nasser Kamel, Segretario Generale dell’Unione per il Mediterraneo.

    speaker scenari agrifood 15 luglio

    Con risposte eterogenee in merito alla struttura delle filiere alimentari internazionali, al ruolo della dieta mediterranea e alla futura produzione locale, il dibattito si prospetta estremamente interessante, considerata anche la presenza di importanti istituzioni del settore, quali la Commissione europea e la FAO, iniziative congiunte di ricerca e innovazione, quali EIT Food, JPI FACCE ed esperti di diversi settori.

    Il dibattito online del 15 luglio (ore 17.30 CET) rappresenta un ulteriore passo per individuare e promuovere soluzioni concrete al fine di dare attuazione all’Agenda 2030, nonché al nuovo Green Deal e alla strategia europea “Dal produttore al consumatore”, in relazione alle tematiche della sostenibilità, dell’innovazione trasformativa e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Tutto ciò è ancora più strategico e determinante per la nostra regione mediterranea.

    Il dibattito si svolgerà su Zoom in lingua inglese con traduzione in arabo e in live streaming sui canali social del Segretariato Italiano PRIMA. Per registrarsi e partecipare al dibattito: http://www.primaitaly.it/future-scenarios-for-euromed-agrifood/

  • Farsi trovare pronti per garantire la Business Continuity

    Farsi trovare pronti per garantire la Business Continuity

    La pandemia da Coronavirus ha generato una crisi economica e sociale importante, mettendo a rischio la quotidiana operatività delle aziende. Il tema della business continuity è diventato fondamentale, abbiamo raccolto in questo articolo i suggerimenti di DNV GL.

    La pandemia da Coronavirus ha generato una crisi economica e sociale importante, mettendo a rischio la quotidiana operatività delle aziende.
    Mai come ora le organizzazioni si sono rese conto di quanto sia importante avere gli strumenti per poter, in qualche modo, limitare gli effetti negativi di una situazione di emergenza e garantire la propria continuità di business.

    Di cosa parliamo quando facciamo riferimento alla Business Continuity?

    Partiamo innanzitutto dalla norma ISO 22301 che definisce la continuità operativa come la capacità di una organizzazione di continuare a fornire prodotti e servizi in tempi accettabili e con quantità o livelli di servizio accettabili anche durante un evento critico.

    Di recente, DNV GL, uno dei più importanti enti di certificazione al mondo, ha organizzato un ciclo di webinar per approfondire questo tema, condividendo consigli e best practice da seguire.

    business continuity dnv gl franzrusso.it

    Oggi un’azienda deve sapere come può continuare ad essere operativa in situazioni di emergenza, e deve pianificare questa capacità in modo che possa essere garantita in qualsiasi circostanza.

    Proprio di questo si è parlato durante la tavola rotonda “Business Continuity: inizia la ripresa” che ha visto coinvolti Rudy Bandiera, divulgatore e docente, Gabriella Chiellino, Presidente eAmbiente Group, Alberto Maestri, executive advisor and trainer ed esperto di trasformazione e innovazione digitale e Giovanni Francescutti, Enterprise Customer Manager, DNV GL – Business Assurance.

    Francescutti, nel corso del suo intervento, ha sottolineato 3 aspetti fondamentali necessari per avviare un processo di Business Continuity:

    1. Conoscere chi siamo e quali sono i nostri business critici. Ancora prima della situazione di emergenza è fondamentale che un’azienda sappia cosa sia necessario fare per garantire la sopravvivenza: chi sono i suoi clienti e fornitori fondamentali, quali sono i prodotti che deve assolutamente continuare a garantire.
    2. Capire come possiamo mitigare qualunque rischio sul nostro business per cercare di salvaguardarlo, che significa capire se abbiamo dei modi per evitare che eventi critici vadano a compromettere il funzionamento della nostra azienda.
    3. Prepararsi alla ripartenza. Dobbiamo essere consapevoli che quello che succederà dopo un’emergenza non sarà una situazione uguale a quella che abbiamo vissuto fino a questo momento. L’azienda deve prepararsi alla ripartenza sfruttando l’occasione per migliorare i processi che ha visto non funzionare bene.

    Solo un approccio strutturato preventivo su questi tre livelli potrà garantire una risposta organizzata per rispondere al problema.

    Protocolli, Responsabilità e Processi

    Una delle grandi sfide che le aziende devono affrontare oggi è quella di limitare al minimo i rischi di una eventuale emergenza, di mettersi nella condizione di saper affrontare eventi straordinari che possono capitare ciclicamente, basti pensare anche solo ad alluvioni, terremoti, crisi finanziarie.

    Il nuovo diktat è quello di farsi trovare pronti. Ma come? Adottando misure e protocolli per permettere all’azienda di continuare ad operare portando avanti quelli che sono i “business fondamentali”, ossia quelli che permettono all’azienda di andare avanti, garantendo attività economica e stipendi per i dipendenti, come viene spiegato da Francescutti nel webinar dedicato.

    business continuity franzrusso.it

    È necessario avere responsabilità e piani assegnati che possano permettere di traghettare le situazioni di emergenza nel miglior modo possibile: devo immaginare quali possono essere le situazioni critiche a cui posso andare incontro e capire come affrontarle.

    Devo garantire, inoltre, che tutte le strutture agiscano correttamente nel corso dell’emergenza senza pensarci troppo, ragionando quindi preventivamente sulle azioni da applicare, formando in modo adeguato le persone di riferimento.

    Importante sottolineare come, lo scenario a cui l’azienda si prepara, non deve mai essere specifico ma deve poter rispondere a diverse situazioni di contesto.

    E il digitale?

    Nella situazione attuale, il digitale è visto come uno di quegli strumenti che non tutte le aziende sono state in grado di adottare in situazione normale, ma di cui ci si è resi conto della fondamentale importanza in questa situazione di crisi. Molte aziende sono riuscite a garantire la loro “business continuity” riuscendo ad abbracciare l’innovazione e le nuove tecnologie per garantire la loro continuità operativa.

    Il tema della Digital Transformation è uno di quelli che seguiamo di più qui sul nostro blog, proprio per rendere le aziende più consapevoli della trasformazione in atto. Ecco, adottare piattaforme digitali, sistemi di storage in cloud per permettere le attività usando tutte le applicazioni anche da remoto, analizzare i dati per comprendere meglio le esigenze dei clienti, dotarsi di sistemi di Intelligenza Artificiale, sono tutti strumenti di Digital Transformation che possono garantire la business continuity anche in situazioni di crisi.

    business continuity franzrusso.it

    Farsi trovare pronti per garantire la Business Continuity

    Per concludere, possiamo affermare come sia necessario per un’azienda pianificare e implementare un processo di Business Continuity che non ci faccia più trovare impreparati nell’affrontare situazioni critiche e ci permetta di poterci assicurare una ripresa veloce e organizzata.

    Per approfondire il tema guarda il webinar on demand di DNV GL dedicato proprio alla Business Continuity con la spiegazione delle buone prassi da adottare e la possibilità di utilizzare gratuitamente il self-assessment tool di DNV GL per valutare la maturità del tuo approccio in ottica di continuità operativa rispondendo a delle semplice domande.

    Accedi ora su dnvgl.it.

    [In collaborazione con DNV-GL Italia]

  • L’efficacia del webinar in un mondo affollato di videoconferenze

    L’efficacia del webinar in un mondo affollato di videoconferenze

    Il contesto in cui stiamo lavorando, a seguito delle restrizioni imposte ai nostri stili di vita, è affollato di video-eventi. Un webinar però ha spesso altre finalità rispetto a un semplice meeting online; il format del webinar diventa fondamentale per distinguersi e per il raggiungimento degli obiettivi dell’evento.

    Mentre scriviamo, la videoconferenza conosce la stessa popolarità che ha caratterizzato WhatsApp qualche anno fa. C’è la riunione di redazione, il meeting tra colleghi, ma c’è anche la video colazione di gruppo o il video aperitivo.
    Tutte attività che possono sovrapporsi e confondere le idee di chi organizza e di chi dovrebbe partecipare a un webinar.

    Il primo elemento caratterizzante di un webinar, fondamentale per il suo successo, è il format.

    Il format può essere di molti tipi differenti e influenzare profondamente la riuscita del webinar. Lead generation, selling webinar, post vendita, formazione, coaching, mentoring, project work, sono tutti format di webinar differenti, strettamente correlati all’obiettivo che si vuole raggiungere, proprio come in un evento in presenza.

    Format webinar per aula estesa

    Il boom della didattica online sta creando una varietà di soluzioni per praticarla, ma pochi possono essere efficaci e performanti come un webinar strutturato con un format per l’apprendimento online.

    Il format deve infatti permettere di replicare in modo fedele quanto avverrebbe in una classe dal vivo. È necessario quindi che il software preveda funzionalità specifiche per la formazione che consentano di replicare telematicamente gli elementi di un corso di formazione in aula, ovvero che permettano di:

    • somministrare questionari multipli in diretta con accesso immediato ai risultati per un commento live da parte del docente;
    • essere integrato a una piattaforma e-learning in modo che i dati di risposta ai questionari si vadano a integrare nel percorso formativo insieme a quelli dei Learning object asincroni;
    • tracciare ogni genere di informazione, compreso il tempo netto di partecipazione, ovvero non da quando un utente si connette, ma da quando il docente avvia la lezione: ciò è possibile grazie al pulsante “inizia lezione”, che permette, come detto sopra, di tracciare la presenza netta al webinar, senza calcolare i tempi di attesa per l’inizio della lezione riportandoli, in seguito, nella piattaforma e-learning;
    • registrare la diretta, scegliendo il formato e cancellando quelle parti che non sono utili a una visione on-demand (chat/lista partecipanti/lista dei file/ etc.);
    • personalizzare il layout a seconda dei momenti della lezione live (presentazione, interazione, test, etc.);
    • condividere e visualizzare ogni genere di documento formativo;
    • consentire sempre una comunicazione diretta col docente tramite la funzione alzata di mano e permettere all’utente di mostrare “sono d’accordo” / “non sono d’accordo” che simula il sì con la testa che un docente osserva durante la sua lezione residenziale.

    Ecco come fare un webinar grazie alla personalizzazione del format

    Format webinar per marketing e vendite

    Si tratta, in questo caso, di favorire la conoscenza e l’apprezzamento verso un prodotto o servizio. Un possibile format potrebbe essere quello di mostrare il prodotto, dividendolo in funzionalità o caratteristiche, magari mostrando in diretta video ad impatto o condivisone del desktop, e poi lasciare la possibilità di esprimere un parere tramite sondaggio/chat/like al termine di ogni spiegazione. Per poi, alla fine del webinar, tramite il tracciamento delle interazioni dei partecipanti, raccogliere più feedback possibili tramite tutte le funzionalità interattive presenti.

    Ad esempio, grazie al tracciamento dei gusti e delle preferenze su una singola caratteristica o funzionalità del prodotto / servizio proposto durante il webinar, è possibile suddividere anche il pubblico per webinar successivi e per eventuali vendite “one to one”.
    Naturalmente perché ciò avvenga è fondamentale che il software webinar permetta di tracciare ogni genere di comportamento degli utenti in diretta e quindi, attraverso l’analisi dei dati, capire i gusti e le preferenze del pubblico su un prodotto o su una sua caratteristica e funzionalità.

    Sarà poi possibile, in base all’analisi dei feedback ricevuti, suddividere il pubblico in base alle preferenze, magari anche per un webinar successivo con argomenti più in target.
    Un webinar con tale format può essere di grande aiuto non solo per incentivare le vendite in maniera generica ma anche per raggiungere obiettivi di:

    • co-creazione del prodotto tramite feedback ricevuti (concetto forte e importante per ogni tipo di contesto);
    • vendita on-line tramite collegamento one to one.

    Nel primo caso, ho avuto dal pubblico suggerimenti importanti per customizzare il prodotto in base a scelte del target; nel secondo caso ho avuto dati per identificare utenti prossimi all’acquisto e realizzare con loro una trattativa diretta.

    Il webinar per temi compliance e sulla formazione accreditata.
    Anche qui ci troviamo in un contesto in cui il format diventa caratterizzante e può influire decisivamente sui risultati finali.

    Si tratta di un settore in grande espansione e in cui la soluzione webinar più efficace può fare la differenza.

    In questo caso il format potrebbe prevedere un test in entrata somministrato in diretta, alternare momenti di lezione a questionari multipli tracciati a cui l’utente può rispondere in un tempo limitato, lasciando attiva la chat, le domande al relatore, i like e ogni altra forma di interazione presente, per poi concludere il webinar con un questionario di uscita e il rilascio dell’attestato.

    Si pensi, ad esempio, a quanto possa essere comodo per chi organizza un corso accreditato, che l’utente trovi automaticamente in piattaforma l’attestato, scaricabile solo al raggiungimento di determinati risultati nei questionari sottoposti agli utenti in diretta, oppure solo se ha seguito la lezione per una percentuale di tempo, decisa preventivamente, che rappresenta il tempo utile per superare il corso.

    Il supporto di esperti per organizzare i tuoi webinar.
    Come si vede dagli esempi precedenti le variabili possono essere tante e può essere complicato considerarle tutte. Per questo Teleskill ha creato un software webinar proprietario, potente e versatile, facilmente personalizzabile, ma anche un team di consulenti, il reparto Training Angel, che possano affiancare il cliente prima, durante e dopo l’evento.

    Si tratta di un aiuto che investe la strategia dell’evento, i contenuti, la formazione del relatore, la produzione multimediale di contenuti ad hoc, l’organizzazione e la realizzazione dell’evento (incluso il servizio di Conference Manager) e poi le attività di follow up e report per webinar futuri o altre necessità. Il supporto dei consulenti Teleskill ha due finalità precise: la prima è la perfetta riuscita dell’evento, ma più a monte c’è il desiderio di permettere al cliente di sviluppare il suo business, senza doversi preoccupare di aspetti strategici, organizzativi, tecnici e di dettaglio dell’erogazione del webinar.

    [In collaborazione con Teleskill Italia S.r.l. a s.u.]

  • Societing 4.0, il format in streaming che spiega le tecnologie 4.0

    Societing 4.0, il format in streaming che spiega le tecnologie 4.0

    Prende il via oggi, 21 aprile 2020, alle ore 15.15 dalla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, all’interno di #NonFermianoLaCultura, “SOCIETING4.0: CHE COSA SONO LE TECNOLOGIE 4.0”. Primo appuntamento dedicato alla Robotica.

    Il lockdown ha costretto tutti e prendere coscienza che le tecnologie e il digitale sono fondamentali per condurre una vita di lavoro e di studio anche in un periodo di quarantena da Coronavirus. Ma serve più informazione e formazione. Per questo, vi segnaliamo questo interessante format “SOCIETING4.0: CHE COSA SONO LE TECNOLOGIE 4.0“, progetto realizzato dall’Università Federico II di Napoli con Unioncamere e la Camera di Commercio di Salerno insieme alla direzione Inclusione Digitale della RAI in partnership con Maker Faire Rome – European Edition, che prenderà il via oggi, 21 aprile 2020, dalle ore 15.15 in streaming dalla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, all’interno del palinsesto #NonFermianoLaCultura.

    Il progetto punta a sostituire la parola “marketing” con “Societing 4.0”, nella convinzione, ormai sotto gli occhi di tutti, che le tecnologie 4.0 non servano solo ad assecondare dinamiche di mercato ma siano anche elementi che hanno pervaso e possono condizionare il nostro quotidiano.

    societing 4.0

    Il formato è fatto da 15 giovani studenti del Dipartimento di Scienze Sociali, coordinati da Alex Giordano, i quali hanno intervistato 6 scienziati napoletani di caratura internazionale invitandoli a raccontare con linguaggio semplice e diretto cosa realmente sono queste tecnologie 4.0 e quali problemi possono risolvere nel concreto. Il tutto viene inserito, come detto, all’interno di #NonFermiamoLaCultura, ideato dall’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli coinvolgendo il meglio della produzione artistica napoletana e nazionale.

    Infatti, dopo aver ospitato in diretta le performance di artisti del calibro di Samuel dei Subsonica, Enzo Avitabile, Sal Da Vinci, le porte si aprono alla ricerca scientifica e tecnologica per fornire alla popolazione strumenti critici per conoscere meglio queste tecnologie.

    Questo il calendario degli appuntamenti:

    • Martedì 21 aprile ore 15.15 prof. Bruno Siciliano (Robotica);
    • Mercoledì 22 aprile ore 16.00 prof.ssa Silvia Rossi (Intelligenza artificiale);
    • Giovedì 23 aprile ore 15.15 prof. Giuseppe Di Gironimo (Realtà virtuale/aumentata);
    • Martedì 28 aprile ore 15.15 prof. Massimo Martorelli (Stampa 3D);
    • Mercoledì 29 aprile ore 15.15 prof. Antonio Picariello (Big Data and Analytics);
    • Giovedì 30 aprile ore 15.15 prof. Leopoldo Angrisani (Internet of Things).

    Per seguire gli eventi basterà andare sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli.

  • Ecco TechForCare, la piattaforma innovativa per affrontare l’emergenza sanitaria

    Ecco TechForCare, la piattaforma innovativa per affrontare l’emergenza sanitaria

    TechForCare è la piattaforma innovativa che nasce per provare ad offrire soluzioni per affrontare l’emergenza sanitaria in seguito alla pandemia da Coronavirus. Una iniziativa di I-Rim, Istituto per la Robotica e le Macchine Intelligenti, e Maker Faire Rome- The European Edition.

    Le iniziative nate per affrontare la pandemia da Coronavirus in Itala sono tantissime. Qualche giorno fa vi avevamo segnalato anche Solidarietà Digitale, il portale ideato dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione che ha come obiettivo quello di offrire servizi digitali agli italiani per cercare di mantenere vive le solite abitudini durante il lockdown.

    Oggi vogliamo segnalarvi un’iniziativa che ci sembra davvero molto importante e che siamo sicuri incontrerà anche il vostro interesse, chiedendovi di segnalarla a tutte quelle persone potenzialmente interessate. Stiamo parlando di TechForCare, una piattaforma open source, nata su iniziativa di I-Rim, l’Istituto per la Robotica e le Macchine Intelligenti che riunisce la ricerca accademica più visionaria e l’industria più aperta alle tecnologie avanzate e Maker Faire Rome- The European Edition punto di incontro della community dei makers e degli innovatori in generale.

    techforcare

    Negli ultimi giorni, e nelle ultime settimane, abbiamo assistito ad un gran fermento di idee, di soluzioni creative che hanno aiutato le strutture sanitarie a fronteggiare problemi apparentemente insormontabili. Ecco, TechForCare vuole essere una piattaforma all’interno della quale si possano raccogliere soluzioni applicabili e idee concrete per aiutare le strutture sanitarie, i medici e tutto il personale medico ad affrontare questa grande emergenza sanitaria.

    La piattaforma conterrà una selezione di risorse, tecnologie, macchine intelligenti e robot per contrastare la pandemia da Covid-19 e contenere i suoi effetti pesanti sulle strutture sanitarie e su quelle a supporto. Il focus non è su quanto “si potrebbe fare”, ma su ciò che si può fare, oggi e qui, e che si può replicare ovunque serva.

    Tutti i progetti saranno accessibili e disponibili a tutti: gli operatori potranno segnalare le loro esigenze e, di conseguenza, i centri di ricerca, i maker, gli sviluppatori, gli ingegneri e i professori che vorranno contribuire potranno caricare i progetti. Sarà poi possibile, grazie alla piattaforma, realizzare il matchmaking con i produttori e i fablab nei diversi territori per la realizzazione dei prototipi e la successiva stampa e produzione. Il tutto all’insegna della sussidiarietà.

    TechForCare può contare da subito su comunità di maker e ricercatori e si avvale della collaborazione attiva del fablab di Milano Opendot coordinato da Enrico Bassi; del fablab Medaarch di Cava de’ Tirreni (Sa) guidato da Amleto Picerno; del fablab Napoli coordinato da Antonio Grillo; delle realtà Graphid3a e DroniLab srl di Cosenza che fanno capo a Paolo Mirabelli; della piattaforma di sviluppo di dispositivi medici open source Ubora che consente di progettare dispositivi medici open source conformi agli standard di sicurezza ed efficacia; della piattaforma Careables, nata da un progetto H2020, che raccoglie soluzioni open per la cura e la salute realizzate da makers, utenti e medici, e dell’associazione Make in Italy, che sta lavorando in questo periodo proprio per coordinare gli sforzi di makers e laboratori.

    Dal punto di vista accademico, la piattaforma vede anche il coinvolgimento di realtà di punta della ricerca robotica italiana, come l’Istituto Italiano di Tecnologia – IIT, l’Università di Pisa, il Politecnico di Milano, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Padova,  la Scuola S. Anna e l’Università di Roma-Tre.

    TechForCare è una piattaforma che offre soluzioni per affrontare l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Le strutture sanitarie, le Ong, le associazioni che hanno bisogno di soluzioni, oggi hanno a disposizione un luogo dove far presente la loro esigenza e avere la soluzione a tutto.

    Anche TechForCare è su Solidarietà Digitale.

  • E-learning. Moodle e Teleskill live, integrazione completa

    E-learning. Moodle e Teleskill live, integrazione completa

    L’integrazione bidirezionale tra Moodle e Teleskill live permette una completa gestione di corsi e-learning, dalla loro creazione fino al rilascio di tutti i risultati formativi.

    Moodle gode oggi di una popolarità straordinaria grazie anche alla recente implementazione della didattica a distanza. Questa piattaforma, la più usata al mondo, conta oggi oltre 100.000 siti web registrati in 190 Paesi, oltre 20 milioni di corsi avviati, più di 176 milioni di utenti.
    Moodle è utilizzato da molti Atenei, dalla maggioranza degli Enti PA e da moltissime aziende.
    Un plug-in molto importante per eseguire formazione sincrona, sviluppato da Teleskill è Teleskill Live, che integra Moodle con il software di Aula Virtuale. Questo permette la creazione di percorsi formativi “blended” (classe virtuale e corsi online registrati, oltre ai corsi in presenza naturalmente), ma con un vantaggio decisivo in più: lo strumento di aula virtuale integrato, offre un’integrazione bidirezionale dei dati.

    Cosa significa? Si tratta di uno scambio di informazioni tra plug in e piattaforma continuo, automatico e di straordinaria utilità per diminuire l’attività di segreteria e monitoraggio dei risultati formativi.

    Vediamo in dettaglio il concetto di Bidirezionalità in questa integrazione.

    Da Moodle verso Teleskill live:

    • creazione aula virtuale come attività nel percorso formativo;
    • configurazione dell’aula virtuale (assegnazione tutor, diretta, obiettivi da raggiungere per il completamento come percentuale di risposte positive ai questionari in diretta e partecipazione all’aula virtuale);
    • iscrizione utenti e classi di Moodle. Gli utenti accederanno all’aula virtuale direttamente dal percorso formativo di Moodle senza necessità di effettuare un secondo login, in modalità di accesso Single Sign-on.

    Da Teleskill live verso Moodle:

    Rilascio continuo ed automatico dei dati di tutti i risultati formativi ottenuti dall’utente in aula virtuale. In Moodle tornano indietro, ad esempio, dati rilevanti come tempo di partecipazione (tempo netto calcolato tramite pulsante “inizia lezione” presente in Teleskill live e non il tempo da quando l’utente si collega a quando si scollega), il risultato ai questionari, anche multipli, in diretta lanciati dal docente indicando la risposta giusta tra quelle proposte, consentendo di ottenere le percentuali di risposte giuste o sbagliate.

    Questi dati vanno ad inserirsi nel percorso formativo di Moodle e possono essere un elemento per stabilire la propedeuticità e il completamento di un percorso formativo misto (formazione asincrona o registrata e formazione in diretta o aula vituale/webinar).

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    Inoltre, la registrazione evoluta in Teleskill live permette di registrare la diretta, eliminando automaticamente dal video della registrazione quelle “zone” dell’aula virtuale non utili ad una fruizione on-demand (chat, lista partecipanti). Con questa funzionalità è possibile ottenere corsi ad esempio in modalità audio/video + slide, già sincronizzati, con i contenuti dell’aula virtuale in diretta, anche in formato SCORM (Shareable Content Object Reference Model – modello di riferimento che consente lo scambio di contenuti digitali in maniera indipendente dalla piattaforma).

    Teleskill Live oggi può essere anche utilizzato per esercitazioni e project work live, la sperimentazione live dei contenuti appresi durante il percorso didattico formativo. Il plug-in Teleskill Project work live permette sessioni collaborative tra gruppi ristretti; può essere utilizzato, inoltre, per la preparazione di esami, o per proporre lezioni specifiche a gruppi di studenti con particolari lacune.

    [In collaborazione con Teleskill Italia S.r.l. a s.u.]

  • Coronavirus, Solidarietà Digitale per tutta l’Italia

    Coronavirus, Solidarietà Digitale per tutta l’Italia

    Solidarietà Digitale è il portale di servizi digitali disponibile per aziende, docenti, studenti e famiglie. Il portale adesso viene reso disponibile per tutta l’Italia. Si tratta di servizi rivolti allo smart working, alla lettura digitale e all’e-learning.

    Solidarietà Digitale è il portale ideato dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, con il supporto tecnico dell’Agenzia per l’Italia Digitale, inizialmente previsto per ridurre l’impatto sociale ed economico nelle prime aree, quelle del lodigiano, soggette a restrizioni a causa del Coronavirus. Con la diffusione del virus in tutto il paese, l’iniziativa viene ora estesa a tutta l’Italia. Si tratta di una serie di servizi digitali per cercare di mantenere vive le solite abitudini in un momento in cui tutti gli italiani sono chiamati ad uno sforzo ulteriore per contenere la diffusione del virus restando in casa.

    I servizi riguardano lo smart working con piattaforme che abilitano questa modalità di lavoro che speriamo venga usata anche dopo la fine di questa emergenza; lettura di giornali, riviste e libri digitali; e-learning per offrire servizi a studenti ed insegnanti per mantenere attiva la didattica anche da casa.

    solidarietà digitale

    Sono tantissime le aziende che hanno aderito come Vodafone che offre un mese di utilizzo illimitato della connessione dati su tutte le SIM voce per restare in contatto con colleghi, clienti e fornitori senza ulteriori costi; Tim che offre GB illimitati da mobile per 1 mese per i tutti i clienti con un bundle dati attivo; Fastweb che da oggi mette a disposizione per tutta la community di clienti mobile 1 milione di Giga gratuiti da condividere sino all’esaurimento del plafond. E ancora, Job Farm che mette gratuitamente a disposizione per un mese i propri e-learning dedicati a queste tematiche; Il Saggiatore che ogni due giorni offre un diverso ebook del catalogo del Saggiatore gratis tramite il sito della casa editrice; Primo Round che mette a disposizione a titolo gratuito la propria piattaforma per webinar B2B dedicata alle imprese che devono comunicare i propri prodotti e servizi ai clienti; Helbiz che mette a disposizione 25.000 corse gratuite da 20 minuti valide fino al 4 Aprile nelle città di Milano, Torino, Roma e Verona; Microsoft che mette a disposizione gratuitamente per permettere l’adozione di soluzioni di smart working, anche in mobilità, per PMI, imprese private e pubbliche, istituzioni e scuole, sia già clienti che no; Agenzia Dire che offre a tutte le testate locali, cartacee e web, l’accesso riservato al proprio notiziario sanità, con tutte le news dell’ultim’ora.

    Potete trovare tutti gli altri servizi sul portale a questo indirizzo: solidarietadigitale.agid.gov.it.

    Solidarieta digitale coronavirus

    In queste ore così difficili la tecnologia ci viene incontro consentendo, ad esempio, alle scuole di poter mantenere il contatto con gli studenti, di garantire il diritto allo studio – dichiara la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina -. Ringrazio tutti i partner pubblici e privati che ci stanno dando una mano, supportando il Paese, i cittadini, in questa fase di emergenza”.

    Digitale e innovazione possono rappresentare, se utilizzate nel modo giusto, risorse preziose per migliorare la vita dei cittadini – dichiara Paola Pisano, Ministra per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione -. Oggi l’Italia è chiamata ad affrontare un momento di emergenza sanitaria senza precedenti. Anche in questo contesto difficile, l’innovazione può dare il suo contributo, se non a ritrovare la normalità forzatamente perduta, almeno a trovare una quotidianità diversa nella quale non dover rinunciare a lavorare, a informarsi, a fare la spesa, alla propria socialità e, specie per i più piccoli, al gioco, alla formazione, all’istruzione”.

    Una bella iniziativa che ci piaceva segnalarvi anche perchè sappiamo che a molti di voi potrebbero tornare utili.