Categoria: Innovation

  • Gli italiani sempre più appassionati di Smart Home

    Gli italiani sempre più appassionati di Smart Home

    Nell’ultimo anno si è registrato una crescita di interesse degli italiani verso tutto ciò che riguarda la smart home, la casa connessa. I dati recenti del Politecnico di Milano evidenziano bene questo trend rilevando anche che l’intero mercato cresce del 52% con un valore di 380 milioni di euro. Il 41% degli italiani possiede un oggetto smart, è boom di vendite per gli smart speaker.

    Gli italiani sono sempre più appassionati di Smart Home, della casa connessa. Un trene che sta esplodendo in questo periodo, ma che si stava manifestando già nel 2016. I recenti dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ci dicono che il mercato è cresciuto in un anno del 52% e che nel 2018 ha raggiunto un valore di 380 milioni di euro. Sono dati che trovano forte traino nell’arrivo sul mercato italiano di quella tipologia di prodotti che si sono affacciati in Italia proprio nel 2018 come gli smart speaker, in particolare si parla di Google Home e di Amazon Echo. Il mercato italiano cresce molto anche se, paragonato ad altri mercati, risulta ancora un po’ indietro, ma non vi è dubbio che possa recuperare e anche presto.

    In termini assoluti, l’Italia si colloca davanti solo alla Spagna (300 milioni di euro, +59%), mentre è ancora ampio il divario con Germania (1,8 miliardi, +39%), Regno Unito (1,7 miliardi, +39%) e Francia (800 milioni, +47%).

    Insieme al mercato crescono anche il livello di conoscenza e la diffusione degli oggetti connessi nelle case degli italiani: il 59% ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 41% possiede almeno un oggetto smart, con le soluzioni per sicurezza (come sensori per porte e finestre) in prima posizione. Il boom degli assistenti vocali (smart speaker) ha favorito soprattutto i retailer online e offline, che insieme incidono per il 40% del mercato (in crescita del 160% rispetto al 2017), a scapito della filiera tradizionale, produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori, che mantiene un ruolo di primo piano ma perde terreno in termini di quote di mercato (dal 70% del 2017 al 50% di quest’anno).

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    Un ruolo importante, infine, continua a essere giocato dalle startup che sviluppano soluzioni di “casa connessa”: si moltiplicano le collaborazioni con i grandi player e continuano a crescere i finanziamenti erogati dagli investitori istituzionali. Sono 141 le nuove imprese censite a livello internazionale, di cui 102 finanziate, per un totale di 1,5 miliardi di dollari di investimenti raccolti.

    Ma vediamo qualche dato più in dettaglio.

    La quota maggiore di mercato è legata alle soluzioni per la sicurezza, che vale 130 milioni di euro, pari al 35% del mercato. In seconda posizione troviamo la principale novità del 2018, gli smart speaker, che oltre a generare vendite per 60 milioni di euro (16% del mercato), hanno direttamente o indirettamente trainato buona parte della crescita complessiva. Di poco inferiori le vendite degli elettrodomestici, pari a 55 milioni di euro e al 14% del totale, fra cui spiccano le lavatrici – connesse, controllabili via App e dotate in alcuni casi anche di assistente vocale – che continuano a trainare le vendite del comparto.

    Si allarga l’offerta (alcuni produttori hanno già più di metà della gamma “connessa”), ma l’utilizzo delle funzionalità smart è un’abitudine solo per il 25% degli utenti che posseggono un elettrodomestico connesso (in crescita rispetto al 15% del 2017). Caldaie, termostati e condizionatori connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione incidono per il 12% del mercato (circa 45 milioni di euro), con un incremento dovuto alla crescente integrazione con gli assistenti vocali e alla possibilità per il consumatore di ottenere benefici importanti in termini di risparmio energetico e comfort. Tra le rimanenti soluzioni spiccano con una crescita del +50% le soluzioni per la gestione dell’illuminazione (lampadine connesse).

    Leggi anche:

    Ecco Amazon Echo Show, lo smart speaker con schermo da 10 pollici

    Il traino degli Smart Speaker

    Il lancio degli smart speaker ha portato a una progressiva evoluzione delle abitudini dei consumatori, sempre più disposti ad acquistare in autonomia i dispositivi per la Smart Home (online o nei negozi) e a richiedere eventualmente in un secondo momento l’aiuto di un professionista per l’installazione: soltanto il 19% del campione, infatti, ha acquistato di l’oggetto connesso tramite il proprio installatore di fiducia, contro il 33% del 2017. Si consolida la diffusione di oggetti smart nelle case, presenti nel 41% delle abitazioni (+3%), anche se una buona fetta degli utenti non usa ancora le funzionalità smart di questi oggetti (42%), soprattutto a causa della scarsa utilità percepita (per il 41% è poco utile, il 34% non ne ha l’esigenza) e a volte per l’eccessiva complessità del prodotto (14%). Chi invece non possiede oggetti connessi non ne sente il bisogno (41%), li considera troppo futuristici (19%), non ne comprende appieno i benefici (12%) o non ne ha ma sentito parlare (8%).

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    Il mercato è in crescita, ma sono ancora pochi i consumatori che si dichiarano interessati ad acquistare prodotti per la Smart Home in futuro, poco più di uno su tre (35%), e fra questi il solo il 10% prevede di comprare nei prossimi dodici mesi, mentre il 25% entro tre anni. Le soluzioni che riscuotono maggiore interesse per il 2019 riguardano la gestione dell’illuminazione (20% del campione) e gli smart home speaker (14%). Proprio gli assistenti vocali possono essere un volano per l’intero mercato, perché i consumatori più che per ottenere informazioni o gestire i propri impegni quotidiani vorrebbero usarli per gestire altri oggetti smart, come elettrodomestici (23%), caldaie e termostati (23%), luci (21%) e antifurto (16%).

    La conferma che gli smart speaker siano, ormai ovunque e non solo in Italia, un volano per la “casa connessa”, arriva anche dai recenti dati diffusi da Strategy Analytics che ha rilevato che le vendite degli smart speaker sono quasi raddoppiate in un anno, ne sono stati venduti 38,5 milioni.

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    Amazon e Google sono le aziende che hanno fatto registrare una crescita molto più solida nell’ultimo trimestre dello scorso anno, grazie alla forte domanda degli altoparlanti economici Echo Dot e Home Mini. Buon andamento anche per l’HomePod di Apple: consegne a +45%, ma la quota di mercato scende al 4,1% e non dà alla Mela un posto in top five.

    Amazon è regina con 13,7 milioni di speaker Echo consegnati (+91%) nel quarto trimestre, ha oltre un terzo del mercato mondiale (35%). Segue Google, con 11,5 milioni di dispositivi Home (+123%). La classifica prosegue con le cinesi Alibaba (2,8 milioni, +30%), Baidu (2,2 milioni, +19%) e Xiaomi (1,8 milioni, -5%). Apple è sesta a 1,6 milioni di speaker.

    smart home infografica

     

  • All’OpenDIAG Sapienza 5 donne ingegnere invitano alle professioni STEM

    All’OpenDIAG Sapienza 5 donne ingegnere invitano alle professioni STEM

    Il 7 marzo 2019 cinque donne condivideranno le loro storie e i loro successi durante l’evento “Ingegneri di altro genere” un incontro promosso dal Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti (DIAG) dell’Università La Sapienza e da ACM womENcourage.

    Sono da sempre convinto che la diversità di genere sia un valore per tutti, in qualsiasi settore, lavorativo o di studio, e non è un’opinione personale. Da qui al 2020 potrebbero essere oltre 900.000 i posti di lavoro vacanti nel campo ICT (Information and Communication Technology) in Europa  e, in base a quanto rilevato dalla Commissione Europea , se questi posti di lavoro fossero ricoperti in pari percentuale da donne e da uomini, il PIL europeo registrerebbe un incremento di circa 9 miliardi l’anno. La realtà oggi è purtroppo molto diversa: la percentuale di donne impiegate nel settore varia, in Europa, dal 10% al 30%, con un valore medio al di sotto del 20%, in Italia fra l’8% ed il 15% nei vari Atenei.

    OpenDIAG InTime 2019

    “La tecnologia è troppo importante per essere lasciata agli uomini”
    Con questo slogan Neele Kroes, all’epoca in cui ricopriva la carica di Commissario Europeo per l’Agenda Digitale, ha incoraggiato donne e ragazze ad intraprendere lo studio e una carriera nel settore delle tecnologie dell’informazione.
    E sono proprio i modelli di riferimento femminile nell’ambito delle professioni STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) ad essere uno degli strumenti di sensibilizzazione più efficaci.

    OpenDIAG locandinaA tal fine il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti (DIAG) dell’Università La Sapienza di Roma, una delle strutture in Italia da tempo più attive in tal senso, il 7 marzo 2019, in occasione di OpenDIAG – giornata di orientamento rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado – organizza un incontro dal titolo “Ingegneri di altro genere”, in cui donne di 5 generazioni diverse, attive nell’area STEM, descriveranno le loro esperienze di successo e il cammino professionale intrapreso.

    “Ingegneri di altro genere” sarà moderato da Laura Astolfi, docente DIAG, e permetterà di ascoltare l’esperienza umana e professionale di 5 donne di generazioni diverse tra cui:

    • Luigia Carlucci Aiello, già professoressa ordinaria di Ingegneria presso la Sapienza e dal 1991 professoressa di Intelligenza artificiale. Può essere considerata la “madre” dell’intelligenza artificiale in Italia. È stata tra l’altro direttrice del DIAG e preside della facoltà di Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica, fondatrice e primo presidente della Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, Fellow della AAAI (Association for the Advancement of Artificial Intelligence), dal 1995.
    • Alessandra Macchietti, ingegnere e Digital Transformation Senior Executive Ericsson
    • Laura Tassinari, ingegnere e Direttore Internazionalizzazione, Clusters e Studi Lazio Innova.
    • Mara Sorella, Dottoranda e ricercatrice in Intelligenza artificiale e cybersecurity DIAG.
    • Giulia Giugno, Laureanda Magistrale in Ingegneria Informatica con tesi in Intelligenza Artificiale.

    Durante l’incontro, la direttrice DIAG, Tiziana Catarci, una delle 50 donne più influenti del settore tecnologico secondo Inspiring Fifty, presenterà le iniziative esistenti per promuovere una maggior presenza delle donne nelle aree tecniche e nei profili professionali oggi ricoperti per la maggior parte da uomini.
    «In Italia le donne ottengono risultati scolastici migliori dei maschi in tutte le materie, matematica compresa, – dichiara la direttrice Catarci – ma sono solo il 23% degli iscritti nei corsi di laurea in ingegneria e il 33% nei corsi di area scientifica. Con riferimento in particolare ai dati relativi a Sapienza, in linea con il dato nazionale, tra i corsi di laurea con la minor presenza femminile c’è quello in Ingegneria Informatica e Automatica (13%). Gli stereotipi di genere, infatti, e ancor prima il patrimonio profondo culturale ed emotivo acquisito in ambito familiare, condizionano sottilmente scelte e comportamenti, indirizzando le ragazze verso professioni “femminili”, convincendole della loro inferiorità in campo matematico e scientifico, e facendo percepire l’ingegneria, le scienze e la matematica come maschili. In tutto ciò, precludendo loro un settore come il nostro che, dopo gli studi è in grado di garantire loro un impiego sicuro e stabile nel mondo del lavoro. #Disoccupazionezero” è uno degli hashtag con cui stiamo proponendo, infatti, l’#OpenDIAG».

    “Ingegneri di altro genere” si svolge durante la giornata di porte aperte del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti, organizzata per consentire a studenti e persone interessate, l’accesso all’intero Istituto, inclusi i laboratori, in cui si terranno live show tecnologici per condividere le diverse eccellenze e ricerche del DIAG.

    L’iscrizione è gratuita: http://bit.ly/OpenDIAG2019_Ingegneridialtrogenere

    RosaDigitale 2019L’evento è uno dei “petali” de “La settimana del Rosa Digitale”, una manifestazione per le pari opportunità di genere nella tecnologia, giunta alla quarta edizione.

    Di questa e di altre iniziative previste in occasione della giornata internazionale della donna ne parleremo presto qui su InTime, come ogni anno.

  • Mediazione e ADR On-Line su blockchain, accordo tra Teleskill e Jur

    Mediazione e ADR On-Line su blockchain, accordo tra Teleskill e Jur

    La mediazione online incontra la blockchain. Partnership strategica tra Teleskill e Jur. Al via l’integrazione delle soluzioni “Mediazione Online Teleskill” e “Arbitrato su blockchain Jur”.

    Teleskill ha una lunga esperienza nella mediazione e più in generale nei processi di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution) eseguiti online. Leader di settore, con oltre 50 Organismi abilitati alla mediazione, nel corso degli anni ha gestito oltre 15.000 procedimenti di ADR online ma non ha mai perso l’attitudine ad innovare.
    E su queste basi nasce un sodalizio pluriennale per incrementare le offerte delle aziende con Jur, divenuto rapidamente riferimento internazionale nel settore blockchain legal tech. Jur si occupa di ADR su blockchain, costituendo una rete di Camere Arbitrali (Hubs) su blockchain, digitalizzando l’intero processo di giudizio, tagliandone costi e tempi e incrementandone trasparenza, imparzialità e qualità.
    Jur offrirà per gli utenti e nella giurisdizione italiana il software proprietario Teleskill ADR On-Line, così da consentire a parti in disputa di potersi avvalere di un percorso di mediazione semplice ed efficace nella consapevolezza che concludere attraverso una mediazione amichevole una controversia rappresenti un valore per entrambe le parti nella maggioranza dei casi.
    Teleskill offrirà alle parti in mediazione la possibilità di passare a un arbitrato vincolante in un click, secondo una logica di multi-step procedure, di modo da consentire di ottenere un procedimento equivalente a quello giurisdizionale in meno della metà del tempo e a una frazione del costo.

    «La nostra visione – dichiara Alessandro Palombo, Ceo Jur – è di offrire una nuova esperienza di risoluzione dispute per persone e aziende. Garantire tempi rapidi e costi ridotti per risolvere dispute è determinante per la salute economica di ogni operatore economico. In Jur siamo convinti che questa nuova sinergia produrrà risultati importanti nella direzione di un sistema legale più efficiente e una sana applicazione pratica, reale della tecnologia blockchain a servizio di esigenze reali che senza la presenza di modelli nuovi rischiano di rimanere insoddisfatti».
    «L’innovazione digitale è nel DNA di Teleskill – commenta Emanuele Pucci, Ceo Teleskill – e la collaborazione con una realtà che ha competenze in blockchain e smart contract è un’occasione per far compiere un ulteriore passo in avanti al
    settore dell’ADR, in cui crediamo molto e in cui da anni investiamo risorse ed energie. Teleskill Mediazione On-Line è l’applicazione di Alternative Dispute Resolution più utilizzata dagli Enti di Mediazione e l’unico convenzionato con la Cassa Nazionale Forense. È un software che viene costantemente aggiornato e implementato; faccio qualche esempio: grazie al sistema di riconoscimento facciale Teleskill LP-Bio si può certificare l’identità dei convenuti e la “sala di attesa virtuale” che ospita la parte temporaneamente esclusa dagli incontri privati che il mediatore o l’arbitro eseguono, consente la visione di video o messaggi che allietano il clima per raffreddare il conflitto e raggiungere una conclusione positiva della controversia. Oggi sono felice che possa avere attirato l’attenzione di un realtà internazionale come Jur, pioniere e leader nel settore del legal tech nello smart contract su tecnologia Blockchain, e sono certo che, insieme, offriremo concreti vantaggi di semplificazione, trasparenza, convenienza economica e risparmio di tempo ai futuri utilizzatori».

  • BiMex: il Cambiamento passa anche dalla formazione manageriale

    BiMex: il Cambiamento passa anche dalla formazione manageriale

    In un’epoca di profondo Cambiamento è necessario trovare la formula per riuscire ad interpretarlo al meglio. BiMex è un chiaro esempio di come la formazione manageriale sia un investimento per il presente e per il futuro.

    In un’epoca di profondo Cambiamento è necessario trovare la formula per riuscire ad interpretarlo al meglio. Meglio ancora, una citazione di Hemingway ci aiuta meglio a delineare il contesto: “Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi“. E siccome Cambiamento, che da sempre è rivestito da una accezione futura, ha molto a che fare col presente, ecco che questa parola ci indica che è il momento di fare qualcosa per afferrare questo periodo di avvicendamento. Il rischio è quello di restare immobili, senza riuscire ad afferrare questo momento, soprattutto perchè non si hanno le competenze adeguate, le professionalità.

    Qui sul nostro blog cerchiamo sempre di raccontare esempi di aziende che si trasformano per afferrare il Cambiamento, ne parliamo spesso in termini di innovazione, di digital transformation. Ma questi stessi temi hanno come elementi comuni la professionalità e le competenze, ossi la base per poter avviare una fase di Cambiamento duraturo e proficuo.

    Ecco perchè oggi vogliamo raccontarvi di BiMex, cioè “Banking & Innovation Management Executive Master“, il progetto formativo avviato più di due anni fa da un’iniziativa congiunta di Banca Mediolanum e Mediolanum Corporate University, l’istituto di formazione permanente della banca. BiMex è nato con l’obiettivo di realizzare un percorso di formazione di alto livello per i manager della struttura commerciale. Per la realizzazione dell’Executive Master si è scelto di collaborare con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma anche con affermati professionisti e società di formazione di grande esperienza, oltre a 17 relatori della corporate university aziendale e al coinvolgimento di figure manageriali di Banca Mediolanum.

    bimex banca mediolanum formazione cambiamento

    Nei giorni scorsi sono stati assegnati i primi attestati dell’edizione 2016-2018. BiMex rappresenta quindi quella risposta che si deve dare in circostanze in cui anche il contesto finanziario e bancario vive un momento di grande Cambiamento. Il Master è stato utile per consolidare le conoscenze tecniche e rafforzare le competenze manageriali. In questo percorso, della durata di 29 mesi, fortemente caratterizzato da un’importante componente digitale, è stata ideata e realizzata un’App dedicata che ha consentito a ogni partecipante di avere sul proprio smartphone il calendario delle lezioni e il programma, il proprio “libretto universitario”, le notifiche inerenti le attività dell’Executive Master, i contatti con gli altri partecipanti, oltre alla possibilità di svolgere attività interattive in aula, sostenere gli esami previsti e creare forme di ingaggio  e partecipazione continuativa.

    BiMex ha coinvolto 275 manager della struttura commerciale prevedendo attività di approfondimento e studio sia in aula sia in modalità digital learning. Per quanto attiene la componente didattica tecnica sono stati svolti moduli di macroeconomia, economia degli intermediari finanziari, diritti dei mercati finanziari, credito, protezione e assicurazione, passaggio generazionale e fiscalità; mentre per la parte manageriale sono state approfondite le tematiche relative all’intelligenza emotiva, alla pianificazione e organizzazione, all’innovazione e anche alla resilienza, al problem solving e al coaching approach. Per tutti gli argomenti più rilevanti affrontati durante il percorso formativo sono state previste delle prove di esame. Uno sforzo organizzativo imponente: 14 classi coinvolte per tre giornate con cadenza bimestrale, per un totale di 34 giornate e 73.536 ore formative complessive svolte presso Mediolanum Corporate University.

    bimex banca mediolanum formazione cambiamento

    La trattazione di alcuni temi tecnici all’interno del BIMEX ha permesso la maturazione dei requisiti per il sostenimento dell’esame EFPA, livello EIP (European Investment Practitioner) per i consulenti finanziari. A questo esame di certificazione hanno aderito 116 manager (il 42% del totale partecipanti al Master) e l’esame è stato superato con successo dal 90,5% dei candidati (105 manager). L’Executive Master ha inoltre permesso di maturare i crediti formativi per il mantenimento delle certificazioni EFPA livello EFP, EFA e EIP.

    Si tratta quindi di un grande esempio di quello di cui parlavamo prima, ossia il Cambiamento viene affrontato rafforzando le professionalità e le competenze attraverso la formazione. Non a caso BiMex ha ottenuto il primo posto alla terza Edizione del premio AIF – Adriano Olivetti per la categoria “Amministrazione & Finanza”.

    Visto il grande successo ottenuto con questa prima edizione, verrà avviata un’attività di follow up e di mantenimento per i partecipanti; portando l’ammontare di questa operazione formativa a 9.640.000 euro per gli anni 2016-2020. Nel biennio 2019-2021 è inoltre previsto l’inizio della seconda edizione dell’Executive Master che porterà in aula circa altri 80 nuovi manager della struttura commerciale di Banca Mediolanum.

    Insomma, affrontare il Cambiamento significa saperlo interpretare, aggiornando le proprie competenze, e investire. Ecco perchè tenevamo a raccontarvi questo esempio, come modello da seguire.

  • Enjoy: il car sharing per la mobilità sostenibile da oggi è anche Cargo

    Enjoy: il car sharing per la mobilità sostenibile da oggi è anche Cargo

    Enjoy, il servizio di car sharing di Eni per una mobilità sostenibile continua la sua evoluzione. Da poco infatti è disponibile anche a Bologna, che diventa la sesta città italiana in cui il servizio è attivo, e da qualche mese è attivo in via sperimentale anche Enjoy Cargo.

    Il tema della mobilità sostenibile è sempre più di stretta attualità, segno che cresce sempre di più l’interesse per una migliore gestione della mobilità stessa che sia sempre più sensibile ai temi ambientali. Temi che Eni, in realtà, ha anticipato, per certi versi, quando ha lanciato il suo servizio di car sharing Enjoy nel 2013, in partnership con Fiat e Trenitalia, e oggi disponibile in 6 città: Roma, Milano, Torino, Firenze, Catania e, da poco, anche Bologna. Ma Enjoy in questi anni è cresciuta tantissimo, oggi lo usano oltre 800 mila clienti e i noleggi sono ormai 14 mila al giorno. Numeri che dimostrano come questo servizio stia diventando sempre più utile e necessario per spostarsi in maniera intelligente e responsabile.

    Enjoy, oltre ad essere arrivato anche a Bologna, di recente ha avviato un nuovo servizio sperimentale, Enjoy Cargo, una flotta di veicoli commerciali che possono essere utilizzati per effettuare traslochi o semplicemente per acquisti di arredamento.

    enjoy eni 500

    Ma come funziona Enjoy?

    Enjoy è molto semplice da usare. Per prima cosa, basta scaricare l’app del servizio, disponibile per Android, iOS e Windows, effettuare l’iscrizione gratuita e quindi avere accesso da subito alle auto disponibili per il noleggio. Noleggiare l’auto è molto semplice: una volta individuata sulla mappa (va attivata la geolocalizzazione sul proprio smartphone) l’auto più vicina alla posizione in cui ci si trova e una volta raggiunta, sarà sufficiente sbloccare l’auto, inserire il codice PIN che arriverà sull’indirizzo email utilizzato per la registrazione (è il caso quindi di salvarlo per averlo sempre a disposizione) e a questo punto sarà possibile avviare l’auto.

    In tutte le città dove è presente Enjoy è possibile fare il pieno ai veicoli nelle Eni Station convenzionate, ricevendo subito un voucher da 5 euro per i propri noleggi. Per questo è importante che l’app sia sempre aggiornata all’ultima versione. Alla fine di ogni viaggio sarà inviata una mail riassuntiva con tutte le informazioni sul noleggio, inoltre l’importo del noleggio sarà addebitato direttamente sul conto associato, il tutto con la sicurezza e l’affidabilità di Nexi.

    Come detto, Enjoy è molto semplice da attivare e anche molto conveniente viste le tariffe tra le più vantaggiose sul mercato. Inoltre, sarete liberi di girare per la città anche nelle ZTL consentite e parcheggiare l’auto, gratuitamente, sulle strisce blu e in tutte le zone consentite, purché si trovino sempre all’interno dell’area prevista per l’utilizzo del servizio, area che potrete sempre monitorare dalla pratica app.

    A Bologna in soli due mesi i noleggi sono stati già oltre 20 mila con 100 auto a disposizione.

    Il nuovo servizio Enjoy Cargo

    Da Marzo 2018 nelle città di Milano, Roma e Torino è arrivato anche il nuovo servizio sperimentale Enjoy Cargo, in partnership commerciale con Fiat, dedicato al trasporto condiviso di mobili, oggetti ingombranti, elettrodomestici o materiali da lavoro. Cinquanta Doblò Cargo rossi, 40 a benzina euro 6 e 10 con doppia alimentazione a benzina e metano (i cosiddetti bi-fuel, riconoscibili dalla scritta “Natural Energy” sul portellone posteriore), inaugurano il primo servizio al mondo a non avere vincoli di punti di prelievo e riconsegna del mezzo all’interno dell’area di copertura. A Milano e Roma i mezzi saranno 15 a benzina euro 6 e 5 con doppia alimentazione. A Torino invece saranno 10, alimentati solo a benzina.

    I veicoli sono dotati di pneumatici “all season”, sospensioni rinforzate e impianto frenante potenziato; il loro spazio di carico arriva fino a 3,4 mc (quanto, ad esempio, un divano due posti più una lavatrice), il vano è lungo 1,820 m, largo 1,714 m e alto 1,305 m. Per semplificare l’uso dei mezzi, per Enjoy Cargo sarà introdotta la nuova tariffa fissa di 25 euro, con pre-addebito, per le prime 2 ore di utilizzo, oltre le quali scatterà il costo al minuto di 0,25€/cent come per le auto. Anche i primi 50 km saranno gratuiti: una volta superati, si aggiungerà la tariffa di 0,25€/cent al kilometro. Per chi vorrà utilizzare il mezzo tutto il giorno, il costo sarà di 80 euro.

    I Fiat Doblò Cargo potranno essere prenotati con 90 minuti in anticipo: i primi 30 gratuiti, dal 31esimo il costo sarà di 0,25 €/cent al minuto. I mezzi potranno circolare ovunque, ma dovranno essere rilasciati all’interno dell’area di copertura, una volta terminato il noleggio. Per i 10 veicoli bi-fuel sarà vietato parcheggiare e sostare nelle strutture sotterranee. Come per le auto, la gestione di tutto il servizio avverrà tramite app, dalla prenotazione all’apertura del veicolo, fino al termine del noleggio.

    Anche per i 50 Enjoy Cargo il cliente potrà effettuare il rifornimento (per i mezzi bi-fuel sarà possibile rifornire solo la benzina): quando il livello del carburante scende sotto il 30%, i clienti potranno usare l’app per fare il pieno presso le Eni Station abilitate, ricevendo un voucher da 5€ che riduce di fatto il costo del noleggio.

    Sull’app, i mezzi saranno riconoscibili tramite un Doblò stilizzato su campo rosso, per distinguerli dai dieci Enjoy Cargo bi-fuel che avranno un bordo blu.

    enjoy cargo fiat doblo

    Questa modalità si presta per effettuare un trasloco, e in città diventa il mezzo ideale, oppure diventa comodo per effettuare acquisti di arredamento, in quanto la capacità di carico è perfetta per questo utilizzo. Senza dimenticare che a Milano i Doblò avranno libero accesso all’Area C e i parcheggi saranno consentiti sulle strisce gialle per i residenti e sulle strisce blu gratuitamente.

    A Roma, i veicoli potranno circolare in zona ZTL, con esclusione del Tridente, e potranno essere rilasciati gratuitamente sulle strisce blu.

    A Torino i mezzi avranno libero accesso e transito nelle ZTL Centrale e Romana (mentre non sarà possibile nelle ZTL trasporto pubblico, ZTL Valentino e ZTL pedonali) e potranno sostare gratuitamente negli spazi delimitati da strisce blu e nei 144 stalli prima riservati al car sharing comunale.

    Nelle tre città, inoltre, sono disponibili i parcheggi riservati presso le Eni Station e gli Enjoy Parking a pagamento; a Roma presso gli aeroporti di Fiumicino, Ciampino e stazione Termini, a Milano presso l’aeroporto di Linate.

    A questo punto, non dovete fare altro che scaricare l’app e cominciare ad usare Enjoy, comodo e sostenibile.

    [In collaborazione con Eni]

  • Il dato come strumento per una migliore conoscenza del territorio

    Il dato come strumento per una migliore conoscenza del territorio

    La conoscenza del dato può essere utile alle aziende e ai manager per prendere decisioni sempre più mirate, come spesso abbiamo ricordato qui sul nostro blog. Allo stesso tempo, anche le amministrazioni pubbliche possono utilizzare i dati per offrire e sviluppare nuovi servizi ai cittadini. Su questo tema abbiamo intervistato in occasione dell’ultimo Analytics Experience 2018 organizzato da SAS, Filippo De Vita, Head of Vodafone Analytics – Vodafone Italy.

    La conoscenza del dato può essere utile alle aziende e ai manager per prendere decisioni sempre più mirate, come spesso abbiamo ricordato qui sul nostro blog.

    Allo stesso tempo, anche le amministrazioni pubbliche possono utilizzare i dati per offrire e sviluppare nuovi servizi ai cittadini. Un aspetto dei big data di cui forse si parla meno, ma che offre delle opportunità enormi per una migliore conoscenza del territorio.

    Per saperne di più, abbiamo intervistato in occasione dell’ultimo Analytics Experience, l’evento global di SAS che si è tenuto di recente a Milano, uno dei più importanti esperti del settore: Filippo De Vita, Head of Vodafone Analytics – Vodafone Italy.

    big data conoscenza dato territorio

    Più si è veloci, più le persone si spostano e rilasciano dati grazie all’utilizzo dei loro dispositivi mobili, una considerazione emersa anche nella presentazione del lancio della nuova “Giga Network 4.5G” che anticipa il 5G. Spesso, però, manca una consapevolezza del fenomeno. Qual è la tua opinione in merito?

    Innanzitutto, voglio sottolineare che questi dati vengono rilasciati dalla rete, non sono dati rilasciati dalle persone. Sembra una sfumatura, ma in realtà è la parte più importante. Attraverso Vodafone Analytics, infatti, andiamo a considerare il dato relativo agli spostamenti quando è attivo il GPS sul dispositivo, lavorando quindi sulle tecnologie Big Data che riescono a distillare, su un’enorme quantità dei dati, le informazioni che non sono dichiarate.
    Un “dato dichiarato” è, ad esempio, il prodotto che compra l’utente online, mentre noi riusciamo anche a dire quanti tifosi si muovono dentro allo stadio.

    Tante Telco credono che non ci sia valore in questo. La nostra scommessa, e sono pochissimi gli esempi al mondo come il nostro, è stata quella di capire che in realtà c’è un valore enorme dietro ad attività di social analytics.  Grazie alla nostra attività e alla nostra rete capillare, la Città di Milano è in grado di analizzare l’impatto delle proprie politiche, che siano sociali, eventi, manifestazioni, eventi di mobilità, riuscendo ad ottimizzare queste occasioni.
    Anche il cittadino che si collega alla rete Vodafone ha dei vantaggi: attraverso l’Artificial Intelligence collegata alla rete dei trasporti riusciamo ad esempio a fornire consigli utili ai pendolari. Con queste operazioni riusciamo a portare la cultura, in maniera concreta e data-driven, anche all’interno delle amministrazioni pubbliche. Di esempi in questo senso ne abbiamo tanti, tra gli ultimi attività avviate con il Comune di Padova o Fondazione Dolomiti.

    Quando è stato il momento in cui Vodafone si è accorta dell’importanza degli analytics e, soprattutto, come avete trasmesso alle aziende questo concetto?

    Non è stato facile ma ti posso dire che è stato molto bello e per me motivo di orgoglio poter contribuire all’interno di una grande azienda come Vodafone. Vodafone è un esempio di azienda che si sta digitalizzando, non solo a livello di prodotto, ma anche a livello di processi organizzativi. La lezione che noi abbiamo imparato sul digitale è quella orientata all’idea di prodotto che arriva sul mercato alimentata da un flusso continuo di feedback che ci permette di affinare il tutto. Il prodotto vincente oggi, e noi lo vediamo da quello che stiamo facendo, è quello che ha poche features. È cambiato anche il modo in cui si fa l’esperienza con il prodotto, più diretta, interattiva, dinamica. Una grande azienda deve organizzarsi per crescere a 360°, in tutti i processi.

    Quali sono i settori su cui avete puntato maggiormente?

    Anche in questo caso abbiamo agito in maniera diversa dal passato, è il mercato che ci guida. Abbiamo lanciato tanti teaser e abbiamo osservato che, sul fronte Vodafone Analytics, alcune industries  sono più pronte ad utilizzare questi strumenti, in quanto possiedono una facoltà di decision making più matura.
    Sicuramente, tra i settori più pronti, ci sono quello dei trasporti, della mobility, pubblico o privato che sia; il mondo del Retail; della GDO, piuttosto che il mondo dei grandi eventi; e anche il mondo del Turismo. Ad esempio un approccio del tipo di Vodafone Analytics può aiutare le amministrazioni pubbliche a conoscere meglio il fenomeno del “turista giornaliero” che, per sua natura, non lascia molte tracce. In questo contesto, anche solo conoscere la quantità del fenomeno può essere un elemento di aiuto. Immaginiamo ad esempio Firenze, una delle città che ha aderito per prima a questo nostro progetto e che conta ben 8 milioni di turisti all’anno; per Firenze anche solo sapere che ci sono 3,5 milioni di turisti, quelli giornalieri, che non pagano la tassa di soggiorno, fa la differenza.

    Abbiamo inoltre sfatato una delle tante leggende metropolitane delle città storiche, quella che dice che “il centro storico si sta svuotando e ci stanno solo i turisti”. In realtà, le cose non stanno così, i dati raccontano una storia diversa. La cosa più importante è poi riuscire a quantificare l’effetto che questi dati provocano all’interno dei processi decisionali delle singole amministrazioni. Una volta messa in atto un’azione di Vodafone Analytics, inoltre, già il giorno dopo siamo in grado di quantificare il dato rendendolo visibile sotto variabili tipiche dell’amministrazione. Di conseguenza, si mette in moto un processo decisionale basato su dati reali.

    Un altro esempio concreto è quello fatto a Bologna in occasione dei “T-Days”, misurando quante persone sono transitate nei luoghi interessati. Facendo riferimento a strumenti di Artificial Intelligence siamo riusciti a stabilire, sulla base anche di dati storici e di altri elementi, i giorni di maggiore affluenza. Questi dati permettono di migliorare i servizi e svilupparne di nuovi.

    Quali sono gli scenari futuri secondo Vodafone, da questo punto di vista?

    Quello che stiamo facendo oggi è dare informazioni a mondi molto diversi tra loro, come abbiamo visto. In realtà, la grande potenzialità di queste informazioni non sarà Vodafone a capirla, ma saranno invece cittadini o aziende a cui noi diamo a disposizione le API (Application Programming Interface) in maniera tale da creare un indotto di business intelligence che prenda la conoscenza che noi produciamo. Parliamo chiaramente sempre di dati non personali, che creeranno nuova conoscenza per ambiti sempre più verticali. È questo l’ecosistema digitale all’interno del quale operare. Tante industries, tante amministrazioni affineranno ancora di più le loro decisioni su dati reali. Quello che stiamo facendo noi, come Vodafone, è proprio quello di contribuire allo sviluppo di questo scenario.

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    [Immagine di copertina, thanks Maxiphoto/Getty Images]

  • Banca Mediolanum, la sostenibilità è il vero approccio al cambiamento

    Banca Mediolanum, la sostenibilità è il vero approccio al cambiamento

    Nei giorni scorsi, Banca Mediolanum ha presentato il suo impegno verso una migliore sostenibilità, intesa come valore per il cambiamento. La banca fondata da Ennio Doris rinnova quindi il suo impegno a realizzare un modello di impresa sostenibile, attenta soprattutto alle persone. Un impegno che avviene a 10 anni esatti dal crack Lehmann Brothers.

    Il tema della sostenibilità è ormai crescente tra le imprese e, senza alcun dubbio, una buona spinta arriva dalla Agenda 2030, il programma racchiuso all’interno dell’”Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile” istituita dalle Nazioni Unite nel 2015. L’obiettivo è quello di raggiungere, entro il 2030, un modello di sviluppo sostenibile che soddisfi i 17 obiettivi, quelli che si definiscono SDGs (Sustainable Development Goals). E’ un tema che spesso viene racchiuso e circoscritto al tema dell’ambiente, ma lo sviluppo sostenibile riguarda non solo questo ma anche aspetti economici e sociali. Lo sviluppo di una società è tale se crescono, insieme, tutte le sue componenti.

    Per questo motivo, da un po’ di tempo, abbiamo iniziato a comprendere e conoscere meglio come le aziende italiane stanno affrontando questo tema, segnalandovi, qui sul nostro blog, quelle che si stanno muovendo con tanta convinzione.

    sostenibilità sviluppo sostenibile banca mediolanum

    Una di queste è proprio Banca Mediolanum, la banca fondata da Ennio Doris, che tutti voi certamente conoscete, nel 1996, la prima banca, allora, telefonica, che superava il concetto della banca fisica, per come si è sempre conosciuta, istituendo la figura del “family banker”, del consulente che è vicino alle persone. Nei giorni scorsi nella nella Casa della Consulenza meneghina di Banca Mediolanum – Palazzo Biandrà a Milano, Banca Mediolanum ha presentato i suoi 5 impegni per costruire un modello di impresa sostenibile. Alla conferenza erano presenti: Massimo Doris, Amministratore Delegato di Banca Mediolanum; Enrico Giovannini, professore ordinario di statistica economica presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, già presidente dell’Istat e ministro del lavoro e delle politiche sociali, portavoce di ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile; Oscar di Montigny, direttore Innovation, Sustainability & Value Strategy di Banca Mediolanum; Ennio Doris, il presidente, con la moderazione della giornalista Barbara Carfagna.

    Per certi versi, e non è una considerazione forzata, alla luce degli impegni che prevede l’Agenda 2030, Banca Mediolanum, per il fatto di essere stata sempre indicata come “banca delle persone tra le persone”, ha un po’ anticipato certi temi. E, come ha ricordato proprio Massimo Doris, la banca lo dimostrò esattamente 10 anni fa, nel 2008 l’anno del crack di Lehmann Brothers che scatenò l’inizio di una delle più gravi crisi finanziarie della storia. In quella circostanza, Banca Medionalum decise rimborsare tutti i clienti, 11 mila, l’1% dei clienti di allora, che erano stati coinvolti nel crack. mettendo subito a disposizione 142 milioni di euro. Un piano di sostegno al cliente che trova ulteriore dimostrazione nel piano di 230 milioni di sostegno, messo a disposizione negli ultimi anni.

    Enrico Giovannini ormai rappresenta una delle voci più autorevoli per quanto riguarda il tema dello sviluppo sostenibile in Italia e ha ricordato come ancora il tema in sè fa poca notizia. Come non fanno notizia le tante aziende che stanno procedendo lungo questa strada con grandi traguardi raggiunti. Il tema cresce nel nostro paese, ma molto resta da fare.

    Oscar di Montigny ha poi tenuto a precisare l’impegno verso la formazione, uno dei valori su cui si basa lo sviluppo sostenibile che Banca Mediolanum ha iniziato con la creazione della Corporate University con un investimento di 28 milioni di euro. Un investimento che oggi permette alla banca di soddisfare uno degli impegni fissati dall’Agenda 2030.

    Il presidente Ennio Doris ha poi voluto raccontare la nascita della banca, un impegno da sempre legato ai suoi valori genuini. “Compresi da subito che cosa volessi fare, no solo per avere successo, ma perchè fosse davvero utile”.

    L’impegno sociale di Banca Mediolanum si concretizza anche con la Fondazione Banca Mediolanum presieduta da Sara Doris, una fondazione che si occupa di infanzia con 135 volontari che in 12 anni ha permesso di aiutare 66 mila bambini con 386 progetti.

    Ma vediamoli nel dettaglio i 5 impegni di Banca Mediolanum per uno sviluppo sostenibile:

    1 – Solidità e stabilità finanziaria

    Sin dalla sua quotazione in Borsa nel Giugno 1996 ha prodotto utili e distribuito dividendi significativi, nel quadro di un incremento dimensionale totalmente organico e pressoché ininterrotto, con una costante attenzione alla soddisfazione di tutti gli stakeholder.

    2 – Personalizzazione, sicurezza e innovazione delle soluzioni finanziarie

    L’impegno nell’offerta di prodotti e servizi è basato sull’importanza di garantire un elevato livello di soddisfazione, attraverso soluzioni sempre più flessibili e all’avanguardia.

    3 – Multicanalità, digitalizzazione e rete di Family Banker

    Gli strumenti operativi sono studiati in modo tale da soddisfare le diverse esigenze del cliente. La digitalizzazione dei servizi permette l’operatività a distanza da parte dei clienti i quali hanno la possibilità di avere la propria banca a portata di mano e un Family Banker sempre reperibile e disponibile ad indirizzarli nelle scelte di gestione del risparmio.

    4 – I Dipendenti del Gruppo Mediolanum

    l’Azienda promuove lo sviluppo di una cultura aziendale basata su valori condivisi e sull’orientamento all’impegno e all’integrità. Costruisce, coerentemente ai valori, leve e azioni che rafforzano la valorizzazione delle persone e il riconoscimento delle conoscenze e capacità dei collaboratori del Gruppo. I dipendenti vengono “accompagnati” in percorsi di sviluppo professionale finalizzati a far emergere talento e competenze e sono destinatari di politiche di Welfare aziendale inclusive, atte a stimolare il Work- Life Balance e a garantire il benessere della persona.

    5 – Responsabilità verso la Collettività e l’Ambiente

    La Banca promuove un approccio globale nel supporto dello sviluppo della collettività attraverso la diffusione della cultura etica a tutti gli stakeholder mediante i programmi specifici messi in atto da Mediolanum Corporate University; il supporto tramite i prodotti e servizi di Banca Mediolanum; le iniziative per Clienti e collaboratori in difficoltà; l’attenzione all’ambiente e al consumo di risorse; le politiche di approvvigionamento responsabili; la collaborazione con Fondazione Mediolanum Onlus.

    Infine, per celebrare quel momento in cui Ennio Dorsi annunciò che tutti i clienti copliti dal grave crack sarebbero stati rimborsati, Banca Mediolanum ha lanciato un nuovo spot televisivo, che porta la firma di Armando Testa, che sarà in onda dal 22 ottobre all’11 novembre con oltre 5.200 spot nel formato da 30” pianificati sulle reti Rai, Mediaset, La7, Class CNBC, Paramount Channel, Sky e Cielo.

  • Analytics Experience 2018, l’Innovazione che apre al Cambiamento

    Analytics Experience 2018, l’Innovazione che apre al Cambiamento

    Analytics Experience 2018 si conferma ancora una volta essere uno degli eventi più importanti al mondo sugli analytics e sull’Innovazione. Dal palco del MiCo di Milano è emerso che l’Intelligenza Artificiale farà sempre più parte delle nostre vite, ma che l’Innovazione deve essere interprete del cambiamento e più consapevole.

    Analytics Experience si conferma essere, nel panorama globale, l’evento più importante per quel che riguarda gli analytics che in questa edizione hanno fatto ancora più rima con Innovazione. Dalla tre giorni al Mico di Milano, affollato da addetti ai lavori, da esperti provenienti da ogni parte del mondo, emerge chiaramente che gli analytics sono parte integrante di questo cambiamento in atto, anzi, sono in grado di dare, proprio per la loro natura, indicazioni molto importanti per far sì che questa cambiamento sia più proficuo.

    Tra i tanti temi emersi, val la pena di chiarire, ancora una volta, come ha fatto Oliver Schabenberger, Executive VP, Chief Operating Officer e Chief Technology Officer SAS, che l’Intelligenza Artificiale farà sempre più parte delle nostre vite, in tutti i sensi.

    Di certo porterà un cambiamento più repentino, andrà a riguardare tutti i tipi di lavori, ma sicuramente aprirà nuove opportunità. Questo è il punto chiave. Le nuove opportunità si colgono solo se si è effettivamente preparati a farlo.

    Gli analytics da questo punto di vista costituiscono una grande mano. E poi, senza l’uomo non ci può essere una Intelligenza Artificiale che sia davvero efficace.

    La due giorni di plenarie è stata molto di ispirazione per comprendere la strada da intraprendere quando si parla di Innovazione. Giles Hutchins, pioneering pratictioner ed executive coach, ci ha messo in chiaro che siamo di fronte ad un cambiamento “multi-dimensional” e che le aziende devono affrontarlo organizzandosi in maniera differente rispetto al passato. Un cambiamento che fissa dei chiari tipping point, punti di non ritorno, con cui bisognerà fare i conti: le aziende devono cambiare le loro organizzazioni. L’autore di “The Nature of Business” infatti si rifà a quello che Einstein diceva già, ossia: “Guardate nel profondo della Natura e allora capirete tutto“. Hutchins ci mostra come sono organizzate le aziende oggi e come dovrebbero essere organizzate, ispirandosi proprio alla natura. Quindi più interconnesse.

    Seguendo questo filone, il professor Roberto Verganti, docente di Leadership and Innovation alla School of Management del Politecnico di Milano, autore di “Overcrowded: Designing Meaningful Products in a World Awash with Ideas” ci invita a non restare accecati dall’Innovazione. Spesso siamo accecati da questa luce che ci impedisce di riconoscere quale sia vera Innovazione, quale sia, cioè, quella davvero utile. Il pensiero di Verganti è che spesso le aziende di concentrano sulla Soluzione invece di concentrarsi sulla Direzione, che è poi la strada più complicata da intraprendere.

    Un consiglio per fare meglio è sempre quello, richiamandosi alla grande impresa realizzata da Steve Jobs e dal suo socio di allora, Steve Wozniak, quando diedero vita alla Apple, che disse questa frase: “People will never love a product that you do not love“. Verganti ci invita ad essere più critici verso l’Innovazione, per riconoscere quella davvero utile.

    Ad Analytics Experience 2018 ha preso parte anche Anders Indset, uno dei più importanti business philosophers a livello mondiale, che ha portato il suo punto di vista sull’innovazione, più consapevole e attento alle risorse del pianeta. Ogni innovazione da un lato ha portato benefici, dall’altro ha provocato gravi conseguenze per il nostro pianeta. E’ arrivato il momento allora di fare Innovazione in modo più consapevole, ma anche di una conoscenza più consapevole. Perchè gli artefici di questo cambiamento siamo sempre noi.

    Temi  spunti su cui bisognerebbe riflettere molto.

  • Analytics Experience 2018: è il momento di fare Innovazione con gli Analytics

    Analytics Experience 2018: è il momento di fare Innovazione con gli Analytics

    Analytics Experience 2018, la più importante conferenza internazionale dedicata agli analytics, si terrà a Milano da 22 al 24 ottobre 2018 e sarà l’occasione, insieme a professionisti, esperti e thought leader, per conoscere le ultime tecnologie che guidano l’innovazione, condividere conoscenza e best practice in tema analytics.

    Analytics Experience 2018 è l’evento organizzato da SAS che si terrà a Milano dal 22 al 24 ottobre 2018 e sarà l’occasione, insieme a professionisti, esperti e thought leader, per conoscere le ultime tecnologie che guidano l’innovazione, condividere conoscenza e best practice in tema analytics.

    Come abbiamo imparato a conoscere in questi anni, proprio grazie all’innovazione e alle esperienza concrete di SAS, che abbiamo raccontato anche qui sul nostro blog, i dati oggi ci permettono di dare forma al mondo che ci circonda, di apprendere informazioni che prima non era possibile avere. Nessuna azienda può restare ferma a guardare mentre il cambiamento avanza velocemente, grazie ai progressi tecnologici nel campo degli Analytics, dell’Artificial Intelligence (AI) e dell’Internet of Things (IoT).

    Analytics Experience 2018 sarò quindi l’occasione per assistere e confrontarsi con 1400 esperti, thought leader e professionisti su come utilizzare analytics, machine learning, IoT e Artificial Intelligence, con l’obiettivo di  costruire relazioni più forti con i clienti, combattere le frodi e migliorare il proprio business.

    Analytics Experience 2018

    Nella tre giorni dell’evento, tra gli altri, saranno presenti:

    • Anders Indset, uno dei più importanti business philosophers a livello mondiale, che mostrerà una nuova prospettiva di “Art of thinking”.
    • Giles Hutchins, pioneering pratictioner ed executive coach in prima linea di questa rivoluzione, che parlerà di “Enlivening the Future-Fit Organization Today”.
    • Roberto Verganti, Professore di Leadership and Innovation alla School of Management del Politecnico di Milano.
    • Oliver Schabenberger, Executive Vice President, Chief Operating Officer e Chief Technology Officer SAS.
    • Randy Guard, Executive Vice President e Chief Marketing Officer SAS.
    • Mary Beth Moore, AI and Language Analytics Strategist SAS.

    62 sono le sessioni parallele, occasioni preziose per aoorofondire diversi ambiti come: Customer Intelligence, Decision Management, Risk Analytics, Fraud&Security e molti altri. I partecipanti saranno accompagnati da speaker internazionali alla scoperta di best practice e case study in tema advanced analytics, artificial intelligence e innovazione.

    Ci sarà anche l’Innovation Hub con 12 super demo, sarà poi possibile partecipare a numerose attività interattive, testare le ultime tecnologie nell’ambito degli analytics e confrontarsi con esperti e professionisti di rilievo. Il netoworking è ovviamente asicurato.

    Sarà possibile seguire l’evento in streaming e sui social media usando l’hashtag #AnalyticsX.

  • Facebook apre a Roma lo spazio dedicato alle competenze digitali insieme a LVenture Group

    Facebook apre a Roma lo spazio dedicato alle competenze digitali insieme a LVenture Group

    Annunciato a gennaio di quest’anno, Facebook sigla l’accordo con LVenture Group per ospitare alla Stazione Termini il nuovo spazio dedicato allo sviluppo delle competenze digitali, Binario F. Lo spazio sarà messo a disposizione gratuitamente e verrà inaugurato il prossimo 9 ottobre 2018.

    Facebook all’inizio di quest’anno aveva annunciato di voler puntare sull’Europa, programmando l’apertura di 3 centri di formazione, “community skills hubs”. Ebbene, l’azienda fondata da Mark Zuckerberg ha scelto l’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs, presso la Stazione Termini di Roma, come sede del suo nuovo spazio dedicato allo sviluppo delle competenze digitali chiamato “Binario F”.

    Lo spazio sarà messo a disposizione gratuitamente per la comunità italiana. Binario F from Facebook aspira così a diventare il punto di riferimento di imprese, istituzioni e semplici cittadini che vogliono accrescere la propria preparazione sul digital, ma anche confrontarsi sui più moderni temi legati all’innovazione e alla tecnologia.

    facebook hub binario F LVenture

    Binario F, che in base all’accordo siglato tra Facebook e LVenture Group, verrà ospitato nell’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs, offrirà alle persone e alle aziende le competenze digitali necessarie per sviluppare nuova imprenditorialità, creare nuovi posti di lavoro e sostenere le comunità locali. Lo spazio verrà inaugurato il prossimo 9 ottobre 2018.

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Siamo orgogliosi di poter accogliere, all’interno del nostro Hub,Facebook, una delle aziende leader nel campo del digital” – afferma Luigi Capello, CEO di LVenture Group. – “Il nostro ecosistema si arricchisce di un partner strategico, con cui abbiamo un obiettivo comune: potenziare le competenze digitali delle persone e delle aziende che vogliono diventare protagonisti dell’economia del futuro, creando in questo modo nuove imprese di successo e opportunità di lavoro per i giovani talenti italiani”.[/box]

    Si tratta di una ottima notizia per lo sviluppo delle competenze digitali nel nostro paese, tenendo conto che il 35% delle aziende intervistate in Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito dichiara di aver costruito il proprio business su Facebook; il 49% dichiara di aver assunto più personale grazie alla crescita derivata dalla presenza su Facebook; il 57% dichiara di aver incrementato le vendite e il 60% dichiara di aver venduto i propri prodotti in altri paesi e città. Inoltre, il 67% delle PMI intervistate dichiara che le competenze digitale e social media sono molto importanti.

    Il progetto europeo di Facebook prevede anche un piano di investimenti di 10 milioni di euro per incrementare i processi di innovazione attraverso l’Intelligenza Artificiale in Francia.