Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Instagram testa la funzione Take a Break, Fai una pausa

    Instagram testa la funzione Take a Break, Fai una pausa

    Adam Mosseri, capo di Instagram, con un video su Twitter ha annunciato il test sulla funzione Take a Break, Fai Una pausa. Si tratta di una funzione opt-in, quindi scelta libera per gli utenti.

    La fase storica che stiamo vivendo, caratterizzata da quella post-pandemica, porta ad interrogarci sempre più spesso sull’evoluzione dei social media, delle piattaforme che quotidianamente usiamo per lavorare e comunicare. E sempre più spesso, una delle risposte è quella di cercare di umanizzare l’utilizzo, ossia provare ad essere meno attratti dagli algoritmi e provare a mettere in pratica uno stile più umano, nell’utilizzo e nella comunicazione.

    Non è un processo facile, specie quando le piattaforme si trovano a fare i conti con sè stesse (cosa molto rara) e con gli effetti che esse provocano. Forse, cominciare a cercare uno stile ibrido potrebbe essere una soluzione. Cominciando dal tempo di utilizzo.

    Fai una pausa da Instagram

    Queste brevi considerazioni nascono dalla notizia, data da Adam Mosseri, il capo di Instagram, che la piattaforma di proprietà di Meta, ha iniziato un test sulla funzione denominata Take a Break, vale a dire Fai una pausa.

    In un video condiviso su Twitter ha spiegato che, una volta impostata la funzione, questa aiuta l’utente a prendersi una pausa dalla app. Take a break infatti permette di scegliere un tempo, 10/20 o 30 minuti, trascorso il quale l’utente si prende una pausa dallo scrolling.

    Questa in sintesi la funzione che è, come dicevamo, in fase di test e non si conoscono le reali tempistiche su un rilascio su larga scala. Ma ci sono alcune considerazioni da fare.

    Funzione che deve essere attivata dall’utente

    Prima di tutto, si tratta di una funzione opt-in, nel senso che è l’utente che deve attivarla. Una operazione non scontata, in quanto presuppone che l’utente stesso abbia un elevato livello di consapevolezza su quanto usa l’app a tal punto da spingerlo a impostare una sorta di limite. Forse questo potrebbe essere utile per gli utenti adolescenti e su questo un portavoce di Instagram ha dichiarato che su questa fascia di utenti compariranno spesso messaggi per incentivarli ad impostare la funzione.

    Altra considerazione, sempre restando sul tema che la funzione è opt-in, ad oggi la maggior parte dei dispositivi permette già di conoscere il tempo di utilizzo delle singole app e di apporre un limite ad alcune di esse. Quindi questa di Instagram va più nella direzione di voler dimostrare attenzione al tema, sapendo benissimo che questa funzione è già disponibile di default sulla gran parte dei dispositivi mobili in circolazione.

    Instagram e gli effetti negativi sui giovani

    E poi, la notizia diventa ancora più interessante perché arriva dopo le dichiarazioni della “talpa” Frances Haugen che aveva rivelato, attraverso documenti pubblicati dal WSJ sottoforma di “Facebook Files“, come l’azienda Facebook, oggi Meta, fosse ben consapevole che Instagram avesse effetti negativi sugli adolescenti, specialmente sulle ragazzine, senza agire di conseguenza.

    E sempre in relazione alle dichiarazioni della Haughen, Antigone Davis, responsabile della sicurezza di Meta, aveva già accennato a Take a Break in occasione della audizione al Congresso Usa proprio sulle rivelazioni di Frances Haugen.

    Siamo sicuri che molti di voi già ricorderanno che Instagram aveva iniziato a porre l’attenzione sul tempo trascorso sull’app, per accrescere maggiore consapevolezza negli utenti, già nel 2018 quando introdusse la funzione che tutti oggi conosciamo come “Non hai altro da vedere. Inizialmente nata per questo scopo, alla fine si è rivelata essere uno strumento per spingere i posti suggeriti agli utenti, ottenendo quasi l’effetto opposto.

    Iniziativa lodevole, tutto sommato

    Questo modo di fare di Instagram, ossia quella di ritornare sui suoi passi, non è una novità, lo ha già fatto quando iniziò a nascondere i like. Solo che dopo due anni ritornò sui suoi passi rendendo la funzione, appunto, opt-in, a scelta dell’utente. Ottenendo quindi l’effetto opposto.

    Questo per sottolineare che, come in questo caso, nonostante l’idea sia lodevole, è molto probabile che resti solo una buona intenzione, proprio perché Take a Break non è impostata di default, ma resta una opzione per l’utente.

    A conti fatti, si tratta di un test di facciata, buono nelle intenzioni ma rischia di diventare inutile nella pratica.

  • Twitter Blue, Twitter in abbonamento arriva in Usa e in Nuova Zelanda

    Twitter Blue, Twitter in abbonamento arriva in Usa e in Nuova Zelanda

    Twitter Blue, la versione a pagamento di Twitter, dopo Canada e Australia, arriva anche negli Usa e in Nuova Zelanda. Tra le funzionalità, la possibilità di leggere articoli senza pubblicità.

    Dopo Canada e Australia, Twitter Blue arriva da oggi in Usa e in Nuova Zelanda, su iOS, Android e web. Di Twitter Blue ne abbiamo parlato qualche mese fa raccontando meglio le funzionalità di quella che, nè più e nè meno, è la versione a pagamento di Twitter. Ora il lancio si estende anche negli Usa, il mercato più grande per Twitter, e quindi questo rilascio assume una certa rilevanza. Twitter, da questi punto di vista, ci crede molto.

    Il costo dell’abbonamento è di 2,99 dollari negli Usa e di 4,99 dollari neozelandesi e permette di accedere a divers funzionalità che non sono attive nella versione aperta a tutti.

    Il lancio negli Usa permettere a Twitter di presentare Twitter Blue con alcune novità rispetto alla versione iniziale, novità che sono frutto dei diversi feedback inviati dagli utenti, recepiti e trasformati, appunto , in funzionalità.

    Accesso a funzionalità aggiuntive

    E infatti, Twitter Blue permetterà a tutti gli abbonati di accedere alla funzionalità che permette di leggere news da più di 300 siti, trai quali (negli Usa) Washington Post, L.A. Times, USA TODAY, The Atlantic, The Verge, Reuters, The Daily Beast, Rolling Stone, BuzzFeed, Insider e The Hollywood Reporter senza pubblicità. Questo perché, spiega Twitter, una parte delle entrate derivante dagli abbonamenti andrà agli editori. Una volta che si accede ad un articolo su uno di questi siti, comparirà una dicitura “Ad-free con Twitter Blue”.

    Twitter Blue Twitter abbonamento Usa Nuova Zelanda intime blog

    Attenzione però, questo non significa che una volta abbonati a Twitter Blue si avrà la possibilità di leggere articoli che fanno parte di forme di paywall attive su quel determinato sito. In quel caso, per leggerlo, è sempre necessario l’abbonamento anche al sito di news. Ma questa è la situazione attuale e non è detto che possa cambiare in futuro.

    In pratica, come molti di voi ricorderanno, questa funzionalità non è altro che Scroll, l’acquisizione che sta permettendo a Twitter di avviare questa funzionalità “ad-free” e di avviarne un’altra.

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1458110401485365251

    La funzione Top articles

    Parliamo della funzionalità definita “Top Articles“. In pratica viene riprodotta, sempre grazie a Scroll, la modalità che proponeva Nuzzel che portava in alto quelli che erano gli articoli più condivisi. La carrellata per ora viene lanciata solo per la versione Android e in seguito su iOS, un caso molto raro.

    Twitter Blue comprende poi altre funzionalità e la più apprezzata dagli utenti sarà di annullare l’invio di un Tweet. Una modalità che permette di visualizzare in tweet in anteprima e verificare che tutto sia ok prima di inviarlo. Un modo per aggirare il modifica tweet che tutti gli utenti attendono e che non arriverà, forse, mai.

    Ma poi ci sono altre modalità come personalizzare la propria app con colori che evidenziano aree specifiche per renderle facilmente riconoscibili. Caratterizzare i segnalibri con colori diversi e in cartelle specifiche è un’altra di quelle funzionalità che sarà molto apprezzata.

    E poi, gli abbonati potranno caricare video fino a 10 minuti di durata, invece che dei 2 minuti standard.

    Insomma, Twitter prova a fare sul serio con la sua versione a pagamento che adesso si avvia alla prova più difficile che è quella di provare a invogliare gli utenti americani ad abbonarsi. Superato questo scoglio, Twitter comincerà a pensare di estendere Twitter Blue anche in Europa.

  • Su Twitter ritorna l′anteprima dei link condivisi da Instagram

    Su Twitter ritorna l′anteprima dei link condivisi da Instagram

    Su Twitter fa ritorno l’anteprima dei link condivisi da Instagram. Una notizia che farà felici tutti gli utenti. L’operazione era sparita senza una spiegazione nel 2012.

    Sia chiaro, il mondo ha milioni di problemi, così come le nostre vite messe a dura prova tutti i giorni con grattacapi e preoccupazioni di ogni genere. E questa di cui stiamo per parlare è una delle ultime. Ma si tratta di un piccolo sollievo, diciamolo. A cosa ci riferiamo? Alla possibilità di rivedere su Twitter le anteprime dei link condivisi da Instagram. Dai, quanto era fastidioso condividere un link da Instagram e vederlo lì senza alcun immagine, non era certo un modo invitante per cliccarsi sopra. Ora tutto questo è finito.

    La notizia è stata condivisa dall’account Twitter di Instagram e anche da quello di Twitter, Twitter Support, ovviamente, per dire che da oggi (da ieri per la verità) da iOS, da Android e anche da web condividendo un link Instagram su Twitter comparirà una anteprima. Questo sì che è un modo per invogliare le persone a cliccarsi sopra per vedere meglio il contenuto e per visitare il profilo dell’autore.

    Alcuni di voi, forse tanti, ricorderanno che questa operazione era già possibile, solo che poi, nel 2012, con l’acquisizione di Instagram da parte di Facebook, tutto sparì, senza una particolare spiegazione. Allora si spiegava che il cross posting non era ben visto dagli algoritmi e cose simili: “guai a farlo si rischia di essere penalizzati!“. Insomma, la cosa la si poteva spiegare in maniera più semplice invece.

    Proprio in queste ore infatti, in cui tutti (o quasi) festeggiamo a notizia, si dice che in realtà a mettere fine alla condivisione da Instagram non fu, come si è sempre creduto, l’allora CEO Kevin Systrom, ma proprio il patron di Facebook, ossia Mark Zuckerberg. La motivazione era quella di mantenere i contenuti di Facebook, e di tutte le sue app, sempre all’interno dello stesso ecosistema, evitando di condividerli con altre app e piattaforme.

    Infatti, a molti questa operazione è sembrata una, passateci il termine, “operazione simpatia” per ingraziarsi gli utenti e per iniziare quella operazione di rinnovare l’immagine di Facebook, intesa come azienda, che oggi si chiama Meta. Una operazione, vista da questo punto di vista, che giunge ad un giorno di distanza dall’annuncio di voler terminare il riconoscimento facciale.

    Ora, a monte di tutto questo, salutiamo con piacere questo ritorno e ce lo teniamo stretto.

    Un’ultima cosa, se condividendo il link da Instagram non dovesse succedere nulla, non preoccupatevi, si tratta solo di attendere che la possibilità di propaghi davvero a tutti.

  • Italiani e Social Media 2021, cresce l′interesse sulla sostenibilità

    Italiani e Social Media 2021, cresce l′interesse sulla sostenibilità

    La quinta edizione della ricerca annuale di Blogmeter, “Italiani e Social Media”, ci mostra il crescente interesse degli italiani verso il tema della sostenibilità ambientale. Tra le piattaforme più usate, Clubhouse alla fine è stata una meteora.

    Edizione 2021, la quinta, della sempre interessante ricerca di Blogmeter, “Italiani e Social Media“, presentata in occasione del recente Marketing Research Forum di ASSIRM. Una ricerca che ci offre sempre spunti interessanti e che fotografa lo stato attuale di come gli italiani usano i social media e quali piattaforme preferiscono. Il dato interessante, e rilevante, che emerge dalla ricerca è che gli italiani si interessano si Sostenibilità anche sui Social Media, tema ormai al centro di qualsiasi dibattito, e questo è un buon segnale.

    Se Facebook e YouTube restano comunque le piattaforme preferite dagli italiani, c’è da rilevare che il fenomeno Clubhouse si è rilevato, a conti fatti, una meteora nel nostro paese. Se è vero che la piattaforma di audio rooms ha contribuito a modificare il panorama social media, e lo abbiamo raccontato sul nostro blog in questo ultimo anno, è anche vero che non ha rapito del tutto l’attenzione degli utenti italiani.

    Queste un po’ gli elementi più rilevanti che volevamo sottolinearvi, ma adesso vediamo la ricerca più nel dettaglio.

    Italiani e Social Media, le piattaforme usate dagli italiani nel 2021

    Come dicevamo all’inizio YouTube e Facebook restano le piattaforme che gli italiani amano di più: in crescita al 90% la piattaforma di Google e in leggero calo, all’87%, la piattaforma di Facebook che da poco ha cambiato il suo nome aziendale in Meta.

    Italiani e social media, ricerca blogmeter 2021- le piattaforme

    Per Facebook, lo vedete anche nel grafico qui sopra, si tratta di un calo maggiore di quello rilevato nel 2020 che potrebbe significare che la piattaforma viene meno usata da una parte della popolazione che invece si orienta verso Instagram, che in forte crescita all’80%.

    E restando sulle piattaforme che crescono di più, sicuramente la piattaforma che fa registrare il dato migliore è TikTok (41%), ormai in ascesa continua anche nel nostro paese. C’è da registrare la crescita rilevante di Twitch (22%), la piattaforma di streaming video che in Italia ha conosciuto grande popolarità proprio durante la pandemia. Si affaccia nel nostro paese anche Reddit; Tinder cresce arrivando al 12%; cresce anche Snapchat (24%).

    In fase ascendente anche Pinterest (50%) che continua a riscuotere successo nel nostro paese; tiene sostanzialmente LinkedIn (46%), mentre Twitter (48%) continua in questa sua fase calante, lo vedete anche nel grafico, nonostante l’avvio di una profonda innovazione della piattaforme e il lancio anche di Twitter Spaces.

    Italiani e Social Media 2021, cresce l’interesse sulla sostenibilitàCome detto sempre all’inizio di questo nostro approfondimento sulla ricerca “Italiani e Social Media”, giunta alla quindi edizione, di Blogmeter, non vi è stato l’exploit di Clubhouse nonostante se ne sia parlato tanto. A pesare, forse, la prolungata scelta di mantenere la piattaforma solo esclusiva di iOS e su invito. Questo ha finito per far scemare l’interesse degli utenti italiani percependola come troppo esclusiva. La nostra considerazione trova conferma nel fatto che l’allargamento, tardivo, su Android non ha sortito l’effetto sperato.

    Come usano i social media gli italiani nel 2021

    La ricerca ci aiuta a scoprire che il 46% degli utenti usa le piattaforme social media per svago e per divertimento; il 34% li usa per riempire i momenti di noia.

    Interessante però notare che quasi un terzo degli utenti italiani (28%) li usa per informarsi e che un quarto di essi (25%) li utilizza per “imparare cose nuove“. Il 23% poi dice di usarli per restare in contatto con amici e familiari. Piccola considerazione, quasi scontata certo, su quest’ultimo dato che ci dimostra come i social media siano cambiati in questi anni. In realtà queste piattaforme nascono con lo scopo di far rimanere in contatto gli utenti con amici e familiari, solo che adesso questa è la motivazione che spinge meno gli utenti a usare questi strumenti. A dimostrazione del fatto che sono cresciute e che sono diventati molto di più di quello per cui erano stati pensati.

    italiani social media blogmeter sostenibilità

    La pandemia ha fatto crescere l’utilizzo dei social media in Italia. Il 39% degli utenti intervistati per la ricerca ha dichiarato di trascorrere più tempo sulle piattaforme e di utilizzarlo per scoprirne di nuove (45%). Su questo ultimo punto è utile sottolineare che il 45% degli utenti italiani continua ad usare sempre le stesse piattaforme che solo il 10% ha sostituito le piattaforme che usava prima della pandemia con altre.

    Italiani e Social Media, cresce l’interesse sul tema sostenibilità ambientale

    Il tema Sostenibilità interessa gli utenti italiani anche sui Social Media. La ricerca di Blogmeter rileva che in un anno si è registrato un incremento del 400% delle conversazioni sul tema Sostenibilità e un incremento del 200% delle interazioni relative a questo tema.

    La gran parte delle conversazioni si è registrata su Facebook, luogo delle conversazioni per eccellenza, vale a dire il 62,3% su oltre 5 milioni di conversazioni esaminate.

    A conferma della crescente attenzione degli utenti italiani verso i temi della sostenibilità ambientale, la ricerca rileva anche che il 42% degli intervistati spenda di più per prodotti e brand realmente sostenibili e responsabili.

    E sempre su questo tema, l’87% degli intervistati concorda sul fatto che sia difficile capire se un’azienda sia realmente responsabile e sostenibile; il 75% sostiene che spesso l’essere verdi delle aziende sia più apparente che reale; il 71% poi afferma di non credere pienamente alle aziende verso il tema green.

  • Le modifiche Apple costano ai social media 10 mld di dollari

    Le modifiche Apple costano ai social media 10 mld di dollari

    Le modifiche alla privacy della Apple con iOS 14.5 hanno avuto un impatto sui social media considerevole. Un report del FT lo quantifica in quasi 10 miliardi di dollari. E Facebook è quello che ha perso di più.

    Le modifiche alla privacy che Apple con iOS 14.5, e continueranno anche con iOS 15.2, ha recentemente apportato hanno tenuto banco nelle ultime trimestrali. In tanti attendevano di sapere qual fosse stato l’impatto sui social media e le risposte, appunto, non si sono fatte attendere. Come abbiamo visto, Facebook, Snapchat, e anche YouTube, hanno riscontrato una contrazione nelle entrate pubblicitarie negli ultimi tre mesi, proprio in conseguenza alle modifiche del colosso di Cupertino. Un impatto negativo, anche se minore rispetto alle altre piattaforme, lo ha fatto registrare anche Twitter. Ma in concreto, qual è stato l’impatto sui social media?

    A rispondere a questa domanda ci ha pensato il Financial Times che in un recente rapporto quantifica le perdite nelle entrate pubblicitarie di Snapchat, Facebook, Twitter e YouTube in 9,85 miliardi di dollari, quasi 10 miliardi in sostanza.

    A farne maggiormente le spese è stato Facebook, anche in relazione alle sue dimensioni, essendo la piattaforma social media più frequentata con 2,91 miliardi di utenti. Infatti, il report di FT rileva che quasi 8 miliardi dei quasi 10 relativi alle mancate entrate sono proprio i soldi che ha perso la società di Mark Zuckerberg. Ecco perché Facebook ha lungamente protestato contro le modifiche della Apple, cercando anche, senza successo, una qualche forma di trattativa. Ricorderete quando Facebook acquistò pagine sui giornali, anche su FT, dicendo di battersi per le Piccole e Medie Imprese.

    Ebbene, Facebook di fronte a questi risultati si è trovata costretta ad ammettere che, in effetti, “l’accuratezza del targeting è diminuita e, in relazione a questo, i costi per i nostri inserzionisti sono aumentati“. Queste ultime sono le parole di Sheryl Sandberg, COO di Facebook, o meglio, Meta.

    Le modifiche Apple costano ai social media quasi 10 mld di dollari

    Questo significa che gli inserzionisti cominciano a guardarsi intorno alla ricerca di altre piattaforme in grado di soddisfare le loro esigenze, dal punto di vista del targeting e dei costi. E ovviamente la piattaforma a cui tutti guardano in questo momento è TikTok.

    Sorride, almeno in parte Twitter perché, come abbiamo visto, l’impatto delle modifiche Apple sulle entrate pubblicitarie non vi è stato, anzi, le entrate sono pure aumentate in piccola parte. Questo perché Twitter si difende grazie al brand advertising, puntando decisamente, a differenza di Facebook, sulla pubblicità della marca.

    Impatto modifiche Apple Social Media franzrusso.it

    Insomma, la mossa di Apple costringerà le piattaforme social media di ricercare altre forme di entrate e le aziende inserzioniste dovranno cercare altri strumenti. Le due cose non sono realizzabili in poco tempo, serve ideare, progettare e sperimentare nuove strade, tutte operazioni che richiedono tempo. E intanto le piattaforme continueranno a perdere soldi e le aziende troveranno ancora difficoltà.

    Oltre quindi ad investire di più su dispositivi Android, l’alternativa sarebbe quella di investire nel business pubblicitario della Apple, che comunque raccoglie i dati degli utenti allo stesso modo di come fanno le app di terze parti, oppure guardare altrove.

    Vedremo sempre di più crescere il fenomeno della Creator Economy, con strumenti che permetteranno ai creator di dare vita a momenti esclusivi a pagamento e alle piattaforme di diversificare le loro entrate.

  • Twitter Spaces, la possibilità di registrare è più concreta

    Twitter Spaces, la possibilità di registrare è più concreta

    Su Twitter Spaces la possibilità di registrare gli spazi si fa sempre più concreta. Adesso alcuni utenti possono creare spazi registrabili solo su iOS, ma presto il rilascio sarà globale anche su Android.

    Twitter punta decisamente su Twitter Spaces e gli aggiornamenti in queste ultime settimane non sono mancate. In attesa di avere una tab dedicata, all’interno della quale vedere e scegliere di ascoltare gli spazi live oppure segnalarsi quelli futuri, Twitter comincia a rilasciare una delle funzionalità più richieste, ossia la possibilità di registrare gli spazi audio.

    Per ora la possibilità è stata rilasciata ad un ristretto gruppo di “host” negli Usa, che già fanno parte della versione beta originale di Twitter Spaces, e valida solo su iOS, anche se gli ascoltatori si possono unire sia con dispositivi iOS che Android. Ma siamo sicuri, anche se non ci sono ancora dettagli precisi in questo senso, che il rilascio globale avverrà a breve, su tutti i dispositivi.

    Twitter Spaces, la possibilità di registrare è più concreta

    Come registrare uno spazio su Twitter Spaces

    Registrare uno spazio su Twitter Spaces è molto semplice. L’host nel momento in cui creerà il suo spazio, oltre ad indicare fino a tre tag che indentificano meglio il contenuto che verrà trattato (altro interessante novità che sta per arrivare), e prima ancora di attivarlo, sceglierà se rendere lo spazio registrabile o meno, semplicemente attivando l’impostazione “Registra lo spazio“.

    A quel punto lo spazio partirà direttamente con la registrazione, sarà visibile una icona “Rec” in alto a destra dello spazio. Gli utenti che vorranno unirsi allo spazio, avranno modo di essere avvisati da una dicitura che avviserà della registrazione, questo per rendere consapevole l’utente del fatto che se volesse intervenire, la sua voce verrà registrata.

    Quest’ultimo punto è uno di quelli critici su cui ancora Twitter deve lavorare molto e siamo sicuri che presto verrà rilasciata all’utente maggiore possibilità di scelta, per ovvi motivi.

    E veniamo all’altro punto critico degli spazi registrabili perché le notizie a riguardo sono un po’ contrastanti. Al termine dello spazio, l’audio potrà essere condiviso su Twitter, così come viene condiviso lo spazio e quello che avviene durante.

    Al momento non vi è la possibilità di esportare l’audio e di poterlo usare e condividere anche su altre piattaforme. A differenza di quello che riportano altri siti, questa possibilità non è ancora attiva e lo afferma Twitter a TechCrunch.

    Certo, esportare l’audio per poi poterlo valorizzare anche attraverso podcast e condividerlo su altre piattaforme è quello che tutti gli host si augurano di poter fare presto. E siamo sicuri che anche su questo Twitter darà risposte a breve.

    twitte spaces spazi registrabili

    Nel caso in cui si volesse riascoltare l’audio, resta sempre valida la possibilità di scaricare i propri dati da Twitter: Impostazioni>Il Tuo Account>Scarica l’archivio dei tuoi dati. All’interno delle cartelle troverete anche gli audio a cui avete preso parte. Questo vale per gli host e per gli utenti che hanno preso parte a spazi registrabili.

    Twitter in questo momento ha la possibilità di poter alzare ancora di più l’attenzione su Twitter Spaces, accelerando sulla registrazione, anche perché Clubhouse su questo è già attiva, avendo rilasciato questa possibilità, in aggiunta agli audio clip, da qualche settimana. Senza dimenticare le Live Audio Rooms di Facebook che stanno iniziando a propagarsi.

    La modalità audio ha conosciuto un grande interesse durante la pandemia e anche subito dopo. Adesso ci troviamo in una fase molto diversa, per il fatto che le persone sono tornate ad uscire quasi come un tempo. Questo non significa che l’audio non sia valido, tutt’altro, la possibilità di registrarli potrà fornire un ulteriore motivo di interesse. Staremo a vedere cosa accadrà quando tutti gli utenti avranno la possibilità di registrare spazi audio su Twitter Spaces.

  • L′accoglienza poco entusiasta di Meta sui social media

    L′accoglienza poco entusiasta di Meta sui social media

    Facebook cambia il nome aziendale in Meta e punta tutto sulla Realtà Virtuale. Ma l’accoglienza del nuovo nome è stata poco entusiasta sui social media, passata in mood ironico o come un modo per mascherare le ultime vicende dell’azienda di Zuckerberg.

    Come tutti sapete ormai, la notizia si è diffusa quando in Italia era la tarda serata, Facebook Inc., quindi l’azienda madre, cambia nome e diventa Meta. Un nome per la verità che già si sapeva, era nell’aria ormai da giorni, e che viene reso ufficiale il 28 ottobre del 2021. Ora, le domande sul perché Facebook, nella persona del suo fondatore e CEO, Mark Zuckerberg, abbia cambiato nome sono tante e anche varie. Ma cerchiamo di individuare quelle che più si fanno strada in questo momento.

    Già dal titolo si comprende che l’accoglienza del nuovo nome non è stata entusiasmante per Facebook e in particolare per Zuckerberg. Il nostro intento era quello di andare a verificare le conversazioni sui social media, e su Twitter in particolare, per cercare di provare a dare un’idea sull’accoglienza e sul perché Facebook cambia nome.

    Da qualche mese Facebook è nell’occhio del ciclone (o da qualche anno ormai) per via della pubblicazione dei “Facebook Files”, e anche “Facebook Papers“, sulle rivelazioni di France Haugen, e a molti è sembrato che questo cambio di nome serva a distrarre l’opinione pubblica e le autorità sui veri problemi che affliggono l’ecosistema Facebook. Sostanzialmente le accuse sono quelle di aver alimentato la disinformazione, e quindi di non aver fatto abbastanza, di aver alimentato un sistema di algoritmi per accrescere coinvolgimento su contenuti molto divisivi. Di essere a conoscenza del disagio dei teenagers provocato dall’uso di Instagram e di non aver fatto abbastanza per limitarlo.

    L’accoglienza poco entusiasta di Meta sui social media

    Non un bel momento, per la verità. E la situazione negli Usa è molto pesante.

    Poi, e questo per dare una risposta più centrata sul business Facebook, non è affatto un’idea nuova che Zuckerberg puntasse alla realtà virtuale. La cosa è be nota ormai dal 2016, da quel famoso momento in cui il fondatore di Facebook parla al Mobile World Congress di Barcellona e, al suo ingresso, la platea guarda da tutt’altra parte perché osservava la scena in realtà virtuale. La sorpresa forse sta nel nome Meta che si rifà al Metaverso coniato da Neal Stephenson nel libro Snow Crash del 1992 libro di fantascienza cyberpunk tra i più amati dai cultori del genere.

    Meta in realtà è il nuovo nome aziendale di Facebook, per fare un esempio è la stessa cosa che fece Google quando si trasformò in Alphabet. Tutte le aziende che fanno capo alle varie piattaforme come Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e il nascente Facebook Reality Labs restano come sono, tutte sotto il cappello Meta. Nome che , nei fatti, rende chiara quale sarà la strada che intraprenderà l’azienda che è quella di far diventare la Realtà Virtuale come momento di relazione e coinvolgimento tra le persone.

    Gli investimenti in questo senso sono di 10 miliardi di dollari con l’assunzione di 10 mila persone in Europa. Un progetto enorme.

    Ora, tutto questo spiegato in estrema sintesi. Ma c’è un aspetto che va colto e sottolineato. Meta viene vista come una operazione di maquillage per Zuckerberg che, in questo modo, potrà passare di mano e lasciare la carica di CEO in maniera ufficiale. Una posizione che permetterebbe all’azienda di superare quello che le autorità Usa vedono come un grande ostacolo. Ed è molto probabile che questo succederà presto.

    Bene, dopo questa doverosa spiegazione, appunto sintetica, vediamo come è stata accolta la notizia del nome Meta sui social media e su Twitter in particolare. Ovviamente, non manca l’ironia sul nome che negli Usa è presto diventato “meat” e in Italia è stato accostato al cantante Ermal Meta. E non è mancata anche l’interazione del nuovo account Twitter @meta.

    http://twitter.com/Charalanahzard/status/1453812064749711373

    https://twitter.com/twittersafety/status/1453825579921420294

    https://twitter.com/aprilaser/status/1453772462731108377

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da I’m MAT, this is my house. (@houseofmat)

  • Instagram, addio al ‘link in bio’ con il Link Sticker per tutti

    Instagram, addio al ‘link in bio’ con il Link Sticker per tutti

    La funzione che tutti gli utenti Instagram attendevano da tempo. Adesso tutti possono aggiungere link nelle stories con il Link Sticker e dire addio a “link in bio”.

    La funzione che tutti gli utenti Instagram attendevano adesso è qui. Ad agosto avevamo visto come chi già usasse lo “swipe-up” nelle stories, potesse cominciare ad usare il Link Sticker, ma da oggi questa funzione è disponibile per tutti. Significa dire definitivamente addio al “link in bio” con il nuovo Link Sticker.

    Come sapete bene, sin dall’inizio Instagram aveva dato la possibilità di aggiungere link nelle storie solo agli utenti verificati o a quelli che avessero almeno 10 mila follower. Un limite molto sentito da tutti gli utenti esclusi, la gran parte, tanto da chiedere a gran voce la possibilità di poter aggiungere un link per dare modo agli utenti di poter approfondire il contenuto condiviso in modo effimero.

    Aggiungere un link ad una storia vuol dire rendere più interessante un contenuto che si presenta in maniera veloce e significa poi per i creator avere la possibilità di misurare l’attenzione degli utenti stessi. Possiamo dire che con il Link Sticker si aggiunge un’importante elemento per verificare se le stories possono essere un valido strumento referral.

    Instagram, addio al ‘link in bio’ con il Link Sticker

    Nei fatti, le storie in questo modo acquistano un valore ulteriore all’interno della strategia di Instagram, sempre più orientata ai video e ai Reels. Le stories quindi al centro di tutto, anche, forse, più dello stesso feed. Un dato questo che interesserà molto anche alle aziende.

    Come aggiungere un link nelle stories di Instagram

    Anche se, per qualche motivo, non lo avete disponibile non preoccupatevi, il Link Sticker arriverà davvero per tutti.

    L’operazione per aggiungere un Link Sticker è molto semplice, quasi come aggiungere uno sticker, appunto, o una gif. Dopo aver caricato il vostro contenuto per la vostra storia, non dovete fare altro che andare nella sezione degli sticker e cercare il vostro Link Sticker.

    A questo punto, toccate lo sticker e aggiungete il link che volete allegare alla vostra storia e toccate su “Fine”. Aggiungete quindi lo sticker all’interno della vostra storia e il link è aggiunto. Sì, anche voi potete farlo da oggi.

    Instagram fa sapere che sta lavorando per dare modo agli utenti di personalizzare lo sticker aggiungendo anche colori diversi per renderlo ancora più evidente.

  • Il brand advertising difende Twitter dalle modifiche Apple

    Il brand advertising difende Twitter dalle modifiche Apple

    Dalla terza trimestrale di Twitter emerge che il brand advertising, che pesa l’85% sulle entrate dell’azienda, ha finito per proteggerla dalle modifiche della Apple.

    Il titolo è estremamente sintetico ma utile, almeno speriamo, per farsi un’idea di quella che è stata la terza trimestrale di Twitter (Q3 2021 – $TWTR). In effetti, dai dati finanziari emersi e presentati dall’azienda guidata da Jack Dorsey, Twitter è una di quelle aziende che ha sofferto meno delle modifiche della Apple avviate proprio nel terzo trimestre di quest’anno con l’aggiornamento dell’iPhone iOS 14.5. L’impatto è stato minimo e questo è stato possibile grazie al brand advertising che persa l’85% sulle entrate dell’azienda di San Francisco.

    E pensare che questo dato era stato sempre considerato come una sorta di “tallone d’Achille” che, invece, si è dimostrato utile in questa fase in cui aziende come Facebook o Snapchat stanno soffrendo molto le mosse del colosso di Cupertino.

    Twitter brand advertising franzrusso intime blog

    I dati nello specifico ci dicono che nel terzo trimestre Twitter ha realizzato fatturato e crescita della base utenti in linea con le previsioni degli analisti finanziari e questo è sicuramente un buon segnale. Il fatturato totale è stato di 1,28 miliardi di dollari, in crescita del 37% rispetto allo scorso anno.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1453092738233036800

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1453092917543800833

    Nel terzo trimestre però Twitter registra una perdita di 0,54 centesimi di dollari per azione, questo si spiega perché l’azienda ha dovuto pagare oltre 700 milioni di dollari per la causa aperta dagli investitori per via del numero falsato relativo alla base utenti.

    Gli utenti giornalieri monetizzabili sono stati 211 milioni (a fronte di una previsione di 211,9 milioni), in crescita di 5 milioni rispetto al trimestre precedente e di 24 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: +13%. Ricordiamoci che Twitter non pubblica ormai da tempo il dato relativo agli utenti attivi mensili, ma rilascia solo il dato riferito agli utenti giornalieri.

    Le entrate pubblicitarie sono state 1,14 miliardi di dollari, con una crescita del 41% e il coefficiente di engagement cresciuto del 6%.

    Il titolo $TWTR ieri ha guadagnato il 3%, salvo perdere oggi, invece, circa il 9% nel momento in cui scriviamo a mercati aperti.

    Riportiamo questi dati su Twitter, come sulle altre aziende in periodi di trimestrale, perché siamo convinti che questi dati aiutino sempre a comprendere lo stato di salute di un’azienda, specie queste aziende proprietarie di piattaforme social media. E questi dati, come abbiamo ormai imparato, dicono molto sulle prossime strategie e sulle prossime mosse di un’azienda, per comprendere meglio i passaggi.

    Certo, tutto questo ha poi molto più valore per Twitter, azienda che vede come principale azionista il Fondo Elliott (quello che possiede il Milan) con il CEO Jack Dorse che si gioca tutto entro i prossimi 3 anni. E vedremo come andrà, ovviamente ve lo racconteremo.

  • Facebook, nonostante tutto gli investitori ci credono ancora

    Facebook, nonostante tutto gli investitori ci credono ancora

    Nonostante tutto, gli investitori credono ancora in Facebook. L’azienda di Mark Zuckerberg nel terzo trimestre 2021 registra una contrazione nelle entrate, ma aumentano i guadagni. Dal prossimo trimestre via al Facebook Reality Labs.

    Nonostante tutto quanto successo in questi ultimi mesi, si può tranquillamente affermare che gli investitori credono ancora in Facebook. Lo dimostrano i dati del terzo trimestre di quest’anno che ci restituiscono un’azienda che sta rimodulando il suo business, ben consapevole che ci sono diversi situazioni da chiarire. Si potrebbe sintetizzare in questo modo l’esisto del Q3 2021 di Facebook.

    Da Facebook Files a Facebook Papers

    Tra “Facebook Files” del Wall Street Journal, a cui è seguita l’entrata in scena di Frances Haugen (che si appresta a testimoniare di fronte al Parlamento Uk), e Facebook Papers, l’evoluzione dell’azione del Wall Street Journal, con la pubblicazione di documenti segreti, quelli portati a conoscenza dalla Haugen, che dimostrano come Facebook facesse poco per contenere la disinformazione, contenuti di incitamento all’odio e violenza. Protocol ha cominciato a raccogliere tutti gli articoli apparsi finora, aggiornando la lista di continuo. Dalla pubblicazione continua di questi documenti è nato il filone denominato, appunto, “Facebook Papers”.

    Tutta questa operazione è iniziata verso la fine dell’estate ed è proseguita per tutte le settimane successive, fino ad arrivare alla pubblicazione dei dati finanziari del terzo trimestre. E gli effetti di tutto questo, per ora, sembrerebbero nulli.

    Facebook Q3 2021, contrazione nelle entrate ma crescono i guadagni

    Dai dati finanziari resi noti dal colosso di Menlo Park, viene fuori che Facebook ha mancato le previsioni degli analisti sulle entrate, facendo registrare 29,01 miliardi di dollari contro i 29,57 miliardi dollari attesi. Ma, al tempo stesso, ha superato le attese per quanto riguarda i guadagni (EPS) realizzando 3,22 dollari per azione contro i 3,19 dollari previsti dagli analisti finanziari.

    facebook investitori q3 2021 intime blog

    La spiegazione di questi due dati principali sta nel fatto che le entrate sono calate in relazione alle modifiche sulla privacy che Apple ha apportato e reso pratiche. Questo ha fatto sì che Facebook nei fatti guadagnasse di meno. L’azione di Cupertino ha coinvolto anche Snapchat con relativo crollo del 25% in borsa. A differenza di altre situazione, va detto, Facebook in questo caso è stata furba ad anticipare il calo delle entrate, in modo da evitare contraccolpi pesanti.

    I guadagni sono giustificati dal fatto che, nonostante tutto quanto successo in questo periodo, gli investitori sono ancora dalla parte di Facebook e hanno fiducia.

    Facebook, ecco il Facebook Reality Labs

    E a proposito di investimenti, Facebook ha informato che dal prossimo trimestre diventerà più concreto il Facebook Reality Labs (FRL) che raggrupperà tutte le attività di Menlo Park nella direzione di Realtà Aumentata e Realtà Virtuale (AR e VR) con un investimento di 10 miliardi di dollari. Queste attività quindi saranno rendicontate separatamente dalle altre attività, ossia Instagram, Messenger e WhatsApp.

    A fronte di questo investimento, Facebook è ben consapevole della fuga dei giovani da Facebook, così come ammesso dallo stesso fondatore Mark Zuckerberg nella conferenza di presentazione dei dati finanziari. Zuckerberg ha riconosciuto che gran parte degli strumenti disponibili non sono attraenti per i giovani e ha riconosciuto in TikTok come il competitor più agguerrito.

    Facebook, piccolo calo tra gli utenti mensili: 2,91 miliardi

    E, infine, a proposito di utenti, i dati del terzo trimestre ci dicono che gli utenti attivi mensili sono 2,91 miliardi (invece di 2,93 miliardi secondo le previsioni) e gli utenti giornalieri sono 1,93 miliardi, in questo caso previsione confermata. Da notare, infine, che (ancora una volta “nonostante tutto”) Facebook ha guadagnato utenti nel Nord America che, probabilmente, fornirà ancora elementi dei fiducia per gli investitori.

    Tutti i dati finanziari Facebook Q3 2021 li potete consultare a questo link.

Benvenuto nella newsletter di InTime Blog!

Iscriviti per ricevere contenuti nella tua casella di posta. Senza essere invadenti ;)

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.