Ecco come Facebook contrasterà le fake news con articoli correlati e info su autore

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

Lo scorso anno Facebook aveva iniziato un test per gli articoli correlati, una funzionalità che attiva un contesto relativo a una data notizia, con info su autore della notizia, offrendo la possibilità di vedere da dove è stato condiviso e chi lo ha condiviso. Per il momento è attiva solo negli Usa, non è escluso che possa essere presto disponibile per altri paesi.

Dopo qualche mese di test, Facebook ha raccolto tutti i feedback e gli spunti degli utenti e ha cominciato a rilasciare negli Usa la funzionalità che prevede gli articoli correlati per contrastare il fenomeno delle fake news, una delle spine nel fianco di Facebook. La funzionalità è stata arricchita con altri strumenti volti a dare più informazioni e dettagli agli utenti circa una notizia. La strategia del contesto dovrebbe quindi aiutare meglio l’utente a distinguere se si tratta di una notizia o di una informazione falsa.

Obiettivo è quello di rendere più facile l’operazione di verifica da parte dell’utente, infatti il vero problema, quello che ha finito per far espandere in maniera esponenziale il fenomeno, è che spesso l’utente non ha molti strumenti e informazioni immediate per procedere ad una verifica veloce, cadendo spesso nell’inganno.

In pratica, nel momento in cui l’utente visualizzerà la notizia sul proprio news feed noterà in basso a destra una etichetta con su scritto “About the article“, cliccando la quale si aprirà un menù con:

facebook articoli correlati info autore fake news

  • le informazioni che riguardano l’autore, sarà presente anche il link alla pagina Wikipedia dell’autore
  • i link agli altri articoli correlati
  • le informazioni su quante volte l’articolo è stato condiviso su Facebook
  • da chi è stato condiviso
  • e anche da dove è stato condiviso.

Sicuramente si tratta di informazioni molto utili che aiutano sicuramente l’utente ad aver un quadro più chiaro, aiuta senz’altro sapere se quella notizia è stata condivisa anche da nostri contatti o amici, un modo per misurare anche l’affidabilità della notizia stessa. Se mi fido di quella persona, perchè la ritengo affidabile e seria, quasi sicuramente sarò portato a condividerla anche io. Ma potrebbe capitare che quell’autore non abbia una pagina su Wikipedia, peraltro situazione molto frequente. Di fronte a questo caso, non si tratta di un’informazione che potrebbe inficiare la veridicità dell’informazione stessa. Quella potrebbe essere a rischio se ci si trovasse di fronte al caso di una notizia senza pagina autore su Wikipedia, senza altri articoli correlati, senza la condivisione di persone che reputiamo affidabili, a quel punto Facebook potrebbe trattare la notizia come una fake news.

https://www.facebook.com/facebook/videos/10157254148271729/

Si tratta comunque di una funzionalità che potrebbe aiutare a contrastare le fake news e, siccome tutto si basa sull’algoritmo, la stessa funzionalità appare ormai adatta e pronta per essere adottata anche in altre lingue. Si tratta quindi di aspettare qualche settimana o mese per vederla anche in Italia.

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Facebook dimostra quindi di mantenere l’interesse a fornire notizie sulla piattaforma che sia realmente affidabili e credibili, nonostante abbia deciso di puntare sulle interazioni degli utenti piuttosto che sulle notizie condivise che, dal cambio dell’algoritmo, hanno perso in media il 20% di visibilità.

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