Uffizi Digitization Project, il patrimonio della Gallerie degli Uffizi in 3D e realtà virtuale

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

E’ stato presentato nei giorni scorsi e si chiama “The Uffizi Digitization Project”, un progetto nato in collaborazione tra Gallerie degli Uffizi di Firenze e l’Università dell’Indiana per digitalizzare 300 sculture e frammenti e rendere disponibili online. E’ possibile visualizzare le opere in 3D e in realtà virtuale con un visore.

Oggi entrare nella Gallerie degli Uffizi di Firenze, uno dei più importanti musei al mondo, è possibile anche da proprio pc. E’ una descrizione, anche banale se volete, ma che rende l’idea di cosa sia il nuovo progetto “The Uffizi Digitization Project” presentato nei giorni scorsi a Firenze. Il progetto, nato in collaborazione tra Gallerie degli Uffizi di Firenze e l’Università dell’Indiana, ha come obiettivo quello di poter rendere accessibile una parte del patrimonio del museo a chiunque disponga di una connessione internet. Uno scopo lodevole per chi vuole conoscere di più il museo ma anche per chi vuole studiare e analizzare le opere.

Il progetto, nato nel 2016, permette oggi la visualizzazione di 300 opere tra sculture e frammenti dal sito digitalsculpture-uffizi.org ammirandole in 3D e anche in realtà virtuale con un visore. Si tratta della collezione greca e romana della galleria, tra cui statue antiche, copie rinascimentali di statue antiche, busti, altari funerari, sarcofagi e reliquie che esistono solo in frammenti. Inoltre, il prevede un impegno di cinque anni per realizzare i modelli 3D degli oltre mille marmi classici delle collezioni fiorentine agli Uffizi, a Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli. Il team del Virtual World Heritage Laboratory del dipartimento di informatica e computing dell’Indiana University ha fino ad oggi digitalizzato 61 statue, tra cui quelle che riproducono personaggi storici o mitologici come Apollo, Minerva, Marco Aurelio, Laocoonte e Venere.

Come ha spiegato Fabrizio Paolucci, curatore dell’arte classica e coordinatore delle attività scientifiche degli Uffizi, “qualunque studioso o semplice curioso potrà osservare le opere in modo ancor più dettagliato di quanto potrebbe fare sul posto. Pensate per esempio alle sculture di grandi dimensioni o alle opere accostate alle pareti. Per un visitatore della Galleria, di Boboli, della Loggia dei Lanzi o di Palazzo Pitti è impossibile cogliere la resa della parte posteriore di una statua o leggere nel dettaglio la foggia dell’acconciatura, fondamentale per la datazione delle opere”.

Altro grande vantaggio del progetto di digitalizzazione è quello di monitorare in modo molto più efficace le superfici, segnalandone stati di degrado, integrazioni o tracce di colori antichi. E’ anche possibile calcolare con esattezza il peso delle sculture, fornendo dati utili per gli spostamenti e il calcolo della statica degli spazi espositivi.

Un bellissimo progetto che va nella direzione di “innovare” la cultura del nostro paese e renderla disponibile a tutti.

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Se volete ammirare queste opere, allora non vi resta che andare sul sito digitalsculpture-uffizi.org e ammirare queste opere. Provate, se avete a disposizione un visore, anche la modalità in realtà virtuale, vi sembrerà di vedere l’opera vicino a voi.

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