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  • Elon Musk e Twitter, i possibili scenari

    Elon Musk e Twitter, i possibili scenari

    Elon Musk ha manifestato l’intenzione di abbandonare l’accordo di acquisizione di Twitter a causa del fenomeno spam/bot. Una mossa che si tradurrà in una lunga battaglia legale dalla quale, comunque, Twitter ne uscirà con le ossa rotte.

    Sin dall’inizio (abbiamo già iniziato con questo incipit su questo tema, non se ne trovano altri visto il contesto), abbiamo sempre guardato con scetticismo all’accordo di acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk. Anzi, lo scetticismo è cominciato con la scalata alle azioni della società, poi trasformatasi in una proposta di acquisizione ad un prezzo di 44 miliardi di dollari, un’offerta a 54,2 dollari per azione.

    Ecco, non siamo qui a dire “l’avevamo detto!“, no. Anzi. Continuiamo a raccontare questa saga, quasi “triste, solitaria e finale” (per citare un grande scrittore come Osvaldo Soriano) perché davvero triste e solitaria rischia di essere Twitter. La società che non seppe dire di no alla maxi offerta, a fine aprile di quest’anno, proposta dal miliardario e fondatore, tra l’altro, della Tesla, adesso, tra gli scenari possibili, rischia davvero grosso. Da qualsiasi punto si guardi questa vicenda.

    Ecco perché, di seguito proviamo a delineare, brevemente, quelli che sono gli scenari possibili dopo che Elon Musk, con una lettera al CdA di Twitter e alla SEC (l’equivalente della Consob italiana), ha comunicato l’intenzione di abbandonare la proposta di acquisizione di Twitter per 44 miliardi.

    Ma prima, breve recap dell’ultimo episodio che ha portato a questo triste epilogo, anche se la fine è ancora lontana. Elon Musk a maggio di quest’anno ha contestato, dopo diversi giorni, il report di Twitter che riportava la presenza di spam e bot sulla piattaforma come un fenomeno al di sotto del 5%. Il fondatore della Tesla è, e resta, convinto che il fenomeno spam/bot su Twitter sia almeno 4 volte tanto. E lo fece notare pubblicamente a Parag Agrawal, l’attuale CEO di Twitter, con tanto di emoji raffigurante la cacca. Già questo basterebbe a definire il profilo del miliardario in procinto di acquisire una società con una acquisizione che resterebbe tra la più alte mai viste nel panorama dei social media.

    Elon Musk e Twitter scenari

    A seguito di questo, Elon Musk ha chiesto di verificare la veridicità di quei dati e di voler esaminare direttamente, attraverso un team di tecnici esterni, se quei dati fossero reali o meno. Pena la validità dell’accordo.

    Ora, persino uno meno avvezzo alla materia economica sa bene che una verifica di tutto quello che riguarda la compravendita di beni e servizi di fa ben prima di procedere ad un accordo. Ben prima, non dopo. Infatti, come molti analisti hanno già notato, il buon miliardario non ha provveduto ad applicare quella che in gergo viene chiamata due diligence, ossia una operazione di verifica dei benefici e dei rischi che comporta una acquisizione come questa.

    Questo è uno dei punti che verrà esaminato in sede legale. Perché se Elon Musk fosse andato a fondo prima della proposta, avrebbe potuto avanzare i suoi dubbi e quindi decidere, legittimamente, di non procedere all’acquisizione. Non ci sarebbe stato nulla da eccepire, sotto il profilo legale.

    Ma Twitter, dopo la richiesta, ha provveduto a dare a Elon Musk e ai suoi esperti tutti i dati necessari accompagnati da una etichetta che recitava più o meno così: data la enorme massa di dati e data la privacy degli utenti che va sempre protetta, di più non possiamo fare, anche perché sarebbe impossibile quantificare con certezza il fenomeno.

    Alla fine dell’analisi operata dagli esperti di Elon Musk, gli stessi esperti sono arrivati alla stessa conclusione, e cioè che non è possibile riuscire ad avere un quadro più chiaro e definitivo di quello fornito da Twitter, ossia il dato inferiore al 5% relativo a spam/bot.

    Twitter giovedì ha ribadito il dato del 5% e ha anche aggiunto che ogni giorno viene eliminato qualcosa come 1 milione di account spam. A quando pare tutto questo non è bastato perché il giorno dopo Elon Musk ha fatto partire la sua missiva indirizzata a Twitter e alla SEC.

    Ora, gli scenari dicevamo.

    Tutti gli scenari sono comunque nefasti per Twitter.

    Elon Musk e Twitter, accordo in bilico su spam e bot

    Di fronte alla lettera, il CdA di Twitter ha emanato un breve comunicato, riportato poi su Twitter da Bret Taylor, il presidente, in cui c’è scritto:

    Siamo impegnati a chiudere la transazione al prezzo e alle condizioni concordate con il signor Musk e intendiamo intraprendere un’azione legale per far rispettare l’accordo di fusione. Siamo fiduciosi di poter prevalere presso la Corte della Cancelleria del Delaware“.

    Un’azione legale contro Elon Musk che potrà avere, essenzialmente, due esiti.

    Il primo è che il giudice costringerà, sulla base delle leggi americane, Elon Musk a procedere all’acquisizione così come era stata concordata, ossia alla cifra di 44 miliardi di dollari. Quindi quella fatta a 54,2 dollari per azione. Una mazzata per Musk che intanto, con le sue “picconate”, ha trascinato il prezzo attuale a circa 37 dollari per azione. Prezzo che potrebbe continuare a scendere nei prossimi giorni anche al di sotto dei 30 dollari. Possibilità concreta già entro la prossima settimana a meno di colpi di scena.

    La seconda è che il giudice possa condannare Elon Musk a pagare un risarcimento danni per aver diffamato Twitter e aver detto il falso. Il falso sarebbe riferito al fenomeno spam/bot. Uno scenario che, tra le righe, evoca anche il CdA di Twitter perché, in qualche modo, restituirebbe un po’ di dignità alla società. Infatti Twitter da questa vicenda ha interesse a che le sue affermazioni sia riconosciute come vere e non avere questa “macchia” di aver diffuso dati diversi e sottostimati.

    Ecco, di fronte a questi due esiti, Twitter comunque ne uscirebbe male, molto male.

    La battaglia legale sarà lunga, ma la pazienza degli investitori non è infinita e i mercati, si sa, non aspettano.

    Twitter rischia di vedere il proprio valore crollare e con esso tutto quello di buono fatto in questi anni. Soprattutto in questi ultimi due-tre anni, quando un processo vero di innovazione stava per prendere piede.

    Per evitare tutto questo, sarebbe stato meglio non accettare la proposta di Elon Musk ad aprile. Questa non è la solita frase ex-post “è facile dirlo adesso“. No. Le condizioni per dire di no c’erano tutte. E ora è difficile uscire da questo pantano.

    Resta comunque il forte dubbio di quale fosse il reale obiettivo di Elon Musk acquisendo Twitter. Chiunque al posto suo, anche di fronte ad una situazione come questa, avrebbe fatto di tutto per migliorare le cose, non per peggiorarle, proprio per difendere i suoi interessi. Invece no. Il suo intento non era garantire la libertà di parola, come ha detto per settimane. Il suo intento non era, a questo punto, nemmeno quello di sedersi al tavolo dei grandi con un social media tutto suo. Neanche questo.

  • Elon Musk e Twitter, accordo in bilico su spam e bot

    Elon Musk e Twitter, accordo in bilico su spam e bot

    Il Washington Post, secondo alcune fonti, riporta che l’accordo di acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk sarebbe ormai in pericolo. Il destino di Twitter è sempre più legato al fondatore della Tesla.

    Proprio ieri pomeriggio, ora italiana, quando negli Usa stavano aprendo i mercati, Twitter aveva ribadito che gli account spam/bot sulla piattaforma fossero “ben al di sotto del 5%“. Una dichiarazione che aveva provocato un balzo in avanti del titolo TWTR a Wall Street. Tutto faceva pensare che sarebbe stata una buona giornata. E invece…

    Invece a tarda sera, sempre ora italiana, è arrivata la soffiata del Washington Post, giornale di proprietà di Jeff Bezos, il quale citando alcune fonti vicine al team di Elon Musk, riportava che l’accordo di acquisizione di Twitter da parte del fondatore della Tesla è ormai in bilico. Sempre sulla questione degli account spam/bot.

    Come sapete, dopo aver dichiarato di voler andare a fondo sulla vicenda dei bot sulla piattaforma da 280 caratteri, Elon Musk si era preso del tempo per vederci chiaro. In qualità di acquirente, sulla base dell’accordo di acquisizione della società di San Francisco per 44 miliardi di dollari, aveva dato incarico ad un team ai dati che Twitter, poi, gli aveva fatto avere per fare le sue verifiche. Ricordiamoci che Elon Musk sostiene che gli account spam/bot su Twitter siano al di sopra del 20%. In pratica l’intendo del suo team era quello di dimostrare che gli spa/bot fossero di più, in modo tale da tirare sul prezzo dei 44 miliardi oppure far saltare direttamente il banco.

    elon musk twitter accordo bilico

    E cosa è successo ieri?

    Come dicevamo prima, il WP citando fonti vicine al team di Musk scrive che l’accordo sarebbe ormai in pericolo.

    Il team che ha valutato i dati mandati da Twitter ha preso atto di ciò che Twitter stessa ha sostenuto proprio di fronte alla richiesta dei dati. E cioè che gli stessi dati non possono essere verificati, il processo non potrebbe “avvenire in modo sicuro”.

    Questa conclusione ha quindi spento “l’entusiasmo” di Elon Musk e dei suoi creditori, ossia Larry Ellison, Andreessen Horowitz (società di venture capital), Binance (borsa di criptovalute), Fidelity e la società di investimento statale del Qatar. Le trattative e i colloqui sui finanziamenti si sono fermati, uno stop che potrebbe portare, come sostengono le fonti citate dal WP, “ad una drastica inversione” sull’accordo.

    Quello che si prospettava solo un mese fa, adesso sta diventando sempre più concreto. E cioè che lo scopo vero di Elon Musk è quello di far saltare il banco perché, nel frattempo, e grazie alle sue “picconate”, il titolo ha progressivamente perso valore in borsa provocando maggiore esborso per le tasche del miliardario.

    A complicare il tutto, Twitter deve fari conti anche con la situazione che si sta creando in questo limbo. La società ha licenziato il 30% del personale addetto al Recruiting. Una situazione complicata legata a quella del personale dell’intera azienda, preoccupato sin dall’arrivo di Elon Musk come azionista della propria situazione. E non sono stati pochi i manager che sono stati convinti dal CEO di Twitter, Parag Agrawal, tra cui Keyvon Beykpour e il leader dei prodotti Bruce Falck.

    Ma anche appellandosi al caso della presenza di spam/bot sulla piattaforma, non sarebbe così facile per Elon Musk abbandonare l’accordo e venire meno agli impegni presi.

    Certo, resta la penale da 1 miliardo di dollari che una parta deve all’altra in caso di rottura. Ma le possibilità che Elon Musk possa riuscire a fare saltare il banco per davvero sono davvero poche. Potrebbe venirne fuori una battaglia legale interminabile.

    Ecco perché i suoi avvocati sono al lavoro per cercare di trovare un appiglio su cui poggiarsi, una clausola adesso negativa per il miliardario, in modo da permettere a Musk di poter lasciare Twitter al suo destino.

    Già, perché come abbiamo sempre sostenuto, sin dall’inizio di questa vicenda, a perdere è sempre Twitter. Un eventuale uscita dall’accordo di acquisizione da parte di Elon Musk, sarebbe per Twitter un duro colpo. Ne uscirebbe con le ossa rotte, più debole e con meno valore. Adesso, la società è ben consapevole che il proprio destino è legato a quello di Elon Musk. Una triste verità.

  • Gli azionisti di Twitter fanno causa a Elon Musk

    Gli azionisti di Twitter fanno causa a Elon Musk

    L’era di Elon Musk non è ancora iniziata, ma per Twitter non c’è pace. Un gruppo di azionisti ha fatto causa al fondatore della Tesla al quale contestano di aver manipolato le azioni della società per scopi personali.

    L’era di Elon Musk, come nuovo proprietario di Twitter, ma per l’ex società di Jack Dorsey (che proprio in questi giorni ha ufficializzato la sua uscita dal board) non vi è pace.

    Due giorni fa, presso il tribunale di San Francisco, la città dove si trova la sede di Twitter, è stata depositata una causa per conto degli azionisti di Twitter contro Elon Musk. Il fondatore della Tesla viene accusato di aver, intenzionalmente, manipolato le azioni della società per scopi personali. Il documento, di circa 40 pagine, riporta in modo preciso tutti i fatti che si sono succeduti nel corso degli ultimi mesi, da marzo a maggio di quest’anno, con tanto di screenshot di tweet.

    In pratica con questa denuncia gli azionisti di Twitter vogliono mettere in evidenza come il fondatore della tesla abbia manipolato, presumibilmente, i prezzi delle azioni per agevolare la sua scalata da 44 miliardi di dollari.

    L’accusa è basata sul fatto che Elon Musk, con questo suo atteggiamento, avrebbe violato le leggi della California in tema di regolamentazione dei mercati. Inoltre, elemento rilevato da più parti, gli azionisti attraverso questa azione legale collettiva vogliono dimostrare come le lamentele verso i bot sulla piattaforma (ricorderete più o meno del 5%) altro non è che una strategia per ottenere un prezzo migliore rispetto ai 44 miliardi precedentemente concordati.

    Elon Musk azionisti causa twitter

    Oppure, alla peggio, far fallire l’accordo, attivando una narrazione a sua favore, come paladino della libertà di informazione mentre gli altri gli avrebbero impedito di portare avanti la sua battaglia. Una narrazione, nei modi, già vista da qualche altra parte.

    Secondo gli inserzionisti che hanno proceduto con la denuncia, Elon Musk si sarebbe mosso illegalmente sin da subito. Il fondatore della Tesla avrebbe violato le regole della SEC non dichiarando da subito l’acquisizione del 5% di Twitter, avvenuto a marzo, quindi prima che venisse ufficializzata l’acquisizione del 9,2% della società, cioè agli inizi del mese di aprile. Un’operazione che avrebbe permesso a Musk di risparmiare 156 milioni di dollari.

    Come descritto in dettaglio, la condotta di Musk è stata e continua ad essere illegale, in violazione del Codice delle società della California e contraria ai termini contrattuali che ha accettato nell’accordo“, si legge nel documento che riporta la denuncia. Gli azionisti sperano comunque che la loro denuncia possa essere riconosciuta come class-action, in modo da richiedere risarcimenti da dividere con tutti gli azionisti.

    Qualche settimana fa proprio qui sul nostro blog avevamo ipotizzato quale potesse essere la strategia di Elon Musk, e cioè che tutte le sue energie fossero impiegate per giocare con questa acquisizione per fare in modo che il prezzo di Twitter potesse scendere e risparmiare qualcosa rispetto ai 44 miliardi di dollari dell’accordo. Una strategia che viene adesso denunciata anche dagli azionisti.

    Ma al di là di questo, va detto, Elon Musk finora non ha dato seguito in maniera concreta a questo atteggiamento. Anzi, proprio ieri il titolo in borsa ha fatto un balzo in avanti considerevole perché Musk ha promesso di mettere sul piatto altri 6 miliardi di dollari per alleggerire i prestiti Tesla sull’affare Twitter. E il titolo viaggia in positivo anche adesso mentre scriviamo.

    Nel corso di questi ultimi giorni Elon Musk non è stato certamente fermo e in silenzio su Twitter, anzi. Continua la sua battaglia per la libertà di informazione, ormai sempre più politica, avendo dichiarato che da adesso in poi il suo voto sarà per i repubblicani.

    Tra l’altro proprio ieri ha lanciato, come al suo solito, un sondaggio in cui chiede ai suoi follower “Di chi ti fidi di meno?” tra poilitici e miliardari. E al momento (con quasi 2,8 milioni di voti) il risultato vede i politici al 76% e, non contento, Musk sfida la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, con cui ha avuto di recente qualche diverbio, a fare lo stesso.

    A parte tutto questo, se la denuncia andasse avanti allora la decisione più probabile che potrebbe prendere un giudice sarebbe quella di costringere Elon Musk a tenere fede all’accordo siglato con la società e quindi pagare i 44 miliardi di dollari accordati.

    Ecco, questo non è altro che un nuovo capitolo di una saga che continua e continuerà ancora, fino a quando tutto l’accordo si concluderà, forse, in autunno. Staremo a vedere, fino al prossimo capitolo.

  • Twitter, Elon Musk e il braccio di ferro sui bot

    Twitter, Elon Musk e il braccio di ferro sui bot

    La relazione tra Twitter e Elon Musk è sempre più complicata. Il futuro proprietario della piattaforma sfida in pubblico Parag Agrawal, CEO della società, a dimostrare che i bot siano davvero meno del 5%. Ma il suo vero interesse non è questo.

    Sin dall’inizio di questa storia, abbiamo sempre sostenuto che questa tra Twitter e Elon Musk sarebbe stata una relazione rischiosa. E purtroppo così è.

    Le vicende di questi ultimi giorni e di queste ultime ora, confermano ancora una volta che il destino di Twitter è legato alla sorte di Elon Musk.

    Vale la pena fare comunque un passo indietro e cercare di capire cosa è successo negli ultimi giorni e che significato avranno questi stessi fatti.

    Come certamente ricorderete, Elon Musk qualche giorno fa, riprendendo dei dati già pubblicati da Twitter a inizio del mese di maggio, disse di avere dei dubbi sul fatto che gli account spam/bot su Twitter fossero davvero al di sotto del 5%, facendo pensare che questo potesse costituire un problema.

    Già quella stessa affermazione mise in difficoltà il titolo Twitter in borsa, difficoltà che sono poi seguite nei giorni successivi.

    Twitter Musk bot

    In risposta alle affermazioni del fondatore della Tesla, l’attuale CEO di Twitter, Parag Agrawal, ha voluto fare un chiarimento su Twitter con diversi tweet. Il succo del discorso di Agrawal è che gli account sono meno del 5%, dato noto da almeno otto anni, e che questo stesso dato sarebbe difficile da rilevare da terze parti proprio perché esistono dei dati che non possono essere trasferiti all’esterno. Tra questi il modo in cui Twitter intende riconoscere come attivo un account. Era un ragionamento corretto e, ripetiamo, sufficientemente noto ai più. Figurarsi a chi aspira a diventare il proprietario della piattaforma.

    Per tutta risposta, Elon Musk risponde con la emoji della cacca. Si avete letto bene, quella. A sottolineare la grande statura del personaggio.

    Per tutta risposta, e veniamo al termine di questa nostra breve sintesi, Elon Musk ha sfidato pubblicamente Parag Agrawal a rendere noto il modo in cui la piattaforma sostiene di avere al suo interno meno del 5% di account spam/bot.

    Di fronte a questa “sfida”, sorgono diversi dubbi, anche troppi. Ma restiamo su quelli più evidenti.

    Il primo dubbio riguarda il fatto che è davvero singolare che l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio personale di circa 250 miliardi di dollari, decida di acquisire una piattaforma come Twitter per 44 miliardi di dollari (diventando, così restanti le cose, una delle acquisizione più costose nel panorama dei social media) senza effettuare una doverosa “due diligence”.

    Si intende con il termine due diligence, ci perdoneranno gli esperti se usiamo essere così generici, una valutazione chiara di quelli che sono i rischi e i benefici che comporta la definizione di una acquisizione. Elon Musk decide di comprare Twitter senza fare questa operazione.

    Lui sostiene di aver proceduto all’acquisizione basandosi sui dati depositati presso la SEC, ricordiamolo ancora una volta, la Consob americana.

    Il secondo dubbio riguarda proprio quello che pensava Elon Musk sui bot. La sua acquisizione l’ha portata avanti al grido di “renderò Twitter un posto migliore liberandolo dai bot“. Adesso sembra quasi che il problema gli sia scoppiato tra le mani dopo aver chiuso l’accordo, facendo quasi sembrare che lui non ne sapesse nulla.

    Intanto, la sua strategia per contrastare i bot non è stata mai molto chiara. Ha sempre detto che vuole rendere Twitter una piazza dove regna la libertà di espressione. E in qualche occasione ha aggiunto anche che per lui tutti dovrebbero avere un segno di spunta, differenziando i personaggi pubblici, proprio per individuare meglio i profili bot.

    Elon Musk sapeva benissimo dei bot su Twitter quando ha firmato l’accordo, con una penale da 1 miliardo di dollari e nelle settimane successive alla firma dell’accordo non è successo nulla di nuovo.

    Il suo interesse è quello di abbassare il prezzo di Twitter per pagare meno dei 44 miliardi di dollari offerti, ossia 54,2 per azione.

    Dopo le sue uscite, il titolo adesso vale 37,2 dollari, ben lontano dai 51 dollari dall’inizio della sua scalata. Praticamente Twitter ha perso il 23,2% in meno di 1 mese. Un capolavoro.

    Un tale capolavoro che ha comportato il calo dei 28% del titolo Tesla, sempre nell’ultimo mese, titolo fondamentale per Elon Musk per poter affrontare l’acquisizione.

    Il problema è poi che, a fronte di tutto quello che è successo negli ultimi giorni, il CdA di Twitter ha ribadito che l’accordo resta valido e che Elon Musk deve completare l’acquisizione a 44 miliardi di dollari così come pattuito in fase di definizione dell’accordo.

    Non conviene a Elon Musk portare tutta la vicenda in tribunale, perché la vicenda é piuttosto chiara. Ma lui non perde tempo a confondere le acque e a confondere gli utenti, facendo passare lui come vittima di un raggiro. E in questo, come si sa è bravissimo.

    Solo che stavolta rischia grosso, così come rischia grosso anche Twitter. Purtroppo.

  • Elon Musk sta giocando con Twitter, ecco perché

    Elon Musk sta giocando con Twitter, ecco perché

    Elon Musk ha deciso di mettere in pausa l’acquisizione di Twitter, vuole verificare se davvero gli account spam/bot sono il 5% sulla piattaforma. In realtà, sta giocando.

    Difficile parlare di Elon Musk e Twitter, per il fatto che il susseguirsi di notizie  è così repentino che è difficile mettere a fuoco ciò che succede davvero. E sarà così fino al completamento dell’acquisizione da parte del fondatore della Tesla. Forse.

    Forse, perché mai come adesso Elon Musk sta mettendo in chiaro quella che è la sua strategia su Twitter.

    Ma andiamo per ordine. Verso la fine della mattinata di oggi venerdì 13 maggio 2022, ora italiana, ElonMusk twitta che l’acquisizione è temporaneamente sospesa in attesa dei dettagli relativamente ad un report di Twitter che rileva come il fenomeno degli account spam e/o bot sulla piattaforma sia inferiore al 5% sul totale degli utenti.

    Elon Musk Twitter

    Elon Musk quindi vuole vederci chiaro e di sua iniziativa (almeno seguendo le sue ultime gesta) decide di mettere in pausa l’accordo di acquisizione. Risultato? Il titolo TWTR precipita a Wall Street e nella fase di pre-apertura va giù del 15% fino a circa 38 dollari per azione. Salvo poi riprendere qualcosina, mentre scriviamo, perdendo il 10% a circa 40 dollari per azioni. Ben lontano dai 54 dollari per azione raggiunti quando Elon Musk acquisì il 9,2% di Twitter, operazione che in effetti era l’inizio della sua scalata.

    La strategia di Elon Musk: far scendere il valore di Twitter

    Ecco, l’obiettivo primario di Elon Musk era questo, far scendere il prezzo di Twitter e possiamo dire che ci sta riuscendo.

    Dopo circa due ore dal suo tweet, sorprendente e spiazzante come sempre, cerca di rinsavirsi e twitta che resta comunque impegnato nel portare avanti l’acquisizione.

    Certo, questo era chiaro, ma alle sue condizioni.

    Elon Musk non è certo nuovo ad operazioni come queste e non è certo nuovo ad atteggiamenti come questi. Lui è sempre stato così, imprevedibile.

    Di certo, prima di abbandonare l’acquisizione di Twitter dovrebbe pensarci su diverse volte (e lo farà) visto che una clausola prevede che se non completasse l’acquisizione sarebbe costretto a pagare una penalità di 1 miliardo di dollari.

    La situazione quindi si complica ancora più del dovuto in una settimana in cui si è parlato tanto dei tagli al personale. Anzi, dei tagli al management di Twitter.

    Elon Musk prevede di avviare una nuova era di Twitter in cui sarà sempre meno dipendente dalla pubblicità, iniziando a tagliare i costi sul personale. Ultimo addio, in ordine di tempo, è quello di Kayvon Beykpour, responsabile di prodotto di Twitter e già co-founder di Periscope. Un addio su “suggerimento” di Parag Agrawal, l’attuale CEO della società.

    “Parag mi ha chiesto di andarmene dopo avermi fatto sapere che vuole portare la squadra in un’altra direzione”.

    Sempre nei giorni scorsi, durante una intervista sulla CBS, Elon Musk ha definito un errore il ban su Donald Trump. Dichiarazioni che fanno ancora discutere e che definiscono meglio quale sia la sua strategia.

    Elon Musk sta quindi giocando a far abbassare il prezzo di Twitter, una strategia che di riflesso porterebbe a far aumentare il prezzo di Tesla e quindi essere sicuro di recuperare il terreno perso fin qui.

    Il dato è che Tesla ha perso quasi un quarto del suo valore da quando Elon Musk ha deciso di avviare la sua scalata di Twitter. Una mossa che ha finito per ingarbugliare i suoi piani. Le azioni Tesla sono per Elon Musk il tesoretto da utilizzare per riuscire a completare l’operazione finanziaria dell’acquisizione.

    Abbassando il prezzo di Twitter, cresce quello di Tesla e lui è più contento.

    Se guardiamo i dati è quello che sta accadendo.

    Mentre scriviamo Twitter cede il 9.2% e Tesla guadagna il 5,6%. Non serve aggiungere altro.

    Anzi no. C’è ancora un’altra cosa da aggiungere.

    Elon Musk sapeva perfettamente dei risultati del report, del 5% degli account spam/bot. Su Twitter è così da 2011 del resto.

    Ripescare il report dopo 10 giorni significa solo provare a fare il suo gioco.

  • Twitter rende pubblici gli ultimi dati prima dell’era Elon Musk

    Twitter rende pubblici gli ultimi dati prima dell’era Elon Musk

    Twitter pubblica i dati dell’ultimo trimestre, il primo di quest’anno, prima dell’era Elon Musk. Gli utenti arrivano a 229 milioni giornalieri, poi non conosceremo più questi dati.

    Sono stati resi noti oggi i dati relativi al Q1 2022, i dati finanziari e societari che si riferiscono all’esercizio del primo trimestre di quest’anno di Twitter. E, alla luce dell’acquisizione da parte di Elon Musk, sono di grane importanza per il fatto che si tratta degli ultimi dati pubblici che avremo modo di conoscere. Una volta che il processo di acquisizione verrà concluso, Twitter si trasformerà in una private company e non avrà più l’obbligo, come quello attuale, di rendere pubblici i dati di esercizio.

    Anche per questo motivo, Twitter ha annullato la conferenza di presentazione e sta ritirando tutti quelli che erano gli obiettivi prefissati per il quinquennio che si sarebbe concluso entro il prossimo anno.

    In pratica, i dati che stiamo per conoscere, specialmente quelli riferiti agli utenti giornalieri, sono gli ultimi che conosceremo di Twitter in via ufficiale.

    Twitter pubblici ultimi dati

    Dal punto di vista finanziario, Twitter chiude il trimestre, alla data del 31 marzo, con entrate per 1,2 miliardi di dollari in crescita del 15,4% rispetto allo scorso anno. Le entrate ricavate dalla vendita pubblicitaria sono aumentate del 23% in un anno arrivando a 1,11 miliardi di dollari.

    Le spese e i costi della società sono 1,33 miliardi di dollari in aumento del 35% rispetto all’anno precedente. Il reddito netto durante il trimestre è stato di 513 milioni di dollari, anche se è stato aiutato da un guadagno di 970 milioni di dollari, al netto delle tasse, dalla vendita di MoPub.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1519648492926341120

    Twitter, gli utenti giornalieri sono 229 milioni

    Se guardiamo invece il dato riferito agli utenti, Twitter fa registrare 229 milioni di utenti giornalieri, in aumento del 15,9% rispetto all’anno precedente. E crescono negli Usa del 6,4% e nel resto del mondo con 18,1%. In pratica, si passa dai 217 milioni dell’ultimo trimestre del 2021 ai 229 milioni del primo trimestre di quest’anno.

    Ma c’è da rilevare che, negli ultimi due anni/tre anni, Twitter ha praticamente sempre sovrastimato il numero dei suoi utenti. Un errore in eccesso che ha portato a calcolare circa 1,9 milioni di utenti giornalieri in più per ogni trimestre. Questo per il fatto di considerare come attivi anche account che spesso erano riferiti ad un solo utente. Un errore grossolano che i numeri attuali riportano alla realtà.

    Come dicevamo in apertura, questi saranno gli ultimi numeri resi pubblici da parte di Twitter, dopo aver accettato la proposta di acquisizione per 44 miliardi di dollari avanzata da Elon Musk.

    Il quale Elon Musk ha più volte tenuto a precisare che questo per lui non è un affare per fare soldi, ma solo per rendere Twitter una piazza “de-facto”, dove ognuno sarà libero di esprimersi come gli pare.

    Questo il principio in generale, anche se ancora non è dato sapere come questo principio verrà messo in pratica.

    Di certo, questi sono gli ultimi dati di Twitter come società pubblica, con l’era Elon Musk inizia la vita di Twitter come azienda privata, non più tenuta a rendere pubblici i propri dati.

    Il processo di acquisizione va avanti e, come gli accordi impongono, in questo periodo è fatto divieto a Elon Musk di usare Twitter per denigrare il vecchio management di Twitter. Un obbligo a cui lo stesso fondatore della Tesla fa fatica a rispettare, visto che nei giorni scorsi ha preso di mira Vijaya Gadde, responsabile legale di Twitter, la persona che ha lavorato molto in questi ultimi tre anni per approntare una policy su Twitter in modo da garantire regole certe.

    Il futuro di Twitter è legato al destino di Elon Musk

    Dal tweet di Elon Musk è scaturito un fiume di insulti, rea di essere stata secondo molti artefice della censura di diversi personaggi su Twitter, Donald Trump compreso. Un atteggiamento che la dice lunga su quale sia l’idea di “libertà di parola” che da giorni ormai Elon Musk va professando ovunque.

    L’unica cosa che al momento è certa, è che una volta chiuso il processo di acquisizione non si sa in quale direzione andrà Twitter.

  • Il futuro di Twitter è legato al destino di Elon Musk

    Il futuro di Twitter è legato al destino di Elon Musk

    Elon Musk è riuscito a raggiungere il suo scopo e ad acquisire Twitter per 44 miliardi di dollari. La società diventerà una private company e tutto si gioca sulla libertà di parola. Probabilmente, la libertà di parola di Elon Musk.

    Otto anni e mezzo dopo dal suo ingresso a Wall Street e 16 anni dopo la sua fondazione, Twitter è pronta a uscire dal mercato per trasformarsi in una private company e cambiare di mano. Come ormai sapete bene, ad acquistarla è stato Elon Musk, per 44 miliardi di dollari, che nelle ultime settimane ha intensificato tutti i suoi sforzi, anche finanziari, per arrivare a quello che era il suo obiettivo ormai da qualche tempo: compare Twitter.

    Non è ancora chiaro cosa voglia fare di Twitter il fondatore di Tesla, ma da quanto affermato, anche nel suo breve comunicato di ieri, gli entusiasmi si infrangono immediatamente contro le intenzioni.

    Elon Musk ha più volte tenuto a precisare che questa operazione è animata dall’idea di trasformare Twitter in un grande luogo dove vige la libertà di parolapietra fondante di una democrazia che funziona“. Resta, però, il grande problema su come questa libertà verrà resa effettiva.

    Sappiamo bene che la reputazione che accompagna Musk non è spesso lusinghiera, anche per come tratta le sue aziende. Ecco perché, oggi, la preoccupazione che Twitter possa trasformarsi in qualcosa di diverso a come lo conosciamo è molto alta. Per non parlare della preoccupazione dei dipendenti che da settimane sollevano dubbi e che adesso rischiano di lasciare l’azienda. Almeno un cospicuo gruppo da quello che si sa, prima ancora che venga formalizzato l’accordo di acquisizione.

    Intanto, in attesa che lo stesso Musk, o chi per lui, spieghi davvero cosa intende fare, al di là dei proclami generalizzati, per “libertà di parola” va intesa anche come la sua di libertà di scrivere sulla sua piattaforma quello che vuole, insulti compresi, senza che ci sia nessuno che possa fare qualcosa.

     

    elon musk futuro twitter franzrusso

    Perchè questo? Perché proprio nei giorni scorsi, durante lo scorso fine settimana, si succedevano riunioni su riunioni per arrivare ad un accordo, lo stesso Musk prendeva ad insultare i funzionari della SEC (la Consob italiana), definendoli ”sfacciati burattini“ continuando a dire di aver perso qualsiasi rispetto per loro. Tutto normale?

    Proviamo ad estendere, nella situazione attuale, questa libertà di parola, per come la intende Musk, a tutti gli utenti. Significherebbe gettare alle ortiche tutto quello che è stato fatto in questi anni, per rendere Twitter un luogo dove dare vita ad una conversazione sana.

    Restiamo ancora su questo punto, e ci avviciniamo a prendere in considerazione uno dei punti più chiari espressi da Elon Musk. Stiamo parlando dell’intenzione di rendere l’algoritmo “open-source”. Cosa significa questo?

    Molto semplice. Rendendolo open source significa renderlo più trasparente per tutti, per comprendere come vengono regolati i contenuti, sia algoritmicamente che manualmente.

    La trasparenza come valore è comunque un grande auspicio, specie su una piattaforma come Twitter. Lo stesso Musk, verso fine marzo, aveva fatto un sondaggio tra i suoi oltre 83 milioni di utenti chiedendo se fossero d’accorso a rendere trasparente il codice che disciplina i contenuti pubblicati. Ovviamente la risposta fu per il sì.

    Nel concreto, rendendo open-source il codice che sta alla base dell’algoritmo, si vorrebbe (il condizionale è d’obbligo!) rendere più partecipi gli utenti nella definizione di ciò che deve essere regolamentato, e come. Un principio che lo stesso Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter e ex CEO fino a novembre 2021, ha sempre sostenuto. Lo stesso Jack Dorsey ha lodato l’operazione di acquisizione della sua ex creatura.

    Un’idea di decentralizzazione era già stata messa in atto da Twitter, andando nella direzione di abilitare una maggiore partecipazione degli utenti, attraverso, ad esempio, l’applicazione di targhette o applicare segnalazioni visibili, in modo da rendere chiaro a tutti che quello specifico contenuto non fosse adeguato agli standard della piattaforma.

    Per fare un esempio, in questi giorni non si fa altro che parlare di Mastodon, una piattaforma social che somiglia molto a Twitter e che permette proprio questo. Un’idea che, in realtà, non ha mai suscitato tanto interesse, ma adesso il contesto è cambiato. Nel senso che Twitter sta per cambiare per sempre. E Mastodon diventa un modello a cui guardare.

    Questo è il punto focale su sui si concentrano adesso le curiosità di tutti e le critiche, ovviamente. Nel senso che non è ancora chiaro come questo processo verrà messo in pratica.

    Altro punto focale per la strategia di rilancio di Twitter da parte della gestione di Elon Musk è la lotta serrata agli spam-bot. In questo caso, Elon Musk vorrebbe impiegare massicciamente la tecnologia di Intelligenza Artificiale per eliminare milioni di account che ogni giorno, su Twitter, diffondono contenuti spam e disinformazione.

    E questa lotta dovrebbe essere accompagnata dal rilascio della spunta di verifica a tutti gli utenti che non siano bot, appunto. Idea che piaceva tanto anche a Jack Dorsey.

    Finora abbiamo trattato di punti e fatto considerazioni su cui ancora non ci sono elementi ufficiali. Probabile che qualcosa verrà snocciolata dallo stesso Elon Musk nel corso delle prossime settimane.

    Il percorso che porta alla formalizzazione dell’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk non è breve. Si prevede che tutto si debba concludere entro l’anno, quando Twitter verrà ritirata da Wall Street e diventerà, appunto, un’azienda privata guidata da un amministratore unico che è Elon Musk.

    Vista questa situazione, mai avremmo immaginato di dover scrivere che adesso il futuro di Twitter è legato al destino di Elon Musk.

  • Elon Musk vuole Twitter, l′offerta arriva a 46 miliardi di dollari

    Elon Musk vuole Twitter, l′offerta arriva a 46 miliardi di dollari

    Elon Musk non molla la presa su Twitter. Ora, grazie ad un finanziamento con Morgan Stanley, offre 46 miliardi di dollari. Probabile che Twitter risponda di no, passando alla pillola avvelenata.

    Da 43 miliardi di dollari, l’offerta di Elon Musk adesso cresce a 46 miliardi di dollari. Se qualche giorno dopo l’offerta di circa 43 miliardi, appunto, lo stesso Elon Musk dichiarava di “non essere sicuro di potercela fare“, adesso contrattacca mettendo insieme altri denari.

    Il co-fondatore della Tesla mette sul piatto, poggiandolo sul tavolo della SEC, 46 miliardi di dollari. Così distribuiti: con il supporto di Morgan Stanley Senior Funding, grazie ad una serie di finanziamenti, mette insieme 25,5 miliardi di dollari, e poi 21 miliardi di dollari di tasca sua.

    C il deposito formale dell’offerta, si attende la risposta di Twitter che ha già fatto sapere sarà “attenta e completa”.

    “Abbiamo ricevuto la proposta aggiornata e non vincolante di Elon Musk, che fornisce informazioni aggiuntive sulla proposta originale e nuove informazioni sul potenziale finanziamento”, fa sapere un portavoce di Twitter. “Come già annunciato e comunicato al signor Musk direttamente, il Consiglio di Amministrazione è impegnato a condurre una revisione attenta, completa e deliberata per determinare il corso di azione che ritiene sia nel migliore interesse della società e di tutti gli azionisti di Twitter”.

    Insomma, una dichiarazione formale che, nei fatti, dimostra quanto la situazione per Twitter sia particolarmente impegnativa.

    Elon Musk, pur essendo tra gli uomini più ricchi al mondo con un patrimonio stimato in circa 249 miliardi di dollari, aveva difficoltà a comprare Twitter da solo. Questo perché la gran parte del suo patrimonio è legata ad azioni Tesla. E, nonostante questo sia un patrimonio considerevole, Elon Musk comunque non può usare tutto il suo patrimonio per via di limiti apposti sulle azioni Tesla.

    Perché Elon Musk vuole comprare Twitter

    Se vi state chiedendo perché mai Elon Musk si è messo in testa di comprare Twitter, la risposta ancora non c’è. Si possono fare delle ipotesi, ma una spiegazione vera forse non l’avremo mai.

    Musk vuole Twitter per fare una piattaforma che permette a tutti, nessuno escluso, di potersi esprimere liberamente. Un po’ come una piazza digitale. Secondo lui, Twitter incarna le caratteristiche perché questo possa verificarsi. Ma, sempre secondo il fondatore della Tesla, questo potenziale è ancora bloccato e lui vorrebbe sboccarlo.

    Elon Musk Twitter 46 miliardi

    Di “piazza digitale” o Agorà se ne parlava una decina di anni fa, quando Dick Costolo, allora CEO di Twitter. In un discorso all’Università del Michigan, spiegò come il ruolo di Twitter fosse quello di una grande piazza. Questo era uno dei valori alla base stessa di Twitter.

    L’idea di Musk su Twitter

    E comunque, la metafora di Twitter, oggi, come piazza digitale suona molto diversa rispetto ad allora. Twitter è una piazza moderata, nel senso di strutture tecnologiche e umane che monitorano quello che si dice all’interno della piattaforma. L’idea che ha quindi Elon Musk potrebbe essere in contrasto con quella che la vera natura di Twitter oggi.

    A molti sembra però, e potrebbe essere una spiegazione plausibile, che questa operazione serva a Elon Musk per pura e semplice visibilità. Per sua stessa ammissione, non è un bravo manager ed è spesso rispetto alla gestione dei suoi affari. Per non parlare del suo carattere, volubile al quadrato.

    Elon Musk ha provato a coinvolgere qualche attore finanziario per arrivare a prendere la società di San Francisco, ma non è stato possibile. Vuoi per i già citati limiti che permangono sul patrimonio di Elon Musk. Ma anche per il fatto che la stessa reputazione finanziaria di Twitter non sia una grande garanzia. Per essere precisi, reputazione legata al fatto che Twitter non ha mai messo in fila prestazioni finanziarie solide e costati nel corso degli anni.

    Twitter e la pillola avvelenata

    E va detto anche che, nonostante i finanziamenti, è molto probabile che l’operazione di acquisizione non vada a buon fine. Questo perché Twitter userà quella che ormai tutti hanno imparato a chiamare poison pill, ossia la “pillola avvelenata“. E in cosa consiste?

    La pillola avvelenata di Twitter in pratica permetterebbe agli azionisti di Twitter di compare azioni con uno sconto, al fine di diluire quella che è la quota di Elon Musk. Come sappiamo, Elon Musk dopo l’acquisizione del 9,2% di Twitter (con un investimento di circa 3 miliardi di dollari) avrebbe dovuto prendere posto nel Consiglio di Amministrazione. Posto che poi ha deciso di non occupare, a sorpresa. Prima di questa decisione era stato fatto un accordo fatto con Twitter che impedisce, tuttora, di andare oltre il 14,9% delle quote per azionista.

    E adesso Elon Musk vuole comprare tutta Twitter

    Provando a fare una previsione, di fronte a questa situazione, è molto probabile che Twitter rimandi al mittente anche questa proposta. Elon Musk si troverà a quel punto a decidere se mollare la presa e rinunciare, oppure trovare qualche altro escamotage.

    Elon Musk ha più volte tenuto a precisare che per lui Twitter non è un affare per fare soldi. Ma vuole farlo perché crede che Twitter sia la piattaforma “della libertà di parola”, che per lui è “un imperativo sociale per una democrazia funzionante”.

    In attesa di vedere se Elon Musk sarà in grado, prima o poi, di “sbloccare il potenziale di Twitter”, attendiamo lo sviluppo degli eventi.

  • E adesso Elon Musk vuole comprare tutta Twitter

    E adesso Elon Musk vuole comprare tutta Twitter

    Elon Musk, dopo aver rinunciato qualche giorno fa al suo posto nel CdA, ha sorpreso tutti di nuovo. Adesso vuole comprare tutta Twitter. La sua proposta è di 54,2 dollari per azione. “Twitter ha un potenziale straordinario e io lo sbloccherò”.

    Quello che sembrava il capitolo di una relazione complicata, altro non era un ulteriore capitolo. Quello finale stava in effetti per arrivare. Ed eccolo qui: Elon Musk vuole comprare tutta Twitter.

    Elon Musk ha di fatto formulato una proposta di acquisto del 100% dell’azienda co-fondata da Jack Dorsey. Proponendo un prezzo di 54,2 dollari per azione (ieri il titolo TWTR ha chiuso a 44,47 dollari). Un’offerta che farebbe salire la capitalizzazione di Twitter fino a 43 miliardi di dollari. Attualmente è di 35 miliardi di dollari.

    Si tratta di una proposta formalizzata all’interno dello “Schedule 13D” e depositato presso la SEC americana, l’equivalente della Consob italiana. Quindi siamo di fronte ad un gesto sostanziale che dimostra come il fondatore della Tesla adesso faccia sul serio.

    Twitter Elon Musk, proposta di acquisto

    Solo qualche giorno fa il CEO di Twitter, Parag Agrawal, aveva annunciato che Elon Musk, in virtù dell’acquisto del 9,2% di Twitter (un investimento di circa 3 miliardi di dollari), rinunciava al suo posto all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’azienda di San Francisco.

    Elon Musk vuole Twitter

    Adesso, da maggior azionista, Elon Musk vuole diventare il proprietario di Twitter. Giusto come dettaglio, stiamo parlando di un personaggio che oggi vanta un patrimonio di circa 230 miliardi di dollari.

    Ho investito in Twitter perché credo nel suo potenziale di essere la piattaforma per la libertà di parola in tutto il mondo, e credo che la libertà di parola sia un imperativo sociale per una democrazia funzionante“, ha scritto Elon Musk in una lettera indirizzata al presidente di Twitter, Bret Taylor. “Twitter ha un potenziale straordinario. Io lo sbloccherò“.

    Nel caso in cui la sua proposta non venisse accettata, Elon Musk aggiunge: “Avrei bisogno di riconsiderare la mia posizione di azionista“.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1514565044490563585

    In risposta all’offerta di Elon Musk, Twitter ha rilasciato un breve comunicato in cui confermando l’offerta, si legge: “Twitter, Inc. (NYSE: TWTR) ha confermato oggi di aver ricevuto una proposta, non richiesta e non vincolante, da Elon Musk per acquisire tutte le azioni ordinarie in circolazione della società per 54,20 dollari per azione in contanti. Il Consiglio di Amministrazione di Twitter esaminerà con attenzione la proposta al fine di determinare la linea di azione da adottare nel migliore interesse della società e di tutti gli azionisti di Twitter“.

    Elon Musk e le sue aziende

    Ora, se la cosa andasse in porto, e al momento è difficile provare a fare qualsiasi previsione in questo senso, Elon Musk potrebbe aggiungere anche Twitter tra le aziende di sua proprietà. Le altre sono: Tesla, SpaceX, The Boring Company e Neuralink. Significherebbe per Musk un’azienda in più da gestire, e che azienda!

    Per sbloccare il potenziale di Twitter, come afferma nel documento depositato oggi, Elon Musk dovrebbe dedicarsi all’azienda molto di più di quanto già on faccia per Tesla o SpaceX. E se pensiamo che una volta, pubblicamente, fu lo stesso Elon Musk a criticare Jack Dorsey per il fatto che fosse alla guida contemporaneamente di due aziende, Twitter e Square, non è proprio il massimo per iniziare. Gestire 5 aziende di questo calibro non è cosa da poco. Ma sappiamo anche che si tratta di Elon Musk.

    Certo, di fronte ad un’offerta del genere è difficile resistere. Ma la saga continua…

  • Twitter e Elon Musk, relazione complicata e rischiosa

    Twitter e Elon Musk, relazione complicata e rischiosa

    A sorpresa, Elon Musk ha deciso di non entrare più nel CdA di Twitter, dopo aver acquisito il 9,2%. C’è da attendersi un tonfo del titolo a Wall Street, mandando in fumo i guadagni dei giorni scorsi. E intanto ha cancellato qualche tweet.

    È successo tutto in meno di una settimana e, conoscendo il personaggio, forse era anche prevedibile. La notizia di oggi è che Elon Musk non prenderà più posto all’interno del consiglio di amministrazione di Twitter. Solo 5 giorni fa invece il proprietario della Tesla prendeva posto all’interno del CdA di Twitter con un ruolo a scadenza. Ma con una valenza attiva.

    Come avevamo scritto per l’occasione, Elon Musk, a differenza dell’investimento passivo, aveva deciso invece per optare per un ruolo attivo. Questo avrebbe comportato che Musk avrebbe inciso nelle decisioni dell’azienda. Un cambio di passo sostanziale rispetto a quella che era l’idea iniziale.

    Ricordiamo che l’investimento fatto da Elon Musk è di circa 3 miliardi di dollari, in virtù del quale ha acquisito il 9,2% delle quote aziendali. Diventando il maggior azionista.

    Però l’accordo per accedere al consiglio di amministrazione prevedeva di non superare il 14,9% delle quote totali.

    Twitter Elon Musk, relazione complicata

    Dal momento in cui Elon Musk acquisisce le quote e acquisisce anche un ruolo attivo all’interno di Twitter. E iniziano i problemi. Avevamo messo in guardia che la presenza di Elon Musk all’interno di Twitter potesse costituire una opportunità ma potesse anche comportare dei rischi. Proprio per il fatto che il fondatore della Tesla, e anche di SpaceX, ha una reputazione imprevedibile. E nei fatti lo ha dimostrato anche stavolta.

    A dare notizia del fatto che Musk non sarebbe più entrato all’interno del CdA di Twitter è stato il CEO dell’azienda, Parag Agrawal. In un tweet ha allegato un suo comunicato:

    Nel comunicato, Agrawal lascia intravedere le discussioni che nei fatti ci sono state in questi giorni. Elon Musk ha intrattenuto diversi colloqui con i dirigenti di Twitter. W, alla fine, ha optato per non entrare più nel consiglio, la sua sarebbe dovuta diventare effettiva il 9 aprile. “Credo che questo sia il meglio“, ha aggiunto Agrawal.

    La sua decisione di non entrare rischia di accendere speculazioni attorno al titolo TWTR. Infatti, se alla notizia del suo ingresso il titolo è volato a Wall Street, è molto probabile che oggi, all’apertura delle operazioni si assisterà ad un notevole volo al ribasso del titolo, mandando in frantumi tutti i guadagni realizzati in questi giorni.

    Di discussioni il Washington Post aveva parlato anche tra i dipendenti di Twitter che lamentavano un trattamento diverso. Molti lamentavano il fatto che se uno di loro avesse twittato come Elon Musk sarebbe stato indagato dall’ufficio del personale. E presto ci sarebbe dovuto essere un confronto tra i dipendenti e Elon Musk, accompagnato da Agrawal.

    Elon Musk e Twitter, tra vantaggi e rischi

    Ma cosa ha fatto Elon Musk nei giorni successivi all’acquisizione e fino a ieri?

    Il giorno dopo l’acquisizione della quota maggioritaria, Elon Musk, con un’azione furba, ha cercato di intestarsi l’adozione del “modifica tweet“. Il tasto di modifica del testo tanto agognato dalla gran parte degli utenti. Ha cercato di far passare come sua iniziativa facendo un sondaggio che ha ricevuto oltre 4 milioni di voti, il 75% esprimendo il suo favore.

    Ma Twitter, come abbiamo spiegato in un altro articolo, l’annuncio che il modifica tweet lo aveva già fatto, solo che lo aveva fatto il 1° di aprile, portando tutti a pensare che fosse uno scherzo. E invece non lo era.

    L’azienda è poi intervenuta dichiarando che l’annuncio non dipendeva dal tweet di Elon Musk.

    Ma il fondatore della Tesla non si è fermato certo a questo.

    Nei giorni successivi ha continuato a twittare su diversi ambiti, arrivando a scrivere anche “Twitter è morto?“, proprio il 9 aprile, giorno in cui sarebbe diventato ufficiale il suo ingresso nel CdA di Twitter:

    Altra situazione che ha imbarazzato non poco è stata quando, sempre sabato 9 aprile, ha cominciato a twittare su Twitter Blue, l’app di Twitter che aggiunge nuove funzionalità a pagamento. Nel primo tweet, Elon Musk suggeriva che Twitter Blue dovrebbe garantire un altro tipo di spunta all’utente, diverso da quello di verifica. E ancora che il prezzo dell’abbonamento dovesse essere di 2 dollari al mese, pagando in anticipo i 12 mesi. Se poi, nel corso dei mesi, l’app fosse stata usata per diffondere spam, Musk suggeriva la sospensione senza rimborso.

    Scriviamo al passato perché Musk ha cancellato il tweet principale. In basso qualche screenshot:

    Aveva anche proposto di convertire gli uffici di Twitter, a San Francisco, in rifugi per i senta tetto, “dato che nessuno si presenta”.

    Insomma, la scelta di non entrare nel CdA può rivelarsi per Twitter un bene. I rischi che avevamo immaginato si sono verificati immediatamente e forse, appunto, tutto questo potrebbe essere un bene.

    Ma c’è da attendersi un forte ribasso del titolo, in conseguenza di questa decisione di Elon Musk, e c’è anche da registrare che, da quel poco che si sa, il fondatore della Tesla non sarebbe (condizionale d’obbligo!) più il maggior azionista.

    Infatti, il fondo comune Vanguard venerdì scorso ha acquisito una quota del 10,3% di Twitter, diventando di fatto il maggiore azionista. Chissà se anche questo ha influito nella scelta di Elon Musk. E la risposta non l’avremo certo a breve.

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