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  • ChatGPT, ecco come viene impiegato con intenti malevoli

    ChatGPT, ecco come viene impiegato con intenti malevoli

    Ormai ChatGPT, il chatbot di Intelligenza Artificiale creato da OpenAI, è diventato virale e tutti ne parlano. Ma oltre alle grandi opportunità che si presentano, come sempre, ci sono anche dei grandi rischi. Eccone alcuni.

    Ormai non si parla d’altro, da circa un mese, se non di Intelligenza Artificiale e ChatGPT. E questo perché il software, realizzato da Open AI, l’organizzazione fondata da Elon Musk e Sam Altman, ha lanciato il software che permette una interazione diretta con l’essere umano, rispondendo per iscritto a esigenze concrete. Da quel momento il fenomeno è diventato virale e tutti ne parlano.

    Basta dare un piccolo monitoraggio con Google Trends per sincerarsi di quanto sia cresciuto l’interesse verso ChatGPT.

    Per non parlare delle notizie più recenti che parlano di Microsoft pronta ad investire 10 miliardi di dollari in Open AI per non mancare la grande occasione di implementare l’intelligenza artificiale all’interno di Bing, il suo motore di ricerca.

    Eppure, il grande fisico e matematico Stephen Hawking sosteneva che una intelligenza artificiale molto evoluta avrebbe potuto mettere a rischio la stessa esistenza umana, “dobbiamo far fare all’AI quello che vogliamo che faccia“.

    E sulla base di questo monito Elon Musk e Sam Altman hanno dato vita ad Open AI nel tentativo di dare vita ad una Intelligenza Artificiale più controllabile e gestibile.

    Un grande intento, non c’è che dire, ma, come ogni cosa, anche questa modalità presenta dei rischi e dei pericoli, oltre ai grandi vantaggi.

    chatgpt openai usi malevoli franzrusso.it

    Ci soffermiamo proprio su alcuni pericoli che iniziano ad essere rilevati, perché al momento ChatGPT può essere usato da chiunque. Pensate che a dicembre, al suo lancio, in soli 5 giorni sono stati registrati oltre 1 milioni di utenti, un risultato straordinario. Tanto straordinario se pensate che Facebook ci ha impiegato 10 mesi prima di arrivare al milione di utenti e Netflix, invece, tre anni. Certo, sembrano esempi lontani, ma era giusto per dare la dimensione del clamore mediatico che si è creato attorno a Chat GPT.

    Ora, questo tipo di modalità di scrittura automatizzata, attraverso una intelligenza artificiale, come ChatGPT sta interessando proprio tutti, inclusi hacker e cyber criminali in generale.

    Un aspetto, questo, che comincia ad essere monitorato dalle agenzie che si occupano di cybersecurity perché sono già in atto azioni malevoli che potrebbero, più di quanto non lo sia già, trarre l’utente in inganno.

    Gli esempi sono già attivi attraverso trolling sui social media, la società WithSecure durante una sua indagine ha creato un account di un’azienda inventata, con relativo account del CEO Kenneth White, istruendo l’intelligenza artificiale a scrivere post sui social media al fine di attaccare il CEO a livello personale, minacce incluse.

    Ma questo non è che un piccolo esempio di ciò che i criminali digitali potrebbero creare usando un software come Chat GPT. Basti pensare a truffe sulle criptovalute organizzate in maniera da sembrare credibili, con account fake che, grazie all’IA, presentano contenuti persuasivi e convincenti.

    Anche Check Point Research (CPR), la divisione Threat Intelligence di Check Point Software, sta osservando i primi casi di criminali informatici e utenti che utilizzano ChatGPT per sviluppare tool pericolosi. E i ricercatori di Check Point Software segnalano che gli hacker potrebbero utilizzare ChatGPT e Codex di OpenAI per eseguire attacchi mirati. Per dimostrarlo, CPR ha utilizzato ChatGPT e Codex per produrre e-mail e codici malevoli e una catena di infezione in grado di colpire i computer degli utenti.

    Con questa modalità, CPR è stato in grado di creare una e-mail, con un documento Excel allegato, contenente codice dannoso in grado di scaricare reverse shell. Gli attacchi di reverse shell puntano a connettersi a un computer e a reindirizzare le connessioni di input e output della shell del sistema di destinazione, in modo che l’aggressore possa accedervi da remoto.

    Questi gli step eseguiti dai i ricercatori di CPR:

    • Chiedere a ChatGPT di impersonare una società di hosting

    chatgpt email webhosting CPR franzrusso.it

    • Chiedere a ChatGPT di ripetere la procedura, creando un’e-mail di phishing con un allegato Excel malevolo

    chatgpt email phishing CPR franzrusso.it

    • Chiedere a ChatGPT di creare un codice VBA dannoso in un documento Excel

    chatgpt codice vba dannoso CPR franzrusso.it

    Codice di Open AI

    CPR è stato anche in grado di generare codice malevolo utilizzando Codex, ponendo richieste come:

    • Eseguire uno script di shell inversa su una macchina Windows e connettersi a un indirizzo IP specifico.
    • Verificare se l’URL è vulnerabile a SQL injection accedendovi come amministratore.
    • Scrivere uno script python che esegua una scansione completa della porta sul computer di destinazione.
    • Conseguentemente il codice dannoso è stato generato da Codex.

    ChatGPT può alterare significativamente il panorama delle minacce informatiche“, dice Sergey Shykevich, Threat Intelligence Group Manager at Check Point Software. “Ora chiunque abbia risorse minime e zero conoscenze nel codice, può facilmente sfruttarlo a scapito della sua immaginazione. Per mettere in guardia il pubblico, abbiamo dimostrato quanto sia facile utilizzare la combinazione di ChatGPT e Codex per creare e-mail e codice dannosi. Credo che queste tecnologie AI rappresentino un altro passo avanti nella pericolosa evoluzione di capacità informatiche sempre più sofisticate ed efficaci“.

    E ancora, i ricercatori CPR hanno scoperto che il 29 dicembre 2022, su un popolare forum di hacking clandestino, è apparso un thread intitolato “ChatGPT – Benefits of Malware“. L’autore del thread ha rivelato che stava sperimentando ChatGPT per ricreare dei malware e le tecniche descritte nelle pubblicazioni di ricerca e negli articoli sui malware più comuni.

    In realtà, anche se questo individuo potrebbe essere un aggressore molto tech, questi post sembravano dimostrare ai criminali informatici meno capaci tecnicamente come utilizzare ChatGPT per scopi dannosi, con esempi reali che possono utilizzare immediatamente.

    Il 21 dicembre 2022, un aggressore soprannominato USDoD ha pubblicato uno script Python, che ha sottolineato essere il “primo script che abbia mai creato“. Quando un altro criminale informatico ha commentato che lo stile del codice assomiglia a quello di OpenAI, USDoD ha confermato che OpenAI gli ha dato una “bella mano a finire lo script con una bella portata“.

    Ciò potrebbe significare che i potenziali criminali informatici che hanno poche o nessuna capacità di sviluppo potrebbero sfruttare ChatGPT per sviluppare tool dannosi e diventare nuovi criminali informatici a tutti gli effetti con capacità tecniche.

    Ecco, questo lo scenario, pericoloso, che non va assolutamente sottovalutato. Val la pena quindi abbracciare queste nuove innovazioni, sapendo però che le stesse possono nascondere pericoli poco conosciuti o, addirittura, amplificarli, rendendo tutto molto più complicato da gestire.

    Ovviamente, questa non è che una parte e ci ritorneremo sicuramente più avanti.

    Immagine di copertina: ChatGPT su schermo pc, foto di @rokas91 - Depositphotos
  • Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Il 2023 di Twitter inizia con il nuovo layout, fortemente voluto da Elon Musk, che ricorda molto TikTok. Ma ci sono altre novità, alcune già attive e altre in arrivo, che stanno definendo sempre di più il nuovo Twitter 2.0.

    In attesa di capire se, e quando, Elon Musk lascerà davvero il ruolo di CEO di Twitter, la piattaforma ormai nelle mani del proprietario della Tesla ha introdotto delle novità recenti e altre, più rivoluzionarie, stanno per arrivare.

    Dopo l’esito del sondaggio da lui indetto, attraverso il quale gli utenti hanno espresso il parere che debba lasciare il ruolo di CEO dell’azienda da lui recentemente acquisita, Elon Musk non sembra farci molto caso, anzi.

    Al momento il processo, pesante, di ristrutturazione dell’azienda prosegue e, allo stesso tempo, anche il processo di rivoluzione della piattaforma stessa.

    Sì, parliamo di rivoluzione nel senso che alcune delle innovazioni annunciate rischiano di cambiare Twitter in maniera radicale, al punto da farlo sembrare altro.

    twitter 2023 layout novità

    Oltre a tutto ciò che è successo negli ultimi due mesi, da quando Elon Musk è diventato proprietario di Twitter, l’intento qui è quello di mettere in evidenza ciò che è stato introdotto da allora e ciò che arriverà.

    Già, perché nello scorso fine settimana Elon Musk, come al suo solito, in un tweet ha annunciato delle importanti novità che, in parte, arriveranno nei prossimi giorni e in parte nelle prossime settimane.

    E cominciamo con la novità che arriverà nelle prossime settimane, nel mese di febbraio, quella più rivoluzionaria per gli effetti che produrrà.

    Twitter e i long-form tweet

    Non appena arrivato in Twitter, sapete che Elon Musk ha redatto il suo piano chiamato “Twitter 2.0”. Questo piano, dopo la robusta riorganizzazione dell’azienda (che ha portato al licenziamento di oltre il 60% dei dipendenti) aveva come obiettivo quello di allungare il numero dei caratteri a disposizione per comporre un tweet, al momento fermo a 280 caratteri.

    In pratica, viene introdotto il long-form tweet e Andrea Conway, designer di Twitter, ha di recente svelato alcuni screenshot di come sarà la nuova funzionalità. Quello che non si sa ancora è se i caratteri a disposizione saranno 2.500 o 4.000, come affermato da Elon Musk nelle scorse settimane.

    Ovviamente, in quanto rivoluzionaria, si tratta di una funzionalità che divide, nelle opinioni, gli utenti di Twitter.

    Twitter e la nuova interfaccia For you, in stile TikTok

    Un’altra novità, che ha annunciato Elon Musk, avrà un impatto abbastanza evidente sul layout di Twitter. In pratica, una delle grandi fissazioni del capo della Tesla, da oggi, e solo per i dispostivi iOS al momento, per passare dai tweet consigliati a quelli degli account seguiti basterà spostarsi a destra e a sinistra. Si tratta di una nuova interfaccia utente che nulla ha a che fare con quella attuale.

    Come annunciato attraverso l’account Twitter Support, da oggi ci sarà una impostazione di default, chiamata For youPer te, che sostituisce l’attuale Home, che definirà il feed algoritmico, e poi ci sarà una sezione chiamata FollowingSeguiti, che definirà il feed cronologico inverso. Scompare la stellina (ancora visibile su Android e sulla versione web) e che permetteva il passaggio tra i due feed, anche se resta sempre possibile passare al feed cronologico.

    Il passaggio tra i due feed viene reso possibile da uno “swipe” a destra e a sinistra.

    Non vi sfuggirà la pesante analogia con TikTok che, nella medesima forma, propone uno switch tra la modalità “For you” e quella “Following”.

    Quindi, “For you” ripropone sostanzialmente il feed della vecchia impostazione “Home”, ossia i tweet degli account che si seguono in ordine sparso, intervallati da tweet di account che l’algoritmo propone perché è possibile che possano piacere. Novità importante, che val la pena di sottolineare, è che anche se chiudete l’app avendo scelto l’impostazione “Following”, una volta riaperta si verrà riportati sempre all’impostazione di default, “For you”.

    Twitter e i nuovi segnalibri

    E poi, sempre uno dei punti fissi di Elon Musk, c’è una novità in arrivo che riguarda i segnalibri, la possibilità di salvare i tweet. E da quanto anticipato sempre da Andrea Conway sarà possibile salvare un tweet cliccando sull’icona, sempre la stessa, che ricorda molto quella già presente su Instagram, in alto a destra.

    Una volta salvato il tweet la stessa icona cambia colore, a ricordare il salvataggio. Questa novità arriverà entro il mese di gennaio.

    Twitter, i nuovi badge e le visualizzazioni pubbliche

    Tra le novità già adottate, per tutti gli utenti, ci sono i badge con colori differenti: blu per tutti gli abbonati a Twitter Blue (non ancora disponibile per tutti gli utenti), oro per le aziende e grigio per gli account istituzionali.

    E poi, di recente sono state rese pubbliche, su ogni tweet, le visualizzazioni di ciascun contenuto. Una novità anche questa molto divisiva tra gli utenti che, in realtà era già disponibile nella sezione Analytics ma non pubblica. Renderla pubblica per tutti, in effetti, non è una buona idea in quanto accentua, in maniera incontrovertibile, la distanza enorme tra le visualizzazioni e le interazioni che un singolo contenuto è capace di attrarre. Una distanza enorme che rischia di provocare anche effetti negativi.

    I Twitter Awards

    E ancora, tra le novità in arrivo c’è anche un potenziamento del motore di ricerca interno di Twitter, in realtà mai usato come si dovrebbe e che Elon Musk ha messo nel mirino.

    E, infine, vi è una novità che riguarda per lo più i creator, quando sembrava che la nuova gestione di Elon Musk se ne fosse completamente dimenticato. In pratica, la solita e ben informata Jane Manchun Wong ha scoperto che Twitter sta lavorando ad un sistema di stickers, quindi adesivi, che gli utenti possono acquistare per premiare i creatori dei loro tweet. Si tratta di una funzionalità che è molto simile (per alcuni la stessa) a quella già adottata su Reddit.

    E ci fermiamo qui con questa breve carrellata di novità, già concrete o in arrivo, che ci mostrano quanto Twitter stia cambiando in effetti.

    Un aspetto che tutti stanno già rilevando da qualche settimana a questa parte è che l’algpritmo di Twitter sta spingendo sempre di più verso una impostazione che è simile a quella di TikTok. Cerca quindi, nella impostazione che si chiamerà “For you” di cui sopra, di spingere contenuti di account che non si seguono in quanto crede che possano piacere. Una impostazione adottata anche da Instagram e da Facebook.

    Vedremo cosa succederà.

  • Elon Musk comincia a dare forma alla sua idea di Twitter

    Elon Musk comincia a dare forma alla sua idea di Twitter

    Da ieri ha cominciato a prendere forma l’idea che Elon Musk ha di Twitter, una piattaforma aperta a tutti con moderazione alleggerita lasciando voce anche agli utenti. Intanto sono altri 1.200 i dipendenti che hanno lasciato l’azienda.

    Sin da quando abbiamo iniziato a seguire tutta la vicenda Elon Musk e Twitter, da aprile di quest’anno ormai, ci siamo sempre chiesti quale fosse la sua idea di Twitter. Ebbene, dopo l’acquisizione chiusa il 27 ottobre, il fondatore della Tesla sta cominciando a plasmare Twitter come la intende lui. E, per la verità, non c’è nulla di nuovo o di cui meravigliarsi.

    Elon Musk non ha mai dettagliato come intendesse lui Twitter, nascondendosi sempre dietro all’intento generico di farne “una piazza libera per tutti”. Un intento che ha portato con sè sempre la stessa domanda, ma perché Twitter non era aperto a tutti?

    In realtà, la sua idea di “aperta a tutti” trova spiegazione nel suo tweet di ieri sera, ora italiana. Quel tweet potrebbe essere l’inizio della spiegazione di ciò che vuole fare. In buona sostanza, un programma su ciò che diventerà Twitter, forse, a breve.

    elon musk idea twitter

    Nel tweet Elon Musk scrive: “La nuova policy di Twitter prevede la ‘libertà di parola’, ma non la libertà di accesso. I tweet negativi/di odio saranno al massimo depotenziati e demonetizzati, quindi niente pubblicità o altre entrate per Twitter. Non troverete il tweet a meno che non lo cerchiate specificamente, il che non è diverso dal resto di Internet“.

    A questo tweet è seguito poi quello in cui Musk ha annunciato il reintegro sulla piattaforma di Kathie Griffin, Jorden Peterson e Babylon Bee. Giusto per spiegare chi sono questi personaggi che forse non tutti conoscono, bisogna dire che due dei tre due dei tre account sono stati bannati a causa di tweet in cui si parlava in maniera sbagliata di persone trans.

    Peterson è stato bannato a luglio per un tweet in cui parlava dell’attore trans Elliot Page, sollevando un caso di “deadnaming”, motivo per cui l’account venne sospeso. Nel tweet era infatti scritto “Vi ricordate quando l’orgoglio era un peccato? A Ellen Page è stato rimosso il seno da un medico criminale“. The Babylon Bee è stato bannato, nel marzo scorso, per un tweet simile in cui si parlava male di Rachel Levine, una donna trans che attualmente ricopre la carica di assistente segretario alla Sanità degli Stati Uniti. In particolare, The Babylon Bee era uno degli organi di informazione citati nei messaggi di Musks, resi noti nell’ambito del processo in cui era stato citato da Twitter. Quello scaturito dal suo intento di provare ad abbandonare l’accordo di acquisizione iniziale.

    Il terzo account, quello della comica Kathy Griffin, era stato bannato una decina di giorni fa nell’ambito della campagna di Musk contro le imitazioni. In un tweet Kathy Griffin aveva impersonato Musk sulle elezioni di metà mandato a seguito del quale, Musk aveva detto che la Griffin sarebbe stata riammessa sulla piattaforma se avesse pagato gli 8 dollari per Twitter Blue.

    Ricordiamo che adesso Twitter Blue è sospeso e che dovrebbe essere riattivato dal prossimo 29 novembre.

    Ora, a seguito dei due tweet, la veloce considerazione che si può fare è che questi reintegri sono la rappresentazione quasi plastica di quello che sarà Twitter prossimamente. E cioè un luogo dove ognuno potrà scrivere quello che vuole, dove le operazioni di monitoraggio e moderazione saranno di molto alleggerite e, sempre seguendo l’intento del nuovo proprietario, nelle decisioni una voce l’avranno anche gli utenti.

    Per rendere ancora più chiaro questo intento, l’occasione ce la offre proprio Musk.

    Qualche ora dopo la pubblicazione del tweet in cui ha annunciato i reintegri di cui molto si è discusso, ha avviato un sondaggio pubblico su Twitter chiedendo agli utenti se sono d’accordo o meno a reintegrare l’account di Donald Trump, sospeso da Twitter, e non solo, a seguito degli eventi di Capitol Hill di inizio 2021.

    Al momento i votanti sono più di 8,4 milioni di voti e i Sì sono il 52,7% (in calo) e i No sono il 47,4%. In pratica, Musk sta dimostrando che cosa significa dare voce agli utenti, cosa che verrà certamente più dettagliata e strutturata, provando a far passare questo sondaggio su un personaggio molto discusso, al centro adesso di una indagine negli Usa, come una decisione degli utenti. Da questo sondaggio, qualunque sia l’esito, potrà dire che la decisione è stata presa da chi usa Twitter.

    Vedremo come andrà.

    Ma tutto questo arriva al termine di un’altra giornata molto pesante per Twitter perché l’esodo dei dipendenti continua.

    Negli ultimi giorni, da giovedì, sono state orma più di 1.200 persone che hanno deciso di abbandonare Twitter invece che continuare a lavorare per Musk dopo il suo ultimatum con cui aveva chiesto una modalità hardcore per costruire quello che Musk definisce “Twitter 2.0”.

    Tenendo conto che la prima ondata di licenziamenti aveva ridotto il personale dai 7.500 iniziali ai 3.700, sottraendone altri 1.200, le persone che adesso lavorano in Twitter sono 2.500. Quasi il 70% in meno, senza considerare tutti i contratti annullati ai vari collaboratori esterni.

    Ci si chiede se questo possa apportare dei disagi sulla piattaforma, venendo a mancare figure centrali per la gestione tecnica della piattaforma. E di disagi ce ne sono segnalati da ieri più del solito, anche con una serie di down della piattaforma, una situazione molto rara. In alcuni casi, delle funzionalità ieri funzionavano a singhiozzi e alcuni tweet non venivano visualizzati correttamente.

    A questo proposito, vi invitiamo ad ascoltare lo spazio di ieri, ancora una volta su questo tema.

     

  • Elon Musk e Twitter Blue, tra caos e bancarotta

    Elon Musk e Twitter Blue, tra caos e bancarotta

    Elon Musk ha adombrato lo spettro della bancarotta riguardo a Twitter, l’azienda che ha acquisito per 44 miliardi di dollari. Intanto, la versione da 8 dollari al mese di Twitter Blue, come previsto, ha generato il caos.

    Non è il massimo iniziare in questo modo, ma trattandosi di Elon Musk e la sua gestione Twitter è doveroso. La premessa è che tutto questo che state per leggere è in continua evoluzione, tra notizie, smentite e notizie e poi smentite. Un fiume in piena di informazioni dal quale non emerge un piano chiaro e certo rispetto al futuro di Twitter.

    Questo è il racconto delle ultime 48 ore.

    Nonostante tutto l’ottimismo che Elon Musk cerca di infondere da giorni, parlando di numeri in crescita (senza fornire dati) sulla base dei quali cerca di calmare gli inserzionisti pubblicitari, all’interno della prima lettera indirizzata ai dipendenti dell’azienda ora in mano sua il tono è diverso.

    Elon Musk, Twitter e la lettera ai dipendenti

    E così, tra un tweet e l’altro (si dice che ormai sia oltre i 25 tweet al giorno), Musk ha trovato il tempo di scrivere ai dipendenti rimasti dopo il pesante taglio al personale all’indomani del passaggio di mano dell’azienda. Nella mail sono fissati i punti che caratterizzeranno la sua gestione, come: la fine del lavoro da remoto e la settimana lavorativa, in presenza, di 40 ore.

    Ma il contenuto si sofferma su quella che è la situazione di Twitter oggi. In pratica il fondatore della Tesla la definisce una situazione disastrosa che, per la sua stessa sopravvivenza, non potrà fare a meno della versione a pagamento.

    elon musk twitter caos

    Francamente” – scrive nella mail – “il quadro economico che si prospetta è disastroso, soprattutto per un’azienda come la nostra che dipende dalla pubblicità in un clima economico difficile. Inoltre,” – continua – “il 70% della nostra pubblicità è di marca, invece che di prestazioni specifiche, questo ci rende doppiamente vulnerabili!“.

    Twitter ad un passo dalla bancarotta

    Secondo il nuovo proprietario di Twitter, l’azienda co-fondata da Jack Dorsey è ad un passo dalla bancarotta e la priorità resta Twitter Blue.

    Come sappiamo, e abbiamo imparato bene in queste giornate immediatamente dopo l’insediamento di Elon Musk come nuovo proprietario della società di San Francisco, quando si parla adesso di Twitter Blue non ci si riferisce più alla sua accezione originale. E cioè di app sviluppata a parte con funzionalità aggiuntive.

    In questa nuova fase della piattaforma, Twitter Blue assume un valore centrale o meglio, sarebbe il caso di dire, fondamentale. Il fondatore della Tesla, senza mezzi termini definisce Twitter Blue “priorità assoluta”.

    Ovviamente, vista la situazione che si è creata, questa sembra essere l’unica soluzione che potrebbe portare al rialzo le entrate.

    Le entrate pubblicitarie hanno già subito una brusca frenata non appena Elon Musk si è insidiato alla guida di Twitter. Aziende come Allianz, Audi, L’Oréal e altre hanno sospeso le proprie campagne sulla piattaforma in risposta all’idea di rendere Twitter una piattaforma aperta a tutti. Un’idea che Musk ripropone sin dall’inizio, senza specificare come contrastare il fenomeno dello spam, dei bot, dei contenuti d’odio.

    Nei giorni scorsi Elon Musk aveva anche accusato, genericamente, gli attivisti che fanno pressione sugli advertiser per non fare più pubblicità su Twitter ed evitare di dare soldi a Elon Musk. E sempre Elon Musk continua a cercare di tranquillizzare le aziende sostenendo che nulla cambierà dal loro punto di vista e che Twitter resta una piattaforma con numeri in crescita. Da giorni Twitter di dati, senza fornire dettagli, che dicono di un crescente aumento nell’uso della piattaforma e di un aumento del numero degli utenti giornalieri.

    Ma la cronaca delle ultime ore ci riporta al solito problema dello spam, dei trollo, di account fake e anche alla fuga dei manager che si dimettono.

    Un duro colpo, da questo punto di vista, arriva con le dimissioni di altri manager che hanno abbandonato l’azienda nelle ultime 24 ore. L’uscita di uno in particolare ha destato molta sorpresa, e parliamo di Yoel Roth, responsabile della moderazione e della sicurezza di Twitter che solo fino a due giorni fa era al fianco di Elon Musk a spiegare che tutto procedeva come sempre. Aveva anche preso parte allo space di mercoledì sera (in Italia) alla presenza di Musk, uno space ascoltato fino ad oltre da oltre 1,8 milioni di utenti.

    E, proprio nelle ultime ore si aggiunge anche l’addio a Twitter da parte di Lea Kissner, la CISO di Twitter, ossia la responsabile della Information Security dell’azienda.

    Colpisce come, soprattutto in relazione a questi ultimi nomi, stiano abbandonando Twitter soprattutto le persone che dovrebbero garantire la sicurezza della piattaforma. Si tratta di dimissioni che confermano come il cambio della proprietà sia in rotta con tutto quello che è stato Twitter fino al 27 ottobre di quest’anno.

    Come detto, Twitter Blue è e sarà centrale per il futuro di Twitter, è ormai abbastanza evidente. Ma proprio mentre scriviamo Twitter Blue è stato temporaneamente disabilitato su iOS, l’unico sistema operativo su cui è attualmente disponibile (non lo è ancora per Android e per la versione web della piattaforma). La spiegazione è che vi è stato un corposo aumento di account fake, verificati con la spunta blu attraverso Twitter Blue, che in realtà impersonavano celebrità, giornalisti, politici. In alcuni casi anche il presidente Usa, Joe Biden.

    Una situazione incresciosa che ha costretto Twitter a sospendere l’app per le iscrizioni a pagamento. Insomma, una situazione che non si può non definire caotica.

    Il caso più eclatante è quello capitato all’azienda Eli Lilly, l’azienda farmaceutica di Indianapolis, colloso mondiale, passata alla storia come una delle prime aziende a produrre l’insulina. Ebbene, un account fake con il nome dell’azienda, creato attraverso Twitter Blue con apposita spunta di verifica, ha creato il caso più totale con un tweet che annunciava l’intenzione dell’azienda di rendere l’insulina gratis.

    Si è trattato di un grave caso di hacking autorizzato, pagando i famosi 8 dollari al mese, senza bisogno di fare hacking. È come se l’account dell’azienda fosse stato violato usando una modalità che avrebbe invece dovuto ottenere, secondo Elon Musk, l’effetto contrario.

    Il titolo dell’azienda ha poi perso, in relazione a quel falso tweet, il 4,45%.

    Come già ricordato, Twitter Blue, secondo le ultime informazioni a riguardo, a fronte del pagamento di 8 dollari al mese (7,99$ al mese), che molto probabilmente nel nostro paese saranno 7,99 euro (circa 8,2 dollari al cambio attuale) aggiungerà il segno di verifica e sbloccherà altre funzioni. E sul segno di verifica si è discusso molto in questi giorni, anche perché a molti non è ancora chiaro cosa succederà a chi ha già la spunta. Di seguito cerchiamo di fare un po’ più di chiarezza.

    https://twitter.com/chrismessina/status/1591066530011545600

    La nuova versione di Twitter Blue e la spunta blu

    Sulla base di quello che è dato sapere fino a questo momento, chi ha già la spunta continuerà ad averla. Viene sospeso il metodo di richiesta di verifica, l’ultimo attivo fino a qualche giorno fa, e per ottenere la spunta blu i nuovi iscritti dovranno necessariamente pagare 8 dollari. Questo significa che qualsiasi nuovo account di rilievo, come una grande azienda, una testata giornalistica o una università, deve pagare attraverso Twitter Blue.

    Twitter fa sapere poi che l’abbonamento includerà

    • un posizionamento più elevato dei tweet nelle risposte e nelle ricerche;
    • il 50% in meno di annunci pubblicitari;
    • la possibilità di caricare video più lunghi.

    Elon Musk ha precedentemente twittato che potrebbe esserci un modo per leggere gli articoli di notizie a pagamento.

    Si tratta di funzionalità aggiuntive oltre a quelle già previste per la prima versione di Twitter Blue, a 4,99 dollari, con la possibilità di modificare i tweet, di utilizzare una immagine NFT come foto del profilo e di caricare video ad alta risoluzione.

    Ora, dal momento in cui un account verrà verificato comparirà la dicitura “Questo account è verificato perché è abbonato a Twitter Blue“, mentre gli account precedentemente verificati, che, come abbiamo detto, conserveranno la spunta, avranno questa dicitura “Questo account è verificato perché è importante per il governo, le notizie, l’intrattenimento o un’altra categoria designata“.

    E qui è il caso di fermarsi per il fatto che le notizie si susseguono in maniera frenetica. Ma torneremo ad occuparcene e a rendervene conto.

  • Elon Musk ha comprato Twitter, ora inizia un′altra storia

    Elon Musk ha comprato Twitter, ora inizia un′altra storia

    Alla fine, dopo mesi travagliati, Elon Musk ha comprato Twitter per 44 miliardi di dollari. “Twitter non può diventare un inferno per tutti” ha scritto agli investitori. Di certo, per Twitter inizia un’altra storia, dal destino incerto.

    L’uccellino è libero“. Con queste poche parole, Elon Musk ha confermato che l’acquisizione di Twitter è completata, con un giorno di anticipo. In effetti, c’era tempo fino alle ore 17, orario di New York, del 28 ottobre 2022 per concludere l’affare, ma, evidentemente, i giochi erano ormai fatti e Musk, d’altronde, non aveva altra scelta.

    Sin dall’inizio di questa vicenda, andata avanti per mesi, abbiamo seguito con estrema attenzione tutte le fasi, per cercare di comprendere quale fosse il vero motivo per cui, ad un certo punto, uno degli uomini più ricchi del pianeta, decidesse di investire su una piattaforma come Twitter. Quello che poteva sembrare una grande occasione, in effetti si è dimostrata quasi una grande iattura.

    Elon Musk dunque arriva a completare l’acquisizione di Twitter e per la piattaforma nata a 140 caratteri inizia un’altra storia, piena di incognite e di incertezze.

    Per restare sulla cronaca di queste ore, il primo atto di Musk è stato quello di licenziare i primi executive dell’azienda co-fondata dall’ex CEO Jack Dorsey. E parliamo del CEO Parag Agrawal, insediatosi solo a novembre dello scorso anno, del direttore finanziario Ned Segal e di Vijaya Gadde, responsabile delle politiche legali, della fiducia e della sicurezza, la persona che ha lavorato molto in questi ultimi tre anni per approntare una policy su Twitter in modo da garantire regole certe.

    Elon Musk compra Twitter 2022

    Ci sono stati momenti concitati, ovviamente, anche solo per il fatto che la vicenda, come vi abbiamo raccontato, non è stata condotta come avrebbe dovuta essere, caratterizzata da diversi momenti di tensione, che hanno alimentato un ambiente molto irrequieto. I manager e un consulente sono stati scortati fuori, come ha scritto il Washington Post.

    La situazione che si prospetta da oggi in poi non è molto tranquilla e non lo è certamente per gli oltre 7.500 dipendenti che lavorano all’interno dell’azienda. Nei giorni scorsi si è parlato di un taglio del 75% della forza lavoro dell’azienda, destando molti dubbi su quello che sarà il futuro della piattaforma anche solo dal punto di vista della moderazione. Un taglio pesante che è stato messo in discussione, anche se su questo Musk non si è mai pronunciato chiaramente.

    Quello che si sà è che i tagli ci saranno, forse in misura molto ridotta rispetto a quanto si pensa, ma a questo si aggiunge il taglio di quasi 1 miliardo di dollari per la gestione del personale. Gioco forza, ci saranno comunque delle conseguenze.

    E proprio ieri, giovedì 27 ottobre 2022, Musk in una lettera, pubblicata anche in un suo tweet, indirizzata agli investitori pubblicitari, ha cercato di rassicurarli sostenendo che questo passaggio per lui non è un modo per fare soldi, ma semplicemente per rendete “Twitter una piazza aperta a tutti”. Parole che abbiamo già sentito, soprattutto all’inizio di questa lunga vicenda.

    Nella lettera Musk aggiunge che “Twitter non può diventare un inferno libero per tutti“, senza spiegare come intende portare a compimento questo intento.

    Di certo, Musk ha dimostrato in più occasioni di essere particolarmente funambolico, poco affidabile, ma pur sempre allergico alle regole e alla suo osservazione. Si dice spesso che sia un carattere spesso presente nelle persone geniali, poco avvezze a seguire certi canoni e molto più propensi verso il loro istinto. Ma questo aspetto geniale può essere valido, per certi versi, quando riguarda la persona singola e non quando questo aspetto finisce per essere in relazione con altri e averne addirittura la responsabilità. Sono due cose diverse e non possono stare insieme.

    Questo denota come sarà il nuovo corso di Twitter: funambolico.

    Diciamo anche, come accennato all’inizio, per chi non avesse seguito tutti i passaggi di questa “saga”, come l’hanno definita i media americani, che Elon Musk non aveva scelta.

    In sintesi, quando a luglio scorso manifestò l’intento di uscire dall’accordo di acquisizione, per il fatto che lui ritenesse le informazioni fornite da Twitter sulla presenza di spam/bot assolutamente lontane dalla realtà, Twitter un secondo dopo lo ha citato in giudizio per fare in modo che l’accordo si completasse.

    Ricordiamo che, naturalmente, l’accordo avrebbe dovuto compiersi comunque entro ottobre di quest’anno.

    Ora, in questi ultimi mesi ha cercato di percorre la via legale con i suoi avvocati, salvo poi rendersi conto che i debiti contratti con le banche erano alti e le stesse cominciavano a stancarsi del suo atteggiamento; che gli stessi amici coinvolti, come Larry Ellison (che ha sborsato 1 miliardo di dollari) non avevano nessuna intenzione di abbandonare l’affare; che gli stessi azionisti gli avrebbero fatto causa per avere i loro soldi a 54,2 dollari per azione posseduta; che avrebbe comunque dovuto pagare una pensale da 1 miliardi di dollari e che, soprattutto, il Tribunale del Delaware lo avrebbe costretto a completare l’acquisizione.

    Di fatto, non aveva scelta a completare l’acquisizione di un’azienda verso cui, si dice, avrebbe perso interesse, ammettendo, qualche giorno fa, di essere consapevole di pagarla ad un prezzo ben più alto di quello che vale effettivamente. Il prezzo finale, ricordiamolo ancora una volta, è di 44 miliardi di dollari. Alcuni analisti finanziari sostengono che il valore effettivo dell’azienda oggi sarebbe di circa un quarto di quella cifra.

    Insomma, da oggi per Twitter inizia un’altra storia con la rimozione del titolo da Wall Street diventando di fatto un’azienda privata. Un vecchio pallino di Jack Dorsey che aveva inizialmente approvato l’interesse di Elon Musk proprio su questo punto.

    Non conosceremo più le informazioni di base in via ufficiale, come il numero effettivo degli utenti, ad esempio, che resterà condiviso solo con gli inserzionisti pubblicitari. Non conosceremo più diverse informazioni sulla crescita della piattaforma, anche dal punto di vista del business.

    Il futuro di Twitter resta incerto e già una parte dei repubblicani chiedono a Musk di sbloccare subito l’account Twitter di Donald Trump, bloccato da Twitter per via dei fatti di Capitol Hill. “L’uccellino è libero, adesso libera il GOAT“, scrive in risposta la repubblicana Lauren Boebert, menzionando Donald Trump e dove GOAT, ma questo lo sapete già, sta per “Great Of All Times”, il più grande di tutti i tempi.

    Di recente è tornato anche Kanye West, che adesso si fa chiamare Ye, accolto a bracci aperte da Musk.

    Ecco, questo è il tono che prenderà il nuovo corso di Twitter, si partirà da qui.

    Di certo Twitter non sparirà, ma forse finirà per far parte di un ecosistema con al centro Tesla, denominato X app, e vedremo se sarà davvero così.

    Noi continueremo ad usarlo e chi vi scrive deve molto a questa piattaforma. Mi ha dato tanto, mi ha permesso di fare tanto, regalandomi come primo follower addirittura Barack Obama.

    Seguiremo le vicende a seguire e ve le racconteremo sempre qui, ma intanto da oggi per Twitter inizia un’altra storia.

  • L′accordo tra Elon Musk e Twitter si farà, ma a caro prezzo

    L′accordo tra Elon Musk e Twitter si farà, ma a caro prezzo

    Il 28 ottobre si avvicina e l’accordo di acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk sembra proprio che si farà e a caro prezzo. I tagli al personale ci saranno, ma Twitter rischia di diventare altro.

    La data del 28 ottobre si avvicina e l’accordo tra Elon Musk e Twitter sembra consolidarsi sempre di più. Dopo aver riaperto la strada verso l’acquisizione, con il conseguente stop al processo che le vedeva contrapposte, le parti ormai sono sempre più vicine e si lavora sugli ultimi dettagli. E che dettagli.

    Da parte sua, Elon Musk non ha mai nascosto che, una volta acquisita la società, avrebbe operato una forte riduzione del personale, ma i numeri che sono stati anticipati dal Washington Post sono davvero allarmanti. E non è detto che quanto riportato da WP accadrà per davvero.

    Secondo quanto riportato dall’autorevole quotidiano Usa, oggi di proprietà di Jeff Bezos, il fondatore della Tesla avrebbe in mente di ridurre di ben il 75% la forza lavoro di Twitter, una volta diventato proprietario. Un dato decisamente impressionante.

    Tenendo fede a questo dato, l’attuale forza lavoro di Twitter, composta da 7.500 lavoratori, si ridurrebbe a circa 1.850 dipendenti. Una forte riduzione che avrebbe, come è facile intuire, una pesante ricaduta sulla gestione dell’azienda e, di conseguenza, anche sulla funzionalità della piattaforma.

    Elon Musk accordo Twitter 2022

    Va detto che, se l’accordo dovesse andare male, e quindi non concludersi, le conseguenze sul personale dell’azienda e sulla gestione sarebbero comunque gravi. Si stima che ci sarà una riduzione di 800 milioni di dollari nella gestione dell’azienda che comporterà la riduzione del numero dei dipendenti del 25%.

    E le preoccupazioni, da questo punto di vista, riguardano tutto quanto è stato fatto in questi anni per rendere la piattaforma più sicura. Una forte riduzione del personale rischierebbe di rendere la piattaforma più suscettibile ad violazioni e attacchi.

    Uno scenario che andrebbe evitato.

    L’intento di Musk sarebbe quello di avvalersi dello stack ranking, metodo dismesso da Microsoft nel 2013, in quanto contribuiva ad alimentare un cattivo ambiente di lavoro, che consiste nell’individuare, all’interno del personale, gli “high” e i “low performer” attraverso una metodologia informatica.

    Il punto è proprio questo. Si vuole adottare all’interno di un team di essere umani quello che viene usato all’interno di uno schema in bit. Appare evidente che il metodo risulterebbe poco praticabile e, infatti, sono sempre di meno le aziende che lo adottano oggi. Figurarsi all’interno di un’azienda come Twitter.

    Il vero problema di Elon Musk sta nei costi che deve sostenere per completare l’acquisizione. Non ne ha mai fatto mistero, anzi, il suo staff di consulenti è alla continua ricerca di sconti.

    Intanto, lui ribadisce l’intento di raddoppiare le entrate nei prossimi tre anni. E come? Vendendo profumi? Perché al momento non è dato sapere come questo potrà mai concretizzarsi. Pensare di riuscirci attuando una forte riduzione del personale sarebbe semplicemente da folli. E in effetti il soggetto in questione nell’etichetta “folle” ci sta tutto.

    Senza tralasciare il fatto che, nello stesso lasso di tempo, intende anche triplicare il numero degli utenti giornalieri sulla piattaforma. E anche su questo le parole descrivono solo intenzioni senza dettagli. Anche perché il fondatore della Tesla ritiene che i 238 milioni di utenti giornalieri “monetizzabili” siano gonfiati, ritenendo più veritieri essere intorno ai 20 milioni giornalieri. E anche qui ha ingaggiato una battaglia a suon di numeri.

    Come certamente ricorderete, Elon Musk, all’inizio di questa sua “avventura”, aveva posto l’accento su una possibile versione premium di Twitter per cercare di creare una alternativa alle entrate. Ora, era strano che proprio colui che intendeva acquisire la piattaforma non sapesse che questa modalità a pagamento esiste e si chiama Twitter Blue. Ricorderete anche quando cercò di far passare una sua idea il fatto di rendere a pagamento la funzionalità per modificare i tweet, cosa che invece Twitter aveva già messo in cantiere.

    Ma è forse il caso, adesso, che lo stesso Elon Musk si rendesse conto di come stanno veramente le cose.

    elon musk accordo twitter 2022

    Dopo aver annunciato il rilascio della funzionalità, tanto attesa, per modificare i tweet, entro 30 minuti per un massimo di 5 volte (con cronologia delle modifiche visibile) all’interno di Twitter Blue, l’app a pagamento, sembra che l’interesse non sia entusiasmante. I primi dati, dopo il rilascio della funzionalità negli Usa lo scorso 6 ottobre, ci dicono che non si è registrato quel boom che ci si aspettava. E questo per due motivi.

    Il primo è spiegato dall’aumento dei costi per l’abbonamento all’app, quasi raddoppiati durante la scorsa estate. Negli Usa è passato da 2,99 dollari a 4,99 dollari al mese. Il secondo è spiegato, forse, dal fatto che adesso l’interesse verso questa funzionalità tanto attesa e tanto richiesta, sta calando. Nel senso che avrebbe avuto più senso rilasciarla disponibile per tutti gli utenti, come già avviene su altre piattaforme, invece che renderla premium sperando che questo avesse attirato gli utenti ad abbonarsi.

    Questa considerazione ha molto senso se la guardiamo nell’ottica di modalità alternativa di guadagno per Twitter. Anche perché questa stessa funzionalità avrebbe dovuto alimentare l’interesse e gli abbonamenti. E invece, sembrerebbe non essere così.

    E dunque, come intende Elon Musk raddoppiare le entrate? Lo scopriremo, forse, dopo il 28 ottobre, sapendo bene che il destino di Twitter sarà quello di diventare un’azienda privata, libera dalla pressione di Wall Street, il vero intento di Elon Musk che piacque subito a Jack Dorsey. Ma ora?

    Davvero Elon Musk è pronto ad acquisire un’azienda, quasi di malavoglia adesso, e licenziare la gran parte dei dipendenti? Davvero vuole rendere Twitter così debole? E come lo spiegherebbe ai suo creditori, tra i quali figura anche Larry Ellison, co-fondatore di Oracle, che ha messo nell’affare 1 miliardo di dollari? E come pensa di raddoppiare le entrate con una piattaforma indebolita?

    Sono queste le domande che andrebbero poste a Musk e che rendono poco attuabile il taglio del 75% del personale.

    Senza dimenticare che adesso l’amministrazione Biden ha deciso di monitorare da vicino tutte le attività di Elon Musk e, quindi, anche l’acquisizione di Twitter. Fatto non del tutto secondario.

    In tutto questo, la notizia di oggi è che le banche coinvolte nell’affare si dicono ormai pronte a sostenere l’accordo di Twitter di Elon Musk per mantenere tutti i 13 miliardi di dollari di debito nei loro bilanci piuttosto che venderlo. Questo perché, anche volendo rivenderlo, nel mercato con la situazione attuale sarebbe un rischio ulteriore. allora è meglio continuare su questa strada. Lo riporta il Wall Street Journal, a conferma che tutto sta procedendo verso la conclusione.

    Insomma, tutti i segnali, come abbiamo visto, dicono che sarà un accordo a caro prezzo, per Musk e per Twitter.

  • Kanye West, Elon Musk e la libertà di parola sui social media

    Kanye West, Elon Musk e la libertà di parola sui social media

    Il ritorno di Kanye West, o Ye, salutato con calore da Elon Musk, riporta al centro il tema della libertà di parola sui social media. Intanto, la legge del Texas sembra essere in linea con l’idea di libertà di parola del fondatore della Tesla, in procinto di chiudere l’accordo con Twitter.

    Di recente Kanye West, o rapper Ye, è ritornato sui social media, su Twitter e Instagram in particolare. Ma il suo ritorno, salutato con affetto da Elon Musk, è stato immediatamente accompagnato da roventi polemiche. Dopo due contenuti violenti e antisemiti i suoi account sono stati nuovamente sospesi e poi riammessi.

    E tutto questo negli Usa, oltre che alle polemiche, ha generato, e sta generando, un grande dibattito su quello che sarà il futuro dei social media. Soprattutto per quello che riguarda la libertà di parola sulle piattaforme social.

    Ma cosa è successo, nello specifico, prima di passare a vedere effettivamente cosa si intende parlare del futuro dei social media in questo contesto.

    È successo che Ye su Instagram ha prima scritto che il rapper Sean “Diddy” Combs fosse controllato da ebrei e per questo, nel giro di poco, Instagram è intervenuta rimuovendo subito il contenuto e bloccando l’account, riammettendolo un secondo dopo. Ma non è tutto, perché Ye ha pubblicato un tweet antisemita in cui annunciava che avrebbe “ucciso 3 persone ebree”. Così come Instagram, anche Twitter è stata rapido a bloccare il contenuto, mantenendo attivo l’account del rapper.

    kanye west elon musk social media

    Fin qui sembra tutto regolare, cioè si tratta di un caso in cui un account pubblica contenuti che incitano alla violenza e per questo viene bloccato, in violazione delle regole delle piattaforme.

    Il problema però, e problema dipende proprio dal punto di vista a questo punto, è che nello stato del Texas esiste una legge, ormai da un anno ma attiva in questi giorni, che vieta alle grandi piattaforme social media di censurare gli utenti o limitare i loro contenuti sulla base delle opinioni politiche espresse. Negli Usa vi è grande preoccupazione che questa legge possa essere presa a modello anche da altri stati.

    Nel caso specifico, che riguarda Kanye West, come riporta anche il Washington Post, gli esperti in materia legale sostengono che questo tipo di leggi renderebbero molto più rischioso per le società di social media come Meta, proprietaria Instagram, e Twitter moderare contenuti come quelli pubblicati da West.

    Questo è il punto. Attraverso l’approvazione e la messa in pratica di una legge come quella del Texas, chiamata “House Bill 20“, che vieta alle piattaforme social media con oltre 50 milioni di utenti mensili, come Facebook, Twitter e YouTube, di rimuovere un utente o i suoi contenuti sulla base di un “punto di vista”, si rischia di interpretare in senso politico, e quindi non sindacabile e rimovibile, anche contenuti come quelli di West.

    https://twitter.com/kanyewest/status/1578620714000605184

    Se ci soffermassimo a pensare un attimo di più su questo punto, capiremmo meglio tutti che uno dei punti centrali della possibile rivoluzione che Musk vuole portare su Twitter (sempre ammesso che l’accordo vada in porto entro il 28 ottobre di quest’anno) è proprio quello che riguarda la libertà di parola nella sua espressione più estesa. Senza paletti e regole da rispettare, secondo quello che vorrebbe il fondatore della Tesla.

    Per intenderci, se Twitter fosse stata di Elon Musk, probabilmente quel tweet di Kanye West, e il suo account, non sarebbe stato bloccato. Anche in virtù del Primo Emendamento che “garantisce la terzietà della legge rispetto al culto della religione e il suo libero esercizio, nonché la libertà di parola e di stampa, il diritto di riunirsi pacificamente; e il diritto di appellarsi al governo per correggere i torti”.

    Come dicevamo prima, Elon Musk ha accolto con calore il ritorno di Kanye West su Twitter: “Bentornato su Twitter, amico mio!“. Facendo ben capire cosa intende per libertà di parola. Certo, dopo la censura e il blocco, Musk ha detto di aver parlato con West di quello che ha fatto. Non si sa se sia riuscito a fargli cambiare idea, infatti il suo account resta bloccato.

    Resta da capire poi cosa passa per la mente di West di scrivere quelle frasi non appena rimesso piede su queste piattaforme. E sempre per restare in tema, lo stesso West, quasi contemporaneamente, si trovava a Parigi dove non ha fatto a meno di sfoggiare una maglietta con su scritto “White Lives Matter”, motivo per cui la Adidas ha deciso di bloccare la loro decennale collaborazione.

    Ora, per restare sul tema, se dovesse davvero estendersi il concetto su cui si basa la legge sui social media del Texas, ossia quello che sancisce la salvaguardia del “punto di vista” dell’utente autore del contenuto, allora il grande rischio è che la richiesta di bloccare contenuti violenti, razzisti, xenofobi sarà sempre più inascoltata.

    Certo, vi è l’eccezione prevista da questa legge e cioè che lo stesso contenuto non deve incitare direttamente all’attività criminale o manifestarsi in minacce specifiche di violenza rivolte a una persona o a un gruppo” sulla base di caratteristiche quali religione e/o razza.

    Se dovesse passare una regola come questa ed essere approvata da altri stati o da valicare anche i confini Usa, allora ci ritroveremmo nella condizione di ritrovarci al fianco di chi genera odio e violenza mascherato da “punto di vista” e di vedere al tempo stesso le piattaforme incapaci di intervenire. Tutto questo significherebbe vanificare tutti gli sforzi fatti in materia negli ultimi anni.

    Tuttavia non avrebbe, forse, alcuna conseguenza in Europa, da questa ottica siamo un po’ più attenti. Ma avrebbe certamente ripercussioni per quello che è l’uso che gli utenti fanno di queste piattaforme.

    Negli Usa sono già diversi gli stati che si stanno muovendo in questo senso e attendono l’evoluzione della legge in Texas, e anche in Florida con una legge simile, soprattutto in vista di ciò che potrebbe dire la Corte Suprema.

    Però, questo è già sufficiente a delineare un futuro di incertezza su queste piattaforme che si troveranno nella difficoltà di intervenire, e di essere addirittura penalizzate per questo.

    La libertà di parola è sacra e non deve comprendere, o giustificare mai con il “punto di vista”, mai l’uso di espressioni violente o molto vicine ad esse. Chiunque provi solo a far passare un concetto come questo, deve anche assumersi la responsabilità di definirsi parte del problema.

    Speriamo che Elon Musk su questo punto ci pensi non una ma più e più volte.

  • Elon Musk ci ripensa, l′accordo con Twitter è vicino

    Elon Musk ci ripensa, l′accordo con Twitter è vicino

    A sorpresa, come sempre, Elon Musk invia una lettera a Twitter mostrando l’intenzione di riprendere l’accordo di acquisizione allo stesso prezzo iniziale. Tutto questo a poche settimane dall’inizio del processo da lui stesso innescato.

    Probabilmente Elon Musk vuole tenersi lontano dai tribunali o, meglio ancora, deve essersi reso conto che i bot-spam sono realmente intorno al 5%. Fatto sta che il fondatore della Tesla ci ha ripensato e con una lettera ha comunicato a Twitter l’intenzione di proseguite il processo di acquisizione al prezzo inizialmente concordato. E cioè 54.2 dollari per azione, vale a dire 44 miliardi di dollari.

    Si ricomincia, quindi non da dove ci si era fermati per volere dello stesso Musk. Una mossa che, oltre a lasciare ancora una volta stupiti, lascia anche molte domande.

    Di sicuro, Twitter, come sempre ha sostenuto in questi mesi, intende accettare la proposta di acquisto iniziale, quella che era stata chiusa con un accordo formale. Solo che ora la società guidata da Parag Agrawal vuole proseguire solo se il Tribunale del Delaware dichiara che si tratta di una mossa legalmente valida tale da sospendere definitivamente il processo che avrebbe dovuto tenersi a partire dal prossimo 17 ottobre.

    Elon Musk Twitter acqusizione 2022

    Questo è uno dei punti chiave della vicenda. Musk decide a sorpresa di proseguire l’accordo quando lui stesso lo aveva sospeso qualche mese fa, sostenendo che Twitter non lo avesse informato del reale numero di account spam/bot sulla piattaforma. Decisione che era, appunto, proseguita per vie legali, fino alla definizione di un processo da celebrarsi entro poche settimane.

    Ma perché questo ennesimo passo indietro?

    Elon Musk avrebbe dovuto essere interrogato presso il Tribunale di Austin e forse si è reso conto di essere in una posizione debole, posizione che avrebbe reso inefficace la stessa azione legale da lui innescata.

    Per non parlare della vicenda di Peiter Zatko, ex responsabile della sicurezza dell’azienda, che nei giorni scorsi ha accusato Twitter di affrontare il problema della sicurezza con leggerezza e senza una adeguata struttura tecnologica. La sua stessa entrata in scena non sarebbe stata di grande aiuto per Musk.

    A fronte di una situazione così complessa per Elon Musk, lo stesso ha finalmente dato ascolto ai suoi avvocati, convincendosi che l’accordo sarebbe stato concluso comunque. Allora, prima che questa decisione fosse presa da un giudice, Musk ha pensato di anticipare i tempi e dichiararsi disponibile a proseguire alle stesse condizioni iniziali.

    Al momento, visto il personaggio, non è ben chiaro cosa possa succedere da qui in avanti. Se all’inizio di quest’anno Elon Musk sembrava deciso ad acquisire Twitter per renderla una “piazza” dove ognuno potesse esprimersi liberamente (ricordate le polemiche?), adombrando anche l’idea di rimuovere il divieto che vige sull’account di Donald Trump, onestamente, anche dopo questa lettera, le intenzioni sono tutte da verificare.

    Verosimilmente, Twitter andrà avanti come se la data del 17 ottobre non fosse stata ancora modificata. Corretto prendere atto della situazione, ribadendo la propria posizione, ma la storia recente ha insegnato che il personaggio è alquanto inaffidabile e pensare che si possa essere “redento sulla via di Damasco” è molto improbabile. Ma non impossibile. Nel dubbio, meglio proseguire per la strada conosciuta.

    E poi, aspetto non secondario, c’è la grande scadenza dell’aprile 2023. In quel mese scadono i tempi per la conclusione dell’accorso da 44 miliardi di dollari e Elon Musk si troverebbe a dover sborsare 1 miliardo di dollari di penalità. Una situazione che gli stessi investitori che lo stanno aiutando a proseguire con l’accordo vorrebbero bellamente evitare. Ricordiamo che nella cordata di investitori figurano anche Andreessen Horowitz, il fondatore di Oracle Larry Ellison, il principe saudita Alwaleed Bin Talal Bin Abdulaziz Alsaud (già maggiore azionista della società nel 2016 insieme a Steve Ballmer).

    A sentire Elon Musk, l’acquisizione di Twitter, adesso, avrebbe un ruolo strategico nella creazione di X app, l’app per “qualsiasi cosa” come ha scritto in un tweet ieri:

    Si tratta di uno dei suoi grande pallini poi non portati avanti e che potrebbero riprendere adesso. L’idea sarebbe quella di combinare Tesla e Twitter all’interno di una super company.
    Nel dicembre 2020, un investitore e sostenitore di Musk, Dave Lee, scrisse su Twitter che Musk avrebbe dovuto “costituire una holding chiamata X” che sarebbe diventata la “società madre di Tesla, SpaceX, Neuralink e Boring Company” con la “missione di garantire sopravvivenza e progresso“. Ecco il senso del tweet di Musk.

    Dal nostro punto di vista, se anche così fosse, Twitter potrebbe diventare altro. Non scomparirebbe, ma certamente avrebbe un valore molto diverso da quello attuale.

    Lo stesso potrebbe succedere nell’eventualità in cui ad aprile 2023 Musk non dovesse dare seguito all’accordo e pagare la penale. Twitter intascherebbe facilmente 1 miliardo di dollari che male non fa. Ma sarebbe una società da ricostruire totalmente, dopo un anno pesante trascorso dietro alle velleità di Musk. Sarebbe comunque un momento in cui Twitter rischierebbe seriamente di diventare altro.

  • Elon Musk e i problemi di Twitter sulla sicurezza, facciamo il punto

    Elon Musk e i problemi di Twitter sulla sicurezza, facciamo il punto

    I problemi sulla sicurezza di Twitter, dopo l’eclatante denuncia di Peiter Zatko, detto “Mudge”, potrebbero fornire una grande occasione di rivalsa per Elon Musk. E comunque le cose restano complicate, anche per lo stesso fondatore della Tesla.

    La vicenda che riguarda Elon Musk e Twitter si arricchisce di un nuovo, ed imprevisto, episodio e, questa volta, il fondatore della Tesla potrebbe addirittura spuntarla. Forse.

    Come sappiamo, Elon Musk da maggio ha iniziato ad insinuare che il fenomeno spam/bot su Twitter fosse ben più alto del 5% rilevato dalla società di San Francisco. A nulla sono valse i report forniti, al punto che a luglio il fondatore della Tesla decide di abbandonare l’accordo di acquisizione della società, quello siglato ad un prezzo di 44 miliardi di dollari, lamentando di non aver avuto accesso ai dati e di essere convinto che Twitter stesse mentendo sugli stessi dati.

    Ne è conseguito una prima citazione da parte di Twitter verso Elon Musk, il caso verrà discusso presso la Corte del Delaware dal prossimo 17 ottobre, e poi una successivo contro citazione da parte di Elon Musk verso Twitter.

    elon musk twitter sicurezza

    Insomma, quando tutto si preparava ad essere discusso nelle aule dei tribunali, con avvocati pronti ad addentrarsi nei dati e nelle carte processuali per cercare di escogitare la propria linea a difesa della propria strategia, ecco che arriva l’imprevisto, quello che nessuno si aspettava.

    Qualche giorno fa Peiter Zatko, noto con il suo nome di hacker “Mudge”, assunto nel novembre del 2020 da Jack Dorsey, co-fondatore ed ex CEO di Twitter, presenta una denuncia formale, depositata presso la SEC, in cui, in sostanza, sostiene che Twitter ha mentito sui dati.

    E poi, in aggiunta, sostiene che Twitter in realtà non ha mai fatto nulla per risolvere il problema, molto più esteso secondo “Mudge” di quanto Twitter si ostini ad affermare. E, inoltre, che Twitter non fosse sufficientemente attrezzata per affrontare questo problema  con software e server obsoleti.

    Insomma, una denuncia che mette a nudo una situazione che potrebbe compromettere seriamente la reputazione di Twitter, proprio in vista delle prossime audizioni in tribunale, e mettere la società in una situazione difficile nei confronti di Musk.

    Infatti, il fondatore della Tesla non ha perso l’occasione per ritornare alla carica e sfruttare il momento a suo favore.

    Intanto non ha perso tempo a usare Twitter. Per primo ha twittato uno screenshot del Washington Post con scritto: “Quindi la prevalenza dello spam *è stata* condivisa con il consiglio, ma il consiglio ha scelto di non rivelarlo al pubblico…“.

    Poco prima aveva twittato un meme del Grillo Parlante, in riferimento a quanto ha denunciato da Peiter Zatko.

    Come dicevamo, il team di legali non si è fatto sfuggire l’occasione e ha subito presentato istanza presso la Corte del Delaware per richiedere di nuovo la possibilità di poter vedere i dati e confutare la loro tesi. In precedenza la giudice Kathaleen St. J. McCormick aveva rifiutato qualsiasi richiesta, ma alla luce di quanto successo, le cose sono cambiate.

    Vista la richiesta di Musk di analizzare miliardi di dati, richiesta che la giudice ha ritenuto assurda, la stessa giudice ha però imposto a Twitter di fornire a Musk i dati di 9 mila account che risultano come stima dal report di fine anno scorso. E sempre la giudice McCormick ha imposto a Twitter di fornire ulteriori dati che possano essere utili.

    Se fossimo ad un incontro di pugilato, questa per Musk è una ripresa da mille punti, si potrebbe dire che ha il match ormai alla portata. Ma le cose potrebbero complicarsi anche per lo stesso fondatore della Tesla.

    Ne abbiamo parlato nello spazio su Twitter (e dove, se no?) insieme a Luca Alagna con il prezioso contributo di Matteo Flora, esperto e docente di cyber security, che ci ha aiutato a comprendere meglio il quadro proprio da questo punto di vista. Qui sotto il link per poter riascoltare lo spazio:

    Twitter, dal canto suo, cerca di difendersi come può. Parag Agrawal cerca di far sentire la sua voce, sostenendo che tutta questa narrazione è pretestuosa. Ricordiamo che a licenziare Peiter “Mudge” Zatko fu proprio lui. Rebecca Hahn, portavoce di Twitter, prova ad allontanare i dubbi, confermando la veridicità dei dati diffusi da Twitter, e cioè che il fenomeno spam/bot sulla piattaforma è quantificabile al 5%.

    Per ora sembrerebbe, condizionale d’obbligo, che la situazione stia avvantaggiando Musk e forse neanche si aspettava tutto questo. O forse sì.

    Di certo, affronterà il processo di ottobre con un altro animo e intanto ha citato in giudizio Jack Dorsey e altri manager di Twitter per aver fornito informazioni fallaci.

    Staremo a vedere cosa succedere, in attesa del prossimo episodio di questa vicenda che quanto a colpi di scena non si è ancora esaurita.

  • Elon Musk e Twitter, adesso è battaglia legale

    Elon Musk e Twitter, adesso è battaglia legale

    Tra Elon Musk e Twitter adesso è davvero battaglia legale. Inizia oggi con la prima udienza e Twitter chiede un processo rapido: inizierà ad ottobre. In mezzo ci sono le banche e gli azionisti.

    Quello che si paventava alla fine è successo. Non che si tratti di una sorpresa, ma, vista la situazione, la speranza che tutto si potesse risolvere in un altro modo era davvero debole. E allora, eccola la battaglia legale tra Elon Musk e Twitter. E pensare che il patron della Tesla, solo qualche mese fa, aveva promesso il meglio per Twitter, liberando la piattaforma da spam bot, da fake news, facendola diventare una piazza dove ognuno potesse esprimersi liberamente. E invece adesso volano gli stracci.

    Come vi abbiamo raccontato in questi mesi, l’amore tra Elon Musk e Twitter non è mai esploso del tutto. Sin dall’inizio si registrava nella società di San Francisco una certa diffidenza, manifestata anche dai dipendenti della società che non hanno mai gradito l’arrivo di Elon Musk.

    Ora, con la vicenda del fenomeno spam bot che Elon Musk sostiene essere molto più rilevante di quello che invece Twitter sostiene, si è arrivati a parlare per mezzo degli avvocati. E adesso c’è il tira e molla sulla prima udienza e sull’inizio dell’apertura della causa legale avviata da Twitter, presso la Corte del Delaware, per fare in modo che Elon Musk dia seguito all’accordo sottoscritto ad aprile scorso. Ossia l’accordo che prevede l’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk al prezzo di 44 miliardi di dollari, 54,2 dollari per azione.

    Elon Musk Twitter battaglia legale

    La situazione è complicata per Elon Musk, il quale non potrà uscire facilmente da questa situazione. Certamente non come crede lui, ossia sbattendo i piedi dicendo che Twitter non gli ha permesso di vedere come stanno veramente le cose. Certamente no. Anche se continua a dire di avere il diritto di farlo perché l’azienda non gli avrebbe fornito tutte le informazioni necessarie a fare chiarezza.

    In ballo gli attori sono diversi. Oltre a Elon Musk e Twitter ci sono le banche che hanno prestato i soldi, una parte, a Musk per comprare Twitter e ci sono anche gli azionisti che devono essere pagati a 54,2 dollari azioni. In pratica, si tratta di altre potenziali cause ai danni di Elon Musk, oltre a quella intentata da Twitter. Un bel quadro.

    Twitter vuole costringere Elon Musk a comprare l’azienda, così coma da accorsi; Musk, a sua volta, non ne vuole più sapere e si è stancato. Restano, come dicevamo, le banche.

    Elon Musk, per arrivare all’acquisizione, ha firmato due accordi con banche come Morgan Stanley, Bank of America e Barclays per un prestito totale di 25,5 miliardi di dollari. Ha poi messo a disposizione una parte significativa del suo patrimonio, sotto forma di azioni Tesla come garanzia, nel caso in cui non fosse in grado di rimborsare i prestiti. Il resto dell’operazione doveva essere finanziato in contanti, suddiviso tra lo stesso Musk e un consorzio di hedge fund e altri fondi che hanno accettato di aiutarlo ad acquistare l’azienda e, in caso di successo, sarebbero diventati comproprietari.

    Il perché le banche non si siano ancora mosse è perché il loro danaro viene messo a disposizione solo una volta che l’operazione di acquisizione si conclude. Certo, c’è un problema di reputazione in questa fase, da giorni le banche in questione non si pronunciano in attesa di nuovi sviluppi. Non è il caso quindi di rompere del tutto con uno degli uomini più ricchi al mondo.

    Elon Musk e Twitter, i possibili scenari

    Resta molto probabile che alla fine la Corte del Delaware arrivi ad imporre ai due litiganti un compromesso, costringendo Elon Musk a pagare una grande somma di denaro come risarcimento del mancato accordo, permettendo quindi a Elon Musk di liberarsi da quello che doveva essere un affare. Scenario questo che molti esperti danno come il più probabile.

    A questo punto le banche riceveranno una parte dei soldi per il loro disturbo e amici come prima con Elon Musk.

    Twitter, dal canto suo, vuole che l’accordo di concluda a tutti i costi. Perché sa bene che permettendo a Elon Musk di andarsene via questo comporterebbe un grande problema con gli azionisti che vedrebbero il loro ritorno ben al di sotto dei 54,2 dollari concordati con Musk (adesso è più meno 38 dollari per azione). E questi stessi azionisti potrebbero, a loro volta, fare causa alla società per i mancati guadagni in seguito al fallimento dell’accordo. Una situazione che Twitter vuole allontanare il più possibile.

    Intanto, Twitter, dopo la prima udienza preliminare del 19 luglio, cioè domani, vorrebbe che la causa venisse discussa a partire dal mese di settembre. Questo anche per rispettare i tempi che erano previsti dall’accordo. Mentre Elon Musk vuole allontanare questa ipotesi puntando ad allungare i tempi arrivando a febbraio del prossimo anno. Tempi che un’azienda come Twitter non può permettersi.

    Twitter ottiene l’inizio del processo a ottobre

    Alla fine Twitter ha ottenuto il processo più rapido. Inizierà il prossimo ottobre di quest’anno. Così è stato deciso oggi dal giudice Kathaleen McCormick della Corte del Delaware. E il titolo TWTR in borsa a Wall Street sta guadagnando il 4% oltre i 40 dollari per azione. Alla fine chiude con +2,8% a 39,49 dollari.

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