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  • L’Italia che comunica nel 2024 tra social media, IA e Tv

    L’Italia che comunica nel 2024 tra social media, IA e Tv

    Il 19° Rapporto Censis sulla Comunicazione rivela come il digitale, l’IA e i social media modellino la comunicazione in Italia nel 2024. Resistono ancora la TV e radio.

    Si è tenuta ieri la presentazione del 19° Rapporto sulla comunicazione Censis. Un momento importante per comprendere la relazione degli italiani con gli strumenti di comunicazione, sempre più orientati verso il digitale.

    È da evidenziare il fatto che il rapporto continua a parlare, dopo dieci edizioni, di ‘era biomediatica’. Per riferirsi a quella dimensione digitale, social media e non solo, attraverso cui scorre il racconto della nostra vita.

    Siamo arrivati al 2024 e sembra quasi scontato che il digitale, Internet e i social media siano sempre più parte rilevante della vita degli italiani. Per informarsi e comunicare.

    Digital, social media e IA alla base della comunicazione

    E questa volta il rapporto prende a considerare, non poteva essere altrimenti, l’avanzata del fenomeno della Intelligenza Artificiale (IA). Tant’è vero che il titolo del rapporto è “Il vero e il falso”. Un invito agli italiani a porre attenzione a tutto ciò che viene diffuso online per non scambiarlo come informazione e notizia. Quando invece non lo è.

    Un avvertimento che trova valore nel momento in cui sui social media spesso sono diffusi contenuti palesemente falsi, e ben confezionati, che traggono in inganno anche gli operatori dell’informazione. Questo è un tema su cui bisognerà, prima o poi approfondire.

    Ma veniamo al rapporto, riportando qualche dato più interessante.

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    La Tv e la Radio nel 2024

    Ricorderete come, più o meno 10 anni fa, si diceva che quel momento, con l’ascesa del della social tv, avrebbe segnato il declino della Tv. E invece, a distanza di anni, le cose stanno diversamente.

    La Tv non solo non è sparita, ma nel corso ha saputo ritagliarsi un proprio spazio. E quindi andare avanti.

    La Tv risulta ancora preferita dal 95,9% degli italiani. Un consolidamento dato dal fatto che la Tv ha saputo ben sfruttare Internet per posizionarsi sempre più in alto. Non dimentichiamo la mobile tv che oggi raggiunge un terzo degli italiani, delineando un cambiamento nelle abitudini di consumo mediatico.

    La radio, invece, presenta un quadro di lieve declino, pur conservando una solida base di ascoltatori tradizionali e in-car. Il vero cambiamento lo si percepisce nel consumo online. Dove il lungo periodo testimonia una crescita robusta, sebbene vi sia stato un recente calo.

    I giovani e i social media in Italia nel 2024

    E, come dicevamo prima siamo nel 2024 non sorprende se smartphone e social media sono ormai parte della nostra vita.

    L’89,1% degli italiani naviga sul web, quasi allo stesso livello degli utilizzatori di smartphone. E i social media sono usati dall’82,0% degli italiani.

    Tra gli utenti più giovani, sono saldamente usati YouTube e Instagram.

    Nel dettaglio. Il 93,0% utilizza WhatsApp, il 79,3% YouTube, il 72,9% Instagram, il 56,5% TikTok. In lieve flessione tra gli under 30, oltre a Facebook (passato dal 51,4% del 2022 al 50,3%), anche Spotify (dal 51,8% al 49,6%) e X, quella prima era Twitter, (dal 20,1% al 17,2%). BeReal è al 14%.

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    Il calo di piattaforme come X e Telegram

    Colpisce la discesa di due piattaforme partite bene ma che nel tempo hanno arrestato la loro corsa: Telegram (passato dal 37,2% del 2022 al 26,3%) e Snapchat (dal 23,3% all’11,4%).

    Il calo di Telegram tra i giovani, nonostante l’aggiunta delle stories (perchè???) arriva quando la piattaforma annuncia il traguardo dei 900 milioni di utenti a livello globale.

    La spesa delle famiglie per i dispositivi digitali racconta una storia di cambiamento e adattamento, con un incremento che supera i 8,7 miliardi di euro, una cifra che parla da sola sul valore che le tecnologie hanno assunto nella vita quotidiana.

    Gli italiani e la IA nel 2024

    E non possiamo ignorare l’ombra lunga dell’Intelligenza Artificiale. Il rapporto ci mostra un’Italia divisa tra speranze e timori, tra chi vede l’IA come un’opportunità e chi come una minaccia alla privacy e alla capacità di discernere la verità dalla menzogna. Una tematica che solleva interrogativi sulla direzione futura della nostra società.

    Il 74,0% degli italiani ritiene che i suoi sviluppi siano al momento imprevedibili. In percentuali simili vengono espressi giudizi sia ottimistici che pessimistici sugli effetti che l’Intelligenza Artificiale potrà produrre.

    Tra gli ottimisti, il 73,2% pensa che le macchine non potranno mai sviluppare una vera forma di intelligenza come gli umani. Tra i pessimisti si colloca il 63,9% che teme che sarà la fine dell’empatia umana.

    Molti credono che aumenteranno le notizie non verificabili, di conseguenza non sapremo più distinguere il vero dal falso. Con grandi rischi per le democrazie (68,3%). Altri pensano che sarà la fine della privacy dei cittadini, perché saremo tutti controllati dagli algoritmi (66,3%).

    Lo scenario ibrido tra vecchio e nuovo in trasformazione

    In conclusione, il 19° Rapporto sulla Comunicazione ci offre uno spaccato interessante e sfaccettato sul rapporto sempre più intrecciato degli italiani con il digitale.

    L’epoca vede i confini tra reale e virtuale sempre più sfumati. Il ruolo della tecnologia si fa sempre più centrale nel nostro quotidiano. Internet, social media, Intelligenza Artificiale non sono più semplici strumenti. Rappresentano vere e proprie estensioni del nostro modo di essere e di interagire con il mondo.

    La TV e la radio, longeve protagoniste del panorama mediatico, si reinventano in chiave digitale, dimostrando che l’adattamento è chiave di sopravvivenza nell’era dell’informazione.

    Da questo incontro tra vecchio e nuovo, emergono questioni fondamentali sul futuro della nostra società. Questioni che ci chiamano a un’attenta riflessione.

    In definitiva, l’evoluzione del nostro rapporto con i media non è solo una storia di tecnologia. È il racconto di come stiamo cambiando noi stessi in risposta ai ritmi sempre più veloci di un mondo interconnesso.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3

     

  • Come disattivare le chiamate su X per la privacy

    Come disattivare le chiamate su X per la privacy

    X ha introdotto le chiamate audio/video per tutti. Il fatto è che la funzionalità espone l’indirizzo IP degli utenti. Ecco come disattivarla per proteggere la propria privacy.

    Qualche giorno fa X, la piattaforma che fu Twitter, ha ufficializzato che la possibilità di effettuare chiamate, in video e in audio, sarebbe stata estesa a tutti gli utenti. Questo perché in precedenza era possibile solo per gli utenti abbonati alla versione Premium.

    Immediatamente si è posto un enorme problema di privacy, infatti ho subito invitato a disattivare questa nuova funzionalità per i rischi che comporta.

    E ora è venuto il momento di spiegare e entrare più nel dettaglio di questo invito, partendo da un elemento che sta facendo molto discutere.

    In realtà, i timori non erano affatto infondati.

    L’esposizione dell’indirizzo IP su X

    La minaccia più rilevante, nel concreto, è l’esposizione del proprio indirizzo IP. Questo potrebbe permettere a malintenzionati di accedere a informazioni sensibili o, addirittura, di dirottare il nostro dispositivo.

    La nuova funzionalità di X rappresenta un passo ulteriore verso il grande disegno di Elon Musk. Quello che vede X diventare una vera app “per qualsiasi cosa”. Anche per telefonare.

    Rappresenta anche un modo per iniziare a competere con app come WhatsApp, Signal, Telegram. Da notare che le prime due condividono il medesimo protocollo e sono tra le più sicure in assoluto.

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    Ora, ammettiamo che qualcuno volesse usare questa funzionalità di X, assolutamente lecito, è opportuno che si sappia del rischio a cui si va incontro.

    In parole semplici, questa funzione permette di effettuare chiamate audio e video direttamente all’interno dell’app X.

    Perché è un rischio?

    Il problema sorge dal fatto che la funzione in questione connette, come impostazione prestabilita, direttamente i dispositivi degli utenti. Senza passare per i server di X. Questo significa che l’indirizzo IP è visibile a chiunque si chiami, anche se non si conosca direttamente la persona e non si segua su X.

    Come proteggersi dalla funzionalità di X

    Come proteggersi:

    Fortunatamente, esistono diverse misure che possiamo adottare per proteggerci da questo rischio:

    • Disattivare la funzione: la prima e più semplice soluzione è quella di disattivare la funzione di chiamata. Per farlo, è necessario: aprire l’app X; toccare l’icona del proprio profilo; selezionare “Impostazioni e privacy”; toccare “Privacy e sicurezza”; scorrere verso il basso e tocca “Messaggi diretti”; disattivare l’opzione “Chiamate audio e video”.
    • Limitare chi può chiamarti: se si vuole comunque utilizzare la funzione di chiamata, si può limitare chi può chiamarvi. Per farlo, è necessario: seguire i passaggi fino ai “Messaggi diretti”; toccare “Chi può chiamarti”; scegliere tra:”Persone che segui”, “Persone nella tua rubrica”, “Utenti verificati”, “Tutti”.
    • Usare una VPN: una VPN (Virtual Private Network) cripta la nostra connessione internet e la reindirizza attraverso un server situato in un’altra posizione. In questo modo, il nostro indirizzo IP rimane nascosto e non può essere tracciato.
    • Essere consapevoli dei rischi: è importante essere consapevoli dei rischi associati all’utilizzo di internet e adottare le opportune precauzioni. Esistono diverse risorse online che possono aiutarci a proteggere la nostra privacy e sicurezza.

    Il consiglio che mi sento di dare, ribadisco, è semplicemente quello di disabilitare le chiamate. Fortunatamente esistono app che offrono la possibilità di usare questa funzionalità con maggiore sicurezza. E quindi si può ovviare a questa tranquillamente.

    Prima di arrivare alle conclusioni, è opportuno spiegare cosa è un indirizzo IP e che significa l’esposizione pubblica di questo.

    Cos’è l’indirizzo IP e perché va protetto

    Immaginiamo l’indirizzo IP come se fosse il numero civico della propria casa su internet. Proprio come il numero civico permette ai postini di consegnarci la posta, l’indirizzo IP permette ai computer di comunicare tra loro e di trovare il tuo dispositivo online.

    Risulta quindi evidente che si tratta di un dato da proteggere.

    Conoscendo l’indirizzo IP, qualcuno potrebbe:

    Localizzare la posizione approssimativa: è come se qualcuno potesse guardare la tua città e il tuo quartiere, ma non la tua via specifica.

    Ricavare informazioni sulla propria attività online: siti web che si visitano, cosa si cerca online, a altro ancora.
    Compromettere la propria sicurezza informatica: hacker potrebbero sfruttare vulnerabilità del dispositivo in uso per sferrare un attacco.

    Come proteggere il proprio indirizzo IP

    Come proteggere il proprio indirizzo IP:

    Usare una VPN: una VPN, come ricordato in precedenza, cripta la connessione internet e la reindirizza attraverso un server situato in un’altra posizione, rendendo il proprio indirizzo IP invisibile.

    Evitare di utilizzare reti Wi-Fi pubbliche: queste reti sono spesso meno sicure e possono essere vulnerabili ad attacchi informatici.

    Assicurarsi che il proprio software di sicurezza sia aggiornato: gli aggiornamenti software spesso includono patch di sicurezza che proteggono da vulnerabilità note. Da fare sempre.

    Mostrarsi cauti con i siti web che si visitano e con le informazioni che si condividi: non bisogna cliccare mai su link sospetti e non bisogna fornire mai informazioni personali a siti web non affidabili.

    Queste informazioni di base potrebbero essere sufficienti per rendere più chiaro il quadro.

    La nuova funzionalità di X potrebbe rivelarsi utile, per certi versi. Ma è importante essere consapevoli dei rischi che essa comporta.

    Con le giuste precauzioni, possiamo però proteggerci efficacemente e continuare a utilizzare X in relativa sicurezza.

  • Virtual Influencer, la nuova frontiera del digital marketing

    Virtual Influencer, la nuova frontiera del digital marketing

    I virtual influencer sono la nuova frontiera del marketing digitale. Personaggi creati con intelligenza artificiale e grafica 3D, stanno conquistando i social media e guadagnando cifre da capogiro. Ma quali sono i vantaggi per le aziende?

    Immaginate un mondo in cui i testimonial dei vostri marchi preferiti non siano persone reali, ma personaggi digitali creati con intelligenza artificiale. IA e grafica 3D.

    Un mondo in cui questi avatar possano vantare milioni di follower su Instagram e guadagnare cifre da capogiro per ogni post sponsorizzato.

    Il fatto è che questo mondo non è più fantascienza. Anzi, è già realtà. Ed è già parte del digital marketing odierno, dove gli influencer virtuali stanno diventando, pian piano, i nuovi protagonisti.

    Virtual influencer, una nuova era digitale

    Tali avatar, dotati di personalità e storie costruite attraverso sofisticate tecniche di intelligenza artificiale e grafica computerizzata, stanno guadagnando un’importanza crescente su piattaforme come Instagram. Dimostrando di poter accedere a potenziali guadagni davvero elevati.

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    Nati come esperimenti di software e intelligenza artificiale, gli influencer virtuali sono personaggi digitali iperrealistici che, come gli influencer in carne ed ossa, pubblicano foto, video e storie sui social media, creando un’identità e un seguito di fan.

    La loro popolarità è in rapida crescita: basti pensare che i primi 60 influencer virtuali “Human Replica”, uno studio di SAP, possono guadagnare più di 30 mila euro per un singolo post sponsorizzato. Una cifra che supera di gran lunga il salario medio annuale di un lavoratore in Italia (circa 22 mila euro).

    Ed è il caso, ad esempio, di Lu Do Magalu.

    Ascesa dei virtual influencer, vantaggi e svantaggi

    I vantaggi

    L’ascesa degli influencer virtuali sta rivoluzionando il modo in cui i marchi si approcciano al marketing digitale.

    Questi avatar offrono una serie di vantaggi rispetto agli influencer umani:

    Flessibilità: possono essere adattati a qualsiasi campagna o messaggio, senza limiti di location, orari o restrizioni fisiche.

    Controllo: il loro aspetto, la loro personalità e i loro contenuti possono essere completamente controllati dai creatori, garantendo una coerenza del messaggio e un’immagine impeccabile.

    Costo: a lungo termine, possono essere più convenienti rispetto agli influencer umani, soprattutto se si considera la loro capacità di generare un elevato numero di engagement e conversioni.

    Gli svantaggi

    Solo che a fronte di questi vantaggi visti in maniera sintetica, esistono anche degli svantaggi. Elencati qui sempre in maniera sintetica:

    Mancanza di autenticità: alcuni utenti potrebbero percepire gli influencer virtuali come meno autentici e affidabili rispetto agli influencer umani.

    Costi di produzione: la creazione e la gestione di un influencer virtuale può richiedere un investimento iniziale significativo.

    Difficoltà di gestione: la loro gestione richiede competenze specifiche e tecnologie avanzate.

    La classifica dei 10 virtual influencer che guadagnano di più

    Vediamo nel dettaglio i primi 10 virtual influencer in termini di guadagni, come rilevato dallo studio Human Replica:

    Al primo posto di piazza @magazineluiza, apparso su Vogue Brasile, che potrebbe vantare un guadagno potenziale fino a 1,4 milioni di euro in un solo mese, se tutti i suoi post fossero stati sponsorizzati.

    Miquela – LilMiquela, al secondo posto, potrebbe guadagnare fino a poco più di 15 mila euro per post. I suoi creatori, Trevor McFedries e Sara Decou, hanno collaborato con marchi come BMW e Samsung, e hanno realizzato una campagna per Calvin Klein.

    Al terzo posto troviamo Leya Love di Cosmiq Universe AG, con un potenziale di 4.560 euro per post sponsorizzato. L’avatar si muove tra moda e attivismo ambientale.

    Alara X, al quarto posto, potrebbe guadagnare poco più di 4.200 euro per post. Il suo creatore, IAMX Digital Human, punta a portare avatar umanoidi nel metaverso.

    Thalasya POV, al quinto posto, può guadagnare 3.860 euro per post. È nota come il primo personaggio digitale umano indonesiano.

    Virtual influencer e collaborazioni con grandi marchi

    Noonoouri, al sesto posto, con un potenziale di circa 3.700 euro per post. È nota per il suo stile elegante e si fa promotrice della cultura vegana. Ha collaborato con marchi come Marc Jacobs e Balenciaga.

    Al settimo posto, IMMA. Vanta un guadagno potenziale di circa 3.500 per post, distinguendosi per la sua capacità di mettere insieme moda e arte contemporanea.

    Alexis Ivyedge e Aitana Lopez, rispettivamente all’ottavo e al nono posto, possono guadagnare fino a, rispettivamente, 3.050 euro e 2.800 euro per post.

    Chiude la classifica dei dieci virtual influencer, Shudu, “la prima top model digitale al mondo. Si piazza al decimo posto, con la possibilità di guadagnare fino a 2.340 euro per post.

    Come abbiamo visto, gli influencer virtuali sono generalmente gestiti da team di creativi e tecnologi che si occupano di: sviluppare la loro personalità; creare i loro contenuti; gestire le loro relazioni con le aziende.

    Il giro d’affari generato dagli influencer virtuali è ancora in fase di crescita. E si stima che nel 2024 possa raggiungere i 15 miliardi di dollari. Il numero degli influencer virtuali dovrebbe essere di circa 50 mila ad oggi.

    Virtual influencer e casi di studio

    Ecco alcuni casi di studio che vedono coinvolti virtual influencer:

    KFC e il Colonnello Sanders virtuale

    KFC ha creato un Colonnello Sanders virtuale, una versione iperrealistica del loro iconico fondatore. Il Colonnello Sanders virtuale è stato utilizzato in diverse campagne di marketing, tra cui spot televisivi, post sui social media e persino un gioco per cellulare. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare la brand awareness e le vendite di KFC.

    Lil Miquela e la collaborazione con Supreme

    Lil Miquela è una virtual influencer con oltre 3 milioni di follower su Instagram. Ha collaborato con diversi brand di moda, tra cui Supreme. La collaborazione con Supreme ha visto Lil Miquela indossare alcuni capi della collezione del brand in una serie di post sui social media. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare l’hype per la collezione di Supreme.

    Noonoouri e Balenciaga

    Noonoouri è una virtual influencer con oltre 300.000 follower su Instagram. È stata scelta da Balenciaga per essere la protagonista della campagna per la loro collezione Primavera/Estate 2023. La campagna ha visto Noonoouri indossare alcuni capi della collezione in una serie di post sui social media e video. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare la brand awareness di Balenciaga.

    Shudu Gram e Fenty Beauty

    Shudu Gram è la prima modella virtuale al mondo. È stata creata da Cameron-James Wilson, un fotografo britannico. Shudu Gram ha collaborato con diversi brand di bellezza, tra cui Fenty Beauty. La collaborazione con Fenty Beauty ha visto Shudu Gram indossare alcuni prodotti della collezione del brand in una serie di post sui social media. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare la brand awareness di Fenty Beauty.

    Imma e la sua collaborazione con Vogue

    Imma è una virtual influencer creata da Immagram, un’artista digitale italiana. È stata scelta da Vogue Italia per essere la protagonista della copertina del numero di settembre 2022. La copertina ha fatto molto discutere, ma ha anche contribuito ad aumentare la brand awareness di Vogue Italia e di Imma.

    Lil Miquela e BMW

    Lil Miquela ha collaborato con BMW per lo spot della iX2, tutt’ora in rotazione.

    La campagna si chiama “Make It Real” ed è stata lanciata nel 2024. Lil Miquela, un’influencer virtuale nota per il suo stile e la sua propensione a sfidare lo status quo, è protagonista dello spot in cui si immerge in un mondo digitale che la costringe a confrontarsi con la realtà e l’importanza delle connessioni umane.

    Alcuni dettagli in più sulla campagna “Make It Real”:

    Obiettivo: promuovere la nuova BMW ix2 e il suo connubio tra innovazione tecnologica e il valore dell’esperienza umana.

    Messaggio: invitare il pubblico a “tornare alla realtà” e vivere appieno le esperienze autentiche.

    La scelta di Lil Miquela: sfruttare la sua immagine innovativa e la sua capacità di generare discussioni sul rapporto tra reale e virtuale.

    Virtual influencer, il futuro in grande ascesa

    Il futuro degli influencer virtuali è assolutamente in ascesa. Sembra evidente che questo fenomeno è destinato a crescere nei prossimi anni. Insieme alla possibilità di generare guadagni elevati e all’interesse dei marchi verso questa forma di marketing.

    La chiave del successo per i virtual influencer sarà, quindi, la capacità di creare contenuti sempre più coinvolgenti. In grado di connettersi con un pubblico sempre più ampio e diversificato.

    L’ascesa degli influencer virtuali apre, dunque, nuovi interrogativi sul futuro del digital marketing e della comunicazione.

    Come cambierà il nostro rapporto con i brand? Quali saranno le implicazioni etiche di questa nuova tecnologia? E come distingueremo la realtà dalla finzione in un mondo sempre più virtuale?

    Queste sono solo alcune domande che, a fronte di questo fenomeno, viene naturale porsi.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3

  • Reddit e la IPO che guarda all’intelligenza artificiale

    Reddit e la IPO che guarda all’intelligenza artificiale

    Reddit ha ufficializzato la sua IPO prevista per marzo 2024. Un passaggio storico per la piattaforma social il cui percorso si interseca con l’IA. Ma entrano in gioco anche Google e Sam Altman, CEO di OpenAI.

    L’ufficialità della IPO di Reddit segna un momento importante. Non solo per la piattaforma ma anche per l’intero panorama digitale. Una Ipo che stringe forti legami con l’intelligenza artificiale.

    Reddit, piattaforma nota per le sue comunità di discussione e il suo sistema di voto su contenuti postati dagli utenti, si prepara dunque a entrare in borsa con un’offerta pubblica iniziale prevista per marzo 2024.

    La società, fondata nel 2005 da Steve Huffman, Aaron Swartz, Alexis Ohanian, è stata valutata circa 10 miliardi di dollari in un round di finanziamento nell’agosto 2021. La società prevede di vendere circa il 10% delle sue azioni nell’IPO.

    In ogni caso, Reddit deve ancora raggiungere la redditività. Anche se si quantificano a oltre 800 milioni di dollari le entrate pubblicitarie nel 2023. Un dato in aumento del 20% rispetto all’anno precedente.

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    Inizia una nuova era per Reddit

    La società ha registrato una perdita netta di 90,8 milioni di dollari su un fatturato di 804 milioni di dollari nel 2023. Rispetto a una perdita netta di 158,6 milioni di dollari su un fatturato di 666,7 milioni di dollari dell’anno precedente.

    La IPO appena ufficializzata potrebbe elevare il valore di Reddit a 15 miliardi di dollari.

    Reddit conta oggi 73,1 milioni di visitatori unici attivi giornalieri e più di 100.000 comunità attive. La piattaforma è ormai riconosciuta come “la prima pagina di Internet”. Mette a disposizione un luogo per conversazioni e connessioni rispetto ad una elevata gamma di argomenti.

    Il suo modello di business si basa quindi su pubblicità, abbonamenti premium (al momento gli utenti abbonati sono circa 900 mila) e la vendita di beni digitali come Reddit Coins e NFT.

    La quotazione in borsa di Reddit sottolinea il crescente impatto della piattaforma all’interno del panorama digitale e dei social media. E apre anche scenari interessanti relativi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa.

    Reddit e la IA, legame molto stretto

    La società ha affermato che prevede di far crescere la propria attività in parte attraverso accordi di licenza dati con società di intelligenza artificiale. Oltre a lavorare sui propri prodotti di intelligenza artificiale.

    Gli accordi di licenza consentiranno all’azienda di utilizzare la sua raccolta di contenuti come maggiore generatore di entrate.

    Il vasto e ineguagliabile archivio di Reddit di conversazioni umane reali, tempestive e rilevanti su qualsiasi argomento è un set di dati inestimabile per una varietà di scopi, tra cui ricerca, formazione sull’intelligenza artificiale e ricerca“, ha scritto, in una lettera che accompagna il documento per il via alla IPO, il co-fondatore e attuale CEO Steve Huffman.

    Nel 2021, Reddit ha annunciato che avrebbe iniziato a far pagare alle aziende l’accesso alla sua API, che è frequentemente utilizzata dalle compagnie tecnologiche per addestrare modelli di linguaggio su grande scala utilizzati nell’intelligenza artificiale.

    Questa mossa ha sollevato alcune preoccupazioni tra gli utenti che utilizzano app di terze parti per accedere a Reddit.

    Reddit, la IPO e Sam Altman

    In questo contesto, è interessante osservare il ruolo di Sam Altman, CEO di OpenAI, l’organizzazione senza scopo di lucro che è dietro lo sviluppo di ChatGPT, uno dei più avanzati modelli di intelligenza artificiale generativa.

    Altman siede all’interno del consiglio di amministrazione di Reddit. E dal documento che ufficializza la IPO si legge che è indicato come uno dei maggiori azionisti di Reddit.

    Sam Altman ceo OpenAI franzrusso
    Sam Altman – CEO OpenAI

    Altman detiene circa 8,7% delle azioni Reddit.

    Forse non tutti sanno che la storia di Altman si intreccia con quella di reddit. Altman, Steve Huffman e Alexis Ohanian facevano parte del corso inaugurale dell’acceleratore Y Combinator nel 2005.

    E Altman è stato anche per breve tempo amministratore delegato ad interim della società dopo le dimissioni dell’ex amministratore delegato Yishan Wong.

    Reddit e Google per lo sviluppo della IA

    Il coinvolgimento di Google in questo scenario emerge principalmente attraverso la sua attività nel campo dell’intelligenza artificiale e del machine learning, settori in cui la società ha investito significativamente.

    Due giorni fa Reddit ha annunciato, separatamente dalla IPO, un accordo con Google che consente ai prodotti AI di Google di utilizzare i dati Reddit per migliorare la propria tecnologia. I modelli linguistici di grandi dimensioni spesso necessitano di vaste quantità di contenuti generati dall’uomo per essere migliorati.

    Nel 2019 Google ha investito 300 milioni di dollari in Reddit.

    Sebbene non ci siano indicazioni dirette del coinvolgimento di Google nell’IPO di Reddit, il crescente interesse per l’IA e i suoi impatti sulle piattaforme di social media come Reddit evidenziano un’intersezione sempre più rilevante tra questi giganti tecnologici e il mondo delle startup innovative.

    Il futuro di Reddit passa dalla IPO

    L’apertura della IPO comporta per Reddit nuove sfide e nuove opportunità, per quanto possa sembrare scontato.

    Da un lato, la piattaforma dovrà rispondere alle pressioni degli azionisti e dimostrare la sua capacità di generare profitti consistenti.

    Dall’altro, l’accesso al capitale di rischio potrebbe accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie e l’espansione in nuovi mercati.

    Vedremo come andrà.

     

     

  • WhatsApp, nuove formattazioni per gli elenchi

    WhatsApp, nuove formattazioni per gli elenchi

    WhatsApp introduce quattro nuove formattazioni di testo: elenchi puntati e numerati; virgolette; codice in linea. Funzioni che migliorano la chiarezza dei messaggi, rendendo l’app più versatile.

    Disponibili da oggi quattro nuove formattazioni di testo su WhatsApp. Sia nella versione mobile, iOS e Android, che nella versione web.

    Si tratta di formattazioni che aiuteranno gli utenti a realizzare elenchi puntati e numerati, virgolette e codice incorporato. Tutto per evidenziare e organizzare meglio i propri messaggi.

    WhatsApp afferma che i nuovi formati “aiuteranno a risparmiare tempo; aiuteranno le persone a comunicare in modo più efficace tramite i propri messaggi, soprattutto nelle chat di gruppo“.

    Le nuove opzioni saranno disponibili anche per gli amministratori di canale, per consentire una comunicazione più chiara.

    Le formattazioni lanciate oggi si aggiungono alle opzioni già disponibili: grassetto; corsivo; barrato; spaziatura.

    whatsapp 4 formattazioni elenchi 2024 franzrusso

    Come ottenere le nuove formattazioni di testo su WhatsApp

    Ciascuno dei quattro nuovi formati ha una modalità specifica che gli utenti devono aggiungere nei loro messaggi.

    Ad esempio, l’elenco puntato. Questa formattazione aggiunge punti elenco al testo o aiuta ad evidenziare i punti chiave. Per ottenerlo basta aggiungere semplicemente un “-” (trattino) seguito da uno spazio prima di digitare il messaggio.

    A quel punto il testo verrà elencato con il punto immediatamente.

    Lo stesso vale per le altre formattazioni. Vediamo meglio le istruzioni di seguito.

    Elenchi puntati. Adesso su WhatsApp è possibile aggiungere elenchi puntati ai messaggi per suddividere le informazioni in liste. Come la lista della spesa. Per ottenerlo basta posizionare un simbolo “-” (trattino) all’inizio del testo, seguito da uno spazio.

    Elenchi numerati. Dopo gli elenchi puntati, ecco quelli numerati. Per utilizzare questo formato basta aggiungere una o due cifre, seguite da un punto e uno spazio intero, come ad esempio “1. “.

    whatsapp formattazioni elenchi franzrusso

    Virgolette in blocco. Con questa modalità è possibile bloccare il testo della citazione per evidenziarlo e farlo risaltare all’interno di messaggi più lunghi. Per ottenerlo basta digitare il simbolo “>” seguito da uno spazio prima del testo che si desidera evidenziare.

    Codice in linea. Evidentemente, si tratta di un formato utile per i programmatori. Ma può risultare un buon modo per evidenziare informazioni specifiche nel testo. Per ottenerlo, bisogna racchiudere il testo con il simbolo ‘`’ per utilizzare questo formato: `cos’`.

    Con queste nuove formattazioni WhatsApp vuole offrire più possibilità di personalizzazione del testo agli utenti. WhatsApp, a questo punto, va ben oltre il concetto stesso di app di messaggistica. È molto di più.

    Oltre agli utilizzi quotidiani che si possono fare con queste formattazioni, pensiamo anche all’uso in ambito professionale dell’app. E di come queste formattazioni possono tornare effettivamente molto utili.

    [Immagine realizzata da ChatGPT di OpenAI con Dall-E 3]

     

  • Su Threads inizia il test sugli argomenti di tendenza

    Su Threads inizia il test sugli argomenti di tendenza

    Dopo mesi di rumors, Threads lancia gli argomenti di tendenza, iniziando un test negli USA. Questa mossa potrebbe trasformare Threads in un’alternativa reale a Twitter, offrendo un racconto più in tempo reale.

    Su Threads arriveranno anche gli argomenti di tendenza, in stile Twitter. Anzi, X (“ex”). E così, va completandosi, e concretizzandosi, l’idea che l’app di Meta possa davvero considerarsi l’alternativa a quello che era Twitter. E da questo punto di vista c’è ancora molto da fare.

    Prima di vedere come funzioneranno i trend bisogna dire che dell’approdo dei trending su Threads si parla ormai da ottobre scorso. E un paio di settimane fa c’era stata una prima conferma del lancio del test.

    Trhreads e i trending topic, l’annuncio di Zuckerberg

    A dare l’annuncio è stato Mark Zuckerberg, CEO e proprietario di Meta, proprio su Threads. “Prende il via un piccolo test sugli argomenti principali di oggi sui Threads negli Stati Uniti. Lo pubblicheremo in più paesi e lingue una volta messo a punto…“. Questo il contenuto del messaggio che arriva, come dicevamo prima, dopo mesi e settimane di rumors.

    A ruota, il CEO di Instagram, Adam Mosseri, confermando quanto annunciato da Zuckerberg, ha spiegato che la funzionalità sugli argomenti di tendenza sarà disponibile nella pagina di ricerca e nel feed “Per te” dell’utente. Quindi la sezione che suggerisce i contenuti sulla base delle persone che si seguono.

    threads argomenti di tendenza franzrusso 2024

    Mosseri ha affermato anche che gli argomenti di tendenza saranno selezionati dai sistemi di intelligenza artificiale di Meta sulla base a ciò su cui le persone sono più coinvolte e verranno mostrate anche le tendenze politiche.

    Su Threads i trend gestiti dalla IA

    Sempre su Threads, Mosseri ha scritto: “Per quelli di voi che hanno richiesto una funzione di tendenza, stiamo lanciando un piccolo test negli Stati Uniti per aiutarvi a trovare argomenti tempestivi di cui le persone parlano. Gli argomenti di oggi nelle discussioni saranno nella pagina di ricerca e nel feed ‘Per te’. Gli argomenti sono determinati dai nostri sistemi di intelligenza artificiale in base a ciò su cui le persone stanno interagendo in questo momento su Threads“.

    I nostri specialisti dei contenuti – ha continuato Mosseri – esamineranno gli argomenti selezionati dai nostri sistemi di intelligenza artificiale per assicurarsi che non siano duplicati o confusi, ma, nel complesso, vogliamo che rappresentino accuratamente ciò che è effettivamente di attualità su Threads. Saranno ammesse le tendenze politiche“.

    In pratica, la scelta degli argomenti di tendenza avviene attraverso un algoritmo di apprendimento automatico che tiene conto di una varietà di fattori. Tra cui quanti utenti parlano di un particolare argomento e quanti utenti hanno interagito con i post sullo stesso argomento.

    Threads e trend, un team di specialisti coadiuva la IA

    Meta fa sapere che un team interno di specialisti sui contenuti garantirà che gli argomenti non violino le “Linee guida” della community del sito e “altre linee guida sull’integrità“.ù La società di Zuckerberg fa sapere anche che il team si assicurerà che non ci siano argomenti duplicati e che i temi presentati non siano “privi di senso o fuorvianti”.

    Gli utenti potranno segnalare contenuti potenzialmente fuorvianti nel caso in cui emerga un argomento che viola le linee guida ma non viene immediatamente rilevato dal team dei moderatori.

    threads argomenti di tendenza franzrusso 2024

    Meta, attraverso un suo portavoce, ha dichiarato nei giorni scorsi che non avrebbe suggerito contenuti politici. Ma la società ha confermato che la restrizione non si applicherà alla sua funzione degli argomenti di tendenza. “Il contenuto politico può essere un argomento”, ha un portavoce di Meta. “Rimuoveremo gli argomenti politici solo se violano le nostre Linee guida della community”.

    Threads e trend, adesso l’app è più vicina a Twitter

    L’introduzione degli argomenti di tendenza, trending topics, avvicina Threads all’idea di un’app che permetta il racconto in tempo reale. Una funzionalità richiesta a gran voce dagli utenti. Proprio per avvicinarsi sempre di più a quella che un tempo era Twitter.

    Su Twitter i trending topics apparvero nel giro di poco dal lancio della piattaforma, nel 2008. Più precisamente nel 2007 e poi l’anno successivo divenne effettiva. Una funzionalità che di fatto, insieme agli hashtag, ha definito al meglio le caratteristiche del racconto in tempo reale. Caratteristica tipica di Twitter.

    Ovviamente, è presto per dire come questa funzionalità potrà impattare su Threads. Ancora lontana dall’essere percepita come una vera alternativa di Twitter. Però, si tratta pur sempre di una funzionalità necessaria al giorno d’oggi.

    Inoltre, vedremo se e come questa funzionalità permetterà a Threads di superare questo 2024, un anno particolare, segnato da tante sfide da affrontare.

     

  • La UMG inizia a ritirare la musica da TikTok

    La UMG inizia a ritirare la musica da TikTok

    La disputa tra Universal Music Group e TikTok è arrivata al culmine, con la rimozione da TikTok di brani di artisti come Taylor Swift e Drake.

    La vicenda ricorda molto quella abbastanza recente che vide scontrarsi, proprio sui diritti musicali, la SIAE e Meta. Solo che adesso lo scontro nasce direttamente tra la più grande etichetta discografica del mondo, la Universal Music Group, UMG, meglio conosciuta col nome Universal, e TikTok, la piattaforma social media molto apprezzata dagli utenti più giovani. Apprezzamento che si basa proprio sulla possibilità i usare la musica all’interno dei propri video brevi.

    La notizia è che ormai TikTok, proprio per il mancato accordo, ha iniziato a ritirare la musica targata Universal.

    Cosa è accaduto tra i due colossi?

    La disputa tra UMG e TikTok

    Ebbene, solo due giorni fa la disputa tra le due società si è accesa in modo quasi sorprendete per i più. Ma, in realtà, le trattative per il rinnovo dell’accordo andavano avanti da settimane. Trattative che avevano come scopo un accordo che potesse essere in continuità con quello, poi scaduto, sancito nel febbraio 2021.

    tiktok umg musica franzrusso 2024

    Lo scontro si concentra su questioni come: una compensazione più adeguata per gli artisti e autori di canzoni e la protezione dagli effetti dell’uso dell’intelligenza artificiale. Questi i due temi della trattativa, poi arenatasi.

    La posizione di UMG e le su richieste

    Universal accusa TikTok di voler costruire attività basate sulla musica senza pagare un valore equo per gli artisti. Infatti, l’etichetta discografica sostiene che TikTok ha proposto di pagare artisti e autori di canzoni a una tariffa che rappresenta solo una parte di quella che viene pagata da altre piattaforme sociali media.

    Inoltre, UMG ha sollevato preoccupazioni sull’invasione della piattaforma da parte di registrazioni generate attraverso l’intelligenza artificiale, sostenendo che questo rappresenta un ostacolo e un problema per le royalties degli artisti.

    La posizione di TikTok

    Dal canto suo, TikTok ha replicato accusando UMG di mettere la propria avidità al di sopra degli interessi degli artisti e degli autori delle canzoni. TikTok ha sottolineato comunque di essere riuscita a raggiungere accordi con gli artisti di altre etichette discografiche. In buona sostanza, la critica mossa dalla società controllata da ByteDance è che così facendo la Universal non sta curando gli interessi degli artisti, degli autori delle canzoni e anche dei fan.

    Come dicevamo, il primo accordo tra UMG e TikTok è stato siglato nel febbraio 2021. Tale accordo consentiva agli utenti TikTok di incorporare clip dal catalogo musicale di UMG nei loro video. Il valore di tale accordo risiedeva nel fatto che rendeva legalmente disponibile una vasta gamma di musica pop per la creazione di contenuti sulla piattaforma TikTok, contribuendo all’engagement e alla popolarità dell’app.

    TikTok vale per UMG solo l’1%

    C’è anche da sapere che TikTok rappresenta solo circa l’1% del fatturato totale di UMG. Un dato che indica, in effetti, il valore esiguo con cui TikTok compensa artisti e autori di canzoni, nonostante la sua crescente base di utenti.

    Ora, ritirare la musica Universal da TikTok significa togliere la musica di Taylor Swift e Drake, tanto per citare due nomi di artisti la cui musica è spesso usata all’interno dei video brevi. Questo perché Taylor Swift, in particolare, ha un accordo con Republic Records, che fa parte del gruppo Universal Music. Mentre Drake pubblica la sua musica attraverso Young Money Entertainment e Cash Money Records, che sono distribuite da Republic Records, anch’esse parte di UMG.

    Gli artisti coinvolti

    Gli effetti di tale decisione sono evidenti. I video con brani di proprietà di UMG verranno disattivati ​​e gli utenti avranno la possibilità di scegliere un nuovo brano per la colonna sonora dei propri contenuti.

    Questo significa che gli utenti di TikTok, poco più di 1 miliardo, dovranno trovare alternative alle canzoni di artisti come i già citati Taylor Swift, Drake e anche di Bob Dylan. Ammesso che qualcuno abbia mai usato canzoni di “strummer”.

    Ma questa disputa potrebbe avere effetti anche su Sanremo. Questo perché tra gli artisti italiani che fanno parte della etichetta Universal ci sono anche alcuni che si apprestano a prendere parte dal Festival. Come Alessandra Amoroso e Il Volo.

  • La decisione di New York sui social media e possibili conseguenze

    La decisione di New York sui social media e possibili conseguenze

    La decisione di New York di etichettare i social media come pericolo per la salute pubblica fa molto discutere. Vediamo insieme come ci si è arrivati, reazioni e impatto sui giovani. Con il parere della psicologa Barbara Collevecchio.

    I social media hanno trasformato il modo in cui comunichiamo, interagiamo e ci informiamo. Ormai ricoprono un ruolo sempre più importante nella nostra vita quotidiana. Sappiamo anche che i social media, in quanto strumenti di comunicazione, rappresentano una vera rivoluzione per quel che riguarda la comunicazione digitale. Rivoluzione che, spesso, non siamo stati in gradi di gestire.

    Una rivoluzione che non è priva di conseguenze. Specialmente per quanto quando i social media sono messi in relazione alla salute mentale. E veniamo al motivo di questo articolo.

    Sta facendo molto discutere la decisione della città di New York che ha preso una posizione decisa. Ha dichiarato i social media un “pericolo per la salute pubblica” e una “tossina ambientale“.

    Vediamo insieme allora il perché di questa scelta, le reazioni che ha suscitato e le possibili implicazioni future.

    newy york social media giovani franzrusso

    La decisione del sindaco di New York

    Il sindaco di New York, Eric Adams, ha annunciato che i social media rappresentano un pericolo per la salute pubblica, equiparandoli ad altri noti pericoli come il tabacco e le armi. Questa mossa è nata dalla crescente preoccupazione per l’impatto negativo dei social sulla salute mentale, soprattutto tra i giovani​​​​.

    La decisione è stata presa in risposta all’aumento dei problemi di salute mentale tra i giovani, compreso un incremento del 42% nei sentimenti di disperazione tra gli studenti delle scuole superiori dal 2011 al 2021.

    Studi recenti hanno dimostrato un legame sempre più stretto tra l’uso eccessivo dei social media e vari problemi di salute mentale. Tra cui ansia, depressione e bassa autostima. Questa correlazione è particolarmente preoccupante per i giovani, che trascorrono una parte significativa del loro tempo online.

    Adams ha specificatamente criticato piattaforme come TikTok, YouTube e Facebook per la loro progettazione che incentiva l’uso compulsivo e presenta caratteristiche pericolose. L’obiettivo principale di questa iniziativa è proteggere i giovani dai pericoli che i social media possono rappresentare per la loro salute mentale.

    In risposta a questi timori, diverse piattaforme social media, come TikTok, Instagram e YouTube, hanno introdotto nuove funzionalità per dare ai genitori più controllo sull’attività online dei loro figli e limitare il tempo trascorso online.

    Eric Adams, sindaco NY
    Eric Adams, sindaco NY

    Cosa dicono gli studi sui social media

    Come dicevamo, studi recenti mostrano un uso significativo dei social media tra gli adolescenti e i giovani adulti.

    Secondo il Pew Research Center, circa il 58% degli adolescenti usa TikTok quotidianamente, inclusi il 17% che lo usa quasi costantemente. YouTube rimane la piattaforma più popolare, con circa il 70% degli adolescenti che lo visitano quotidianamente e il 16% che lo utilizza quasi costantemente. Circa la metà degli adolescenti usa Snapchat e Instagram ogni giorno.

    Un altro studio del 2023, di Gallup, evidenzia che i giovani trascorrono in media 4.8 ore al giorno sui social media, con un incremento del tempo trascorso in base all’età: dai 4.1 ore al giorno per i 13enni fino a 5.8 ore per i 17enni. Le ragazze trascorrono quasi un’ora in più sui social media rispetto ai ragazzi, con una media di 5.3 ore contro 4.4 ore.

    Da una prospettiva globale, il rapporto di DataReportal riporta che gli utenti di social media tra i 16 e i 24 anni utilizzano in media 7.7 piattaforme al mese, mentre quelli tra i 25 e i 34 anni ne utilizzano 7.9. In termini di tempo speso su piattaforme specifiche, gli utenti di TikTok a livello mondiale trascorrono quasi un giorno intero al mese utilizzando l’app mobile, che equivale a circa 17 giorni svegli all’anno.

    Social Media e giovani, i dati in Italia

    Nel 2023, l’utilizzo dei social media in Italia ha mostrato alcuni dati interessanti. Secondo DataReportal, Facebook aveva una portata pubblicitaria equivalente al 47,4% della popolazione totale, con il 52,9% degli utenti idonei (età 13+) che lo usavano. YouTube era ancora più popolare, raggiungendo il 74,5% della popolazione totale, equivalente all’86,4% degli utenti internet.

    Instagram aveva 26,20 milioni di utenti, con una portata pubblicitaria che rappresentava il 44,4% della popolazione totale e il 49,6% degli utenti idonei. TikTok aveva 17,15 milioni di utenti adulti, con una portata pubblicitaria che raggiungeva il 34,3% degli adulti e il 33,8% degli utenti internet.

    Reazioni alla scelta del sindaco di New York

    La decisione di New York ha suscitato un ampio dibattito.

    Da una parte, vi sono esperti e psicologi che plaudono all’iniziativa, ritenendo che possa aumentare la consapevolezza sui pericoli dei social.

    Dall’altra, alcuni critici sostengono che questa mossa potrebbe essere vista come un eccesso di regolamentazione e un potenziale limite alla libertà di espressione.

    Sebbene i dettagli delle misure adottate non siano stati ancora completamente definiti, si prevede che includeranno raccomandazioni per un uso più consapevole e limitato dei social media, simili a quelle già viste in ambito di consumo di tabacco e alcol.

    Inoltre, si prevede un maggiore coinvolgimento delle autorità nella regolamentazione delle pratiche delle società di social media, in particolare per quanto riguarda la protezione dei più giovani.

    Il parere della psicologa Barbara Collevecchio

    Rispetto a questo grande tema, diventa essenziale capirne di più anche attraverso il parere degli esperti, come la psicologa Barbara Collevecchio.

    Sono d’accordo che i contenuti, commenti, discordi d’odio scatenati sui social media facciano male alla salute mentale soprattutto dei giovani, lo vedo anche nella mia pratica clinica. Il problema è che l’incremento di contenuti d’odio su queste piattaforme ha come effetto l’aumento della percezione che il mondo fuori sia tutto pieno di odio. E i ragazzi, rispetto a questo, si sentono molto più vulnerabili. Ma questo accade anche agli adulti.

    Quindi esiste una vulnerabilità, per via di questa amplificazione della sensazione che tu sia piccolo e vulnerabile. Accompagnata dalla sensazione che fuori ci sia un modo terribile, pronto a criticarti e a metterti al pubblico vilipendio. Questo è vero. Ma, fare solo uno statement, quindi un annuncio senza offrire gli strumenti alle persone per come difendersi e per come capire la loro psiche, secondo me, non è sufficiente. C’è una mancanza in questa proposta“.

    Barbara Collevecchio: “servono strumenti adeguati”

    E cosa serve fare allora? Quali strumenti servono?

    Barbara Collevecchio, psicologa clinica
    Barbara Collevecchio, psicologa clinica

    Nel caso della città di NY c’è una proposta e cerchi di regolamentare queste piattaforme attraverso la censura – continua la dottoressa Collevecchio -. Ma non dai gli strumenti psicologici alle persone per difendersi e noi sappiamo che solo attraverso l’indipendenza e l’auto-empowerment, e il fare pensiero, possiamo difenderci da certe cose. Quindi, credo sia molto più importante che di fianco a questo lavoro di regolamentazione delle piattaforme sia molto importante creare pensiero. Far sì che ci sia uno spazio mentale e un cuscinetto mentale di pensiero, diciamo tra la pancia e il cervello, che possa mediare questa sensazione di solitudine, di abbandono e di paura scatenata da alcune reazioni al mondo dei social media.

    Se noi non puntiamo tutto sul filtro del pensiero di poter governare noi stessi, e quindi se lavoriamo coi giovani e con la loro capacità di fare pensiero e non solo di sollecitare la pancia, purtroppo rischiamo di guardare solo il dito e non il percorso attraverso il quale arrivare alla luna“.

    Rischi e benefici per i social media e i giovani

    Quali benefici

    Volendo provare a definire quelli che sono i rischi e i benefici derivanti da una decisione del genere, possiamo dire che partendo dai benefici, la decisione del sindaco di New York potrebbe:

    • portare a una maggiore regolamentazione dei social media, in particolare riguardo alla protezione dei giovani utenti;
    • stimolare iniziative educative rivolte ai giovani e alle loro famiglie sull’uso responsabile dei social media;
    • aumentare ancora di più la pressione sulle aziende tecnologiche affinché migliorino la sicurezza e la privacy sulle loro piattaforme;
    • innescare un dibattito pubblico più ampio sull’impatto dei social media sulla società.
    • diventare da modello per altre città nel considerare misure simili.

    Quali rischi

    Al contrario, i rischi derivanti da una scelta di questo tipo potrebbero generare:

    • un tentativo di limitare la libertà di espressione, sollevando preoccupazioni per i diritti civili;
    • avere l’effetto contrario, spingendo soprattutto i giovani a utilizzare di più i social media per ribellione o curiosità;
    • dare luogo ad una regolamentazione dei social media complessa, di difficile attuazione senza che venga soffocata l’innovazione che questi strumenti portano con sé;
    • avere conseguenze economiche negative per le aziende che operano nel settore dei social media;
    • comportare rischi per la privacy e la sicurezza degli utenti;
    • creare divisioni sociali, con opinioni fortemente polarizzate su questo tema.

    È evidente che questa decisione si inserisce in un dibattito globale sull’impatto dei social media nella società di oggi. Diversi paesi stanno valutando come bilanciare i benefici offerti da queste piattaforme con la necessità di proteggere la salute mentale dei cittadini. Un dibattito che, forse, andrà ancora avanti per molto.

    In conclusione, la decisione di New York potrebbe rappresentare un punto di svolta nella percezione dei social media come potenziali pericoli per la salute pubblica. Una percezione che finora non era mai stata resa così chiara da parte delle istituzioni.

    Entra nel vivo il dibattito sui social media in relazione alla salute

    Indipendentemente dalle misure specifiche che saranno adottate, questo annuncio ha già avuto l’effetto di aumentare la consapevolezza sull’argomento e potrebbe spingere altre città e nazioni a considerare azioni simili. La strada da percorrere è ancora lunga e complessa. La mossa di New York apre un importante dibattito sulla responsabilità sociale delle aziende di tecnologia e sul ruolo dei social media nella società moderna.

    In conclusione, mentre il mondo si adatta alla realtà sempre più pervasiva del digitale, l’equilibrio tra innovazione e salute pubblica rimane un tema cruciale che richiede un’attenzione costante e considerata.

    E, come ci ricordava la dottoressa Barbara Collevecchio, oltre agli annunci serve fare un passo successivo e cominciare a fornire gli strumenti adeguati.

  • BeReal prova a rilanciarsi con brand e influencer

    BeReal prova a rilanciarsi con brand e influencer

    BeReal, dopo il primo successo resiste ancora. E registra crescita con 23 milioni di utenti. Introduce RealPeople e RealBrands, sperando di rilanciarsi. Ma basterà?

    Se vi state chiedendo che fine abbia fatto BeReal, allora eccoci qui ad offrire qualche risposta.

    Intanto, diciamo subito che l’app resiste. Anche se per la verità in Italia non ha trovato grande risconto, come invece avvenuto altrove. Certo, sono lontani i momenti di quando l’app cresceva al ritmo di +315%, ma l’app continua ad andare avanti.

    E adesso siamo qui a parlarvi delle novità che riguardano proprio BeReal, net tentativo di provare a rilanciarsi.

    BeReal cresce, anche se di poco

    Recentemente, l’app ha registrato un aumento degli utenti attivi giornalieri. Passando da 20 a 23 milioni in pochi mesi, un segno di crescita costante che testimonia il costante interesse da parte degli utenti.

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    Ora, la novità è che su BeReal, dal prossimo 6 febbraio verrà lanciato due nuove categorie: RealPeople, un feed di aggiornamenti da parte di utenti importanti; RealBrands, account ufficiali del marchio che mostreranno promozioni e offerte nell’app.

    L’aggiornamento è un’espansione del feed RealPeople, che BeReal sta testando da maggio dello scorso anno. La piattaforma prova a smuovere maggiore interesse dimostrando che le celebrità sono “proprio come te e me”.

    BeReal con RealPeople e RealBrands

    RealPeople: questa categoria è stata creata per includere celebrità e figure pubbliche sulla piattaforma. L’idea dietro a “RealPeople” è quella di permettere agli utenti di BeReal di seguire persone famose, offrendo loro una finestra sulla vita quotidiana di queste celebrità.

    A differenza di altre piattaforme social, dove il contenuto delle celebrità è spesso altamente curato e prodotto professionalmente, BeReal incoraggia una condivisione più autentica e meno filtrata. Ciò significa che i follower potrebbero vedere celebrità in momenti ordinari o casuali della loro vita, promuovendo un senso di connessione più umana e reale.

    RealBrands: allo stesso modo, “RealBrands” è una categoria pensata per i brand. Questo permette alle aziende di avere una presenza ufficiale su BeReal. L’obiettivo è di offrire ai brand un modo di interagire con gli utenti in un contesto “più genuino e personale”. ù

    I brand che aderiscono a questa categoria potrebbero condividere momenti del dietro le quinte, la vita quotidiana dei propri collaboratori, o aspetti meno conosciuti della loro attività. Questo approccio mira a costruire un rapporto più autentico e trasparente tra i brand e la propria audience.

    BeReal e il futuro, qualche considerazione

    Volendo trarre qualche considerazione veloce, stando a queste informazioni, allora sarà molto difficile che BeReal possa riscontrare di nuovo il successo assaporato al debutto.

    Non dimentichiamoci che BeReal conobbe il suo momento più alto sulla scia della pandemia, quando era forte l’interesse per gli utenti di una certa intimità nelle connessioni, nelle condivisioni. Alla ricerca anche di un qualcosa che facesse riflette sul senso del reale e meno dell’arftefatto.

    Ricorderete anche che BeReal si era candidata a diventare l’anti-Instagram.

    Ecco, non è andata proprio così e sarà difficile suscitare interesse anche con queste novità.

    BeReal sembra più una funzionalità

    BeReal, a dirla tutta, ha più le caratteristiche di essere una funzionalità più che una piattaforma a sè stante. E già questa sensazione non aiuta l’utente.

    Utente che ormai è sempre più abituato a certi modalità di utilizzo delle piattaforme social media e ha già costituito il suo menù. All’interno del quale difficilmente troverà un posto stabile BeReal.

    Lo stesso discorso potrebbe valere per le aziende che hanno sempre più bisogno di accedere ad audience più ampie. Sebbene l’idea di una relazione più vera non sia del tutto male. Ma quello che non convince sono le modalità.

    BeReal attira l’attenzione solo per pochi momenti al giorno, non sufficienti per attrarre un’azienda su questa piattaforma.

    Ma non è detto che BeReal possa riuscirci. Solo che è molto difficile, di questi tempi.

     

  • Meta permetterà agli utenti UE di scollegare i propri account

    Meta permetterà agli utenti UE di scollegare i propri account

    Meta annuncia modifiche per gli utenti UE seguendo il Digital Markets Act. Maggiore autonomia nell’uso di servizi come Facebook e Instagram, e nuove opzioni di privacy e pubblicità.

    Nell’ambito del crescente impegno per la conformità alle normative europee, Meta ha annunciato una serie di modifiche per gli utenti dell’UE, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera.

    Queste modifiche, in risposta al nuovo Digital Markets Act (DMA), introdurranno una maggiore flessibilità e scelta per gli utenti nel gestire le loro informazioni attraverso i vari servizi offerti da Meta, tra cui Facebook, Instagram e Messenger.

    Meta e nuove scelte per gli utenti UE

    In vista della conformità al DMA, entro il 7 marzo 2024, Meta comincerà nelle prossime settimane ad offrire agli utenti UE opzioni inedite per gestire le loro esperienze digitali.

    Ciò include la possibilità di scollegare i propri account Instagram e Facebook e di utilizzare Facebook Messenger in maniera autonoma, senza l’obbligatorietà di un account Facebook collegato.

    Meta DMA utenti UE 2024 franzrusso.it

    Impatto sul Marketplace e Gaming di Facebook

    Gli utenti di Facebook Marketplace e Facebook Gaming avranno l’opportunità di scegliere se utilizzare questi servizi in associazione con le loro informazioni Facebook.

    La scelta di non utilizzare le informazioni dell’account Facebook principale per questi servizi potrebbe comportare una riduzione delle funzionalità offerte. Come specifica Meta.

    Opzioni di Pubblicità e Abbonamento

    In linea con le nuove regolamentazioni, Meta offre agli utenti la possibilità di utilizzare Instagram e Facebook con annunci pubblicitari. Oppure di sottoscrivere un abbonamento per eliminare gli annunci pubblicitari.

    Questa scelta, introdotta a novembre 2023, permette agli utenti di decidere se le loro informazioni vengano utilizzate a fini pubblicitari.

    Che cos’è il DMA e cosa prevede

    Il DMA è una legislazione dell’Unione Europea mirata a regolamentare i mercati digitali. L’obiettivo primario è quello di promuovere la concorrenza equa e l’innovazione, prevenendo comportamenti anti-concorrenziali da parte delle grandi piattaforme online, designate come “gatekeeper”.

    Le aziende designate come “gatekeeper” sono essenzialmente grandi aziende tecnologiche che hanno un impatto significativo sul mercato interno e fungono da intermediari cruciali per gli utenti e le imprese.

    DMA e “gatekeeper”

    I “gatekeeper” sono soggetti a una serie di obblighi e divieti. Questi includono la proibizione di pratiche come il favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti; l’uso di dati raccolti su piattaforme per scopi anti-concorrenziali; e restrizioni sull’interoperabilità con servizi di terze parti.

    Il DMA mira a facilitare l’interoperabilità tra diversi servizi e piattaforme. Consentendo ad esempio che servizi di messaggistica diversi possano comunicare tra loro.

    Le aziende che non rispettano le norme del DMA possono essere soggette a pesanti sanzioni, che possono arrivare fino al 10% del fatturato globale annuo.

    In casi di reiterata non conformità, le sanzioni possono essere ulteriormente incrementate.

    Il DMA, dunque, rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui l’UE regola i mercati digitali. È visto come un passo avanti per garantire un ambiente digitale più equo e aperto, favorendo la concorrenza e l’innovazione.

    Allo stesso tempo, pone nuove sfide per le grandi aziende tecnologiche, che sono chiamate a rivedere molte delle loro pratiche commerciali e strategie di mercato.

    Quali sono le aziende “gatekeeper”

    Ogni azienda designata come gatekeeper è tenuta a presentare una relazione sulla conformità entro sei mesi dalla sua designazione ufficiale. In questo caso, entro il 7 marzo. Questo documento dovrà illustrare in che modo l’azienda si sta adeguando alle regole e agli obblighi imposti dal DMA.

    DMA gatekeeper franzrusso.it
    I gatekeeper designati dal DMA dell’UE

    Successivamente, la Commissione Europea pubblicherà sintesi non riservate di ciascuna relazione di conformità. Questo passaggio garantisce un livello di trasparenza pubblica e permette un esame esterno delle azioni intraprese dai gatekeeper per rispettare le regole del DMA.

    La Commissione Europea ha designato ufficialmente sei aziende come “gatekeeper” secondo il Digital Markets Act (DMA) il 6 settembre 2023. Queste aziende sono:

    • Alphabet Inc.
    • Amazon.com Inc.
    • Apple Inc.
    • ByteDance Ltd.
    • Meta Platforms, Inc.
    • Microsoft Corporation

    DMA e l’impegno di Meta

    Queste modifiche riflettono l’impegno di Meta nel conformarsi alle normative europee per promuovere una maggiore equità e concorrenza nel mercato digitale.

    Meta ha espresso il suo supporto per gli obiettivi del DMA e si è impegnata a garantire che i suoi prodotti nell’UE siano conformi e offrano valore agli utenti.

    Come detto prima, nelle prossime settimane gli utenti riceveranno notifiche che illustreranno le nuove opzioni disponibili.

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