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  • Su Instagram si può impedire di espandere l’immagine profilo

    Su Instagram si può impedire di espandere l’immagine profilo

    Instagram introduce una funzione per bloccare l’ingrandimento dell’immagine profilo. Aumenta la privacy degli utenti, riducendo il rischio di comportamenti inappropriati e impersonificazione.

    Nell’era dei social media sappiamo bene tutti quanto sia rilevante il valore della privacy. Un aspetto su cui proprio Instagram ha dimostrato qualche mancanza negli ultimi anni.

    Con oltre 2 miliardi di utenti attivi, Instagram non è solo una piattaforma di condivisione. È anche un luogo dove la privacy è messa a dura prova. L’ultima novità, però, segna una piccola svolta significativa.

    Chissà quante volte vi sarete chiesti se qualcuno si sofferma a ingrandire la vostra immagine profilo. E se lo fa con insistenza. Nel momento in cui lo pensate, ecco che sale un po’ di preoccupazione. È un fatto logico.

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    Ecco, arriviamo quindi al dunque. Quello che apparentemente sembra una opzione poco interessante, invece può rivelarsi assolutamente utile. E parliamo dell’ultima opzione attivata da Instagram che consente agli utenti di impedire ai visitatori di ingrandire l’immagine del profilo. Questa funzionalità, apparentemente poco utile, riflette però una crescente consapevolezza riguardo la privacy e la sicurezza online.

    La novità inizialmente è circolata grazie ad attenti osservatori sui social media. Ma adesso è disponibile per tutti gli utenti. Per attivarla, o meno, è sufficiente andare nelle impostazioni dell’app, alla voce: Impostazione e privacy> Privacy dell’account> Consenti espansione dell’immagine profilo.

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    La novità su Instagram per la privacy

    Oltre all’aspetto pratico, questa nuova opzione introdotta da Instagram può essere vista come una misura preventiva contro quello che comunemente viene definito “creeper behavior”. Ossia comportamenti indiscreti o inappropriati. Limitare l’ingrandimento delle immagini impedisce a terzi di osservare eccessivamente da vicino i dettagli delle foto. Un aspetto che può avere implicazioni significative per la sicurezza personale.

    Inoltre, questa funzionalità può contribuire a ridurre i rischi di impersonificazione. Spesso vengono utilizzate immagini del profilo rubate per creare account falsi. Limitando la possibilità di ottenere una versione ingrandita e chiara dell’immagine, Instagram rende più difficile per questi soggetti copiare le foto in modo convincente, contribuendo così a combattere la diffusione di account fasulli.

    Cosa si intende per creeper behavior

    Il termine “creeper behavior” si riferisce a comportamenti online che sono considerati inappropriati, indiscreti o invasivi. In particolare, nel contesto dei social media, questo comportamento include azioni come osservare eccessivamente da vicino o analizzare dettagliatamente le immagini e le informazioni di altri utenti senza il loro consenso.

    Elementi che caratterizzano il creeper behavior

    Ecco alcuni aspetti chiave del “creeper behavior”:

    • Osservazione eccessiva: un aspetto del creeper behavior include l’osservazione prolungata o eccessiva delle informazioni personali o delle immagini di un utente. Questo può includere l’ingrandimento ripetuto di foto per esaminare dettagli intimi o personali.
    • Violazione della Privacy: questo comportamento viola spesso la privacy personale, poiché implica un livello di attenzione o di interesse che va oltre la normale interazione sociale. Può creare disagio e sensazione di insicurezza nella persona che si sente osservata.
    • Intenti non espliciti: spesso, il creeper behavior non è accompagnato da interazioni dirette, come messaggi o commenti, il che lo rende più subdolo e difficile da identificare o affrontare.
    • Creazione di disagio: questo tipo di comportamento può causare ansia o disagio nella vittima, soprattutto se si sente che la propria immagine o informazioni vengono esaminate con intenti inappropriati o senza il proprio consenso.
    • Anonimato: nel contesto dei social media, il creeper behavior è facilitato dall’anonimato e dalla facilità di accesso alle informazioni personali che queste piattaforme offrono. Gli utenti possono esplorare profili e foto senza necessariamente rivelare la propria identità o intenzioni.

    Con l’introduzione di questa opzione, Instagram mostra una sensibilità maggiore verso le esigenze in fatto di privacy dei suoi utenti. Questi aggiornamenti hanno come obiettivo quello dare agli utenti il controllo sul modo in cui le loro informazioni personali vengono visualizzate e condivise. In un’era digitale dove la privacy è spesso in bilico, iniziative di questo tipo sono un passo importante verso la creazione di un ambiente online più sicuro e rispettoso per tutti.

  • Charity washing e il caso Chiara Ferragni-Balocco

    Charity washing e il caso Chiara Ferragni-Balocco

    Il caso “Chiara Ferragni-Balocco” può essere indicato come un esempio di charity washing. E le sue ripercussioni nelle PR e nella gestione delle crisi, evidenziano l’importanza della Trasparenza e della Responsabilità.

    Ormai da qualche giorno nel nostro paese non si parla d’altro che del caso Chiara Ferragni-Balocco. E questo è dovuto al fatto che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) in Italia ha inflitto una pesante multa, sia a lei che alla Balocco, per pratica commerciale scorretta. E anche perché domenica la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è scagliata contro la Ferragni additandola, sostanzialmente, come modello da non seguire.

    Questo caso ha dentro di sè tanti aspetti che vanno dalla comunicazione, alla gestione della reputazione, alla gestione della crisi che ne è generata. Un caso che ha mostrato come un caso come questo, di cui Selvaggia Lucarelli si era occupata già lo scorso anno, in realtà evidenzia un fenomeno che sta prendendo sempre più piede nell’era dei social media. Ed è il charity washing.

    E prima di passare a vedere meglio il caso “Chiara Ferragni-Balocco”, è opportuno soffermarsi sul sgnificato di charity washing.

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    Cosa significa “charity washing”

    Con il termine “charity washing” ci si riferisce a una pratica adottata da alcune aziende, organizzazioni o celebrità che consiste nell’utilizzare attività caritatevoli o donazioni a scopi benefici per deviare l’attenzione da pratiche eticamente discutibili o per migliorare la propria immagine pubblica, senza un effettivo impegno verso cause sociali o ambientali.

    Questo fenomeno è simile al più noto “greenwashing“, dove le aziende cercano di apparire più ecologiche di quanto non siano realmente.

    Nel contesto del charity washing, un’azienda potrebbe, ad esempio, donare una piccola parte dei propri profitti a enti benefici, promuovendo ampiamente queste azioni attraverso campagne di marketing, mentre contemporaneamente mantiene pratiche lavorative o di produzione dannose, come sfruttamento del lavoro, inquinamento o comportamenti non etici.

    O, ancora, un’azienda potrebbe far credere di effettuare una donazione attraverso operazioni di marketing mirate, mentre, al contrario, tiene per sè l’intero guadagno generato dalla operazione stessa, devolvendo solo una piccolissima parte in beneficenza.

    Questa pratica può essere considerata problematica perché può trarre in inganno i consumatori o il pubblico, facendo loro credere che l’azienda sia più impegnata socialmente o eticamente di quanto non sia in realtà. Inoltre, può anche distogliere l’attenzione da questioni importanti che richiedono un’azione più sostanziale e concreta.

    Il caso Chiara Ferragni-Balocco, primo grande caso di charity washing

    E, quindi, un caso emblematico di charity washing è quello che coinvolge Chiara Ferragni e l’azienda Balocco. Da notare che si tratta di fenomeni ancora molto esigui ma in grande crescita. Questo di Chiara Ferragni-Balocco diventa un caso, al momento unico per la sua risonanza e rischia, proprio perché primo grande caso, di essere ricordato negli anni a venire. Segno che ci vorranno azioni concrete e costanti per riuscire a riabilitare l’immagine della celebrità coinvolta e dell’azienda stessa.

    Per fare un esempio, anche se non si tratta di charity washing, in Italia come gestione della crisi di comunicazione nell’era dei social media resta ancora vivo il ricordo del caso “Patrizia Pepe”.

    Nel 2022, l’influencer Chiara Ferragni e l’azienda Balocco lanciarono una campagna per la vendita di un pandoro di Natale brandizzato. L’iniziativa suggeriva che parte del ricavato sarebbe stata donata a un ospedale pediatrico per la ricerca sul cancro, il Regina Margherita di Torino. Ma si è scoperto poi che nessun contributo diretto derivava dalle vendite​​​​.

    Il video di scuse e gli errori

    Il video di scuse pubblicato da Chiara Ferragni su Instagram – a distanza di due giorni dalla mula comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) – è stato molto criticato per il suo approccio. L’aspetto trasandato e i riferimenti alla famiglia sono stati interpretati come tentativi di guadagnare empatia e legittimazione, piuttosto che come una sincera ammissione di errore​.

    Ora, questo caso delinea alcuni elementi che val la pena citare.

    1. Mancanza di trasparenza: se non viene chiaramente comunicato quanto della somma raccolta sarà effettivamente donato alla beneficenza, il pubblico può essere indotto a credere che la maggior parte o tutti i proventi vadano a sostegno della causa.
    2. Promozione personale vs supporto effettivo alla causa: se l’iniziativa viene utilizzata principalmente come strumento di marketing o per migliorare l’immagine pubblica dell’individuo, piuttosto che per fare una differenza significativa per la causa supportata, ciò può essere visto come un esempio di charity washing.
    3. Disallineamento tra dichiarazioni e azioni: se viene promessa una certa percentuale di donazione e poi non viene rispettata, ciò solleva questioni di fiducia e integrità.

    Tutti e tre questi elementi sono presenti nel caso “Chiara Ferragni-Balocco”.

    Dal punto di vista degli errori commessi in questo caso, sicuramente è mancata la Trasparenza. Un aspetto fondamentale che deve animare sempre qualsiasi tipo di comunicazione intenda portare avanti.

    Caso Chiara Ferragni-Balocco, beneficenza e guadagni

    E poi, Balocco ha effettuato un unico pagamento di 50.000 euro all’ospedale mesi prima del lancio del pandoro Ferragni, rendendo quindi le vendite del prodotto irrilevanti per ulteriori donazioni. Balocco, come noto, ha ricevuto una multa di 420.000 euro per questa pratica ingannevole.

    Chiara Ferragni e le sue società hanno ricevuto 1 milione di euro dalla Balocco per l’iniziativa di branding e le attività promozionali, senza effettuare pagamenti personali all’ospedale.

    Il video di scuse – arrivato comunque troppo tardi – contiene in realtà diversi elementi che vanno rilevati.

    Nel video Chiara Ferragni appare con un aspetto trasandato, un chiaro tentativo di suscitare empatia, in netto contrasto con la sua immagine pubblica solitamente molto più curata.

    Inizialmente, Chiara Ferragni si era limitata a protestare contro la multa, affermando che avrebbe fatto appello. La decisione di pubblicare un video di scuse dopo alcuni giorni rappresenta un cambiamento significativo nel suo approccio, suggerendo una strategia comunicativa pianificata.

    Il tono del video ha mostrato un tentativo di posizionarsi come vittima, una tattica spesso usata per ottenere simpatia e comprensione. Ma anche questo aspetto è stato molto criticato per la sua mancanza di autenticità.

    Strategia di Crisis Management

    Ora, di fronte a questo caso, che continuerà ad animare le conversazioni sui social media e che sarà citato in molte lezioni di comunicazione per i prossimi anni, possiamo provare ad indicare alcuni accorgimenti da adottare sempre in casi come questi e non solo.

    Si parla quindi di dotarsi di una strategia di comunicazione che possa affrontare eventuali momenti di crisi, quella che viene definita come PR Crisis Management.

    • Trasparenza: essere chiari su come e in che misura le iniziative benefiche sono sostenute finanziariamente.
    • Separazione tra attività commerciale e scopo benefico: distinguere nettamente le attività commerciali da quelle benefiche.
    • Verifica delle Informazioni: Assicurarsi che le informazioni promosse siano accurate e verificabili.
    • Evitare manipolazione emotiva: non usare tattiche che possano essere percepite come manipolatorie o insincere.
    • Rispetto della Privacy: essere cauti nel coinvolgere familiari, in particolare i minori, nelle comunicazioni pubbliche.
    • Coerenza dell’Immagine: mantenere un’immagine coerente che non contrasti drasticamente con la realtà.
    • Monitoraggio dei Media e dei Social Media: monitorare attentamente i media tradizionali e i social media per comprendere la percezione pubblica e rispondere in modo appropriato.
    • Responsabilità: assumersi la responsabilità delle proprie azioni – e delle proprie parole – senza scaricarle su altri.
    • Comunicazione Tempestiva: rispondere prontamente alle critiche o ai problemi, evitando ritardi.
    • Valutazione Post-Crisi: dopo la crisi, valutare l’efficacia della risposta e apportare miglioramenti al piano di crisis management.
    • Ricostruzione della Reputazione: lavorare a lungo termine per ricostruire la reputazione attraverso azioni coerenti e comunicazioni positive.

    Il caso “Chiara Ferragni-Balocco” evidenzia le sfide etiche e comunicative che le aziende, così come le celebrità e gli influencer e le figure pubbliche affrontano nell’era dei social media. È un monito per tutte le organizzazioni sulla necessità di un impegno autentico nelle iniziative di beneficenza e sulla gestione chiara e onesta delle crisi.

  • Threads in UE, prime impressioni e come usarlo

    Threads in UE, prime impressioni e come usarlo

    Threads di Meta sbarca in UE, accolto con un certo entusiasmo. Questo per il fatto che l’atmosfera è più rilassata, dove conoscersi e riconoscersi. Ecco una piccola guida all’uso e alcune caratteristiche. Vedremo quanto durerà.

    Alla fine Threads è sbarcato in UE e, da quello che si vede, è stato accolto con grande entusiasmo dagli utenti italiani. Questo perché conserva ancora, nonostante il lancio avvenuto a luglio in 100 paesi, quell’atmosfera pulita dove tutti cercano tutti per capire come muovere i primi passi.

    Prima di fare qualche considerazione, veniamo alle notizie da rilevare.

    Alla fine Threads arriva in UE

    C’era molta attesa su questo lancio in UE per tutto quello che abbiamo raccontato in questi ultimi giorni qui. Attesa e curiosità, ovviamente. Ma c’era l’incognita su come gli utenti UE avessero potuto usare la nuova piattaforma.

    thread in ue 2023 impressioni uso franzrusso

    Questo perché, essendo di fatto un’app che nasce su Instagram, l’app condivide molti dati degli utenti in maniera nativa. Situazione che andava a confliggere con il DMA, Digital Markets Act, il regolamento UE che sarà pienamente in vigore dal prossimo mese di marzo. E questo conflitto è il motivo per cui Meta aveva deciso a luglio di evitare il lancio di Threads in UE. Evitando così di esporre l’app a sospensione e infrazione.

    Threads e la possibilità di usarlo senza iscriversi

    Da ieri si è compreso l’escamotage che ha permesso a Threads di affacciarsi in altri 27 paesi (arrivando così ad essere disponibile in 127 paesi). E consiste nella possibilità di poter usare l’app senza essere scritto. Quindi visionando i contenuti ma senza poterne creare di nuovi.

    L’altra modalità di accesso è quella che permette l’iscrizione, è il caso di dire, automatica attraverso Instagram. In questo modo Meta è al sicuro di poter agire in regola, lasciando la scelta agli utenti.

    https://www.threads.net/@zuck/post/C01LXhDrCAM/?igshid=NTc4MTIwNjQ2YQ%3D%3D

    Val la pena ricordare che Threads da ieri è disponibile in UE per circa 485 milioni di utenti. Significa poter raggiungere in poche settimane il traguardo di 150 milioni già forse entro la fine di questo mese.

    Però, c’è un però. Perché se è vero che al momento su Threads si respira un’aria sana, senza forzature, urla. Senza quella tossicità che sembra ormai aver preso piede su X. È anche vero che dal giorno del suo lancio l’app, con una partenza a razzo, perse l’80% degli utenti e engagement.

    Al momento è forse bene adottare un atteggiamento prudente e provare a godere della bellezza dei social media. Che è quella di connettere le persone che condividono contenuti, aperti alla conversazione e al confronto.

    https://www.threads.net/@franzrusso/post/C01wwSzx2fG

    Perché alla fine questo è il vero motivo per cui sono nati (originariamente social network). Credo che molto poi dipenda da noi. Dal modo in cui vogliamo porci e dal modo in cui vogliamo usare questi strumenti. Strumenti e non contenitori di esistenze.

    Threads: guida veloce all’uso

    Ora, detto questo, vediamo un po’ di riassumere, a beneficio di tutti, come funziona e quali le ultime novità di Threads.

    Threads, feed diviso in due: Per te e Segui già

    La piattaforma offre due modalità di visualizzazione dei contenuti, con due timeline differenti.

    • Per te: dove sono selezionati i post degli account che segui e di quelli consigliati in base ai tuoi interessi e alle persone che si seguono.
    • Segui già: qui sei vedono i contenuti degli account che si seguono, in ordine cronologico da quando sono stati pubblicati.

    Threads, che ricordiamo è l’app testuale di Meta, ha introdotto diverse funzionalità. Passiamo ad una breve guida su come muoversi su questa nuova piattaforma.

    Threads, primi passi da seguire

    • Creazione dell’Account: Per creare un account su Threads, è necessario utilizzare il proprio profilo Instagram e il numero di telefono. Si accede al sito ufficiale di Threads, si clicca su “Continua con Instagram”, si effettua il login e si autorizza la creazione del profilo​​. Come dicevamo in apertura di questo articolo, è possibile usare Threads senza registrarsi, quindi senza avere la possibilità di creare contenuti.
    • Personalizzazione del Profilo: Si può personalizzare il profilo Threads aggiungendo una breve biografia e un link. È possibile importare la biografia e i link direttamente da Instagram. Inoltre, si può scegliere tra un profilo pubblico, visibile a tutti, o un profilo privato, accessibile solo ai follower approvati​​.
    • Seguire account Instagram su Threads: È possibile seguire gli stessi account di Instagram su Threads. Durante la configurazione, si può scegliere di seguire tutti gli account Instagram esistenti o selezionare specifici profili da seguire​​.
    • Funzionalità dei Post: Ogni post su Threads può contenere fino a 500 caratteri, includendo testo, immagini, link e video fino a 5 minuti. È possibile condividere i post di Threads nelle storie di Instagram. Gli utenti hanno anche strumenti per personalizzare la visualizzazione dei contenuti, come aggiungere parole nascoste per filtrare risposte specifiche o bloccare, non seguire, o segnalare profili. Se si blocca un utente su Instagram, sarà automaticamente bloccato anche su Threads​​. È possibile, come accade su Instagram, nascondere il numero dei “mi piace” dai post.

    Su Threads si possono modificare i post

    • Modifica dei post: è possibile modificare i contenuti, anche senza pagare. Una volta pubblicato il contenuto scatta un countdown alla rovescia della durata di 5 minuti. In quel lasso di tempo è possibile modificare il contenuto.
    • Interfaccia Utente: L’app è suddivisa in cinque sezioni principali:
      • Home: Visualizza i post degli utenti seguiti e suggeriti dalla piattaforma.
      • Scrivi: Permette di scrivere nuovi thread, con la possibilità di aggiungere foto o video.
      • Cerca: Per cercare nuovi utenti in base agli interessi.
      • Profilo: Dedicato al profilo personale e alle impostazioni di privacy.
      • Attività: Mostra la propria attività, inclusi Tutto, Risposte, Verificati e Menzioni​​.
    • Cancellazione Account: tema, questo della cancellazione dell’account, che ha molto diviso gli utenti. Infatti, in prima battuta, la cancellazione dell’account Threads comportava anche la cancellazione dell’account Instagram. Ora, dopo mesi, si è arrivati alla conclusione che l‘account Threads può essere cancellato, senza per questo cancellare anche quello Instagram. Quindi, da questo punto di vista, gli utenti posso stare tranquilli.

    Threads, caratteristiche e novità

    Ecco un breve dettaglio delle sue caratteristiche principali:

    • Integrazione con ActivityPub: questa è una delle novità più significative. L’integrazione con il protocollo ActivityPub permette agli utenti di Threads di condividere i propri post su piattaforme abilitate a ActivityPub, come Mastodon. Questo passo rappresenta un importante avanzamento verso l’integrazione e l’apertura nel fediverso, una rete decentralizzata di servizi di social media​​.
    • Funzionalità Tags: simili agli hashtag di Instagram, i tags in Threads sono utilizzati per facilitare la discussione su argomenti specifici. A differenza di Instagram, però, possono essere utilizzati una sola volta per post, e sono inseriti direttamente nel post o nelle parole in modo simile a un hyperlink. Questo sistema mira a semplificare l’aggiunta di argomenti specifici ai post e a facilitare la connessione con altri utenti interessati agli stessi argomenti​​. Non esiste ancora un elenco di tag emergenti o più usati.
    • Condivisione del contenuto su più Piattaforme: Threads è stata concepita come un’app decentralizzata o federata, che consente agli utenti di postare contenuti visualizzabili da chiunque su altre app social e viceversa​​.

    Threads è integrata a Instagram

    • Integrazione con l’account Instagram: utilizzando lo stesso backend di Instagram (Python Django), gli utenti possono accedere a Threads con il proprio account Instagram, semplificando il processo di configurazione e onboarding​​.
    • Sviluppo su iOS e Android: Le app mobile di Threads sono state sviluppate principalmente con Swift su iOS e Jetpack Compose su Android. Alcune funzionalità come la ricerca per parole chiave e la messaggistica privata sono state inizialmente messe in attesa per aggiornamenti futuri​​.
    • Obiettivo di Interoperabilità: l’obiettivo di Meta con Threads è rendere i contenuti sociali interoperabili come le email. Lavorando sull’integrazione con ActivityPub, Threads permetterà agli utenti di distribuire i loro post su altre app social e di visualizzare contenuti di creator presenti su altre piattaforme​​.
    • Nuove funzionalità e miglioramenti: Threads ha recentemente introdotto diverse nuove funzionalità e aggiornamenti, tra cui un feed per gli utenti seguiti, la possibilità di modificare l’alt-text e la condivisione di un Thread tramite direct message su Instagram. Inoltre, Meta ha iniziato a testare la ricerca per parole chiave, che verrà presto implementata in più lingue e paesi​​.

    Questo è il primo, veloce, resoconto sul primo giorno di Threads in UE e alcuni veloci veloci accorgimenti. Come detto, al momento è forse bene lasciarsi coinvolgere da questa atmosfera rilassata. E sperare che duri ancora per un bel po’.

  • Threads il lancio in UE è previsto il 14 dicembre

    Threads il lancio in UE è previsto il 14 dicembre

    Threads di Meta sarà lanciato in UE il 14 dicembre. Nonostante manchi l’annuncio ufficiale, si può ipotizzare una versione ridotta a causa del DMA.

    A fine novembre avevamo riportato l’indiscrezione, lanciata dal Wall Street Journal. Si trattava del lancio di Threads in UE che sarebbe avvenuto entro il mese di dicembre 2023. E così sarà. Anzi, più precisamente lo sbarco è previsto per giovedì 14 dicembre alle ore 12, a ora di pranzo quindi.

    Non c’è un annuncio ufficiale da parte di Meta, ma i “biglietti” sono disponibili. Già, perché è possibile prenotare il “biglietto” nelle Impostazioni di Instagram. Una trovata per confermare che lo sbarco avverrà per davvero. E poi sul sito Threads.net è attivo il conto alla rovescia. Ormai manca più o meno 1 giorno.

    E così, dopo il lancio avvenuto lo scorso luglio in 100 paesi (Stati Uniti e altri 99 paesi, esclusi, appunto, Unione Europea, Cina, Iran, Russia e altri 63 paesi), Threads si appresta ad approdare anche in UE. Con un carico di oltre 100 milioni di utenti attivi.

    Ma in che versione la potranno usare gli utenti dei 27 paesi che aderiscono alla UE?

    Threads lancio in UE 14 dicembre 2023 franzrusso

    Threads, lancio in Ue in versione ridotta

    E questa è la domanda che tutti si stanno ponendo in queste ore. Come detto, non vi è ancora l’annuncio ufficiale da parte di Meta. E, quindi, non è spiegato come Threads sarà disponibile.

    Come si scriveva in paio di settimane fa, riportando i rumors (poi verificati) del WSJ, Threads dovrebbe essere disponibile in UE in una versione aderente a ciò che richiede il DMA, il Digital Markets Act. Questo potrebbe comportare che Meta offrirà agli utenti dell’UE la possibilità di utilizzare Threads esclusivamente per il consumo senza un profilo che consenta loro di creare i propri post. Significa che gli utenti non dovranno necessariamente creare un profilo per visualizzare i post. Ma potrebbero doverne creare uno per la pubblicazione.

    Siamo nell’ordine delle ipotesi. Molto probabili, ma sempre ipotesi.

    Val la pena di sottolineare che Meta, insieme ad altri giganti tecnologici come Microsoft e Apple, sono stati formalmente designati come “gatekeeper” ai sensi della legge a luglio. Sottoponendoli a nuove regole relative al consenso dell’utente e alla protezione dei dati. Fino ad oggi, non è chiaro se sono state apportate modifiche all’esperienza di Threads nella UE in seguito all’osservazione di queste regole.

    Per chi non fosse particolarmente informato sul significato di “gatekeeper” ecco una breve spiegazione.

    Cosa significa “gatekeeper”

    Il termine “gatekeeper”, nel contesto del Digital Markets Act (DMA) dell’UE, si riferisce a grandi piattaforme tecnologiche che hanno un ruolo dominante nel mercato digitale e che possono controllare l’accesso a determinati mercati o servizi online.

    Queste piattaforme agiscono come “custodi del cancello” (ecco da dove nasce il termine gatekeeper), determinando quali aziende e servizi possono raggiungere i consumatori e come.

    Questo ruolo di gatekeeper può portare a pratiche anticoncorrenziali, come favorire i propri servizi a discapito di quelli dei concorrenti o imporre condizioni ingiuste agli sviluppatori di app e ad altri operatori del mercato.

    La normativa DMA mira a regolamentare queste grandi piattaforme. Stabilendo regole eque per garantire la concorrenza. Al fine di proteggere i consumatori e le piccole imprese dall’abuso di posizione dominante da parte dei gatekeeper.

  • Meta prevede il lancio di Threads in UE a dicembre

    Meta prevede il lancio di Threads in UE a dicembre

    Meta si prepara a lanciare Threads in UE a dicembre, secondo quanto riporta il Wall Street Journal. Threads è quindi alla prova delle regole e del mercato UE, per nulla facile. Sarà anche il modo per capire se davvero Meta ha le idee chiare.

    Avevamo scritto, appena 20 giorni fa, che il lancio di Thread di UE si sta avvicinando. E così sembra per davvero.

    Di Threads, sin dall’inizio, abbiamo detto tante cose. Dal lancio, avvenuto lo scorso luglio col blotto, la piattaforma di Meta ha introdotto diverse novità, tra cui anche gli hashtag. Ma abbiamo sempre sottolineato che per una migliore riuscita della piattaforma, soprattutto dopo l’avvio altalenante, e poi decadente, sarebbe servito estendere l’app in UE.

    Ora, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sembra che Meta abbia in programma di lanciare Thread in UE nel mese di dicembre. A conferma del fatto che, come abbiamo riportato, il lancio sarebbe avvenuto entro la fine dell’anno.

    Threads pronto per l’UE

    Come sappiamo, Meta sin dal lancio ha preferito fa slittare lo sbarco in UE per il fatto che le regole comunitarie sono molto rigide. L’app che si poggia a Instagram richiede la condivisione di una serie di dati sensibili. Per questo motivo Meta aveva deciso di non lanciare subito l’app in UE.

    Infatti, il DSA dell’UE stabilisce una serie di nuovi requisiti per le grandi piattaforme tecnologiche. Riguardo termini di segnalazione, controllo dei dati degli utenti, normative sulla privacy, e altro ancora. Senza dimenticare il DMA.

    threads arrivo ue dicembre 2023 franzrusso

    Per essere in regola con i regolamenti dell’UE, Meta offrirà agli utenti dell’UE la possibilità di utilizzare Threads esclusivamente per il consumo senza un profilo che consenta loro di creare i propri post. Questo significa che gli utenti non dovranno necessariamente creare un profilo per visualizzare i post. Ma potrebbero doverne creare uno per la pubblicazione.

    Threads alla prova del mercato UE, reggerà?

    Tra le tante novità lanciate in questi mesi, nelle scorse settimane Meta ha dato la possibilità di cancellare il proprio account su Thread senza per forza cancellare anche quello Instagram. Su cui inizialmente era poggiato.

    Questa parrebbe, dunque, la soluzione trovata per poter portare Threads in UE. Anche se sarebbe interessante vedere come Meta intende realizzare un feed algoritmico per un utente senza alcun profilo. Inoltre, non è chiaro se saranno in grado di seguire altri profili.

    Vedremo come andrà.

    Restiamo dunque in attesa, anche se al momento si può fare una veloce considerazione. Lo sbarco in UE porterebbe sicuramente nuovi utenti, a fronte degli appena 100 milioni di oggi. Permetterebbe a Threads di attrarre qualcosa come 40 milioni di nuovi utenti. E sicuramente si troverebbe ad affrontare un banco di prova non da poco.

    Sarebbe l’occasione per capire se davvero Threads può sostituire Twitter, nel momento in cui X di Elon Musk deve far fronte ai continui sbalzi di umore del miliardario. E nel momento in cui le grandi aziende fuggono da X per portare gli investimenti pubblicitari altrove.

    Il problema però è che cosa vuole fare Meta di Threads . Questa è la vera domanda. E alla vigilia dello sbarco in un mercato così complesso e difficile, come quello UE, è doveroso avere le idee chiare.

    Il rischio è quello di perdere una grande occasione. E, purtroppo, non è un rischio ipotetico.

     

  • L’atteggiamento di Musk su X costa milioni in pubblicità

    L’atteggiamento di Musk su X costa milioni in pubblicità

    X rischia una perdita di 75 milioni di dollari in pubblicità dopo il post controverso di Musk. E i grandi marchi hanno sospeso le campagne su X. Intanto la visita in Israele non è senza polemiche.

    X, fu Twitter, continua a soffrire dal punto di vista delle entrate pubblicitarie. Ossia, la principale fonte di sostentamento, al momento, per la piattaforma di Elon Musk.

    E dopo il calo registrato a giugno di questo anno potrebbe subire una perdita significativa di entrate pubblicitarie. Si parla di 75 milioni di dollari. Questo a seguito del contraccolpo dovuto alla diffusione di contenuti antisemiti sulla piattaforma.

    Da evidenziare che questa situazione si verifica in un periodo cruciale dell’anno. Ossia il trimestre che porta al periodo natalizio, tradizionalmente è il più redditizio per la pubblicità. Negli ultimi tre mesi del 2021- quindi prima che arrivasse Musk – Twitter aveva registrato entrate per 1,57 miliardi di dollari, di cui quasi il 90 percento proveniva dalla pubblicità.

    X e calo della pubblicità: la reazione dei brand

    Secondo il New York Times, che ha visionato documenti interni dell’azienda, oltre 100 marchi, tra cui Airbnb, Netflix e Microsoft, hanno interrotto o stanno considerando di sospendere le loro campagne pubblicitarie su X. E la motivazione che ha portato a questa reazione deriva dal tweet di Elon Musk che appoggiava una teoria della cospirazione antisemita.

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    Dopo la pubblicazione del tweet in questione, Media Matters ha pubblicato un report mostrando come contenuti antisemiti siano apparsi vicini a contenuti sponsorizzati. Proprio dei brand che hanno sospeso gli investimenti in advertising.

    La piattaforma X, in risposta al report, ha intentato una causa contro l’organizzazione. L’accusa è di aver fabbricato immagini che rappresentavano annunci di grandi brand a fianco di contenuti estremisti.

    Nonostante la difesa pubblica di X, aziende come IBM, Apple e Disney hanno prontamente ritirato i loro annunci. Anche Lionsgate e Ubisoft hanno sospeso le loro campagne. In riferimento al tweet di Musk come motivo, come già raccontato qui.

    X prova a difendersi

    Il NYT riporta che Airbnb ha sospeso oltre un milione di dollari in pubblicità. Netflix e le filiali di Microsoft hanno ritirato rispettivamente 3 e 4 milioni di dollari in campagne pubblicitarie. Anche Uber e Coca-Cola hanno messo in pausa le loro pubblicità su X.

    X, nella sua difesa, ha dichiarato che le cifre riportate erano obsolete o rappresentavano una valutazione interna del rischio. Secondo l’azienda, le entrate a rischio sarebbero solo di circa 11 milioni di dollari. Con la situazione in continua evoluzione man mano che alcuni inserzionisti ritornano o incrementano la loro spesa pubblicitaria.

    Musk e la visita in Israele, con polemiche

    E proprio in questi giorni Elon Musk si trova in visita in Israele, proprio in virtù delle polemiche sull’antisemitismo.

    Musk è proprietario anche di Starlink, che fornisce servizi Internet satellitari, attraverso la sua società SpaceX. E avrebbe raggiunto un accordo con il governo israeliano per limitare l’uso dell’ISP nella Striscia di Gaza e per implementarlo solo con il permesso del governo israeliano.

    Musk aveva precedentemente affermato che Starlink avrebbe offerto connettività a “organizzazioni umanitarie riconosciute a livello internazionale a Gaza“, dove si sono susseguiti continui blackout di Internet poiché i servizi dei principali operatori erano inattivi a causa della carenza di carburante.

    La visita di Elon Musk ha comunque generato polemiche in Israele. Alcuni media israeliani hanno criticato il primo ministro Benjamin Netanyahu per aver ospitato un uomo che considerano antisemita.

    Difficile da digerire l’accoglienza di qualcuno che solo pochi giorni fa ha sostenuto un luogo comune violentemente antisemita, che si è dilettato per anni nell’antisemitismo e ha trasformato questa piattaforma in un pozzo nero di odio“, ha scritto su X Amy Spiro, una giornalista del Times of Israel.

    Elon Musk “persona non grata in Israele”

    Il miliardario dovrebbe essere “persona non grata in Israele”, ha scritto il caporedattore di Haaretz, Esther Solomon, aggiungendo: “Invece, Netanyahu – esplorando nuove profondità di servilismo amorale – gli regala una visita di pubbliche relazioni nei kibbutz devastati da Hamas. Profani, venali, biliosi, tutti e due”.

  • Elon Musk vuole riattivare i titoli nelle anteprime con link

    Elon Musk vuole riattivare i titoli nelle anteprime con link

    Elon Musk cambia idea in continuazione. Nei giorni scorsi ha annunciato il ritorno dei titoli nelle anteprime con link su X. Solo che non saranno più visibili come prima, ma saranno inseriti nell’immagine che accompagna il contenuto.

    Solo qualche mese fa Elon Musk, oggi proprietario di X (fu Twitter), sosteneva che, per una migliore “estetica del contenuto”, sarebbe stato meglio eliminare i titoli nelle anteprime dei post con link. E così è stato. Infatti, attualmente sul web il link viene incorporato all’interno dell’immagine che accompagna il contenuto. Lo si vede in basso a sinistra sottoforma del dominio del link da cui proviene. Cliccandoci sopra si arriva a leggere il contenuto.

    Elon Musk ama cambiare idea, come sempre

    Ora, sappiamo bene che quando Elon Musk dice una cosa è sempre proprio poi a sostenere il contrario. O quasi.

    Infatti, l’altro giorno in un post ha scritto: “In una prossima release, X sovrapporrà nella posizione superiore dell’immagine di una card con link”. Senza dare ulteriori dettagli sulla tempistica. Musk ha poi confermato che il titolo che accompagna il contenuto apparrà all’interno della card.

    x link titoli immagine franzrusso.it

    Il titolo sarà all’interno della card

    Quindi avremo il link che apparirà in fondo a sinistra e il titolo in alto, sempre nella stessa immagine.

    Evidentemente, il fatto di aver eliminato i titoli all’interno del contenuto nell’anteprima ha cambiato notevolmente l’interazione degli utenti. Si è trattata di una modifica che ha cambiato l’esperienza degli utenti sulla piattaforma. E dato spazio anche a un po’ di confusione.

    Questo perché, non essendo immediata la visualizzazione del titolo, ad un primo sguardo non è facile individuare il link che viene adesso incorporato nell’immagine. E poi, come abbiamo imparato in questi mesi, l’algoritmo di X è impostato per dare sempre meno valore ai contenuti con link. Questo per evitare che gli utenti possano lasciare la piattaforma per approfondire il contenuto.

    Al momento anche i contenuti di questo blog seguono un po’ la tendenza di introdurre all’interno della card il titolo dell’articolo. In verità, è una pratica che veniva adottata anche prima. Ha trovato ancora più valore con le modifiche apportate dall’agosto scorso.

    Nel momento in cui dovesse entrare in vigore questa novità annunciata da Musk converrà attendere prima di decidere se abbandonare la card personalizzata. Ancora non è chiaro come tutto questo si concretizzerà graficamente. Ricordiamo che tutto questo, al momento, vale solo per il web e non per le condivisioni da mobile.

    E non sono mancate le critiche

    Insomma, ancora una volta Elon Musk non smentisce sè stesso. Continua a procedere allo stesso modo. E non sono mancati gli utenti che lo hanno criticato per aver messo mano ad una funzionalità che non avrebbe dovuto essere modificata.

    Da notare che l’annuncio di questa novità è arrivato dopo che lo stesso Musk, circa due ore prima, aveva condiviso un articolo di Reuters. Il post riportava l’immagine, che altro non era che il logo di OpenAI con il contenuto scritto da Musk “Estremamente preoccupante”.

    Senza titolo, senza alcun contesto o considerazione per chiarire il contenuto dell’articolo. Inavvertitamente lo stesso Musk ha dato dimostrazione come l’aver eliminato l’anteprima dei titoli è stata una sciocchezza.

    Vedremo cosa ne verrà fuori. Anche perché Musk al momento dovrebbe essere più preoccupato del fatto che le grandi aziende hanno sospeso gli investimenti in pubblicità sulla piattaforma a causa della diffusione di contenuti antisemiti. E anche a causa della sua recente uscita a sostegno del complotto della sostituzione bianca, del cosiddetto “Piano Kalergi”.

    Elon Musk, come abbiamo ricordato in un altro articolo, dovrebbe cominciare a preoccuparsi di prendere coscienza del proprio ruolo. Dovrebbe prestare attenzione al valore della sua influenza, delle sue parole. Perché ogni parola conta.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3

  • Instagram, adesso si possono scaricare i Reel pubblici

    Instagram, adesso si possono scaricare i Reel pubblici

    Instagram introduce la possibilità di scaricare i Reels pubblici, migliorando così l’esperienza utente e stimolando la creatività.

    Instagram continua a sviluppare la forma dei contenuti in formato breve, permettendo ora a tutti gli utenti di scaricare i Reels pubblici. Questa mossa, annunciata inizialmente per gli utenti statunitensi a giugno, è ora disponibile a livello globale, aprendo così nuove vie per la condivisione e l’interazione dei contenuti.

    La possibilità di scaricare Reels pubblici rappresenta dunque una nuova evoluzione per la piattaforma. Fino ad ora, gli utenti potevano solo visualizzare i Reels all’interno dell’app. Con questa nuova funzionalità, Instagram permette agli utenti di salvare i loro Reels preferiti e di accedervi offline. In questo modo si ha un maggiore controllo sui contenuti e una maggiore flessibilità nell’uso.

    Alimentare la creatività coi Reel

    Instagram, con questa novità, prevede un incremento nell’uso e nella condivisione di questi contenuti. Sia all’interno dell’app che in altri contesti. Potenzialmente potrebbe alimentare la creatività degli utenti, incentivando la produzione di contenuti ancora più coinvolgenti e innovativi.

    Come Scaricare i Reel da Instagram

    Con l’ultimo aggiornamento di Instagram, scaricare i Reel pubblici è davvero semplice e diretto. Ecco i passaggi per salvare i Reel preferiti:

    instagram download reel franzrusso 2023 mosseri

    1. Trova il Reel: naviga all’interno di Instagram e trova il Reel che desideri scaricare.
    2. Menu delle Opzioni: clicca sui tre punti verticali situati nell’angolo in alto a destra del Reel per aprire il menu delle opzioni.
    3. Scarica il Reel: seleziona l’opzione “Scarica” o “Salva” nel menu. Il Reel verrà scaricato e salvato all’interno del dispositivo.
    4. Accedi ai Reel Salvati: una volta scaricato, puoi trovare il Reel nella galleria del tuo smartphone o nella cartella dei download.
    5. Guarda Offline: i Reel scaricati possono essere visualizzati offline, anche senza una connessione internet.

    La visione di Instagram

    Adam Mosseri, il capo di Instagram, ha sottolineato l’importanza di questa funzionalità come un nuovo modo per condividere i contenuti di Reels. Sembra evidente che Instagram, con questa mossa, punta a consolidare ulteriormente la sua posizione come leader nel settore dei contenuti brevi, competendo con piattaforme come TikTok.

    Quindi, questo aggiornamento è per Instagram un momento significativo. Individua un nuovo approccio ai contenuti video brevi. Offre così maggiore flessibilità e controllo, migliorando l’esperienza utente. Ma apre anche la strada a nuove forme di interazione e creatività.

  • Threads, potrebbe essere più vicino il lancio in UE

    Threads, potrebbe essere più vicino il lancio in UE

    Threads di Meta potrebbe essere lanciato presto in UE. Tra le implicazioni normative e le strategie, a pagamento, di Meta, potrebbe aprirsi presto uno spiraglio.

    Qualche giorno fa Alessandro Paluzzi, non nuovo a questo genere di scoperte, ha condiviso uno screenshot. Nell’immagine si vede, dal backend di Threads, la scritta “Threads EU launch. Questo potrebbe preludere a un rilascio dell’app imminente. Ma potrebbe trattarsi anche solo di una sorta di reminder interno.

    Di fatto, esiste la possibilità che Threads venga rilasciata in UE. Lo stesso Mosseri si è augurato nelle scorse settimane che questo possa avvenire in tempi brevi. Ma non è detto che il tutto possa sbloccarsi in tempi relativamente brevi. Già in agosto c’era stata qualche avvisaglia.

    Meta, Threads e il contesto normativo UE

    Per essere più precisi, Threads in UE non è stata mai rilasciata. Per il semplice fatto che l’app, poggiandosi su Instagram, richiede una serie di dati che potrebbe incorrere in un possibile blocco da parte della Commissione UE. Di fatto, da parte delle istituzioni UE non c’è mai stato alcun intervento diretto sulla questione.

    Al lancio, il capo di Instagram, Adam Mosseri, disse che Threads non sarebbe stato disponibile per gli utenti europei a causa dell’implementazione del nuovo Digital Markets Act (DMA) dell’UE.

    threads possibile arrivo ue franzrusso

    Il DSA stabilisce una serie di nuovi requisiti per le grandi piattaforme tecnologiche. Riguardo termini di segnalazione, controllo dei dati degli utenti, normative sulla privacy, e altro ancora.

    Questa è la situazione ad oggi ed è bene specificarla. A scanso di equivoci e per aver ben chiari quelli che sono i fatti.

    Tornando a quanto rilevato da Paluzzi nel suo screenshot, è necessario fare qualche considerazione, alla luce anche delle ultime mosse di Meta.

    Meta, l’UE e le versioni a pagamento di Facebook e Instagram

    Come sapete, la società di Mark Zuckerberg ha lanciato una modalità a pagamento, che riguarda Facebook e Instagram, in modo tale da non visualizzare annunci pubblicitari. Si tratta di una sorta di scappatoia rispetto a quelle che sono le norme vigenti in UE

    La versione a pagamento è quindi una reazione alle norme UE, come si diceva prima. Si tratta di norme che regolano la modalità di raccolta e utilizzo dei dati degli utenti nei paesi dell’Unione Europea.

    threads possibile arrivo ue paluzzi franzrusso.it

    Meta, all’interno del suo comunicato, ha citato la decisione, del luglio scorso, della Corte di giustizia dell’UE. Sentenza che le ha dato torto. La Corte, in quella occasione, affermò che le aziende dovrebbero prendere in considerazione l’offerta di un servizio alternativo per i clienti che non vogliono che i loro dati vengano raccolti e venduti agli inserzionisti.

    Cosa dice la sentenza della Corte UE contro Meta

    Nella sentenza della Corte del 4 luglio scorso, che ha visto di fronte Meta e il Bundeskartellamt, il garante per la concorrenza tedesco, si legge:

    Pertanto, tali utenti devono disporre della libertà di rifiutare individualmente, nell’ambito della procedura contrattuale, di prestare il loro consenso a operazioni particolari di trattamento di dati non necessarie all’esecuzione del contratto, senza essere per questo tenuti a rinunciare integralmente alla fruizione del servizio offerto dall’operatore del social network online, il che implica che a detti utenti venga proposta, se del caso a fronte di un adeguato corrispettivo, un’alternativa equivalente non accompagnata da simili operazioni di trattamento di dati“.

    Continueremo a sostenere un Internet supportato dalla pubblicità, anche con la nostra nuova offerta di abbonamento nell’UE, nel SEE e in Svizzera”, ha dichiarato la società nel suo comunicato. “Ma rispettiamo lo spirito e lo scopo di queste normative europee in evoluzione e ci impegniamo a rispettarle”.

    Vi starete chiedendo il perché di tutto questo. E una risposta, per certi versi, c’è. Meta è ben consapevole che da questa formula a pagamento ricaverà ben poco, se non nulla. Resta comunque una modalità attraverso la quale gli utenti esprimeranno una opinione chiara.

    In poche parole, questo consentirà all’azienda di continuare a tracciare i dati degli utenti, non paganti, che visualizzano la pubblicità. Tecnicamente ora gli utenti hanno un modo per rifiutare l’opzione e continuare a utilizzare le app in maniera gratuita. Come sempre, del resto. Diverso il caso in cui l’utente decide di pagare, i suoi dati non possono essere tracciati.

    Meta e il lancio di Threads in UE: un’ipotesi

    Si tratta quindi di una condizione che permetterebbe a Meta di poter rilasciare Threads nella UE. Attraverso l’opzione a pagamento per evitare gli annunci pubblicitari, Meta potrebbe provare a lanciare la sua app, da sempre presentata come alternativa a quella che fu Twitter.

    La nuova app, specie nelle ultime settimane, ha vissuto un percorso molto complicato. Si è assistito ad un lancio da record – 100 milioni di utenti in soli 5 giorni -, per poi vedere il tutto sgonfiarsi nel giro di poche settimane.

    Al momento, il lancio di Thread in UE potrebbe essere per Meta una boccata di ossigeno dal punto di vista degli utenti. Per poi provare, sul serio, a diventare davvero una app per le notizie e le informazioni.

    Il momento è propizio. Perché ogni qual volta Musk annuncia una novità su X o esplicita qualche sua considerazione, questo si traduce in un allontanamento degli utenti dalla piattaforma. Threads potrebbe approfittarne.

    Sappiamo anche che Zuckerberg crede molto nelle potenzialità di Threads.

    Potrebbe essere che quello screenshot non significhi nulla. Ma potrebbe anche essere che Meta si sta preparando al lancio di Threads in UE, a fronte di queste considerazioni. L’aggiornamento è assolutamente dovuto.

  • Evoluzione della IA Generativa, da Grok a ChatGPT Turbo

    Evoluzione della IA Generativa, da Grok a ChatGPT Turbo

    L’IA generativa non è più solo una chatbot, è molto di più. Il lancio di Grok di xAI, insieme a ChatGPT Turbo rappresentano una evoluzione che impone oggi una seria riflessione sulle implicazioni che l’IA generativa più avere su larga scala.

    In un mondo in cui la tecnologia si evolve a passi da gigante, l’intelligenza artificiale (IA) si è affermata come una delle forze più trasformative del nostro tempo. Non più relegata alle pagine di romanzi di fantascienza o ai laboratori di ricerca. L’IA generativa ha fatto irruzione nella vita quotidiana, promettendo di rivoluzionare ogni aspetto della nostra esistenza. Dalle auto che si guidano da sole alle assistenti virtuali che gestiscono le nostre case, l’IA sta ridefinendo il concetto di automazione e interazione uomo-macchina. 

    Un futuro che è già presente. E porta a fare delle considerazioni di tipo economico, sociale ed etico per comprendere meglio quello che sta per arrivare.

    Il recente OpenAI Day ha segnato un momento storico in questa rapida evoluzione. Con l’annuncio di ChatGPT Turbo, un’innovazione che promette di accelerare ulteriormente l’integrazione dell’IA nella società. Questo sviluppo segue il lancio di Grok da parte di xAI, un altro pioniere nel campo dell’IA generativa. Grok ha introdotto nuove possibilità di interazione e comprensione tra umani e macchine. Qui esploreremo il panorama attuale dell’IA generativa, delineando come queste tecnologie stanno plasmando il nostro futuro. 

    Mentre ci avventuriamo in questa nuova era, è essenziale comprendere non solo le capacità tecniche di sistemi come Grok e ChatGPT Turbo. Ma anche il contesto più ampio in cui queste innovazioni stanno emergendo. In questo contesto vedremo come Grok e ChatGPT Turbo rappresentano i più recenti balzi in avanti in questo campo dinamico. E certamente da qui inizia una nuova era dell’IA generativa sempre più performante e precisa.

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    Il panorama attuale dell’IA Generativa 

    L’IA generativa ha superato il semplice riconoscimento di immagini e testo, evolvendo in sistemi capaci di creare contenuti, risolvere problemi complessi e interagire con gli utenti in modi sempre più sofisticati. Questo campo si è espanso per includere la generazione di linguaggio naturale, la creazione di arte e musica, e persino la simulazione di dialoghi umani. Con ogni innovazione, l’IA generativa si avvicina sempre di più a replicare la complessità e la creatività umana. E in alcuni casi anche l’emotività.

    Grok: la promessa di xAI, e di Elon Musk

    Grok, sviluppato da xAI, rappresenta un salto qualitativo nell’IA generativa. Con i suoi 33 miliardi di parametri, mira a simulare la curiosità innata e le capacità di apprendimento simili a quelle umane. Grok è progettato per interagire e comprendere con un livello di profondità e naturalezza senza precedenti.

    Come chatbot AI, risponde a domande e fornisce insight su una vasta gamma di argomenti, sfruttando la piattaforma X (quella che un tempo era Twitter) per un accesso in tempo reale a informazioni globali. Il suo lancio segna il primo rilascio pubblico di xAI nel settore degli strumenti di IA generativa.

    Il nome “Grok” fa riferimento al romanzo di fantascienza “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams. Qui “grok” significa comprendere qualcosa in modo profondo e intuitivo. 

    Va anche detto che il termine informale grok è stato un’invenzione dello scrittore di fantascienza Robert A. Heinlein, il cui romanzo di fantascienza del 1961 Straniero in terra Straniera attribuiva grande importanza al concetto di grokking. Nel libro, grok significa entrare in empatia così profondamente con gli altri da fondersi o fondersi con loro.

    Elon Musk ha introdotto Grok come la sua risposta a ChatGPT, con l’obiettivo di competere nel campo dell’intelligenza artificiale. Grok è progettato per rispondere alle domande con uno spirito arguto e ha un carattere ribelle. Molto in linea con lo spirito della “Guida galattica per autostoppisti”. E in linea con il suo fondatore, Elon Musk.  

    ChatGPT Turbo: l’Innovazione di OpenAI 

    OpenAI, noto per il suo lavoro pionieristico nell’IA conversazionale, ha recentemente annunciato ChatGPT Turbo durante l’OpenAI Day. Questa nuova interazione del modello GPT-4 è stata migliorata con funzionalità avanzate. Come una finestra di contesto più ampia e una maggiore efficienza dei costi.

    ChatGPT Turbo è stato progettato per essere più veloce, più intuitivo e più accessibile, rendendolo un’opzione attraente per gli sviluppatori e le aziende che cercano di integrare l’IA nelle loro operazioni. 

    ChatGPT Turbo fa riferimento a una versione ottimizzata dei modelli GPT-3.5 e GPT-4 per le interazioni via chat. OpenAI ha sviluppato l’API di completamento chat, che utilizza il Chat Markup Language (ChatML), come metodo preferito e unico per accedere a questi modelli più avanzati, inclusa la versione GPT-4 Turbo.

    Il modello gpt-3.5-turbo è il più capace ed economico della famiglia GPT-3.5 ed è stato ottimizzato per le chat utilizzando l’API Chat completions, ma è adatto anche per compiti di completamento tradizionali. Durante il DevDay, Sam Altman, CEO di OpenAI, ha annunciato la nuova versione avanzata del modello ChatGPT chiamata GPT-4 Turbo, che presenta una maggiore capacità di gestione del contesto. 

    GPT-3.5 Turbo offre agli sviluppatori un modello stabile raccomandato, con la flessibilità di scegliere una versione specifica del modello. Ad esempio, è stata rilasciata la versione gpt-3.5-turbo-0301, che sarà supportata fino almeno al 1° giugno, e ci saranno aggiornamenti futuri per mantenere il modello stabile e aggiornato. 

    Inoltre, OpenAI ha riferito che ChatGPT ha raggiunto 100 milioni di utenti attivi settimanali e ha lanciato il nuovo modello di intelligenza artificiale GPT-4 Turbo per gli sviluppatori, capace di analizzare oltre 300 pagine di testo. Queste innovazioni mostrano l’impegno di OpenAI nel migliorare costantemente le capacità e la portata dei suoi modelli di linguaggio AI.  

    Confronto tra Grok e ChatGPT Turbo 

    Mentre Grok si concentra sulla comprensione profonda e sull’apprendimento, ChatGPT Turbo si distingue per la sua velocità e la sua capacità di gestire un contesto più ampio.

    confronto Grok ChatGPT 4 franzrusso.it
    Grafico di @lvntblsn

    Grok potrebbe eccellere nell’adattamento e nella personalizzazione. Mentre ChatGPT Turbo potrebbe essere la scelta migliore per applicazioni che richiedono risposte rapide e precise su larga scala. Entrambi i sistemi rappresentano il vertice dell’IA generativa, ma con filosofie e punti di forza distinti. 

    Il grafico in alto mette a confronto le due intelligenze, subito dopo il lancio di Grok. E quindi subito prima del lancio di ChatGPT Turbo. Potrebbe quindi non contenere più informazioni aggiornate, ma resta comunque utile per avere un’idea di confronto.

    Il futuro dell’IA Generativa 

    Il futuro dell’IA generativa è ricco di potenzialità, un dato fuor di dubbio. Con l’accelerazione del progresso tecnologico, possiamo aspettarci che l’IA diventi più integrata nella vita quotidiana. Capace di offrire soluzioni personalizzate e migliorando l’efficienza in vari settori.

    La sfida sarà garantire che queste tecnologie siano sviluppate in modo etico e responsabile, con una considerazione attenta per l’impatto sulla società e sull’occupazione. 

    L’annuncio di ChatGPT Turbo da parte di OpenAI e il lancio di Grok da parte di xAI rappresentano momenti significativi nella storia dell’IA generativa.

    Mentre queste tecnologie continuano a evolversi, è chiaro che stiamo entrando in una nuova era dell’intelligenza artificiale. Una nuova era che promette di ridefinire il nostro rapporto con la tecnologia e di ampliare i confini di ciò che è possibile.

    Il futuro dell’IA è non solo brillante ma anche imprevedibile. Sta a noi navigare in questo futuro con cura e attenzione. 

    Di certo, serve lavorare anche da punto di vista della regolamentazione di questo fenomeno, talmente veloce e potente. E con altrettanta forza e velocità, serve intervenire perché questi strumenti restino tali. E che non diventino occasioni per riempire dei vuoti che saranno difficili da governare.

    Quasi sempre di fronte a tali innovazioni è facile perdere la bussola del ragionamento, abbandonandosi in tutto e per tutto. Lo abbiamo già visto coi social media: da strumenti di comunicazioni in poco tempo sono diventati anche contenitori di esistenze. E i risultati sono sotto gli occhi si tutti.

    Ma adesso la posta in gioco è ancora più alta. Serve attenzione, misura, concentrazione, curiosità e responsabilità, oltre che consapevolezza.

    Dimostriamo a noi stessi di aver imparato la lezione e cominciamo a governare questo fenomeno, prima che questi finiscano per governare le nostre esistenze.