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  • Facebook, ecco uno strumento per trasferire le immagini su Google Foto

    Facebook, ecco uno strumento per trasferire le immagini su Google Foto

    Facebook annuncia di aver lanciato un nuovo strumento che permette di salvare le foto su altri servizi. Per ora la nuova funzionalità viene avviata solo in Irlanda e il primo servizio ad essere lanciato è Google Foto. Se prevede che entro la prima metà del nuovo anno questa possibilità venga estesa a tutti gli utenti.

    Facebook, con un post a firma di Steve Satterfield, direttore della privacy e delle public policy, annuncia di aver avviato il lancio, per ora solo in Irlanda (dove vi è la sede europea della società di Mark Zuckerberg), di uno strumento che permette il trasferimento delle immagini verso altri servizi esterni. Per ora si inizia con la possibilità di trasferire e salvare le immagini e le foto su Google Foto.

    Si tratta di una funzionalità che viene avviata all’interno del progetto open-source “Data Transfer Project“, un progetto avviato proprio per il trasferimento dei dati, criptato, a cui hanno preso parte, oltre a Facebook, anche Apple, Google, Microsoft, Twitter, tra gli altri. Si tratta di un progetto comune allo scopo di costruire “un quadro comune con codice open-source che permette di collegare due qualsiasi fornitori di servizi online, consentendo la portabilità dei dati tra due piattaforme senza soluzione di continuità, diretta e avviata dall’utente stesso“.

    facebook immagini google foto

    Questo strumento di trasferimento, per ora solo su Google Foto, ma molto probabilmente questa possibilità verrà estesa ad altri servizi, “si basa sul codice sviluppato attraverso la nostra partecipazione al progetto open-source Data Transfer Project” – scrive Satterfield –  “e sarà disponibile per la prima volta in Irlanda, con una disponibilità a livello globale prevista per la prima metà del 2020“.

    In pratica, Facebook dà seguito all’impegno preso con la partecipazione al progetto di condivisione. Lo strumento, per certi versi, può tornare davvero utile, specie per chi non è solito fare backup automatico su Google Foto. Ecco che questa possibilità permette di salvare foto e immagini su un servizio molto usato, come è appunto Google Foto.

    Se è vero che questo strumento può rivelarsi davvero utile, c’è una considerazione da fare.

    E’ vero che si è liberi di poter spostare i propri dati, attraverso un passaggio criptato, con password, ma, come già sappiamo, questo non significa che se l’utente salva le immagini da un’altra parte sottrae le immagini da Facebook. Le immagini e le foto spostate da Facebook verso altri servizi esterni restano sempre nelle mani della società di Menlo Park, dalle quali lo stesso social network trae quelle informazioni sugli utenti che poi si trasformano in promozioni pubblicitarie mirate per gli utenti.

    Questa ci sembrava una precisazione da fare. E voi che ne pensate?

  • Twitter, la funzionalità ‘Nascondi risposta’ è ora disponibile per tutti

    Twitter, la funzionalità ‘Nascondi risposta’ è ora disponibile per tutti

    Dopo la fase di test condotta in Canada nel mese di luglio, come previsto, Twitter ha reso disponibile per tutti gli utenti la nuova funzionalità “Nascondi risposta” che consente agli utenti di avere un maggiore controllo sulle conversazioni.

    Ne avevamo parlato la prima volta a marzo di quest’anno, quando era stata intercettata da Jane Manchun Wong, e poi a luglio, sempre di quest’anno, con l’inizio del test in Canada. Stiamo parlando della funzionalità che all’inizio, proprio perché si sapeva poco, avevamo chiamato “nascondi tweet” e che, invece, si chiama “Nascondi risposta” disponibile per tutti gli utenti Twitter da un paio di giorni, su iOS, Android, Twitter Lite e anche su twitter.com.

    Questa funzionalità è stata una delle prime pensate per rendere Twitter un luogo dove si può conversare in modo sicuro e tranquillo. Come sapete, da inizio di quest’anno, Twitter ha avviato un processo di profonda innovazione proprio per migliorare l’aspetto delle conversazioni, per fare in modo che gli utenti possano seguirle in modo facile e, anche, sicuro. Era uno dei punti che impedivano a Twitter di crescere, una delle problematiche che ha impedito a Twitter di essere usato più agevolmente dagli utenti. Insieme, ovviamente, all’altro grande problema legato proprio alla sicurezza, quindi parliamo del proliferare di haters, troll, bot che hanno portato molti utenti ad abbandonare la piattaforma.

    twitter nascondi risposta

    Ma ora con “Nascondi risposta” gli utenti hanno un controllo maggiore sulle conversazioni, si tratta di una modalità che non censura il contenuto, ma lo rende visibile da una icona grigia all’interno di quella conversazione, cliccando la quale è possibile vedere le risposte nascoste. E’ anche possibile ripristinare quelle nascoste.

    Dalla fase di test effettuata in Canada, è emerso che gli utenti hanno trovato utile la funzionalità e, per questo, Twitter ha deciso di estenderla a tutti a livello globale.

    Come funziona il “Nascondi risposta”

    Qualsiasi utente Twitter da oggi può decidere di nascondere le risposte ai propri tweet, perchè offensivi o inappropriati, e​ chiunque può vedere e interagire con le risposte nascoste​ cliccando l’icona grigia che apparirà nei tweet. In questo modo, si conferisce maggiore controllo alle persone che twittano consentendo al contempo a tutti di leggere ed eventualmente partecipare all’intera conversazione.

    Dal test canadese è emerso che:

    • Di solito le persone nascondono le risposte che ritengono irrilevanti, fuori contesto o fastidiose.
    • Si tratta di un nuovo modo per evitare confusione: l’85% delle persone che ha nascosto delle risposte non usa la funzione Blocca o Silenzia.
    • Le persone sono curiose di vedere come i personaggi pubblici, come politici o giornalisti, usano questa nuova funzione. Ad oggi non sembra che l’abbiano utilizzata in modo frequente.
    • In Canada, il 27% delle persone che hanno nascosto dei tweet hanno ammesso che potrebbero ripensare a come interagire con le altre persone in futuro. Inoltre, ritengono che sia un modo utile per gestire cosa vedere sulla piattaforma, simile alla possibilità di silenziare le parole chiave.
    • Le persone potrebbero voler mantenere le distanze da chi risponde dopo aver nascosto le loro risposte, utilizzando anche la funzione che consente di bloccare i profili.
    • Alcune persone hanno fatto presente di non voler nascondere le risposte per evitare ripercussioni, visto che l’icona grigia rimane visibile. Twitter continuerà a monitorare questa esigenza.

    Si tratta di risultati successivi alla fase di test e Twitter continuerà a tenere sotto controllo i risultati man mano che la nuova funzione verrà utilizzata da un numero crescente di persone.

    twitter nascondi risposta

    Twitter inoltre sta lavorando per inserire nuovi controlli e rendere più chiare le regole per le conversazioni. Presto sarà lanciato anche un nuovo endpoint per nascondere le risposte in modo che gli sviluppatori possano inserire nuovi strumenti per gestire le conversazioni. La società guidata da Jack Dorsey sta studiando anche ulteriori opzioni relative a chi può rispondere o vedere determinate conversazioni e sta testando alcune modifiche di engagement per valutare se tali modifiche porteranno a conversazioni più sane.

    Insomma, Twitter si impegna a rendere le conversazioni più sicure, riconoscendo il fatto che è da lì che passa la crescita degli utenti.

    E voi che ne pensate? State già usando la nuova funzionalità? Raccontateci cosa ne pensate.

  • Twitter mette gli interessi in risalto con ‘Twitter Topics’

    Twitter mette gli interessi in risalto con ‘Twitter Topics’

    Twitter da oggi rilascia a tutti gli utenti una nuova funzionalità chiamata “Twitter Topics”. Si tratta di una modalità che permetterà a tutti di seguire i propri interessi in modo più agevole.

    Molti utenti di Twitter apprezzeranno questa novità. In pratica da oggi, 13 novembre 2019, la piattaforma di Jack Dorsey lancia per tutti gli utenti una nuova funzionalità chiamata “Twitter Topics“. Come si può facilmente intuire già dal nome, ​la ​nuova funzionalità offrirà agli utenti la possibilità di seguire le conversazioni migliori sulla base dei temi scelti dagli utenti stessi, nella stessa maniera di come avviene per seguire gli account.

    I suggerimenti per ogni argomento appariranno nella timeline e nella ricerca a seconda delle ricerche più frequenti e di quello che già viene seguito su Twitter. Quando si decide di seguire un argomento, che si tratti di un brand, di sport o di celebrità appariranno, i tweet più coerenti con la ricerca pubblicati da esperti, appassionati o semplicemente da persone che parlano abitualmente di quel determinato tema su Twitter.

    twitter topics interessi franzrusso.it 2019

    Prima di Twitter Topics spettava agli utenti individuare il modo migliore per non perdere gli aggiornamenti su uno specifico tema, ricercando e seguendo determinati account oppure guardando nella sezione Esplora le ultime novità. Ora sarà finalmente possibile leggere i tweet più interessanti e rilevanti in modo più agevole e immediato: sarà la conversazione stessa ad apparire spontaneamente alle persone.

    https://twitter.com/Twitter/status/1194015365845700608

    Nei prossimi mesi sarà possibile trovare questi suggerimenti nella timeline e nel motore di ricerca della piattaforma e, dopo varie ricerche, i suggerimenti dei temi da parte di Twitter saranno ancora più accurati e rilevanti.

    L’obiettivo di Twitter è di consentire agli utenti di seguire i propri interessi nel modo più semplice e immediato possibile, rimanendo sempre aggiornati sulle ultime novità.

    Da quello che sembra, è una funzionalità che ci piace e che, in effetti, su una piattaforma come Twitter, attraverso la quale gli utenti per lo più si informano, mancava.

    In questi ultimi giorni alcuni utenti hanno avuto già modo di vedere la funzionalità apparire sul proprio account, da oggi dovrebbe essere disponibile per tutti.

    Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Instagram con Reels prova a imitare Tik Tok, solo in Brasile per ora

    Instagram con Reels prova a imitare Tik Tok, solo in Brasile per ora

    Secondo quanto riportato da TechCrunch, Instagram ha avviato un test su un nuovo strumento chiamato Reels, per ora solo in Brasile. Si tratta di una funzionalità di video editing che imita TikTok.

    Che Instagram starebbe provando a imitare Tik Tok forse non sorprenderà proprio tutti. Dopo aver copiato le Stories da Snapchat, con grande successo, in molti si aspettavano che, di fronte all’esplosione del fenomeno TikTok, Facebook avrebbe prima o poi provato a imitarla. E così, secondo quanto riportato da TechCrunch, ma anche da Variety, Instagram ha lanciato un test su un nuovo strumento chiamato Reels, per ora solo in Brasile. Si tratta di una funzionalità di video editing che riprende alcune caratteristiche proprie di Tik Tok. Si tratta, appunto, di quel tentativo di imitazione che ci si aspettava.

    Come funziona Reel, il nuovo strumento di Instagram

    Instagram Reels

    In pratica, con Reel gli utenti possono registrare brevi video della durata di 15 secondi, è possibile aggiungere la musica da una sezione dedicata molto ricca, oppure prenderla in prestito da altri video, una funzionalità che ricorda molto “Duet” di TikTok. Una volta confezionato il video è possibile condividerlo nelle Stories. Instagram prevede anche una sezione chiamata Top Reels dove verranno visualizzati i video più coinvolgenti, proprio come funziona adesso la sezione “Esplora”.

    Siamo di fronte ad un nuovo tentativo di copiare, da parte di Facebook, da coloro che in questo momento dimostrano di essere più bravi, come TikTok? Sì, si può dire che è così, come nel 2016 Snapchat mostrava di avere qualcosa in più con le Stories rispetto ad Instagram.

    Ma forse tutto questo non dovrebbe neanche più meravigliarci più di tanto. E’ normale che qualcuno provi a “rubare” l’idea già usato da altri, provando, è quello che si spera sempre, a personalizzarla un po’ di più. Ed è questo che può rendere “unico” un prodotto anche molto simile ad un altro. Instagram Stories alla lunga è stato un successo, anche se questo ha certamente minato la crescita esponenziale di Snapchat che comunque oggi continua a contare su oltre 200 milioni di utenti unici al giorno.

    E’ molto probabile che questo test sarà un successo e che presto vedremo Reels disponibile per tutti, ma la mossa di Facebook era inevitabile e, se come si prevede, Reels dovesse ripetere il successo delle Stories, di certo non segnerà alcuna crisi, e tanto meno la fine, di TikTok.

    Facebook, come tutte le aziende nella sua posizione, quindi con grandi strumenti a disposizione, cerca di raggiungere quante più audience possibili. E, nello specifico, quella in cui non riesce a posizionarsi bene è quella dei più giovani. Allora, non resta che provare a imitare l’app, il fenomeno del momento come è TikTok, per provare ad intercettarla quella fascia di pubblico.

    E non è detto che poi i più giovani siano invogliati o incuriositi di usare Reels. E’ molto probabile che restino su TikTok e certamente assisteremo ad un proliferare di Reels soprattutto tra quelli che giovani non lo sono più, perché su Tik Tok non ci vogliono stare.

    Insomma, Facebook prova a creare la sua versione di TikTok, e presto la vedremo tutti, e TikTok avrà ancora vita lunga, questo è sicuro.

    E voi che ne pensate?

  • WhatsApp, gli utenti possono decidere chi può aggiungerli nei Gruppi

    WhatsApp, gli utenti possono decidere chi può aggiungerli nei Gruppi

    In molti lo stavano aspettando e da oggi su WhatsApp gli utenti hanno la possibilità di decidere chi può aggiungerli nei gruppi. La novità è attiva solo per un ristretto gruppo di persone e nei prossimi giorni sarà disponibile per tutti.

    Chiunque usi WhatsApp sa cosa significa essere aggiunto, di continuo, a gruppi indesiderati, un tema questo che, purtroppo va be oltre quello che può essere il disagio di un singolo utente. Infatti, i gruppi su WhatsApp negli ultimi anni sono diventati luoghi preferiti dove diffondere fake news e disinformazione. Di casi se ne sono registrati tanti, i più eclatanti in Brasile e in India.

    Ma oggi quella fastidiosa aggiunta a gruppi indesiderati da parte di chiunque sta per finire. WhatApp ha da poco annunciato nuove impostazioni per gli utenti in grado adesso di essere più liberi di gestire alcuni aspetti della privacy. E cioè, la possibilità di decidere quali utenti possono aggiungerli nei gruppi.

    whatsapp impostazioni gruppi

    Come attivare le nuove impostazioni per i Gruppi WhatsApp

    Per attivare questa funzionalità è sufficiente andare su Impostazioni > Account > Privacy > Gruppi. Una volta arrivati nella voce “Gruppi”, si possono selezionare queste tre opzioni:

    • Tutti
    • I miei contatti
    • I miei contatti eccetto… .

    Se selezioni “I miei contatti”, solo i contatti presenti nella tua rubrica potranno aggiungerti ai gruppi, mentre l’opzione “I miei contatti eccetto…” offre ulteriore controllo permettendoti di stabilire chi tra i tuoi contatti può aggiungerti a un gruppo“. Questo è quello che si legge sul blog ufficiale di WhatsApp che ha dato la notizia.

    Nel caso in cui un amministratore non riesca ad aggiungere un utente, perché figura tra quelli bloccati, può comunque inviare un invito. Invito che può essere accettato solo entro tre giorni, trascorsi i quali, decade. Una bella differenza con l’essere aggiunti in maniera fastidiosa senza alcuna richiesta particolare.

    Al momento WhatsApp fa sapere che solo un ristretto gruppo di persone sta già usando le nuove impostazioni e che presto queste saranno disponibili per tutti gli utenti.

    Inutile ripetere che si tratta di una grossa novità che in tanti stavano aspettando, anche perché era annunciata da tempo.

    E voi che ne pensate? Raccontateci la vostra opinione.

     

     

  • Twitter vieta gli annunci politici, ecco perché è una scelta sensata

    Twitter vieta gli annunci politici, ecco perché è una scelta sensata

    Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha annunciato che dal prossimo 22 novembre sulla piattaforma saranno vietati gli annunci pubblicitari politici. Una scelta coraggiosa e sensata che dovrebbero seguire tutte le piattaforme, Facebook in primis.

    Si sta molto discutendo, giustamente, della decisione annunciata da Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, di voler vietare, dal prossimo 22 novembre, la pubblicazioni di annunci pubblicitari politici. Una scelta che a noi appare coraggiosa e sensata, e siamo convinti che anche altre piattaforme dovrebbero seguire questa scelta, Facebook su tutte. Ma, proprio perché il dibattito che si è giustamente generato può sembrare fuorviante, è necessario contestualizzare questa decisione che non arriva a sorpresa o in maniera spontanea.

    Come sapete, negli Usa si stanno avvicinando le elezioni presidenziali del 2020, un momento importante che, per i contenuti politici che si propagano da questo avvenimento, interessa tutto il mondo. E ricorderete, certamente, come le precedenti elezioni presidenziali, quelle del 2016, sono passate alla storia come le elezioni pilotate da fake news, specialmente su Facebook. E sappiamo bene tutti cosa ne è scaturito da quel momento come il Russiagate e, soprattutto, lo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto Facebook. La piattaforma di Mark Zuckerberg è stata scelta da coloro che volevano pilotare l’elezione di Donald Trump, riuscendoci.

    facebook fake news trump
    Questo grafico mostra come Facebook sia stata, in occasione delle elezioni presidenziali Usa del 2016, la piattaforma attraverso la quale le fake news si sono diffuse in modo particolare

    Ebbene, sempre per contestualizzare la decisione di Jack Dorsey, qualche giorno fa, Joe Biden, già ex vice presidente degli Usa durante i due mandati di Barack Obama, e possibile sfidante di Trump da parte dei democratici, aveva rivolto un appello alle piattaforme social media di vietare la pubblicità da parte di politici. Questo perché Biden, fautore della richiesta di impeachment nei confronti di Trump a seguito delle vicende legate all’Ucraina, si è accorto, ma non solo lui, che la macchina delle fake news è già in moto, e il rischio che si possa ripetere quanto già successo nel 2016 è molto alto.

    Ecco che, a questo punto, Jack Dorsey risponde all’appello di Biden decidendo di vietare la pubblicità politica dalla piattaforma. Dal 15 novembre verrà condivisa la nuova policy e dal prossimo 22 novembre la pubblicità politica non sarà più possibile su Twitter.

    Una decisione che merita applausi per il coraggio. Certo, non è facile prendere una decisione del genere, sapendo benissimo che la piattaforma si regge sulla pubblicità, ma forse è arrivato il momento di prendere decisioni coraggiose nel rispetto degli utenti. “Il consenso va conquistato” – scrive Dorsey nei tweet che hanno annunciato la decisione – “non va comprato“. Questa frase dice molto, perché spesso la politica si è avvicinata a questo tipo di piattaforme con la logica tradizionale, nel senso che “non importa ciò che pensano gli altri l’importante è avere un luogo dove poter acquistare consensi con la pubblicità“. Pensate che due anni fa scrivevamo di questo riferito però alle aziende, quando le invitavamo a “guadagnarsi lo spazio” invece che comprarlo sulle piattaforme, nel senso di essere aperti al confronto e alla conversazione.

    jack dorsey twitter politica
    Jack Dorsey, CEO di Twitter

    Jack Dorsey vuole sottrarre la sua piattaforma da quella politica che le vede solo come strumento per “influenzare”, per “deviare” l’opinione degli utenti, e non per informare o per confrontarsi. Dorsey sottolinea il grande lavoro che Twitter sta facendo per contrastare la diffusione di fake news e disinformazione. Da ultima, la decisione di limitare le interazioni dei tweet dei politici che violano le regole di Twitter, una decisione che ha lo scopo di annullare la reach, e quindi di impedire quel contenuto che diffonde odio o disinformazione, contrassegnandolo in grigio. Per ora Twitter non ha mai attivato questa procedura, ma è sicuramente in linea con l’annuncio di vietare annunci pubblicitari da parte dei politici.

    Leggi anche: 

    Twitter limiterà le interazioni con tweet di leader politici che infrangono le regole

    Se Twitter ha deciso di rispondere in questo modo all’appello di Joe Biden, lo stesso non si può dire di Facebook che, rispondendo comunque, ha ribadito la sua idea di non vietarli, anzi. Facebook dice che impedire gli annunci sarebbe come vietare la libertà di espressione. n realtà non è così.

    Il gesto di Twitter, anche se per ora non è stato compreso nemmeno dai mercati, è da premiare, contro quella logica che per anni ha guidato le piattaforme, ossia quella dei profitti a tutti i costi, anche al costo di diffondere fake news e disinformazione. Ecco perché il gesto di Twitter è sensato e tutte le piattaforme dovrebbero seguirlo.

  • Tik Tok compie un anno in Italia: i numeri del fenomeno del momento in infografica

    Tik Tok compie un anno in Italia: i numeri del fenomeno del momento in infografica

    Tik Tok, nato nel 2018 dall’unione con musical.ly, compie un anno in Italia e per l’occasione ha realizzato un’infografica con un po’ di dati interessanti.

    Tik Tok ultimamente è diventato il vero fenomeno del momento, infatti se ne parla ovunque. E oggi, dopo più di un anno, ne parliamo anche noi soprattutto perché Tik Tok compie un anno nel nostro paese e, per l’occasione, è stata creata un’infografica con dati interessanti.

    Nato dalla fusione con musical.ly, Tik Tok è ormai la piattaforma del momento. Parliamo della piattaforma per la creazione e condivisione di video di breve durata direttamente da mobile che ha ormai contagiato tutti. Non solo gli utenti più giovani, ma, come si vede in questi giorni, anche quello più adulti.

    TikTok è oggi in oltre 150 Paesi e tradotta in ben 75 lingue ed è diventata, in pochissimo tempo, la piattaforma preferita per chi vuole esprimersi attraverso brevi contenuti video, della durata di 15 secondi, direttamente dal proprio smartphone. A livello globale, conta già quasi 1 miliardo di utenti (la maggior parte in Cina, poi 100 mln negli Usa e 250 mln in India) e nel mese di settembre è risultata essere l’app più scaricata in assoluto.

    Ma adesso vediamo qualche numero che ci fornisce Tik Tok.

    tiktok italia

    In un anno sono state ben 280 le challenge lanciate nel nostro paese su TikTok, mentre gli hashtag più popolari hanno fatto registrare importanti numeri di visualizzazioni come #wasabisong che ne ha raggiunte ben 62 milioni, #backtoschool con 45 milioni e infine #greenscreen con 44 milioni.

    Gli effetti più utilizzati nell’editing dei video sono stati la naturalezza di Senza Filtro, l’effetto stroboscopico di Filtri Colorati e infine la dicotomia colore/bianco e nero di Double Split Screen. Tra i contenuti più amati, al primo posto c’è sicuramente Comedy mentre Fashion&Lifestyle è quello che ha fatto registrare la crescita più rapida in termini di apprezzamento da parte degli utenti e di nascita di nuovi creator.

    Tra i topic in ascesa troviamo invece Animali supportato dal creator @jessibrugali, Arte con @marco.grassi.painter, Famiglia con @missmammasorriso, Beauty con @beatricegherardini, Food con @chefincamicia, Sport con @doda.gledi e @_sg_soccer e infine Travel con @giuligartner.

    Analizzando invece i contenuti tematici, quello che ha appassionato di più è stato Environment, grazie al video di @sespo che ha ottenuto ben 232.000 visualizzazioni, seguito da Beauty con @marta.losito (225.000 visualizzazioni) e infine da Comedy con @zelig_official (201.000 visualizzazioni).

    La vera forza di TikTok, oltre all’aver messo a disposizione uno strumento di editing semplice e immediato, è però la sua community fatta di persone che hanno trovato nell’applicazione lo strumento per far esplodere la propria creatività ed emergere il proprio talento come ad esempio i creator Gabriele Vagnato, Cecilia Cantarano, Vincenzo Tedesco e Daniele Davì che sono nati artisticamente proprio sulla piattaforma. Tra gli altri talenti popolari su TikTok ci sono anche  Jessica Brugali, Maryna, Rosalba, Edoardo Esposito, Nuela, Patrizia & Micol, Tommaso Cassissa e Francesco Vigliotti.

    Lorenzo Antonelli, Cecilia Cantarano, Ludovica Olgiati e Gianmarco Rottaro sono stati invece i creator che hanno fatto registrare la crescita più rapida, mentre Giulia Mabe, Elena Rossi e Mattia Sacchetti quelli che si sono distinti per essere i più creativi.

    Inoltre, nell’ultimo anno, Tik Tok è stata scelta da diversi talent show, come: Italia’s Got Talent con la challegne #igtchallenge, che ha avuto ben 34 milioni di visualizzazioni, Zelig con #tiktokzelig (24 milioni di visualizzazioni) e infine Xfactor con #xf12inediti (20 milioni di visualizzazioni).

    Nike è stato uno dei primi brand a lanciare una challenge su TikTok e ad oggi ne ha veicolate ben tre: #theshadowboxer, #lightingfeet e #basketbeat. Non da meno è stata Vodafone con il progetto #shakeiteasy. Tra i profili professionali che hanno fatto registrare la crescita più rapida, non possiamo non ricordare @italiateam, @inter e @xfactor_italia.

    Guardando invece al mondo della musica i più seguiti sono stati Benji e Fede con #doveequando, Emis Killa con #tijuanachallenge e Sfera Ebbasta con #pablochallenge. TikTok ha attratto anche artisti, sportivi ma anche chef italiani e, tra i più popolari, troviamo Bruno Barbieri, Christian Vieri, Fiorello, Michelle Hunziker e la figlia Aurora Ramazzotti che, sulla scia di tanti artisti internazionali come Ed Sheeran, Will Smith, Jimmy Fallon o Mr Bean hanno aperto un profilo sulla piattaforma per condividere video e restare in contatto con i propri fan.

    Ecco, questo è stato il primo anno di Tik Tok in Italia, in basso trovate l’infografica. E voi lo usate? Raccontateci la vostra esperienza, anche sui social con #TikTokinItalia.

    Tik Tok un anno in Italia

  • Twitter: il bug sugli annunci penalizza la trimestrale, ma crescono gli utenti

    Twitter: il bug sugli annunci penalizza la trimestrale, ma crescono gli utenti

    Twitter ha annunciato i dati dell’ultima trimestrale, la Q3 2019, ed è venuto fuori un quadro tutt’altro che roseo, almeno dal punto di vista finanziario. La società di Jack Dorsey annuncia numeri al di sotto delle aspettative per via di un bug sugli annunci. Anche se il numero degli utenti giornalieri è in crescita.

    Twitter ha annunciato i dati dell’ultima trimestrale, la Q3 2019, e tutti si attendevano qualcosa di più, anzi molto di più. Il risultato è stato che la società di Jack Dorsey ha mancato clamorosamente le aspettative, con risultati che poi hanno portato il titolo TWTR in perdita a Wall Street, con un tonfo, uno dei peggiori dell’anno, del 20%. Ma c’è poi un altro grande problema che riguarda la piattaforma, ossia quello dei tweet abusivi, quindi quelli che non rispettano la policy della piattaforma. Un problema che ha finito per allontanare, nel tempo, utenti di lunga data e impedito a nuovi utenti di unirsi alla piattaforma. Twitter dice che oggi il 50% di questi tweet viene individuato prima ancora che l’utente lo segnali con una capacità di segnalazione cresciuta del 43% rispetto all’ultimo trimestre.

    Ma ora guardiamo i dati finanziari.

    Fatturato e utili in calo, mancando le aspettative

    Twitter ha realizzato nel terzo trimestre, Q3 2019, conclusosi il 30 settembre di quest’anno, 824 milioni di dollari di fatturato (in crescita del 9% su base annua) con un EPS, guadagno per azione, di soli 0,5 centesimi di dollaro. Un risultato di molto al di sotto delle attese che prevedevano un fatturato di 883 milioni di dollari e 0,20 centesimi di dollari di EPS. Dati che hanno provocato un tonfo a Wall Street del 20%, uno dei peggiori da inizio anno e ancora oggi il titolo perde (-1.3% mentre scriviamo).

    twitter calo wall street 2019

    La società di Jack Dorsey fa sapere che questo dato è influenzato dal bug che ha colpito la Mobile Application Promotion che ha finito per fornire dati sbagliati. Il tutto si è quindi tradotto in un calo degli utili operativi del 52%, arrivando a 44,1 milioni di dollari (erano 92 milioni di dollari lo scorso anno). Questo dato ha finito per creare sfiducia dei mercati facendo crollare il titolo in borsa.

    Crescono gli utenti giornalieri monetizzabili

    Dal punto di vista degli utenti, come sappiamo Twitter non rilascia più il numero degli utenti mensili, ma solo di quelli “giornalieri monetizzabili“, i dati sono in senso positivo. Infatti, nell’ultimo trimestre si registra una crescita del dato del 17%, arrivando quindi ad essere 145 milioni di utenti giornalieri, rispetto ai 124 milioni dello stesso periodo del 2018, e rispetto ai 139 milioni dell’ultima trimestrale. Snapchat ne conta 210 milioni al giorno, però.

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    A differenza dei buoni risultati ottenuti negli Usa, in termini di advertising, lo stesso non può dirsi a livello internazionale. In questo caso Twitter è stata penalizzata anche dalla scarsità di eventi internazionali. E’ quindi lecito pensare che il 2020 sarà un anno potenzialmente positivo per la piattaforma, vista anche la recente partnership annunciata proprio in relazione ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo 2020.

    twitter calo fatturato q3 2019

    Twitter, come già detto in relazione alla scorsa trimestrale, è sulla buona strada, sta lavorando bene nel cercare di innovare la piattaforma e di rendere le conversazioni sempre più coinvolgenti. Il dato finanziario può forse dirsi come un incidente di percorso, ci riferiamo al bug che ha colpito la piattaforma di advertising, anche se sono quelle cose che per una azienda come questa non dovrebbero succedere. Basta veramente poco per minare la fiducia dei mercati.

    Ma Twitter è anche una delle poche piattaforme che sta davvero contrastando l’utilizzo abusivo della piattaforma, ammettendo i proprio errori e cercando di migliorare il modo di rendere la piattaforma sempre più un luogo vivibile. Da questo punto di vista, la funzionalità “nascondi tweet”, quella che permette di nascondere tweet molesti in risposta ad un tweet, non ancora attiva nel nostro paese, potrebbe dare una spinta positiva.

  • Instagram starebbe lavorando per gestire meglio gli account che si seguono

    Instagram starebbe lavorando per gestire meglio gli account che si seguono

    Secondo quanto rilevato dall’esperta Jane Manchun Wong, Instagram starebbe lavorando su due nuovi strumenti per aiutare gli utenti a gestire meglio gli account che si seguono.

    Ultimamente si parla spesso di Instagram, è vero, vuoi per i nuovi tool ufficialmente lanciati e vuoi anche per il fatto che la piattaforma è sempre più legata alla piattaforma madre, ossia Facebook. Ma se ne torna a parlare anche perché la solita Jane Manchun Wong, super esperta di reverse engineering, sempre a caccia di nuovi tool tra le app, ha scoperto, curiosando nell’app Android di Instagram, che la piattaforma starebbe lavorando per rendere più gestibile il follow degli account. Per inciso, si parla di una rivelazione che, al momento, non viene confermata da Instagram in modo ufficiale, ma si tratta comunque di una novità che andrebbe a sopperire una lacuna che la piattaforma presenta da quel punto di vista.

    Jane Manchun Wong ha scoperto che Instagram starebbe lavorando su nuovi tool che permetterebbero all’utente di catalogare gli utenti seguiti in base a delle categorie di appartenenza. Si potrebbe quindi catalogare gli account seguiti sotto diverse etichette come “quelli con meno interazioni“, “i più mostrati nel feed“. E ancora “sport“, “design“, “fashion” e così via. Insomma, si potrebbe replicare quello che già accade su Twitter con le Liste, il modo che permette di seguire gli utenti sulla base di un argomento.

    instagram strumenti tool follow

    Se questo fosse possibile anche su Instagram, sarebbe un grande aiuto per gli utenti che potrebbe, a quel punto, anche ripulire la lista di account seguiti, eliminando quelli, ad esempio, con cui si interagisce di meno. In pratica, anche in questo caso si potrebbero creare dei feed alternativi e seguirli quando non si ha voglia di seguire sempre le solite immagini dal proprio feed.

    Se venisse confermata, questa sarebbe davvero una bella novità per Instagram che diventerebbe più gestibile e aiuterebbe gli utenti a creare una griglia di interessi in base agli account con cui si interagisce.

    Instagram al momento non ha voluto commentare queste indiscrezioni, ma pensiamo che questa novità sarebbe molto utile. E voi che ne pensate?

  • Sono Facebook e Instagram le due piattaforme preferite dagli italiani

    Sono Facebook e Instagram le due piattaforme preferite dagli italiani

    La nuova edizione del report dell’Osservatorio sulle Comunicazioni di Agcom fa il punto anche sui social media più usati dagli italiani. Facebook e Instagram restano le due piattaforme preferite.

    La nuova edizione del report dell’Osservatorio sulle Comunicazioni di Agcom ci offre uno spaccato diverso rispetto a quelle che sono le piattaforme social media più usate dagli italiani, in termini di utenti unici. Non che sia cambiato qualcosa rispetto al report precedente, ma i dati del nostro paese vengono messi in relazioni ai principali paesi europei, quindi Regno Unito, Germania, Francia e Spagna. Lo scenario che ne viene fuori, rispetto al nostro paese è quello a cui ormai siamo abituati da anni, con il consolidamento crescente di Instagram come seconda piattaforma più usata dagli utenti italiani.

    Dai dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni Agcom, dati riferiti a giugno 2019, emerge che Facebook e Instagram, che fanno parte della stessa casa di Menlo Park, sono le prime due piattaforme per utenti unici sono particolarmente utilizzati in Spagna, Italia e Regno Unito, da almeno il 58% dei navigatori. Nel dettaglio, in Italia Facebook conta l’88% degli utenti, dato analogo a quello registrato in Spagna. Il dato più basso lo si registra in Germania con il 66%, mentre in Francia è del 75%. In Germania si registra il dato più basso, caratteristica che si registra anche sulle altre piattaforme, come vedremo più avanti.

    facebook osservatorio comunicazioni 2019

    Instagram in Italia quindi si piazza dietro Facebook con il 63% degli utenti, confermandosi come piattaforma sempre più preferita dagli italiani, anche se gli spagnoli ci battono. Sì perché in Spagna Instagram conta il 79% degli utenti, il dato più alto tra i principali paesi europei. In Germania, ancora una volta, la piattaforma di Facebook conta solo il 35%, va un po’ meglio in Francia con il 40%, e si arriva poi al 58% in Francia. La Germania, possiamo dirlo, al momento è davvero poco social.

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    A seguire, dato che ci interessa e sorprende allo stesso tempo, troviamo Twitter. La piattaforma di Jack Dorsey in Italia conta il 31% degli utenti, un dato tutto sommato positivo che dimostra come le innovazioni recenti sulla piattaforma stiano facendo prendere quota alla piattaforma oggi da 280 caratteri. In Spagna, sempre più social, Twitter registra il 59% degli utenti, mentre in Germania solo 17%, in Francia il 27% e in Regni Unito si arriva al 51%, il secondo dato più alto.

    A seguire le altre piattaforma come LinkedIn, con il 31% degli utenti, Pinterest con il 15%. I dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni di Agcom prendono ancora in considerazione Google +, piattaforma che è andata in pensione, lato utente, definitivamente.

    audience tempo medio mensile osservatorio comunicazioni

    Altro elemento, e spunto di riflessione che ci offre questo report, è che in termini di utilizzo cresce il tempo di navigazione del 3% con Google che è alla vetta del ranking con il 98% della popolazione digitale europea (cresce su base annua del 9%), segue Facebook con l’85%  di utilizzo da parte degli utenti in Europa (+5% su base annua) e poi Microsoft con il 74%. Amazon è quella che cresce di più con il 34% su base annua.