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  • TikTok annuncia il filtro famiglia e la gestione del tempo nel feed

    TikTok annuncia il filtro famiglia e la gestione del tempo nel feed

    TikTok annuncia due novità che vanno nella direzione di assicurare più sicurezza, migliorando l’esperienza. Si tratta del Filtro Famiglia e della Gestione del Tempo nel Feed, già attivi in Uk e in Italia lo saranno nelle prossime settimane.

    TikTok, l’ormai popolare app mobile che punta molto sui giovani e sul divertimento, annuncia oggi due importanti novità con l’obiettivo di migliorare il più possibile l’esperienza sulla piattaforma, con particolare attenzione alla sicurezza. Le due novità sono: il Filtro Famiglia, che aiuta i genitori e, in generale, gli adulti responsabili di un minore, a garantire la loro sicurezza quando usano TikTok, e la Gestione del Tempo nel Feed, un sistema di notifiche proattive nell’app per tenere sotto controllo il tempo trascorso online. Già attive da oggi in Uk, le due funzionalità lo saranno presto, entro poche settimane, anche nel nostro paese.

    tiktok filtro famiglia

    TikTok e il Filtro Famiglia

    Vediamo come funziona il Filtro Famiglia, una delle due novità di TikTok. Il Filtro Famiglia associa l’account TikTok di un adulto a quello del minore di cui è responsabile. Una volta attivata, l’associazione permetterà all’adulto di intervenire sulle funzionalità di Controllo Applicazione, tra le quali:

    • Gestione del tempo: permette di impostare un tempo massimo che il minore può trascorrere ogni giorno su TikTok;
    • Messaggi diretti: permette di limitare chi può inviare messaggi all’account associato, o di disattivarli del tutto;
    • Modalità limitata: esclude contenuti che potrebbero non essere appropriati per tutti gli spettatori.

    TikTok e la Gestione del Tempo nel Feed

    Con il rilascio del Filtro Famiglia, TikTok introduce un’ulteriore importante funzione per migliorare il benessere digitale degli utenti, un aspetto su cui la piattaforma ha deciso di impegnarsi. Al fine di mantenere un rapporto equilibrato con l’app e i servizi online per tutti i membri della community, già ad aprile 2019 era stata introdotta la funzione di Gestione del Tempo, che permette di impostare un limite giornaliero di utilizzo di TikTok.

    Oggi viene presentata la Gestione del Tempo nel Feed. S tratta di un sistema di notifiche proattive nell’app. Attraverso i video pillola, realizzati in collaborazione con alcuni tra i creator più seguiti e amati, agli utenti verrà ricordato, direttamente durante la fruizione dei video contenuti su TikTok, di tenere d’occhio il tempo che passano online e di prendersi una pausa dallo schermo.

    tiktok gestione tempo feed

    Nell’immagine in alto vedete @IlViglio e @Jessibrugali, “Jessi&Sean” i primi due creator coinvolti nella partnership.

    TikTok con l’introduzione di queste due novità dà un segnale di sensibilità che molti aspettavano. Soprattutto per quanto riguarda la prima novità, ossia il Filtro Famiglia, viste le tante polemiche di questi ultimi tempi. In pratica viene attivato il Parental Control.

  • Twitter acquisisce Chroma Labs e (forse) si prepara alle Stories

    Twitter acquisisce Chroma Labs e (forse) si prepara alle Stories

    E se Twitter stesse pensando alle Stories? Un’idea che, forse, non suonerebbe tanto lontana anche alla luce della nuova acquisizione di Chroma Labs, una startup fondata dall’inventore di Boomerang (Instagram), specializzata in layout per le Stories.

    Qualche giorno fa, commentando su Twitter l’arrivo dei tasti Reactions ne DM scrissi “mi meraviglierei di eventuali #TwitterStories”. La prova la trovate in basso. E nel giro di qualche giorno, ecco che la società guidata da Jack Dorsey ufficializza l’acquisizione di Chroma Labs, nome che forse dirà poco a più, ma si tratta di una startup fondata dall’inventore dell’app per Instagram, Boomerang, specializzata in layout per le Stories, sia per Instagram che per Snapchat. La domanda sorge quindi spontanea, allora davvero Twitter sta pensando alle Stories?

    Non sarebbe una sorpresa, per la verità, anzi. Sarebbe quasi opportuno per attrarre un pubblico più giovane, nel tentativo di dare una bella spinta alla crescita degli utenti.

    Chroma Labs Twtter Stories

    Ma, al momento, secondo quanto riportato dai media e dai blog Usa, in particolare da TechCrunch, Twitter, per ora, non commenta, quasi allontanando l’idea di lanciarsi nelle possibili Stories sulla piattaforma, facendo intendere chiaramente che l’operazione, di cui non si conoscono altri particolar, avrebbe come obiettivo quello di migliorare l’aspetto delle conversazioni.

    Un tema molto attuale, anche per il fatto che, come sapete, e ne abbiamo già scritto qui sul nostro blog, Twitter sta lavorando su un’app beta, in test chiuso con un migliaio di utenti proprio per sperimentare nuove soluzioni per le conversazioni che si presenteranno più ordinate e anche più colorate.

    Chroma Labs è una startup che vede tra i co-fondatori anche John Barnett, colui, come dicevamo in apertura del post, ha inventato Boomerang, la funzionalità di Instagram molto conosciuta. E’ stata fondata nel 2018 e si è specializzata nella produzione di layout per le Stories. Lo scorso autunno ha lanciato un’app, “Chroma Stories” solo per iOS, che permette di modificare foto e video per poi condividerli su Snapchat o su Instagram Stories. L’app, in virtù di questa acquisizione, non verrà più aggiornata

    Abbiamo costruito Chroma Labs e molti prodotti di successo per ispirare la creatività e aiutare le persone a raccontare le loro storie visive.” – ha detto Barnett commentando la notizia – “Non vediamo l’ora di continuare questa missione su più vasta scala con uno dei servizi più importanti al mondo“.

    Gli altri due co-fondatori sono Alex Li e Joshua Harris che hanno preso parte a diversi progetti Facebook come, appunto, Instagram Stories ma anche Oculus per la realtà virtuale e realtà aumentata.

    In tutto i dipendenti di Chroma Labs sono sette ed entreranno a far parte di Twitter da subito.

    Twitter da questa acquisizione ha molto da guadagnare, si tratta di un’operazione che potrebbe dare una svolta alla piattaforma e provare davvero a farla crescere come merita. Avevamo sottolineato più volte che Twitter aveva la necessità di innovare sè stessa e, ora, questa acquisizione va nella giusta direzione. Entrano nella società specializzata nei 280 caratteri dei talenti che possono arricchire le modalità di conversazione, coniugando la brevità dei messaggi con la brevità delle Stories.

    Forse non sarà nell’immediato, ma le #TwitterStories a questo punto potrebbero davvero arrivare.

    E voi che ne pensate?

  • Social Media in Italia: ecco alcuni dati per il 2020

    Social Media in Italia: ecco alcuni dati per il 2020

    È stato pubblicato il Report Digital 2020, di We Are Social e Hootsuite, con focus sul sul nostro paese. Per quanto riguarda i Social Media, resta invariato il numero di utenti, 35 milioni, ma aumenta il tempo trascorso: 1 ora e 57 minuti al giorno.

    Come sempre di questo periodo, professionisti e addetti del settore, o semplici appassionati della materia, attendono l’ormai famoso Report Digital che We Are Social e Hootsuite realizzano a livello globale. Il report è l’occasione per avere una visione d’insieme per quel che riguarda l’utilizzo di Internet e dei Social Media a livello globale, ma anche per comprendere come viene vissuta l’Innovazione e la Trasformazione Digitale, che è già n atto.

    E l’attesa era alta anche per il report italiano, soprattutto a seguito di qualche giorno fa quando è stato reso pubblico il report globale, in tanti aspettavano i dati che riguardano il nostro paese, anche per confrontarli con quelli dello scorso anno.

    social media utenti 2020 franzrusso.it

    Ora, ci sono alcuni dati che per la verità non ci convincono molto, anche se non abbiamo seguito, nostro malgrado, la rilevazione dei dati periodici del report durante l’anno. Ma in generale, qualche piccola perplessità resta.

    Internet Italia 2020, 49.5 milioni di italiani

    Il primo dato non chiaro riguarda il numero di utenti Internet italiani attivi. Lo scorso anno il report ci indicava che questo numero era di 54,8 milioni, un dato che avevamo sottolineato allora essere molto alto rispetto ad altre stime che indicava una popolazione Internet attiva in Italia intorno ai 40 milioni.

    Nel nuovo Report Digital 2020 si indica una popolazione Internet attiva di 49,48 milioni, quindi molto più bassa. We Are Social scrive che questo dato sarebbe “in aumento” rispetto al 2019, ma a noi sembra proprio il contrario.

    digital italia 2020 franzrusso.it

     

     

     

     

     

     

     

     

    Social Media in Italia 2020

    Altro elemento che non ci convince di questo nuovo Report Digital 2020 è la popolazione Social Media in Italia. Lo scorso anno avevamo scritto, sulla base dei dati che avevamo, che il numero di utenti attivi sui Social Media era di 35 milioni, era anche nel titolo del nostro post. Ora, secondo i dati di quest’anno quel dato dei 35 milioni è rimasto invariato. Ma, nonostante questa evidenza, We Are Social, anche in questo caso, scrive di “un aumento” rispetto al 2019, che non risulta.

    social media italia 2020 franzrusso

    Fatte queste precisazioni, volevamo essere molto chiari nei vostri confronti, e magari ci sbagliamo, anche se i numeri che abbiamo, e che vi mostriamo, dicono quello. Ora passiamo a vedere gli altri dati.

    Il dato dei 35 milioni, che riguarda al popolazione italiana che usa i i Social Media viene dato in crescita, anche se il dato dello scorso anno, a confronto, ci indica il medesimo dato.

    Quindi si dovrebbe parlare di dato invariato e, in effetti, suonerebbe un po’ strano. Ma, per essere ancora più precisi, il dato di We Are Social viene confrontato con quello di aprile 2019, quindi in crescita del 6,4%. È come se da inizio anno ad aprile ci fosse stata una flessione, per poi ritornare a 35 milioni. Qualcosa non quadra.

    L’Italia Digitale del 2019, con 35 milioni di utenti sui Social Media

    Tempo giornaliero social media, 1 ora e 57 minuti

    Dato molto interessante da analizzare è poi quello relativo al tempo medio giornaliero che gli utenti italiani trascorrono sui social media. Gli ultimi dati ci dicono che è in aumento, e infatti, questo dato rispetto al 2019 corrisponde. Il Report Digital 2020 rileva un tempo medio giornaliero per utente di 1 ora e 57 minuti, in rialzo da 1 ora e 51 minuti. Cresce anche il numero di account sulle varie piattaforma social media, adesso è di 7,8 per utente, in crescita da 7,1.

    tempo trascorso digital italia 2020 franzrusso

    Triplica, quasi la percentuale di utenti che usa i social meda per motivi professionali. Se lo scorso anno il dato era dell’11%, nel 2020 il dato cresce fino al 31%, quindi più di un terzo degli utenti totali. Un dato su cui si dovrebbe cominciare a fare una seria riflessione.

    Anche in Italia cala il tempo trascorso sui social media, nel 2019

    Preoccupano le fake news

    E gli utenti italiani manifestano preoccupazione per il proliferare sui social media, e su internet in generale, delle fake news (52%) e per il trattamento dei propri dati (59%). Cresce anche l’ad-blocking, passa dal 35 al 40%.

    E veniamo adesso ad uno dei dati più attesi, quello relativo alle piattaforme che gli utenti social meda italiani usano di più. Dal punto di vista generale, le prime posizioni sono invariate. La piattaforma che cresce di più è Instagram che, pur mantenendo la medesima posizione dello scorso anno, passa dal 55% al 64%. Un dato che non sorprende.

    social media piattaforme italia 2020 franzrusso

    Cresce anche Pinterest, sempre molto amato dagli utenti social meda italiani, che passa dal 24% al 29% e, in classifica, scavalca Skype che cede 1 punto percentuale.

    Crescono del 2% anche Twitter e LinkedIn che mantengono la stessa posizione dello scorso anno. Mentre un bel salto in avanti lo fa anche Snapchat che passa dal 12% al 16%. Un salto di quattro punti lo fa anche Twitch che passa dal 10% al 14% e scavalca WeChat, che pure cresce del 2%.

    Il fenomeno TikTok

    Ma la vera novità, rispetto al 2019, è rappresentata dal fenomeno TikTok, non presente nelle rilevazione dello scorso anno. L’app della cinese ByteDance si piazza in classifica con l‘11%, un dato molto rilevante che è destinato senz’altro a crescere.

    Questo invece un dettaglio sugli utenti italiani complessivi sulle principali piattaforme:

    • Facebook: 29 milioni di utenti
    • Instagram: 20 milioni di utenti
    • LinkedIn: 14 milioni di utenti
    • Twitter: 3,7 milioni di utenti
    • Snapchat: 3,05 milioni di utenti

    Ecco queste alcune delle nostre considerazioni riferite solo al capitolo sui Social Media del nuovo Report Digital 2020 che resta comunque un documento importante per comprendere l’evoluzione delle piattaforme e di come gli utenti vi approcciano.

    E voi che ne pensate?

    social media italia 2020 franzrusso.it

  • WhatsApp adesso ha 2 miliardi di utenti a livello globale

    WhatsApp adesso ha 2 miliardi di utenti a livello globale

    WhatsApp raggiunge il traguardo dei 2 miliardi di utenti a livello globale. Erano 1,5 miliardi due anni fa e 1 miliardo nel 2017. Un’occasione per ribadire che sulla crittografia dei messaggi la società di Facebook non è disponibile a scendere a compromessi.

    Nuovo traguardo importante per WhatsApp che ha annunciato, in un post sul blog ufficiale, di aver raggiunto i 2 miliardi di utenti a livello globale. Un traguardo importante per l’app del gruppo Facebook che porta così a 2,89 miliardi gli utenti mensili che usano le app della famiglia d Menlo Park, in crescita del 9% rispetto allo scorso anno. Gli utenti WhatsApp erano 1,5 miliardi nel 2018 e 1 miliardo nel 2017. Qualche settimana fa Facebook aveva fatto sapere che sono 2,26 miliardi gli utenti, sempre a livello globale, che usano ogni giorno Facebook, Messenger, Instagram o WhatsApp. E resta ancora da conoscere l numero complessivo di utenti, aggiornato che usa Instagram, sicuramente sono di più di 1 miliardo.

    whatsapp 2 miliardi franzrusso.it 2020

    Ma WhatsApp ha voluto cogliere questa occasione per ribadire, ancora una volta, che sulla crittografia dei messaggi non è disposta a scendere a compromessi. Come sapete, tutte le conversazioni che avvengono sull’app sono private, nel senso che non è possibile cifrarle, nel senso che nessuno può accedervi. Un elemento, questo, che ha spesso spinto diversi paesi a fare pressione su Facebook al fine di rendere le conversazioni accessibili in casi molto particolari. E’ captato di sovente che l’app s sia trovata al centro di indagini per terrorismo, traffici di droga in quanto utilizzata da criminali per comunicare tra loro.

    Intervenendo sul Wall Street Journal, Will Cathcart, CEO di WhatsApp, ha tenuto a precisare e a ribadire l’importanza della crittografia delle conversazioni: “Per tutta la storia dell’umanità, le persone sono state in grado di comunicare in privato tra loro, e non pensiamo che questo debba scomparire in una società moderna“. E Cathcart ha anche confermato che si sta lavorando per rendere più interoperabili tra loro tutte le app della galassia Facebook.

    I 2 miliardi di utenti su WhatsApp sono l’evidenza d quanto ormai l’app sia popolare e, in alcuni casi, indispensabile per comunicare. Basti pensare a quanto sia popolare in India, dove l’app conta 400 milioni di utenti, un quinto sul totale globale, o anche in Australia. Ed è poi lo stesso governo indiano quello che ha fatto molte più pressioni su Facebook per aver accesso alle conversazioni private. “La crittografia forte è una necessità nella vita moderna”, si legge sul blog.

    WhatsApp è ormai l’app di messaggistica istantanea che ha fatto dimenticare, quasi, (in alcuni paesi è proprio così), l’uso degli SMS, una cosa impensabile solo fino a qualche anno fa. Negli ultimi anni la società ha subito una forte mutazione propro sul tema della privacy. Lo scontro tra i due co-fondatori e la società di Mark Zuckerberg è stato tale che oggi Jan Koum e Brian Acton non fanno più parte della società. L’app in sè ancora non partecipa direttamente ai profitti della famiglia, anche se l’obiettivo di Zuckerberg è proprio quello di fare n modo che anche WhatsApp diventi profittevole. Un obiettivo però che si scontra con quanto lo stesso fondatore di Facebook ha dichiarato lo scorso anno, a proposito del fatto che le conversazioni in futuro saranno sempre più private.

  • Anche nella seconda serata di Sanremo 2020 sui social media è boom di interazioni

    Anche nella seconda serata di Sanremo 2020 sui social media è boom di interazioni

    Anche la seconda serata di Sanremo 2020 ha fatto registrare un grande interesse su social media, anche considerando il consueto calo fisiologico. Dalla nostra analisi, che stiamo conducendo, in esclusiva con Talkwalker, abbiamo rilevato 454 mila contenuti condivisi.

    La seconda serata di Sanremo 2020 ha un po’ sofferto il consueto calo fisiologico che la manifestazione accusa in ogni edizione, ma, guardando il Festival dai social media e paragonando i dati con la seconda serata delle scorse edizioni, possiamo dire che i numeri sono in crescita. E quindi cresce anche sulle piattaforme che stiamo monitorando per la nostra analisi, in esclusiva con Talkwalker. Il pubblico che segue Sanremo 2020 sui social resta comunque giovane e femmine, elementi che sembrano ormai caratterizzare la manifestazione di quest’anno. Ma fatta questa dovuta premessa, passiamo a vedere più in dettaglio qualche dato.

    I contenuti condivisi sui social media nella seconda serata di Sanremo 2020 sono stati in totale 454 mila e 400, molti di più rispetto alla seconda serata dello scorso anno, quando furono 307 mila e 500. Si può quindi registrare un incremento delle conversazioni di oltre il 50%.

    seconda serata sanremo 2020 talkwalker franzrusso.it

     

    l momento di condivisioni più alto si è registrato ad inizio della gara, verso le 22:15, quando sul palco si esibiva Elettra Lamborghini, l’artista più citata della serata con oltre 20 mila citazioni, 11.800 delle quali proprio durante l’esibizione sul palco dell’Ariston.

    Interessante notare, così come visto già nella prima serata, che in trend delle interazioni resta sempre molto alto, rispetto all’edizione del 2019. Anche nella seconda serata le interazioni sono state molte, 5,5 milioni secondo i dati rilevati grazie a Talkwalker, quasi il triplo dello scorso anno.

    engagement seconda serata sanremo 2020

    E resta giovane il pubblico di Sanremo 2020 sui social media, un dato rilevato anche nella prima serata. Infatti, anche nella seconda, la stragrande maggioranza, 89,2%, ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni. Nel dettaglio: 18-24 anni, il 39,4%; 35-44 il 49,7%; 35-44 anni il 9.3%; 45-54 anni il 2.3%.

    demografici seconda serata sanremo 2020

    Dal punto di vista degli influencer, la seconda serata ci offre una panoramica molto simile a quella vista nella prima serata. Nel primo grafico in basso troviamo gli influencer della serata in generale, dove gli account ufficiali guidano le conversazioni su Facebook e su Instagram. Seguiti da Fanpage.it, da Trash Italiano, leader degli influencer su Twitter (dove avviene il 95% delle conversazioni), e da altri media, sempre su Facebook.

    influencer seconda serata sanremo 2020

    influencer twitter seconda serata sanremo 2020

    Volevamo anche offrirvi una panoramica proprio geografica che ci mostra quando il Festival sia seguito anche all’estero. La prima ci offre uno sguardo globale, la seconda invece ci mostra le zone italiane in cui le conversazioni sono più calde.

    mappa seconda serata sanremo 2020

    mappa italia seconda serata sanremo 2020

    E ora vediamo una breve carrellata dei contenuti con il più alto numero di interazioni durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2020:

    https://www.instagram.com/p/B8Mm2yLI4vc/

    https://www.instagram.com/p/B8MrHK9Cj8I/

    https://www.instagram.com/p/B8MAWYJIaV3/

    https://www.instagram.com/p/B8M48rvi1uW/

    E questi  contenuti con più interazioni su Twitter:

    https://twitter.com/Enzo_Miccio/status/1225161247408230405

    Ecco, questo il resoconto della seconda serata di Sanremo 2020, grazie alla collaborazione con Talkwalker che ci permette di pubblicare questi dati in esclusiva.

    E voi, state guardando il Festival, che ne pensate?

  • Sanremo 2020, il racconto della prima serata sui social media

    Sanremo 2020, il racconto della prima serata sui social media

    Anche quest’anno vi raccontiamo l’edizione del Festival di Sanremo dal punto di vista dei social media, grazie alla collaborazione con Talkwalker. La prima serata di Sanremo 2020 è stata più discussa rispetto a quella dello scorso anno, con oltre 580 mila citazioni.

    Anche quest’anno siamo lieti di raccontarvi il nostro Festival di Sanremo, quello dal punto di vista dei social media, un racconto resto possibile alla collaborazione esclusiva con Talkwalker, leader globale nel settore del social listening. E quest’anno la collaborazione si impreziosisce anche della partecipazione di DataMedia Hub, punto di riferimento per tutto ciò che riguarda le analisi nel nostro paese.

    sanremo 2020 prima serata getty images

    La prima serata di Sanremo 2020, oltre che ad essere stata un successo in Tv, con il 52% di share (facendo meglio dell’era di Baglioni), ha fatto registrare un successo anche sui social media. Secondo i dati che abbiamo raccolto con Talkwalker, in riferimento alle citazione di ‘Sanremo 2020’, ‘sanremo70’ e ‘sanremo20’, la prima serata ha totalizzato oltre 580 mila citazioni. Il picco della serata si è registrato durante l’esibizione di Achille Lauro, il cantante più citato della serata. Per fare un paragone, lo scorso anno erano state 464 mila, quindi un incremento di oltre il 20%. Il 95% delle conversazioni si è svolto su Twitter, ma se guardiamo al canale per engagement da questo punto di vista la fa da padrone, ancora una volta Instagram.

    totale prima serata sanremo 2020

    Un incremento nelle citazioni che si riflette, di conseguenza, anche nelle interazioni, ossia la somma di like, Retweet, risposte e commenti sulle varie piattaforme. Nella prima serata ne abbiamo registrate 6 milioni, quasi il triplo rispetto alla prima serata dello scorso anno.

    engagement sanremo 2020

    Un aspetto interessante che emerge dalla nostra analisi è quello che riguarda il dato dal punto di vista demografico, ossia l’età e il sesso degli utenti che hanno seguito la prima serata di Sanremo 2020 sui social media. Ebbene, il dato sostanzialmente è simile a quello rilevato lo scorso anno, con un leggero incremento del pubblico femminile.

    demograf sanremo 2020

    Infatti, rispetto allo scorso anno il pubblico femminile è stato il 58,7% (57% nel 2019) e il pubblico maschile è stato il 41,3% (43% nel 2019). Da segnalare l’età del pubblico rilevata: il 49,3% ha un’età compresa tra 25-34 anni; il 39,4% un’età compresa tra 18-24 anni. Aumenta, anche se leggermente, rispetto allo scorso anno la fascia più giovane, mentre resta stabile quella più matura.

    E vediamo ora gli influencer della serata, tenendo conto che la gran parte delle conversazioni si è tenuta su Twitter. Partiamo quindi con il dato generale, dove vediamo come gli account ufficiali della manifestazione guidano le conversazioni. Su Twitter invece troviamo un volto a noi familiare, come Trash Italiano, che guida invece la classifica degli influencer su Twitter, come si vede bene nella grafica più in basso.

    influencer tot sanremo 2020

    influencer twitter sanremo 2020

    Ecco invece, come siamo soliti fare, una breve carrellata dei contenuti più condivisi sulle piattaforme dove si sono concentrate maggiormente le conversazioni:

    https://www.instagram.com/p/B8KQZP-imKZ/

    https://www.instagram.com/p/B8KSQNwo4QZ/

    https://www.instagram.com/p/B8KKQ2DIVP2/

    Questi invece i tweet più condivisi della prima serata di Sanremo 2020:

    https://twitter.com/staharmo/status/1224807661771902976

    Ecco, questo il nostro racconto della prima serata di Sanremo 2020 sui social media, un evento che continueremo a seguire con Talkwalker. E voi, diteci, avete seguito anche voi il festival? Cosa ne pensate?

    [Immagine di copertina: Getty Images 2020]

  • Social Reporters, continua la crescita della startup di Brand Journalism

    Social Reporters, continua la crescita della startup di Brand Journalism

    Social Reporters continua a crescere. La startup di Brand Journalism raddoppia il numero degli eventi nel 2019 e per il 2020 implementa nuovi servizi per allargare il proprio business. Una bella realtà guidata da Ilario Vallifuoco.

    Se siete tra coloro che frequentano gli eventi lungo lo stivale, allora avrete sicuramente incrociato qualche maglietta azzurra con su scritto “Social Reporters“, e siamo sicuri che vi è capitato. Per quei pochi che ancora non la conoscessero, Social Reporters è una bella startup italiana che si occupa di Brand Journalism, si tratta di un gruppo di ragazzi, professionisti e appassionati del proprio lavoro, che ogni giorno documentano ciò che accade negli eventi, offrendo una visione multimediale quanto più ampia possibile. Nata da un progetto universitario, la startup sviluppa proprio progetti di comunicazione digitale che mettono insieme la creatività multimediale con il racconto. Questo mix ha dato vita ad un modello vincente e di successo.

    La startup, basata su fondamentali concreti di crescita, profittabilità e cash flow nel 2019 ha raddoppiato il numero degli eventi seguiti arrivando ad oltre 300 iniziative delle imprese, allargando e differenziando la platea dei clienti. E in questo ultimo anno, Social Reporters ha investito molto nella produzione di video e foto per dare una racconto completo, arricchito da un elemento caratteristico che è la modalità “in real time”.

    Social Reporters 2020 startup

    Cresciamo con i nostri clienti che, grazie ai risultati ottenuti, danno continuità alla collaborazione con noi ampliando gli investimenti di comunicazione brand journalism e live communication.” – ci dice Ilario Vallifuoco, fondatore e AD di Social Reporters -. “Il nostro modello di relazione con i clienti è per risultati di breve su strategie di partnership di medio-lungo termine. Valorizziamo un approccio ‘Agile’ che si inquadra in una strategia di digital transformation della comunicazione aziendale garantendo qualità ed efficienza dalla prima iniziativa. ‘Think global act local’ è la linea guida dell’azienda. Vogliamo che l’internazionalizzazione sia l’evoluzione naturale della crescita di un servizio pensato per una scalabilità globale e applicato con modalità, linguaggio della comunicazione locale. L’Italia è un business case di un disegno globale. Abbiamo molti clienti internazionali con cui abbiamo creato best practice e risultati di successo localmente in Italia e che potremo ‘naturalmente’ estendere ai loro colleghi della comunicazione e marketing di altri Paesi“.

    L’obiettivo finale di Social Reporters,  è quello di contribuire fattivamente a far diventare le aziende delle vere Media Company. “E per farlo” –  continua Vallifuoco – “investiremo sempre di più nell’Academy di Social Reporters, corsi formativi intensivi per i dipendenti delle aziende per andare indagare e acquisire strategie sulla corporate communication e nello sviluppo della piattaforma e strumenti operativi a supporto del Brand Journalism“.

    Conosciamo bene la realtà di Social Reporters, avendo spesso l’occasione di lavorare su progetti comuni e potendo vedere da vicino la passione, l’impegno e la professionalità con cui questa startup riesce ad arricchire nuove forme di narrazione digitale. E a tutti loro auguriamo sempre il meglio e che il nuovo anno porti nuove opportunità di collaborazione.

  • Douyin, l’app cinese gemella di TikTok, si attiva per il coronavirus

    Douyin, l’app cinese gemella di TikTok, si attiva per il coronavirus

    La versione cinese di TikTok, Douyin, si mobilita lanciando una pagina #FightPneumonia con cui vengono forniti aggiornamenti sulla diffusione del coronavirus, il virus che ha infettato 1.300 persone provocando 41 vittime, anche se c’è il rischio che il numero possa crescere ancora.

    Come tutti voi già sapete il coronavirus sta spaventando il mondo, per la velocità con cui si sta propagando e per i rischi di un contagio a livello globale. E come spesso accade, anche il mondo dei social e digital si attiva per creare maggiore consapevolezza attorno al fenomeno e per informare tutti. Da questo punto di vista, vogliamo segnalarvi quello che sta portando avanti in questi giorni l’app Douyin, ossia l’applicazione gemella di TikTok, che ha lanciato una iniziativa, denominata #FightPneumonia, attraverso la quale fornire aggiornamenti sulla diffusione di questo terribile virus. Al momento il coronavirus ha provocato 41 vittime, anche se pare sia un numero destinato a crescere, e ha infettato più di 1.300 persone. Al momento in cina sono praticamente isolate 56 milioni di persone, un numero di abitanti quasi pari a quello dell’intera popolazione italiana.

    coronavirus Douyin getty images

    Ma, come dicevamo, il nostro intento era quello di portare alla vostra attenzione questa iniziativa, già bollata come “tragicomica” da un giornale italiano, ma che in realtà dimostra quanto sia importante fare divulgazione e informazione, quindi creare maggiore consapevolezza, andando in tutti i luoghi in cui le persone si incontrano. Ecco che quindi l’app Douyin ha pensato che fosse il caso di render più consapevoli gli utenti lanciando #FightPneumonia. A lanciare la notizia è stato TMT Post, poi ripreso da pochi altri media americani.

    https://twitter.com/tmtpostenglish/status/1220330751356366849

    Pochi sanno che Douyin è un’app in cui esiste un effetto video chiamato “Jiayou”, un effetto che gli utenti utilizzano per incoraggiare i medici che stanno operando per contrastare al diffusione del virus, e per curare i malati, e anche per le stesse vittime del coronavirus. Corrisponde all’equivalente in italiano “Dai! Dai!“. L’espressione “Jiayou”, in “chinglish”, che significa “aggiungere olio” è stata inserita nell’Oxford English Dictionary.

    Pare che molti influencer e molte celebrities stanno manifestando il loro sostegno con semplici video in cui appaiono con il pollice alzato, una situazione che da un lato sta creando molto coinvolgimento e dall’altro anche molte critiche.

    https://twitter.com/ForeverWithFOX_/status/1219966468042850304?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1219966468042850304&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.businessinsider.com%2Fwuhan-coronavirus-douyin-tiktok-launches-feature-to-help-fight-virus-2020-1

    Dal nostro punto di vista, ci sembra che questa di Douyin sia una iniziativa molto utile in questo momento, per, lo diciamo ancora una volta, creare ancora maggiore consapevolezza attorno al coronavirus e per dare supporto ai medici. Tr al’altro la categoria dei medici e dei paramedici è molto presente sull’app, proprio per dare informazioni utili ad un pubblico molto giovane. Da considerare che l’app conta più di 400 milioni di utenti al giorno e riesce a registrare 1 miliardo di visualizzazioni, sempre al giorno.

    Esiste però un problema non da poco in Cina, relativamente ai social media. E come segnalato su Twitter, sembrerebbe che il governo cinese abbia censurato i tweet riguardanti la diffusione del coronavirus. Anche se Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese, ha detto proprio oggi che “la situazione è grave”.

  • Open-Box continua a crescere e si consolida come gruppo digital

    Open-Box continua a crescere e si consolida come gruppo digital

    Open-Box, la digital agency di Arezzo, ha registrato anche nel 2019 una grande crescita: +30% di fatturato, 1,8 milioni di euro. La crescita ha riguardato i clienti e anche il team, con l’ingresso di un nuovo Creative Director.

    Se ricordate, avevamo parlato l’ultima volta di Open-Box, la digital agency di Arezzo, esattamente due anni fa, quando entrò in Comunicatica, il gruppo fondato e guidato da Jacopo Paoletti. Da quel momento per Open-Box è iniato un percorso di forte crescita. Infatti, dopo una crescita del 40% registrata proprio alla fine del 2018, l’agenzia ha fatto registrate anche nel 2019 un momento di forte crescita, con un ulteriore +30% dl fatturato, ossia 1,8 milioni di euro. Numeri che testimoniano il grande momento che sta vivendo questa importante agency specializzata in social media, content e influencer marketing.

    La crescita ha riguardato anche i clienti e il team, con l’ingresso di Gianni Gaggiani, operante prima nella startup Grow The Planet e poi in H-Farm, come nuovo Creative Director dell’agenzia.

    open-box

    Un’evoluzione, quella intrapresa da Open-Box, che non arriva per caso, ma è figlia anche dei progetti di social media, e soprattutto dell’influencer marketing, settore che vede l’agenzia e il suo partner Matteo Pogliani da anni in prima linea, anche con la nascita dell’ONIM (Osservatorio Nazionale Influencer Marketing).

    Con questo nostro rebranding – ha aggiunto Jacopo Paoletti, Partner & CMO di Open-Box – si conclude positivamente anche l’esperienza iniziata tre anni fa con Comunicatica, che è stato il primo network liquido di startup e PMI del digitale, e inizia il consolidamento delle nostre partnership e partecipazioni dirette e indirette verso un gruppo societario vero e proprio, che vedrà Open-Box come capofila. Fra i nostri goal c’è quello di dar vita ad un hub diffuso dell’innovazione digitale, che unisca il modello dell’agenzia strutturata con realtà verticali di prodotto ad alto potenziale (come Vidoser, SEO Tester Online, Userbot e Coderblock), con il fine comune di creare nuove opportunità per i nostri clienti a supporto delle strategie di digital transformation ed open innovation.

  • Twitter, nei DM sono disponibili i tasti Reactions

    Twitter, nei DM sono disponibili i tasti Reactions

    La funzionalità era in fase di test dallo scorso anno, ma ora Twitter la ufficializza per tutti, sia su iOS, Android e versione web. Stiamo parlando dei tasti Reactions disponibili solo per i DM. Noterete che è inserito, tra gli altri, anche il pollice in giù.

    Come detto ormai da tempo, Twitter ha intrapreso lo scorso anno un serio percorso per innovare la piattaforma, a tutti i livelli. Qui sul nostro blog stiamo cercando di raccontarvi più nel dettaglio gli ambiti su cui Twitter si sta concentrando, il focus principale resta quello di migliorare la conversazione, ma la piattaforma di Jack Dorsey ha ufficializzato un’altra funzionalità che molti potrebbero apprezzare. Stiamo parlando dei tasti Reactions (sì, quelli che Facebook ha inserito sulla propria piattaforma nel 2016) che sono disponibili da subito per i DM, i messaggi privati. E questo vale sia per l’app mobile, iOS e Android, sia per la versione web.

    twitter tasti reactions dm

    Come usare subito i tasti Reactiond dei DM di Twitter

    Se provate ad entrare nella sezione della messaggistica di Twitter, noterete che adesso di fianco al messaggio, sulla destra, compare un simbolo cuore con all’interno un simbolo “+” più piccolo (lo vedete nell’immagine in alto).

    tasti reactions dm twitter

    Cliccandoci sopra vi si apre un pop-up con i tasti Reaction che ormai abbiamo imparato a conoscere bene in questi anni. Notate subito che, a differenza di quelli che si vedono su Facebook, in questo caso compare il tasto “ok”, pollice in alto, e anche il pollice in basso, per indicare un “dislike”. Sarebbe comunque il settimo, visto che su Facebook sono sei.

    Aggiungere una reazione ad un messaggio privato adesso è facilissimo. Basta scegliere che tipo di reazione mandare all’autore del messaggio e lo stesso riceverà una notifica che lo informa della reaction. La stessa reaction può comunque essere annullata in qualsiasi momento. E’ poi sufficiente cliccare sulla reazione per vedere chi l’ha espressa.

    In caso di conversazione privata con altri utenti, ognuno dei partecipanti alla conversazione riceverà una notifica ogni qual volta verrà aggiunta una reaction.

    Qualcuno ricorderà che, ad ottobre 2019, la prima ad accorgersi del test che Twitter stava effettuando sui reaction nei DM era stata Jane Manchun Wong, solita a scovare test di questo tipo. Se guardate l’immagine da lei postata allora, nella versione finale è sparita l’emoji “arrabbiata”, sostituita dalla emoji con il pollice in giù.

    Visti gli sforzi che Twitter sta facendo per migliorare, aggiornare e innovare la piattaforma, è normale che questo processo riguardi anche il servizio di messaggistica. Primo per restare al passo con le altre piattaforme, può sembrare scontato ma non lo è. E poi per potenziare l’esperienza utente all’interno di un servizio che per Twitter è molto importante, sia per quanto riguarda la conversazione diretta tra utenti, sia per quanto riguarda la relazione tra utente e azienda che proprio attraverso i DM può mettere in atto azioni di customer care.

    Allora, voi che ne pensate? Li avete già usati?