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  • Covid-19 e i brand sui social media: dati e tendenze della prima fase

    Covid-19 e i brand sui social media: dati e tendenze della prima fase

    Una ricerca che copre 83.918 profili Facebook e 34.282 account Instagram: scopri dati e tendenze su investimento paid, settori più attivi, immagine e comunicazione di marca.

    Questa analisi copre la cosiddetta prima fase della pandemia, dal primo febbraio fino al 17 aprile, e vuole rispondere ad alcune domande chiave legate alla presenza sui social media dei brand:

    • quali tendenze emergono dai dati;
    • come stanno comunicando le marche;
    • quali sono gli scenari futuri.

    Di seguito le evidenze emerse.

    Quali tendenze emergono dai dati?

    In questa sezione andremo a coprire l’evoluzione della comunicazione, attività per settore, sentiment, influencer marketing, investimento e risultati paid.

    Come sta evolvendo la comunicazione di marca?

    Analizzando l’evoluzione del numero di post a tema covid-19, possiamo notare una prima fase che va da fine febbraio ad inizio marzo in cui i brand cominciano ad affacciarsi timidamente sul tema data la forte incertezza iniziale. A seguire, abbiamo una fisiologica crescita con evidenti picchi che coprono dalla metà di marzo fino agli inizi di aprile. Tuttavia, nelle ultime settimane notiamo una graduale diminuzione delle pubblicazioni sul coronavirus. Questo dato va collegato al precedente picco e all’attesa di maggiori informazioni pratiche e legate alla ripresa delle attività produttive in merito al deconfinamento.

    l'evoluzione del numero di post a tema covid-19 su facebook e instagram

    Quali sono i comportamenti degli utenti?

    Le interazioni connesse ai post a tema covid-19 mostrano la stessa tendenza con un picco di engagement nella fase di maggiore diffusione da parte dei brand ed un calo abbastanza marcato, soprattutto su Facebook, ad aprile. Sembra che gli utenti comincino a stancarsi ma ovviamente la differenza è fatta dalla tipologia di frame scelta per comunicare sul tema. Vedremo alcuni esempi nei paragrafi dedicati alla comunicazione di marca e gli scenari futuri.

    L'evoluzione delle interazioni legate ai post a tema covid-19 su facebook e instagram

    Quali sono i settori più attivi?

    Su Facebook i settori più attivi per numero di pubblicazioni sono Services, Banking & Finance e Retail. Il settore Services è un cappello che copre diverse categorie di business ma in particolare app e servizi online, come ad esempio il food delivery, che giustificano il livello di attività. Interessante come il settore bancario, come diretta conseguenza della congiuntura, abbia impostato una comunicazione per migliorare adozione e tasso di penetrazione su fasce più ampie della popolazione dei servizi di onine banking e banca a distanza.

    I settori più attivi su facebook in merito al covid-19

    Su Instagram incontriamo la stessa tendenza per i settori Services e Retail. Tuttavia, abbiamo l’eccezione del Fashion che ha improntato la sua comunicazione su responsabilità sociale d’impresa, come tantissimi altri player, e la gratuità delle spedizioni per supportare l’e-commerce e limitare i danni.

    I settori più attivi su Instagram in merito al covid-19

    Qual è l’impatto sull’immagine di marca?

    La comparazione su Facebook tra post relativi al covid-19 e gli altri argomenti non presenta differenze rilevanti con soltanto un 4% in più di sentiment negativo associato ai commenti degli utenti ai contenuti dedicati al coronavirus.

    sentiment dei commenti degli utenti ai post sul covid-19 su facebook

    Ad ogni modo, analizzando i contenuti caratterizzati da un sentiment negativo più marcato, ho identificato una tendenza in comune a quasi tutti i settori. Ovvero, in particolare in un momento come questo e con le vendite sugli e-commerce che salgono a doppia cifra, i brand devono ottimizzare tutti i punti di contatto per garantire una customer experience di valore, costruire la fiducia ed evitare un ritorno negativo sulla brand image. Nel dettaglio, bisogna mettere in campo un flusso coerente ed univoco di comunicazione, procedure e dati tra i diversi team coinvolti (e-commerce, community management, content, etc.). Infatti, le principali lamentele scaturiscono dalla mancanza di informazioni chiare sulle transazioni online come ad esempio i tempi di consegna o l’effettiva flessibilità delle prenotazioni. In basso, un esempio legato a British Airways.

    Come evolve l’investimento in influencer marketing?

    Osservando su Instagram l’utilizzo dell’hashtag #ad che segnala le partnership a pagamento, notiamo una certa stagnazione a marzo. Infatti se osserviamo i dati del 2019, dopo il calo di gennaio dovuto alla sbornia promozionale di dicembre abbiamo una netta ripresa delle attività nel mese di marzo che non abbiamo in questo caso.

    le campagne di influencer marketing durante il covid-19

    Ad ogni modo, vista l’attività di creazione di contenuti da casa da parte dei creatori e il maggior tempo speso online dagli utenti, aprile ha visto una ripresa delle campagne di influencer marketing e in particolare di tutti i contenuti stile #QuarantineChallenge e le sue declinazioni. Trovo interessante come su Instagram le sfide/challenge siano diventate dei trend, oltre che uno sticker dedicato, in quanto fanno parte del DNA e linguaggio proprio di TikTok. Insomma, osserviamo un’evidente influenza e per la cronaca TikTok ha toccato il picco di download in pieno lockdown. In basso, due esempi di Nike (Nike Living Room Cup) e Bobbi Brown (sfida tra influencer e make-up artist).

    influencer marketing durante il covid-19

    Qual è l’impatto sulla spesa adv?

    In un periodo caratterizzato da una maggior connessione online degli utenti e penetrazione degli e-commerce, le aziende hanno sostanzialmente deciso di congelare il budget adv con una media di quasi il 20% in meno di spesa. Il dato precedente si traduce in un aumento della condivisione di post organici e in maniera speculare una diminuzione dei contenuti paid e della reach complessiva.

    La spesa in Facebook e Instagram ads è diminuita del 18% durante la pandemia

    maggiore condivisione di post organici da parte dei brand per via del covid-19covid-19 trend: diminuizione della reach complessiva

    Personalmente, penso che si tratti di un’occasione mancata per i brand in particolare se parliamo del famoso brand purpose e del limitare l’impatto negativo sul business. Oggi le marche possono mostrare vicinanza e prossimità alla propria audience che sta vivendo un momento difficile. Chi saprà informare, intrattenere, comunicare correttamente le proprie azioni concrete verso la società e allineare l’offerta di prodotto, oltre alla relativa comunicazione, alla nuova quotidianità degli utenti genererà un posizionamento distintivo che avrà effetti concreti nel medio e lungo termine. Inoltre, una minore concorrenza e domanda si traduce in una netta diminuzione dei costi associati alle sponsorizzazioni.

    Covid-19 trend: diminuzione del CPC

    Covid-19 trend: diminuzione del CPM

    Come stanno comunicando le marche?

    La comunicazione dei brand si è declinata principalmente in due categorie:

    • responsabilità sociale d’impresa (educare ed informare);
    • attenzione all’utente (intrattenere, divertire e formare).

    A seguire alcuni esempi.

    Responsabilità sociale d’impresa

    Niente di nuovo sotto al sole, i brand hanno comunicato le loro azioni concrete verso il tessuto sociale e le categorie in prima linea nell’affrontare questa crisi. Tuttavia, dobbiamo tenere a mente che la principale richiesta dei consumatori verso le marche (fonte Kantar) è il benessere degli impiegati ed è un elemento chiave in ottica reputazionale.

    In generale, le marche hanno colto appieno il loro ruolo di attori sociali supportando la comunicazione di governi e media sui messaggi chiave (distanziazione sociale, confinamento, comportamenti responsabili, etc.) da veicolare alla popolazione. Una tendenza che rivedremo nei prossimi giorni in merito alle regole relative al deconfinamento e alla riapertura dei negozi.

    Attenzione all’utente

    Il confinamento è stato il banco di prova per posizionare la marca all’interno della nuova quotidianità degli utenti. Le parole chiave sono state connettere (live e dirette), intrattenere (musica, attività da fare a casa, challenges, etc.), formare (DIY, tutorial, consulenze, etc.).

    Connettere
    Intrattenere
    Formare

    Quali sono gli scenari futuri?

    L’attuale scenario ha imposto alcune tendenze che persisteranno nei mesi a seguire e daranno necessariamente forma alla comunicazione sui social media in quanto portano con sé un enorme potenziale di crescita per il business:

    • nuovi comportamenti e bisogni;
    • erosione della fiducia e centralità dell’informazione;
    • accelerazione dei processi di digital transformation.

    Per poter generare un vantaggio competitivo, sarà quindi necessario fare leva su questi trend.

    Nuovi comportamenti e bisogni

    La pandemia ha fatto nascere ed emergere nuove esigenze e ciò influirà sul modo in cui progettiamo, comunichiamo, costruiamo e gestiamo le esperienze per il nostro pubblico. Un trend su tutti è la riscoperta massiva della casa come epicentro della vita e dell’esperienza. Un brand cha ha saputo cogliere molto bene questa evoluzione è Ikea con la sua serie di post, stories e live #RipartiamoDaCasa in cui l’offerta di prodotto (mobili e arredi) è in binomio alle diverse attività (i migliori libri da leggere, la lezione di yoga, l’happy hour casalingo, la cucina, etc.) che possiamo svolgere nelle diverse stanze di casa.

    Erosione della fiducia e centralità dell’informazione

    Da un lato, abbiamo una mancanza di informazioni chiare (tempi di consegna, stock disponibili, gestione dell’ordine, attività della filiera) e preoccupazioni crescenti in merito all’impatto economico (capacità d’acquisto) della pandemia. Dall’altro, l’attuale situazione ha aumentato la penetrazione degli acquisti online su fasce più ampie della popolazione. Una tendenza che continuerà anche a seguire in quanto è entrata nella quotidianità e molti consumatori dichiarano inquietudine in merito ai futuri acquisti in negozio per paura del contagio. Per i brand, risulta quindi centrale garantire un flusso costante di informazioni credibili, dettagliate ed aggiornate per creare fiducia e rendere più fluido il processo d’acquisto. Per mettere in campo questo flusso, i brand devono ottimizzare tutti i punti di contatto rompendo le barriere tra team attraverso procedure ed infrastrutture condivise.

    Abbiamo ottime dimostrazioni in questo senso, ad esempio brand come Ritual Cosmetics e Revolution Makeup si sono attivati per permettere di seguire il proprio ordine e ricevere consigli tramite Instagram DMs, WhatsApp e Messenger.

    Accelerazione dei processi di digital transformation

    Come risultato del distanziamento sociale, l’attuale pandemia sta accelerando tutti i processi di abilitazione dell’esperienza digitale che permettono un’esperienza di marca da remoto come realtà aumentata, test virtuali, assistenza da remoto, consulenza online, app e giochi, ecc. Un trend che è qui per restare in quanto colma il divario tra il mondo digitale e ‘reale’, guida e accelera il processo decisionale.

    Alcuni esempi:

    • L’Oréal ha lanciato un nuovo test virtuale per provare colorazioni e make-up;

    • Bentley tramite la sua nuova app che usa la realtà aumentata permette di effettuare un test drive e personalizzare il proprio modello;
    • Hilton rende possibili visite virtuali del proprio resort tramite webcam e street view;
    • Cadbury attraverso un’app dedicata mette a disposizione un gioco in 2D per intrattenere i bambini ed in cui è possibile sbloccare nuovi livelli acquistando il loro prodotto Dairy Milk Lickables.

    Se vuoi scoprire altri contenuti di questo tipo, li puoi trovare in questo mio post dedicato.

  • Il lockdown ha (ri)portato gli utenti su Facebook

    Il lockdown ha (ri)portato gli utenti su Facebook

    Questa lunga fase di lockdown che stiamo vivendo, a seguito della pandemia da Covid-19, ha (ri)portato di nuovo gli utenti su Facebook. La piattaforma di Zuckerberg nel primo trimestre dell’anno segna una media di 2,6 miliardi di utenti. Sono poi 3 miliardi di utenti, considerate tutte le app della famiglia.

    Si diceva che forse la spinta propulsiva di Facebook stava esaurendosi, ed era vero certo. Ma i numeri dell’ultima trimestrale, la prima di quest’anno così strano e turbolento, ci dicono che Facebook da questo lockdown, in seguito alla pandemia da Covid-19, in realtà sta guadagnando. Forse, come vedremo più avanti, non tanto dal punto di vista economico, ma certamente dal punto di vista del numero di utenti. Infatti, la piattaforma di Mark Zuckerberg nei primi tre mesi del 2020 fa segnare una media di 2,6 miliardi di utenti al mese, con una crescita del 10% rispetto allo scorso anno.

    I numeri poi dell’ecosistema Facebook aumentano ancora di più se consideriamo anche le altre app del gruppo come WhatsApp, Messenger, Instagram. In questo caso si superano i 3 miliardi di utenti, più o meno il 39% della popolazione mondiale se vogliamo usare questo metro di paragone.

    social media facebook app famglia

    I numeri dell’ultima trimestrale ci dicono che Facebook ha realizzato ricavi per 17,7 miliardi di dollari (+17% in un anno) e un utile netto di 4,9 miliardi di dollari (+102% in un anno). Dati che superano anche le previsioni che erano state fatte dagli analisti che davano per 17,5 miliardi di dollari i ricavi per questi primi tre mesi dell’anno.

    Facebook conta oggi 1,73 miliardi di utenti al giorno con una crescita dell’11% rispetto allo scorso anno. E crescono anche gli utenti attivi al giorno sulla famiglia di app adesso di 2,36 miliardi di utenti al giorno. Come detto in apertura del post, la famiglia delle app di Facebook conta 2,99 miliardi di utenti, in crescita anche questo dato dell’11% rispetto allo scorso anno.

    Come già ricordato, Facebook dall’inizio d questa pandemia ha visto crescere in maniera esponenziale quelle funzionalità sulle quali, in effetti, non ha la possibilità di realizzare margini di guadagni. Stiamo parlando delle videochiamate, le chiamate di gruppo in Italia sono cresciute addirittura del 1000%, unico paese al mondo a registrare un dato così alto.

    Facebook, in Italia crescono del 1000% le chiamate di gruppo

    E, nonostante questo utilizzo massiccio, con un incremento del tempo trascorso su Facebook che supera ormai il 70%, tutto questo non si traduce in guadagni. Mark Zuckerberg nella conferenza di presentazione dei dati ha infatti detto che i guadagni sono sostanzialmente invariati a marzo e ad aprile. Nel comunicato che Facebook ha diramato con tutti i dati relativi alla prima trimestrale dell’anno, si legge che è stata rilevata “una significativa riduzione della domanda di pubblicità, così come un relativo calo dei prezzi dei nostri annunci, nelle ultime tre settimane del primo trimestre del 2020“.

    Vedremo che questa “riduzione” si verificherà ancora oppure se, man man che ci vi avvia ad un lento ritorno alla “normalità”, questi dati poi segneranno un cambio di tendenza.

  • TikTok introduce lo sticker per le donazioni anche in Italia

    TikTok introduce lo sticker per le donazioni anche in Italia

    TikTok lancia anche in Italia lo sticker per le donazioni e la Croce Rossa Italiana è la prima Associazione a inaugurare la funzionalità con l’hashtag #tuttifratelli. Tra i supporter c’è anche Chiara Ferragni che sarà in diretta il 2 maggio.

    TikTok lancia anche in Italia lo Sticker per le Donazioni, in un momento in cui è importante dare sostegno a tutte quelle associazioni che si mobilitano per contrastare il Covid-19. Ed è proprio per questo motivo che TikTok, tra l’altro, raddoppierà tutte le donazioni effettuate da parte degli utenti, direttamente dall’app, fino 27 maggio.

    Le prime iniziative supportate dalla nuova funzionalità “Sticker per le Donazioni” saranno a favore delle sei realtà europee impegnate a sostenere le persone maggiormente vulnerabili o che hanno risentito in maniera particolare dei danni sanitari ed economici causati dal Covid-19.

    In Italia, la Croce Rossa Italiana (@CroceRossa) sarà la prima a inaugurare la nuova funzionalità della piattaforma. Nelle ultime settimane, TikTok ha donato alla Croce Rossa Italiana 440 mila mascherine e 50 mila paia di guanti protettivi destinati alle categorie di persone che ne hanno maggiore necessità.

    tiktok sticker donazioni

    Come funzionano gli Sticker per le Donazioni su TikTok

    Gli Sticker per le Donazioni sono al momento in uso in Italia, Francia, Germania, Uk e Usa. Come tutti gli sticker sono molto interattivi e potranno essere inseriti facilmente all’interno dei propri video o all’interno delle proprie dirette.

    Basterà selezionare l’organizzazione benefica che vogliono supportare, in Italia è la Croce Rossa Italiana, come dicevamo prima, e integrare l’adesivo all’interno del video. Gli utenti, una volta selezionato lo sticker, potranno effettuare una donazione senza uscire dall’app. Tutte le donazioni sono abilitate da Tiltify, una piattaforma di raccolta fondi a scopi benefici che elabora la transazione in totale sicurezza.

    Tra i primi creator che hanno scelto di sostenere la causa creando video ad hoc ci sono: Fabio Farati, meglio noto con il suo nick @faffapix, Martina Socrate, Marco Fantini e Riccardo Aldi.

    In arrivo anche una serie di live streaming dedicate a “Tutti Fratelli” che vedrà la partecipazione dei creator più popolari e celebrity che intratterranno e sensibilizzeranno gli utenti sulla raccolta fondi per la Croce Rossa Italiana. Per la prima settimana il palinsesto prevede: Martina Socrate, Daniele Davì, Cecilia Cantarano, Sespo, Riccardo Aldi. E il 2 maggio vedrà la partecipazione di Chiara Ferragni. In basso tutti i creator coinvolti con date e orari.

    L’iniziativa va a inserirsi all’interno del più ampio impegno di TikTok in Italia a supporto della lotta contro il Covid-19 che ha già visto la donazione di 5 milioni di euro alla Protezione Civile e alla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI). Il fondo darà la possibilità di acquistare dispositivi e apparecchiature per il contrasto al Coronavirus, distribuiti ogni giorno alle Regioni e alle Province autonome per fronteggiare l’emergenza, oltre all’aiuto a tutti gli infermieri che per primi hanno assistito le persone colpite dal virus e ora bisognosi anch’essi di cure mediche o della terapia intensiva.

    TikTok Livestream TuttiFratelli Croce Rossa

  • Telegram raggiunge il traguardo dei 400 milioni di utenti

    Telegram raggiunge il traguardo dei 400 milioni di utenti

    Probabile che l’aumento di consumo del digitale in tutto il mondo per via della pandemia da Coronavirus abbia avuto il suo effetto, Telegram ha annunciato oggi di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti, 1,5 milioni quelli che si iscrivono ogni giorno.

    La piattaforma di messaggistica, e non solo, trova sempre più nuovi utenti affezionati. Probabilmente la pandemia da Coronavirus, con il conseguente lockdown ovunque ne mondo, abbia avuto il suo impatto perché oggi Telegram ha annunciato di aver raggiunto i 400 milioni di utenti.

    Non si sapeva molto sul numero degli utenti che usa la piattaforma, eravamo rimasti a 200 milioni. In Italia siamo attorno ai 9 milioni, anche se, a questo punto, è presumibile che siano molti di più.

    Telegram fa sapere che ogni giorno sono “almeno 1.5 milioni” i nuovi utenti che si iscrivono a Telegram. Sottolineando come l’app sa tra le 20 più scaricate al mondo, “le persone in tutto il mondo stanno passando a Telegram ad un ritmo sempre più veloce”.

    telegram 400 milioni utenti

    “Le cartelle, l’archivio cloud e il supporto per i computer rendono Telegram lo strumento ideale per il lavoro da remoto e lo studio durante la quarantena”. È quindi evidente che il lockdown abbia avuto effetto nel raggiungimento di questo traguardo. Del resto, in questa fase, stanno crescendo un po’ tutte le piattaforme digitali, in termini di nuovi utenti e di tempo trascorso.

    Quando abbiamo lanciato Telegram 7 anni fa, abbiamo ipotizzato che le persone avrebbero sempre scelto libertà e qualità piuttosto che restrizioni e mediocrità“, si legge nel post in italiano che annuncia il traguardo, aggiungendo anche che presto arriveranno le videochiamate di gruppo sull’app:

    Le videochiamate nel 2020 hanno gli stessi problemi (questo lo abbiamo corretto noi) dei messaggi nel 2013. Ci sono app che sono o sicure o utilizzabili, ma non entrambe le cose. Ci piacerebbe risolvere il problema, quindi ci concentreremo nel portarvi videochiamate di gruppo sicure nel 2020. Quando saranno pronte, sarete i primi a saperlo, promesso“.

    Ma gli annunci non finiscono qua, perché Telegram annuncia di aver migliorato i Quiz aggiungendoli a sondaggi, apparsi a gennaio di quest’anno. Da oggi è possibile “aggiungere spiegazioni che compaiono non appena gli utenti rispondono alle domande del quiz, aiutandoli ad imparare dai loro errori, o a contestualizzare le loro risposte“.

    E, avendo migliorato lo strumento, Telegram pensa di trasformarlo in uno strumento attraverso il quale “diffondere conoscenza” come “quiz didattici”, non male come idea. A questo proposito, visto che 2 miliardi bambini sono forzatamente lontani da scuola orma da settimane, viene lanciata un’iniziativa molto interessante. E cioè un crowd-sourcing in cui verranno distribuiti un totale di 400.000 EURO tra i creatori di quiz didattici.

    Per iscriversi, la prima fase termina il 15 maggio, comunque all’interno del post vengono spiegate le modalità di partecipazione.

    Gli sticker su Telegram sono 20 mila

    E poi, infine, tra le notizie che accompagnano il traguardo dei 400 milioni, con anche alcune migliorie come un nuovo menù per gli allegati per app su Android, Telegram ha creato un posto dal quale consultare tutte gli sticker che, nel corso di 5 anni, sono arrivati ad essere ben 20 mila.

    Insomma, sono notizie incoraggianti per l’app che però, come è stato diffuso ieri da Agcom, deve affrontare un serio problema interno. Infatti, dopo la denuncia della FIEG esposta all’autorità garante sulle comunicazioni, chiedendo la sospensione di Telegram, l’app fondata da Pavel Durov ha eliminato 7 degli 8 gruppi indicati nella stessa denuncia della Federazione degli Editori.

    Si tratta di un passaggio doveroso per certi versi, ma, vogliamo ribadirlo, la soluzione di eliminare o sospendere una voce non è mail quella giusta, e questo dovrebbero saperlo anche gli editori. C’è bisogno di monitorare, denunciare le cose che non vanno e migliorarle, ma la censura non porta mai a nulla di buono. Questo è quello che pensiamo.

  • Messenger Kids da oggi disponibile in più di 70 paesi, ma non in Europa

    Messenger Kids da oggi disponibile in più di 70 paesi, ma non in Europa

    Facebook ha annunciato che da oggi Messenger Kids sarà disponibile in più di 70 paesi, per lo più in America Latina e Asia. L’app di messaggistica e di video chiamate vuole presentarsi come strumento per i più giovani in questa pandemia da Coronavirus con nuove funzionalità.

    Come già saprete, Messenger Kids venne lanciata nel 2017, limitatamente negli Usa, in Canada venne lanciata nel 2018. L’app è un servizio di messaggistica e di videochiamate pensate per gli utenti minori, per accedervi basta avere 13 anni. E oggi Facebook annuncia che l’app viene lanciata in più di 70 paesi nel mondo, per lo più localizzati in America Latina e in Asia. La società di Mark Zuckerberg, nel comunicato di lancio a firma di Antigone Davis, responsabile della sicurezza di Facebook, fa sapere che l’app si propone come strumento per i più giovani come strumento per restare in contatto in questa pandemia da Coronavirus. Infatti, vengono ora aggiunte nuove funzionalità pensate per questo periodo.

    L’app viene scaricata sull’utente di almeno 13 anni, ma sempre con la supervisione dei genitori, infatti, uno o entrambi i genitori possono poi monitorare l’app direttamente dal proprio account Facebook. Una situazione che comunque non ha evitato polemiche legate alla privacy e sull’uso dell’app gà in così giovane età. Dopo il primo lancio, si scoprì poi che molti degli esperti che venivano citati per giustificare la bontà dell’app erano stati finanziati direttamente da Menlo Park.

    Messenger Kids

    Ora l’app s presenta con delle novità, prima tra tutte quella che viene definita “Supervised Friending“, amicizia controllata, che permette ai giovani utenti di accettare, rifiutare e rimuovere i contatti attraverso l’app. Prima di questa funzionalità erano i giovani ad accettare o rifiutare contatti. Anche se, va aggiunto, i genitori possono comunque controllare i contatti accettati dal figlio e anche rifiutare.

    Altra novità è connettere i giovani utenti a gruppi. In pratica, l’intento è quello di proporre una sorta di esperienza simile a quella della scuola, creando gruppi dove ci siano alunn e insegnanti. Ad approvare i contatti degli adulti, gli insegnanti, ci saranno i genitori che provvederanno a creare il contatto tra il loro figlio e gli insegnanti. Un contatto che dovrebbe essere comunque facilitato dalla conoscenza diretta e il contatto con i minori sarà solo quello permesso dai genitori. Questa nuova funzionalità viene da subito resa disponibile negli Usa e poi via via negli altri nuovi paesi nel corso delle prossime settimane.

    Messenger Kids

    Terza novità è quella che consente ai genitori di rendere il nome e la foto profilo del figlio visibile ad una cerchia ristretta di contatti che include gli amici dei contatti dei loro figli, i figli degli amici dei contatti dei genitori che ovviamente hanno anche Messenger Kids e, infine, i figli delle persone che i genitori a loro volta inviteranno a scaricare l’app in questione. Sembra complesso, ma ci pare, comunque, che questo rendere visibile l’account del proprio figlio ad una platea di contatti sempre più vasta possa essere comunque un rischio.

    Nel presentare il nuovo lancio e le nuove funzionalità, Facebook specifica che il tutto è stato pensato insieme all’associazione Youth Advisors, associazione specializzata nella consulenza sulla sicurezza dei bambini e su media.

    Ora, l’intento di Facebook è, come detto all’inizio, d presentare Messenger Kids come uno strumento per far sentire i propri figli più vicini ai loro amici e ai loro compagni di scuola in questo periodo di pandemia da Coronavirus, per via delle scuole chiuse. Infatti, la novit è quella di sfruttare questo momento in cui i bambini sono costretti a restare a casa per offrire loro uno strumento utile anche per le loro lezioni, come nel caso dei gruppi tra alunni e insegnanti. Anche se da questo punto di vista ci sono soluzioni più specifiche, come Google Classroom, ad esempio.

    Messenger Kids

    Il vero obiettivo di Facebook è quello di puntare sui giovani utenti, creando un’esperienza più vicina alle loro esigenze di adesso, costruendo il terreno per una futura confluenza nella piattaforma più estesa, con la speranza che quest utenti continuino in futuro ad usare Facebook. Anche se, comunque, questo resta un modo per raccogliere dati sugli utenti.

    In Itala ancora non è disponibile e, al momento, non è dato sapere di più. Ma è molto probabile che questa app venga lanciata in Europa nei prossimi mesi e in quel momento scopriremo cosa ne pensa anche il nostro Garante sulle Privacy.

  • COVID-19, Spotify è il brand con cui gli utenti sono più in sintonia

    COVID-19, Spotify è il brand con cui gli utenti sono più in sintonia

    La distanza sociale e il lockdown da Coronavirus possono avere delle conseguenze anche per ciò che riguarda l’intimità col brand. È quello che viene fuori dalla nuova edizione del Brand Intimacy Study di MBLM, al primo posto tra i brand “App & Social Platforms” troviamo Spotify.

    La distanza sociale e il lockdown, esperienze che abbiamo imparato a conoscere con la diffusione del Coronavirus possono avere conseguenze anche sulla relazione con brand, sulla familiarità e, quindi, sulla intimità. Sta avvenendo un cambiamento a livello generale, ci troviamo di fronte ad una situazione mai vissuta prima e, come tale, capace di cambiare e influenzare la nostra vita più di quanto si potesse immaginare.

    Un chiaro esempio lo possiamo vedere con il nuovo Brand Intimacy Study 2020 di MBLM (Emblem), agenzia che analizza la relazione brand/consumatore dal punto di vista delle emozioni. E, in effetti, i risultati che emergono nella sezione “App & Social Platforms“, sebbene riferiti agli Usa, ci danno la dimensione che qualcosa sta in effetti cambiando.

    spotify sintonia brand franzrusso.it 2020

    È evidente che le applicazioni e i social media stanno giocando un ruolo fondamentale in questa fase storica. Lo hanno sempre avuto da quando esistono, ma in questa fase questo ruolo di relazione è fondamentale, al punto da modificare i comportamenti dei consumatori.

    Ed ecco che in prima posizione, in questa sezione, troviamo Spotify al primo posto (era secondo lo scorso anno), seguito da Pinterest (che era primo lo scorso anno) e da Apple Music. Nel cercare di interpretare questo podio, si potrebbe dire che in effetti queste tre aziende rispecchiano il ruolo dei brand in questa fase, ruolo che viene premiato dai consumatori, alla ricerca di marchi che aiutino ad affrontare questa fase nel modo più congeniale.

    spotify brand intimacy 2020

    L’intimità e la familiarità è quindi data dal fatto che i consumatori si “affidano” a marchi verso i quali sentono più vicinanza in questo momento. Spotify,in questa fase, riesce ad esprimere al meglio il suo valore e ad intercettare meglio di altri l’esigenza degli utenti, sapendo che in questo momento il consumo di musica aumenta in modo esponenziale. Gli utenti vogliono restare impegnati e la musica è un modo ideale per farlo.

    Pinterest, altro brand molto amato, in questo periodo, considerato il momento, ha lanciato un nuovo programma per vendere online chiamato Verified Merchant che rende possibile la possibilità di realizzare delle Boards con la possibilità di acquistare direttamente.

    Apple Music ha realizzato un fondo di garanzia di 50 milioni di dollari da destinare a tutti i musicisti “indie”, in modo da permettergli di non perdere guadagni durante questa fase difficile.

    Ecco, in questo momento il brand comunica non tanto il proprio prodotto, quanto i propri valori e il proprio modo di affrontare questa crisi da Coronavirus. Il consumatore si sente più legato quindi su una scala di valori emozionali. Da qui nasce una relazione ancora più diretta e ancora più intima.

    Qualche considerazione che ci offre MLBM a corollario di quanto evidenziato fino ad ora:

    • Apple Music è preferito dagli uomini, mentre le donne, i Millennials e coloro che guadagnano intorno ai 100 mila dollari l’anno preferiscono Spotify.
    • Gli intervistati di età superiore ai 35 anni e coloro che guadagnano più di 100 mila dollari l’anno indicano Pinterest come loro brand preferito.
    • Anche Facebook ha guadagnato preferenze in questo anno, nonostante sia lontana dal podio (lo scorso anno era in sesta posizione).
    • Il miglioramento attraverso l’udo del marchio è un valore molto sentito e anche quest’anno Pinterest vene premiato da questo punto di vista.

    Ecco, questo il nostro resoconto su questo interessante report che potete trovare, completo, a questo indirizzo: mblm.com/lab/brandintimacy-study.

  • TikTok, dal 30 aprile i messaggi diretti solo per chi ha più di 16 anni

    TikTok, dal 30 aprile i messaggi diretti solo per chi ha più di 16 anni

    TikTok annuncia che dal prossimo 30 aprile i messaggi diretti possono essere utilizzati solo da chi ha un’età superiore ai 16 anni. Un modo per rendere la piattaforma più sicura.

    TikTok è una piattaforma molto amata dai giovani, dai teenagers in particolare. Sappiamo anche che la piattaforma nei mesi scorsi ha dovuto affrontare problemi legati alla sicurezza che ha coinvolto utenti anche giovanissimi. L’annuncio che la società fa oggi è certamente un passo nella direzione di rendere la piattaforma più sicura.

    Da oggi TikTok invierà una notifica a tutti gli utenti interessati i quali dal prossimo 30 aprile non potranno più usare i messaggi diretti. I destinatari di questa informativa sono gli utenti che hanno un’età inferiore ai 16 anni.

    tiktok messaggi diretti 16 anni franzrusso.it-2020.

    Si tratta di un’azione importante per una piattaforma delle dimensioni di TikTok, è infatti la prima volta che una piattaforma social di queste dimensioni applica una limitazione alla messaggistica a livello globale. Significa quindi che gli utenti che hanno meno di 16 anni, in tutto il mondo, non potranno più inviare e ricevere messaggi.

    Questo che viene annunciato oggi è un ulteriore passo dopo aver annunciato, proprio a febbraio di quest’anno, l’introduzione del “Filtro Famiglia“, con l’associazione dell’account TikTok di un adulto a quello del minore di cui è responsabile, e della funzione “Gestione del Tempo nel Feed“, per migliorare il benessere digitale degli utenti.

    TikTok annuncia il filtro famiglia e la gestione del tempo nel feed

    C’è da considerare che questa decisione, assolutamente giusta e opportuna, andrà ad impattare su un pubblico, quello under 16, che vanta una presenza corposa sulla piattaforma. Anche se non ci sono dati precisi sulla composizione precisa, è comunque risaputo che il pubblico dei teenagers sia molto presente sulla piattaforma.

    I dati che abbiamo a disposizione ci dicono che il 41% degli utenti a livello globale ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni e che, comunque, il 50%, sempre a livello globale, ha un’età inferiore ai 34 anni. In ogni caso, il 60% degli utenti che usa l’app ha un’età inferiore ai 18 anni.

    Inoltre, l’app è sempre tra le più scaricate in assoluto. Solo un mese fa Sensor Tower riportava il dato di 2 miliardi di download complessivi.

    TikTok vicina ai 2 miliardi di download, che non sono gli utenti attivi

    Ecco perché l’annuncio di oggi è importante, per il fatto che coinvolgerà milioni di utenti, limitando l’uso della messaggistica come non era mai successo prima in nessuna piattaforma.

    In un momento in cui, a causa della pandemia da Coronavirus, i giovani trascorrono più tempo sui social media, la decisione di TikTok di limitare l’uso dei messaggi diretti agli under 16 assume una certa rilevanza.

    Il passo successivo sarebbe poi quello di verificare per davvero l’età degli utenti.

  • Instagram porta sul web, e sul desktop, anche le dirette

    Instagram porta sul web, e sul desktop, anche le dirette

    Instagram continua ad estendere l’esperienza d’uso sul web. Dopo aver portato i DM sul desktop, adesso è la volta delle dirette che in questo periodo si sono trasformate in un potente mezzo di intrattenimento e informazione.

    Instagram continua ad estendere l’esperienza d’uso dell’app verso il web, quindi verso una modalità orientata verso il desktop. Usare l’app sul web, ricordiamo che l’app è nata e pensata per il mobile, sembra essere la direzione intrapresa negli ultimi giorni. Un po’ per agganciare il momento, tutti sono comunque a casa e usano il proprio dispositivo desktop per studio o lavoro, e un po’ per avviarsi a quella interoperabilità tra le app di casa Facebook di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi.

    Solo qualche giorno fa Instagram ufficializzava l’approdo dei DM, dei messaggi privati, sul desktop, ma adesso c’è un’altra novità in questo senso, notata e segnalata da Engadget. E cioè che adesso le dirette Instagram possono essere visualizzate anche via Web, e quindi anche via desktop.

    dirette instagram desktop

    Al momento Instagram non ha dato conferme ufficiali su questa nuova modalità di visualizzazione, ma siamo sicuri che molti apprezzeranno e che questo potrebbe essere un modo interessante per instaurare una relazione che non passa necessariamente da mobile.

    In pratica, una volta che effettuate l’accesso su instagram.com, in basso a destra, dove visualizzate il riquadro dedicato alle Stories, immediatamente prima di una storia verrà visualizzata una diretta. Di fianco all’account verrà visualizzata una etichetta con scritto “in diretta”. Cliccandoci sopra, si aprirà la diretta in una modalità ovviamente più estesa di quella che si vedrebbe dal proprio dispositivo mobile.

    dirette instagram desktop riquadro

    Infatti, come potete vedere, sulla sinistra viene visualizzata la diretta video e sulla colonna di destra viene visualizzata la conversazione relativa. Come potete notare, la visualizzazione è più chiara e ordinata. I commenti alla diretta vengono visualizzati separatamente e non sovrapposti, come accade durante le dirette da mobile. Una modalità che spesso infastidisce la diretta a due, i commenti vanno a sovrapporsi, in parte, proprio nella sezione in basso dedicata all’ospite.

    dirette instagram desktop riquadro

    Insomma, si tratta di una modalità che non dispiace e che potrebbe avere degli interessanti sviluppi futuri, oltre che immediati. Come ricordato, Instagram non ha ufficializzato nulla a riguardo e non è chiaro se tutti gli utenti possono adesso seguire le dirette anche da desktop.

    In un periodo, quello del lockdown da Coronavirus, in cui la diretta su Instagram viene usata come strumento per informare, come fa SkyTg24 ad esempio, o come strumento per fare intrattenimento, alla Lorenzo Jovanotti insieme a Fiorello ad esempio, la visualizzazione da desktop può essere di grande aiuto e quindi molto apprezzata. Perché più ordinata, ma anche perché utile.

    Ma, proprio grazie alla possibilità di fruire della visualizzazione da desktop, la stessa diretta potrebbe diventare per fare webinar live (ovviamente aperti), per comunicare eventi, per interagire con il proprio pubblico di riferimento. Che magari apprezza il fatto d poter seguire la diretta dal proprio pc.

    Allora, che ne pensate?

    Instagram, adesso è possibile accedere ai DM anche da web

  • Twitter, lo scambio di maggiori dati commerciali non vale in Europa

    Twitter, lo scambio di maggiori dati commerciali non vale in Europa

    Twitter sta notificando agli utenti, che vivono al di fuori dell’Europa, di aver cambiato la policy per lo scambio di informazioni con i propri partner commerciali: Facebook e Google. Gli utenti non hanno più possibilità di scegliere.

    Twitter da ieri ha iniziato a notificare agli utenti, al di fuori dell’Europa, compresi i paesi EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e il Regno Unito, di aver cambiato la policy con cui la società condivide i dati degli utenti con i propri partner commerciali. Un cambiamento che sta destando non poche polemiche negli Usa, e non solo, ma che forse è una risposta all’incidente di qualche mese fa, quando dalla piattaforma, per via di un bug, vennero resi pubblici i dati degli utenti dalla piattaforma Mobile Advertising Platform.

    Tutti gli utenti che accedono a Twitter, dagli Usa e da altri paesi, si sono trovati davanti al fatto che da oggi Twitter condivide i dati degli utenti con i suoi partner commerciali, nello specifico Facebook e Google, senza più avere la possibilità di scegliere. Ed è questo il punto su cui si concentra la polemica.

    twitter cambio policy dati franzrusso.it 2020

    La società di Jack Dorsey spiega che questa scelta è un modo per garantire l’uso gratuito della piattaforma a 280 caratteri. “È stata rimossa la vostra capacità di controllare le misure pubblicitarie delle applicazioni mobili, ma potete controllare se condividere alcuni dati non pubblici per migliorare le attività di marketing di Twitter su altri siti e applicazioni. Questi cambiamenti, che aiutano Twitter a continuare a funzionare come servizio gratuito, li trovate nelle vostre impostazioni“.

    Quindi gli utenti che vivono al di fuori dell’Europa non hanno, sostanzialmente, più capacità di scelta.

    twitter avviso dati commerciali

    Twitter però specifica che ad essere condivisi con i partner non sono dati sensibili come nome, numero di telefono o indirizzo email. Ad essere condivisi sono le informazioni riguardanti gli annunci pubblicitari che vengono visualizzati nell’app e l’ID univoco dello stesso dispositivo, quello che si accorda dopo aver installato l’app e aver effettuato l’accesso.

    Quindi, Twitter utilizza l’SDK di Facebook e il Google tracking per tracciare queste informazioni. Le stesse informazioni possono poi essere utilizzate e analizzate da Twitter per comprendere meglio il comportamento degli utenti, cioè il suo targeting.

    The Verge fa notare che questa operazione d tracciamento aiuterà Twitter ad evitare incidenti come quello avvenuto lo scorso autunno.

    Si potrebbe notare da una parte lo sforzo di maggiore trasparenza da parte di Twitter, un gesto che potrebbe essere apprezzato. Ma quello che desta più stupore tra gli utenti, ripetiamo non europei, è il fatto di non poter decidere come usare i propri dati di navigazione.

    Forse questo è uno dei casi in cui le norme vigenti e livello europeo mostrano la propria efficacia, a difesa dei consumatori e dei fruitori di servizi digitali. Come già detto, il cambio di policy di Twitter per lo scambio di informazioni relative agli utenti con i propri partner commerciali non è vigente in Europa. Infatti gli utenti europei, sia su iOS che su Android, hanno ancora la possibilità di scegliere se e a quali partner cedere i propri dati, non i dati sensibili ovviamente.

  • WhatsApp nuovi limiti all’Inoltro per contrastare le fake news

    WhatsApp nuovi limiti all’Inoltro per contrastare le fake news

    WhatsApp annuncia che da oggi la funzione di inoltro subirà nuovi limiti. Per contrastare il fenomeno delle fake news sull’app, specialmente durante questa pandemia da Coronavirus, i messaggi inoltrati individuati dalla “doppia freccia” potranno essere inoltrati solo una volta.

    Il fenomeno delle fake news può e deve essere contrastato anche con piccoli gesti, come quello di cui stiamo per parlarvi. Sapete che WhatsApp è da un po’ di tempo invasa da bufale, notizie false, fatte girare ad arte per alimentare tensioni, specie anche in una situazione di pandemia da Coronavirus come quella che stiamo vivendo. Allora, per contrastare il fenomeno, per cercare di limitarlo, l’app di proprietà di Facebook ha annunciato, attraverso il blog ufficiale, che da oggi tutti quei messaggi contrassegnati dalla doppia freccia, ossia quelli che vengono inoltrati più e più volte, potranno essere inoltrati solo una volta.

    Solo lo scorso anno WhatsApp aveva reso riconoscibili i messaggi inoltrati molte volte proprio dall’indicazione della doppia freccia. Evidentemente, quella sorta di etichette funzionava come un modo per far girare ancora di più quelle notizie di dubbia provenienza.

    whatsapp limite inoltro franzrusso.it 2020

    L’idea di limitare ancora di più l’inoltro dei messaggi era nata da un test avviato nell’estate del 2018 in India, paese in cui l’app viene usata come veicolo di disinformazione, e poi estesa ovunque all’inizio del 2019. Quel limite imponeva che il messaggio potesse essere inoltrato solo in un massimo di 5 chat. Una operazione che ha permesso di ridurre del 25% l’inoltre dei messaggi a livello globale.

    Sicuramente ricorderete che, prima di quella misura, gli utenti potevano far arrivare un messaggio, senza alcuna etichetta, in modo semplice e immediato, a 256 utenti (numero massimo di componenti ad un gruppo) con un inoltro. Da qui nacque la diffusione massiccia di disinformazione.

    Ora, si spera che questa ulteriore stretta possa contribuire a limitare ulteriormente la diffusione di fake news all’interno dell’app.

    Inoltre, WhatsApp, in linea con le altre app della famiglia Facebook, fa sapere di collaborare “direttamente con ONG ed enti governativi, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e oltre 20 ministeri della salute nazionali, per contribuire a fornire informazioni affidabili alla popolazione“.

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