Tag: social media

  • Coronavirus, ecco quali sono le emoji più usate sui Social Media

    Coronavirus, ecco quali sono le emoji più usate sui Social Media

    Un’indagine di Emojipedia ci mostra quali sono le emoji più usate sui social media per comunicare la pandemia da Coronavirus. Tra quelle più a tema, le emoji con la mascherina e il microbo sono più usate. Ma, estendendo l’indagine, la più usata risulta la faccina che ride. Tra le più usate anche quella con la bandiera italiana.

    Una delle cose che abbiamo imparato sui social media è che spesso, per velocità e brevità, si usa spesso una emoji per un pensiero o stato d’animo. Un trend che è sempre in crescita e le stesse piattaforme sono sempre molto attente ad aggiornare il proprio parco emoji, proprio per dare agli utenti di esprimersi usando quella più adatta. Pensate che emoji è stata inserita nel 2015 dall’Oxford Dictionaries come parole dell’anno.

    Per capre come gli utenti usano le emoji durante la pandemia da Coronavirus, visto il momento molto delicato, Emojipedia ha condotto una ricerca per scoprire quelle più usate sui social media, e su Twitter in particolare.

    Prima di tutto, sono state prese in considerazione, e monitorate, quelle più a tema:

    😷 Faccia con la mascherina
    🤢 Faccia nauseata
    🤮 Vomito
    🤧 Starnuto
    🤒 Faccia con termometro
    🤕 Faccia con fascia sulla testa
    🚑 Ambulanza
    💊 Pillola
    💉 Siringa
    🦠 Microbo
    🧼 Sapone
    🧽 Spugna

    Da notare che in relazione a “Coronavirus” o “Covid-19“, le emoji più usate sono state quella con la mascherina e quella del microbo. L’indagine è stata effettuata un mese fa, tra il 7 e 8 marzo a livello globale, prendendo in considerazione 49.621 tweet che contenevano almeno una delle 12 emoji a tema. I dati hanno messo in evidenza come la faccia con la mascherina 😷 (35,8%) e il microbo 🦠 (42,09%) fossero le due più usate nel contesto Coronavirus.

    coronavirus emoji usate

    Risultato interessante, anche se per certi versi potrebbe apparire anche scontato. Ma, visto il tema, si è voluta estendere l’indagine, per verificare se quest dati corrispondessero considerando tutte le emoji.

    Ebbene, considerando 205.576 tweet in tutte le lingue, sempre tenendo a riferimento “Coronavirus” o “COVID-19“, il discorso cambia. Infatti, al primo poso compare la faccina che ride fino alle lacrime 😂, seguita dall’altra faccia che ride roteando 🤣, in terza posizione troviamo quella con la mascherina. Qui di seguito la classifica delle 15 emoji più usate, ad ampio raggio:

    😂 Faccia che ride fino alle lacrime
    🤣 Faccia che ride roteando
    😷 Faccia con mascherina
    🤔 Faccia pensante
    🦠 Microbo
    🔴 Cerchio rosso
    😭 Faccia che piange forte
    🙄 Faccia con gli occhi che rotolano
    👇 Indice che punta verso il basso
    😳 Faccia sorpresa
    🚨 Fanale dell’auto della polizia
    ⚠️ Attenzione
    🇮🇹 Bandiera: Italia
    😱 Faccia che urla di paura
    🙏 Mani giunte

    Ora, sicuramente anche voi vi starete chiedendo come mai dalle conversazioni su Twitter su Coronavirus e Covid-19 risultino così usate delle emoji che ridono. In effetti, una considerazione, che è quella che fa anche Emojipedia, è che non vi è differenza tra le conversazioni generiche e quelle su Coronavirus, gli utenti continuano a fare comunque uso di due emoji che sono usate costantemente in tutte le conversazioni.

    15 emoji coronavirus

    Potrebbe anche essere che, in quella fase temporale, stiamo parlando della settimana in cui in Italia, ad esempio, ci si avviava al lockdown totale, dopo la costituzione delle due zone rosse nel lodigiano e in Veneto, c’era voglia di sdrammatizzare. Intendiamoci che questa è un’analisi a livello globale, è evidente che in altri paesi la situazione non veniva vissuta allo stesso modo, e questo si riflette anche nelle conversazioni e nell’uso di quelle emoji.

    Da notare che tra quelle più usate c’è l’emoji della bandiera italiana che, nella tipologia, risulta essere la più usata, anche più di quella cinese. L’utilizzo si spiega perché, come dicevamo, in quei giorni l’Italia diventava l’epicentro mondiale dell’epidemia.

    Insomma, alla fine anche dalla analisi delle emoji si possono trarre delle conclusioni interessanti.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook, in Italia crescono del 1000% le chiamate di gruppo

    Facebook, in Italia crescono del 1000% le chiamate di gruppo

    Facebook ha comunicato che da quando è iniziata la pandemia da Coronavirus è cresciuto del 50% il tempo trascorso sulle app, come Messenger o WhatsApp. In Italia è addirittura cresciuto del 70% e le chiamate di gruppo del 1000%. Un incremento che non apporta nulla in termini di business.

    Da quando è iniziata la pandemia da Coronavirus Facebook ha notato che ovunque il tempo trascorso sulle app, in special modo su Messenger e su WhatsApp, è cresciuto del 50%. La maggior parte dell’incremento è tutta concentrata sulle app di messaggistica e sulle videochiamate, ossia due tipologie di prodotti su cui il colosso di Menlo Park non realizza alcun margine di profitto. Una situazione che alla lunga, scrivono in un post Alex Schultz e Jay Parikh, rispettivamente responsabile degli analisti e responsabile ingegneri di Facebook, potrebbe creare non poche difficoltà al business dell’azienda.

    Un incremento più alto lo si registra poi nel nostro paese. Infatti, dall’inizio della crisi generata dal Coronavirus, con la conseguente richiesta di non uscire di casa ormai estesa a tutto il paese, l’utilizzo delle app è cresciuto del 70%, più alto della media degli altri paesi, concentrata soprattutto, come dicevamo, su Messenger e su WhatsApp.

    Sempre riferito al nostro paese, nell’arco di una settimana, sono raddoppiate le visualizzazioni su Instagram e su Facebook Live.

    facebook coronavirus chiamate gruppo italia

     

    E poi, il dato forse più eclatante, ma atteso, è che il tempo trascorso a fare chiamate di gruppo, con 3 o più partecipanti, sulle app di Facebook è cresciuto del 1000%.

    Una situazione che, come detto, per Facebook rischia di tradursi in un vero problema economico. È questo il senso del post.

    Insomma, da Menlo Park lanciano l’allarme sugli effetti che il Coronavirus potrebbe avere sul business in generale in quanto quelle app su cui si sta concentrando la maggior parte dell’utilizzo non generano profitti. Difficoltà che incontrano anche altre aziende del settore tech. Twitter ieri ha fatto sapere di aver ritirato tutte le previsioni sul prossimo trimestre in quanto teme un calo sostanziale in termini di business.

    In ogni caso, Facebook mantiene il suo impegno a far funzionare la piattaforma e tutte le app per permettere agli utenti di restare connessi. Un esempio è anche l’abbassamento del bitrate che si estende anche su Instagram per quanto riguarda lo streaming dei video.

    Il Coronavirus avrà conseguenze su tante cose, lo si ripete ormai da giorni, e sarà così. Ma avrà conseguenze anche sul modo in cui le aziende tech, appunto come Facebook, Twitter, LinkedIn, porteranno avanti il proprio business. È forse arrivato il momento, anche per loro, di ripensare il tutto, anche la propria missione. Già, gli utenti in questo momento vedono come unico modo per restare in contatto con i propri amici e familiari quello di usare queste app per parlarsi e, soprattutto, per vedersi.

    L’incremento di utilizzo di queste app non deve essere però penalizzante per gli utenti in questo momento, non devono pagare loro questa situazione già pesante. Questo deve essere chiaro.

  • Instagram e Coronavirus, ecco Co-Watching e altre iniziative

    Instagram e Coronavirus, ecco Co-Watching e altre iniziative

    Instagram, tra le altre, lancia una nuova funzionalità chiamata “Co-Watching” che permette agli utenti di visualizzare i post condivisi sulla piattaforma attraverso una video chat.

    Instagram in quest giorni si è attivata molto per fare in modo che le persone costrette a restare a casa, per via della pandemia da Coronavirus, potessero comunque restare in contatto attraverso l’app e contribuire a raccogliere fondi. E all’interno di questo grande sforzo, Instagram lancia oggi una nuova funzionalità chiamata Co-Watching.

    Avviando una video chat, da Direct, la sezione di messaggistica dell’app, sarà possibile visualizzare le foto, mostrare i contenuti su cui si è fatto “like” e anche quelli suggeriti proprio durante una video chat con gli amici. Per attivarla, basterà avviare una video chat da Direct e poi cliccando sull’icona delle foto in basso a sinistra, a quel punto scegliete ii contenuti che volete visualizzare insieme i vostri amici.

    instagram co-watching coronavirus

    Oltre a questa funzionalità, Instagram in questi giorni, da sabato 21 marzo per la precisione, ha lanciato a livello globale, lo sticker per le Instagram Stories “IoRestoACasa”, “StayAtHome”, un modo per motivare e condividere con gli altri questa esperienza che costringe tutti a restare a casa e per promuovere il distanziamento sociale (social distancing).

    E ancora, all’interno della sezione “Esplora” scrivendo nella barra di ricerca “coronavirus” si viene immediatamente collegati a contenuti condivisi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), iniziativa simile a quella che Twitter ha lanciato in Italia a inizio febbraio in collaborazione con il Ministero della Salute, per contrastare la disinformazione sul Coronavirus. entro i prossimi giorni verrà visualizzato un messaggio più specifico.

    Instagram sta rimuovendo tutti quei contenuti, legati al Covid-19, che sono dichiaratamente falsi e che diffondono disinformazione, dopo un controllo che vene effettuato “da terze parti”. Sono rimosse “le false affermazioni o le teorie di cospirazione che sono state segnalate dalle principali organizzazioni sanitarie a livello globale e dalle autorità sanitarie locali, perché in grado di provocare danni alle persone“.

    instagram coronavirus donazioni

    Sono state rimosse tutte le pubblicità legate a dispositivi di protezione da Coronavirus, incluse quelle legate alle mascherine, di cui tanto si è discusso in quest giorni. Nella maggioranza dei casi si trattava di pubblicità fraudolenti.

    Le iniziative di Instagram sono rivolte anche a stimolare le donazioni ed è per questo che lo sticker “donazioni” delle Instagram Stories prevede una sezione dedicata al Covid-19, individuando le associazioni a cui poter donare.

  • Su Twitter arrivano le dirette in contemporanea con 3 utenti

    Su Twitter arrivano le dirette in contemporanea con 3 utenti

    Twitter lancia il nuovo modo per fare le dirette. Si potranno invitare fino a 50 utenti e farne partecipare 3 contemporaneamente. Ecco come funzionano.

    In un momento in cui tutti stanno in casa per via del Coronavirus, si sente di più il bisogno di stare in contatto con le persone. E se non è possible il contatto fisico, ecco che le piattaforme social diventano strumenti quasi insostituibili in momento come questi. Un fenomeno in crescita in questi giorni è sicuramente quello delle dirette, a tutte le ore, su Facebook e, soprattutto su Instagram. Ma entro qualche giorno, il tempo che la funzionalità si attivi anche nel nostro paese, sarà possibile farle anche su Twitter. Così il cerchio si completa. Quindi anche sulla piattaforma da 280 caratteri sarà possibile avviare una diretta in contemporanea per estendere le modalità di conversazione.

    diretta live twitter

    Come fare una diretta su Twitter

    La nuova modalità sarà disponibile entro breve tempo per tutti gli utenti e attivarla è molto semplice. Per attivarla basterà infatti cliccare sull’icona “componi” nuovo tweet e poi avviare la fotocamera.

    A quel punto basterà toccare su “Live” e passare ad invitare gli utenti. Se ne possono invitare fino a 50 e sarà possibile fare una diretta con un massimo di 3 account in contemporanea, che potranno anche scegliere la sola modalità audio. Si potranno anche fare dirette solo in audio toccando il microfono in alto a destra che spegnerà in automatico la fotocamera.

    Invitare utenti a partecipare alla diretta è molto semplice. Una volta avviata la modalità in diretta, si potrà cliccare su “Invita utenti” e subito dopo li si potrà selezionare dalla lista che comparirà immediatamente. Una volta cliccato su “Salva”, partirà la diretta con i tre account che compariranno in contemporanea in alto.

    Per terminare la diretta, basterà cliccare “Stop” in alto a sinistra e confermare l’intenzione d terminare il contenuto live.

    diretta live twitter invito utenti

    Per vedere e cercare una diretta sarà molto semplice. Il video verrà posto in alto sulla timeline, nella Home, verrà notificato agli utenti e sarà rintracciabile anche dalla ricerca. Sarà anche possible rivederli su Twitter e su Periscope.

    Qui c’è la guida completa per fare una diretta su Twitter.

    E voi che ne pensate?

  • Facebook abbassa il bitrate dei video in streaming anche su Instagram

    Facebook abbassa il bitrate dei video in streaming anche su Instagram

    Facebook segue l’esempio di Netflix e riduce il bitrate dello streaming dei video sulla piattaforma, anche su Instagram, in Europa. Lo stesso si appresta a fare Disney+ che debutta in Italia da domani.

    Facebook ha deciso di seguire l’esempio di Netflix, e anche di YouTube, Amazon Prime Video, e ridurrà il bitrate dello streaming dei video sulla piattaforma. Una decisione che riguarderà anche lo streaming dei video su Instagram. Una scelta che da Menlo Park è stata presa per cercare di “pesare meno” sulla rete in un momento in cui è necessario garantire ai tanti che in Europa lavorano da casa, come conseguenza della diffusione del Coronavirus.

    Si è molto discusso in questi giorni, a seguito della decisione di Netflix, su richiesta, come abbiamo ricordato anche qui sul nostro blog, del commissario europeo per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, di questa scelta e sulle ripercussioni che potrebbe avere sulla qualità dei video. È quindi il caso di fare una precisazione.

    facebook bitrate instagram video

    Si tratta di un abbassamento del bitrate, in pratica d un abbassamento del peso dei dati trasmessi per la visualizzazione del contenuto. Un abbassamento che non dovrebbe avere conseguenza sulla qualità stessa del video, nella stragrande maggioranza dei casi di visualizzazioni in HD l’utente nemmeno se ne accorgerà. Qualcosa si perde, invece, nella visualizzazione di video in 4K che andranno in FullHD. Stiamo parlando comunque di una decisione che ha come fine quello di alleggerire il peso dei dati trasmessi e non ha quindi senso fare polemiche su abbonamenti.

    Dopo Netflix e Youtube anche Prime Video sospende l’alta definizione

    Per contribuire ad alleviare qualsiasi potenziale congestione della rete, ridurremo temporaneamente i bitrate per i video su Facebook e Instagram in Europa“, è la dichiarazione di un portavoce di Facebook che conferma la decisione presa per un periodo, a differenza degli altri stabilito per 30 giorni, non definito. In pratica fino a fine emergenza Coronavirus.

    E lo stesso si appresta a fare anche Disney che come sapete lancerà Disney+ in Italia, e in gran parte dell’Europa domani 24 marzo 2020 (tranne in Francia dove sarà disponibile dal 7 aprile), che abbasserà il bitrate del 25%.

  • TikTok vicina ai 2 miliardi di download, che non sono gli utenti attivi

    TikTok vicina ai 2 miliardi di download, che non sono gli utenti attivi

    Sensor Tower ha diffuso i dati relativi alle app più scaricate nel mese di febbraio. TikTok è stata scaricata 113 milioni di volte in tutto il mondo ed è vicina ai 2 miliardi d download totali. Ma il numero di download non corrisponde al numero di utenti.

    TikTok continua a macinare record e, secondo gli ultimi dati di Sensor Tower, l’app è stata scaricata nel mese di febbraio ben 113 milioni di volte in tutto il mondo, considerando App Store e Google Play. L’app d ByteDance è risultata essere più scaricata d WhatsApp e Facebook. Pensate che i download di TikTok in un anno sono cresciuti del 96% ed è probabile che questo dato sia una conseguenza anche della diffusione del coronavirus, l’app infatti vene vista come un’occasione per evadere e divertirsi.

    tiktok febbraio 2020

    Altro dato interessante da sottolineare è che con questi ulteriori 113 milioni di download TikTok si avvicina al dato complessivo di 2 miliardi di download, un numero enorme. Ma, di fronte a questi dati, che caratterizzano ormai la forte ascesa dell’app in tutto il mondo, Italia compresa, c’è da fare una precisazione doverosa.

    Si parla infatti di download e non di utenti attivi, una differenza sostanziale. È possible infatti che l’app venga scaricata molto ma non esiste una diretta dimostrazione che questo s traduca in utenti attivi. Uno può scaricarla ma poi decidere di non usarla, risulta il dato del download, ma non quello relativo all’utente attivo.

    tiktok 113 milioni download

    Se davvero il download corrispondesse all’utente attivo, allora TikTok avrebbe qualcosa come 2 miliardi di utenti nel mondo e si avvicinerebbe molto a Facebook, che i 2 miliardi di utenti li ha ormai superati da un po’. Un dato che sembrerebbe spropositato anche perché, al di là dei dati che sono venuti fuori recentemente anche per il nostro paese, quelli ufficiali in realtà sono del 2018 e dicono che gli utenti sono 700 milioni. Un dato questo molto vicino alla realtà, si potrebbe pensare a qualcosa di più certo, ma non di certo 2 miliardi d utenti.

    Il paese dove TikTok cresce di più è l’India con 46,6% di download che rappresentano il 41,3% di tutti i download del mondo. Seguono poi il Brasile, con 9,7 milioni di download, e gli Usa, con 6,4 milioni di download.

    A fronte di tutto questo, il tema advertising diventa sempre più interessante. TikTok nel mese di febbraio, secondo i dati di Sensor Tower, ha realizzato 50,4 milioni di dollari di entrate pubblicitarie con un incremento del 784,2%. Questo permette a TikTok di essere la terza applicazione che ha incassato d più al mondo (escludendo del app di gaming), dopo Tinder e YouTube.

    tiktok advertising

    Il 91% di tutte le entrate provengono dalla Cina, dagli Usa provengono 3 milioni di dollari e da Uk 216 mila dollari. Sono numeri, per quanto rilevanti, che pe ora indicano uno sbilanciamento evidente verso la Cina. La domanda quindi è se TikTok sia pronta a realizzare profitti anche in altri paesi. Non che non possa costituire un’opportunità, ma resta comunque una domanda interlocutoria per il fatto che questo sembrerebbe non emergere dal numero dei download che abbiamo visto.

    Riuscirà TikTok a realizzare entrate pubblicitarie di una certa rilevanza anche in Usa o in Uk? Una domanda che va oltre le tante difficoltà, legate alla privacy, che l’app ha incontrato con l’aumentare della sua popolarità.

    Tutto questo per dire che spesso i numeri legati ai download fanno notizia, è evidente, ma deve essere chiaro che lo scarcare un’app non corrisponde poi ad un utilizzo attivo della stessa.

    In ogni caso TikTok resta sempre un fenomeno che crescerà ancora nel 2020 e sarebbe interessante anche conoscere qualche numero ufficiale.

  • Ecco finalmente il modifica tweet, ma è a pagamento

    Ecco finalmente il modifica tweet, ma è a pagamento

    Ecco finalmente il tanto desiderato “modifica tweet” ma non è come sembra. Infatti la mette a disposizione Brizzly+ ma è a pagamento fino a 60 dollari l’anno. Una funzionalità che Twitter poteva rendere disponibile per tutti.

    E così, il modifica tweet è disponibile! Ma attenzione, non è come sembra e non lo ha messo a disposizione Twitter, eh no. Si tratta di una funzionalità messa a punto da Brizzly, nome sconosciuto ai più, che l’ha realizzata sfruttando le API di Twitter. Sembra una bella notizia, è quello che gli utenti di Twitter chiedono da tempo, qui sul nostro blog abbiamo addirittura lanciato l’hashtag #modificatweet nel 2014, ma c’è un però: è a pagamento.

    Brizzly è un cliente che apparve la prima volta nel 2009 poi, per varie vicissitudini, inclusa quella di essere stato acquisito da AOL e poi rivenduto, ed oggi torna di nuovo con la versione Brizzly+, offrendo un set di funzionalità tra le quali spicca proprio quella con cui modificare i tweet.

    brizzly modifica tweet

    In pratica, gli utenti che vorrebbero dotarsi di questa funzionalità, avrebbero l’opportunità di impostare un periodo di tempo, che va dai 10 secondi ai 10 minuti, all’interno del quale intervenire per modificare il tweet. In questa frazione di tempo, l’utente può annullare il contenuto, che era stato precedentemente pubblicato, e correggerlo cliccando su “annulla”.

    Non si tratta proprio di una vera modifica in senso tecnico, avendo comunque la possibilità di rifare il tweet, ma Brizzly in questo modo non memorizzerà più il vecchio contenuto. In un certo qual modo è quello che gli utenti Twitter hanno sempre richiesto ma non hanno mai ottenuto, tra vari tira e molla.

    Il client permette anche la cancellazione automatica dei contenuti impostando il periodo di cancellazione entro 24 ore, una settimana o un mese.

    Come dicevamo in apertura, finalmente gli utenti Twitter potranno avere la tanto agognata funzionalità del modifica tweet, ma in questo caso, secondo la proposta che fa Brizzly+, è a pagamento: 6 dollari al mese (per singola sottoscrizione) oppure 60 dollari l’anno (quindi 5 dollari al mese).

    Per ora la funzionalità è disponile sono per la versione web, non esiste ancora un’app, anche se Brizzly spiega che la stessa funzionalità è ottimizzata per il mobile.

    È poco o è tanto pagare fino a 60 dollari l’anno? Di certo stiamo parlando di una funzionalità che dovrebbe essere nativa di Twitter ma che la stessa piattaforma s è sempre rifiutata di implementare. La risposta definitiva da parte di Jack Dorsey l’abbiamo ottenuta proprio ad inizio anno.

    Sarebbe stato bello avere il tasto modifica tweet all’interno del riquadro di composizione del tweet, siamo più che convinti che avrebbe contribuito ad avvicinare tutti quegli utenti ancora scettici sulla validità della piattaforma.

    Avendola adesso a disposizione a pagamento, impone una riflessione. Vale la pena pagare 60 dollari? Quanto vale effettivamente la correzione di un tweet? Ecco, queste sono le domande a cui adesso bisogna rispondere e non tutti gli utenti sono disposti a farlo.

    Twitter invece di dare sostegno a questa funzionalità, avrebbe fatto meglio ad introdurla, visto che adesso abbiamo la dimostrazione che si poteva fare, invece di permettere di poterla introdurre a pagamento, quindi non disponile per tutti.

  • L’Italia Chiamò, in live streaming il paese che resiste

    L’Italia Chiamò, in live streaming il paese che resiste

    L’Italia Chiamò, l’iniziativa che vede tra i promotori Riccardo Luna, Ernesto Belisario, Giampaolo Colletti e molti altri, si terrà venerdì 13, dalle 6 alle 24 in live streaming. La diretta sarà trasmessa sul canale YouTube del MiBACT e racconterà l’Italia che resiste insieme a tanti ospiti.

    Il nostro paese sta attraversando uno dei periodi più difficili dal dopoguerra a oggi, una condizione che per molti viene vissuta con incredulità, sorpresa, difficoltà. I sentimenti che attraversano gli italiani sono tanti e vari, non manca di certo la rabbia e l’impotenza di poter fare di più. Ecco che ci piace segnalarvi questa bella iniziativa, L’Italia Chiamò, nata da un’idea corale che vede tra i promotori Riccardo Luna, Ernesto Belisario, Giampaolo Colletti, e molti altri, che ha come obiettivo quello di raccontare l’Italia che resiste, quell’Italia che anche di fronte alla diffusione del coronavirus, pur restando in casa, non si dà per vinta, anzi.

    l'italia chiamò 2020

    L’Italia Chiamò avrà venerdì 13 dalle 6 del mattino fino a mezzanotte, una diretta in live streaming, sul canale YouTube del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MiBACT), che porterà gli utenti dalla visita agli scavi di Pompei con il direttore Massimo Osanna, alla lezione dal ponteggio di restauro delle Sibille di Raffaello con il restauratore Antonio Forcellino, al racconto del dietro le quinte della mostra di Raffaello alle Scuderie del Quirinale con Il direttore Mario De Simoni, a una passeggiata nella Sala di Raffaello e Michelangelo degli Uffizi con il direttore Eike Schmidt, alla scoperta dei segreti del Museo Egizio con il direttore Christian Greco.

    La diretta sarà una lunga staffetta a cui parteciperanno Ernesto Assante (la Repubblica), Barbara Carfagna (Rai1), Massimo Cerofolini (Rai Radio 1), Helga Cossu (SkyTg24), Laura Delli Colli, Linus ( Dj Chiama Italia), Pierluigi Diaco (Rai1), Enrico Galletti (RTL), Barbara Gasperini (The New’s Room), Massimo Giannini (Radio Capital), Stefano Mannucci (RTL), Anna Pettinelli (RDS), Andrea Pezzi, Barbara Sala (RTL), Nicola Savino ( Dj Chiama Italia), Marino Sinibaldi (Rai Radio3), Simone Spetia (Radio 24), Luca Sofri (ilPost.it) e Andrea Vianello (Rai1).

    Qui la diretta:

    L’Italia Chiamò sara una bella occasione per raccontare e condividere le storie di chi sta tenendo aperte le scuole attraverso la tecnologia, assicurando a migliaia di ragazzi la continuità didattica. Sarà l’occasione per conoscere quegli imprenditori che stanno ripensando il lavoro delle proprie aziende grazie allo smart working.

    Ci saranno collegamenti con i tanti artigeni e wwworkers distribuiti in ogni angolo d’Italia che continuano ad animare le loro piccole imprese artigiane sfruttando le leve del digitale. Inoltre sarà possible assistere alla messa in scena di momenti di festival culturali, produzioni teatrali, concerti e mostre sospese o cancellate: performance, interviste, canzoni, poesie, tutte in streaming dalle case degli artisti.

    Tutti possono raccontare come stanno affrontando questo periodo scrivendo a partecipa@litaliachiamo2020.it e poi potete seguire e interagire con in canali dell’iniziativa su Facebook, Twitter e Instagram. Hashtag da usare per interagire con la diretta sono #litaliachiamo e #iorestoacasa.

    Durante la diretta sarà possibile anche fare una donazione per sostenere il grande sforzo dei medici, degli infermieri e di tutti gli addetti del sistema sanitario nazionale e per la creazione di nuove postazioni presso i reparti di terapia intensiva su tutto il territorio nazionale. Tutte le info le trovate su www.litaliachiamo2020.it.

  • Facebook, presto si potranno condividere le Storie su Instagram

    Facebook, presto si potranno condividere le Storie su Instagram

    Come sapete già, è possibile condividere le storie da Instagram verso del Facebook Stories. In quest giorni Facebook sta testando il percorso inverso, cioè quello di condividere le storie da Facebook verso Instagram.

    La solita Jane Manchun Wong, che abbiamo imparato a conoscere bene, ha scoperto che Facebook sta testando la condivisione delle Storie verso Instagram, il percorso inverso di quello che è già possibile fare da Instagram verso Facebook. Oltre ad essere una delle solite soffiate della Wong, Facebook ha pure confermato il test, quindi presto la vedremo disponibile per tutti.

    Dal tweet di Wong si vede che la condivisione, visibile per le successive 24 ore, sarà possibile verso chiunque “pubblico”, verso “amici”, “personalizzato”, oppure “nascondi a”. A destra in basso della storia si vede l’icona di Instagram.

    facebook stories instagram franzrusso.it 2020

    In questo modo avremo la possibilità di fare un vero e proprio cross-posting verso le due piattaforme e, a dirla, sorprende che ci siano arrivati solo adesso dal 2017, quando venne resa possibile la condivisione da Instagram verso Facebook.

    Vi starete chiedendo quale sia la vera motivazione di questa operazione, apparentemente normale, forse neanche tanto necessaria. Ma la vera notizia è che questa è una delle dimostrazione della interoperabilità che Mark Zuckerberg aveva annunciato nel 2018. Le piattaforme della famiglia Facebook saranno sempre più legate tra loro e sarà sempre più facilitata la condivisione tra le stesse.

    Inoltre, questa è una delle dimostrazione che le Storie, quindi la condivisione di contenuto effimero, “sono il futuro”. Non siamo pienamente d’accordo con questa affermazione, ma certamente le Stories sono una parte sempre più prominente sulle varie piattaforme.

    facebook stories instagram

    Al punto che presto le vedremo anche su Twitter, ne scrivevamo qualche giorno fa, il test è già attivo in Brasile, e presto, secondo indiscrezioni sempre più confermate, le vedremo anche su LinkedIn entro, probabilmente, quest’anno. Già, come abbiamo sottolineato più volte qui sul nostro blog, LinkedIn è ormai un social meda a tutti gli effetti.

    Prepariamoci comunque ad una continua operazione da parte di Facebook a rendere tutte le sue applicazioni sempre più legate e connesse tra loro.

  • Twitter, accordo per mantenere Jack Dorsey al suo posto. Per ora

    Twitter, accordo per mantenere Jack Dorsey al suo posto. Per ora

    Dopo l’annuncio del Fondo Elliott, intenzionato a mandare via Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter, la società di San Francisco ha raggiunto un accordo dopo l’ingresso di Silver Lake che investe 1 miliardo di dollari. L’accordo prevede un comitato che riveda la leadership dell’azienda.

    Dopo l’annuncio del Fondo Elliott che annunciava l’intenzione di mandar via Jack Dorsey, attuale CEO di Twitter, in forza del suo investimento da 1 miliardo di dollari, prendendo così il controllo del consiglio di amministrazione della società di San Francisco, tutto viene congelato.

    Già, perché nel frattempo è giunta in soccorso di Twitter la società Silver Lake che investe nella società di Dorsey 1 miliardo di dollari e vuole mantenere al suo posto Dorsey. In pratica, Twitter è riuscita a raggiungere un accordo con le due società che prevede la presenza di un membro delle due società all’interno del consiglio di amministrazione (Egon Durban, CEO di Silver Lake, e Jesse Cohn per il Fondo Elliott); il riacquisto (buy back) di azioni per un valore di 2 miliardi di dollari; l’allargamento dello stesso consiglio ad altri tre membri e, soprattutto, la creazione di un comitato che riveda la leadership e la governance della società.

    jack dorsey twitter ceo 2020

    In pratica per Dorsey si tratta di una boccata di ossigeno per poi tornare di nuovo sotto esame. Dorsey nei giorni scorsi aveva rimandato il suo viaggio in Africa per via del Coronavirus e “per tutto il resto”, come da lui stesso dichiarato, lasciando intendere che per “tutto il resto” si riferiva proprio al Fondo Elliott. E pare che proprio l’annuncio del viaggio in Africa avesse spinto Elliott a rimuovere Dorsey la suo ruolo, reo di dedicarsi alla sua azienda solo in modalità “part-time”, essendo a sua volta anche CEO di Square.

    Twitter: il Fondo Elliott è pronto a mandare via il CEO Jack Dorsey

    Insomma, per il momento Jack Dorsey resta al suo posto, grazie all’aiuto di Silver Lake che ha voluto investire nella società per evitare che Elliott ne prendesse il controllo.

    E Dorsey nei giorni scorsi aveva anche ricevuto un endorsement molto importante da Elon Musk, il patron di Tesla:

    Altro elemento incluso nell’accordo è quello di raggiungere, entro l’anno, almeno il 20% di utenti unici giornalieri “monetizzabili”, il parametro che da un po’ di tempo Twitter usa per quantificare il numero degli utenti sulla piattaforma.

Contatti