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  • Sanremo 2019, ecco come è andata la prima serata sui social media

    Sanremo 2019, ecco come è andata la prima serata sui social media

    Sanremo 2019 è iniziato, come previsto sarà sicuramente l’evento social della settimana e lo ha subito dimostrato nella prima serata. Grazie alla collaborazione con Talkwalker, abbiamo monitorato le conversazioni sui social media e durante la prima delle cinque serate sono stati condivisi più di 464 mila contenuti, generando oltre 2,3 milioni di interazioni.

    Sanremo 2019 è iniziato e, come ampiamente previsto, sarà l’evento social della settimana che, insieme a Talkwalker, come ormai accade da qualche anno, seguiremo anche noi monitorando ciò che accade sui social media. Possiamo subito dire che nella prima delle cinque serate sono stati condivisi 464.300 contenuti, riuscendo a generare più di 2,3 milioni di interazioni. La cosa che vogliamo mettere subito in evidenza, prima di passare in dettaglio, è che, rispetto alla prima serata dello scorso anno, abbiamo notato un leggero calo nei contenuto condivisi (allora furono oltre 500 mila) e anche nelle interazioni. Questo potrebbe essere spiegato in un calo fisiologico delle condivisioni su Twitter che si sono spostate verso altre piattaforme effimere, stiamo parlando quindi di Instagram Stories, che tra l’altro non possono essere considerate nel monitoraggio in quanto non sono analizzabili. E’ una spiegazione che trova una sua logica, proprio per il fatto che gli utenti, soprattutto quelli più giovani, quale è la platea di utenti che seguono Sanremo 2019, trovano più coinvolgente l’uso di uno strumento effimero, in quanto ancora più veloce e immediato. Ma si tratta di una considerazione a margine.

    Come vedete dal grafico, il picco più alto della serata si è avuto attorno alle 21,30, orario in cui sul palco dell’Ariston arriva “Il Volo”.

    sanremo 2019 prima serata

    Dai 464,300 coutenti condivisi, per il 98% su Twitter, si sono generate ben 672,1 miliardi di impressions, numero impressionante certo, ma quello che più interessa sono le interazioni, ossia il numero di like, RT, commenti, risposte che gli utenti hanno espresso in relazione ai contenuti condivisi.

    sanremo 2019 prima serata engagement

    Le interazioni sono state quindi 2,3 milioni, anche questo dato, se paragonato alla prima serata del festival dello scorso anno, è in calo.

    Va detto che il momento che ha emozionato di più nella prima serata è stata l’esibizione di Andrea Bocelli, tornato a Sanremo dopo 25 anni, insieme a suo figlio Matteo. I tweet condivisi su questo momento sono stati circa 100 mila.

    Tra i cantanti più citati nella prima serata, segnaliamo Ultimo, Motta, Nek, Negrita, Irama, Einar, Arisa.

    sanremo 2019 prima serata demografico

    Guardiamo adesso anche il dato demografico che ci aiuta a capire meglio la platea che sui social media ha seguito la prima serata di Sanremo 2019. Dato quasi identico a quello riscontrato lo scorso anno, il pubblico femminile era maggiore di quello maschile: 57% contro il 43%. Interessante notare il dato relativo all’età della platea. Il 47,6% hanno un’età tra i 25-34 anni, quindi stiamo parlando di Milennials; il 37% ha un’età tra i 18-24 anni. Insieme queste due fasce fanno 84,5% sul totale.

    Questi i temi più condivisi durante la prima serata di Sanremo 2019:

    sanremo 2019 prima serata temi

    E questa la mappa di attività della prima serata, si vede bene una intensa attività lungo tutto lo stivale, addirittura più intensa dello scorso anno:

    sanremo 2019 prima serata mappa

    E ora arriviamo forse al dato più atteso della prima serata di Sanremo 2019 che è quello relativo agli influencer, ossia agli utenti che sono stati, in relazione alla loro attività, più bravi ad attrarre interazioni.

    Da un punto di vista generale, si nota come gli account ufficiali di Sanremo 2019 siano stati molto attivi nella prima serata:

    sanremo 2019 prima serata influencer totali

    Questo invece è il dato relativo al coinvolgimento per mention, un dato che ci mostra come account con grande seguito hanno seguito il festival, stiamo parlando quindi di account di celebrità, dove spicca l’account Instagram di Claudio Baglioni. Da notare la presenza del cardinal Ravasi, frequentatore del festival sui social:

    sanremo prima serata 2019 influencer celeb

    E questi sono invece gli influencer su Twitter, in canale che comprende la stragrande maggioranza dei contenuti condivisi, dove spicca l’amico Trash Italiano, anche se ormai questa non è più una sorpresa:

    sanremo 2019 prima serata influencer twitter

    Ed ecco, infine, una piccola carrellata dei contenuti più condivisi nella prima serata di Sanremo 2019:

    https://www.instagram.com/p/BtgxVVRFh5e/

    https://www.instagram.com/p/BtgVI8GHdiB/

    https://www.instagram.com/p/BtgbAEBAEdS/

    https://www.instagram.com/p/BtgXEGgHoJ3/

    Questi quelli con più condivisioni su Twitter:

    https://twitter.com/london_girl93/status/1092885059986694144

    https://twitter.com/EliMt_/status/1092886200598364163

    Ecco, questo il nostro resoconto, ringraziamo Talkwalker per il supporto e continuate a seguirci.

  • Twitter sospende l’accesso API a tre app di follow/unfollow per spam

    Twitter sospende l’accesso API a tre app di follow/unfollow per spam

    Il fenomeno “follow/unfollow” è molto diffuso sui social media e sicuramente Twitter non è da meno. La piattaforma guidata da Jack Dorsey ha deciso di fare molto sul serio contro lo spam e ha deciso di revocare l’accesso API a tre app: ManageFlitter, Statusbrew e Crowdfire.

    Il fenomeno follow/unfollow è forse uno dei più fastidiosi che riguardano alcune piattaforme in particolare, come ad esempio Instagram e Twitter. Ma, mentre Instagram deve ancora muoversi nella direzione di regolare non solo questo fenomeno del “seguimi-ti seguo-non ti seguo più” ma più in generale il fenomeno dei tanti servizi bot che alimentano solo spam, Twitter invece già da qualche mese ha iniziato a fare sul serio nel contrastare spam e anche il fenomeno degli account fake e bot. Ora la piattaforma guidata da Jack Dorsey fa un passo avanti in più.

    twitter api app

    Come notato da Matt Navarra, e ripreso inizialmente da TechCrunch, Twitter ha deciso di bloccare l’accesso API a tre applicazioni in particolare che permettevano di gestire questo fenomeno del “follow/unfollow”, a pagamento, e stiamo parlando di:

    ManageFlitter: applicazione premium da 12 a 49 dollari al mese, che offre la funzionalità di gestire e monitorare il flusso dei propri follower e di seguire quelli più interessanti in base ad argomenti specifici.

    Crowdfire, applicazione che in passato ha già avuto altri problemi con Twitter, propone agli utenti una modalità a pagamento che, tra le altre cose, permette di gestire e monitorare la propria base utenti. Il fondatore, Nischal Shetty, ha fatto presente a Twitter di aver avuto l’approvazione della funzionalità alla fine del 2017. L’app ha emanato un breve comunicato dove sostanzialmente dice di aver avuto la sospensione da parte di Twitter senza alcun preavviso. Intanto dall’account ufficiale si invita gli utenti a segnalare a @Twitterdev di risolvere il problema.

    Statusbrew, altra applicazione che offre un servizio “follow/unfollow”, forse meno nota ai più. A pagamento, da 25 a 416 dollari mensili, questa app permette anche di controllare la propria base utenti. A differenza degli altri due casi, la società ha pubblicato un post in cui recrimina l’adeguatezza del servizio alle condizioni di Twitter, lamentando, per certi versi, un cattivo utilizzo del servizio da parte degli utenti. Non proprio il massimo.

    Le regole di Twitter contro follow/unfollow

    Ma perchè Twitter decide di revocare l’accesso API a queste applicazioni?

    Semplicemente attenendosi a quelle che sono le condizioni della piattaforma per gli sviluppatori di applicazioni e servizi per la piattaforma, “Developer Agreement and Policy”. In pratica, su Twitter non sono permessi i tweet e i DM automatici, quelli che si usano per il benvenuto dopo aver seguito una persona, sono proibiti dalle regole sui servizi in automazione, Automation Rules. Ancora, non è consentito il rapido “follow/unfollow”, seguire e smettere di seguire in maniera veloce e massiccia non è consentito dalle regole di Twitter, farlo in maniera aggressiva, come spesso avviene purtroppo, viene interpretato da Twitter come una violazione.

    Insomma, il principio per Twitter è quello di intervenire alla radice, ossia individuare quelle applicazioni che permettono quel tipo di servizio e stopparlo, perchè, appunto viola le regole. Di fatto, mettendo a disposizione un servizio come questo agli utenti, nella maggior parte dei casi scatta quasi in automatico il “follow/unfollow” compulsivo. Perchè la motivazione di questi utenti non è quella di utilizzare le piattaforme come Twitter per stringere relazioni e condividere informazioni utili per la propria area di interesse, no. Obiettivo diventa solo quello di accrescere il proprio ego alimentando in maniera subdola la propria base utenti.

    E’ chiaro che dopo Twitter ci si aspetta che anche Instagram cominci a prendere sul serio questo fenomeno.

  • L’Italia Digitale del 2019, con 35 milioni di utenti sui Social Media

    L’Italia Digitale del 2019, con 35 milioni di utenti sui Social Media

    Puntuale come sempre, arriva il resoconto di We Are Social che ci offre una bella panoramica, digital e social, sul nostro paese. Tanti i dati interessanti, come quello relativo alla popolazione italiana sui social media che è di 35 milioni di utenti, in crescita di circa il 3% rispetto allo scorso anno. In leggero calo il tempo speso sui social media ora di 1 ora e 51 minuti. WhatsApp scalza Facebook in termini di utilizzo.

    E arriva, puntuale come sempre, lo studio Digital 2019 di We Are Asocial, insieme a Hootsuite, una delle indagini globali più complete molto attese per la ricchezza di informazioni che offre. Come sempre facciamo, essendo un documento molto ampio, e dettagliato, qui vogliamo fornirvi quelle che per noi sono i dettagli più interessanti che riguardano l’ampio panorama dedicato all’Italia. Ci concentreremo quindi molto nell’osservare come è cambiato in un anno l’atteggiamento degli utenti italiani verso i social media, che restano comunque sempre molto amati

    Iniziamo subito col dire che, come già sottolineato in altre occasioni, è cresciuta la penetrazione internet nel nostro paese nel 2018, anche se, a guardare anche questi dati, i numeri forniti da più parti sono un po’ discordanti. In ogni caso, va sottolineata questa crescita che, se guardata da certi punti di vista, è ancora molto lontana rispetto ad altri paesi del nord Europa. Lo studio in questione riporta una popolazione italiana Internet di 54,8 milioni di italiani, con una penetrazione del 92%. Un dato che va molto oltre rispetto a quello fornito da Agcom e da Audiweb che restano intorno al 71% di penetrazione con una popolazione internet intorno a 41/42 milioni di utenti.

    utenti internet italia 2019

    Dal punto di vista della frequenza, l’88% della popolazione si connette a Internet ogni giorno, mentre l’11% lo fa solo una volta alla settimana. E cosa fanno gli utenti su Internet? Il 92% guarda contenuti video; dato interessante il 16% dichiara di connettersi a Internet per giocare e l’11% per guardare altri che giocano. Il 30% degli utenti internet italiani dichiara di servirsi della ricerca vocale, fenomeno che vedremo prendere piede sempre di più nel nostro paese. Curioso il dato relativo al “ride hailing”, ossia la ricerca di un’auto o di un’auto con conducente, ne fa uso il 3,8% della popolazione internet.

    I Social Media in Italia, nel 2019

    Ma vediamo ora la parte che sicuramente interessa di più e che tutti attendevano ed è la parte dedicata ai social media in Italia. Sono dati che ci accompagneranno lungo tutto il 2019, anche se, come sempre facciamo qui sul nostro blog, cerchiamo di integrarli nel corso dell’anno con altri dati che vengono aggiornati man mano.

    utenti social media italia 2019

    Iniziamo col dire che, rispetto allo scorso anno, la popolazione italiana sui social media cresce ed arriva ad essere di 35 milioni di utenti. Anche se, va detto, cresce ma solo in misura modesta: solo il 2,9%, vale a dire 1 milione di utenti in più (il 59% della popolazione internet). Dato interessante che volevamo segnalare è che di 1 milione cresce anche la popolazione social media italiana da mobile, nel 2018 erano 30 milioni, adesso sono 31 milioni.

    utenti social media piattaforme tempo italia 2019

    Ma media delle piattaforme social media usate dagli utenti italiani è di 7,4 per persona e solo l’11% usa questi strumenti per lavoro. Il tempo medio trascorso sui social media dagli utenti italiani è leggermente in calo rispetto allo scorso anno. Il dato aggiornato riporta un tempo media di 1 ora e 51 minuti, mentre il tempo medio registrato lo scorso anno era di 1 ora e 53 (dato a sua volta in calo rispetto all’anno precedente). Il dato si spiega, forse, per il fatto che gli utenti adesso hanno a disposizione più piattaforme su cui suddividere il loro tempo a disposizione. Ma si parla sempre di circa due ore di media al giorno.

    E adesso vediamo quali sono queste piattaforme su cui gli italiani trascorrono circa 60 ore al mese.

    utenti social media piattaforme italia 2019

    Il grafico che vediamo ci mostra subito una novità rispetto allo scorso anno, e cioè che al secondo posto WhatsApp scalza addirittura Facebook. Stiamo parlando delle piattaforme più usate, non sorprende quindi questo dato. La piattaforma più usata dagli italiani resta, anche rispetto al dato dello scorso anno, sempre YouTube e dimostra pienamente il dato di cui parlavamo prima, cioè del fatto che il 92% degli italiani su internet guarda contenuti video.

    Un balzo in avanti lo fa registrate anche Instagram, e restiamo sempre nella grande famiglia Facebook, che rispetto allo scorso anno supera Messenger, 55% contro 54% in termini di utilizzo.

    Ma il salto più interessante, conoscendo bene la storia di questa piattaforma, lo fa registrare Twitter che in un solo anno, sempre in termini di utilizzo, si porta alle spalle di Messenger. Un dato incoraggiante questo per la piattaforma da 280 caratteri che nelle ultime settimane ha avviato un ampio processo di aggiornamenti, la maggior parte dei quali sono tuttora in fase di test per un pubblico ristretto. Vedremo poi il prossimo anno se queste innovazioni sulla piattaforma otterranno l’effetto sperato, cioè quello di aumentare la base utenti e anche in coinvolgimento sulla piattaforma.

    Alle spalle di Twitter troviamo LinkedIn che recupera terreno rispetto a Skype. Interessante il balzo in avanti di Pinterest che cresce in termini di utilizzo in un anno del 9%, un dato questo che è molto in linea con quanto rilevato di recente dall’Osservatorio dell’Agcom. Dietro resiste anche Snapchat che si piazza davanti a piattaforme che non erano menzionate lo scorso anno come WeChat, Twitch, Badoo, Reddit e Viber.

    Avrete certamente notato l’assenza di Google + che è ormai prossimo alla pensione, infatti la notizia è che dal prossimo 2 aprile di quest’anno la piattaforma non sarà più attiva.

    audience utenti social media italia 2019

    Qualche parola, in chiusura di questo nostro commento allo studio di We Are Social, e Hootsuite, Digital 2019, è dedicata a questa slide che non era presente lo scorso anno e che, siamo sicuri, interesserà molto i marketer che stanno leggendo questo post. Riguarda l’audience delle singole piattaforme più usate, un dato che torna utile a chi deve programmare delle campagne e studiare strategie social. Da un primo sguardo, come ovvio sono dati interessanti, all’interno dello studio trovate poi una panoramica molto più dettagliata che vi consigliamo di consultare e conservare. Come potete notare per Facebook e Instagram i dati che altre agenzie o enti hanno fornito corrispondono all’audience rilevata anche da questo studio, notate come la presenza maschile femminile sia quasi in parità sulle due piattaforme. Ci incuriosisce, invece, il dato relativo a Twitter che viene dato qui con una audience di 2,35 milioni di utenti, molto al di sotto di quanto rilevato di recente anche da Agcom che da una audience almeno quattro volte più ampia. E qui viene registrata una presenta maschile superiore a quella femminile, 68% contro il 32%, etichettando quindi Twitter come una piattaforma preferita dagli utenti uomini. Se questo è vero, non convince l’audience e non convince nemmeno la distribuzione tra maschi e femmine. Il grosso problema è che non vi è modo di stabilire, in questo caso, quali siano dati che possano avvicinarsi al dato reale, soprattutto perchè Twitter non ha mai fornito un dato relativo agli utenti registrati più dettagliato. Anche perchè l’advertising per Twitter risulta ancora un punto debole.

    Interessante, e molto, il dato relativo a LinkedIn con una audience di 12 milioni, dato il linea anche con quelli di Agcom, con una presenza maschile del 53% e femminile del 47%.

    Ecco, queste le nostre considerazioni su Digital 2019 che vi consigliamo di scaricare e consultare. E ci piacerebbe sapere cosa ne pensate, lasciate quindi un commento qui in basso oppure partecipate alle conversazioni sui nostri canali social.

  • Instagram Stories, sono 500 milioni gli utenti attivi al giorno

    Instagram Stories, sono 500 milioni gli utenti attivi al giorno

    Instagram Stories continua a crescere e, ad oggi, sono 500 milioni gli utenti che usano la modalità di contenuto effimera ogni giorno, la metà di Instagram. Il dato è in crescita dai 400 milioni del mese di giugno del 2018. E poi ci sono oltre 2 milioni di inserzionisti che sfruttano le Stories.

    Instagram Stories continua a crescere, la modalità di contenuto effimera, lanciata nel 2016, piace sempre di più agli utenti e, anche, agli inserzionisti. Dall’ultima trimestrale, secondo quanto dichiarato anche dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che detiene la proprietà di Instagram, gli utenti attivi al giorno che usano le Stories sono ad oggi 500 milioni, la metà degli utenti di Instagram. Quindi 1 utente su 2 della piattaforma usa la modalità di contenuto effimero. Ma altro dato molto interessante è che ci sono 2 milioni di inserzionisti che utilizzano le Stories come parte delle loro strategie. Un concetto che ha una sua logica, anche perchè lo steso Zuckerberg su questo ha puntato molto.

    Un dato che, se ci pensate, per il principio dell’ecosistema sempre molto care a Zuckerberg, torna anche utile a Facebook stessa sotto forma si Stories che potrebbero essere condivise anche sulla piattaforma madre. E’ il caso, forse, che le aziende comincino a considerare perchè gli utenti apprezzano e anche per il fatto che Facebook continua a mantenere questa modalità sempre molto aggiornata. E gli utenti apprezzano.

    instagram stories 500 milioni utenti giorno

    E’ chiaro, con questi dati, che Facebook con le Instagram Stories ha vinto la sua battaglia con Snapchat che vive adesso una fase di difficoltà, alla ricerca di un nuovo assetto, anche interno vista la fuga di manager chiave dalla società.

    Per completare il quadro dei contenuti effimeri, Instagram Stories è ormai la modalità più usata al giorno, lo abbiamo detto, con 500 milioni di utenti al giorno; seguono poi gli Status di WhatsApp con oltre 450 milioni di utenti; poi gli oltre 300 milioni di utenti delle Facebook Stories; e, infine, Snapchat, con poco oltre i 200 milioni di utenti.

    Leggi anche:

    Facebook cresce ancora, nonostante un anno turbolento

    Sempre restando sul tema delle Stories, Zuckerberg, rispondendo alle domande dopo la presentazione dei dati dell’ultima trimestrale, ha anticipato che si sta lavorando su nuove opzione di condivisione privata e che Instagram avrà nuove funzionalità in ottica di e-commerce e shopping.

    instagram stories 500 milioni

    Mark Zuckerber ha anticipato anche altre cose interessanti. E cioè: l’effimero e la crittografia saranno aggiunti ad altre funzionalità rivolte alla sicurezza e alla privacy; Messenger e WhatsApp saranno sempre più il cuore della messaggistica di Facebook e diventeranno sempre più nuove esperienze sociali; i pagamenti di WhatsApp si estenderanno presto in altri paesi, ma non ci sono dettagli da questo punto di vista; i gruppo saranno sempre più una parte importante di Facebook; Facebook Watch sarà sempre più mainstream; la realtà aumentata sarà sempre più potenziata e in primavera verrà lanciato Oculus Quest.

  • Facebook cresce ancora, nonostante un anno turbolento

    Facebook cresce ancora, nonostante un anno turbolento

    I dati dell’ultima trimestrale di Facebook ci dicono che l’azienda di Mark Zuckerberg è in salute. I ricavi fanno registrare un altro record a 16,9 miliardi di dollari, negli ultimi tre mesi dell’anno, e 55,8 miliardi nel 2018, con una crescita del 37%. Cresce anche la base utenti, ora 2,32 miliardi, in crescita del 9% in un anno. Tutto questo nonostante gli scandali legati alla privacy e alle fake news.

    In molto si aspettavano dei contraccolpi in relazione ai dati dell’ultima trimestrale di Facebook, quella relativa agli ultimi tre mesi del 2018, con un riepilogo di tutte le attività dello scorso anno. Eppure, nonostante lo scandalo Cambridge Analytica, nonostante il fenomeno delle fake news che ha tenuto banco anche tutto il 2018, gli investitori ancora credono in Facebook, e questo è un dato evidente. E anche gli utenti. Se si guardano i dati, è tutto più chiaro. Anche se adesso, come avrete certamente saputo, si accende un nuovo focolaio di polemiche legato all’app Facebook Research, per iOS e Android, che in pratica veniva utilizzata per sapere i dati degli utenti più giovani dietro il pagamento di 20 dollari. Apple si è affrettata ad eliminare subito l’app dal suo market, ma sembra che sia attiva ancora su Android (da una nostra verifica però non risulta).

    Dal punto di vista dei ricavi, Facebook fa registrare un altro record negli ultimi tre mesi del 2018 arrivando a realizzare 16,9 miliardi di dollari di ricavi, di cui 16,64 legati all’advertising, ovviamente il core business di tutta la piattaforma. E rispetto alla trimestrale precedente, il dato è in crescita di ben il 42%. Nel 2018 i ricavi sono stati 55,8 miliardi di dollari, in crescita del 37% rispetto all’anno precedente.

    facebook trimestrale 2018

    Gli utili realizzati da Facebook nell’ultima trimestrale ammontano a 6,88 miliardi, in crescita rispetto alla trimestrale precedente del 61%. E crescono quindi anche gli utili del 2018 arrivati ad essere 22,11 miliardi di dollari, in crescita, rispetto al 2017, del 39%. Sono numeri che battonno le attese degli analisti finanziari che in borsa producono un effetto molto positivo per il colosso di Menlo Park che arriva a chiudere con +4,3%, nel trending regolare, raggiungendo anche +11% nell’after hours.

    I ricavi dal mobile advertising per Facebook rappresentano il 93% sul totale, in crescita dell’89% rispetto allo stesso periodo del 2017.

    Insomma, sembra che gli scandali del 2018 non abbiano minimamente scalfito il business di Facebook che va a gonfie vele.

    E cresce anche la base utenti, nonostante nel 2018, come raccontato anche qui sul nostro blog, si sia registrato il fenomeno di un lento e costante allontanamento della base utenti più giovane con un avvicendamento e una crescita della base utenti più matura. Nel complesso, la base utenti mensile di Facebook cresce del 9% in un anno, arrivando ad essere 2,32 miliardi. E cresce anche la base utenti giornaliera, +9% in un anno, anche in questo caso, 1,52 miliardi di utenti.

    https://twitter.com/jacknicas/status/1090724077143248897

    Facebook cresce nonostante tutto e niente sembra deviare la sua strada. Neanche le notizie sempre più insistenti dell’esistenza sulla piattaforma di 116 milioni di account fake e di 255 milioni di account duplicati, come affermato via Twitter da Jack Nicas del New York Times.

  • WhatsApp e Messenger, sono 100 miliardi i messaggi inviati al giorno

    WhatsApp e Messenger, sono 100 miliardi i messaggi inviati al giorno

    Durante l’audizione alla Camera sul 5G e i Big Data, Laura Bononcini, Responsabile Relazioni Istituzionali per il Sud Europa di Facebook, ha dichiarato che ogni giorno su WhatsApp e Messenger, le due app di messaggistica di casa Facebook, vengono inviati qualcosa come 100 miliardi di messaggi.

    WhatsApp e Messenger sono le due app di messaggistica tra le più usate, anche in Italia. Anzi, WhatsApp, come ricordavamo qualche giorno fa, è stata l’app più scaricata della famiglia Facebook nel 2018. Sembrano cose ovvie, ma c’è un dato che ci mostra come davvero queste due app siano sempre più apprezzate, anche dagli utenti italiani, che mostrano una certa preferenza per l’app verde. L’elemento in più che scopriamo oggi è che dalle due app vengono inviati 100 miliardi messaggi al giorno, una enormità. Stiamo parlando di 4.167 messaggi all’ora. A dare questo dato è stata Laura Bononcini, Responsabile Relazioni Istituzionali per il Sud Europa di Facebook, in occasione dell’audizione alla Camera sul 5G e sulla gestione dei Big Data, a cui era convocata anche Google.

    whatsapp messenger 100 mila messaggi

    “Abbiamo visto un trend negli ultimi mesi legato al fatto che la messaggistica è sempre più usata e sempre più al centro delle piattaforme”, ha dichiarato la Bononcini, riferendosi alle indiscrezioni riportate nei giorni scorsi dal New York Times riguardo un’integrazione tra Facebook e le altre app di sua proprietà, cioè Instagram, WhatsApp e Messenger. “Stiamo riflettendo sullo scambio potenziale e l’interoperabilità e stiamo studiando la possibilità di estendere la crittografia di WhatsApp a Messenger”, ha sottolineato.

    Leggi anche:

    Facebook prevede l’integrazione tra Instagram, WhatsApp e Messenger

    E proprio riguardo all’integrazione tra le app, in special modo riguardo a Facebook e WhatsApp, Laura Bononcini ha detto che “su ordine dei Garanti Ue abbiamo interrotto gli scambi e le informazioni ai fini di advertising”. Ricorderete quante polemiche generò lo scambio di informazioni tra le due app a scopo pubblicitario.

    L’occasione dell’audizione di Facebook non poteva non toccare anche il tema delle elezioni europee. Come sappiamo, Facebook ha intenzione di dare una stretta sulle regole che riguardano le inserzioni politiche in campagna elettorale, tra l’altro proprio ieri a annunciato il lancio di una serie di strumenti entro la fine di marzo. “Tutti gli annunci elettorali saranno raccolti in un archivio pubblico dove verranno conservati per 7 anni e per coordinare le attività apriremo a breve a Dublino un centro operativo dedicato all’integrità delle elezioni”, ha spiegato. “Tutti coloro  che vorranno promuovere pubblicità sul social relative ad un partito, candidato, o ad un tema rilevante per la campagna elettorale dovranno essere sottoposti ad una procedura di autorizzazione e sugli annunci stessi verrà evidenziato da chi sono stati finanziati”.

    Laura Bononcini ha poi dichiarato che Facebook “userà l’intelligenza artificiale in ambito elettorale per rimuovere i profili falsi”, un elemento che ci are altrettanto importante.

  • Facebook prevede l’integrazione tra Instagram, WhatsApp e Messenger

    Facebook prevede l’integrazione tra Instagram, WhatsApp e Messenger

    Come riportato dal New York Times, Facebook starebbe lavorando su una struttura tecnica che porterebbe all’integrazione di tutte le piattaforme di Menlo Park, vale a dire: Instagram, WhatsApp e Messenger. Ma prima di questo, Facebook sta lavorando sull’implementazione della crittografia anche su Instagram e Messenger.

    Quello che in tanti credevano adesso comincia a concretizzarsi, e cioè che tutte le piattaforma del colosso di Menlo Park vengano integrate all’interno di un’unica struttura. In questo modo, un utente potrebbe avviare delle conversazioni con altri anche su piattaforme diverse. A svelare questa intenzione di Facebook è stato per primo il New York Times, citando delle fonti interne. In pratica, Facebook arriva a questa soluzione, più volte ventilata in questi anni, perchè il vero intento di Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, è quello di portare la crittografia end-to-end (E2E) su tutte le piattaforme. Quindi, il primo passo per arrivare ad una piena integrazione tra tutte le piattaforme è quello di renderle omogenee dal punto di vista della tecnologia, altrimenti ciò non sarebbe possibile. Il primo passo è quindi quello di portare la crittografia anche su Instagram e Messenger, tecnologia già presente su WhatsApp.

    Al momento si sa che ognuna delle piattaforme continuerà ad essere attiva in maniera autonoma, ma, una volta completata la crittografia, queste permetteranno agli utenti di conversare su più piattaforme. Quindi sarà possibile avviare una conversazione da Instagram verso Messenger, per esempio, in quanto quell’utente con cui si vuole conversare utilizza solo Messenger, appunto.

    integrazione whtasapp messenger instagram

    Vogliamo costruire esperienze di messaggistica sempre migliori; gli utenti vogliono che la messaggistica sia veloce, semplice, affidabile e privata“, ha dichiarato un portavoce di Facebook. “Stiamo lavorando per rendere i nostri prodotti di messaggistica crittografati end-to-end e stiamo valutando delle modalità per rendere più facile raggiungere amici e familiari attraverso le reti“.

    Se vi state chiedendo del perchè di questa integrazione, allora possiamo dirvi che la risposta è già molto semplice. L’intento di Facebook, da quando esiste, è sempre stato quello di riunire tutte le esperienze sotto un’unica piattaforma, per fare in modo che gli utenti siano sempre più coinvolti, avendo a portata di mano diverse possibilità e diversi servizi. E’ questa la logica che persegue Zuckerberg da sempre ormai e trova, dal punto di vista del colosso di Menlo Park, una motivazione ancora maggiore sapendo benissimo quanto gli utenti utilizzino i servizi di messaggistica istantanea. Pensiamo poi a quale potrebbe essere l’impatto di questa integrazione in termini di advertising, enorme.

    Dal punto di vista della tempistica, si sa che Zuckerberg vorrebbe portare a compimento l’integrazione delle piattaforme entro il 2019, essendo questa per il fondatore di Facebook una vera priorità.

  • Twitter adesso sembra un cantiere: migliora ancora l’interfaccia web

    Twitter adesso sembra un cantiere: migliora ancora l’interfaccia web

    Nel mese di settembre dello scorso anno, Twitter lanciò una versione web più aggiornata, l’idea è quella di renderla più simile a quella mobile per avere una sorta di omogeneità nella navigazione. E ieri sono state aggiunte altre piccole migliorie e la possibilità di avere il bottone per le emoji nel box di composizione del tweet. Però, tra tutte le novità annunciate di poteva procedere per gradi, altrimenti si genera confusione.

    Saranno almeno tre/quattro anni che chiediamo a Twitter di innovare la piattaforma per cercare di dare una ventata di novità utili per creare maggiore coinvolgimento, sperando che questo possa essere di aiuto per far crescere la base utenti. Ma passare dall’immobilismo puro, come quello che abbiamo visto negli ultimi anni, a volere rinnovare “tutto e subito” forse è un po’ troppo, anche perchè poi ci si mette la confusione di mezzo e non è mai una cosa buona. Andiamo per ordine con le ultime notizie.

    Come certamente ricorderete, Twitter a settembre dello scorso anno Twitter lanciò una versione web (quella da twitter.com) più aggiornata, con delle novità interessanti, anche dal punto di vista grafico, ma solo per pochi utenti. Nel corso di questi mesi, Twitter ha continuato a rilasciare la versione ad un numero sempre maggiore di utenti, ma non per tutti, continuando a migliorarla. A renderla ancora temporanea è il fatto che nella barra delle impostazioni resta sempre attivo il tasto per ritornare alla vecchia versione, ossia quella attuale.

    tweet versione web twitter

    Ieri dall’account ufficiale di Twitter sono state annunciate altre piccole novità, piccole migliorie, e la più importante, quella più evidente, che non compariva nella versione che aveva recensito appunto a settembre, è il bottone per le emoji che compare all’interno del box di composizione del tweet. Vi è anche un motore di ricerca delle emoji. Tra le novità che possiamo segnalare, che non compariva nella prima versione, è la possibilità di poter taggare gli utenti in un’immagine.

    Per tutte le novità che avevamo individuato vi invitiamo a leggere il nostro post, di cui trovate il link qui in basso:

    Twitter al lavoro su una nuova versione desktop, il test per pochi utenti

    E’ bene fare attenzione, proprio per evitare la confusione a cui facevamo riferimento prima, che non stiamo parlando della stessa versione di cui avevamo parlato qualche giorno fa, ossia di quella nuova versione di Twitter che sta prendendo forma in questi giorni con l’avvio di un test pubblico aperto ad un ristretto numero di utenti, i quali stanno testando delle funzionalità che potrebbero effettivamente rivelarsi utili.

    Ora, i primi ad essere felici che Twiter si stia muovendo nella giusta direzione simo noi e siamo sicuri tutti, o quasi, quelli che amano questa piattaforma. Ma forse sarebbe stato meglio procedere per gradi, senza avviare in contemporanea tutta una serie di novità che potrebbero, ripetiamo ancora una volta, portare solo confusione. Proprio quello di cui non vi è bisogno.

    https://twitter.com/Twitter/status/1087791357756956680?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1087791357756956680&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.engadget.com%2F2019%2F01%2F22%2Ftwitter-web-redesign-rolls-out%2F

    In ogni caso, visto che siete in tanti a chiederlo, ribadiamo, tra l’altro lo ha dichiarato proprio qualche giorno fa l’artefice di questo nuovo corso di innovazione della piattaforma, Sara Haider, responsabile di prodotto, del modifica tweet non vi è traccia tra tutte queste novità annunciate. Eppure questa è la funzionalità che quasi tutti gli utenti chiedono ormai a gran voce. Vedremo se prima po poi la adotteranno.

    E voi, diteci, siete tra gli utenti a cui è stata resa disponibile la nuova versione web? Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Social Media in Italia: Facebook sempre più leader, crescono Instagram e LinkedIn

    Social Media in Italia: Facebook sempre più leader, crescono Instagram e LinkedIn

    Facebook è sempre più leader tra i social media più seguiti dagli italiani con 35,7 milioni di utenti. E’ quanto rilevano i dati contenuti nel nuovo rapporto dell’Osservatorio delle Comunicazioni Agcom. Crescono anche Instagram con 22,3 milioni di utenti e LinkedIn con 15,3 milioni di utenti.

    I dati del nuovo report dell’Osservatorio delle Comunicazioni di Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ci danno una panoramica interessante rispetto a quello che riguardano internet e i social media in Italia. Se dai dati dell’ultimo rapporto avevamo notato, che accanto a Facebook, l’altra piattaforma molto amata dagli italiani era Instagram, da questi nuovi dati, relativi al mese di settembre dello scorso anno, troviamo sempre Facebook leader incontrastato, ma crescono quasi tutte le altre piattaforme, ad eccezione di Google +, ormai destinato alla chiusura in questo anno. Pinterest, invece, prosegue con il suo buon momento anche in Italia e sorpassa anche Twitter che, nonostante tutto, mostra qualche segnale di crescita anche in Italia.

    Prima di passare a vedere qualche dato in dettaglio sui social media più frequentati e seguiti in Italia, è utile sottolineare il dato relativo agli italiani che navigano in rete. Ebbene, Agcom rileva che a settembre gli italiani online sono stati 42,7 milioni per un totale di 70 ore di navigazione al mese per persona, quindi oltre 2 ore al giorno. Un fato molto interessante che trova riscontro con quanto rilevato da Audiweb, infatti gli ultimi dati relativi al mese di novembre dicono che gli italiani online sono stati 42,6 milioni con una penetrazione internet in Italia del 71,3%. Un dato molto interessante quest’ultimo, certo siamo lontani ancora da quanto viene rilevato dagli altri paesi europei tutti oltre l’80%, per non parlare dei paesi del nord Europa che viaggiamo ben oltre il 90%, però sono indice del fatto che qualcosa, negli ultimi tre/quattro anni, si muove anche nel nostro paese.

    social media italia 2018 franzrusso.it

    I social media in Italia, Facebook leader incontrastato

    Passiamo adesso a vedere insieme qualche dettaglio relativo a quelli che sono i social media più frequentati dagli italiani, sono dati molto interessanti che testimoniano, a fronte di una crescita degli italiani che navigano in Internet, una crescita che si registra più o meno su tutte le piattaforme.

    Come detto in apertura del post, Facebook resta leader tra i social media più frequentati dagli utenti italiani, nonostante tutto quello che è successo nel 2018 con lo scandalo Cambridge Analytica, con il fenomeno delle fake news e con un lento ma continuo abbandono da parte degli utenti più giovani, rimpiazzati dagli utenti più maturi. Il social network di Mark Zuckerberg in Italia fa registrare 35,7 milioni di utenti. Avevamo lasciato l piattaforma a marzo 2018 con 27,1 milioni di utenti e in sei mesi cresce del 32%, non male per una piattaforma in difficoltà.

    agcom social media italia settembre 2018

    Instagram è la piattaforma che cresce di più in Italia, bene anche LinkedIn

    A seguire, l’altra piattaforma che piace molto agli italiani, e cioè Instagram che fa registrare 22,3 milioni di utenti a settembre 2018. Anche la piattaforma di casa Facebook cresce nel nostro paese e, se notate dal grafico, cresce seguendo l’onda di Facebook. Infatti, Instagram in sei mesi cresce del 50% ed è la piattaforma che cresce più di tutte.

    Buona anche la performance di LinkedIn in Italia, piattaforma oggi di proprietà di Microsoft che sta assumendo sempre più le caratteristiche dei social media, rispetto alla classica etichetta di “social business network” . La piattaforma, oggi tra le più longeve rispetto a quelle in uso, essendo stata lanciata nel 2003, conta in Italia 15,3 milioni di utenti con una crescita nei sei mesi tra marzo e settembre 2018 del 39%.

    Cresce Pinterest che sorpassa anche Twitter

    Degno di nota è di nuovo Pinterest, la piattaforma di content curation che oggi sembra essere diventata un’isola presso cui rifugiarsi per difendersi da contenuti d’odio, bot e fake news. La piattaforma di Ben Silbermann, che nel frattempo nel 2018 ha raggiunto il traguardo globale dei 250 milioni di utenti, in Italia cresce ancora e arriva a contare 9 milioni di utenti a settembre 2018, dai 6.1 milioni di marzo dello stesso anno, con una crescita del 47%. Quindi seconda solo a Instagram, come tasso di crescita nei sei mesi.

    E non è tutto, perchè con questa performance Pinterest sorpassa Twitter a settembre 2018 conta 8,6 milioni di utenti con una crescita del 9%. Twitter, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, sta provando a cambiare introducendo qualche nuova funzionalità che in questi giorni vengono testate da un ristretto gruppo di utenti, vedremo come e se queste novità potranno avere impatto sulla crescita degli utenti anche nel nostro paese.

    Fatto salvo il fatto che nonostante i suoi problemi Tumblr continui a guadagnare terreno in Italia con 2,8 milioni di utenti in Italia, si comincia a delineare il lento declino di Google + che quest’anno verrà definitivamente chiuso. Snapchat che in Italia non ha ottenuto il successo che riesce ad ottenere in Francia o in Germania, tanto per citare due paesi europei in cui è forte, cresce anche se di poco, passando adesso a 1,8 milioni di utenti.

    Ecco, questo un po’ la situazione dei social media in Italia con gli ultimi dati aggiornati.

    E voi cosa ne pensate?

  • WhatsApp è l’app più popolare della famiglia Facebook nel 2018

    WhatsApp è l’app più popolare della famiglia Facebook nel 2018

    App Annie ha rilasciato il suo report “The State of Mobile 2019” dal quale, oltre d altre interessanti informazioni, si evince che WhatsApp è l’app più popolare della famiglia Facebook, nel 2018. L’app di messaggistica istantanea per la prima volta, dal mese di settembre dello scorso anno, è stata l’app che ha fatto registrare il numero più alto di utenti attivi. Risulta prima in tanti paesi, meno che negli Usa.

    Questo è quel periodo dell’anno dove si fa un po’ il punto della situazione, proseguendo quello che inizia dalla fine dell’anno precedente, dove si attendono un po’ di dati per provare a fare qualche considerazione in più e anche qualche previsione, quando riesce. E uno dei report più attesi, per quello che riguardano il mondo mobile è quello di App Annie, società di analisi dei dati mobile, che con “The State of Mobile 2019” fa un completo resoconto di come è stato il 2018.

    Per quello che è il nostro raggio di interesse, specialmente tenendo in considerazione i social media, il report evidenzia proprio che nel 2018 la metà del tempo trascorso sulle app ha riguardato proprio quelle della categoria “Social and Communication. Va comunque considerato che, nonostante la crescita dell’interesse verso i social media nel 2018, nello stesso anno il tempo trascorso sulle app delle relative piattaforme è leggermente in calo, segno che l’interesse degli utenti sulle app va sempre più differenziandosi.

    whatsapp 2018

    Ovviamente bisogna registrare le grandi performance di app come Instagram, Tik Tok e Snapchat che sul video, contenuto ormai principe sul mobile, nel 2018 hanno puntato molto. Ma se dovessimo indicare qual è stata l’applicazione regina dell’anno passato, allora questa non può che essere WhatsApp.

    L’app, oggi di proprietà di Facebook che acquisì nel 2014 per 19 miliardi di dollari, ha superato l’app della piattaforma di Mark Zuckerberg per numero di utenti attivi dal settembre del 2018, dato confermato anche da SensorTower (prima immagine). Per essere più chiari, l’app di Facebook risulta con il maggior numero di utenti attivi nell’anno, ma WhatsApp la supera in tanti paesi come India, Indonesia, UK, Turchia, Svizzera, Spagna, Singapore, Russia, Paesi Bassi, Messico, Malesia, Hong Kong, Germania, Finlandia e Brasile. Potremmo aggiungere anche l’Italia, solo che il report di App Annie non considera il nostro paese, ma da quello che abbiamo raccontato sul nostro blog durante l’anno è molto probabile che sia così. Da notare, come curiosità che, nonostante tutto, WhatsApp fatica in casa propria, negli Usa, dove Facebook e Messenger, l’altra app di Menlo Park, la fanno da padrone.

    facebook whatsapp sensortower 2018

    whatsapp facebook app annie 2018

    Il successo di WhatsApp è quindi spiegato dal fatto che l’app, per la sua caratteristica di gratuità, è riuscita a rompere uno schema comunicativo, imponendosi come mezzo di comunicazione alternativo e predominante proprio per il fatto di essere gratis. Una caratteristica che è stata peculiare e lo sarà ancora, resta da vedere quando la pubblicità entrerà nell’app, anche questa era una caratteristica dell’applicazione che presto verrà superata. WhatsApp è poi molto popolare nei paesi emergenti, visto l’alto costo che comporta avere un dispositivo mobile in qui paesi. L’app, proprio perchè gratuita è più usata prendendo il posto dei tradizionali SMS che oggi non fanno neanche più parte del pacchetto che propongono gli operatori telefonici di quei paesi.

    Resta però ancora da capire quanti siano gli utenti effettivi di WhatsApp, perchè da quel 1,5 miliardi di utenti reso pubblico un anno fa, non si è più conosciuto un dato aggiornato, vedremo se qualche nuovo dato sarà rivelato alla fine di questo mese quando Facebook rivelerà i dati dell’ultimo trimestre del 2018.