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  • Social Media, alcuni consigli (speriamo graditi) per affrontare il 2019

    Social Media, alcuni consigli (speriamo graditi) per affrontare il 2019

    I Social Media sono ormai strumenti fondamentali per comunicare oggi e di questo ormai ne siamo tutti, più o meno convinti. Ma ci sono alcune considerazioni da fare e alcuni consigli da valutare per usarli al meglio in questo 2019, anche per evitare di commettere sempre gli stessi errori. E speriamo che questi consigli siano graditi.

    Il 2019 sarà l’anno dei Social Media. No, questa la si diceva già nel 2012, quando, da circa un anno, si era unito anche Google + nel panorama degli strumenti digitali da utilizzare, e abbiamo visto tutti come è finita, anzi, come finirà. Questa vuole essere solo una considerazione ad ampio raggio, chiamiamoli anche “consigli“, speriamo graditi, ma che potranno tornare utili per affrontare questo nuovo anno appena iniziato evitando di ripetere gli stessi errori. Sono alcuni consigli rivolti a chi usa questi strumenti per comunicare, quindi professionisti e aziende, ma valgono anche in generale. E sono anche considerazioni sul fatto che ormai i Social Media stanno avviandosi verso una sorta di “maturazione”, anche se una vera e propria maturazione non è stata ancora raggiunta. Nonostante l’emergere, negli ultimi due anni soprattutto, dei contenuti effimeri, è vero anche che si va sempre più verso una modalità di contenuto che vira verso la narrazione (leggi “storytelling”) e verso più qualità e meno quantità, quindi, razionalizzazione e ottimizzazione degli sforzi, più contenuti emozionali, che è quello che chiedono gli utenti.

    Le piattaforme devono recuperare la fiducia degli utenti

    Partiamo però da un primo punto, le piattaforme, quindi Facebook (prima di tutte), Twitter, LinkedIn, Instagram, nel 2019 devono lavorare per riconquistare la fiducia degli utenti. Il 2018 è stato l’anno delle continue violazioni della privacy, lo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto Facebook ha segnato tutti. Ma non è solo un tema legato solo alla piattaforma di Mark Zuckerberg, certo è la più grande e la più usata, ma quel senso di insicurezza e di sfiducia ha via via influenzato anche le altre piattaforme. Quello che devono fare le aziende e i professionisti è quindi usare una comunicazione quanto più orientata ad una maggiore consapevolezza verso questi temi e, ovviamente, attendersi che anche le piattaforme facciano la loro parte.

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    Quando comunicazione fa rima con narrazione

    I Social Media ha dimostrato in questi ultimi tre/quattro anni di essere strumenti adatti per “narrare”, raccontare storie, coinvolgere, emozionare, tutti sinonimi di narrazione che trovano casa comune in un termine che va sotto il nome di “storytelling“. Definizione fin troppo abusata, certo, ma nel 2019 sentiremo parlare forse più del suo senso che non del termine stesso. Si è giunti quindi al momento in cui le aziende devono trovare il modo di sapersi raccontare, aprirsi verso il proprio pubblico coinvolgendoli con quello che è già in loro possesso, ossia la loro storia fatta di fatica, soddisfazioni, emozioni. Meglio quindi orientarsi verso una narrazione più personale, più umana, fatta di tante storie in cui lo stesso utente ha la possibilità di riconoscersi, creando quella bella empatia che è sempre difficile da creare.

    Di conseguenza, è opportuno concentrarsi sulla narrazione della propria azienda, del proprio marchio attraverso i Social Media. Badate, tutte le aziende hanno una storia da raccontare, bisogna “solo” (si fa per dire) trovare la modalità giusta e la piattaforma adatta, bisogna lavorare sulla community che si è creata in questi anni e comprendere come veicolare al meglio questo tipo di contenuti. E’ un lavoro duro, ma, per “emergere” dal frastuono dei contenuti che ogni giorno viene condiviso sui social media, è meglio dedicarsi in questo 2019 su una modalità che è più stimolante per il proprio pubblico.

    Ecco le novità tech e digital che vedremo nel 2019

    Nel 2019 la qualità supererà la quantità

    E’ forse giunto il tempo di rendersi conto che la quantità non può essere più la sola motivazione per condividere contenuti, una modalità che spesso si traduce in una comunicazione poco appagante e ridondante, senza capacità di coinvolgimento. Allora, meglio lavorare su contenuti di qualità. E vi starete chiedendo, “ma dove la vado a prendere questa qualità?”. Semplice, iniziamo a usare più creatività per i nostri contenuti, iniziamo a creare contenuti che sappiano davvero ispirare e coinvolgere. La creatività è la chiave per riuscire a creare una comunicazione di qualità ed efficace, solo che ha bisogno di impegno, ecco perchè spesso manca. Ci si è ormai assuefatti ad una comunicazione ormai standardizzata, sempre uguale, sempre con quel sapore del “già visto da qualche parte”. Allora, meglio osare più creatività che omologarsi ad una comunicazione che non coinvolge.

    Gli influencer saranno sempre più coinvolti

    Il 2019 sarà l’anno in cui il fenomeno degli influencer e dell’influencer marketing sarà sempre più fondamentale. Già si è scritto tanto su questo tema e, in tempi non sospetti, qui sul nostro blog, era più o meno il 2012, avevamo già parlato di “micro influencer” che sembra essere oggi il trend del momento. In realtà, il tema dell’influencer marketing nel 2019 sarà più maturo e sarà sempre più usato perchè le aziende cominciano a comprendere, non solo la sua efficacia, ma soprattutto il suo aspetto non diretto, quello che spesso non è stato facilmente compreso. Nel senso che le aziende quando decidevano di abbracciare una strategia di influencer marketing “forzavano” sempre la mano verso un legame e una comunicazione sempre più diretta. Invece non deve essere così. L’influencer marketing differisce dalle altre forme di marketing proprio per questa caratteristica. Nel 2019 vedremo quindi maggiore consapevolezza da questo punto di vista ed influencer sempre più efficaci.

    Scegliere le piattaforme giuste

    Ad alcuni sembrerà banale, qualcosa di scontato, ma in realtà non è proprio così. Il 2019 è l’anno della narrazione sui social media, di una comunicazione più creativa, originale, di qualità, come abbiamo già detto. Di conseguenza, le aziende e i professionisti devono lavorare sulla scelta delle piattaforme più adatte. Il che significa, conoscerle bene, conoscere gli utenti che le frequentano e da lì considerare le stesse in virtù della propria azienda, quindi del proprio marchio, della propria comunicazione. Significa quindi prestare più attenzione alla conoscenza delle piattaforme e decidere di parlare a pubblici sempre più segmentati, sempre più specifici per esprimere una comunicazione sempre più mirata. E’ il momento di rendersi conto che è finito il tempo in cui valeva dire di essere su “ogni piattaforma”. No, in virtù di quello che abbiamo fin qui detto, è arrivato il momento di essere più specifici, più diretti verso il proprio pubblico.

    Ma attenzione, questo pubblico è sempre più preparato. Allora, meglio lavorare su piattaforme che possono aiutare a veicolare meglio questo tipo di comunicazione, facendoci aiutare da una forte dose di creatività che darà vita ad una comunicazione più originale, personale e coinvolgente.

  • Ecco le novità tech e digital che vedremo nel 2019

    Ecco le novità tech e digital che vedremo nel 2019

    L’anno che è appena iniziato si prospetta ricco di novità tech e digital, a cominciare dal 5G che sarà disponibile per tutti. Ma c’è attesa anche su Facebook in relazione alle sentenze in seguito alle audizioni dello scorso anno; c’è attesa per nuovi progetti in streaming come Disney+; e c’è attesa anche per lo smartphone pieghevole. Insomma, ce ne saranno delle belle, scopriamole insieme.

    Il 2019, l’anno che è appena iniziato, sarà un anno molto tech e digital. Come molti di voi già sapranno, specie se appassionati del genere, il 2019 è l’anno in cui è ambientato Blade Runner, il capolavoro di Ridley Scott del 1982, in cui si vedevano alcune tecnologie che oggi sono davvero realtà. Basti pensare ai cartelloni pubblicitari digitali, alle machine controllabili attraverso la voce, alle videochiamate. L’anno appena iniziato si prospetta quindi un anno molto interessante da questo punto di vista e ci sembrava quindi giusto partire da questo elencando, grazie al Wall Street Journal, tutte le novità che ci attenderanno nei prossimi 12 mesi.

    La privacy su Facebook

    Il 2018 è stato per Facebook e Mark Zuckerberg un anno orribile, al punto che lo stesso fondatore del colosso di Menlo Park ha scritto i un post, a fine anno, che l’azienda ha “cambiato il suo DNA” e che, comunque, ci vorranno anni prima di rimediare ai gravi errori come fake news e Cambridge Analytica, per intenderci. Il 2019 sarà per Facebook cruciale per il fatto che sono attese le sentenze in seguito alle audizioni presso il Congresso americano e la Commissione Europea. Da qui potranno anche scaturire multe salate per Zuckerberg che deve affrontare un lento e progressivo abbandono della piattaforma da parte degli utenti più giovani.

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    Nuovo software per iPhone

    C’è molta attesa per il nuovo lifting dell’iPhone che dovrebbe cambiare radicalmente rispetto alla versione del software attuale, fermo ormai da 12 anni con la “home” centrale. Un format che è stato poi ripreso anche da Android. Nel 2019 potrebbe arrivare un aggiornamento che potrebbe riportare iPhone ai fasti iniziali, sarà quindi interessante vedere anche come si muoverà la concorrenza.

    Il 5G si diffonderà su larga scala

    Nei giorni scorsi Vodafone Italia ha annunciato ormai l’avvio a Milano del 5G per l’80% dei milanesi, diventando capitale europea della connessione veloce. Ma il 5G si estenderà presto in altre città italiane e in tutti i paesi del mondo, al punto che molti produttori di dispositivi mobili stanno realizzando modelli compatibili. Il 5G sarà la vera rivoluzione del 2019.

    Harry Potter in realtà aumentata

    Niantic, società che oggi vale 4 miliardi di dollari e che ha lanciato il gioco in realtà aumentata Pokemo Go, sarebbe ormai pronta al lancio di “Harry Potter: Wizards Unite“, il gioco in realtà aumentata ispirato al famoso maghetto creato da J. K. Rowling che potrebbe addirittura superare il successo di Pokemon Go, e diventare quindi la nuova mania dell’anno.

    Il modello Amazon Go si estenderà ancora

    Amazon Go, il punto vendita fisico del colosso Amazon senza cassiere, sarà lanciato anche in altre città, sicuro New York e si parla anche di una apertura anche a Londra. Ma nel 2019 vedremo questo modello estendersi ancora di più. Microsoft ha già fatto sapere di essere all’opera su l’attuazione di un modello analogo che potrebbe vedere la luce già nel 2019. Ma altri sono pronti a fare lo stesso.

    Auto a guida autonoma

    Tra le novità tech attese nel 2019 non può non esserci l’auto a guida autonoma, che proprio novità non è. Ma in questo nuovo anno vedremo il diffondersi di auto senza guidatore impiegate nella consegna di prodotti anche freschi. C’è attesa anche di prossimi modelli che verranno lanciati al CES di Las Vegas nei prossimi giorni.

    Nuovi progetti in streaming

    Il 2019 sarà certamente anche l’anno della concorrenza a Netflix che dovrà affrontare un anno in cui verranno lanciati nuovi progetti streaming. Uno su tutti è Disney+, il servizio streaming del colosso dell’intrattenimento, con un’offerta che spazierà dalla Marvel a Star Wars, fino alla Pixar. Insomma, per Netflix si tratterà di un nuovo concorrente non facile.

    L’Intelligenza Artificiale fuori dalle nuvole

    Il 2019 sarà certamente anche l’anno dell’Intelligenza Artificiale, nel senso di nuovi sviluppi. E infatti, parlare di Intelligenza Artificiale fuori dalle nuvole sarà una novità molto interessante. Come sappiamo, ogni volta che diamo un’ordine ad Alexa o a Google Home, la nostra voce è registrata e inviata ad un servizio cloud. Ora, per ovvi problemi di privacy, il prossimo passo sarà di “trattenere” tutto al livello del proprio dispositivo: si potranno avere consigli dall’assistente vocale, ad esempio, anche con il telefono in modalità aeroplano.

    Fortnite cambierà il mondo gaming

    Fortnite sarà ricordato sicuramente come il fenomeno gaming del 2018. Ma l’incredibile successo del videogioco ad oggi più popolare al mondo cambierà il mercato inevitabilmente, introducendo con il concetto di videogame sempre più social network. Nel 2019 non mancherà quindi il lancio di giochi simili.

    La salute a portata di smart watch

    Il settore health, quello della salute, sarà sempre di più, nel 2019, nel mirino dei grandi colossi tech che già nel 2018 hanno puntato decisamente a questo settore, basti pensare solo al nuovo modello di Apple Watch. Saranno quindi molti i dispositivi che lanceranno nuovi software per dispositivi indossabili che gestiranno una mole crescente di dati personali. E questa sarà la vera sfida, staremo a vedere.

    Lo smartphone pieghevole da portare in tasca

    Il 2018 ha visto una leggera contrazione del mercato degli smartphone e anche un rialzo dei prezzi. Il 2019 dovrà essere un nuovo anno id svolta che ormai sembra prefigurare lo smartphone tascabile. Il fatto che negli anni siano cresciuti di dimensioni da un lato ha aumentato le loro performance, a ma dall’altro ha creato un problema “di spazio”. Potrebbe arrivare la soluzione a questa dicotomia con i primi telefoni pieghevoli, all’inizio forse un prodotto di nicchia per gli amanti della fantascienza, ma poi progressivamente alla portata di tutte le tasche. Samsung è ormai pronta al lancio del 2019.

    Ecco queste saranno le novità tech e digital che ci attenderanno nel 2019, ovviamente vi racconteremo anche gli sviluppi qui sul nostro blog e continuare a seguirci.

  • Messenger si prepara per le feste, arrivano Boomerang e altre funzionalità

    Messenger si prepara per le feste, arrivano Boomerang e altre funzionalità

    Messenger si prepara per le feste e aggiunge nuove funzionalità che prende in prestito anche da Instagram. Viene introdotta Boomerang, la funzionalità video loop nata su Instagram; la modalità Selfie, funzionalità per la fotocamera che mette più in risalto il soggetto; nuovi filtri per le vacanze e stickers in realtà aumentata.

    Messenger si sta preparando le prossime feste natalizie e lo fa annunciando oggi nuove funzionalità che in parte mutua dall’altra app di casa Facebook come è Instagram. E siccome l’app di messaggistica, o meglio di utilità (la messaggistica in casa Facebook è prerogativa di WhatsApp), vuole comunque far sentire la sua voce, ecco che aggiunge nuove funzionalità con l’obiettivo di coinvolgere meglio l’utente.

    Il layout dell’app della fotocamera risulta leggermente rinnovato. E così, nella inferiore sono messe in evidenza proprio le novità che adesso vi presenteremo. Da Instagram arriva Boomerang, la funzionalità nativa dell’app di condivisione di immagini che realizza dei video loop, sempre molto efficaci a seconda delle circostanze. Tra le novità troviamo la modalità Selfie, una funzionalità che nel momento in cui viene attivata provvede a sfumare subito il contesto dell’inquadratura provvedendo a mettere in evidenza il soggetto. Diciamo che sono queste le due novità più interessanti di questo aggiornamento.

    facebook messenger boomerang selfie

    Infatti, l’aggiunta di nuovi filtri natalizi era normale attenderselo, così come era normale attendersi anche l’aggiunta di adesivi di realtà aumentata, elementi questi presenti in casa Facebook da un po’. Gli adesivi in realtà aumentata possono essere anche inviati via chat.

    Insomma, Facebook con queste nuove funzionalità non vuole lasciare indietro Messenger che, ricordiamolo, secondo gli ultimi dati disponibili, ha 1,3 miliardi di utenti, un numero superiore a quelli di Instagram che resta, al momento, il vero fenomeno della famiglia riunita di Mark Zuckerberg.

    facebook messenger funzionalità boomerang selfie

    Se vi state chiedendo, giustamente, quando saranno disponibili queste funzionalità, allora, sempre da quanto lascia trapelare Facebook, le novità sono già disponibili da oggi per tutti gli utenti. Ovviamente, come spesso succede, sono novità che vengono rilasciate in propagazione, è quindi normale che ci sia chi le abbai disponibili da subito e chi invece deve aspettare qualche giorno. Ma tranquilli, arriveranno per tutti.

  • Ecco i trends del 2018 su Instagram: l’amore trionfa

    Ecco i trends del 2018 su Instagram: l’amore trionfa

    Per Instagram il 2018 è stato un anno fondamentale, soprattutto per quanto riguarda gli equilibri interni. Ma la piattaforma, la seconda preferita dagli italiani, dopo Facebook, pubblica il suo resoconto sul 2018. E scopriamo che #metoo è l’hashtag più usato a sostegno di una causa; l’emoji del cuoricino è stato usato 14 miliardi di volte nei commenti. Heart, la GIF di Arata è stata la più usata, mentre “Heart eyes” è stato il filtro facciale più usato nelle Stories.

    Il 2018 per Instagram è stato un anno fondamentale, fatto di grandi cambiamenti che stanno avendo inevitabili effetti sulla piattaforma. Basti pensare solo all’addio dei due co-fondatori della piattaforma, Kevin Systrom e Mike Krieger, avvenuto a fine settembre. Un passaggio che ha finito per chiarire quello che tanti immaginavano, e cioè dei forti attriti tra il modo di guidare l’azienda da parte di coloro che l’avevano creata e la nuova proprietà, Facebook.

    Ma Instagram, con una base utenti di oltre 1 miliardo di utenti, di cui 19 milioni in Italia, resta comunque una piattaforma capace di segnare nuovi trends. Ed è per questo che ha pubblicato una serie di dati che ci raccontano come sono andati questi 12 mesi del 2018. Vediamoli insieme.

    Si può tranquillamente dire che il 2018 è stato per Instagram l’anno dell’amore che compare diverse volte nei trends dei 2018. Il cuoricino, quello che tutti usano spesso tra i commenti, è stato usato 14 miliardi di volte durante l’anno, proprio tra i commenti. Restando sempre in tema amore, la GIF più usata è stata “Heart” di Arata, che solo su Giphy ha ottenuto quasi 140 milioni di visualizzazioni. Il filtro facciale più usato su Instagram nelle Stories, manco a farlo apposta, è proprio “Heart”.

    La faccina che ride è stata più usata associata al Disneyland di Tokyo.

    E poi, parlando proprio di tendenze, la community emergente dell’anno su Instagram è quella AMSR, Autonomous Sensory Meridian Response, in italiano “Risposta autonoma del meridiano sensoriale“. Una tendenza che non ha connotati scientifici, tutti da dimostrare, che consiste, in sintesi, nella sensazione di rilassamento indotta da un video anti-stress.

    #Fortnite, ad indicare fenomeno gaming del momento, è l’hashtag relativo ad una community che cresce di più durante l’anno. A fine novembre la community globale contava già oltre 200 milioni di utenti.

    La community di fan dei BTS #btsarmy è quella che ha caratterizzato di più l’anno dal punto di vista delle community fandom, quelle che condividono interessi o hobby. Da questo punto di vista Instagram si presta molto.

    Anche la più grande sfida di ballo virale dell’anno è nata su Instagram, con #inmyfeelingschallenge che ha coinvolto tutti da @theshiggyshow a @willsmith, che si è classificato al primo posto.

    Ma Instagram, nel 2018, è stata usata per far sentire la propria voce, una modalità che incontra un grande seguito. Ed è per questo che #metoo è l’hashtag più usato tra quelli dedicati a sostegno di una causa. E quindi #metoo (1,5 milioni), #timesup (597 mila), #marchforourlives (562 mila).

    Questa tutti i dati:

    • Il filtro facciale più usato in Instagram Stories: Heart eyes
    • L’adesivo Giphy più usato su Instagram Stories: Heart by Arata
    • ❤️ è stato utilizzato nei commenti 14 miliardi di volte
    • Località più felice del mondo (il più alto utilizzo di 🙂 nella descrizione): Disneyland Tokyo
    • Community emergente: ASMR
    • Hashtag legato a community più in crescita: #fortnite
    • Top Fandom Community: BTS (#btsarmy)
    • Top Dance Movement: #inmyfeelingschallenge
    • Hashtag più usati per le cause: #metoo (1,5 milioni), #timesup (597K), #marchforourvive (562K)

    instagram anno 2018

  • L’Antitrust multa Facebook per 10 milioni di euro: ha violato il Codice del Consumo

    L’Antitrust multa Facebook per 10 milioni di euro: ha violato il Codice del Consumo

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria contro Facebook avviata un mese fa, il risultato è una multa di 10 milioni di euro per aver violato il Codice del Consumo. In pratica, l’Antitrust contesta alla società di Mark Zuckerberg di aver usato i dati degli utenti per scopi commerciali senza dichiararlo chiaramente.

    Pesante multa da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ai danni di Facebook: 10 milioni di euro. E’ questo l’esito della chiusura dell’istruttoria che l’Autorità aveva avviato un mese fa nei confronti di Facebook Ireland Ltd. e della sua controllante Facebook Inc. per presunte violazioni del Codice del Consumo. La multa è comminata alle due società e il valore è complessivo.

    Nella nota diffusa dall’Autorità si legge che è stato accertato che Facebook, in violazione degli artt. 21 e 22 del Codice del Consumo, induce ingannevolmente gli utenti consumatori a registrarsi nella piattaforma Facebook, non informandoli adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti, e, più in generale, delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio di social network, enfatizzandone la sola gratuità; in tal modo, gli utenti consumatori hanno assunto una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso (registrazione al social network e permanenza nel medesimo). Le informazioni fornite risultano, infatti, generiche e incomplete senza adeguatamente distinguere tra l’utilizzo dei dati necessario per la personalizzazione del servizio (con l’obiettivo di facilitare la socializzazione con altri utenti “consumatori”) e l’utilizzo dei dati per realizzare campagne pubblicitarie mirate.

    antitrust facebook multa 10-milioni

    L’Autorità ha inoltre accertato che Facebook, in violazione degli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo, attua una pratica aggressiva in quanto esercita un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali subiscono, senza espresso e preventivo consenso – quindi in modo inconsapevole e automatico- la trasmissione dei propri dati da Facebook a siti web/app di terzi, e viceversa, per finalità commerciali. L’indebito condizionamento deriva dall’applicazione di un meccanismo di preselezione del più ampio consenso alla condivisione di dati. La decisione dell’utente di limitare il proprio consenso comporta, infatti, la prospettazione di rilevanti limitazioni alla fruibilità del social network e dei siti web/app di terzi; ciò condiziona gli utenti a mantenere la scelta pre-impostata da Facebook.

    Nello specifico, Facebook, attraverso la pre-selezione della funzione “Piattaforma attiva”, preimposta l’abilitazione ad accedere a siti web e app esterni con il proprio account Facebook, predisponendo la trasmissione dei dati dell’utente ai singoli siti web/app, in assenza di un consenso espresso da parte dello stesso. Facebook reitera, poi, il meccanismo della pre-selezione in opt out, rispetto ai dati che vengono condivisi, nella fase in cui l’utente accede con il proprio account Facebook a ciascun sito web/app di terzi, inclusi i giochi. L’utente può, infatti, anche in questo caso, solo deselezionare la pre-impostazione sui dati operata da Facebook, senza poter attuare in ordine agli stessi una scelta attiva, libera e consapevole .

    In considerazione dei rilevanti effetti della pratica sui consumatori, l’Autorità ha altresì imposto al professionista, ai sensi dell’art. 27, comma 8, del Codice del Consumo, l’obbligo di pubblicare una dichiarazione rettificativa sul sito internet e sull’App per informare i consumatori.

    E Facebook ha risposto:

    Stiamo esaminando la decisione e speriamo di poter lavorare con loro per fare chiarezza in merito a quanto contestato – commenta un portavoce di Facebook -. Quest’anno abbiamo reso più chiare le nostre Condizioni d’uso e le nostre normative, in modo da aiutare le persone a capire meglio come utilizziamo i dati e come funziona il nostro business. Abbiamo anche reso le nostre impostazioni sulla privacy più facili da trovare e utilizzare e lavoriamo costantemente per migliorarle. Le persone hanno il possesso e il controllo delle loro informazioni personali su Facebook“.

    Non è la prima volta che l’Antitrust italiana multa Facebook, lo aveva già fatto nel 2017 quando aveva comminato una multa da tre milioni di euro per non aver reso chiari le condizioni di utilizzo, e poi ad inizio di quest’anno, sempre WhatsApp, con una multa da 50 mila euro.

    E’ evidente che questa di oggi solleverà forti polemiche.

  • Rapporto Censis 2018: Facebook in calo come mezzo di informazione

    Rapporto Censis 2018: Facebook in calo come mezzo di informazione

    Il 52° Rapporto Censis è sempre un momento per fare il punto sul capitolo “Comunicazione e media”, su come gli italiani usano gli strumenti di informazione. Facebook in calo del 9% come strumento di informazione, ma resta, insieme a YouTube, il social network più usato dagli italiani. Cresce Instagram, 26,7% e 55,2% tra i giovani. Twitter è in calo al 12,3%.

    Continuiamo la nostra rassegna per fare il punto sul 2018, sempre dal punto di vista della comunicazione e da come gli italiani hanno usato i social media per comunicare e informarsi. Ed oggi è la volta del 52° Rapporto Censis relativamente al capitolo “Comunicazione e media”, un momento in cui si fa il punto sul modo in cui gli italiani hanno usato i mezzi di informazione per tenersi informati. Noi, come sempre, cercheremo di dare più spazio su quello che è il nostro ambito di interesse, cioè internet e i social media, ma non mancheremo di dare altri spunti che il prezioso rapporto di quest’anno fornisce.

    Facebook in calo come strumento per informarsi

    Il Rapporto Censis ci mette di fronte al fatto che Facebook, come strumento di informazione, è in calo: in un anno perde il 9%, anche se resta comunque uno degli strumenti più usati. In particolare, Facebook perde il 15,8% degli utenti a scopi informativi tra gli under 30 (dal 48,8% al 33%). Non è stato certamente un anno facile per la piattaforma di Mark Zuckerberg, lo scandalo di Cambridge Analytica ha sicuramente influito su questo dato. E Facebook resta ancora uno degli strumenti principali attraverso cui gli italiani si informano, insieme a ai telegiornali che crescono del 5% in un anno (dal 60 al 65%). Su questo tema torneremo poi più avanti.

    Gli italiani che usano internet passano dal 75,2% al 78,4%, con una crescita del 3,2% rispetto al 2017 e del 33,1% dal 2007. Gl italiani che utilizzano gli smartphone salgono dal 69,6% al 73,8% (con una crescita annua del 4,2%, mentre ancora nel 2009 li usava solo il 15% della popolazione). Gli utenti dei social network aumentano dal 67,3% al 72,5% della popolazione. Continuano ad aumentare gli utenti di WhatsApp (il 67,5% degli italiani, l’81,6% degli under 30), mentre più della metà della popolazione fa ricorso ai due social network più popolari: Facebook (56%) e YouTube (51,8%).

    rapporto censis facebook social media 2018

    Cresce in maniera notevole Instagram, che arriva al 26,7% di utenza (e al 55,2% tra i giovani), mentre Twitter scende al 12,3%.

    La televisione, nell’anno che ormai sta volgendo al termine, ha registrato una leggera flessione dei telespettatori, determinata dal calo delle sue forme di diffusione più tradizionali (la tv digitale terrestre e la tv satellitare si attestano, rispettivamente, all’89,9% e al 41,2% di utenza tra gli italiani: entrambe cedono il 2,3% di pubblico nell’ultimo anno), mentre continuano a crescere la tv via internet (web tv e smart tv possono contare su una utenza del 30,1%, +3,3% in un anno) e la mobile tv (che è passata dall’1% del 2007 all’attuale 25,9% di spettatori, con un aumento del 3,8% nell’ultimo anno).

    La radio continua a rivelarsi all’avanguardia all’interno dei processi di ibridazione del sistema dei media: complessivamente, i radioascoltatori sono il 79,3% degli italiani. Ma se la radio tradizionale perde 2,9 punti percentuali di utenza (oggi al 56,2%), come l’autoradio (il 67,7% di utenza, -2,5% rispetto allo scorso anno), la flessione è compensata però dall’ascolto delle trasmissioni radiofoniche via internet con il pc (lo fa il 17% degli italiani) e soprattutto attraverso lo smartphone (con una utenza al 20,7%, +1,6% rispetto allo scorso anno).

    Ritornando per un momento sugli strumenti che gli italiani usano per informarsi, il rapporto Censis rileva che il calo coinvolge anche altre piattaforme, quindi YouTube (-5,3%), Twitter (-3%) e la rete in generale (i motori di ricerca hanno perso il 7,8% di utenza a fini informativi). Nello specifico, abbiamo già visto Facebook, i motori di ricerca passano dal 25,7% al 16,5% (-9,2%), YouTube dal 20,7% al 17,6% (-3,1%), Twitter dal 10,6% al 3,9% (-6,7%). 

    Politica e social media, il giudizio degli italiani è positivo

    Non manca, all’interno del Rapporto Censis, un accenno al grande tema attuale dell’uso dei social media da parte dei politici. Ebbene, il 47,1% reputa l’uso che ne fanno i politici come positivo. Il 16,8% ritiene che siano preziosi, perché così i politici possono parlare direttamente, senza filtri, ai cittadini. Il 30,3% pensa che siano utili, perché in questo modo i cittadini possono dire la loro rivolgendosi direttamente ai politici. Invece, il 23,7% crede che siano inutili, perché le notizie importanti si trovano nei giornali e in tv, il resto è gossip. Infine, il 29,2% è convinto che siano dannosi, perché favoriscono il populismo attraverso le semplificazioni, gli slogan e gli insulti rivolti agli avversari.

    Gli italiani e lo smartphone

    Interessante momento dedicato poi al grande tema dell’uso dello smartphone da parte degli italiani, tema che qui ci limitiamo ad accennare ma che meriterebbe un serio approfondimento. Il Censis rileva che il 59,4% degli italiani che possiedono un cellulare evoluto dichiara che, invece di telefonare, preferisce inviare messaggi per comunicare. Il 50,9% controlla le notifiche del telefono come prima cosa al risveglio o come ultima prima di andare a dormire. Il 48,4% controlla le previsioni meteo nel corso della giornata. Il 30,1%, invece di digitare sulla tastiera, invia messaggi vocali. Un’altra piccola ossessione quotidiana riguarda il rapporto con la memoria. Il cellulare diventa una «protesi» utile ai nostri ricordi e alle nostre conoscenze, al punto che il 37,9% degli utenti, quando non ricorda un nome, una data o un evento, si affida alle risposte della rete per fugare ogni dubbio. E il 25,8% non esce di casa senza portare con sé il caricabatteria del cellulare.

    Gli italiani e i problemi dell’era digitale

    Altro spunto interessate del Rapporto è quello relativo a quale tipo di problemi possa dare vita l’era digitale che stiamo vivendo. E questo comporta l’uso che si fanno degli strumenti digitali che non sono diretti responsabili, come spesso si crede, dell’insorgere di problematiche. La classifica dei principali problemi dell’era digitale secondo gli italiani riflette una visione molto individualistica, prevalentemente centrata su di sé e sull’impatto negativo che le tecnologie digitali possono eventualmente avere sul proprio vissuto quotidiano. Per il 42,5% il problema numero uno è la diffusione di comportamenti violenti, dal cyber-bullismo alle diffamazioni e intimidazioni online. Al secondo posto, il 41,5% colloca il tema della protezione della privacy. Segue il rischio della manipolazione delle informazioni attraverso le fake news (40,4%) e poi la possibilità di imbattersi in reati digitali, come le frodi telematiche (35,5%). Solo a grande distanza vengono citati problemi di sistema, come l’arretratezza delle infrastrutture digitali del nostro Paese e l’inadeguatezza dei servizi online della pubblica amministrazione (14,9%), oppure le minacce all’occupazione che possono venire da algoritmi, intelligenza artificiale e robotica (10,5%).

  • Ecco com’è andato il 2018 su Twitter, in Italia e nel mondo

    Ecco com’è andato il 2018 su Twitter, in Italia e nel mondo

    Twitter, nell’avvicinarsi della fine dell’anno, fa un po’ il resoconto di quello che è accaduto sulla piattaforma in questo 2018. Sono stati 125 milioni gli hashtag condivisi ogni giorno; il 25 febbraio è stato il giorno in cui si è twittato di più con la chiusura dei Giochi Olimpici Invernali e le GIF pubblicate sono state più di 500 milioni. In Italia, Matteo Salvini è l’account più citato, dopo YouTube. Tra gli hashtag, primo #amici17 e poi #salvini.

    Si avvicina la fine dell’anno ed è il momento di fare il sunto di quello che è stato questo 2018, a cominciare da Twitter. Per la piattaforma di Jack Dorsey è stato un anno importante, sotto certi punti di vista, nel senso che la società ha comunque agito in qualche modo per cercare di rilanciare la piattaforma. E tutti gli sforzi di si sono concentrati nel tentativo, adesso quasi riuscito, di rendere la piattaforma un luogo pi sicuro. Anche se questo ha comportato il calo di 10 milioni di utenti, frutti di una massiccia operazione di pulizia di account fake e bot inattivi.

    Ma come dicevamo, è il momento di vedere gli account, gli hashtag e i personaggi più twittati durante l’anno, dando uno sguardo a livello globale con un piccolo focus sul nostro paese, sperando che il 2019 sia davvero l’anno del rilancio di Twitter, augurandoci che sia l’anno delle innovazioni sulla piattaforma. Augurandoci che arrivi davvero quel modifica tweet che iniziammo a chiedere dal 2014 ormai.

    twitter 2018 italia mondo

    Intanto, il giorno con più tweet dell’anno è stato il 25 febbraio, ​in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali​. Le ​GIF pubblicate nel 2018 sono state quasi più di 500 milioni, con una media di 1,6 milioni al giorni vale a dire 100 gif al minuto. E poi, sono stati ben 125 milioni gli hashtag condivisi ogni giorno nel 2018. Sono numeri, questi, che ci indicano che Twitter non è una piattaforma finita, anzi, spesso lo pensa chi non la usa come dovrebbe, anche se va riconosciuto il fatto che Twitter un po’ complica un effettivo coinvolgimento tra la piattaforma e l’utente. E’ su questo che Twitter dovrebbe lavorare di più.

    Twitter offre anche la possibilità agli utenti di condividere i più bei momenti, ricordi e conversazioni del 2018 utilizzando l’hashtag speciale ​#ThisHappened.

    Questi sono i tre hashtag più popolari nel 2018 su Twitter:

    • #nowplaying
    • #newprofilepic
    • #bbb18 (Big Brother TV show Brasil)

    Tra i tweet più retwittati dell’anno troviamo quello dello youtuber spagnolo @Rubiu5:

    Questo dei BTS è il tweet con più like in assoluto:

    https://twitter.com/BTS_twt/status/1021325648659296256

    E questo tweet di Summer Jeanne è quello con il più alto numero di quote dell’anno:

    Il 2018 su Twitter in Italia

    In Italia Twitter è ancora indietro tra le piattaforme più amate dagli italiani, ma risulta essere ancora molto usata dai circa 9 milioni di utenti. Questi sono gli account più menzionati durante il 2018:

    • @YouTube
    • @matteosalvinimi
    • @onedirection
    • @repubblica
    • @luigidimaio
    • @matteorenzi
    • @pdnetwork
    • @juventusfc
    • @fattoquotidiano
    • @ArianaGrande  

    Si vede benissimo che la politica, con 4 account, sia un argomento molto discusso su Twitter, soprattutto nell’anno delle elezioni politiche.

    Di seguito gli account più citati per Sport, Politica e Intrattenimento

    Sport Politica Intrattenimento
    @juventusfc @matteosalvinimi @BTS_twt
    @Inter @luigidimaio @YouTube
    @acmilan @matteorenzi @onedirection
    @pisto_gol @pdnetwork @ArianaGrande
    @sscnapoli @CarloCalenda @MetaErmal
    @Cristiano @borghi_claudio @Benji_Mascolo
    @OfficialASRoma @Rinaldi_euro @fedefederossi
    @SkySport @a_meluzzi @Harry_Styles
    @zazzatweet @AlbertoBagnai @BTS_ITALIA
    @DiMarzio @GiorgiaMeloni @Louis_Tomlinson

    Passiamo a vedere gli hashtag più twittati in Italia:

    • #amici17
    • #salvini
    • #directioners
    • #m5s
    • #sanremo2018
    • #gf15
    • #news
    • #selenagomez
    • #pd
    • #clario
    • #uominiedonne

    E questi invece per Sport, Politica e Intrattenimento:

    Sport Politica Intrattenimento
    #milan #salvini #amici17
    #finoallafine #m5s #directioners
    #juventus #pd #sanremo2018
    #inter #dimaio #gf15
    #asroma #renzi #selenagomez
    #f1 #mattarella #clario
    #forzajuve #lega #uominiedonne
    #calciomercato #conte #gfvip
    #juve #migranti #isola
    #forzanapolisempre #berlusconi #temptationisland

    Guardando al tweet più condiviso dell’anno, questo non poteva non essere quello di Cristiano Ronaldo:

    Altro tweet molto condiviso è stato poi quello dei Negramaro, a settembre, invitando tutti i propri fan ad raccogliersi attorno al chitarrista del gruppo Lele Spedicato, colpito da un’emorragia celebrale, adesso sta meglio ed fuori dall’ospedale in via di riabilitazione:

    Ecco, questo è stato Twitter in Italia e nel mondo, sperando che il prossimo anno sia un anno ancora più ricco per questa piattaforma che ha ancora molto da dare.

  • Instagram, ecco due funzionalità per i non vedenti grazie all’Intelligenza Artificiale

    Instagram, ecco due funzionalità per i non vedenti grazie all’Intelligenza Artificiale

    L’Intelligenza Artificiale può essere davvero un grande aiuto per tutti. Un esempio, in questo senso, ce lo offre Instagram, l’applicazione di condivisione di immagini per antonomasia, che ha introdotto due nuove funzionalità per i non vedenti. L’AI legge le descrizioni “alt text” adesso integrate anche sull’app.

    Il Web e i Social Media devono essere accessibili per tutti e dove ancora ci sono degli impedimenti, degli ostacoli, ecco che può arrivare in soccorso l’Intelligenza Artificiale. E’ il caso di Instagram che ha annunciato l’introduzione di due nuove funzionalità che permetterà ai non vedenti di poter fruire di tutte le potenzialità dell’applicazione. Si tratta di due modifiche importanti che sfruttano l’”alt text” che viene letto in automatico e l’utente potrà ascoltare la descrizione.

    In pratica, quando l’utente scorrerà il suo feed, oppure consulterà la sezione Esplora o il suo profilo, si attiverà un lettore attraverso l’Intelligenza Artificiale che leggerà le descrizioni all’utente. E nel caso in cui non dovesse esservi una descrizione, il software provvederà a leggere una descrizione dell’immagine, attraverso il riconoscimento automatico reso possibile sempre attraverso l’AI (Artificial Intelligence).

    Oltre a questo strumento di lettura, Instagram permetterà anche l’introduzione dell’”alt text” personalizzata, arricchendola come si vuole, permettendo così anche ad altri utenti con disabilità visive di poter avere una descrizione dell’immagine attraverso il loro screen reader.

    Si tratta di due novità che permetteranno anche a chi ha disabilità visive di utilizzare Instagram. Ecco come apparirà la nuova opzione di modifica:

    instagram non vedenti intelligenza artificiale

    Facebook già da qualche anno sfrutta l’Intelligenza Artificiale per descrivere le foto agli utenti non vedenti.

    Prima di queste novità, Instagram veniva usato dagli utenti non vedenti attraverso il lettore automatico di alcuni dispositivi come iPhone. Siri, l’assistente virtuale di Apple, provvedeva a leggere le descrizioni. Il problema era che non tutti avessero a disposizione un iPhone e, di conseguenza, le due novità introdotte da Instagram saranno davvero utili per tanti utenti. Questo video mostra bene come veniva usato Instagram prima.

    Si stima che ad oggi siano 253 milioni le persone con disabilità visive e, di recente, uno studio pubblicato sul Lancet Public Health ha stimato che la cifra possa addirittura arrivare a 500 milioni entro il 2050.

  • I nuovi censimenti permanenti di Istat, la comunicazione istituzionale che ci piace

    I nuovi censimenti permanenti di Istat, la comunicazione istituzionale che ci piace

    Istat ha introdotto di recente i nuovi “censimenti permanenti” una nuova modalità di censimento che da decennale ora diventa annuale, a campione. Ma la vera novità è la campagna che ha accompagnato questo lancio, un esempio di comunicazione istituzionale che ci piace.

    Uno dei grossi temi che riguardano il tema della comunicazione è quella cosiddetta istituzionale, un’attività che dovrebbe creare una relazione forte e diretta tra l’istituzione pubblica e il cittadino. Ebbene, quasi sempre questo tipologia di comunicazione ha sempre avuto un piccolo difetto che è quello di essere “poco coinvolgente” e modo al passo coi tempi. In pratica, il risultato è sempre stato quello di una comunicazione “ingessata” che non ha quasi mai sortito l’effetto sperato.

    Ma oggi, invece, vogliamo segnalarvi quella che secondo noi è un bell’esempio di comunicazione istituzionale coinvolgente e al passo coi tempi, e parliamo di una istituzione pubblica che ha a che fare coi numeri, con continue statistiche, rilevazioni, insomma, elementi che di coinvolgente spesso hanno poco. E invece, in questo caso, Istat, lo storico Istituto Nazionale di Statistica, l’istituto che tiene conto di quanti siamo e di altri interessanti dati, ha da poco lanciato una nuova forma di rilevazione non più su base decennale, ma su base annuale, lanciando una campagna di comunicazione trasversale, includendo anche in maniera decisa il digitale, sfruttando al meglio piattaforme e anche personaggi influenti, blogger che veicolassero il significato vero di questa nuova modalità di rilevazione della popolazione italiana.

    istat nuovi censimenti permanenti

    In pratica, Istat compie un passo importante, che è quello appunto del nuovo cambio di rilevazione, più dinamico, meno ingessato, più attuale e vicino agli italiani. Di conseguenza riesce ad abbinare una campagna di comunicazione che riesca a trasmettere proprio questi messaggi e il claim adottato è molto chiaro: “L’Italia ha bisogno di campioni“. Un messaggio, quello che ha voluto lanciare Istat che sottolinea l’importanza della partecipazione, non solo come obbligo di legge, ma anche e soprattutto come opportunità per il Paese: “Se ne fai parte fai la tua parte“. Il risultato è una campagna coinvolgente caratterizzata da questi tre elementi centrali:

    • lancio del nuovo sito www.censimentigiornodopogiorno.it
    • partecipazione esilarante dei “The Jackal“;
    • contest fotografico su Instagram – #UnGiornoDaCampione –  attraverso cui gli utenti raccontavano il significato si essere “campioni di normalità”.

    Tutti elementi di una strategia di comunicazione che avevano il chiaro obiettivo di informare e coinvolgere, in modo innovativo, il cittadino.

    Patrizia Cacioli, Direttore della Comunicazione Istat, in queste sue parole spiega bene la nuova campagna di comunicazione dell’istituto:

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]“Unica, cross-mediale e digital oriented. La campagna ha valenza informativa e valoriale, sottolinea l’importanza della partecipazione, non solo come obbligo di legge, ma anche e soprattutto come contributo alla costruzione del futuro del Paese. La rappresentatività è il perno strategico intorno cui si snoda l’impianto creativo e comunicativo: le persone intervistate sono dei campioni ma le loro risposte permettono di raccontare le caratteristiche e le evoluzioni appunto dell’Italia, giorno dopo giorno che è poi il pay off della campagna”.[/box]

    Istat, attraverso l’utilizzo di mezzi tradizionali e innovativi, ha voluto valorizzare la specificità dei messaggi comunicativi attraverso una social strategy ricca di contenuti dall’alto potenziale virale e di engagement, specifica per tutti i target.

    Ma immaginate quante informazioni interessanti ci sono all’interno dei tanti numeri e delle tante statistiche che diffonde Istat. E siccome a noi i numeri piacciono, proprio con la modalità coinvolgente come quella adottata da Istat, ne vogliamo condividere qualcuno.

    Come funzionano i nuovi censimenti permanenti di Istat

    I nuovi censimenti permanenti della popolazione interesseranno ogni anno un campione di circa un milione e 400 mila famiglie, per un totale di 3,5 milioni di persone residenti in 2.852 comuni italiani. Solo in una parte dei comuni (1.143) parteciperanno ogni anno alle operazioni censuarie. La restante parte del comuni sarà chiamata a partecipare invece una volta nell’arco di quattro anni In questo modo, entro il 2021, tutti i comuni parteciperanno, almeno una volta, alle rilevazioni censuarie. I dati ottenuti saranno di tipo censuario, quindi riferiti all’intera popolazione italiana: un risultato raggiungibile solo grazie all’integrazione statistica tra le rilevazioni campionarie e i dati di altre fonti amministrative. “Il censimento annuale rappresenta una sfida per l’Istat che intendiamo vincere grazie alla qualità del nostro personale” – afferma il Presidente facente funzioni Maurizio Franzini  – “L’obiettivo di questo nuovo impianto è quello di fornire in tempi rapidissimi una mappa sempre aggiornata dell’evoluzione che vive la società italiana. Per raggiungere questo traguardo sarà fondamentale una collaborazione a tutti i livelli dei vari attori – istituzionali e non – coinvolti nel processo di rilevazione dei dati. L’Istat è pronto a fare la sua parte”.

    Intanto, in totale siamo 60.483.973 di italiani, di cui uomini 29.427.607 donne 31.056.366. La regione con il più alto numero di cittadini residenti è la Lombardia con 10.036.258 di persone, seguita dal Lazio con 5.896.693 e dalla Campania con 5.826.860. Gli stranieri in Italia sono 5.144.440.

    Altri dati curiosi riguardano la mobilità, cioè con quali mezzi di trasporto gli italiani si recano al lavoro. Ebbene, il 69% utilizza l’auto, un tema questo che va a braccetto con i temi ambientali. Dopo l’auto gli italiani usano andare al lavoro a piedi, l’11%. E poi il 6% usa l’auto come passeggero; solo il 4% va in bicicletta e solo il 3% usa la metro; il 6% usa l’autobus o il tram; il 3% va in treno.

    Sono tutti dati che ci aiutano a capire come viviamo, come ci spostiamo, perchè è da questi numeri che possono nascere nuove idee, nuove tecnologie, nuove innovazioni che possono rendere migliore la nostra vita. Allora, siccome ne facciamo parte, facciamo anche noi la nostra parte. E un plauso davvero a Istat.

    istat censimenti permanenti infografica mobilità

    [In collaborazione con Istat]

  • La reazione negativa su Twitter al caso Dolce & Gabbana

    La reazione negativa su Twitter al caso Dolce & Gabbana

    Il caso Dolce & Gabbana si arricchisce di un nuovo episodio che è quello delle scuse, un po’ tardive. Nel video Domenico Dolce e Stefano Gabbana chiedono scusa, “duibuqi”. Ma il caso nato due giorni fa dopo le frasi estremamente gravi pubblicate dall’account Instagram di Stefano Gabbana, lui sostiene ancora che sia stato hackerato, ha avuto una grossa eco negativa verso il brand, come dimostriamo con questa piccola analisi con Talkwalker.

    Doveva essere la grande occasione per il grande brand di moda Dolce & Gabbana, brand ormai universalmente riconosciuto, con l’approdo in Cina realizzando il loro “Great Show”. Ma poi tutto è finito in un grande e devastante flop, con un caso che ha davvero dell’incredibile. E, come sempre succede i social media in casi come questi giocano un ruolo fondamentale, tanto per informarsi effettivamente, tanto per misurare l’effettiva portata del caso, in termini analitici, quindi banalmente numerici, e in termini qualitativi, riuscendo a comprendere quale sia stato l’effettivo sentiment di tutte le conversazioni generate.

    Il caso rivive ancora oggi per il fatto che i due stilisti, Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno pubblicato un video in cui chiedono scusa ai cinesi, “duibuqi“. Un video tardivo che di certo non sortirà l’effetto che i due stilisti italiani almeno sperano, di sicuro non nell’immediato.

    dolce e gabbana video scuse 2018

    In questa storia ci sono tanti elementi che ne fanno un vero caso di storia, sotto tanti punti di vista. Uno su tutti, un scarso senso di responsabilità, pensando che i social media siano un gioco. In realtà non è così e questa storia, ancora una volta lo dimostra. E poi, lo stesso video, ripetiamo tardivo, suona anche come una ammissione di colpa.

    In questi giorni, esperti della moda, del marketing e della comunicazione hanno cercato di spiegare cosa sia successo, ma soprattutto gli effetti che questa vicenda può arrecare al brand Dolce & Gabbana, proprio perchè la vicenda, che è quasi sfiorata in un incidente diplomatico tra i due paesi, riguarda un paese che è ad oggi una potenza economica mondiale, grande appassionata del brand “made in Italy” da sempre. Ecco, questa storia può avere degli effetti davvero pesanti sull’attività economica del marchio in Cina.

    Ma, come sempre facciamo, lasciando ai più esperti il compito di analizzare questa caso sotto tanti punti di vista, ci siamo voluti soffermare su quella che è stata la reazione su Twitter, in particolar modo abbiamo voluto effettivamente analizzare il fenomeno dal punto di vista qualitativo, quindi della sentiment sui social media.

    E abbiamo scoperto che raramente si è visto una cosa del genere sui social media e questo grafico in basso lo dimostra.

    dolce gabbana sentiment tot 2018

    Guardate il brand prima del 21 novembre: il rosso del sentiment negativo comincia a formarsi dopo la pubblicazione dei video di lancio della sfilata, per poi consolidarsi dopo le polemiche sollevate dalla pubblicazione dei messaggi privati di Stefano Gabbana resi pubblici da Diet Prada. Un calo netto che la piattaforma Talkwalker, grazie alla quale abbiamo effettuato questa breve analisi, quantifica in un -73%. Inoltre, andando a pesare le conversazioni, dato una massa di contenuti molto ironici, in realtà emerge che più di un terzo sono negativi, il 38% per l’esattezza, e solo il 6% è positivo.

    Inoltre, il 49% delle conversazioni esprime un sentimento di “ira” e anche laddove sembra ci siano delle sensazioni positive, in realtà si tratta di contenuti molto ironici e comici, per meglio dire.

    Questo invece è il grafico che ci mostra il sentiment il relazioni ai temi condivisi su Twitter, abbastanza eloquente:

    dolce gabbana sentiment argomenti

    Questo è invece il dato relativo all’aspetto demografico degli utenti che hanno preso parte alle conversazioni su Twitter. Il 51,1% sono donne e il 48,9% sono uomini. Ma il dato più interessante è legato all’età: l’82,6% ha un’eta compresa tra i 18 e i 34 anni, con una prevalenza dei 18-24 anni pari al 45,2%, quasi la metà.

    dolce gabbana demog

    Infine, vi mostriamo la heatmap, la mappa di calore, delle conversazioni su Twitter dal punto di vista geografico.

    dolce gabbana mappa 2018

    Da notare la grande partecipazione anche nel sud est asiatico.

    Ecco, questa voleva essere il nostro piccolo contributo per questa vicenda che farà ancora molto discutere. Voleva essere un tentativo per arricchire gli spunti che questa vicenda offre, per poi trarne dei dovuto insegnamenti.

    I social media, in maniera diretta o diretta, al giorno d’oggi, giocano un ruolo importante, su questo si può essere tutti d’accordo.

    Grazie a Talkwalker per aver reso possibile questa breve analisi.

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