Tag: social media

  • Facebook apre a Roma lo spazio dedicato alle competenze digitali insieme a LVenture Group

    Facebook apre a Roma lo spazio dedicato alle competenze digitali insieme a LVenture Group

    Annunciato a gennaio di quest’anno, Facebook sigla l’accordo con LVenture Group per ospitare alla Stazione Termini il nuovo spazio dedicato allo sviluppo delle competenze digitali, Binario F. Lo spazio sarà messo a disposizione gratuitamente e verrà inaugurato il prossimo 9 ottobre 2018.

    Facebook all’inizio di quest’anno aveva annunciato di voler puntare sull’Europa, programmando l’apertura di 3 centri di formazione, “community skills hubs”. Ebbene, l’azienda fondata da Mark Zuckerberg ha scelto l’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs, presso la Stazione Termini di Roma, come sede del suo nuovo spazio dedicato allo sviluppo delle competenze digitali chiamato “Binario F”.

    Lo spazio sarà messo a disposizione gratuitamente per la comunità italiana. Binario F from Facebook aspira così a diventare il punto di riferimento di imprese, istituzioni e semplici cittadini che vogliono accrescere la propria preparazione sul digital, ma anche confrontarsi sui più moderni temi legati all’innovazione e alla tecnologia.

    facebook hub binario F LVenture

    Binario F, che in base all’accordo siglato tra Facebook e LVenture Group, verrà ospitato nell’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs, offrirà alle persone e alle aziende le competenze digitali necessarie per sviluppare nuova imprenditorialità, creare nuovi posti di lavoro e sostenere le comunità locali. Lo spazio verrà inaugurato il prossimo 9 ottobre 2018.

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Siamo orgogliosi di poter accogliere, all’interno del nostro Hub,Facebook, una delle aziende leader nel campo del digital” – afferma Luigi Capello, CEO di LVenture Group. – “Il nostro ecosistema si arricchisce di un partner strategico, con cui abbiamo un obiettivo comune: potenziare le competenze digitali delle persone e delle aziende che vogliono diventare protagonisti dell’economia del futuro, creando in questo modo nuove imprese di successo e opportunità di lavoro per i giovani talenti italiani”.[/box]

    Si tratta di una ottima notizia per lo sviluppo delle competenze digitali nel nostro paese, tenendo conto che il 35% delle aziende intervistate in Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito dichiara di aver costruito il proprio business su Facebook; il 49% dichiara di aver assunto più personale grazie alla crescita derivata dalla presenza su Facebook; il 57% dichiara di aver incrementato le vendite e il 60% dichiara di aver venduto i propri prodotti in altri paesi e città. Inoltre, il 67% delle PMI intervistate dichiara che le competenze digitale e social media sono molto importanti.

    Il progetto europeo di Facebook prevede anche un piano di investimenti di 10 milioni di euro per incrementare i processi di innovazione attraverso l’Intelligenza Artificiale in Francia.

  • Twitter introduce la possibilità di ritornare alla timeline cronologica

    Twitter introduce la possibilità di ritornare alla timeline cronologica

    Due anni e mezzo fa, Twitter introdusse la timeline che si basava sulle interazioni, permettendo agli utenti di visualizzare in alto i tweet più rilevanti. Una mossa che, a distanza di tempo, non tutti gli utenti hanno apprezzato. Ed ecco che Twitter annuncia presto la possibilità di ritornare alla timeline cronologia, quella che in pratica era l’impostazione originale della piattaforma.

    Era febbraio del 2016 quanto Twitter, a sorpresa, lanciò la timeline che si basava sulle interazioni, permettendo quindi che i tweet più rilevanti si posizionassero più in alto. Era un modo per rendere la piattaforma più coinvolgente, mettendo in evidenza agli utenti i contenuti più rilevanti condivisi dagli utenti con cui si interagiva di più. In pratica veniva messa in soffitta la modalità della timeline cronologica. Messa in soffitta appunto, perchè Twitter adesso, dopo una bella spolverata, ha intenzione di reintrodurla, ma non in modo definitivo.

    La notizia è che entro breve tempo gli utenti avranno la possibilità di scegliere se visualizzare la timeline con la modalità rilevante oppure scegliere di visualizzare la timeline in ordine cronologico inverso, proprio quella che era stata concepita nel momento in cui nacque Twitter nel 2006. Per fare questo, basterà andare in Impostazioni>Preferenze contenuti e deselezionare “Mostrami i migliori tweet per primi“. Da quel momento la timeline ritornerà completamente cronologica.

    Twitter timeline cronologica

    Twitter ha fatto questo annuncio dall’account @TwitterSupport, spiegando che questa decisione arriva dopo qualche tempo e dopo aver ricevuto feedback da parte degli utenti che chiedevano il ritorno alla vecchia timeline cronologica. La scelta è quindi, saggia a nostro modo di vedere, di equilibrare la piattaforma, permettendo all’utente di scegliere la modalità che preferisce. Sarebbe stato meglio forse introdurla già due anni e mezzo fa, forse, sarebbe stato un passo avanti notevole.

    Per Twitter cambia anche dal punto di vista strategico in ottica di sviluppo del business. La piattaforma adesso rilancia anche la modalità cronologica, due dinamiche diverse rispetto a quella rilevante che dovranno in qualche modo essere equilibrate per le aziende che vorranno investire in advertising. Ma la mossa è comunque importante perchè offre agli utenti maggiore controllo sulla piattaforma, lasciando la possibilità di scelta.

    E voi che ne pensate? Quale modalità scegliete, quella rilevante o quella cronologica?

  • Pinterest cresce, 250 milioni gli utenti globali. Mentre altri rallentano o stentano

    Pinterest cresce, 250 milioni gli utenti globali. Mentre altri rallentano o stentano

    Pinterest continua a crescere, mentre altre piattaforme rallentano o stentano a crescere. In una intervista al New York Times, il co-fondatore e CEO dell’azienda nata nel 2010, Ben Silbermann, ha annunciato che oggi la piattaforma ha 250 milioni di utenti, più di 175 miliardi di pin, in aumento del 75% dall’inizio del 2017.

    Mentre ci sono piattaforme che vanno incontro ad una crescita sempre più a rallentatore oppure incontro ad una crescita stagnante, come è il caso di Twitter, c’è da registrare invece che Pinterest continua a crescere. Per lungo tempo, dopo l’entusiasmo iniziale tra il 2012 e il 2013, si pensava che questa piattaforma, la prima ad dare vita a quella categoria di piattaforme di social network per interessi, dovesse rimanere una micro piattaforma, molto di nicchia e limitata. Invece Ben Silbermann, il co-fondatore e CEO dell’azienda nata nel 2010, in una intervista al New York Times, ha annunciato che oggi Pinterest conta 250 milioni di utenti a livello globale, più di 175 miliardi di pin, in aumento del 75% dall’inizio del 2017.

    Sono dati che in effetti testimoniano una crescita costante della piattaforma che a settembre dello scorso anno contava 200 milioni. Di fatto, in un anno è cresciuta di altri 50 milioni, ossia il 25% in più. E l’azienda oggi vanta un valore di 12,3 miliardi. Ben Silbermann ha anche detto che Pinterest in realtà non è un vero e proprio social network, ma una piattaforma diversa dalle altre che vuole essere un luogo sicuro per gli utenti, non politicizzata. Un strategia che alla fine ha pagato, spostando la piattaforma sempre più verso l’e-commerce piuttosto che verso i classici canoni dei social network.

    pinterest

    L’utenza globale di Pinterest arriva dagli Stati Uniti per oltre la metà e l’80% dei nuovi utenti arriva da altri paesi. Un dato molto interessante, e caratterizzante se vogliamo, è che il 98% degli utenti Pinterest dichiara di provare per davvero le idee che trova sulla piattaforma, contro il 71% delle altre piattaforme.

    Solo qualche anno fa erano davvero pochi a scommettere su Pinterest, eppure oggi crescere e si avvicina sempre di più anche a Twitter.

    pinterest facebook instagram osservatorio agcom marzo 2018

    In Italia Pinterest, secondo i dati che ha raccolto l’Osservatorio sulle Comunicazioni di Agcom, conta 6,1 milioni di utenti, in crescita dai 4,5 milioni dell’anno precedente. Di fatto, è la quinta piattaforma più seguita dagli italiani.

  • Twitter, fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

    Twitter, fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

    Twitter da oggi dedica un fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che quest’anno ha come tema “Lavorare insieme per prevenire il suicidio”. In collaborazione con l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio, Twitter dedica alla giornata una emoji speciale, un fiocco arancione appunto, con #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio​ ​#PrevenzioneSuicidio #GMPS2018​ ​#GMPS​, dal 10 al 16 settembre.

    Twitter è sempre al fianco delle associazioni che si attivano per prevenire e per affrontare i grandi problemi che attanagliano le nostre società. E un’occasione come queste è la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che quest’anno ha come tema “Lavorare insieme per prevenire il suicidio”. In collaborazione con l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio, Twitter dedica alla giornata una emoji speciale, un fiocco arancione appunto, con #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio​  ​#PrevenzioneSuicidio​  ​#GMPS2018​  ​#GMPS​, dal 10 al 16 settembre.

    Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i suicidi ogni anno sono circa 800.000, vale a dire una persona ogni 40 secondi. A livello globale, il suicidio è la seconda causa di morte tra le persone in età compresa tra i 15 e i 29 anni.

    twitter giornata prevenzione suicidio

    Prevenire il suicidio rimane una questione estremamente delicata e complessa, ma Twitter ritiene che sia importante che le persone in difficoltà vengano ascoltate e che possano ricevere l’aiuto di cui hanno bisogno.
    Le numerose community su Twitter sono una fonte di supporto positivo e possono incoraggiare gli utenti più in difficoltà a non farsi del male e a cercare un sostegno da parte di professionisti.

    Inoltre, le ONG spesso usano Twitter come canale per identificare e raggiungere persone vulnerabili con cui altrimenti non potrebbero avere contatti e per diffondere ulteriormente gli importanti servizi che forniscono.

    emoji gif twitter giornata prevenzione suicidio

    La presenza di queste organizzazioni rappresenta il trend globale con cui i servizi per la salute mentale si stanno sempre più digitalizzando per andare incontro alle esigenze della società e soprattutto per raggiungere il target dei giovani. Le organizzazioni per la salute mentale offrono servizi fondamentali tramite i canali digitali e tramite le più importanti piattaforme social, che hanno visto un incremento nell’utilizzo e che riflettono il modo in cui la società comunica oggi.

    Twitter ha uno ​strumento specifico per segnalare ​le persone che minacciano di suicidarsi o di farsi del male e un team specializzato che si occupa di analizzare le segnalazioni. Una volta ricevuta una segnalazione del genere, Twitter contatta l’utente segnalato e gli/le indica che c’è qualcuno che ha segnalato che potrebbero essere a rischio. Successivamente Twitter fornirà all’utente segnalato le risorse online e offline disponibili e lo incoraggerà a cercare aiuto.

    Inoltre, Twitter darà le informazioni relative all’​Help Centre sia alle persone che potrebbero pensare o al suicidio o a farsi del male, sia alle persone che si preoccupano per un altro utente di Twitter.
    Twitter ritiene che le partnership e le iniziative in questo ambito diano un importante contributo agli sforzi in corso per affrontare una tematica così seria e delicata.

  • Twitter al lavoro su una nuova versione desktop, il test per pochi utenti

    Twitter al lavoro su una nuova versione desktop, il test per pochi utenti

    Da oggi un ristretto numero di utenti ha la possibilità di usare una nuova versione desktop di Twitter. Si tratta di una Progressive Web App (PWA), una versione ibrida che cerca di portare anche nella modalità desktop le normali funzioni da mobile. Come la modalità notturna, i segnalibri e anche la modalità risparmio dati.

    Dopo aver testato funzionalità per lo sviluppo della piattaforma, soprattutto in chiave mobile, da oggi Twitter ha lanciato una nuova versione per il web e desktop della piattaforma, in modalità test visibile e utilizzabile solo per un ristretto numero di utenti. Si tratta di una Progressive Web App (PWA), una versione ibrida della piattaforma che cerca di portare anche nella modalità desktop le normali funzioni da mobile. Da quello che si vede, si tratta di una versione che davvero rivoluziona l’uso di Twitter da desktop, avendo, già dal punto di vista grafico, molte similitudini con la versione mobile.

    Trattandosi quindi di una versione che cerca di rendere l’esperienza dell’utente desktop più vicina a quella mobile, Twitter ha quindi incorporato in questa versione tre funzionalità principali, per adesso, trattandosi di un test.

    nuova versione desktop twitter profilo

    Per prima cosa, siamo di fronte ad una versione che sposta tutto sulla destra mettendo la timeline, dove scorrono i tweet condivisi sulla sinistra. Sulla destra troviamo quindi il riquadro con i suggerimenti di chi seguire e, più in basso, le tendenze in tempo reale. Cambia anche la pagina profilo. La struttura è la stessa della home, solo che viene rivoluzionata l’immagine header, diventa quindi molto più piccola, e lo spazio a destra dell’immagine di copertina viene occupato dalle immagini condivise, quelle che prima di trovavano un po’ più in basso a sinistra.

    Guardiamo adesso le funzionalità introdotte.

    twitter nuova versione desktop segnalibri

    La prima è la possibilità di poter utilizzare la funzionalità dei segnalibri. Lanciata alla fine di febbraio di quest’anno per l’app mobile, è stata una delle funzionalità più apprezzate dagli utenti. La possibilità di poter salvare i tweet anche nella versione desktop è sicuramente una grande idea. Siamo sicuri che sarà molto apprezzata da tutti, una volta che Twitter rilascerà questa modalità per tutti gli utenti.

    nuova versione twitter modalità notturna

    Altra funzionalità che ha riscosso un buon successo da mobile è la modalità notturna, lanciata a luglio del 2016 per Android. La modalità è attivabile dal menù principale, solo che a differenza della versione mobile, individuabile dalla luna in basso a sinistra, da desktop è attivabile spostando verso destra la leva della voce, appunto, Modalità notturna.

    Terza funzionalità che viene introdotta in questa versione PWA è quella del Risparmio dati, attivabile sempre spostando la leva verso destra. Una volta attivata, Twitter impedisce la visualizzazione in automatico di immagini e video, rilasciando il contenuto nella modalità che vedete nell’immagine che abbiamo ricavato.

    nuova versione desktop twitter nuovo tweet

    Ma non è tutto perchè cambia anche relativa alla composizione del tweet, adesso è uno spazio più aperto perdendo quella caratteristica di “scatola chiusa” che avevamo sempre visto finora. Cambia anche la modalità i incorporare i tweet, adesso è possibile modificare il colore del link e dello sfondo.

    https://twitter.com/Twitter/status/1037742693575733248

    Twitter non ha rilasciato alcuna comunicazione ufficiale riguardo a questo test, tranne il tweet che vedete qui sopra, e non ha neanche specificato chi e quanti sono gli utenti che ad oggi possono usare la nuova versione, avendo sempre la possibilità di poter tornare a quella precedente.

    Da quello che possiamo vedere, si tratta di una versione che ci piace molto, è rivoluzionaria più dal punto di vista della grafica, molto mobile. Apprezzabile il fatto che ci sia una certa corrispondenza, in termini di funzionalità, tra la versione desktop e quella mobile. Non ci è piaciuta, almeno per quello che possiamo vedere oggi, la pagina profilo. Il fatto che no ci sia l’immagine header in alto più grande, rende il tutto più impersonale.

    Gli utenti che sono in grado di visualizzare e usare questa modalità sono invitati a fornire a Twitter feedback in modo da migliorare ancora la versione. E’ quindi probabile che la versione che vi abbiamo descritto può subire qualche cambiamento.

  • Facebook, più del 25% degli utenti Usa ha cancellato l’app dal proprio smartphone

    Facebook, più del 25% degli utenti Usa ha cancellato l’app dal proprio smartphone

    Gli effetti del caso Cambridge Analytica, l’esodo dei giovani, denotano per Facebook un periodo di difficoltà. A conferma di questo, l’ultima analisi del Pew Research Center, negli Usa, rileva che il 26% degli utenti ha cancellato l’app di Facebook dal proprio smartphone nell’ultimo anno. Il 54% dichiara di aver modificato le impostazioni della privacy.

    Il 2018 per Facebook non è certamente un bell’anno. Dall’esplosione dello scandalo Cambridge Analytica al Russiagate, dall’esodo degli utenti più giovani dalla piattaforma alle continue problematiche legate alla gestione della privacy degli utenti, non si può dire che per Mark Zuckerberg sia un periodo tranquillo. Per non parlare dei problemi a Wall Street con le perdite degli ultimi giorni che sono coincise con le audizioni di Sheryl Sandberg, COO di Facebook e di Jack Dorsey, CEO di Twitter, presso il Senato americano. La stessa Sandberg ha ammesso quanto sia difficile per Facebook individuare account con il solo scopo di “inquinare” la piattaforma.

    Questa doverosa premessa è stata fatta per introdurre quella che è poi la notizia in sè, ossia la pubblicazione dei dati dell’ultima analisi del Pew Research Center che delinea in maniera precisa quelle che possono essere indicate come dirette conseguenze di quello che abbiamo indicato in apertura di questo post.

    facebook addio

    L’analisi, effettuata nel periodo compreso tra il 29 maggio e l’11 giugno 2018 su un campione di utenti di età superiore ai 18 anni, rileva che il 26% degli utenti ha provveduto, nell’ultimo anno, ad eliminare l’app di Facebook dal proprio smartphone. Un dato che è molto significativo. Ma non è tutto.

    facebook cancella app smartohone pew research center

    Il 42% degli utenti intervistati, quindi più di 4 utenti su 10, hanno dichiarato di essersi presi una “pausa da Facebook”, per un periodo di diverse settimane. Il 54% degli utenti dichiara poi di aver modificato le impostazioni della privacy sulla piattaforma. Complessivamente, rileva il Pew Research Center, circa il 74% degli utenti Facebook dichiara di aver intrapreso almeno una di queste azioni appena descritte nell’ultimo anno.

    L’analisi poi mette in luce atteggiamenti diversi in relazione all’età degli utenti. E quindi, il 44% degli utenti 18-29 anni ha provveduto a cancellare l’app dal proprio dispositivo nell’ultimo anno, una percentuale quindi più alta tra i giovani che giustifica l’esodo in corso. E’ poi una percentuale più bassa quella rilevata tra gli over 65, infatti solo il 12% ha provveduto a cancellare l’app di Facebook.

    Come sapete, per affrontare lo scandalo Cambridge Analytica, nel pieno della sua potenza polemica, qualche mese fa Facebook ha ottimizzato in maniera notevole le impostazioni della privacy, rendendole più facilmente gestibili e rintracciabili. E ha anche reso più visibile la possibilità di poter scaricare i propri dati, effetti della GDPR. Ebbene, l’analisi rileva che solo il 9% degli utenti Usa ha provveduto a scaricare l’archivio dei propri dati. Il 47% di questi ha poi provveduto a cancellare Facebook dal proprio smartphone.

    Insomma, ribadiamo quanto detto in apertura, per Facebook non è un bel periodo. Ieri il titolo ha perso ancora il 2,33% a Wall Street. E, parlando di esodo dei più giovani, abbiamo visto quanto questo fenomeno stia dffondendosi anche nel nostro paese.

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    [L’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, si prega di citare l’autore nelle eventuali condivisioni; se i proprietari dei loghi la ritenessero inopportuna sarà modificata o eliminata all’occorrenza]

  • Social Media e genitori: il 30% pubblica foto o video dei figli ogni giorno

    Social Media e genitori: il 30% pubblica foto o video dei figli ogni giorno

    Un’indagine di McAfee, “The Age of Consent”, dedicata alle problematiche relative alla pubblicazione online delle foto di bambini, ha rilevato che il 30% dei genitori pubblica sui social media una foto o un video del proprio bambino almeno una volta al giorno.

    L’indagine di McAfee, nota azienda specializzata nella sicurezza informatica, tocca un tema spesso al centro del dibattito sui social media, sulla opportunità o meno di pubblicare foto o video dei propri figli e delle conseguenze che ne conseguono. Dal titolo The Age of Consent, l’indagine è stata pubblicata qualche giorno fa, quando ormai manca pochissimo alle riaperture delle scuole per il nuovo anno scolastico nel nostro paese, proprio per sensibilizzare i genitori, e l’opinione pubblica, su quelli che possono essere i rischi che comporta la scelta di pubblicare liberamente foto e video dei propri figli. E’ anche utile per conoscere quale sia, ad oggi, l’atteggiamento dei genitori riguardo a questo tema. Nonostante l’indagine sia stata condotta negli Usa, crediamo che sia molto utile per i contenuti e i dati che sono emersi.

    Prima di tutto, crediamo che vada sottolineato il dato che dice che il 30% dei genitori pubblica sui social media una foto o un video del proprio bambino almeno una volta al giorno. Esiste poi un 12% di essi che pubblica addirittura più volte al giorno. Sono dati, questi ultimi che preoccupano circa la eccessiva esposizione di minori sui social media, mettendoli a grave rischio.

    social media genitori foto video figli franzrusso.it

    La maggior parte dei genitori ha identificato i seguenti problemi associati alla condivisione di immagini online, tra cui pedofilia (49%), stalking (48%), rapimento (45%) e cyberbullismo (31%). Ma molti genitori (58%) non considerano nemmeno se il figlio è d’accordo sulla pubblicazione online della propria immagine, altro tema molto importante. Infatti, il 22% dei genitori ritiene che il figlio sia troppo giovane per decidere se la propria immagine debba essere condivisa online, un altro 19% ritiene che debba sempre essere il genitore a decidere.

    Al di là di queste che sono le preoccupazioni che affliggono, in ogni caso i genitori, la ricerca evidenzia anche come le stesse preoccupazioni non portano i genitori ad agire di conseguenza, anzi. Molti, infatti, ammettono di includere ancora le informazioni personali e i dati personali dei bambini nelle immagini online.

    Ad esempio, la metà dei genitori intervistati ammette di avere o di voler condividere una foto del proprio figlio sui banchi di scuola, nonostante il rischio di esporre le informazioni personali. Conforta, però, vedere che la maggior parte dei genitori, il 70%, condivida foto di bambini solo su account di social media privati. Si tratta certamente di un buon primo passo, ma c’è ancora molto da fare affinché i genitori proteggano l’identità dei loro figli.

    La ricerca mette in rilievo come i genitori ritengano che le pubblicazioni di foto e video sui social media non comportino disagi emotivi per i propri figli. Solo il 23% dei genitori teme che la pubblicazione di un’immagine del proprio figlio online possa turbare o suscitare ansia nel minore, e solo il 30% ritiene che il proprio figlio possa essere imbarazzato dall’immagine. Gli effetti collaterali sull’emotività dei bambini non devono essere sottovalutati. Un sondaggio condotto da ComRes ha rilevato che più di un bambino su quattro tra i 10 e i 12 anni si sente imbarazzato, ansioso o preoccupato quando i genitori pubblicano le loro foto online. È interessante notare che le mamme sembrano considerare la possibilità di imbarazzare i bambini più dei papà, con il 45% di papà che ritiene che i loro figli passeranno sopra qualsiasi contenuto imbarazzante rispetto a solo il 14% delle mamme.

    Sono dati che destano una certa preoccupazione e che è necessario che si parli sempre di più dei rischi che questo tipo di pubblicazioni possa comportare per i nostri figli. Bisogna che siano proprio i genitori i primi a proteggerli e che siano ben consapevoli delle conseguenze. Ecco perchè abbiamo ritenuto necessario condividere con voi questa ricerca.

    The Age of Consent offre anche qualche suggerimento utile, come questi, che dovrebbero già essere applicati:

    Attenzione alla geolocalizzazione. Molti social network taggano la posizione di un utente quando viene caricata una foto. I genitori devono assicurarsi che questa funzione sia disattivata per evitare di rivelare la propria posizione. Questo è particolarmente importante quando si pubblicano le foto fuori casa.

    Impostare regole di riservatezza. I genitori devono condividere le foto e gli altri post sui social media solo con il pubblico a cui sono destinate. Anche se servizi come Facebook e Instagram hanno caratteristiche che permettono di condividere i messaggi solo con connessioni confermate, tutto ciò che viene postato su un social network deve essere trattato come se fosse pubblico.

    Stabilire regole di base con amici, familiari e bambini. Essere chiari con amici e familiari sulle linee guida quando si pubblicano le immagini dei minori. Queste regole possono aiutare a evitare situazioni indesiderate come se un parente che condivide le foto senza autorizzazione esplicita. Non dimenticate che queste regole di base dovrebbero applicarsi anche ai genitori per proteggere i bambini ritratti nelle immagini da imbarazzo, ansia e anche cyberbullismo.

    Prendere il controllo delle proprie informazioni personali. Il numero di violazioni dei dati segnalate continua ad aumentare, così come la possibilità di furto di identità. Per i bambini che sono troppo piccoli per una carta di credito, i genitori dovrebbero bloccare il proprio accesso al conto per evitare qualsiasi uso non autorizzato. Una soluzione di protezione contro il furto d’identità come McAfee Identity Theft Protection può aiutare a proteggere in modo proattivo l’identità e i dati personali da un uso improprio.

    E voi che ne pensate di questa indagine? Siete anche voi tra quelli che pubblicano foto e video dei propri figli? Che regole vi siete dati? Raccontateci la vostra esperienza.

    social media genitori foto video figli mcafee franzrusso.it

  • The Ferragnez, ecco i numeri dell’evento sui social media

    The Ferragnez, ecco i numeri dell’evento sui social media

    Di sicuro sarà ricordato come il matrimonio social dell’anno, nonostante tutto, ma resta il fatto che “The Ferragnez” è stato un evento che ha coinvolto più di 9 milioni di utenti sui social media. In collaborazione con Talkwalker abbiamo rilevato quelli che sono i numeri dell’evento: 336 mila contenuti condivisi e quello più condiviso non poteva essere che di Chiara Ferragni.

    E’ stato l’evento di cui più si è discusso negli ultimi giorni, un evento che sui social media è stato più volte ricordato come matrimonio dell’anno. Senza esagerazione è così, The Ferragnez è stato un evento che ha coinvolto, in maniera diretta, oltre 9 milioni di utenti, quindi, è a pieno titolo uno degli eventi più seguiti dell’anno sui social media. Questo va detto qualsiasi siano le opinioni a riguardo, in maniera del tutto oggettiva. Per questo motivo, insieme a Talkwalker, nostro partner di social analytics ormai da anni, abbiamo voluto indagare meglio. Dalla nostra indagine ne viene fuori che si tratta di numeri elevati, considerando i tre giorni dell’evento matrimonio. Si è discusso molto in questi giorni dell’evento dal punto di vista della comunicazione, del marketing, delle sponsorizzazioni (opportune o meno) che evidentemente ci sono state. Questo nostro contributo, meramente analitico, vuole fornire qualche elemento in più a queste discussioni, vuole aggiungere quel qualcosa in più, senza pretesa ovviamente, che permette di fare un’analisi più accurata di tutto quello che è stato l’evento The Ferragnez.

    the ferragnez chiara ferragni fedez social media

    A questo proposito, vogliamo segnalare due contributi che possono aiutare a fare questa analisi. Il primo è il post di Insopportabile che nel suo blog fa un’analisi dal punto di vista della comunicazione, mettendo in chiaro come questo evento dimostri che “unica differenza è che l’esclusiva la gestiscono loro, i diritti li gestiscono loro, i contratti e gli introiti li gestiscono loro. Un modello di business applicato da manuale”. Il secondo contributo che vogliamo segnalarvi è la riflessione che fa Luca La Mesa mettendo in relazione l’elevata audience delle stories di Fedez, oltre 3 milioni vi visualizzazioni, rispetto a quelli che sono i dati Auditel dei principali canali televisivi. Un raffronto interessante che abbiamo ripreso nella nostra analisi, mostrandovi un ulteriore esempio che può aiutare nella riflessione di La Mesa.

    the ferragnez social media totale

    Detto questo, vediamo rapidamente i dati della nostra analisi. Nel nostro computo abbiamo considerato l’hashtag ufficiale #TheFerragnez insieme a quello che è stato poi a lungo in trending topic su Twitter, cioè #ferragnez. A questi, abbiamo poi aggiunto “Chiara Ferragni” e “Fedez“. Abbiamo quindi deciso di analizzare in maniera semplice quelli che sono stati i temi più condivisi. Da questa analisi è venuto fuori che i contenuti condiviso sono stati 336 mila, dove #TheFerragnez raccoglie il 33,4% delle condivisioni totali. Tra i due coniugi, Fedez è stato il più citato con il 27,9% rispetto al 15,2% di Chiara Ferragni. Notate, dalla grafica in alto come l’hashtag #ferragnez sia stato il più usato nella giornata di sabato 1° settembre. Gli utenti unici sono stati 69.600.

    the ferragnez social media tipi media

    Come vedete dal grafico qui sopra, Twitter è stato il canale social più utilizzato con il 92,1% dei contenuti condivisi. Instagram ha totalizzato il 4,4% dei contenuti condivisi, circa 11 mila, ma va detto, come vedremo più avanti, che la maggior parte dei contenuti più condivisi, e l’influencer in assoluto, provengano proprio da Instagram.

    The Ferragnez, il sentiment

    Il sentiment dell’evento è positivo, l’unico momento rosso rilevato dall’analisi riguarda le discussioni nate sulle sponsorizzazioni, in particolar modo su Alitalia.

    the ferragnez social media sentiment

    the ferragnez social media sentiment

    Come potete notare, in ogni caso, il 77,8% degli utenti ha espresso un sentimen prevalente sulla “gioia”.

    The Ferragnez, engagement e utenti

    Proseguendo con la nostra analisi, arriviamo forse al dato più importante, dopo quello del totale delle conversazioni. La nostra analisi ha rilevato un numero enorme di impressions, quindi il totale di tutte le persone che hanno visto i messaggi condivisi e di quelle potenzialmente raggiunte senza che abbiano espresso un’azione, che è in questo caso di 302,7 miliardi. Ma il numero davvero interessante, come diciamo sempre, è quello relativo all’engagement effettivo, al coinvolgimento netto, ossia al numero di persone che hanno espresso un’azione concreta. In questo caso gli utenti effettivamente coinvolti sono 9,3 milioni.

    the ferragnez social media engagement

    Nel solo giorno del matrimonio l’engagement è stato di 3,8 milioni.

    E questo invece è il dato riguardo a scoprire chi sono stati gli utenti che hanno seguito l’evento sui social media. Il 69,3% erano donne, mentre il 31,7% uomini. Notare come il grosso dell’audience avesse un’età compresa tra i 18 e i 34 anni; la fascia di età 18-24 anni è quella poi più presente.

    the ferragnez social media utenti

    Questi i temi più condivisi durante la tre giorni di evento:

    the ferragnez social media temi

    E questa è la “mappa di calore” delle condivisioni a livello globale, l’Europa ha partecipato molto attivamente. Ma non sono mancate condivisioni dagli Usa e dal Sud America.

    the ferragnez social media mappa di calore

    The Ferragnez, influencer e contenuti più condivisi

    Ora passiamo al tema contenuti più condivisi e infuencer dell’evento. Come già anticipato, l’influencer in assoluto è stata proprio Chiara Ferragni con il post del secondo abito del matrimonio pubblicato su Instagram domenica 2 settembre:

    https://www.instagram.com/p/BnO4Q6XHbYY/

    Oltre 1,2 milioni di like e questa è la virality map del post

    the ferragnez social media contenuto mappa viralità

    Questi poi gli altri influencer dell’evento, sempre da Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BnMQ3SvlOQq/

    https://www.instagram.com/p/BnJCZCqBS3D/

    https://www.instagram.com/p/BnMWTrnAjVb/

    https://www.instagram.com/p/BnPXIDjDf7e/

    Questi invece sono gli influencer su Twitter con @supermodeldaily accoun più coinvolgente, seguito da @trash_italiano; terzo @Fedez:

    the ferragnez social media influencer twitter

    L’evento è stato molto seguito anche dai media, questa è la classifica di quelli più influenti dove si vede Vanity Fair come il più coinvolgente:

    the ferragnez influencer social media news

    The ferragnez, i tweet più condivisi

    E ora passiamo a vedere la solita nostra carrellata dei tweet più coinvolgenti relativi all’evento The Ferragnez. Quello più condiviso è proprio di @Fedez:

    https://twitter.com/supermodeldaiIy/status/1036003794356789249

    https://twitter.com/Valenteena_/status/1035513776878116865

    https://twitter.com/ElenaMTRP/status/1035442253626568705

    https://twitter.com/imdesperate91/status/1035474281516490752

    https://twitter.com/supermodeldaiIy/status/1035943850219659265

    https://twitter.com/jbowerslaugh/status/1035938438644740096

    https://twitter.com/__CrazyWoRlD__/status/1035478341392973826

    https://twitter.com/laspassosa/status/1035554119283613696

     

    Ecco, questo è il nostro resoconto dell’evento The Ferragnez, grazie al nostro partner Talkwalker. Sperando che questo possa contribuire ad arricchire le analisi che riguarderanno questo evento.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter, test su indicatore di stato e risposte in stile Facebook. E il modifica tweet?

    Twitter, test su indicatore di stato e risposte in stile Facebook. E il modifica tweet?

    Twitter in questi giorni mostra di essere intenzionato a migliorare la piattaforma, per renderla più “colloquiale”. Alcuni blog americani hanno riportato un tweet condiviso da Sara Haider, product manager di Twitter, in cui mostrava l’indicatore di stato e le risposte ad un tweet in stile Facebook. E il modifica tweet che fine ha fatto?

    Twitter è sempre più alla ricerca di funzionalità e modalità che possano rendere la piattaforma sempre più interessante e coinvolgente. Se qualche giorno fa vi davamo notizia di un breve test effettuato sulla funzionalità di suggerire chi non seguire, ecco che nuove funzionalità vengono testate dai manager di Twitter chiedendo un feedback agli utenti.

    La notizia, riportata da diversi blog e siti americani, è che Sara Haider, product manager di Twitter, ha condiviso un tweet in cui mostra due funzionalità che hanno l’obiettivo di rendere Twitter più “conversational”, conversazionale, nel senso di rendere la piattaforma più colloquiale o discorsivo. Dovrebbe essere quindi un modo per coinvolgere gli utenti sulla piattaforma con modalità che spingono alla conversazione.

    twitter conversazionale indicatore stato commenti(Clicca per ingrandire)

    Nel tweet della Haider si vedono due finzionalità:

    • l’indicatore di stato, che indica la presenza dell’utente in tempo reale, indicata dal pallino verde in basso a destra della foto profilo. Identica a quella che si vede su Facebook
    • sempre in stile Facebook, l’altra funzionalità è quella di far vedere le risposte ad un tweet in modalità “diretta”, sequenziale insomma.

    L’indicatore di stato potrebbe essere una buona idea per spingere gli utenti ad entrare in contatto, sarebbe una buona soluzione. Molti utenti hanno criticato questa funzione, nel senso di non voler rendere pubblico quando sono online, ma dalle risposte della Haider sembra che questa possa essere gestita direttamente dagli utenti. Insomma, non sarebbe male come idea.

    E sembra una buona idea, anzi una ottima idea, la modalità di rendere le risposte in stile Facebook, cioè in linea con il tweet, in modo tale da seguire la conversazione con un certo ordine. A differenza di quanto succede oggi, in modo non tropo chiaro che spinge spesso gli utenti in confusione, nonostante: “no, non stavo rispondendo a te, ma all’altro”.

    Anche Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha ripreso il tweet della Haider per stimolare ancora di più gli utenti nella conversazione e a fornire feedback.

    Anche se non sono mancati gli utenti che gli ricordano il #modificatweet. Sono passati ormai due anni da quando lo stesso Dorsey disse che era una funzionalità da prendere in considerazione. E sono passati ormai quattro anni da quando lanciammo questa idea proprio qui dal nostro blog! E’ molto probabile che le due funzionalità che abbiamo appena descritto siano implementate a breve, anche se non ci sono conferme. Mentre per il modifica tweet bisognerà aspettare ancora, a quanto pare.

    Immaginate se implementassero tutte e tre le funzioni, Twitter sarebbe più interessante. Non trovate?

  • Twitter vorrebbe suggerire anche chi non seguire. Ma è solo un test

    Twitter vorrebbe suggerire anche chi non seguire. Ma è solo un test

    Twitter ha effettuato un test per pochi giorni, e su pochi account, che propone una lista di account da non seguire più. Suona quasi un contro senso, visto che Twitter ha sempre invitato a seguire nuovi utenti per scoprire cosa succede nel mondo. Il testo di questa nuova funzione sarebbe “non è necessario seguire tutti per sapere cosa sta succedendo”. Per ora è solo un test, che Twitter ha confermato, e non si conoscono altri sviluppi.

    Twitter ha tanti problemi, lo sappiamo e ne scriviamo spesso qui sul nostro blog. Una delle caratteristiche più identificative della piattaforma è sempre stata quella che compare sulla destra Chi seguire, con suggerimenti degli account da seguire in base a quelli che sono i nostri interessi in termini di conversazioni, almeno così dovrebbe essere. Ma ora Twitter è alla ricerca di modalità che possano accrescere il livello di engagement degli utenti anche suggerendo chi NON seguire.

    twitter non seguire unfollow

    Negli ultimi giorni Twitter ha effettuato un test per pochi giorni, infatti, e su pochi account, facendo comparire una lista di utenti da non seguire. La funzione si presenta con “Controlla cosa succede qui” e poi un testo in cui si legge anche “non è necessario seguire tutti per sapere cosa sta succedendo“.

    Lo si vede bene nel tweet di Matt Navarra:

    E anche bel tweet di Tim Fernholz di Quartz:

    In un comunicato Twitter scrive:

    [box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]”Sappiamo che la gente vuole la timeline di Twitter rilevante. Un modo per farlo è non seguire più quelle persone con cui non ci si relaziona regolarmente. Abbiamo effettuato un test molto limitato per selezionare quelle persone con sui non c’è coinvolgimento per verificare se volessero non seguirle più“.[/box]

    L’intento di Twitter, quindi, non sarebbe quello “esprimere un giudizio sulle persone”, quanto aiutare le persone ad avere una timeline fatta di account con cui esistono già relazioni, cessando di seguire quegli account che non sono più interessanti e con i quali non c’è un livello alto di interazione e coinvolgimento.

    Twitter non ha rivelato i risultati di questo test, ora non più attivo, e non ha neanche fornito ulteriori informazioni su un eventuale lancio della funzionalità a livello globale.

    Se così fosse davvero, suggerire chi non seguire potrebbe essere un aiuto per tutti quegli utenti che vorrebbero entrare più in confidenza con Twitter, perchè lo trovano complicato da usare, di non facile comprensione. Una lista di persone da non seguire potrebbe aiutare a mantenere un line più omogenea rispetto ai contenuti da seguire e da far emergere meglio. Sarebbe anche un grosso aiuto a rendere più “pulite” le liste che ormai si allungano a dismisura facendo, spesso, perdere il senso della lista stessa.

    Ma c’è un però, non da poco, sottolineato soprattutto dai media e dai blog americani, visto il clima elettorale che si respira per le prossime elezioni di medio termine di novembre. E anche alla luce delle recenti, forti, critiche e accuse lanciate dal presidente Donald Trump, da sempre grande utilizzatore ed estimatore della piattaforma, che ha accusato Twitter di shadow banning e anche di mettere in evidenza contenuti non veritieri ai danni dei conservatori. Immaginate cosa succederebbe se tra gli account da non seguire comparissero anche account di politici conservatori.

    Twitter è anche stata minacciata, sempre da Donald Trump, insieme a Google e a Facebook, di trovarsi su “un terreno pericolante, meglio stare attenti“. Un avvertimento che non è piaciuto e che suona come una vera minaccia di pessime regole per controllarle meglio. Speriamo che questo non accada ed è forse anche uno dei motivi per cui Twitter attenda un po’ prima di lanciare a livello globale un nuova funzionalità che suggerisce chi non seguire più.

    E vi che ne pensate? Potrebbe rivelarsi utile per Twitter una funzionalità del genere?

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    [L’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, si prega di citare l’autore nelle eventuali condivisioni; se i proprietari dei loghi la ritenessero inopportuna sarà modificata o eliminata all’occorrenza]