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  • Addio definitivo a Google+, ecco come salvare i dati

    Addio definitivo a Google+, ecco come salvare i dati

    Come annunciato alla fine dello scorso anno, Google ha deciso di anticipare la chiusura di Google+. Entro oggi, 2 aprile 2019, gli utenti hanno ancora un po’ di tempo per recuperare i propri dati, ecco come.

    Oggi, 2 aprile 2019, diamo il definitivo addio a Google+, quello che doveva essere il social network di casa Google che, in realtà, non è mai decollato. Il colosso di Mountain View a fine dello scorso anno aveva deciso di anticipare la chiusura della piattaforma a seguito della pesante violazione subito nel 2015, mettendo a rischio i dati di oltre mezzo milione di utenti. Il problema è stato che per oltre tre anni la piattaforma è rimasta violata, senza che nessuno prendesse i dovuti provvedimenti. Un caso gravissimo, non all’altezza del nome Google e che, per certi versi, dimostra quello che è stato il livello di attenzione che l’azienda ha osservato verso la sua stessa creatura.

    Dall’annuncio di Google sono passati appena tre mesi e dal 31 marzo Google ha cominciato a notificare agli utenti il fatto che il 2 aprile 2019, cioè oggi, fosse l’ultimo giorno di attività di Google+, e quindi il termine ultimo per poter salvare i propri dati, da domani non sarà più possibile.

    addio google + 2 aprile 2019 franzrusso.it

    Come salvare i propri dati su Google+

    Allora, se siete tra quelli, pochi o tanti che siano, che volessero mettere in salvo i propri dati dal proprio account Google +, non dovete fare altro che seguire dei semplici passaggi.

    Andare sulla pagina Scarica i tuoi dati, fare clic su Avanti e scegliere i dati da salvare. Fatto questo, cliccate su Scegli come vuoi ricevere i dati, subito dopo proseguite, e concludete, con la creazione dell’archivio. Potete anche scegliere di scaricare determinati dati da Google +. Se volete, potete poi sempre cancellare voi il vostro account, dopo aver salvato i dati: da impostazioni, proseguite fino in basso fino alla voce Elimina il tuo profilo Google+.

    Quindi, da oggi, 2 aprile 2019, Google+ inizierà a cancellare i dati degli account, operazione che dovrebbe durare qualche settimana.

    C’è da dire anche che l’Internet Archive e l’ArchiveTeam nelle scorse settimane hanno promesso per preservare i messaggi pubblici sulla piattaforma prima che svaniscano per sempre. In verità si tratta della conservazione delle conversazioni sotto fora di html statico e che le immagini comunque non saranno salvate in alta risoluzione. Niente di più che una traccia che non farà rimpiangere nulla di quello che infatti doveva essere e non è stato.

    Google + vede la luce nel 2011 e nel 2012 era già destinato ad essere il fenomeno social che avrebbe potuto scardinare il settore dei social media. Solo che dietro tutta quella struttura è sempre mancata l’anima social, non vi è mai stato l’appeal necessario per trattenere gli utenti in un luogo che invece altro non era che una “cattedrale ne deserto”. Pensate che gli ultimi dati relativi all’engagement dicevano che la sessione media per utente durava 5 secondi!

    Addio Google+, davvero non se ne sentirà la mancanza.

  • Facebook spiega le decisioni del News Feed, ma non il perchè

    Facebook spiega le decisioni del News Feed, ma non il perchè

    Facebook ha cominciato ad introdurre una nuova funzionalità sul news feed che aiuterà gli utenti a comprendere come vengono visualizzati i post. Su ogni post si potrà visualizzare una sezione “Perchè stai vedendo questo post?” che elencherà una serie di indicazioni utili, elaborate dall’algoritmo, per capire la provenienza, come amici, pagine o gruppi. Tutto chiaro, però non spiega il perchè.

    Comprendere il funzionamento dell’algoritmo che regola il News Feed di Facebook è da sempre il desiderio di tutti gli utenti. Il News Feed è, se vogliamo, la parte più interessante, quella che gli utenti vedono per prima una volta effettuato l’accesso sulla piattaforma, è quindi il primo approdo una volta che si entra sul più grande social network del web. Ebbene, Facebook, nel tentativo di rendere sempre più trasparente il funzionamento degli algoritmi (si in effetti sono più di uno), sta cominciando a diffondere in questi giorni, e lo sarà per tutti entro fine maggio di quest’anno, una nuova funzionalità che dovrebbe aiutare gli utenti a comprendere meglio la provenienza di quei post che l’algoritmo decide di piazzare più in alto di altri, posizione che a volte non corrisponde con quello che è l’interesse dell’utente stesso.

    Diciamo subito che i fattori che partecipano nella selezione effettuata dall’algoritmo sono tanti e diversi, come gli amici con cui si è in contatto, i gruppi a cui si è iscritti, il brand che si decide si seguire. Sono un insieme di fattori che sono alla base della scelta effettuata dall’algoritmo che, elaborando il livello di interazione dell’utente rispetto a tutti questi elementi, decide di volta in volta cosa far vedere più in alto e cosa, invece, decidere di abbassare.

    facebook perchè stai vedendo questo post

    Questa nuove funzionalità sarà visibile una volta cliccato, o fatto tap sullo smartphone, sul post, subito dopo comparirà una sezione intitolata “Perchè stai vedendo questo post” che elenca tutta una serie di motivazioni. Quindi, se il post proviene da un amico con cui si è in contatto o da un gruppo a cui si è iscritti, oppure da una pagina che si segue; il livello di interazione con un post di persone, gruppi o pagine; il livello di interazione rispetto ad una tipologia di contenuto, come immagine o video e quindi la stessa popolarità generata dal contenuti. La sezione offrirà agli utenti anche la possibilità di agire immediatamente per cercare di migliorare il proprio feed proprio in relazione a quelle informazioni, sarà quindi possibile migliorare il proprio news feed per renderlo più affine ai nostri interessi.

    Oltre a questa funzionalità, Facebook introduce anche il “Perchè vedo questo annuncio” che mostrerà come l’inserzionista ha caricato quelle informazioni e se l’inserzionista ha lavorato in partnership con qualche altra azienda.

    facebook perchè stai vedendo questo annuncio

    Ovviamente, questa funzionalità, che ripetiamo pian piano di propagherà per tutti gli utenti entro il mese di maggio di quest’anno, mostra soltanto una terzina di elementi, mentre non fa alcun cenno all’”argomento” che potrebbe spiegare anche la provenienza di un post che l’algoritmo piazza più in alto. Su questo punto Laura Rivera, responsabile di ricerca del progetto, al Telegraph dice che “l’argomento non è risultato tra i primi tre elementi principali dalla ricerca effettuata tra gli utenti”.

    Inoltre, questa funzionalità non spiega quale sia il peso di questi tre elementi tale da giustificare la selezione di questo o quel post, sarebbe stato utile, infatti comprendere anche, sulla base di quella terzina, quale dei tre ha avuto un peso maggiore. Altrimenti resta comunque, sebbene utile, un’informazione a metà. Quindi, possiamo affermare che questa nuova funzionalità, in realtà, mostra gli elementi che caratterizzano la posizione di un post sul news feed, ma non ne spiega il perchè.

  • Ecco un’analisi dei trend su Instagram in Europa e in Italia

    Ecco un’analisi dei trend su Instagram in Europa e in Italia

    Quando analizziamo l’evoluzione dei principali KPIs e metriche su Instagram, spesso prendiamo in considerazione dati globali e conseguentemente rischiamo di non avere una visione completa. Ecco allora una interessante analisi relativa all’evoluzione dei principali indicatori su Instagram in Europa e in Italia: investimento adv, contenuti e Stories.

    Quando analizziamo l’evoluzione dei principali KPIs e metriche su Instagram, spesso prendiamo in considerazione dati globali e conseguentemente rischiamo di non avere una visione completa. Attenzione, si tratta di un ottimo esercizio per comprendere le tendenze in atto e io stesso lo pratico frequentemente come ho fatto in questo articolo sull’advertising su Instagram. Tuttavia, i dati a livello mondiale sono spesso influenzati dal mercato americano. Quindi, questa tipologia di analisi può restituire dei risultati lontani da quella che è la nostra quotidianità ed operatività sul canale.

    Per questa ragione, in questo articolo ho riportato una mia recente analisi relativa all’evoluzione dei principali indicatori su Instagram in Europa e in Italia: investimento adv, contenuti e Stories.

    Investimento Adv

    Partiamo da una panoramica generale, relativa all’ecosistema adv dell’impero Facebook (non dobbiamo mai dimenticare chi è il proprietario/padrone di Instagram…), per poi rientrare nel dettaglio. Se analizziamo l’insieme delle campagne adv, al di fuori del posizionamento scelto, possiamo osservare una nuova maturità del mercato europeo. Infatti, i brand puntano ad obiettivi più avanzati nel percorso d’acquisto del consumatore con il drive to website (27.93%) che supera investimenti storici come engagement e reach. Insomma, meno awareness e più valutazione delle alternative.

    La distribuzione degli obiettivi adv su facebook, Instagram, audience network e messenger

    Andando in profondità di questi numeri, ovvero spostandoci dagli obiettivi al posizionamento adv, possiamo osservare come Instagram sia diventato un canale chiave con un risultato che tocca il 58.09%. Cifre che molto probabilmente non ti sorprenderanno ma che richiedono un ulteriore approfondimento.

    Distribuzione delle campagne adv in base al posizionamento: Facebook, Instagram, audience network e messenger

    Instagram è divenuto un posizionamento fondamentale e non ci sono dubbi a riguardo. Ciò nonostante, l’investimento resta fortemente ancorato a Facebook (71.4%) e la spesa su Instagram stenta a colmare il divario con un 26.47% di budget dedicato. Risulta quindi evidente lo scollamento tra la distribuzione del posizionamento (58.09%) e quella del budget (26.47%).

    La distribuzione della spesa adv su facebook, instagram, audience network e messenger

    Molto probabilmente, questa evidenza non nasce dal nulla ma è figlia dei risultati ottenuti. Per giustificare questa affermazione, basta dare un’occhiata alla tabella in basso.

    Il CPC in Europa su facebook, Instagram, Audience Network e Messenger

    In Europa possiamo notare due grandi differenze:

    1. un CPC sensibilmente più alto rispetto a mamma Facebook (o.20 VS 0.77);
    2. un CPC più alto rispetto alle medie globali sulla piattaforma (0.45 VS 0.77).

    Ovviamente, questo risultato è anche figlio della crescita esponenziale dell’investimento sul canale rispetto a (soltanto) sei mesi fa. Una maggiore concorrenza porta fisiologicamente a costi crescenti. Ad ogni modo, deve suonare come un campanello d’allarme in merito a pertinenza della segmentazione del target e rilevanza dei contenuti proposti. Sicuramente, i brand possono trovare una boccata d’ossigeno investendo sulle Instagram Stories che al momento attuale presentano un basso livello di competizione adv (30.7% del budget adv VS 69.3% del Feed) garantendo un CPC più basso. Mi sembra doveroso ripetere che anche in questo caso, come precedentemente accennato, pertinenza e rilevanza devono essere centrali.

    Distribuzione della spesa adv su Instagram tra Feed e Stories

    Contenuti

    Come amo ripetere, i dati vanno sempre messi in relazione per poter essere correttamente interpretati. In Italia, contrariamente a come poteva essere all’inizio della piattaforma, non esiste una correlazione tra la frequenza di pubblicazione e l’engagement. Basta comparare i due dati e osservare le relative evoluzioni.

    Numero di contenuti pubblicati in Italia su Instagram

    Evoluzione dell'engagement su Instagram in Italia

    Al contrario, abbiamo una correlazione negativa: quando abbiamo picchi di contenuti condivisi le interazioni calano e viceversa. Ancora una volta, è la qualità del contenuto, in relazione ai bisogni dell’audience, a fare la differenza e non la quantità. Concretamente, bisogna sposare un approccio votato alla mappatura delle proprie Social Personas: prima l’analisi del target e solo dopo la creazione di contenuti. Saltare questo punto, andrà ad impattare l’investimento in toto.

    La tipologia di post condivisi su Instagram in italia

    La tabella appena riportata ci mostra come nel nostro paese la strategia editoriale sia ancora foto centrica, con le immagini singole che rappresentano il 73.93% dei contenuti condivisi. Ovvero, una maggioranza schiacciante. Di conseguenza, si apre un interessante ragionamento in merito al posizionamento. Ossia, in un feed in cui i brand comunicano esclusivamente per immagini singole può risultare molto interessante variare e arricchire le proprie leve di content marketing per differenziarsi agli occhi dell’utente che svogliatamente scrolla il feed. Comunque, dopo queste prime valutazioni, una domanda sorge spontanea: qual è il ritorno in termini di engagement a seconda della tipologia di contenuto?

    L'engagement su Instagram in Italia a seconda della tipologia di contenuto: foto, video e caroselli

    Come risulta evidente, il risultato più flagrante è quello relativo ai video che generano soltanto il 9.50% di interazioni e presentano un divario ancora maggiore se comparati con i risultati su Facebook.

    Le interazioni a seconda del formato su Facebook

    Nondimeno, bisogna ragionare in prospettiva e quindi mi lancio in una previsione: Instagram sta investendo molto sul formato video, basti pensare all’introduzione di IGTV, e una strategia classica di ogni piattaforma social è dare maggiore copertura (rigorosamente in fase iniziale) ai formati di cui si vuole spingere l’adozione per attrarre investimenti. Ergo, penso sia il momento giusto, prendendo anche in considerazione il basso livello di concorrenza, di investire su questo formato.

    Stories

    Concludo l’analisi con qualche dato relativo alle Instagram Stories. Come prevedibile, anche in Italia decolla l’adozione delle Stories da parte dei brand. Eppure, è interessante notare come ci sia un calo della condivisione di Stories, dal 60% al 45%, associato ai periodi (novembre e dicembre) in cui generalmente vengono condivisi più contenuti per via della stagionalità. Personalmente, penso sia un’occasione mancata in quanto durante il periodo pre e natalizio le Stories possono diventare un ottimo strumento per generare consumer insight tramite i DM e gli sticker domande, oltre che un valido alleato per la scoperta di nuovi prodotti e offerte attraverso lo Swipe Up.

     

    L'evoluzione della condivisione di Instagram Stories da parte dei brand in Italia

    Infine, possiamo osservare come ci sia un aumento esponenziale della condivisione di Stories ma il principale veicolo per la reach restano i post con le Stories che superano appena il 5%.

    La portata della reach su Instagram in Italia: post e Instagram Stories

    Tre valutazioni a riguardo:

    1. questo dato fisiologicamente andrà ad evolvere, vista l’evidente crescita relativa all’adozione di questo formato;
    2. la maggiore copertura dei post richiede di ragionare in ottima integrata con i post che devono fungere da attivatori per guidare gli utenti sulle Stories dove saranno chiamati ad effettuare delle azioni in base allo storytelling scelto;
    3. anche a livello internazionale abbiamo un divario in termini di reach tra post e Stories ma meno marcato rispetto all’Italia, il dato globale mostra un volume di Stories più importante, con le Stories che rappresentano il 18% delle visualizzazioni uniche.

    Instagram stories: i dati globali sulla reach tra post e stories

    Per concludere, spero che questi dati possano esserti utili e se stai cercando esempi concreti su come ottimizzare la tua attività sul canale, ti rimando a un case study dedicato al brand La Redoute: come trasformare le interazioni in acquisti su Instagram.

  • Il Facebook down è stato causato da un cambio di configurazione del server

    Il Facebook down è stato causato da un cambio di configurazione del server

    Quello di ieri è stato il Facebook down più lungo da quando esiste la piattaforma, ben 15 ore di malfunzionamento che hanno coinvolto tutte le maggiori applicazione dell’ecosistema Facebook. E, dopo un silenzio di 24 ore, da Menlo Park fanno sapere che tutto è stato causato da una configurazione del server.

    Più o meno intorno alle 18 di ieri, 13 marzo, si registrava quello che verrà ricordato come il Facebook down più lungo da quando esiste la piattaforma, cioè dal 2004. Si è trattato di un malfunzionamento di ben 15 ore che ha finito per coinvolgere tutte le maggiori applicazioni di quello che è oggi l’ecosistema Facebook. E quindi è andato giù Instagram, Facebook stessa, WhatsApp, Messenger e anche Oculus. Insomma, in tutto il mondo di registravano difficoltà ad accedere alle applicazioni o, in alcuni casi, un funzionamento a singhiozzo o parziale che non permetteva l’utilizzo pieno della piattaforma. Ma se in passato, in situazioni analoghe, tutto sembrava risolversi nel giro di poche ore, il tempo di arrivare più in alto nei trending topic di Twitter (è successo lo stesso anche ieri), quello che è successo nella serata del 13 marzo ha fatto pensare a tante ipotesi, compreso un attacco hacker.

    facebookdown

    In realtà, a distanza di 24 ore, è proprio Facebook a rompere il silenzio e a far sapere che la causa di tutto il malfunzionamento è stata un cambio di configurazione del server che ha finito per rendere inutilizzabili, o quasi, tutte le piattaforme collegate. La notizia è stata diffusa su Twitter dall’account ufficiale di Menlo Park:

    Facebook sostiene che tutti i problemi siano stati risolti, in realtà, come dimostra anche downdetector.com, la situazione non è ancora tornata alla normalità, certo non si registrano i problemi di ieri, ma in alcune zone in Europa, ad esempio Londra e Madrid oppure sulla costa orientale negli Usa, come pure a San Francisco, si registrano ancora dei problemi. Problemi che ancora attanagliano anche Instagram, si registrano infatti ancora problemi sulle due coste degli Stati Uniti e anche in Europa, specialmente a Londra, in Germania, in Olanda e, in parte, anche in Francia.

    Nella serata di ieri molti non riuscivano a usare neanche Spotify a causa del mancato login attraverso Facebook che era ancora down.

    Facebook ha tenuto a precisare, anche stavolta, che non si è trattato di un attacco hacker, non vi è stata alcuna violazione o bug di nessun natura, a differenza di quanto accadde lo scorso novembre, quando invece un bug aveva reso la piattaforma inutilizzabile.

    E’ ipotizzabile, ma resta solo una ipotesi, che questo malfunzionamento, e quindi questo cambio di configurazione del server, possa avere a che fare con quell’integrazione tra le varie applicazioni, annunciata nelle scorse settimane e confermata qualche giorno fa da Mark Zuckerberg.

    Da far notare che ieri la piattaforma che ha fatto un po’ da cassa di risonanza, da megafono, da diffusore di notizie in tempo reale su quello che stava succedendo nel mondo in tempo reale, relativamente a #instagramdown e a facebookdown era Twitter che ha dimostrato quello che è il suo vero valore, ossia luogo dove le persone scrivono notizie e si informano al tempo stesso. E’ questo il punto di forza di Twitter che ieri era sotto gli occhi di tutti, apprezzando il fatto che in quel momento ci fosse, senza problemi.

  • Twitter, da oggi migliora (e di molto) la fotocamera

    Twitter, da oggi migliora (e di molto) la fotocamera

    Twitter da oggi lancia una nuova funzionalità che migliora la fotocamera, un miglioramento necessario. Con questo nuovo aggiornamento, sarà quindi più semplice scattare una foto e twittarla direttamente. Le foto e i video, a differenza di quello che succedeva prima, sono adesso più grandi e quindi più coinvolgenti.

    Twitter continua a migliorare l’uso della piattaforma, soprattutto da mobile. E in attesa che si completi il test pubblico sulle nuove funzionalità che riguardano le conversazioni (potete ancora provare a iscrivervi qui), siamo in grado di dirvi, in anteprima, che da oggi viene lanciata una nuova funzionalità che migliora l’uso della fotocamera, uno dei tanti punti deboli di Twitter. La versione precedente veniva spesso snobbata, per il fatto di rilasciare foto piccole, ma soprattutto non era abbastanza smart. Al punto che, in situazioni in cui magari era anche necessario scattare e twittare un’immagine live, si preferiva sempre fare un passaggio in più, ossia scattarla dalla fotocamera del telefono e poi caricarla nel tweet.

    Ma da oggi la fotocamera di Twitter viene migliorata molto e resa quindi molto più smart, proprio per permettere lo scatto e la narrazione in modalità più live.

    [pinterest-image message=”#Twitter da oggi lancia una nuova funzionalità che migliora la fotocamera, un miglioramento necessario. Sarà quindi più semplice scattare una foto e twittarla direttamente.” align=”center” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2019/03/twitter-immagini-fotocamera-2019-franzrusso.it_.jpg”]

    Da oggi vi accorgerete subito della nuova funzionalità permettendovi di:

    • accedere rapidamente alla fotocamera;
    • aprire l’app, scorrere verso sinistra e per vedere apparire la modalità videocamera.

    Due passaggi resi ancora più veloci in modo da poter scattare una foto e twittare subito.

    L’aggiornamento rende le foto e i video più grandi e coinvolgenti, valorizzando i contenuti media, che sono spesso uno strumento di conversazione. Twitter ha anche aggiornato il layout delle conversazioni per renderle ancora più semplici e intuitive.

    Nel corso delle prossime settimane, ci saranno altri aggiornamenti della fotocamera, in modo tale da renderla sempre più smart e facile da usare nei tweet. Inoltre, cosa non da poco, se l’utente si trova in una situazione in cui vuole twittare e dispone della geolocalizzazione, l’opzione fotocamera suggerirà automaticamente hashtag e posizione. Questo nuova opzione sarà disponibile in concomitanza dei grandi eventi e dei giochi sportivi negli Stati Uniti e si estenderà successivamente.

    Per l’occasione del nuovo lancio, Keith Coleman, Vice President di Consumer Product di Twitter, ci ha dichiarato: “Le persone sono su Twitter per vedere e parlare di ciò che accade in tempo reale. E’ facile condividere un’idea twittando ma lo vogliamo rendere ancora più semplice e far condividere agli utenti ciò che vedono con foto e video. Twitter vuole aiutare gli utenti a catturare ciò che vedono e condividerlo con l’audience giusta. Questo aggiornamento è un’evoluzione dei tweet in questa direzione”.

    Insomma, ci sembra un bel modo per valorizzare la fotocamera che molto spesso, come dicevamo prima, veniva snobbata. Siamo sicuri che gli utenti affezionati apprezzeranno, così come anche i nuovi (siamo sicuri sarà così).

  • Twitter lavora sul ‘nascondi tweet’ per dare più controllo agli utenti

    Twitter lavora sul ‘nascondi tweet’ per dare più controllo agli utenti

    Dopo la scoperta da parte di alcuni utenti, tra cui Jane Manchun Wong, sempre molto attenta, Twitter ha poi confermato di lavorare su una nuova funzionalità che permetterebbe di nascondere i tweet in risposta ad un tweet originale. Un modo per dare agli utenti sempre più controllo e per meglio preservare le conversazioni.

    Forse, dopo aver passato quasi tutto il 2018 a reclamare qui dal nostro blog un qualche segno di innovazione, Twitter comincia a fare sul serio per cercare di migliorare la piattaforma, soprattutto per dare agli utenti la possibilità di poterla utilizzare e controllare meglio. Dopo aver visto l’avvio del test pubblico, per il lancio di nuove funzionalità, alcuni utenti, tra i quali la sempre attenta Jane Manchun Wong, la prima a notarla, Twitter ha confermato, a stretto giro, di lavorare su una nuova funzionalità che permetterebbe agli utenti di nascondere i tweet di risposta ad un tweet originale (perdonate la ripetizione di “tweet” ma è per rendere più chiare a cosa serve la funzionalità). In pratica sarebbe più possibilità agli utenti di preservare la conversazione da possibili troll e anche da possibili risposte che potrebbero “avvelenare” la conversazione stessa. Si tratta di una funzionalità non da poco, in quanto uno dei motivi principali per cui gli utenti non si avvicinano alla piattaforma è proprio il fatto di non sapere come proteggersi da contenuti che spesso hanno solo lo scopo di rovinare una conversazione.

    twitter nascondi tweet

    La nuova funzionalità confermata da Michelle Yasmeen Haq, responsabile senior di Twitter, proprio in risposta al tweet di Jane Manchun Wong che svelava questa novità in corso, permetterà quindi agli utenti di nascondere il contenuto non in modo permanente, resta quindi un modo per scoraggiare tentativi di portare la conversazioni su toni più duri e che, spesso, non c’entrano nulla con quello di cui si discute. Michelle Yasmeen Haq, in risposta, ha avviato un vero thread fatto di 8 contenuti in cui ha spiegato che questa funzionalità ha il compito di rendere “più sane le conversazioni tra gli utenti, un aspetto per noi molto importante.

    Al momento non è dato sapere quando questa funzionalità verrà resa utilizzabile, si parla di qualche mese, ma da quanto spiegato, una volta individuato il tweet in risposta ad uno originale che si vuole nascondere, è sufficiente cliccare sul simbolo della “condivisione” e scegliere l’opzione “nascondi tweet”. Si tratta quindi di un “avvertimento” anche per coloro che partecipano alla conversazione del fatto che i loro tweet se abusivi oppure se fuori tema, violenti, fuori tema, e altro ancora, potrebbe essere nascosti.

    Il nuovo “nascondi tweet” si presenta come una modalità per proteggere la conversazione da utenti piuttosto molesti e uno strumento in più che si affianca a quelli già esistenti come “Silenzia” e “Blocca”. Solo che questi ultimi intervengono direttamente sull’esperienza di colui che silenzia o blocca, mentre il nascondi tweet va a coinvolgere anche gli altri utenti che partecipano alla conversazione.

    Ci sembra una funzionalità che prosegue nel solco che Twitter ha avviato per rendere la piattaforma, e quindi le conversazioni, più sane. E pensiamo che possa piacere anche agli utenti.

    E voi cosa ne pensate?

  • Evan Williams, co-founder di Twitter, lascia il board dopo 12 anni

    Evan Williams, co-founder di Twitter, lascia il board dopo 12 anni

    Evan Williams, che insieme a Biz Stone e a Jack Dorsey fondò Twitter nel 2006, dopo 12 anni lascia il consiglio di amministrazione. Williams, fondatore e CEO di Williams, in un tweet ha ringraziato i suoi compagni d’avventura: “Grazie Jack e Biz per aver avviato questa folle azienda insieme a me”.

    Evan Williams, co-fondatore di Twitter, lascerà il consiglio di amministrazione dalla fine di questo mese, è quando si legge nei documento depositati presso la SEC (Securities and Exchange Commission), l’organo di sorveglianza di Wall Street. Williams, oggi fondatore e CEO di Medium, la piattaforma di blogging, lascia il CDA da quando questo è stato costituito, ossia nel 2007, ecco perchè viene specificato che lascia dopo 12 anni. Anche perchè, sanno tutti ormai che Twitter venne fondata nel 2006, quindi 13 anni fa, da lui, da Biz Stone e Jack Dorsey, oggi di nuovo CEO di Twitter.

    L’addio di Williams, in un momento in cui Twitter è attiva per cercare di dare una sterzata alla piattaforma, vi abbiamo dato notizie qui sul nostro blog dei vari “cantieri” aperti e dell’avvio di recente del test pubblico per provare le nuove funzioni che presto verranno messe in uso per tutti sulla piattaforma da 280 caratteri.

    evan williams twitter

    La figura di Evan Williams è stata importante nella prima fase dell’azienda, è stato lui il primo CEO di Twitter ed è stato lui a dare una forma all’azienda che fosse in grado di affrontare del sfide di allora. Il suo mandato durò dal 2008 al 2010, quando poi venne il momento di Dick Costolo come nuovo CEO, l’uomo che invece diede a Twitter la forma di azienda in grado di riuscire a entrare a Wall Street, cosa che gli riuscì poi nel 2013, per poi cedere il testimone a Jack Dorsey nel 2015.

    Il periodo in cui Twitter era guidata da Evan Williams era quello in cui sulla piattaforma, nel 2008, si contavano appena 6 milioni di utenti che poi divennero il triplo l’anno successivo, 18 milioni, per poi arrivare ad essere 54 milioni nel 2010, quando Williams lascia la guida a Costolo. Erano anni in cui Twitter costruiva la sua ossatura, cresceva con ritmi tutto sommato soddisfacenti, anche se si caratterizzava, già allora, per il fatto di non riuscire a trattenere abbastanza gli utenti. Nel 2010 Twitter riusciva a trattenere sulla piattaforma solo il 40% degli utenti, Facebook, ad esempio, riusciva già allora a trattenere il 70%.

    La notizia dell’addio di Evan Williams ovviamente si è sviluppata su Twitter, con un primo tweet di Williams in cui scrive di essere stato fortunato a prendere parte al board dell’azienda per 12 anni, e in un altro ringrazia i suoi due compagni d’avventura con cui il 21 marzo del 2006 diede vita alla piattaforma da 140 caratteri:

    E la reazione di Wall Street non si è fatta attendere, il titolo TWTR ha guadagnato oltre il 3% facendo aumentare il valore di capitalizzazione a 24,32 miliardi di dollari.

    Vedremo se questo riuscirà a diventare una scossa per Jack Dorsey.

  • Twitter, ecco come prendere parte al test sulle nuove funzioni

    Twitter, ecco come prendere parte al test sulle nuove funzioni

    Nelle scorse settimane Twitter aveva annunciato l’avvio di un test pubblico per provare le nuove funzionalità su cui la società di Jack Dorsey lavora ormai da qualche mese. Ed ecco che da oggi è possibile prendere parte al test pubblico per poi, una volta accettata l’iscrizione, ricevere l’app in versione beta su cui provare le novità.

    Ne aveva dato l’annuncio al CES 2019 di Las Vegas Sara Haider, responsabile di prodotto di Twitter, durante un’intervista rilasciata da Engadget e ora si può dire che l’avvio del test pubblico per provare le nuove funzionalità della piattaforma è partito per davvero. Come certamente ricorderete, Twitter aveva annunciato delle novità da introdurre per migliorare la conversazione tra gli utenti, poi confermate agli inizi di quest’anno, quando era stato annunciato l’avvio di un test aperto ad un migliaio di utenti (anche se non si conosce ancora il numero preciso), previa iscrizione. Ed ecco che il link per l’iscrizione è stato pubblicato qui e chiunque può sottoporre la propria candidatura per diventare beta tester. Vi verrà richiesto da dove accedete principalmente su Twitter, in che lingua usate la piattaforma e da dove. Una volta inserite queste poche informazioni, dovrete solo attendere di sapere se la vostra iscrizione verrà accettata. E quando questa avverrà, potrete usare un’applicazione in versione beta con cui provare le nuove funzionalità da testare.

    [pinterest-image message=”Twitter avvia il test pubblico per le nuove funzionalità, ecco il link per iscriversi” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2019/02/twitter-test-pubblico-funzioni.jpg”]

     

    Le novità che Twitter sta studiando riguardano per lo più il tentativo di migliorare, e incentivare soprattutto, la conversazione tra gli utenti. In pratica nella version test le risposte ad un tweet compariranno evidenziate con dei colori. Le risposte al tweet che arrivano da persone che si seguono compariranno in blu, mentre quelli che saranno inviati dalla persona che ha iniziato la conversazione (con la pubblicazione del primo tweet) saranno in grigio, con un tonalità molto simile a quella che si vede già oggi nell’etichetta che individua il “tweet originale”. I colori non sono stati ancora ben definiti del tutto, dovrebbe esserci anche un colore verde. Ma si vedrà quale sarà l’esito dopo questa fase di test pubblico. Cambierà anche la forma grafica con cui viene visualizzata la conversazione.

    A dirla tutta, non è detto che l’introduzione di colori (già in uso ormai da tempo su tante applicazioni di messaggistica) possano migliorare davvero la conversazione su Twitter e anche ad incentivarla. Ma è interessante verificare quale sarà il feedback degli utenti.

    Leggi anche:

    Ecco come sarà Twitter con le nuove funzionalità

    Tra le novità ci sarà quella che nascondere dal tweet il conteggio delle interazioni, ossia retweet e cuoricino, che saranno visibile, insieme ai dettagli del tweet e alle altre opzioni di condivisione, solo se una volta cliccato sul tweet stesso. Si è discusso molto di come gestire e migliorare il conteggio dei tweet che sono spesso causa di una viralità “forzata” che non rispecchia il valore stesso del contenuto. Per questo Twitter ha pensato di proporre questo tipo di soluzione che, come le altre, dovrà passare il vaglio degli utenti.

    Ci sarà anche modo di testare anche il “tweet rompighiaccio“.

    Vedremo quale sarà l’esito da parte degli utenti ed è molto probabile che ci vorrà qualche mese prima di vedere le nuove funzionalità effettivamente in uso sulla piattaforma.

    Intanto, andate su questo link e iscrivetevi così da poter dire anche voi cosa ne pensate.

  • Ecco come si discute di yogurt sui social media

    Ecco come si discute di yogurt sui social media

    Lo yogurt spopola su Instagram ed è amato a colazione, soprattutto dalle donne che sono attratte da questo alimento sano e genuino, meglio se al naturale e biologico. A dirlo l’indagine dell’Osservatorio Digitale di Soluzione Group che, analizzando lo yogurt sui social per 10 giorni, ha registrato 46.500 utenti coinvolti e il trionfo dei brand Fage, Mila e Müller come i più citati.

    Partiamo dai dati. Il 2018 ha visto scendere la crescita dello yogurt (meno 1,2% a volume rispetto all’anno precedente), in tutti i canali di distribuzione, dai negozi piccoli ai grandi ipermercati. In controtendenza c’è quello intero biologico che è cresciuto di circa il 12% secondo le elaborazioni di Nomisma-Assobio. E in futuro? Il New York Times ha grandi aspettative sullo yogurt, infatti lo inserisce tra gli alimenti trendy che andranno per la maggiore durante il 2019.
    Di sicuro c’è che lo yogurt è molto popolare sui social media e Soluzione Group non ha dubbi. L’agenzia, specializzata in comunicazione digitale – grazie alle piattaforme di social listening Talkwalker e Fanpage Karma – dal 19 al 29 gennaio 2019 ha portato avanti una ricerca, registrando 2.500 mention inerenti a keyword legate al mondo dello yogurt e 46.500 persone coinvolte.

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    Su Instagram è amore

    Il sito più attivo è il blog di cucina e ricette Giallo Zafferano, con 115 post pubblicati sul tema, mentre quello più influente è Repubblica.it, con 476 utenti coinvolti. Le autrici dei contenuti sono per lo più donne (63,3%), attente al mondo della cucina e della sana alimentazione.
    Su Instagram gli utenti condividono con i propri follower immagini di ricette realizzate con lo yogurt (54,3%), ma anche momenti di pausa in compagnia di questo alleato della flora intestinale. Il secondo gradino del podio per i canali più utilizzati va ai blog (34,3%), dove tutti i giorni compaiono suggerimenti di preparazione e consigli d’uso che hanno lo yogurt come protagonista, mentre in terza posizione si piazzano le notizie online (9,7%), che con meno frequenza pubblicano news sul vasetto più trendy del momento.

    Hashtag

    #colazione, #breakfast, #healthyfood, #healthybreakfast sono gli hashtag più utilizzati per il mondo social dello yogurt, legato quindi al generale trend dei cibi salutari e sani, e collegato alla colazione come momento preferito dagli utenti per gustare il proprio vasetto.

    yogurt digitale hashtag

    Occasioni di consumo e gusti preferiti

    Il momento della colazione e lo yogurt greco vincono. Su un totale di 1.400 mention, il 70,4% degli utenti gusta il proprio yogurt durante la colazione, al naturale oppure all’interno di torte e altre ricette, mentre il restante (29,6%) lo mangia nelle pause di metà mattina o pomeriggio.
    Lo yogurt greco, su un totale di 657 mention, è il prodotto preferito dal 65,7%, cui segue lo yogurt magro, che ha meno gusto, ma ha dalla sua il vantaggio di apportare meno calorie.

    yogurt digitale

    Top brand

    Tra i brand più citati durante l’indagine dell’Osservatorio Digitale di Soluzione Group spiccano Fage, lo yogurt colato secondo la ricetta greca, segue Mila, il sapore dell’Alto Adige da gustare in tante declinazioni anche a base di latte di capra, mentre in terza posizione troviamo Müller, il brand del “fate l’amore con il sapore” noto per i suoi mix di yogurt e praline di cereali. Presenti in classifica anche i marchi lanciati da Danone (Activia e Vitasnella per citare i primi due), Yomo e Granarolo, Parmalat e Zymil. Scala la vetta dei più chiacchierati dagli utenti anche Arborea, nonostante sia un marchio sardo meno noto rispetto ai grandi colossi del mondo latticini.

    yogurt digitale brand

    Strategie e risultati su Facebook e Instagram

    Parmalat – stando a quanto emerso dalla piattaforma Fanpage Karma – è il brand che domina il palcoscenico di Facebook: con tutti i suoi brand raggiunge quota 665 mila seguaci; al secondo posto c’è Müller Italia, con 381 mila follower, cui seguono Granarolo con 340 mila like alla pagina e Fage Italia con 248 mila.
    La situazione cambia se si analizzano le interazioni degli utenti con i post: primo della classe è Latte Arborea, grazie a una strategia social focalizzata sulla propria pagina Facebook, seconda Activia (brand Danone), grazie a un piano editoriale Facebook ricco di contenuti, inoltre, buoni risultati emergono dalla pagella di Latteria Merano, che da un paio d’anni ha deciso di investire anche nei social e nel digital.

    yogurt digitale facebook instagram
    Su Instagram il brand di yogurt più seguito è Fage con 31 mila follower, seguito da Yomo (brand del gruppo Granarolo) con 24 mila e poi Granarolo con 22 mila. Parmalat è assente, perché per presidiare il canale Instagram usa il brand Zymil, che è in quarta posizione.
    Anche in questo caso lo scenario cambia se si considerano i post più attivi: protagonista è Actimel Italia che raggiunge il 6,9% di interazioni, seguito da Meggle Italia con il 6,8% e Mila Südtirol-Alto Adige con il 4,6%.

  • Ecco la Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2019

    Ecco la Mappa dei Social Network aggiornata a gennaio 2019

    L’ultima versione della Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza, aggiornata a gennaio 2019, non presenta grandi novità. Facebook cresce, oggi conta 2,32 miliardi di utenti ed è il social network preferito in 153 su 167 paesi nel mondo. E restando sempre nella famiglia Facebook, nell’ultimo anno è cresciuto Instagram, secondo in 44 paesi.

    Ormai è quasi un rito quello della pubblicazione della Mappa dei Social Network di Vincenzo Cosenza che, ormai da anni, studia e analizza i social network presentandoceli sotto forma di mappa geografica, mostrandoci la loro avanzata, o arretramento, su scala mondiale. Nell’ultima versione, quella aggiornata a gennaio 2019, non si notano grosse differenze rispetto alla versione di gennaio 2018. Dal punto di vista grafico sono molto simili. Ma ci sono alcuni aspetti che vanno sottolineati.

    Come abbiamo visto di recente, dall’ultima trimestrale, quella che ha chiuso il 2018, Facebook continua a crescere, arrivando a contare adesso 2,32 miliardi di utenti con una crescita, su base annua, del 9%. Dal punto di vista della mappa, Facebook risulta essere il social network preferito in 153 paesi su 167, vale a dire che è il preferito sul 92% del globo. E Facebook, rispetto alla mappa versione 2018, riesce pure a sottrarre dei territori a Odnoklassniki, piattaforma social russa nata nel 2006, e cioè Azerbaijan, Georgia, Moldova. Significa che la piattaforma di Zuckerberg in quelle zone potrebbe presto superare anche l’altra piattaforma russa, molto più usata come VKontakte (VK), anch’essa nata nel 2006, che a dicembre 2017 contava 81 milioni di utenti attivi da mobile.

     

    mappa social network gennaio 2019
    La mappa dei social network a gennaio 2019
    mappa dei social network gennaio 2018
    La mappa dei social network a gennaio 2018

    Dietro Facebook si conferma l’avanzata dell’altra app di casa Menlo Park, e stiamo parlando di Instagram. Nelle 58 nazioni che Cosenza è riuscito ad analizzare, attraverso SimilarWeb e Alexa, Instagram si piazza secondo in 44 paesi. Ed è anche una delle poche piattaforme che riesce a piazzarsi anche in Iran, dove sappiamo vige la censura di stato.

    Dando un’occhiata alle altre piattaforme, Twitter resiste ancora i 9 paesi, quali Spagna, Irlanda, Arabia Saudita, mentre Reddit solo in Canada, Nuova Zelanda, Norvegia.

    mappa dei social network gennaio 2019 seconde piattaforme

    Insomma, il blocco Facebook è sempre più forte e definito, con l’avanzata di Instagram che diventa la seconda piattaforma più diffusa al mondo. Sarà interessante, come nota lo stesso Vincenzo Cosenza, notare come lo scenario cambierà con l’avanzata di piattaforme come Tik Tok che conta già più di 700 milioni di utenti in tutto il mondo. Per saperlo non ci resta che attendere un nuovo aggiornamento della mappa.

    E voi cosa ne pensate?

     

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