Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • Reggio Emilia, Bologna e Ferrara sono le città più attive sui social media

    Reggio Emilia, Bologna e Ferrara sono le città più attive sui social media

    I nuovi dati del rapporto ICity Rate 2018, che sarà presentato il mese prossimo a Firenze a ICityLab, decretano che, quest’anno, le città più attive sui social media in Italia sono Reggio Emilia, Bologna e Ferrara. Podio quindi tutto emiliano. Roma, Milano e Torino sono quelle che hanno più fan e follower su Facebook e Twitter.

    Le città italiane sono sempre più social, dai dati del nuovo rapporto ICity Rate 2018, che sarà presentato il mese prossimo a Firenze a ICityLab (17 e 18 ottobre 2018), sulla presenza, l’uso e la performance sui social network di 107 comuni capoluogo di provincia, confermano che crescono le città presenti sui social media, passano infatti da 94, del 2017, a 99 del 2018. Di conseguenza diminuiscono anche le città assenti sui social media, passando da 12 a 8 nel 2018, cioè Asti, Verona, Savona, Chieti, Brindisi, Vibo Valentia, Trapani e Enna.

    Ma la notizia più interessante è che le città più attive sui social media nel 2018 sono Reggio Emilia (che ha scalzato Torino, in testa lo scorso anno), Bologna e Ferrara (che si confermano sul podio). Tutte e le città emiliane hanno all’attivo 7 canali ciascuna. Si tratta quindi di un podio tutto emiliano.

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    Roma, Milano e Torino sono, invece, le città con più fan e follower su Facebook e Twitter, ma se si considerano il numero di seguaci in rapporto alla popolazione spiccano le performance di Firenze, che su Twitter è seguita dal 24,6% della popolazione, Verbania, Crotone e Pesaro, che su Facebook hanno un seguito rispettivamente pari al 41,5%, al 36,9% e al 34,5% della popolazione. Napoli, Cesena e Monza sono state invece nell’ultimo anno le città più attive su YouTube.

    Dando un’occhiata ai canali più utilizzati, ovviamente Facebook resta quello più usato, è scelto infatti come canale di comunicazione da 82 comuni capoluogo (tre in meno rispetto al 2017), seguito da Twitter con 79 città presenti (73 lo scorso anno), YouTube con 71 (67 nella precedente rilevazione) e Instagram con 26 (in crescita rispetto ai 21 del 2017). Stabile, invece, l’uso di Google+ (15), mentre cala la presenza delle città su Flickr (da 15 a 13) e su Pinterest (da 5 a 4). Ci sono anche alcuni comuni che hanno sperimentato canali inediti, come WhatsApp (Reggio nell’Emilia, Bologna, Rimini, Siracusa e Ancona) e LinkedIn (Roma Capitale e Pavia).

    reggio emilia bologna ferrara città social media

    Sempre per quanto riguarda Facebook, Roma è in testa per i “like”  in testa Roma, con 401.338 like, seguita da Milano, con 143.711, e Torino, con 119.130. Roma si porta anche in seconda posizione per numero di like guadagnati nel 2018 (+19.498) alle spalle di Bologna (+32.056) e davanti a Napoli (+18.750). Ma se si considerano i like in rapporto alla popolazione sono le piccole città a occupare le prime posizioni, con Verbania (41,5% della popolazione) a guidare la classifica, seguita da Crotone (36,9%) e Pesaro (34,5%). Anche il tasso di engagement premia i piccoli comuni, con Viterbo in prima posizione (31,2%), seguita da Pordenone (19,7%) e Aosta (10,9%).

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    Da punto di vista della presenta delle città italiane su Twitter, i dati ICity Rate 2018 ci dicono che il quadro è molto eterogeneo. Si passa da città come Bologna, con 65.800 tweet, totali o Roma con i suoi 37.000, a città come Fermo che sono bloccate a una sessantina di post totali oramai da oltre un anno. Se si osservano gli ultimi 12 mesi, ci sono città davvero attive e altre che hanno una presenza meno efficace. Si passa infatti da Venezia, la città che più si è data da fare nell’ultimo anno pubblicando 6600 tweet in soli 12 mesi, con una media di circa 127 post la settimana, a città che hanno fatto meno di 5 post alla settimana (ben 19 città sulle 79 che hanno un account twitter).

    Così come su Facebook, anche su Twitter sono le grandi città a vantare un seguito più ampio: Roma, con 446mila follower (15,5% della popolazione), Milano, con 332mila (24,3%), e Torino, con 216mila (24,5%).

    Tra i canali utilizzati dalle città italiane c’è anche YouTube. Negli ultimi 12 mesi sono Napoli, Cesena, Monza, Genova e Roma, le città che hanno usato più intensamente il canale YouTube. Anche su questo social, molto ampio il divario fra le città più attive, come Napoli che ha pubblicato in totale oltre 5mila video, e quelle più assenti, come Padova, Mantova, Gorizia, Brescia e Vercelli, ferme a meno di cinque video pubblicati. E non mancano casi di città con canali aperti ma inutilizzati da oltre un anno, come Latina, Sondrio, Prato, Pistoia, Matera, Gorizia, Forlì, Pisa, Ancona, Rieti e Salerno.

    Questo è il quadro completo che emerge dall’interessante indagine ICity Rate 2018, sono dati interessanti che ci dicono di un maggiore utilizzo dal punto di vista quantitativo degli strumenti. Siamo ancora forse lontani da una maggiore consapevolezza degli strumenti che poi porterà ad una migliore qualità, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. Ci vorrà tempo, ma siamo sulla buona strada.

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    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso, si prega di citare la fonte]

  • Google Pay è disponibile anche in Italia, la sfida ad Apple Pay è aperta

    Google Pay è disponibile anche in Italia, la sfida ad Apple Pay è aperta

    Google Pay arriva anche in Italia. Il nuovo servizio di casa Google permette di gestire le carte di credito/debito direttamente nell’account Google, consentendo di pagare in sicurezza su app e siti web e in tutti i negozi che supportano i pagamenti contactless e su tutte le piattaforme e app del colosso di Mountain View. Tra i partner supportati ci sono Banca Mediolanum, Boon, HYPE, Nexi, N26, Revolut, Widiba.

    Google Pay è finalmente, da oggi, disponibile anche in Italia, dopo essere stato già lanciato in 20 paesi del mondo. Il nuovo servizio trasforma lo smartphone, e lo smartwatch, in un portafogli. Infatti, Googel Pay permette di gestire le carte di credito/debito direttamente nell’Account Google, consentendo di pagare in sicurezza su app e siti web e in tutti i negozi che supportano i pagamenti contactless e su tutte le property Google (inclusi Google Play e YouTube). Con la nuova app Google Pay, gli utenti Android possono infatti effettuare pagamenti in pochi secondi. La app è compatibile con dispositivi dotati di sistema operativo Android (Android 5+) e con smartwatch Wear OS, dotati di tecnologia NFC.

    Per iniziare è sufficiente scaricare l’app Google Pay e aggiungere una carta di credito, di debito o prepagata (Maestro, MasterCard, Visa) emessa da una qualsiasi delle banche supportate – tra cui Banca Mediolanum, Boon, HYPE, Nexi, N26, Revolut, Widiba -, a cui si aggiungeranno nei prossimi mesi anche Iccrea Banca e Poste Italiane. Gli utenti possono attivare il servizio anche direttamente nell’app di mobile banking della propria banca (dipende dal proprio istituto di credito).

    Google Pay Italia

    Al momento di pagare basterà attivare lo schermo del telefono e appoggiarlo al terminale per effettuare il pagamento contactless, grazie alla tecnologia Near Field Communication (NFC). I negozi che offrono questo tipo di pagamento hanno in mostra il simbolo NFC/contactless o il logo Google Pay nell’area delle casse. È possibile pagare con Google Pay ovunque siano accettati i pagamenti contactless, tra cui a titolo di esempio: Autogrill,​ ​Bennet,​ ​Esselunga,​ ​H&M​, Leroy Merlin​, Lidl,​ ​McDonald’s,​ ​Profumerie Douglas e la rete Metropolitana ATM di Milano.

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]“Con Google Pay aggiungiamo un ulteriore tassello nel processo di semplificazione dell’esperienza dei nostri clienti” – afferma Marco Marazia, Direttore Commerciale di Widiba. “L’utilizzo dello smartphone è un’attitudine naturale anche per i servizi bancari, indipendentemente dall’età: quello che facciamo è essere sempre precursori di trend e innovazioni tecnologiche per restituire valore ai nostri clienti nel quotidiano. E così, con Google Pay integriamo tra i nostri servizi uno strumento di pagamento semplice, veloce e sicuro, pienamente in linea con lo stile della nostra Banca.”[/box]

    Google Pay Italia smartwatch

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]In Mastercard lavoriamo costantemente per rendere il futuro possibile, portando l’innovazione in ogni aspetto della vita e del business, per supportare i nostri consumatori e contribuire alla crescita dell’economia.” – ha affermato Michele Centemero, Country Manager Mastercard Italia – “Crediamo fortemente che i pagamenti digitali e mobile possano apportare benefici concreti ai consumatori e all’economia globale. Per questo confermiamo il nostro impegno in Italia per l’inclusione digitale e per costruire, insieme, una società senza contante, più inclusiva e conveniente per tutti.”[/box]

    Google Pay può essere selezionato come metodo di pagamento anche quando si effettuano acquisti online. È sufficiente cercare il logo Google Pay su siti web o app  – tra cui Asos, Booking.com, Deliveroo, Flixbus, Ryanair, Vueling – in aggiunta ai metodi di pagamento tradizionali. Inoltre, se l’utente ha già effettuato l’accesso tramite il browser Chrome, saranno sufficienti pochi clic per completare un acquisto su centinaia di siti: Chrome e Google Pay inseriranno infatti automaticamente i dati di fatturazione, consegna e pagamento per l’utente.

    Dal punto di vista della sicurezza, tema centrale per questo tipo di servizi, Google Pay si presenta come estremamente sicuro. I dati della carta di credito non vengono memorizzati sul dispositivo mobile, tantomeno all’interno dei sistemi del rivenditore. Quando l’utente effettua un pagamento in un negozio, le transazioni si svolgono usando un numero di carta virtuale, per cui il numero di carta reale resta protetto. Inoltre se un telefono o uno smartwatch Wear OS viene smarrito o rubato, è possibile usare la funzione “Trova il tuo telefono” per bloccarlo immediatamente da qualsiasi luogo, metterlo al sicuro con una nuova password o eliminare tutte le informazioni personali. Non sarà invece necessario bloccare la carta di credito, perché i suoi dati non sono presenti sul telefono.

  • Twitter introduce la possibilità di ritornare alla timeline cronologica

    Twitter introduce la possibilità di ritornare alla timeline cronologica

    Due anni e mezzo fa, Twitter introdusse la timeline che si basava sulle interazioni, permettendo agli utenti di visualizzare in alto i tweet più rilevanti. Una mossa che, a distanza di tempo, non tutti gli utenti hanno apprezzato. Ed ecco che Twitter annuncia presto la possibilità di ritornare alla timeline cronologia, quella che in pratica era l’impostazione originale della piattaforma.

    Era febbraio del 2016 quanto Twitter, a sorpresa, lanciò la timeline che si basava sulle interazioni, permettendo quindi che i tweet più rilevanti si posizionassero più in alto. Era un modo per rendere la piattaforma più coinvolgente, mettendo in evidenza agli utenti i contenuti più rilevanti condivisi dagli utenti con cui si interagiva di più. In pratica veniva messa in soffitta la modalità della timeline cronologica. Messa in soffitta appunto, perchè Twitter adesso, dopo una bella spolverata, ha intenzione di reintrodurla, ma non in modo definitivo.

    La notizia è che entro breve tempo gli utenti avranno la possibilità di scegliere se visualizzare la timeline con la modalità rilevante oppure scegliere di visualizzare la timeline in ordine cronologico inverso, proprio quella che era stata concepita nel momento in cui nacque Twitter nel 2006. Per fare questo, basterà andare in Impostazioni>Preferenze contenuti e deselezionare “Mostrami i migliori tweet per primi“. Da quel momento la timeline ritornerà completamente cronologica.

    Twitter timeline cronologica

    Twitter ha fatto questo annuncio dall’account @TwitterSupport, spiegando che questa decisione arriva dopo qualche tempo e dopo aver ricevuto feedback da parte degli utenti che chiedevano il ritorno alla vecchia timeline cronologica. La scelta è quindi, saggia a nostro modo di vedere, di equilibrare la piattaforma, permettendo all’utente di scegliere la modalità che preferisce. Sarebbe stato meglio forse introdurla già due anni e mezzo fa, forse, sarebbe stato un passo avanti notevole.

    Per Twitter cambia anche dal punto di vista strategico in ottica di sviluppo del business. La piattaforma adesso rilancia anche la modalità cronologica, due dinamiche diverse rispetto a quella rilevante che dovranno in qualche modo essere equilibrate per le aziende che vorranno investire in advertising. Ma la mossa è comunque importante perchè offre agli utenti maggiore controllo sulla piattaforma, lasciando la possibilità di scelta.

    E voi che ne pensate? Quale modalità scegliete, quella rilevante o quella cronologica?

  • Pinterest cresce, 250 milioni gli utenti globali. Mentre altri rallentano o stentano

    Pinterest cresce, 250 milioni gli utenti globali. Mentre altri rallentano o stentano

    Pinterest continua a crescere, mentre altre piattaforme rallentano o stentano a crescere. In una intervista al New York Times, il co-fondatore e CEO dell’azienda nata nel 2010, Ben Silbermann, ha annunciato che oggi la piattaforma ha 250 milioni di utenti, più di 175 miliardi di pin, in aumento del 75% dall’inizio del 2017.

    Mentre ci sono piattaforme che vanno incontro ad una crescita sempre più a rallentatore oppure incontro ad una crescita stagnante, come è il caso di Twitter, c’è da registrare invece che Pinterest continua a crescere. Per lungo tempo, dopo l’entusiasmo iniziale tra il 2012 e il 2013, si pensava che questa piattaforma, la prima ad dare vita a quella categoria di piattaforme di social network per interessi, dovesse rimanere una micro piattaforma, molto di nicchia e limitata. Invece Ben Silbermann, il co-fondatore e CEO dell’azienda nata nel 2010, in una intervista al New York Times, ha annunciato che oggi Pinterest conta 250 milioni di utenti a livello globale, più di 175 miliardi di pin, in aumento del 75% dall’inizio del 2017.

    Sono dati che in effetti testimoniano una crescita costante della piattaforma che a settembre dello scorso anno contava 200 milioni. Di fatto, in un anno è cresciuta di altri 50 milioni, ossia il 25% in più. E l’azienda oggi vanta un valore di 12,3 miliardi. Ben Silbermann ha anche detto che Pinterest in realtà non è un vero e proprio social network, ma una piattaforma diversa dalle altre che vuole essere un luogo sicuro per gli utenti, non politicizzata. Un strategia che alla fine ha pagato, spostando la piattaforma sempre più verso l’e-commerce piuttosto che verso i classici canoni dei social network.

    pinterest

    L’utenza globale di Pinterest arriva dagli Stati Uniti per oltre la metà e l’80% dei nuovi utenti arriva da altri paesi. Un dato molto interessante, e caratterizzante se vogliamo, è che il 98% degli utenti Pinterest dichiara di provare per davvero le idee che trova sulla piattaforma, contro il 71% delle altre piattaforme.

    Solo qualche anno fa erano davvero pochi a scommettere su Pinterest, eppure oggi crescere e si avvicina sempre di più anche a Twitter.

    pinterest facebook instagram osservatorio agcom marzo 2018

    In Italia Pinterest, secondo i dati che ha raccolto l’Osservatorio sulle Comunicazioni di Agcom, conta 6,1 milioni di utenti, in crescita dai 4,5 milioni dell’anno precedente. Di fatto, è la quinta piattaforma più seguita dagli italiani.

  • Twitter al lavoro su una nuova versione desktop, il test per pochi utenti

    Twitter al lavoro su una nuova versione desktop, il test per pochi utenti

    Da oggi un ristretto numero di utenti ha la possibilità di usare una nuova versione desktop di Twitter. Si tratta di una Progressive Web App (PWA), una versione ibrida che cerca di portare anche nella modalità desktop le normali funzioni da mobile. Come la modalità notturna, i segnalibri e anche la modalità risparmio dati.

    Dopo aver testato funzionalità per lo sviluppo della piattaforma, soprattutto in chiave mobile, da oggi Twitter ha lanciato una nuova versione per il web e desktop della piattaforma, in modalità test visibile e utilizzabile solo per un ristretto numero di utenti. Si tratta di una Progressive Web App (PWA), una versione ibrida della piattaforma che cerca di portare anche nella modalità desktop le normali funzioni da mobile. Da quello che si vede, si tratta di una versione che davvero rivoluziona l’uso di Twitter da desktop, avendo, già dal punto di vista grafico, molte similitudini con la versione mobile.

    Trattandosi quindi di una versione che cerca di rendere l’esperienza dell’utente desktop più vicina a quella mobile, Twitter ha quindi incorporato in questa versione tre funzionalità principali, per adesso, trattandosi di un test.

    nuova versione desktop twitter profilo

    Per prima cosa, siamo di fronte ad una versione che sposta tutto sulla destra mettendo la timeline, dove scorrono i tweet condivisi sulla sinistra. Sulla destra troviamo quindi il riquadro con i suggerimenti di chi seguire e, più in basso, le tendenze in tempo reale. Cambia anche la pagina profilo. La struttura è la stessa della home, solo che viene rivoluzionata l’immagine header, diventa quindi molto più piccola, e lo spazio a destra dell’immagine di copertina viene occupato dalle immagini condivise, quelle che prima di trovavano un po’ più in basso a sinistra.

    Guardiamo adesso le funzionalità introdotte.

    twitter nuova versione desktop segnalibri

    La prima è la possibilità di poter utilizzare la funzionalità dei segnalibri. Lanciata alla fine di febbraio di quest’anno per l’app mobile, è stata una delle funzionalità più apprezzate dagli utenti. La possibilità di poter salvare i tweet anche nella versione desktop è sicuramente una grande idea. Siamo sicuri che sarà molto apprezzata da tutti, una volta che Twitter rilascerà questa modalità per tutti gli utenti.

    nuova versione twitter modalità notturna

    Altra funzionalità che ha riscosso un buon successo da mobile è la modalità notturna, lanciata a luglio del 2016 per Android. La modalità è attivabile dal menù principale, solo che a differenza della versione mobile, individuabile dalla luna in basso a sinistra, da desktop è attivabile spostando verso destra la leva della voce, appunto, Modalità notturna.

    Terza funzionalità che viene introdotta in questa versione PWA è quella del Risparmio dati, attivabile sempre spostando la leva verso destra. Una volta attivata, Twitter impedisce la visualizzazione in automatico di immagini e video, rilasciando il contenuto nella modalità che vedete nell’immagine che abbiamo ricavato.

    nuova versione desktop twitter nuovo tweet

    Ma non è tutto perchè cambia anche relativa alla composizione del tweet, adesso è uno spazio più aperto perdendo quella caratteristica di “scatola chiusa” che avevamo sempre visto finora. Cambia anche la modalità i incorporare i tweet, adesso è possibile modificare il colore del link e dello sfondo.

    https://twitter.com/Twitter/status/1037742693575733248

    Twitter non ha rilasciato alcuna comunicazione ufficiale riguardo a questo test, tranne il tweet che vedete qui sopra, e non ha neanche specificato chi e quanti sono gli utenti che ad oggi possono usare la nuova versione, avendo sempre la possibilità di poter tornare a quella precedente.

    Da quello che possiamo vedere, si tratta di una versione che ci piace molto, è rivoluzionaria più dal punto di vista della grafica, molto mobile. Apprezzabile il fatto che ci sia una certa corrispondenza, in termini di funzionalità, tra la versione desktop e quella mobile. Non ci è piaciuta, almeno per quello che possiamo vedere oggi, la pagina profilo. Il fatto che no ci sia l’immagine header in alto più grande, rende il tutto più impersonale.

    Gli utenti che sono in grado di visualizzare e usare questa modalità sono invitati a fornire a Twitter feedback in modo da migliorare ancora la versione. E’ quindi probabile che la versione che vi abbiamo descritto può subire qualche cambiamento.

  • Facebook, più del 25% degli utenti Usa ha cancellato l’app dal proprio smartphone

    Facebook, più del 25% degli utenti Usa ha cancellato l’app dal proprio smartphone

    Gli effetti del caso Cambridge Analytica, l’esodo dei giovani, denotano per Facebook un periodo di difficoltà. A conferma di questo, l’ultima analisi del Pew Research Center, negli Usa, rileva che il 26% degli utenti ha cancellato l’app di Facebook dal proprio smartphone nell’ultimo anno. Il 54% dichiara di aver modificato le impostazioni della privacy.

    Il 2018 per Facebook non è certamente un bell’anno. Dall’esplosione dello scandalo Cambridge Analytica al Russiagate, dall’esodo degli utenti più giovani dalla piattaforma alle continue problematiche legate alla gestione della privacy degli utenti, non si può dire che per Mark Zuckerberg sia un periodo tranquillo. Per non parlare dei problemi a Wall Street con le perdite degli ultimi giorni che sono coincise con le audizioni di Sheryl Sandberg, COO di Facebook e di Jack Dorsey, CEO di Twitter, presso il Senato americano. La stessa Sandberg ha ammesso quanto sia difficile per Facebook individuare account con il solo scopo di “inquinare” la piattaforma.

    Questa doverosa premessa è stata fatta per introdurre quella che è poi la notizia in sè, ossia la pubblicazione dei dati dell’ultima analisi del Pew Research Center che delinea in maniera precisa quelle che possono essere indicate come dirette conseguenze di quello che abbiamo indicato in apertura di questo post.

    facebook addio

    L’analisi, effettuata nel periodo compreso tra il 29 maggio e l’11 giugno 2018 su un campione di utenti di età superiore ai 18 anni, rileva che il 26% degli utenti ha provveduto, nell’ultimo anno, ad eliminare l’app di Facebook dal proprio smartphone. Un dato che è molto significativo. Ma non è tutto.

    facebook cancella app smartohone pew research center

    Il 42% degli utenti intervistati, quindi più di 4 utenti su 10, hanno dichiarato di essersi presi una “pausa da Facebook”, per un periodo di diverse settimane. Il 54% degli utenti dichiara poi di aver modificato le impostazioni della privacy sulla piattaforma. Complessivamente, rileva il Pew Research Center, circa il 74% degli utenti Facebook dichiara di aver intrapreso almeno una di queste azioni appena descritte nell’ultimo anno.

    L’analisi poi mette in luce atteggiamenti diversi in relazione all’età degli utenti. E quindi, il 44% degli utenti 18-29 anni ha provveduto a cancellare l’app dal proprio dispositivo nell’ultimo anno, una percentuale quindi più alta tra i giovani che giustifica l’esodo in corso. E’ poi una percentuale più bassa quella rilevata tra gli over 65, infatti solo il 12% ha provveduto a cancellare l’app di Facebook.

    Come sapete, per affrontare lo scandalo Cambridge Analytica, nel pieno della sua potenza polemica, qualche mese fa Facebook ha ottimizzato in maniera notevole le impostazioni della privacy, rendendole più facilmente gestibili e rintracciabili. E ha anche reso più visibile la possibilità di poter scaricare i propri dati, effetti della GDPR. Ebbene, l’analisi rileva che solo il 9% degli utenti Usa ha provveduto a scaricare l’archivio dei propri dati. Il 47% di questi ha poi provveduto a cancellare Facebook dal proprio smartphone.

    Insomma, ribadiamo quanto detto in apertura, per Facebook non è un bel periodo. Ieri il titolo ha perso ancora il 2,33% a Wall Street. E, parlando di esodo dei più giovani, abbiamo visto quanto questo fenomeno stia dffondendosi anche nel nostro paese.

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    [L’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, si prega di citare l’autore nelle eventuali condivisioni; se i proprietari dei loghi la ritenessero inopportuna sarà modificata o eliminata all’occorrenza]

  • Instagram, gli utenti complessivi in Italia sono 19 milioni

    Instagram, gli utenti complessivi in Italia sono 19 milioni

    Secondo i dati rilevati da Vincenzo Cosenza, gli italiani che usano Instagram sono 19 milioni, in crescita di 5 milioni rispetto allo scorso anno, +35,7%. Sarebbero poi stimati a 11 milioni gli utenti giornalieri. Dato ancora più interessante è che gli italiani amano le Stories: con questa modalità sono raggiungibili 14 milioni di utenti.

    Abbiamo più volte sostenuto quanto gli italiani amino Instagram e i nuovi dati elaborati da Vincenzo Cosenza ne sono una ulteriore conferma. Il tema Instagram nel nostro paese è sempre più al centro delle conversazioni che riguardano il social media marketing, è la piattaforma che gli italiani stanno apprezzando sempre di più. L’andamento dell’interesse, appunto, se osservato negli ultimi due anni, è sempre in grande crescita. I dati rilevati da Cosenza ci dicono che ad oggi gli italiani che usano Instagram sono 19 milioni, un dato in crescita rispetto ai 14 milioni rilevati a giugno del 2017. Si tratta di una crescita del 35,7% in un anno, un dato anche più alto di quello rilevato tra il 2016 e il 2017, quando la crescita fu del 27%. Le stime di Cosenza dicono anche che 11 milioni sono gli utenti che usano la piattaforma ogni giorno.

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    Prima di passare a vedere i dati più in dettaglio, conoscendo meglio l’utente Instagram italiano dal punto di vista demografico, è utile dire che Instagram Stories alla fine si è dimostrata una modalità utile. Dai dati rilevati, attraverso lo strumento advertising, emerge che gli italiani raggiungibili attraverso le Stories sono 14 milioni. Un dato che piacerà molto alle aziende.

    Ecco chi è l’utente italiano che usa Instagram

    Ma chi è l’utente Instagram italiano? Instagram in Italia è usato più dalle donne che dagli uomini, anche se non si registra un vero predominio. Infatti si tratta del 51% di donne contro il 49% di uomini, quasi parità. Instagram piace a tutti. Dal punto di vista dell’età, il 59%, quindi più della metà ha un’età non superiore ai 35 anni. Un dato che può essere messo in relazione con Facebook che, come abbiano visto di recente, sembra non essere più una piattaforma per giovani, come accadeva un tempo.

    Instagram Italia 2018 vincenzo cosenza franzrusso.it

    La fascia di età più rilevante su Instagram è quella 19-24 anni, il 20,6% del totale. La fascia 25-29 anni rappresenta circa il 16%, quella 30-35 anni circa il 13%, quella 36-45 anni il 18% e quella 46-55 anni il 14%. Solo il 9% la fascia di età degli over 56. Cosenza fa notare che, nell’ultimo anno, le fasce di età cresciute maggiormente sono quelle degli ultra 35 anni. In particolare le fasce 36-45 anni del 42%, 46-55 anni del 69% e degli over del 97%. E’ normale che anche Instagram venga sempre più usato da fasce di età più mature diventando sempre più popolare.

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    Leggi anche:

    Facebook in Italia non è più un social per giovani come un tempo

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    La fascia di età più giovane, quella che va dai 15 ai 24 anni, solitamente definita “Generazione Z”, resta comunque quella più affezionata alla piattaforma, usandolo almeno una volta al giorno.

    Sono dati quindi che da una parte ci offrono dettagli interessanti riguardo all’utente italiano che usa Instagram, ma sono anche dati che possono essere di grande aiuto per le aziende e ai marketer per meglio tarare le loro strategie di advertising, sempre tenuto conto degli obiettivi che ci si prefigge.

    E voi che ne pensate? Siete anche voi tra gli utilizzatori di Instagram? Raccontateci la vostra esperienza.

  • The Ferragnez, ecco i numeri dell’evento sui social media

    The Ferragnez, ecco i numeri dell’evento sui social media

    Di sicuro sarà ricordato come il matrimonio social dell’anno, nonostante tutto, ma resta il fatto che “The Ferragnez” è stato un evento che ha coinvolto più di 9 milioni di utenti sui social media. In collaborazione con Talkwalker abbiamo rilevato quelli che sono i numeri dell’evento: 336 mila contenuti condivisi e quello più condiviso non poteva essere che di Chiara Ferragni.

    E’ stato l’evento di cui più si è discusso negli ultimi giorni, un evento che sui social media è stato più volte ricordato come matrimonio dell’anno. Senza esagerazione è così, The Ferragnez è stato un evento che ha coinvolto, in maniera diretta, oltre 9 milioni di utenti, quindi, è a pieno titolo uno degli eventi più seguiti dell’anno sui social media. Questo va detto qualsiasi siano le opinioni a riguardo, in maniera del tutto oggettiva. Per questo motivo, insieme a Talkwalker, nostro partner di social analytics ormai da anni, abbiamo voluto indagare meglio. Dalla nostra indagine ne viene fuori che si tratta di numeri elevati, considerando i tre giorni dell’evento matrimonio. Si è discusso molto in questi giorni dell’evento dal punto di vista della comunicazione, del marketing, delle sponsorizzazioni (opportune o meno) che evidentemente ci sono state. Questo nostro contributo, meramente analitico, vuole fornire qualche elemento in più a queste discussioni, vuole aggiungere quel qualcosa in più, senza pretesa ovviamente, che permette di fare un’analisi più accurata di tutto quello che è stato l’evento The Ferragnez.

    the ferragnez chiara ferragni fedez social media

    A questo proposito, vogliamo segnalare due contributi che possono aiutare a fare questa analisi. Il primo è il post di Insopportabile che nel suo blog fa un’analisi dal punto di vista della comunicazione, mettendo in chiaro come questo evento dimostri che “unica differenza è che l’esclusiva la gestiscono loro, i diritti li gestiscono loro, i contratti e gli introiti li gestiscono loro. Un modello di business applicato da manuale”. Il secondo contributo che vogliamo segnalarvi è la riflessione che fa Luca La Mesa mettendo in relazione l’elevata audience delle stories di Fedez, oltre 3 milioni vi visualizzazioni, rispetto a quelli che sono i dati Auditel dei principali canali televisivi. Un raffronto interessante che abbiamo ripreso nella nostra analisi, mostrandovi un ulteriore esempio che può aiutare nella riflessione di La Mesa.

    the ferragnez social media totale

    Detto questo, vediamo rapidamente i dati della nostra analisi. Nel nostro computo abbiamo considerato l’hashtag ufficiale #TheFerragnez insieme a quello che è stato poi a lungo in trending topic su Twitter, cioè #ferragnez. A questi, abbiamo poi aggiunto “Chiara Ferragni” e “Fedez“. Abbiamo quindi deciso di analizzare in maniera semplice quelli che sono stati i temi più condivisi. Da questa analisi è venuto fuori che i contenuti condiviso sono stati 336 mila, dove #TheFerragnez raccoglie il 33,4% delle condivisioni totali. Tra i due coniugi, Fedez è stato il più citato con il 27,9% rispetto al 15,2% di Chiara Ferragni. Notate, dalla grafica in alto come l’hashtag #ferragnez sia stato il più usato nella giornata di sabato 1° settembre. Gli utenti unici sono stati 69.600.

    the ferragnez social media tipi media

    Come vedete dal grafico qui sopra, Twitter è stato il canale social più utilizzato con il 92,1% dei contenuti condivisi. Instagram ha totalizzato il 4,4% dei contenuti condivisi, circa 11 mila, ma va detto, come vedremo più avanti, che la maggior parte dei contenuti più condivisi, e l’influencer in assoluto, provengano proprio da Instagram.

    The Ferragnez, il sentiment

    Il sentiment dell’evento è positivo, l’unico momento rosso rilevato dall’analisi riguarda le discussioni nate sulle sponsorizzazioni, in particolar modo su Alitalia.

    the ferragnez social media sentiment

    the ferragnez social media sentiment

    Come potete notare, in ogni caso, il 77,8% degli utenti ha espresso un sentimen prevalente sulla “gioia”.

    The Ferragnez, engagement e utenti

    Proseguendo con la nostra analisi, arriviamo forse al dato più importante, dopo quello del totale delle conversazioni. La nostra analisi ha rilevato un numero enorme di impressions, quindi il totale di tutte le persone che hanno visto i messaggi condivisi e di quelle potenzialmente raggiunte senza che abbiano espresso un’azione, che è in questo caso di 302,7 miliardi. Ma il numero davvero interessante, come diciamo sempre, è quello relativo all’engagement effettivo, al coinvolgimento netto, ossia al numero di persone che hanno espresso un’azione concreta. In questo caso gli utenti effettivamente coinvolti sono 9,3 milioni.

    the ferragnez social media engagement

    Nel solo giorno del matrimonio l’engagement è stato di 3,8 milioni.

    E questo invece è il dato riguardo a scoprire chi sono stati gli utenti che hanno seguito l’evento sui social media. Il 69,3% erano donne, mentre il 31,7% uomini. Notare come il grosso dell’audience avesse un’età compresa tra i 18 e i 34 anni; la fascia di età 18-24 anni è quella poi più presente.

    the ferragnez social media utenti

    Questi i temi più condivisi durante la tre giorni di evento:

    the ferragnez social media temi

    E questa è la “mappa di calore” delle condivisioni a livello globale, l’Europa ha partecipato molto attivamente. Ma non sono mancate condivisioni dagli Usa e dal Sud America.

    the ferragnez social media mappa di calore

    The Ferragnez, influencer e contenuti più condivisi

    Ora passiamo al tema contenuti più condivisi e infuencer dell’evento. Come già anticipato, l’influencer in assoluto è stata proprio Chiara Ferragni con il post del secondo abito del matrimonio pubblicato su Instagram domenica 2 settembre:

    https://www.instagram.com/p/BnO4Q6XHbYY/

    Oltre 1,2 milioni di like e questa è la virality map del post

    the ferragnez social media contenuto mappa viralità

    Questi poi gli altri influencer dell’evento, sempre da Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BnMQ3SvlOQq/

    https://www.instagram.com/p/BnJCZCqBS3D/

    https://www.instagram.com/p/BnMWTrnAjVb/

    https://www.instagram.com/p/BnPXIDjDf7e/

    Questi invece sono gli influencer su Twitter con @supermodeldaily accoun più coinvolgente, seguito da @trash_italiano; terzo @Fedez:

    the ferragnez social media influencer twitter

    L’evento è stato molto seguito anche dai media, questa è la classifica di quelli più influenti dove si vede Vanity Fair come il più coinvolgente:

    the ferragnez influencer social media news

    The ferragnez, i tweet più condivisi

    E ora passiamo a vedere la solita nostra carrellata dei tweet più coinvolgenti relativi all’evento The Ferragnez. Quello più condiviso è proprio di @Fedez:

    https://twitter.com/supermodeldaiIy/status/1036003794356789249

    https://twitter.com/Valenteena_/status/1035513776878116865

    https://twitter.com/ElenaMTRP/status/1035442253626568705

    https://twitter.com/imdesperate91/status/1035474281516490752

    https://twitter.com/supermodeldaiIy/status/1035943850219659265

    https://twitter.com/jbowerslaugh/status/1035938438644740096

    https://twitter.com/__CrazyWoRlD__/status/1035478341392973826

    https://twitter.com/laspassosa/status/1035554119283613696

     

    Ecco, questo è il nostro resoconto dell’evento The Ferragnez, grazie al nostro partner Talkwalker. Sperando che questo possa contribuire ad arricchire le analisi che riguarderanno questo evento.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter, test su indicatore di stato e risposte in stile Facebook. E il modifica tweet?

    Twitter, test su indicatore di stato e risposte in stile Facebook. E il modifica tweet?

    Twitter in questi giorni mostra di essere intenzionato a migliorare la piattaforma, per renderla più “colloquiale”. Alcuni blog americani hanno riportato un tweet condiviso da Sara Haider, product manager di Twitter, in cui mostrava l’indicatore di stato e le risposte ad un tweet in stile Facebook. E il modifica tweet che fine ha fatto?

    Twitter è sempre più alla ricerca di funzionalità e modalità che possano rendere la piattaforma sempre più interessante e coinvolgente. Se qualche giorno fa vi davamo notizia di un breve test effettuato sulla funzionalità di suggerire chi non seguire, ecco che nuove funzionalità vengono testate dai manager di Twitter chiedendo un feedback agli utenti.

    La notizia, riportata da diversi blog e siti americani, è che Sara Haider, product manager di Twitter, ha condiviso un tweet in cui mostra due funzionalità che hanno l’obiettivo di rendere Twitter più “conversational”, conversazionale, nel senso di rendere la piattaforma più colloquiale o discorsivo. Dovrebbe essere quindi un modo per coinvolgere gli utenti sulla piattaforma con modalità che spingono alla conversazione.

    twitter conversazionale indicatore stato commenti(Clicca per ingrandire)

    Nel tweet della Haider si vedono due finzionalità:

    • l’indicatore di stato, che indica la presenza dell’utente in tempo reale, indicata dal pallino verde in basso a destra della foto profilo. Identica a quella che si vede su Facebook
    • sempre in stile Facebook, l’altra funzionalità è quella di far vedere le risposte ad un tweet in modalità “diretta”, sequenziale insomma.

    L’indicatore di stato potrebbe essere una buona idea per spingere gli utenti ad entrare in contatto, sarebbe una buona soluzione. Molti utenti hanno criticato questa funzione, nel senso di non voler rendere pubblico quando sono online, ma dalle risposte della Haider sembra che questa possa essere gestita direttamente dagli utenti. Insomma, non sarebbe male come idea.

    E sembra una buona idea, anzi una ottima idea, la modalità di rendere le risposte in stile Facebook, cioè in linea con il tweet, in modo tale da seguire la conversazione con un certo ordine. A differenza di quanto succede oggi, in modo non tropo chiaro che spinge spesso gli utenti in confusione, nonostante: “no, non stavo rispondendo a te, ma all’altro”.

    Anche Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha ripreso il tweet della Haider per stimolare ancora di più gli utenti nella conversazione e a fornire feedback.

    Anche se non sono mancati gli utenti che gli ricordano il #modificatweet. Sono passati ormai due anni da quando lo stesso Dorsey disse che era una funzionalità da prendere in considerazione. E sono passati ormai quattro anni da quando lanciammo questa idea proprio qui dal nostro blog! E’ molto probabile che le due funzionalità che abbiamo appena descritto siano implementate a breve, anche se non ci sono conferme. Mentre per il modifica tweet bisognerà aspettare ancora, a quanto pare.

    Immaginate se implementassero tutte e tre le funzioni, Twitter sarebbe più interessante. Non trovate?

  • Firefox impedirà il tracciamento dei dati per la privacy degli utenti

    Firefox impedirà il tracciamento dei dati per la privacy degli utenti

    Mozilla, la community conosciuta per la realizzazione del browser Firefox, uno dei più popolari, ha annunciato che il browser, dalla versione 63, impedirà in maniera predefinita il tracciamento dei dati per proteggere la privacy degli utenti. Si tratta di una iniziativa che impedirà agli inserzionisti, e non solo, di conoscere di più sugli utenti online.

    Mozilla da sempre si batte per mantenere Internet una risorsa pubblica e per la privacy degli utenti. L’annuncio fatto direttamente sul sito della community famosa per la realizzazione del browser Firefox è assolutamente in linea con quei valori. L’annuncio fa notizia per il fatto che il browser impedirà in maniera automatica e predefinita il tracciamento dei dati degli utenti, proprio per proteggere la loro privacy. Non è la prima volta che viene adottata una misura come questa, anche Safari e Chrome hanno adottato misure in questa direzione. Quello che c’è di nuovo in questa iniziativa di Mozilla è che per la prima volta vengono bloccati i tracker che rallentano il caricamento delle pagine web.

    firefox privacy tracciamento dati

    Mozilla nel comunicato spiega che nei prossimi mesi saranno effettuati degli aggiornamenti, in questa direzione, per poi arrivare a realizzare la versione numero 63 di Firefox (al momento la più recente è la numero 61) con il blocco predefinito del tracciamento dei dati.

    Non si tratta solo di proteggere gli utenti, ma anche di dare loro una voce.

    Come sapete, tracciare i dati degli utenti è una pratica ormai molto diffusa e vitale per gli inserzionisti che vogliono sapere di più sugli utenti, in modo da creare campagne pubblicitarie sempre più mirate, e per conoscere il percorso che l’utente compie per arrivare su una data pagina. Sono informazioni che in realtà dicono tanto sull’utente, ed è per questo motivo che da qualche anno il dibattito circa questa tema è sempre più acceso.

    Il fenomento dell’ad blocking

    Alcuni dati per comprendere meglio un argomento molto complesso, ha fatto bene Nick Nguyen di Mozzilla a dire, in apertura del comunicato, che si tratta di un argomento difficile da spiegare a chi non è esperto della materia. Secondo alcuni dati, recenti, pubblicati da Statista, negli Usa il 30% degli utenti utilizza l’ad blocking, cioè naviga e consulta pagine web senza visualizzare annunci pubblicitari. Si tratta di un terzo degli utenti online, nel 2018. Non sono pochi. In genere si usa bloccare gli annunci pubblicitari non solo per non vedere gli annunci, ma anche, e soprattutto, per non “lasciare traccia” e permettere quindi il tracciamento dei propri dati. Sperando che queste brevi nozioni sia state chiare, torniamo alla notizia di Mozilla.

    firefox fenomeno ad blocking

    E’ chiaro quindi che, adottando il blocco di default, la privacy degli utenti viene preservata maggiormente nella navigazione della pagine web, ma costituisce un duro colpo agli inserzionisti e a tutti coloro che costruiscono strategie e campagne su questi dati.

    Mozilla specifica, ed è bene sottolinearlo per chiarezza, che dalla versione numero 63 del browser (il lancio è previsto per il prossimo mese di ottobre) il blocco sarà predefinito, lasciando però all’utente diversi strumenti per decidere quali informazioni condividere.

    Il blocco predefinito del tracciamento dei dati in 3 fasi

    Le fasi che Mozilla prevede per il blocco predefinito del tracciamento dei dati sono 3:

    1 – Blocco dei trackers che rallentano il caricamento delle pagine. Questa funzione sarà attiva già nelle prossime settimane; sarà, salvo imprevisti, inserito di default nella prossima versione numero 63.

    2- Eliminazione del “cross-site tracking“, quella azione che permette di “seguire” gli utenti lungo tutto il percorso di navigazione online. Questa funzione rimuove i cookies e blocca l’accesso ai dati ai tracciatori di terze parti. Se tutto andrà bene, questa funzionalità entrerà in vigore con la prossima versione numero 65, prevista per gennaio 2019.

    3 – Ridurre al minimo quelle pratiche, come i tracker delle impronte digitali, che identificano gli utenti in base alla proprietà del dispositivo o gli script che sfruttano la forza dei dispositivi per il mining delle criptovalute.

    firefox nightly franzrusso.it

    Questa che vedete in alto è uno screenshot prelevato da Firefox Nightly, la versione beta della numero 63. Mostra già le prime due fasi che Mozilla vuole attivare sul browser.

    Quota di mercato di Firefox, in Italia e nel mondo, nel 2018

    firefox italia 2018

    Per finire, è utile, forse, sapere anche di cosa stiamo parlando dando un’occhiata alla quota di mercato di Firefox, in Italia e nel mondo, nel 2018. Se guardiamo i dati di StatCounter relativi a quest’anno, considerando tutti i dispositivi fissi e mobili, Firefox ha uno quota del 5,02%, mentre Chrome risulta essere il browser più usato con il 59,69%. I dati relativi al nostro paese ci dicono che Firefox ha uno quota dell’8,44%; Chrome è sempre il più usato con una quota del 61,82%.

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