Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Twitter Blue, negli Usa gli abbonati sono meno di 300 mila

    Twitter Blue, negli Usa gli abbonati sono meno di 300 mila

    Secondo un documento interno di Twitter, il cui contenuto è stato riportato da The Information, gli abbonati a Twitter Blue negli Usa, il mercato più grande della piattaforma, sono meno di 300 mila.

    Approdato da poco anche in Italia, e in altri 5 paesi (tra i quali Arabia Saudita, Francia, Germania, Portogallo e Spagna, per un totale di 12), al costo di 8 dollari al mese se effettuato dal web (che scendono a 7 se si sceglie l’abbonamento annuale) e di 11 euro se si sceglie l’abbonamento da iOS o Android, Twitter Blue, la versione premium di Twitter in realtà non sta decollando come si sperava. Anzi, come Elon Musk sperava.

    Dai numeri che sono stati diffusi in questi giorni, si capisce che le cose non vanno per il verso giusto e, forse, è il caso che proprio Elon Musk riveda un po’ gli obiettivi che si era prefissato di raggiungere in questo anno.

    Ma partiamo dai numeri. The Information, solitamente molto informato, nei giorni scorsi ha pubblicato un report citando un documento interno all’azienda il quale riportava che il numero di abbonati a gennaio di quest’anno, negli Usa, il mercato più grande per Twitter, ammontava a circa 180 mila utenti. Un numero decisamente inferiore alle attese e che si attesta tra lo 0,2% e lo 0,3% degli utenti attivi mensili, restano fermi agli ultimi dati.

    Twitter blue abbonamenti

    E con questi numeri, all’interno del mercato dove risiede il 62%, più o meno, degli utenti della piattaforma, è dura per Elon Musk trasformare Twitter Blue nello strumento in grado di fornire la metà degli introiti, fissati a 3 miliardi di dollari. Sta per diventare una sfida, quasi, impossibile.

    Ora, tenendo per buoni i numeri che si trovano all’interno di quel documento interno visionato da The Information, è verosimile dire che gli utenti paganti, negli Usa siano meno di 300 mila, ovvero sia 290 mila.

    https://twitter.com/travisbrown/status/1619722713786118144

    Le rilevazioni fatte dal ricercatore Travis Brown in effetti danno questi numeri che corrispondono a quelli contenuti all’interno del documento interno.

    Sulla base di queste rilevazioni, allora si può dire che Twitter sta guadagnando circa 7,2 milioni di dollari a trimestre, numeri tutto sommato non cattivi. Ma vanno comunque contestualizzati alla realtà di Twitter.

    E qui ritornano gli obiettivi fissati da Elon Musk con il suo programma “Twitter 2.0”. Infatti, questo programma prevede che i ricavi provenienti da Twitter Blue debbano raggiungere il 50% dei ricavi totali. Obiettivo al momento attuale assai poco raggiungibile.

    Se consideriamo il numero di circa 300 mila abbonati negli Usa, stiamo parlando di un numero molto piccolo rispetto al numero totale di utenti iscritti a Twitter. E anche dopo l’estensione di Twitter Blue ad altri paesi è molto probabile che la situazione, in proporzione, resti analoga.

    Quindi, come farà Elon Musk a raggiungere a cifra di 3 miliardi di dollari entro quest’anno se anche l’advertising comincia a soffrire? Dopo l’arrivo di Musk sono stata centinaia le aziende che hanno deciso si abbandonare l’advertising sulla piattaforma, per via delle tante decisioni controverse, assolutamente in antitesi rispetto alla gestione precedente.

    A tutto questo va aggiunto la recente decisione di cancellare l’accesso gratuito agli API e trasformarlo a pagamento, scelta che sta penalizzando le agenzie di social media monitoring, i ricercatori universitari. Si tratta di una scelta che avrà una ricaduta anche sulle aziende in termini di costi aggiuntivi.

    Va aggiunto anche l’intenzione di rendere la spunta per le aziende a pagamento, circa 1000 dollari al mese. Al momento un’idea che non ha ottenuto alcun riscontro positivo.

    Insomma, i numeri non sono rosei e le previsioni neanche. Mettere a pagamento la spunta blu, perché di questo si tratta, non comporterà un aumento di interesse ma, invece, un calo di attenzione verso un aspetto tanto agognato in passato. E al momento non si intravede alcuna motivazione particolare per passare alla versione premium, a meno che non avvenga qualcosa di veramente rilevante.

    Forse, il tema si riproporrà quando Twitter, da qui a qualche mese, annullerà tutte le spunte blu tradizionali, vale a dire circa 400 mila utenti che potenzialmente saranno disposti a pagare pur di mantenere la spunta. Certo, ci saranno altri 400 mila abbonati e niente più.

  • PeperoniAI, ecco l’intelligenza artificiale empatica

    PeperoniAI, ecco l’intelligenza artificiale empatica

    Arriva da Ferrara l’app di intelligenza artificiale empatica. Si chiama PeperoniAI, sviluppata dalla tech company ferrarese 22HBG, e ambisce a migliorare la vita delle persone. Già disponibile per iOS, presto lo sarà anche per Android.

    È un momento in cui non si parla d’altro che di intelligenza artificiale generativa, ossia quella in grado di generare nuovi contenuti o di modificare quelli esistenti. Esempio eclatante di queste settimane è rappresentato da ChatGPT, sviluppato da OpenAI che ha portato l’attenzione di tutti verso questo fenomeno che si stat ormai diffondendo a macchia d’olio.

    E propri da questa esperienza, in molto hanno notato che in effetti, accanto alla capacità di rispondere alle varie richieste in maniera, più o meno, esaustiva, mancava l’empatia, ossia quella capacità di coinvolgere l’interlocutore facendo leva anche sulle emozioni.

    Ebbene, abbiamo scritto “mancava” appositamente, perché da oggi, anzi da ieri, l’intelligenza artificiale empatica esiste e arriva da Ferrara.

    Si chiama PeperoniAI, dal nome della piattaforma di gestione contenuti da cui deriva. L’app di intelligenza artificiale , on line su iOS e presto sarà disponibile anche per Android, lanciata dalla 22HBG, tech company ferrarese fondata da Gianluca Busi. Partner di aziende internazionali leader nel campo della tecnologia e delle telecomunicazioni (recente l’apertura di una sede in Senegal), 22HBG promuove soluzioni digitali configurandosi come una Hub che “ambisce a migliorare la qualità della vita delle persone“, ‘umanizzando’, con la nuova App, la ‘freddezza’ dell’intelligenza artificiale.

    PeperoniAI intelligenza artificla empatia

    L’App, già scaricabile dall’App Store e tra le primissime in Italia, precede il bisogno dei clienti di potersi relazionare ad altri, per iscritto, con parole adeguate. Il modello di riferimento è OpenAi, dalla quale si differenzia per un’impronta empatica. Al testo si combina infatti l’umore, lo stato d’animo, i sentimenti che animano chi la utilizza, senza snaturarlo, con un tono che può essere formale o informale.

    Come funziona e a chi si rivolge PeperoniAI

    Come ci conferma lo sviluppatore, Renzo Marrazzo, “si è voluto rendere il risultato il più aderente possibile all’identità del fruitore/autore“. Diverse le categorie cui accedere: Media, Education, Writing, Marketing, suddivise a loro volta in tipologie di messaggio. E se per l’Education, ad esempio, si può chiedere di scrivere tanto il riassunto di un libro quanto una poesia, per il marketing si ottengono prevalentemente contenuti di copywriting. Un percorso intuitivo che conduce all’utilizzo di una semplice chat, che in pochi secondi dà riscontro.

    PeperoniAI, è rivolto a chi non ha dimestichezza con la parola scritta ma ha necessità di farsi comprendere; ai social media manager che devono realizzare post; ad utenti che vogliono soddisfare curiosità. Grazie a tutti gli elementi introdotti, il wizard fornisce anche idee. Categorie e tipologie di contenuti saranno potenziati nei mesi, automaticamente.

    Tra le implementazioni previste, cosa non da poco, il codice di programmazione per immagini e grafiche. Un approdo, quello dell’App, in linea con la filosofia dell’azienda, che ha dedicato il 2022 allo studio delle opportunità del Web 3, della Blockchain e del Metaverso, fino ad arrivare a Peperoni, Digital Content Manager che riduce i tempi di gestione dei contenuti aziendali e snellisce processi di archiviazione, catalogazione, distribuzione, misurazione.

    Un’esigenza sentita dai brand che puntano su una strategia di comunicazione che non sia solo social e che vogliono mettere ordine nell’accumulo di contenuti di diverso formato, quindi testi, video, audio, app e podcast.

    Allora Ferrara è pronta a diventare la nuova Silicon Valley?

    La Silicon Valley rimane un importante centro per l’innovazione tecnologica e l’imprenditorialità, ci sono anche opportunità per l’innovazione e l’imprenditorialità in altre parti del mondo. Anche una città come Ferrara, con le giuste condizioni e incentivi, può diventare un centro per l’innovazione tecnologica e l’imprenditorialità. Ciò potrebbe includere investimenti in infrastrutture, formazione e programmi di supporto per le start-up, e la creazione di un ecosistema favorevole per l’innovazione e l’imprenditorialità“. 

    intelligenza artificiale empatica

    AI tra lavoro, sicurezza e privacy

    Il lancio di ChatGPT, e di altri modelli di intelligenza artificiale generativa, hanno sollevato non poche preoccupazioni per le diverse implicazioni che un uso eccessivo e poco controllato può generare. Ma secondo 22HBG , le AppAI, possono migliorare la qualità della vita delle persone in svariati modi: fornendo assistenza nella gestione del tempo, nell’organizzazione delle attività quotidiane, nella comunicazione con gli altri, nell’apprendimento di nuove competenze e nell’accesso a informazioni utili. Su questo aspetto Renzo Marrazzo ci ha risposto:

    “Ci sono AppAI che possono aiutare le persone con disabilità a comunicare utilizzando la voce o il linguaggio dei segni; ad apprendere nuove competenze, come lingue straniere, matematica, scienze e molto altro ancora. Altre che possono fornire informazioni utili su una vasta gamma di argomenti, come la salute, il benessere, le notizie, la cultura, lo sport e molto altro ancora”.

    E rispetto al mondo del lavoro?

    «Da una parte si teme che l’adozione di tecnologie AI possa causare la perdita di posti di lavoro, soprattutto per le professioni automatizzate, anche se ci sono studi che indicano come l’adozione di tecnologie AI potrebbe creare nuovi posti di lavoro e migliorare la produttività. Dall’altra parte, c’è la preoccupazione che le tecnologie AI possano perpetuare o addirittura amplificare le disuguaglianze esistenti, come la discriminazione basata sull’età, il genere o la razza».

    E ancora, Marrazzo aggiunge la sua opinione anche su quello che riguarda altri due temi spinosi, legati all’intelligenza artificiale, come la sicurezza e la privacy.

    In generale, è importante considerare sia i benefici che i rischi delle tecnologie AI nel mondo del lavoro e adottare misure per mitigare i rischi e sfruttare al meglio i benefici. Ciò può includere la formazione e la riqualificazione per le professioni che potrebbero essere colpite dall’automazione, nonché la creazione di standard etici e di protezione dei dati per garantire che le tecnologie AI siano utilizzate in modo responsabile e rispettoso dei diritti umani“.

    Ecco, a questo punto non vi resta che andare sull’App Store e scaricare l’app PeperoniAI e metterla alla prova. E poi, se volete, fateci sapere cosa ne pensate.

  • Gli adolescenti tra digitale, gaming e social media nel 2023

    Gli adolescenti tra digitale, gaming e social media nel 2023

    Il tema Adolescenti e Digitale è di grande attualità e il report di Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids, presentato oggi, ci offre uno spaccato attuale. Più del 70% degli adolescenti intervistati teme l’uso improprio dei propri contenuti sui social media.

    Il tema Adolescenti e Digitale è di grande attualità per il fatto l’attenzione su come i giovani, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, si relazionano con il Digitale e i social medi ain particolare.

    E proprio oggi, nell’Aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è stato presentato il report “Tra realtà e Metaverso. Adolescenti e genitori nel mondo digitale” elaborato da Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids.

    La ricerca, condotta su un campione di 804 genitori e 815 giovani tra i 12 e i 18 anni tra il 7 e l’11 novembre, offre uno spaccato delle percezioni dei giovani tra i 12 e i 18 anni e dei loro genitori, sul rapporto con il mondo digitale, coprendo problematiche quali gaming, salute mentale, condivisione dei dati e, non ultima, privacy.

    Il report registra un aumento delle preoccupazioni, condivise da genitori e adolescenti, per quanto riguarda gli effetti negativi che possono nascere da una eccessiva esposizione agli schermi digitali da parte dei giovanissimi. E non sempre i giovani utenti hanno sviluppato una consapevolezza da indicargli come evitare i pericoli, controllarli o segnalarli.

    adolescenti digitale gaming social media 2023

    Ecco una sintesi del report.

    Rischi nel mondo digitale

    Il 65% dei ragazzi intervistati teme di essere contattato da estranei adulti (percentuale che cresce fino al 70% se si considerano soltanto le ragazze e gli utenti più piccoli, dai 12 ai 14 anni). Tra i rischi indicati dai soggetti intervistati emergono: il bullismo (57%), oversharing di dati personali (54%), la visione di contenuti violenti (53%) o sessualmente espliciti (45%), l’invio di contenuti di cui ci si potrebbe pentire (36%), le spese eccessive (19%), il gioco d’azzardo (14%).

    Al 48% degli utenti, quindi quasi la metà (53% nel caso di ragazzi 15-18 anni) è capitato di trovarsi di fronte a contenuti poco appropriati e nel 25% i contenuti apparsi li hanno turbati e impressionati. Nel 68% dei casi i contenuti più diffusi sono quelli violenti, seguiti immediatamente da quelli pornografici (59%) e sessualmente espliciti (59%), dai contenuti discriminatori e razzisti (48%), da quelli riguardanti il suicidio e l’autolesionismo (40%) o inneggianti l’anoressia e la bulimia (30%), ma anche il gioco d’azzardo (27%).

    I genitori risultano essere un punto di riferimento per i figli, nel caso di eventi spiacevoli accaduti online. Il 19% riporta di aver accolto le confidenze dei propri figli in passato, mentre il 49% ritiene che i propri figli ne parlerebbero in famiglia, anche se per il momento non sono ancora avvenuti episodi di questo tipo.

    Condivisione di dati, privacy e verifica dell’età

    Più del 70% dei 12-18enni intervistati prova una forte timore rispetto al fatto che i dati da loro stessi condivisi quotidianamente online (aggiornamenti sui social media, ricerche e navigazione sul web, tracce di dati del proprio utilizzo di Internet e degli smartphone) vengano utilizzati senza il loro consenso.

    Un dato interessante emerge sul punto relativo all’age verification da parte di social media, app e altri siti Internet: per gli adolescenti è di media 15 anni, per i genitori un anno in più, 16. In entrambi i casi si tratta di un discrimine superiore rispetto a quello individuato dall’Italia (14 anni) in seguito alla normativa europea per il consenso al trattamento dei dati.

    Il risultato del report dimostra l’importanza da parte dei giovani utenti e dei loro genitori dei sistemi di age verification e quindi della necessità di un loro utilizzo per un periodo più lungo. Per il 70% degli adolescenti intervistati sono molto utili per evitare di trovarsi in situazioni rischiose, per il 65% per fare in modo che non compiano azioni senza pensare alle possibili conseguenze e per il 61% per evitare che vedano contenuti inappropriati.

    Salute mentale nel mondo digitale

    L’utilizzo sempre più esteso delle tecnologie digitali non ha comportato solo una trasformazione nel modo di comunicare, ma ha anche un impatto sulla salute mentale di tutti, compresi i giovanissimi. Aspetto di cui, per la verità, non si parla molto ma che necessita una maggiore attenzione.

    Quasi un terzo dei giovani intervistati, il 27% di essi, dichiara di sentirsi ansioso o agitato senza l’utilizzo dei social (il dato sale al 29% tra i giovani utenti di 15-18 anni ed è del 26% dai 12-14); mentre il 22% risponde addirittura che si sentirebbe perso. Rispetto al 2018, da questo punto di vista, si registra un aumento del 10%.

    Inoltre, sempre rispetto a quattro anni fa, si dimezza la percentuale di ragazzi che sostengono che una lontananza dai social “non farebbe alcun effetto”.

    I contenuti fruiti sui social media potrebbero suscitare sentimenti negativi. Il 53% riferisce di aver provato sentimenti spiacevoli, come l’invidia per la vita degli altri (24%, soprattutto i 15- 18enni). Il 21% afferma che è capitato di sentirsi inadeguato, il 18% diverso, il 10% omologato. La restante parte prova solitudine (12%) o rabbia per le vite degli altri (9%).

    I giovani e il gaming

    Interessante la considerazione che i giovani fanno rispetto al gaming. Il 35% degli intervistati, in prevalenza maschi, ritiene che il gaming possa essere utile nel creare un clima positivo di classe tra i compagni; il 27% lo considera un possibile strumento utile per l’insegnamento delle materie scolastiche e la stessa percentuale lo considera applicabile nella pratica sportiva. Il 25% suggerisce come il gaming possa essere utile nell’aiutare ad affrontare le difficoltà psicologiche e il 15% lo considera potenzialmente importante nell’ambito della salute mentale. Inoltre, il gaming ha una matrice relazionale: il 36% (45% nel caso dei maschi) dichiara di aver conosciuto persone nuove mentre giocava.

    adolescenti digitale gaming social media 2023

    Dalla ricerca emergono anche in maniera chiara i lati negativi del mondo del gaming dove risultano essere abbastanza frequenti gli episodi riconducibili alla discriminazione e all’esclusione: l’11% dei giovani intervistati dice di aver preso le difese di qualcuno, l’11% ammette di aver preso in giro qualcuno, il 10% riferisce di essere stato preso in giro, l’8% di essere stato escluso e il 6% di aver assistito a qualcosa che l’ha fatto sentire a disagio.

    Come si sentono i ragazzi e le ragazze quando giocano? Il 32% dice di sentirsi capace e il 14% si sente capito dagli altri giocatori.

    Dal report emerge anche un altro aspetto, non secondario, e cioè che il gioco può fungere da schermo protettivo nei confronti del mondo, finendo per isolare i ragazzi. Infatti: il 32% ammette di perdere la cognizione del tempo, il 13% teme di esserne dipendente, l’11% ha l’impressione di essere protetto dal mondo esterno e l’8% si sente isolato.

    Ecco, questa la sintesi dell’interessante report di Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids che potete consultare e scaricare, in versione estesa, sul sito azzurro.it.

  • Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Secondo quanto riporta The Information, Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con una perdita dei ricavi del 35%. Intanto oltre 500 investitori hanno smesso di fare advertising sulla piattaforma.

    Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con i ricavi in calo. Si tratta proprio del periodo di gestione di Elon Musk che ha acquisito in maniera formale la società il 27 ottobre dello scorso anno. Come sapete, Twitter è ormai una società privata e i conti trimestrali non sono resi più pubblici. Questi dati sono stati riportati da The Information dopo aver avuto modo di visualizzare i report e di leggere le annotazioni di Chris Riedy, Sales e Marketing di Twitter.

    E i numeri dicono che nell’ultimo trimestre del 2022 Twitter ha fatto registrare un calo dei ricavi del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un calo evidente che ci mostra quale sia l’esito della gestione da parte di Elon Musk dell’azienda Twitter.

    Twitter, in pratica, ha registrato entrate per 1,025 miliardi di dollari, pari ad appena il 72% dell’obiettivo interno dell’azienda per l’ultimo trimestre targato 2022. Informazioni che sono state estrapolate da una diapositiva mostrata da Riedy ai suoi collaboratori.

    Secondo quanto riporta The Information, prima che Musk assumesse la direzione di Twitter nell’ottobre 2022, le entrate dell’azienda erano pari al 98% delle proiezioni iniziali, come ha dichiarato lo stesso Riedy durante la riunione di presentazione dei risultati.

    Twitter calo entrate 2023 franzrusso.it

    Volendo fare un minimo di paragone, l’ultima trimestrale pubblica, quella di fine luglio 2022, le entrate erano state di 1,18 miliardi di dollari contro 1,32 miliardi di dollari.

    Ora, martedì scorso, e se ne è parlato moltissimo sui social media e non solo, le entrate giornaliere di Twitter erano inferiori del 40% rispetto allo stesso giorno di un anno fa.

    Una tendenza, questa, che se dovesse essere confermata, il fatturato del primo trimestre dell’azienda potrebbe scendere a circa 720 milioni di dollari. E, a quanto pare, i numeri forniti da Riedy sembrano confermare questo andamento. Anche se, secondo le previsioni interne, si ambisce ad arrivare a 732 milioni di dollari.

    Le previsioni, purtroppo, per Twitter non sono rosee. Infatti, sono ormai più di 500 gli inserzionisti di Twitter che hanno smesso investire in advertising sulla piattaforma da quando Elon Musk ha preso il controllo della società.

    A questo bisogna aggiungere che anche gli editori americani stanno rivedendo la propria posizione su Twitter. L’American Press Institute ha recentemente intervistato 50 redazioni giornalistiche e da queste interviste è derivato che il 67% non intende pagare per mantenere o aggiungere account verificati su Twitter; il 28,3% ha dichiarato di non essere sicuro della nuova gestione e solo il 4,3% ha detto che avrebbe pagato.

    Alla domanda se intendessero continuare ad usare Twitter come piattaforma di distribuzione, il 59% ha risposto che lo userà più o meno allo stesso modo, mentre il 20,5% ha detto che prevede di usarlo meno.

    Insomma, da quello che si intravede, lo scenario economico-finanziario di Twitter è tutt’altro che roseo e, per certi versi, si tratta di dati che non sorprendono, anzi. Si tratta di dati che confermano quello che era abbastanza facile da prevedere.

    In questa situazione, pensare che Twitter Blue, di cui si comincia ad offrire addirittura l’abbonamento annuo a 84 dollari, possa risollevare le sorti dell’azienda è un pensiero abbastanza arduo.

    Al momento, pe quelle che sono le condizioni reali, è difficile pensare che la modalità a pagamento attraverso Twitter Blue possa spingere gli utenti ad abbonarsi. Molto difficile per come oggi la piattaforma viene percepita e per come è stata gestita.

    Twitter non è arrivata alla fine dei suoi giorni, ma di certo è necessario un modello chiaro, inclusivo e sicuro per provare seriamente a crescere.

  • Podcast in Italia, alla ricerca di un modello sostenibile

    Podcast in Italia, alla ricerca di un modello sostenibile

    Sono 11,1 milioni gli utenti italiani che ascoltano podcast, numeri che testimoniano la crescita di attenzione verso questo formato audio. Solo che ancora si fa fatica a trovare un modello economico sostenibile.

    I Podcast in Italia sono in crescita, a differenza di quello che accade in altri paesi, pur potendo contare su un bacino di utenti molto più ampio. Ma nel nostro paese, l’attenzione verso i podcast non è mai diminuita, anzi. Si tratta di un formato di contenuto che sta spingendo anche le aziende a sperimentare con un certo successo. Ma in tutto questo c’è un “però”, ed è il fatto che, nonostante i numeri in crescita, i podcast faticano a trovare un modello economico sostenibile.

    Di recente sono stati pubblicati dei dati che mostrano come gli italiani siano grandi fruitori di contenuti digitali, un dato che durante la pandemia ha toccato i livelli più alti. Adesso, dopo gli ultimi due anni, la percentuale è leggermente in crescita anche se, guardando i dati relativi alla spesa che gli utenti italiani spendono per la fruizione di video e giochi online, si parla di 3,3 miliardi di euro nell’acquisto di contenuti digitali nel 2022.

    L’audio è parte dei contenuti digitali che gli italiani fruiscono maggiormente, ma relativamente all’acquisto si parla di audio musicali e non di audio podcast.

    E noi vogliamo soffermarci proprio sui podcast, formato che ci piace molto e che, siamo sicuri piaccia anche a voi che state leggendo.

    podcast italia 2023 franzrusso.it

    Come detto in apertura, in Italia gli utenti che ascoltano podcast sono in constante aumento. Erano 8,5 milioni nel 2020 e sono arrivati ad essere, secondo gli ultimi dati della Ipsos Digital Audio Survey 2022, 11,1 milioni. Un dato molto incoraggiante, del 5% in più rispetto all’anno precedente, soprattutto se lo mettiamo a confronto con altri mercati molto più evoluti da questo punto di vista, come Usa e Uk, cresciuti nel 2022, rispettivamente, del 5% e del 4,7%.

    Nel 2023 gli ascoltatori di podcast cresceranno a due cifre in Cina, Argentina, Francia e Germania e si prevede che Cina e Argentina continueranno a crescere a due cifre anche nel 2024.

    I Podcast in Italia stanno quindi entrando nella dieta mediatica degli utenti italiani, stanno rientrando nella tipologia di contenuti affidabili che interessano il pubblico. Da notare che il pubblico è giovane, è infatti composto dal 43% di utenti con età inferiore ai 35 anni. E lo smartphone resta il dispositivo più usato per l’ascolto nel 72% dei casi.

    Si tratta quindi di un contesto molto positivo, anche se ancora carente di un modello economico sostenibile e, ad oggi, sono responsabili di una quota ancora marginale sia della spesa del consumatore sia della raccolta pubblicitaria, come rilevano anche i dati dell’Osservatorio Digital Content promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.

    podcast italia 2023

    Quindi, nel nostro paese si assiste ad un processo di crescita che, però, non riesce a dare vita ad un mercato pubblicitario solido e costante. Spotify ha definito le potenzialità del podcast advertising pari a 20 miliardi di dollari.

    E questo avviene proprio quando nell’ambito dell’editoria si stanno valutando nuove forme di coinvolgimento dei lettori volte a promuovere nuovi canali e forme di diffusione dei contenuti, in modo particolare, appunto, i podcast.

    Si tratta quindi di un contesto positivo che trova conferma sempre nei dati della Ipsos Digital Audio Survey 2022 che rivelano come il ricordo delle pubblicità associate ai podcast resta stabile sui livelli elevati raggiunti negli ultimi anni, ossia del 71%. Resta prevalente nel ricordo la forma di adv prima/durante/dopo i podcast, anche se in calo. Crescono invece, nel ricordo, gli annunci letti dagli speaker e i podcast interamente incentrati su un brand sponsor.

    Ecco, questa nostra considerazione sui podcast ad inizio anno per evidenziare, coon dati alla mano, come questo formato audio abbia ancora un grande potenziale, anche se faticano a trovare la loro strada modelli di business più evoluti. Pensiamo, ad esempio, a modelli di abbonamento o acquisto singolo diretto.

    Ma, essendo ad inizio anno, non è detto che non possa succedere proprio in questo 2023.

    E voi ascoltate podcast? Quali e i che occasione li ascoltate? Sareste disposti a pagare o abbonarvi per l’ascolto? Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Il 2023 di Twitter inizia con il nuovo layout, fortemente voluto da Elon Musk, che ricorda molto TikTok. Ma ci sono altre novità, alcune già attive e altre in arrivo, che stanno definendo sempre di più il nuovo Twitter 2.0.

    In attesa di capire se, e quando, Elon Musk lascerà davvero il ruolo di CEO di Twitter, la piattaforma ormai nelle mani del proprietario della Tesla ha introdotto delle novità recenti e altre, più rivoluzionarie, stanno per arrivare.

    Dopo l’esito del sondaggio da lui indetto, attraverso il quale gli utenti hanno espresso il parere che debba lasciare il ruolo di CEO dell’azienda da lui recentemente acquisita, Elon Musk non sembra farci molto caso, anzi.

    Al momento il processo, pesante, di ristrutturazione dell’azienda prosegue e, allo stesso tempo, anche il processo di rivoluzione della piattaforma stessa.

    Sì, parliamo di rivoluzione nel senso che alcune delle innovazioni annunciate rischiano di cambiare Twitter in maniera radicale, al punto da farlo sembrare altro.

    twitter 2023 layout novità

    Oltre a tutto ciò che è successo negli ultimi due mesi, da quando Elon Musk è diventato proprietario di Twitter, l’intento qui è quello di mettere in evidenza ciò che è stato introdotto da allora e ciò che arriverà.

    Già, perché nello scorso fine settimana Elon Musk, come al suo solito, in un tweet ha annunciato delle importanti novità che, in parte, arriveranno nei prossimi giorni e in parte nelle prossime settimane.

    E cominciamo con la novità che arriverà nelle prossime settimane, nel mese di febbraio, quella più rivoluzionaria per gli effetti che produrrà.

    Twitter e i long-form tweet

    Non appena arrivato in Twitter, sapete che Elon Musk ha redatto il suo piano chiamato “Twitter 2.0”. Questo piano, dopo la robusta riorganizzazione dell’azienda (che ha portato al licenziamento di oltre il 60% dei dipendenti) aveva come obiettivo quello di allungare il numero dei caratteri a disposizione per comporre un tweet, al momento fermo a 280 caratteri.

    In pratica, viene introdotto il long-form tweet e Andrea Conway, designer di Twitter, ha di recente svelato alcuni screenshot di come sarà la nuova funzionalità. Quello che non si sa ancora è se i caratteri a disposizione saranno 2.500 o 4.000, come affermato da Elon Musk nelle scorse settimane.

    Ovviamente, in quanto rivoluzionaria, si tratta di una funzionalità che divide, nelle opinioni, gli utenti di Twitter.

    Twitter e la nuova interfaccia For you, in stile TikTok

    Un’altra novità, che ha annunciato Elon Musk, avrà un impatto abbastanza evidente sul layout di Twitter. In pratica, una delle grandi fissazioni del capo della Tesla, da oggi, e solo per i dispostivi iOS al momento, per passare dai tweet consigliati a quelli degli account seguiti basterà spostarsi a destra e a sinistra. Si tratta di una nuova interfaccia utente che nulla ha a che fare con quella attuale.

    Come annunciato attraverso l’account Twitter Support, da oggi ci sarà una impostazione di default, chiamata For youPer te, che sostituisce l’attuale Home, che definirà il feed algoritmico, e poi ci sarà una sezione chiamata FollowingSeguiti, che definirà il feed cronologico inverso. Scompare la stellina (ancora visibile su Android e sulla versione web) e che permetteva il passaggio tra i due feed, anche se resta sempre possibile passare al feed cronologico.

    Il passaggio tra i due feed viene reso possibile da uno “swipe” a destra e a sinistra.

    Non vi sfuggirà la pesante analogia con TikTok che, nella medesima forma, propone uno switch tra la modalità “For you” e quella “Following”.

    Quindi, “For you” ripropone sostanzialmente il feed della vecchia impostazione “Home”, ossia i tweet degli account che si seguono in ordine sparso, intervallati da tweet di account che l’algoritmo propone perché è possibile che possano piacere. Novità importante, che val la pena di sottolineare, è che anche se chiudete l’app avendo scelto l’impostazione “Following”, una volta riaperta si verrà riportati sempre all’impostazione di default, “For you”.

    Twitter e i nuovi segnalibri

    E poi, sempre uno dei punti fissi di Elon Musk, c’è una novità in arrivo che riguarda i segnalibri, la possibilità di salvare i tweet. E da quanto anticipato sempre da Andrea Conway sarà possibile salvare un tweet cliccando sull’icona, sempre la stessa, che ricorda molto quella già presente su Instagram, in alto a destra.

    Una volta salvato il tweet la stessa icona cambia colore, a ricordare il salvataggio. Questa novità arriverà entro il mese di gennaio.

    Twitter, i nuovi badge e le visualizzazioni pubbliche

    Tra le novità già adottate, per tutti gli utenti, ci sono i badge con colori differenti: blu per tutti gli abbonati a Twitter Blue (non ancora disponibile per tutti gli utenti), oro per le aziende e grigio per gli account istituzionali.

    E poi, di recente sono state rese pubbliche, su ogni tweet, le visualizzazioni di ciascun contenuto. Una novità anche questa molto divisiva tra gli utenti che, in realtà era già disponibile nella sezione Analytics ma non pubblica. Renderla pubblica per tutti, in effetti, non è una buona idea in quanto accentua, in maniera incontrovertibile, la distanza enorme tra le visualizzazioni e le interazioni che un singolo contenuto è capace di attrarre. Una distanza enorme che rischia di provocare anche effetti negativi.

    I Twitter Awards

    E ancora, tra le novità in arrivo c’è anche un potenziamento del motore di ricerca interno di Twitter, in realtà mai usato come si dovrebbe e che Elon Musk ha messo nel mirino.

    E, infine, vi è una novità che riguarda per lo più i creator, quando sembrava che la nuova gestione di Elon Musk se ne fosse completamente dimenticato. In pratica, la solita e ben informata Jane Manchun Wong ha scoperto che Twitter sta lavorando ad un sistema di stickers, quindi adesivi, che gli utenti possono acquistare per premiare i creatori dei loro tweet. Si tratta di una funzionalità che è molto simile (per alcuni la stessa) a quella già adottata su Reddit.

    E ci fermiamo qui con questa breve carrellata di novità, già concrete o in arrivo, che ci mostrano quanto Twitter stia cambiando in effetti.

    Un aspetto che tutti stanno già rilevando da qualche settimana a questa parte è che l’algpritmo di Twitter sta spingendo sempre di più verso una impostazione che è simile a quella di TikTok. Cerca quindi, nella impostazione che si chiamerà “For you” di cui sopra, di spingere contenuti di account che non si seguono in quanto crede che possano piacere. Una impostazione adottata anche da Instagram e da Facebook.

    Vedremo cosa succederà.

  • Instagram, nuova barra di navigazione a favore di Reels e contenuti

    Instagram, nuova barra di navigazione a favore di Reels e contenuti

    A partire dal mese di febbraio la barra di navigazione di Instagram subirà un nuovo aggiornamento. In risalto ci saranno i Reels e la creazione di nuovi contenuti, a scapito della sezione Shop. Si torna quindi alla pubblicità.

    A partire dal mese di febbraio, quindi entro poche settimane, la barra di navigazione di Instagram, quella che si vede in basso all’app, subirà una nuova rivoluzione. Coe si legge nell’aggiornamento della pagina Help Center, la nuova barra vedrà al centro il simbolo + con a destra l’icona dei Reels, attualmente occupata dall’icona dello Shop.

    Questo significa che Instagram vuole mettere sempre più in risalto i Reels, strategia che del resto non sorprende, e la creazione di contenuti, a scapito della sezione Shop. E pensare che solo a novembre del 2020 l’intenzione di Instagram era proprio orientata a sfruttare il momento della pandemia mettendo in evidenza la possibilità di poter acquistare direttamente dall’app.

    A partire da febbraio, stiamo modificando la navigazione di Instagram per rendere più semplice la condivisione e la connessione con i propri amici e interessi. La barra di navigazione nella parte inferiore dell’app avrà ora la scorciatoia per la creazione di contenuti al centro e Reels a destra“. Sono queste le parole che si leggono all’interno della nuova pagina dell’Help Center, in cui si legge anche che sarà possibile “creare e gestire il proprio negozio su Instagram, dal momento che continuiamo a investire in esperienze di acquisto che offrono grande valore agli utenti e alle aziende attraverso il feed, le storie, i reel, gli annunci e altro ancora“.

    nuova barra navigazione instagram

    Si tratta di una mossa strategica che mira a seguire una strategia che punta sui Reels, come dicevamo, ma che punta anche ad entrate sicure.

    Lo scorso mese di settembre Meta, attraverso uno nota interna ai dipendenti di Instagram, aveva messo in chiaro quale sarebbe stata la nuova strategia da perseguire. Strategia che, infatti, metteva da parte l’e-commerce puntando sulla pubblicità.

    Come detto, lo shopping non scompare, ma sicuramente avrà un ruolo più marginale rispetto a prima.

    Si tratta di un cambio di rotta che riflette, da certi punti di vista, il momento non florido di Meta che nella seconda parte del 2022 ha dovuto affrontare una pesante crisi di ricavi, con perdite legate, soprattutto, al massiccio investimento sul Metaverso che non ha prodotto i risultati sperati.

    Si torna quindi alla pubblicità, all’approdo sicuro. Solo che oggi l’advertising, alla luce di come gli utenti hanno modificato il proprio approccio, approdo tanto sicuro non lo è più.

  • Su Mastodon sono 2,5 milioni gli utenti attivi mensili

    Su Mastodon sono 2,5 milioni gli utenti attivi mensili

    Da quando Elon Musk ha preso possesso di Twitter altre piattaforme social media hanno conosciuto un momento di grande crescita, come Mastodon. Ad oggi gli utenti attivi mensili sulla piattaforma decentralizzata sono 2,5 milioni.

    Mastodon è sempre più popolare e usato. L’impennata di utenti si è registrata da quando Elon Musk ha preso possesso di Twitter, quindi tra la fine di ottobre e il mese di novembre.

    Spesso presentato come alternativa a Twitter, Mastodon ha ufficializzato alcuni numeri che dimostrano quanto questo successo sia ormai evidente e concreto. In un post sul sito ufficiale di Mastodon, Eugen Rochko, CEO, fondatore e sviluppatore principale di Mastodon, ha dichiarato che la piattaforma decentralizzata ha registrato un balzo nel numero di utenti dai 300 mila di ottobre ai 2,6 milioni di utenti attivi mensili del mese di novembre.

    Numeri che dimostrano quale sia stata la reazione di alcuni utenti al passaggio di Twitter nelle mani del fondatore della Tesla. La risposta è evidente.

    Il post di Rochko, in cui dichiara questi numeri, era in realtà nato in risposta ai divieti, imposti da Elon Musk e poi revocati, di condividere su Twitter link che riportano a Mastodon come anche ad altre piattaforma social media, com Facebook, Instagram, Tumblr e altre. Ma anche in risposta alla sospensione dei giornalisti, poi reintegrati.

    mastodon utenti 2022

    “Questo ci ricorda che le piattaforme centralizzate possono imporre limiti arbitrari e ingiusti su ciò che si può o non si può dire, tenendo in ostaggio il proprio social graph”, ha scritto Rochko. “Noi di Mastodon crediamo che non ci debba essere un intermediario tra voi e il vostro pubblico e che, soprattutto, i giornalisti e le istituzioni governative non debbano affidarsi ad una piattaforma privata per raggiungere il proprio pubblico”.

    Rochko pone un tema serio, argomento che mai come adesso si trova ad essere al centro del dibattito sui social media, quando ormai volgiamo verso la fine di questo anno ancora difficile, sulla scia dei precedenti.

    Mastodon è la piattaforma che più di altre raccoglie l’opportunità del momento, con il conseguente aumento di utenti attivi. Ma non è la sola piattaforma. Anche Tumblr ha ripreso vigore in questo periodo, facendo registrare un aumento di utilizzo della piattaforma del 96% negli Usa e del 77% in tutto il mondo.

    Solo qualche giorno fa l’attore Mark Ruffalo invitava i suoi follower a seguirlo su Tumblr. “Man mano che Twitter diventa più imprevedibile e dannoso per i gruppi emarginati, sto esplorando altre strade per connetterci”.

    Ma, come ricordato anche in altre occasioni, la situazione di Twitter, e non solo, pone le piattaforme social media a ripensare il proprio modello, ripensare e ricercare una nuova identità. Abbiamo già detto che forse ci troviamo di fronte ad un bivio stretto, superato il quale, qualsiasi direzione si decida di percorrere, i social media, per come li abbiamo conosciuti sin dall’inizio, rischiano di cambiare per sempre.

    Vedremo se il 2023 sarà l’anno in cui manterrà la sua tendenza in crescita e come cambieranno i social media. Noi saremo qui a raccontarvelo.

  • Elon Musk e la debolezza nel gestire il nuovo Twitter

    Elon Musk e la debolezza nel gestire il nuovo Twitter

    La gestione di Twitter da parte del nuovo proprietario Elon Musk si è rivelata come un segnale di debolezza del fondatore della Tesla. Nel tentativo di imporre la sua idea di libertà di parola, tutto si è rivelato senza un piano.

    Stiamo trattando la questione Elon Musk/Twitter sin dall’inizio della vicenda, partita con la scalata alla società per poi concludersi con l’acquisizione a fine ottobre di quest’anno. Un percorso pieno di episodi, di stop e ripartenze che, a vederli bene, rispecchiano molto quella che è la conduzione di Elon Musk del nuovo Twitter, il Twitter 2.0 come lo ha definito.

    Solo che a vedere gli ultimi giorni ci sembra che ormai il quadro del nuovo corso sia ben definito.

    Elon Musk ha acquisito Twitter allo scopo di renderlo una piazza in cui “regna la libertà di parola” e, a ben vedere gli sviluppi degli ultimi giorni sembra essere più chiaro che si riferisse alla “sua idea” di libertà di parola.

    Al di là di qualsiasi posizione politica, chiunque provi a guardare Twitter oggi si rende conto di quanto sia cambiato, non tanto nella sua forma, a vederlo da fuori sembra essere quasi lo stesso, ma nella sostanza. Vale a dire nelle conversazioni, nelle interazioni.

    Ormai ha rilevanza solo l’opinione affine e allineata a quella di Musk, il resto rischia di essere messo da parte se non, alla peggio, “sospeso”.

    elon musk twitter debolezza

    Elon Musk sta conducendo Twitter con una forte valenza politica, questo è fuor di dubbio. Questo era già evidente al momento in cui il magnate della Tesla ha cominciato ad interessarsi all’acquisizione. E non è un caso se, ad oggi, le opinioni definite di destra, quelle più conservatrici, a tratti estreme, sono le più forti, nel senso di più rilevanti. Non che questo sia un male, ma rendere rilevanti per cancellare le altre non sembra essere il massimo della democrazia.

    Ma questo non sarebbe nemmeno il male assoluto, anzi. Va ricordato che si tratta pur sempre di un’azienda privata e Musk può fare ciò che desidera.

    Ma in questo ultimo mese ci si è dimenticati fin troppo spesso che si sta parlando di Twitter, una piattaforma che col tempo ha acquisito un suo ruolo all’interno della società, ossia quello di essere uno strumento aperto a tutti, attraverso il quale condividere e informare. Con tutti i limiti che abbiamo conosciuto, e su questi blog ne abbiamo scritto tanto, il ruolo di Twitter è sempre stato questo.

    Il Twitter di oggi è diverso.

    Nei giorni scorsi sono stati sospesi account di giornalisti, di testate come Washington Post, New York Times, CNN. Sospesi e poi riattivati.

    È stato sospeso, per problemi di bug mai chiariti del tutto, Twitter Spaces e poi riattivato.

    Nella serata di sabato, 19 dicembre, l’account Twitter Support aveva pubblicato le nuove policy riguardanti le piattaforme social media concorrenti, stabilendo che non sarebbe stato più possibile pubblicare link di piattaforme come Facebook, Instagram, Mastodon, Truth Social, Tribel, Post e Nostr. Questo sancito con una pagina dedicata sull’Help Center e una serie di tweet dall’account Twitter Support. A distanza di qualche ora tutto cancellato. Cancellata anche la pagina web.

    pagine twitter support cancellata

    E poi, Elon Musk twitta un messaggio di scuse, lanciando, subito dopo, un sondaggio su di sè, chiedendo agli utenti Twitter: “Dovrei dimettermi da capo di Twitter? Mi atterrò ai risultati di questo sondaggio“.

    Il tweet-sondaggio ha ottenuto oltre 17,5 milioni di voti con il Sì che prevale con il 57,5% (più di 10 milioni) sul No fermo al 42,5%.

    Ora, posto che lo stesso Elon Musk aveva dall’inizio sostenuto che non sarebbe rimasto CEO di Twitter per sempre, ma adottare iniziative simili su tematiche così importanti, denota una certa debolezza. Una debolezza che si scontra con l’idea che tutti hanno di Elon Musk.

    Davvero si vuole condurre un’azienda come Twitter a colpi di sondaggi? Davvero si vuole garantire la libertà di parola negandola a dei giornalisti che, in quanto tali, pongono delle domande e dei dubbi? Davvero era questo il disegno di Musk? Davvero si vuole rendere Twitter un luogo chiuso su sè stesso, depauperandolo della sua caratteristica principale che è quella di essere una piattaforma aperta a tutti?

    Se fosse davvero così, sarebbe evidente che ci troviamo di fronte ad una situazione molto debole e che rischia di indebolire lo stesso Elon Musk, più di quanto non lo sia già.

    Elon Musk ha cercato di fare passare azioni di forza, come quella di sospendere i giornalisti o sospendere Twitter Spaces (il messaggio sottinteso era infatti “guardate che sono capace di farlo”) rivelatisi invece come manifestazioni di debolezza.

    Adesso non si sa cosa succederà e come Musk intende dare seguito a questo cambio di passo. Probabilmente non accadrà nulla di particolare. E probabilmente, se non dovesse rispettare l’esito del sondaggio, si troverebbe ad affrontare la medesima situazione che ha portato Jack Dorsey ad abbandonare Twitter, ossia quella di essere CEO di Twitter e contemporaneamente di altre società, Tesla su tutte.

    Questa sua mossa verrà letta e interpretata in tanti modi, ma di certo non si era mai vista una situazione del genere, siamo di fronte ad un caso unico, davvero.

    Avevamo scritto qui sul nostro blog che il futuro di Twitter sarebbe stato segnato dalla sorte di Elon Musk. Ma forse, c’è ancora una speranza, esile e sommessa, che porta a considerare Twitter ancora come uno strumento da usare. E se mai questa speranza che Twitter possa sopravvivere al nuovo proprietario, sarà molto difficile l’opera di ricostruzione. A questo ci penseremo più avanti.

  • No, Instagram Notes non è l′alternativa a Twitter

    No, Instagram Notes non è l′alternativa a Twitter

    Qualcuno aveva sperato che Instagram, o meglio Meta, potesse presentare una proposta come alternativa a Twitter. In realtà, una delle novità di questi giorni, Notes non è un’alternativa. Per il momento.

    In una fase in cui tutti sono alla ricerca di una alternativa a Twitter, non sono pochi quelli che avevano scommesso su Instagram. Del resto, Instagram, anzi meglio Meta, ha i mezzi per poter tentare di introdursi nel campo di Twitter, ma, a questo punto, quelli che vedevano una possibilità in una delle funzionalità che stiamo per vedere insieme resteranno delusi.

    Instagram, come saprete, ha presentato delle nuove funzionalità e modalità di coinvolgimento e, forse, tra le più interessanti vi è quella che viene chiamata Notes, che in italiano potrebbe essere denominata, appunto, Note. Interessante per due motivi.

    Il primo perché su questa funzionalità molti vedevano, come dicevamo prima, la possibilità di offrire una alternativa a Twitter. Questa interpretazione è poi risultata un po’ forzata, ma è una forzatura che si comprende, visto il momento molto particolare che sta vivendo Twitter nelle mani di Elon Musk.

    Instagram Notes alternativa Twitter

    Il secondo motivo è che Note introduce una nuova modalità di coinvolgimento sulla piattaforma. E si tratta di una modalità che mette al centro il solo testo, con l’aggiunta di emoji. Infatti, con questa funzionalità è consentito scrivere testi non più di 60 caratteri, senza aggiungere immagini. Ed è strano per una app che sull’immagine ha fondato la sua esistenza. Strano, ma interessante.

    La modalità apparirà in alto nella sezione dei messaggi privati e si potranno inviare queste note ai propri follower o alla cerchia degli “Amici più stretti“. Le persone riceveranno la nota, visibile per 24 ore, e l’eventuale risposta verrà visualizzata come messaggio privato.

    In molti hanno visto in questo come qualcosa di simile a Twitter, perché Instagram ha presentato la modalità come un modo per spingere le persone a condividere ciò che fanno nel momento stesso che scrivono. La similitudine con Twitter nasce dal fatto che anche la piattaforma da 280 caratteri chiede, nel momento in cui ci si accinge a comporre un tweet, “Che c’è di nuovo?“.

    Altra similitudine è data dalla esiguità dei caratteri a disposizione per la composizione del messaggio: 60 caratteri per le Note su Instagram e 280 per Twitter (anche se Elon Musk ha già confermato l’intenzione di elevare il limite a 4 mila caratteri).

    Qualche giorno fa era stato il New York Times a “forzare” la cosa, sostenendo che Meta si apprestava a dare la sua risposta alla ricerca di alternative a Twitter, pensando di giocarsi la carta e presentare Instagram Notes come app autonoma a parte oppure pensando di dare vita ad un altro feed interno.

    Al momento, Notes resta integrato all’interno della sezione dei messaggi per come lo abbiamo presentato. E non sono esclusi possibili sviluppi, visto anche l’andazzo delle cose su Twitter.

    Altre novità lanciate da Instagram si riferiscono a Candid Stories, una funzionalità da molti già definita un clone di BeReal. Del resto, Instagram ha sempre ripreso qualcosa da qualcuno, in alcuni casi riscuotendo anche successo come accaduto con le Stories. In questo caso, si tratta di una modalità di stories basata su una notifica a pubblicare, giornaliera, come accade su BeReal e che sarà visibile solo agli utenti che usano appunto questa modalità. Al momento saranno disponibile a breve in Sud Africa e poi, via via, in tutti gli altri paesi.

    Altra novità sono i “profili di gruppo“, tutti i contenuti condivisi con questa modalità saranno condivisi con i membri del gruppo invece che i follower e saranno pubblicati solo sul Profilo del gruppo, non sul profilo del singolo account. Al momento sono in fase di test in Canada, Cile e Taiwan.

    Interessante sono anche le “Raccolte collaborative“, un modo per raccogliere contenuti interessanti da condividere con i vostri amici. La modalità permetterà di salvare i contenuti all’interno dei gruppi oppure dare vita a conversazioni individuali nei DM.

    Le note di Instagram non sono al momento l’alternativa a Twitter, lo abbiamo già ricordato. Ma molto dipenderà da come reagiranno gli utenti. Se riuscisse nell’intento di coinvolgere e provare a creare un nuovo modo di coinvolgere, allora gli scenari potrebbero cambiare.

    Nel frattempo, possiamo solo vedere cosa sta combinando Elon Musk con Twitter.

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