Facebook aprirà 3 centri di formazione in Europa entro il 2018, uno anche in Italia

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

Facebook ha annunciato oggi l’apertura di 3 centri di formazione in Europa entro il 2018 e uno di essi è previsto anche in Italia. Obiettivo è quello di formare 1 milione di persone, anche aziende e professionisti, entro i prossimi due anni. Gli altri due centri saranno aperti in Spagna e in Polonia.

Facebook punta sull’Europa e lancia un progetto di formazione che prevede la creazione di 3 centri di formazione, “community skills hubs”, di cui uno è previsto anche in Italia. Gli altri due centri sorgeranno in Spagna e in Polonia. Obiettivo è quello di formare 1 milione di persone, anche aziende e professionisti, per arricchire le loro competenze digitali e per offrire strumenti di sicurezza online. I 3 centri saranno gestiti in collaborazione con le organizzazioni locali e si ispireranno al “Facebook’s Digitales Lernzentrum” di Berlin, inaugurato lo scorso anno in collaborazione con la “ReDI School of Digital Integration”.

Nei prossimi due anni Facebook sarà partner di Freeformers per offrire formazione a 300 mila persone in tutta in Gran Bretagna, Francia, Germania, Polonia, Italia e Spagna, per 75 mila di queste la formazione sarà online mentre per i restanti si programmerà un percorso di formazione su misura per ognuno. Il programma prevede anche lo sviluppo di percorsi di formazione personale per 100 mila PMI entro il 2020 e una percorso di formazione online per altre 250 mila imprese.

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Facebook prevede anche percorso formativo per 15 mila donne, per incoraggiare progetti imprenditoriali, in Francia, sulla scia dei progetti analoghi avviati in Regno Unito e in Italia; il progetto si espanderà poi in Irlanda, Spagna e Svezia entro la fine di quest’anno.

Il progetto di investimento in Europa non finisce qui. Infatti Facebook, sempre oggi, ha annunciato un piano di investimenti di 10 milioni di euro per incrementare i processi di innovazione attraverso l’Intelligenza Artificiale in Francia. Il team di ingegneri sarà raddoppiato, passando da 30 a 60.

Vogliamo assolutamente far sapere che stiamo investendo a livello locale, stiamo investendo in tecnologia e stiamo investendo sulle persone“, ha dichiarato Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook a Bruxelles, dove oggi sono state annunciate le iniziative per l’Europa.

Facebook fa sapere che dal 2011 ha investito 1 miliardo di dollari per sostenere per piccole e medie imprese in tutto il mondo. Con il programma “Boost your business” sono state formate centinaia di migliaia di imprese in tutto il mondo e oltre 1 milione di imprese hanno utilizzato l’hub gratuito, Blueprint. Inoltre, ad oggi, sono [highlight color=”yellow”]70 milioni le aziende che hanno una pagina Facebook[/highlight].

Il 35% delle aziende intervistate in Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito dichiara di aver costruito il proprio business su Facebook; il 49% dichiara di aver assunto più personale grazie alla crescita derivata dalla presenza su Facebook; il 57% dichiara di aver incrementato le vendite e il 60% dichiara di aver venduto i propri prodotti in altri paesi e città. Inoltre, il 67% delle PMI intervistate dichiara che le competenze digitale e social media sono molto importanti.

Queste sono le iniziative che ha presentato Facebook oggi per l’Europa, un vasto e lodevole progetto che permetterà di attirare l’attenzione delle istituzioni europee, piuttosto impegnate ad indagare su violazione della privacy, sui contenuti di odio e sulle situazioni fiscali del colosso di Menlo Park.

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