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  • Twitter Spaces, la possibilità di registrare è più concreta

    Twitter Spaces, la possibilità di registrare è più concreta

    Su Twitter Spaces la possibilità di registrare gli spazi si fa sempre più concreta. Adesso alcuni utenti possono creare spazi registrabili solo su iOS, ma presto il rilascio sarà globale anche su Android.

    Twitter punta decisamente su Twitter Spaces e gli aggiornamenti in queste ultime settimane non sono mancate. In attesa di avere una tab dedicata, all’interno della quale vedere e scegliere di ascoltare gli spazi live oppure segnalarsi quelli futuri, Twitter comincia a rilasciare una delle funzionalità più richieste, ossia la possibilità di registrare gli spazi audio.

    Per ora la possibilità è stata rilasciata ad un ristretto gruppo di “host” negli Usa, che già fanno parte della versione beta originale di Twitter Spaces, e valida solo su iOS, anche se gli ascoltatori si possono unire sia con dispositivi iOS che Android. Ma siamo sicuri, anche se non ci sono ancora dettagli precisi in questo senso, che il rilascio globale avverrà a breve, su tutti i dispositivi.

    Twitter Spaces, la possibilità di registrare è più concreta

    Come registrare uno spazio su Twitter Spaces

    Registrare uno spazio su Twitter Spaces è molto semplice. L’host nel momento in cui creerà il suo spazio, oltre ad indicare fino a tre tag che indentificano meglio il contenuto che verrà trattato (altro interessante novità che sta per arrivare), e prima ancora di attivarlo, sceglierà se rendere lo spazio registrabile o meno, semplicemente attivando l’impostazione “Registra lo spazio“.

    A quel punto lo spazio partirà direttamente con la registrazione, sarà visibile una icona “Rec” in alto a destra dello spazio. Gli utenti che vorranno unirsi allo spazio, avranno modo di essere avvisati da una dicitura che avviserà della registrazione, questo per rendere consapevole l’utente del fatto che se volesse intervenire, la sua voce verrà registrata.

    Quest’ultimo punto è uno di quelli critici su cui ancora Twitter deve lavorare molto e siamo sicuri che presto verrà rilasciata all’utente maggiore possibilità di scelta, per ovvi motivi.

    E veniamo all’altro punto critico degli spazi registrabili perché le notizie a riguardo sono un po’ contrastanti. Al termine dello spazio, l’audio potrà essere condiviso su Twitter, così come viene condiviso lo spazio e quello che avviene durante.

    Al momento non vi è la possibilità di esportare l’audio e di poterlo usare e condividere anche su altre piattaforme. A differenza di quello che riportano altri siti, questa possibilità non è ancora attiva e lo afferma Twitter a TechCrunch.

    Certo, esportare l’audio per poi poterlo valorizzare anche attraverso podcast e condividerlo su altre piattaforme è quello che tutti gli host si augurano di poter fare presto. E siamo sicuri che anche su questo Twitter darà risposte a breve.

    twitte spaces spazi registrabili

    Nel caso in cui si volesse riascoltare l’audio, resta sempre valida la possibilità di scaricare i propri dati da Twitter: Impostazioni>Il Tuo Account>Scarica l’archivio dei tuoi dati. All’interno delle cartelle troverete anche gli audio a cui avete preso parte. Questo vale per gli host e per gli utenti che hanno preso parte a spazi registrabili.

    Twitter in questo momento ha la possibilità di poter alzare ancora di più l’attenzione su Twitter Spaces, accelerando sulla registrazione, anche perché Clubhouse su questo è già attiva, avendo rilasciato questa possibilità, in aggiunta agli audio clip, da qualche settimana. Senza dimenticare le Live Audio Rooms di Facebook che stanno iniziando a propagarsi.

    La modalità audio ha conosciuto un grande interesse durante la pandemia e anche subito dopo. Adesso ci troviamo in una fase molto diversa, per il fatto che le persone sono tornate ad uscire quasi come un tempo. Questo non significa che l’audio non sia valido, tutt’altro, la possibilità di registrarli potrà fornire un ulteriore motivo di interesse. Staremo a vedere cosa accadrà quando tutti gli utenti avranno la possibilità di registrare spazi audio su Twitter Spaces.

  • L′accoglienza poco entusiasta di Meta sui social media

    L′accoglienza poco entusiasta di Meta sui social media

    Facebook cambia il nome aziendale in Meta e punta tutto sulla Realtà Virtuale. Ma l’accoglienza del nuovo nome è stata poco entusiasta sui social media, passata in mood ironico o come un modo per mascherare le ultime vicende dell’azienda di Zuckerberg.

    Come tutti sapete ormai, la notizia si è diffusa quando in Italia era la tarda serata, Facebook Inc., quindi l’azienda madre, cambia nome e diventa Meta. Un nome per la verità che già si sapeva, era nell’aria ormai da giorni, e che viene reso ufficiale il 28 ottobre del 2021. Ora, le domande sul perché Facebook, nella persona del suo fondatore e CEO, Mark Zuckerberg, abbia cambiato nome sono tante e anche varie. Ma cerchiamo di individuare quelle che più si fanno strada in questo momento.

    Già dal titolo si comprende che l’accoglienza del nuovo nome non è stata entusiasmante per Facebook e in particolare per Zuckerberg. Il nostro intento era quello di andare a verificare le conversazioni sui social media, e su Twitter in particolare, per cercare di provare a dare un’idea sull’accoglienza e sul perché Facebook cambia nome.

    Da qualche mese Facebook è nell’occhio del ciclone (o da qualche anno ormai) per via della pubblicazione dei “Facebook Files”, e anche “Facebook Papers“, sulle rivelazioni di France Haugen, e a molti è sembrato che questo cambio di nome serva a distrarre l’opinione pubblica e le autorità sui veri problemi che affliggono l’ecosistema Facebook. Sostanzialmente le accuse sono quelle di aver alimentato la disinformazione, e quindi di non aver fatto abbastanza, di aver alimentato un sistema di algoritmi per accrescere coinvolgimento su contenuti molto divisivi. Di essere a conoscenza del disagio dei teenagers provocato dall’uso di Instagram e di non aver fatto abbastanza per limitarlo.

    L’accoglienza poco entusiasta di Meta sui social media

    Non un bel momento, per la verità. E la situazione negli Usa è molto pesante.

    Poi, e questo per dare una risposta più centrata sul business Facebook, non è affatto un’idea nuova che Zuckerberg puntasse alla realtà virtuale. La cosa è be nota ormai dal 2016, da quel famoso momento in cui il fondatore di Facebook parla al Mobile World Congress di Barcellona e, al suo ingresso, la platea guarda da tutt’altra parte perché osservava la scena in realtà virtuale. La sorpresa forse sta nel nome Meta che si rifà al Metaverso coniato da Neal Stephenson nel libro Snow Crash del 1992 libro di fantascienza cyberpunk tra i più amati dai cultori del genere.

    Meta in realtà è il nuovo nome aziendale di Facebook, per fare un esempio è la stessa cosa che fece Google quando si trasformò in Alphabet. Tutte le aziende che fanno capo alle varie piattaforme come Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e il nascente Facebook Reality Labs restano come sono, tutte sotto il cappello Meta. Nome che , nei fatti, rende chiara quale sarà la strada che intraprenderà l’azienda che è quella di far diventare la Realtà Virtuale come momento di relazione e coinvolgimento tra le persone.

    Gli investimenti in questo senso sono di 10 miliardi di dollari con l’assunzione di 10 mila persone in Europa. Un progetto enorme.

    Ora, tutto questo spiegato in estrema sintesi. Ma c’è un aspetto che va colto e sottolineato. Meta viene vista come una operazione di maquillage per Zuckerberg che, in questo modo, potrà passare di mano e lasciare la carica di CEO in maniera ufficiale. Una posizione che permetterebbe all’azienda di superare quello che le autorità Usa vedono come un grande ostacolo. Ed è molto probabile che questo succederà presto.

    Bene, dopo questa doverosa spiegazione, appunto sintetica, vediamo come è stata accolta la notizia del nome Meta sui social media e su Twitter in particolare. Ovviamente, non manca l’ironia sul nome che negli Usa è presto diventato “meat” e in Italia è stato accostato al cantante Ermal Meta. E non è mancata anche l’interazione del nuovo account Twitter @meta.

    http://twitter.com/Charalanahzard/status/1453812064749711373

    https://twitter.com/twittersafety/status/1453825579921420294

    https://twitter.com/aprilaser/status/1453772462731108377

     

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  • Instagram, addio al ‘link in bio’ con il Link Sticker per tutti

    Instagram, addio al ‘link in bio’ con il Link Sticker per tutti

    La funzione che tutti gli utenti Instagram attendevano da tempo. Adesso tutti possono aggiungere link nelle stories con il Link Sticker e dire addio a “link in bio”.

    La funzione che tutti gli utenti Instagram attendevano adesso è qui. Ad agosto avevamo visto come chi già usasse lo “swipe-up” nelle stories, potesse cominciare ad usare il Link Sticker, ma da oggi questa funzione è disponibile per tutti. Significa dire definitivamente addio al “link in bio” con il nuovo Link Sticker.

    Come sapete bene, sin dall’inizio Instagram aveva dato la possibilità di aggiungere link nelle storie solo agli utenti verificati o a quelli che avessero almeno 10 mila follower. Un limite molto sentito da tutti gli utenti esclusi, la gran parte, tanto da chiedere a gran voce la possibilità di poter aggiungere un link per dare modo agli utenti di poter approfondire il contenuto condiviso in modo effimero.

    Aggiungere un link ad una storia vuol dire rendere più interessante un contenuto che si presenta in maniera veloce e significa poi per i creator avere la possibilità di misurare l’attenzione degli utenti stessi. Possiamo dire che con il Link Sticker si aggiunge un’importante elemento per verificare se le stories possono essere un valido strumento referral.

    Instagram, addio al ‘link in bio’ con il Link Sticker

    Nei fatti, le storie in questo modo acquistano un valore ulteriore all’interno della strategia di Instagram, sempre più orientata ai video e ai Reels. Le stories quindi al centro di tutto, anche, forse, più dello stesso feed. Un dato questo che interesserà molto anche alle aziende.

    Come aggiungere un link nelle stories di Instagram

    Anche se, per qualche motivo, non lo avete disponibile non preoccupatevi, il Link Sticker arriverà davvero per tutti.

    L’operazione per aggiungere un Link Sticker è molto semplice, quasi come aggiungere uno sticker, appunto, o una gif. Dopo aver caricato il vostro contenuto per la vostra storia, non dovete fare altro che andare nella sezione degli sticker e cercare il vostro Link Sticker.

    A questo punto, toccate lo sticker e aggiungete il link che volete allegare alla vostra storia e toccate su “Fine”. Aggiungete quindi lo sticker all’interno della vostra storia e il link è aggiunto. Sì, anche voi potete farlo da oggi.

    Instagram fa sapere che sta lavorando per dare modo agli utenti di personalizzare lo sticker aggiungendo anche colori diversi per renderlo ancora più evidente.

  • Il brand advertising difende Twitter dalle modifiche Apple

    Il brand advertising difende Twitter dalle modifiche Apple

    Dalla terza trimestrale di Twitter emerge che il brand advertising, che pesa l’85% sulle entrate dell’azienda, ha finito per proteggerla dalle modifiche della Apple.

    Il titolo è estremamente sintetico ma utile, almeno speriamo, per farsi un’idea di quella che è stata la terza trimestrale di Twitter (Q3 2021 – $TWTR). In effetti, dai dati finanziari emersi e presentati dall’azienda guidata da Jack Dorsey, Twitter è una di quelle aziende che ha sofferto meno delle modifiche della Apple avviate proprio nel terzo trimestre di quest’anno con l’aggiornamento dell’iPhone iOS 14.5. L’impatto è stato minimo e questo è stato possibile grazie al brand advertising che persa l’85% sulle entrate dell’azienda di San Francisco.

    E pensare che questo dato era stato sempre considerato come una sorta di “tallone d’Achille” che, invece, si è dimostrato utile in questa fase in cui aziende come Facebook o Snapchat stanno soffrendo molto le mosse del colosso di Cupertino.

    Twitter brand advertising franzrusso intime blog

    I dati nello specifico ci dicono che nel terzo trimestre Twitter ha realizzato fatturato e crescita della base utenti in linea con le previsioni degli analisti finanziari e questo è sicuramente un buon segnale. Il fatturato totale è stato di 1,28 miliardi di dollari, in crescita del 37% rispetto allo scorso anno.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1453092738233036800

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1453092917543800833

    Nel terzo trimestre però Twitter registra una perdita di 0,54 centesimi di dollari per azione, questo si spiega perché l’azienda ha dovuto pagare oltre 700 milioni di dollari per la causa aperta dagli investitori per via del numero falsato relativo alla base utenti.

    Gli utenti giornalieri monetizzabili sono stati 211 milioni (a fronte di una previsione di 211,9 milioni), in crescita di 5 milioni rispetto al trimestre precedente e di 24 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: +13%. Ricordiamoci che Twitter non pubblica ormai da tempo il dato relativo agli utenti attivi mensili, ma rilascia solo il dato riferito agli utenti giornalieri.

    Le entrate pubblicitarie sono state 1,14 miliardi di dollari, con una crescita del 41% e il coefficiente di engagement cresciuto del 6%.

    Il titolo $TWTR ieri ha guadagnato il 3%, salvo perdere oggi, invece, circa il 9% nel momento in cui scriviamo a mercati aperti.

    Riportiamo questi dati su Twitter, come sulle altre aziende in periodi di trimestrale, perché siamo convinti che questi dati aiutino sempre a comprendere lo stato di salute di un’azienda, specie queste aziende proprietarie di piattaforme social media. E questi dati, come abbiamo ormai imparato, dicono molto sulle prossime strategie e sulle prossime mosse di un’azienda, per comprendere meglio i passaggi.

    Certo, tutto questo ha poi molto più valore per Twitter, azienda che vede come principale azionista il Fondo Elliott (quello che possiede il Milan) con il CEO Jack Dorse che si gioca tutto entro i prossimi 3 anni. E vedremo come andrà, ovviamente ve lo racconteremo.

  • Facebook, nonostante tutto gli investitori ci credono ancora

    Facebook, nonostante tutto gli investitori ci credono ancora

    Nonostante tutto, gli investitori credono ancora in Facebook. L’azienda di Mark Zuckerberg nel terzo trimestre 2021 registra una contrazione nelle entrate, ma aumentano i guadagni. Dal prossimo trimestre via al Facebook Reality Labs.

    Nonostante tutto quanto successo in questi ultimi mesi, si può tranquillamente affermare che gli investitori credono ancora in Facebook. Lo dimostrano i dati del terzo trimestre di quest’anno che ci restituiscono un’azienda che sta rimodulando il suo business, ben consapevole che ci sono diversi situazioni da chiarire. Si potrebbe sintetizzare in questo modo l’esisto del Q3 2021 di Facebook.

    Da Facebook Files a Facebook Papers

    Tra “Facebook Files” del Wall Street Journal, a cui è seguita l’entrata in scena di Frances Haugen (che si appresta a testimoniare di fronte al Parlamento Uk), e Facebook Papers, l’evoluzione dell’azione del Wall Street Journal, con la pubblicazione di documenti segreti, quelli portati a conoscenza dalla Haugen, che dimostrano come Facebook facesse poco per contenere la disinformazione, contenuti di incitamento all’odio e violenza. Protocol ha cominciato a raccogliere tutti gli articoli apparsi finora, aggiornando la lista di continuo. Dalla pubblicazione continua di questi documenti è nato il filone denominato, appunto, “Facebook Papers”.

    Tutta questa operazione è iniziata verso la fine dell’estate ed è proseguita per tutte le settimane successive, fino ad arrivare alla pubblicazione dei dati finanziari del terzo trimestre. E gli effetti di tutto questo, per ora, sembrerebbero nulli.

    Facebook Q3 2021, contrazione nelle entrate ma crescono i guadagni

    Dai dati finanziari resi noti dal colosso di Menlo Park, viene fuori che Facebook ha mancato le previsioni degli analisti sulle entrate, facendo registrare 29,01 miliardi di dollari contro i 29,57 miliardi dollari attesi. Ma, al tempo stesso, ha superato le attese per quanto riguarda i guadagni (EPS) realizzando 3,22 dollari per azione contro i 3,19 dollari previsti dagli analisti finanziari.

    facebook investitori q3 2021 intime blog

    La spiegazione di questi due dati principali sta nel fatto che le entrate sono calate in relazione alle modifiche sulla privacy che Apple ha apportato e reso pratiche. Questo ha fatto sì che Facebook nei fatti guadagnasse di meno. L’azione di Cupertino ha coinvolto anche Snapchat con relativo crollo del 25% in borsa. A differenza di altre situazione, va detto, Facebook in questo caso è stata furba ad anticipare il calo delle entrate, in modo da evitare contraccolpi pesanti.

    I guadagni sono giustificati dal fatto che, nonostante tutto quanto successo in questo periodo, gli investitori sono ancora dalla parte di Facebook e hanno fiducia.

    Facebook, ecco il Facebook Reality Labs

    E a proposito di investimenti, Facebook ha informato che dal prossimo trimestre diventerà più concreto il Facebook Reality Labs (FRL) che raggrupperà tutte le attività di Menlo Park nella direzione di Realtà Aumentata e Realtà Virtuale (AR e VR) con un investimento di 10 miliardi di dollari. Queste attività quindi saranno rendicontate separatamente dalle altre attività, ossia Instagram, Messenger e WhatsApp.

    A fronte di questo investimento, Facebook è ben consapevole della fuga dei giovani da Facebook, così come ammesso dallo stesso fondatore Mark Zuckerberg nella conferenza di presentazione dei dati finanziari. Zuckerberg ha riconosciuto che gran parte degli strumenti disponibili non sono attraenti per i giovani e ha riconosciuto in TikTok come il competitor più agguerrito.

    Facebook, piccolo calo tra gli utenti mensili: 2,91 miliardi

    E, infine, a proposito di utenti, i dati del terzo trimestre ci dicono che gli utenti attivi mensili sono 2,91 miliardi (invece di 2,93 miliardi secondo le previsioni) e gli utenti giornalieri sono 1,93 miliardi, in questo caso previsione confermata. Da notare, infine, che (ancora una volta “nonostante tutto”) Facebook ha guadagnato utenti nel Nord America che, probabilmente, fornirà ancora elementi dei fiducia per gli investitori.

    Tutti i dati finanziari Facebook Q3 2021 li potete consultare a questo link.

  • Twitter, adesso Twitter Spaces è davvero per tutti

    Twitter, adesso Twitter Spaces è davvero per tutti

    Twitter Spaces diventa disponibile per tutti e quindi decade il limite dei 600 follower. Tutti gli utenti possono quindi creare i propri spazi audio e la possibilità di registrarli è sempre più vicina.

    Twitter Spaces è ora disponibile per tutti gli utenti, senza alcun limite. Twitter continua a lavorare sugli spazi audio, arricchendoli di nuovi strumenti e opzioni, e ora, dopo aver limitato la possibilità di aprire spazi audio agli utenti con più di 600 followers, ecco che adesso permette a tutti di usare questa funzionalità, sia su iOS che su Android.

    Una operazione che dimostra l’intenzione di Twitter di continuare a sviluppare la funzionalità audio anche se ancora non possiede una sezione dedicata all’interno dell’app.

    Come sapete, Twitter ha detto addio agli inizi di agosto ai Fleets lasciando comunque la parte alta della timeline solo per gli spazi. Ma questi compaiono solo quando attivi, mentre si avverte l’esigenza di avere una sezione dedicata a Twitter Spaces.

    Sezione dedicata che al momento è in versione test su iOS solo in lingua inglese, ancora niente su Android. La sezione compare visibile al centro sul menù in basso, tra la sezione “Cerca” e la campanella delle “Notifiche”. In questo modo sarebbe più facile seguire gli spazi, vedere quelli in programma e, soprattutto ascoltare quelli in diretta.

    Twitter, adesso Twitter Spaces è davvero per tutti

    Di sicuro la sezione dedicata darebbe maggiore impulso all’uso degli spazi.

    Recentemente, come dicevamo all’inizio, Twitter ha introdotto alcune opzioni interessanti. Come la possibilità per l’host di avere un co-host e anche la possibilità di poter usare dei tag per definire meglio l’argomento che sarà trattato all’interno dello spazio.

    Come usare Twitter Spaces e organizzare uno spazio coinvolgente

    E non dimentichiamoci che gli spazi sono anche un grande opportunità per i creator e per tutti coloro che vogliono realizzare degli spazi unici. Infatti negli Usa, per ora solo lì, è possibile realizzare spazi a pagamento, possibilità che comunque resta limitata ad alcuni utenti e non per tutti.

    Nelle scorse settimane è stato possibile provare ad accedere alla funzionalità, mostrando di possedere i requisiti richiesti; nei giorni scorsi alcuni utenti hanno cominciato a ricevere i primi feedback da Twitter e ora, come dicevamo negli Usa è possibile creare spazi a pagamento, in attesa che la possibilità venga estesa a livello globale.

    La domanda che tutti si pongono spesso, invece, è: ma quando si potrà avere la possibilità di registrare gli spazi? A questa domanda risponde proprio l’account di Twitter Spaces quando un mese fa twittò un concept di come si presenterà la possibilità di registrare gli spazi, con un tasto attivabile proprio nel momento in cui lo spazio viene creato.

    Al momento non si sa molto di più, ma qualcosa si sta muovendo.

  • Usare Instagram da desktop adesso è possibile, finalmente

    Usare Instagram da desktop adesso è possibile, finalmente

    Finalmente è possibile usare Instagram da desktop. Da ieri è possibile, per tutti, caricare immagini e video dal proprio computer. Una modalità a lungo attesa che fa felici, in particolare, tutti coloro che con Instagram ci lavorano.

    La notizia è stata accolta, immaginiamo, con scene di giubilo da tutti i professionisti e agenzie di comunicazione che hanno a che fare spesso con lo strumento. Più che immaginare, siamo sicuri che sia andata proprio così.

    Stiamo parlando della possibilità, da ieri per la verità, di poter usare Instagram anche da desktop, una possibilità che da sempre è stata molto richiesta e che è arrivata dopo molto tempo. Dopo una fase di test, a giugno ve ne avevamo dato notizia, adesso tutti possono usare Instagram dalla modalità desktop.

    Una notizia, questa, che forse interesserà poco quegli utenti, la gran parte ovviamente, che usano Instagram da mobile e che sicuramente non si sono mai posti il problema di poter avere la possibilità di usarlo anche dal proprio computer. Ma la notizia interesserà molto tutte quelle persone che con Instagram lavorano e che non vedevano l’ora di poter avere l’estensione d’uso anche dal proprio pc.

    Usare Instagram desktop franzrusso intime blog

    E cosa si potrà fare?

    Tutto, o quasi tutto. Di sicuro, quelle operazioni che di solito accompagnano la condivisione di un contenuto: quindi video e/o immagini.

    Come usare Instagram da desktop

    In pratica, accedendo a Instagram da desktop, dalla home, noterete in alto a destra che tra l’icona dei messaggi e quella di Esplora si trova quella con il simbolo “+”, con la dicitura “Ora puoi creare e condividere post direttamente dal tuo computer“. Una volta cliccato sull’icona compare una finestra all’interno della quale è possibile trascinare l’immagine o il video che serve per il vostro contenuto, oppure cliccare su “Seleziona da computer” e scegliere, appunto, l’immagine o video utile per la vostra condivisione.

     

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    Un post condiviso da Instagram’s @Creators (@creators)

    Insomma, da oggi lavorare su Instagram sarà sicuramente più facile. E se vi state chiedendo, legittimamente, se cambia qualcosa nelle dimensioni delle immagini da condividere da desktop, la risposta è no: il formato a cui fare riferimento anche in questo caso resta sempre quello 1080 x 1080px.

    Oltre a questa novità, Instagram sta per rilasciare anche altre funzionalità come “Collabs”, ossia la possibilità data a due account diversi di autorizzare un post o un Reel. E sempre a proposito di Reel, ci sono nuove opzioni come “Superbeat”, per dare più movimento musicale al contenuto e anche “Dynamic 3D Lyrics”, per dare nuovi effetti ai testi che si usano all’interno dei Reel.

  • Paypal vuole acquisire Pinterest per entrare nel Social Commerce

    Paypal vuole acquisire Pinterest per entrare nel Social Commerce

    Paypal avrebbe intenzione di acquisire Pinterest, si parla di cifre tra i 39 e i 45 miliardi di dollari. Se si concretizzasse, gli permetterebbe di entrare nel Social Commerce.

    Potrebbe essere la notizia dell’anno o forse potrebbe essere una delle tante news che si affollano quando un’aziende è in procinto di presentare i propri dati finanziari del terzo trimestre. Fatto sta che la notizia ha cominciato a diffondersi, anche con qualche fondo di verità.

    La notizia è che Paypal, il servizio per effettuare e ricevere pagamenti elettronici, è interessata ad acquisire Pinterest, forse la piattaforma social media che più di ogni altra caratterizza il grande fenomeno del Social Commerce.

    Per Social Commerce si intende il fenomeno e-commerce che apre ai social media come strumenti, con soluzioni più interattive e immediate per raggiungere più clienti.

    Da quello che si sa, si parla di cifre attorno ai 39 miliardi di dollari o forse meglio di 45 miliardi di dollari. Questo perché la proposta di Paypal sarebbe quella di pagare 70 dollari per azione Pinterest e significherebbe, anche in virtù del balzo in avanti del titolo ieri a Wall Street che ha chiuso con un rialzo di oltre il 12% (mentre il titolo Paypal ha perso il 5%), chiudere l’acquisizione attorno ai 45 miliardi di dollari, appunto.

    paypal acquisire pinterest social commerce franzrusso intime blog

    Come ormai abbiamo imparato in questi casi, specie quando si tratta di notizie che vengono diffuse da fonti che si dichiarano molto vicine alle parti in causa, che siamo di fronte a cifre che potrebbero variare ancora. Così come poi potrebbe trattarsi di un nulla di fatto completo.

    Ma restiamo sulla notizie e proviamo ad ipotizzare che cosa significherebbe per Paypal, che è l’azienda che vuole comprare, acquisire Pinterest.

    Intanto, se le cifre dovessero essere quelle comprese tra i 39/45 miliardi di dollari, si tratterebbe dell’acquisizione più alta mai avvenuta nel mondo dei social media, e questo sarebbe già un fatto molto rilevante. Ricordiamo che, ad oggi, la più alta resta sempre quella di Microsoft quando nel 2016 acquisì LinkedIn per 26 miliardi di dollari.

    E poi, soprattutto, Paypal avrebbe la grande occasione di entrare nel mondo del social commerce, portando direttamente in casa propria la piattaforma che in questi ultimi anni ha rappresentato meglio il fenomeno.

    C’è poi da fare un paio di considerazioni ulteriori.

    Paypal prova a fare un grosso investimento dopo aver vissuto il periodo della pandemia da player principale per quanto riguarda i pagamenti digitali, a tutto tondo: dal pagamento di un capo di abbigliamento su uno store online, alla bolletta del telefono, per essere più chiari. E questo ha permesso a Paypal di vedere il titolo in borsa crescere del 36% nell’ultimo anno e di vedere lievitare il proprio valore fino a 320 miliardi di dollari. Avere la possibilità di entrare nel mondo dei social media significherebbe anche poter diversificare le proprie entrate dalla vendita di pubblicità che è il motore che mantiene attiva una piattaforma come Pinterest.

    Dal canto suo Pinterest potrebbe valutare l’acquisizione come un affare, in quanto avrebbe la possibilità di intensificare sul social commerce offrendo possibilità di pagamento on-site grazie a Paypal. Oltre alla possibilità di generare una nuova strategia che porterebbe la piattaforma a crescere ulteriormente.

    Ricordiamo che la piattaforma di Ben Silbermann si è quotata in borsa nel 2019 facendo il suo ingresso con un valore di 13 miliardi di dollari.

    https://twitter.com/chrismessina/status/1450868889462743046

    Pinterest in questo momento storico si trova ad un bivio per il fatto che il co-fondatore Evan Sharp ha deciso di lasciare l’azienda per seguire invece John Ive nella sua avventura con la piattaforma LoveFrom.

    Siamo di fronte poi ad un caso che, se dovesse andare in porto, potrebbe rappresentare un esempio di come le aziende fintech si alleano con piattaforme social media per dare vita a nuove forme di e-commerce. Una collaborazione che potrebbe presagire altre acquisizioni simili nel prossimo futuro.

    Quella di Paypal sarebbe quindi una scommessa e vedremo se la vincerà.

  • Twitter, come rimuovere follower indesiderati da web

    Twitter, come rimuovere follower indesiderati da web

    Su Twitter è possibile rimuovere follower indesiderati, per il momento solo da web. Un modo alternativo al blocco, ecco come fare.

    Fino a ieri, l’unica possibilità per non interagire più con follower indesiderati era quella di bloccarli, una scelta “pesante” per tutto quello che comporta. Invece, adesso Twitter offre una possibilità più “soft”, più morbida, non a caso viene già definita come “soft block“.

    In pratica, da oggi su Twitter è possibile rimuovere follower indesiderati senza necessariamente bloccarli. Un’operazione che per il momento è possibile fare solo da web, quindi non dall’app mobile.

    Come rimuovere un follower indesiderato su Twitter

    L’operazione in sè è molto semplice anche se molto utile. Per rimuovere un follower, e quindi non bloccare, è sufficiente seguire questa procedura.

    Dal proprio “Profilo”, cliccare sul numero dei vostri follower. Fatto questo, vi apparirà la lista dei follower, dal più recente in poi, e noterete che di fianco al tasti “Segui o Smetti di seguire” appaiono tre pallini in orizzontale. Cliccate su questi ultimi a vi apparirà un menù in cui compare la voce “Rimuovi questo follower“. Se voleste procedere con questa operazione, quindi rimuovere il follower, sappiate che allo stesso utente non verrà notificato nulla, a differenza di quanto avviene con il blocco (l’utente scopre di essere stato bloccato quando visita il profilo dell’utente bloccante).

    twitter rimuovere follower web franzrusso intime blog

    La differenza, come dicevamo, con il blocco è sostanziale. In questo caso, l’utente che viene rimosso può ancora vedere i tweet, e anche i DM, dell’utente che segue dal profilo dello stesso (cosa in genere non possibile in situazione di bocco) ma non li vedrà più invece dalla timeline.

    E poi, nel caso in cui un utente venisse rimosso, lo stesso può tornare comunque a seguire lo stesso utente.

    Come abbiamo sottolineato, rimuovere un utente è meno “pesante” che bloccarlo e potrebbe tornare utile nel caso ci si accorgesse di voler rimuovere un utente con cui si interagisce poco e, quindi, “fare spazio” ad altri utenti con cui creare maggiore interazione. Diciamo che questa rappresenta una migliore e valida alternativa al blocco che resta, da adesso in poi, quella più estrema per rompere qualsiasi rapporto con un utente specifico.

    Ma, questa della rimozione, diventa uno strumento in più in mano agli utenti che hanno maggiore controllo sulla loro esperienza Twitter, sempre nell’ottica di vivere la piattaforma lontano da utenti che con il loro modo aggressivo e poco rispettoso tendono a rendere la stessa esperienza poco piacevole.

    Questo non è che uno dei tanti sforzi di Twitter nel tentativo di rendere la piattaforma un luogo più sicuro e altri, sempre in questa direzione, ne arriveranno nelle prossime settimane.

  • Instagram, una funzione avviserà quando l’app non funziona

    Instagram, una funzione avviserà quando l’app non funziona

    Instagram negli Usa ha avviato un test su una funzione che permetterà di informare quando l’app smette di funzionare per problemi tecnici. Se fosse stata attiva lo scorso 4 ottobre sarebbe stata molto utile, almeno per fare chiarezza.

    Il blackout di Facebook, e di tutte le app della famiglia fa ancora discutere, anzi, lo scorso fine settimana si è pure ripetuto, durando un paio d’ore. Ora, vista la situazione, la società di Mark Zuckerberg cerca di correre ai ripari. La notizia è che Instagram sta avviando un test, per ora limitato solo negli Usa, che avvisa gli utenti quando l’app non funziona, cioè quando ci si trova nella situazione di gravi problemi tecnici, indipendenti dagli utenti.

    Instagram, un messaggio avvisa del malfunzionamento

    Come forma di avviso, apparirà un messaggio nel feed delle attività, questo perché il più delle volte si pensa che il problema possa dipendere dalla qualità della connessione ed è facile andare in confusione. Per essere più chiari, il messaggio di avviso apparirà in casi come quello del 4 ottobre, quindi cin gravi problemi tecnici che non dipendono dalla connessione dell’utente, ma da un reale malfunzionamento dell’app.

    instagram avviso malfunzionamento app socialmedia franzrusso.it intime blog

    Si tratta di una funzione sensata, per la verità, proprio per fare chiarezza in un momento in cui spesso, al contrario regna la confusione.

    Instagram, l’app social media che soffre più malfunzionamenti

    Di recente, questo prima del 4 ottobre, l’indagine risale alla metà circa del mese di settembre, proprio Instagram è risultata l’app social media che più di altre nell’ultimo anno, negli Usa, ha sofferto di malfunzionamenti: ben 81 in 12 mesi (circa 7 al mese). Il 71% di questi afferiscono a problemi legati al feed, il 19% il login all’app e il 10% ha riguardato il sito web.

    instagram app social media malfunzionamenti

    Questo per dare l’idea che comunque Instagram soffre spesso di questi problemi che quelli del 4 ottobre sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso, come si dice.

    Dopo Instagram, sempre restando in ambito social media, troviamo YouTube con 65 malfunzionamenti; poi Twitter con 54 (l’avreste mai detto?), Snapchat con 46 e Facebook con 41. Pensate che WhatsApp ne ha contati 2 (!).

    Instagram, ecco Account status

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    Instagram, oltre a questa funzione, ha annunciato anche il lancio di un nuovo strumento chiamato “Account status” che segnalerà agli utenti quando il loro contenuto è stato ritenuto inappropriato. Uno strumento che permetterà agli utenti di capire se l’account è a rischio di disattivazione.

    Per ora si tratta, come dicevamo, di funzionalità che iniziano ad essere testate negli Usa con l’obiettivo, se tutto va bene, di vederle poi completamente operative nel resto del mondo. Almeno questo è l’auspicio.