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  • Social Media, i Creator vanno oltre la vecchia scuola

    Social Media, i Creator vanno oltre la vecchia scuola

    I dati di una recente ricerca di Axios mettono in evidenza che i Creator emergono su TikTok. E poi che si può parlare di social media di vecchia e nuova scuola.

    Creator Economy fa sempre più rima con TikTok, almeno questo è quello che appare da una recente indagine di Axios. Sono dati interessanti che ci aiutano a comprendere meglio come i Social Media stiano cambiando, più di quello che siamo soliti pensare.

    Il dato più rilevante è il dato che su 50 account più seguiti sui social media, TikTok è quella che fa emergere di più i Creator. Sulle altre piattaforme, tra i più seguiti figurano spesso account di aziende, quindi corporate.

    Ma l’aspetto davvero interessante è che gli account più seguiti su TikTok non hanno lo stesso seguito sulle altre piattaforme, come invece ci aspetterebbe.

    Abbiamo sempre pensato che un account era in grado di attrarre una grande audience anche su piattaforme diverse perché, sostanzialmente, c’erano delle affinità tra le stesse audience. Ebbene, tutto questo non sembra essere più vero.

    Social Media, i Creator vanno oltre la vecchia scuola

    Altro aspetto che abbiamo sempre considerato, è che, partendo dal presupposto che ogni piattaforma social media ha delle caratteristiche peculiari, le stesse determinassero l’audience. Come a dire che fosse la piattaforma a modellare l’audience attorno ad un account.

    Social Media, piattaforme di vecchia e nuova scuola

    Questo era vero quando le piattaforme, che definiamo di “vecchia scuola” si distinguevano per davvero. Col tempo le stesse sono andate via via inglobando caratteristiche, prese in prestito da altre, al punto da renderle quasi uguali tra loro. Un concetto reso ancora più evidente dall’emergere di piattaforme social media di “nuova scuola” che, a differenza delle “vecchie”, nascono già specifiche con strumenti precisi.

    L’aspetto determinante oggi è quello di abbracciare i valori che sono alla base di una piattaforma e quindi la community che si è in grado di costruire su di essa.

    Questo spiega come mai questi account di creator molto seguiti su TikTok non ottengano la stessa audience su altre piattaforme.

    I creator trionfano su TikTok

    Nello specifico, Charli D’Amelio, Khaby Lame, Addison Rae, Bella Poarch e Zach King sono gli account più seguiti su TikTok che mettono insieme qualcosa come 480 milioni di follower. Gli stessi account di questi creator sono invece poco seguiti su altre piattaforme.

    Ad esempio, Bella Poarch, ha 85 milioni di follower su TikTok, ma meno di 1 milione su Twitter. Khaby Lame ha oltre 120 milioni di follower su TikTok, ma 58 milioni su Instagram.

    Guardando oltre TikTok, possiamo citare Kim Kardashian con 254 milioni di follower su Instagram e 1,9 milioni su YouTube. O anche la nostra Chiara Ferragni con 25,5 milioni di follower su Instagram e poco meno di 700 mila follower su Twitter.

    social media piattaforme 2021

    Difficile emergere su tutte le piattaforme social

    Sono pochi gli account che riescono ad emergere su altre piattaforme e apparire nei primi 10 più seguiti. Come Cristiano Ronaldo che primeggia su Facebook Instagram e Twitter; Ariana Grande (Instagram e Twitter) e Will Smith (Facebook e TikTok).

    La ricerca offre poi uno spaccato sulle singole piattaforme, arrivando ad affermare che TikTok, come abbiamo appunto rilevato, è la piattaforma che meglio aiuta i Creator ad emergere.

    Su YouTube gli account più seguiti sono i grandi della musica e dell’intrattenimento e tra i 20 account più seguiti sei vengono provengono dall’India, quattro dagli Stati Uniti, tre dalla Corea del Sud, due dalla Russia.

    Invece Facebook offre qualcosa in più ai brand, e si vede dai dati di Axios. Gli utenti sono sempre più incoraggiati a mettere “like” alle pagine, al di là dei contenuti.

    Come abbiamo imparato in questi anni, e questi dati di Axios lo confermano, Instagram è il luogo dove costruire il proprio seguito mostrando il proprio stile di vita, influenzando gli utenti attraverso le proprie scelte. Le dinamiche che si generano su questa piattaforma, da questo punto di vista, sono uniche e il seguito che si riesce a generare è molto alto.

    Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Anche Twitter è luogo per influencer

    Anche Twitter mostra di essere il luogo degli influencer e delle celebrità, anche se in misura molto ridotta rispetto a Instagram. All’interno della piattaforma da 280 caratteri chiunque può costruirsi un proprio seguito avendo delle idee e dei contenuti da condividere, attraverso i quali costruire Relazioni. Non è un caso, poi, che Twitter sia l’unica piattaforma che vede insieme, nei primi 50 account più seguiti, politici e business leader.

    Una breve riflessione in chiusura, rifacendoci all’apertura di questo articolo.

    Questi dati di Axios ci mettono davanti al fatto che oggi si può parlare di due forme di intendere le piattaforme social media. Forse può apparire anche un po’ scontato.

    Da una parte abbiamo, come abbiamo già detto, le piattaforme della “vecchia scuola”, come possono essere Facebook o Twitter, dall’altra abbiamo piattaforme di “nuova scuola”, come TikTok e anche Instagram che giocano sui contenuti veloci, video, effimeri. Si tratta di modalità differenti, sia dal punto di vista dei contenuti che del coinvolgimento.

    Di certo, le aziende, di fronte a questi dati, e di fronte all’emergere di TikTok, devono cominciare a guardare anche alle piattaforme social media di nuova scuola. E, per certi versi lo stanno già facendo.

  • Su Spotify arrivano i testi in tempo reale di Musixmatch

    Su Spotify arrivano i testi in tempo reale di Musixmatch

    Su Spotify arrivano i testi delle canzoni in tempo reale, grazie alla collaborazione con Musixmatch.à

    Gli utenti di Spotify, che solo due giorni fa hanno patito un down pesante (chissà, forse per questo!) ne saranno felici. E per utenti intendiamo tutti, sia quelli paganti che quelli free. La notizia è che finalmente, è il caso di dire, su Spotify arrivano i testi in tempo reale sulle canzoni. Una funzionalità che a molti appariva quasi naturale ma che per molti versi non si era mai messa in pratica. Ma adesso è un’altra storia.

    La funzionalità viene lanciata in collaborazione con Musixmatch, l’azienda fondata a Bologna nel 2010 da Max Ciociola e Gianluca Delli Carri che già offre testi per 8 milioni di canzoni. Sapete che Musixmatch è già presente su Apple Music, Amazon Music, Shazam, Vevo e Facebook. Mancava, appunto, solo Spotify.

    Su Spotify arrivano i testi con Musixmatch

    Si potranno visualizzare i testi delle canzoni

    Grande novità è anche quella di poter visualizzare i testi in tempo reale da qualsiasi dispositivo. Infatti, li si potrà visualizzare dall’app di Spotify su iOS e Android, ma anche da desktop, da smart tv e da console per giochi.

    Dall’applicazione mobile, nella visualizzazione del titolo del brano, noterete che prima del nome dell’artista compare una targhetta “Lyrics”. Significa che di quella canzone potrete visualizzare il testo. Ma non solo, la visualizzazione del testo in tempo reale si può trasformare in una esperienza da condividere anche sui social media. Per visualizzare il testo basta scorrere verso l’alto.

    Infatti, nel riquadro della visualizzazione, in basso, compare una voce “Condividi“. Da lì potrete portare un pezzo di testo della vostra canzone preferita ovunque vogliate.

    Si potrà seguirli anche da desktop

    La modalità di visualizzazione è molto simile anche sugli altri dispositivi. Basta attivare “Now Playing View“. Da desktop basta cliccare sul microfono, lo stesso vale anche sulle smart tv.

    La modalità Lyrics è disponibile su Playstation 4, Playstation 5 e XBox One, oltre che su Android TV, comprese FireTV, Samsung, Roku, LG, Sky e Comcast.

    In realtà questa collaborazione tra Spotify e Musixmatch era stata già tentata, si era conclusa infatti nel 2016. Infatti da allora compariva la funzione “Behind the Lyrics” che permetteva all’utente di visualizzare il testo del brano e anche notizie di contesto.

  • Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Twitter per Professionisti sta cominciando a propagarsi anche in Italia. Per la prima volta Twitter permette ad aziende e professionisti di identificare il proprio account. Ecco come funziona.

    Twitter è una delle poche piattaforme social media a permettere a tutti di registrarsi, aprire un proprio account, senza definire lo stesso come persona o come professionista/azienda. Una modalità che altre piattaforme, come Facebook, Instagram e TikTok già permettono da tempo. Ma adesso tutto cambia e anche Twitter permetterà agli account di definirsi meglio, per sfruttare tutte le opportunità della piattaforma.

    Come molti di voi sanno, Twitter non ha mai permesso una distinzione netta, chiunque poteva aprire un proprio account, una modalità che, a fronte della nuova strategia intrapresa dalla società di Jack Dorsey, non ha più molto senso. Twitter oggi è molto di più di 280 caratteri e presentarsi in maniera chiara può aiutare gli utenti a conoscere meglio gli interlocutori con cui entra in contatto e alle aziende, ai professionisti, influencer, creator di sfruttare tutte le opportunità.

    Ecco Twitter per professionisti

    Annunciato ad aprile di quest’anno e rilasciato verso la fine di ottobre, adesso comincia a propagarsi meglio, anche in Italia, Twitter per Professionisti, quella che era stata presentata come Twitter for Professionals. Si tratta di un modulo che gli utenti stanno vedendo comparire all’interno del menù della app mobile o all’interno della voce “Altro” sul menù della versione web, con cui definire meglio il proprio account.

    Twitter per Professionisti ecco come funziona | franzrusso.it

    E siamo sicuri che questa modalità farà felici le aziende, che da sempre hanno chiesto un modo per poter meglio distinguere il proprio account, e tutti i professionisti/influencer/creator che adesso possono presentarsi meglio.

    Ma vediamo meglio come funziona Twitter per professionisti.

    Intanto un profilo aziendale o professionale per Twitter non è altro che un aggiornamento, gratuito, di un account esistente che risponda ad alcuni requisiti: non aver commesso ripetute violazioni delle regole di Twitter; essere autentici, significa quindi avere un nome e cognome insieme ad una foto e una bio ben definita. Non sono ammessi account che rappresentano personaggi di fantasia, account che fanno parodia e nemmeno account di animali domestici.

    Trasformare l’account Twitter per aziende e professionisti

    Come detto prima, Twitter per Professionisti sta cominciando a propagarsi anche nel nostro paese e potete trovare la sezione nel menù dalla versione app mobile e all’interno della voce “Altro” all’interno del menù per la versione web.

    Una volta cliccato sulla sezione, potrete cominciare a definire il vostro account.

    La prima cosa da fare, dopo aver accettato di far diventare il vostro account per aziende o professionisti, è quella di scegliere la categoria a cui appartenete, scegliendo quella che più vicina alla vostra professionalità.

    Una volta fatto questo, individuate la vostra figura specifica, in modo da caratterizzare il vostro account, e quindi scegliete tra “Attività” o “Creator“. Quest’ultima è quella che più si addice a personalità pubbliche, influencer, blogger e creator.

    Fatto l’ultimo passaggio, avrete la possibilità di modificare la vostra bio, rendendo visibile la vostra categoria.

    Twitter per Professionisti ecco come funziona | InTime Blog

    E qui ci fermiamo, anche se il modulo prevede anche la possibilità di aggiungere la sezione dedicata alla Newsletter, realizzata grazie all’acquisizione di Revue, e al modulo Shopping, non ancora attivo nel nostro paese. A questi moduli, si dovrebbe aggiungere anche la sezione About, all’interno della quale le aziende avranno modo di specificare meglio l’indirizzo dell’attività, gli orari, i contatti e altro.

    Al momento, non è possibile rendere professionale un account appena creato.

    Perché scegliere Twitter per Professionisti

    La prima cosa da fare è chiedersi se veramente l’account è per aziende o per professionisti. Trasformarlo, come detto, aiuta molto a definire un’attività, vale per un’azienda come per un professionista. Posto che si fa sempre in tempo a tornare indietro. Nel senso che è possibile trasformare un account per professionisti facendo ritornare un account privato.

    Una volta fatta la scelta di trasformare il proprio account per aziende e professionisti, questa stessa trasformazione, come dice Twitter, “apre le porte a diverse opportunità”. Molte delle quali non ancora attive nel nostro paese, come quelle legate all’advertising e quelle legate allo shopping.

    Update adv

    Diversamente da quanto scritto sopra, anche in Italia sono attive, per le aziende e i professionisti che trasformano il proprio account, quelle che Twitter chiama Quick Ads. In pratica, in soli 3 passaggi è possibile promuovere un contenuto.

    Quando si vede la tab “Promuovi” su un tweet già pubblicato, quella è una promozione veloce. Si parte da 10 euro fino a 5 mila euro, scegliendo poi per quanti giorni estendere la promozione.

    Ma, in sostanza, conviene trasformare il proprio account se si intende usare Twitter per creare conversazioni attorno alle propria attività, aziendale o professionalità, in modo da creare Relazioni anche da questo punto di vista.

    E, come detto sempre all’inizio, questa trasformazione aiuta gli utenti a comprendere meglio l’account con cui ci si relaziona.

  • Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Twitter, mantenendo l’impegno, dopo due mesi risolve il problema della sparizione dei tweet dalla timeline. L’aggiornamento riguarda la versione web.

    Come certamente ricorderete, a fine settembre vi avevamo dato notizia di come Twitter intendesse risolvere (finalmente!) una volta per tutte il fenomeno della sparizione del tweet dalla timeline. Scritto poi così non è poi chiarificatore. Parliamo del momento in cui un tweet cattura la vostra attenzione dalla timeline, ma poi, per il fatto che la stessa timeline si aggiornava automaticamente, lo stesso tweet spariva. E non c’era verso di rintracciarlo in maniera rapida.

    Questo breve recap per tornare sulla notizia, a distanza di circa due mesi, per fornirvi un aggiornamento importante. E sì, Twitter ha mantenuto l’impegno di risolvere il problema, a partire dalla versione web.

    In pratica, da oggi, il rilascio continua in maniera graduale, una volta selezionato un tweet che si vuole leggere, e quindi rispondere, ritornando sulla timeline la stessa non si aggiornerà più in maniera automatica, come avveniva prima.

    Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Adesso è l’utente che decide quando aggiornare la timeline. E come?

    Un aggiornamento atteso

    Una volta ritornati sulla timeline, appunto, noterete in alto la barra del contatore dei tweet che intanto conteggia i tweet che vengono man mano pubblicati. Solo cliccandoci sopra aggiornerete la timeline, altrimenti potrete restare lì fin quando avrete letto quello che vi interessava.

    Può darsi che da questo aggiornamento sia dipeso oggi, 16 novembre, un down che si è limitato, appunto, alla sola versione web della piattaforma, nello specifico per quel che riguarda le notifiche e le pagine dei profili.

    Twitter tweet sparizione web

    Come vedete dall’immagine, il rilascio sta avvenendo e, in questo modo, Twitter si allinea sempre più alla sua versione mobile. Infatti, sia nella versione iOS che Android, questa modalità è già presente.

    Per la società di Jack Dorsey si tratta di un’altra interessante novità a distanza di pochi giorni dall’annuncio che Twitter non taglierà più le immagini che vengono allegate ai contenuti. Adesso, qualunque sia il formato, orizzontale o verticale, l’immagine verrà visualizzata per esteso già nell’anteprima, senza più essere tagliata al centro.

    E, sempre qualche giorno fa, Twitter ha anche annunciato il rilascio di Twitter Blue, la versione di Twitter a pagamento, anche negli Usa.

    E proprio Twitter Blue merita qualche approfondimento che a giorni condivideremo con voi.

  • L’addio alle corse di Valentino Rossi sui Social Media

    L’addio alle corse di Valentino Rossi sui Social Media

    La giornata sportiva di ieri è stata caratterizzata dall’ultima corsa di Valentino Rossi nella Moto GP. Un evento che ha avuto ovviamente un gran risalto anche sui social media. Ecco il nostro racconto con Talkwalker.

    The Last Dance, l’ultima corsa per Valentino Rossi. Ieri a Valencia il pilota di Tavullia ha chiuso la sua lunga carriera. Carriera costellata, tra gli altri, da ben 6 titoli mondiali nella Moto GP: dal 2002 al 2005; poi 2008 e 2009. Una gara che si è trasformata in un tributo da parte di tutti i piloti. E in un lungo e caloroso saluto da parte dei tifosi di tutto il mondo.

    Una giornata speciale per Valentino Rossi che ha avuto grande risalto anche sui social media. Ed è per questo che, grazie a Talkwalker, vogliamo segnalarvi alcuni dati che fanno comprendere come l’evento di ieri sia stato a tutti gli effetti un evento globale.

    addio corse Valentino Rossi Social Media

    Abbiamo voluto portare avanti la nostra analisi prendendo in considerazione quello che è diventato l’hashtag ufficiale della giornata, vale a dire #GrazieVale che vedeva di fiano, su Twitter, il celebre numero 46 in giallo che ha accompagnato la carriera sportiva di Valentino Rossi.

    addio alle corse valentino rossi social media

    Come vedete dall’immagine sopra, i contenuti rilevati per #GrazieVale sono stati 233.600 e l’hashtag continua ad essere in trending topic su Twitter anche oggi.

    Un numero di contenuti che ha generato oltre 1,6 milioni di interazioni, caratterizzato per la gran parte da “Like” su Twitter. Interazioni generate anche sulla scia della messa in onda della gara. Infatti su Tv 8 la gara ha generato 1,1 milioni di interazioni (l’82% su Instagram) e la messa in onda su Sky ha generato oltre 926 mila interazioni (83% su Instagram).

    Addio alle corse Valentino Rossi sui social media

    Oltre 750 mila i temi condivisi e da segnalare oltre 50 mila condivisioni di emoji con espressioni tristi.

    Questo invece il dato relativo al pubblico che ha seguito #GrazieVale sui social media. Possiamo quindi dire che il

    Addio alle corse Valentino Rossi sui social media

    Il 70,8% del pubblico, su una media di circa 100 mila autori unici, è rappresentato da uomini, mentre il 29,2% da donne. Interessante notare come oltre la metà (il 51,5%) ha un’età compresa tra i 25-34 anni. Molto presente anche la fascia dei giovani con il 37% tra 18-24 anni. Il 9,7% è rappresentato dalla fascia di età tra 35-44 anni e poi 1,6% dei 45-54 anni.

    Come dicevamo, #GrazieVale è stato un momento di condivisione globale e la mappa qui sotto lo dimostra. Si tratta della mappa di calore, ossia dove le attività sui social media sono state più calde.

    Mappa di calore social media GrazieVale

    Come vedete, ovunque si è parlato sui social media dell’addio alle corse di Valentino Rossi.

    E arriviamo quindi agli account che sono stati più bravi a generare engagement, quelli che chiamiamo influencer. Dal grafico emerge che l’account ufficiale di MotoGp su Twitter è quello che più di tutti ha generato coinvolgimento, suo il contenuto più condiviso della giornata, tra l’altro.

    Influencer per GrazieVale sui social media

    E ora, la nostra consueta carrellata dei contenuti più coinvolgenti della giornata per #GrazieVale, iniziando con quello più condiviso in assoluto dall’account Twitter di MotoGP:

    http://twitter.com/MotoGP/status/1459880927404961798

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da RTL 102.5 (@rtl1025)

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Christof Innerhofer (@innerhoferchristof)

    Ecco, questo era il nostro resoconto su #GrazieVale, la grande giornata dell’addio alle corse di Valentino Rossi vista dai social media. Grazie a Talkwalker come sempre.

    [Immagine originale di Getty Images 2021]

  • Instagram testa la funzione Take a Break, Fai una pausa

    Instagram testa la funzione Take a Break, Fai una pausa

    Adam Mosseri, capo di Instagram, con un video su Twitter ha annunciato il test sulla funzione Take a Break, Fai Una pausa. Si tratta di una funzione opt-in, quindi scelta libera per gli utenti.

    La fase storica che stiamo vivendo, caratterizzata da quella post-pandemica, porta ad interrogarci sempre più spesso sull’evoluzione dei social media, delle piattaforme che quotidianamente usiamo per lavorare e comunicare. E sempre più spesso, una delle risposte è quella di cercare di umanizzare l’utilizzo, ossia provare ad essere meno attratti dagli algoritmi e provare a mettere in pratica uno stile più umano, nell’utilizzo e nella comunicazione.

    Non è un processo facile, specie quando le piattaforme si trovano a fare i conti con sè stesse (cosa molto rara) e con gli effetti che esse provocano. Forse, cominciare a cercare uno stile ibrido potrebbe essere una soluzione. Cominciando dal tempo di utilizzo.

    Fai una pausa da Instagram

    Queste brevi considerazioni nascono dalla notizia, data da Adam Mosseri, il capo di Instagram, che la piattaforma di proprietà di Meta, ha iniziato un test sulla funzione denominata Take a Break, vale a dire Fai una pausa.

    In un video condiviso su Twitter ha spiegato che, una volta impostata la funzione, questa aiuta l’utente a prendersi una pausa dalla app. Take a break infatti permette di scegliere un tempo, 10/20 o 30 minuti, trascorso il quale l’utente si prende una pausa dallo scrolling.

    Questa in sintesi la funzione che è, come dicevamo, in fase di test e non si conoscono le reali tempistiche su un rilascio su larga scala. Ma ci sono alcune considerazioni da fare.

    Funzione che deve essere attivata dall’utente

    Prima di tutto, si tratta di una funzione opt-in, nel senso che è l’utente che deve attivarla. Una operazione non scontata, in quanto presuppone che l’utente stesso abbia un elevato livello di consapevolezza su quanto usa l’app a tal punto da spingerlo a impostare una sorta di limite. Forse questo potrebbe essere utile per gli utenti adolescenti e su questo un portavoce di Instagram ha dichiarato che su questa fascia di utenti compariranno spesso messaggi per incentivarli ad impostare la funzione.

    Altra considerazione, sempre restando sul tema che la funzione è opt-in, ad oggi la maggior parte dei dispositivi permette già di conoscere il tempo di utilizzo delle singole app e di apporre un limite ad alcune di esse. Quindi questa di Instagram va più nella direzione di voler dimostrare attenzione al tema, sapendo benissimo che questa funzione è già disponibile di default sulla gran parte dei dispositivi mobili in circolazione.

    Instagram e gli effetti negativi sui giovani

    E poi, la notizia diventa ancora più interessante perché arriva dopo le dichiarazioni della “talpa” Frances Haugen che aveva rivelato, attraverso documenti pubblicati dal WSJ sottoforma di “Facebook Files“, come l’azienda Facebook, oggi Meta, fosse ben consapevole che Instagram avesse effetti negativi sugli adolescenti, specialmente sulle ragazzine, senza agire di conseguenza.

    E sempre in relazione alle dichiarazioni della Haughen, Antigone Davis, responsabile della sicurezza di Meta, aveva già accennato a Take a Break in occasione della audizione al Congresso Usa proprio sulle rivelazioni di Frances Haugen.

    Siamo sicuri che molti di voi già ricorderanno che Instagram aveva iniziato a porre l’attenzione sul tempo trascorso sull’app, per accrescere maggiore consapevolezza negli utenti, già nel 2018 quando introdusse la funzione che tutti oggi conosciamo come “Non hai altro da vedere. Inizialmente nata per questo scopo, alla fine si è rivelata essere uno strumento per spingere i posti suggeriti agli utenti, ottenendo quasi l’effetto opposto.

    Iniziativa lodevole, tutto sommato

    Questo modo di fare di Instagram, ossia quella di ritornare sui suoi passi, non è una novità, lo ha già fatto quando iniziò a nascondere i like. Solo che dopo due anni ritornò sui suoi passi rendendo la funzione, appunto, opt-in, a scelta dell’utente. Ottenendo quindi l’effetto opposto.

    Questo per sottolineare che, come in questo caso, nonostante l’idea sia lodevole, è molto probabile che resti solo una buona intenzione, proprio perché Take a Break non è impostata di default, ma resta una opzione per l’utente.

    A conti fatti, si tratta di un test di facciata, buono nelle intenzioni ma rischia di diventare inutile nella pratica.

  • Twitter Blue, Twitter in abbonamento arriva in Usa e in Nuova Zelanda

    Twitter Blue, Twitter in abbonamento arriva in Usa e in Nuova Zelanda

    Twitter Blue, la versione a pagamento di Twitter, dopo Canada e Australia, arriva anche negli Usa e in Nuova Zelanda. Tra le funzionalità, la possibilità di leggere articoli senza pubblicità.

    Dopo Canada e Australia, Twitter Blue arriva da oggi in Usa e in Nuova Zelanda, su iOS, Android e web. Di Twitter Blue ne abbiamo parlato qualche mese fa raccontando meglio le funzionalità di quella che, nè più e nè meno, è la versione a pagamento di Twitter. Ora il lancio si estende anche negli Usa, il mercato più grande per Twitter, e quindi questo rilascio assume una certa rilevanza. Twitter, da questi punto di vista, ci crede molto.

    Il costo dell’abbonamento è di 2,99 dollari negli Usa e di 4,99 dollari neozelandesi e permette di accedere a divers funzionalità che non sono attive nella versione aperta a tutti.

    Il lancio negli Usa permettere a Twitter di presentare Twitter Blue con alcune novità rispetto alla versione iniziale, novità che sono frutto dei diversi feedback inviati dagli utenti, recepiti e trasformati, appunto , in funzionalità.

    Accesso a funzionalità aggiuntive

    E infatti, Twitter Blue permetterà a tutti gli abbonati di accedere alla funzionalità che permette di leggere news da più di 300 siti, trai quali (negli Usa) Washington Post, L.A. Times, USA TODAY, The Atlantic, The Verge, Reuters, The Daily Beast, Rolling Stone, BuzzFeed, Insider e The Hollywood Reporter senza pubblicità. Questo perché, spiega Twitter, una parte delle entrate derivante dagli abbonamenti andrà agli editori. Una volta che si accede ad un articolo su uno di questi siti, comparirà una dicitura “Ad-free con Twitter Blue”.

    Twitter Blue Twitter abbonamento Usa Nuova Zelanda intime blog

    Attenzione però, questo non significa che una volta abbonati a Twitter Blue si avrà la possibilità di leggere articoli che fanno parte di forme di paywall attive su quel determinato sito. In quel caso, per leggerlo, è sempre necessario l’abbonamento anche al sito di news. Ma questa è la situazione attuale e non è detto che possa cambiare in futuro.

    In pratica, come molti di voi ricorderanno, questa funzionalità non è altro che Scroll, l’acquisizione che sta permettendo a Twitter di avviare questa funzionalità “ad-free” e di avviarne un’altra.

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1458110401485365251

    La funzione Top articles

    Parliamo della funzionalità definita “Top Articles“. In pratica viene riprodotta, sempre grazie a Scroll, la modalità che proponeva Nuzzel che portava in alto quelli che erano gli articoli più condivisi. La carrellata per ora viene lanciata solo per la versione Android e in seguito su iOS, un caso molto raro.

    Twitter Blue comprende poi altre funzionalità e la più apprezzata dagli utenti sarà di annullare l’invio di un Tweet. Una modalità che permette di visualizzare in tweet in anteprima e verificare che tutto sia ok prima di inviarlo. Un modo per aggirare il modifica tweet che tutti gli utenti attendono e che non arriverà, forse, mai.

    Ma poi ci sono altre modalità come personalizzare la propria app con colori che evidenziano aree specifiche per renderle facilmente riconoscibili. Caratterizzare i segnalibri con colori diversi e in cartelle specifiche è un’altra di quelle funzionalità che sarà molto apprezzata.

    E poi, gli abbonati potranno caricare video fino a 10 minuti di durata, invece che dei 2 minuti standard.

    Insomma, Twitter prova a fare sul serio con la sua versione a pagamento che adesso si avvia alla prova più difficile che è quella di provare a invogliare gli utenti americani ad abbonarsi. Superato questo scoglio, Twitter comincerà a pensare di estendere Twitter Blue anche in Europa.

  • Su Twitter ritorna l′anteprima dei link condivisi da Instagram

    Su Twitter ritorna l′anteprima dei link condivisi da Instagram

    Su Twitter fa ritorno l’anteprima dei link condivisi da Instagram. Una notizia che farà felici tutti gli utenti. L’operazione era sparita senza una spiegazione nel 2012.

    Sia chiaro, il mondo ha milioni di problemi, così come le nostre vite messe a dura prova tutti i giorni con grattacapi e preoccupazioni di ogni genere. E questa di cui stiamo per parlare è una delle ultime. Ma si tratta di un piccolo sollievo, diciamolo. A cosa ci riferiamo? Alla possibilità di rivedere su Twitter le anteprime dei link condivisi da Instagram. Dai, quanto era fastidioso condividere un link da Instagram e vederlo lì senza alcun immagine, non era certo un modo invitante per cliccarsi sopra. Ora tutto questo è finito.

    La notizia è stata condivisa dall’account Twitter di Instagram e anche da quello di Twitter, Twitter Support, ovviamente, per dire che da oggi (da ieri per la verità) da iOS, da Android e anche da web condividendo un link Instagram su Twitter comparirà una anteprima. Questo sì che è un modo per invogliare le persone a cliccarsi sopra per vedere meglio il contenuto e per visitare il profilo dell’autore.

    Alcuni di voi, forse tanti, ricorderanno che questa operazione era già possibile, solo che poi, nel 2012, con l’acquisizione di Instagram da parte di Facebook, tutto sparì, senza una particolare spiegazione. Allora si spiegava che il cross posting non era ben visto dagli algoritmi e cose simili: “guai a farlo si rischia di essere penalizzati!“. Insomma, la cosa la si poteva spiegare in maniera più semplice invece.

    Proprio in queste ore infatti, in cui tutti (o quasi) festeggiamo a notizia, si dice che in realtà a mettere fine alla condivisione da Instagram non fu, come si è sempre creduto, l’allora CEO Kevin Systrom, ma proprio il patron di Facebook, ossia Mark Zuckerberg. La motivazione era quella di mantenere i contenuti di Facebook, e di tutte le sue app, sempre all’interno dello stesso ecosistema, evitando di condividerli con altre app e piattaforme.

    Infatti, a molti questa operazione è sembrata una, passateci il termine, “operazione simpatia” per ingraziarsi gli utenti e per iniziare quella operazione di rinnovare l’immagine di Facebook, intesa come azienda, che oggi si chiama Meta. Una operazione, vista da questo punto di vista, che giunge ad un giorno di distanza dall’annuncio di voler terminare il riconoscimento facciale.

    Ora, a monte di tutto questo, salutiamo con piacere questo ritorno e ce lo teniamo stretto.

    Un’ultima cosa, se condividendo il link da Instagram non dovesse succedere nulla, non preoccupatevi, si tratta solo di attendere che la possibilità di propaghi davvero a tutti.

  • Italiani e Social Media 2021, cresce l′interesse sulla sostenibilità

    Italiani e Social Media 2021, cresce l′interesse sulla sostenibilità

    La quinta edizione della ricerca annuale di Blogmeter, “Italiani e Social Media”, ci mostra il crescente interesse degli italiani verso il tema della sostenibilità ambientale. Tra le piattaforme più usate, Clubhouse alla fine è stata una meteora.

    Edizione 2021, la quinta, della sempre interessante ricerca di Blogmeter, “Italiani e Social Media“, presentata in occasione del recente Marketing Research Forum di ASSIRM. Una ricerca che ci offre sempre spunti interessanti e che fotografa lo stato attuale di come gli italiani usano i social media e quali piattaforme preferiscono. Il dato interessante, e rilevante, che emerge dalla ricerca è che gli italiani si interessano si Sostenibilità anche sui Social Media, tema ormai al centro di qualsiasi dibattito, e questo è un buon segnale.

    Se Facebook e YouTube restano comunque le piattaforme preferite dagli italiani, c’è da rilevare che il fenomeno Clubhouse si è rilevato, a conti fatti, una meteora nel nostro paese. Se è vero che la piattaforma di audio rooms ha contribuito a modificare il panorama social media, e lo abbiamo raccontato sul nostro blog in questo ultimo anno, è anche vero che non ha rapito del tutto l’attenzione degli utenti italiani.

    Queste un po’ gli elementi più rilevanti che volevamo sottolinearvi, ma adesso vediamo la ricerca più nel dettaglio.

    Italiani e Social Media, le piattaforme usate dagli italiani nel 2021

    Come dicevamo all’inizio YouTube e Facebook restano le piattaforme che gli italiani amano di più: in crescita al 90% la piattaforma di Google e in leggero calo, all’87%, la piattaforma di Facebook che da poco ha cambiato il suo nome aziendale in Meta.

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    Per Facebook, lo vedete anche nel grafico qui sopra, si tratta di un calo maggiore di quello rilevato nel 2020 che potrebbe significare che la piattaforma viene meno usata da una parte della popolazione che invece si orienta verso Instagram, che in forte crescita all’80%.

    E restando sulle piattaforme che crescono di più, sicuramente la piattaforma che fa registrare il dato migliore è TikTok (41%), ormai in ascesa continua anche nel nostro paese. C’è da registrare la crescita rilevante di Twitch (22%), la piattaforma di streaming video che in Italia ha conosciuto grande popolarità proprio durante la pandemia. Si affaccia nel nostro paese anche Reddit; Tinder cresce arrivando al 12%; cresce anche Snapchat (24%).

    In fase ascendente anche Pinterest (50%) che continua a riscuotere successo nel nostro paese; tiene sostanzialmente LinkedIn (46%), mentre Twitter (48%) continua in questa sua fase calante, lo vedete anche nel grafico, nonostante l’avvio di una profonda innovazione della piattaforme e il lancio anche di Twitter Spaces.

    Italiani e Social Media 2021, cresce l’interesse sulla sostenibilitàCome detto sempre all’inizio di questo nostro approfondimento sulla ricerca “Italiani e Social Media”, giunta alla quindi edizione, di Blogmeter, non vi è stato l’exploit di Clubhouse nonostante se ne sia parlato tanto. A pesare, forse, la prolungata scelta di mantenere la piattaforma solo esclusiva di iOS e su invito. Questo ha finito per far scemare l’interesse degli utenti italiani percependola come troppo esclusiva. La nostra considerazione trova conferma nel fatto che l’allargamento, tardivo, su Android non ha sortito l’effetto sperato.

    Come usano i social media gli italiani nel 2021

    La ricerca ci aiuta a scoprire che il 46% degli utenti usa le piattaforme social media per svago e per divertimento; il 34% li usa per riempire i momenti di noia.

    Interessante però notare che quasi un terzo degli utenti italiani (28%) li usa per informarsi e che un quarto di essi (25%) li utilizza per “imparare cose nuove“. Il 23% poi dice di usarli per restare in contatto con amici e familiari. Piccola considerazione, quasi scontata certo, su quest’ultimo dato che ci dimostra come i social media siano cambiati in questi anni. In realtà queste piattaforme nascono con lo scopo di far rimanere in contatto gli utenti con amici e familiari, solo che adesso questa è la motivazione che spinge meno gli utenti a usare questi strumenti. A dimostrazione del fatto che sono cresciute e che sono diventati molto di più di quello per cui erano stati pensati.

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    La pandemia ha fatto crescere l’utilizzo dei social media in Italia. Il 39% degli utenti intervistati per la ricerca ha dichiarato di trascorrere più tempo sulle piattaforme e di utilizzarlo per scoprirne di nuove (45%). Su questo ultimo punto è utile sottolineare che il 45% degli utenti italiani continua ad usare sempre le stesse piattaforme che solo il 10% ha sostituito le piattaforme che usava prima della pandemia con altre.

    Italiani e Social Media, cresce l’interesse sul tema sostenibilità ambientale

    Il tema Sostenibilità interessa gli utenti italiani anche sui Social Media. La ricerca di Blogmeter rileva che in un anno si è registrato un incremento del 400% delle conversazioni sul tema Sostenibilità e un incremento del 200% delle interazioni relative a questo tema.

    La gran parte delle conversazioni si è registrata su Facebook, luogo delle conversazioni per eccellenza, vale a dire il 62,3% su oltre 5 milioni di conversazioni esaminate.

    A conferma della crescente attenzione degli utenti italiani verso i temi della sostenibilità ambientale, la ricerca rileva anche che il 42% degli intervistati spenda di più per prodotti e brand realmente sostenibili e responsabili.

    E sempre su questo tema, l’87% degli intervistati concorda sul fatto che sia difficile capire se un’azienda sia realmente responsabile e sostenibile; il 75% sostiene che spesso l’essere verdi delle aziende sia più apparente che reale; il 71% poi afferma di non credere pienamente alle aziende verso il tema green.

  • Le modifiche Apple costano ai social media 10 mld di dollari

    Le modifiche Apple costano ai social media 10 mld di dollari

    Le modifiche alla privacy della Apple con iOS 14.5 hanno avuto un impatto sui social media considerevole. Un report del FT lo quantifica in quasi 10 miliardi di dollari. E Facebook è quello che ha perso di più.

    Le modifiche alla privacy che Apple con iOS 14.5, e continueranno anche con iOS 15.2, ha recentemente apportato hanno tenuto banco nelle ultime trimestrali. In tanti attendevano di sapere qual fosse stato l’impatto sui social media e le risposte, appunto, non si sono fatte attendere. Come abbiamo visto, Facebook, Snapchat, e anche YouTube, hanno riscontrato una contrazione nelle entrate pubblicitarie negli ultimi tre mesi, proprio in conseguenza alle modifiche del colosso di Cupertino. Un impatto negativo, anche se minore rispetto alle altre piattaforme, lo ha fatto registrare anche Twitter. Ma in concreto, qual è stato l’impatto sui social media?

    A rispondere a questa domanda ci ha pensato il Financial Times che in un recente rapporto quantifica le perdite nelle entrate pubblicitarie di Snapchat, Facebook, Twitter e YouTube in 9,85 miliardi di dollari, quasi 10 miliardi in sostanza.

    A farne maggiormente le spese è stato Facebook, anche in relazione alle sue dimensioni, essendo la piattaforma social media più frequentata con 2,91 miliardi di utenti. Infatti, il report di FT rileva che quasi 8 miliardi dei quasi 10 relativi alle mancate entrate sono proprio i soldi che ha perso la società di Mark Zuckerberg. Ecco perché Facebook ha lungamente protestato contro le modifiche della Apple, cercando anche, senza successo, una qualche forma di trattativa. Ricorderete quando Facebook acquistò pagine sui giornali, anche su FT, dicendo di battersi per le Piccole e Medie Imprese.

    Ebbene, Facebook di fronte a questi risultati si è trovata costretta ad ammettere che, in effetti, “l’accuratezza del targeting è diminuita e, in relazione a questo, i costi per i nostri inserzionisti sono aumentati“. Queste ultime sono le parole di Sheryl Sandberg, COO di Facebook, o meglio, Meta.

    Le modifiche Apple costano ai social media quasi 10 mld di dollari

    Questo significa che gli inserzionisti cominciano a guardarsi intorno alla ricerca di altre piattaforme in grado di soddisfare le loro esigenze, dal punto di vista del targeting e dei costi. E ovviamente la piattaforma a cui tutti guardano in questo momento è TikTok.

    Sorride, almeno in parte Twitter perché, come abbiamo visto, l’impatto delle modifiche Apple sulle entrate pubblicitarie non vi è stato, anzi, le entrate sono pure aumentate in piccola parte. Questo perché Twitter si difende grazie al brand advertising, puntando decisamente, a differenza di Facebook, sulla pubblicità della marca.

    Impatto modifiche Apple Social Media franzrusso.it

    Insomma, la mossa di Apple costringerà le piattaforme social media di ricercare altre forme di entrate e le aziende inserzioniste dovranno cercare altri strumenti. Le due cose non sono realizzabili in poco tempo, serve ideare, progettare e sperimentare nuove strade, tutte operazioni che richiedono tempo. E intanto le piattaforme continueranno a perdere soldi e le aziende troveranno ancora difficoltà.

    Oltre quindi ad investire di più su dispositivi Android, l’alternativa sarebbe quella di investire nel business pubblicitario della Apple, che comunque raccoglie i dati degli utenti allo stesso modo di come fanno le app di terze parti, oppure guardare altrove.

    Vedremo sempre di più crescere il fenomeno della Creator Economy, con strumenti che permetteranno ai creator di dare vita a momenti esclusivi a pagamento e alle piattaforme di diversificare le loro entrate.