Tag: social media

  • Mobile 2022, ecco le app social media più usate in Italia

    Mobile 2022, ecco le app social media più usate in Italia

    Dal recente report di AppAnnie, State of Mobile 2022, ricco di informazioni, ecco quelle che sono le app social media più usate e scaricate dagli italiani in ambito social media. Un quadro che ci aiuta a capire come interpretare il nuovo anno appena iniziato.

    Il recente report di AppAnnie, che di consueto ci fotografa il panorama Mobile guardando al nuovo anno, il 2022. Si tratta di un report molto corposo e pieno di informazioni, ma noi abbiamo cercato di provare a semplificarlo riportando quelle che sono le app social media più usate e scaricate nel nostro paese.

    Partendo da uno scenario globale in cui gli utenti smartphone trascorrono 4,8 ore al giorno sugli smartphone, un dato in crescita del 30% negli ultimi due anni, con 230 miliardi di app scaricate a livello globale, con una crescita del 5% in un anno (sono state più di 435 mila le app scaricate al minuto nel 2021), proviamo a delineare lo scenario italiano riportando le app social più scaricate e usate dagli italiani dal report di AppAnnie “State of Mobile 2022”.

    Mobile 2022, le app social media più usate in Italia

    Andando a vedere quali sono le app mobile più scaricate dagli italiani, per avere anche un quadro più chiaro per fare delle considerazioni sul 2022, si ha la conferma che la pandemia ha influito anche da questo punto di vista, un dettaglio che si coglie forse di più nel nostro paese rispetto ad altri paesi europei. Proprio dal punto di vista delle app più scaricate.

    Partiamo, dunque, dalle app della categoria Social, quelle che rientrano nella fascia dei social media, l’argomento che più ci interessa di solito.

    I trend delle app social media per il 2022

    A livello globale, i trend che caratterizzano l’uso delle app social media riguardano la Realtà Aumentata, fenomeno che su Snapchat conta ormai 6 miliardi di interazioni ogni giorno, e il Live Streaming, fenomeno cresciuto di 9 volte negli ultimi 4 anni, con una crescita delle app di streaming del 40% in un anno.

    Altro fenomeno, a livello globale, non è certamente nuovo, ma sicuramente il 2021 è stato il suo anno. E stiamo parlando di TikTok, la celebre app di video brevi, che risulta essere la più scaricata e usata più o meno ovunque e proprio nel 2021 ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti.

    Di sicuro, il fenomeno crescente del Metaverso non potrà prescindere dal mobile, e questo lo vedremo già nel corso di questo 2022.

    Ma ora passiamo invece a vedere quali sono le app più scaricate e usate in Italia e osservare se, anche nel nostro paese, trovano spazio i trend che abbiamo appena evidenziato.

    Mobile 2022: le app social media più scaricate in Italia

    Le app social media più scaricate in Italia sono state nel corso del 2021, così come evidenziate dal report di AppAnnie, sono queste:

    1. IO, l’app dei servizi pubblici – lanciata nell’aprile 2020, l’app ha avuto un ruolo centrale durante la pandemia per ricevere tutta una serie di servizi, tra i quali anche quello riguardante la ricezione del green pass.
    2. WhatsApp – l’app di messaggistica istantanea di Meta è sempre molto amata nel nostro paese. L’app risulta essere la più scaricata, tenendo conto dell’Europa, in Uk e Francia.
    3. Telegram – sul podio l’altra app di messaggistica che nel nostro paese continua ad avere un notevole riscontro e lo scorso anno ha visto una crescita esponenziale quando l’app di Meta aveva comunicato di voler aggiornare le regole sulla privacy rendendole, in un primo momento, obbligatorie.
    4. TikTok – mentre l’app è prima, tra le più scaricate, in Germania, Russia e Turchia, oltre he a livello globale, nel nostro paese non rientra sul podio. Anche se, come vedremo tra poco, è quella, nella categoria Social, più usata dagli italiani.
    5. Instagram – la concorrenza tra l’app di Meta e l’app di ByteDance è sempre più serrata e lo si vede anche da questi numeri.

    Social Media nel 2022, iniziamo da questa mappa

    Mobile 2022: le app social media più usate dagli italiani

    E ora passiamo a vedere le app dove gli italiani trascorrono più tempo, e quindi usano di più. E sono:

    1. TikTok –  l’app di ByteDance anche nel nostro paese si conferma come quella più usata, un dato riscontrato in tutti i paesi EMEA, tra in Russia dove regna VKontakte.
    2. Bigo Live – in seconda posizione, tra le più usate nella categoria live streaming e si conferma anche nel nostro paese.
    3. Facebook – l’app di Meta, la principale piattaforma social media più usata in Italia, continua ad avere molto riscontro, in termini di utilizzo, anche da mobile.
    4. Follower Analytics for Instagram – app molto usata dagli utenti più giovani per tracciare l’andamento dei propri follower su Instagram.
    5. Joi – app di video chat molto popolare tra i più giovani.

    A parte il caso IO, diciamo che nel nostro paese trovano conferma i trend mobile del momento, come il fenomeno TikTok e quello del live streaming. Due trend emersi chiaramente durante la pandemia e che caratterizzeranno anche il 2022 appena iniziato. Senza contare il grande fenomeno del metaverso che entrerà prepotentemente nel nostro utilizzo quotidiano.

    Mobile 2022: ecco tutte le app più scaricate e usate in Italia

    Infine, diamo un’occhiata a quelle che sono le app più usate e scaricate in assoluto, considerando anche la categoria delle app in termini di utenti attivi mensili.

    Mobile 2022, le app più scaricate in Italia

    Mettendo da parte le app istituzionali e funzionali, come Poste ID, IO e VerificaC19, val la pena segnalare l’exploit di Vinted, l’app che permette di vendere e scambiare articoli nuovi e usati. E poi WhatsApp continua ad essere molto scaricata. TikTok è in ottava posizione e Instagram in decima.

    Se guardiamo invece il dato della spesa, in prima posizione troviamo Dazn, l’app di live streaming degli avvenimenti sportivi, in seconda posizione Disney+ e in terza Google One.

    In termini di utenti attivi mensili, in assoluto, nelle prime quattro posizioni troviamo tutte le principali app di Meta in questo ordine: WhatsApp, Facebook, Instagram e Messenger. In quinta posizione troviamo l’app di Amazon, in sesta Telegram e in settima posizione Spotify. Netflix è in decima posizione.

    Per tutte le altre informazioni, potete consultare il report qui.

  • Social Media nel 2022, iniziamo da questa mappa

    Social Media nel 2022, iniziamo da questa mappa

    Diamo uno sguardo al panorama dei Social Media per il 2022 con questa mappa, dalla quale si nota che le principali piattaforme sono in mano a 3 aziende.

    Il 2022 è iniziato da pochi giorni e, come sempre, è bene dare un’occhiata al panorama esteso dei social media, per meglio comprenderne le dimensioni. Da qui si potranno fare delle considerazioni, perché è indubbio che le piattaforme sono cambiate e cambieranno ancora. Ma è necessario, viste le ultime vicissitudini, cambiare anche approccio.

    Bene, allora osserviamo più da vicino questo panorama dei social media per il 2022, grazie ad una preziosa infografica di Visual Capitalist che, come ormai ci ha abituato da diversi anni, ci mostra un dato ormai chiaro a tutti: le piattaforme più usate, quelle con più iscritti in assoluto, sono in mano a sole tre aziende. E parliamo di Meta (Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp), Tencent (WeChat, QZone e QQ) e Alphabet (YouTube).

    Subito dietro troviamo ByteDance (TikTok e Douyin), Kuaishou e Microsoft (LinkedIn, Teams e Skype).

    Social Media 2022, iniziamo con questa mappa

    I social media nelle mani di 3 aziende

    Nelle classifica delle prime 10 piattaforme social media più usate, notiamo che 6 sono concentrate nelle mani di 3 aziende. Con Meta che vede tutte le sue app praticamente ai vertici.

    Oggi i social media sono utilizzati da 4,5 miliardi di persone, vale a dire il 57% della popolazione mondiale. E, pensate, solo Facebook conta 2,9 miliardi di utenti, risultando molto forte, in termini di base utenti, in India (350 milioni), Usa (193 milioni) e Indonesia (142,5 milioni).

    Anche WhatsApp ormai è diventata ben più di una semplice app di messaggistica, contando più di 2 miliardi di utenti e, come Facebook, ha la sua roccaforte in India (390 milioni di utenti) e in Brasile (108 milioni).

    Restando nella famiglia Meta, sappiamo che anche Instagram ha di recente superato i 2 miliardi di utenti, ma, trattandosi di uno scoop, la notizia non troverà, ancora, conferme da parte della società di Zuckerberg. Ecco perché all’interno di questa classifica la piattaforma viene ancora considerata con poco più di 1,28 miliardi di utenti.

    Social media 2022, iniziamo con questa mappa

    Le piattaforma con oltre 2 miliardi di utenti arrivano dagli Usa

    Le piattaforme social media che hanno superato i 2 miliardi di utenti provengono tutte dagli Usa, come appunto Facebook e WhatsApp, insieme a YouTube che si piazza in seconda posizione tra le piattaforme social media più usate, con 500 ore di video caricate ogni minuti. Ed è l’unica di Alphabet.

    E poi ci sono quelle piattaforme che hanno superato il miliardo di utenti, come Messenger (1,3 miliardi di utenti), Instagram, WeChat (1,2 miliardi di utenti). Più avanti due app molto simili tra loro come Kuaishou, che sta per “mano veloce”, e TikTok, di ByteDance, che nel 2021 ha superato il traguardo di 1 miliardo di utenti. L’altra piattaforma di ByteDance, gemella di TikTok, Douyin, invece conta oltre 600 milioni di utenti.

    Ora, questa grafica e questi dati mostrano come ormai le piattaforme social media, in mano a poche aziende, hanno di gran lunga superato i confini territoriali e sono sempre più parte delle nostre vite. Parole quest’ultime che suonano come banali nel 2022, ma che è importante ribadire, specie alla luce di quanto successo negli ultimi due anni.

    Social Media 2022, iniziamo con questa mappa

    Esiste un problema di regolamentazione, ormai fin troppo evidente, delicato e di non facile soluzione. Così come esiste un problema di gestione. Lo scorso anno abbiamo visto cosa è successo dopo i fatti di Capitol Hill, ma sarebbe anche giusto ricordare che ormai dal 2009 Facebook è messo al bando in Cina, così come Twitter. La lista poi sarebbe lunghissima.

    Così come non si deve dimenticare il tentativo di Donald Trump di passare alla scomposizione di TikTok negli Usa. Situazione che portò Oracle ad un passo dall’acquisizione e poi non se ne fece più nulla.

    La disinformazione non nasce con i social media

    C’è da considerare che il fenomeno della disinformazione non nasce con i social media, come alcuni ritengono. Già del 1814 si usava la disinformazione per depistare le opinioni, quando appunto in quell’anno si fece credere, ad opera del “Colonnello Du Bourg”, che Napoleone fosse morto, provocando il crollo della borsa di Londra, senza che nessuno verificasse la notizia. E allora non c’era Twitter.

    I social media, vista la loro natura, hanno solo moltiplicato il fenomeno, vista la rapidità con cui si diffondono le informazioni che spesso vengono presentate come veritiere al punto che lo stesso utente non riesce a distinguere ciò che è vero da ciò che è palesemente falso.

    Il tema, come si può facilmente intuire, è di enorme complessità che merita un approfondimento a parte. L’intento era quello di dare una dimensione numerica dei social media che cresceranno man mano che vi accederanno sempre più persone.

    E questo non è affatto escluso che possa accadere, anche a breve, visto che nel 2021 ben il 37% della popolazione mondiale non aveva accesso a internet.

  • Social Tv, ecco i programmi più social del 2021

    Social Tv, ecco i programmi più social del 2021

    Il fenomeno social tv è sempre più diffuso. Ecco quindi i programmi più social del 2021. Dall’analisi di Talkwalker, troviamo conferma che Instagram è il canale dell’interazione e Twitter il canale del racconto live.

    Il fenomeno Social Tv è cresciuto nel tempo e oggi permette di seguire una sorta di secondo palinsesto dei programmi Tv sui social media. negli ultimi 7/8 anni abbiamo assistito ad un crescendo del fenomeno, complice la diffusione degli strumenti e l’aver compreso, da parte delle reti Tv, che il coinvolgimento generato dai social media giova ai programmi stessi.

    Un fenomeno che ci ha sempre interessato e che abbiamo sempre seguito. Ecco perché oggi vogliamo presentarvi i risultati che Talkwalker ha raccolto, attraverso lo strumento Social Content Ratings™, nel corso di questo 2021 che sta volgendo al termine.

    Guardiamo insieme quindi i programmi Tv che nel corso degli ultimi 12 mesi, più precisamente dal 1 gennaio al 15 dicembre 2021, hanno generato più interazioni sui social media in Italia.

    Diciamo subito che i programmi TV più social del 2021 sono: Amici di Maria De Filippi, Grande Fratello (Mediaset), Festival di Sanremo, Che Tempo che Fa (Rai), Lol e The Ferragnez (Prime Video).

    Social Tv, ecco i programmi più social del 2021

    Se osserviamo bene, notiamo che questi programmi rappresentano il giusto mix di come oggi viene fruita la Tv italiana dagli utenti con programmi RAI, Mediaset e streaming (Prime Video in questo caso).

    Social Tv, la classifica dei programmi social 2021

    Nel dettaglio, Amici di Maria De Filippi (Mediaset) in 183 puntate ha totalizzato 152.374.000 interazioni (4.139.000 su Facebook, 121.614.000 su Instagram, e 26.053.000 su Twitter), seguita dal Grande Fratello Vip (Mediaset) che con tutte le sue 41 puntate ha totalizzato 104.673.000 interazioni complessive nel 2021 (23.159.000 su Facebook, 20.139.000 su Instagram e 1.908.000 su Twitter) e al terzo posto Che Tempo Che Fa (Rai) che nelle 31 puntate ha totalizzato 45.268.000 interazioni di cui 23.159.000 registrate su Facebook, 20.139.000 su Instagram e 1.908.000 su Twitter. Al quarto posto troviamo il Festival di Sanremo che con 5 serate registra un totale di 36.067.000 interazioni (3.459.000 su Facebook, 21.150.000 su Instagram e 11.350.000 su Twitter).

    Ad un primo sguardo, notiamo che trova conferma quello che abbiamo sempre sostenuto durante i nostri focus su momenti particolari andati in onda in Tv, e cioè che Instagram (lo vediamo dai numeri sopra) si conferma essere il canale dell’interazione, mentre Twitter si conferma essere il canale del racconto live.

    Sanremo sempre al primo posto

    Se guardassimo invece la classifica vista sopra dal unto di vista dei risultati in relazione al numero delle puntate andate in onda, si noterebbe che Festival di Sanremo (Rai) salirebbe al primo posto, davanti alla serata dell’Eurovision trasmessa da Rai che ha totalizzato 6.750.000 interazioni complessive (Facebook: 221.000; Instagram: 3.081.000; Twitter: 3.445.000), quindi Grande Fratello Vip (Mediaset), Che Tempo che Fa (Rai) al quarto posto, quindi a seguire Ballando sotto le stelle (Rai), L’isola dei Famosi (Mediaset) ed Amici (Mediaset).

    Guardando invece i programmi andati in onda sui canali in streaming, notiamo che The Ferragnez, la serie TV che racconta le vicende della famiglia di Chiara Ferragni e Fedez in onda da poche settimane, con 8.429.100 interazioni di cui 6.550 su Facebook, 8.360.700 su Instagram e 61.100 su Twitter; subito dietro troviamo “LoL –  Chi ride è fuori” (Prime Video) che nell’anno ha totalizzato 7.982.000 interazioni totali di cui 331.400 su Facebook, 7.284.600 su Instagram e 313.000 su Twitter. Al terzo posto “La Casa di Carta”, la serie Netflix che registra 6.684.000 interazioni totali, di cui 126.200 su Facebook, 6.177.000 su Instagram e 321.000 su Twitter.

    SkySport Uno avanti a tutti

    Nella classifica per “canali” SkySport Uno (Paytv) nel corso del 2021 totalizza 433.241.000 totali pari ad uno share Social Tv di 29,11%, seguito da Canale 5 con 369.773.000 interazioni (share 24,85%), Netflix (OTT) con 95.964.000 di interazioni (share 6,45%), quindi Rai Uno con 90.166.000 interazioni (share 6,06%) e poi Rai Tre con 67.610.000 (share 4,54%). In relazione a quest’ultimo dato, vanno segnalate le performance di Report con 7.283.000 interazioni, di cui 6.209.000 su Facebook. 270.000 su Instagram e 803.000 su Twitter.

    Per quanto riguarda le news, esaminando i tre principali canali, SkyTG24 totalizza 36.553.000 interazioni (di cui 11.209.000 su Facebook, 23.811.000 su Instagram e 1.532.000 su Twitter), segue Mediaset TgCom24 con 24.396.000 interazioni (14.115.000 su Facebook, 9.021.000 su Instagram e 1.226.000 su Twitter) e quindi RaiNews24 con 2.686.000 di interazioni di cui 1.487.000 su Facebook, 657.000 su Instagram e 542.000 su Twitter.

  • Instagram supera i 2 miliardi di utenti, ma non lo dirà

    Instagram supera i 2 miliardi di utenti, ma non lo dirà

    Instagram supera i 2 miliardi di utenti. A scoprirlo è stata la CNBC che secondo quanto riportato da alcuni dipendenti di Meta, il traguardo è stato raggiunto ad ottobre.

    Era dal giugno del 2018 che non si aveva più notizie del numero effettivo degli utenti attivi al mese su Instagram. Ma lo scoop della CNBC rivela oggi che quel numero ha superato i 2 miliardi di utenti. Non sono dati ufficiali, certo, ma comunque sono per avere un quadro effettivo sulla app di proprietà di Facebook, cioè no, di Meta.

    La notizia viene diffusa dal sito specializzato in informazioni aziendali e finanziarie citando come fonte dipendenti che lavorano in Instagram “con conoscenza della metrica” che riguarda, dal punto di vista temporale, il dato di questo autunno, quindi in chiusura della terza trimestrale.

    I dipendenti, citati da Salvador Rodriguez nel suo scoop, raccontano di essere venuti a conoscenza del numero all’interno di conversazioni interne all’azienda e, nello specifico, uno di essi ha rivelato che il traguardo dei 2 miliardi di utenti è stato raggiunto qualche giorno prima che Facebook cambiasse il nome in Meta.

    Instagram supera i 2 miliardi di utenti

    Intanto TikTok supera il miliardo

    Stiamo parlando di un dato che non è stato confermato da fonti ufficiali di Instagram, anche se resta comunque verosimile. Un dato questo che assume una importanza rilevante in un momento in cui la concorrenza di TikTok, che ha superato 1 miliardo di utenti (restando comunque vietata in India) si fa sempre più agguerrita e nel momento in cui Instagram è stata al centro dei Facebook Files.

    E proprio in relazione alle rivelazione di Frances Haugen, nei giorni scorsi il Congresso Usa ha ascoltato il CEO Adam Mosseri in audizione, il quale ha dichiarato che l’app è ormai pronta ad introdurre il parental control. Questo, in risposta a tutta la polemica sollevata dalle rivelazioni della Haugen in merito alla pericolosità di Instagram sugli adolescenti.

    Restando sul dato dei 2 miliardi di utenti, che come detto Instagram non ha confermato, e forse non lo farà (visto i tempi che corrono, appunto), va rilevato un ulteriore dato. E cioè, cosa peraltro nota, Instagram ha impiegato 8 anni per raggiungere il miliardo di utenti e, guardando questo dato, solo 3 anni per raggiungere i 2 miliardi di utenti.

    Instagram continua a crescere

    Un segnale non di poco conto, a dimostrazione che Instagram, nonostante davvero tutto quello che abbiamo visto nel corso di questo anno, continua a crescere. Se guardiamo Facebook e Instagram, le due principali piattaforme di Meta, allora notiamo mentre Instagram ha raddoppiato la sua base utenti in tre anni, Facebook è cresciuta solo del 30%. E poi, dal punto di vista delle entrate, secondo gli analisti finanziari Instagram dovrebbe crescere entro il prossimo anno del 30% fino a 60,5 miliardi di dollari, mentre Facebook crescer del 18%, arrivando a 135,1 miliardi di dollari.

    Questo scenario appena visto indica una sola cosa. E cioè che se è vero che Meta punti dritto verso il metaverso, combinando realtà virtuale e realtà aumentata, è però anche vero che per raggiungere quell’obiettivo è necessario che Instagram continui il suo percorso di crescita. Al momento è l’elemento più importante di tutta la famiglia Meta.

  • Ecco chi è Parag Agrawal, il nuovo CEO di Twitter

    Ecco chi è Parag Agrawal, il nuovo CEO di Twitter

    Ecco un profilo di Parag Agrawal, nuovo CEO di Twitter succeduto a Jack Dorsey. Il suo nome arricchisce la lista dei CEO di origine indiana delle grandi aziende tech.

    La stragrande maggioranza delle persone ha sentito il nome Parag Agrawal ieri per la prima volta, colti di sorpresa dalle dimissioni di Jack Dorsey da CEO di Twitter. Eppure, Parag Agrawal, nuovo CEO della società nata nel 2006 a San Francisco, Twitter la conosce bene.

    Per saperne di più, tracceremo un breve profilo del personaggio che fino a ieri ha ricoperto il ruolo di CTO di Twitter, funzione che ricopriva dal 2017. Il suo nome va ad aggiungersi alla già lunga lista di CEO di origine indiana che guidano aziende della Silicon Valley, e non solo, e, a soli 37 anni, è il più giovane CEO tra le aziende S&P500 (le 500 aziende americane quotate a Wall Street con la più alta capitalizzazione). E c’è già chi parla di “scuola indiana” alla guida delle aziende tecnologiche del futuro.

    Parag Agrawal, da Mumbai alla Silicon Valley

    Parag Agrawal nasce a Aimer, nello stato del Rajasthan, il 21 maggio del 1984 anche se da subito si trasferisce a Mumbai (quella che fino al 1995 si chiamava Bombay). Il padre era un ingegnere, alto funzionario del Dipartimento Indiano dell’Energia Atomica, e sua madre era un’insegnante.

    Si è laureato all’Indian Institute of Tehcnology Bombay (IIT Bombay) nel 2005 per poi trasferirsi negli Usa per proseguire i suoi studi e conseguire un dottorato di ricerca in informatica presso la Stanford University.

    Ecco chi è Parag Agrawal, il nuovo CEO di Twitter

    Nell’ottobre 2011 entra in Twitter per lavorare sulla pubblicità, diventando poi il rimo ingegnere della società ad assumere il titolo di “Distinguished Engineer“. Paraga Agrawal continua negli anni successivi il suo lavoro, ricoprendo altre mansioni. Fino a quando arriva la svolta con la nomina, nel 20217 con Dorsey come CEO, a CTO dell’azienda. Un ruolo che lo vede lavorare a stretto contatto con Dorsey, sempre più impegnato, in quel periodo, ad occuparsi anche dell’altra società, Square.

    Agrawar legato al progetto Bluesky

    In un questi ultimi 4 anni Parag Agrawal si occupa del problema tecnologico della piattaforma, come quello delle password. Ma il suo nome è legato invece al progetto Blue Sky, il progetto che ha come obiettivo di trasformare Twitter in una “piattaforma libera e decentralizzata”. Il progetto sta andando avanti, lavorando a stretto contatto con il team “Crypto” voluto da Dorsey, visto il suo grande interesse per i bitcoin, che adesso continuerà a seguire, in maniera esclusiva a questo punto, con Square e la sua app Cash.

    Il progetto Blue Sky continuerà a crescere sotto la guida diretta di Parag Agrawal, visto anche il suo ruolo, per rendere Twitter più veloce e più, appunto, decentralizzata. In questo solco si inserisce la partnership con Google Cloud e la gestione della timeline ad Amazon Web Services (AWS).

    Questo un primo profilo del personaggio Parag Agrawal, persona non conosciuta ai più, ma che conosce bene i meccanismi di Twitter e gli obiettivi che l’azienda vuole raggiungere. Entra il 2023 l’azienda deve puntare a 7,5 miliardi di dollari di ricavi e ad avere 315 milioni di utenti giornalieri (oggi 211 milioni). E, nel contempo, riuscire a costruire un equilibrio attorno alla piattaforma.

    Twitter e le conversazioni da destra

    Sappiamo delle ultime vicissitudini che hanno spinto la piattaforma a sospendere per sempre l’account di Donald Trump e sappiamo anche, da un recente studio, che l’algoritmo di Twitter (senza che la società sappia spiegare il perché) ha nei fatti favorito le conversazioni di destra sulla piattaforma. Situazioni che devono trovare un equilibrio guardando sempre a Twitter come “un luogo sano dove conversare”, parole sposate proprio da Parag Agrawal.

    Ecco, queste sono le due sfide più insidiose per Agrawal già per i prossimi due anni, sapendo bene che l’azienda ha innovato tanto la piattaforma, puntando anche su nuove forme di contenuto, come Twitter Spaces, riuscendo a fornire sempre nuove funzionalità agli utenti.

    Tutto questo però ha bisogno di un piano più organizzato e siamo sicuri, da quello che abbiamo riportato in questo articolo, e da quelle che sono le opinioni di chi lo conosce bene, che Parag Agrawal sarà all’altezza del suo compito.

    I tanti CEO di origine indiana

    Ma come dicevamo in apertura, il nome Parag Agrawal come nuovo CEO di Twitter si va ad inserire all’interno di una lista di nomi di origine indiana che guidano aziende tecnologiche della Silicon Valley, e non solo. La lista di nomi, tra i più importanti, hanno una caratteristica in comune. Un grande background tecnologico, quasi tutti ingegneri, e arrivano al ruolo di CEO per dare una volta all’azienda, alla ricerca di un maggiore equilibrio per raggiungere gli obiettivi.

    E parliamo di Sundar Pichai, che arriva a diventare CEO di Google nell’agosto del 2015 quando nasce Alphabet, di cui diventerà CEO quattro anni più tardi nel 2019.

    E parliamo di Satya Nadella, altro grande nome, CEO di Microsoft nominato nel febbraio del 2014, dopo Steve Ballmer. Con lui il colosso di Redmond diventa l’azienda più valutata al mondo, superando la Apple.

    E ancora, nella lista c’è anche Arvind Krishna, CEO della IBM, nominato nel gennaio dello scorso anno, definito da Ginni Rometty come “l’uomo giusto per la nuova era di IBM”.

    E di origine indiana sono anche Ajay Banga, CEO di Mastercard, Shantanu Narayen, CEO di Adobe.

  • Jack Dorsey lascia la guida di Twitter, subentra Parag Agrawal

    Jack Dorsey lascia la guida di Twitter, subentra Parag Agrawal

    Le notizie che si sono susseguite nel pomeriggio, hanno poi trovato conferma. Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter, lascia il suo incarico e al suo posto arriva Parag Agrawal, attuale CTO.

    Nel pomeriggio italiano si sono susseguite una serie di notizie sulle fonti raccolte dalla CNBC, il celebre canale finanziario americano, che dava Jack Dorsey, co-founder e CEO di Twitter, pronto a lasciare la guida di Twitter “a breve”. E così è stato.

    Al suo posto arriva Parag Agrawal, già CTO di Twitter, come nuovo CEO con effetto immediato e lo stesso Dorsey resterà comunque all’interno dell’azienda da lui fondata insieme a Biz Stone e Evan Williams. Le notizie dicono che resterà all’interno del board fino al 2022.

    Si è trattato (quasi) di un fulmine a ciel sereno, come si dice in questi casi, che arriva proprio nel momento in cui Twitter ha cominciato ad innovare la piattaforma da 280 caratteri. Quello che gli azionisti, e non solo, hanno sempre richiesto negli ultimi anni.

    Jack Dorsey lascia la guida di Twitter, al suo posto Parag Agrawal

    Dorsey già CEO di Square

    Come noto, Jack Dorsey oltre ad essere CEO di Twitter è anche CEO di Square, la società specializzata nei pagamenti mobile. Un doppio incarico che è stato mal digerito sin dal suo, secondo, insediamento nel 2015.

    In molti hanno sempre ritenuto che proprio quel doppio incarico avesse conseguenze negative nella gestione dell’azienda Twitter.

    E come ricorderete, lo scorso anno, nel mese di febbraio, il Fondo Eliiott (lo stesso che detiene il AC Milan) cercò di mettere alla porta proprio il co-fondatore di Twitter, reo, secondo Paul Singer di non aver fatto abbastanza per la crescita della società. In pratica, il Fondo Elliott, forte del suo ruolo di azionista di maggioranza, voleva fare spazio ad un suo uomo per avere un controllo più diretto della società.

    L’operazione venne poi stoppata, a distanza di pochi giorni, quando arrivò Silver Lake e mise sul piatto 1 miliardi di dollari di investimenti, con l’impegno che Dorsey mantenesse il suo posto. I ben informati dissero che l’operazione era stata animata da Bog Iger, oggi presidente della Walt Disney e grande amico di Jack Dorsey.

    In passato anche la Disney venne data come probabile compratore di Twitter, operazione che in effetti non vide mai la luce.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Dorsey, cofondatore di Twitter

    Jack Dorsey ha fondato Twitter che ha visto la luce nel 2006 e per due anni ha ricoperto il ruolo di CEO, quindi fino al 2008. Ritornò alla guida della sua azienda sette anni dopo, quando Dick Costolo si dimise, anche per non essere riuscito del tutto nella sua missione di traghettare l’azienda dopo la quotazione a Wall Street.

    Nel momento in cui ritorna Jack Dorsey Twitter riversava in una situazione non felice, nonostante la quotazione in borsa nel 2013. E questa situazione si è protratta per diverso tempo, alimentata anche dalla scarsa crescita della base utenti.

    Una scarsa crescita che era figlia di una scarsa innovazione della piattaforma, quando invece tutte le altre piattaforme social media in qualche modo evolvevano.

    Solo nel 2019 Twitter ha cominciato a fare sul serio nell’innovare la piattaforma, mettendo al centro modalità che dessero la possibilità agli utenti di conversare più facilmente. Twitter da sempre è stata vista come una piattaforma difficile, una differenza che diveniva ancora più marcata in confronto con le altre piattaforme.

    Dorsey – Agrawal, quale futuro per Twitter

    Adesso il compito che ha davanti Parag Agrawal è quello di raggiungere entro il 2023 l’obiettivo di 7,5 miliardi di ricavi e 315 milioni di utenti giornalieri monetizzabili.

    Vedremo se riuscirà.

    Intanto, mentre scriviamo, il titolo TWTR guadagna a Wall Street già quasi il 5%. Segno che era un momento atteso dagli investitori. Salvo poi cedere il 2,74%.

    E non sfuggirà ai più attenti che queste dimissioni arrivano nel giorno in cui Twitter si avvia a sviluppare la modalità shopping con una diretta che vedrà come protagonista Walmart.

  • Social Media, i Creator vanno oltre la vecchia scuola

    Social Media, i Creator vanno oltre la vecchia scuola

    I dati di una recente ricerca di Axios mettono in evidenza che i Creator emergono su TikTok. E poi che si può parlare di social media di vecchia e nuova scuola.

    Creator Economy fa sempre più rima con TikTok, almeno questo è quello che appare da una recente indagine di Axios. Sono dati interessanti che ci aiutano a comprendere meglio come i Social Media stiano cambiando, più di quello che siamo soliti pensare.

    Il dato più rilevante è il dato che su 50 account più seguiti sui social media, TikTok è quella che fa emergere di più i Creator. Sulle altre piattaforme, tra i più seguiti figurano spesso account di aziende, quindi corporate.

    Ma l’aspetto davvero interessante è che gli account più seguiti su TikTok non hanno lo stesso seguito sulle altre piattaforme, come invece ci aspetterebbe.

    Abbiamo sempre pensato che un account era in grado di attrarre una grande audience anche su piattaforme diverse perché, sostanzialmente, c’erano delle affinità tra le stesse audience. Ebbene, tutto questo non sembra essere più vero.

    Social Media, i Creator vanno oltre la vecchia scuola

    Altro aspetto che abbiamo sempre considerato, è che, partendo dal presupposto che ogni piattaforma social media ha delle caratteristiche peculiari, le stesse determinassero l’audience. Come a dire che fosse la piattaforma a modellare l’audience attorno ad un account.

    Social Media, piattaforme di vecchia e nuova scuola

    Questo era vero quando le piattaforme, che definiamo di “vecchia scuola” si distinguevano per davvero. Col tempo le stesse sono andate via via inglobando caratteristiche, prese in prestito da altre, al punto da renderle quasi uguali tra loro. Un concetto reso ancora più evidente dall’emergere di piattaforme social media di “nuova scuola” che, a differenza delle “vecchie”, nascono già specifiche con strumenti precisi.

    L’aspetto determinante oggi è quello di abbracciare i valori che sono alla base di una piattaforma e quindi la community che si è in grado di costruire su di essa.

    Questo spiega come mai questi account di creator molto seguiti su TikTok non ottengano la stessa audience su altre piattaforme.

    I creator trionfano su TikTok

    Nello specifico, Charli D’Amelio, Khaby Lame, Addison Rae, Bella Poarch e Zach King sono gli account più seguiti su TikTok che mettono insieme qualcosa come 480 milioni di follower. Gli stessi account di questi creator sono invece poco seguiti su altre piattaforme.

    Ad esempio, Bella Poarch, ha 85 milioni di follower su TikTok, ma meno di 1 milione su Twitter. Khaby Lame ha oltre 120 milioni di follower su TikTok, ma 58 milioni su Instagram.

    Guardando oltre TikTok, possiamo citare Kim Kardashian con 254 milioni di follower su Instagram e 1,9 milioni su YouTube. O anche la nostra Chiara Ferragni con 25,5 milioni di follower su Instagram e poco meno di 700 mila follower su Twitter.

    social media piattaforme 2021

    Difficile emergere su tutte le piattaforme social

    Sono pochi gli account che riescono ad emergere su altre piattaforme e apparire nei primi 10 più seguiti. Come Cristiano Ronaldo che primeggia su Facebook Instagram e Twitter; Ariana Grande (Instagram e Twitter) e Will Smith (Facebook e TikTok).

    La ricerca offre poi uno spaccato sulle singole piattaforme, arrivando ad affermare che TikTok, come abbiamo appunto rilevato, è la piattaforma che meglio aiuta i Creator ad emergere.

    Su YouTube gli account più seguiti sono i grandi della musica e dell’intrattenimento e tra i 20 account più seguiti sei vengono provengono dall’India, quattro dagli Stati Uniti, tre dalla Corea del Sud, due dalla Russia.

    Invece Facebook offre qualcosa in più ai brand, e si vede dai dati di Axios. Gli utenti sono sempre più incoraggiati a mettere “like” alle pagine, al di là dei contenuti.

    Come abbiamo imparato in questi anni, e questi dati di Axios lo confermano, Instagram è il luogo dove costruire il proprio seguito mostrando il proprio stile di vita, influenzando gli utenti attraverso le proprie scelte. Le dinamiche che si generano su questa piattaforma, da questo punto di vista, sono uniche e il seguito che si riesce a generare è molto alto.

    Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Anche Twitter è luogo per influencer

    Anche Twitter mostra di essere il luogo degli influencer e delle celebrità, anche se in misura molto ridotta rispetto a Instagram. All’interno della piattaforma da 280 caratteri chiunque può costruirsi un proprio seguito avendo delle idee e dei contenuti da condividere, attraverso i quali costruire Relazioni. Non è un caso, poi, che Twitter sia l’unica piattaforma che vede insieme, nei primi 50 account più seguiti, politici e business leader.

    Una breve riflessione in chiusura, rifacendoci all’apertura di questo articolo.

    Questi dati di Axios ci mettono davanti al fatto che oggi si può parlare di due forme di intendere le piattaforme social media. Forse può apparire anche un po’ scontato.

    Da una parte abbiamo, come abbiamo già detto, le piattaforme della “vecchia scuola”, come possono essere Facebook o Twitter, dall’altra abbiamo piattaforme di “nuova scuola”, come TikTok e anche Instagram che giocano sui contenuti veloci, video, effimeri. Si tratta di modalità differenti, sia dal punto di vista dei contenuti che del coinvolgimento.

    Di certo, le aziende, di fronte a questi dati, e di fronte all’emergere di TikTok, devono cominciare a guardare anche alle piattaforme social media di nuova scuola. E, per certi versi lo stanno già facendo.

  • Su Spotify arrivano i testi in tempo reale di Musixmatch

    Su Spotify arrivano i testi in tempo reale di Musixmatch

    Su Spotify arrivano i testi delle canzoni in tempo reale, grazie alla collaborazione con Musixmatch.à

    Gli utenti di Spotify, che solo due giorni fa hanno patito un down pesante (chissà, forse per questo!) ne saranno felici. E per utenti intendiamo tutti, sia quelli paganti che quelli free. La notizia è che finalmente, è il caso di dire, su Spotify arrivano i testi in tempo reale sulle canzoni. Una funzionalità che a molti appariva quasi naturale ma che per molti versi non si era mai messa in pratica. Ma adesso è un’altra storia.

    La funzionalità viene lanciata in collaborazione con Musixmatch, l’azienda fondata a Bologna nel 2010 da Max Ciociola e Gianluca Delli Carri che già offre testi per 8 milioni di canzoni. Sapete che Musixmatch è già presente su Apple Music, Amazon Music, Shazam, Vevo e Facebook. Mancava, appunto, solo Spotify.

    Su Spotify arrivano i testi con Musixmatch

    Si potranno visualizzare i testi delle canzoni

    Grande novità è anche quella di poter visualizzare i testi in tempo reale da qualsiasi dispositivo. Infatti, li si potrà visualizzare dall’app di Spotify su iOS e Android, ma anche da desktop, da smart tv e da console per giochi.

    Dall’applicazione mobile, nella visualizzazione del titolo del brano, noterete che prima del nome dell’artista compare una targhetta “Lyrics”. Significa che di quella canzone potrete visualizzare il testo. Ma non solo, la visualizzazione del testo in tempo reale si può trasformare in una esperienza da condividere anche sui social media. Per visualizzare il testo basta scorrere verso l’alto.

    Infatti, nel riquadro della visualizzazione, in basso, compare una voce “Condividi“. Da lì potrete portare un pezzo di testo della vostra canzone preferita ovunque vogliate.

    Si potrà seguirli anche da desktop

    La modalità di visualizzazione è molto simile anche sugli altri dispositivi. Basta attivare “Now Playing View“. Da desktop basta cliccare sul microfono, lo stesso vale anche sulle smart tv.

    La modalità Lyrics è disponibile su Playstation 4, Playstation 5 e XBox One, oltre che su Android TV, comprese FireTV, Samsung, Roku, LG, Sky e Comcast.

    In realtà questa collaborazione tra Spotify e Musixmatch era stata già tentata, si era conclusa infatti nel 2016. Infatti da allora compariva la funzione “Behind the Lyrics” che permetteva all’utente di visualizzare il testo del brano e anche notizie di contesto.

  • Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Twitter per Professionisti sta cominciando a propagarsi anche in Italia. Per la prima volta Twitter permette ad aziende e professionisti di identificare il proprio account. Ecco come funziona.

    Twitter è una delle poche piattaforme social media a permettere a tutti di registrarsi, aprire un proprio account, senza definire lo stesso come persona o come professionista/azienda. Una modalità che altre piattaforme, come Facebook, Instagram e TikTok già permettono da tempo. Ma adesso tutto cambia e anche Twitter permetterà agli account di definirsi meglio, per sfruttare tutte le opportunità della piattaforma.

    Come molti di voi sanno, Twitter non ha mai permesso una distinzione netta, chiunque poteva aprire un proprio account, una modalità che, a fronte della nuova strategia intrapresa dalla società di Jack Dorsey, non ha più molto senso. Twitter oggi è molto di più di 280 caratteri e presentarsi in maniera chiara può aiutare gli utenti a conoscere meglio gli interlocutori con cui entra in contatto e alle aziende, ai professionisti, influencer, creator di sfruttare tutte le opportunità.

    Ecco Twitter per professionisti

    Annunciato ad aprile di quest’anno e rilasciato verso la fine di ottobre, adesso comincia a propagarsi meglio, anche in Italia, Twitter per Professionisti, quella che era stata presentata come Twitter for Professionals. Si tratta di un modulo che gli utenti stanno vedendo comparire all’interno del menù della app mobile o all’interno della voce “Altro” sul menù della versione web, con cui definire meglio il proprio account.

    Twitter per Professionisti ecco come funziona | franzrusso.it

    E siamo sicuri che questa modalità farà felici le aziende, che da sempre hanno chiesto un modo per poter meglio distinguere il proprio account, e tutti i professionisti/influencer/creator che adesso possono presentarsi meglio.

    Ma vediamo meglio come funziona Twitter per professionisti.

    Intanto un profilo aziendale o professionale per Twitter non è altro che un aggiornamento, gratuito, di un account esistente che risponda ad alcuni requisiti: non aver commesso ripetute violazioni delle regole di Twitter; essere autentici, significa quindi avere un nome e cognome insieme ad una foto e una bio ben definita. Non sono ammessi account che rappresentano personaggi di fantasia, account che fanno parodia e nemmeno account di animali domestici.

    Trasformare l’account Twitter per aziende e professionisti

    Come detto prima, Twitter per Professionisti sta cominciando a propagarsi anche nel nostro paese e potete trovare la sezione nel menù dalla versione app mobile e all’interno della voce “Altro” all’interno del menù per la versione web.

    Una volta cliccato sulla sezione, potrete cominciare a definire il vostro account.

    La prima cosa da fare, dopo aver accettato di far diventare il vostro account per aziende o professionisti, è quella di scegliere la categoria a cui appartenete, scegliendo quella che più vicina alla vostra professionalità.

    Una volta fatto questo, individuate la vostra figura specifica, in modo da caratterizzare il vostro account, e quindi scegliete tra “Attività” o “Creator“. Quest’ultima è quella che più si addice a personalità pubbliche, influencer, blogger e creator.

    Fatto l’ultimo passaggio, avrete la possibilità di modificare la vostra bio, rendendo visibile la vostra categoria.

    Twitter per Professionisti ecco come funziona | InTime Blog

    E qui ci fermiamo, anche se il modulo prevede anche la possibilità di aggiungere la sezione dedicata alla Newsletter, realizzata grazie all’acquisizione di Revue, e al modulo Shopping, non ancora attivo nel nostro paese. A questi moduli, si dovrebbe aggiungere anche la sezione About, all’interno della quale le aziende avranno modo di specificare meglio l’indirizzo dell’attività, gli orari, i contatti e altro.

    Al momento, non è possibile rendere professionale un account appena creato.

    Perché scegliere Twitter per Professionisti

    La prima cosa da fare è chiedersi se veramente l’account è per aziende o per professionisti. Trasformarlo, come detto, aiuta molto a definire un’attività, vale per un’azienda come per un professionista. Posto che si fa sempre in tempo a tornare indietro. Nel senso che è possibile trasformare un account per professionisti facendo ritornare un account privato.

    Una volta fatta la scelta di trasformare il proprio account per aziende e professionisti, questa stessa trasformazione, come dice Twitter, “apre le porte a diverse opportunità”. Molte delle quali non ancora attive nel nostro paese, come quelle legate all’advertising e quelle legate allo shopping.

    Update adv

    Diversamente da quanto scritto sopra, anche in Italia sono attive, per le aziende e i professionisti che trasformano il proprio account, quelle che Twitter chiama Quick Ads. In pratica, in soli 3 passaggi è possibile promuovere un contenuto.

    Quando si vede la tab “Promuovi” su un tweet già pubblicato, quella è una promozione veloce. Si parte da 10 euro fino a 5 mila euro, scegliendo poi per quanti giorni estendere la promozione.

    Ma, in sostanza, conviene trasformare il proprio account se si intende usare Twitter per creare conversazioni attorno alle propria attività, aziendale o professionalità, in modo da creare Relazioni anche da questo punto di vista.

    E, come detto sempre all’inizio, questa trasformazione aiuta gli utenti a comprendere meglio l’account con cui ci si relaziona.

  • Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Twitter, mantenendo l’impegno, dopo due mesi risolve il problema della sparizione dei tweet dalla timeline. L’aggiornamento riguarda la versione web.

    Come certamente ricorderete, a fine settembre vi avevamo dato notizia di come Twitter intendesse risolvere (finalmente!) una volta per tutte il fenomeno della sparizione del tweet dalla timeline. Scritto poi così non è poi chiarificatore. Parliamo del momento in cui un tweet cattura la vostra attenzione dalla timeline, ma poi, per il fatto che la stessa timeline si aggiornava automaticamente, lo stesso tweet spariva. E non c’era verso di rintracciarlo in maniera rapida.

    Questo breve recap per tornare sulla notizia, a distanza di circa due mesi, per fornirvi un aggiornamento importante. E sì, Twitter ha mantenuto l’impegno di risolvere il problema, a partire dalla versione web.

    In pratica, da oggi, il rilascio continua in maniera graduale, una volta selezionato un tweet che si vuole leggere, e quindi rispondere, ritornando sulla timeline la stessa non si aggiornerà più in maniera automatica, come avveniva prima.

    Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Adesso è l’utente che decide quando aggiornare la timeline. E come?

    Un aggiornamento atteso

    Una volta ritornati sulla timeline, appunto, noterete in alto la barra del contatore dei tweet che intanto conteggia i tweet che vengono man mano pubblicati. Solo cliccandoci sopra aggiornerete la timeline, altrimenti potrete restare lì fin quando avrete letto quello che vi interessava.

    Può darsi che da questo aggiornamento sia dipeso oggi, 16 novembre, un down che si è limitato, appunto, alla sola versione web della piattaforma, nello specifico per quel che riguarda le notifiche e le pagine dei profili.

    Twitter tweet sparizione web

    Come vedete dall’immagine, il rilascio sta avvenendo e, in questo modo, Twitter si allinea sempre più alla sua versione mobile. Infatti, sia nella versione iOS che Android, questa modalità è già presente.

    Per la società di Jack Dorsey si tratta di un’altra interessante novità a distanza di pochi giorni dall’annuncio che Twitter non taglierà più le immagini che vengono allegate ai contenuti. Adesso, qualunque sia il formato, orizzontale o verticale, l’immagine verrà visualizzata per esteso già nell’anteprima, senza più essere tagliata al centro.

    E, sempre qualche giorno fa, Twitter ha anche annunciato il rilascio di Twitter Blue, la versione di Twitter a pagamento, anche negli Usa.

    E proprio Twitter Blue merita qualche approfondimento che a giorni condivideremo con voi.

Contatti