Categoria: Twitter

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  • Elon Musk ci tiene a farci sapere che Twitter è tutto per sè

    Elon Musk ci tiene a farci sapere che Twitter è tutto per sè

    Nei giorni scorsi gli utenti su Twitter hanno notato che i tweet di Elon Musk sovraesposti, un’anomalia che trova spiegazione nel fatto che il CEO ha preteso un sistema per fare in modo che i suoi contenuti siano sempre visibili.

    Da mesi ci si interroga sul futuro di Twitter sotto la guida di Elon Musk. Abbiamo raccontato qui su nostro blog, e anche in audio nei vari Twitter Spaces, che in realtà il disegno di Elon Musk fosse piuttosto vago. Partendo da valori e principi alti, come la libertà di espressione, alla lunga l’idea “Twitter 2.0” sta prendendo sempre più forma.

    E, nonostante tutto quello che si è visto in queste ultime settimane, il ritorno di Donald Trump, la riattivazione di account dichiaratamente fascisti, razzisti e antisemiti, oltre al propagarsi della versione premium di Twitter, vale a dire Twitter Blue, l’essenza vera di tutta questa operazione costata 44 miliardi di dollari non è ancora chiara.

    Ma, forse, in queste ultime ore abbiamo avuto qualche segnale più chiaro di che cosa voglia fare Elon Musk con Twitter.

    Elon Musk vuole Twitter tutto per sè, è il suo giocattolo e nessuno glielo deve toccare. Questa è la verità riassunta in queste poche parole, perché è quello che emerge dalle notizie che si susseguono ormai da domenica sera, per la precisione dalla finale del Super Bowl, grande momento da sempre per Twitter per dimostrare la sua importanza in momenti come questi.

    elon musk twitter algoritmo 2023

    Ebbene, stando a quello che sta venendo fuori, riportato da Platfprmer, Elon Musk avrebbe chiesto ai suoi ingegneri di trovare un modo per rendere i suoi tweet visibili a tutti, follower o meno, e di fatto più coinvolgenti in assoluto. Inoltre, pare che il proprietario della Tesla abbia minacciato agli sventurati ingegneri che sarebbero stati licenziati se non ci fossero riusciti in tempi brevi. Ma perché questo?

    Ora ci arriviamo. Lunedì mattina su Twitter in tanti segnalavano di continuare a visualizzare, sempre in cima, nella sezione “Per te“, tweet di Elon Musk, in continuazione e anche da quelli che non lo seguivano. Una presenza massiccia senza che ci fosse alla base un reale interesse.

    E ora, da quanto raccontato da Platformer, la newsletter di Zoë Schiffer e Casey Newton, si riesce a comprendere la motivazione di questa esposizione massiccia. Ed è una spiegazione legata esclusivamente al super ego di Elon Musk.

    In pratica, come tutti sapete, domenica scorsa si è tenuta la già citata finale del Super Bowl, un momento molto importante per Twitter visto la grande condivisione live di contenuti che avviene durante tutto il match. Si trattava della prima finale per Elon Musk nelle vesti di CEO di Twitter. Lo stesso Musk aveva messo in guardia il team di introdurre meno novità durante il fine settimana per rendere la piattaforma più stabile per evitare qualche problema indesiderato, come è avvenuto nei giorni precedenti in occasione dell’introduzione dei 4 mila caratteri di lunghezza dei tweet per gli abbonati a Twitter Blue negli Usa.

    Ora sia Elon Musk che il presidente Usa, Joe Biden, hanno tifato per i Philadelphia Eagles, che hanno poi perso contro i Kansas City Chiefs. Una situazione insolita per Musk e che ha vissuto male, per il fatto che, secondo lui, Biden ostacoli la Tesla.

    La cosa che ha fatto infuriare letteralmente Elon Musk è stata che il suo tweet, a sostegno degli Eagles, ha ottenuto meno visualizzazioni di quello di Biden. In pratica, oltre 29 milioni di visualizzazioni per il tweet del presidente Biden e circa 9 milioni per il tweet di Musk (poi cancellato). Apriti cielo! Elon Musk, come raccontato su Platformer, è andato su tutte le furie e ha preteso che i suoi tweet avessero più visibilità e che dovessero arrivare a tutti.

    Da notare che Elon Musk ha oltre 128 milioni di follower e l’account del presidente Usa nel ha circa 29 milioni.

    Gli ingegneri di Twitter, un team di 80 persone, ha quindi lavorato per mettere a punto un sistema che permetta a Elon Musk di superare qualsiasi tipo di algoritmo e di avere una strada, come dire, “preferenziale”. I suoi tweet “dovranno” essere visti da tutti.

    Ecco spiegato del perché i tweet di Elon Musk sia visibili a chiunque. Ricorderete quando qualche giorno fa un ingegnere di Twitter aveva esposto la sua idea alla richiesta di spiegazioni, da parte di Musk, sul perché i suoi tweet fossero sempre meno coinvolgenti, dicendo semplicemente che era perché stava calando l’interesse verso quello che lo riguardava, portando a supporto della sua tesi un grafico di Google Trends che tracciava le ricerche di “Elon Musk”. Risposta: licenziato.

    Per spiegare le modifiche ieri fa Musk aveva twittato: “Portate pazienza, stiamo apportando modifiche all’algoritmo”.

    Ed è notizia di oggi che Elon Musk sia pronto a farsi da parte e a nominare un nuovo CEO entro fine di quest’anno, quando secondo lui “Twitter sarà più stabile”. Se lo dice lui.

    Insomma, questa vicenda ci racconta, se ce ne fosse bisogno, che Twitter per Elon Musk è soltanto uno strumento da maneggiare a piacimento. E chi non è d’accordo con questa visione, deve farsi da parte.

    Una visione, la sua, che manca di rispetto agli utenti, quelli che di fatto hanno resto Twitter lo strumento fondamentale per condividere e informarsi che è, nonostante tutto, ancora oggi; che manca di rispetto a coloro che ci lavorano che nella fase di transizione hanno pagato un duro prezzo; che manca di rispetto a chi ancora oggi investe su Twitter in visibilità, convinti che sia ancora uno strumento valido.

    Elon Musk ha comprato Twitter per potersi definire anche proprietario di un media, senza sapere che cosa questo comportasse.

    Sarà pure un visionario, innovativo, geniale, ma la vicenda Twitter sta mostrando a tutti anche un altro aspetto del suo carattere, quella di perdente. Speriamo bene per Twitter.

  • Twitter Blue, i tweet fino a 4 mila caratteri per gli abbonati

    Twitter Blue, i tweet fino a 4 mila caratteri per gli abbonati

    Lo aveva annunciato Elon Musk un mese fa e infatti è arrivata la possibilità di scrivere tweet fino a 4 mila caratteri di lunghezza. La possibilità resta solo per gli abbonati a Twitter Blue e, per ora, solo per gli utenti Usa. Cade quindi il limite dei 280 caratteri.

    La tabella di marcia annunciata da Elon Musk per arrivare alla versione di Twitter 2.0 procede così come lui aveva indicato un mese fa. Se ricordate, qualche settimana fa, a proposito del nuovo layout che prevede la home divisa in “Per te” e “Seguiti”, mandando in soffitta la stellina, avevamo segnalato che una modifica sostanziale sarebbe arrivata ai primi di febbraio 2023, e così in effetti è stato.

    E si tratta di quella che è stata annunciata quando in Italia erano circa le 21 dell’8 febbraio 2023. E parliamo della possibilità di scrivere “long tweet”, ossia tweet della lunghezza fino a 4 mila caratteri.

    La possibilità resta però solo per gli abbonati a Twitter Blue, la versione di Twitter a pagamento, e solo per gli utenti negli Usa. Ma tanto è bastato per far cadere, nuovamente, il limite dei caratteri che, comunque, restano fissati a 280 per tutti gli altri utenti.

    Ricorderete quando nel 2017 venne abbattuto il limite dei 140 caratteri, vero elemento distintivo di Twitter fino ad allora. Fu visto come un tentativo di snaturare la piattaforma anche se poi l’effetto fu abbastanza minimo. Per l’occasione, potete rileggere anche i pareri degli esperti a cui avevamo chiesto un’opinione a riguardo, tutte interessanti.

    twitter blue 4 mila caratteri franzrusso.it

    Ma, tornando ad oggi, con l’allungamento a 4 mila caratteri, anche se lanciata come funzionalità ristretta e accessibile solo agli abbonati a Twitter Blue, in qualche modo decreta la fine di Twitter per come lo abbiamo sempre conosciuta. Perché è anche dal superamento di questo limite che prende sempre più forma il “Twitter 2.0” di Elon Musk.

    Quindi, coloro che avranno la possibilità di scrivere tweet più lunghi saranno certamente disincentivati a formare thread con una fila di tweet per spiegare il proprio pensiero, mentre tutti gli altri potranno mettere like, fare retweet o citare con un tweet. I tweet più lunghi appariranno per tutti nei primi 280 caratteri e poi apparirà la dicitura “Mostra di più”, cliccando la quale il tweet si aprirà in tutta la sua lunghezza.

    Da segnalare che proprio intorno alle 21 di ieri, come dicevamo, Twitter ha subito un down considerevole a livello globale, al punto da creare non pochi disagi a chi stava seguendo il Festival di Sanremo. Ma non solo, tanti utenti hanno segnalato anche la visualizzazione di messaggi di errore del tipo “Hai superato il limite dei tweet di oggi” o “Hai superato il limite delle persone da seguire oggi”.

    In realtà si tratta di due limiti attivati nello stesso momento in cui Twitter lanciava appunto il i tweet fino a 4 mila caratteri.

    Nei fatti, esisterà un limite di tweet al giorno che è fissato a 2.400 tweet e un limite per gli account da seguire fissato a 400 al giorno. Esisterà anche un limite per il numero di DM (messaggi diretti) fissato a 500 al giorno.

    Il down ha, per la verità, interessato altre piattaforme come Instagram e YouTube, più o meno nello stesso periodo.

    Intanto, visti i disagi che il down ha creato in concomitanza del lancio di una nuova funzionalità, Elon Musk, con una mail interna, invita gli sviluppatori di Twitter ad evitare il lancio di novità nei prossimi giorni, soprattutto in vista del Super Bowl, evento sportivo molto seguito su Twitter.

    Quello che resta è che da oggi Twitter non sarà più lo stesso. E non significa che è finito.

  • Twitter Blue, negli Usa gli abbonati sono meno di 300 mila

    Twitter Blue, negli Usa gli abbonati sono meno di 300 mila

    Secondo un documento interno di Twitter, il cui contenuto è stato riportato da The Information, gli abbonati a Twitter Blue negli Usa, il mercato più grande della piattaforma, sono meno di 300 mila.

    Approdato da poco anche in Italia, e in altri 5 paesi (tra i quali Arabia Saudita, Francia, Germania, Portogallo e Spagna, per un totale di 12), al costo di 8 dollari al mese se effettuato dal web (che scendono a 7 se si sceglie l’abbonamento annuale) e di 11 euro se si sceglie l’abbonamento da iOS o Android, Twitter Blue, la versione premium di Twitter in realtà non sta decollando come si sperava. Anzi, come Elon Musk sperava.

    Dai numeri che sono stati diffusi in questi giorni, si capisce che le cose non vanno per il verso giusto e, forse, è il caso che proprio Elon Musk riveda un po’ gli obiettivi che si era prefissato di raggiungere in questo anno.

    Ma partiamo dai numeri. The Information, solitamente molto informato, nei giorni scorsi ha pubblicato un report citando un documento interno all’azienda il quale riportava che il numero di abbonati a gennaio di quest’anno, negli Usa, il mercato più grande per Twitter, ammontava a circa 180 mila utenti. Un numero decisamente inferiore alle attese e che si attesta tra lo 0,2% e lo 0,3% degli utenti attivi mensili, restano fermi agli ultimi dati.

    Twitter blue abbonamenti

    E con questi numeri, all’interno del mercato dove risiede il 62%, più o meno, degli utenti della piattaforma, è dura per Elon Musk trasformare Twitter Blue nello strumento in grado di fornire la metà degli introiti, fissati a 3 miliardi di dollari. Sta per diventare una sfida, quasi, impossibile.

    Ora, tenendo per buoni i numeri che si trovano all’interno di quel documento interno visionato da The Information, è verosimile dire che gli utenti paganti, negli Usa siano meno di 300 mila, ovvero sia 290 mila.

    https://twitter.com/travisbrown/status/1619722713786118144

    Le rilevazioni fatte dal ricercatore Travis Brown in effetti danno questi numeri che corrispondono a quelli contenuti all’interno del documento interno.

    Sulla base di queste rilevazioni, allora si può dire che Twitter sta guadagnando circa 7,2 milioni di dollari a trimestre, numeri tutto sommato non cattivi. Ma vanno comunque contestualizzati alla realtà di Twitter.

    E qui ritornano gli obiettivi fissati da Elon Musk con il suo programma “Twitter 2.0”. Infatti, questo programma prevede che i ricavi provenienti da Twitter Blue debbano raggiungere il 50% dei ricavi totali. Obiettivo al momento attuale assai poco raggiungibile.

    Se consideriamo il numero di circa 300 mila abbonati negli Usa, stiamo parlando di un numero molto piccolo rispetto al numero totale di utenti iscritti a Twitter. E anche dopo l’estensione di Twitter Blue ad altri paesi è molto probabile che la situazione, in proporzione, resti analoga.

    Quindi, come farà Elon Musk a raggiungere a cifra di 3 miliardi di dollari entro quest’anno se anche l’advertising comincia a soffrire? Dopo l’arrivo di Musk sono stata centinaia le aziende che hanno deciso si abbandonare l’advertising sulla piattaforma, per via delle tante decisioni controverse, assolutamente in antitesi rispetto alla gestione precedente.

    A tutto questo va aggiunto la recente decisione di cancellare l’accesso gratuito agli API e trasformarlo a pagamento, scelta che sta penalizzando le agenzie di social media monitoring, i ricercatori universitari. Si tratta di una scelta che avrà una ricaduta anche sulle aziende in termini di costi aggiuntivi.

    Va aggiunto anche l’intenzione di rendere la spunta per le aziende a pagamento, circa 1000 dollari al mese. Al momento un’idea che non ha ottenuto alcun riscontro positivo.

    Insomma, i numeri non sono rosei e le previsioni neanche. Mettere a pagamento la spunta blu, perché di questo si tratta, non comporterà un aumento di interesse ma, invece, un calo di attenzione verso un aspetto tanto agognato in passato. E al momento non si intravede alcuna motivazione particolare per passare alla versione premium, a meno che non avvenga qualcosa di veramente rilevante.

    Forse, il tema si riproporrà quando Twitter, da qui a qualche mese, annullerà tutte le spunte blu tradizionali, vale a dire circa 400 mila utenti che potenzialmente saranno disposti a pagare pur di mantenere la spunta. Certo, ci saranno altri 400 mila abbonati e niente più.

  • Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Secondo quanto riporta The Information, Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con una perdita dei ricavi del 35%. Intanto oltre 500 investitori hanno smesso di fare advertising sulla piattaforma.

    Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con i ricavi in calo. Si tratta proprio del periodo di gestione di Elon Musk che ha acquisito in maniera formale la società il 27 ottobre dello scorso anno. Come sapete, Twitter è ormai una società privata e i conti trimestrali non sono resi più pubblici. Questi dati sono stati riportati da The Information dopo aver avuto modo di visualizzare i report e di leggere le annotazioni di Chris Riedy, Sales e Marketing di Twitter.

    E i numeri dicono che nell’ultimo trimestre del 2022 Twitter ha fatto registrare un calo dei ricavi del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un calo evidente che ci mostra quale sia l’esito della gestione da parte di Elon Musk dell’azienda Twitter.

    Twitter, in pratica, ha registrato entrate per 1,025 miliardi di dollari, pari ad appena il 72% dell’obiettivo interno dell’azienda per l’ultimo trimestre targato 2022. Informazioni che sono state estrapolate da una diapositiva mostrata da Riedy ai suoi collaboratori.

    Secondo quanto riporta The Information, prima che Musk assumesse la direzione di Twitter nell’ottobre 2022, le entrate dell’azienda erano pari al 98% delle proiezioni iniziali, come ha dichiarato lo stesso Riedy durante la riunione di presentazione dei risultati.

    Twitter calo entrate 2023 franzrusso.it

    Volendo fare un minimo di paragone, l’ultima trimestrale pubblica, quella di fine luglio 2022, le entrate erano state di 1,18 miliardi di dollari contro 1,32 miliardi di dollari.

    Ora, martedì scorso, e se ne è parlato moltissimo sui social media e non solo, le entrate giornaliere di Twitter erano inferiori del 40% rispetto allo stesso giorno di un anno fa.

    Una tendenza, questa, che se dovesse essere confermata, il fatturato del primo trimestre dell’azienda potrebbe scendere a circa 720 milioni di dollari. E, a quanto pare, i numeri forniti da Riedy sembrano confermare questo andamento. Anche se, secondo le previsioni interne, si ambisce ad arrivare a 732 milioni di dollari.

    Le previsioni, purtroppo, per Twitter non sono rosee. Infatti, sono ormai più di 500 gli inserzionisti di Twitter che hanno smesso investire in advertising sulla piattaforma da quando Elon Musk ha preso il controllo della società.

    A questo bisogna aggiungere che anche gli editori americani stanno rivedendo la propria posizione su Twitter. L’American Press Institute ha recentemente intervistato 50 redazioni giornalistiche e da queste interviste è derivato che il 67% non intende pagare per mantenere o aggiungere account verificati su Twitter; il 28,3% ha dichiarato di non essere sicuro della nuova gestione e solo il 4,3% ha detto che avrebbe pagato.

    Alla domanda se intendessero continuare ad usare Twitter come piattaforma di distribuzione, il 59% ha risposto che lo userà più o meno allo stesso modo, mentre il 20,5% ha detto che prevede di usarlo meno.

    Insomma, da quello che si intravede, lo scenario economico-finanziario di Twitter è tutt’altro che roseo e, per certi versi, si tratta di dati che non sorprendono, anzi. Si tratta di dati che confermano quello che era abbastanza facile da prevedere.

    In questa situazione, pensare che Twitter Blue, di cui si comincia ad offrire addirittura l’abbonamento annuo a 84 dollari, possa risollevare le sorti dell’azienda è un pensiero abbastanza arduo.

    Al momento, pe quelle che sono le condizioni reali, è difficile pensare che la modalità a pagamento attraverso Twitter Blue possa spingere gli utenti ad abbonarsi. Molto difficile per come oggi la piattaforma viene percepita e per come è stata gestita.

    Twitter non è arrivata alla fine dei suoi giorni, ma di certo è necessario un modello chiaro, inclusivo e sicuro per provare seriamente a crescere.

  • Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Il 2023 di Twitter inizia con il nuovo layout, fortemente voluto da Elon Musk, che ricorda molto TikTok. Ma ci sono altre novità, alcune già attive e altre in arrivo, che stanno definendo sempre di più il nuovo Twitter 2.0.

    In attesa di capire se, e quando, Elon Musk lascerà davvero il ruolo di CEO di Twitter, la piattaforma ormai nelle mani del proprietario della Tesla ha introdotto delle novità recenti e altre, più rivoluzionarie, stanno per arrivare.

    Dopo l’esito del sondaggio da lui indetto, attraverso il quale gli utenti hanno espresso il parere che debba lasciare il ruolo di CEO dell’azienda da lui recentemente acquisita, Elon Musk non sembra farci molto caso, anzi.

    Al momento il processo, pesante, di ristrutturazione dell’azienda prosegue e, allo stesso tempo, anche il processo di rivoluzione della piattaforma stessa.

    Sì, parliamo di rivoluzione nel senso che alcune delle innovazioni annunciate rischiano di cambiare Twitter in maniera radicale, al punto da farlo sembrare altro.

    twitter 2023 layout novità

    Oltre a tutto ciò che è successo negli ultimi due mesi, da quando Elon Musk è diventato proprietario di Twitter, l’intento qui è quello di mettere in evidenza ciò che è stato introdotto da allora e ciò che arriverà.

    Già, perché nello scorso fine settimana Elon Musk, come al suo solito, in un tweet ha annunciato delle importanti novità che, in parte, arriveranno nei prossimi giorni e in parte nelle prossime settimane.

    E cominciamo con la novità che arriverà nelle prossime settimane, nel mese di febbraio, quella più rivoluzionaria per gli effetti che produrrà.

    Twitter e i long-form tweet

    Non appena arrivato in Twitter, sapete che Elon Musk ha redatto il suo piano chiamato “Twitter 2.0”. Questo piano, dopo la robusta riorganizzazione dell’azienda (che ha portato al licenziamento di oltre il 60% dei dipendenti) aveva come obiettivo quello di allungare il numero dei caratteri a disposizione per comporre un tweet, al momento fermo a 280 caratteri.

    In pratica, viene introdotto il long-form tweet e Andrea Conway, designer di Twitter, ha di recente svelato alcuni screenshot di come sarà la nuova funzionalità. Quello che non si sa ancora è se i caratteri a disposizione saranno 2.500 o 4.000, come affermato da Elon Musk nelle scorse settimane.

    Ovviamente, in quanto rivoluzionaria, si tratta di una funzionalità che divide, nelle opinioni, gli utenti di Twitter.

    Twitter e la nuova interfaccia For you, in stile TikTok

    Un’altra novità, che ha annunciato Elon Musk, avrà un impatto abbastanza evidente sul layout di Twitter. In pratica, una delle grandi fissazioni del capo della Tesla, da oggi, e solo per i dispostivi iOS al momento, per passare dai tweet consigliati a quelli degli account seguiti basterà spostarsi a destra e a sinistra. Si tratta di una nuova interfaccia utente che nulla ha a che fare con quella attuale.

    Come annunciato attraverso l’account Twitter Support, da oggi ci sarà una impostazione di default, chiamata For youPer te, che sostituisce l’attuale Home, che definirà il feed algoritmico, e poi ci sarà una sezione chiamata FollowingSeguiti, che definirà il feed cronologico inverso. Scompare la stellina (ancora visibile su Android e sulla versione web) e che permetteva il passaggio tra i due feed, anche se resta sempre possibile passare al feed cronologico.

    Il passaggio tra i due feed viene reso possibile da uno “swipe” a destra e a sinistra.

    Non vi sfuggirà la pesante analogia con TikTok che, nella medesima forma, propone uno switch tra la modalità “For you” e quella “Following”.

    Quindi, “For you” ripropone sostanzialmente il feed della vecchia impostazione “Home”, ossia i tweet degli account che si seguono in ordine sparso, intervallati da tweet di account che l’algoritmo propone perché è possibile che possano piacere. Novità importante, che val la pena di sottolineare, è che anche se chiudete l’app avendo scelto l’impostazione “Following”, una volta riaperta si verrà riportati sempre all’impostazione di default, “For you”.

    Twitter e i nuovi segnalibri

    E poi, sempre uno dei punti fissi di Elon Musk, c’è una novità in arrivo che riguarda i segnalibri, la possibilità di salvare i tweet. E da quanto anticipato sempre da Andrea Conway sarà possibile salvare un tweet cliccando sull’icona, sempre la stessa, che ricorda molto quella già presente su Instagram, in alto a destra.

    Una volta salvato il tweet la stessa icona cambia colore, a ricordare il salvataggio. Questa novità arriverà entro il mese di gennaio.

    Twitter, i nuovi badge e le visualizzazioni pubbliche

    Tra le novità già adottate, per tutti gli utenti, ci sono i badge con colori differenti: blu per tutti gli abbonati a Twitter Blue (non ancora disponibile per tutti gli utenti), oro per le aziende e grigio per gli account istituzionali.

    E poi, di recente sono state rese pubbliche, su ogni tweet, le visualizzazioni di ciascun contenuto. Una novità anche questa molto divisiva tra gli utenti che, in realtà era già disponibile nella sezione Analytics ma non pubblica. Renderla pubblica per tutti, in effetti, non è una buona idea in quanto accentua, in maniera incontrovertibile, la distanza enorme tra le visualizzazioni e le interazioni che un singolo contenuto è capace di attrarre. Una distanza enorme che rischia di provocare anche effetti negativi.

    I Twitter Awards

    E ancora, tra le novità in arrivo c’è anche un potenziamento del motore di ricerca interno di Twitter, in realtà mai usato come si dovrebbe e che Elon Musk ha messo nel mirino.

    E, infine, vi è una novità che riguarda per lo più i creator, quando sembrava che la nuova gestione di Elon Musk se ne fosse completamente dimenticato. In pratica, la solita e ben informata Jane Manchun Wong ha scoperto che Twitter sta lavorando ad un sistema di stickers, quindi adesivi, che gli utenti possono acquistare per premiare i creatori dei loro tweet. Si tratta di una funzionalità che è molto simile (per alcuni la stessa) a quella già adottata su Reddit.

    E ci fermiamo qui con questa breve carrellata di novità, già concrete o in arrivo, che ci mostrano quanto Twitter stia cambiando in effetti.

    Un aspetto che tutti stanno già rilevando da qualche settimana a questa parte è che l’algpritmo di Twitter sta spingendo sempre di più verso una impostazione che è simile a quella di TikTok. Cerca quindi, nella impostazione che si chiamerà “For you” di cui sopra, di spingere contenuti di account che non si seguono in quanto crede che possano piacere. Una impostazione adottata anche da Instagram e da Facebook.

    Vedremo cosa succederà.

  • Elon Musk e la debolezza nel gestire il nuovo Twitter

    Elon Musk e la debolezza nel gestire il nuovo Twitter

    La gestione di Twitter da parte del nuovo proprietario Elon Musk si è rivelata come un segnale di debolezza del fondatore della Tesla. Nel tentativo di imporre la sua idea di libertà di parola, tutto si è rivelato senza un piano.

    Stiamo trattando la questione Elon Musk/Twitter sin dall’inizio della vicenda, partita con la scalata alla società per poi concludersi con l’acquisizione a fine ottobre di quest’anno. Un percorso pieno di episodi, di stop e ripartenze che, a vederli bene, rispecchiano molto quella che è la conduzione di Elon Musk del nuovo Twitter, il Twitter 2.0 come lo ha definito.

    Solo che a vedere gli ultimi giorni ci sembra che ormai il quadro del nuovo corso sia ben definito.

    Elon Musk ha acquisito Twitter allo scopo di renderlo una piazza in cui “regna la libertà di parola” e, a ben vedere gli sviluppi degli ultimi giorni sembra essere più chiaro che si riferisse alla “sua idea” di libertà di parola.

    Al di là di qualsiasi posizione politica, chiunque provi a guardare Twitter oggi si rende conto di quanto sia cambiato, non tanto nella sua forma, a vederlo da fuori sembra essere quasi lo stesso, ma nella sostanza. Vale a dire nelle conversazioni, nelle interazioni.

    Ormai ha rilevanza solo l’opinione affine e allineata a quella di Musk, il resto rischia di essere messo da parte se non, alla peggio, “sospeso”.

    elon musk twitter debolezza

    Elon Musk sta conducendo Twitter con una forte valenza politica, questo è fuor di dubbio. Questo era già evidente al momento in cui il magnate della Tesla ha cominciato ad interessarsi all’acquisizione. E non è un caso se, ad oggi, le opinioni definite di destra, quelle più conservatrici, a tratti estreme, sono le più forti, nel senso di più rilevanti. Non che questo sia un male, ma rendere rilevanti per cancellare le altre non sembra essere il massimo della democrazia.

    Ma questo non sarebbe nemmeno il male assoluto, anzi. Va ricordato che si tratta pur sempre di un’azienda privata e Musk può fare ciò che desidera.

    Ma in questo ultimo mese ci si è dimenticati fin troppo spesso che si sta parlando di Twitter, una piattaforma che col tempo ha acquisito un suo ruolo all’interno della società, ossia quello di essere uno strumento aperto a tutti, attraverso il quale condividere e informare. Con tutti i limiti che abbiamo conosciuto, e su questi blog ne abbiamo scritto tanto, il ruolo di Twitter è sempre stato questo.

    Il Twitter di oggi è diverso.

    Nei giorni scorsi sono stati sospesi account di giornalisti, di testate come Washington Post, New York Times, CNN. Sospesi e poi riattivati.

    È stato sospeso, per problemi di bug mai chiariti del tutto, Twitter Spaces e poi riattivato.

    Nella serata di sabato, 19 dicembre, l’account Twitter Support aveva pubblicato le nuove policy riguardanti le piattaforme social media concorrenti, stabilendo che non sarebbe stato più possibile pubblicare link di piattaforme come Facebook, Instagram, Mastodon, Truth Social, Tribel, Post e Nostr. Questo sancito con una pagina dedicata sull’Help Center e una serie di tweet dall’account Twitter Support. A distanza di qualche ora tutto cancellato. Cancellata anche la pagina web.

    pagine twitter support cancellata

    E poi, Elon Musk twitta un messaggio di scuse, lanciando, subito dopo, un sondaggio su di sè, chiedendo agli utenti Twitter: “Dovrei dimettermi da capo di Twitter? Mi atterrò ai risultati di questo sondaggio“.

    Il tweet-sondaggio ha ottenuto oltre 17,5 milioni di voti con il Sì che prevale con il 57,5% (più di 10 milioni) sul No fermo al 42,5%.

    Ora, posto che lo stesso Elon Musk aveva dall’inizio sostenuto che non sarebbe rimasto CEO di Twitter per sempre, ma adottare iniziative simili su tematiche così importanti, denota una certa debolezza. Una debolezza che si scontra con l’idea che tutti hanno di Elon Musk.

    Davvero si vuole condurre un’azienda come Twitter a colpi di sondaggi? Davvero si vuole garantire la libertà di parola negandola a dei giornalisti che, in quanto tali, pongono delle domande e dei dubbi? Davvero era questo il disegno di Musk? Davvero si vuole rendere Twitter un luogo chiuso su sè stesso, depauperandolo della sua caratteristica principale che è quella di essere una piattaforma aperta a tutti?

    Se fosse davvero così, sarebbe evidente che ci troviamo di fronte ad una situazione molto debole e che rischia di indebolire lo stesso Elon Musk, più di quanto non lo sia già.

    Elon Musk ha cercato di fare passare azioni di forza, come quella di sospendere i giornalisti o sospendere Twitter Spaces (il messaggio sottinteso era infatti “guardate che sono capace di farlo”) rivelatisi invece come manifestazioni di debolezza.

    Adesso non si sa cosa succederà e come Musk intende dare seguito a questo cambio di passo. Probabilmente non accadrà nulla di particolare. E probabilmente, se non dovesse rispettare l’esito del sondaggio, si troverebbe ad affrontare la medesima situazione che ha portato Jack Dorsey ad abbandonare Twitter, ossia quella di essere CEO di Twitter e contemporaneamente di altre società, Tesla su tutte.

    Questa sua mossa verrà letta e interpretata in tanti modi, ma di certo non si era mai vista una situazione del genere, siamo di fronte ad un caso unico, davvero.

    Avevamo scritto qui sul nostro blog che il futuro di Twitter sarebbe stato segnato dalla sorte di Elon Musk. Ma forse, c’è ancora una speranza, esile e sommessa, che porta a considerare Twitter ancora come uno strumento da usare. E se mai questa speranza che Twitter possa sopravvivere al nuovo proprietario, sarà molto difficile l’opera di ricostruzione. A questo ci penseremo più avanti.

  • Ecco cosa perderebbe il Giornalismo se Twitter sparisse

    Ecco cosa perderebbe il Giornalismo se Twitter sparisse

    Se Twitter dovesse davvero sparire, cosa molto improbabile (ma tutto è possibile), ecco cosa perderebbe il Giornalismo, e non solo.

    Dalle ultime notizie, sembra che il Big Bang di Twitter stia arrivando. Il Washington Post ha ormai stabilito che Musk sta letteralmente aprendo le porte dell’Inferno. Il riferimento, quasi dantesco, è all’iniziativa del nuovo proprietario di riabilitare quegli account che erano stati sospesi per spam.

    Platformer parla di 62 mila account con più di 10 mila follower e c’è un account, altri dicono più di uno, con oltre 5 milioni di follower. Una situazione che potrebbe in effetti mettere in difficoltà i già pochi dipendenti rimasti all’interno della società.

    E nonostante tutto, Elon Musk continua la sua narrazione che questo sia il momento di uso più alto di Twitter nella storia. Con un engagement crescente e con oltre 2 milioni di nuovi account al giorno. Senza fornire fonti reali.

    Numeri che in parte si spiegano con le iniziative di Musk di riabilitare account sospesi a vario titolo, iniziative che continuano a far storcere il naso a molti utenti della piattaforma.

    Una doverosa premessa questa, perché il nostro focus in realtà è un altro.

    twitter giornalismo

    Posto che davvero Twitter non rischia di sparire, almeno per il momento e sempre che davvero Elon Musk non intenda inimicarsi Apple, e poi Google, ci siamo chiesti, e siamo sicuri di non essere i soli, cosa succederebbe al giornalismo se davvero Twitter non ci fosse più.

    Come abbiamo tante volte detto (e lo ripetiamo ogni venerdì alle 18:30 su Twitter Spaces) è difficile che Twitter possa essere replicato, nonostante le tante alternative che stanno emergendo, giustamente in questo periodo.

    Ed è per questo che è giusto chiedersi cosa mancherebbe al giornalismo se Twitter sparisse davvero.

    Nieman Lab, il progetto di Harvard per il giornalismo, ha provato a mettere in fila alcuni elementi a cui ci siamo ispirati.

    Intanto, verrebbe a mancare il flusso di notizie in tempo reale. E quando si dice “tempo reale” lo si intende nel senso letterale del termine. Quasi sempre Twitter è il luogo in cui la notizia viene condivisa e prende sempre più forma con il passare dei minuti. Da ormai oltre 10 anni, Twitter è la piattaforma delle notizie in tempo reale. Basti pensare a come i giornalisti, i blogger e influencer stanno raccontando, e spiegando, su Twitter il modo in cui Elon Musk usa la piattaforma per comunicare le due idee e decisioni, con screenshot in evidenza. Ma di esempi se ne potrebbero fare all’infinito.

    Se Twitter sparisse verrebbe a mancare il ruolo in cui reperire, in maniera rapida, fonti e ricerche. Questa piattaforma viene usata er condividere risultati di analisi e ricerche, dati preziosi per i giornalisti e tutti coloro che si occupano di informare in maniera precisa fornendo dati concreti. La piattaforma, come sappiamo, offre l’accesso a fonti accademiche nella modalità che altre piattaforme non saprebbero garantire.

    Sebbene qualche settimana fa avevamo messo in guardia rispetto all’uso dei DM, in relazione alla condivisione di dati sensibili per il fatto che la modalità non è ancora dotata di crittografia E2E (end-to-end) anche se forse lo sarà presto, i messaggi privati su Twitter sono una modalità di contatto diretto formidabile.

    Quando si vuole contattare qualche personaggio per approfondire un tema specifico, la modalità dei DM diventa quasi più veloce dell’invio di una e-mail. Poi meglio non condividere lì il numero di telefono. Ma certo diventa una modalità molto rapida.

    Altra caratteristica interessante di Twitter, che rischieremmo di non avere più, è la capacità di offrire una visione più o meno completa, e più o meno aggiornata, della persona che si sta cercando. Potremmo dire che Twitter rappresenta una vera directory, una cartella dove ci sono tutti i link delle persone che cerchiamo. Quasi meglio di LinkedIn (e su questo tanti storceranno il naso).

    E poi, se Twitter dovesse sparire si perderebbe, come in parte dicevamo prima, quel racconto in tempo reale, quella modalità di condivisione, di racconto, appunto in real time, che è difficile avere, e realizzare, su altre piattaforme. Si tratta di una modalità preziosa per i giornalisti come per i blogger e per tutti coloro che vogliono informare. Raccontare attraverso dei tweet cosa sta accadendo in quel momento, in quel dato luogo mentre tutti quelli potenzialmente interessati non possono esserci. Quel racconto, supportato da un hashtag per dare vita ad un flusso di informazioni dedicate, con immagini e/o video, rende unica quella modalità.

    Ecco, pensate ad una conferenza stampa del governo, al racconto di un grande evento sportivo, al racconto di un grande evento culturale o, semplicemente, al racconto in tempo reale di qualcosa che sta accadendo in quel momento assolutamente imprevisto.

    Pensate anche agli eventi dedicati ai social media, a quanti momenti di conoscenze e competenze condivisi con le persone che vi seguono e che attraverso quella condivisione hanno imparato qualcosa in più.

    Se Twitter dovesse sparire, sparirebbe anche tutto questo. Per i giornalisti e non solo.

  • Elon Musk comincia a dare forma alla sua idea di Twitter

    Elon Musk comincia a dare forma alla sua idea di Twitter

    Da ieri ha cominciato a prendere forma l’idea che Elon Musk ha di Twitter, una piattaforma aperta a tutti con moderazione alleggerita lasciando voce anche agli utenti. Intanto sono altri 1.200 i dipendenti che hanno lasciato l’azienda.

    Sin da quando abbiamo iniziato a seguire tutta la vicenda Elon Musk e Twitter, da aprile di quest’anno ormai, ci siamo sempre chiesti quale fosse la sua idea di Twitter. Ebbene, dopo l’acquisizione chiusa il 27 ottobre, il fondatore della Tesla sta cominciando a plasmare Twitter come la intende lui. E, per la verità, non c’è nulla di nuovo o di cui meravigliarsi.

    Elon Musk non ha mai dettagliato come intendesse lui Twitter, nascondendosi sempre dietro all’intento generico di farne “una piazza libera per tutti”. Un intento che ha portato con sè sempre la stessa domanda, ma perché Twitter non era aperto a tutti?

    In realtà, la sua idea di “aperta a tutti” trova spiegazione nel suo tweet di ieri sera, ora italiana. Quel tweet potrebbe essere l’inizio della spiegazione di ciò che vuole fare. In buona sostanza, un programma su ciò che diventerà Twitter, forse, a breve.

    elon musk idea twitter

    Nel tweet Elon Musk scrive: “La nuova policy di Twitter prevede la ‘libertà di parola’, ma non la libertà di accesso. I tweet negativi/di odio saranno al massimo depotenziati e demonetizzati, quindi niente pubblicità o altre entrate per Twitter. Non troverete il tweet a meno che non lo cerchiate specificamente, il che non è diverso dal resto di Internet“.

    A questo tweet è seguito poi quello in cui Musk ha annunciato il reintegro sulla piattaforma di Kathie Griffin, Jorden Peterson e Babylon Bee. Giusto per spiegare chi sono questi personaggi che forse non tutti conoscono, bisogna dire che due dei tre due dei tre account sono stati bannati a causa di tweet in cui si parlava in maniera sbagliata di persone trans.

    Peterson è stato bannato a luglio per un tweet in cui parlava dell’attore trans Elliot Page, sollevando un caso di “deadnaming”, motivo per cui l’account venne sospeso. Nel tweet era infatti scritto “Vi ricordate quando l’orgoglio era un peccato? A Ellen Page è stato rimosso il seno da un medico criminale“. The Babylon Bee è stato bannato, nel marzo scorso, per un tweet simile in cui si parlava male di Rachel Levine, una donna trans che attualmente ricopre la carica di assistente segretario alla Sanità degli Stati Uniti. In particolare, The Babylon Bee era uno degli organi di informazione citati nei messaggi di Musks, resi noti nell’ambito del processo in cui era stato citato da Twitter. Quello scaturito dal suo intento di provare ad abbandonare l’accordo di acquisizione iniziale.

    Il terzo account, quello della comica Kathy Griffin, era stato bannato una decina di giorni fa nell’ambito della campagna di Musk contro le imitazioni. In un tweet Kathy Griffin aveva impersonato Musk sulle elezioni di metà mandato a seguito del quale, Musk aveva detto che la Griffin sarebbe stata riammessa sulla piattaforma se avesse pagato gli 8 dollari per Twitter Blue.

    Ricordiamo che adesso Twitter Blue è sospeso e che dovrebbe essere riattivato dal prossimo 29 novembre.

    Ora, a seguito dei due tweet, la veloce considerazione che si può fare è che questi reintegri sono la rappresentazione quasi plastica di quello che sarà Twitter prossimamente. E cioè un luogo dove ognuno potrà scrivere quello che vuole, dove le operazioni di monitoraggio e moderazione saranno di molto alleggerite e, sempre seguendo l’intento del nuovo proprietario, nelle decisioni una voce l’avranno anche gli utenti.

    Per rendere ancora più chiaro questo intento, l’occasione ce la offre proprio Musk.

    Qualche ora dopo la pubblicazione del tweet in cui ha annunciato i reintegri di cui molto si è discusso, ha avviato un sondaggio pubblico su Twitter chiedendo agli utenti se sono d’accordo o meno a reintegrare l’account di Donald Trump, sospeso da Twitter, e non solo, a seguito degli eventi di Capitol Hill di inizio 2021.

    Al momento i votanti sono più di 8,4 milioni di voti e i Sì sono il 52,7% (in calo) e i No sono il 47,4%. In pratica, Musk sta dimostrando che cosa significa dare voce agli utenti, cosa che verrà certamente più dettagliata e strutturata, provando a far passare questo sondaggio su un personaggio molto discusso, al centro adesso di una indagine negli Usa, come una decisione degli utenti. Da questo sondaggio, qualunque sia l’esito, potrà dire che la decisione è stata presa da chi usa Twitter.

    Vedremo come andrà.

    Ma tutto questo arriva al termine di un’altra giornata molto pesante per Twitter perché l’esodo dei dipendenti continua.

    Negli ultimi giorni, da giovedì, sono state orma più di 1.200 persone che hanno deciso di abbandonare Twitter invece che continuare a lavorare per Musk dopo il suo ultimatum con cui aveva chiesto una modalità hardcore per costruire quello che Musk definisce “Twitter 2.0”.

    Tenendo conto che la prima ondata di licenziamenti aveva ridotto il personale dai 7.500 iniziali ai 3.700, sottraendone altri 1.200, le persone che adesso lavorano in Twitter sono 2.500. Quasi il 70% in meno, senza considerare tutti i contratti annullati ai vari collaboratori esterni.

    Ci si chiede se questo possa apportare dei disagi sulla piattaforma, venendo a mancare figure centrali per la gestione tecnica della piattaforma. E di disagi ce ne sono segnalati da ieri più del solito, anche con una serie di down della piattaforma, una situazione molto rara. In alcuni casi, delle funzionalità ieri funzionavano a singhiozzi e alcuni tweet non venivano visualizzati correttamente.

    A questo proposito, vi invitiamo ad ascoltare lo spazio di ieri, ancora una volta su questo tema.

     

  • Twitter e le alternative, oltre Mastodon

    Twitter e le alternative, oltre Mastodon

    Da giorni si parla di alternative a Twitter verso cui emigrare. Tutti puntano su Mastodon, ma ce ne sono altre. Anche se, alla fine, Twitter resta una piattaforma non replicabile.

    Da giorni non si fa altro che parlare di alternative a Twitter, pensando che tutto possa precipitare da un momento all’altro. certo, la situazione è complicata, ma non è da ultima spiaggia. Ancora no.

    Ma è dal 27 ottobre, giorno in cui è stato ufficializzato l’accordo di acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, che si parla di “fuggi, fuggi” dalla piattaforma fondata da Jack Dorsey insieme Biz Stone e Evan Williams (che a sua volta ha fondato Medium). Anche se va detto che al lancio prese parte anche Noah Glass, colui che diede vita al nome Twitter che inizialmente era “Twttr“.

    Ed è da giorni che si parla di Mastodon come unica alternativa a Twitter che sta ricevendo tutti quelli che stanno abbandonando la piattaforma che adesso è in mano a Elon Musk.

    twitter mastodon alternative

    Va detto che questa idea di “fuggi fuggi” in realtà non è proprio nei numeri, molto ridimensionati rispetto a quanto si è dato credere. Anche se, in rapporto alla realtà “decentralizzata”, sono numeri considerevoli. Spesso in questi giorni i server Mastodon sono andati in crash per il troppo traffico da gestire.

    L’idea adesso è quella di fare un po’ un quadro più chiaro sulle alternative.

    Va detto, ad onor di cronaca, che nei giorni scorsi il popolare attore Ryan Reynolds ha deciso di passare a Tumblr, creando un piccolo caso.

    Tumblr è la piattaforma nata nel 2007, come piattaforma di microblogging, che nel 2011, nel pieno della sua forza, venne acquisita da Yahoo!, un progetto mai decollato del tutto. Nel 2019 Verizon (che a sua volta aveva acquisito Yahoo!) la cede ad Automattic, la piattaforma proprietaria di WordPress, la piattaforma per il blogging più usata al mondo. E sono in tanti a credere che Tumblr possa ritornare a splendere come un tempo.

    Mastodon

    Ovviamente partiamo da Mastodon, la piattaforma decentralizzata, di cui già ci siamo occupati in passato, e che sta attirando l’attenzione di tutti, ponendosi come alternativa a Twitter. Ma, nella realtà delle cose, non lo è. Sono in molti a credere che passando a Mastodon ci si ritrovi più o meno con le stesse dinamiche di Twitter, solo che, ripetiamo, non è così.

    Il primo impatto non è facile e nemmeno intuitivo. Essendo decentralizzata, per sua natura, non riprodurrà mai le stesse dinamiche di Twitter.

    I numeri dicono che negli ultimi giorni, a livello globale, la piattaforma ha visto aumentare di 1 milione i suoi utenti (in Italia sono stati 5 mila), gli utenti attivi sono quindi 1,6 milioni. Vedremo se questa tendenza sarà mantenuta nei prossimi giorni.

    Bluesky

    Bluesky è il progetto che l’allora CEO di Twitter, Jack Dorsey, annunciava nel 2019 come il futuro della piattaforma da 280 caratteri. Un futuro libero e decentralizzato, sulla stregua di Mastodon, appunto. Il progetto per la verità è andato avanti e lo stesso Dorsey ha tirato dentro Elon Musk. Adesso c’è molta attesa.

    Il progetto di Jack Dorsey è ormai sulla rampa di lancio, ad oggi sono oltre 30 mila gli utenti in lista di attesa, e molti sperano che da qui possa nascere la vera alternativa a Twitter. Lo stesso Dorsey scrive che il progetto non è competitivo con Twitter. Vedremo.

    Counter Social

    Tra le alternative a Twitter va considerata anche Counter Social che sulla home recita: ““Niente troll. Nessun abuso. Nessuna pubblicità. Nessuna notizia falsa. Nessuna operazione di influenza straniera”.

    La piattaforma si presenta come la prima piattaforma social media ad “assumere una posizione di tolleranza zero nei confronti di nazioni ostili, account bot, troll e reti di disinformazione”. Inoltre, Counter Social promette di non estrarre o vendere alcun dato utente. Su Google la ricerca di Counter Social è aumentata negli ultimi giorni del 160%.

    Tribel

    Tribel da molti è indicata come la vera alternativa a Twitter, ma a Twitter versione Elon Musk per il fatto che la piattaforma, in via preventiva ha già bandito il nome del fondatore della Tesla. “A differenza del Twitter di Musk, non mettiamo le entrate pubblicitarie al di sopra della decenza e della verità” – affermava qualche giorno fa un portavoce di Tribel – ha dichiarato questa settimana un rappresentante del sito – “I fomentatori di razzismo e propaganda pro-Putin non sono i benvenuti su Tribel, la nostra alternativa a Twitter a favore della democrazia”.

    La piattaforma nasce in contrapposizione alle piattaforme con simpatie a destra, come Truth di Trump o Parler di Kaye West. Si è discusso molto di Tribel qualche giorno fa quando Elon Musk pubblicò un tweet, poi cancellato, facendo sembrare che fosse di sua proprietà, o almeno in parte.

    https://twitter.com/TribelSocial/status/1590066851979333632

    Sebbene ci sia stato qualcuno che abbia sostenuto che dietro la piattaforma ci siano proprietari cinesi, nella realtà Tribel è di proprietà di un gruppo di attivisti politici democratici guidato da Omar Rivero e Rafael Rivero, due attivisti filo-democratici proprietari del sito di Occupy Democrats.

    Tribel si presenta con un layout semplice, gli utenti possono rivolgersi a segmenti di pubblico specifici con post al fine, ovviamente, di massimizzare il loro coinvolgimento e personalizzare il proprio feed. Per quelli che ci tengono a distinguersi, vi è l’opportunità di diventare un “collaboratore stellare”, star contributor.

    Cohost

    Cohost, che si presenta con un layout tra Tumblr e Twitter, è la piattaforma più recente, lanciata a febbraio di quest’anno. Promette che non vi è tracciamento dei dati o algoritmi pubblicitari. Attualmente è disponibile solo su desktop.

    C’è da porre particolare attenzione perché non si tratta di una piattaforma gratuita, per ora. Sul sito si legge: “puoi inviarci qualche dollaro al mese per tenere le luci accese”.

    La filosofia di Cohost sta in queste parole, riprese sempre dal sito della piattaforma: “I moderni social media sono progettati attorno a un circolo vizioso di feedback che mantiene gli utenti coinvolti a scapito della loro salute mentale, tutto per far guadagnare più soldi ai loro dirigenti”. Parole chiare che spiegano meglio quale sia lo scopo della piattaforma.

    I post (chiamati ‘coposts’ o ‘Chosts’) appaiono cronologicamente, senza limiti di caratteri e gli utenti possono creare le proprie pagine in stile Tumblr o collaborare alle pagine con altri, dandogli più un aspetto da blog che Twitter.

    Queste le piattaforme che abbiamo ritenuto essere più interessanti e che, nelle loro intenzioni, cercano di avviare gli utenti ad un modo diverso di vivere i social media.

    Certo è che parliamo di alternative che in qualche modo riprendono alcune dinamiche ma non le riproducono nello stesso modo di Twitter, che resta al momento una piattaforma non replicabile.

    Alla base di tutto, bisogna capire bene che cosa si vuole da una piattaforma e quale sia il proprio scopo. Una volta trovata una risposta, allora val la pena di provare per capire quale sia quella che fa al caso nostro.

    Tra tutte, forse, merita l’attesa, e la scoperta, Bluesky, il progetto di Jack Dorsey.

  • Elon Musk e Twitter Blue, tra caos e bancarotta

    Elon Musk e Twitter Blue, tra caos e bancarotta

    Elon Musk ha adombrato lo spettro della bancarotta riguardo a Twitter, l’azienda che ha acquisito per 44 miliardi di dollari. Intanto, la versione da 8 dollari al mese di Twitter Blue, come previsto, ha generato il caos.

    Non è il massimo iniziare in questo modo, ma trattandosi di Elon Musk e la sua gestione Twitter è doveroso. La premessa è che tutto questo che state per leggere è in continua evoluzione, tra notizie, smentite e notizie e poi smentite. Un fiume in piena di informazioni dal quale non emerge un piano chiaro e certo rispetto al futuro di Twitter.

    Questo è il racconto delle ultime 48 ore.

    Nonostante tutto l’ottimismo che Elon Musk cerca di infondere da giorni, parlando di numeri in crescita (senza fornire dati) sulla base dei quali cerca di calmare gli inserzionisti pubblicitari, all’interno della prima lettera indirizzata ai dipendenti dell’azienda ora in mano sua il tono è diverso.

    Elon Musk, Twitter e la lettera ai dipendenti

    E così, tra un tweet e l’altro (si dice che ormai sia oltre i 25 tweet al giorno), Musk ha trovato il tempo di scrivere ai dipendenti rimasti dopo il pesante taglio al personale all’indomani del passaggio di mano dell’azienda. Nella mail sono fissati i punti che caratterizzeranno la sua gestione, come: la fine del lavoro da remoto e la settimana lavorativa, in presenza, di 40 ore.

    Ma il contenuto si sofferma su quella che è la situazione di Twitter oggi. In pratica il fondatore della Tesla la definisce una situazione disastrosa che, per la sua stessa sopravvivenza, non potrà fare a meno della versione a pagamento.

    elon musk twitter caos

    Francamente” – scrive nella mail – “il quadro economico che si prospetta è disastroso, soprattutto per un’azienda come la nostra che dipende dalla pubblicità in un clima economico difficile. Inoltre,” – continua – “il 70% della nostra pubblicità è di marca, invece che di prestazioni specifiche, questo ci rende doppiamente vulnerabili!“.

    Twitter ad un passo dalla bancarotta

    Secondo il nuovo proprietario di Twitter, l’azienda co-fondata da Jack Dorsey è ad un passo dalla bancarotta e la priorità resta Twitter Blue.

    Come sappiamo, e abbiamo imparato bene in queste giornate immediatamente dopo l’insediamento di Elon Musk come nuovo proprietario della società di San Francisco, quando si parla adesso di Twitter Blue non ci si riferisce più alla sua accezione originale. E cioè di app sviluppata a parte con funzionalità aggiuntive.

    In questa nuova fase della piattaforma, Twitter Blue assume un valore centrale o meglio, sarebbe il caso di dire, fondamentale. Il fondatore della Tesla, senza mezzi termini definisce Twitter Blue “priorità assoluta”.

    Ovviamente, vista la situazione che si è creata, questa sembra essere l’unica soluzione che potrebbe portare al rialzo le entrate.

    Le entrate pubblicitarie hanno già subito una brusca frenata non appena Elon Musk si è insidiato alla guida di Twitter. Aziende come Allianz, Audi, L’Oréal e altre hanno sospeso le proprie campagne sulla piattaforma in risposta all’idea di rendere Twitter una piattaforma aperta a tutti. Un’idea che Musk ripropone sin dall’inizio, senza specificare come contrastare il fenomeno dello spam, dei bot, dei contenuti d’odio.

    Nei giorni scorsi Elon Musk aveva anche accusato, genericamente, gli attivisti che fanno pressione sugli advertiser per non fare più pubblicità su Twitter ed evitare di dare soldi a Elon Musk. E sempre Elon Musk continua a cercare di tranquillizzare le aziende sostenendo che nulla cambierà dal loro punto di vista e che Twitter resta una piattaforma con numeri in crescita. Da giorni Twitter di dati, senza fornire dettagli, che dicono di un crescente aumento nell’uso della piattaforma e di un aumento del numero degli utenti giornalieri.

    Ma la cronaca delle ultime ore ci riporta al solito problema dello spam, dei trollo, di account fake e anche alla fuga dei manager che si dimettono.

    Un duro colpo, da questo punto di vista, arriva con le dimissioni di altri manager che hanno abbandonato l’azienda nelle ultime 24 ore. L’uscita di uno in particolare ha destato molta sorpresa, e parliamo di Yoel Roth, responsabile della moderazione e della sicurezza di Twitter che solo fino a due giorni fa era al fianco di Elon Musk a spiegare che tutto procedeva come sempre. Aveva anche preso parte allo space di mercoledì sera (in Italia) alla presenza di Musk, uno space ascoltato fino ad oltre da oltre 1,8 milioni di utenti.

    E, proprio nelle ultime ore si aggiunge anche l’addio a Twitter da parte di Lea Kissner, la CISO di Twitter, ossia la responsabile della Information Security dell’azienda.

    Colpisce come, soprattutto in relazione a questi ultimi nomi, stiano abbandonando Twitter soprattutto le persone che dovrebbero garantire la sicurezza della piattaforma. Si tratta di dimissioni che confermano come il cambio della proprietà sia in rotta con tutto quello che è stato Twitter fino al 27 ottobre di quest’anno.

    Come detto, Twitter Blue è e sarà centrale per il futuro di Twitter, è ormai abbastanza evidente. Ma proprio mentre scriviamo Twitter Blue è stato temporaneamente disabilitato su iOS, l’unico sistema operativo su cui è attualmente disponibile (non lo è ancora per Android e per la versione web della piattaforma). La spiegazione è che vi è stato un corposo aumento di account fake, verificati con la spunta blu attraverso Twitter Blue, che in realtà impersonavano celebrità, giornalisti, politici. In alcuni casi anche il presidente Usa, Joe Biden.

    Una situazione incresciosa che ha costretto Twitter a sospendere l’app per le iscrizioni a pagamento. Insomma, una situazione che non si può non definire caotica.

    Il caso più eclatante è quello capitato all’azienda Eli Lilly, l’azienda farmaceutica di Indianapolis, colloso mondiale, passata alla storia come una delle prime aziende a produrre l’insulina. Ebbene, un account fake con il nome dell’azienda, creato attraverso Twitter Blue con apposita spunta di verifica, ha creato il caso più totale con un tweet che annunciava l’intenzione dell’azienda di rendere l’insulina gratis.

    Si è trattato di un grave caso di hacking autorizzato, pagando i famosi 8 dollari al mese, senza bisogno di fare hacking. È come se l’account dell’azienda fosse stato violato usando una modalità che avrebbe invece dovuto ottenere, secondo Elon Musk, l’effetto contrario.

    Il titolo dell’azienda ha poi perso, in relazione a quel falso tweet, il 4,45%.

    Come già ricordato, Twitter Blue, secondo le ultime informazioni a riguardo, a fronte del pagamento di 8 dollari al mese (7,99$ al mese), che molto probabilmente nel nostro paese saranno 7,99 euro (circa 8,2 dollari al cambio attuale) aggiungerà il segno di verifica e sbloccherà altre funzioni. E sul segno di verifica si è discusso molto in questi giorni, anche perché a molti non è ancora chiaro cosa succederà a chi ha già la spunta. Di seguito cerchiamo di fare un po’ più di chiarezza.

    https://twitter.com/chrismessina/status/1591066530011545600

    La nuova versione di Twitter Blue e la spunta blu

    Sulla base di quello che è dato sapere fino a questo momento, chi ha già la spunta continuerà ad averla. Viene sospeso il metodo di richiesta di verifica, l’ultimo attivo fino a qualche giorno fa, e per ottenere la spunta blu i nuovi iscritti dovranno necessariamente pagare 8 dollari. Questo significa che qualsiasi nuovo account di rilievo, come una grande azienda, una testata giornalistica o una università, deve pagare attraverso Twitter Blue.

    Twitter fa sapere poi che l’abbonamento includerà

    • un posizionamento più elevato dei tweet nelle risposte e nelle ricerche;
    • il 50% in meno di annunci pubblicitari;
    • la possibilità di caricare video più lunghi.

    Elon Musk ha precedentemente twittato che potrebbe esserci un modo per leggere gli articoli di notizie a pagamento.

    Si tratta di funzionalità aggiuntive oltre a quelle già previste per la prima versione di Twitter Blue, a 4,99 dollari, con la possibilità di modificare i tweet, di utilizzare una immagine NFT come foto del profilo e di caricare video ad alta risoluzione.

    Ora, dal momento in cui un account verrà verificato comparirà la dicitura “Questo account è verificato perché è abbonato a Twitter Blue“, mentre gli account precedentemente verificati, che, come abbiamo detto, conserveranno la spunta, avranno questa dicitura “Questo account è verificato perché è importante per il governo, le notizie, l’intrattenimento o un’altra categoria designata“.

    E qui è il caso di fermarsi per il fatto che le notizie si susseguono in maniera frenetica. Ma torneremo ad occuparcene e a rendervene conto.