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  • Twitter, nuovo font e altri cambiamenti su app e desktop

    Twitter, nuovo font e altri cambiamenti su app e desktop

    Twitter è cambiato, sia su app (iOS e Android) che desktop. Nuovo font, Chirp, e nuovi colori. Sparisce quasi del tutto il blu per fare spazio ai contrasti nero e bianco. Non il massimo sul tasto “Segui”.

    Molti di voi si saranno già accorti di qualcosa di diverso su Twitter, sia da app (iOS e Android) che da desktop. Ebbene, tutto ok, non è il vostro device che è cambiato, è Twitter che ha introdotto alcuni cambiamenti, del resto annunciati già all’inizio di quest’anno.

    L’intento di Twitter è quello di offrire un layout semplice, accessibile, focalizzato sui contenuti condivisi, con colori di base che non distraggano l’utente. E, cosa più importante, offrire una visione unica tra app e desktop, in modo da non “sorprendere” troppo gli utenti.

    Ebbene, da questo punto di vista l’intento è stato raggiunto in pieno sotto tutti i punti di vista, dall’accessibilità, tema sempre molto caro a Twitter, all’idea di offrire una piattaforma unica che si muova da desktop e mobile senza troppi traumi. E poi, cambiare non è mai facile, il rischio di scontentare tutti è sempre molto alto e dietro l’angolo, ma è un rischio che val la pena di correre se l’obiettivo è rendere sempre più facile Twitter e più intuitivo. Alle novità poi ci si abitua (si spera).

    twitter nuovi colori design franzrusso.it

    Ma vediamo insieme quelle che sono le novità che riguardano il nuovo layout di Twitter.

    Twitter e il nuovo font: Chirp

    Quello che sicuramente ha attirato la vostra attenzione è il nuovo font Chirp, unico tra mobile e desktop. Si tratta di un font che venne annunciato a gennaio come parte dell’evoluzione del un cambiamento di Twitter in atto, un font che strizza l’occhio al tweet ironico, quanto al contenuto più serio. Prima di questo, Twitter aveva usato altri font come SF Pro, Roboto e Helvetica Neue. Ad un primo sguardo, Chirp non è male, anche se sono in tanti gli utenti che lamentano di leggere i tweet con difficoltà.

    Twitter e i nuovi colori, sempre meno blu

    Altra grande novità che sta attirando non poche critiche è il cambio di colore dei bottoni. La cosa che si nota è che c’è meno blu per far posto al nero. Il poco di blu che resta è per indicare il tasto per fare un tweet.

    Anche il cambio di colore va nella direzione di mettere sempre più in risalto i contenuti e meno contorno, sempre in ottica di accessibilità. Il risalto del coloro nero appare più evidente con il tema classico, quello bianco. Il colore dei bottoni invece diventa bianco nel momento in cui impostate il tema scuro.

    https://twitter.com/TwitterDesign/status/1425505308563099650

    Cambio di colore non agevola il “follow”

    Una critica però va fatta rispetto al pulsate “Segui”, il follow. Il cambio di colore in effetti destabilizza l’utente, fino a mettere in dubbio se l’utente che pensiamo di seguire lo si segue per davvero. Il rischio è di fare per errore qualche defollow. Insomma, in questa occasione in cambio di colore non aiuta del tutto e sarà difficile farci l’abitudine.

    Ecco queste le principali novità del nuovo design di Twitter, con i nuovi colori. E a voi piace? raccontateci cosa ne pensate, qui o sui nostri canali social.

  • Twitter Spaces, ecco i co-host per aiutare la moderazione

    Twitter Spaces, ecco i co-host per aiutare la moderazione

    Twitter Spaces introduce la possibilità di aggiungere fino ad un massimo di due co-host. Una funzionalità che era stata annunciata e che era molto attesa.

    La funzionalità era stata annunciata a maggio di quest’anno, quando si seppe che Twitter Spaces sarebbe stato attivato per tutti gli utenti con più di 600 follower, e adesso c’è l’annuncio. In uno spazio organizzare dall’account ufficiale di Twitter Spaces sono state annunciate alcune interessanti novità tra cui, la più importante, quella che introduce la funzione di co-hosting, molto attesa da tutti gli utenti che tengono spazi audio.

    Come attivare i co-host su Twitter Spaces

    La possibilità di avere uno o più co-host si era resa subito necessaria e ora Twitter spinge in questa direzione anche per creare un ulteriore vantaggio competitivo sul competitor Clubhouse che di certo non se la passa bene in questo periodo.

    L’host su Twitter Spaces, colui che apre lo spazio, può adesso invitare alla gestione dello spazio fino a due co-host. L’invito può avvenire solo una volta che lo spazio è stato avviato e non prima, nemmeno se programmato.

    Cosa possono fare i co-host su Twitter Spaces

    Cosa può fare il co-host? In realtà può fare tutto quello che fa l’host, e quindi parlare,  invitare i relatori, gestire le richieste a parlare, rimuovere i partecipanti, appuntare i tweet nella parte alta dello spazio. Ma ci sono alcune cose che non può fare.

    Twitter Spaces ecco co-host moderazione franzrusso.it

    Ad esempio, solo l’host può invitare gli utenti a prendere parte allo spazio come co-host, infatti un co-host non può invitarne un altro. E poi, cosa importante, solo l’host può terminare lo spazio, non il co-host. Questo è un grosso limite, perché in molti casi, purtroppo, sarebbe stato utile che lo spazio potesse continuare in presenza del solo co-host. Vedremo se questa possibilità sarà introdotto più avanti.

    E ancora, altro aspetto interessante, il numero dei co-host, abbiamo detto fino ad un massimo di due, espande il numero delle persone che possono parlare contemporaneamente in uno spazio. Quindi, se prima a parlare erano l’host e 10 speaker partecipanti, adesso il numero aumenta con i due co-host.

    L’introduzione del co-host è una bella notizia, soprattutto perché quella figura può essere molto utile in presenza di spazi molto “affollati”, dove c’è necessità di avere una mano nella moderazione. Ma può essere utile anche per le aziende che vogliono provare a sperimentare Twitter Spaces, potendo contare su una figura che può essere utile a gestire meglio lo spazio.

    Come sapete, Twitter questa settimana ha detto addio ai Fleets, le stories di Twitter, un addio che non ha sconvolto più di tanto gli utenti (segno che quel formato non era effettivamente apprezzato) e ha eletto lo spazio in alto come “Space bar“, lo spazio dedicato agli spazi una volta che sono live, per renderli più visibili.

    Ovviamente, anche questa è solo una posizione temporanea (o almeno di questo si parla) in attesa di vedere attiva la sezione dedicata a Twitter Spaces, in test su iOS, dove vedere gli spazi live del momento in un colpo solo, che è quello che ci vorrebbe.

    Tutto questo sottolinea quanto Twitter stia investendo in Twitter Spaces e nella modalità audio, trovandosi adesso più avanti rispetto a Clubhouse che, nonostante l’estensione ad Android e all’eliminazione degli inviti, fatica a fare breccia tra gli utenti.

    Sarà interessante quindi verificare quanto Twitter Spaces sarà in grado di “resistere” come modalità di contenuto integrata all’interno di altre funzionalità che Twitter già permette. Anche alla luce del superamento della situazione pandemica, con i vaccini che procedono un po’ ovunque a passo spedito, aprendo di nuovo alla possibilità di dare vita ad incontri in presenza.

    Come usare Twitter Spaces e organizzare uno spazio coinvolgente

    Siamo convinti che Twitter Spaces potrà trovare un suo “spazio” anche all’interno degli eventi live in presenza, come momento di “debriefing” dopo un evento, come possibilità di incontrare gli ospiti, gli speaker, i relatori di un evento e metterli a contatto in uno spazio audio su Twitter con tutte quelle persone che non sono riuscite ad essere in presenza. Insomma, le possibilità ci sono.

  • WhatsApp, foto e video scompaiono una volta visualizzati

    WhatsApp, foto e video scompaiono una volta visualizzati

    Novità in casa WhatsApp. Tra pochi giorni sarà attiva per tutti gli utenti la modalità “Visualizza una volta” che permetterà l’invio di foto o video che scompaiono una volta visualizzati.

    Novità da WhatsApp che va nella direzione di rendere sempre più sicure le conversazioni tra gli utenti. L’app di proprietà di Facebook fa sapere, attraverso un post sul blog ufficiale, che presto gli utenti potranno inviare foto e video con una nuova modalità: “Visualizza una volta“. Ammesso che resti così la denominazione in italiano, questa funzionalità permetterà presto agli utenti di inviare foto e video che scompaiono una volta visualizzati.

    Come funziona “Visualizza una volta” su WhatsApp

    whatsapp visualizza una volta franzrusso.it

    Come già accade per tutte le conversazioni su WhatsApp coperte da crittografica E2E (qui potete leggere un approfondimento sul tema crittografia), anche i contenuti multimediali sono garantiti dalla possibilità di non poter essere visualizzati da esterni. Solo che WhatsApp adesso include una possibilità in più.

    Quando si invia una immagine o un video sarà possibile renderlo visualizzabile una sola volta toccando il pulsante “1”. Una volta che il destinatario aprirà il contenuto, questo scomparirà.

    WhatsApp ritiene che questa funzionalità ossa tornare utile in tutti quei casi in cui si è ben consapevoli che uno screenshot è meno sicuro, e quindi si opta per una modalità che scompare da subito, senza la possibilità di essere consultata nuovamente.

    L’esempio che fa WhatsApp è quello della password Wi-Fi, situazione che sarà capitata sicuramente a molti di voi che state leggendo. Fare una foto e inviarla con la modalità “visualizza una volta” garantisce maggiore sicurezza.

    Se viene usata questa modalità, non sarà possibile, come abbiamo già sottolineato, rivedere il contenuto; se abilitata questa modalità, non sarà possibile salvare, classificare o condividere foto inviate o ricevute; sarà possibile vedere se il destinatario ha visualizzato il contenuto solo se ha le conferme di lettura attive; l’impostazione “visualizza una volta” deve essere attivata ogni volta che si vuole inviare un contenuto multimediale con questa modalità.

    Ovviamente, si tratta di una novità importante per WhatsApp, anche se qualcosa di simile esiste già in alcune app come Telegram, all’interno di conversazioni segrete, e anche con la modalità “Vanish Mode” su Instagram e Messenger, non attiva ancora in Italia. E ancora, una modalità simile esiste anche su Snapchat e, volendo estendere il raggio, esiste anche su Gmail, permettendo di impostare la data di scadenza di una e-mail.

    La modalità “visualizza una volta” sarà disponibile nei prossimi giorni (si parla di una settimana) per tutti gli utenti a livello globale.

    E voi che ne pensate?

  • Cosa succede in un minuto su Internet, nel 2021

    Cosa succede in un minuto su Internet, nel 2021

    Ma cosa succede ogni 60 secondi su Internet, nel 2021? Scopriamolo con i dati di AllAccess elaborati di recente anche da Statista. Ogni minuto vengono condivise 695 mila stories su Instagram.

    L’ultimo anno e mezzo, ormai, caratterizzato dalla pandemia ha visto crescere l’utilizzo di Internet e degli strumenti digitali in generale. Un aumento che si è concretizzato nella crescita del tempo trascorso su Internet e nella crescita del numero degli utenti. Due voci che si possono riscontrare ovunque, in qualsiasi paese del mondo, Italia inclusa ovviamente.

    Ebbene, come sempre accade in questo periodo dell’anno, quando ormai si è già superata la metà, è tempo di fare il classico “tagliando” e vedere cosa succede su Internet nel 2021, soprattutto, cosa succede ogni minuto, quindi ogni 60 secondi, su Internet.

    Per farlo, ci serviamo dell’aggiornamento ad uno dei due grafici che in questi anni ci sono venuti in soccorso e stiamo parlando di quello di AllAccess che da poco anche Statista ha voluto sintetizzare in una grafica altrettanto chiara.

    ogni minuto 60 secondi Internet nel 2021 franzrusso.it

    Gli ultimi dati riguardo agli utenti online, a livello globale, ci dicono che siamo bel 4,7 miliardi (59,5% della popolazione mondiale) di persone connesse a Internet nel mondo, con 4,2 miliardi di persone che usano i social media (53,6% della popolazione mondiale).

    E cosa fanno tutte queste persone connesse, ogni giorno, ogni ora e, quindi ogni minuto?

    Dai dati di AllAccess vediamo che ogni 60 secondi:

    • vengono condivise 695 mila stories su Instagram (era 277 mila nel 2019);
    • vengono inviati 69 milioni di messaggi su WhatsApp e Messenger;
    • si verificano 5 mila download su TikTok;
    • vengono inviate 197,6 milioni di e-mail;
    • si verificano ben 2 milioni di “swipe” su Tinder;
    • 28 mila abbonati su Netflix guardano video;
    • su LinkedIn si creano 9.132 connessioni;
    • su Facebook si registrano 1,4 milioni di scroll;
    • su YouTube vengono caricate 500 ore di video;
    • su Twitch si registrano 2 milioni di visualizzazioni;
    • vengono spesi 1,6 milioni di dollari online.

    Ma ci sono ancora altri dati interessanti che potete visualizzare in questa grafica.

    ogni minuto 60 secondi Internet nel 2021 franzrusso.it

    ogni minuto 60 secondi Internet nel 2021 franzrusso.it

    Sono dati che continueranno a crescere nei prossimi anni, perché se c’è un dato chiaro che viene fuori da questo ultimo anno e mezzo è che gli utenti continueranno ad utilizzare Internet sempre di più, specie dopo aver sperimentano nuovi utilizzi, quasi sempre rinviati per poco tempo a disposizione o anche per scetticismo.

    Le aziende devono prendere dimestichezza con questi dati e sapere che oggi è sempre più importante “ascoltare” gli utenti, cercando di superare l’arroccamento sulle vanity metrics. Quello che conta davvero è la conversazione con gli utenti, capire e interpretare i segnali per dare loro il vero valore che ogni azienda può personalizzare, che va sotto il nome di: Esperienza.

  • L′oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo 2020 sui social media

    L′oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo 2020 sui social media

    Oltre 4 milioni di interazioni sui social media per l’oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo2020. Questo il risultato principale rilevato dall′analisi effettuata in collaborazione con Talkwalker.

    Oltre 4 milioni di interazioni sui social media. Questo l’esito più importante che si può ricavare dalle conversazioni sui social media generate dai due straordinari ori vinti a Tokyo 2020 da Marcell Jacobs e da Gianmarco Tamberi, tutto nel giro di pochi minuti. Un avvenimento storico per l’Italia che è stato celebrato anche su Twitter, Facebook e Instagram.

    Il dati degli oltre 4 milioni di interazioni è stato rivelato da Talkwalker Social Content Ratings, la piattaforma che monitora come gli eventi televisivi vengono vissuti sulle piattaforma social media, specialmente dal punto di vista delle interazioni che riescono a generare.

    E grazie a Talkwalker abbiamo monitorato a grande giornata storica del 1 agosto 2021, con la vittoria di due ori, nei 100 metri maschili e nel salto in alto maschile.

    oro Jacobs Tamberi Tokyo 2020 social media franzrusso

    Abbiamo monitorato le conversazioni tenendo in considerazione tutte le citazioni riguardo ai due atleti, Jacobs e Tamberi, associate a #Tokyo2020 e a #GiochiOlimpici con #ItaliaTeam, l’hashtag ufficiale della squadra olimpica italiana a Tokyo 2020. Il risultato è di oltre 440 mila contenuti condivisi, la maggior parte dei quali condivisi nell’arco di un paio d’ore, tra le 14 e le 16.

    social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Come dicevamo in apertura, le interazioni totali sono state oltre 4 milioni, più del 60% generate su Instagram che dimostra, ancora una volta, di essere la piattaforma dell’engagement; mentre Twitter resta comunque la piattaforma del racconto live. E più avanti vedremo quali sono stati i contenuti più coinvolgenti su tutte le piattaforme, in special modo su quella a 280 caratteri dove si è sviluppato oltre il 95% del flusso di conversazioni.

    La “mappa di calore” che identifica, dal punto di vista geografico, le attività sulle piattaforme, ci spiega meglio come il momento sia stato vissuto anche all’estero, con grande partecipazione.

    mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Dal punto di vista di chi ha partecipato a raccontare e a condividere le proprie emozioni sui social media, possiamo rilevare che vi è quasi parità tra maschi e femmine (50,7% e 49,3%) e l’83% ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, oltre il 50% la fascia 25-34 anni.

    età mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    E queste sono due grafiche che mostrano i temi più discussi (su oltre 600 mila rilevati) e gli hashtag più usati.

    hashtag età mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it temi mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    E ora il momento dedicato agli influencer, ossia a quagli utenti che si sono distinti per capacità di coinvolgimento nel periodo monitorato. E notiamo come l’account ufficiale della squadra olimpica italiana sia saldamente in vetta con oltre 210 mila interazioni generate e con una media di 6.800 interazioni per ogni contenuto condiviso. Seguiti da Eurosport e dall’account del Coni.

    influencer temi mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Da sottolineare, se guardassimo la classifica dal punto di vista delle dell’engagement per menzione, quindi per contenuto, in vetta ci sarebbe l’account Instagram di Radio Deejay, con oltre 56 mila interazioni, essendo quindi il contenuto più condiviso in assoluto.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Radio DEEJAY (@radiodeejay)

    E ora guardiamo i contenuti più condivisi, dopo aver visto quello in assoluto. Focalizzandoci su Twitter, la piattaforma dove si è sviluppata la grande maggioranza delle conversazioni generate.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Radio105 (@radio105)

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da RTL 102.5 (@rtl1025)

    http://twitter.com/sonolaferaz/status/1421904993473503250

    http://twitter.com/afidelf/status/1421847918110248967

    http://twitter.com/dadourado/status/1421825472288247809

    http://twitter.com/JDNalton/status/1421816167220617219

     

     

  • Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter annuncia l’avvio di un nuovo test che prevede per le aziende la possibilità di aggiungere una gallery di prodotti dalla quale gli utenti potranno acquistare, senza mai abbandonare la piattaforma. Il test è solo per iOS, negli Usa e solo in lingua inglese.

    Twitter, a distanza di qualche anno, torna ad occuparsi di shopping, e stavolta sembra fare sul serio. Con un post sul blog ufficiale, a firma di Bruce Falck, revenue product lead di Twitter, la società guidata da Jack Dorsey annuncia l’avvio di un test che prevede una sezione dedicata allo shopping che i brand potranno inserire all’interno della home del proprio profilo, nella parte superiore. Il test al momento è valido solo su iOS, negli Usa, e solo in lingua inglese, come spesso accade con test come questi.

    Il “modulo Shopping“, così viene denominato, permetterà alle aziende di realizzare una vera e propria gallery che gli utenti potranno sfogliare. Una volta scelto il prodotto che interessa, con un semplice click si accede ad un elenco di opzioni per poter acquistare il prodotto stesso, sempre restando all’interno di Twitter.

    modulo shopping twitter franzrusso.it

    Al momento i marchi coinvolti in questa prima fase di test sono una quindicina e tra loro ci sono anche GameStop e Arden Cove.

    Come dicevamo in apertura, per Twitter non è la prima volta quella di provare a farsi spazio all’interno del grande mondo dello shopping online. Ci aveva già provato del 2015 provando con un tasto “Acquista”, strada poi abbandonata due anni più tardi.

    Ma ora torna a sperimentare di nuovo con un’idea più completa ed una strategia più chiara che passa dall’intenzione di offrire: 1) agli utenti la possibilità di concretizzare le conversazione sui prodotti offrendo loro la possibilità di acquistarli; 2) alle aziende di affinare e strutturare meglio il proprio profilo aziendale/professionale, una delle ultime novità di Twitter lanciata ad inizio di quest’anno, aggiungendo anche i propri prodotti.

    Ovvio che per Twitter si tratta di una modalità per provare a diversificare il proprio business, una strada che la società ha già iniziato a intraprendere con il lancio di una versione dell’app a pagamento e anche con le modalità che permetteranno ad alcuni utenti di poter creare contenuti esclusivi e a pagamento per il proprio pubblico.

    E non è un caso che, proprio con la notizia di questo avvio di test, il titolo TWTR segni a Wall Street già +4%. Probabile che la chiusura si attesti attorno a queste cifre, segno che gli investitori apprezzano questo tipo di sperimentazioni.

  • World Emoji Day, ecco le emoji più usate in Italia nel 2021

    World Emoji Day, ecco le emoji più usate in Italia nel 2021

    In occasione del World Emoji Day, che si celebra il 17 luglio, scopriamo le emoji più usate in Italia grazie ad una ricerca di Samsung Electronics Italia. Al primo posto c’è quella col bacio. E voi quale usate di più?

    In occasione del World Emoji Day, che si celebra il 17 luglio ormai dal 2014, Samsung Electronics Italia ha voluto indagare quali siano le emoji più usate nel nostro paese, attraverso una ricerca condotta da Human Highway. Come sappiamo, le emoji, che il prossimo anno compiranno i loro primi 30 anni (!), caratterizzano la forma testuale e spesso vengono usate, sui social media e sulle app di messaggistica, per completare o rendere più chiaro un messaggio. Quante volte vi sarà capitato di mandare un messaggio usano una sola emoji oppure di condividere un post su Facebook o un tweet usando più di una emoji, per meglio esprimere un concetto o il vostro stato in quel momento.

    Le emoji sono ormai entrate a far parte del nostro lessico, era poi il 2015 quando l’Oxford Dictionary definì “emoji” parola dell’anno. E in questo ultimo anno, caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, le emoji sono state i termometro attraverso il quale misurare come cambiava il nostro modo di comunicare. Un aspetto colto anche da questa ricerca.

    Ma vediamo subito qualche dato rilevato dalla ricerca Samsung Electronics Italia/Human Highway.

    World Emoji Day emoji più-usate Italia 2021 franzrusso.it

    Intanto diciamo che la parola “emoji” non è ancora ben definita nel genere. Sulla questione è intervenuta anche l’Accademia della Crusca indicando il genere maschile. Anche se il genere femminile è più rilevante nell’uso. Siamo di fronte quindi a una parola dal genere ancora non proprio definito e quindi vedremo come evolverà la questione nel tempo. Qui usiamo il genere femminile.

    La ricerca rileva che vengono usate per esprimere al meglio le proprie emozioni, secondo il 55,8 percento degli intervistati, definendo in modo più efficace ogni messaggio. Le emoji risultano molto utili per chiarire il tono del messaggio (34,2 percento), evitando anche spiacevoli fraintendimenti, così come per rafforzare il testo scritto (38 percento).

    La ricerca ci dice anche che, su un campione di 996 persone eterogenee per età e genere, quelle che utilizzano con maggiore frequenza le emoji sono le donne di età compresa tra i 35 e i 44 anni, abitanti nel Nord-Est e nel Sud Italia. E le donne prediligono emoji più connesse ai sentimenti, come il bacio e il cuore rosso, rispettivamente utilizzati dal 50 percento e dal 36 percento delle intervistate. Invece gli uomini sembrano apprezzare maggiormente simboli più neutri, tra cui il pollice alzato (36,1 percento) e l’occhiolino (19,3 percento).

    Le emoji più usate in Italia

    E adesso passiamo a vedere la classifica che ci mostra quali sono le emoji più usate in Italia. Dall’indagine emerge che la emoji del bacio è al primo posto tra le preferite con 41,4 percento. Poco distante, troviamo la celeberrima emoji della risata con le lacrime, 40,9 percento. In terza posizione troviamo quella del pollice alzato, 29,7 percento, in quarta posizione quella del cuore, 28,3 percento, in quinta posizione troviamo quella degli occhi a cuoricino, 19,1 percento.

    1. 😘 faccia col bacio
    2. 😂 faccia che ride fino alle lacrime
    3. 👍 pollice alzato
    4. ❤️ cuore rosso
    5. 😍 faccia con occhi a cuoricino

    Dati ricerca emoji Samsung Electronics Italia Human Highway

    Se ricordate, lo scorso anno un’indagine di Emojipedia aveva rilevato come nuove emoji stavano entrando in uso sui social media, come quella con la mascherina o quella che indicava il virus. O ancora quella dello starnuto e quella dell’ambulanza.

    Ritornando alla ricerca, alla domanda “Quale emoji vorresti?“, tra le risposte più significative val la pena di segnalare chi desidera una emoji dedicata al vaccino, per sottolinearne l’importanza con amici e parenti; una che esprima chiaramente l’abbraccio; una emoji che rappresenti la speranza; e poi, l’immancabile arcobaleno, simbolo della ripartenza dopo la tempesta.

    Questi risultati salienti di questa bella ricerca di Samsung Electronics Italia/Human Highway che potete comunque consultare qui.

    Le emoji più usate a livello globale

    Ma se vi state chiedendo adesso, e sarebbe pure lecito, qual è la emoji più usata al mondo, nel 2021? Ebbene, a darvi questa risposta ci aiutano i dati sempre aggiornati da Emojipedia, indicandoci quelle più usate su Twitter.

    1. 😂 faccia che ride fino alle lacrime
    2. 😭 faccia che piange fino alle lacrime
    3. 🥺 faccia implorante
    4. ❤️ cuore rosso
    5. 🤣 faccia che ride rotolandosi sul pavimento
    6. ✨ scintille
    7. 😍 faccia con occhi a cuoricino
    8. 🙏 mani giunte
    9. 🥰 faccia che ride con cuori
    10. 😊 faccia e occhi sorridenti (emozionata)

    Mentre Adobe ci indica quelle più usate a livello globale. E al primo posto troviamo quella con la risata fino alle lacrime, seguita da quella con il pollice alzato. In terza posizione quella del cuore; il bacio si trova in quarta posizione e in quinta troviamo quella con la lacrima.

    1. 😂 faccia che ride fino alle lacrime
    2. 👍 pollice alzato
    3. ❤️ cuore rosso
    4. 😘 faccia col bacio
    5. 😢 faccia con la lacrima

    emoji globali adobe

    World Emoji Day, ecco perché il 17 luglio

    Ma perché il World Emoji Day cade proprio il 17 luglio? Perché questo giorno e non un altro? Semplice e la risposta è proprio tra le moji. Infatti, la emoji del calendario, quella usata nella maggior parte dei dispositivi mobili (Unicode Standard), riporta casualmente la data del 17 luglio. Da qui l’idea, nel 2014, di istituire una giornata mondiale che celebrasse questa grafica ormai molto usata.

    Giusto per dare qualche dato, ad oggi le moji usate sono 3.521, erano 2.800 nel 2018. E poi, analizzando 6,7 miliardi di tweet negli ultimi 10 anni si è notato che l’uso delle emoji su Twitter è progressivamente aumentato. Se nel 2014 si registrava una emoji su 10 tweet e nel 2019 una emoji su 6 tweet, oggi se ne registra più di una ogni 5 tweet.

  • Social Radio Lab, ecco quanto sono social le radio italiane

    Social Radio Lab, ecco quanto sono social le radio italiane

    Le radio italiane usano i social media con contenuti mirati per ogni piattaforma. Guadagnando in termini di numero di follower e di engagement. Radio Deejay resta la più seguita con 5,6 milioni di follower.

    La Radio è sempre stata avanti. È arrivata prima della Tv e, a differenza di altri strumenti, non si è fatta sorprendere dai social media, anzi li ha saputi sfruttare per crescere, senza minimamente farsi sopraffare. Cosa che è invece successa ad altri media che hanno fatto difficoltà a trovare una propria identità. La Radio è sempre lì e il modo in usa i social media è un esempio che giustamente è al centro del nuovo rapporto di Social Radio Lab che rileva come le radio italiane usano i social media in maniera intelligente, costruendo contenuti per ogni piattaforma. Una scelta che paga, in termini di crescita, appunto e di interazioni, e che dimostra che le radio sanno parlare diversi linguaggi e conoscono bene il proprio pubblico.

    Entrando più nel dettaglio dell’analisi, che prende in esame nell’arco dei primi sei mesi di quest’anno 28 emittenti radiofoniche, nazionali e locali, più ascoltate in Italia, vediamo che Radio Deejay è la più seguita con 5,6 milioni di follower, seguita da Radio Italia con 4,1 milioni di follower e da Radio 105 con 3,9 milioni di follower.

    Social Radio Lab ecco quanto sono social radio italiane franzrusso.it

    Le radio su Facebook

    Andando ad osservare invece nel dettaglio le piattaforme social media prese in esame, scopriamo che su Facebook, Radio Italia (con 2,5 milioni di like) e Radio Deejay (2,2 milioni), perdono, rispettivamente, 9.600 e 4.100 fan. In crescita invece, entrambe a quota 1,7 milioni di Mi Piace, Radio Maria (+ 28.700 di like) e Radio 105 (+ 31.400). Dal punto di vista dell’engagement, Radio Maria rimane prima con 5,4 milioni di Like sui post (-35%), 1 milione di condivisioni (-13%) e 346.000 commenti (+7%). In crescita invece le interazioni di Rai Radio 2 (1,6 milioni di Mi Piace sui post) e Radio Monte Carlo (1,4 milioni).

    social radio social media

    Le radio su Instagram

    Su Instagram, Radio Deejay con 75.400 nuovi follower raggiunge il traguardo di 1 milione di follower totali, diventando la radio più seguita sulla piattaforma di proprietà di Facebook. Dietro si piazzano Radio 105 (con 909.800 follower, in calo di 1.600 follower); RTL 102.5 (812.600 follower, + 16.900), Radio Italia (634.200 follower, +9.400) e RDS (410.000 follower, + 27.900). Dal punto di vista dell’engagement, Radio Deejay è prima con 4,4 milioni di interazioni (+166% rispetto al semestre precedente) davanti a Radio Italia (2,1 milioni), Radio 105 (1,5 milioni) e RTL 102.5 (1,2 milioni).

    Le radio su Twitter

    Su Twitter invece è RTL 102.5 a primeggiare con 12.700 tweet pubblicati da gennaio a giugno, ottenendo così 641.100 like e 109.000 reazioni complessive tra retweet e risposte. Questo ha comportato una crescita di 26.300 follower (850.700 follower complessivi) superando RDS (814.700, -11.400) e posizionandosi terza dopo Radio Deejay (2,2 milioni di follower, – 37.100) e Radio 105 (1,4 milioni di follower, – 19.400).

    Le radio su YouTube

    Anche su YouTube, Radio Deejay primeggia con 206 mila iscritti, seguono poi Radio 105 (164.000) e Radio Italia (124.000). E la radio guidata da Linus è prima anche dal punto di vista dell’engagement con 3,7 milioni di views, 58.900 di like e 2.000 “non mi piace”.

    Le radio e Telegram

    Crescono anche altre piattaforme come Telegram, dove leader è Radio 2 un piano editoriale ben organizzato per 6.200 utenti iscritti. Mentre sono 11 le radio presenti su TikTok, dove RTL 02.5 vanta 248.900 follower seguita da RDS Next con 242.700 follower. E crescono gli stream delle radio che hanno deciso di essere presenti su Twitch con RDS Next che ha avviato il canale a inizio anno e, grazie a un palinsesto fittissimo e l’attivo coinvolgimento di webstar ha raggiunto i 29.697 iscritti.

    Si rileva anche una crescita delle radio su LinkedIn, oggi se ne contano 16 presenti sul “social business network” per eccellenza. Tra quelle attive si nota RDS (20.543 follower) con un piano editoriale corporate incentrato sui nuovi progetti lanciati dall’emittente, la presentazione dei dipendenti e l’impegno sulla sostenibilità.

  • Twitter dice addio ai Fleets, esperimento non riuscito

    Twitter dice addio ai Fleets, esperimento non riuscito

    A sorpresa, dal 3 agosto Twitter dice addio ai Fleets, i contenuti effimeri che dovevano caratterizzare le storie e “280 caratteri”. Esperimento non riuscito.

    A sorpresa, anche se si attendeva un riscontro da qui a poco sull’esito dell’esperimento, Twitter dice addio ai Fleets, i contenuti effimeri che dovevano caratterizzare le storie e “280 caratteri“. Un esperimento che non è riuscito del tutto e che terminerà, come comunicato dalla società guidata da Jack Dorsey, il prossimo 3 agosto.

    Il contenuto effimero, quello che compare ancora in alto sulla timeline di Twitter, non ha convinto molto gli utenti. La speranza era che Fleets attraesse più persone nell’usare anche questo strumento, cosa che non è successa come ha ammesso Twitter.

    Al momento l’idea è quella di sfruttare questa esperienza per arricchire l’editor del tweet, quindi formattando il testo e arricchendo a libreria dei GIF.

    Twitter addio Fleets franzrusso.it

    Pur ammettendo l’errore, Twitter sostanzialmente ammette che non correre rischi significa rendere stagnante la piattaforma, cosa che invece è l’ultima cosa che si vuole fare. Eppure l’ondata di innovazione che ha investito la piattaforma negli ultimi due anni, innovazione tanto rchiesta dagli utenti, doveva in qualche modo evidenziare un punto debole ed era proprio nei Fleets.

    https://twitter.com/Twitter/status/1415362679095635970

    Twitter comunque dice che continuerà a lavorare su nuovi prodotti e che lo spazio in alto sarà l’ideale per mostrarli. Vedremo cosa ne verrà fuori.

    Peccato perché se solo si fosse arricchito il formato con qualche altro tool forse l’esperimento poteva riuscire. Per quella che è stata la nostra esperienza, i Fleets sono stati un momento interessante, pur riconoscendo i limiti del formato stesso.

    E pensare che l’Italia era stato il primo paese in cui i Fleets erano stati lanciati, nel maggio dell’anno scorso.

    Il siparietto tra Jack Dorsey e Elon Musk

    Intanto, da segnalare il curioso siparietto, a colpi di Tweet con l’immancabile Elon Muck, che praticamente adora Twitter. L’annuncio dell’addio ai Fleets è stato dato attraverso gli account ufficiali di Twitter e Jack Dorsey ha ripreso il tweet dall’account @Twitter con la mano che saluta.

    Esilarante la risposta del fondatore della Tesla: “Una nuova emoji che ride nei DM sarebbe fantastica”. Solo che, finora, Dorsey non ha risposto.

    È andata così, ora si volta pagina. Twitter ha provato ad assecondare i propri investitori che a gran voce chiedevano innovazione attraverso l’introduzione del formato effimero, così da garantirsi un nuovo spazio per fare advertising. Ma l’esperimento non ha funzionato. Sarà interessante vedere cosa ne verrà fuori.

    E voi che ne pensate?

  • Social Media e Top Manager, 3 su 10 ancora assenti

    Social Media e Top Manager, 3 su 10 ancora assenti

    La Social Top Manager di Reputation Manager rileva che ancora oggi ci sono 3 manager su 10 che non usano i Social Media. Su LinkedIn si parla di Sostenibilità, su Twitter svettano i presidenti di Calcio e su Instagram in vetta ci sono i manager della moda.

    Reputation Manager ha pubblicato un interessante aggiornamento del rapporto “Social Top Manager”, utile per capire come i top manager italiani usano i social media per comunicare. L’analisi ha preso in considerazione i profili di 150 di executive italiani, dalla quale emerge che ancora 3 manager su 10 (il 32%) non usano i social media e il 23% risulta inattivo da un anno. Dati che comunque dovrebbero far riflettere, per il fatto che spessi i Top Manager, oltre ad essere punti di riferimento rispetto alle aziende che guidano, sono visti anche come fonti di ispirazione, in alcuni contesti sono visti come delle guide per cercare di capire come affrontare i tempi che viviamo.

    Da questo punto di vista, prima di passare a vedere l’aspetto relativo alle piatta forme più usate, è utile osservare il modo con cui i top manager usano i social media. Dall’analisi notiamo che solo l’1% viene considerato come leader a livello mondiale; la maggior parte, il 28%, viene percepita come “brand ambassador“, anche se si registra un calo del 4%. I top manager di questa categoria vengono identificati con l’azienda stessa, che assume un ruolo centrale nella loro comunicazione. Infatti, la maggior parte dei post condivisi è orientata a raccontare progressi e successi dell’azienda che guidano.

    Social Media Top Manager 3 su 10 ancora assenti franzrusso

    Seguendo questa impostazione, il 15% viene poi visto come “market ambassador”, la forte influenza che hanno non solo sulla propria azienda, ma anche nell’intero settore di riferimento. Un altro 15% è rappresentato dagli “sharer”, ossia quegli executive che aggiungono alla loro attività sui social media anche il gesto della condivisione, spesso di post creati dall’azienda che rappresentano o di cui fanno parte.

    E poi, sempre con il 15% ci sono i “reactive”, una categoria che è in fondo alla linea evolutiva osservata dall’analisi di Reputation Manager: il loro unico gesto social, infatti, è quello di aggiungere reazioni o commenti a post altrui, senza un’attività personale. L’analisi sottolinea che la crescita del 4% registrata in questa categoria sia da imputare alle tante nuove nomine verificatesi begli ultimi mesi e che dimostra come i nuovi manager impieghino un po’ di tempo ad entrare nei meccanismi comunicativi della nuova azienda che si accingono a guidare.

    Manager attivi social media comunicazione

    Gli interactive, i manager più originali nelle condivisioni, con un proprio stile, sono il 13%, mentre gli “editor”, quelli che creano contenuti raccontando i successi della loro azienda sono l’11%.

    Questo l’aspetto relativo ai profili, dove si nota che il vero leader che tutti seguono per avere ispirazione è una figura poco presente. In ogni caso, entrando a vedere come e quali piattaforme social media usano i Top Manager italiani, dall’analisi di Reputation Manager emerge che su LinkedIn spiccano le conversazioni sulla Sostenibilità. In testa alla classifica i settori automotive e energia: Stephan Winkelmann di Automobili Lamborghini è il più seguito con 72 mila follower, davanti a Luca de Meo di Renault (62 mila) e Marco Alverà di Snam (54 mila).

    Manager social linkedin reputation manager

    Andando avanti, troviamo anche Nerio Alessandri di Technogym con 51 mila follower, seguito con 39 mila follower da Francesco Starace, AD di Enel. Interessante notare il decima posizione Andrea Pontremoli, CEO della Dallara, una vera eccellenza italiana molto famosa negli Usa.

    Su Twitter invece si presenta un altro scenario, con la presenza ai vertici della classifica dei top manager delle squadre di calcio della Serie A, a testimoniare il fatto, ancora una volta, che il Calcio resta l’argomento più twittato in Italia. Infatti, nella classifica, in prima posizione troviamo Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che può contare su una fanbase di oltre 668 mila follower. Negli ultimi 12 mesi ha ottenuto una media di oltre 2,6 mila interazioni per ogni tweet condiviso. A seguire, il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, con 161 mila follower. Il profilo di Agnelli, sebbene poco attivo e non verificato comunque registra il maggior numero di interazioni per ogni tweet: oltre 3 mila tra like e RT.

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    A seguire lo stilista Giuseppe Zanotti, con 111 mila e poi, a poca distanza, troviamo Lapo Elkann. Il fondatore di Italian Independent Group, con i suoi 108 mila follower (+7 mila in due mesi), risulta il quarto top manager più seguito in Italia e con ogni tweet raccoglie circa 650 interazioni di media. In quinta posizione, un altro presidente di una squadra di Calcio, Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, con 106 mila follower.

    E arriviamo a Instagram, dove padroneggiano, manco a dirlo, i top manager del settore della moda: sono 7 nei primi 20. Nella classifica relativa alla piattaforma di proprietà di Facebook, in prima posizione troviamo Elisabetta Franchi, fondatrice di Betty Blue, con 2,5 milioni di follower. A seguire, Steven Zhang, il giovane presidente dell’Inter, che oltre a poter contare su 550 mila follower, è anche il manager in grado di generare l’engagement più alto: ogni suo post, in media, ottiene 82 mila reazioni.

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    Terzo posto per uno dei manager più apprezzati in Italia, e nel mondo, come Brunello Cucinelli con 320 mila follower. Qualche settimana fa ha annunciato anche la nuova collaborazione con Oliver Peoples per il lancio di una nuova linea di occhiali. Ogni sua foto o video pubblicato genera, in media, 8 mila reazioni.

    Al quarto posto, sempre in tema fashion, troviamo Margherita Missoni con 195 mila follower e in quinta posizione troviamo Renzo Rosso, fondatore e CEO di Diesel, con 178 mila follower.

    Questa in sintesi l’analisi dell’Osservatorio Social Top Manager di Reputation Manager che potete scaricare da qui. E voi che ne pensate? Quali sono i manager che seguite di più?