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  • L′oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo 2020 sui social media

    L′oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo 2020 sui social media

    Oltre 4 milioni di interazioni sui social media per l’oro di Jacobs e Tamberi a Tokyo2020. Questo il risultato principale rilevato dall′analisi effettuata in collaborazione con Talkwalker.

    Oltre 4 milioni di interazioni sui social media. Questo l’esito più importante che si può ricavare dalle conversazioni sui social media generate dai due straordinari ori vinti a Tokyo 2020 da Marcell Jacobs e da Gianmarco Tamberi, tutto nel giro di pochi minuti. Un avvenimento storico per l’Italia che è stato celebrato anche su Twitter, Facebook e Instagram.

    Il dati degli oltre 4 milioni di interazioni è stato rivelato da Talkwalker Social Content Ratings, la piattaforma che monitora come gli eventi televisivi vengono vissuti sulle piattaforma social media, specialmente dal punto di vista delle interazioni che riescono a generare.

    E grazie a Talkwalker abbiamo monitorato a grande giornata storica del 1 agosto 2021, con la vittoria di due ori, nei 100 metri maschili e nel salto in alto maschile.

    oro Jacobs Tamberi Tokyo 2020 social media franzrusso

    Abbiamo monitorato le conversazioni tenendo in considerazione tutte le citazioni riguardo ai due atleti, Jacobs e Tamberi, associate a #Tokyo2020 e a #GiochiOlimpici con #ItaliaTeam, l’hashtag ufficiale della squadra olimpica italiana a Tokyo 2020. Il risultato è di oltre 440 mila contenuti condivisi, la maggior parte dei quali condivisi nell’arco di un paio d’ore, tra le 14 e le 16.

    social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Come dicevamo in apertura, le interazioni totali sono state oltre 4 milioni, più del 60% generate su Instagram che dimostra, ancora una volta, di essere la piattaforma dell’engagement; mentre Twitter resta comunque la piattaforma del racconto live. E più avanti vedremo quali sono stati i contenuti più coinvolgenti su tutte le piattaforme, in special modo su quella a 280 caratteri dove si è sviluppato oltre il 95% del flusso di conversazioni.

    La “mappa di calore” che identifica, dal punto di vista geografico, le attività sulle piattaforme, ci spiega meglio come il momento sia stato vissuto anche all’estero, con grande partecipazione.

    mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Dal punto di vista di chi ha partecipato a raccontare e a condividere le proprie emozioni sui social media, possiamo rilevare che vi è quasi parità tra maschi e femmine (50,7% e 49,3%) e l’83% ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, oltre il 50% la fascia 25-34 anni.

    età mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    E queste sono due grafiche che mostrano i temi più discussi (su oltre 600 mila rilevati) e gli hashtag più usati.

    hashtag età mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it temi mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    E ora il momento dedicato agli influencer, ossia a quagli utenti che si sono distinti per capacità di coinvolgimento nel periodo monitorato. E notiamo come l’account ufficiale della squadra olimpica italiana sia saldamente in vetta con oltre 210 mila interazioni generate e con una media di 6.800 interazioni per ogni contenuto condiviso. Seguiti da Eurosport e dall’account del Coni.

    influencer temi mappa social media jacobs-tamberi tokyo2020 franzrusso.it

    Da sottolineare, se guardassimo la classifica dal punto di vista delle dell’engagement per menzione, quindi per contenuto, in vetta ci sarebbe l’account Instagram di Radio Deejay, con oltre 56 mila interazioni, essendo quindi il contenuto più condiviso in assoluto.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Radio DEEJAY (@radiodeejay)

    E ora guardiamo i contenuti più condivisi, dopo aver visto quello in assoluto. Focalizzandoci su Twitter, la piattaforma dove si è sviluppata la grande maggioranza delle conversazioni generate.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Radio105 (@radio105)

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da RTL 102.5 (@rtl1025)

    http://twitter.com/sonolaferaz/status/1421904993473503250

    http://twitter.com/afidelf/status/1421847918110248967

    http://twitter.com/dadourado/status/1421825472288247809

    http://twitter.com/JDNalton/status/1421816167220617219

     

     

  • Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter, al via il test su una nuova sezione shopping

    Twitter annuncia l’avvio di un nuovo test che prevede per le aziende la possibilità di aggiungere una gallery di prodotti dalla quale gli utenti potranno acquistare, senza mai abbandonare la piattaforma. Il test è solo per iOS, negli Usa e solo in lingua inglese.

    Twitter, a distanza di qualche anno, torna ad occuparsi di shopping, e stavolta sembra fare sul serio. Con un post sul blog ufficiale, a firma di Bruce Falck, revenue product lead di Twitter, la società guidata da Jack Dorsey annuncia l’avvio di un test che prevede una sezione dedicata allo shopping che i brand potranno inserire all’interno della home del proprio profilo, nella parte superiore. Il test al momento è valido solo su iOS, negli Usa, e solo in lingua inglese, come spesso accade con test come questi.

    Il “modulo Shopping“, così viene denominato, permetterà alle aziende di realizzare una vera e propria gallery che gli utenti potranno sfogliare. Una volta scelto il prodotto che interessa, con un semplice click si accede ad un elenco di opzioni per poter acquistare il prodotto stesso, sempre restando all’interno di Twitter.

    modulo shopping twitter franzrusso.it

    Al momento i marchi coinvolti in questa prima fase di test sono una quindicina e tra loro ci sono anche GameStop e Arden Cove.

    Come dicevamo in apertura, per Twitter non è la prima volta quella di provare a farsi spazio all’interno del grande mondo dello shopping online. Ci aveva già provato del 2015 provando con un tasto “Acquista”, strada poi abbandonata due anni più tardi.

    Ma ora torna a sperimentare di nuovo con un’idea più completa ed una strategia più chiara che passa dall’intenzione di offrire: 1) agli utenti la possibilità di concretizzare le conversazione sui prodotti offrendo loro la possibilità di acquistarli; 2) alle aziende di affinare e strutturare meglio il proprio profilo aziendale/professionale, una delle ultime novità di Twitter lanciata ad inizio di quest’anno, aggiungendo anche i propri prodotti.

    Ovvio che per Twitter si tratta di una modalità per provare a diversificare il proprio business, una strada che la società ha già iniziato a intraprendere con il lancio di una versione dell’app a pagamento e anche con le modalità che permetteranno ad alcuni utenti di poter creare contenuti esclusivi e a pagamento per il proprio pubblico.

    E non è un caso che, proprio con la notizia di questo avvio di test, il titolo TWTR segni a Wall Street già +4%. Probabile che la chiusura si attesti attorno a queste cifre, segno che gli investitori apprezzano questo tipo di sperimentazioni.

  • World Emoji Day, ecco le emoji più usate in Italia nel 2021

    World Emoji Day, ecco le emoji più usate in Italia nel 2021

    In occasione del World Emoji Day, che si celebra il 17 luglio, scopriamo le emoji più usate in Italia grazie ad una ricerca di Samsung Electronics Italia. Al primo posto c’è quella col bacio. E voi quale usate di più?

    In occasione del World Emoji Day, che si celebra il 17 luglio ormai dal 2014, Samsung Electronics Italia ha voluto indagare quali siano le emoji più usate nel nostro paese, attraverso una ricerca condotta da Human Highway. Come sappiamo, le emoji, che il prossimo anno compiranno i loro primi 30 anni (!), caratterizzano la forma testuale e spesso vengono usate, sui social media e sulle app di messaggistica, per completare o rendere più chiaro un messaggio. Quante volte vi sarà capitato di mandare un messaggio usano una sola emoji oppure di condividere un post su Facebook o un tweet usando più di una emoji, per meglio esprimere un concetto o il vostro stato in quel momento.

    Le emoji sono ormai entrate a far parte del nostro lessico, era poi il 2015 quando l’Oxford Dictionary definì “emoji” parola dell’anno. E in questo ultimo anno, caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, le emoji sono state i termometro attraverso il quale misurare come cambiava il nostro modo di comunicare. Un aspetto colto anche da questa ricerca.

    Ma vediamo subito qualche dato rilevato dalla ricerca Samsung Electronics Italia/Human Highway.

    World Emoji Day emoji più-usate Italia 2021 franzrusso.it

    Intanto diciamo che la parola “emoji” non è ancora ben definita nel genere. Sulla questione è intervenuta anche l’Accademia della Crusca indicando il genere maschile. Anche se il genere femminile è più rilevante nell’uso. Siamo di fronte quindi a una parola dal genere ancora non proprio definito e quindi vedremo come evolverà la questione nel tempo. Qui usiamo il genere femminile.

    La ricerca rileva che vengono usate per esprimere al meglio le proprie emozioni, secondo il 55,8 percento degli intervistati, definendo in modo più efficace ogni messaggio. Le emoji risultano molto utili per chiarire il tono del messaggio (34,2 percento), evitando anche spiacevoli fraintendimenti, così come per rafforzare il testo scritto (38 percento).

    La ricerca ci dice anche che, su un campione di 996 persone eterogenee per età e genere, quelle che utilizzano con maggiore frequenza le emoji sono le donne di età compresa tra i 35 e i 44 anni, abitanti nel Nord-Est e nel Sud Italia. E le donne prediligono emoji più connesse ai sentimenti, come il bacio e il cuore rosso, rispettivamente utilizzati dal 50 percento e dal 36 percento delle intervistate. Invece gli uomini sembrano apprezzare maggiormente simboli più neutri, tra cui il pollice alzato (36,1 percento) e l’occhiolino (19,3 percento).

    Le emoji più usate in Italia

    E adesso passiamo a vedere la classifica che ci mostra quali sono le emoji più usate in Italia. Dall’indagine emerge che la emoji del bacio è al primo posto tra le preferite con 41,4 percento. Poco distante, troviamo la celeberrima emoji della risata con le lacrime, 40,9 percento. In terza posizione troviamo quella del pollice alzato, 29,7 percento, in quarta posizione quella del cuore, 28,3 percento, in quinta posizione troviamo quella degli occhi a cuoricino, 19,1 percento.

    1. 😘 faccia col bacio
    2. 😂 faccia che ride fino alle lacrime
    3. 👍 pollice alzato
    4. ❤️ cuore rosso
    5. 😍 faccia con occhi a cuoricino

    Dati ricerca emoji Samsung Electronics Italia Human Highway

    Se ricordate, lo scorso anno un’indagine di Emojipedia aveva rilevato come nuove emoji stavano entrando in uso sui social media, come quella con la mascherina o quella che indicava il virus. O ancora quella dello starnuto e quella dell’ambulanza.

    Ritornando alla ricerca, alla domanda “Quale emoji vorresti?“, tra le risposte più significative val la pena di segnalare chi desidera una emoji dedicata al vaccino, per sottolinearne l’importanza con amici e parenti; una che esprima chiaramente l’abbraccio; una emoji che rappresenti la speranza; e poi, l’immancabile arcobaleno, simbolo della ripartenza dopo la tempesta.

    Questi risultati salienti di questa bella ricerca di Samsung Electronics Italia/Human Highway che potete comunque consultare qui.

    Le emoji più usate a livello globale

    Ma se vi state chiedendo adesso, e sarebbe pure lecito, qual è la emoji più usata al mondo, nel 2021? Ebbene, a darvi questa risposta ci aiutano i dati sempre aggiornati da Emojipedia, indicandoci quelle più usate su Twitter.

    1. 😂 faccia che ride fino alle lacrime
    2. 😭 faccia che piange fino alle lacrime
    3. 🥺 faccia implorante
    4. ❤️ cuore rosso
    5. 🤣 faccia che ride rotolandosi sul pavimento
    6. ✨ scintille
    7. 😍 faccia con occhi a cuoricino
    8. 🙏 mani giunte
    9. 🥰 faccia che ride con cuori
    10. 😊 faccia e occhi sorridenti (emozionata)

    Mentre Adobe ci indica quelle più usate a livello globale. E al primo posto troviamo quella con la risata fino alle lacrime, seguita da quella con il pollice alzato. In terza posizione quella del cuore; il bacio si trova in quarta posizione e in quinta troviamo quella con la lacrima.

    1. 😂 faccia che ride fino alle lacrime
    2. 👍 pollice alzato
    3. ❤️ cuore rosso
    4. 😘 faccia col bacio
    5. 😢 faccia con la lacrima

    emoji globali adobe

    World Emoji Day, ecco perché il 17 luglio

    Ma perché il World Emoji Day cade proprio il 17 luglio? Perché questo giorno e non un altro? Semplice e la risposta è proprio tra le moji. Infatti, la emoji del calendario, quella usata nella maggior parte dei dispositivi mobili (Unicode Standard), riporta casualmente la data del 17 luglio. Da qui l’idea, nel 2014, di istituire una giornata mondiale che celebrasse questa grafica ormai molto usata.

    Giusto per dare qualche dato, ad oggi le moji usate sono 3.521, erano 2.800 nel 2018. E poi, analizzando 6,7 miliardi di tweet negli ultimi 10 anni si è notato che l’uso delle emoji su Twitter è progressivamente aumentato. Se nel 2014 si registrava una emoji su 10 tweet e nel 2019 una emoji su 6 tweet, oggi se ne registra più di una ogni 5 tweet.

  • Social Radio Lab, ecco quanto sono social le radio italiane

    Social Radio Lab, ecco quanto sono social le radio italiane

    Le radio italiane usano i social media con contenuti mirati per ogni piattaforma. Guadagnando in termini di numero di follower e di engagement. Radio Deejay resta la più seguita con 5,6 milioni di follower.

    La Radio è sempre stata avanti. È arrivata prima della Tv e, a differenza di altri strumenti, non si è fatta sorprendere dai social media, anzi li ha saputi sfruttare per crescere, senza minimamente farsi sopraffare. Cosa che è invece successa ad altri media che hanno fatto difficoltà a trovare una propria identità. La Radio è sempre lì e il modo in usa i social media è un esempio che giustamente è al centro del nuovo rapporto di Social Radio Lab che rileva come le radio italiane usano i social media in maniera intelligente, costruendo contenuti per ogni piattaforma. Una scelta che paga, in termini di crescita, appunto e di interazioni, e che dimostra che le radio sanno parlare diversi linguaggi e conoscono bene il proprio pubblico.

    Entrando più nel dettaglio dell’analisi, che prende in esame nell’arco dei primi sei mesi di quest’anno 28 emittenti radiofoniche, nazionali e locali, più ascoltate in Italia, vediamo che Radio Deejay è la più seguita con 5,6 milioni di follower, seguita da Radio Italia con 4,1 milioni di follower e da Radio 105 con 3,9 milioni di follower.

    Social Radio Lab ecco quanto sono social radio italiane franzrusso.it

    Le radio su Facebook

    Andando ad osservare invece nel dettaglio le piattaforme social media prese in esame, scopriamo che su Facebook, Radio Italia (con 2,5 milioni di like) e Radio Deejay (2,2 milioni), perdono, rispettivamente, 9.600 e 4.100 fan. In crescita invece, entrambe a quota 1,7 milioni di Mi Piace, Radio Maria (+ 28.700 di like) e Radio 105 (+ 31.400). Dal punto di vista dell’engagement, Radio Maria rimane prima con 5,4 milioni di Like sui post (-35%), 1 milione di condivisioni (-13%) e 346.000 commenti (+7%). In crescita invece le interazioni di Rai Radio 2 (1,6 milioni di Mi Piace sui post) e Radio Monte Carlo (1,4 milioni).

    social radio social media

    Le radio su Instagram

    Su Instagram, Radio Deejay con 75.400 nuovi follower raggiunge il traguardo di 1 milione di follower totali, diventando la radio più seguita sulla piattaforma di proprietà di Facebook. Dietro si piazzano Radio 105 (con 909.800 follower, in calo di 1.600 follower); RTL 102.5 (812.600 follower, + 16.900), Radio Italia (634.200 follower, +9.400) e RDS (410.000 follower, + 27.900). Dal punto di vista dell’engagement, Radio Deejay è prima con 4,4 milioni di interazioni (+166% rispetto al semestre precedente) davanti a Radio Italia (2,1 milioni), Radio 105 (1,5 milioni) e RTL 102.5 (1,2 milioni).

    Le radio su Twitter

    Su Twitter invece è RTL 102.5 a primeggiare con 12.700 tweet pubblicati da gennaio a giugno, ottenendo così 641.100 like e 109.000 reazioni complessive tra retweet e risposte. Questo ha comportato una crescita di 26.300 follower (850.700 follower complessivi) superando RDS (814.700, -11.400) e posizionandosi terza dopo Radio Deejay (2,2 milioni di follower, – 37.100) e Radio 105 (1,4 milioni di follower, – 19.400).

    Le radio su YouTube

    Anche su YouTube, Radio Deejay primeggia con 206 mila iscritti, seguono poi Radio 105 (164.000) e Radio Italia (124.000). E la radio guidata da Linus è prima anche dal punto di vista dell’engagement con 3,7 milioni di views, 58.900 di like e 2.000 “non mi piace”.

    Le radio e Telegram

    Crescono anche altre piattaforme come Telegram, dove leader è Radio 2 un piano editoriale ben organizzato per 6.200 utenti iscritti. Mentre sono 11 le radio presenti su TikTok, dove RTL 02.5 vanta 248.900 follower seguita da RDS Next con 242.700 follower. E crescono gli stream delle radio che hanno deciso di essere presenti su Twitch con RDS Next che ha avviato il canale a inizio anno e, grazie a un palinsesto fittissimo e l’attivo coinvolgimento di webstar ha raggiunto i 29.697 iscritti.

    Si rileva anche una crescita delle radio su LinkedIn, oggi se ne contano 16 presenti sul “social business network” per eccellenza. Tra quelle attive si nota RDS (20.543 follower) con un piano editoriale corporate incentrato sui nuovi progetti lanciati dall’emittente, la presentazione dei dipendenti e l’impegno sulla sostenibilità.

  • Twitter dice addio ai Fleets, esperimento non riuscito

    Twitter dice addio ai Fleets, esperimento non riuscito

    A sorpresa, dal 3 agosto Twitter dice addio ai Fleets, i contenuti effimeri che dovevano caratterizzare le storie e “280 caratteri”. Esperimento non riuscito.

    A sorpresa, anche se si attendeva un riscontro da qui a poco sull’esito dell’esperimento, Twitter dice addio ai Fleets, i contenuti effimeri che dovevano caratterizzare le storie e “280 caratteri“. Un esperimento che non è riuscito del tutto e che terminerà, come comunicato dalla società guidata da Jack Dorsey, il prossimo 3 agosto.

    Il contenuto effimero, quello che compare ancora in alto sulla timeline di Twitter, non ha convinto molto gli utenti. La speranza era che Fleets attraesse più persone nell’usare anche questo strumento, cosa che non è successa come ha ammesso Twitter.

    Al momento l’idea è quella di sfruttare questa esperienza per arricchire l’editor del tweet, quindi formattando il testo e arricchendo a libreria dei GIF.

    Twitter addio Fleets franzrusso.it

    Pur ammettendo l’errore, Twitter sostanzialmente ammette che non correre rischi significa rendere stagnante la piattaforma, cosa che invece è l’ultima cosa che si vuole fare. Eppure l’ondata di innovazione che ha investito la piattaforma negli ultimi due anni, innovazione tanto rchiesta dagli utenti, doveva in qualche modo evidenziare un punto debole ed era proprio nei Fleets.

    https://twitter.com/Twitter/status/1415362679095635970

    Twitter comunque dice che continuerà a lavorare su nuovi prodotti e che lo spazio in alto sarà l’ideale per mostrarli. Vedremo cosa ne verrà fuori.

    Peccato perché se solo si fosse arricchito il formato con qualche altro tool forse l’esperimento poteva riuscire. Per quella che è stata la nostra esperienza, i Fleets sono stati un momento interessante, pur riconoscendo i limiti del formato stesso.

    E pensare che l’Italia era stato il primo paese in cui i Fleets erano stati lanciati, nel maggio dell’anno scorso.

    Il siparietto tra Jack Dorsey e Elon Musk

    Intanto, da segnalare il curioso siparietto, a colpi di Tweet con l’immancabile Elon Muck, che praticamente adora Twitter. L’annuncio dell’addio ai Fleets è stato dato attraverso gli account ufficiali di Twitter e Jack Dorsey ha ripreso il tweet dall’account @Twitter con la mano che saluta.

    Esilarante la risposta del fondatore della Tesla: “Una nuova emoji che ride nei DM sarebbe fantastica”. Solo che, finora, Dorsey non ha risposto.

    È andata così, ora si volta pagina. Twitter ha provato ad assecondare i propri investitori che a gran voce chiedevano innovazione attraverso l’introduzione del formato effimero, così da garantirsi un nuovo spazio per fare advertising. Ma l’esperimento non ha funzionato. Sarà interessante vedere cosa ne verrà fuori.

    E voi che ne pensate?

  • Social Media e Top Manager, 3 su 10 ancora assenti

    Social Media e Top Manager, 3 su 10 ancora assenti

    La Social Top Manager di Reputation Manager rileva che ancora oggi ci sono 3 manager su 10 che non usano i Social Media. Su LinkedIn si parla di Sostenibilità, su Twitter svettano i presidenti di Calcio e su Instagram in vetta ci sono i manager della moda.

    Reputation Manager ha pubblicato un interessante aggiornamento del rapporto “Social Top Manager”, utile per capire come i top manager italiani usano i social media per comunicare. L’analisi ha preso in considerazione i profili di 150 di executive italiani, dalla quale emerge che ancora 3 manager su 10 (il 32%) non usano i social media e il 23% risulta inattivo da un anno. Dati che comunque dovrebbero far riflettere, per il fatto che spessi i Top Manager, oltre ad essere punti di riferimento rispetto alle aziende che guidano, sono visti anche come fonti di ispirazione, in alcuni contesti sono visti come delle guide per cercare di capire come affrontare i tempi che viviamo.

    Da questo punto di vista, prima di passare a vedere l’aspetto relativo alle piatta forme più usate, è utile osservare il modo con cui i top manager usano i social media. Dall’analisi notiamo che solo l’1% viene considerato come leader a livello mondiale; la maggior parte, il 28%, viene percepita come “brand ambassador“, anche se si registra un calo del 4%. I top manager di questa categoria vengono identificati con l’azienda stessa, che assume un ruolo centrale nella loro comunicazione. Infatti, la maggior parte dei post condivisi è orientata a raccontare progressi e successi dell’azienda che guidano.

    Social Media Top Manager 3 su 10 ancora assenti franzrusso

    Seguendo questa impostazione, il 15% viene poi visto come “market ambassador”, la forte influenza che hanno non solo sulla propria azienda, ma anche nell’intero settore di riferimento. Un altro 15% è rappresentato dagli “sharer”, ossia quegli executive che aggiungono alla loro attività sui social media anche il gesto della condivisione, spesso di post creati dall’azienda che rappresentano o di cui fanno parte.

    E poi, sempre con il 15% ci sono i “reactive”, una categoria che è in fondo alla linea evolutiva osservata dall’analisi di Reputation Manager: il loro unico gesto social, infatti, è quello di aggiungere reazioni o commenti a post altrui, senza un’attività personale. L’analisi sottolinea che la crescita del 4% registrata in questa categoria sia da imputare alle tante nuove nomine verificatesi begli ultimi mesi e che dimostra come i nuovi manager impieghino un po’ di tempo ad entrare nei meccanismi comunicativi della nuova azienda che si accingono a guidare.

    Manager attivi social media comunicazione

    Gli interactive, i manager più originali nelle condivisioni, con un proprio stile, sono il 13%, mentre gli “editor”, quelli che creano contenuti raccontando i successi della loro azienda sono l’11%.

    Questo l’aspetto relativo ai profili, dove si nota che il vero leader che tutti seguono per avere ispirazione è una figura poco presente. In ogni caso, entrando a vedere come e quali piattaforme social media usano i Top Manager italiani, dall’analisi di Reputation Manager emerge che su LinkedIn spiccano le conversazioni sulla Sostenibilità. In testa alla classifica i settori automotive e energia: Stephan Winkelmann di Automobili Lamborghini è il più seguito con 72 mila follower, davanti a Luca de Meo di Renault (62 mila) e Marco Alverà di Snam (54 mila).

    Manager social linkedin reputation manager

    Andando avanti, troviamo anche Nerio Alessandri di Technogym con 51 mila follower, seguito con 39 mila follower da Francesco Starace, AD di Enel. Interessante notare il decima posizione Andrea Pontremoli, CEO della Dallara, una vera eccellenza italiana molto famosa negli Usa.

    Su Twitter invece si presenta un altro scenario, con la presenza ai vertici della classifica dei top manager delle squadre di calcio della Serie A, a testimoniare il fatto, ancora una volta, che il Calcio resta l’argomento più twittato in Italia. Infatti, nella classifica, in prima posizione troviamo Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che può contare su una fanbase di oltre 668 mila follower. Negli ultimi 12 mesi ha ottenuto una media di oltre 2,6 mila interazioni per ogni tweet condiviso. A seguire, il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, con 161 mila follower. Il profilo di Agnelli, sebbene poco attivo e non verificato comunque registra il maggior numero di interazioni per ogni tweet: oltre 3 mila tra like e RT.

    Manager social twitter reputation manager

    A seguire lo stilista Giuseppe Zanotti, con 111 mila e poi, a poca distanza, troviamo Lapo Elkann. Il fondatore di Italian Independent Group, con i suoi 108 mila follower (+7 mila in due mesi), risulta il quarto top manager più seguito in Italia e con ogni tweet raccoglie circa 650 interazioni di media. In quinta posizione, un altro presidente di una squadra di Calcio, Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, con 106 mila follower.

    E arriviamo a Instagram, dove padroneggiano, manco a dirlo, i top manager del settore della moda: sono 7 nei primi 20. Nella classifica relativa alla piattaforma di proprietà di Facebook, in prima posizione troviamo Elisabetta Franchi, fondatrice di Betty Blue, con 2,5 milioni di follower. A seguire, Steven Zhang, il giovane presidente dell’Inter, che oltre a poter contare su 550 mila follower, è anche il manager in grado di generare l’engagement più alto: ogni suo post, in media, ottiene 82 mila reazioni.

    Manager social instagram reputation manager

    Terzo posto per uno dei manager più apprezzati in Italia, e nel mondo, come Brunello Cucinelli con 320 mila follower. Qualche settimana fa ha annunciato anche la nuova collaborazione con Oliver Peoples per il lancio di una nuova linea di occhiali. Ogni sua foto o video pubblicato genera, in media, 8 mila reazioni.

    Al quarto posto, sempre in tema fashion, troviamo Margherita Missoni con 195 mila follower e in quinta posizione troviamo Renzo Rosso, fondatore e CEO di Diesel, con 178 mila follower.

    Questa in sintesi l’analisi dell’Osservatorio Social Top Manager di Reputation Manager che potete scaricare da qui. E voi che ne pensate? Quali sono i manager che seguite di più?

  • La vittoria dell′Italia a Euro 2020 sui Social Media

    La vittoria dell′Italia a Euro 2020 sui Social Media

    Sono stati 3,6 milioni di contenuti condivisi e 16 milioni di interazioni sui social media. Questa in sintesi la serata della vittoria dell′Italia di Roberto Mancini a Euro 2020.

    Sono stati 3,6 milioni di contenuti condivisi e 16 milioni di interazioni sui social media. Possiamo riassumere così, in sintesi, la serata della finale di Euro 2020 che ha visto l’Italia di Roberto Mancini prevalere ai rigori sull’Inghilterra che deve rimandare l’appuntamento con la conquista di un titolo internazionale.

    Grazie a Talkwalker, possiamo tracciare alcuni dati molto interessanti che mostrano come, ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, i social media in questi contesti sono strumento di racconto di ciò che accade e di commento. Un flusso di contenuti che è andato avanti tutta la notte. Interessante notare che in tv, in Italia, siano stati 18 milioni gli italiani che hanno visto l’impresa, con uno share del 74%.

    vittoria Italia Euro 2020 Social Media franzrusso.it

    Per la nostra analisi abbiamo considerato gli hashtag #euro2020, quello ufficiale, #ItaliaInghilterra, #Euro2020final, #ItalyEngland e anche #campionideuropa e #ItsComingRome, per un totale, come dicevamo in apertura, 3,6 milioni di contenuti condivisi.

    Questo il grafico che ci mostra l’andamento della condivisione

    italia inghilterra euro 2020

    Questo è l’engagement, il coinvolgimento scaturito dai contenuti condivisi. Il momento clou della nottata azzurra, intorno all’1 di notte, si sono registrati quasi 5 milioni di like su Twitter e 725 mila retweet e oltre 103 mila like su Instagram.

    engagement euro 2020 finale italia inghilterra

    Dal punto di vista del sentiment, possiamo rilevare che il 31% ha espresso, ovviamente sentimenti di “gioia” e il 23% sentimenti di “amore”. Il 23% ha espresso invece sentimenti di “rabbia”.

    L’85,8% degli utenti che hanno condiviso contenuti sui social media aveva un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, mentre il pubblico era composto dal 61,3% di uomini e dal 38,7% di donne.

    Questa la “mappa di calore” che ci mostra le aree più calde in cui si è registrata maggiore attività sui social media.

    mappa italia inghilterra euro 2020

    Un quadro globale  che mostra come la finale di Euro 2020 tra Italia Inghilterra abbia coinvolto tifosi e appassionati di calcio sui social media in tutto il mondo.

    Questi gli influencer, tenendo conto i contenuti condivisi in lingua italiana:

    influencer italia inghilterra euro 2020

    Prima di vedere i tweet più coinvolgenti, vi volevamo far notare il bel tributo che il Galatasary ha dedicato a Roberto Mancini, squadra che il “Mancio” allenò tra il 2013 e il 2014, lasciando un buon ricordo:

    Il Chelsea invece fa gli onori ai nostri Emerson e Jorginho:

    E ora vediamo quelli più coinvolgenti, iniziando da quello di Chiellini, il più condiviso in assoluto:

    http://twitter.com/sharonstone/status/1414351534297690112

    http://twitter.com/sononatanera/status/1414349123915067392

    Questi invece quelli più condivisi su Instagram, dove le radio la fanno da padrone:

     

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    Un post condiviso da Radio Italia (@radioitalia)

     

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    Un post condiviso da Radio DEEJAY (@radiodeejay)

     

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    Un post condiviso da RDS 100% Grandi Successi (@rds_official)

    Ecco, questa la nostra piccola analisi, grazie alla collaborazione con Talkwalker.

    E voi come avete vissuto la grande notte degli Europei 2020?

  • Le PMI italiane usano Instagram ma poco Influencer Marketing

    Le PMI italiane usano Instagram ma poco Influencer Marketing

    Da uno studio di Kantar per l’Osservatorio Piccole Imprese di GoDaddy emerge che le PMI italiane usano molto Instagram, anche se Facebook resta sempre il più usato. E solo il 7% fa uso di Influencer Marketing.

    Un interessante studio condotto da Kantar dell’Osservatorio Piccole Imprese di GoDaddy ci offre uno spaccato interessante riguardo le PMI italiane, rispetto all’uso del web e dei social media. Lo studio ha preso in esame 5.100 piccole e medie imprese europee (Italia, Germania, Francia e Spagna), ma ci concentreremo sui risultati che riguardano le aziende italiane, con qualche raffronto.

    La pandemia da Coronavirus ha dato, come abbiamo più volte sottolineato anche qui sul nostro blog, una forte accelerazione nell’utilizzo del digitale e nell’adozione di strumenti digitali per fare business. Un fenomeno che non ha certamente escluso le PMI, il vero cuore pulsante dell’economia italiana. E vediamo quali sono i risultati salienti dello studio.

    PMI italiane Instagram poco Influencer Marketing franzrusso.it

    Il 62% delle PMI possiede un sito web, di queste il 71% svolge attività di marketing e promozione attraverso il proprio sito o i propri canali social media. E poi, il 95% delle PMI che hanno un sito web afferma che è uno strumento importante per incrementare la propria visibilità nei confronti del mercato. Da notare che tra le PMI che non hanno ancora un sito web, nel 2021, il 15% lamenta costi di gestione elevati.

    PMI e Social Media, cresce l’utilizzo di Instagram

    In relazione agli strumenti social più usati, Facebook resta la piattaforma preferita nell’86% dei casi, anche se cresce l’uso di Instagram, preferito per il 58% dei casi. Pensate che le PMI fanno registrare un utilizzo maggiore dell’app di Facebook, rispetto alle piccole e medie imprese francesi (43%) e tedesche (50%).

    Il 36% delle PMI italiane usa LinkedIn per attività di promozione e visibilità, mentre solo il 18% usa Twitter per attività marketing, contro il 31% delle piccole e medie imprese spagnole.

    PMI Social Media grafico 2021

    PMI e Social Media, WhatsApp per le PMI di piccole dimensioni

    Dallo studio non poteva mancare WhatsApp. Il 54% delle PMI lo ha infatti utilizzato come canale preferenziale per rimanere in contatto con i propri clienti, alla pari con la Spagna, contro il 36% delle imprese tedesche e solo il 14% di quelle francesi. WhatsApp si è mostrato strumento utile per permettere un contatto diretto e continuo con la clientela,  soprattutto per le imprese di piccole dimensioni (da 1 a 9 dipendenti), come piccoli ristoranti, negozi al dettaglio, artigiani e aziende ortofrutticole a conduzione familiare.

    Ma come usano il Digitale e gli strumenti digitai le PMI, con quale strategia? Dai dati emersi dallo studio si nota che le PMI preferiscono gli strumenti digitali per il marketing (48%) rispetto al 40% delle piccole e medie imprese che preferiscono canali offline (40%). Il 27% delle PMI preferisce invece un utilizzo ibrido tra canali digitali e canali tradizionali.

    PMI e Social Media, solo il 7% usa Influencer Marketing

    Il 33% delle PMI usa il digitale per fare advertising, il 12% per la promozione dei video o banner pubblicitari. Ma sono ancora poche le PMI che usano il digitale e i social media in particolare per fare nuove operazioni di marketing. In questa ottica, si rileva infatti che solo il 7% di esse mette in atto azioni di Influencer Marketing e solo il 2% adotta i podcast.

    Infine, il 24% delle PMI utilizza strumenti di automazione per promuovere i propri prodotti, rispetto al 16% di Francia e Germania. Di queste, il 53% utilizza strumenti di email marketing per rimanere in contatto con i propri clienti e inviare loro offerte e promozioni.

    Il quadro, come dicevamo in apertura di questo post, dedicato ai risultati del sondaggio condotto da Kantar per GoDaddy, risulta interessante. Ci sono buoni presupposti per ottimizzare l’aumento dell’uso degli strumenti social media e farli diventare strumenti di marketing e comunicazione a tutti gli effetti. Anche se c’è da lavorare ancora molto dal lato delle strategie da mettere in campo.

  • Norvegia, ora è illegale modificare le foto senza dichiararlo

    Norvegia, ora è illegale modificare le foto senza dichiararlo

    In Norvegia diventa illegale pubblicare foto ritoccate senza una chiara etichetta sui social media. Una norma che vuole contrastare il dilagante fenomeno della dismorfofobia che colpisce sempre più gli adolescenti.

    In Norvegia diventa illegale pubblicare foto sui social media senza specificare il foto-ritocco. Si tratta di una norma, approvata dal parlamento norvegese lo scorso mese con 72 voti favorevoli e 15 contrari, che entra in vigore per contrastare quello che ormai viene definito “social body pressure“, ossia l’imposizione di canoni di bellezza artefatta, fatta passare per naturale. Un fenomeno molto serio questo che ha finito per creare “pressione” psicologica su tutte quelle persone che a tutti i costi, nel vero senso della parola, cercano di assomigliare quanto più possibile all’influencer che seguono solitamente, senza sapere che il più delle volte si tratta di immagini modificate senza alcuna specifica.

    I social media in questi anni hanno permesso a molte persone di esprimersi al meglio, di crearsi opportunità ed emergere. Ma hanno anche dato vita alla dipendenza dai like, quell’approvazione spesso cercata con ansia, quasi fosse l’unico modo per far sapere al mondo di esistere. Ebbene, tutto questo ha generato una pressione tale da portare alcune persone a imporsi canoni non naturali, pur di apparire. Ci si è spinti a immedesimarsi in contesi non naturali, perdendo di vista il fatto che ognuno di noi è bello a suo modo ed è Altrettando bello mostrarsi come si è veramente.

    norvegia illegale foto ritoccate franzrusso.it

    Norvegia, approvata norma conto le foto ritoccare

    La norma approvata in Norvegia fa parte del regolamento sul Marketing del 2009 ed è stata proposta dal Ministero per l’Infanzia e per la Famiglia, al fine di contrastare la pressione sull’aspetto fisico che “spesso è impercettibile e difficile da contrastare”. Il ministero ha proposto questa legge chiedendo di adottare “misure più severe” per contenere queste tendenze, surreali, spinte dalle immagini manipolate su Instagram, e su altre piattaforme social media, che generano un impatto negativo sulla salute mentale, creando situazioni di “disagio sociale”, specialmente tra le giovani donne. Il nuovo regolamento nasce per contrastare la “dismorfismo corporeo”, o il pensiero ossessivo sui propri difetti o difetti percepiti nell’aspetto.

    Che cos’è il Dismorfismo Corporeo, noto come dismorfofobia

    Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo, DDC, noto col nome di dismorfofobia, lo diciamo in modo sintetico e non da esperti, è la preoccupazione per un difetto nell’aspetto fisico, che può essere totalmente immaginario, oppure, se è presente una reale piccola anomalia fisica, la preoccupazione del soggetto è di gran lunga superiore. Chi è affetto da dismorfismo corporeo ha quindi una visione distorta del proprio aspetto esteriore, causata da una eccessiva preoccupazione per il proprio aspetto esteriore. In casi gravi, tutto questo può sfociare in anoressia o bulimia nervosa. La dismorfofobia spesso si manifesta in persone che hanno una scarsa stima di sè spesso adolescenti.

    Il primo a parlare di dismorfofobia è stato il medico e psichiatra italiano Enrico Morselli nella sua opera del 1891 “Sulla dismorfofobia e sulla tafofobia“.

    Era necessario riportare qualche informazione in più sulla dismorfofobia, in alcuni casi viene descritta anche come “dismorfia corporea“, ma sempre di questo si tratta, per dare un contesto più completo del grande tema che la norma norvegese si pone di contrastare.

    Multe e reclusione in caso di mancata specifica

    Quindi, in presenza di immagini ritoccate su Instagram, come su altre piattaforme, che costituiscono casi di collaborazione con aziende e quindi di pubblicità (si parla quindi di contenuti sponsorizzati), devono contenere obbligatoriamente una etichetta che specifichi che si tratta di foto ritoccate. “I giovani sono esposti a una forte pressione per avere un bell’aspetto attraverso, tra le altre cose, la pubblicità e i social media, e i modelli che vengono mostrati sono spesso ritoccati digitalmente. Ciò espone i giovani a un ideale di bellezza impossibile da raggiungere“, si legge nella proposta del ministero norvegese.

    La legge si applica a tutte le piattaforme di social media, quindi Instagram, Facebook, TikTok, Snapchat e Twitter, e riguarda i post per scopi pubblicitari, di marketing e altri scopi promozionali. La legge norvegese richiede che qualsiasi post che possa contenere un corpo con dimensioni, forma o pelle modificate, labbra ingrossate, muscoli pronunciati riporti una dichiarazione di alterazione. Ciò include entrambi: girovita stretto, forme del corpo perfette o carnagioni insolitamente perfette ottenute utilizzando attrezzature o metodi fotografici fisici prima di scattare la fotografia, o gli strumenti di editing digitale, ritocco rimodellamento e filtri utilizzati dopo che la fotografia è stata scattata. Tutte queste immagini devono portare un’etichetta progettata e fornita dal governo norvegese.

    La mancata specifica riferita alle immagini ritoccate comporterà multe e anche la reclusione.

    Come era inevitabile che succedesse, l’entrata in vigore della norma ha creato un dibattito molto accesso, in Norvegia come in altri paesi. Molti sono i sostenitori, tra cui influencer stessi, che approvano la mossa del ministero norvegese, definito come progressista, altri, invece, credono che la norma sia di difficile applicazione, in quanto sarebbe difficile poi andare ad individuare quali foto siano state realmente ritoccate.

    I social media potrebbero essere alleati con l’Intelligenza Artificiale

    Dal nostro punto di vista, nonostante la reale applicazione della norma, riteniamo che si tratta di un passo avanti necessario, al fine di proteggere la salute mentale degli utenti e di rendere i social media sempre più luoghi sani.

    Sarebbe poi auspicabile che anche le piattaforme social media, come Instagram, Twitter e Facebook si facessero promotrici di azioni volte a mettere in pratica un uso più consapevole delle piattaforme stesse, condannando l’utilizzo distorto e aiutando, come tecnologie di intelligenza artificiale, ad individuare le immagini ritoccate e a segnalarle automaticamente. Non sarebbe una cattiva idea.

  • TikTok, ecco i video più lunghi fino a tre minuti

    TikTok, ecco i video più lunghi fino a tre minuti

    TikTok fa sapere che, a livello globale, sta per essere rilasciata una novità che interesserà molto gli utenti. Si potranno caricare video lunghi fino a 3 minuti.

    TikTok ha appena fatto sapere che, a livello globale, sta per essere rilasciata una novità che interesserà molto gli utenti. Infatti, se fino a ieri si potevano caricare brevi video della durata massima di 60 secondi, da oggi in avanti sarà possibile caricare video con una durata fino al triplo di quella attuale, cioè fino a 3 minuti. Questo è il frutto di un test partito ad inizio dicembre dello scorso anno.

    Lo scopo sarebbe quello di dare ai creator più flessibilità nella gestione dei video, avendo la possibilità di poter spezzettare il video in dei piccoli trailer, in modo da agganciare gli utenti in diverse condivisioni.

    I primi ad usare la modalità dei video più lunghi, i mezzo a pochi altri sono stati i creator del mondo food, molto condiviso come tema.

    tiktok video lunghi 3 minuti franzrusso

    TikTok nello spiegare questa decisione, che sicuramente ha come obiettivo quello di accrescere il coinvolgimento sulla piattaforma, a beneficio dell’algoritmo, molto discusso, sostiene che sono stati tanti i creatori a richiedere più tempo per poter esprimersi al meglio.

    Volendo fare qualche breve considerazione, con questa novità TikTok si pone in competizione maggiore con YouTube, il social network video per eccellenza. La piattaforma ha infatti orientato l’algoritmo a premiare video tendenzialmente più lunghi. Quello che, col tempo, finirà per fare TikTok, se venisse apprezzata dagli utenti la modalità dei video più lunghi, incentivando maggiore coinvolgimento, rispetto ai video più brevi.

    Questo per dire che, oltre ad allungare la durata dei video, la novità comporta necessariamente una rimodulazione dell’algoritmo. Col passare del tempo, quindi, la piattaforma si caratterizzerà per video più lunghi, perdendo forse la caratteristica che più la contraddistinta, quella della brevità e immediatezza, dando sfogo alla creatività.

    Di creatività ce ne sarà bisogno, eccome, anche a fare video più lunghi, ma sarà una mossa che premierà i creator più bravi a sfruttare questa potenzialità.

    Insomma, sarà interessante vedere come evolveranno i video più lunghi che saranno disponibili per tutti entro qualche giorno.

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