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Da un sondaggio a livello mondiale condotto dalla Bbc risulta che 4 persone intervistate su 5 ritiene che il web sia un diritto fondamentale. Anche la Regina Elisabetta.

Il sondaggio è stato condotto da Bbc World Service su 26 paesi di tutto il mondo (non c’è l’Italia) tra novembre 2009 e febbraio 2010. Il risultato più importante che viene fuori è che 4 persone su 5 ritiene che il web sia un Diritto Fondamentale, un diritto del quale oggi non si può fare a meno. La pensano così in Turchiai, 90%, in Corea del Sud, 96%, in Cina, 87%, paesi in cui, come la Cina appunto, il web è sottoposto a restrizioni. Basti pensare alla recente questione Google-Cina per rendersene conto, tanto per citare un esempio recente. 

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In un grafico interattivo sul sito della Bbc è illustrato il percorso di crescita del web nel mondo. Molto bello e interessante, guardate.

La crescita del Web

Sul sito della Bbc da ieri è online un grafico interattivo, fatto molto bene direi, che illustra la crescita del web nel decennio che val da 1998 al 2008. La crescita è vista da un punto di vista di quante persone hanno avuto accesso al web nel corso degli anni. Nel 1998 i paesi che avevano un significativo traffico sul web erano gli Usa, il Canada, la Nuova Zelanda. E in Italia?

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Continua la carrellata dei loghi celebrativi di Google per ricordare personaggi che si sono distinti nelle arti, nelle scienze e nella letteratura. Oggi si ricorda il Manzoni.

Google ricorda Manzoni

Oggi ricorre la nascita di Alessandro Manzoni (Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873), uno dei rappresentanti della letteraura italiana più importanti, ricordato soprattutto per “I Promessi Sposi”, anche se tutte le opere dello scrittore milanese sono alle stesso modo importanti. E Google, come da un pò di tempo usa fare, ricorda lo scrittore con un logo particolare a lui oggi dedicato, cliccando sul quale si apre la ricerca dedicata al Manzoni con migliaia di pagine in cui trovare notizie sulle sue opere e sulla sua vita. 

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Ma quanto valgono facebook, twitter o LinkedIn? Una società, SharesPost, ha effettuato uno studio da dove viene fuori che facebook è dieci volte il valore di twitter.

Ci sarà capitato diverse volte di chiederci, ma quanto vale facebook? Con i ritmi dicrescita impressionanti, di quanto sarà mai il suo valore? Anche solo per curiosità almeno una volta ci sarà venuto da pensare quanto potrebbe valere facebook o twitter, per citare due dei più conosciuti e frequentati social network. In effetti valgono tanto, anzi tantissimo guardando i risultati dello studio condotto da SharesPost in maniera molto precisa. 

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Uno studio americano ha messo in evidenza che il web risulta essere uno degli strumenti più utilizzati per reperire notizie, più della carta stampata o della radio.

Social MediaLo studio è stato condotto da Pew Internet che ha voluto indagare su come e dove gli americani reperiscono le notizie. Il campione utilizzato era costituito da 2259 persone e il risultato è stato che i tre quarti, quindi il 75%, usa il web come fonte per le notizie, facendo in modo che poi possano diffondersi attraverso le mail oppure come post sui vari social network, e il 52% poi usa entrambi i metodi. Da qui l’enorme diffusione delle notizie attraverso la rete.

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Interessanti i dati diffusi oggi da Nielsen che evidenziano una crescita del volume di buzz rispetto allo scorso anno, anche sull’onda delle polemiche relative all’esclusione di Morgan e al televoto finale.

La sessantesima edizione del Festival di Sanremo ha chiuso i battenti con la vittoria del diciannovenne Valerio Scanu, che nel televoto finale ha superato il contestato trio formato da Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici e l’outsider Marco Mengoni. Considerando il forte connubio tra internet e il panorama musicale, nonché l’ondata di polemiche che ha accompagnato la fine dell’evento, Nielsen ha analizzato attraverso il servizio BuzzMetrics quanto e in che modo la rete ha giudicato l’evento e come ha reagito alla vittoria dell’artista sardo.

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La condanna dei tre dirigenti di Google per il video in cui un ragazzo affetto da autismo veniva picchiato, non solo è un evento fino ad ora unico nel suo genere, ma pone un serio dubbio sulla libertà sul web.

Comincio subito col dire che non sono d’accordo con questa sentenza, ancor prima di leggerne le motivazioni. Il rischio che da oggi nonn si sia più liberi sul web c’è e rischia di subire sviluppi ancora più pericolosi. Dire che Goole è responsabile insieme a quei balordi che picchiano nel video quel ragazzo a mio avviso è una forzatura. E’ la prima volta che una corte di un paese, evoluto sotto tutti i punti di vista, si prende la briga di mettere a giudizio l’azienda che ha messo in piedi il motore di ricerca sul web più potente. Con questo non voglio dire che Google sia intoccabile. Ma è strano.

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