Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • Instagram e i Like, due anni dopo non è cambiato niente

    Instagram e i Like, due anni dopo non è cambiato niente

    Da qualche giorno su Instagram sono ritornati pubblici i “Like” sui post. Sembra, a vedere come gli utenti stanno reagendo, che in due anni non sia cambiato nulla. Peccato perché per Instagram era una occasione per cambiare logica.

    Ebbene, il titolo che abbiamo voluto dare a questo post è abbastanza eloquente, senza polemica chiaramente. Come già anticipato un paio di mesi fa, Instagram da pochi giorni ha, in effetti, di nuovo impostato di default i “Like” sui post pubblicati dagli utenti sul feed, lasciando agli utenti stessi la scelta se renderli visibili o meno. Proprio per ogni post. Quindi, si torna a quello che accadeva prima del 2019 con i Like che tornano di nuovo visibili. Adam Mosseri, capo di Instagram, ha spiegato che il periodo è ormai maturo per “lasciare la scelta agli utenti“.

    Due anni di test, perché di questo si è trattato, per arrivare al punto che quella modalità di nascondere i Like di fatto non ha cambiato nulla, questa la spiegazione ufficiale. Anzi, Instagram aggiunge anche che questa modalità era piuttosto “polarizzante”, per il fatto che gli utenti erano nettamente divisi tra chi la approvava e chi la criticava fortemente. La scelta che Instagram è quindi quella di lasciare impostata in automatico la pubblicazione del numero dei Like, permettendo agli utenti di nasconderli.

    Instagram like franzrusso.it 2021

    Il risultato che stiamo vedendo tutti in questi giorni è che nessuno, o quasi, li sta nascondendo. Tutti sono tornati come nel 2019 a lasciare il conteggio dei Like pubblico. E in effetti sì, non è cambiato assolutamente nulla.

    Come certamente ricorderete, Instagram, e non solo, in quel periodo era sotto pressione per il fatto che il numero dei Like finiva per alterare la qualità dei contenuti condivisi, diventava una distrazione che snaturava la condivisione stessa. Generando una sorta di “ansia da prestazione” tra gli utenti che vedevano in quel numero l’unico parametro per essere considerati. Situazione analoga per le aziende che vedevano quel numero come necessario per giustificare la riuscita delle proprie campagne o della propria comunicazione.

    Quel momento di nascondere i Like aveva rappresentato una occasione importante per Instagram, nel tentativo di provare a dare vita ad un nuovo corso, meno concentrato sull’aspetto vanity e più concentrato sulla qualità. Questo per dare modo a tutti di migliorare il modo di approcciare alla piattaforma, meno ansioso. Tra l’altro era proprio Instagram che sosteneva, sempre due anni fa, come l’idea fosse quella di “provare a depressurizzare Instagram, renderlo meno competitivo, dare alle persone più spazio per concentrarsi sulla connessione con le persone che amano, le cose che li ispirano“. E poi aggiungeva che tutto quello era mirato ai giovani, a renderli più liberi e creativi, invece che incatenati alla logica dei “Like”.

    Cristina Maccarrone, per InTime Blog, a proposito delle implicazione sull’Influencer Marketing, aveva ascoltato un po’ di esperti e tutti sottolineavano quanto fosse stata una scelta felice quella di nascondere dei like che avrebbe giovato alla piattaforma, e agli utenti, spostando l’attenzione sulla qualità dei contenuti.

    Quella di nascondere i Like era una mossa che ci trovava assolutamente d’accordo e il ritorno a questa dinamica suona come una occasione mancata.

    Vero, nel corso di questi mesi sono stati diversi gli studi che hanno decretato come non esista una relazione diretta tra tempo speso sui social e salute mentale, così come non ci sia dirette corrispondenze tra l’uso degli smartphone e gli attacchi di panico tra gli adolescenti. Eppure il clima che si respirava due anni fa era di tutt’altro tono, con i social media sulla gogna, a prescindere da tutto.

    Due anni dopo ci si rende conto che così non è, e tutto torna come prima.

    Instagram e i Like, la grande occasione sprecata

    Il mood del momento adesso è quello di dire “facciamo scegliere agli utenti“. Uno dei primi ad innescare questa nuova mentalità è stato Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, che qualche tempo fa diceva che fra qualche anno gli utenti decideranno quale algoritmo adottare per la classificazione dei feed.

    Ma c’è un però. Tutto bene quando si lascia agli utenti la libertà di scegliere, ma la strada la devono indicare le piattaforme, nel senso di specificare come funziona la piattaforma e i meccanismi che ne sono alla base. Il rischio è quello di lasciare il campo su decisioni fondamentali per la “salute” della piattaforma, e di chi la frequenta, per poi nascondersi dietro un: “ah, ma lo hanno deciso gli utenti“.

    L’idea maestra sarebbe quella di arrivare ad una soluzione ibrida, ascoltando gli utenti per migliorare l’usabilità della piattaforma, per migliorare gli aspetti che riguardano la privacy, la sicurezza della piattaforma stessa. E indicando agi utenti quelli che sono i capisaldi attraverso cui usare la piattaforma.

    Instagram ha avuto una grande occasione per cambiare la logica, mettendosi davanti a tutte le piattaforme e facendo scuola, impostando un modo di vivere le piattaforme con meno ansia, più liberamente e in maniera più creativa. Adesso, invece, si torna a come era prima.

    Ma forse, davvero forse, tutto questo non interessa ai tanti, perché guardando i post su Instagram, dall’app, sembra che nessuno si sia posto più di tanto il problema, lasciando l’impostazione dei Like visibili a tutti. Ma questa è solo un’opinione, senza polemica.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter, l′innovazione della piattaforma passa da Spaces

    Twitter, l′innovazione della piattaforma passa da Spaces

    Quella innovazione tanto richiesta a gran voce dagli utenti su Twitter sta concretizzandosi, vedendo al centro proprio Twitter Spaces. Di questo e di altro abbiamo parlato a #SpazioTech con Simone Tomassetti, Strategic Media Partnerships di Twitter.

    Per diversi anni, almeno negli ultimi tre/quattro anni, abbiamo sempre richiesto a gran voce, non solo noi ma tutta la fanbase, che Twitter cominciasse a innovare la piattaforma. Sono tanti gli articoli che abbiamo scritto a riguardo, proprio dal momento in cui ci si è accorti che qualcosa cominciasse a non funzionare più come prima. E ci riferiamo al momento in cui Twitter non è più cresciuto. Il numero di utenti per diverso tempo è stato fermo sui 300 milioni a livello globale, un numero molto inferiore a quello che era il numero di persone che ogni mese entravano in contatto con la piattaforma, circa 1 miliardo, senza però registrarsi. Quindi i due terzi degli utenti non si registravano per tanti motivi.

    Uno di questi è stato sempre quello di vedere Twitter come “una piattaforma complicata”, difficile da usare e da comprendere subito. Vero, per lungo tempo è stato così, anche se l’errore è stato sempre quello di considerare Twitter una piattaforma social media al pari delle altre. Invece Twitter è diversa è molto di più.

    Twitter innovazione piattaforma Spaces tomassetti spaziotech franzrusso

    Nel corso del 2019 e del 2020 però ci si è accorti che “il vento è cambiato”. Twitter ha cominciato ad aprire il suo “cantiere” e a dare vita a diverse novità che hanno di fatto introdotto vera innovazione sulla piattaforma. Le novità più importanti che possiamo citare sono quelle inerenti le conversazioni, è migliorato il layout e sono stati specificati meglio i temi di contesto, in modo da orientarsi meglio. È stato introdotta anche la possibilità di limitare l’interazione sul tweet, limitandola a “chi segui” o a “chi menzioni”. Sono state introdotte le stories, Fleet, una ulteriore forma di contenuto, questa volta effimera, che arricchisce gli strumenti a disposizione della piattaforma, che vanno quindi oltre ai 280 caratteri.

    Certo, Twitter ha dovuto tener conto di tante richieste e di tante esigenze, per cercare di soddisfare un po’ tutti e di dare un nuovo equilibrio alla piattaforma.

    Tutto questo lungo preambolo per dire che due giorni fa, il 2 giugno, è stato ospite del nostro #SpazioTech su Twitter Spaces, Simone Tomassetti, che avevamo già incontrato a Rimini nel 2019, oggi Twitter Strategic Media Partnerships.

    Una chiacchierata che è servita a noi, e a tutti coloro che hanno seguito lo spazio, che ringraziamo ancora una volta, per comprendere l’effettivo stato di Twitter oggi. E possiamo dire che si tratta di uno stato di salute ottima, con una piattaforma in pieno rilancio e con una strategia, come ci ha confermato lo stesso Tomassetti, “che vede proprio Spaces al centro di questo grande momento di innovazione e di evoluzione sulla piattaforma“.

    I temi che abbiamo toccato sono stati tanti, ma di sicuro possiamo evidenziare che “Twitter di oggi non è assolutamente paragonabile a come era solo qualche anno fa“. Questo perché spesso Twitter è stata vista come una piattaforma difficile da interpretate e da usare, cosa che abbiamo già scritto altre volte, ma “oggi non è così”, ci ha detto Simone Tomassetti:

    Invito tutti quelli che ritenevano Twitter difficile da usare a dargli un’altra occasione. Le possibilità che offre oggi e gli strumenti a disposizione sono imparagonabili solo a pochi anni fa. Partendo da uno strumento base che ha ancora oggi la sua grande utilità come quello delle Liste, che permettono di creare dei feed tematici alternativi, basti vedere quello che offre oggi Twitter dal punto di vista delle possibilità di poter conversare, avendo sempre ben presente la sicurezza e la privacy degli utenti. Twitter è la piattaforma della personalizzazione dei contenuti che si concretizza anche con l’utilizzo degli hashtag.

    Ma parliamo di Spaces, – continua Simone Tomassetti – la grande novità di Twitter che è perfettamente calata all’interno della piattaforma. Ebbene, Spaces rappresenta per Twitter un momento importante e strategico. È il momento in cui Twitter ha deciso di cambiare e che fosse giunto il momento di innovare il prodotto. Perché pensare di vivere sempre con lo stesso prodotto in uno scenario, come quello dei social media che si evolve a velocità sostenuta, non è pensabile“.

    E poi abbiamo parlato anche della grande attenzione di Twitter ai temi etici e sociali, basti pensare ai grande fenomeni nati proprio sulla piattaforma come #MeToo oppure il grande ausilio dato a #BlackLivesMatter. Senza dimenticare la grande presa di posizione di Twitter di fronte alla tragedia di George Floyd.

    Insomma, Twitter è una piattaforma oggi in salute, ha finalmente avviato quel processo che gli utenti chiedevano e Spaces rappresenta al meglio questo “vento nuovo”.

    Prima di salutarci, senza ovviamente fare menzione nello specifico, Tomassetti ci ha detto che sono in arrivo altre grandi novità e noi speriamo che arrivi la possibilità di poter registrare gli spazi (e su questo Tomasetti non ha negato), così da potervi offrire un resoconto più puntuale

  • L′imbarazzante tira e molla di WhatsApp sulla privacy

    L′imbarazzante tira e molla di WhatsApp sulla privacy

    WhatsApp ritorna ancora una volta sui suoi passi dall’inizio dell’anno, a proposito dell’aggiornamento delle regole sulla privacy. Nessuna limitazione per chi non lo accetterà, l’esatto contrario di quanto affermato pochi giorni fa. Una gestione della vicenda imbarazzante.

    Il tira e molla di WhatsApp va avanti ormai da mesi ed è diventato ormai imbarazzante. Certo, forse imbarazzante può essere fuori luogo, ma è l’unico aggettivo che viene in mente dopo aver visto come la piattaforma di messaggistica, di proprietà di Facebook, ha gestito il delicato momento dell’aggiornamento delle regole sulla privacy.

    Imbarazzante perché quello che viene fuori in questi ultimi due giorni è l’esatto contrario di quello che era stato scritto, sempre da WhatsApp, appena due settimane fa, sempre sulla stessa pagina di supporto.

    Come sapete bene, lo avete letto anche negli articoli che abbiamo riservato alla vicenda, WhatsApp all’inizio di quest’anno ha modificato i termini d’uso e le regole sulla privacy. Il tema centrale era la richiesta di aggiornamento unilaterale verso gli utenti, una sorta di prendere o lasciare. Tutto questo sarebbe dovuto accadere il 15 maggio di quest’anno. Il termine iniziale era l’8 febbraio.

    WhatsApp tira molla imbarazzante privacy franzrusso.it

    Nel corso dei mesi WhatsApp ha dovuto cambiare più volte atteggiamento per via delle polemiche che scaturivano da ogni tentativo di spiegazione riguardo la vicenda. Ricordiamo il tema centrale, ossia il passaggio dei dati degli utenti a Facebook, quindi verso le aziende che investono sula piattaforma, che coinvolge di più i paesi extra europei (grazie al nostro GDPR e alle direttive europee in materia) e al modo in cui questo aggiornamento è stato proposto. Appunto, in modo unilaterale, senza possibilità di scelta per l’utente.

    Solo due settimane fa, a ridosso della data del 15 maggio, WhatsApp aveva specificato nella pagina di supporto che gli utenti che non avessero accettato le modifiche avrebbero via via perso funzionalità nell’usare l’app di messaggistica. Limitazioni ben specifiche, che abbiamo riportato qui sul nostro blog, che avrebbero finito per rendere inutile l’app.

    Ebbene, due giorni fa WhatsApp ha di nuovo cambiato idea e, in un comunicato, ha scritto:

    “Date le recenti discussioni con varie autorità ed esperti di privacy, vogliamo chiarire che attualmente non abbiamo intenzione di limitare la funzionalità di  WhatsApp per coloro che non hanno ancora accettato l’aggiornamento. Invece, continueremo a ricordare l’aggiornamento agli utenti di tanto in tanto”.

    Quindi, nessuna limitazione per nessuno. Un vero pasticcio, l’esatto contrario di quanto scritto in precedenza.

    Nella pagina di supporto adesso si legge che “la maggior parte degli utenti ha accettato l’aggiornamento“.

    A tutto questo bisogna aggiungere che l’India qualche giorno fa aveva chiesto a WhatsApp di ritirare l’aggiornamento, in quanto in violazione con le leggi del paese. La risposta di Facebook alle autorità indiane è stata quella di garantire che nessuno avrebbe perso funzionalità nell’usare l’app.

    WhatsApp, tra conseguenze per gli utenti e la crescita delle app concorrenti

    E anche la Germania, nonostante il GDPR, si era mossa in maniera perentoria con l’autorità della privacy locale che aveva ordinato a Facebook, qualche giorno prima del 15 maggio, il divieto di trattare i dati degli utenti tedeschi proprio in relazione all’aggiornamento di WhatsApp.

    Anche il Garante italiano si era espresso sulla vicenda, sostenendo che quell’aggiornamento avrebbe finito per “confondere” gli utenti”.

    Insomma, è molto probabile che WhatsApp si sia trovata costretta a rivedere la sua strategia pasticciata anche in relazione alle proteste di tante autorità dei paesi in cui l’app è usata. Sintomo che la vicenda della privacy degli utenti è stata trattata con estrema leggerezza e senza la dovuta cautela. Un atteggiamento sorprendente da parte di Facebook che sa bene quanto sia rilevante il tema privacy e quante contestazioni le sono state mosse nel corso di questi anni. Basterebbe solo citare il caso Cambridge Analytica e tutto quello che ne è conseguito. Ecco perché riteniamo che tutta questa vicenda sia stata trattata in modo imbarazzante.

    Per non parlare del grande dibattitto su come questa vicenda abbia finito per far crescere app come Telegram e Signal.

  • Twitter Blue, arriva la versione di Twitter in abbonamento

    Twitter Blue, arriva la versione di Twitter in abbonamento

    Twitter Blue è la versione a pagamento di Twitter e presto sarà disponibile a livello globale. Si tratta di una versione in-app ed è già disponibile su Apple Store negli Usa. Ecco le funzionalità aggiuntive.

    Le prime indiscrezioni risalgono a luglio dello scorso anno, quando iniziò a girare il nome del progetto “Gryphon”, il nome in codice che all’interno dell’ambiente Twitter stava ad indicare l’avvio del progetto di sottoscrizione sulla piattaforma. La cosa viene poi confermata proprio a febbraio di quest’anno, quando spunta il nome di “Rogue One”, altro nome in codice di un progetto riferito a TweetDeck, il servizio di Twitter da sempre ne mirino per trasformarlo a pagamento.

    Ebbene, questo breve preambolo per spiegare che il servizio in abbonamento su Twitter potrebbe arrivare a breve, confermato proprio dagli ambienti di San Francisco, dove si trova il quartier generale della società guidata da Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter.

    Il servizio in abbonamento, da quello che si sa, dovrebbe prendere il nome di Twitter Blue e il servizio, sotto forma di acquisto in-app, offrirà una serie di funzionalità (anche queste sembrerebbero essere confermate rispetto alle voci che sono circolate nei mesi scorsi) dietro al pagamento di una quota mensile di 2,99 dollari. In Uk sarà di 2,99 sterline ed è quindi molto probabile, anche se su questo non ci sono ancora conferme definitive, che nel resto d’Europa dovrebbe essere di 2,99 euro.

    Twitter Blue version Twitter-abbonamento franzrusso.it

    Come ha mostrato ieri Jane Manchun Wong, reverse engineer che ci ha ormai abituato a questo tipo di scoperte, il nuovo servizio metterebbe a disposizione degli utenti paganti diverse funzionalità aggiuntive, rispetto a quelle disponibile già sulla piattaforma.

    Mentre scriviamo, arriva la conferma che Twitter Blue si trova all’interno dell’App Stores, negli Usa, trovando conferma anche del costo, ossia 2,99 dollari.

    Ma quali sono le funzionalità che si acquistano in più con Twitter Blue, rispetto alle funzionalità già disponibili sulla piattaforma?

    Come dicevamo prima, si tratta di funzionalità di cui avevamo già scritto, quando le voci avevano cominciato a circolare, e cioè:

    Annullare i tweet – no, non si tratta del modifica tweet (quindi neanche a pagamento si può avere), ma si tratta della possibilità di annullare l’invio del tweet, nel caso in cui ci si accorga di aver fatto un errore o di aver scritto qualcosa in maniera non precisa, nel tempo di 5-10 secondi. Si tratta comunque di una funzionalità che si avvicina molto a quella di modificare il contenuto;

    Catalogare i segnalibri – questa funzionalità permetterà agli utenti di catalogare i segnalibri, i link di tweet che sono stati precedentemente salvati, catalogandoli all’interno di cartelle specifiche;

    Reader Mode – “modalità lettore” (vedremo come sarà la versione italiana), funzionalità che permetterà di rendere di facile lettura le conversazioni, specialmente quelle molto lunghe. Si tratta di una funzione ancora in fase di sviluppo;

    Colore del tema – lo avevamo già segnalato in precedenza che ci sarebbe stata la possibilità di modificare il colore del tema con una scelta di colori più ampia. Cosa che è già possibile fare, ma in questo caso viene migliorata e resa davvero effettiva e visibile da tutti gli utenti;

    Icone dell’app – gli abbonati avranno la possibilità di personalizzare il colore dell’app che appare sul proprio dispositivo, dagli screenshot di Jane Manchun Wong si vede chiaramente.

    Tutto questo per 2,99 euro al mese.

    Ovviamente Twitter sa benissimo che non tutti gli utenti sottoscriveranno un abbonamento a 2,99 euro, ma sicuramente ci sarà una buona fetta di utenti che lo farà, quanto basta per continuare a sviluppare Twitter Blue. Basterebbe anche una piccola percentuale dei 199 milioni di utenti attivi al mese per garantirsi qualche milione di dollari al mese e continuare con lo sviluppo.

    Attenzione, se deciderete di non pagare, e quindi di non usare Twitter Blue, potrete comunque continuare ad usare Twitter come sempre, senza alcuna limitazione. Certo, se volete personalizzare la vostra app e se volete avere la possibilità di “non inviare” il tweet prima che venga pubblicato con i suoi errori, allora ci potreste fare un pensierino.

    Allora, che ne pensate di Twitter Blue? La userete?

  • Twitter Spaces, ci si può unire anche da desktop e web

    Twitter Spaces, ci si può unire anche da desktop e web

    Twitter Spaces fa un ulteriore passo in avanti. Da oggi ci si può unire agli “spazi” anche dalla versione web di Twitter, quindi dalla versione desktop.

    Twitter Spaces continua ad aggiornarsi sempre di più e oggi compie un grande passo verso la versione web e desktop annunciata lo scorso aprile. Infatti, da oggi, annunciato ieri dall’account Twitter Support, ci si potrà unire agli “spazi” anche attraverso la versione web di Twitter (twitter.com) e, quindi, anche da desktop. Come avrete certamente notato, abbiamo scritto “unire”, significa che gli spazi non possono essere ancora avviati dagli host da desktop, la novità è che si potrà seguire lo spazio anche in modalità desktop. La possibilità è estesa a livello globale, Italia compresa.

    Da quelle che sono le prime notizie da chi ha avuto modo di accedere a uno spazio dal proprio pc dicono che ci sono ancora piccoli problemi tecnici, ma, in ogni caso, si tratta di un importante passo avanti per agganciare un pubblico che alle volte, per diversi motivi, non riesce a seguire uno spazio da mobile e preferirebbe, appunto, poterlo seguire anche dal proprio desktop.

    Gli spazi, come dicevamo, non posso ancora essere ospitati anche da desktop, quello sarà il momento in cui il livello di qualità degli spazi salirà ulteriormente, potendo accedere a una strumentazione audio quasi professionale, ma senza dubbio aiuterà ancora di più la diffusione di Twitter Spaces.

    Twitter Spaces unire web desktop franzrusso.it

    Ricordiamo che fino ad oggi Twitter Spaces era accessibile solo da iOS e da Android e che tutti gli utenti, con almeno 600 followers, possono aprire i propri spazi.

    Twitter Spaces, come appaiono gli spazi da web e da desktop

    Nel momento in cui si accede ad uno spazio dalla versione web/desktop, lo stesso spazio apparirà come lo si vede da mobile. Le didascalie, se attivate, appariranno appena sotto il riquadro, offrendo una visualizzazione del testo migliore che da mobile. La finestra può comunque essere ridotta continuando a scorrere la timeline mentre si ascolta lo spazio scelto.

    Per ascoltare lo spazio, è sufficiente cliccare sul link dello spazio stesso che spesso viene incorporato in un tweet prima dell’inizio (visto che da poco sono anche programmabili) o anche durante. Una volta cliccato, apparirà la schermata che vedete nell’immagine in basso, con la possibilità di accedervi subito.

    #spaziotech web franzrusso.it

    Twitter compie un ulteriore passo in avanti verso la modalità audio, il che significa compiere un altra passo in avanti all’interno della diretta competizione con Clubhouse che adesso ha necessità di cambiare strategia. Clubhouse è da poco approdato anche su Android e sarà interessante osservare che tipo di influenza avrà questo passo sui download del mese di maggio, visto il grande calo registrato nei mese precedenti.

    Ribadiamo, Clubhouse non sparirà del tutto, con l’avanzata della concorrenza, Twitter Spaces in primis, in attesa di Facebook e altri, come LinkedIn e Spotify, dovrà sicuramente puntare su una nicchia più precisa per continuare a coesistere con il reste delle varie app audio.

    Lato Twitter, sarà interessante scoprire che impatto avranno tutte le novità lanciate in queste ultime settimane, inclusa quella di cui stiamo scrivendo, sulla prossima trimestrale, la Q2 2021, in attesa di poter poi aprire gli spazi anche da desktop.

  • Poparazzi, l’app che vuole superare i selfie e i like

    Poparazzi, l’app che vuole superare i selfie e i like

    Si chiama Poparazzi la nuova app di condivisione di foto che sta già conquistando gli Usa. Non si condividono selfie ma solo foto dei propri amici, senza didascalia, commenti, like e numero di follower. Resisterà?

    Quante volte abbiamo scritto, e discusso, di come i social media siano sempre più accartocciati verso dinamiche che mirano all’autocelebrazione, spinte dalla continua ricerca dei like e dal numero dei followers. La ricerca continua di situazioni che puntano ad alimentare la “celebrazione” degli account e ad impoverire lo spirito di condivisione è un tema attualissimo, anche perché, per certi versi, questo modo di usare i social media ha finito anche per alimentare disinformazione e fake news.

    Ebbene, questo preambolo per dire che si è affacciata da poco nel panorama dei social media una nuova app che nasce proprio per contrastare questa modalità. Stiamo parlando di Poparazzi, app di condivisione di foto lanciata da pochi negli Usa che proprio ieri è diventata l’app più scaricata su App Store. Ma come funziona?

    Intanto l’app comincia a registrare oltre che un grande interesse di pubblico, oltre che un grande interesse da parte dei Venture Capitalist. E c’è chi comincia a tirare per la giacchetta anche A16Z di Andrew Chen, l’investitore di Clubhouse per intenderci.

    Poparazzi app franzrusso.it

    Come funziona l’app Poparazzi

    Il concetto che sta alla base di Poparazzi è molto semplice. Non si condividono, e quindi si scattano, foto di selfie o foto in cui compare direttamente l’autore della foto stessa. No, si condividono solo foto di amici, dei vostri amici. In pratica, è come se voi diventaste il “paparazzi” dei vostri amici. Inoltre, l’immagine che volete condividere sull’app non può essere modificata. Tutto molto semplice e scarno. Senza alcuna didascalia.

    A questo va aggiunto che non è possibile commentare le foto e, cosa che sembra molto apprezzata in questa prima fase, non si vede il numero dei follower degli account.

    Il feed che si vede sull’app è fatto in modo che nella parte alta vengono visualizzate le foto che i vostri amici condividono di voi e nella parte bassa le foto che voi condividete dei vostri amici.

    poparazzi app

    L’idea dei due fondatori, i due fratelli Alex e Austen Ma, titolari della TTYL, è quella di rendere l’app un luogo sano, meno egocentrico e più centrato allo spirito di condivisione.

    https://twitter.com/edzitron/status/1397045335793360898

    Insomma, al momento appare come un intento quasi eroico e non è detto che, nonostante questo iniziale successo, possa rivelarsi come una valida alternativa. Infatti non sono mancate le critiche tra chi dice che “durerà solo qualche mese”.

    E voi che ne pensate?

  • La vittoria dei Maneskin all’Eurovision sui social media

    La vittoria dei Maneskin all’Eurovision sui social media

    La vittoria dei Maneskin all’Eurovision Song Contest sui social media. Le interazioni totali sono state 3,5 milioni nella serata finale, il 95% sviluppatesi su Twitter e su Instagram.

    Il racconto della vittoria dei Maneskin all’Eurovision Song Contest 2021, dopo 31 anni dalla vittoria di Toto Cutugno, passa necessariamente dai social media. Insieme a Talkwalker abbiamo messo in evidenza gli elementi caratterizzanti di questa straordinaria partecipazione del gruppo italiano, già vincitore di Sanremo 2021, che ha visto il clou proprio nella serata finale di sabato 22 maggio 2021. E quindi vedremo come i Maneskin sono anche bravi ad attrarre interazioni e quali le piattaforme che hanno consentito meglio lo sviluppo dell’interazione stessa.

    Eurovision 2021: 3,5 milioni di interazioni

    La serata finale dell’Eurovision, andata in onda in prima serata su Rai Uno, raccontata dall’Italia da Gabriele Corsi e da Cristiano Malgioglio, ha totalizzato ben 3,5 milioni di interazioni, così come rilevato da Social Content Ratings di Talkwalker. Il 95% delle interazioni si è generato tra Twitter (2,1 milioni, il 61%) e Instagram (1,2 milioni, il 34%); solo il 4% su Facebook. Twitter risulta posi essere la piattaforma più coinvolgente per quanto riguarda i video con 173 mila visualizzazioni, il 77% del totale; il restante 23% si è registrato su Facebook.

    vittoria Maneskin Eurovision social media

    Ovviamente gli account del gruppo sulle varie piattaforme, sono risultati i più coinvolgenti con 27 contenuti pubblicati, di cui 2 video.

    Andando ad analizzare i contenuti condivisi, sempre in relazione alla serata finale dell’Eurovision, notiamo che il 65% di quelli condivisi sui social media era composto da immagini e video; il 20% solo contenuto testuale; l’11% era composto solo da GIF. In termini di interazioni generate, notiamo che il 59% è stato generato dalle immagini e il 29% dal formato “carosello” di Instagram.

    E ora vediamo i contenuti condivisi nel dettaglio, aggiungendo il racconto grazie ala piattaforma Talkwalker.

    Sono stati, nella sola serata finale, oltre 370 mila i contenuti condivisi sui social media catalogati per #Eurovision, hashtag ufficiale della manifestazione, e #ESCIta. I Maneskin, vincitori della manifestazione, hanno totalizzato 11 mila citazioni. Come abbiamo già visto, grazie a Social Content Ratings, le interazioni totali sono state 3,5 milioni.

    Questi i principali temi emersi dai contenuti condivisi durante la finale dellEurovision Song Contest 2021.

    temi eurovision song contest maneskin

    Interessante notare la prevalenza del pubblico femminile, 64,7% mentre il pubblico maschile era 35,3%, e la prevalenza di un pubblico giovane, come si pensava: il 43,2% ha un’età compresa tra i 18-24 anni e il 48,4% età compresa tra i 25-34 anni.

    demog eurovision song contest maneskin

    Questa invece la “mappa di calore” dei contenuti condivisi che rappresenta come l’Eurovision Song Contest 2021 si aun evento in realt globale:

    mappa di calore eurovision song contest maneskin

    E questi sono gli influencer della finale dell’Eurovision:

    influencer eurovision contest maneskin

    E questi, infine, i contenuti che hanno attratto più interazioni. Questo dei Maneskin su Instagram ha superato 1,2 milioni di like:

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Måneskin (@maneskinofficial)

    http://twitter.com/chetempochefa/status/1396237700869525506

    http://twitter.com/howaboutnaaa/status/1396373373677080576

    http://twitter.com/SanremoRai/status/1396243350056062977

    http://twitter.com/yleniaindenial/status/1396253414292664320

     

  • Twitter, ecco il nuovo modo per ottenere la spunta blu

    Twitter, ecco il nuovo modo per ottenere la spunta blu

    Annunciato a novembre dello scorso anno, Twitter ha rilasciato il nuovo modo per ottenere la spunta blu. Ecco chi può richiederla e come ottenerla.

    Annunciato a novembre dello scorso anno, Twitter ha rilasciato il nuovo modo per ottenere la spunta blu, la spunta di verifica che spesso viene solo indicata come elemento “vanity”, ma che invece, spesso, aiuta molto. Ebbene, a distanza di 4 anni, era infatti il 2017, la società guidata da Jack Dorsey si è decisa a riattivare la procedura per ottenere l’ambita spunta, considerando che, qualche anno fa, proprio Dorsey auspicava di attivare un processo al contrario, cioè dare a tutti la spunta in modo da individuare subito bot, account troll e via discorrendo. Un’idea che poi non è mai stata messa in pratica. Ma veniamo alla novità del momento.

    Il processo di verifica è stato lanciato per la prima volta nel 2009. Poi venne aperto a tutti nel 2016 con una procedura più aperta che venne poi stoppata, appunto, l’anno successivo. Ma Twitter dal 2017 ad oggi ha comunque continuato a verificare gli utenti, attraverso una procedura manuale e non pubblica.

    Negli ultimi mesi, Twitter ha lavorato per chiarire i criteri di ammissibilità richiesti per il processo di verifica e ha lanciato una nuova policy che ha preso forma a partire dai
    feedback rilasciati dagli utenti. Twitter ha inoltre iniziato ad applicare la nuova policy, rimuovendo automaticamente il badge blu verificato dagli account che non soddisfacevano
    più i criteri di verifica aggiornati, così come da quelli che erano inattivi o incompleti.

    Il lancio dell’applicazione di questi giorni va nella direzione dei piani di Twitter di dare più trasparenza, credibilità e chiarezza alla verifica degli account. Ecco, quindi, le informazioni sul processo di applicazione.

    Come ottenere spunta blu Twitter intime blog franzrusso

    Twitter e la spunta blu nel 2021

    Come dicevamo all’inizio, la tanto ambita “spunta blu” non è solo un elemento vanity ma è un modo per riconoscere l’autenticità degli account “di interesse pubblico”. La spunta serve ad accreditare autenticità all’account che la riceve e a dare fiducia agli utenti che interagiscono con lo stesso account “verificato”. Se vi trovate di fronte al vero Barack Obama, questo lo sapete proprio grazie alla spunta blu che appare di fianco al suo account.

    Insieme al lancio dell’applicazione per il processo di verifica, Twitter ha introdotto anche nuove linee guida per gli account verificati su Twitter. Queste direttive hanno lo scopo di incoraggiare conversazioni più sicure per il miglioramento della comunità di Twitter in generale. I principi alla base di queste linee guida sono i seguenti: dare l’esempio; “twittare
    gli altri come vorrebbero essere twittati” (Tweet others how they want to be Tweeted); e servire la conversazione pubblica in modo autentico, rispettoso e con riguardo.

    Come sempre, tutti gli account, compresi quelli verificati, devono seguire le regole di Twitter, e, in linea con quanto comunicato in passato, Twitter toglierà il badge blu a tutti gli account verificati che violeranno ripetutamente le regole della piattaforma.

    Dopo aver visto le regole generali, vediamo adesso chi può richiedere la spunta blu secondo le nuove regole del 2021. Come anticipato già a novembre scorso, per accedere bisogna rientrare in una delle sei categorie elencate di seguito:

    • Funzionari governativi
    • Aziende, brand e organizzazioni
    • Testate giornalistiche e giornalisti
    • Intrattenimento
    • Sport e gaming
    • Attivisti e influencer.

    Oltre ai criteri di idoneità specifici per categoria delineati dalla policy per il processo di verifica, gli account che faranno richiesta dovranno essere completi, quindi avere un nome profilo, un’immagine profilo e un indirizzo e-mail confermato o un numero di telefono. Inoltre, l’account dovrà anche essere stato attivo negli ultimi sei mesi e dimostrare un record positivo di rispetto delle regole di Twitter. Per maggiori info sugli account non idonei al processo di verifica, si rimanda alla policy.

    Prima di passare a vedere cose richiedere la spunta blu, è utile ricordare anche ad oggi gli account “spuntati” sono meno di 400 mila (circa 380 mila secondo alcuni dati) vale a dire circa lo 0,2/0,3% degli account attivi al giorno sulla piattaforma

    Come richiedere la spunta blu di Twitter nel 2021

    Nelle prossime settimane, tutti gli utenti di Twitter cominceranno a visualizzare la nuova
    applicazione di verifica direttamente nella scheda Impostazioni. Il rilascio per tutti gli account sarà graduale, per garantire un esame tempestivo di tutte le domande.

    Di seguito vengono illustrati i vari passaggi del processo di verifica compilando la richiesta:

    1. specificare la categoria di appartenenza (le abbiamo elencate più sopra)
    2. procedere ad indentificare la propria identità, offrendo informazioni circa
    3. attendere qualche giorno per ottenere l’esito della richiesta che arriverà via mail.

    Una volta inviata la domanda, Twitter invierà una risposta via e-mail entro pochi giorni o qualche settimana, a seconda del numero di domande aperte in coda. Se la domanda dovesse essere approvata, il badge blu comparirà automaticamente sul profilo. Se invece si pensa che ci sia stato un errore, la domanda potrà essere presentata di nuovo una volta trascorsi 30 giorni dopo aver ricevuto il responso sulla domanda precedente, così come accade anche per richiedere la spunta blu su Facebook e su Instagram.

    Twitter è comunque al lavoro per estendere le categorie di account che potrebbero effettuare la richiesta della spunta blu.

    La società guidata da Dorsey ha anche confermato di aggiungere una scheda “About” nei profili degli utenti, per aiutarli a presentarsi meglio, con un campo dedicato a dettagliare il pronome.

  • Clubhouse su Android comincia a diffondersi in Italia

    Clubhouse su Android comincia a diffondersi in Italia

    Clubhouse arriva su Android anche in Italia. Da qualche ora l’app di audio chat nata lo scorso esclusivamente su iOS sta cominciando a propagarsi sul sistema operativo più usato al mondo anche nel nostro paese.

    Da quello che si vede, sembra che Clubhouse comincia a propagarsi su Android anche in Italia. Come ricorderete, qualche giorno fa vi avevamo dato notizia del fatto che l’app di audio chat avesse cominciato a diffondere la sua app per il sistema operativo mobile di Google negli Usa, cosa che sarebbe stata poi estesa ad altri paesi nelle settimane successive.

    Ecco, a distanza di qualche giorno, dopo aver esteso l’app anche in Giappone, Russia, Brasile, India e Nigeria, adesso la tanto attesa app arriva anche in Italia, anche se ancora non c’è nessuna comunicazione ufficiale. Chi scrive, ha appena scaricato l’app Android e ha attivato il suo account, probabile che lo stesso abbiate fatto anche voi che state leggendo, oppure lo cominciate a fare da adesso.

    Al momento, da Google Play si legge che i download hanno superato i 100 mila, segno che qualcosa si sta muovendo. Anche se…

    clubhouse android franzrusso.it

    Come già detto, questa mossa di arrivare su Android poco più che un anno dopo potrebbe essere un po’ tardiva, nel senso che la stessa estensione dell’app verso il sistema operativo mobile più usato al mondo potrebbe non risollevare i download dell’app. E di fatto, diventare un mossa, appunto, tardiva.

    La settimana scorsa, quando scrivevamo che presto l’app Clubhouse sarebbe arrivata su Android, avevamo anche riportato i dati più recenti sui download, rilevati da Sensor Tower. Ebbene, avevamo visto come ad aprile, solo su iOS, i download erano crollati a poco meno di un milione.

    E la concorrenza avanza, come Twitter Spaces che presto permetterà di programmare gli spazi e di organizzare spazi a pagamento, permettendo agli Host di cominciare a guadagnare. Senza dimenticare anche la possibilità di rilasciare la versione per web/desktop.

    Insomma, Clubhouse arriva su Android anche in Italia. E voi? L’aveva già scaricata sul vostro smartphone?

  • La scomparsa di Franco Battiato e il racconto sui social media

    La scomparsa di Franco Battiato e il racconto sui social media

    Il racconto della scomparsa di Franco Battiato sui social media. Oltre 100 mila i contenuti condivisi, quasi 20 mila in spagnolo.

    All’età di 76 anni scompare uno degli artisti più amati, dagli italiani e non sono, come vedremo più avanti. Non è un caso che abbiamo scritto “uno degli artisti”, perché Franco Battiato non ha mai amato le definizioni, le etichette. In più di una intervista disse di non sentirsi racchiuso all’interno di una casella, scrittore, compositore, musicista, cantautore, regista, lui diceva di essere solo “un Artista“. Un Artista che nel corso della sua carriera ha esplorato tante forme di espressione, restando sempre ancorato alla Musica, “la disciplina a cui appartengo“, diceva qualche anno fa.

    Così come Franco Battiato non ha mai amato nemmeno che lo si indicasse come Maestro. Forse lui non amava questa definizione, ma lo è stato. Basta solo guardare cosa è stato capace di fare lungo la sua carriera. Da visionario a grande esploratore dell’esistenza umana. E le sua canzoni raccontano proprio il modo in cui lui vedeva l’uomo.

    scomparsa Franco Battiato social media

    Franco Battiato è stato capace di mettere insieme la canzone pop e la musica colta, riuscendo a far innamorare tutti, un’operazione che solo un grande come lui poteva fare.

    Con la sua scomparsa resta un grande vuoto, ma resta la sua grande opera che sarà sempre un tesoro a cui attingere.

    La notizia della sua scomparsa, arrivata stamattina, 18 maggio 2021, quando non erano ancora le 8, ha colto tutti di sorpresa, più o meno, e sui social tutti hanno voluto ricordare il grande artista siciliano.

    Grazie a Talkwalker, vogliamo mostrarvi i messaggi che sono stati condivisi sulle piattaforme da stamattina, oltre 100 mila contenuti condivisi e non sono mancati i tanti messaggi anche da altri paesi come la Spagna, dove Battiato era molto amato. Quasi 20 mila i contenuti in lingua spagnola, 1.200 in catalano e poco meno di 2.500 in lingua inglese.

    Quello che faremo non è il solito racconto basato su views, engagement, condivisioni. Semplicemente, racconteremo quello che vediamo sulle varie piattaforme, e sul web.

    L’annuncio della morte di Battiato su Twitter da Antonio Spadaro

    Possiamo dire quindi che il primo a dare la notizia della morte di Franco Battiato è stato Antonio Spadaro, gesuita, attuale direttore de “La Civiltà Cattolica”, che in un tweet dà la notizia prima che si diffonda attraverso i media, alle 6:09 del 18 maggio:

    Possiamo anche dire che l’articolo più condiviso, molto anche all’estero (praticamente l’unico) è quello che ha scritto Gino Castaldo su “La Repubblica”: È morto Franco Battiato, genio della musica italiana.

    Il saluto a Battiato del presidente Mattarella e della politica

    Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la politica ha voluto salutare il maestro:

    Il racconto della scomparsa di Battiato sui social media

    Ovviamente le radio sono state letteralmente sommerse dai commenti e ricordi dei tanti utenti che hanno voluto salutare Franco Battiato. Il post che ha raccolto più interazioni, anche in termini assoluti, è quello di Radio DeeJay su Instagram, con oltre 30 mila like:

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Radio DEEJAY (@radiodeejay)


    Questo di Rtl 102.5, sempre su Instagram, raccoglie oltre 25 mila like:

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da RTL 102.5 (@rtl1025)

    E questi i commenti che continuano su tutte le piattaforme, in ricordo del grande artista siciliano:

    http://twitter.com/chetempochefa/status/1394551218870136833

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da RTL 102.5 (@rtl1025)

    Come dicevamo all’inizio, grande eco ha avuto la notizia della morte di Franco Battiato ha avuto in Spagna:

    Ecco, questo era il nostro racconto e il nostro saluto al grande Franco Battiato, la sua musica resterà sempre.

     

Benvenuto nella newsletter di InTime Blog!

Iscriviti per ricevere contenuti nella tua casella di posta. Senza essere invadenti ;)

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.