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  • Elon Musk ci ripensa, l′accordo con Twitter è vicino

    Elon Musk ci ripensa, l′accordo con Twitter è vicino

    A sorpresa, come sempre, Elon Musk invia una lettera a Twitter mostrando l’intenzione di riprendere l’accordo di acquisizione allo stesso prezzo iniziale. Tutto questo a poche settimane dall’inizio del processo da lui stesso innescato.

    Probabilmente Elon Musk vuole tenersi lontano dai tribunali o, meglio ancora, deve essersi reso conto che i bot-spam sono realmente intorno al 5%. Fatto sta che il fondatore della Tesla ci ha ripensato e con una lettera ha comunicato a Twitter l’intenzione di proseguite il processo di acquisizione al prezzo inizialmente concordato. E cioè 54.2 dollari per azione, vale a dire 44 miliardi di dollari.

    Si ricomincia, quindi non da dove ci si era fermati per volere dello stesso Musk. Una mossa che, oltre a lasciare ancora una volta stupiti, lascia anche molte domande.

    Di sicuro, Twitter, come sempre ha sostenuto in questi mesi, intende accettare la proposta di acquisto iniziale, quella che era stata chiusa con un accordo formale. Solo che ora la società guidata da Parag Agrawal vuole proseguire solo se il Tribunale del Delaware dichiara che si tratta di una mossa legalmente valida tale da sospendere definitivamente il processo che avrebbe dovuto tenersi a partire dal prossimo 17 ottobre.

    Elon Musk Twitter acqusizione 2022

    Questo è uno dei punti chiave della vicenda. Musk decide a sorpresa di proseguire l’accordo quando lui stesso lo aveva sospeso qualche mese fa, sostenendo che Twitter non lo avesse informato del reale numero di account spam/bot sulla piattaforma. Decisione che era, appunto, proseguita per vie legali, fino alla definizione di un processo da celebrarsi entro poche settimane.

    Ma perché questo ennesimo passo indietro?

    Elon Musk avrebbe dovuto essere interrogato presso il Tribunale di Austin e forse si è reso conto di essere in una posizione debole, posizione che avrebbe reso inefficace la stessa azione legale da lui innescata.

    Per non parlare della vicenda di Peiter Zatko, ex responsabile della sicurezza dell’azienda, che nei giorni scorsi ha accusato Twitter di affrontare il problema della sicurezza con leggerezza e senza una adeguata struttura tecnologica. La sua stessa entrata in scena non sarebbe stata di grande aiuto per Musk.

    A fronte di una situazione così complessa per Elon Musk, lo stesso ha finalmente dato ascolto ai suoi avvocati, convincendosi che l’accordo sarebbe stato concluso comunque. Allora, prima che questa decisione fosse presa da un giudice, Musk ha pensato di anticipare i tempi e dichiararsi disponibile a proseguire alle stesse condizioni iniziali.

    Al momento, visto il personaggio, non è ben chiaro cosa possa succedere da qui in avanti. Se all’inizio di quest’anno Elon Musk sembrava deciso ad acquisire Twitter per renderla una “piazza” dove ognuno potesse esprimersi liberamente (ricordate le polemiche?), adombrando anche l’idea di rimuovere il divieto che vige sull’account di Donald Trump, onestamente, anche dopo questa lettera, le intenzioni sono tutte da verificare.

    Verosimilmente, Twitter andrà avanti come se la data del 17 ottobre non fosse stata ancora modificata. Corretto prendere atto della situazione, ribadendo la propria posizione, ma la storia recente ha insegnato che il personaggio è alquanto inaffidabile e pensare che si possa essere “redento sulla via di Damasco” è molto improbabile. Ma non impossibile. Nel dubbio, meglio proseguire per la strada conosciuta.

    E poi, aspetto non secondario, c’è la grande scadenza dell’aprile 2023. In quel mese scadono i tempi per la conclusione dell’accorso da 44 miliardi di dollari e Elon Musk si troverebbe a dover sborsare 1 miliardo di dollari di penalità. Una situazione che gli stessi investitori che lo stanno aiutando a proseguire con l’accordo vorrebbero bellamente evitare. Ricordiamo che nella cordata di investitori figurano anche Andreessen Horowitz, il fondatore di Oracle Larry Ellison, il principe saudita Alwaleed Bin Talal Bin Abdulaziz Alsaud (già maggiore azionista della società nel 2016 insieme a Steve Ballmer).

    A sentire Elon Musk, l’acquisizione di Twitter, adesso, avrebbe un ruolo strategico nella creazione di X app, l’app per “qualsiasi cosa” come ha scritto in un tweet ieri:

    Si tratta di uno dei suoi grande pallini poi non portati avanti e che potrebbero riprendere adesso. L’idea sarebbe quella di combinare Tesla e Twitter all’interno di una super company.
    Nel dicembre 2020, un investitore e sostenitore di Musk, Dave Lee, scrisse su Twitter che Musk avrebbe dovuto “costituire una holding chiamata X” che sarebbe diventata la “società madre di Tesla, SpaceX, Neuralink e Boring Company” con la “missione di garantire sopravvivenza e progresso“. Ecco il senso del tweet di Musk.

    Dal nostro punto di vista, se anche così fosse, Twitter potrebbe diventare altro. Non scomparirebbe, ma certamente avrebbe un valore molto diverso da quello attuale.

    Lo stesso potrebbe succedere nell’eventualità in cui ad aprile 2023 Musk non dovesse dare seguito all’accordo e pagare la penale. Twitter intascherebbe facilmente 1 miliardo di dollari che male non fa. Ma sarebbe una società da ricostruire totalmente, dopo un anno pesante trascorso dietro alle velleità di Musk. Sarebbe comunque un momento in cui Twitter rischierebbe seriamente di diventare altro.

  • Ecco alcuni dati per fare blogging efficace nel 2022

    Ecco alcuni dati per fare blogging efficace nel 2022

    Ma ha ancora senso il Blog nel 2022? La risposta è ovviamente sì e questi dati di Orbit Media Studio ci aiutano a capire come fare blogging oggi in modo più efficace, anche se la sfida da affrontare è sempre quella del tempo.

    Nel momento in cui tutto sembra diventare effimero,nel momento in cui i Social Media stanno per trasformarsi in altro, molto diversi da come li avevamo usati e pensati, ecco che il vecchio e caro Blog risulta sempre essere un posto sicuro.

    Nonostante per anni si è detto che il Blog era ormai al capolinea, al termine della sua vita digitale, in realtà le cose stanno diversamente. Anche nel 2022.

    Questa breve premessa per dire che il Blog ancora oggi gioca un ruolo fondamentale per chiunque voglia costruire in maniera solida la propria identità digitale e, per dimostrare la veridicità di queste affermazioni, riportiamo qui alcuni dati, molto interessanti, che ci danno lo stato del blogging nel 2022. Sono dati riferiti agli Usa, ma siamo sicuri che gli stessi possano valere anche per il nostro paese, dato più o dato meno.

    blogging efficace 2022

    Orbit Media Studios ha pubblicato una serie di dati, relativi ad una indagine che ha coinvolto più di mille blogger, commentati da alcuni dei blogger più conosciuti a livello globale, mettendo in evidenza come il Blog oggi sia ancora utile. L’aspetto interessante è che questa indagine segue e mette a confronto i dati della ricerca effettuata nel 2014, per comprendere cosa sia cambiato in 8 anni.

    Di seguito, ve ne indichiamo alcuni, anche se la ricerca merita di essere consultata tutta per intero ed è quello che vi consigliamo di fare.

    Quasi sempre, uno degli scogli più difficile da superare, una volta avviato un Blog, era la difficoltà a portarlo avanti. Perché. come sappiamo, il Blog necessità di una caratteristica distintiva, assolutamente non trascurabile, e cioè la Costanza. E per Costanza si intende anche tempo da dedicare, organizzazione del lavoro, contenuto da sviluppare.

    sfide blogging 2022

    Ebbene, dai dati di Orbit Media Studios emerge che l’80% degli intervistati ritiene che il Blog sia efficace ancora oggi (evidentemente) e che la sfida della ricerca del contenuto resta ancora molto grande. E la sfida riguarda soprattutto la ricerca del tempo da dedicare all’attività di blogging.

    Pensate, per la scrittura di un post i blogger intervistati hanno affermato di impiegarci mediamente 4 ore e 10 minuti, ossia il 74% del tempo in più rispetto alle 2 ore e 24 minuti del 2014.

    Quindi sì, col tempo fare blogging è diventato più difficile e complicato. Certo serve tempo, quello necessario per realizzare contenuti di qualità, perché è questa la caratteristica che deve muovere un blogger. La qualità non è una cosa che si coglie sull’albero, va alimentata giorno dopo giorno. Ma una volta ottenuta, riesce a dare grandi soddisfazioni. Soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo, dove tutto sembra essere effimero.

    E se la sfida più grande da affrontare è quella del tempo, sembra che i blogger nel 2022 decidano di pubblicare post più lunghi ma meno spesso durante la settimana. Una tendenza che si spiega con il tentativo di offrire contenuti di qualità, cercando di ottimizzare i tempi da dedicare al blog. Infatti, nel 2022 solo il 12% pubblica più articoli al giorno, mentre il 24% dei blogger oggi pubblica settimanalmente.

    frequenza blogging 2022

    Sulla frequenza di pubblicazione la ricerca si sofferma in modo particolare, arrivando alla conclusione che spesso il blog può diventare anche un sito di informazione, grazie all’elevata frequenza di pubblicazione, quindi 2 o 6 contenuti a settimana. Questo è un livello molto difficile da mantenere, perché richiede molto tempo, ma non sarà mai difficile se si decide che il blog deve essere al centro della propria strategia di comunicazione.

    Infatti, i dati dimostrano come più pubblicazioni alla settimana riescono ad offrire più risultati da raggiungere, il 50% di possibilità in più. Poi certo, vanno prese in considerazione diverse variabili prima di impostare una strategia di pubblicazione quasi quotidiana. Ad esempio, non è una strategia da impiegare per un blog aziendale o per una PMI. Ma resta comunque una possibilità da considerare, visti i risultati che può dare.

    Dicevamo prima della difficoltà della ricerca del contenuto, una delle grandi sfide che il blogger affronta ogni giorno. E quindi, nel 2022, quale tipologia di contenuto viene preferita?

    Dicevamo prima della sfida del tempo, ecco che oggi il 76% dei contenuti su cui i blogger lavorano di più fanno parte della categoria “How to”, quelli che ti spiegano come fare una cosa. Un dato che è in linea con la pubblicazione settimanale, tipologia usata di più.

    News e trend del momento sono il 43% mentre le infografiche solo il 24%.

    tipologia contenuti blogging 2022

    E anche nel 2022 le interviste agli esperti e le collaborazioni con essi in modo più duraturo, anche aprendo ai cosiddetti “contenuti gate” (quelli realizzati e rilasciati dietro all’iscrizione in una mailing list), sono molto efficaci.

    E tra le collaborazioni efficaci rientrano anche quelle con gli influencer, una strategia che può rivelarsi molto utile anche in vista del traffico in entrata. Il tutto si traduce, quindi, in visibilità.

    Come vediamo anche da questi dati, i social media nel 2022 giocano ancora un ruolo fondamentale per la distribuzione dei contenuti del blog, lo dichiara il 90% degli intervistati. Del resto, i social media sono questi, strumenti di distribuzione e di comunicazione.

    traffico social media blogging 2022

    Ma la collaborazione con gli influencer, che aiutano alla viralizzazione del contenuto, e anche il ricorso a strumenti di promozione a pagamento, per quanto ancora validi, sono oggi in calo. Quindi, per la promozione dei propri contenuti è bene comunque costruire una solida strategia sui social media e valutare, nei casi in cui sia davvero interessante ed efficace, il coinvolgimento di utenti più capaci a veicolare il messaggio all’interno del pubblico di riferimento.

    E la SEO? Ha ancora senso usarla nel 2022? Certo, assolutamente necessaria anche se nel tempo l’approccio si è un po’ più “umanizzato”, anche per il fatto che i motori di ricerca, porta di accesso organica verso il blog, negli anni hanno cambiato un po’ pelle.

    Il 71% dei blogger ritiene che i motori di ricerca siano una potente fonte di traffico; i social media lo sono per il 58%.

    Dato curioso riguarda la correlazione dei motori di ricerca e i contenuti realizzati. Ebbene, dai dati emerge che solo il 17% dei blogger non effettua mai ricerca di parole chaivi e che oltre la metà di essi le ricerca per la totalità dei propri contenuti. E qui la regola è sempre quella: una maggiore ricerca di parole utili per il contenuto accresce le possibilità di ottenere risultati.

    L’analisi offre poi una serie di altri dati molto interessanti da considerare e, per questo motivo, vi consigliamo di consultare bene tutta la ricerca.

    L’intento era quello di mettere in evidenza quelli che secondo noi sono i dati più interessanti e rilevanti secondo la nostra esperienza.

    E restiamo convinti che fare blogging oggi sia assolutamente una strada molto efficace, per costruire contenuti di qualità e per costruire la propria identità digitale in maniera solida.

  • Twitter, ecco i video a tutto schermo in stile TikTok

    Twitter, ecco i video a tutto schermo in stile TikTok

    In effetti mancava Twitter a rincorrere TikTok, ma ecco che recupera. Twitter ha annunciato due novità video e quella su cui si discute di più riguarda la visualizzazione dei video a tutto schermo in stile, appunto, TikTok.

    Se provate a pensarci un attimo, rispetto a tutte quelle piattaforme che stanno provato a riprendere gli stili più di tendenza tali da farle diventare simili a TikTok (Meta su tutte), mancava proprio Twitter. Ed eccola qua, anche la piattaforma di…, scusate ancora non è chiaro di chi sia, prova a mettersi in mezzo e a rilanciare la tendenza anche sulla propria piattaforma. E come?

    Dal suo blog ufficiale Twitter ha annunciato due novità che riguardano il formato video, la più discussa in queste ore è proprio quella che porta Twitter a strizzare l’occhio alla piattaforma di proprietà di ByteDance.

    E, quindi, la risposta alla domanda di prima “come?” è semplice, introducendo il formato video a tutto schermo, una modalità che, anche per quelli che si vogliano sforzare a dire che non sia così, sembrerà proprio di trovarsi su TikTok.

    Andiamo con ordine e vediamo in cosa consistono le due novità annunciate.

    Twitter video tutto schermo tiktok intime blog_TW

    La prima, appunto, riguarderà l’introduzione della visualizzazione del video a tutto schermo. Una volta lanciato il video con un semplice tocco, scrollando dal baso verso l’alto, gesto tipico che si fa su TikTok e anche su Instagram per vedere i Reels (praticamente la stessa cosa) verranno consigliati video che hanno fatto registrare un elevato coinvolgimento. Quindi, il tentativo è quello di “rapire” l’attenzione dell’utente trattenendolo all’interno di questo formato. Per uscire, basterà toccare la freccia in alto a sinistra.

    Ora, non si tratta di voler copiare del tutto e per tutto TikTok, ma certamente questo formato lo ricorda molto. Non è poi uguale a TikTok perché, sostanzialmente, l’algoritmo non lavora come sull’app di ByteDance.

    Certo è che anche Twitter vuole rincorrere il trend del momento e provare ad infilarsi. E non è un caso che dica, in pratica, che l’intenzione è quella di “rendere Twitter il posto migliore per i video”.

    Questa modalità a tutto schermo sarà disponibile nei prossimi giorni solo per gli utenti Twitter in lingua inglese e che usano iOS.

    carosello video esplora twitter

    L’altra novità riguarda il formato “a carosello” per i video nella sezione Esplora, in cui verranno mostrati “alcuni dei video più popolari condivisi su Twitter”. Certo, adesso con l’introduzione anche di questa modalità, bisogna che Twitter si decida a mettere un po’ di ordine nella sezione Esplora, altrimenti diventa una accozzaglia di contenuti.

    Questa novità sarà invece disponibile per gli utenti Twitter in lingua inglese su iOS e Android, però in paesi selezionati.

    Una brevissima considerazione. Sapendo che spesso per migliorarsi si guarda a quello che fanno i più bravi, cercando di imitarli nel migliore dei modi, questo continuo copia-incolla però rischia di diventare noioso. Sembra quasi che non ci sia voglia di provare a sperimentare qualcosa di nuovo e si propende per la via più facile.

    Da qui a pensare che Twitter possa essere in grado di imitare TikTok e per questo avere successo è davvero difficile. Come difficile è pensare che gli utenti arriveranno su Twitter per vedere video. Lo fanno già su TikTok e su Instagram.

    E poi, abbiamo visto come è finita l’ultima volta che Twitter ha provato ad imitare un funzionalità che su altre piattaforme è stata un successo. Il riferimento è ai Fleets.

  • Meta, ecco l′interfaccia unica per Facebook e Instagram

    Meta, ecco l′interfaccia unica per Facebook e Instagram

    Nel tentativo di rendere l’esperienza sempre più connessa, Meta sta lanciando un test per rendere unica l’interfaccia di accesso per Facebook e Instagram. Potrebbe essere anche un modo per difendersi dai tentativi di spacchettare le attività di Menlo Park negli Usa.

    Meta, la casa madre delle app di Menlo Park, ha pubblicato un articolo in cui annuncia l’avvio di un test che ha come obiettivo quello di creare una interfaccia unica per accedere a Facebook e ad Instagram. Si tratta di testare una serie di funzionalità che dovrebbero offrire all’utente la possibilità di poter “switchare” velocemente da un account ad un altro. Ovviamente gli account dell’utente devono essere collegati attraverso la gestione dell’account in quello che viene chiamato “Account Center”.

    Così accedendo ad un’app sarà più facile passare all’altra semplicemente con un gesto.

    Meta sostiene che questo dovrebbe semplificare le cose per tutti coloro che passano continuamente da un account all’altro sulle due app o per chi ha molti profili Instagram dividendosi tra vita personale e attività commerciale/professionale. Basterà quindi cliccare sull’icona a sinistra del menù in basso per visualizzare gli account collegati e accedervi con un semplice clic.

    facebook instagram interfaccia unica

    L’intenzione è quindi quella di fare in modo che le due esperienze siano sempre più collegate, agevolando anche la procedura per creare nuovi account. La nuova interfaccia, per ora in fase di test come dicevamo, è disponibile a livello globale su iOS e Android.

    Perché Meta pensa ad una interfaccia unica per le sue app principali (l’idea è quella poi di permettere lo switch semplificato tra tutte le app)?

    La risposta più semplice sarebbe quella di fare in modo che le app della stessa casa madre siano sempre più connesse tra loro, la possibilità di avere una unica interfaccia di accesso è un passo importante verso una completa interoperabilità.

    Questo permettere a Meta di difendersi da un tentativo di dividere le proprie attività come da tempo è richiesto negli Usa, per evitare che il monopolio continui a crescere. Rendere sempre più interconnesse tutte le app renderà più complicate le eventuali operazioni di separazione.

    Un’altra spiegazione da ricercare nel tentativo di aumentare l’engagement sulle piattaforme. Come sappiamo oggi l’esperienza degli utenti è molto frastagliata, si trascorre meno tempo su più piattaforme e qui ritorna sempre il tema TikTok. In questo modo Meta spera di aumentare i livelli di coinvolgimento facendo passare gli accesi da un unico cruscotto, restando sempre all’interno della stessa esperienza. In questo modo potrebbe augurarsi numeri positivi.

    Ovviamente sono tutte cose da dimostrare. Certamente, Meta prova a cerare una unica interfaccia sempre più riconoscibile come Meta, appunto, che offre acceso immediato a diversi strumenti.

    E voi che ne pensate?

  • Instagram Stories, i video sotto i 60 secondi non saranno divisi

    Instagram Stories, i video sotto i 60 secondi non saranno divisi

    Su Instagram si potranno condividere nelle stories video di 60 secondi senza che questi vengano suddivisi in segmenti. La strategia è sempre quella di puntare sui video.

    Se è vero, come abbiamo visto di recente, che i video su Instagram saranno trasformati tutti in Reels, è vero anche che questo processo, per rincorrere TikTok, non risparmierò neanche le Stories.

    Infatti, Instagram sta implementando una nuova funzionalità che permetterà agli utenti di condividere nelle storie video fino a 60 secondi, senza che questi vengano poi spezzettati in vari segmenti. Il test era stato avviato alla fine dello scorso anno e ora, via via, si procede ad un rilascio a livello globale.

    In pratica, grazie a questa possibilità, nel momento in cui si tenta di condividere un video nella modalità effimera della piattaforma, appare una notifica in cui c’è scritto che “i video lunghi fino a 60 secondi non saranno più suddivisi in segmenti“.

    Come ricorderete, prima, caricando un video di 1 minuto nelle stories, lo stesso veniva spezzettato in tanti segmenti da 15 secondi. Quindi da adesso in poi si assisterà ad una progressiva omologazione dell’app il formato video che restano sempre i Reels.

    Obiettivo per Instagram è sempre quello di avere a disposizione nuovi Reels da proporre nel feed e questa mossa di accordare una lunghezza fino a 60 secondi serve proprio ad armonizzare la visualizzazione dei video.

    instagram stories video 60 secondi

    Però, questa novità arriva a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione di dati interni di Meta che dicono che in realtà in formato dei Reels non funziona come sperato. I dati dicono che gli utenti di Instagram trascorrono 17,6 milioni di ore al giorno a guardare Reels, vale a meno di un decimo dei 197,8 milioni di ore che gli utenti di TikTok trascorrono ogni giorno sulla piattaforma di ByteDance.

    I Reels su Instagram non funzionano, TikTok è sempre avanti

    Insomma, aggiungere un video più lungo nelle stories risulterà sicuramente più comodo e coinvolgente, ma resta ancora da capire sul campo il valore dei Reels, anche perché questa continua omologazione tra le piattaforme, alla lunga, può anche risultare noiosa.

  • I Reels su Instagram non funzionano, TikTok è sempre avanti

    I Reels su Instagram non funzionano, TikTok è sempre avanti

    Il formato Reels non coinvolge gli utenti e la strategia su Instagram e Facebook di imitare TikTok al momento non paga, anzi. Questo è quanto contenuto all’interno di un documento di Meta, di cui alcuni dati sono stati pubblicati sul WSJ.

    Instagram dovrà per forza rivedere la sua strategia, anche quella più recente viste le reazioni. Quello che è apparso come un tentativo, spuntato, di provare a rincorrere formati e modalità molto coinvolgenti altrove, alla fine per Meta, e per Instagram in particolare, si sta trasformando in un grande sforzo che, probabilmente non porterà al risultato sperato.

    Perché sosteniamo questo? A parte il fatto di aver rilevato subito che questo tentativo risultava una forzatura per tutti gli utenti, affezionati o meno di Instagram, ricorderete certamente la raccolta firme per cercare di fermare questa strategia. Ma adesso ci sono anche i numeri, e sono numeri di Meta.

    In pratica, il Wall Street Journal è entrato in possesso si dati interni di Meta che fotografano, in termini più analitici, la situazione fin qui riassunta.

    TikTok Instagram reels

    Secondo i dati raccolti in un documento di Meta, gli utenti di Instagram trascorrono 17,6 milioni di ore al giorno a guardare Reels, vale a meno di un decimo dei 197,8 milioni di ore che gli utenti di TikTok trascorrono ogni giorno sulla piattaforma di ByteDance. “Creators x Reels State of the Union 2022“, questo il titolo del documento, è stato pubblicato ad agosto di quest’anno e ha rilevato che l’engagement dei Reels è sceso del 13,6% nelle quattro settimane precedenti, quindi nel mese di luglio.

    Se ne deduce, guardando questi dati, una considerazione di massima molto semplice, e cioè che la maggior parte degli utenti Instagram non è coinvolta dal formato dei Reels. Li vede, per forza di cose, ma scorre avanti senza soffermarsi.

    Ma non è tutto.

    I dati, sempre interni di Meta, rilevano che i Reels per lo più non sono contenuti originali, ma provengono da altre piattaforme.

    Dal documento si evince che quasi un terzo dei video è stato realizzato su altre piattaforme, spesso si nota un watermark sopra di essi. Il tema dei contenuti video “riciclati” da Reels è stato già affrontato da Instagram, al punto da rigettare i contenuti ripostati. Proprio per evitare quello che poi è accaduto.

    E per incentivare gli utenti a creare contenuti per Instagram e Facebook, Meta ha stanziato, nei mesi scorsi, la cifra di 1 miliardo di dollari per i creator fino alla fine dell’anno. Sempre secondo il WSJ, i creator di Reels hanno ricevuto già 120 milioni di dollari fino ad oggi.

    Dato interessante, sempre contenuto all’interno del documento interno di Meta, è che sono 11 milioni i creator su Instagram negli Stati Uniti, ma solo circa 2,3 milioni di loro, cioè il 20,7%, mantengono il ritmo di una pubblicazione al mese.

    Insomma, quella tregua che Adam Mosseri aveva annunciato, a seguito delle proteste di luglio, quando le sorelle Kardashian protestarono al grido di “smettete di cercare di essere TikTok“, non avrà molto seguito.

    Nonostante questi numeri, e soprattutto se li guardiamo dal punto di vista di Meta, Instagram e Facebook assomiglieranno sempre di più a TikTok e continueremo a vedere contenuti realizzati da creator che non seguiamo, solo perché l’algoritmo ritiene che ci possano interessare.

    Si continuerà su questa strada, pur sapendo che sarà fallimentare in relazione all’obiettivo.

  • Twitter conferma, il modifica tweet sarà a pagamento

    Twitter conferma, il modifica tweet sarà a pagamento

    Twitter, dopo anni di tira e molla, conferma l’introduzione del modifica tweet. Per ora in fase di test, sarà disponibile entro poche settimane all’interno dell’app a pagamento Twitter Blue.

    Non era mai successo che Twitter confermasse quella che è, a tutti gli effetti da sempre, la funzionalità più richiesta dagli utenti. Dopo tante false partenze, corredate da risolini, meme e quant’altro, Twitter conferma l’avvio di un test, per ora interno, sul modifica tweet.

    E, come già trapelato negli scorsi mesi, si tratterà di una funzionalità a pagamento. Infatti, dopo questa fase di test interno, il modifica tweet verrà reso disponibile su Twitter Blue, entro la fine di questo mese, e solo in un paese, per iniziare.

    In un primo momento, alla vista del tweet con cui Twitter, dal suo account ufficiale, dava notizia dell’avvio del test, sembrava l’ennesimo scherzo, l’ennesimo tira e molla già visto in questi anni. Ma poi il tutto veniva confermato anche sul blog di Twitter, cosa mai successa prima.

    modifica tweet 2022 pagamento

    Nel dettaglio, il modifica tweet di Twitter permetterà la modifica del testo entro i 30 minuti dalla pubblicazione. La società non stabilisce quante volte, ma sostiene che il tweet potrà essere modificato “alcune volte” all’interno dei 30 minuti.

    La modifica del testo sarà evidente a tutti con una icona e la data dell’ultima modifica. Toccando sull’etichetta che appare sarà poi possibile accedere alla cronologia delle modifiche apportate al testo.

    Come sapete, si è molto discusso in questi anni sulla possibilità di modificare il contenuto di un tweet e su come poi preservare l’integrità dello stesso, per evitare modifiche fuorvianti.

    https://twitter.com/Twitter/status/1565318587736285184

    A fronte di questo test, forse si è arrivati ad un periodo di modifica congruo, i 30 minuti sono più che sufficienti, e, soprattutto, non lasciano il contenuto modificabile in qualsiasi momento, come invece avviene su altre piattaforme.

    Prima di qualsiasi altra considerazione, val la pensa specificare che non è corretto dire che il modifica tweet arriva su Twitter Blue grazie a Elon Musk. Il fondatore della Tesla in questa scelta non c’entra praticamente nulla, anzi. Nella sua scalata per arrivare all’acquisizione ha cercato di intestarsi la paternità di questa scelta. Ma le cose stanno diversamente. Twitter già ad inizio anno aveva deciso di rendere disponibile il modifica tweet all’interno dell’app a pagamento. A gennaio, quando ancora Elon Musk non pensava ai 280 caratteri.

    Sosteniamo la possibilità del modifica tweet dal 2015 e da questo blog venne lanciato l’hashtag #modificatweet per attirare l’attenzione di Twitter su questo tema e sensibilizzare tutti gli utenti sulla necessità di arrivare ad un compromesso.

    Il risultato oggi viene ottenuto ma a metà.

    Già, perché come già anticipato ad aprile di quest’anno, il modifica tweet sarà a pagamento.

    Forse sarà sfuggito a molti, ma Twitter nelle scorse settimane ha portato a 4,99 dollari il costo mensile per l’abbonamento a Twitter Blue, dai 2,99 iniziali.

    Al momento l’app che offre agli utenti funzionalità aggiuntive, quindi anche la possibilità di modificare il tweet a breve, è disponibile in pochissimi paesi e non è ancora chiaro quando arriverà in Europa e quindi in Italia.

    Ma quei 4,99 dollari al mese si trasformeranno, forse, in 4,99 euro al mese. Stiamo parlando di circa 60 euro all’anno per avere, in più, anche la possibilità di modificare il tweet.

    Twitter in questo modo garantisce una entrata sicura e alternativa, provando a staccarsi, per quanto possibile, dall’advertising. E, anche se fosse una piccola parte dei 239 milioni di utenti giornalieri, attuali, ad abbonarsi, il ritorno sarebbe comunque considerevole. Ma non per tutti.

    Ecco, il rammarico è che per il momento questa funzionalità non sarà per tutti, anche se questa notizia mette fine ad una richiesta durata sette anni.

    E voi che farete, pagherete per avere il modifica tweet?

  • Twitter, contenuti verificati ed emoji in vista delle Elezioni Politiche

    Twitter, contenuti verificati ed emoji in vista delle Elezioni Politiche

    Twitter, in collaborazione con il Ministero dell’Interno, attiva da oggi una pagina evento in vista delle prossime Elezioni Politiche 2022 e iniziative per assicurare notizie e informazioni verificate. E vi è anche una emoji per l’occasione.

    Come forse vi sarete già accorti, accedendo a Twitter dalla vostra app, nella sezione Esplora, nella parte in alto, appare un focus sulle Elezioni Politiche 2022, con notizie e aggiornamenti. Per intenderci, quella sezione è stata dedicata, fino ad oggi, ad approfondire informazioni e notizie verificate sulla pandemia in collaborazione con il Ministero della Salute.

    Da oggi, appunto, in collaborazione con il Ministero dell’Interno, Twitter dedica una sezione speciale alle prossime elezioni, con diverse iniziative.

    Twitter in questo momento sta giocando, come spesso accade in situazioni come queste, un ruolo importante nella diffusione e condivisione di informazioni e notizie che riguardano questo importante evento politico per il nostro paese, come è appunto quello delle Elezioni Politiche. E, proprio in questo momento, servono informazioni e notizie verificate e affidabili.

    twitter elezioni politiche 2022

    Prima di tutto, viene attivato un avviso di ricerca. Quindi, ogni qual volta verranno ricercati, all’interno del motore di ricerca interno di Twitter (forse non troppo sfruttato come strumento) termini relativi alle elezioni, il primo risultato che troveranno sarà un avviso di ricerca che li reindirizzerà a una pagina dedicata sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno. L’iniziativa aiuterà gli utenti italiani, come dicevamo prima, ad accedere a informazioni verificate sulle elezioni quando cercheranno delle parole chiave associate su Twitter.

    twitter elezioni politiche 2022

    Siamo lieti di collaborare con Twitter al lancio di un messaggio d’informazione sulle prossime elezioni. Quando i cittadini italiani cercheranno notizie relative al voto del 25 settembre su Twitter verranno indirizzati alla pagina dedicata sul sito del Ministero dell’Interno. Ci auguriamo di portare avanti ulteriori analoghe iniziative per fornire ai cittadini un’adeguata informazione in tempo reale sui canali digitali“, ha affermato il Ministero dell’Interno.

    Per favorire al diffusione di informazioni verificate, Twitter, come ricordavamo all’inizio, ha lanciato per l’Italia una pagina evento con tutte le notizie e istruzioni su come votare.

    Inoltre, Twitter ha lanciato oggi un emoji dedicata alle elezioni politiche. Lo strumento aiuterà gli utenti a trovare i Tweet sulle elezioni in modo da stimolare la partecipazione alla conversazione. L’emoji raffigura un’urna elettorale ricoperta dalla bandiera tricolore italiana, e comparirà sulla piattaforma ogni volta che si utilizzerà l’hashtag #ElezioniPolitiche2022.

    twitter elezioni politiche 2022 emoji

    Twitter è il luogo dove le persone si ritrovano per informarsi, partecipare alla conversazione e seguire la campagna elettorale in vista delle elezioni. In preparazione al voto, gli italiani utilizzano Twitter per seguire e discutere i principali temi della campagna elettorale e cercare informazioni sulle elezioni. Iniziative come l’avviso di ricerca e l’emoji sono parte del nostro continuo lavoro per rendere Twitter una piattaforma accogliente e sicura anche per parlare di politica, e siamo grati al Ministero dell’Interno per la collaborazione“, ha affermato Silvia Caneva, Public Policy Manager di Twitter.

  • Elon Musk e i problemi di Twitter sulla sicurezza, facciamo il punto

    Elon Musk e i problemi di Twitter sulla sicurezza, facciamo il punto

    I problemi sulla sicurezza di Twitter, dopo l’eclatante denuncia di Peiter Zatko, detto “Mudge”, potrebbero fornire una grande occasione di rivalsa per Elon Musk. E comunque le cose restano complicate, anche per lo stesso fondatore della Tesla.

    La vicenda che riguarda Elon Musk e Twitter si arricchisce di un nuovo, ed imprevisto, episodio e, questa volta, il fondatore della Tesla potrebbe addirittura spuntarla. Forse.

    Come sappiamo, Elon Musk da maggio ha iniziato ad insinuare che il fenomeno spam/bot su Twitter fosse ben più alto del 5% rilevato dalla società di San Francisco. A nulla sono valse i report forniti, al punto che a luglio il fondatore della Tesla decide di abbandonare l’accordo di acquisizione della società, quello siglato ad un prezzo di 44 miliardi di dollari, lamentando di non aver avuto accesso ai dati e di essere convinto che Twitter stesse mentendo sugli stessi dati.

    Ne è conseguito una prima citazione da parte di Twitter verso Elon Musk, il caso verrà discusso presso la Corte del Delaware dal prossimo 17 ottobre, e poi una successivo contro citazione da parte di Elon Musk verso Twitter.

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    Insomma, quando tutto si preparava ad essere discusso nelle aule dei tribunali, con avvocati pronti ad addentrarsi nei dati e nelle carte processuali per cercare di escogitare la propria linea a difesa della propria strategia, ecco che arriva l’imprevisto, quello che nessuno si aspettava.

    Qualche giorno fa Peiter Zatko, noto con il suo nome di hacker “Mudge”, assunto nel novembre del 2020 da Jack Dorsey, co-fondatore ed ex CEO di Twitter, presenta una denuncia formale, depositata presso la SEC, in cui, in sostanza, sostiene che Twitter ha mentito sui dati.

    E poi, in aggiunta, sostiene che Twitter in realtà non ha mai fatto nulla per risolvere il problema, molto più esteso secondo “Mudge” di quanto Twitter si ostini ad affermare. E, inoltre, che Twitter non fosse sufficientemente attrezzata per affrontare questo problema  con software e server obsoleti.

    Insomma, una denuncia che mette a nudo una situazione che potrebbe compromettere seriamente la reputazione di Twitter, proprio in vista delle prossime audizioni in tribunale, e mettere la società in una situazione difficile nei confronti di Musk.

    Infatti, il fondatore della Tesla non ha perso l’occasione per ritornare alla carica e sfruttare il momento a suo favore.

    Intanto non ha perso tempo a usare Twitter. Per primo ha twittato uno screenshot del Washington Post con scritto: “Quindi la prevalenza dello spam *è stata* condivisa con il consiglio, ma il consiglio ha scelto di non rivelarlo al pubblico…“.

    Poco prima aveva twittato un meme del Grillo Parlante, in riferimento a quanto ha denunciato da Peiter Zatko.

    Come dicevamo, il team di legali non si è fatto sfuggire l’occasione e ha subito presentato istanza presso la Corte del Delaware per richiedere di nuovo la possibilità di poter vedere i dati e confutare la loro tesi. In precedenza la giudice Kathaleen St. J. McCormick aveva rifiutato qualsiasi richiesta, ma alla luce di quanto successo, le cose sono cambiate.

    Vista la richiesta di Musk di analizzare miliardi di dati, richiesta che la giudice ha ritenuto assurda, la stessa giudice ha però imposto a Twitter di fornire a Musk i dati di 9 mila account che risultano come stima dal report di fine anno scorso. E sempre la giudice McCormick ha imposto a Twitter di fornire ulteriori dati che possano essere utili.

    Se fossimo ad un incontro di pugilato, questa per Musk è una ripresa da mille punti, si potrebbe dire che ha il match ormai alla portata. Ma le cose potrebbero complicarsi anche per lo stesso fondatore della Tesla.

    Ne abbiamo parlato nello spazio su Twitter (e dove, se no?) insieme a Luca Alagna con il prezioso contributo di Matteo Flora, esperto e docente di cyber security, che ci ha aiutato a comprendere meglio il quadro proprio da questo punto di vista. Qui sotto il link per poter riascoltare lo spazio:

    Twitter, dal canto suo, cerca di difendersi come può. Parag Agrawal cerca di far sentire la sua voce, sostenendo che tutta questa narrazione è pretestuosa. Ricordiamo che a licenziare Peiter “Mudge” Zatko fu proprio lui. Rebecca Hahn, portavoce di Twitter, prova ad allontanare i dubbi, confermando la veridicità dei dati diffusi da Twitter, e cioè che il fenomeno spam/bot sulla piattaforma è quantificabile al 5%.

    Per ora sembrerebbe, condizionale d’obbligo, che la situazione stia avvantaggiando Musk e forse neanche si aspettava tutto questo. O forse sì.

    Di certo, affronterà il processo di ottobre con un altro animo e intanto ha citato in giudizio Jack Dorsey e altri manager di Twitter per aver fornito informazioni fallaci.

    Staremo a vedere cosa succedere, in attesa del prossimo episodio di questa vicenda che quanto a colpi di scena non si è ancora esaurita.