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  • Gli adolescenti tra digitale, gaming e social media nel 2023

    Gli adolescenti tra digitale, gaming e social media nel 2023

    Il tema Adolescenti e Digitale è di grande attualità e il report di Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids, presentato oggi, ci offre uno spaccato attuale. Più del 70% degli adolescenti intervistati teme l’uso improprio dei propri contenuti sui social media.

    Il tema Adolescenti e Digitale è di grande attualità per il fatto l’attenzione su come i giovani, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, si relazionano con il Digitale e i social medi ain particolare.

    E proprio oggi, nell’Aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è stato presentato il report “Tra realtà e Metaverso. Adolescenti e genitori nel mondo digitale” elaborato da Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids.

    La ricerca, condotta su un campione di 804 genitori e 815 giovani tra i 12 e i 18 anni tra il 7 e l’11 novembre, offre uno spaccato delle percezioni dei giovani tra i 12 e i 18 anni e dei loro genitori, sul rapporto con il mondo digitale, coprendo problematiche quali gaming, salute mentale, condivisione dei dati e, non ultima, privacy.

    Il report registra un aumento delle preoccupazioni, condivise da genitori e adolescenti, per quanto riguarda gli effetti negativi che possono nascere da una eccessiva esposizione agli schermi digitali da parte dei giovanissimi. E non sempre i giovani utenti hanno sviluppato una consapevolezza da indicargli come evitare i pericoli, controllarli o segnalarli.

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    Ecco una sintesi del report.

    Rischi nel mondo digitale

    Il 65% dei ragazzi intervistati teme di essere contattato da estranei adulti (percentuale che cresce fino al 70% se si considerano soltanto le ragazze e gli utenti più piccoli, dai 12 ai 14 anni). Tra i rischi indicati dai soggetti intervistati emergono: il bullismo (57%), oversharing di dati personali (54%), la visione di contenuti violenti (53%) o sessualmente espliciti (45%), l’invio di contenuti di cui ci si potrebbe pentire (36%), le spese eccessive (19%), il gioco d’azzardo (14%).

    Al 48% degli utenti, quindi quasi la metà (53% nel caso di ragazzi 15-18 anni) è capitato di trovarsi di fronte a contenuti poco appropriati e nel 25% i contenuti apparsi li hanno turbati e impressionati. Nel 68% dei casi i contenuti più diffusi sono quelli violenti, seguiti immediatamente da quelli pornografici (59%) e sessualmente espliciti (59%), dai contenuti discriminatori e razzisti (48%), da quelli riguardanti il suicidio e l’autolesionismo (40%) o inneggianti l’anoressia e la bulimia (30%), ma anche il gioco d’azzardo (27%).

    I genitori risultano essere un punto di riferimento per i figli, nel caso di eventi spiacevoli accaduti online. Il 19% riporta di aver accolto le confidenze dei propri figli in passato, mentre il 49% ritiene che i propri figli ne parlerebbero in famiglia, anche se per il momento non sono ancora avvenuti episodi di questo tipo.

    Condivisione di dati, privacy e verifica dell’età

    Più del 70% dei 12-18enni intervistati prova una forte timore rispetto al fatto che i dati da loro stessi condivisi quotidianamente online (aggiornamenti sui social media, ricerche e navigazione sul web, tracce di dati del proprio utilizzo di Internet e degli smartphone) vengano utilizzati senza il loro consenso.

    Un dato interessante emerge sul punto relativo all’age verification da parte di social media, app e altri siti Internet: per gli adolescenti è di media 15 anni, per i genitori un anno in più, 16. In entrambi i casi si tratta di un discrimine superiore rispetto a quello individuato dall’Italia (14 anni) in seguito alla normativa europea per il consenso al trattamento dei dati.

    Il risultato del report dimostra l’importanza da parte dei giovani utenti e dei loro genitori dei sistemi di age verification e quindi della necessità di un loro utilizzo per un periodo più lungo. Per il 70% degli adolescenti intervistati sono molto utili per evitare di trovarsi in situazioni rischiose, per il 65% per fare in modo che non compiano azioni senza pensare alle possibili conseguenze e per il 61% per evitare che vedano contenuti inappropriati.

    Salute mentale nel mondo digitale

    L’utilizzo sempre più esteso delle tecnologie digitali non ha comportato solo una trasformazione nel modo di comunicare, ma ha anche un impatto sulla salute mentale di tutti, compresi i giovanissimi. Aspetto di cui, per la verità, non si parla molto ma che necessita una maggiore attenzione.

    Quasi un terzo dei giovani intervistati, il 27% di essi, dichiara di sentirsi ansioso o agitato senza l’utilizzo dei social (il dato sale al 29% tra i giovani utenti di 15-18 anni ed è del 26% dai 12-14); mentre il 22% risponde addirittura che si sentirebbe perso. Rispetto al 2018, da questo punto di vista, si registra un aumento del 10%.

    Inoltre, sempre rispetto a quattro anni fa, si dimezza la percentuale di ragazzi che sostengono che una lontananza dai social “non farebbe alcun effetto”.

    I contenuti fruiti sui social media potrebbero suscitare sentimenti negativi. Il 53% riferisce di aver provato sentimenti spiacevoli, come l’invidia per la vita degli altri (24%, soprattutto i 15- 18enni). Il 21% afferma che è capitato di sentirsi inadeguato, il 18% diverso, il 10% omologato. La restante parte prova solitudine (12%) o rabbia per le vite degli altri (9%).

    I giovani e il gaming

    Interessante la considerazione che i giovani fanno rispetto al gaming. Il 35% degli intervistati, in prevalenza maschi, ritiene che il gaming possa essere utile nel creare un clima positivo di classe tra i compagni; il 27% lo considera un possibile strumento utile per l’insegnamento delle materie scolastiche e la stessa percentuale lo considera applicabile nella pratica sportiva. Il 25% suggerisce come il gaming possa essere utile nell’aiutare ad affrontare le difficoltà psicologiche e il 15% lo considera potenzialmente importante nell’ambito della salute mentale. Inoltre, il gaming ha una matrice relazionale: il 36% (45% nel caso dei maschi) dichiara di aver conosciuto persone nuove mentre giocava.

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    Dalla ricerca emergono anche in maniera chiara i lati negativi del mondo del gaming dove risultano essere abbastanza frequenti gli episodi riconducibili alla discriminazione e all’esclusione: l’11% dei giovani intervistati dice di aver preso le difese di qualcuno, l’11% ammette di aver preso in giro qualcuno, il 10% riferisce di essere stato preso in giro, l’8% di essere stato escluso e il 6% di aver assistito a qualcosa che l’ha fatto sentire a disagio.

    Come si sentono i ragazzi e le ragazze quando giocano? Il 32% dice di sentirsi capace e il 14% si sente capito dagli altri giocatori.

    Dal report emerge anche un altro aspetto, non secondario, e cioè che il gioco può fungere da schermo protettivo nei confronti del mondo, finendo per isolare i ragazzi. Infatti: il 32% ammette di perdere la cognizione del tempo, il 13% teme di esserne dipendente, l’11% ha l’impressione di essere protetto dal mondo esterno e l’8% si sente isolato.

    Ecco, questa la sintesi dell’interessante report di Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids che potete consultare e scaricare, in versione estesa, sul sito azzurro.it.

  • Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Secondo quanto riporta The Information, Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con una perdita dei ricavi del 35%. Intanto oltre 500 investitori hanno smesso di fare advertising sulla piattaforma.

    Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con i ricavi in calo. Si tratta proprio del periodo di gestione di Elon Musk che ha acquisito in maniera formale la società il 27 ottobre dello scorso anno. Come sapete, Twitter è ormai una società privata e i conti trimestrali non sono resi più pubblici. Questi dati sono stati riportati da The Information dopo aver avuto modo di visualizzare i report e di leggere le annotazioni di Chris Riedy, Sales e Marketing di Twitter.

    E i numeri dicono che nell’ultimo trimestre del 2022 Twitter ha fatto registrare un calo dei ricavi del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un calo evidente che ci mostra quale sia l’esito della gestione da parte di Elon Musk dell’azienda Twitter.

    Twitter, in pratica, ha registrato entrate per 1,025 miliardi di dollari, pari ad appena il 72% dell’obiettivo interno dell’azienda per l’ultimo trimestre targato 2022. Informazioni che sono state estrapolate da una diapositiva mostrata da Riedy ai suoi collaboratori.

    Secondo quanto riporta The Information, prima che Musk assumesse la direzione di Twitter nell’ottobre 2022, le entrate dell’azienda erano pari al 98% delle proiezioni iniziali, come ha dichiarato lo stesso Riedy durante la riunione di presentazione dei risultati.

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    Volendo fare un minimo di paragone, l’ultima trimestrale pubblica, quella di fine luglio 2022, le entrate erano state di 1,18 miliardi di dollari contro 1,32 miliardi di dollari.

    Ora, martedì scorso, e se ne è parlato moltissimo sui social media e non solo, le entrate giornaliere di Twitter erano inferiori del 40% rispetto allo stesso giorno di un anno fa.

    Una tendenza, questa, che se dovesse essere confermata, il fatturato del primo trimestre dell’azienda potrebbe scendere a circa 720 milioni di dollari. E, a quanto pare, i numeri forniti da Riedy sembrano confermare questo andamento. Anche se, secondo le previsioni interne, si ambisce ad arrivare a 732 milioni di dollari.

    Le previsioni, purtroppo, per Twitter non sono rosee. Infatti, sono ormai più di 500 gli inserzionisti di Twitter che hanno smesso investire in advertising sulla piattaforma da quando Elon Musk ha preso il controllo della società.

    A questo bisogna aggiungere che anche gli editori americani stanno rivedendo la propria posizione su Twitter. L’American Press Institute ha recentemente intervistato 50 redazioni giornalistiche e da queste interviste è derivato che il 67% non intende pagare per mantenere o aggiungere account verificati su Twitter; il 28,3% ha dichiarato di non essere sicuro della nuova gestione e solo il 4,3% ha detto che avrebbe pagato.

    Alla domanda se intendessero continuare ad usare Twitter come piattaforma di distribuzione, il 59% ha risposto che lo userà più o meno allo stesso modo, mentre il 20,5% ha detto che prevede di usarlo meno.

    Insomma, da quello che si intravede, lo scenario economico-finanziario di Twitter è tutt’altro che roseo e, per certi versi, si tratta di dati che non sorprendono, anzi. Si tratta di dati che confermano quello che era abbastanza facile da prevedere.

    In questa situazione, pensare che Twitter Blue, di cui si comincia ad offrire addirittura l’abbonamento annuo a 84 dollari, possa risollevare le sorti dell’azienda è un pensiero abbastanza arduo.

    Al momento, pe quelle che sono le condizioni reali, è difficile pensare che la modalità a pagamento attraverso Twitter Blue possa spingere gli utenti ad abbonarsi. Molto difficile per come oggi la piattaforma viene percepita e per come è stata gestita.

    Twitter non è arrivata alla fine dei suoi giorni, ma di certo è necessario un modello chiaro, inclusivo e sicuro per provare seriamente a crescere.

  • Podcast in Italia, alla ricerca di un modello sostenibile

    Podcast in Italia, alla ricerca di un modello sostenibile

    Sono 11,1 milioni gli utenti italiani che ascoltano podcast, numeri che testimoniano la crescita di attenzione verso questo formato audio. Solo che ancora si fa fatica a trovare un modello economico sostenibile.

    I Podcast in Italia sono in crescita, a differenza di quello che accade in altri paesi, pur potendo contare su un bacino di utenti molto più ampio. Ma nel nostro paese, l’attenzione verso i podcast non è mai diminuita, anzi. Si tratta di un formato di contenuto che sta spingendo anche le aziende a sperimentare con un certo successo. Ma in tutto questo c’è un “però”, ed è il fatto che, nonostante i numeri in crescita, i podcast faticano a trovare un modello economico sostenibile.

    Di recente sono stati pubblicati dei dati che mostrano come gli italiani siano grandi fruitori di contenuti digitali, un dato che durante la pandemia ha toccato i livelli più alti. Adesso, dopo gli ultimi due anni, la percentuale è leggermente in crescita anche se, guardando i dati relativi alla spesa che gli utenti italiani spendono per la fruizione di video e giochi online, si parla di 3,3 miliardi di euro nell’acquisto di contenuti digitali nel 2022.

    L’audio è parte dei contenuti digitali che gli italiani fruiscono maggiormente, ma relativamente all’acquisto si parla di audio musicali e non di audio podcast.

    E noi vogliamo soffermarci proprio sui podcast, formato che ci piace molto e che, siamo sicuri piaccia anche a voi che state leggendo.

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    Come detto in apertura, in Italia gli utenti che ascoltano podcast sono in constante aumento. Erano 8,5 milioni nel 2020 e sono arrivati ad essere, secondo gli ultimi dati della Ipsos Digital Audio Survey 2022, 11,1 milioni. Un dato molto incoraggiante, del 5% in più rispetto all’anno precedente, soprattutto se lo mettiamo a confronto con altri mercati molto più evoluti da questo punto di vista, come Usa e Uk, cresciuti nel 2022, rispettivamente, del 5% e del 4,7%.

    Nel 2023 gli ascoltatori di podcast cresceranno a due cifre in Cina, Argentina, Francia e Germania e si prevede che Cina e Argentina continueranno a crescere a due cifre anche nel 2024.

    I Podcast in Italia stanno quindi entrando nella dieta mediatica degli utenti italiani, stanno rientrando nella tipologia di contenuti affidabili che interessano il pubblico. Da notare che il pubblico è giovane, è infatti composto dal 43% di utenti con età inferiore ai 35 anni. E lo smartphone resta il dispositivo più usato per l’ascolto nel 72% dei casi.

    Si tratta quindi di un contesto molto positivo, anche se ancora carente di un modello economico sostenibile e, ad oggi, sono responsabili di una quota ancora marginale sia della spesa del consumatore sia della raccolta pubblicitaria, come rilevano anche i dati dell’Osservatorio Digital Content promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.

    podcast italia 2023

    Quindi, nel nostro paese si assiste ad un processo di crescita che, però, non riesce a dare vita ad un mercato pubblicitario solido e costante. Spotify ha definito le potenzialità del podcast advertising pari a 20 miliardi di dollari.

    E questo avviene proprio quando nell’ambito dell’editoria si stanno valutando nuove forme di coinvolgimento dei lettori volte a promuovere nuovi canali e forme di diffusione dei contenuti, in modo particolare, appunto, i podcast.

    Si tratta quindi di un contesto positivo che trova conferma sempre nei dati della Ipsos Digital Audio Survey 2022 che rivelano come il ricordo delle pubblicità associate ai podcast resta stabile sui livelli elevati raggiunti negli ultimi anni, ossia del 71%. Resta prevalente nel ricordo la forma di adv prima/durante/dopo i podcast, anche se in calo. Crescono invece, nel ricordo, gli annunci letti dagli speaker e i podcast interamente incentrati su un brand sponsor.

    Ecco, questa nostra considerazione sui podcast ad inizio anno per evidenziare, coon dati alla mano, come questo formato audio abbia ancora un grande potenziale, anche se faticano a trovare la loro strada modelli di business più evoluti. Pensiamo, ad esempio, a modelli di abbonamento o acquisto singolo diretto.

    Ma, essendo ad inizio anno, non è detto che non possa succedere proprio in questo 2023.

    E voi ascoltate podcast? Quali e i che occasione li ascoltate? Sareste disposti a pagare o abbonarvi per l’ascolto? Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Il 2023 di Twitter inizia con il nuovo layout, fortemente voluto da Elon Musk, che ricorda molto TikTok. Ma ci sono altre novità, alcune già attive e altre in arrivo, che stanno definendo sempre di più il nuovo Twitter 2.0.

    In attesa di capire se, e quando, Elon Musk lascerà davvero il ruolo di CEO di Twitter, la piattaforma ormai nelle mani del proprietario della Tesla ha introdotto delle novità recenti e altre, più rivoluzionarie, stanno per arrivare.

    Dopo l’esito del sondaggio da lui indetto, attraverso il quale gli utenti hanno espresso il parere che debba lasciare il ruolo di CEO dell’azienda da lui recentemente acquisita, Elon Musk non sembra farci molto caso, anzi.

    Al momento il processo, pesante, di ristrutturazione dell’azienda prosegue e, allo stesso tempo, anche il processo di rivoluzione della piattaforma stessa.

    Sì, parliamo di rivoluzione nel senso che alcune delle innovazioni annunciate rischiano di cambiare Twitter in maniera radicale, al punto da farlo sembrare altro.

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    Oltre a tutto ciò che è successo negli ultimi due mesi, da quando Elon Musk è diventato proprietario di Twitter, l’intento qui è quello di mettere in evidenza ciò che è stato introdotto da allora e ciò che arriverà.

    Già, perché nello scorso fine settimana Elon Musk, come al suo solito, in un tweet ha annunciato delle importanti novità che, in parte, arriveranno nei prossimi giorni e in parte nelle prossime settimane.

    E cominciamo con la novità che arriverà nelle prossime settimane, nel mese di febbraio, quella più rivoluzionaria per gli effetti che produrrà.

    Twitter e i long-form tweet

    Non appena arrivato in Twitter, sapete che Elon Musk ha redatto il suo piano chiamato “Twitter 2.0”. Questo piano, dopo la robusta riorganizzazione dell’azienda (che ha portato al licenziamento di oltre il 60% dei dipendenti) aveva come obiettivo quello di allungare il numero dei caratteri a disposizione per comporre un tweet, al momento fermo a 280 caratteri.

    In pratica, viene introdotto il long-form tweet e Andrea Conway, designer di Twitter, ha di recente svelato alcuni screenshot di come sarà la nuova funzionalità. Quello che non si sa ancora è se i caratteri a disposizione saranno 2.500 o 4.000, come affermato da Elon Musk nelle scorse settimane.

    Ovviamente, in quanto rivoluzionaria, si tratta di una funzionalità che divide, nelle opinioni, gli utenti di Twitter.

    Twitter e la nuova interfaccia For you, in stile TikTok

    Un’altra novità, che ha annunciato Elon Musk, avrà un impatto abbastanza evidente sul layout di Twitter. In pratica, una delle grandi fissazioni del capo della Tesla, da oggi, e solo per i dispostivi iOS al momento, per passare dai tweet consigliati a quelli degli account seguiti basterà spostarsi a destra e a sinistra. Si tratta di una nuova interfaccia utente che nulla ha a che fare con quella attuale.

    Come annunciato attraverso l’account Twitter Support, da oggi ci sarà una impostazione di default, chiamata For youPer te, che sostituisce l’attuale Home, che definirà il feed algoritmico, e poi ci sarà una sezione chiamata FollowingSeguiti, che definirà il feed cronologico inverso. Scompare la stellina (ancora visibile su Android e sulla versione web) e che permetteva il passaggio tra i due feed, anche se resta sempre possibile passare al feed cronologico.

    Il passaggio tra i due feed viene reso possibile da uno “swipe” a destra e a sinistra.

    Non vi sfuggirà la pesante analogia con TikTok che, nella medesima forma, propone uno switch tra la modalità “For you” e quella “Following”.

    Quindi, “For you” ripropone sostanzialmente il feed della vecchia impostazione “Home”, ossia i tweet degli account che si seguono in ordine sparso, intervallati da tweet di account che l’algoritmo propone perché è possibile che possano piacere. Novità importante, che val la pena di sottolineare, è che anche se chiudete l’app avendo scelto l’impostazione “Following”, una volta riaperta si verrà riportati sempre all’impostazione di default, “For you”.

    Twitter e i nuovi segnalibri

    E poi, sempre uno dei punti fissi di Elon Musk, c’è una novità in arrivo che riguarda i segnalibri, la possibilità di salvare i tweet. E da quanto anticipato sempre da Andrea Conway sarà possibile salvare un tweet cliccando sull’icona, sempre la stessa, che ricorda molto quella già presente su Instagram, in alto a destra.

    Una volta salvato il tweet la stessa icona cambia colore, a ricordare il salvataggio. Questa novità arriverà entro il mese di gennaio.

    Twitter, i nuovi badge e le visualizzazioni pubbliche

    Tra le novità già adottate, per tutti gli utenti, ci sono i badge con colori differenti: blu per tutti gli abbonati a Twitter Blue (non ancora disponibile per tutti gli utenti), oro per le aziende e grigio per gli account istituzionali.

    E poi, di recente sono state rese pubbliche, su ogni tweet, le visualizzazioni di ciascun contenuto. Una novità anche questa molto divisiva tra gli utenti che, in realtà era già disponibile nella sezione Analytics ma non pubblica. Renderla pubblica per tutti, in effetti, non è una buona idea in quanto accentua, in maniera incontrovertibile, la distanza enorme tra le visualizzazioni e le interazioni che un singolo contenuto è capace di attrarre. Una distanza enorme che rischia di provocare anche effetti negativi.

    I Twitter Awards

    E ancora, tra le novità in arrivo c’è anche un potenziamento del motore di ricerca interno di Twitter, in realtà mai usato come si dovrebbe e che Elon Musk ha messo nel mirino.

    E, infine, vi è una novità che riguarda per lo più i creator, quando sembrava che la nuova gestione di Elon Musk se ne fosse completamente dimenticato. In pratica, la solita e ben informata Jane Manchun Wong ha scoperto che Twitter sta lavorando ad un sistema di stickers, quindi adesivi, che gli utenti possono acquistare per premiare i creatori dei loro tweet. Si tratta di una funzionalità che è molto simile (per alcuni la stessa) a quella già adottata su Reddit.

    E ci fermiamo qui con questa breve carrellata di novità, già concrete o in arrivo, che ci mostrano quanto Twitter stia cambiando in effetti.

    Un aspetto che tutti stanno già rilevando da qualche settimana a questa parte è che l’algpritmo di Twitter sta spingendo sempre di più verso una impostazione che è simile a quella di TikTok. Cerca quindi, nella impostazione che si chiamerà “For you” di cui sopra, di spingere contenuti di account che non si seguono in quanto crede che possano piacere. Una impostazione adottata anche da Instagram e da Facebook.

    Vedremo cosa succederà.

  • Instagram, nuova barra di navigazione a favore di Reels e contenuti

    Instagram, nuova barra di navigazione a favore di Reels e contenuti

    A partire dal mese di febbraio la barra di navigazione di Instagram subirà un nuovo aggiornamento. In risalto ci saranno i Reels e la creazione di nuovi contenuti, a scapito della sezione Shop. Si torna quindi alla pubblicità.

    A partire dal mese di febbraio, quindi entro poche settimane, la barra di navigazione di Instagram, quella che si vede in basso all’app, subirà una nuova rivoluzione. Coe si legge nell’aggiornamento della pagina Help Center, la nuova barra vedrà al centro il simbolo + con a destra l’icona dei Reels, attualmente occupata dall’icona dello Shop.

    Questo significa che Instagram vuole mettere sempre più in risalto i Reels, strategia che del resto non sorprende, e la creazione di contenuti, a scapito della sezione Shop. E pensare che solo a novembre del 2020 l’intenzione di Instagram era proprio orientata a sfruttare il momento della pandemia mettendo in evidenza la possibilità di poter acquistare direttamente dall’app.

    A partire da febbraio, stiamo modificando la navigazione di Instagram per rendere più semplice la condivisione e la connessione con i propri amici e interessi. La barra di navigazione nella parte inferiore dell’app avrà ora la scorciatoia per la creazione di contenuti al centro e Reels a destra“. Sono queste le parole che si leggono all’interno della nuova pagina dell’Help Center, in cui si legge anche che sarà possibile “creare e gestire il proprio negozio su Instagram, dal momento che continuiamo a investire in esperienze di acquisto che offrono grande valore agli utenti e alle aziende attraverso il feed, le storie, i reel, gli annunci e altro ancora“.

    nuova barra navigazione instagram

    Si tratta di una mossa strategica che mira a seguire una strategia che punta sui Reels, come dicevamo, ma che punta anche ad entrate sicure.

    Lo scorso mese di settembre Meta, attraverso uno nota interna ai dipendenti di Instagram, aveva messo in chiaro quale sarebbe stata la nuova strategia da perseguire. Strategia che, infatti, metteva da parte l’e-commerce puntando sulla pubblicità.

    Come detto, lo shopping non scompare, ma sicuramente avrà un ruolo più marginale rispetto a prima.

    Si tratta di un cambio di rotta che riflette, da certi punti di vista, il momento non florido di Meta che nella seconda parte del 2022 ha dovuto affrontare una pesante crisi di ricavi, con perdite legate, soprattutto, al massiccio investimento sul Metaverso che non ha prodotto i risultati sperati.

    Si torna quindi alla pubblicità, all’approdo sicuro. Solo che oggi l’advertising, alla luce di come gli utenti hanno modificato il proprio approccio, approdo tanto sicuro non lo è più.

  • Su Mastodon sono 2,5 milioni gli utenti attivi mensili

    Su Mastodon sono 2,5 milioni gli utenti attivi mensili

    Da quando Elon Musk ha preso possesso di Twitter altre piattaforme social media hanno conosciuto un momento di grande crescita, come Mastodon. Ad oggi gli utenti attivi mensili sulla piattaforma decentralizzata sono 2,5 milioni.

    Mastodon è sempre più popolare e usato. L’impennata di utenti si è registrata da quando Elon Musk ha preso possesso di Twitter, quindi tra la fine di ottobre e il mese di novembre.

    Spesso presentato come alternativa a Twitter, Mastodon ha ufficializzato alcuni numeri che dimostrano quanto questo successo sia ormai evidente e concreto. In un post sul sito ufficiale di Mastodon, Eugen Rochko, CEO, fondatore e sviluppatore principale di Mastodon, ha dichiarato che la piattaforma decentralizzata ha registrato un balzo nel numero di utenti dai 300 mila di ottobre ai 2,6 milioni di utenti attivi mensili del mese di novembre.

    Numeri che dimostrano quale sia stata la reazione di alcuni utenti al passaggio di Twitter nelle mani del fondatore della Tesla. La risposta è evidente.

    Il post di Rochko, in cui dichiara questi numeri, era in realtà nato in risposta ai divieti, imposti da Elon Musk e poi revocati, di condividere su Twitter link che riportano a Mastodon come anche ad altre piattaforma social media, com Facebook, Instagram, Tumblr e altre. Ma anche in risposta alla sospensione dei giornalisti, poi reintegrati.

    mastodon utenti 2022

    “Questo ci ricorda che le piattaforme centralizzate possono imporre limiti arbitrari e ingiusti su ciò che si può o non si può dire, tenendo in ostaggio il proprio social graph”, ha scritto Rochko. “Noi di Mastodon crediamo che non ci debba essere un intermediario tra voi e il vostro pubblico e che, soprattutto, i giornalisti e le istituzioni governative non debbano affidarsi ad una piattaforma privata per raggiungere il proprio pubblico”.

    Rochko pone un tema serio, argomento che mai come adesso si trova ad essere al centro del dibattito sui social media, quando ormai volgiamo verso la fine di questo anno ancora difficile, sulla scia dei precedenti.

    Mastodon è la piattaforma che più di altre raccoglie l’opportunità del momento, con il conseguente aumento di utenti attivi. Ma non è la sola piattaforma. Anche Tumblr ha ripreso vigore in questo periodo, facendo registrare un aumento di utilizzo della piattaforma del 96% negli Usa e del 77% in tutto il mondo.

    Solo qualche giorno fa l’attore Mark Ruffalo invitava i suoi follower a seguirlo su Tumblr. “Man mano che Twitter diventa più imprevedibile e dannoso per i gruppi emarginati, sto esplorando altre strade per connetterci”.

    Ma, come ricordato anche in altre occasioni, la situazione di Twitter, e non solo, pone le piattaforme social media a ripensare il proprio modello, ripensare e ricercare una nuova identità. Abbiamo già detto che forse ci troviamo di fronte ad un bivio stretto, superato il quale, qualsiasi direzione si decida di percorrere, i social media, per come li abbiamo conosciuti sin dall’inizio, rischiano di cambiare per sempre.

    Vedremo se il 2023 sarà l’anno in cui manterrà la sua tendenza in crescita e come cambieranno i social media. Noi saremo qui a raccontarvelo.

  • No, Instagram Notes non è l′alternativa a Twitter

    No, Instagram Notes non è l′alternativa a Twitter

    Qualcuno aveva sperato che Instagram, o meglio Meta, potesse presentare una proposta come alternativa a Twitter. In realtà, una delle novità di questi giorni, Notes non è un’alternativa. Per il momento.

    In una fase in cui tutti sono alla ricerca di una alternativa a Twitter, non sono pochi quelli che avevano scommesso su Instagram. Del resto, Instagram, anzi meglio Meta, ha i mezzi per poter tentare di introdursi nel campo di Twitter, ma, a questo punto, quelli che vedevano una possibilità in una delle funzionalità che stiamo per vedere insieme resteranno delusi.

    Instagram, come saprete, ha presentato delle nuove funzionalità e modalità di coinvolgimento e, forse, tra le più interessanti vi è quella che viene chiamata Notes, che in italiano potrebbe essere denominata, appunto, Note. Interessante per due motivi.

    Il primo perché su questa funzionalità molti vedevano, come dicevamo prima, la possibilità di offrire una alternativa a Twitter. Questa interpretazione è poi risultata un po’ forzata, ma è una forzatura che si comprende, visto il momento molto particolare che sta vivendo Twitter nelle mani di Elon Musk.

    Instagram Notes alternativa Twitter

    Il secondo motivo è che Note introduce una nuova modalità di coinvolgimento sulla piattaforma. E si tratta di una modalità che mette al centro il solo testo, con l’aggiunta di emoji. Infatti, con questa funzionalità è consentito scrivere testi non più di 60 caratteri, senza aggiungere immagini. Ed è strano per una app che sull’immagine ha fondato la sua esistenza. Strano, ma interessante.

    La modalità apparirà in alto nella sezione dei messaggi privati e si potranno inviare queste note ai propri follower o alla cerchia degli “Amici più stretti“. Le persone riceveranno la nota, visibile per 24 ore, e l’eventuale risposta verrà visualizzata come messaggio privato.

    In molti hanno visto in questo come qualcosa di simile a Twitter, perché Instagram ha presentato la modalità come un modo per spingere le persone a condividere ciò che fanno nel momento stesso che scrivono. La similitudine con Twitter nasce dal fatto che anche la piattaforma da 280 caratteri chiede, nel momento in cui ci si accinge a comporre un tweet, “Che c’è di nuovo?“.

    Altra similitudine è data dalla esiguità dei caratteri a disposizione per la composizione del messaggio: 60 caratteri per le Note su Instagram e 280 per Twitter (anche se Elon Musk ha già confermato l’intenzione di elevare il limite a 4 mila caratteri).

    Qualche giorno fa era stato il New York Times a “forzare” la cosa, sostenendo che Meta si apprestava a dare la sua risposta alla ricerca di alternative a Twitter, pensando di giocarsi la carta e presentare Instagram Notes come app autonoma a parte oppure pensando di dare vita ad un altro feed interno.

    Al momento, Notes resta integrato all’interno della sezione dei messaggi per come lo abbiamo presentato. E non sono esclusi possibili sviluppi, visto anche l’andazzo delle cose su Twitter.

    Altre novità lanciate da Instagram si riferiscono a Candid Stories, una funzionalità da molti già definita un clone di BeReal. Del resto, Instagram ha sempre ripreso qualcosa da qualcuno, in alcuni casi riscuotendo anche successo come accaduto con le Stories. In questo caso, si tratta di una modalità di stories basata su una notifica a pubblicare, giornaliera, come accade su BeReal e che sarà visibile solo agli utenti che usano appunto questa modalità. Al momento saranno disponibile a breve in Sud Africa e poi, via via, in tutti gli altri paesi.

    Altra novità sono i “profili di gruppo“, tutti i contenuti condivisi con questa modalità saranno condivisi con i membri del gruppo invece che i follower e saranno pubblicati solo sul Profilo del gruppo, non sul profilo del singolo account. Al momento sono in fase di test in Canada, Cile e Taiwan.

    Interessante sono anche le “Raccolte collaborative“, un modo per raccogliere contenuti interessanti da condividere con i vostri amici. La modalità permetterà di salvare i contenuti all’interno dei gruppi oppure dare vita a conversazioni individuali nei DM.

    Le note di Instagram non sono al momento l’alternativa a Twitter, lo abbiamo già ricordato. Ma molto dipenderà da come reagiranno gli utenti. Se riuscisse nell’intento di coinvolgere e provare a creare un nuovo modo di coinvolgere, allora gli scenari potrebbero cambiare.

    Nel frattempo, possiamo solo vedere cosa sta combinando Elon Musk con Twitter.

  • Su WhatsApp arrivano anche gli avatar, la porta verso il Metaverso

    Su WhatsApp arrivano anche gli avatar, la porta verso il Metaverso

    Su WhatsApp arrivano gli avatar, un passaggio quasi obbligato per l’app di Meta. Ma si tratta di qualcosa di più per l’app di messagistica, è la porta verso il metaverso.

    Come era del tutto prevedibile, su WhatsApp stanno per arrivare gli avatar, ossia la possibilità di trasformare in avatar la propria immagine e impostarla come foto profilo oppure inviarla nei messaggi. Prevedibile perché la stessa modalità è già attiva all’interno delle altre app di casa Meta, come Facebook e Instagram.

    Se ne parla ormai da circa un paio di mesi, ma oggi WhatsApp ne ha dato conferma anche sul suo blog ufficiale. La funzione sarà disponibile dai prossimi giorni nelle versioni aggiornate dell’app per iOS (la 22.23.77) e Android (la 2.22.24.73).

    La funzionalità è comunque in beta, attiva già per alcuni utenti; quindi, si tratterà di attendere ancora qualche giorno per essere disponibile per tutti gli utenti.

    Lo stile adottato ricorda molto quello di Bitmoji, già usato su Snapchat, ma, come molti di voi già sanno, gli avatar sono comunque disponibili su dispositivi Apple, attraverso Memoji, e sui dispositivi Samsung con l’app AR Emoji.

    whatsapp avatar metaverso franzrusso.it

    Inviare un avatar è un modo veloce e divertente per condividere stati d’animo con amici e familiari” – si legge su blog di WhatsApp. “Può essere anche un modo per mostrarsi agli altri senza usare foto reali e avere maggiore privacy. Per molte persone sarà la prima esperienza con la creazione di un avatar e noi continueremo a offrire miglioramenti di stile, tra cui luci, ombreggiature, texture per capelli e altro ancora che nel tempo renderanno gli avatar sempre più realistici“.

    Come detto prima, si potranno realizzare degli avatar, sotto forma di stickers, da inviare anche nei messaggi. Se ne potranno realizzare fino a 36 con espressioni diverse.

    Ma questa di WhatsApp in realtà non è da vedersi come un semplice allineamento aziendale, in realtà questo rappresenta molto di più. Proprio trattandosi di Meta, per WhatsApp si tratta della possibilità di fornire ai propri utenti un accesso diretto al metaverso. Anche se, va detto, questa nuova modalità realtà super aumentata in 3D non è ancora in grado di raccogliere grande interesse da parte del pubblico.

    Al momento si registrano grandi investimenti, come quelli di Meta, ma ancora poco coinvolgimento da parte degli utenti.

    Quindi, si tratta di un passaggio che va ben oltre la possibilità di fornire nuove modalità di conversazione e coinvolgimento.

  • Ecco cosa perderebbe il Giornalismo se Twitter sparisse

    Ecco cosa perderebbe il Giornalismo se Twitter sparisse

    Se Twitter dovesse davvero sparire, cosa molto improbabile (ma tutto è possibile), ecco cosa perderebbe il Giornalismo, e non solo.

    Dalle ultime notizie, sembra che il Big Bang di Twitter stia arrivando. Il Washington Post ha ormai stabilito che Musk sta letteralmente aprendo le porte dell’Inferno. Il riferimento, quasi dantesco, è all’iniziativa del nuovo proprietario di riabilitare quegli account che erano stati sospesi per spam.

    Platformer parla di 62 mila account con più di 10 mila follower e c’è un account, altri dicono più di uno, con oltre 5 milioni di follower. Una situazione che potrebbe in effetti mettere in difficoltà i già pochi dipendenti rimasti all’interno della società.

    E nonostante tutto, Elon Musk continua la sua narrazione che questo sia il momento di uso più alto di Twitter nella storia. Con un engagement crescente e con oltre 2 milioni di nuovi account al giorno. Senza fornire fonti reali.

    Numeri che in parte si spiegano con le iniziative di Musk di riabilitare account sospesi a vario titolo, iniziative che continuano a far storcere il naso a molti utenti della piattaforma.

    Una doverosa premessa questa, perché il nostro focus in realtà è un altro.

    twitter giornalismo

    Posto che davvero Twitter non rischia di sparire, almeno per il momento e sempre che davvero Elon Musk non intenda inimicarsi Apple, e poi Google, ci siamo chiesti, e siamo sicuri di non essere i soli, cosa succederebbe al giornalismo se davvero Twitter non ci fosse più.

    Come abbiamo tante volte detto (e lo ripetiamo ogni venerdì alle 18:30 su Twitter Spaces) è difficile che Twitter possa essere replicato, nonostante le tante alternative che stanno emergendo, giustamente in questo periodo.

    Ed è per questo che è giusto chiedersi cosa mancherebbe al giornalismo se Twitter sparisse davvero.

    Nieman Lab, il progetto di Harvard per il giornalismo, ha provato a mettere in fila alcuni elementi a cui ci siamo ispirati.

    Intanto, verrebbe a mancare il flusso di notizie in tempo reale. E quando si dice “tempo reale” lo si intende nel senso letterale del termine. Quasi sempre Twitter è il luogo in cui la notizia viene condivisa e prende sempre più forma con il passare dei minuti. Da ormai oltre 10 anni, Twitter è la piattaforma delle notizie in tempo reale. Basti pensare a come i giornalisti, i blogger e influencer stanno raccontando, e spiegando, su Twitter il modo in cui Elon Musk usa la piattaforma per comunicare le due idee e decisioni, con screenshot in evidenza. Ma di esempi se ne potrebbero fare all’infinito.

    Se Twitter sparisse verrebbe a mancare il ruolo in cui reperire, in maniera rapida, fonti e ricerche. Questa piattaforma viene usata er condividere risultati di analisi e ricerche, dati preziosi per i giornalisti e tutti coloro che si occupano di informare in maniera precisa fornendo dati concreti. La piattaforma, come sappiamo, offre l’accesso a fonti accademiche nella modalità che altre piattaforme non saprebbero garantire.

    Sebbene qualche settimana fa avevamo messo in guardia rispetto all’uso dei DM, in relazione alla condivisione di dati sensibili per il fatto che la modalità non è ancora dotata di crittografia E2E (end-to-end) anche se forse lo sarà presto, i messaggi privati su Twitter sono una modalità di contatto diretto formidabile.

    Quando si vuole contattare qualche personaggio per approfondire un tema specifico, la modalità dei DM diventa quasi più veloce dell’invio di una e-mail. Poi meglio non condividere lì il numero di telefono. Ma certo diventa una modalità molto rapida.

    Altra caratteristica interessante di Twitter, che rischieremmo di non avere più, è la capacità di offrire una visione più o meno completa, e più o meno aggiornata, della persona che si sta cercando. Potremmo dire che Twitter rappresenta una vera directory, una cartella dove ci sono tutti i link delle persone che cerchiamo. Quasi meglio di LinkedIn (e su questo tanti storceranno il naso).

    E poi, se Twitter dovesse sparire si perderebbe, come in parte dicevamo prima, quel racconto in tempo reale, quella modalità di condivisione, di racconto, appunto in real time, che è difficile avere, e realizzare, su altre piattaforme. Si tratta di una modalità preziosa per i giornalisti come per i blogger e per tutti coloro che vogliono informare. Raccontare attraverso dei tweet cosa sta accadendo in quel momento, in quel dato luogo mentre tutti quelli potenzialmente interessati non possono esserci. Quel racconto, supportato da un hashtag per dare vita ad un flusso di informazioni dedicate, con immagini e/o video, rende unica quella modalità.

    Ecco, pensate ad una conferenza stampa del governo, al racconto di un grande evento sportivo, al racconto di un grande evento culturale o, semplicemente, al racconto in tempo reale di qualcosa che sta accadendo in quel momento assolutamente imprevisto.

    Pensate anche agli eventi dedicati ai social media, a quanti momenti di conoscenze e competenze condivisi con le persone che vi seguono e che attraverso quella condivisione hanno imparato qualcosa in più.

    Se Twitter dovesse sparire, sparirebbe anche tutto questo. Per i giornalisti e non solo.

  • Elon Musk comincia a dare forma alla sua idea di Twitter

    Elon Musk comincia a dare forma alla sua idea di Twitter

    Da ieri ha cominciato a prendere forma l’idea che Elon Musk ha di Twitter, una piattaforma aperta a tutti con moderazione alleggerita lasciando voce anche agli utenti. Intanto sono altri 1.200 i dipendenti che hanno lasciato l’azienda.

    Sin da quando abbiamo iniziato a seguire tutta la vicenda Elon Musk e Twitter, da aprile di quest’anno ormai, ci siamo sempre chiesti quale fosse la sua idea di Twitter. Ebbene, dopo l’acquisizione chiusa il 27 ottobre, il fondatore della Tesla sta cominciando a plasmare Twitter come la intende lui. E, per la verità, non c’è nulla di nuovo o di cui meravigliarsi.

    Elon Musk non ha mai dettagliato come intendesse lui Twitter, nascondendosi sempre dietro all’intento generico di farne “una piazza libera per tutti”. Un intento che ha portato con sè sempre la stessa domanda, ma perché Twitter non era aperto a tutti?

    In realtà, la sua idea di “aperta a tutti” trova spiegazione nel suo tweet di ieri sera, ora italiana. Quel tweet potrebbe essere l’inizio della spiegazione di ciò che vuole fare. In buona sostanza, un programma su ciò che diventerà Twitter, forse, a breve.

    elon musk idea twitter

    Nel tweet Elon Musk scrive: “La nuova policy di Twitter prevede la ‘libertà di parola’, ma non la libertà di accesso. I tweet negativi/di odio saranno al massimo depotenziati e demonetizzati, quindi niente pubblicità o altre entrate per Twitter. Non troverete il tweet a meno che non lo cerchiate specificamente, il che non è diverso dal resto di Internet“.

    A questo tweet è seguito poi quello in cui Musk ha annunciato il reintegro sulla piattaforma di Kathie Griffin, Jorden Peterson e Babylon Bee. Giusto per spiegare chi sono questi personaggi che forse non tutti conoscono, bisogna dire che due dei tre due dei tre account sono stati bannati a causa di tweet in cui si parlava in maniera sbagliata di persone trans.

    Peterson è stato bannato a luglio per un tweet in cui parlava dell’attore trans Elliot Page, sollevando un caso di “deadnaming”, motivo per cui l’account venne sospeso. Nel tweet era infatti scritto “Vi ricordate quando l’orgoglio era un peccato? A Ellen Page è stato rimosso il seno da un medico criminale“. The Babylon Bee è stato bannato, nel marzo scorso, per un tweet simile in cui si parlava male di Rachel Levine, una donna trans che attualmente ricopre la carica di assistente segretario alla Sanità degli Stati Uniti. In particolare, The Babylon Bee era uno degli organi di informazione citati nei messaggi di Musks, resi noti nell’ambito del processo in cui era stato citato da Twitter. Quello scaturito dal suo intento di provare ad abbandonare l’accordo di acquisizione iniziale.

    Il terzo account, quello della comica Kathy Griffin, era stato bannato una decina di giorni fa nell’ambito della campagna di Musk contro le imitazioni. In un tweet Kathy Griffin aveva impersonato Musk sulle elezioni di metà mandato a seguito del quale, Musk aveva detto che la Griffin sarebbe stata riammessa sulla piattaforma se avesse pagato gli 8 dollari per Twitter Blue.

    Ricordiamo che adesso Twitter Blue è sospeso e che dovrebbe essere riattivato dal prossimo 29 novembre.

    Ora, a seguito dei due tweet, la veloce considerazione che si può fare è che questi reintegri sono la rappresentazione quasi plastica di quello che sarà Twitter prossimamente. E cioè un luogo dove ognuno potrà scrivere quello che vuole, dove le operazioni di monitoraggio e moderazione saranno di molto alleggerite e, sempre seguendo l’intento del nuovo proprietario, nelle decisioni una voce l’avranno anche gli utenti.

    Per rendere ancora più chiaro questo intento, l’occasione ce la offre proprio Musk.

    Qualche ora dopo la pubblicazione del tweet in cui ha annunciato i reintegri di cui molto si è discusso, ha avviato un sondaggio pubblico su Twitter chiedendo agli utenti se sono d’accordo o meno a reintegrare l’account di Donald Trump, sospeso da Twitter, e non solo, a seguito degli eventi di Capitol Hill di inizio 2021.

    Al momento i votanti sono più di 8,4 milioni di voti e i Sì sono il 52,7% (in calo) e i No sono il 47,4%. In pratica, Musk sta dimostrando che cosa significa dare voce agli utenti, cosa che verrà certamente più dettagliata e strutturata, provando a far passare questo sondaggio su un personaggio molto discusso, al centro adesso di una indagine negli Usa, come una decisione degli utenti. Da questo sondaggio, qualunque sia l’esito, potrà dire che la decisione è stata presa da chi usa Twitter.

    Vedremo come andrà.

    Ma tutto questo arriva al termine di un’altra giornata molto pesante per Twitter perché l’esodo dei dipendenti continua.

    Negli ultimi giorni, da giovedì, sono state orma più di 1.200 persone che hanno deciso di abbandonare Twitter invece che continuare a lavorare per Musk dopo il suo ultimatum con cui aveva chiesto una modalità hardcore per costruire quello che Musk definisce “Twitter 2.0”.

    Tenendo conto che la prima ondata di licenziamenti aveva ridotto il personale dai 7.500 iniziali ai 3.700, sottraendone altri 1.200, le persone che adesso lavorano in Twitter sono 2.500. Quasi il 70% in meno, senza considerare tutti i contratti annullati ai vari collaboratori esterni.

    Ci si chiede se questo possa apportare dei disagi sulla piattaforma, venendo a mancare figure centrali per la gestione tecnica della piattaforma. E di disagi ce ne sono segnalati da ieri più del solito, anche con una serie di down della piattaforma, una situazione molto rara. In alcuni casi, delle funzionalità ieri funzionavano a singhiozzi e alcuni tweet non venivano visualizzati correttamente.

    A questo proposito, vi invitiamo ad ascoltare lo spazio di ieri, ancora una volta su questo tema.