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  • Su Instagram arrivano i canali simili a quelli di Telegram

    Su Instagram arrivano i canali simili a quelli di Telegram

    Su Instagram arrivano i Canali Broadcast, una modalità che permetterà ai creator di inviare messaggi unidirezionali ai propri follower. Si tratta di una funzionalità che è identica a quella di Telegram.

    Attraverso il suo CEO, Mark Zuckerberg, Meta ha annunciato il lancio dei canali broadcast su Instagram, ossia una modalità che permetterà agli utenti, i creator, di creare un canale attraverso cui veicolare messaggi unidirezionali ai follower che decideranno di iscriversi. I followers che decideranno di seguire il canale, avranno solo la possibilità di poter interagire con i contenuti proposti attraverso emoji e votare nei sondaggi, quando proposti.

    Ora, no, non stiamo parlando di Telegram, ma proprio di Instagram e la modalità è praticamente simile, se non identica. Lo stesso Zuckerberg nel lanciare questa modalità ha avviato il suo canale chiamato “Meta Channel 📢” un luogo dove proporrà “notizie e aggiornamenti su tutti i prodotti e la tecnologia che stiamo costruendo in Meta”.

    Ecco, una caratteristica dei canali di Instagram, identica a quella di Instagram, è che il canale avrà il nome che deciderete di dargli e i contenuti saranno pubblicati con quel nome. Un po’ come avviene con il nostro canale su Telegram, appunto.

    instagram canali broadcast telegram franzrusso

    L’idea di Meta è quella poi di portare nei prossimi i canali anche sulle altre app della famiglia, come Messenger e Facebook, così come la possibilità di aggiungere un altro creator al canale.

    Senza girarci tanto intorno, come un po’ abbiamo fatto anche noi, ma era doveroso spiegare prima la novità, la funzionalità è identica a quella di Telegram che esiste ormai da qualche anno.

    I Canali Broadcast di Instagram non sono ancora disponibili per tutti e stanno seguendo una fase di test. Al momento lo usano la snowboarder Chloe Kim, la lottatrice di Jiu-Jitsu Mackenzie Dern e l’account di meme Tank Sinatra.

    Come avviare un canale broadcast su Instagram

    Ne momento in cui si avrà l’accesso alla funzionalità, si avrà la possibilità di avviare un canale dalla propria casella di posta elettronica di Instagram, e sarà prevista la possibilità di aggiungere il link del canale al proprio profilo per rendere più facile l’iscrizione dei follower. I canali possono essere aperti a tutti i vostri follower, ma si possono rendere esclusivi per gli abbonati a pagamento.

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    Al momento possono essere usati sono da mobile e non anche da desktop, come invece avviene per i canali Telegram. Ma non è escluso che questo possa accadere anche per i canali Instagram dopo questa fase di test.

    I Canali Broadcast di Telegram

    Per chi non fosse pratico con i canali di Telegram, è utile sapere che si tratta di strumenti attraverso i quali condividere contenuti, aggiornamenti, notizie, link che appartengono ad un argomento specifico oppure possono essere usati per condividere aggiornamenti di una testata, di un blog, di un servizio specifico. Il numero di follower che possono seguire i canali è infinito.

    Detto questo, sorprende un po’ questa scelta di Instagram che aggiunge altre modalità in dote ai creator che, per certi versi, si sovrappongono a quelle esistenti fino quasi a non comprenderne del tutto l’utilità. Certo, sarà interessante come queste evolveranno nel tempo.

    Sia chiaro, nulla da eccepire allo strumento canale che è potente e permette di creare spazi di aggiornamento utilissimi per chi necessita di un luogo simile. Ma resta qualche dubbio sull’utilità su Instagram. Staremo a vedere.

  • TikTok, gli utenti in Europa sono più di 150 milioni

    TikTok, gli utenti in Europa sono più di 150 milioni

    Gli utenti TikTok in Europa sono oltre 150 milioni. La società cinese comunica anche che i dipendenti nel vecchio continente sono oltre 5 mila in 10 paesi. Gli investimenti prevedono anche un secondo data center in Irlanda dove migreranno i dati degli utenti europei.

    A distanza di due anni, negli Usa al centro del dibattito c’è ancora la “minaccia” TikTok, per via dei rapporti Usa-Cina, proprio in questo momento storico, non proprio idilliaci, l’app cinese di proprietà di ByteDance continua ad investire in Europa. E questo produce, tra gli altri risultati, un risultato positivo anche per quanto riguarda il numero di utenti che usa la piattaforma di video brevi.

    TikTok, proprio per la situazione creatasi negli Stati Uniti, come dicevamo, ha continuato ad investire nel vecchio continente a supporto di una community che ora conta più di 150 milioni di utenti, erano 100 milioni a settembre del 2020.

    A livello globale, gli utenti di TikTok sono oltre 1,5 miliardi e 1 miliardo è il numero degli utenti attivi mensili. E poi, quasi un quarto degli utenti social media a livello globale usa TikTok, ossia il 23%. Altro dato che ci offre la misura del fenomeno TikTok a livello globale è che ogni giorno, sulla piattaforma, vengono visualizzati oltre 1 miliardo di video.

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    L’azienda cinese si impone in Europa anche dal punto di vista della presenza fisica con oltre 5 mila le persone impiegate in 10 Paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

    La società fa sapere che gli investimenti vanno nella direzione di garantire alla community europea e ai suoi dati la massima protezione e sicurezza, in particolare per quel che riguarda le nuove normative. La scorsa settimana TikTok ha presentato il suo primo report di riferimento in accordo con il Codice rafforzato di buone pratiche sulla disinformazione che fornisce oltre 2.500 data point sull’implementazione e l’applicazione delle policy di TikTok in 30 diversi Paesi europei. È in aggiunta in corso un piano specifico per garantire la futura conformità con il Digital Services Act (DSA) dell’Unione Europa.

    La trasparenza e la sicurezza sono gli elementi chiave che guidano gli investimenti di TikTok: è prevista a marzo l’apertura della sede dell’European Transparency and Accountability Centre a Dublino, mentre prosegue la pubblicazione dei rapporti trimestrali sull’applicazione delle Linee Guida della Community, nei quali l’azienda fornisce informazioni dettagliate sulla natura dei contenuti e degli account rimossi dalla piattaforma.

    Per estendere la capacità di conservazione dei dati in Europa, è in fase avanzata di finalizzazione un piano per la creazione di un secondo data center in Irlanda e sono in corso le trattative per sviluppare un terzo data center in Europa. I dati degli utenti europei cominceranno a migrare nei nuovi data center quest’anno e continueranno nel 2024.

    Infine, come parte del percorso di costruzione del rapporto di fiducia con la community, TikTok continua ad attuare la strategia di data governance delineata per l’Europa l’anno scorso che prevede un’ulteriore limitazione dell’accesso ai dati degli utenti europei da parte dei dipendenti, oltre a minimizzare i flussi di dati al di fuori dell’Europa e conservare in loco quelli degli utenti europei.

  • Elon Musk ci tiene a farci sapere che Twitter è tutto per sè

    Elon Musk ci tiene a farci sapere che Twitter è tutto per sè

    Nei giorni scorsi gli utenti su Twitter hanno notato che i tweet di Elon Musk sovraesposti, un’anomalia che trova spiegazione nel fatto che il CEO ha preteso un sistema per fare in modo che i suoi contenuti siano sempre visibili.

    Da mesi ci si interroga sul futuro di Twitter sotto la guida di Elon Musk. Abbiamo raccontato qui su nostro blog, e anche in audio nei vari Twitter Spaces, che in realtà il disegno di Elon Musk fosse piuttosto vago. Partendo da valori e principi alti, come la libertà di espressione, alla lunga l’idea “Twitter 2.0” sta prendendo sempre più forma.

    E, nonostante tutto quello che si è visto in queste ultime settimane, il ritorno di Donald Trump, la riattivazione di account dichiaratamente fascisti, razzisti e antisemiti, oltre al propagarsi della versione premium di Twitter, vale a dire Twitter Blue, l’essenza vera di tutta questa operazione costata 44 miliardi di dollari non è ancora chiara.

    Ma, forse, in queste ultime ore abbiamo avuto qualche segnale più chiaro di che cosa voglia fare Elon Musk con Twitter.

    Elon Musk vuole Twitter tutto per sè, è il suo giocattolo e nessuno glielo deve toccare. Questa è la verità riassunta in queste poche parole, perché è quello che emerge dalle notizie che si susseguono ormai da domenica sera, per la precisione dalla finale del Super Bowl, grande momento da sempre per Twitter per dimostrare la sua importanza in momenti come questi.

    elon musk twitter algoritmo 2023

    Ebbene, stando a quello che sta venendo fuori, riportato da Platfprmer, Elon Musk avrebbe chiesto ai suoi ingegneri di trovare un modo per rendere i suoi tweet visibili a tutti, follower o meno, e di fatto più coinvolgenti in assoluto. Inoltre, pare che il proprietario della Tesla abbia minacciato agli sventurati ingegneri che sarebbero stati licenziati se non ci fossero riusciti in tempi brevi. Ma perché questo?

    Ora ci arriviamo. Lunedì mattina su Twitter in tanti segnalavano di continuare a visualizzare, sempre in cima, nella sezione “Per te“, tweet di Elon Musk, in continuazione e anche da quelli che non lo seguivano. Una presenza massiccia senza che ci fosse alla base un reale interesse.

    E ora, da quanto raccontato da Platformer, la newsletter di Zoë Schiffer e Casey Newton, si riesce a comprendere la motivazione di questa esposizione massiccia. Ed è una spiegazione legata esclusivamente al super ego di Elon Musk.

    In pratica, come tutti sapete, domenica scorsa si è tenuta la già citata finale del Super Bowl, un momento molto importante per Twitter visto la grande condivisione live di contenuti che avviene durante tutto il match. Si trattava della prima finale per Elon Musk nelle vesti di CEO di Twitter. Lo stesso Musk aveva messo in guardia il team di introdurre meno novità durante il fine settimana per rendere la piattaforma più stabile per evitare qualche problema indesiderato, come è avvenuto nei giorni precedenti in occasione dell’introduzione dei 4 mila caratteri di lunghezza dei tweet per gli abbonati a Twitter Blue negli Usa.

    Ora sia Elon Musk che il presidente Usa, Joe Biden, hanno tifato per i Philadelphia Eagles, che hanno poi perso contro i Kansas City Chiefs. Una situazione insolita per Musk e che ha vissuto male, per il fatto che, secondo lui, Biden ostacoli la Tesla.

    La cosa che ha fatto infuriare letteralmente Elon Musk è stata che il suo tweet, a sostegno degli Eagles, ha ottenuto meno visualizzazioni di quello di Biden. In pratica, oltre 29 milioni di visualizzazioni per il tweet del presidente Biden e circa 9 milioni per il tweet di Musk (poi cancellato). Apriti cielo! Elon Musk, come raccontato su Platformer, è andato su tutte le furie e ha preteso che i suoi tweet avessero più visibilità e che dovessero arrivare a tutti.

    Da notare che Elon Musk ha oltre 128 milioni di follower e l’account del presidente Usa nel ha circa 29 milioni.

    Gli ingegneri di Twitter, un team di 80 persone, ha quindi lavorato per mettere a punto un sistema che permetta a Elon Musk di superare qualsiasi tipo di algoritmo e di avere una strada, come dire, “preferenziale”. I suoi tweet “dovranno” essere visti da tutti.

    Ecco spiegato del perché i tweet di Elon Musk sia visibili a chiunque. Ricorderete quando qualche giorno fa un ingegnere di Twitter aveva esposto la sua idea alla richiesta di spiegazioni, da parte di Musk, sul perché i suoi tweet fossero sempre meno coinvolgenti, dicendo semplicemente che era perché stava calando l’interesse verso quello che lo riguardava, portando a supporto della sua tesi un grafico di Google Trends che tracciava le ricerche di “Elon Musk”. Risposta: licenziato.

    Per spiegare le modifiche ieri fa Musk aveva twittato: “Portate pazienza, stiamo apportando modifiche all’algoritmo”.

    Ed è notizia di oggi che Elon Musk sia pronto a farsi da parte e a nominare un nuovo CEO entro fine di quest’anno, quando secondo lui “Twitter sarà più stabile”. Se lo dice lui.

    Insomma, questa vicenda ci racconta, se ce ne fosse bisogno, che Twitter per Elon Musk è soltanto uno strumento da maneggiare a piacimento. E chi non è d’accordo con questa visione, deve farsi da parte.

    Una visione, la sua, che manca di rispetto agli utenti, quelli che di fatto hanno resto Twitter lo strumento fondamentale per condividere e informarsi che è, nonostante tutto, ancora oggi; che manca di rispetto a coloro che ci lavorano che nella fase di transizione hanno pagato un duro prezzo; che manca di rispetto a chi ancora oggi investe su Twitter in visibilità, convinti che sia ancora uno strumento valido.

    Elon Musk ha comprato Twitter per potersi definire anche proprietario di un media, senza sapere che cosa questo comportasse.

    Sarà pure un visionario, innovativo, geniale, ma la vicenda Twitter sta mostrando a tutti anche un altro aspetto del suo carattere, quella di perdente. Speriamo bene per Twitter.

  • Twitter Blue, i tweet fino a 4 mila caratteri per gli abbonati

    Twitter Blue, i tweet fino a 4 mila caratteri per gli abbonati

    Lo aveva annunciato Elon Musk un mese fa e infatti è arrivata la possibilità di scrivere tweet fino a 4 mila caratteri di lunghezza. La possibilità resta solo per gli abbonati a Twitter Blue e, per ora, solo per gli utenti Usa. Cade quindi il limite dei 280 caratteri.

    La tabella di marcia annunciata da Elon Musk per arrivare alla versione di Twitter 2.0 procede così come lui aveva indicato un mese fa. Se ricordate, qualche settimana fa, a proposito del nuovo layout che prevede la home divisa in “Per te” e “Seguiti”, mandando in soffitta la stellina, avevamo segnalato che una modifica sostanziale sarebbe arrivata ai primi di febbraio 2023, e così in effetti è stato.

    E si tratta di quella che è stata annunciata quando in Italia erano circa le 21 dell’8 febbraio 2023. E parliamo della possibilità di scrivere “long tweet”, ossia tweet della lunghezza fino a 4 mila caratteri.

    La possibilità resta però solo per gli abbonati a Twitter Blue, la versione di Twitter a pagamento, e solo per gli utenti negli Usa. Ma tanto è bastato per far cadere, nuovamente, il limite dei caratteri che, comunque, restano fissati a 280 per tutti gli altri utenti.

    Ricorderete quando nel 2017 venne abbattuto il limite dei 140 caratteri, vero elemento distintivo di Twitter fino ad allora. Fu visto come un tentativo di snaturare la piattaforma anche se poi l’effetto fu abbastanza minimo. Per l’occasione, potete rileggere anche i pareri degli esperti a cui avevamo chiesto un’opinione a riguardo, tutte interessanti.

    twitter blue 4 mila caratteri franzrusso.it

    Ma, tornando ad oggi, con l’allungamento a 4 mila caratteri, anche se lanciata come funzionalità ristretta e accessibile solo agli abbonati a Twitter Blue, in qualche modo decreta la fine di Twitter per come lo abbiamo sempre conosciuta. Perché è anche dal superamento di questo limite che prende sempre più forma il “Twitter 2.0” di Elon Musk.

    Quindi, coloro che avranno la possibilità di scrivere tweet più lunghi saranno certamente disincentivati a formare thread con una fila di tweet per spiegare il proprio pensiero, mentre tutti gli altri potranno mettere like, fare retweet o citare con un tweet. I tweet più lunghi appariranno per tutti nei primi 280 caratteri e poi apparirà la dicitura “Mostra di più”, cliccando la quale il tweet si aprirà in tutta la sua lunghezza.

    Da segnalare che proprio intorno alle 21 di ieri, come dicevamo, Twitter ha subito un down considerevole a livello globale, al punto da creare non pochi disagi a chi stava seguendo il Festival di Sanremo. Ma non solo, tanti utenti hanno segnalato anche la visualizzazione di messaggi di errore del tipo “Hai superato il limite dei tweet di oggi” o “Hai superato il limite delle persone da seguire oggi”.

    In realtà si tratta di due limiti attivati nello stesso momento in cui Twitter lanciava appunto il i tweet fino a 4 mila caratteri.

    Nei fatti, esisterà un limite di tweet al giorno che è fissato a 2.400 tweet e un limite per gli account da seguire fissato a 400 al giorno. Esisterà anche un limite per il numero di DM (messaggi diretti) fissato a 500 al giorno.

    Il down ha, per la verità, interessato altre piattaforme come Instagram e YouTube, più o meno nello stesso periodo.

    Intanto, visti i disagi che il down ha creato in concomitanza del lancio di una nuova funzionalità, Elon Musk, con una mail interna, invita gli sviluppatori di Twitter ad evitare il lancio di novità nei prossimi giorni, soprattutto in vista del Super Bowl, evento sportivo molto seguito su Twitter.

    Quello che resta è che da oggi Twitter non sarà più lo stesso. E non significa che è finito.

  • Twitter Blue, negli Usa gli abbonati sono meno di 300 mila

    Twitter Blue, negli Usa gli abbonati sono meno di 300 mila

    Secondo un documento interno di Twitter, il cui contenuto è stato riportato da The Information, gli abbonati a Twitter Blue negli Usa, il mercato più grande della piattaforma, sono meno di 300 mila.

    Approdato da poco anche in Italia, e in altri 5 paesi (tra i quali Arabia Saudita, Francia, Germania, Portogallo e Spagna, per un totale di 12), al costo di 8 dollari al mese se effettuato dal web (che scendono a 7 se si sceglie l’abbonamento annuale) e di 11 euro se si sceglie l’abbonamento da iOS o Android, Twitter Blue, la versione premium di Twitter in realtà non sta decollando come si sperava. Anzi, come Elon Musk sperava.

    Dai numeri che sono stati diffusi in questi giorni, si capisce che le cose non vanno per il verso giusto e, forse, è il caso che proprio Elon Musk riveda un po’ gli obiettivi che si era prefissato di raggiungere in questo anno.

    Ma partiamo dai numeri. The Information, solitamente molto informato, nei giorni scorsi ha pubblicato un report citando un documento interno all’azienda il quale riportava che il numero di abbonati a gennaio di quest’anno, negli Usa, il mercato più grande per Twitter, ammontava a circa 180 mila utenti. Un numero decisamente inferiore alle attese e che si attesta tra lo 0,2% e lo 0,3% degli utenti attivi mensili, restano fermi agli ultimi dati.

    Twitter blue abbonamenti

    E con questi numeri, all’interno del mercato dove risiede il 62%, più o meno, degli utenti della piattaforma, è dura per Elon Musk trasformare Twitter Blue nello strumento in grado di fornire la metà degli introiti, fissati a 3 miliardi di dollari. Sta per diventare una sfida, quasi, impossibile.

    Ora, tenendo per buoni i numeri che si trovano all’interno di quel documento interno visionato da The Information, è verosimile dire che gli utenti paganti, negli Usa siano meno di 300 mila, ovvero sia 290 mila.

    https://twitter.com/travisbrown/status/1619722713786118144

    Le rilevazioni fatte dal ricercatore Travis Brown in effetti danno questi numeri che corrispondono a quelli contenuti all’interno del documento interno.

    Sulla base di queste rilevazioni, allora si può dire che Twitter sta guadagnando circa 7,2 milioni di dollari a trimestre, numeri tutto sommato non cattivi. Ma vanno comunque contestualizzati alla realtà di Twitter.

    E qui ritornano gli obiettivi fissati da Elon Musk con il suo programma “Twitter 2.0”. Infatti, questo programma prevede che i ricavi provenienti da Twitter Blue debbano raggiungere il 50% dei ricavi totali. Obiettivo al momento attuale assai poco raggiungibile.

    Se consideriamo il numero di circa 300 mila abbonati negli Usa, stiamo parlando di un numero molto piccolo rispetto al numero totale di utenti iscritti a Twitter. E anche dopo l’estensione di Twitter Blue ad altri paesi è molto probabile che la situazione, in proporzione, resti analoga.

    Quindi, come farà Elon Musk a raggiungere a cifra di 3 miliardi di dollari entro quest’anno se anche l’advertising comincia a soffrire? Dopo l’arrivo di Musk sono stata centinaia le aziende che hanno deciso si abbandonare l’advertising sulla piattaforma, per via delle tante decisioni controverse, assolutamente in antitesi rispetto alla gestione precedente.

    A tutto questo va aggiunto la recente decisione di cancellare l’accesso gratuito agli API e trasformarlo a pagamento, scelta che sta penalizzando le agenzie di social media monitoring, i ricercatori universitari. Si tratta di una scelta che avrà una ricaduta anche sulle aziende in termini di costi aggiuntivi.

    Va aggiunto anche l’intenzione di rendere la spunta per le aziende a pagamento, circa 1000 dollari al mese. Al momento un’idea che non ha ottenuto alcun riscontro positivo.

    Insomma, i numeri non sono rosei e le previsioni neanche. Mettere a pagamento la spunta blu, perché di questo si tratta, non comporterà un aumento di interesse ma, invece, un calo di attenzione verso un aspetto tanto agognato in passato. E al momento non si intravede alcuna motivazione particolare per passare alla versione premium, a meno che non avvenga qualcosa di veramente rilevante.

    Forse, il tema si riproporrà quando Twitter, da qui a qualche mese, annullerà tutte le spunte blu tradizionali, vale a dire circa 400 mila utenti che potenzialmente saranno disposti a pagare pur di mantenere la spunta. Certo, ci saranno altri 400 mila abbonati e niente più.

  • PeperoniAI, ecco l’intelligenza artificiale empatica

    PeperoniAI, ecco l’intelligenza artificiale empatica

    Arriva da Ferrara l’app di intelligenza artificiale empatica. Si chiama PeperoniAI, sviluppata dalla tech company ferrarese 22HBG, e ambisce a migliorare la vita delle persone. Già disponibile per iOS, presto lo sarà anche per Android.

    È un momento in cui non si parla d’altro che di intelligenza artificiale generativa, ossia quella in grado di generare nuovi contenuti o di modificare quelli esistenti. Esempio eclatante di queste settimane è rappresentato da ChatGPT, sviluppato da OpenAI che ha portato l’attenzione di tutti verso questo fenomeno che si stat ormai diffondendo a macchia d’olio.

    E propri da questa esperienza, in molto hanno notato che in effetti, accanto alla capacità di rispondere alle varie richieste in maniera, più o meno, esaustiva, mancava l’empatia, ossia quella capacità di coinvolgere l’interlocutore facendo leva anche sulle emozioni.

    Ebbene, abbiamo scritto “mancava” appositamente, perché da oggi, anzi da ieri, l’intelligenza artificiale empatica esiste e arriva da Ferrara.

    Si chiama PeperoniAI, dal nome della piattaforma di gestione contenuti da cui deriva. L’app di intelligenza artificiale , on line su iOS e presto sarà disponibile anche per Android, lanciata dalla 22HBG, tech company ferrarese fondata da Gianluca Busi. Partner di aziende internazionali leader nel campo della tecnologia e delle telecomunicazioni (recente l’apertura di una sede in Senegal), 22HBG promuove soluzioni digitali configurandosi come una Hub che “ambisce a migliorare la qualità della vita delle persone“, ‘umanizzando’, con la nuova App, la ‘freddezza’ dell’intelligenza artificiale.

    PeperoniAI intelligenza artificla empatia

    L’App, già scaricabile dall’App Store e tra le primissime in Italia, precede il bisogno dei clienti di potersi relazionare ad altri, per iscritto, con parole adeguate. Il modello di riferimento è OpenAi, dalla quale si differenzia per un’impronta empatica. Al testo si combina infatti l’umore, lo stato d’animo, i sentimenti che animano chi la utilizza, senza snaturarlo, con un tono che può essere formale o informale.

    Come funziona e a chi si rivolge PeperoniAI

    Come ci conferma lo sviluppatore, Renzo Marrazzo, “si è voluto rendere il risultato il più aderente possibile all’identità del fruitore/autore“. Diverse le categorie cui accedere: Media, Education, Writing, Marketing, suddivise a loro volta in tipologie di messaggio. E se per l’Education, ad esempio, si può chiedere di scrivere tanto il riassunto di un libro quanto una poesia, per il marketing si ottengono prevalentemente contenuti di copywriting. Un percorso intuitivo che conduce all’utilizzo di una semplice chat, che in pochi secondi dà riscontro.

    PeperoniAI, è rivolto a chi non ha dimestichezza con la parola scritta ma ha necessità di farsi comprendere; ai social media manager che devono realizzare post; ad utenti che vogliono soddisfare curiosità. Grazie a tutti gli elementi introdotti, il wizard fornisce anche idee. Categorie e tipologie di contenuti saranno potenziati nei mesi, automaticamente.

    Tra le implementazioni previste, cosa non da poco, il codice di programmazione per immagini e grafiche. Un approdo, quello dell’App, in linea con la filosofia dell’azienda, che ha dedicato il 2022 allo studio delle opportunità del Web 3, della Blockchain e del Metaverso, fino ad arrivare a Peperoni, Digital Content Manager che riduce i tempi di gestione dei contenuti aziendali e snellisce processi di archiviazione, catalogazione, distribuzione, misurazione.

    Un’esigenza sentita dai brand che puntano su una strategia di comunicazione che non sia solo social e che vogliono mettere ordine nell’accumulo di contenuti di diverso formato, quindi testi, video, audio, app e podcast.

    Allora Ferrara è pronta a diventare la nuova Silicon Valley?

    La Silicon Valley rimane un importante centro per l’innovazione tecnologica e l’imprenditorialità, ci sono anche opportunità per l’innovazione e l’imprenditorialità in altre parti del mondo. Anche una città come Ferrara, con le giuste condizioni e incentivi, può diventare un centro per l’innovazione tecnologica e l’imprenditorialità. Ciò potrebbe includere investimenti in infrastrutture, formazione e programmi di supporto per le start-up, e la creazione di un ecosistema favorevole per l’innovazione e l’imprenditorialità“. 

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    AI tra lavoro, sicurezza e privacy

    Il lancio di ChatGPT, e di altri modelli di intelligenza artificiale generativa, hanno sollevato non poche preoccupazioni per le diverse implicazioni che un uso eccessivo e poco controllato può generare. Ma secondo 22HBG , le AppAI, possono migliorare la qualità della vita delle persone in svariati modi: fornendo assistenza nella gestione del tempo, nell’organizzazione delle attività quotidiane, nella comunicazione con gli altri, nell’apprendimento di nuove competenze e nell’accesso a informazioni utili. Su questo aspetto Renzo Marrazzo ci ha risposto:

    “Ci sono AppAI che possono aiutare le persone con disabilità a comunicare utilizzando la voce o il linguaggio dei segni; ad apprendere nuove competenze, come lingue straniere, matematica, scienze e molto altro ancora. Altre che possono fornire informazioni utili su una vasta gamma di argomenti, come la salute, il benessere, le notizie, la cultura, lo sport e molto altro ancora”.

    E rispetto al mondo del lavoro?

    «Da una parte si teme che l’adozione di tecnologie AI possa causare la perdita di posti di lavoro, soprattutto per le professioni automatizzate, anche se ci sono studi che indicano come l’adozione di tecnologie AI potrebbe creare nuovi posti di lavoro e migliorare la produttività. Dall’altra parte, c’è la preoccupazione che le tecnologie AI possano perpetuare o addirittura amplificare le disuguaglianze esistenti, come la discriminazione basata sull’età, il genere o la razza».

    E ancora, Marrazzo aggiunge la sua opinione anche su quello che riguarda altri due temi spinosi, legati all’intelligenza artificiale, come la sicurezza e la privacy.

    In generale, è importante considerare sia i benefici che i rischi delle tecnologie AI nel mondo del lavoro e adottare misure per mitigare i rischi e sfruttare al meglio i benefici. Ciò può includere la formazione e la riqualificazione per le professioni che potrebbero essere colpite dall’automazione, nonché la creazione di standard etici e di protezione dei dati per garantire che le tecnologie AI siano utilizzate in modo responsabile e rispettoso dei diritti umani“.

    Ecco, a questo punto non vi resta che andare sull’App Store e scaricare l’app PeperoniAI e metterla alla prova. E poi, se volete, fateci sapere cosa ne pensate.

  • Gli adolescenti tra digitale, gaming e social media nel 2023

    Gli adolescenti tra digitale, gaming e social media nel 2023

    Il tema Adolescenti e Digitale è di grande attualità e il report di Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids, presentato oggi, ci offre uno spaccato attuale. Più del 70% degli adolescenti intervistati teme l’uso improprio dei propri contenuti sui social media.

    Il tema Adolescenti e Digitale è di grande attualità per il fatto l’attenzione su come i giovani, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, si relazionano con il Digitale e i social medi ain particolare.

    E proprio oggi, nell’Aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è stato presentato il report “Tra realtà e Metaverso. Adolescenti e genitori nel mondo digitale” elaborato da Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids.

    La ricerca, condotta su un campione di 804 genitori e 815 giovani tra i 12 e i 18 anni tra il 7 e l’11 novembre, offre uno spaccato delle percezioni dei giovani tra i 12 e i 18 anni e dei loro genitori, sul rapporto con il mondo digitale, coprendo problematiche quali gaming, salute mentale, condivisione dei dati e, non ultima, privacy.

    Il report registra un aumento delle preoccupazioni, condivise da genitori e adolescenti, per quanto riguarda gli effetti negativi che possono nascere da una eccessiva esposizione agli schermi digitali da parte dei giovanissimi. E non sempre i giovani utenti hanno sviluppato una consapevolezza da indicargli come evitare i pericoli, controllarli o segnalarli.

    adolescenti digitale gaming social media 2023

    Ecco una sintesi del report.

    Rischi nel mondo digitale

    Il 65% dei ragazzi intervistati teme di essere contattato da estranei adulti (percentuale che cresce fino al 70% se si considerano soltanto le ragazze e gli utenti più piccoli, dai 12 ai 14 anni). Tra i rischi indicati dai soggetti intervistati emergono: il bullismo (57%), oversharing di dati personali (54%), la visione di contenuti violenti (53%) o sessualmente espliciti (45%), l’invio di contenuti di cui ci si potrebbe pentire (36%), le spese eccessive (19%), il gioco d’azzardo (14%).

    Al 48% degli utenti, quindi quasi la metà (53% nel caso di ragazzi 15-18 anni) è capitato di trovarsi di fronte a contenuti poco appropriati e nel 25% i contenuti apparsi li hanno turbati e impressionati. Nel 68% dei casi i contenuti più diffusi sono quelli violenti, seguiti immediatamente da quelli pornografici (59%) e sessualmente espliciti (59%), dai contenuti discriminatori e razzisti (48%), da quelli riguardanti il suicidio e l’autolesionismo (40%) o inneggianti l’anoressia e la bulimia (30%), ma anche il gioco d’azzardo (27%).

    I genitori risultano essere un punto di riferimento per i figli, nel caso di eventi spiacevoli accaduti online. Il 19% riporta di aver accolto le confidenze dei propri figli in passato, mentre il 49% ritiene che i propri figli ne parlerebbero in famiglia, anche se per il momento non sono ancora avvenuti episodi di questo tipo.

    Condivisione di dati, privacy e verifica dell’età

    Più del 70% dei 12-18enni intervistati prova una forte timore rispetto al fatto che i dati da loro stessi condivisi quotidianamente online (aggiornamenti sui social media, ricerche e navigazione sul web, tracce di dati del proprio utilizzo di Internet e degli smartphone) vengano utilizzati senza il loro consenso.

    Un dato interessante emerge sul punto relativo all’age verification da parte di social media, app e altri siti Internet: per gli adolescenti è di media 15 anni, per i genitori un anno in più, 16. In entrambi i casi si tratta di un discrimine superiore rispetto a quello individuato dall’Italia (14 anni) in seguito alla normativa europea per il consenso al trattamento dei dati.

    Il risultato del report dimostra l’importanza da parte dei giovani utenti e dei loro genitori dei sistemi di age verification e quindi della necessità di un loro utilizzo per un periodo più lungo. Per il 70% degli adolescenti intervistati sono molto utili per evitare di trovarsi in situazioni rischiose, per il 65% per fare in modo che non compiano azioni senza pensare alle possibili conseguenze e per il 61% per evitare che vedano contenuti inappropriati.

    Salute mentale nel mondo digitale

    L’utilizzo sempre più esteso delle tecnologie digitali non ha comportato solo una trasformazione nel modo di comunicare, ma ha anche un impatto sulla salute mentale di tutti, compresi i giovanissimi. Aspetto di cui, per la verità, non si parla molto ma che necessita una maggiore attenzione.

    Quasi un terzo dei giovani intervistati, il 27% di essi, dichiara di sentirsi ansioso o agitato senza l’utilizzo dei social (il dato sale al 29% tra i giovani utenti di 15-18 anni ed è del 26% dai 12-14); mentre il 22% risponde addirittura che si sentirebbe perso. Rispetto al 2018, da questo punto di vista, si registra un aumento del 10%.

    Inoltre, sempre rispetto a quattro anni fa, si dimezza la percentuale di ragazzi che sostengono che una lontananza dai social “non farebbe alcun effetto”.

    I contenuti fruiti sui social media potrebbero suscitare sentimenti negativi. Il 53% riferisce di aver provato sentimenti spiacevoli, come l’invidia per la vita degli altri (24%, soprattutto i 15- 18enni). Il 21% afferma che è capitato di sentirsi inadeguato, il 18% diverso, il 10% omologato. La restante parte prova solitudine (12%) o rabbia per le vite degli altri (9%).

    I giovani e il gaming

    Interessante la considerazione che i giovani fanno rispetto al gaming. Il 35% degli intervistati, in prevalenza maschi, ritiene che il gaming possa essere utile nel creare un clima positivo di classe tra i compagni; il 27% lo considera un possibile strumento utile per l’insegnamento delle materie scolastiche e la stessa percentuale lo considera applicabile nella pratica sportiva. Il 25% suggerisce come il gaming possa essere utile nell’aiutare ad affrontare le difficoltà psicologiche e il 15% lo considera potenzialmente importante nell’ambito della salute mentale. Inoltre, il gaming ha una matrice relazionale: il 36% (45% nel caso dei maschi) dichiara di aver conosciuto persone nuove mentre giocava.

    adolescenti digitale gaming social media 2023

    Dalla ricerca emergono anche in maniera chiara i lati negativi del mondo del gaming dove risultano essere abbastanza frequenti gli episodi riconducibili alla discriminazione e all’esclusione: l’11% dei giovani intervistati dice di aver preso le difese di qualcuno, l’11% ammette di aver preso in giro qualcuno, il 10% riferisce di essere stato preso in giro, l’8% di essere stato escluso e il 6% di aver assistito a qualcosa che l’ha fatto sentire a disagio.

    Come si sentono i ragazzi e le ragazze quando giocano? Il 32% dice di sentirsi capace e il 14% si sente capito dagli altri giocatori.

    Dal report emerge anche un altro aspetto, non secondario, e cioè che il gioco può fungere da schermo protettivo nei confronti del mondo, finendo per isolare i ragazzi. Infatti: il 32% ammette di perdere la cognizione del tempo, il 13% teme di esserne dipendente, l’11% ha l’impressione di essere protetto dal mondo esterno e l’8% si sente isolato.

    Ecco, questa la sintesi dell’interessante report di Telefono Azzurro in collaborazione con Doxa kids che potete consultare e scaricare, in versione estesa, sul sito azzurro.it.

  • Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Twitter, ricavi in calo: giù del 35% negli ultimi tre mesi

    Secondo quanto riporta The Information, Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con una perdita dei ricavi del 35%. Intanto oltre 500 investitori hanno smesso di fare advertising sulla piattaforma.

    Twitter ha chiuso l’ultimo trimestre del 2022 con i ricavi in calo. Si tratta proprio del periodo di gestione di Elon Musk che ha acquisito in maniera formale la società il 27 ottobre dello scorso anno. Come sapete, Twitter è ormai una società privata e i conti trimestrali non sono resi più pubblici. Questi dati sono stati riportati da The Information dopo aver avuto modo di visualizzare i report e di leggere le annotazioni di Chris Riedy, Sales e Marketing di Twitter.

    E i numeri dicono che nell’ultimo trimestre del 2022 Twitter ha fatto registrare un calo dei ricavi del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un calo evidente che ci mostra quale sia l’esito della gestione da parte di Elon Musk dell’azienda Twitter.

    Twitter, in pratica, ha registrato entrate per 1,025 miliardi di dollari, pari ad appena il 72% dell’obiettivo interno dell’azienda per l’ultimo trimestre targato 2022. Informazioni che sono state estrapolate da una diapositiva mostrata da Riedy ai suoi collaboratori.

    Secondo quanto riporta The Information, prima che Musk assumesse la direzione di Twitter nell’ottobre 2022, le entrate dell’azienda erano pari al 98% delle proiezioni iniziali, come ha dichiarato lo stesso Riedy durante la riunione di presentazione dei risultati.

    Twitter calo entrate 2023 franzrusso.it

    Volendo fare un minimo di paragone, l’ultima trimestrale pubblica, quella di fine luglio 2022, le entrate erano state di 1,18 miliardi di dollari contro 1,32 miliardi di dollari.

    Ora, martedì scorso, e se ne è parlato moltissimo sui social media e non solo, le entrate giornaliere di Twitter erano inferiori del 40% rispetto allo stesso giorno di un anno fa.

    Una tendenza, questa, che se dovesse essere confermata, il fatturato del primo trimestre dell’azienda potrebbe scendere a circa 720 milioni di dollari. E, a quanto pare, i numeri forniti da Riedy sembrano confermare questo andamento. Anche se, secondo le previsioni interne, si ambisce ad arrivare a 732 milioni di dollari.

    Le previsioni, purtroppo, per Twitter non sono rosee. Infatti, sono ormai più di 500 gli inserzionisti di Twitter che hanno smesso investire in advertising sulla piattaforma da quando Elon Musk ha preso il controllo della società.

    A questo bisogna aggiungere che anche gli editori americani stanno rivedendo la propria posizione su Twitter. L’American Press Institute ha recentemente intervistato 50 redazioni giornalistiche e da queste interviste è derivato che il 67% non intende pagare per mantenere o aggiungere account verificati su Twitter; il 28,3% ha dichiarato di non essere sicuro della nuova gestione e solo il 4,3% ha detto che avrebbe pagato.

    Alla domanda se intendessero continuare ad usare Twitter come piattaforma di distribuzione, il 59% ha risposto che lo userà più o meno allo stesso modo, mentre il 20,5% ha detto che prevede di usarlo meno.

    Insomma, da quello che si intravede, lo scenario economico-finanziario di Twitter è tutt’altro che roseo e, per certi versi, si tratta di dati che non sorprendono, anzi. Si tratta di dati che confermano quello che era abbastanza facile da prevedere.

    In questa situazione, pensare che Twitter Blue, di cui si comincia ad offrire addirittura l’abbonamento annuo a 84 dollari, possa risollevare le sorti dell’azienda è un pensiero abbastanza arduo.

    Al momento, pe quelle che sono le condizioni reali, è difficile pensare che la modalità a pagamento attraverso Twitter Blue possa spingere gli utenti ad abbonarsi. Molto difficile per come oggi la piattaforma viene percepita e per come è stata gestita.

    Twitter non è arrivata alla fine dei suoi giorni, ma di certo è necessario un modello chiaro, inclusivo e sicuro per provare seriamente a crescere.

  • Podcast in Italia, alla ricerca di un modello sostenibile

    Podcast in Italia, alla ricerca di un modello sostenibile

    Sono 11,1 milioni gli utenti italiani che ascoltano podcast, numeri che testimoniano la crescita di attenzione verso questo formato audio. Solo che ancora si fa fatica a trovare un modello economico sostenibile.

    I Podcast in Italia sono in crescita, a differenza di quello che accade in altri paesi, pur potendo contare su un bacino di utenti molto più ampio. Ma nel nostro paese, l’attenzione verso i podcast non è mai diminuita, anzi. Si tratta di un formato di contenuto che sta spingendo anche le aziende a sperimentare con un certo successo. Ma in tutto questo c’è un “però”, ed è il fatto che, nonostante i numeri in crescita, i podcast faticano a trovare un modello economico sostenibile.

    Di recente sono stati pubblicati dei dati che mostrano come gli italiani siano grandi fruitori di contenuti digitali, un dato che durante la pandemia ha toccato i livelli più alti. Adesso, dopo gli ultimi due anni, la percentuale è leggermente in crescita anche se, guardando i dati relativi alla spesa che gli utenti italiani spendono per la fruizione di video e giochi online, si parla di 3,3 miliardi di euro nell’acquisto di contenuti digitali nel 2022.

    L’audio è parte dei contenuti digitali che gli italiani fruiscono maggiormente, ma relativamente all’acquisto si parla di audio musicali e non di audio podcast.

    E noi vogliamo soffermarci proprio sui podcast, formato che ci piace molto e che, siamo sicuri piaccia anche a voi che state leggendo.

    podcast italia 2023 franzrusso.it

    Come detto in apertura, in Italia gli utenti che ascoltano podcast sono in constante aumento. Erano 8,5 milioni nel 2020 e sono arrivati ad essere, secondo gli ultimi dati della Ipsos Digital Audio Survey 2022, 11,1 milioni. Un dato molto incoraggiante, del 5% in più rispetto all’anno precedente, soprattutto se lo mettiamo a confronto con altri mercati molto più evoluti da questo punto di vista, come Usa e Uk, cresciuti nel 2022, rispettivamente, del 5% e del 4,7%.

    Nel 2023 gli ascoltatori di podcast cresceranno a due cifre in Cina, Argentina, Francia e Germania e si prevede che Cina e Argentina continueranno a crescere a due cifre anche nel 2024.

    I Podcast in Italia stanno quindi entrando nella dieta mediatica degli utenti italiani, stanno rientrando nella tipologia di contenuti affidabili che interessano il pubblico. Da notare che il pubblico è giovane, è infatti composto dal 43% di utenti con età inferiore ai 35 anni. E lo smartphone resta il dispositivo più usato per l’ascolto nel 72% dei casi.

    Si tratta quindi di un contesto molto positivo, anche se ancora carente di un modello economico sostenibile e, ad oggi, sono responsabili di una quota ancora marginale sia della spesa del consumatore sia della raccolta pubblicitaria, come rilevano anche i dati dell’Osservatorio Digital Content promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.

    podcast italia 2023

    Quindi, nel nostro paese si assiste ad un processo di crescita che, però, non riesce a dare vita ad un mercato pubblicitario solido e costante. Spotify ha definito le potenzialità del podcast advertising pari a 20 miliardi di dollari.

    E questo avviene proprio quando nell’ambito dell’editoria si stanno valutando nuove forme di coinvolgimento dei lettori volte a promuovere nuovi canali e forme di diffusione dei contenuti, in modo particolare, appunto, i podcast.

    Si tratta quindi di un contesto positivo che trova conferma sempre nei dati della Ipsos Digital Audio Survey 2022 che rivelano come il ricordo delle pubblicità associate ai podcast resta stabile sui livelli elevati raggiunti negli ultimi anni, ossia del 71%. Resta prevalente nel ricordo la forma di adv prima/durante/dopo i podcast, anche se in calo. Crescono invece, nel ricordo, gli annunci letti dagli speaker e i podcast interamente incentrati su un brand sponsor.

    Ecco, questa nostra considerazione sui podcast ad inizio anno per evidenziare, coon dati alla mano, come questo formato audio abbia ancora un grande potenziale, anche se faticano a trovare la loro strada modelli di business più evoluti. Pensiamo, ad esempio, a modelli di abbonamento o acquisto singolo diretto.

    Ma, essendo ad inizio anno, non è detto che non possa succedere proprio in questo 2023.

    E voi ascoltate podcast? Quali e i che occasione li ascoltate? Sareste disposti a pagare o abbonarvi per l’ascolto? Fateci sapere cosa ne pensate.

  • Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Twitter 2023, nuovo layout stile TikTok e altre novità in arrivo

    Il 2023 di Twitter inizia con il nuovo layout, fortemente voluto da Elon Musk, che ricorda molto TikTok. Ma ci sono altre novità, alcune già attive e altre in arrivo, che stanno definendo sempre di più il nuovo Twitter 2.0.

    In attesa di capire se, e quando, Elon Musk lascerà davvero il ruolo di CEO di Twitter, la piattaforma ormai nelle mani del proprietario della Tesla ha introdotto delle novità recenti e altre, più rivoluzionarie, stanno per arrivare.

    Dopo l’esito del sondaggio da lui indetto, attraverso il quale gli utenti hanno espresso il parere che debba lasciare il ruolo di CEO dell’azienda da lui recentemente acquisita, Elon Musk non sembra farci molto caso, anzi.

    Al momento il processo, pesante, di ristrutturazione dell’azienda prosegue e, allo stesso tempo, anche il processo di rivoluzione della piattaforma stessa.

    Sì, parliamo di rivoluzione nel senso che alcune delle innovazioni annunciate rischiano di cambiare Twitter in maniera radicale, al punto da farlo sembrare altro.

    twitter 2023 layout novità

    Oltre a tutto ciò che è successo negli ultimi due mesi, da quando Elon Musk è diventato proprietario di Twitter, l’intento qui è quello di mettere in evidenza ciò che è stato introdotto da allora e ciò che arriverà.

    Già, perché nello scorso fine settimana Elon Musk, come al suo solito, in un tweet ha annunciato delle importanti novità che, in parte, arriveranno nei prossimi giorni e in parte nelle prossime settimane.

    E cominciamo con la novità che arriverà nelle prossime settimane, nel mese di febbraio, quella più rivoluzionaria per gli effetti che produrrà.

    Twitter e i long-form tweet

    Non appena arrivato in Twitter, sapete che Elon Musk ha redatto il suo piano chiamato “Twitter 2.0”. Questo piano, dopo la robusta riorganizzazione dell’azienda (che ha portato al licenziamento di oltre il 60% dei dipendenti) aveva come obiettivo quello di allungare il numero dei caratteri a disposizione per comporre un tweet, al momento fermo a 280 caratteri.

    In pratica, viene introdotto il long-form tweet e Andrea Conway, designer di Twitter, ha di recente svelato alcuni screenshot di come sarà la nuova funzionalità. Quello che non si sa ancora è se i caratteri a disposizione saranno 2.500 o 4.000, come affermato da Elon Musk nelle scorse settimane.

    Ovviamente, in quanto rivoluzionaria, si tratta di una funzionalità che divide, nelle opinioni, gli utenti di Twitter.

    Twitter e la nuova interfaccia For you, in stile TikTok

    Un’altra novità, che ha annunciato Elon Musk, avrà un impatto abbastanza evidente sul layout di Twitter. In pratica, una delle grandi fissazioni del capo della Tesla, da oggi, e solo per i dispostivi iOS al momento, per passare dai tweet consigliati a quelli degli account seguiti basterà spostarsi a destra e a sinistra. Si tratta di una nuova interfaccia utente che nulla ha a che fare con quella attuale.

    Come annunciato attraverso l’account Twitter Support, da oggi ci sarà una impostazione di default, chiamata For youPer te, che sostituisce l’attuale Home, che definirà il feed algoritmico, e poi ci sarà una sezione chiamata FollowingSeguiti, che definirà il feed cronologico inverso. Scompare la stellina (ancora visibile su Android e sulla versione web) e che permetteva il passaggio tra i due feed, anche se resta sempre possibile passare al feed cronologico.

    Il passaggio tra i due feed viene reso possibile da uno “swipe” a destra e a sinistra.

    Non vi sfuggirà la pesante analogia con TikTok che, nella medesima forma, propone uno switch tra la modalità “For you” e quella “Following”.

    Quindi, “For you” ripropone sostanzialmente il feed della vecchia impostazione “Home”, ossia i tweet degli account che si seguono in ordine sparso, intervallati da tweet di account che l’algoritmo propone perché è possibile che possano piacere. Novità importante, che val la pena di sottolineare, è che anche se chiudete l’app avendo scelto l’impostazione “Following”, una volta riaperta si verrà riportati sempre all’impostazione di default, “For you”.

    Twitter e i nuovi segnalibri

    E poi, sempre uno dei punti fissi di Elon Musk, c’è una novità in arrivo che riguarda i segnalibri, la possibilità di salvare i tweet. E da quanto anticipato sempre da Andrea Conway sarà possibile salvare un tweet cliccando sull’icona, sempre la stessa, che ricorda molto quella già presente su Instagram, in alto a destra.

    Una volta salvato il tweet la stessa icona cambia colore, a ricordare il salvataggio. Questa novità arriverà entro il mese di gennaio.

    Twitter, i nuovi badge e le visualizzazioni pubbliche

    Tra le novità già adottate, per tutti gli utenti, ci sono i badge con colori differenti: blu per tutti gli abbonati a Twitter Blue (non ancora disponibile per tutti gli utenti), oro per le aziende e grigio per gli account istituzionali.

    E poi, di recente sono state rese pubbliche, su ogni tweet, le visualizzazioni di ciascun contenuto. Una novità anche questa molto divisiva tra gli utenti che, in realtà era già disponibile nella sezione Analytics ma non pubblica. Renderla pubblica per tutti, in effetti, non è una buona idea in quanto accentua, in maniera incontrovertibile, la distanza enorme tra le visualizzazioni e le interazioni che un singolo contenuto è capace di attrarre. Una distanza enorme che rischia di provocare anche effetti negativi.

    I Twitter Awards

    E ancora, tra le novità in arrivo c’è anche un potenziamento del motore di ricerca interno di Twitter, in realtà mai usato come si dovrebbe e che Elon Musk ha messo nel mirino.

    E, infine, vi è una novità che riguarda per lo più i creator, quando sembrava che la nuova gestione di Elon Musk se ne fosse completamente dimenticato. In pratica, la solita e ben informata Jane Manchun Wong ha scoperto che Twitter sta lavorando ad un sistema di stickers, quindi adesivi, che gli utenti possono acquistare per premiare i creatori dei loro tweet. Si tratta di una funzionalità che è molto simile (per alcuni la stessa) a quella già adottata su Reddit.

    E ci fermiamo qui con questa breve carrellata di novità, già concrete o in arrivo, che ci mostrano quanto Twitter stia cambiando in effetti.

    Un aspetto che tutti stanno già rilevando da qualche settimana a questa parte è che l’algpritmo di Twitter sta spingendo sempre di più verso una impostazione che è simile a quella di TikTok. Cerca quindi, nella impostazione che si chiamerà “For you” di cui sopra, di spingere contenuti di account che non si seguono in quanto crede che possano piacere. Una impostazione adottata anche da Instagram e da Facebook.

    Vedremo cosa succederà.

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