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  • Twitter rende pubblici gli ultimi dati prima dell’era Elon Musk

    Twitter rende pubblici gli ultimi dati prima dell’era Elon Musk

    Twitter pubblica i dati dell’ultimo trimestre, il primo di quest’anno, prima dell’era Elon Musk. Gli utenti arrivano a 229 milioni giornalieri, poi non conosceremo più questi dati.

    Sono stati resi noti oggi i dati relativi al Q1 2022, i dati finanziari e societari che si riferiscono all’esercizio del primo trimestre di quest’anno di Twitter. E, alla luce dell’acquisizione da parte di Elon Musk, sono di grane importanza per il fatto che si tratta degli ultimi dati pubblici che avremo modo di conoscere. Una volta che il processo di acquisizione verrà concluso, Twitter si trasformerà in una private company e non avrà più l’obbligo, come quello attuale, di rendere pubblici i dati di esercizio.

    Anche per questo motivo, Twitter ha annullato la conferenza di presentazione e sta ritirando tutti quelli che erano gli obiettivi prefissati per il quinquennio che si sarebbe concluso entro il prossimo anno.

    In pratica, i dati che stiamo per conoscere, specialmente quelli riferiti agli utenti giornalieri, sono gli ultimi che conosceremo di Twitter in via ufficiale.

    Twitter pubblici ultimi dati

    Dal punto di vista finanziario, Twitter chiude il trimestre, alla data del 31 marzo, con entrate per 1,2 miliardi di dollari in crescita del 15,4% rispetto allo scorso anno. Le entrate ricavate dalla vendita pubblicitaria sono aumentate del 23% in un anno arrivando a 1,11 miliardi di dollari.

    Le spese e i costi della società sono 1,33 miliardi di dollari in aumento del 35% rispetto all’anno precedente. Il reddito netto durante il trimestre è stato di 513 milioni di dollari, anche se è stato aiutato da un guadagno di 970 milioni di dollari, al netto delle tasse, dalla vendita di MoPub.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1519648492926341120

    Twitter, gli utenti giornalieri sono 229 milioni

    Se guardiamo invece il dato riferito agli utenti, Twitter fa registrare 229 milioni di utenti giornalieri, in aumento del 15,9% rispetto all’anno precedente. E crescono negli Usa del 6,4% e nel resto del mondo con 18,1%. In pratica, si passa dai 217 milioni dell’ultimo trimestre del 2021 ai 229 milioni del primo trimestre di quest’anno.

    Ma c’è da rilevare che, negli ultimi due anni/tre anni, Twitter ha praticamente sempre sovrastimato il numero dei suoi utenti. Un errore in eccesso che ha portato a calcolare circa 1,9 milioni di utenti giornalieri in più per ogni trimestre. Questo per il fatto di considerare come attivi anche account che spesso erano riferiti ad un solo utente. Un errore grossolano che i numeri attuali riportano alla realtà.

    Come dicevamo in apertura, questi saranno gli ultimi numeri resi pubblici da parte di Twitter, dopo aver accettato la proposta di acquisizione per 44 miliardi di dollari avanzata da Elon Musk.

    Il quale Elon Musk ha più volte tenuto a precisare che questo per lui non è un affare per fare soldi, ma solo per rendere Twitter una piazza “de-facto”, dove ognuno sarà libero di esprimersi come gli pare.

    Questo il principio in generale, anche se ancora non è dato sapere come questo principio verrà messo in pratica.

    Di certo, questi sono gli ultimi dati di Twitter come società pubblica, con l’era Elon Musk inizia la vita di Twitter come azienda privata, non più tenuta a rendere pubblici i propri dati.

    Il processo di acquisizione va avanti e, come gli accordi impongono, in questo periodo è fatto divieto a Elon Musk di usare Twitter per denigrare il vecchio management di Twitter. Un obbligo a cui lo stesso fondatore della Tesla fa fatica a rispettare, visto che nei giorni scorsi ha preso di mira Vijaya Gadde, responsabile legale di Twitter, la persona che ha lavorato molto in questi ultimi tre anni per approntare una policy su Twitter in modo da garantire regole certe.

    Il futuro di Twitter è legato al destino di Elon Musk

    Dal tweet di Elon Musk è scaturito un fiume di insulti, rea di essere stata secondo molti artefice della censura di diversi personaggi su Twitter, Donald Trump compreso. Un atteggiamento che la dice lunga su quale sia l’idea di “libertà di parola” che da giorni ormai Elon Musk va professando ovunque.

    L’unica cosa che al momento è certa, è che una volta chiuso il processo di acquisizione non si sa in quale direzione andrà Twitter.

  • Il futuro di Twitter è legato al destino di Elon Musk

    Il futuro di Twitter è legato al destino di Elon Musk

    Elon Musk è riuscito a raggiungere il suo scopo e ad acquisire Twitter per 44 miliardi di dollari. La società diventerà una private company e tutto si gioca sulla libertà di parola. Probabilmente, la libertà di parola di Elon Musk.

    Otto anni e mezzo dopo dal suo ingresso a Wall Street e 16 anni dopo la sua fondazione, Twitter è pronta a uscire dal mercato per trasformarsi in una private company e cambiare di mano. Come ormai sapete bene, ad acquistarla è stato Elon Musk, per 44 miliardi di dollari, che nelle ultime settimane ha intensificato tutti i suoi sforzi, anche finanziari, per arrivare a quello che era il suo obiettivo ormai da qualche tempo: compare Twitter.

    Non è ancora chiaro cosa voglia fare di Twitter il fondatore di Tesla, ma da quanto affermato, anche nel suo breve comunicato di ieri, gli entusiasmi si infrangono immediatamente contro le intenzioni.

    Elon Musk ha più volte tenuto a precisare che questa operazione è animata dall’idea di trasformare Twitter in un grande luogo dove vige la libertà di parolapietra fondante di una democrazia che funziona“. Resta, però, il grande problema su come questa libertà verrà resa effettiva.

    Sappiamo bene che la reputazione che accompagna Musk non è spesso lusinghiera, anche per come tratta le sue aziende. Ecco perché, oggi, la preoccupazione che Twitter possa trasformarsi in qualcosa di diverso a come lo conosciamo è molto alta. Per non parlare della preoccupazione dei dipendenti che da settimane sollevano dubbi e che adesso rischiano di lasciare l’azienda. Almeno un cospicuo gruppo da quello che si sa, prima ancora che venga formalizzato l’accordo di acquisizione.

    Intanto, in attesa che lo stesso Musk, o chi per lui, spieghi davvero cosa intende fare, al di là dei proclami generalizzati, per “libertà di parola” va intesa anche come la sua di libertà di scrivere sulla sua piattaforma quello che vuole, insulti compresi, senza che ci sia nessuno che possa fare qualcosa.

     

    elon musk futuro twitter franzrusso

    Perchè questo? Perché proprio nei giorni scorsi, durante lo scorso fine settimana, si succedevano riunioni su riunioni per arrivare ad un accordo, lo stesso Musk prendeva ad insultare i funzionari della SEC (la Consob italiana), definendoli ”sfacciati burattini“ continuando a dire di aver perso qualsiasi rispetto per loro. Tutto normale?

    Proviamo ad estendere, nella situazione attuale, questa libertà di parola, per come la intende Musk, a tutti gli utenti. Significherebbe gettare alle ortiche tutto quello che è stato fatto in questi anni, per rendere Twitter un luogo dove dare vita ad una conversazione sana.

    Restiamo ancora su questo punto, e ci avviciniamo a prendere in considerazione uno dei punti più chiari espressi da Elon Musk. Stiamo parlando dell’intenzione di rendere l’algoritmo “open-source”. Cosa significa questo?

    Molto semplice. Rendendolo open source significa renderlo più trasparente per tutti, per comprendere come vengono regolati i contenuti, sia algoritmicamente che manualmente.

    La trasparenza come valore è comunque un grande auspicio, specie su una piattaforma come Twitter. Lo stesso Musk, verso fine marzo, aveva fatto un sondaggio tra i suoi oltre 83 milioni di utenti chiedendo se fossero d’accorso a rendere trasparente il codice che disciplina i contenuti pubblicati. Ovviamente la risposta fu per il sì.

    Nel concreto, rendendo open-source il codice che sta alla base dell’algoritmo, si vorrebbe (il condizionale è d’obbligo!) rendere più partecipi gli utenti nella definizione di ciò che deve essere regolamentato, e come. Un principio che lo stesso Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter e ex CEO fino a novembre 2021, ha sempre sostenuto. Lo stesso Jack Dorsey ha lodato l’operazione di acquisizione della sua ex creatura.

    Un’idea di decentralizzazione era già stata messa in atto da Twitter, andando nella direzione di abilitare una maggiore partecipazione degli utenti, attraverso, ad esempio, l’applicazione di targhette o applicare segnalazioni visibili, in modo da rendere chiaro a tutti che quello specifico contenuto non fosse adeguato agli standard della piattaforma.

    Per fare un esempio, in questi giorni non si fa altro che parlare di Mastodon, una piattaforma social che somiglia molto a Twitter e che permette proprio questo. Un’idea che, in realtà, non ha mai suscitato tanto interesse, ma adesso il contesto è cambiato. Nel senso che Twitter sta per cambiare per sempre. E Mastodon diventa un modello a cui guardare.

    Questo è il punto focale su sui si concentrano adesso le curiosità di tutti e le critiche, ovviamente. Nel senso che non è ancora chiaro come questo processo verrà messo in pratica.

    Altro punto focale per la strategia di rilancio di Twitter da parte della gestione di Elon Musk è la lotta serrata agli spam-bot. In questo caso, Elon Musk vorrebbe impiegare massicciamente la tecnologia di Intelligenza Artificiale per eliminare milioni di account che ogni giorno, su Twitter, diffondono contenuti spam e disinformazione.

    E questa lotta dovrebbe essere accompagnata dal rilascio della spunta di verifica a tutti gli utenti che non siano bot, appunto. Idea che piaceva tanto anche a Jack Dorsey.

    Finora abbiamo trattato di punti e fatto considerazioni su cui ancora non ci sono elementi ufficiali. Probabile che qualcosa verrà snocciolata dallo stesso Elon Musk nel corso delle prossime settimane.

    Il percorso che porta alla formalizzazione dell’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk non è breve. Si prevede che tutto si debba concludere entro l’anno, quando Twitter verrà ritirata da Wall Street e diventerà, appunto, un’azienda privata guidata da un amministratore unico che è Elon Musk.

    Vista questa situazione, mai avremmo immaginato di dover scrivere che adesso il futuro di Twitter è legato al destino di Elon Musk.

  • Elon Musk vuole Twitter, l′offerta arriva a 46 miliardi di dollari

    Elon Musk vuole Twitter, l′offerta arriva a 46 miliardi di dollari

    Elon Musk non molla la presa su Twitter. Ora, grazie ad un finanziamento con Morgan Stanley, offre 46 miliardi di dollari. Probabile che Twitter risponda di no, passando alla pillola avvelenata.

    Da 43 miliardi di dollari, l’offerta di Elon Musk adesso cresce a 46 miliardi di dollari. Se qualche giorno dopo l’offerta di circa 43 miliardi, appunto, lo stesso Elon Musk dichiarava di “non essere sicuro di potercela fare“, adesso contrattacca mettendo insieme altri denari.

    Il co-fondatore della Tesla mette sul piatto, poggiandolo sul tavolo della SEC, 46 miliardi di dollari. Così distribuiti: con il supporto di Morgan Stanley Senior Funding, grazie ad una serie di finanziamenti, mette insieme 25,5 miliardi di dollari, e poi 21 miliardi di dollari di tasca sua.

    C il deposito formale dell’offerta, si attende la risposta di Twitter che ha già fatto sapere sarà “attenta e completa”.

    “Abbiamo ricevuto la proposta aggiornata e non vincolante di Elon Musk, che fornisce informazioni aggiuntive sulla proposta originale e nuove informazioni sul potenziale finanziamento”, fa sapere un portavoce di Twitter. “Come già annunciato e comunicato al signor Musk direttamente, il Consiglio di Amministrazione è impegnato a condurre una revisione attenta, completa e deliberata per determinare il corso di azione che ritiene sia nel migliore interesse della società e di tutti gli azionisti di Twitter”.

    Insomma, una dichiarazione formale che, nei fatti, dimostra quanto la situazione per Twitter sia particolarmente impegnativa.

    Elon Musk, pur essendo tra gli uomini più ricchi al mondo con un patrimonio stimato in circa 249 miliardi di dollari, aveva difficoltà a comprare Twitter da solo. Questo perché la gran parte del suo patrimonio è legata ad azioni Tesla. E, nonostante questo sia un patrimonio considerevole, Elon Musk comunque non può usare tutto il suo patrimonio per via di limiti apposti sulle azioni Tesla.

    Perché Elon Musk vuole comprare Twitter

    Se vi state chiedendo perché mai Elon Musk si è messo in testa di comprare Twitter, la risposta ancora non c’è. Si possono fare delle ipotesi, ma una spiegazione vera forse non l’avremo mai.

    Musk vuole Twitter per fare una piattaforma che permette a tutti, nessuno escluso, di potersi esprimere liberamente. Un po’ come una piazza digitale. Secondo lui, Twitter incarna le caratteristiche perché questo possa verificarsi. Ma, sempre secondo il fondatore della Tesla, questo potenziale è ancora bloccato e lui vorrebbe sboccarlo.

    Elon Musk Twitter 46 miliardi

    Di “piazza digitale” o Agorà se ne parlava una decina di anni fa, quando Dick Costolo, allora CEO di Twitter. In un discorso all’Università del Michigan, spiegò come il ruolo di Twitter fosse quello di una grande piazza. Questo era uno dei valori alla base stessa di Twitter.

    L’idea di Musk su Twitter

    E comunque, la metafora di Twitter, oggi, come piazza digitale suona molto diversa rispetto ad allora. Twitter è una piazza moderata, nel senso di strutture tecnologiche e umane che monitorano quello che si dice all’interno della piattaforma. L’idea che ha quindi Elon Musk potrebbe essere in contrasto con quella che la vera natura di Twitter oggi.

    A molti sembra però, e potrebbe essere una spiegazione plausibile, che questa operazione serva a Elon Musk per pura e semplice visibilità. Per sua stessa ammissione, non è un bravo manager ed è spesso rispetto alla gestione dei suoi affari. Per non parlare del suo carattere, volubile al quadrato.

    Elon Musk ha provato a coinvolgere qualche attore finanziario per arrivare a prendere la società di San Francisco, ma non è stato possibile. Vuoi per i già citati limiti che permangono sul patrimonio di Elon Musk. Ma anche per il fatto che la stessa reputazione finanziaria di Twitter non sia una grande garanzia. Per essere precisi, reputazione legata al fatto che Twitter non ha mai messo in fila prestazioni finanziarie solide e costati nel corso degli anni.

    Twitter e la pillola avvelenata

    E va detto anche che, nonostante i finanziamenti, è molto probabile che l’operazione di acquisizione non vada a buon fine. Questo perché Twitter userà quella che ormai tutti hanno imparato a chiamare poison pill, ossia la “pillola avvelenata“. E in cosa consiste?

    La pillola avvelenata di Twitter in pratica permetterebbe agli azionisti di Twitter di compare azioni con uno sconto, al fine di diluire quella che è la quota di Elon Musk. Come sappiamo, Elon Musk dopo l’acquisizione del 9,2% di Twitter (con un investimento di circa 3 miliardi di dollari) avrebbe dovuto prendere posto nel Consiglio di Amministrazione. Posto che poi ha deciso di non occupare, a sorpresa. Prima di questa decisione era stato fatto un accordo fatto con Twitter che impedisce, tuttora, di andare oltre il 14,9% delle quote per azionista.

    E adesso Elon Musk vuole comprare tutta Twitter

    Provando a fare una previsione, di fronte a questa situazione, è molto probabile che Twitter rimandi al mittente anche questa proposta. Elon Musk si troverà a quel punto a decidere se mollare la presa e rinunciare, oppure trovare qualche altro escamotage.

    Elon Musk ha più volte tenuto a precisare che per lui Twitter non è un affare per fare soldi. Ma vuole farlo perché crede che Twitter sia la piattaforma “della libertà di parola”, che per lui è “un imperativo sociale per una democrazia funzionante”.

    In attesa di vedere se Elon Musk sarà in grado, prima o poi, di “sbloccare il potenziale di Twitter”, attendiamo lo sviluppo degli eventi.

  • BeReal, il social che (forse) porta tutto alla Realtà

    BeReal, il social che (forse) porta tutto alla Realtà

    Ma davvero c’è bisogno di un’app che porti tutto alla realtà? BeReal ci prova e, al momento, i numeri le danno ragione. È tra le più scaricate nei primi mesi dell’anno. I download sono cresciuti del 315%.

    Tutti ne parlano e tutti la criticano. Stiamo parlando di BeReal, la piattaforma social media francese che sta conoscendo in questi ultimi mesi un periodo di forte diffusione. E perché? Giustamente, vi starete chiedendo. Come fa una piattaforma social media, del tutto nuova nel 2022, ad attirare l’attenzione degli utenti? Semplice, puntando sulla realtà e non sul modo in cui vorremmo che la Realtà fosse.

    Certo può sembrare strano, e tra l’altro questo non sarebbe certo l’unico tentativo finora, ma il tentativo di provare a lasciarsi alla spalle quella forma maniacale di perfezione del contenuto, che spesso passa come realtà artefatta, pare comincia ad interessare gli utenti. E parliamo degli utenti più giovani, quelli definiti Generazione Z (quelli nati tra il 1997 e il 2010, più o meno).

    La connessione tra gli utenti sulla piattaforma è reale e autentica. O almeno così dovrebbe essere. Già il fatto di portare all’attenzione la realtà che ci circonda e i giovani è un grande risultato.

    BeReal social media realta

    In questi giorni se ne sta parlando molto perché Apptopia. I download dell’app, dall’inizio dell’anno, sono cresciuti del 315%.

    L’app è stata lanciata nel 2019 e solo a fine 2021 ha cominciato a vedere lievitare i download dell’app. BeReal, in termini di download è quarta nel primo trimestre del 2022 in Usa, Regno Unito e Francia. È dietro solo a Instagram, Snapchat e Pinterest. L’app continua a crescere anche in Danimarca e Messico.

    In Francia, l’app ha fatto registrare l’80% dei download tra gli utenti iPhone di età 16-24 anni; il 180% degli utenti Android sempre di età 16-24 anni.

    Come funziona BeReal

    Ma come funziona BeReal?  Come dicevamo all’inizio, BeReal prova a introdurre un nuovo modo di concepire i social media come strumenti. Attraverso i quali condividere la realtà. L’app permette di postare soltanto una foto al giorno, ritraendo momenti diversi. Su BeReal non esistono like, filtri e followers. La piattaforma invita gli utenti a dedicare alla condivisione soltanto due minuti al giorno.

    Il contenuto deve essere creato in un momento specifico della giornata, proprio quando arriva la notifica sullo smartphone. Questo per invitare gli utenti a non essere vittime della compulsività, dell’essere sempre e costantemente online e di rincorrere una perfezione artefatta.

    BeReal social media realta

    Dicevamo dei due minuti. Dal momento in cui arriva la notifica, gli utenti hanno appunto 120 secondi per scattare una foto e condividerla, trascorsi i quali non si ha più la possibilità di usare l’app. Di conseguenza, bisognerà attendere la prossima notifica, il giorno dopo per poter pubblicare una foto.

    La foto condivisa può essere geolocalizzata, o meno, e può essere resa pubblica o privata. Se è pubblica, tutti gli utenti di BeReal potranno vedere il contenuto, mentre se è privata, la potranno vedere solo i tuoi contatti a cui hanno accesso. Il contenuto pubblicato scompare il giorno successivo, praticamente nello stesso momento in cui si ripresenta la possibilità di scattare e condividere una nuova foto. Gli utenti possono anche lasciare commenti sulle foto, commenti che spariranno quando sparirà la foto.

    Creare un account su BeReal

    Quindi, per creare un account su BeReal bisogna seguire questi 5 passi:

    1. scaricare e installare l’app, disponibile sia per dispositivi iOS che Android;
    2. impostare l’account inserendo numero di telefono, nome, nome utente e data di nascita;
    3. abilitare l’app all’invio di notifiche, passaggio fondamentale per essere avvisato su quando postare, l’ora cambia di giorno in giorno;
    4. abilitare l’app ad accedere alla fotocamera e alla posizione dello smartphone, necessario per pubblicare foto con la geolocalizzazione;
    5. caricare una foto del profilo e sincronizzare i contatti per trovare gli amici e seguirli.

    Ecco, questo per spiegare un po’ il senso di BeReal, quella che possiamo definire l’app del momento. Ma c’è da fare qualche considerazione.

    Come spesso abbiamo raccontato anche qui sul nostro blog, è giunto il momento di cominciare ad adottare una modalità più responsabile e consapevole di alcune piattaforme, come Instagram ad esempio. Le categorie più giovani, lo abbiamo visto, sono spesso attirate, ammaliate dal rincorrere una perfezione che non esiste, dall’incontrollabile desiderio di connessione continua. Tutte sensazione che danno luogo a frustrazione e a sensi di colpa, per non parlare di conseguenze ben peggiori.

    BeReal e la condivisione consapevole

    Ben vengano esempi di app che provano a smontare questo costrutto inesistente, per il più delle volte, cercando di dare luogo ad una condivisione sana, consapevole e quanto più possibile veritiera. Ben vengano, davvero.

    Solo che, dall’altro lato, una condivisione così impostata, che deve rispondere a regole stabilite (vedi l’ora precisa, mancata la quale non si può più pubblicare), non spinge le persone a raccontarsi, anzi. Alla lunga, dopo aver provato l’effetto di allontanarsi da Instagram, è quello di rendersi conto di avere una vita “normale” che a qualcuno potrebbe apparire anche “noiosa”.

    Allora, sarebbe sempre meglio lavorare sulla consapevolezza e sulla responsabilità. I filtri dovrebbero essere quelli di rendere l’immagine più chiara o più scura, lasciando comunque intravedere i colori che infondono anche sensazioni positive a chi realizza un’immagine e anche a chi la guarda.

    Forse sarebbe meglio lavorare su una via di mezzo, posto che provare a rendere la condivisione meno tossica e dannosa è sempre positivo.

    Staremo a vedere che strada prenderà BeReal.

  • E adesso Elon Musk vuole comprare tutta Twitter

    E adesso Elon Musk vuole comprare tutta Twitter

    Elon Musk, dopo aver rinunciato qualche giorno fa al suo posto nel CdA, ha sorpreso tutti di nuovo. Adesso vuole comprare tutta Twitter. La sua proposta è di 54,2 dollari per azione. “Twitter ha un potenziale straordinario e io lo sbloccherò”.

    Quello che sembrava il capitolo di una relazione complicata, altro non era un ulteriore capitolo. Quello finale stava in effetti per arrivare. Ed eccolo qui: Elon Musk vuole comprare tutta Twitter.

    Elon Musk ha di fatto formulato una proposta di acquisto del 100% dell’azienda co-fondata da Jack Dorsey. Proponendo un prezzo di 54,2 dollari per azione (ieri il titolo TWTR ha chiuso a 44,47 dollari). Un’offerta che farebbe salire la capitalizzazione di Twitter fino a 43 miliardi di dollari. Attualmente è di 35 miliardi di dollari.

    Si tratta di una proposta formalizzata all’interno dello “Schedule 13D” e depositato presso la SEC americana, l’equivalente della Consob italiana. Quindi siamo di fronte ad un gesto sostanziale che dimostra come il fondatore della Tesla adesso faccia sul serio.

    Twitter Elon Musk, proposta di acquisto

    Solo qualche giorno fa il CEO di Twitter, Parag Agrawal, aveva annunciato che Elon Musk, in virtù dell’acquisto del 9,2% di Twitter (un investimento di circa 3 miliardi di dollari), rinunciava al suo posto all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’azienda di San Francisco.

    Elon Musk vuole Twitter

    Adesso, da maggior azionista, Elon Musk vuole diventare il proprietario di Twitter. Giusto come dettaglio, stiamo parlando di un personaggio che oggi vanta un patrimonio di circa 230 miliardi di dollari.

    Ho investito in Twitter perché credo nel suo potenziale di essere la piattaforma per la libertà di parola in tutto il mondo, e credo che la libertà di parola sia un imperativo sociale per una democrazia funzionante“, ha scritto Elon Musk in una lettera indirizzata al presidente di Twitter, Bret Taylor. “Twitter ha un potenziale straordinario. Io lo sbloccherò“.

    Nel caso in cui la sua proposta non venisse accettata, Elon Musk aggiunge: “Avrei bisogno di riconsiderare la mia posizione di azionista“.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1514565044490563585

    In risposta all’offerta di Elon Musk, Twitter ha rilasciato un breve comunicato in cui confermando l’offerta, si legge: “Twitter, Inc. (NYSE: TWTR) ha confermato oggi di aver ricevuto una proposta, non richiesta e non vincolante, da Elon Musk per acquisire tutte le azioni ordinarie in circolazione della società per 54,20 dollari per azione in contanti. Il Consiglio di Amministrazione di Twitter esaminerà con attenzione la proposta al fine di determinare la linea di azione da adottare nel migliore interesse della società e di tutti gli azionisti di Twitter“.

    Elon Musk e le sue aziende

    Ora, se la cosa andasse in porto, e al momento è difficile provare a fare qualsiasi previsione in questo senso, Elon Musk potrebbe aggiungere anche Twitter tra le aziende di sua proprietà. Le altre sono: Tesla, SpaceX, The Boring Company e Neuralink. Significherebbe per Musk un’azienda in più da gestire, e che azienda!

    Per sbloccare il potenziale di Twitter, come afferma nel documento depositato oggi, Elon Musk dovrebbe dedicarsi all’azienda molto di più di quanto già on faccia per Tesla o SpaceX. E se pensiamo che una volta, pubblicamente, fu lo stesso Elon Musk a criticare Jack Dorsey per il fatto che fosse alla guida contemporaneamente di due aziende, Twitter e Square, non è proprio il massimo per iniziare. Gestire 5 aziende di questo calibro non è cosa da poco. Ma sappiamo anche che si tratta di Elon Musk.

    Certo, di fronte ad un’offerta del genere è difficile resistere. Ma la saga continua…

  • Twitter e Elon Musk, relazione complicata e rischiosa

    Twitter e Elon Musk, relazione complicata e rischiosa

    A sorpresa, Elon Musk ha deciso di non entrare più nel CdA di Twitter, dopo aver acquisito il 9,2%. C’è da attendersi un tonfo del titolo a Wall Street, mandando in fumo i guadagni dei giorni scorsi. E intanto ha cancellato qualche tweet.

    È successo tutto in meno di una settimana e, conoscendo il personaggio, forse era anche prevedibile. La notizia di oggi è che Elon Musk non prenderà più posto all’interno del consiglio di amministrazione di Twitter. Solo 5 giorni fa invece il proprietario della Tesla prendeva posto all’interno del CdA di Twitter con un ruolo a scadenza. Ma con una valenza attiva.

    Come avevamo scritto per l’occasione, Elon Musk, a differenza dell’investimento passivo, aveva deciso invece per optare per un ruolo attivo. Questo avrebbe comportato che Musk avrebbe inciso nelle decisioni dell’azienda. Un cambio di passo sostanziale rispetto a quella che era l’idea iniziale.

    Ricordiamo che l’investimento fatto da Elon Musk è di circa 3 miliardi di dollari, in virtù del quale ha acquisito il 9,2% delle quote aziendali. Diventando il maggior azionista.

    Però l’accordo per accedere al consiglio di amministrazione prevedeva di non superare il 14,9% delle quote totali.

    Twitter Elon Musk, relazione complicata

    Dal momento in cui Elon Musk acquisisce le quote e acquisisce anche un ruolo attivo all’interno di Twitter. E iniziano i problemi. Avevamo messo in guardia che la presenza di Elon Musk all’interno di Twitter potesse costituire una opportunità ma potesse anche comportare dei rischi. Proprio per il fatto che il fondatore della Tesla, e anche di SpaceX, ha una reputazione imprevedibile. E nei fatti lo ha dimostrato anche stavolta.

    A dare notizia del fatto che Musk non sarebbe più entrato all’interno del CdA di Twitter è stato il CEO dell’azienda, Parag Agrawal. In un tweet ha allegato un suo comunicato:

    Nel comunicato, Agrawal lascia intravedere le discussioni che nei fatti ci sono state in questi giorni. Elon Musk ha intrattenuto diversi colloqui con i dirigenti di Twitter. W, alla fine, ha optato per non entrare più nel consiglio, la sua sarebbe dovuta diventare effettiva il 9 aprile. “Credo che questo sia il meglio“, ha aggiunto Agrawal.

    La sua decisione di non entrare rischia di accendere speculazioni attorno al titolo TWTR. Infatti, se alla notizia del suo ingresso il titolo è volato a Wall Street, è molto probabile che oggi, all’apertura delle operazioni si assisterà ad un notevole volo al ribasso del titolo, mandando in frantumi tutti i guadagni realizzati in questi giorni.

    Di discussioni il Washington Post aveva parlato anche tra i dipendenti di Twitter che lamentavano un trattamento diverso. Molti lamentavano il fatto che se uno di loro avesse twittato come Elon Musk sarebbe stato indagato dall’ufficio del personale. E presto ci sarebbe dovuto essere un confronto tra i dipendenti e Elon Musk, accompagnato da Agrawal.

    Elon Musk e Twitter, tra vantaggi e rischi

    Ma cosa ha fatto Elon Musk nei giorni successivi all’acquisizione e fino a ieri?

    Il giorno dopo l’acquisizione della quota maggioritaria, Elon Musk, con un’azione furba, ha cercato di intestarsi l’adozione del “modifica tweet“. Il tasto di modifica del testo tanto agognato dalla gran parte degli utenti. Ha cercato di far passare come sua iniziativa facendo un sondaggio che ha ricevuto oltre 4 milioni di voti, il 75% esprimendo il suo favore.

    Ma Twitter, come abbiamo spiegato in un altro articolo, l’annuncio che il modifica tweet lo aveva già fatto, solo che lo aveva fatto il 1° di aprile, portando tutti a pensare che fosse uno scherzo. E invece non lo era.

    L’azienda è poi intervenuta dichiarando che l’annuncio non dipendeva dal tweet di Elon Musk.

    Ma il fondatore della Tesla non si è fermato certo a questo.

    Nei giorni successivi ha continuato a twittare su diversi ambiti, arrivando a scrivere anche “Twitter è morto?“, proprio il 9 aprile, giorno in cui sarebbe diventato ufficiale il suo ingresso nel CdA di Twitter:

    Altra situazione che ha imbarazzato non poco è stata quando, sempre sabato 9 aprile, ha cominciato a twittare su Twitter Blue, l’app di Twitter che aggiunge nuove funzionalità a pagamento. Nel primo tweet, Elon Musk suggeriva che Twitter Blue dovrebbe garantire un altro tipo di spunta all’utente, diverso da quello di verifica. E ancora che il prezzo dell’abbonamento dovesse essere di 2 dollari al mese, pagando in anticipo i 12 mesi. Se poi, nel corso dei mesi, l’app fosse stata usata per diffondere spam, Musk suggeriva la sospensione senza rimborso.

    Scriviamo al passato perché Musk ha cancellato il tweet principale. In basso qualche screenshot:

    Aveva anche proposto di convertire gli uffici di Twitter, a San Francisco, in rifugi per i senta tetto, “dato che nessuno si presenta”.

    Insomma, la scelta di non entrare nel CdA può rivelarsi per Twitter un bene. I rischi che avevamo immaginato si sono verificati immediatamente e forse, appunto, tutto questo potrebbe essere un bene.

    Ma c’è da attendersi un forte ribasso del titolo, in conseguenza di questa decisione di Elon Musk, e c’è anche da registrare che, da quel poco che si sa, il fondatore della Tesla non sarebbe (condizionale d’obbligo!) più il maggior azionista.

    Infatti, il fondo comune Vanguard venerdì scorso ha acquisito una quota del 10,3% di Twitter, diventando di fatto il maggiore azionista. Chissà se anche questo ha influito nella scelta di Elon Musk. E la risposta non l’avremo certo a breve.

  • Elon Musk e Twitter, tra vantaggi e rischi

    Elon Musk e Twitter, tra vantaggi e rischi

    Elon Musk acquista il 9,2% di Twitter e diventa il maggiore azionista. Un investimento che per Twitter comporta dei vantaggi ma potrebbe comportare anche dei rischi.

    E pensare che solo qualche giorno fa Elon Musk, proprietario di Tesla e di SpaceX, criticava la società guidata da Parag Agrawal proprio su Twitter. Nessuno, a distanza di pochi giorni, poteva pensare quello che in effetti è poi successo.

    Basti pensare al sondaggio su Twitter che Musk ha sottoposto ai suoi 80 milioni di follower sulla libertà di parola, affermando tra l’altro che da quel sondaggio “deriveranno importanti conseguenze”.

    Elon Musk ha acquisito, sotto forma di investimento passivo (si intende, anche se non è facile da definire, un investimento di lungo termine che implica l’acquisto di un titolo da mantenere, indipendentemente dalle condizioni di mercato) una quota di Twitter, pari al 9,2%. Si tratta di una cifra vicina ai 3 miliardi di dollari. Per chiarire, non ha comprato Twitter per intero. Sull’investimento passivo ci arriviamo fra un attimo.

    Elon Musk e la sua quota in Twitter

    Con questa quota, però, Elon Musk diventa il maggior azionista ed entra nel consiglio di amministrazione dell’azienda. L’accordo tra il fondatore della Tesla e Twitter, in virtù dell’investimento, prevede che la quota in possesso di Elon Musk non superi, nel tempo, il 14,9% della società. Questo per impedire una possibile “scalata” ed evitare che Musk possa diventare l’unico e solo con una quota maggioritaria in senso assoluto.

    Elon Musk e Twitter

    Inoltre, dal documento che Twitter ha depositato presso la SEC, 8-K, si legge che Elon Musk entra nel consiglio di amministrazione con il titolo di “Class II director“, ossia il suo ruolo all’interno del CdA scadrà nella riunione annuale del 2024, fra due anni. Si tratta quindi di un ruolo “passivo”, limitato nel tempo.

    La domanda che tutti si stanno facendo da ieri è che cosa vorrà fare Elon Musk all’interno di Twitter? E già questa è una bella domanda alla quale cercheremo di dare una risposta.

    Intanto, per effetto di questa acquisizione da parte di Elon Musk, dopo il boom dell’altro ieri con il +27%, il titolo TWTR continua a crescere a Wall Street, facendo segnare, mentre scriviamo, +2,6% ieri. Il prezzo quindi è arrivato a 51,10 dollari registrando il massimo dall’inizio dell’anno con una crescita, da gennaio, del 20,1%. E se guardiamo il dato mese su mese, si arriva a +57%.

    Insomma, l’effetto Elon Musk si vede e anche tanto.

    Elon Musk, un grande vantaggio e un grande rischio

    Un effetto che potrebbe tramutarsi, per Twitter, in un grande vantaggio e anche in un grande rischio.

    Il grande vantaggio è quello di avere all’interno della società una persona realmente influente che potrebbe permettere a Twitter di raggiungere gli importanti traguardi che si era prefissata entro il 2023. Vale a dire il traguardo dei 7,5 miliardi di dollari in termini di ricavi e i 315 milioni di utenti giornalieri, quelli che Twitter (e solo Twitter) definisce “non monetizzabili”.

    Da ricordare che questi obiettivi sono stati fissati dal Fondo Elliott, il maggior azionista, dopo l’acquisizione di una parte delle quote di Twitter avvenuta nel 2020, che voleva mandar via Jack Dorsey appena insediata. Poi, come sappiamo, Dorsey, vuoi anche per la forte pressione esercitata dal Fondo Elliott, ha lasciato la sua società alla fine di novembre dello scorso anno.

    Elon Musk è grande utilizzatore di Twitter e non è un caso che, ad un certo punto, decida di investire sulla piattaforma social media che ha continuato ad usare in maniera costante.

    Come visto, la funzionalità del modifica tweet, ossia quella che dovrebbe permettere la modifica del contenuto all’interno del tweet, come ormai avviene su quasi tutte le piattaforme social media, stava per essere già annunciata. Anzi, l’annuncio era stato fatto, ma essendo stato fatto il 1° di aprile, tutti (o quasi) hanno pensato ad uno scherzo.

    Come abbiamo più volte raccontato qui sul nostro blog, la funzionalità non ha mai visto la luce anche perché lo stesso Jack Dorsey ha sempre pensato che su Twitter l’integrità del tweet è più importante di qualsiasi altra cosa. E lo ha ribadito più volte. Questo per evitare che lo stesso tweet possa, grazie alla possibilità di modifica, cambiare il suo  significato e il suo senso. Un rischio che molti hanno sottolineato.

    Ma la gran parte degli utenti l’ha sempre reclamata a suon di tweet, tra l’altro rispondendo ad un tweet di Jack Dorsey a inizio 2017. In quell’occasione di definì che la possibilità avrebbe dovuta essere permessa entro un breve tempo prestabilito. Un tempo che poteva considerarsi in via teorica dai 30 secondi a 1 minuto. Fatto sta che non se ne è mai fatto niente.

    Elon Mus si intesta il modifica tweet

    E che cosa fa Elon Musk come primo tweet dopo l’acquisizione della quota maggioritaria in Twitter? Coglie l’occasione e chiede esplicitamente, attraverso un sondaggio su Twitter, con la modalità prevista, chiedendo agli utenti se vogliono il modifica tweet.

    Su oltre 4 milioni di voti, i “sì” sono stati il 73,5% e i “no” sono stati il 26,5%. Un dato che non sorprende in effetti. Tra l’altro segnaliamo un bug che faceva apparire “yse” al posto di “yes” e “on” al posto di “no”. E questo la dice lunga su cosa significhi avere la possibilità di modificare su Twitter.

    Ma quale sarebbe il grande rischio?

    Di certo, si tratta di una figura sì influente ma, allo stesso tempo, imprevedibile. Elon Musk è riconosciuto essere un genio, capace di guardare, dove altri non pensano di volgere lo sguardo, e riuscire anche a costruirci un business. Un visionario insomma.

    Su Twitter sta per arrivare davvero il modifica tweet

    Ma, essendo un genio, è anche imprevedibile. Di recente ha preso di mira Twitter, lo ricordavamo in apertura, in quanto non farebbe abbastanza per garantire la libertà di parola a tutti gli utenti. E, anche qui, non è un caso che una volta diffusasi la notizia dell’acquisizione una una quota maggioritaria di Twitter, molti sulla piattaforma hanno cominciato a chiedersi quando Elon Musk toglierà il ban a Donald Trump. E pare che tutta la destra americana da due giorni stia tartassando Musk proprio su questo punto.

    È anche imprevedibile perché è quello che proprio con un tweet decise di chiudere le pagine di SpaceX e Tesla.

    E, come Bloomberg fa sapere, proprio per tornare al punto dell’investimento passivo, il fondatore della Tesla ha modificato il suo ruolo in “attivo”. Il rischio che Elon Musk possa essere effettivamente un rischio (perdonate la ripetizione) non è affatto basso come qualcuno pensa, anche se resta comunque una figura notevole. Al punto che potrebbe considerare Twitter un giocattolo, come piace a lui, un gioco fatto sull’imprevedibilità, appunto.

  • Su Twitter sta per arrivare davvero il modifica tweet

    Su Twitter sta per arrivare davvero il modifica tweet

    Stavolta il modifica tweet su Twitter arriva per davvero. E il sondaggio di Elon Musk non c’entra niente. Twitter ci lavora da un anno e arriverà in fase di test sull’app Twitter Blue.

    Quello che in molti speravano, la grande maggioranza degli utenti Twitter, sta per arrivare. E stavolta si fa sul serio. E Elon Musk non c’entra assolutamente niente.

    La notizia è che il modifica tweet sta per arrivare davvero. Dopo anni di tira e molla, prima sì poi no, e poi ancora forse, complice il fatto che il Fondo Elliott volesse questa funzionalità più di Jack Dorsey, che poi ha lasciato la sua azienda, la tanto agognata funzionalità che permetterà di modificare il tweet, arriverà anche su Twitter.

    Non c’entra nulla il sondaggio che Elon Musk ha lanciato subito dopo aver acquisito il 9,2% di Twitter. Diventando in questo modo l’azionista maggioritario. Ed ecco perché.

    Twitter, arriva il modifica tweet

    Twitter, per quelli a cui è sfuggito, il 1° aprile scorso aveva twittato dall’account ufficiale “stiamo lavorando sul modifica tweet“. Ora, proprio perché fosse il 1° aprile, tutti hanno pensato che fosse un pesce d’aprile, uno scherzo insomma. Come già successo in questi anni.

    Solo che stavolta era tutto vero. Quel tweet era una sorta di annuncio a cui è seguito un doveroso chiarimento proprio ieri.

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1511456430024364037

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1511456466233815041

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1511456469207556101

    Un chiarimento doveroso in quanto tutti, o quasi, hanno creduto che Elon Musk si facesse carico della richiesta e che fosse in grado di metterla in pratica. Le cose non stanno così e sarebbe davvero fantasioso che questo potesse essere vero.

    Twitter ha chiarito che l’azienda sta lavorando seriamente ad introdurre il modifica tweet. E questa funzionalità sarà presto disponibile sotto forma di test su Twitter Blue, l’app di Twitter a pagamento che abilità funzioni aggiuntive a quelle già disponibili sulla piattaforma. App che non è ancora disponibile in Italia.

    L’idea non nasce dal un sondaggio

    Twitter chiarisce che l’idea “non è nata da un sondaggio“, chiaro riferimento al sondaggio di Elon Musk. E chiarisce anche che il tweet del 1° aprile “non era uno scherzo“.

    A supporto di questo annuncio, Jay Sullivan, vice presidente di Twitter e responsabile di prodotto, confermando che l’azienda è al lavoro per realizzare la funzionalità modifica tweet sicura, già da un anno.

    Senza cose come limiti di tempo, controlli e trasparenza su ciò che è stato modificato, ‘modidica tweet’ potrebbe essere usato impropriamente per alterare il record della conversazione pubblica“, ha twittato Sullivan. “Proteggere l’integrità di quella conversazione pubblica è la nostra massima priorità“.

    L’integrità del contenuto

    E qui si arriva al punto centrale del perché si è sempre ritardata l’introduzione di una funzionalità come questa: l’integrità del contenuto all’interno del tweet.

    Questo era il grande cruccio di Jack Dorsey che ha sempre pensato che il contenuto, una volta pubblicato, dovesse rimanere tale, errori di battitura compresi. E che la strada maestra era quella di cancellare il tweet e rifarlo, sacrificando eventuali retweet e like raccolti nel frattempo.

    Come abbiamo già raccontato qui sul nostro blog, nel 2015 siamo stati tra i primi a coniare l’hashtag #modificatweet, sollevando il problema e dando vita ad un dibattito a 140 caratteri, prima, e a 280 caratteri, dopo, che dura fino ad oggi.

    E abbiamo anche raccontato i grandi “stop-and-go” di Jack Dorsey riguardo all’introduzione di questa funzionalità, fino a quando nel 2020 disse chiaramente che la funzionalità non avrebbe mai visto la luce. Con lui.

    Non sappiamo dire se questa chiusura sia stata al centro di un ennesimo attrito con il Fondo Elliott, maggior azionista in quel momento con un investimento attivo. Di certo però sappiamo che da lì a poco Jack Dorsey avrebbe lasciato la sua creatura e che nel giro di poco tempo, lo conferma Twitter stesso come abbiamo visto prima, la funzionalità cominciasse a prendere forma.

    Fino all’annuncio ufficiale di ieri.

    Adesso non resta che attendere per capire con quale modalità la funzionalità verrà resa effettiva. Senza dubbio, peserà il limite di tempo consentito all’interno del quale procedere alla modifica del testo, verso punto focale di tutta la questione.

    Però, di fronte a tutto quanto visto in questi anni, per ora ci accontentiamo che il modifica tweet sta per diventare una cosa concreta.

  • Su WhatsApp si inviano 7 miliardi di vocali al giorno

    Su WhatsApp si inviano 7 miliardi di vocali al giorno

    Croce e delizia delle app di messaggistica, i vocali sono sempre più diffusi. Su WhatsApp se ne inviano 7 miliardi al giorno e ci sono nuove funzionalità.

    I messaggi vocali sono croce e delizia di coloro (quindi quasi tutti) che usano app di messaggistica. E come sappiamo bene, tra queste app, la stragrande maggioranza usa WhatsApp. E proprio oggi, l’app di messaggistica più usata al mondo, di proprietà di Meta, ha fatto sapere che ogni giorno si inviano sull’app ben 7 miliardi di messaggi vocali.

    Nella nota, WhatsApp spiega che questa modalità di invio di messaggi vocali, lanciata nel 2013, è popolare perché permette alle persone di adottare “una comunicazione più espressiva“..

    Con la voce, le emozioni traspaiono in modo più naturale rispetto ai messaggi di testo. E in molte situazioni i messaggi vocali sono la forma di comunicazione prediletta su WhatsApp“.

    Sulla facilità d’uso siamo tutti d’accordo. Ed è sicuramente questa facilità a renderli così popolari al punto che se ne inviano miliardi al giorno.

    WhatsApp, 7 miliardi di vocali al giorno

    In alcuni come l’India e altri del sud est asiatico, si sta pian piano abbandonando la modalità di messaggistica scritta. E si da spazio ai messaggi vocali.

    WhatsApp e i messaggi vocali, le funzionalità

    In aggiunta, WhatsApp rilascia alcune nuove funzionalità per migliorare l’esperienza con i messaggi vocali.

    E sono:

    • Riproduzione in background. Ti consente di continuare ad ascoltare un messaggio vocale anche se la pagina della relativa chat è chiusa, così puoi fare altro nel frattempo.
    • Metti in pausa/riprendi registrazione. Se necessario, puoi mettere in pausa la registrazione di un messaggio vocale e riprenderla quando ti è più comodo.
    • Visualizzazione a forma d’onda. La rappresentazione visiva dell’intensità del suono del messaggio vocale aiuta a seguire la registrazione.

    • Ascolta anteprima: riascolta i tuoi messaggi vocali prima di inviarli.
    • Continua riproduzione: se metti in pausa un messaggio vocale, puoi ricominciare ad ascoltarlo dallo stesso punto in cui l’avevi lasciato quando riapri la chat.
    • Riproduzione veloce per i messaggi inoltrati: riproduci a velocità 1,5x o 2x anche i messaggi vocali inoltrati.

    WhatsApp vocali 7 miliardi WhatsApp vocali 7 miliardi

    Tutte le funzionalità saranno disponibili progressivamente per tutti gli utenti nei prossimi giorni. Anche se alcune, come la modalità di visualizzazione a forma d’onda, sono attive da qualche giorno. Ricordatevi di aggiornare sempre la vostra applicazione.

  • Guerra Ucraina Russia, il racconto su Internet e social media

    Guerra Ucraina Russia, il racconto su Internet e social media

    La guerra Ucraina Russia continua ed è giunta alla quinta settimana. È arrivato il momento di guardare cosa è stato condiviso nelle quattro settimane di conflitto, sui social media e su Internet con il report “La Guerra e la Rete”.

    La guerra Ucraina Russia purtroppo continua, dal 24 febbraio, giorno dell’aggressione militare sferrata dalla Russia contro l’Ucraina. E siamo intanto entrati nella quinta settimana.

    Come già ricordato qui sul nostro blog, si tratta della prima guerra dell’era dei social media, un triste prima purtroppo. E proprio i social media, e Internet in generale, in queste settimane hanno aiutato le persone ad informarsi e anche a condividere informazioni. Ma, come abbiamo rilevato qui sul nostro blog, i social media in questo contesto hanno costituito un nuovo terreno di scontro. Luoghi in cui si è combattuta, e ancora si combatte, un’altra guerra a suon di propaganda e disinformazione.

    È arrivato il momento di fare un po’ un resoconto di tutto il racconto fatto sui social media e su Internet. A distanza di oltre un mese da questa guerra che ancora non accenna a finire. E, per fare questo, ci serviamo di un report molto interessante, e dettagliato, elaborato da dentsu italia – The Story Lab dal titolo “La Guerra e la Rete”.

    Guerra Ucraina Russia, il racconto su Internet e social media

    Guerra Ucraina-Russia, il paper su web e social media

    Si tratta di un paper che passa in rassegna i contenuti condivisi in queste settimane su: siti di news; Blog; Forum. E canali Social come: Twitter; YouTube; Facebook; Instagram. Con al loro interno almeno una keyword o un hashtag relativi alla guerra Ucraina Russia.

    Nel mese preso in considerazione, dal 24 febbraio al 24 marzo, in lingua italiana, sono state tracciate 102 keyword e sono 10 gli hashtag più ricorrenti. Alcuni anche in inglese, a denotare il desiderio di prender parte ad un flusso di informazioni più ampio.

    Lo scenario che viene fuori da questa indagine è che sono 8,7 milioni i contenuti pubblicati in rete in un mese, da parte di oltre 400 mila utenti unici: il 72% di questi di questi su Twitter che si conferma essere canale di informazione immediata. Il restante 17% su Facebook e solo l’8% sui siti di notizie.

    the story lab la guerra e la rete

    Nelle ultime 4 settimane sono stati diversi i picchi di maggiore condivisione di informazioni. A parte quello iniziale del 24 febbraio, con oltre 473 mila contenuti condivisi, c’è da registrare un calo fisiologico naturale. Il picco più alto degli ultimi giorni del periodo monitorato è quello relativo al giorno in cui il presidente dell’Ucraina. Volodymyr Zelensky, interviene in videoconferenza al Parlamento italiano, con oltre 300 mila contenuti condivisi.

    Guerra Ucraina-Russia, il sentiment

    Il sentiment che viene fuori è negativo, nel senso che per il 55% prevale il no alla guerra. La negatività rilevata dagli algoritmi, in realtà, denota una positività nelle conversazioni che manifestano contrarietà alla guerra e all’aggressione russa. Solo il 4% appoggia Putin e questa guerra folle. Anche se in alcuni casi questa minoranza sembra prendere il sopravvento alimentata fin troppo dai media e non solo.

    La ricerca poi rileva come i media e i siti di notizie abbiano giocato un ruolo fondamentale nel racconto. Grazie a propri inviati sul campo, poi esteso anche ai social media, su Twitter in particolare. Meno rilevante la posizione di influencer nel nostro paese. A differenza invece di quello che si è visto in altri paesi.

    Guerra Ucraina Russia racconto sui social media

    Ora, se guardiamo a cosa hanno cercato gli italiani su Google, il 24 febbraio, giorno in cui la guerra su larga scala è iniziata, le tre keyword, vale a dire “Ucraina“, “Russia Ucraina” e “ANSA” hanno totalizzato 8 milioni di ricerche. Tra le query, quindi le richieste espresse dagli utenti sul motore di ricerca, troviamo “guerra ucraina ansa”, “guerra ucraina aggiornamenti”, “guerra ucraina bambini”.

    Guerra Ucraina-Russia, migliaia di citazioni sui social

    Come dicevamo, tra gli hashtag più usati dagli italiani nelle conversazioni segnaliamo #Ucraina con oltre 790 mila citazioni, poi #Putin con oltre 425 mila citazioni, #Russia con oltre 384 mila citazioni, #Guerra con più di 193 mila citazioni. Da evidenziare #Zelenesky con più di 167 mila citazioni e #UkraineRussiaWar, tra i più usati a livello globale, con oltre 163 mila citazioni.

    Il report poi mette a confronto Putin e Zelensky dal punto di vista delle citazioni e del sentiment generato in rete e non trascura l’avvento di Anonymous in questa guerra.

    E mette in evidenza i casi di social resposibility, dove forse il caso che ha colpito di più, tra i tanti, è quello di Airbnb che ha aiutato la popolazione ucraina incentivando finte prenotazioni di abitazioni/appartamenti colpite dalla guerra.

    In 48 ore sono state più di 61 mila le richieste di prenotazioni arrivate in Ucraina. Significa 1,9 milioni di dollari che arriveranno agli Host in questo momento di necessità“, scriveva su Twitter Brian Chesky, cofondatore e Ceo di Airbnb il 4 marzo scorso. Cifra che poi ha continuato a salire nei giorni successivi.

    Guerra Ucraina-Russia, le iniziative

    Ma il report cita anche Fastweb he ha azzerato il roaming sms e chiamate da e verso l’Ucraina e la donazione del Gruppo Armani di 500 mila euro alle associazioni umanitarie per l’Ucraina.

    A un mese dall’inizio del conflitto, le discussioni in rete ci mostrano l’oscillazione dello stato d’animo (e dell’interesse) degli italiani. Per le persone, ricostruire una visione d’insieme chiara e univoca sembra impossibile” ci dice Samanta Giuliani, Executive Strategy Director di The Story Lab.Tra le altre cose, i dati che abbiamo raccolto ci ricordano il pericolo di arrivare troppo velocemente a una saturazione di informazioni e stimoli su un argomento. L’essere umano non riesce a rimanere in uno stato di ansia o paura troppo a lungo: fisiologicamente, più un fenomeno si dilata nel tempo, più siamo programmati per perdere interesse”.

    Come agiscono i social media nella guerra Ucraina Russia

    Insomma, il report The Story Lab: la Guerra e la Rete merita davvero di essere consultato, in quanto diventa uno strumento prezioso per tenere traccia di tutto quello che è successo in queste 4 settimane di guerra da poco passate.

    Intanto si è arrivati alla quinta settimana in cui si registra un significativo passo verso i negoziati da poco avviati a Istanbul, sperando che sia davvero la volta buona.

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