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  • Telegram, ecco la versione Premium e 700 milioni di utenti

    Telegram, ecco la versione Premium e 700 milioni di utenti

    Telegram raggiunge i 700 milioni di utenti e annuncia la versione a pagamento, Telegram Premium, con alcune funzionalità aggiuntive con un abbonamento da 5,99 euro al mese.

    Proprio la scorsa settimana scrivevamo che Telegram avesse superato i 500 milioni di utenti, si parlava infatti di 550 milioni. Ma in realtà sono molti di più.

    L’app di messaggistica ha annunciato di aver raggiunto i 700 milioni di utenti, un traguardo che WhatsApp, l’app concorrente di quella di Pavel Durov, raggiunge nella seconda metà del 2017, a distanza di 8 anni dalla sua nascita.

    Telegram raggiunge i 700 milioni di utenti dopo 9 anni, l’app venne lanciata nel 2013 e un anno dopo, nel 2014, aveva 35 milioni di utenti.

    L’annuncio dei 700 milioni di utenti è accompagnato anche dall’annuncio della versione Telegram Premium. E, ricordiamolo ancora una volta, non è Telegram tutta ad essere a pagamento, l’app continuerà ad esistere come sempre in maniera gratuita. A pagamento, nelle versione Telegram Premium, saranno messe a disposizione alcune funzionalità utilizzabili con un pagamento mensile.

    Telegram 700 milioni utenti

    Ecco tutte le funzionalità di Telegram Premium

    Il costo mensile è di 5,99 euro al mese, si tratta di una cifra ipotizzata nei giorni scorsi, ma sicuramente più alta dei 4,99 euro che era praticamente data per certa.

    Avevamo annunciato proprio qualche giorno fa le funzionalità che avrebbero fatto parte di Telegram Premium, disponibile nella versione dell’app 8.8 per iPhone e Android a partire da oggi e acquistabile in-app, ma adesso abbiamo l’ufficialità. Ecco quali sono:

    • nessuna pubblicità
    • possibilità di caricare file da 4 GB. Resta per tutti la possibilità di caricare file da 2 GB.
    • download più veloci, gli abbonati a Telegram Premium potranno scaricare file e contenuti multimediali “alla massima velocità possibile”.
    • limiti raddoppiati, gli abbonati a Telegram Premium potranno seguire fino a 1000 canali, creare fino a 20 cartelle chat con un massimo di 200 chat ciascuna, aggiungere un quarto account a qualsiasi app Telegram, fissare 10 chat nella lista principale e salvare fino a 10 sticker preferiti. È anche possibile possibile scrivere una bio più lunga e includervi un link
    • da voce a testo, i messaggi vocali possono essere convertiti in testo
    • sticker e tasti reactions unici
    • nuovi strumenti per le chat, come la possibilità di cambiare la cartella chat predefinita, in modo che l’app si apra sempre su una cartella personalizzata
    • foto profilo animate
    • badge profilo premium
    • nuove icone per l’app

    Telegram premium 700 milioni utenti franzrusso.it

    Queste le funzionalità che potranno essere attivate dietro il pagamento di un abbonamento mensile di 5,99 euro per Telegram Premium.

    Alla fine, si notano molte similitudini con un’altra app che ha già avviato la sua versione a pagamento e stiamo parlando di Twitter con Twitter Blue. Non ancora attiva nel nostro paese, lo sarà presto, è l’app che Elon Musk vorrebbe estendere ancora di più, nel senso di aggiungere funzionalità maggiori in modo quasi da renderla come l’app principale.

    Come già sottolineato, Telegram Premium è un passaggio necessario e permetterà di sostenere lo “sviluppo continuo dell’app”. E chissà, magari a breve anche lo sbarco in borsa.

    E voi siete pronti a pagare per avere funzionalità aggiuntive su Telegram?

    Fateci sapere tra i commenti o sui nostri profili social.

  • Anche Telegram avrà la sua versione a pagamento

    Anche Telegram avrà la sua versione a pagamento

    Dopo le prime immagini diffuse un mese fa, Pavel Durov ha confermato che Telegram avrà la sua versione a pagamento con funzionalità aggiuntive. Un passaggio necessario che potrebbe portare alla IPO.

    Dopo le prime immagini della fase di test che giravano un mese fa, Telegram, per voce del suo fondatore Pavel Durov, ha ufficializzato che l’app di messaggistica avrà la sua versione a pagamento.

    In verità, sono almeno due anni che si parla di una versione a pagamento di Telegram, ma adesso quella che inizialmente poteva essere solo un’idea, adesso diventa realtà. Una necessaria realtà, come vedremo fra poco.

    Intanto, come ha specificato lo stesso Durov nel suo messaggio su Telegram di pochi giorni fa, non si tratta di una versione a pagamento per tutti e nessuno sarà costretto a compare nulla per usare l’app abitualmente. Si tratta di una versione che includerà funzionalità maggiori, rispetto a quanto già offre Telegram.

    In pratica, si tratta di funzionalità aggiuntive che verranno rese disponibili a pagamento. Chi vorrà continuare ad usare Telegram abitualmente potrà continuare a farlo.

    telegram pagamento 2022

    Questa specifica è doverosa per evitare di fornire informazioni che possano confondere gli utenti, pensando che Telegram diventa a pagamento.

    Si tratta quindi di un passaggio necessario, come spiega lo stesso Durov, per il fatto che ad oggi, con oltre 500 milioni di utenti a livello globale (c’è chi dice che siano già 550 milioni), la gestione di una piattaforma come questa, dal punto di vista dei server necessari, si fa sempre più complicata, da l punto di vista dei costi.

    Ecco che serve introdurre qualche funzionalità in più a pagamento per permettere alla piattaforma di poter continuare ad offrire i suoi servizi a tutti gli utenti e per continuare ad essere sostenibile economicamente.

    In pratica, questa versione a pagamento permetterà agli utenti di continuare a permettere lo sviluppo della piattaforma. L’idea è quella di portare avanti un progetto che sia partecipato dagli utenti, senza essere dipendenti da qualche forma di sponsorizzazione onerosa.

    Al momento non si conoscono i dettagli economici della versione a pagamento, Durov non ha specificato nessuna tariffa e non ha specificato quelle che saranno le funzionalità aggiuntive.

    Ma, secondo i rumors, tra le funzionalità ci sarà quella di inviare file fino a 4GB, una velocità di trasferimento più elevata, dei tasti reactions esclusivi, un badge per il profilo premium, adesivi esclusivi e altre funzionalità. E, sempre secondo i rumors, visto che lo stesso Durov non ne ha parlato, l’abbonamento sarà mensile indicativamente a 4,99 dollari al mese, più o meno la stessa cifra in euro.

    Questa operazione potrebbe permettere a Durov di lanciare la sua IPO, l’operazione tanto agognata da Durov che permetterebbe di quotare in borsa telegram. Se così fossero le cose, Telegram entrerebbe nel listino della borsa di Hong Kong e potrebbe ambire ad una valutazione di 50 miliardi di dollari.

    Per Pavel Durov sarebbe un cambio di passo notevole. Vedremo cosa accadrà se la versione di Telegram a pagamento dovesse arrivare entro la fine di questo mese o giù di lì. Ovviamente vi terremo informati.

  • Twitter Circle, condividi tweet con un massimo di 150 utenti

    Twitter Circle, condividi tweet con un massimo di 150 utenti

    Lanciato come test il mese scorso, Twitter Circle sta cominciando ad estendersi a tutti gli utenti a livello globale, sia su app che su web. Vediamo insieme come funziona e a cosa serve.

    Lanciato come test il mese scorso, Twitter Circle sta cominciando ad estendersi verso un numero di utenti sempre più esteso. Segno che la fase di prova ha dato esito positivo e che da adesso la funzione può intendersi in uso per tutti.

    Nonostante le turbolenza dovute all’acquisizione della società da parte di Elon Musk, vicenda che continua ad essere caratterizzata dalle azioni spesso controverse del fondatore della Tesla, Twitter sta mantenendo comunque attivo il suo programma di lancio di nuove funzionalità.

    E tra queste vi è, appunto, Twitter Circle.

    Twitter Circle

    Cos’è Twitter Circle

    Ma cos’è Twitter Circle? Volendo provare a dare una risposta dopo averla usata, Twitter Circle è una funzionalità che permette all’utente di twittare contenuti all’interno di una “cerchia” che potrà essere composta da un numero massimo di 150 utenti.

    Già il nome cerchia vi avrà sicuramente riportato alla mente il fatto che questo termine veniva usato anche in Google Plus, il tentativo social di Google che si basava proprio sulle cerchie. Ma, al tempo stesso, Twitter Circle ricorda anche Amici più stretti” di Instagram, la modalità che permette, dal 2018, la condivisione di storie per un ristretto numero di contatti.

    Più o meno allo stesso modo funziona Twitter Circle, che permette di creare una timeline più diretta, nella quale fanno parte (lo decidete voi) utenti di interesse, siano essi follower o meno. La lista poi è sempre modificabile.

    Come usare Twitter Circle

    Come usare Twitter Circle? L’utilizzo è molto semplice e intuitivo.

    Allora, dalla vostra app, iOS o Android, o dalla versione web, quando aprirete il “Componi tweet” vi accorgerete di poter usare Twitter Circle se in altro a sinistra dell’editor compare un menù a tendina. Se cliccate sopra al menù vedrete che potrete inviare il vostro tweet a Tutti, alle vostre community (quelle che gestite o seguite) e, quindi anche ad un ristretto numero di utenti con Twitter Circle.

    https://twitter.com/TwitterSafety/status/1521540727557218309

    Non appena inviato il tweet, gli utenti che fanno parte della lista vedranno una nota come questa, “Solo le persone della Cerchia di @nomeutente possono vedere questo tweet“, e lo stesso tweet non è visibile in modalità pubblica.

    Inoltre, il tweet non può essere retwittato, proprio per il fatto che non è un contenuto pubblico ma privato, e gli utenti che fanno parte della cerchia non posso sapere chi sono gli altri della lista. La lista può essere sempre modificata e l’utente non riceverà mai una notifica di aggiunta (a differenza di quello che avviene per gli account delle Liste aggiunti in modalità pubblica).

    Nota importante, è vero che il tweet non è pubblico, ma può sempre essere condiviso come screenshot.

    Twitter Circle attivo per tutti, su web e app iOS/Android

    Nella giornata del 30 agosto 2022 Twitter ha ufficializzato il rilascio di Twitter Circle per tutti gli utenti a livello globale.

    Valgono le funzionalità e opzioni descritte più sopra, significa che la fase di test è stata superata dopo aver ricevuto e verificato tutti i feedback forniti dagli utenti che l’hanno provata per primi.

    A cosa serve Twitter Circle

    A cosa serve Twitter Circle? Sicuramente ad introdurre una modalità più privata nell’usare Twitter. Se ma se ne sentisse il bisogno.

    Twitter in questo modo vuole offrire agli utenti che vorrebbe avere uno spazio più appartato per esprimersi, invece di usare sempre e soltanto la modalità pubblica. Ricordiamolo, è ristretta certo, ma certamente non privata per come la si volesse intendere.

    Twitter Circle

    Si tratta di una modalità che richiama l’idea di certi gruppi ristretti all’interno dei quali condividere pensieri che non si vorrebbero rendere pubblici.

    Al momento la funzionalità si sta estendendo a livello globale su iOS, Android e nella versione web di Twitter. Se non l’avete ancora, si tratta solo di attendere un po’ di più.

  • Gli azionisti di Twitter fanno causa a Elon Musk

    Gli azionisti di Twitter fanno causa a Elon Musk

    L’era di Elon Musk non è ancora iniziata, ma per Twitter non c’è pace. Un gruppo di azionisti ha fatto causa al fondatore della Tesla al quale contestano di aver manipolato le azioni della società per scopi personali.

    L’era di Elon Musk, come nuovo proprietario di Twitter, ma per l’ex società di Jack Dorsey (che proprio in questi giorni ha ufficializzato la sua uscita dal board) non vi è pace.

    Due giorni fa, presso il tribunale di San Francisco, la città dove si trova la sede di Twitter, è stata depositata una causa per conto degli azionisti di Twitter contro Elon Musk. Il fondatore della Tesla viene accusato di aver, intenzionalmente, manipolato le azioni della società per scopi personali. Il documento, di circa 40 pagine, riporta in modo preciso tutti i fatti che si sono succeduti nel corso degli ultimi mesi, da marzo a maggio di quest’anno, con tanto di screenshot di tweet.

    In pratica con questa denuncia gli azionisti di Twitter vogliono mettere in evidenza come il fondatore della tesla abbia manipolato, presumibilmente, i prezzi delle azioni per agevolare la sua scalata da 44 miliardi di dollari.

    L’accusa è basata sul fatto che Elon Musk, con questo suo atteggiamento, avrebbe violato le leggi della California in tema di regolamentazione dei mercati. Inoltre, elemento rilevato da più parti, gli azionisti attraverso questa azione legale collettiva vogliono dimostrare come le lamentele verso i bot sulla piattaforma (ricorderete più o meno del 5%) altro non è che una strategia per ottenere un prezzo migliore rispetto ai 44 miliardi precedentemente concordati.

    Elon Musk azionisti causa twitter

    Oppure, alla peggio, far fallire l’accordo, attivando una narrazione a sua favore, come paladino della libertà di informazione mentre gli altri gli avrebbero impedito di portare avanti la sua battaglia. Una narrazione, nei modi, già vista da qualche altra parte.

    Secondo gli inserzionisti che hanno proceduto con la denuncia, Elon Musk si sarebbe mosso illegalmente sin da subito. Il fondatore della Tesla avrebbe violato le regole della SEC non dichiarando da subito l’acquisizione del 5% di Twitter, avvenuto a marzo, quindi prima che venisse ufficializzata l’acquisizione del 9,2% della società, cioè agli inizi del mese di aprile. Un’operazione che avrebbe permesso a Musk di risparmiare 156 milioni di dollari.

    Come descritto in dettaglio, la condotta di Musk è stata e continua ad essere illegale, in violazione del Codice delle società della California e contraria ai termini contrattuali che ha accettato nell’accordo“, si legge nel documento che riporta la denuncia. Gli azionisti sperano comunque che la loro denuncia possa essere riconosciuta come class-action, in modo da richiedere risarcimenti da dividere con tutti gli azionisti.

    Qualche settimana fa proprio qui sul nostro blog avevamo ipotizzato quale potesse essere la strategia di Elon Musk, e cioè che tutte le sue energie fossero impiegate per giocare con questa acquisizione per fare in modo che il prezzo di Twitter potesse scendere e risparmiare qualcosa rispetto ai 44 miliardi di dollari dell’accordo. Una strategia che viene adesso denunciata anche dagli azionisti.

    Ma al di là di questo, va detto, Elon Musk finora non ha dato seguito in maniera concreta a questo atteggiamento. Anzi, proprio ieri il titolo in borsa ha fatto un balzo in avanti considerevole perché Musk ha promesso di mettere sul piatto altri 6 miliardi di dollari per alleggerire i prestiti Tesla sull’affare Twitter. E il titolo viaggia in positivo anche adesso mentre scriviamo.

    Nel corso di questi ultimi giorni Elon Musk non è stato certamente fermo e in silenzio su Twitter, anzi. Continua la sua battaglia per la libertà di informazione, ormai sempre più politica, avendo dichiarato che da adesso in poi il suo voto sarà per i repubblicani.

    Tra l’altro proprio ieri ha lanciato, come al suo solito, un sondaggio in cui chiede ai suoi follower “Di chi ti fidi di meno?” tra poilitici e miliardari. E al momento (con quasi 2,8 milioni di voti) il risultato vede i politici al 76% e, non contento, Musk sfida la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, con cui ha avuto di recente qualche diverbio, a fare lo stesso.

    A parte tutto questo, se la denuncia andasse avanti allora la decisione più probabile che potrebbe prendere un giudice sarebbe quella di costringere Elon Musk a tenere fede all’accordo siglato con la società e quindi pagare i 44 miliardi di dollari accordati.

    Ecco, questo non è altro che un nuovo capitolo di una saga che continua e continuerà ancora, fino a quando tutto l’accordo si concluderà, forse, in autunno. Staremo a vedere, fino al prossimo capitolo.

  • Gli utenti più giovani seguono gli influencer per gli acquisti

    Gli utenti più giovani seguono gli influencer per gli acquisti

    Un recente studio di Oracle e CRM Essentials rileva come gli utenti più giovani, quelli della Generazione Z, decidono di fare acquisti seguendo influencer.

    Forse il titolo sembra scontato, ma non lo è del tutto. Un recente studio di Oracle e CRM Essentials ha rilevato come il ruolo degli influencer sia sempre più rilevante per i giovani in relazione agli acquisti. Lo studio traccia in maniera evidente un cambiamento che si è reso ancora più evidente negli ultimi anni. Gli utenti quindi stanno modificando il modo in cui si informano prima di effettuare un acquisto e i social media sono luoghi all’interno dei quali si sviluppa la conversazione, all’interno delle community, utili per formarsi un’opinione.

    Ma quello che è più chiaro da questo studio è che i giovani, quelli della Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012) hanno come punto di riferimento gli influencer e i social media.

    I dati ci dicono che l’80% degli utenti intervistati ha dichiarato di acquistare prodotti dopo essere entrato in contatto con contenuti sui social media; il 37% fa affidamento in maniera esclusiva agli influencer; solo il 13% degli intervistati dichiara di effettuare acquisti dopo essersi informato dalla tv.

    Dicevamo prima dei più giovani, quelli che si individuano all’interno della Generazione Z. Di questi l’84% effettua acquisti facendo riferimento agli influencer, un dato che assume una rilevanza importante per il fatto che questa fascia di età sarà quella che, nel corso dei prossimi anni non troppo lontani, sposterà sempre di più le proprie decisioni di acquisto guardando agli influencer. E nel corso degli anni vedrà crescere anche la propria possibilità di spesa. Questo è l’elemento interessante da cogliere.

    Se guardiamo alle altre fasce di età, “solo” il 46% dei Baby Boomers prende decisione di acquisto seguendo influencer. Restano comunque ancorati ai mezzi tradizionali.

    Inoltre, gli utenti della Generazione Z sono i più propensi a scoprire prodotti e marchi tramite gli influencer (il 32%), rispetto al 28% degli intervistati in generale e solo al 13% dei boomers intervistati.

    E attraverso quali canali gli utenti della Generazione Z seguono gli influencer?

    E dallo studio di Oracle e CRM Essentials scopriamo che il 49% degli utenti della Generazione Z lo fa attraverso YouTube. Una percentuale che scende al 37% se facciamo riferimento ai Millennials. C’è poi da rilevare il ruolo di TikTok, usato dal 23% degli utenti della Generazione Z, un dato che è più del doppio rispetto alle altre classi di età.

    E parlando di decisioni di acquisto una parte dello studio è dedicata anche alla customer care. Ebbene, il 98% degli utenti definisce frustranti le interazioni con il team di assistenza.

    In ogni casom anche in questo contesto, i social media giocano un ruolo rilevante. Infatti, il 31% degli intervistati preferisce commentare sulla pagina del marchio sui social media e il 24% preferisce inviare un messaggio diretto al marchio sui social media. Dati che raddoppiano se guardiamo la Generazione Z.

    Dato interessante è poi il 93% degli utenti che si rivolge a YouTube e a TikTok per ricevere risposte ad alcune domande riguardanti dei prodotti. Percentuale che sale poi al 95% degli intervistati che appartengono alla Generazione Z e che scende al 7% tra i boomers.

    Per il 20% degli i video condivisi su YouTube e su TikTok sono rilevanti perché realizzati da altri utenti/consumatori, per il 19% sono facilmente rintracciabili, per il 16% sono sono chiari e illustrativi.

  • Trenitalia Regionale e Accenture Song per la comunicazione social

    Trenitalia Regionale e Accenture Song per la comunicazione social

    Trenitalia Regionale e Accenture Song per la comunicazione sui social media. Una collaborazione iniziata un anno fa che continua con l’apertura di nuovi canali per raccontare nuove storie delle belle e dei luoghi regionali.

    La comunicazione social gioca un ruolo importante anche per comunicare i luoghi “regionali”. Anzi, i social media per la comunicazione local sono strumenti formidabili, per la loro capillarità e immediatezza. Attraverso questi strumenti diventa più efficace e coinvolgente la narrazione di storie.

    Ed è questo che muove la collaborazione tra Trenitalia Regionale e Accenture Song con il claim “Tutto quello che ti muove“, con al centro la comunicazione social dell’azienda di trasporto ferroviario regionale.

    Da sempre il treno rappresenta il mezzo di trasporto preferito per i viaggi e per gli spostamenti regionali. Viaggi e spostamenti che diventano occasione per conoscere e scoprire i luoghi, gli itinerari e le bellezze regionali del nostro paese.

    Social Media Trenitalia Accenture Song

    La collaborazione tra Trenitalia Regionale e Accenture Song è iniziata esattamente un anno fa, proseguendo poi fino al Giro d’Italia 2021, manifestazione di cui Trenitalia è Official Green Carrier.

    La collaborazione tra i due grandi player ha dato vita, nel corso del 2021, alla produzione di tanti contenuti, sono stati creati diversi eventi e appuntamenti. E non sono mancate le indicazioni sulle bellezze e i luoghi da visitare tutti segnalati attraverso il canale Instagram di Trenitalia Regionale, il primo canale avviato, @trenitaliaregionale.

    In poco tempo il profilo Instagram ha superato i 21 mila follower e, dopo questo anno così ricco, nei prossimi messi si darà il via ai nuovi canali su YouTube e Facebook.

    Accenture Song non continuerà ad occuparsi solo della comunicazione social di Trenitalia Regionale, ma si occuperà anche del “social care”, quindi del customer care attraversi i canali social, con l’obiettivo di offrire ai clienti e ai viaggiatori risposte pronte e pertinenti sempre in accordo con l’azienda del trasporto ferroviario regionale.

    Ci piaceva segnalarvi questa notizia come esempio di collaborazione che funziona, portata avanti con l’idea di investire sulla comunicazione credendo nei valori che muovono le due aziende. Come l’Innovazione e la Sostenibilità, valori che in un contesto di comunicazione local trovano sempre più spazio e acquistano sempre più importanza.

  • Elon Musk sta giocando con Twitter, ecco perché

    Elon Musk sta giocando con Twitter, ecco perché

    Elon Musk ha deciso di mettere in pausa l’acquisizione di Twitter, vuole verificare se davvero gli account spam/bot sono il 5% sulla piattaforma. In realtà, sta giocando.

    Difficile parlare di Elon Musk e Twitter, per il fatto che il susseguirsi di notizie  è così repentino che è difficile mettere a fuoco ciò che succede davvero. E sarà così fino al completamento dell’acquisizione da parte del fondatore della Tesla. Forse.

    Forse, perché mai come adesso Elon Musk sta mettendo in chiaro quella che è la sua strategia su Twitter.

    Ma andiamo per ordine. Verso la fine della mattinata di oggi venerdì 13 maggio 2022, ora italiana, ElonMusk twitta che l’acquisizione è temporaneamente sospesa in attesa dei dettagli relativamente ad un report di Twitter che rileva come il fenomeno degli account spam e/o bot sulla piattaforma sia inferiore al 5% sul totale degli utenti.

    Elon Musk Twitter

    Elon Musk quindi vuole vederci chiaro e di sua iniziativa (almeno seguendo le sue ultime gesta) decide di mettere in pausa l’accordo di acquisizione. Risultato? Il titolo TWTR precipita a Wall Street e nella fase di pre-apertura va giù del 15% fino a circa 38 dollari per azione. Salvo poi riprendere qualcosina, mentre scriviamo, perdendo il 10% a circa 40 dollari per azioni. Ben lontano dai 54 dollari per azione raggiunti quando Elon Musk acquisì il 9,2% di Twitter, operazione che in effetti era l’inizio della sua scalata.

    La strategia di Elon Musk: far scendere il valore di Twitter

    Ecco, l’obiettivo primario di Elon Musk era questo, far scendere il prezzo di Twitter e possiamo dire che ci sta riuscendo.

    Dopo circa due ore dal suo tweet, sorprendente e spiazzante come sempre, cerca di rinsavirsi e twitta che resta comunque impegnato nel portare avanti l’acquisizione.

    Certo, questo era chiaro, ma alle sue condizioni.

    Elon Musk non è certo nuovo ad operazioni come queste e non è certo nuovo ad atteggiamenti come questi. Lui è sempre stato così, imprevedibile.

    Di certo, prima di abbandonare l’acquisizione di Twitter dovrebbe pensarci su diverse volte (e lo farà) visto che una clausola prevede che se non completasse l’acquisizione sarebbe costretto a pagare una penalità di 1 miliardo di dollari.

    La situazione quindi si complica ancora più del dovuto in una settimana in cui si è parlato tanto dei tagli al personale. Anzi, dei tagli al management di Twitter.

    Elon Musk prevede di avviare una nuova era di Twitter in cui sarà sempre meno dipendente dalla pubblicità, iniziando a tagliare i costi sul personale. Ultimo addio, in ordine di tempo, è quello di Kayvon Beykpour, responsabile di prodotto di Twitter e già co-founder di Periscope. Un addio su “suggerimento” di Parag Agrawal, l’attuale CEO della società.

    “Parag mi ha chiesto di andarmene dopo avermi fatto sapere che vuole portare la squadra in un’altra direzione”.

    Sempre nei giorni scorsi, durante una intervista sulla CBS, Elon Musk ha definito un errore il ban su Donald Trump. Dichiarazioni che fanno ancora discutere e che definiscono meglio quale sia la sua strategia.

    Elon Musk sta quindi giocando a far abbassare il prezzo di Twitter, una strategia che di riflesso porterebbe a far aumentare il prezzo di Tesla e quindi essere sicuro di recuperare il terreno perso fin qui.

    Il dato è che Tesla ha perso quasi un quarto del suo valore da quando Elon Musk ha deciso di avviare la sua scalata di Twitter. Una mossa che ha finito per ingarbugliare i suoi piani. Le azioni Tesla sono per Elon Musk il tesoretto da utilizzare per riuscire a completare l’operazione finanziaria dell’acquisizione.

    Abbassando il prezzo di Twitter, cresce quello di Tesla e lui è più contento.

    Se guardiamo i dati è quello che sta accadendo.

    Mentre scriviamo Twitter cede il 9.2% e Tesla guadagna il 5,6%. Non serve aggiungere altro.

    Anzi no. C’è ancora un’altra cosa da aggiungere.

    Elon Musk sapeva perfettamente dei risultati del report, del 5% degli account spam/bot. Su Twitter è così da 2011 del resto.

    Ripescare il report dopo 10 giorni significa solo provare a fare il suo gioco.

  • Twitter presenta Data Dash, il gioco per spiegare la privacy

    Twitter presenta Data Dash, il gioco per spiegare la privacy

    Twitter ha lanciato nuove misure per la privacy e per farlo decide di comunicarle meglio con un linguaggio più comprensibile e con un gioco da browser, Data Dash.

    Twitter ha presentato Data Dash, un gioco per browser che aiuta a spiegare alcune delle impostazioni sulla privacy, tema sempre molto caro alla società di San Francisco che ormai si appresta a diventare di proprietà di Elon Musk.

    Il gioco si presenta con una grafica stile videogame anni ’80 e la descrizione che si legge in basso dice tutto: “Ti diamo il benvenuto a Città della Privacy! Porta il tuo cane Dati al parco in sicurezza. Evita gli annunci dei felini, naviga in un mare di DM, combatti i troll e scopri come ottenere il controllo della tua esperienza su Twitter“.

    Una volta scelta la lingua con cui giocare, Twitter Data Dash, realizzato da Momo Pixel, dovrete scegliere il personaggio e iniziare il percorso Maneggiando i cursori per evitare fake news, annunci falsi, troll. Il tutto attraverso un gioco che si sviluppa a scorrimento laterale.

    twitter privacy data dash

    Obiettivo del gioco è raccogliere cinque ossa nel più breve tempo possibile. Ad ogni osso ottenuto, Twitter spiega di più sulle impostazioni sulla privacy fino a quel momento del gioco, offrendo anche un link per approfondire.

    Se vi state chiedendo il perché Twitter abbia sentito il bisogno di rilasciare questo gioco, la risposta è tutta in questa frase: “Non dovrebbe servire una laurea in giurisprudenza per comprendere le norme sulla privacy, quindi abbiamo riscritto le nostre per cercare di renderle utili, puntando su un linguaggio chiaro e allontanandoci dal gergo giuridico“.

    Quindi Twitter inserisce Data Dash all’interno di una serie di iniziative messe in atto con l’obiettivo di spiegare meglio le nuove impostazioni sulla privacy.

    https://twitter.com/TwitterSafety/status/1524404757200207872

    https://twitter.com/TwitterSafety/status/1524404821494620162

    Un linguaggio più semplice, un sito con un design accattivante, un gioco per cercare di coinvolgere meglio gli utenti sono le nuove modalità con cui Twitter cerca di far arrivare meglio le novità e soprattutto l’importanza delle nuove misure per la privacy.

    Infatti la nuova comunicazione sulla privacy di Twitter si muove su queste direttrici:

    • un ripensamento dell’informativa e del sito sulla privacy di Twitter, riscritti con un linguaggio di facile comprensione;
    • un nuovo videogioco sulla privacy, chiamato Twitter Data Dash, per spiegare alle persone le nostre norme sulla privacy in un formato divertente e appassionante;
    • la nostra ricerca sulle icone della privacy, finalizzata a rendere le impostazioni e i controlli sulla privacy riconoscibili su Twitter e ovunque nel mondo.

    Al di là di quello che si possa pensare sul gioco, questa di Twitter è sicuramente un’azione interessante su un tema che per la piattaforma è stato sempre una sorta di tallo d’Achille.

    Resta da capire come tutto questo possa poi conciliarsi con la gestione di Elon Musk che sarà quasi sicuramente CEO pro-tempore e che ha già annunciato di allentare le maglie della della moderazione. Inoltre, nei giorni scorsi durante un’intervista video ha dichiarato che il ban su Donald Trump “è stato un errore”.

    Intanto, leggete le nuove iniziative sulla privacy di Twitter e mettetevi anche voi alla prova su Data Dash.

  • Instagram annuncia il test per usare gli NFT nel profilo

    Instagram annuncia il test per usare gli NFT nel profilo

    Dopo l’intervento alla SXSW 2022 di marzo, Mark Zuckerberg oggi ha confermato che gli NFT arrivano su Instagram. Il test sarà attivo solo negli Usa e coinvolgerà solo pochi utenti selezionati che potranno usare gli oggetti digitali collezionabili nel proprio profilo.

    Dopo l’indiscrezione svelata nel mese di marzo a SXSW 2022, lo stesso Mark Zuckerberg conferma le voci dei giorni scorsi, dichiarando che su Instagram prende il via il test per poter usare gli NFT, ma solo negli Usa. Già da questa settimana.

    Poco fa il capo di Meta, in un post su Facebook, ha confermato quello che già Coindesk aveva diffuso nei giorni scorsi, e cioè che ormai gli NFT sanno sbarcando su Instagram , così come era stati annunciato qualche mese fa. Il progetto verso il Metaverso sta cominciando a consolidarsi, anche se molti leggono questa accelerazione come un modo per allontanare le perdite registrate nello scorso esercizio trimestrale dal Reality Labs, la sezione di Meta dedicata allo sviluppo delle tecnologie per il metaverso. La perdita è stata di 2,9 miliardi di dollari.

    Instagram supporterà in questa fase di test gli NFT di Ethereum, Polygon, Solana e Flow.

    instagram nft test

    Collegando i propri portafogli digitali, gli utenti selezionati saranno in grado di dimostrare, anche su Instagram, la proprietà di NFT, metterli in mostra sui loro profili e taggare i creator che li hanno realizzati.

    L’annuncio di Zuckerberg e di Adam Mosseri

    L’annuncio dello sbarco degli NFT arriva qualche minuto dopo il tweet di Adam Mosseri che su Twitter scriveva che i “collezionabili digitali” stanno effettivamente arrivando su Instagram, disponibili solo per pochi creator e collezionisti negli Usa, specificando che non ci saranno costi aggiuntivi per la pubblicazione o la condivisione di NFT sulla piattaforma.

    Una specifica che vuole segnare la distanza da Twitter che, sebbene abbia reso disponibile l’uso di NFT all’interno del proprio profilo, collegano il proprio wallet, questa possibilità è circoscritta solo agli utenti di Twitter Blue che, come sapete, è una app stand-alone a pagamento che integra altre funzioni.

    Gli NFT su Facebook e nelle IG Stories

    Zuckerberg nel suo breve post ha scritto anche che presto una possibilità simile verrà estesa anche su Facebook e che gli NFT potranno essere utilizzati anche nelle stories di Instagram attraverso gli effetti creati con Spark AR.

    Spark AR, annunciata durante F8 del 2017, permette ad aziende e utenti di poter creare, gratuitamente, dei propri filtri. La possibilità di utilizzare NFT permetterà di realizzare filtri in realtà aumentata utilizzando oggetti digitali unici.

  • Le grandi acquisizioni nel mondo dei Social Media

    Le grandi acquisizioni nel mondo dei Social Media

    L’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk per 44 miliardi di dollari è la più alta nel panorama dei social media. Vediamo quali sono state le altre nel corso di questi ultimi anni.

    L’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk, per 44 miliardi di dollari, diventa una delle più costose nel panorama dei social media. Anzi, la più costosa, oltre ad essere tra quelle più costose in assoluto. Tra l’altro, l’acquisizione della piattaforma a 280 caratteri è la seconda acquisizione effettuata “by leverage”, ossia utilizzando capitale preso in prestito per finanziare l’operazione. E infatti, Elon Musk per completare l’operazione di acquisto della piattaforma co-fondata da Jack Dorsery ha messo sul piatto 25,5 miliardi di dollari attraverso Morgan Stanley Senior Funding. Il resto ce lo ha messo di tasca propria.

    Certo, di operazioni costose nel corso degli ultimi 20-25 anni ce ne sono state tante. Tra le tante si può ricordare l’operazione da 130 miliardi di dollari per permettere a Verizon, nel 2013, di acquisire Vodafone. Oppure, nel 2000 quando AOL acquisì per 165 miliardi di dollari la Time Warner Inc.

    Ma quello che vogliamo fare oggi è elencare le acquisizioni che hanno caratterizzato il panorama dei social media negli ultimi anni. Negli ultimi 18-19 anni possiamo dire. E il fatto stesso che nel giro di quasi due decadi si arrivi a toccare queste cifre, di decine e decine di miliardi di dollari, vuol dire che alla fine queste piattaforme social a livello di business hanno rappresentato più di qualcosa.

    Nessuno avrebbe mai previsto, almeno 5-6 anni fa, che un giorno sarebbe arrivato un personaggio come Elon Musk e avrebbe messo sul piatto più di 40 miliardi di dollari per comprarsi Twitter. E dire 5-6 anni fa non è un caso. Stiamo parlando del 2016, all’incirca, quando su Twitter non ci avrebbe scommesso nessuno e, anzi, in quel periodo molti avrebbero voluto farlo comprando l’azienda ad un prezzo stracciato.

    Social Media Acquisizioni

    Ricorderete quando nel 2015/2016 si diceva che Google sarebbe stata ad un passo, ed era vero. Così come è stata ad un passo Salesforce e anche Disney, per via della stretta amicizia tra Jack Dorsey e Bob Iger, colui che salvò Dorsey da tante situazioni.

    Insomma, l’acquisizione di Elon Musk rappresenta, comunque la si pensi ovviamente, un punto importante per i social media, ammesso che ci sia qualcuno che abbia compreso del perché Musk abbia sentito una così forte esigenza di acquistare una piattaforma come Twitter (forse neanche lui ha le idee chiare).

    Allora, vediamo insieme quali sono state le più grandi acquisizione nel mondo dei social media negli ultimi anni, considerando l’ultima acquisizione di Twitter.

    Facebook compra Instagram

    Esattamente 10 anni fa, era l’aprile del 2012, Facebook decise che la sua strada all’interno di Wall Street (era da poco approdata in borsa con mille difficoltà) dovesse essere accompagnata da una strategia orientata al mobile. E l’opportunità era segnata proprio acquisendo Instagram, quando ancora aveva “solo” 150 milioni di utenti. Fu, ovviamente, una scelta azzeccata. Era il 2012 e la cifra sborsata da Mark Zuckerberg fu di 1 miliardo di dollari.

    Facebook compra WhatsApp

    Come per Instagram, qualche anno dopo Facebook sempre puntando verso il mobile decise che fosse arrivato il momento di arricchire il parco app della casa di Menlo Park. E l’occasione ghiotta era rappresentata da WhatsApp. Era il 2016 e sul piatto Zuckerberg offrì a Jan Koum e Brian Acton (poi fondatore di Signal) 16 miliardi di dollari, di cui 4 in cash.

    Microsoft compra LinkedIn

    Ma poteva il colosso di Redmond restare fuori dal gioco dei social media, nel 2016? Certo che no. E così Satya Nadella, CEO di Microsoft dal 2014, offre a Reid Hoffman, uno dei fondatori di LinkedIn (la prima piattaforma social media nata nel 2003), la bella cifra di 26,2 miliardi di dollari. Oggi LinkedIn è parte integrante dell’universo Microsoft.

    Microsoft compra Skype

    Poco prima dell’era Nadella, Microsoft aveva compreso che il mondo dei social media stava andando nella direzione dei video, e delle video conferenze in particolare. Quello, il 2011, era il periodo in cui svettava Skype, allora di proprietà di eBay. E così, Steve Ballmer (poi azionista e consigliere di amministrazione di Twitter) fece il grande passo e mise sul piatto 8,5 miliardi di dollari per accaparrarsi lo strumento. Anche se nel corso degli anni ha perso un po’ di smalto, resta comunque ancora oggi molto usato.

    Microsoft compra Yammer

    Forse non tutti ricordano Yammer, una piattaforma social orientata al business. Stiamo parlando di una piattaforma che anticipò Slack, Asana, Trello, per intenderci. Diciamo che un’altra piattaforma competitor è diventata poi Facebook Workplace. Ebbene, Microsoft voleva presidiare anche questo settore e così, nel 2012 offrì a David Sacks, uno dei fondatori di Yammer, 1,2 miliardi di dollari.

    Grandi acquisizioni social media franzrusso.it 2022

    Google compra YouTube

    Come sapete, YouTube, piattaforma di condivisione video, è a tutti gli effetti una piattaforma social media e Google ne comprese il potenziale prima di altri nel 2006. Non solo comprese il potenziale, ma lo sviluppò rendendola la piattaforma social media più usata al mondo. Si tratta di uno degli investimenti nel mondo dei social media per la casa di Mountain View meglio riusciti e costato “solo” 1,65 miliardi di dollari. Un vero affare.

    Yahoo compra Tumblr

    Yahoo!, ve lo ricordate? Il motore di ricerca del web prima ancora che nascesse Google. Un grande potenziale a portata di mano che poi via via si è sprecato nel tempo. C’è stato un momento, però, in cui l’azienda è stata guidata da Marissa Mayer, fino al 2017. La sua strategia era quella di rivitalizzare l’azienda e vide in Tumblr una possibilità. L’operazione si concluse con 1,1 miliardi di dollari ma non ne beneficiò nessuno. Infatti, Yahoo venne poi assorbita da Verizon diventando Altaba e Marissa Mayer si dimise di lì a poco.

    Twitter compra Vine

    Twitter nel corso della sua storia ha formalizzato diverse acquisizioni. E, spesso, si trattava di soluzioni che anticipavano i tempi. Un paradosso per Twitter di quel tempo, infatti quelle occasioni vennero sprecate tutte. Una di queste è proprio Vine, la piattaforma che permetteva la condivisione di video della durata di sei secondi. L’operazione è costata 970 milioni di dollari, conclusasi prima che Vine rilasciasse il prodotto al pubblico.

    Salesforce acquisisce Slack

    Si tratta di una acquisizione molto recente, è del dicembre 2020, e coinvolge un’azienda, come Salesforce, che più volte è andata vicino ad acquisire Twitter. Più o meno verso il 2016. L’operazione è costata all’azienda di Marc Benioff ben 27,7 miliardi di dollari.

    Elon Musk compra Twitter

    A differenza di tutte le altre acquisizioni che abbiamo visto fino ad ora, questa di Elon Musk che compra Twitter per 44 miliardi di dollari, di cui una buona parte con capitale finanziato, non è orientata a far crescere il business dell’azienda. Più volte in questi giorni il fondatore della Tesla ha sottolineato come questa non sia una acquisizione per fare soldi. Non è chiaro ancora cosa intenda fare, ma certo è che il progetto della app a pagamento andrà avanti, lo aveva confermato lo stesso Musk, e sicuramente quei soldi verranno investiti per creare una struttura aziendale per alimentare la piattaforma con diverse funzionalità, ma non per farla crescere in termini di affari. In questi giorni Twitter sta inviando messaggi via mail a tutti coloro che hanno investito in pubblicità sulla piattaforma tranquillizzando i clienti che non cambierà nulla e che la piattaforma non diventerà uno spazio tossico. Ancora tutto da vedere.

    Ecco, questo un po’ il panorama che abbiamo tracciato delle più grandi acquisizioni che si sono succedute in questi ultimi anni nel mondo dei social media. Come avrete certamente notato, questa di Twitter è la più costosa, fino ad oggi. Almeno fino alla prossima.

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